Arriva The VOID, il primo parco a tema in Realtà Virtuale

Chi ancora sostiene che l’era digitale stia portando le persone a rimanere sempre di più immobili e alienate davanti ad uno schermo potrà finalmente ricredersi: è in arrivo THE VOID, il primo parco a tema in Realtà Virtuale.

Una nuova frontiera del digital entertainment

VOID  è un acronimo, e sta per Vision Of Infinite Dimensions. Un nome che rivela in maniera molto efficace il proposito degli ideatori di questo parco delle meraviglie virtuali: creare un universo infinito di esperienze possibili e racchiuderlo in solo luogo. Ovviamente in America. Pleasant Grove, Utah, per il momento.

Photo by The VOID

Facciata esterna. Photo by The VOID

Tecnologie all’avanguardia

L’esperienza immersiva inizia già con il primo passo oltre la soglia d’ingresso. Il design della facciata d’ingresso è studiato per regalare ai visitatori la sensazione di attraversare una sorta di varco spazio-temporale in cui storia, futuro e magia sono gli ingredienti principali per vivere a pieno un’avventura in prima persona.

Per poter godere di tutto questo bisogna innanzitutto indossare una speciale divisa di gioco, composta da  casco integrale con visore interno, corpetto e guanti.

Photo by The VOID

Divisa di gioco. Photo by The VOID

Ma è anche possibile vivere esperienze differenti attraverso dei simulatori di volo, adatti ad avventure nello spazio, battaglie aeree e così via.

Photo by The VOID

The VOID simulators. Photo by The VOID

The VOID e l’esperienza multi-sensoriale

Una volta entrati nel mondo virtuale, non resta che addentrarsi nell’enorme labirinto e godersi l’avventura. Una della serie infinita di possibili storie. Attenzione, però: non è solo la vista il senso che sarà coinvolto. Per rendere l’esperienza ancora più reale sono stati studiati dei dispositivi in grado di restituire sensazioni tattili, uditive e addirittura olfattive, il tutto all’interno di una struttura virtuale studiata ad hoc per integrarsi con quella fisica del luogo, dove non mancano muri, muretti, porte, scalinate e meccanismi vari. Ci sarà poi la possibilità di utilizzare delle armi, di trovarne altre per strada, di dover inserire codici per sbloccare porte o accendere una torcia vicino ad un fuoco. Se volete farvi un’idea con i vostri occhi, ecco allora il video ufficiale, preso direttamente dalla home page del progetto:

The VOID, quindi, non è soltanto un’avventura da non perdersi, è un contenitore infinito di avventure, il che lo rende ancor più unico nel suo genere. Per il momento la dimensione del game entertaiment è prevalente, ma si può tranquillamente immaginare come questa tecnologia possa essere utilizzata in molti altri campi, dal museo al cinema, allo sport, etc… Insomma, non resta che aspettare e prenotare i biglietti. E se avete paura di file incredibili, ecco che The VOID ancora una volta ci stupisce: per accedere al complesso si possono fissare data e ora al momento della prenotazione, avendo così un posto riservato esattamente come al cinema.

L’apertura ufficiale del parco è annunciata per l’estate 2016, ma già qualcuno è riuscito a guadagnarsi qualche ingresso in anteprima e a svelarci qualche segreto in più, come si può vedere nel blog ufficiale, dove è possible seguire in tempo reale tutti gli aggiornamenti sul progetto.

Corporate Storytelling: Gillette aiuta ogni James Bond

Corporate Storytelling: Gillette aiuta ogni James Bond

Mentre il mondo si prepara all’uscita di Spectre, il ventiquattresimo film di James Bond, Gillette celebra i momenti nella vita in cui ogni uomo si sente irresistibile e sicuro di sé, i “Bond Moments”.

A partire dal 1° di ottobre, Gillette ha lanciato la campagna Bond Moments, ispirata al creatore e autore di James Bond, Ian Fleming. Le parole evocative e poetiche di Fleming sono alla base della campagna. Le sue citazioni, che descrivono i Bond Moments, sono presenti in tutta la campagna di comunicazione prevista su TV, stampa, online e in store.

Corporate Storytelling: Gillette aiuta ogni James Bond

La campagna, realizzata dall’agenzia creativa Grey, parte con uno spot televisivo che unisce l’iconica azione ispirata al mondo di James Bond e gli strumenti di precisione di Gillette che, insieme, preparano gli uomini a vivere i loro personali Momenti da James Bond. Ilay Kurelovic è stato scelto come modello protagonista dello spot.

Gillette ha collaborato con Jany Temime, la costumista pluripremiata di Skyfall e Spectre, per fornire consigli di stile agli uomini di tutto il mondo. Il 10 ottobre, utilizzando l’account Twitter di Gillette, Jany Temime condividerà i suoi consigli e risponderà alle domande su come gli uomini possano ricreare nella loro vita questi speciali momenti di stile.

Corporate Storytelling: Gillette aiuta ogni James Bond

Un ottimo esempio di Corporate Storytelling, nonché di product placement, visto che a partire dal mese di ottobre è disponibile nei punti vendita uno speciale gift pack firmato Spectre/Gillette contenente un rasoio Gillette Fusion ProGlide con tecnologia FlexBall, 3 ricariche Gillette Fusion Proglide ed un biglietto del cinema in omaggio.

Eataly: le eccellenze italiane che ci invidiano all’estero [CASE STUDY]

Eataly: le eccellenze italiane che ci invidiano all’estero [CASE STUDY]

Il 27 gennaio 2007, a Torino, nasce Eataly, primo supermercato al mondo dedicato interamente ai cibi di qualità: ristoranti, bar, scuole di cucina, cantine e molto altro. Con il tempo Eataly è diventata grande ed ha aperto sedi in tutta Italia ed anche all’estero.

Ma perché tanto successo? Semplice! Eataly è Mangiare Italiano, ma non soltanto cibo italiano.

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Il più grande obiettivo di Eataly è dimostrare come i prodotti di alta qualità possano essere a disposizione di tutti: facilmente reperibili e a prezzi sostenibili, ma non solo; Eataly vuole comunicare i volti, i metodi produttivi e la storia delle persone e delle aziende che costituiscono il meglio dell’enogastronomia italiana, ispirandosi a parole chiave come sostenibilità, responsabilità e condivisione. E visto il successo, ci riesce, anche, abbastanza bene.

I 3 punti di forza

  1. La semplicità che caratterizza l’esperienza ed i luoghi Eataly.
  2. La trasparenza, come afferma  Oscar Farinetti: “si mangia ciò che vendiamo, si vende ciò che mangiamo.”
  3. La qualità e l’eccellenza italiana  che contraddistinguono tutti i prodotti.

Eataly  è cresciuta nel corso degli anni proprio grazie a questo mix di qualità, semplicità e trasparenza, che è stato fortemente percepito ed apprezzato anche all’estero.

Gli italiani possono, quindi, essere orgogliosi del proprio Paese  e gli stranieri, grazie ad Eataly, possono amare l’Italia ancora di più.

La catena simbolo della genuinità italiana non poteva non essere presente all’Expo, ma l’impegno non si esaurisce nei sei mesi di esposizione, in quanto Oscar Farinetti ha dichiarato che:

nell’ambito di un grande progetto di Slow Food, Eataly si impegna a finanziare per tre anni la creazione di mille orti in Africa, con l’intento di aiutare quei popoli del mondo che hanno problemi di nutrizione e che possono essere spinti a ritrovare l’orgoglio per la loro cultura e per la loro biodiversità.

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Tra le iniziative più importanti di Eataly ricordiamo:

  • Eataly e Italo insieme per l’ambiente. Le due aziende, due simboli del made in Italy, si sono impegnate con un accordo volontario che mira alla valutazione e contabilizzazione delle emissioni di gas serra, per una loro riduzione, nell’ambito delle strategie contro il cambiamento climatico.
  • “Mangia, Scrivi, Eataly!”: Eataly, in collaborazione con Scuola Holden, lancia la prima edizione del Concorso Letterario, finalizzato a dare visibilità al talento dei giovani nella scrittura.
  • I Borghi più belli d´Italia con Eataly ad Expo 2015: 160 comuni animano lo stand dei Borghi, situato nel padiglione Eataly, oltre a far conoscere la bellezza dell’Italia nascosta.

Eataly: le eccellenze italiane che ci invidiano all’estero [CASE STUDY]

Tuttavia, questi sono soltanto i risultati di un lungo percorso fatto di impegno, competenza e genialità. In un settore come quello del Food che cresce giorno dopo giorno non basta, però, solo il lavoro duro, è importante la conoscenza, che permette di andare oltre gli schemi tradizionali e di sfruttare, quindi, i vantaggi derivanti dagli strumenti offerti dal mercato (prima degli altri).

Eataly: le eccellenze italiane che ci invidiano all’estero [CASE STUDY]

Se vuoi anche tu specializzarti in questo settore, imparando dai migliori “i trucchi del mestiere”, puoi farlo grazie al Master Food & Wine 3.0, organizzato dall’IUSVE.

Come creare una SEO Checklist a prova di Google? [FREE MASTERCLASS ON DEMAND]

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Conoscere ed applicare con successo principi di SEO svolge un ruolo cruciale nella formazione di un marketer che voglia farsi strada nel mondo.

Per questo abbiamo chiesto ai nostri docenti del Corso Online in SEO & SEM Strategy + SEO & SEM Lab, Luca De Berardinis e Fabio Di Gaeatano, di preparare per i nostri allievi della Ninja Academy una lezione speciale, gratuita e on demand, su come creare una checklist operativa che consenta ai gestori di un sito web di verificare ciclicamente quanto questo sia nei suoi contenuti al passo con le richieste che l’evoluzione degli motori di ricerca.

La masterclass è fruibile a titolo gratuito e si può seguire online e on demand: potete scegliere voi quando e quante volte vederla. Un’ora di contenuti sempre disponibili!

Come seguire la Free Masterclass sulla SEO Checklist?

Seo_On_Demand

Tutto ciò devi fare è andare sul sito della Ninja Academy e iscriverti gratuitamente alla free masterclass “LA SEO CHECKLIST PER I NINJA DELL’INBOUND MARKETING“, se non l’hai già fatto, o accedere al tuo account.

Nella tua area utente troverai un elenco di tutti i contenuti a te dedicati, compreso il video della masterclass.

Si tratta di un’occasione non solo per tutti coloro che vogliono avere un’idea degli argomenti trattati durante il corso, ma anche per tutti colore che vogliono dare una sbirciatina all’universo Ninja Academy.

Ricapitoliamo:

FREE MASTERCLASS ON DEMAND
La SEO Checklist per i Ninja dell’Inbound Marketing
con Luca De Berardinis & Fabio Di Gaetano.
On Demand, quando vuoi, dove vuoi

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E non dimenticare di dare un’occhiata ai nostri prossimi corsi in programma!

Il team Ninja Academy resta a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento.
Puoi scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

Knowledge for change!
BE NINJA.

Sai davvero cos'è la Marketing Automation? [INTERVISTA]

corso web marketing

Oggi parliamo con Damiano Ferraioli, docente del Master Online in Web Marketing & Social Media Communication, il quale ci ha aiutato a comprendere meglio tutte le tematiche e le argomentazioni che ruotano intorno alla Marketing Automation.

La Marketing Automation è un argomento poco conosciuto. Qual è il suo potenziale?

La Marketing Automation è un mercato in continua crescita che vale 3 miliardi di euro. Fino ad oggi il 60% delle aziende che la utilizzano, hanno un fatturato superiore a 500 milioni di euro. L’Italia è il paese delle PMI, ecco perché è un argomento poco noto.

Tuttavia la tecnologia viene in aiuto: soluzioni sempre più accessibili e costruite per piccoli team di marketing consentono alle aziende di aumentare fino al 400% i lead qualificati.

Quali sono le 3 regole d’oro che ti senti di dare a chi per la prima volta si avvicina al mondo della marketing automation?

1. Investire tempo e risorse nei contenuti. Quando un utente legge un articolo sul blog aziendale, clicca su un link condiviso tramite un tweet, aggiunge un prodotto al carrello o apre una newsletter appena inviata, la marketing automation acquisisce queste informazioni e le rende disponibili per rendere l’esperienza di acquisto unica e piacevole.

2. Che si tratti di un recupero carrelli o di un programma di rinnovo di servizio, è importante iniziare con campagne di marketing automation semplici e magari già pronte. In questo modo si potrà partire velocemente e avere un benchmark di riferimento.

3. La marketing automation è multicanale: coloro che vendono i propri prodotti al di fuori dei canali digitali dovranno dotarsi di strumenti adeguati (es. fidelity card, RFID, QR, iBeacon…) per acquisire informazioni legate al comportamento dell’acquirente.

Sai davvero cos'è la Marketing Automation? [INTERVISTA]

Come posso generare lead utilizzando Facebook?

Strumenti offerti da Facebook (o da terze parti) consentono di acquisire informazioni dell’utente a seguito dell’invio di un form.

Dopo aver integrato questi strumenti con la marketing automation, gli utenti potranno accedere a contenuti di valore, partecipare ad un contest o ottenere un coupon lasciando il proprio indirizzo email. In seguito, continuando a tracciare il comportamento, si potrà orchestrare un percorso orientato alla vendita o alla fidelizzazione.

Sai davvero cos'è la Marketing Automation? [INTERVISTA]

I software di marketing automation fanno davvero tutto da soli?

I software di marketing automation sono degli strumenti molto potenti e in autonomia sono in grado di acquisire informazioni, profilare la clientela, indicare i fattori che hanno determinato una vendita e suggerire le migliori campagne.
Non sono però i grado di costruire un’identità aziendale, cioè che distingue un brand da un altro: per fare questo serve creatività nei contenuti e strategia nel marketing.

Cosa impareranno nel concreto i Guerrieri che seguiranno il tuo modulo?

I Guerrieri impareranno a:

  • Comprendere i benefici della marketing automation
  • Profilare la propria clientela in base ai comportamenti
  • Implementare i programmi di marketing automation affrontati nel corso
  • Utilizzare Facebook per generare ricavi

LEGGI LE ALTRE INTERVISTE AI DOCENTI:
SEO: come massimizzare la visibilità di un sito web?
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Come si realizza un web design efficace e comunicativo? Risponde Doctor Brand
KPI e Analytics: a cosa servono davvero?

A cosa servono i micro momenti nel web marketing?
Come sfruttare gli strumenti digitali? Ce lo racconta Simone Tornabene
Privacy, social contest e cookies: cosa devo sapere?

Telegram: come sfruttarlo per le proprie strategie? [HOW TO]

Il marketing ai tempi di Telegram

Telegram vs Whatsapp: nell’era del mobile, potrebbe essere questo il prossimo grande scontro cui assisteremo. Le app di messaggistica infatti stanno sempre più diventando uno strumento indispensabile alle aziende che vogliono costruire una relazione solida e duratura con i propri consumatori. E Telegram potrebbe rivelarsi appunto uno degli strumenti più utili ed efficaci.
Vediamo perché.
Fondato nel 2013 dai fratelli Nikolai e Pavel Durov
Fa, i fondatori del social network russo VK, Telegram ha come logo  un aeroplanino di carta. La sua peculiarità è estendere le sue funzioni, diventando una vera e propria community basata sulla messaggistica, quasi un mailing service, ma con i numeri di telefono al posto degli indirizzi di posta elettronica.

Il marketing ai tempi di Telegram

Telegram è a tutti gli effetti un servizio di messaggistica simile a WhatsApp, ma con un sistema di copertura e criptaggio dei dati che, a detta dei Durov, lo rende invulnerabile. Già questo è un grosso punto a favore, ma vediamo cosa lo fa essere così speciale da preferirlo all’app di Zuckerberg.

I Canali

Questa è l’ultima grande novità di Telegram. Ai canali possono iscriversi un numero illimitato di persone, possono essere pubblici, ottenendo una URL statica, e sono molto utili per aziende e professionisti che vogliono aggiornare in modo immediato i propri clienti in quanto a novità, promozioni, eventi. Si può controllare il contatore delle visualizzazioni di ogni post, in modo che chi produce i contenuti possa ridisegnarne la linea editoriale o potenziare i post con maggiori visualizzazioni.
Non iscrivete automaticamente i vostri clienti al canale, ma inviate loro una comunicazione in cui li avvisate dell’indirizzo web del nuovo strumento di comunicazione a cui possono iscriversi spontaneamente. All’azienda, su Telegram, basta registrarsi con una @username (telegram.org/username), così da poter essere trovati facilmente.

Il marketing ai tempi di Telegram

Come utilizzare Telegram

  • Crea il canale;
  • personalizzalo;
  • integralo nella tua strategia di marketing.

Telegram ti permette di inviare un messaggio contenente tutte le news della giornata direttamente tra i messaggi. Comodo, veloce, e soprattutto poco invasivo. Utilizzalo, ad esempio, per:

  • comunicazioni corporate: fai sapere ai tuoi dipendenti cosa succede, o inoltra circolari;
  • coordina un team di lavoro;
  • aggiorna i clienti delle novità;
  • in caso di crisi aziendale, rassicura dipendenti e clienti.

LEGGI ANCHE: WhatsApp marketing: esempi di strategie vincenti.

Il bot

Altro eccellente strumento di Telegram è il bot, cioè un risponditore automatico che consegna messaggi, immagini, audio e video a chiunque si colleghi. Utilizzalo per le classiche call to action, come ad esempio chiedere ai fan di andare su Facebook per una sessione di Q&A, spostarsi su Twitter per accrescere il live tweeting di un evento che ti vede coinvolto (o vede coinvolta l’azienda per cui lavori), o ancora per offrire ai tuoi clienti uno sconto utilizzabile in un arco di tempo ristretto dalla ricezione del messaggio. Qui trovi un nutrito elenco di bot Telegram.

Il marketing ai tempi di Telegram

I numeri di Telegram

Sono in costante crescita, avendo raggiunto i 10 miliardi di messaggi scambiati al giorno (ad aprile erano 2 miliardi al giorno). Gli utenti, ad oggi, sono quasi 80 milioni.

Numeri distanti da Whatsapp, è vero, ma WhatsApp tutto questo non ve lo permette.

LEGGI ANCHE: Non solo WhatsApp: lo scenario dell’instant messaging è sempre più in crescita.

Ninja Social Oroscopo dall'8 al 14 ottobre

oroscopoGuerrieri Ninja lettori, appassionati e studiosi dell’oroscopo, diciamoci la verità: siamo appena rientrati dal vacanze eppure stiamo già soccombendo allo stress lavorativo. Fortunatamente l’oroscopo della settimana vede un cielo favorito dal pianeta Mercurio, capace di regalarci intuizioni geniali e voglia di risolvere qualche piccolo conflitto. In ufficio il momento potrebbe essere propizio per abbandonare l’ascia di guerra su l’argomento x per poi chiedere un immediato riscontro sulla questione y, pareggiando il conto!

I segni di Terra questa settimana saranno favoriti. Si faranno promotori di contenuti positivi attirando l’attenzione di molte persone, alcune realmente interessate, alcune no. Il segno della Vergine si distinguerà per lo charme e l’intelligenza anche mentre userà la fotocopiatrice. Il Toro chatterà senza sosta per cercare di gestire la miriade di inviti ricevuti: dal caffè alla macchinetta all’aperitivo post lavoro. Il Capricorno cercherà in tutti i modi di fare il suo lavoro bene e nel minor tempo possibile perché la sua priorità sarà trascorrere più tempo in famiglia e con gli amici!

I segni d’Acqua saranno risvegliati dalla freschezza di una brezzolina misteriosa, come se arrivasse dallo spazio, carica di novità. Il Cancro, forte della ritrovata sintonia tra corpo e mente, si sentirà un vincente e terrà i piedi per terra solo pochi minuti al giorno! Per lo Scorpione e i Pesci, invece, ogni aspetto della rispettiva quotidianità sarà un’esperienza di vita. Lo Scorpione terrà gli occhi fissi sull’avversario, i Pesci su loro stessi. Entrambi, quando necessario, saranno in grado di raccontarsi lasciando a bocca aperta i rispettivi interlocutori!

I segni di Terra sono diventati degli esperti nel godersi la vita ma dovranno stare particolarmente attenti a non commettere errori. Il Leone non dovrà apparire troppo sicuro di sé nemmeno quando avrà la certezza di aver scovato un nuovo modello di business. L’Ariete cercherà di essere conviviale e gli unici cookies che lo preoccuperanno saranno quelli da acquistare e da offrire ai colleghi! Il Sagittario avrà bisogno di riflettere senza essere disturbato. È probabile che lo scoviate in archivio, là dove il cellulare non è in grado di ricevere nemmeno i vecchi sms!

I segni d’Aria, secondo l’oroscopo della settimana, saranno per lo più pensierosi. La Bilancia, suo malgrado, si troverà a dover fare una scelta importante e per non sbagliare cercherà di valutare i maggior numero di elementi possibili, informandosi praticamente su tutto. I Gemelli boicotteranno l’azione a favore del pensiero positivo. Prenderanno una settimana di riflessione e daranno sfogo alla loro creatività, sicuri di trovarvi qualcosa di utile. L’Acquario, finalmente più leggero, si impegnerà a costruire e coltivare qualcosa di concreto, per sentirsi più libero oltre che più indipendente.

Enjoy the week, Guerrieri!

Come trasformare un'impresa con la disruptive innovation? Parola ad Alessandro Rimassa [INTERVISTA]

AlessandroRimassa

Torna a Milano, il 21 e 22 novembre, il Forum delle Eccellenze, uno degli eventi business più attesi dell’anno organizzato da Performance Strategies.

Tra gli speaker, Alessandro Rimassa, direttore della TAG Innovation School e autore di Generazione Mille Euro e La Repubblica degli Innovatori. L’esperto di innovazione digitale e strategie di startup parlerà di nuovi paradigmi per le imprese, attraverso design thinking e disruptive innovation, durante l’intervento Come trasformare e far crescere la tua impresa con la disruptive innovation nell’era del digitale di cui ci ha dato un’anticipazione.

Nel tuo libro È facile cambiare l’Italia se sai come farlo, proponi 10 principi da cui partire per ricostruire insieme il nostro Paese. A distanza di mesi dall’uscita del libro, ce n’é uno che aggiungeresti? Se sì, quale?

Credo che la ricostruzione passi prima di tutto da una diffusione forte di una cultura differente: oggi quindi aggiungerei digitale, perché con la digital transformation possiamo contribuire a cambiare il modo di agire di aziende, persone, istituzioni, facendo sì che il Paese corra più veloce e al passo con le nuove grandi potenze dell’economia mondiale. Se oggi i nuovi ricchi sono tutti imprenditori del digitale e pochi di loro hanno già compiuto 30 anni, significa che la sfida da affrontare è questa e che non possiamo esimerci dall’affrontarla.

“Come trasformare e far crescere la tua impresa con la “disruptive innovation” nell’era del digitale”

Qual è il nesso tra la Terza Rivoluzione Industriale con ciò che stiamo vivendo oggi?

Noi siamo nel pieno di questa rivoluzione, che significa cambiamento del modo di produrre e interagire. Viviamo, cioè, una trasformazione rapida e costante che ha effetti disruptive, cioè devastanti e meravigliosi al tempo stesso. Pensiamo al lavoro: i cinque lavori oggi più richiesti, cinque anni fa praticamente non esistevano, e noi invece ancora ci chiediamo se far studiare giurisprudenza o architettura ai nostri figli…

Ho fondato, con Talent Garden, la TAG Innovation School proprio per questo, per portare i giovani italiani a fare quelle professioni per cui oggi c’è tantissima richiesta sul mercato. L’ho fatto per spiegare che la disoccupazione esiste ed esisterà finché non impareremo a capire che siamo noi a dover cambiare prospettiva, a dover studiare per le professioni realmente richieste. Certo, se voglio fare l’avvocato sarò disoccupato, ma se studio per fare il web developer trovo lavoro domani mattina! Questa è la rivoluzione industriale e digitale, questo non è il nostro futuro ma il nostro presente.

Il settimo principio afferma: “È facile cambiare l’Italia, se costruiamo una human-centered-society con lo sharing come nuovo modello socio-economico”. In virtù dei recenti sviluppi – vedi Uber e Gnammo – credi sia ancora possibile nel nostro Paese?

Io credo di sì, le trasformazioni fanno paura, ma sono ineluttabili. L’altra sera ho preso un taxi, ci siamo dovuti fermare al bancomat perché non aveva il Pos. Al di là del fatto che per legge dovrebbe averlo, crediamo davvero che tra due o tre anni i taxi così come li abbiamo conosciuti, proprietari indisturbati di un mercato chiuso, esisteranno ancora?

Nel mio ultimo libro uscito da pochi giorni, La Repubblica degli Innovatori (Vallardi), ho raccontato 85 storie di startup italiane, divise per 16 settori in cui vale la pena investire e con ben 105 consigli di management frutto delle storie di questi straordinari imprenditori italiani: sapete cosa emerge? Che esiste una nuova generazione che, senza timori reverenziali, agisce, collabora, immagina. E crea un nuovo futuro possibile.

sharing economy

In Generazione Mille Euro, invece, hai dato voce ad una generazione. Credi sia cambiato qualcosa – in meglio o in peggio – da quando hai scritto il libro?

Sono passati dieci anni esatti, ho la presunzione di dire che come allora scoprii prima degli altri una nuova generazione – che purtroppo viveva una situazione di enorme difficoltà, ma che non si lasciava abbattere – oggi con la Repubblica degli Innovatori ne ho scoperta un’altra, che poi è la stessa che vive a Talent Garden o studia alla TAG Innovation School: è la generazione degli innovatori, gente che non chiede permesso e che costruisce futuro. Chi non segue quest’onda, tra dieci anni non sarà più nel mondo del business.

startup

Come consulente, il tuo compito è quello di aiutare le aziende a sviluppare innovazione. Quali difficoltà ti trovi più spesso ad affrontare?

La paura. Paura di cambiare: “Abbiamo sempre fatto così”. E paura degli altri: “Non vorrei dar fastidio ai colleghi”. Lo dico schietto: chi ha paura, non troverà più posto, né per sé né per la propria azienda, nel futuro dell’impresa e del lavoro. Questo è il momento di agire, di giocare una partita più grande, di tirare con forza quel calcio di rigore che non si ha mai avuto il coraggio di calciare. Se non saremo noi ad andare sul dischetto, non troveremo più né la palla né il campo da gioco.

Ma io non mi rassegno: l’Italia è fatta di imprese straordinarie e di veri talenti, abbiamo le carte in regola per giocare la sfida dell’innovazione da protagonisti, dobbiamo però comprendere che il digitale non si improvvisa e tornare a studiare. Così vinciamo!

Privacy, social contest e cookies: cosa devo sapere? [INTERVISTA]

corso web marketing

La burocrazia, la normativa e la disciplina giuridica sono, sicuramente, delle argomentazioni difficili da comprendere, soprattutto per i “non addetti ai lavori”. Ecco perché abbiamo intervistato Roberta Rapicavoli docente del Master Online in Web Marketing & Social Media Communication.

Cookie law: quali sono i passi da compiere per mettersi a norma o verificare di essere a norma?

Per quanto riguarda la materia dei cookie, il primo aspetto da verificare è quali siano in concreto i singoli cookie (o strumenti analoghi) eventualmente utilizzati dal sito web, distinguendo, da un lato, i cookie proprietari dai cookie di terze parti e, dall’altro, i cookie tecnici da quelli profilanti.

Tale distinzione è fondamentale perché cambiano gli adempimenti che dovranno essere osservati.

Infatti, volendo schematizzare, se il sito installa cookie di profilazione, volti a creare profili relativi all’utente ed utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate nell’ambito della navigazione, sarà necessario segnalarli nell’informativa cookie da inserire nel footer della pagina, inserire il banner con una breve informativa sul sito, gestire il consenso dei visitatori e notificare al Garante (adempimento, quest’ultimo, escluso invece nel caso in cui i cookie profilati siano di terze parti).

I limiti giuridici applicati ai Social Media, ce li spiega Roberta Rapicavoli [INTERVISTA]

Se invece il sito installa cookie tecnici, quali sono quelli che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web o quelli che permettono all’utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati al fine di migliorare il servizio reso, o cookie analitici di prima parte utilizzati per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito, sarà sufficiente segnalarli nell’informativa, senza necessità di ottemperare ad altri obblighi.

Ugualmente nel caso di cookie analitici di terze parti, purché si siano adottati strumenti che riducono il potere identificativo dei cookie e la terza parte non incroci le informazioni raccolte con altre di cui già dispone (diversamente, in mancanza di tali accorgimenti, sarà necessario segnalare i cookie nell’informativa, inserire il banner, gestire il consenso dei visitatori e notificare al Garante).

Ma c’è davvero qualcuno che rifiuta l’utilizzo dei cookie da parte di un sito web?

Probabilmente la maggior parte degli utenti tende ad eliminare immediatamente il banner che compare sul sito visitato, accettando l’installazione dei cookie indicati. Non manca però chi è più attento alla tematica della privacy e decide di navigare senza acconsentire al rilascio di cookie profilanti, di prime o terze parti. Il problema però è che non sempre è possibile esercitare tale scelta.

Infatti ci sono molti siti che utilizzano cookie profilanti senza aver ottemperato ad alcun obbligo e molti che, magari, hanno inserito apposito banner con cui indicano l”utilizzo di cookie profilanti, senza però attivare gli accorgimenti tecnici idonei a bloccare la loro installazione finchè l’utente non dia il proprio consenso.

Quali punti legali di base dobbiamo tenere presente quando avviamo un’attività di strategia digitale?

Chi intende avviare campagne di marketing, deve valutare anche degli aspetti che incidono in materia di adempimenti normativi in materia di privacy.

Così, solo per fare alcuni esempi, occorre considerare quali siano i canali da adoperare (mail, messaggi sui social…), perché l’invio di messaggi promozionali è consentito solo nei confronti di chi abbia espresso apposito consenso informato, ma ci sono delle eccezioni (in cui il consenso non è richiesto) legate ad esempio all’invio di messaggi tramite mail a propri clienti per proporre prodotti o servizi simili a quelli già aderiti o, ancora, tramite canali social a utenti che siano fan o follower dell’impresa, nonché valutare se l’attività va svolta attraverso soggetti terzi (agenti o società fornitori di servizi …) o operatori interni all’impresa, che dovranno nel caso essere nominati, rispettivamente, responsabili e incaricati privacy.

I limiti giuridici applicati ai Social Media, ce li spiega Roberta Rapicavoli [INTERVISTA]

Social contest: 3 cose che non dobbiamo dimenticare

  1. Non tutti possono organizzare “concorsi a premio”, ossia iniziative che possono essere svolte anche on line dalle imprese che intendono promuovere la loro attività.
  2. Sulla base del principio di territorialità previsto dalla normativa in materia di concorsi a premio, occorre limitare la partecipazione a coloro che risiedono nel territorio italiano ed utilizzare, per la gestione del concorso, un server che sia allocato in Italia o, secondo un recente indirizzo ministeriale, anche un server collocato all’estero, purchè però tale server invii in tempo reale tutte le informazioni e i dati dei partecipanti ad un server ubicato nel territorio italiano.
  3. Se l’estrazione dei premi avviene con l’utilizzo di meccanismi informatici, occorre che si certifichi che il programma destinato alla gestione del concorso non sia manomettibile e garantisca l’imparzialità e la casualità nell’attribuzione dei premi.

Quali cose ancora si possono migliorare riguardo le normative per il trattamento dati?

Credo che tra le esigenze più sentite ci sia quella di una semplificazione. Sebbene in alcuni casi gli adempimenti richiesti dall’attuale normativa siano necessari per garantire e tutelare le persone di cui si trattano i dati e pertanto non sia possibile eliminarli senza generare il rischio di arrecare gravi pregiudizi, ci sono alcuni aspetti su cui sarebbe possibile valutare un intervento di semplificazione.

I limiti giuridici applicati ai Social Media, ce li spiega Roberta Rapicavoli [INTERVISTA]

Così, ad esempio, con riferimento all’attività di marketing, per cui continua a trovare applicazione la normativa in materia di privacy (e, in particolare, l’art. 130 del codice privacy) anche nel caso in cui si intenda inviare comunicazioni commerciali e promozionali a società, escluse, dal 2011, dalla categoria degli “interessati”.

Occorre comunque considerare che ci sono dei cambiamenti all’orizzonte. Infatti si è in attesa dell’approvazione del Regolamento europeo in materia di privacy, che troverà applicazione in tutti gli Stati UE, garantendo così un’uniformità di trattamento dei dati personali all’interno dell’Unione Europea.

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Ecco Le Macchine Volanti, il magazine online sulla cultura digitale di Telecom Italia

Se è vero che, come dice Michael Brito, ogni azienda dovrebbe diventare una media company, allora il Gruppo Telecom ha deciso di accettare ii consiglio. È nato infatti Le Macchine Volanti, magazine di cultura digitale che propone ai lettori contenuti inediti long form a firma di alcune delle penne più autorevoli del web.

Economia digitale, tecnologia, letteratura, politica, analisi del linguaggio: Le macchine volanti si propone di trattare una varietà di temi attraverso “chiavi di interpretazione coerenti con il cambiamento digitale già in atto“, come si legge nell’articolo di presentazione della rivista firmato dal presidente di Telecom Italia Giuseppe Recchi.

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Recchi, oltre all’articolo sopracitato, ha firmato anche un articolo sull’importanza dell’infrastruttura tecnologica per l’accesso al web (anzi: alla vita digitale). A questi ne sono seguiti altri su libri di carta e di bit (a firma del direttore Massimo Mantellini), sulla crisi di Twitter, sul destino e il ruolo della pubblicità sul web con la crescita degli AD Blocker, sulle imprese innovative come traino dell’economia del Paese.
Da segnalare il Diario di un parlamentare digitale di Stefano Quintarelli, presidente del comitato di indirizzo dell’Agenzia per l’Italia Digitale-

Oltre al contenuto, vanno lodati il  design user friendly, la grafica curata e l’ottima impaginazione degli articoli.
Le macchine volanti è l’ennesimo segnale dell’importanza sempre crescente del content marketing per le aziende, piccole e grandi. I contenuti attirano le persone, contribuisce alla creazione della brand identity, fidelizzano: dare, prima di chiedere, è il mantra del marketing digitale. Chi lo scorda è perduto.