Gennaio è il mese dei rientri e dei buoni propositi. È anche il mese in cui si definiscono le strategie e gli obiettivi per qualsivoglia business. Perché quindi non cominciare l’anno identificando le campagne marketing sulle quali si desidera puntare nel 2022?
Nel 2022 vogliamo gioia, colore e divertimento. Questo non è solo un buon proposito, ma un vero e proprio stimolo a un nuovo approccio editoriale, poiché la vera chiave del successo quest’anno risiederà anche nella capacità di comunicare buonumore e gioia ai clienti su tutti i canali, grazie a campagne innovative e divertenti.
In questo articolo vi offriamo il calendario 2022 di Splio, con le date più significative del nuovo anno e 12 suggerimenti di campagne marketing per coinvolgere diversamente i tuoi clienti quest’anno.
Le giornate mondiali e internazionali sono da sempre fonte di ispirazione e un’occasione per celebrare tematiche di impatto, ma anche per dimostrare il proprio affetto verso i cari o manifestare gioia per una ricorrenza speciale.
I marketing manager e i marchi stessi ben sanno che variare i propri contenuti è fondamentale per mantenere alto l’interesse, e che un ricco calendario editoriale può fare la differenza, accompagnato da campagne marketing originali che riescano a infondere gioia e divertimento.
Vi mettiamo quindi a disposizione un originale calendario con un suggerimento di campagna marketinge una selezione di ricorrenze speciali per ogni mese del 2022.
Ogni tips potrà facilmente essere riadattato alle diverse esigenze e settori, l’importante è riuscire a stupire, assicurandoti l’engagement dei tuoi clienti e la conversione.
Gennaio è il mese degli attesissimi saldi: metti in risalto le tue promozioni, facendo attenzione alla deliverability! I saldi sono un momento d’oro per incoraggiare il traffico sul proprio e-commerce e le visite in-store. Perciò non sprecare l’occasione: implementa una campagna e-mail ricordandoti di evitare le parole spam poiché i provider di posta elettronica respingono le comunicazioni contenenti determinate parole, facendo finire i tuoi messaggi nella posta indesiderata.
Quindi, rispetta semplici regole, la tua strategia editoriale e i tuoi valori. I vantaggi? Deliverability e reputazione.
Febbraio: il 14 si celebra l’Amore
Perché quindi non dimostrare il tuo affetto verso i tuoi clienti affezionati? Il 14 febbraio lancia la campagna “We love you too”: invia una comunicazione ai tuoi clienti e segmenta il tuo target con l’aiuto della marketing automation (clienti attivi/clienti inattivi). Dimostra loro il tuo affetto riservando uno sconto speciale su tutti gli acquisti effettuati online o in negozio il 14 febbraio.
Perché San Valentino non è solo il mese degli innamorati, ma è il mese dell’amore. Amore e coccola verso sé stessi. I vantaggi? Riattivazione, engagement e drive-to-store.
Marzo: il 18 è la giornata mondiale del Riciclo
Sensibilizza i tuoi clienti grazie a una campagna in collaborazione con un’associazione benefica. Invita i tuoi clienti a portare in negozio gli indumenti ed accessori del tuo marchio non più utilizzati.
Premiali accreditandogli dei punti fedeltà in base al peso del tessuto da riciclare e il numero di prodotti donati.
Il vestiario sarà devoluto a un’associazione benefica! In questo modo incoraggerai il drive-to-store e l’engagement dei tuoi clienti grazie a un’iniziativa di sensibilizzazione, che li avvicinerà ancora di più ai tuoi valori.
Aprile: il 15 è la giornata mondiale dell’Arte
Aprile è il mese dell’Arte! Approfittando della giornata mondiale dell’Arte, lancia una collezione speciale del tuo brand in collaborazione con un’artista e trasformala in un evento imperdibile online & offline.
Invita i tuoi clienti più affezionati alla festa di lancio, insieme al designer, promuovendo l’iniziativa su tutti i canali, incluso Instagram. I vantaggi? Drive-to-store, fidelizzazione ed engagement.
Maggio: il 21 è la giornata internazionale del Tè
Maggio è il mese del gradito tè, simbolicamente momento di condivisione! Perché non organizzare un’iniziativa conviviale con i tuoi clienti in-store?
Stringi una partnership con un fornitore di tè per questa occasione, invita i clienti e visitatori a provare le bustine di questo marchio, in omaggio per ogni acquisto avvenuto in negozio. Potrai utilizzare diversi canali, per esempio inviare una notifica push sul wallet dei tuoi clienti nelle vicinanze grazie alla geo-localizzazione.
I vantaggi? Drive-to-store, fidelizzazione ed engagement.
Giugno: il 6 è la giornata mondiale della Minigonna
A giugno si celebra la giornata della Minigonna, icona di stile, eleganza e libertà.
Approfittane per coccolare i membri del tuo programma fedeltà. Imposta una campagna per l’occasione: invia a coloro che hanno acquistato una gonna nell’ultimo anno, un’e-mail con la tua collezione speciale e un voucher da utilizzare in negozio e online, valido solo per i membri del programma dal 6 al 13 giugno.
I vantaggi? Customer satisfaction, fidelizzazione e traffico sull’e-commerce.
Luglio: il 30 è la giornata internazionale dell’Amicizia
A luglio si celebra l’Amicizia. Quale occasione migliore per lanciare la tua campagna “Porta un amico” per questa giornata speciale?
Invita i tuoi clienti ingaggiati a condividere con i loro amici un voucher di referral, grazie a un link condivisibile tramite i social, WhatsApp o per e-mail.
Una campagna di referral marketing può aiutarti a rispondere a molteplici obiettivi: fidelizzare clienti esistenti, acquisire nuovi clienti e aumentare il fatturato.
Agosto: il 19 è la giornata mondiale della Fotografia
In occasione della giornata mondiale della Fotografia, lancia la campagna “Scatena il fotografo che è in te” e incoraggia i tuoi clienti a condividere i loro migliori scatti con i tuoi prodotti su Instagram, ricordandogli di taggare il tuo marchio.
Per loro e i nuovi membri del tuo programma fedeltà: un voucher da utilizzare in negozio o online dal 19 al 26 agosto. I vantaggi? Vendite, fidelizzazione e traffico sull’eCommerce.
Settembre: il 15 riaprono le scuole
Settembre è il consolidato mese del back-to-school, che simboleggia la fine delle vacanze e il momento dei rientri.
Non significa però che è il momento di riempire di messaggi il tuo target, perciò attenzione alla quantità e alla qualità delle tue comunicazioni. Durante i periodi di punta, come il back-to-school, scommetti sulla qualità e sulla personalizzazione delle tue campagne. E assicurati la pertinenza dei tuoi messaggi grazie alla segmentazione del database.
I vantaggi? Drive-to-store, vendite e deliverability.
Ottobre: il 7 è la giornata mondiale del Sorriso
Per la giornata mondiale del sorriso, raccogli recensioni e sorrisi! Approfitta del periodo di calma tra il rientro e le vacanze di dicembre per chiedere ai tuoi clienti la loro opinione sull’esperienza con il tuo marchio. Invitali a lasciare una recensione e premiali con dei punti fedeltà per ogni opinione ricevuta.
In questo modo potrai arricchire la conoscenza del cliente nel tuo motore loyalty e allo stesso tempo mostrare interesse per il loro pensiero con l’obiettivo di migliorarti.
I vantaggi? Conoscenza del cliente e customer satisfaction.
Novembre: il 13 è la giornata mondiale della Gentilezza
In occasione della giornata mondiale della gentilezza, fai sapere a tuoi clienti quanto sono importanti per te!
Imposta una piccola survey, sui social e per e-mail, per conoscerli meglio, e quindi meglio rispondere alle loro esigenze. Il mese del tuo compleanno? Il tuo colore preferito? La tua taglia? Un’e-mail, 3 domande, 3 clic e 5 secondi del loro tempo, per creare dei contenuti personalizzati durante tutto l’anno. La conoscenza del cliente è fondamentale, poiché aumenta le possibilità di conversione delle tue campagne.
Dicembre: il 13 si celebra il Christmas Jumper Day
Le festività natalizie spesso fanno rima con le tradizioni, una di queste: i maglioni natalizi.
Lancia un’iniziativa dedicata per coloro che sapranno osare con il maglione natalizio. Premia i membri del tuo programma fedeltà che faranno acquisti in-store indossando un originale maglione, raddoppiandogli quindi i punti per ogni acquisto effettuato dal 13 al 20 dicembre.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/01/Campagne-Marketing-Splio.jpg10801920Ninja Partnerhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngNinja Partner2022-01-20 11:30:122022-01-20 15:05:01Calendario 2022: un'idea di campagna marketing al mese per animare la tua relazione con la clientela
Cosa s’intende quando si parla di SEO PR? E in che modo avere conoscenze in materia di SEO può fare la differenza all’interno di una strategia di Digital PR?
Per prima cosa, partiamo dal definire correttamente la sfera delle Public Relation (PR), ovvero quelle attività di comunicazione che hanno lo scopo di costruire e consolidare la relazione del brand con il suo pubblico. Un pubblico fatto di clienti, dipendenti, azionisti, partner commerciali, rappresentanti delle istituzioni o di associazioni industriali o di altre organizzazioni di settore e, più in generale, l’intera comunità in cui l’impresa opera.
Chi si occupa di pubbliche relazioni svolge essenzialmente un lavoro di branding, che trasposto al mondo del web si traduce in Digital PR.
Accanto alle attività di PR tradizionali, quelle di Digital PR svolgono un ruolo complementare in cui il focus è la presenza online, l’interazione con il pubblico e, in generale, tutto ciò che influenza la percezione del brand.
È facile, dunque, intuire come una strategia SEO possa costituire un vantaggio competitivo nelle public relation, prevedendo una serie di operazioni che hanno l’obiettivo di migliorare visibilità e credibilità sul web.
Domain Authority uguale Trust
Lo scopo di una strategia PR è sempre quello di aumentare la notorietà del marchio massimizzando l’esposizione. Ma come fare poi per misurare tutte queste cose e quantificare il risultato raggiunto?
È proprio qui che entra in gioco la SEO PR, ovvero una strategia basata su dati misurabili e in grado di restituire con precisione il ROI, in termini di volumi di traffico, backlink ricevuti.
Se lo scopo delle digital PR è quello di lavorare sulla visibilità e la reputazione del brand, sul piano SEO tutto ciò si concretizza migliorando il posizionamento tra i risultati di ricerca e, di conseguenza, l’authority del sito web.
La Domain Authority (DA) è una metrica molto importante da considerare in quest’ambito: si tratta di un punteggio attribuito al dominio che va a determinare quanto i contenuti all’interno del sito web siano affidabili.
Migliorando la DA, crescerà parallelamente la credibilità delle pagine sotto quel dominio agli occhi dei motori di ricerca, il che è da considerarsi uno step propedeutico per estendere la rete di collegamenti al tuo sito tramite backlink, come vedremo nel paragrafo successivo.
Estendere il network e ottenere backlink
Dal punto di vista del ranking, chiunque si occupi di SEO sa bene quanto una strategia di link building sia determinante per salire in cima ai risultati di ricerca nella SERP.
Questo aspetto coinvolge anche le Digital PR, in cui una strategia di backlink è da intendersi come base per costruire una propria rete di contatti all’interno del settore, ampliare il pubblico e creare sempre più curiosità attorno al brand.
Il posizionamento di un link su pagine web di terzi, infatti, può essere garanzia di affidabilità tanto per gli utenti quanto per il motore di ricerca, soprattutto se il backlink proviene da un sito o di un magazine che godono già di una certa notorietà.
In ambito editoriale, ricevere backlink da un autore o una testata che sono già ben posizionati sul web, significa associare l’immagine del brand a una voce già riconosciuta come autorevole.
L’utente avrà sicuramente uno stimolo in più a cliccare sul link e si aspetterà di trovare informazioni attendibili.
L’analisi del sentiment è un altro aspetto da non trascurare quando parliamo di SEO PR.
La sentiment analysis si occupa di estrarre e analizzare le opinioni espresse dagli utenti riguardo prodotti o servizi e, più in generale, estrarre opinioni da un testo o da un gruppo di testi, partendo dall’elaborazione del linguaggio naturale.
Per delineare un quadro chiaro del sentiment degli utenti, le fonti da cui attingere sono i contenuti generati dagli utenti stessi, come recensioni e commenti sui social media. Ragion per cui ci si riferisce a questa attività anche come social listening.
Analizzare il sentiment è un’azione che può essere svolta manualmente o utilizzando tool basati su sistemi di machine learning, come Talkwalker o MonkeyLearn. Normalmente la seconda opzione è quella più consigliata benché abbia i suoi limiti, primo tra tutti che la macchina non è in grado di comprendere espressioni gergali, commenti sarcastici o ironici.
In linea di massima, avvalersi di una tecnologia di sentiment analysis è utile per processare quantità di dati maggiori in minor tempo, e anche di capire di cosa parlano gli utenti che interagiscono con i canali del tuo brand.
Molti di questi tool di analisi hanno delle funzionalità che permettono l’estrazione di keyword list, utilissime per delineare una panoramica più nitida del sentiment, e capire meglio di cosa parlano gli utenti che parlano del tuo brand su internet.
In che modo posso comprendere meglio il sentiment partendo dalle keyword list? Isolare parole e frasi ricorrenti può essere molto utile per identificare dei trend e capire quali sono gli aspetti che fanno più discutere e in che modo le persone ne parlano.
Di quali aspetti le persone sono soddisfatte? Di cosa, invece, parlano in termini negativi? Per fare un esempio, un’analisi del sentiment di questo tipo potrebbe rivelare un pubblico molto soddisfatto dei prodotti acquistati sul tuo e-commerce ma estremamente deluso dalla qualità del servizio di spedizione.
Avere a disposizione questo tipo di informazioni, ti permetterà non solo di lavorare per migliorare l’esperienza del cliente; ma anche di prevedere contenuti mirati proprio su quei topic che il tuo pubblico sembra apprezzare meno e riconquistare la sua fiducia.
Il ruolo del comunicato stampa nella SEO
Il comunicato stampa è uno strumento fondamentale nelle attività PR e serve essenzialmente a condividere informazioni utili con chi vuole scriverne, che si tratti di organi stampa, blogger o altri siti web.
Non tutte le notizie e gli update del brand necessitano di essere veicolati da un comunicato, normalmente utilizzato quando l’annuncio assume toni più ufficiali.
Ma quale ruolo hanno i comunicati stampa nella SEO? Veicolare un comunicato stampa sul web è soprattutto un lavoro di brand awareness, ma in che modo può portare traffico al sito?
In primis, un comunicato stampa che appare tra i risultati di ricerca nella sezione News di Google attirerà sicuramente un maggior numero di click, in secondo luogo perché se il contenuto è originale e accattivante, sarà più facile trovare siti, magazine o blogger che lo condividano e lo diffondano.
Il che si traduce nell’aumento del traffico sul sito per mezzo di backlink e referral, che di conseguenza portano il sito in cima ai risultati di ricerca.
Attenzione, però: ad oggi i comunicati stampa non sono più un mezzo diretto per l’ottimizzazione per i motori di ricerca, servono piuttosto per portare traffico indirettamente. Ciò non vuol dire che non debbano essere presi in considerazione all’interno di una strategia di SEO PR, ma semplicemente che non devono costituire una priorità.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/01/SEO-e-digital-PR.jpg6801204Federica D'Arpahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFederica D'Arpa2022-01-19 12:30:082022-01-26 12:57:06SEO e Digital PR: ecco perché dovrebbero viaggiare in tandem
La notizia è fresca di giornata ed è ormai ufficiale, Microsoft ha appena acquisito Activision Blizzard, Inc per quasi 70 miliardi di dollari. Activision Blizzard è leader nello sviluppo di videogiochi e publisher di contenuti d’intrattenimento interattivo, con titoli leggendari e giocatissimi, tra cui “Call of Duty”, “Candy Crush”, “Warcraft”, “Diablo”, “Overwatch” e “Hearthstone”.
Questa acquisizione accelererà la crescita del business gaming di Microsoft su dispositivi mobile, PC, console e cloud. Si tratta di un colpo enorme, persino più grande di quello dello scorso anno che portò la società a inglobare gli Studios Bethesda.
Satya Nadella CEO Microsoft
Il potere del gaming: intrattenere e cambiare le regole del gioco
I videogiochi sono più di un semplice business dell’intrattenimento in forte espansione, stanno rimodellando il modo in cui interagiamo con il mondo e questa transizione ne è un esempio chiarissimo. Il gaming ispira l’innovazione spingendo aziende come Microsoft a creare nuove tecnologie per servire miliardi di giocatori in tutto il mondo.
Le parole di Phil Spencer, CEO di Microsoft Gaming
Secondo le dichiarazioni di Phil Spencer, CEO di Microsoft Gaming, presto il colosso della tecnologia offrirà il maggior numero possibile di giochi Activision Blizzard all’interno di Xbox Game Pass e PC Game Pass, sia nuovi titoli che giochi dall’incredibile catalogo di Activision Blizzard.
Microsoft infatti prevede di aggiungere molti dei giochi di Activision a Xbox Game Pass una volta concluso l’accordo. Con l’acquisizione di Activision, Microsoft pubblicherà presto franchise come Warcraft, Diablo, Overwatch, Call of Duty e Candy Crush. Grazie a questa acquisizione, a oggi Xbox Game Pass ha più di 25 milioni di abbonati.
Cosa accadrà finita la transizione tra Microsoft e Activision Blizzard
Quando la transazione sarà ufficialmente conclusa, Microsoft diventerà la terza società di giochi al mondo per fatturato, dietro Tencent e Sony.
Bobby Kotick ricoprirà il ruolo di CEO di Activision Blizzard fino alla chiusura di questa transazione. E infatti Activision Blizzard e Microsoft Gaming continueranno a lavorare in modo indipendente. Una volta concluso l’accordo, l’attività di Activision Blizzard passerà a Phil Spencer. Tra l’altro, voci di corridoio, dicono che Kotick non rimarrà una volta che l’accordo sarà completamente chiuso.
L’accordo dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno fiscale 2023. È un lungo periodo di tempo, ma Activision Blizzard opera in diversi mercati, il che potrebbe rendere più complicata l’approvazione normativa per Microsoft.
Obiettivi e scenari futuri
Satya Nadella, CEO di Microsoft ha invece detto che questa transizione giocherà un ruolo chiave nello sviluppo di piattaforme metaverse.
Ha poi aggiunto che la società sta investendo profondamente in contenuti, community e cloud di livello mondiale per inaugurare una nuova era di gioco che metta giocatori e creatori al primo posto e renda il gioco sicuro, inclusivo e accessibile a tutti.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/01/Microsoft-acquisisce-Activision-Blizzard.jpg537958Mariagrazia Repolahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMariagrazia Repola2022-01-18 19:30:292022-01-24 13:01:43Microsoft ha acquisito Activision Blizzard: bomba nel mondo del gaming
Il Digital Marketing Specialist è un professionista che racchiude in sé un insieme diversificato di competenze. È il profilo più ricercato da aziende e recruiter per soddisfare le proprie esigenze di innovazione digitale.
Cosa fa un Digital Marketing Specialist?
La sua figura è responsabile della promozione online di un sito web (per aziende o prodotti), di un particolare prodotto o servizio o dell’immagine e del posizionamento di un brand sul web.
Per fare questo, sfrutta tutti i canali di marketing digitale a sua disposizione per ottenere maggiore visibilità a coinvolgere più persone possibili attorno al brand.
Il Digital Marketing Specialist deve avere una buona conoscenza di tutte le discipline e gli strumenti che fanno parte del marketing digitale.
Le sue caratteristiche principali includono:
Progettazione, implementazione e monitoraggio di campagne SEO
Analisi e ottimizzazione delle campagne PPC
Supervisione delle campagne di content marketing
Utilizzo dei social network (per generare traffico, consapevolezza del brand e vendite)
Gestione dei membri del team di digital marketing
Coordinamento delle attività di tutte le campagne digitali
Definizione degli obiettivi e analisi delle prestazioni di tutti i canali digital
La differenza tra un Digital Marketing Specialist, un SEO Specialist o uno specialista PPC è che uno specialista di marketing digitale deve possedere conoscenze trasversali su più di un’area. E dimostrare di saper governare le principali forme di comunicazione del marketing digitale in generale, non solo di una singola disciplina.
Cosa serve per diventare Digital Marketing Specialist?
1. Assimila gli elementi essenziali del marketing digitale
Il primo passo per diventare uno specialista di marketing digitale è imparare davvero cosa s’intende con marketing digitale e come funziona.
Il marketing digitale non può essere considerato un’unica disciplina. È più un universo che racchiude al suo interno tante galassie, stelle e pianeti.
Ciascuno di essi rappresenta una tecnica, un metodo, un’attività da studiare, approfondire e mettere in pratica per la promozione di una campagna di brand, un sito web o un prodotto o servizio online.
Quali sono i canali di marketing digitale più importanti?
Sito web
Motori di ricerca
Content marketing
Email marketing
Affiliate marketing
Video marketing
Se sei un Digital Marketing Specialist, devi conoscere la funzione che ciascuno di questi canali assolve nella promozione di una campagna online e in che modo ti aiuta a raggiungere gli obiettivi di marketing e di business.
Quali sono, mediamente, i tempi di conversione per ciascun canale? Quali peculiarità differenziano una campagna pubblicata su un canale piuttosto che un altro? Quali leve di marketing vengono attivate e quali invece restano inattive a seconda del canale digitale scelto?
2. Approfondisci le basi della SEO
Una volta che hai un’idea generale su cosa sia il marketing digitale, il passo successivo è quello di padroneggiare la SEO.
Puoi evitare di diventare un esperto SEO a tutti gli effetti, ma non puoi fare a meno di apprendere la logica generale che regola i meccanismi dell’ottimizzazione delle pagine web per i motori di ricerca.
La SEO ha un ruolo fondamentale per il successo di una campagna di marketing digitale. Il motivo è molto semplice: le ricerche degli utenti online aumentano di giorno in giorno e poter far trovare il tuo brand, il tuo prodotto o i servizi per determinate parole chiave, è decisivo.
Anche se le tue fonti di traffico principale arrivano da sponsorizzazioni PPC a pagamento, un buon Digital Marketing Specialist lavora per raggiungere la massima visibilità anche quando le campagne PPC sono “spente”.
Sebbene è molto probabile che il tuo team di marketing digitale possa contare su esperti SEO dedicati, il ruolo del Digital Marketing Specialist è quello di supervisionare le attività di ottimizzazione.
Capire su quali argomenti il sito dovrà mostrarsi autorevole agli occhi dei motori di ricerca e comprendere quali pagine web sono adatte e pronte per essere posizionate in cima ai risultati di ricerca.
Sviluppare le tue abilità SEO renderà ancora più facile mescolare e integrare altre tecniche da applicare al marketing mix della tua azienda o del tuo prodotto.
3. Padroneggia la pubblicità PPC
Una parte considerevole del tuo tempo e del tuo budget potrebbe essere destinata alla gestione di campagne PPC su Google Ads o Facebook.
In qualità di Digital Marketing Specialist dovrai conoscere i diversi tipi di campagne che puoi progettare e lanciare. Ma soprattutto dovrai essere capace di misurare i risultati, analizzando correttamente i dati che le piattaforme di advertising ti mettono a disposizione.
Molto spesso, una corretta interpretazione delle metriche e dei KPI sono la vera chiave del successo di una campagna PPC. Poter implementare azioni di A / B testing ti aiuta a raggiungere il target con maggior precisione (risparmiando buona parte del budget che andrebbe sprecato).
A seconda delle dimensioni del tuo team, dell’azienda e del tuo settore di business, potrebbe essere consueto gestire campagne PPC in perenne pubblicazione. Questo per motivi di rilevanza e posizionamento del brand.
Per il Digital Marketing Specialist, padroneggiare il PPC è più un obbligo che una semplice scelta.
4. Sviluppa competenze di marketing sui Social Media
Oltre che creare e gestire annunci a pagamento su Facebook o Google Advertising, il Digital Marketing Specialist deve sapere come strutturare un piano di comunicazione sui social media.
A seconda del tipo di sito web o azienda da promuovere, potresti dover esplorare nuove piattaforme di social networking come TikTok, Pinterest, LinkedIn o Twitch. In modo da cavalcare nel più breve tempo possibile nuove possibilità di crescita con contenuti virali.
Restare aggiornati sugli ultimi trend comunicativi dei social media è una parte dell’attività del Digital Marketing Specialist da non sottovalutare.
5. Crea campagne di Content Marketing
Per alimentare le tue campagne di digital marketing avrai bisogno della giusta benzina. Come disse Bill Gates 25 anni fa, “Content is King“. Fornire informazioni e intrattenimento è il modo più diretto che ha oggi un’azienda per attrarre a sé utenti pronti ad entrare in contatto con il brand e spendere qualche soldino.
Come si fa Content Marketing?
Non tutti i contenuti sono adatti per essere inclusi in una strategia di marketing digitale. Un contenuto di successo deve possedere queste caratteristiche:
Soddisfa l’intento di ricerca dell’utente
È interessante da leggere o da fruire
È ottimizzato per le piattaforme in cui viene pubblicato (SEO, Facebook, Instagram, YouTube)
Genera posizionamento, lead e conversioni
Può prendere forma testuale, video, audio e può essere pubblicato in diversi formati come articolo blog, video su YouTube, una landing page, un podcast, ecc.
Un bravo Digital Marketing Specialist è capace di strutturare un piano strategico che prevede il content marketing al centro del suo calendario editoriale. Ciò significa sapere cosa produrre, quando e come misurare le prestazioni di ciascun tipo di contenuto.
In un team di marketing digitale ben organizzato, il tuo compito non sarà quello di fornire il contenuto (ci saranno scrittori e web writer completamente dedicati a questo). La tua responsabilità sarà quella di assicurarti che venga prodotto il giusto tipo di contenuto per le diverse campagne e i tipi di target a cui si rivolgono.
La posta elettronica resta ancora uno dei canali di comunicazione online più gettonati e performanti.
Nonostante la prepotente crescita dei social media, gli esperti di marketing utilizzano l’e-mail come strumento per generare fiducia sul target, consolidare il rapporto tra utente e brand, fidelizzare il consumatore e finalizzare lo user journey con l’acquisto.
Approfondire e sviluppare l’e-mail marketing di un’azienda è compito del Digital Marketing Specialist che dovrà lavorare per ottenere più contatti e interagire con i propri clienti.
L’e-mail marketing è solitamente l’ultimo passaggio di un funnel di vendita. La gran parte dei canali di marketing digitale (SEO, PPC, Content Marketing, Social Media Marketing) generano lead per l’e-mail marketing. E, di conseguenza, l’e-mail marketing dovrà concentrarsi per chiudere il ciclo con una vendita (o qualsiasi altra forma di conversione prevista dalla campagna).
Che si tratti di e-mail promozionali o newsletter, la logica è quella di proporre al lettore un’informazione o uno stimolo all’interazione con il brand. In modo da trasmettere una presenza costante dell’azienda o del prodotto, pronta a trasformarsi, nel momento opportuno, in un acquisto.
7. Abituati a usare strumenti di analisi / reporting dei dati
Oltre al monitoraggio e all’ottimizzazione delle campagne di marketing digitale, parte delle attività quotidiane di un professionista del marketing digitale consiste nell’analizzare i dati e sviluppare i report per i referenti o i clienti.
Il più grande vantaggio che ha portato il digitale nel mondo del marketing è proprio quello di poter misurare il ritorno (tangibile e intangibile) dell’investimento e delle attività messe in campo.
Perciò, sia che tu riporti al reparto marketing o direttamente al cliente, un Digital Marketing Specialist deve sapere come districarsi nell’uso dei diversi strumenti di reportistica disponibili per il marketing digitale.
I principali sono:
Google Analytics
Google Data Studio
Google Search Console
Facebook Business Suite
Semrush o altre piattaforme di gestione SEO e content (Ahrefs, Moz, HubSpot, SeoZoom ecc.)
8. Integra i canali tradizionali con le ultime novità online
Solo per fare un esempio, Google aggiorna una decina di volte all’anno gli algoritmi deputati alla scansione, l’indicizzazione e il posizionamento delle pagine web.
Facebook, Instagram e YouTube aggiungono / modificano continuamente nuove funzionalità e integrazioni alle loro applicazioni.
Google Advertising continua a promuovere evoluzioni legate all’Intelligenza Artificiale.
Per non parlare delle campagne di marketing online che si possono ideare grazie alla collaborazione di influencer e profili di grande rilevanza nel mondo del digitale.
I cambiamenti in atto nel marketing digitale sono continui e quotidiani. Per il Digital Marketing Specialist l’apprendimento non conosce punti d’arrivo.
L’aggiornamento e il test di nuove opportunità online è ciò che rende questa professione mai noiosa, stimolante e ricca di spunti creativi da poter sviluppare. Nel tempo si trovano sempre nuove tecniche o strategie da approfondire e testare per dare al brand o all’azienda un palcoscenico di visibilità vantaggioso.
Assicurati di rimanere informato su tutte le ultime tendenze e le risorse a tua disposizione. Mostrati curioso verso il mondo online, anche quando non è necessariamente legato al marketing e alla pubblicità. Molto spesso un fenomeno social che esplode sul web potrebbe rivelarsi una ghiotta occasione di crescita e inaspettata promozione.
9. Sviluppa capacità di coordinamento del team
Un professionista del marketing digitale deve avere buone capacità di gestione del team.
Gran parte delle tue responsabilità lavorative sarà quella di guidare e gestire un team di altri specialisti ed esperti che compongono una squadra di marketing digitale. Esattamente come una competizione sportiva.
Ciascuno sarà responsabile delle proprie attività specifiche, ma il Digital Marketing Specialist, come una sorta di allenatore, ha il polso della situazione e sa bene quale pedina muovere in campo per raggiungere la vittoria.
Non solo da un punto di vista tecnico e operativo. Gestire un team di persone, e sapersi relazionare in maniera strategica, è determinante. Saper lavorare con gli strumenti di gestione del progetto, stabilire obiettivi, KPI e target. Ma anche formare il team, tenerlo compatto e unito sui progetti o sulle attività di marketing digitale di un’azienda o un brand rientra tra le capacità di un ottimo Digital Marketing Specialist.
È probabile che per piccoli gruppi o esperti di marketing digitale che lavorano come freelance e liberi professionisti, potresti non dover gestire direttamente le persone. Ma dovrai comunque sapere come creare e coordinare piani di comunicazione online, così come impostare e monitorare l’avanzamento di un progetto.
10. Certificazione Digital Marketing Specialist, Sì o No?
Le aziende hanno sempre più bisogno di professionisti che sanno come agire e dove mettere le mani quando si tratta di comunicare sul web. Spesso il modo più semplice per valutare le capacità di un esperto di marketing digitale è quello di considerare eventuali certificazioni pubblicate sul curriculum.
Tuttavia questo sistema è molto discutibile.
È vero che un corso di marketing digitale insegna tutto ciò che c’è da sapere sul marketing digitale, evitando di dover leggere diverse guide e manuali o cercare risorse aggiuntive. Ma l’esperienza di un Digital Marketing Specialist, come tutti i mestieri di questo mondo, si acquisisce sul campo.
Ottenere una certificazione di Digital Marketing Specialist da una scuola o un fornitore affidabile e autorevole è un ottimo modo per certificare di aver intrapreso un percorso di formazione nel settore.
Ma come detto prima, la materia (o le materie) sono in continua evoluzione. Nonostante siano trascorsi diversi decenni dalla scoperta del world wide web, siamo ancora agli albori della comunicazione d’impresa fatta su canali digitali.
Perciò ottenere una certificazione non dimostra automaticamente che sei il miglior professionista di digital marketing, ma che possiedi una buona base di conoscenze necessarie per svolgere il tuo lavoro. E che da queste dovrai proseguire per sviluppare al meglio la tua figura professionale.
Digital Marketing Specialist, ora hai il potere del digital tra le tue mani
Vuoi davvero diventare un Digital Marketing Specialist? Metti in pratica i 10 punti visti sopra. In particolare fai attenzione a questi punti importantissimi:
impara ad utilizzare in maniera professionale e strategica ogni singolo canale di marketing digitale;
investi continuamente in formazione e aggiornamento come se fosse un’attività integrante della tua routine quotidiana;
non smettere mai di essere curioso verso nuove forme di comunicazione e approfondiscile in maniera tecnica e teorica con esperimenti e test.
Se sei disposto a mettere in gioco la tua creatività (e il tuo ingegno) per ideare e promuovere strategie di marketing online, niente ti impedirà di diventare un grande Digital Marketing Specialist.
Lo sapevi che trascorriamo circa 6 ore al giorno su internet e quasi 2 ore di esse sui social media? Un dato che ci impone di non sottovalutare le potenzialità dell’Instagram Marketing.
Il 67% degli utenti attivi online è iscritto a Instagram (dato, emerso in Digital 2021, l’ultimo report di WeAreSocial e Hootsuite) e ciò ne evidenzia il valore strategico che ha per il marketing aziendale.
Ogni giorno la piattaforma rilascia nuovi aggiornamenti e funzioni tanto da rendere il lavoro dei social media manager una sfida continua.
Con alcuni test, accorgimenti e costanza nell’analizzare la propria strategia, interagendo con la community e pubblicando contenuti nuovi e interessanti è possibile ottenere degli ottimi risultati in termini di business.
Ecco 16 consigli + 1 per usare al meglio l’Instagram Marketing
1. Usa un account business o creator
Può sembrare banale ma ci sono molte aziende che hanno profili non impostati correttamente. Per passare da un profilo personale a un account aziendale o di tipo creator, basta andare nelle impostazioni e alla voce accountcambiarne la tipologia.
I vantaggi principali di questo tipo di profilo sono:
la possibilità di accedere a tutta una serie di statistiche che non può visualizzare un profilo personale standard
la possibilità di aggiungere le informazioni di contatto e una call to action
la possibilità di creare ads e configurare lo shopping sul social network.
2. Definisci degli obiettivi chiari
Stabilisci il motivo per cui utilizzi il social e quali risultati vuoi ottenere: awareness, stabilire una relazione con i tuoi clienti attuali, cercare clienti potenziali, migliorare la consapevolezza sul marchio, vendere prodotti.
Insomma, stabilisci quali sono le priorità e i motivi reali per cui vuoi utilizzare Instagram e assicurati che sia lo strumento giusto per ciò che vuoi ottenere.
3. Studia il tuo target
Studia il tuo cliente tipo e fai una ricerca preliminare per capire se puoi arrivare a quel pubblico attraverso la piattaforma. Ricorda che Instagram, come gli altri social network, sono strumenti e pertanto vanno implementati sulla base delle esigenze aziendali.
4. Ottimizza il profilo e la bio
La prima cosa che fa un utente quando arriva sul profilo della tua azienda è leggere la biografia.
Scrivi un testo interessante e ricordati di inserire una call to action. Inoltre la bio, al momento, è l’unico spazio di Instagram in cui è possibile inserire dei link. Sfrutta la cosa a tuo vantaggio inserendo un link che rimandi al sito web o al form di contatto.
Utilizza la bio per spiegare i motivi per cui una persona dovrebbe seguirti e ottimizza la descrizione usando delle parole chiave (famosa SEO di Instagram) relative al tuo brand.
Configura il profilo in modo che ci siano tutti i contatti aziendali e se ne hai uno o più di uno, scrivi qual è l’hashtag ufficiale del marchio.
5. Usa una foto profilo di impatto
Le dimensioni contano anche su IG. Utilizza un formato 320 x 320 pixel per salvare l’immagine di profilo. Se lavori all’instagram marketing di un brand, usa il logo per rendere la pagina riconoscibile, sicura ed affidabile.
6. Instagram Marketing: crea visual accattivanti
Benché Instagram, secondo il suo head Adam Mosseri, stia progressivamente diventando un’app di intrattenimento e attenta ai video, il social è nato come network di condivisione di foto istantenee. Usa il social per pubblicare contenuti visuali che siano utili, di valore e rilevanti per il tuo pubblico di riferimento.
La piattaforma predilige i contenuti che aumentano il tempo di permanenza degli utenti sul social pertanto pubblica video, caroselli, reel, foto e animazioni. Usa Instagram per creare interesse attorno al brand, raccontare i retroscena della tua attività e creare attesa attorno ai prodotti e/o ai servizi che intendi promuovere.
7. Usa tutti gli elementi che il social mette a tua disposizione
Ogni volta che rilascia una nuova funzione, Instagram tende a prediligerne le views, in parte per promuovere il nuovo contenuto, in parte perché non ha ancora in repertorio abbastanza materiale. Quindi sfrutta ogni aggiornamento dell’app per aumentare la visibilità dei tuoi content e raggiungere nuovi pubblici.
Usa le dirette, i reels, le storie e i post per condividere tutorial, aggiornamenti, news, collaborazioni e lancio di nuovi prodotti.
8. Sii riconoscibile. Crea il tuo stile unico
Definisci la palette di colori e usa sempre gli stessi font. Ricorda che l’immagine che il brand ha su Instagram deve essere coerente col resto della comunicazione online e offline del marchio.
9. Usa gli hashtag con parsimonia
L’era della serie infinite di hashtag è ormai superata. La piattaforma permette di utilizzare fino a un massimo di 30 hashtag ma si consiglia di usarne 5, massimo 9 poiché il social potrebbe intercettare il post come potenziale spam. Per la scelta delle parole chiave puoi utilizzare questi parametri: la rilevanza e la specificità per la tua nicchia di pubblico. Inoltre gli # non dovrebbero incoraggiare #like4like e altri cancelletti inseriti nella lista di quelli bannati dall’app.
10. Interagisci con la community
Ogni social è composto da una rete di persone. Pubblicare contenuti autoreferenziali senza interagire con la community non porterà il tuo business lontano.
Commenta i post degli altri utenti e rispondi sempre alle domande.
Crea sondaggi e votazioni da condividere con i tuoi follower per costruire e sedimentare la relazione.
11. Consigli di
Instagram Marketing: sfrutta le stories
Le storie sono un potente mezzo per promuovere i post appena pubblicati, interagire con la community e raccontare qualcosa sul marchio. Nelle stories è possibile inserire stickers, gif, countdown e altri elementi utili alla narrazione e all’interazione coi follower. Ad esempio puoi sfruttare le storie per far sondare le preferenze in merio al colore di un nuovo prodotto e/o rispondere a domande sui servizi che offri. Sfrutta le storie in evidenza (highlights) per salvare le storie più significative raggruppate in categorie utili. Se gestisci un ristorante, ad esempio, potrai inserire il menù tra gli highlights.
12. Conto alla rovescia
Utilizza il countdown per creare attesa rispetto a una diretta o generare interesse rispetto al lancio di un tutorial sull’utilizzo di un nuovo prodotto o presentare una live con un ospite importante. Insomma, sperimenta tutte le funzioni a tua disposizione per aumentare l’engagement col pubblico.
13. Scrivi lunghe caption e didascalie ottimizzate
L’obiettivo principale del social è di tenere le persone il più tempo possibile sulla piattaforma. Quindi utilizzare delle lunghe descrizioni nel post aumenta il tempo di permanenza dell’utente sul contenuto. Inserisci le informazioni più rilevanti nelle prime due righe di testo e sfrutta le emoji e gli spazi per dividere il copy in tanti piccoli paragrafi che abbiano un titolo.
Instagram si ritiene un social attento all’inclusione pertanto è bene ricordarsi di andare nelle impostazioni avanzate del profilo e scrivere un testo alternativo per rendere l’immagine comprensibile a chi non ha la possibilità di vederla.
14. Pubblica nel momento giusto
Utilizza gli insight per capire quali sono i momenti migliori per pubblicare i tuoi contenuti. Di solito coincidono con gli orari in cui la tua nicchia è più presente sul social network. Per ogni profilo questo dato è diverso, quindi il consiglio è di prevedere una prima fase di test in cui sperimenti diversi orari e giorni di pubblicazione e poi adatti il calendario editoriale in base a ciò che viene fuori dal test.
15. Usa le ads
Ebbene sì, i social network non sono gratuiti.
Bisogna acquistare spazi di visibilità che altrimenti non potresti raggiungere in organico. Pertanto si consiglia di “spingere” i post targettizzando gli annunci in base a:
dati demografici: sesso, età, lingua;
interessi specifici e comportamenti dentro e fuori l’app
geolocalizzazione: città, provincia, regione, stato.
Grazie alle ADS hai possibilità di mostrare i contenuti che posti a nuovi pubblici potenzialmente interessati.
16. Usa le partnership con influencer
Intercetta una rosa di potenziali influencer con cui collaborare e a cui far provare e recensire il tuo prodotto/servizio. Sono molti gli utenti che compiono un acquisto dopo aver visto un prodotto promosso da un influencer che seguono e di cui si fidano, quindi perché non sfruttare la cosa per aumentare le vendite?
Inoltre puoi utilizzare lo sticker (ex swipe up) per invitare l’influencer di turno a utilizzare un linkpersonalizzato per la vendita del prodotto promosso; in questo modo potrai monitorare le visite al sito web e gli acquisti generati da quella specifica campagna.
17. Parti dai numeri. Analizza il profilo, gli insight e calibra il tiro
Analizza sempre i tuoi post e rivedi di volta in volta la strategia alla luce di alcune considerazione: i dati estrapoli dagli insight, i numeri relativi alle collaborazioni, e i KPI specifici per gli obiettivi che ti sei prefissato.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2021/10/Instagram-Marketing-copertina.jpg6881231Flavia Alvihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFlavia Alvi2022-01-04 11:49:542022-01-24 13:06:55Instagram Marketing: 16+1 consigli per raggiungere il tuo pubblico
Chi lavora con i Social Media sa che non ci si annoia mai: appena abbiamo creduto di comprendere meglio l’algoritmo di Facebook o i contenuti più efficaci di Instagram o LinkedIn ecco che qualcosa cambia. E allora, di nuovo, a buttare giù nuovi piani editoriali, nuovi contenuti e nuovi brief con i clienti per fargli capire che bisogna cambiare per essere sempre ben visti dai “famosi” algoritmi dei vari social. In questo articolo abbiamo cercato di sintetizzare i Social Media Trend 2022.
Facebook, il social più popolare punta sulle nicchie
Il social network numero 1 al mondo, con i suoi 2,9 miliardi di utenti attivi mensili, è sempre pronto a stare al passo con i tempi. A volte viene bistrattato per lasciar spazio a social più “giovani” come Instagram e TikTok ma lui è sempre lì, con le sue specificità e i suoi miliardi di utenti pronti ad interagire e ad investire. Facebook per il prossimo anno è pronto a seguire la scia dei social più di tendenza e a premiare, quindi, contenuti più veloci, più brevi.
Questo è ormai un dato di fatto acquisito: i video sono i formati preferiti dagli utenti. I video, inoltre, devono essere brevi ed informativi. In poco tempo e in poche immagini gli utenti devo aver la possibilità di acquisire informazioni. Quindi basta post lunghi, basta link che riportano a siti o blog (già penalizzati da un bel po’ di tempo) e un grosso “si” ai video stile Reels. Una caratteristica di contenuto a cui si dovrà piegare anche Facebook (dopo il grande successo di TikTok e l’evoluzione di Instagram).
Evoluzione ancor più interessante per il 2022 è sicuramente l’importanza che verrà data dal principale social di Zuckemberg alle nicchie. Si avete capito bene, il social più popolare del pianeta punta forte sulle nicchie. E in che modo?
Semplice: Gruppi Facebook, Live Audio Room e Facebook Live. Tre strumenti che amplificano il concetto di vicinanza con l’utente, facilitano l’usabilità del contento (audio e video) e tendono a parlare con persone simili con gli stessi interessi e lo stesso linguaggio.
Instagram, video video e ancora video
Il contenuto video è da anni che viene preferito dagli utenti Facebook perché ritenuto più efficace. Questo dato di fatto è stato accertato con ancor più forza con l’esplosione di social con target più giovani come TikTok.
Ed è proprio da Instagram che parte una svolta chiara e netta proveniente direttamente dalla bocca di Adam Mosseri, responsabile di Instagram che afferma come la piattaforma stia abbracciando un cambiamento di paradigma in cui gli utenti chiedono contenuti video più divertenti. Ciò significa che è fondamentale che le aziende inizino ad abbracciare questo cambiamento il prima possibile per commercializzare efficacemente sulla piattaforma entro il 2022.
Partendo da questo dato di fatto, ormai acquisito da tutti gli esperti di Social Media, andiamo a vedere quelli che saranno i Social Media Trends 2022 per Instagram. I video, innanzitutto, dovranno essere sempre più divertenti, informativi, utili e di contenuto.
Questo cercano gli utenti. A queste caratteristiche Instagram aggiungerà degli strumenti tecnici per poter facilitare la vendita di prodotti e rendere più immediato il rapporto tra influencer, video e acquisto on line da parte degli utenti.
La direzione è segnata e nel 2022 sarà una vera e propria esplosione. Questa ulteriore evoluzione di Instagram farà sì che piccole attività dovranno “investire” in questo cambiamento e adeguarsi ad un nuovo strumento di vendita dalle grandissime potenzialità di guadagno.
Tutta colpa di TikTok (o suo grande merito). Se i video brevi diventano di tendenza per gli altri social, se la leggerezza diventa una prerogativa e se i Reels diventano i contenuti chiavi anche per colossi come Instagram e Facebook questo vuol dire che TIK TOK sta facendo scuola. Nonostante ciò non si sente per nulla appagato e guarda al futuro.
Il 2022 TikTok riserva delle novità in controtendenza rispetto agli altri. Infatti una piccola evoluzione sui contenuti è la durata dei video stessi, che si allungano invece di accorciarsi. I video, infatti, adesso durano 3 minuti ed i Reels sono passati ad una durata massima di 60 secondi. Questi piccoli accorgimenti fanno intendere di come adesso TikTok abbia necessità di dare “più spazio” agli utenti che vogliono veicolare contenuti e non solo intrattenimento puro.
Oltre alla durata dei video TikTok nel 2022 riserverà due grandi novità per il suo miliardo di utenti nel mondo. La prima sarà quella di riservare sempre più spazio ai video in Diretta e la seconda nel dare nuovi ed efficaci strumenti per combinare l’intrattenimento alla vendita di prodotti.
Questa evoluzione è già stata possibile testarla in Gran Bretagna dove durante una live streaming è stato possibile selezionare un link per poter acquistare un prodotto. Uno strumento, questo, dalle grandissime potenzialità per aziende ed utenti.
Social Media Trend 2022 – YouTube: il re dei video cambia pelle
Di certo gli altri social non possono insegnare a YouTube come avere successo attraverso i video ma YouTube stesso non resta fermo, si evolve e cambia. La novità del 2021 che diventerà ancor più potente nel nuovo anno è sicuramente YouTube Shorts. Una evoluzione che consente a tutti gli utenti di creare video di soli 60 secondi utilizzando soltanto uno smartphone e la fotocamera Shorts dall’app di YouTube.
Se questa è stata la più grande novità del 2021, nel Social Media Trends 2022 ci si aspetta un cambiamento netto nell’algoritmo interno al social video più importante al mondo. Fino ad oggi, infatti, bastava scegliere bene i tag ed avere un buon titolo.
Nel 2022 molto probabilmente non sarà più così ma ci sarà una minore incidenza dei Tag ed una notevole peso rivolto al contenuto simile ad altri contenuti di successo. Anche YouTube premierà i contenuti e anche YouTube, come Facebook, inizierà a puntare sulle nicchie, a quel pubblico altamente profilati a cui poter fare vedere nuovi video, nuovi contenuti e nuovi prodotti interamente in target.
Social Media Trend 2022: LinkedIn diventa maggiorenne e si fa bello
Nel 2021 il social per “trovare lavoro” ha computo 18 anni ed in Italia ha toccato i 16milioni di iscritti.
Ad esser sinceri LinkedIn, a tutte le evoluzioni social, ha sempre avuto un approccio soft, attendista. Questa volta però ha introdotto una grande novità: la modalità Creator. Si tratta di dare maggiori strumenti ai singoli utenti dandogli la possibilità, tra le altre cose, di pubblicare delle newsletter con i propri contenuti, di poter passare su Linkedin Live senza fare il processo di candidatura e darà la possibilità di accedere ad un Creator Hub dove ci saranno nuove funzionalità.
LinkedIn, seguendo i Social Media Trends 2022, evolverà verso le nuove modalità video simili ai Reels di TikTok.
A queste modalità (anticipate e confermate dall’acquisto di un’app di video tutorial chiamata Jumprope) aggiungerà funzioni per commercializzare i prodotti delle aziende presenti su Linkedin andando avanti nella sua grande prerogativa: monetizzare sia sui singoli utenti (con abbonamenti business) sia sulle pagine aziendali.
Social media Trend 2022: Twitter crea nuovi spazi per i contenuti
Di certo Twitter non deve imparare da nessuno il valore della brevità e della velocità di informazione. Ma nel 2022 anche Twitter farà dei passi avanti dando sempre maggior spazio ai contenuti audio.
Dovremo essere sempre più pronti a contenuti veloci, immediati, di facile utilizzo. Nel mondo moderno e veloce di oggi anche i 280 caratteri di un tweet possono diventare troppi e allora ci si adegua ai tempi e si inizierà a spingere i contenuti audio.
Nuove tipologie di contenuti e nuovi spazi. Questa un’altra novità che potrebbe presto arrivare. Per chi ha una grossa community di follower sarà possibile creare delle stanze dove poter interagire direttamente con alcuni di essi, scambiandosi contenuti ed informazioni tra pochi. Una sorta di ClubHouse inserita dentro l’universo di Twitter.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2021/12/Social-Media-Trend-2022-1.jpg7751385Riccardo Angelo Colabattistahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngRiccardo Angelo Colabattista2022-01-03 12:11:042023-05-12 18:26:27Social Media Trend 2022: come cambiano i contenuti social
Selezionare i 12 migliori annunci stampa del 2021 non è di certo un’impresa semplice: anche escludendo il criterio puramente discrezionale della scelta, in questo anno che sta per concludersi il ritorno in grande stile dell’Out of Home ci ha permesso di ammirare moltissimi esempi di creatività, ideati e diffusi dalle più grandi agenzie internazionali in tutto il mondo.
12 mesi, 365 giorni di pura arte e comunicazione hanno viaggiato dalla carta stampata agli schermi degli internauti, passando per le installazioni fisiche e le pagine dei giornali.
Ecco la nostra selezione degli annunci stampa del 2021, dalla quale (ahimè!) molti validissimi prodotti sono destinati a rimanere fuori. Ma se vuoi recuperarli tutti, questo è il posto giusto per farlo!
Si dice che il modo migliore di viaggiare sia con la fantasia. In effetti, in questo particolare momento storico condizionato dall’emergenza sanitaria, è probabilmente l’unico modo per farlo. D’altra parte, è anche il più economico: mete lontane, esotiche e suggestive diventano facilmente raggiungibili, grazie ai libri.
Sono moltissime le persone che vivono da sole e non hanno bisogno delle mega promozioni formato famiglia. Se anche tu sei “tutta la tua famiglia“, le mini confezioni e le confezioni mono porzione di Dandy fanno per te.
Federation of Quebec Alzheimer Societies – Loved ones forget themselves too
L’Alzheimer è una malattia sempre più frequente tra la popolazione anziana e, purtroppo, si stima che le persone affette da questo disordine cognitivo aumenteranno del 70% entro il 2031.
La campagna mette in evidenza quanto i caregiver, spesso parenti e famigliari degli ammalati, siano sovraccaricati dal compito di assistenza.
Advertising Agency: Cossette, Montréal, Canada Photographer: Christian Tremblay
Aprile
McDonald’s – Good moments don’t need to wait
ARCOS è una campagna regionale di McDonald’s creata da DDB Colombia, il cui obiettivo è rafforzare il segmento McDelivery.
La campagna si sviluppa nelle più grandi città del continente come Santiago del Cile, Bogotà, Buenos Aires e Città del Messico, tra le altre.
Le immagini comunicano in modo così diretto che non hanno bisogno dell’ausilio di parole.
La campagna di Greenpeace diffusa in Austria mostra il grande, grandissimo potere che si nasconde dietro un dito. Si può combattere contro l’estinzione delle specie, e lasciare il segno, contribuendo con un semplice SMS.
Gli animali in pericolo ci ameranno per questo.
Advertising Agency: DDB Wien, Vienna, Austria Executive Creative Director: Thomas Tatzl Executive Creative Director: Andreas Spielvogel Creative Director: Babette Brunner Art Director: Marina Mrvka Copywriter: Jakob Paulnsteiner
Giugno
Lovespace – It’s okay
“It’s okay” è la nuova campagna sulla consapevolezza sessuale di Lovespace, che illustra in modo abbastanza esplicito il tema delle fantasie sessuali. Queste sono spesso percepite come qualcosa di volgare e sporco, qualcosa di cui vergognarsi.
Patsany ha selezionato una rosa delle migliori foto e ha sviluppato un messaggio chiave per ognuna. “Desiderare è ok” “Condividere ciò che si vuole è ok” “Sperimentare insieme è ok” “Provare insieme è ok”.
Per celebrare i giochi olimpici di Toyko, l’agenzia di Zurigo Freundliche Grüsse ha ora creato un Out of Home molto speciale per la tradizionale marca giapponese: un semplice nastro di tessuto trasforma il logo Kikkoman in una medaglia d’oro. Tanto semplice che non ha bisogno di parole.
Advertising Agency: Freundliche Grüsse, Zürich, Switzerland Creative Director: Pascal Deville Creative Director: Samuel Textor Art Director / Concept: Norihito Iida Copywriter / Concept: Christian Stüdi
Agosto
Diamonds Factory – Insta-Queens
Ti sei mai chiesto che aspetto avrebbe il profilo Instagram della regina Elisabetta I o di Maria Antonietta?
Diamonds Factory ha re-immaginato i ritratti di alcuni dei personaggi più controversi e affascinanti della storia e riassunto le loro fantastiche storie in alcuni scatti.
Queste magiche ricostruzioni mostrano Maria Antonietta, la regina Elisabetta I, Cleopatra, Boudica, Wu Zeitan, Caterina la Grande e Maria Regina di Scozia sotto una nuova luce.
Credits: In-house
Settembre
Amnesty International – Seniors’ rights
Esiste un’età in cui è giusto rinunciare ai propri diritti? Si stima che 7 anziani su dieci siano vittime di pregiudizi a causa della loro età: il fenomeno è noto come “ageismo“, a causa del quale le persone più adulte vengono considerate inefficienti e lente.
È una violenza inaccettabile, per questo la campagna invita a non aspettare di diventare “vecchi” per difendere i diritti degli anziani.
Advertising Agency: Bonjour, Bruxelles, Belgium
Creative Director: Marine Vincent
Creative: Maxim Deliège
Designer: Pierre Jadot
Photographer: Phil Van Duynen
Annunci stampa del 2021: Ottobre
McDonald’s – McDonald’s Artworks
Quando un brand diventa iconico come McDonald’s non è inconsueto che i suoi prodotti vengano rappresentati da artisti e creativi, consacrando oggetti di largo consumo e spingendoli nell’olimpo dell’arte.
Ecco, queste opere d’arte possono costare svariate migliaia di dollari, ma puoi sempre aggiudicarti il gusto dei menu del brand con gli archi dorati per pochi spiccioli.
Prime Video promuove il lancio dell’epica serie fantasy The Wheel of Time con un’affissione in 3D in live-action creata da Amplify e con la star della serie Rosamund Pike.
È la prima volta che un cartellone anamorfico viene utilizzato da una società di intrattenimento per promuovere una serie.
Prime Video ha debuttato in Piccadilly Circus, a Londra, il 15 novembre, ma l’out of home apparirà anche in siti iconici nei mercati chiave, tra cui il Big Kahuna di New York City a Times Square e il Cross Shinjuku Vision di Tokyo.
Advertising Agency: Amplify, London, United Kingdom
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2021/12/annunci-stampa-2021.jpg538958Fabio Casciabancahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFabio Casciabanca2021-12-31 09:00:582022-01-24 13:07:17Amazon, Mc Donald's e Greenpeace: i migliori annunci stampa del 2021
La creator economy anche definita passion economy o economia della monetizzazione individuale ha a che fare con la creazione di contenuti, che possono essere video, scritti, audio o di altro tipo ed è il frutto di un processo durato anni, che oggi grazie a internet, permette ai creator di ottenere un reddito grazie alla produzione e condivisione di contenuti legati alle loro passioni.
Ma per capire cos’è la creator economy, come funziona e perché ci riguarda tutti è bene ricordare come durante gli anni passati prima della nascita della creator economy erano i grandi media a fare da padroni e a gestire l’intero mondo dell’intrattenimento, poiché la creazione dei contenuti era una loro prerogativa.
L’unica possibilità quindi per lavorare in questo mondo era quello di far parte di queste grandi aziende.
Grazie all’avvento di internet però, tutto ciò cambia, portando a un decentramento dei media, il tutto però ad un ritmo decisamente lento, causato dal fatto che le potenzialità di questa innovazione richiesero del tempo per essere comprese dalla maggioranza delle persone.
Grazie a internet infatti, si cominciò ad avere nuovi e diversi tipi di contenuti di cui usufruire, ma anche la possibilità di divenire creatori in prima persona di questi contenuti attraverso nuovi spazi, diversi dagli unici a disposizione fino a quel momento.
Tuttavia lo sviluppo di internet, visto i tempi lenti che hanno accompagnato la sua maturazione, non coincide con la nascita della creator economy, che pur essendosi sviluppata grazie a internet, ha dovuto aspettare lo sviluppo a pieno ritmo di questa innovazione per poter trovare lo spazio necessario alla sua crescita.
Per spiegare meglio cos’è la creator economy possiamo fare riferimento alle parole di Eric Freytag di Streamlabs, il quale riassume il cambiamento del consumo dei media in un articolo scritto per VentureBeat, in cui afferma: “Invece di dieci programmi TV consumati da miliardi di persone, ora abbiamo centinaia di milioni di programmi che soddisfano miliardi di persone. Potresti essere solo una delle dieci persone al mondo interessate a un argomento di nicchia, ma è probabile che troverai dei contenuti per esso. Inoltre, le persone che creano contenuti per quell’argomento ne sono veramente e autenticamente appassionate“.
La passione sembra quindi essere il collante per chiarire cos’è la creator economy che non a caso viene definita anche passion economy, ovvero la possibilità per chiunque possegga una passione precisa, di creare un reddito attraverso questa, grazie alla creazione di contenuti, sfruttando il digitale e le nuove tecnologie, da cui la creator economy trae appunto origine.
Al passo con questa nuova tendenza, le nuove piattaforme che nel corso degli anni si sono sviluppate fino a oggi e continuano a svilupparsi ogni giorno, offrono sempre più spazi e strumenti ai creator per far avanzare questa nuova economia della monetizzazione individuale.
Come funziona la creator economy
Sostanzialmente e nella maggior parte dei casi per capire come funziona la creator economy basti pensare a come questa permetta alle persone di guadagnare grazie alle proprie passioni. Riferendosi ai creator, si tratta di persone “veramente e autenticamente appassionate” come definite da Eric Freytag, che creano contenuti inerenti alle proprie passioni, sfruttando gli spazi e le opportunità offerte da internet.
Come risultato di questa nuova realtà si è sviluppata la possibilità di diventare celebrità anche per le persone comuni che non fanno parte del mondo dello spettacolo. YouTuber e influencer sono solo alcuni degli esempi di come la creator economy abbia dato la possibilità di una visibilità su larga scala a chiunque decida di creare contenuti online.
Negli ultimi dieci anni infatti il content marketing si è saputo affermare come una delle strategie che ha riscosso maggior successo e questo è dovuto ai cambiamenti del periodo che hanno visto instaurarsi un rapporto più stretto con i consumatori, rispetto a quello a cui tutti erano abituati legato ai grandi media.
È proprio in questo contesto dove attraverso il content marketing ci si pone l’obiettivo di attirare il pubblico verso una destinazione precisa, ovvero verso il brand, che entrano in gioco i content creator.
Per poter raggiungere questo obiettivo, è infatti fondamentale per le aziende, avere sempre a disposizione nuovi contenuti creativi attraverso cui attirare e ingaggiare i consumatori in una modalità sempre nuova, al passo con i tempi ed in linea con i loro interessi.
Quanto vale la creator economy
Il valore del mercato totale della creator economy in questo momento si aggira sui 104,2 miliardi di dollari e sembrerebbe destinato a crescere ancora. Secondo il report Creator Earnings Benchmark realizzato da NeoReach in collaborazione con Influencer Marketing Hub:
tutto ciò che è legato ai content creator ha creato un indotto che ha portato dall’ottobre 2020 a investimenti da venture capital per 800 milioni di dollari
il 46% dei creator che costruiscono un pubblico da più di 4 anni guadagna oltre 20.000 dollari all’anno attraverso i propri canali monetizzati
la dimensione totale del mercato della Creator Economy è di circa 104,2 miliardi di dollari
la creator economy ha una traiettoria di crescita sostanziale simile alla Gig Economy
il 78% dei content creator a tempo pieno guadagna più di 23.500 dollari all’anno
Come si diventa creator
Sono sempre di più i giovani che desiderano crearsi un reddito attraverso internet, diventando ad esempio content creator.
Negli USA ben il 29% dei diplomandi dichiara infatti di voler essere un creator, è invece solo l’11% che immagina una tradizionale carriera per il proprio futuro e in un recente studio fatto su bambini di età compresa tra gli 8 e i 12 anni è stato rilevato che quasi il 30% aspira a diventare YouTuber.
Dati che non sorprendono se si considera il grande successo che molte persone hanno ottenuto sulle piattaforme online e che vengono oggi prese come esempio per le generazioni più giovani.
Oggi si è infatti arrivati ad un numero di 50 milioni circa rispetto ai creator esistenti sul pianeta e di questi, 2 milioni possono essere considerati veri e propri professionisti dal momento che monetizzano le proprie passioni creandosi, attraverso la creazione di contenuti legati a queste, un reddito che gli permette di vivere. Come infatti è possibile vedere anche nel grafico sottostante elaborato dalla società di dati Thinknum, la presenza di creator tra le figure lavorative è in continua crescita.
Fonte dell’infografica: Thinknum
Ma per sapere come si diventa creator è fondamentale in primo luogo capire bene chi sono i creator e cosa fanno.
A tale scopo possiamo definire i creator come dei creativi o degli artisti del web che esprimono la propria creatività attraverso la produzione di contenuti che possono essere video, fotografie, articoli di blog oppure altro.
Chiarito questo aspetto è bene capire inoltre, come la figura del creator non sia nettamente e necessariamente coincidente con quella dell’influencer, seppure queste due figure possono avere elementi comuni. I creator infatti, hanno la possibilità di emergere grazie alla qualità dei contenuti che producono a prescindere dai fan che hanno sui loro canali social.
A contraddistinguere i creator c’è in primo luogo la passione che questi hanno e che può essere nei confronti di qualsiasi cosa, che usano come mezzo e ispirazione per la creazione dei propri contenuti. Sarà partendo da questa passione, che si potrà capire quali sono i tipi di contenuti più idonei da produrre in base a questa e sarà di conseguenza possibile scegliere la piattaforma ideale per la pubblicazione, ovvero quella che per le sue peculiarità risulta essere la adatta alla condivisione della propria tipologia di contenuti.
Al contrario gli influencer rappresentano figure influenti in una precisa nicchia di mercato, ovvero quella di cui fanno parte i fan che li seguono sui canali social, che si contraddistinguono per interessi precisi e legati ai tipi di contenuti di cui l’influencer tratta attraverso i suoi contenuti.
Queste figure quindi, a differenza dei creator che rappresentano specialmente un modo per ottenere nuovi contenuti creativi e coinvolgenti per i propri consumatori, rappresentano invece un canale di distribuzione dove il brand espone ad un pubblico più vasto e sicuramente interessato i propri prodotti o servizi, attraverso le collaborazioni sponsorizzate fatte con gli influencer.
Saper comprendere le differenze tra le due figure è molto importante, sia nell’ottica di chi desidera diventare un creator, sia per le aziende che devono decidere se per la loro strategia di marketing sarebbe meglio collaborare con un content creator oppure con un influencer.
Come monetizzare con la creator economy
Ci sono tanti modi di monetizzare con la creator economy che variano in base ai propri contenuti e alla piattaforma che si sceglierà di usare e possono continuare ad essere ancora diversi anche in base alla propria nicchia di riferimento. Le diverse nicchie esistenti infatti permettono ai creator di differenziare sempre di più la loro monetizzazione.
Un esempio sono gli abbonamenti che è possibile proporre ad una parte di fan che desidera contenuti esclusivi ed è quindi disposta a pagarli, a differenza di un’altra percentuale di fan che si accontenta dei contenuti free condivisi con tutti. In molti casi però, le sponsorizzazioni rappresentano una grande fetta del guadagno.
Per il report ONIM (Osservatorio Nazionale Influencer Marketing) in Italia ci sono una media di oltre 20.000 post sponsorizzati al mese, che tradotto a livello di monetizzazione per UPA tocca 272 milioni di euro.
Inoltre a monetizzare grazie alla creator economy è bene evidenziare come non siano solo i creator, ma anche tutte le figure che girano intorno a questi. Infatti mentre possiamo contare 350 mila creator in Italia, si arriva a un numero di 450 mila aggiungendo le figure a questi collegate e che tramite loro percepiscono un reddito.
Alcuni dei modi che hanno i creatori per guadagnare online possono essere:
live streaming
podcasting
Amazon Publishing
eBay
Etsy
Tumblr
WordPress
Twitch
Mixer
Instagram
YouTube
TikTok
Pinterest
WordPress
Udemy
Come guadagnano i creator
Unitamente ai mezzi attraverso cui è possibile creare un guadagno con i contenuti fin qui citati, alcune delle strategie di monetizzazione attraverso cui è possibile creare un guadagno per i creator includono:
le commissioni sugli investimenti pubblicitari
la sponsorizzazione dei contenuti direttamente dai brand
il product placement
le mance e i tips ricevute dai fan
gli abbonamenti a pagamento per contenuti riservati
la vendita di contenuti digitali
il direct selling di prodotti fisici
gli eventi virtuali e dal vivo a pagamento
gli incontri dedicati con VIP e celebrità
l’ingresso in fan club esclusivi
Ma nuove opzioni di monetizzazione sono sempre pronte ad apparire in un mondo, quello online, dalle potenzialità illimitate e dove l’impegno per sostenere i creator è continuamente profuso da parte delle piattaforme social.
Alcuni esempi sono TikTok, una delle prime piattaforme a focalizzarsi sui creators che ha istituito a marzo 2021 il Fondo TikTok per Creator, riservato a chi ha ottenuto almeno 100.000 visualizzazioni ai propri video negli ultimi 30 giorni o il fondo aperto da Facebook di recente, a luglio 2021 e grazie al quale ha messo a disposizione dei creator 1 miliardo di dollari che sarà distribuito entro il 2022 ai migliori creator.
Anche Instagram ha annunciato una nuova funzionalità attraverso cui consente ai suoi membri di trarre profitto grazie ad una commissione in denaro per ogni vendita che questi generano suggerendo prodotti ai fan ed è in procinto permettere ai creator la condivisione di storie esclusive che saranno visibili solo dopo un pagamento.
Altre modalità di guadagno sono state sviluppate da Clubhouse con il lancio di Payments, uno strumento attraverso cui un esclusivo gruppo di creator, può ricevere pagamenti inviati dagli utenti. Come affermato da Paul Davison, co-fondatore di Clubhouse “Fin dai primi giorni di vita la nostra startup si è posta come missione quella di mettere i creator in una situazione di privilegio. L’obiettivo, con la nascita di Payments, è aiutare a guadagnare chi fa crescere e prosperare la piattaforma”.
Anche Twitter si aggiunge alle fila delle piattaforme social su cui sono stati sviluppati nuove forme di guadagno per i creator, attraverso lo sviluppo di tip-jar (barattolo delle mance), una feature che consente di effettuare donazioni in denaro ai profili seguiti e rispetto alle quali Twitter non trattiene alcuna percentuale o con l’avvio di Super Follows, un mezzo attraverso cui i creator possono condividere contenuti esclusivi con i propri utenti tramite il pagamento di un abbonamento.
Ma le modalità di guadagno dei creator sono in continua evoluzione. Come spiega Matteo Pogliani, fondatore di ONIM, l’ Osservatorio Nazionale sull’Influencer Marketing «oggi sono i creator a delineare le caratteristiche dei canali, i trend e persino a modificare la user experience. Basti pensare all’affermarsi di canali sempre più creator-oriented come TikTok e Twitch o all’arrivo dei paywall come Patreon o Onlyfans, piattaforme che permettono ai creator di trovare fonti dirette di remunerazione senza dipendere dalle collaborazioni con i brand, fondamentali ma non più totalizzanti».
«Il ruolo che molti di questi creator hanno sulla loro fanbase aumenta ulteriormente le occasioni di monetizzare tra prodotti e merchandising, capsule collection e presenze in media diversi come la tv. Un cortocircuito che la pandemia ha accelerato», conclude Pogliani.
Quanto guadagnano i creator
È difficile dare dei numeri precisi, poiché le potenzialità di guadagno sono variabili e differiscono in base a diversi elementi, ma possiamo affermare che non esista una correlazione definita tra il conteggio dei follower e il reddito ottenibile.
Per farsi un’idea di guadagno basti pensare che sarebbe sufficiente avere 1000 fan abbonati ai propri contenuti ad un costo di 100,00 dollari l’anno per poter avere un introito annuale di 100.000 dollari frutto solo delle proprie capacità creative.
Secondo Kevin Kelly, studioso di cultura digitale e cofondatore della rivista Wired infatti, hai bisogno solo di 1.000 veri fan per guadagnarti da vivere come artigiano, musicista, designer, fotografo o scrittore.
Non c’è quindi la necessità di avere milioni di fan per avere il successo desiderato. Ad essere importante quindi non è la quantità ma la qualità dei fan in riferimento al loro grado di fiducia.
Come i social media attirano i creator
La diffusione dei social e il grande utilizzo che è stato registrato durante l’anno della pandemia, fanno sì che le piattaforme social si stiano trasformando sempre di più in piattaforme per creator, mettendo loro a disposizione più strumenti.
È facile dunque intuire comei social media attirano i creator facilmentein questo modo, poiché assecondano l’esigenza che i creator hanno di monetizzare le proprie creazioni e permettono loro di diversificare il proprio business.
Inoltre molte piattaforme social hanno optato per far scegliere ai creator la modalità con cui monetizzare la propria attività, dando così una spinta ai contenuti sponsorizzati tramite aziende specializzate per mediare gli accordi tra i brand e gli influencer, a differenza di quelle che hanno scelto invece di condividere le entrate con i creator. Tutte ottime ragioni queste per attirare i creator verso l’uso di queste piattaforme.
Come spiega Matteo Pogliani, fondatore di ONIM, l’ Osservatorio Nazionale sull’Influencer Marketing, «Il contenuto è da sempre elemento essenziale di Internet e dei social, principale strumento per attirare l’attenzione, creare dialogo e relazioni. Questa rilevanza ha dato crescente peso a chi questi contenuti li produce, facendoli diventare veri e propri riferimenti per network più ampi. Una crescita di percezione che oggi li ha resi molto più che semplici creatori, ovvero figure capaci di muovere all’azione, di condizionare. Se a ciò aggiungiamo l’evoluzione delle piattaforme, l’immunità degli utenti alle comunicazioni commerciali e la spinta verso la polarizzazione utilità-intrattenimento è facile capire perché oggi si viva una sorta di era del creator».
Gli strumenti per i creator
Gli strumenti per i creator messi a disposizione dalle diverse piattaforme online su cui i creator possono contare per lo sviluppo dei propri contenuti sono veramente molti e sono legati a:
editing di foto
editing di audio
editing di video
progettazione
sviluppo
ispirazione
formazione
Anche chi è alle prime armi infatti ha modo di imparare spesso facilmente come iniziare a creare contenuti grazie alle molte risorse online messe a disposizione anche dalle stesse piattaforme, al fine di facilitare e incentivare l’uso delle stesse.
Un esempio degli strumenti offerti da Instagram sono ad esempio:
le inserzioni nei reels
i badge
i codici QR
la dashboard per i professionisti
le guide
shopping su IGTV, live, storie e reels
instagram shop
Riguardo a tali strumenti per i content creator, Mark Zuckerberg con un post su Facebook, ha annunciato che questi resteranno gratuiti su tutte le piattaforme di cui è proprietario fino al 2023 e nel momento in cui saranno a pagamento sarà comunque un costo inferiore a quello richiesto da Apple.
Zuckerberg scrive: “Per aiutare più creatori a guadagnarsi da vivere sulle nostre piattaforme, terremo eventi online pagati, abbonamenti dei fan, badge e i nostri prossimi prodotti indipendenti gratuiti per i creator fino al 2023. E quando introdurremo una condivisione dei ricavi, sarà meno del 30% che Apple e altri prendono“.
Inoltre, in un commento il CEO di Facebook aggiunge: “Lanceremo anche un’interfaccia per i pagamenti cosicché che i creator possano vedere come le tassazioni e le percentuali richieste dalle varie compagnie impattano i loro guadagni. E molto altro sta per arrivare presto”.
Conclusioni
«Alla fine tutti noi entreremo a far parte dell’economia dei creator». Queste sono le parole di Naval Ravikant, uno dei più noti investitori al mondo, presidente ed ex CEO di AngelList, piattaforma per startup e business angel che rappresenta il termometro dell’innovazione statunitense.
Se queste parole sono profetiche o no solo il futuro saprà svelarcelo, certo è però, che in questo ultimo anno, anche a causa dell’accelerazione impressa dal Covid-19 alla digitalizzazione, la Creator Economy ha fatto passi da gigante con una dimensione di mercato stimata di 104,2 miliardi di dollari (a partire da maggio 2021) rappresentando una grande opportunità per creare un reddito grazie unicamente alle proprie passioni, una prospettiva a cui per molto tempo in pochissime persone potevano ambire.
Il lavoro di creator professionista infatti è oggi uno dei più richiesti ed il numero delle persone che si occupa di questa attività è diventato tale da sostenere un intero ecosistema di startup che si è venuto a creare per trasformare la loro passione in una professione.
E ad alimentare questa tendenza in continua ci sono i social network che sviluppando continuamente tante nuove funzionalità e strumenti appositamente per i creator permettendo loro di creare un business sempre più slegato dall’advertising
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2021/12/creator-economy-gli-strumenti-dei-creator-per-monetizzare.jpg7191286Manuela Di Vietrihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngManuela Di Vietri2021-12-29 12:54:592022-02-07 10:43:39Cos'è la Creator Economy e quali sono gli strumenti per monetizzare
Il 2021 si apre con il nuovo viaggio gastronomico di Burger King
Pfizer lancia il primo rebranding completo dopo 70 anni
Il nuovo volto di KIA rifletta la visione del marchio nel campo della mobilità
Fedrigoni lancia la nuova identità globale e riorganizza la corporate identity
Il nuovo logo Inter sintetizza i valori della squadra e il legame con Milano
Il primo grande cambiamento visivo di Peugeot sotto Stellantis
HUGO BOSS potenzia fortemente la rilevanza dei suoi marchi
Nuovo nome e nuova identità visiva per TotalEnergies
Nielsen introduce un nuovo logo che enfatizza la ricchezza dei media
Dopo 111 anni di attività Ermengildo Zegna annuncia il suo rebranding
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Il 2021 giunge ormai al suo epilogo. Per l’occasione siamo tornati indietro per ripescare i progetti di rebranding più importanti dell’anno. Dal settore automotive al fashion, passando per altri restyling che hanno lasciato il segno. Attraverso piccoli flashback abbiamo scavato nell’archivio degli ultimi 12 mesi, alla ricerca di ispirazioni, nuovi loghi, inediti design system e sfavillanti tavolozze colore.
1. La nuova identità di Burger King
Nei primi mesi dell’anno abbiamo ammirato il rebranding di Burger King che ha lanciato una nuova identità proprio all’inizio del 2021.
Quest’aspetto ancora più moderno segna il primo rebranding completo in oltre 20 anni e rappresenta in modo più autentico i valori di Burger King nel mondo.
Ispirato al cibo reale, il restyle è servito combinando gusto e qualità attraverso il design. Ogni elemento è stato intenzionalmente reinventato per riflettere meglio il nuovo viaggio gastronomico di Burger King.
I principi di progettazione catturano le caratteristiche uniche del marchio: appetitoso, grande e audace, scherzosamente irriverente e orgogliosamente vero.
Il nuovo logo minimalista sposa perfettamente l’evoluzione di Burger King e rende omaggio al patrimonio del marchio con un design raffinato, semplice e divertente.
Tra le chicche che attirano l’attenzione l’affascinante monogramma: la “B” di Burger viene tagliata come un panino e racchiude il ripieno a forma di “K”.
2. Rebranding completo per Pfizer che presenta un nuovo DNA
Fondata nel 1849, Pfizer è una delle più grandi aziende biofarmaceutiche a livello internazionale. È conosciuta in tutto il mondo per farmaci come Zoloft, Lipitor, Viagra e molti altri. Oggi più che mai l’azienda è al centro dei riflettori per il suo vaccino anti-covid, il BioNTech che è diventato il primo ad essere approvato dopo varie sperimentazioni.
Con un logo che era rimasto pressoché invariato per oltre 70 anni, era fondamentale che la nuova identità di Pfizer riflettesse sia la storia dell’azienda che il suo brillante futuro.
La novità che si nota a primo impatto è un potente simbolo unificante – l’elica del DNA.
Il nuovo logo Pfizer sblocca l’iconica forma della “pillola” per rivelare una doppia elica che si muove a spirale verso l’alto.
Gli scienziati vedono il DNA come l’essenza di tutta la vita, il codice e il motore del potenziale umano.
Ogni filo porta con sé le istruzioni affinché un organismo possa svilupparsi, sopravvivere e prosperare. Il DNA di un’azienda rappresenta il suo passato, il suo presente, la sua etica e il suo potenziale.
3. Il nuovo volto di KIA
Riflettendo la visione più ampia del marchio per la mobilità, Kia ha annunciato a inizio anno un nuovo nome aziendale mentre si espande in nuove aree di business per promuovere la mobilità sostenibile.
La dicitura “Motors” è stata rimossa, il nuovo nome aziendale mostra un impegno per la strategia “Plan S” a lungo termine. Il marchio intende stabilire una posizione di leadership nel futuro settore della mobilità, espandendo la propria attività per comprendere veicoli elettrici, soluzioni e servizi di mobilità, veicoli appositamente costruiti e altro ancora.
Accanto a questi sforzi, Kia promuoverà contemporaneamente una produzione più sostenibile attraverso l’utilizzo di energia pulita e materiali riciclabili.
Il logo è un simbolo del nuovo brand purpose di Kia e dei valori che promette di offrire ai clienti attraverso prodotti, servizi ed esperienze. Kia suggella la propria promessa sviluppando il nuovo logo in modo che assomigli a una firma scritta a mano.
La linea ritmica e ininterrotta del logo trasmette l’impegno di Kia nel portare momenti di ispirazione, mentre la sua simmetria dimostra sicurezza.
4. La nuova identità globale di Fedrigoni
Fondata dall’omonima famiglia a Verona nel 1888, Fedrigoni, meglio conosciuta per la sua carta ultra raffinata, vanta una forte tradizione e una potente connessione con la creatività e il design.
I prodotti Fedrigoni sono amati dall’industria del design e ampiamente utilizzati per qualsiasi cosa, dalla stampa alle etichette, dalla rilegatura fino al packaging.
Il primo step del rebranding è stato appunto quello di riorganizzare a livello visivo la corporate identity per evidenziare le due divisioni (business unit): quella della carta, Fedrigoni Paper, e quella dei materiali autoadesivi, ora raggruppata sotto un unico nuovo brand cappello, Fedrigoni Self-Adhesives.
In generale, la nuova identità è monocromatica e presenta una tavolozza colori in bianco e nero, supportata da una suite di grigi freddi.
Il wordmark e l’identità sono stati progettati per funzionare perfettamente su una vasta gamma di dispositivi, dalle icone social ai biglietti da visita, passando dalla segnaletica.
A questo si aggiunge una versione raffinata dello scudo Fedrigoni, caratterizzato dal tradizionale motivo con la scala e la data di fondazione dell’azienda.
5. I’M Inter
Innovativo, minimalista, elegante e orientato alle nuove generazioni. Il nuovo stemma sintetizza i valori della squadra, concentrandosi solo su due elementi del processo: la I dell’Inter e la M di Milano.
La nuova identità visiva esalta la storia del Club e rinnova il legame con il capoluogo lombardo.
Il focus è sulle lettere I ed M mantenute nella disposizione ideata da Muggiani e coronate dal classico doppio cerchio come da tradizione nerazzurra.
Si tratta del primo grande cambiamento di Peugeot sotto Stellantis. Dopo essersi fusa con FCA, la società ha riprogettato il suo marchio. Il restyling segna l’undicesimo logo Peugeot e il più grande aggiornamento del marchio dal 2010.
La casa automobilistica francese si è impegnata a riaffermare il proprio carattere e la sua eredità nella nuova identità, affermando la sua visione di sviluppare il business dei veicoli elettrici.
L’evoluzione del marchio Peugeot include anche la creazione del carattere tipografico “Peugeot New”. La simmetria della famiglia font rappresenta simbolicamente l’etica di Peugeot per laprecisione.
In generale il design è abbastanza semplice e chiaro: funziona su una vasta gamma di interfacce, senza apparire noioso.
7 – Total si trasforma e diventa TotalEnergies
Il nuovo nome e la nuova identità visiva incarnano il corso che TotalEnergies sta tracciando: quello di una grande azienda energetica impegnata a produrre e fornire energie sempre più convenienti, affidabili e pulite.
Quest’anno la multinazionale francese del petrolio e del gas, fondata nel 1924, ha riprogettato la propria identità visiva con l’obiettivo di comunicare il passaggio alle energie rinnovabili.
Mentre il logo ha mantenuto i colori principali della vecchia palette, il simbolo circolare si evolve nel nuovo marchio denominativo “TE”, capace di enfatizzare la modifica del nome.
8. Nuovo logo e identità per Nielsen
Nielsen è leader mondiale nell’analisi e misurazione dei consumatori grazie alla sua intelligenza e comprensione delle persone e dei loro comportamenti su tutti i canali media e piattaforme.
Il nuovo logo introduce un monogramma/icona composto da quattro pulsanti “play” che rivelano una “N” nel controspazio.
La nuova identità visiva rappresenta Nielsen come un marchio moderno, audace e dinamico. L’ispirazione arriva dalla rinnovata brand purpose: “Powering a better media future for all people”.
Il simbolo è costruito utilizzando una serie di pulsanti e altre forme come frecce rappresentate in una moltitudine di colori, per enfatizzare la diversità e la ricchezza dei media. Il logotipo è accessibile e boldato.
Energica, in costante evoluzione, la tavolozza colori è audace, fresca e distintiva. Creata per gli schermi, la palette esprime la diversità dei contenuti e del pubblico e lo slancio in continua evoluzione dei media.
9. HUGO BOSS potenzia i suoi marchi con due strategie distinte
Per elevare fortemente il marchio, la casa di moda tedesca qualche mese fa ha rinnovato BOSS e HUGO. La trasformazione va dai loghi al marketing, passando per i nuovissimi design dedicati alla vendita online e al dettaglio.
I clienti stanno già fruendo entrambi i marchi sperimentando un aspetto completamente nuovo. L’obiettivo è quello di diventare un power brand, migliorando la percezione generale di BOSS come marchio lifestyle, aumentando la rilevanza e puntando fortemente sul digitale.
La società mira inoltre a generare circa 800 milioni di euro di vendite per HUGO rafforzando il potere del marchio, aumentando la sua consapevolezza e puntando all’espansione internazionale.
Due strategie di marketing chiaramente distinte, con una forte attenzione al digitale e alle collaborazioni speciali, sono destinate a creare entusiasmo tra i consumatori e a liberare tutto il potenziale di BOSS e HUGO.
Complessivamente, la spesa di marketing incrementale sarà di oltre 100 milioni di euro da qui al 2025.
10. Ermengildo Zegna cambia logo
Dopo 111 anni, Ermenegildo Zegna a fine novembre ha annunciato il suo rebranding. A poche settimane dalla sua prima quotazione in borsa, il brand italiano di abbigliamento maschile di lusso ha tolto il nome del fondatore nella scritta.
Rimarrà soltanto il cognome mentre il logo sarà aggiornato con un font moderno formato da lettere maiuscole. A contornare il marchio verbale c’è una nuova banda arancione e nera.
L’ispirazione arriva dal fondatore visionario Ermenegildo che oltre 110 anni fa tra le montagne del nord Italia, in Piemonte, costruì una strada, oggi conosciuta comunemente come SP 232.
Quella strada è un simbolo così potente per Zegna. Segna la storia e la mission intrecciate alle idee progressiste del suo fondatore. Si tratta di un significativo omaggio ai percorsi e alle radici nelle montagne piemontesi.
Una rappresentazione grafica di tutto ciò che l’azienda ha fatto e ha avuto intenzione di fare, il color vigogna inoltre intreccerà ogni collezione mentre il nuovo logo Zegna sarà il segno distintivo della rete di vendita al dettaglio del marchio che si completerà a livello globale entro il 2022.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2021/12/rebranding-2021.jpg537958Giuseppe Tempestinihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngGiuseppe Tempestini2021-12-24 12:35:282022-01-24 13:34:5510 Rebranding del 2021 da non dimenticare
I player del settore automotive si trovano faccia a faccia con una sfida tosta almeno quanto gli sfidanti che la lanciano: si tratta dei consumatori più giovani, i famigerati GenZ e la fascia “bassa” dei Millennials, per cui acquistare un’auto non sembra essere una priorità. La Smart Rental Experience è il futuro del noleggio.
Lo spiega molto bene un’indagine da Skuola.net, edutech che da più di dieci anni lavora a stretto contatto con la fetta più giovane della popolazione italiana, condotta su un campione di ragazzi fra gli 11 e i 30 anni: l’auto per i più giovani (il rapporto è 9 su 10, ben il 90%) non è più un desiderio, ma una semplice commodity.
In uno scenario dove il possesso viene snobbato da una fetta di pubblico, il noleggio a lungo termine si accredita come soluzione alternativa e credibile: ma perché per un GenZer noleggiare potrebbe esser più vantaggioso che acquistare un’auto?
Un dato su tutti può essere utile per rispondere alla domanda: la maggior parte degli intervistati nell’indagine di Skuola.net non considera più l’auto uno status symbol.
Solo il 2% infatti la indica come fattore di posizionamento sociale. E se non si ha un valore aggiunto in una società che si sta sempre più basando sull’immagine, perché possederne una?
Oltre a questo, il noleggio può aprire le porte a un aspetto più di tendenza agli occhi di un under 25, il “fattore elettrico”: per i più giovani, guidare un’auto elettrica sembra essere un’esperienza più accattivante e intrigante, intanto per come si configura proprio l’atto del guidare.
Il 41% indica la silenziosità del motore come qualità preferenziale rispetto al motore a scoppio, il 26% il comfort che caratterizza un’auto elettrica (tecnologicamente avanzata) mentre il 14% l’allestimento di bordo, ricco di optional.
Non solo comfort alla guida ma anche sostenibilità ambientale.
La ZGen, fortemente e autenticamente attenta ai bisogni della Terra nelle proprie abitudini di consumo, sembra prediligere un’auto – quella elettrica – decisamente meno impattante sull’ambiente rispetto a un veicolo a combustione fossile. Favorendo la circolarità dei beni, il noleggio è intrinsecamente sostenibile: vale per l’abbigliamento, così come le auto.
Noleggiare significa produrre meno e valorizzare di più i beni: un comportamento che si inserisce nella preferenza dichiarata dal 62% degli appartenenti alla Generazione Z.
L’auto noleggiata è trendy ed ecologica quindi, ma non solo: c’è anche una motivazione strettamente economica a indirizzare le preferenze degli utenti. Per i GenZer noleggiare può essere una formula più attrattiva perché più economica: 4 intervistati su 10 affermano che possedere un’auto elettrica è trendy, ma che costa troppo.
La forte propensione per l’esperienzialità dei consumatori GenZ porta le aziende che vogliono essere competitive su questo target a ripensare i propri servizi come esperienze, personalizzabili e co-costruibili proprio dall’utente sulla base dei propri gusti e interessi.
Stiamo pur sempre parlando della Netflix Generation, quella composta dai consumatori abituati ad acquistare servizi a subscription e a sviluppare relazioni valoriali, per “affinità” con i brand.
Ne è consapevole Avis Budget Italia, leader nel settore dell’autonoleggio di medio e lungo termine con una delle flotte di veicoli “smart” e connessi più vasta al mondo. Guardando al futuro, Avis lancia una sfida – a sé stessa, al comparto del noleggio, agli utenti: come si configurerà la mobilità di domani? Come farà il tempo trascorso alla guida a diventare un’esperienza di viaggio accattivante per i GenZer?
La Smart Rental Experience è il futuro del noleggio
Per provare a capire come relazionarsi con questi nuovi utenti, anticipandone i bisogni e come progettare un’esperienza che li sappia deliziare, Avis con il supporto di The European House – Ambrosetti ha lanciato un progetto pensato per approfondire la conoscenza degli “Z-drivers”, gli automobilisti di domani: la Smart Rental Experience, una due giorni che ha visto coinvolto il management di Avis insieme ad alcuni formatori e sedici fra universitari e giovani professionisti, che hanno alternato momenti di brainstorming ade attività di guida su due circuiti da sogno: Lago di Garda e Val D’Orcia.
Scopo dell’attività era raccogliere spunti dai “driver del domani” per migliorare la customer experience del noleggio, permettendo ad Avis di capire come posizionarsi come vero e proprio abilitatore e facilitatore di un’esperienza di viaggio personalizzata caratterizzata, assistita e digitalizzata, a bordo di un’auto a noleggio.
Un ripensamento strategico e rivoluzionario che permetterebbe ad Avis di essere avanguardia in uno scenario dove al di là del “come noleggio” diventa importante intervenire sul “come” il cliente viva il proprio viaggio, influenzandolo positivamente sin dal ritiro e non limitandosi ad attendere la riconsegna del mezzo.
Ninja Academy ha partecipato, insieme agli studenti di master e lauree magistrali delle università Ca’ Foscari e Sant’Anna di Pisa e ai membri dell’associazione Marketers, alla Smart Rental Experience con un team di studenti iscritti a diverse edizioni del Master Online in Social Media Marketing e della Social Media Factory. I ragazzi hanno potuto mettersi alla prova sulle sfide reali di Avis e fornendo molti stimoli utili alla riuscita del progetto.
C’era da aspettarselo, ma gli Z-drivers hanno generato idee pazzesche.
Dalla valorizzazione delle stazioni di noleggio distribuite sul territorio come touchpoint relazionali alla digitalizzazione dei processi per rendere più fluida l’esperienza di chi noleggia permettendo di ampliare il ventaglio dei servizi aggiuntivi e personalizzabili offerti, e ovviamente enfasi sull’impatto delle nuove motorizzazioni (come i veicoli elettrici) sull’ambiente.
Scrivendo il futuro del noleggio (e forse del mercato automobilistico)
Per il prossimo futuro, gli Z-drivers suggeriscono che il protagonista dell’esperienza di noleggio sarà la persona, le cui preferenze e interessi potranno essere intercettate e valorizzate dalle aziende attraverso processi digitali di raccolta dati e customizzazione dei servizi.
In questo, tutti i touchpoint online porteranno a definire un flusso molto fluido che non dovrà presentare alcun tipo di frizione (come definito prima, “Friction-less”), dove l’utente possa fissare il ritiro in stazione in maniera semplice e puntuale, pagando agevolmente in sicurezza e configurando le caratteristiche del veicolo di cui ha bisogno senza che vi siano limitazioni, allo scopo di sfruttare al massimo uno de punti di forza del noleggio, ossia la possibilità di attingere a un’ampia gamma di mezzi.
Come si può configurare un’esperienza “senza frizioni”?
Agendo sulla UI delle properties digitali, in modo che siano chiare e intuitive e sui canali di direct marketing come le newsletter, favorendo un flusso informativo non invasivo ma arricchente per l’utente.
Intervenire sulla personalizzazione dell’esperienza (che per il 52% dei consumatori influisce positivamente sulla preferenza d’acquisto) erogando contenuti altamente profilati e notificati nel momento giusto; infine, rendere i canali di relazione efficienti (come quelli di instant messaging) in grado di accompagnare l’utente in ogni step della propria esperienza di guida.
Questo percorso altamente profilante permetterà di erogare ovviamente servizi sempre più tailor-made, che Avis punta a far diventare leve attive per la fidelizzazione del consumatore: in altri termini, il bisogno di spostarsi per lavoro (per esempio in occasione di una trasferta o di un trasloco) o per piacere (un viaggio fuori città, una vacanza estiva) diventerà occasione per Avis di confezionare, come farebbe un partner della mobilità, un pacchetto che tenga conto del profilo dell’utente, progressivamente azzerando la standardizzazione del processo in favore di una relazione duratura.
In altri termini, fra dieci anni si punterà a noleggiare auto fornendo soluzioni di mobilità adattate sulla persona, e in cui chi offrirà l’auto assolverà un ruolo più ampio di affiancamento e facilitazione del viaggio.
In tutto questo un ruolo importante lo giocheranno il fattore greene i veicoli a trazione elettrica, che come abbiamo visto si stanno già affermando come preferiti dai GenZer: in moltissimi che oggi trovano le auto 100% elettriche inarrivabili perché economicamente non vantaggiose da acquistare, potranno puntare sul noleggio per definire la bontà della soluzione di mobilità, nel caso valutare l’acquisto definitivo o magari preferire il noleggio in forma stabile.
Gli Z-drivers hanno idee a riguardo, ed è prezioso per le aziende cominciare ad ascoltarle.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2021/12/Smart-Rental-Experience-Auto.jpg10801920Ninja Partnerhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngNinja Partner2021-12-23 16:23:072022-01-04 13:43:01Il futuro del noleggio a lungo termine? Una Smart Rental Experience
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