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In Italia una società ha creato un cimitero dei malware. Di che si tratta

Yoroi è una società specializzata in cybersecurity che sta per lanciare un “cimitero dei malware”. La nuova applicazione si chiama Yomi (cimitero, in giapponese) consentirà di controllare se un file è infetto oppure no. Perché cimitero? Perché cittadini ed esperti potranno trascinare al interno della sandbox dell’app un file sospetto e capire se è quanto è pericoloso. Yomi è stata presentata ieri a Milano dal CEO Marco Ramilli. “Le macchine sono brave a dare risposte ma solo noi possiamo fare le giuste domande” ha detto proprio Ramilli durante l’incontro a cui hanno preso parte: la nazionale italiana di cyberdefender sponsorizzata da Cybaze dall’azienda italiana di cybersecurity Cybaze e Yoroi, Paolo Prinetto, direttore del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity (nella foto sotto), gli allenatori e i giocatori della “nazionale hacker” di ritorno dai campionati europei di Londra, e i vertici . Non solo un cimitero. Yomi è anche un’applicazione open source che consentirà di controllare a chiunque se un file è infetto oppure no usando un sistema di ricompensa chi fa analizzare e permette di scoprire più file infetti, in base a “un meccanismo di gamification che presenti una classifica dei migliori cacciatori di contenuti malevoli”.

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Formazione, rischi e strategie

Quella di Mlano è stata anche l’occasione per discutere di cybersecurity. Sul tavolo l’importanza dell’informazione e della formazione nel campo della cybersecurity, lo sviluppo di tecnologie nazionali per la sicurezza, la pervasività delle transazioni digitali e il rischio cyber per il Made in Italy. Al centro della discussione, la necessità di un cambiamento culturale che muova dall’idea di proteggere gli asset informatici del paese a quella di una cyber-defence attiva e dinamica, capace di adattarsi al variare delle minacce.

La protezione del cyberspace in Italia

Durante l’incontro sono state affrontate le tematiche relative alla posizione dell’Italia nel campo della protezione del cyberspace. Ne ha parlato il presidente di Cybaze. L’ex ministro Giulio Terzi di Sant’Agata ha spiegato poi come, nell’attuale scenario geopolitico, le imprese specializzate non possano limitarsi a fare affari perché “la sovranità e la libertà sono cose che entrano in diretta relazione con l’avere comunicazioni pulite e interlocutori affidabili”. Mentre per Marco Castaldo, amministratore delegato di Cybaze, “gli amministratori delegati delle aziende, di tutte le aziende, dovrebbero avere una maggiore attenzione ai rischi informatici e non solo a quelli finanziari”.

L’impegno di cittadini ed esperti

L’importanza di favorire l’impegno di cittadini ed esperti nell’individuare virus e malware è stata sottolineata da Pierluigi Paganini, CEO di Cybaze, che ha tratteggiato lo scenario delle tentate incursioni hacker a danno dell’industria navale italiana nell’operazione denominata Marty Mc Fly e ha illustrato le innovative tecniche di difesa dell’azienda.

Un polo italiano della cybersecurity

“Cybaze è parte di questo sforzo – ha detto Marco Castaldo – quello di creare un polo italiano della cybersecurity che faccia dell’italianità un vantaggio competitivo. Per questo seguiamo da vicino le iniziative e le attività dei nostri giovani talenti informatici selezionati dal CINI grazie al progetto Cyberchallenge.IT”.

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10 consigli (+1) per la tua strategia di marketing online, anche per le piccole aziende

Questo non è uno di quegli articoli in cui troverai tutte le risposte alle tue domande sulle strategie di marketing. E sai perché? Perché ogni azienda è diversa e le strategie che funzionano per un brand, potrebbero non soddisfare gli obiettivi di una seconda azienda; e chi ti dice il contrario, mente.

In vista del 2019, abbiamo pensato di proporti alcune strategie di marketing ormai diventate dei classici, così che tu possa trovare quelle più adatte a te.

Queste strategie non funzioneranno in ogni situazione, quindi, ti invitiamo a ragionare in vista dei tuoi specifici obiettivi di marketing, prima di prendere qualunque decisione.

Un’ultima indicazione: le strategie vanno ideate sulla base di ciò che la tua azienda può ragionevolmente gestire. Quindi, senza ulteriori indugi, procediamo con la nostra lista di alcune delle principali strategie di marketing online.


1. Cura un blog

Avere a disposizione sempre nuovi contenuti sul tuo sito web aziendale è un must per la SEO. Non solo: offrire informazioni utili ai tuoi clienti ti consentirà di affermarti come leader nel tuo campo.

Restando in tema di contenuti, l’indicazione che ci teniamo a darti è quella di non copiare gli articoli scritti da altri. Molti blog, citando la fonte dalla quale sono stati estratti i contenuti, non fanno altro che riportare quello che scrivono altri.

La soluzione? Leggi, leggi tanto, prendi ispirazione dagli altri, ma poi prenditi del tempo per rielaborare quelle informazioni, dandogli un taglio personale e magari introducendovi la tua esperienza personale. I case studies sono tra i contenuti più interessanti per le persone, ad esempio.

email marketing guida utile

2. Lavora a un piano editoriale per la tua newsletter

L’email marketing è un ottimo modo per rimanere in contatto con il tuo pubblico, promuovere i contenuti del tuo sito web, veicolare i tuoi valori e obiettivi, regalare promo o sconti pensati per target specifici di clienti, vendere servizi o prodotti, invitare agli eventi, ringraziare, dopo gli eventi, per la partecipazione, e via dicendo.

Insomma, le mail non sono morte e, a proposito di indirizzi mail, non puoi rivolgerti al tuo pubblico solo per chiedere azioni, like, iscrizioni o acquisti. Offri contenuti gratuiti da scaricare, come white paper, ebook, senza però dimenticare di acquisire gli indirizzi email, per incrementare la tua mailing list.

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Social Selling

3. Ottimizza la tua presenza sui social network

Non è questa la sede in cui ti diremo come elaborare una social media strategy, ma dando per certo che tu ce l’abbia una strategia per i tuoi canali social, cosa possiamo consigliarti? Di diffondere i tuoi social button ovunque, di condividere contenuti di qualità – sì, niente di nuovo fin qui – e di interagire con le persone inventando nuovi modi di comunicare il tuo brand, differenziando la strategia su ogni social.

A proposito di social button: sono ben visibili sul tuo sito e nelle pagine? E i link di destinazione sono giusti? Sono domande scontate, ma abbiamo visto “cose che vuoi umani potete solo immaginare”. Un esempio? Account aziendali collegati ad account personali, social button introvabili, social non aggiornati o gestiti come se fossero account personali, e via discorrendo.

Un ultimo consiglio: verifica che le informazioni sul tuo brand siano complete e aggiornate.

4. Sperimenta nuovi formati

Crea, ad esempio, podcast. I podcast offrono l’opportunità di entrare in contatto con i clienti usando la tua voce, e questo può aiutarli a conoscerti meglio. E se saprai rendere interessanti i tuoi podcast, otterrai visitatori abituali.

Puoi provare con un webinar: niente di meglio per mostrarti competente su un argomento e trasmettere la tua conoscenza agli altri.

Prova anche a fare video. Un video professionale, o meglio, una strategia di video marketing, può portare vantaggi al tuo business, sia che scegli YouTube, sia se preferisci i live su Facebook.

Tutto, come sempre, dipende dal tuo target e dal contesto in cui è inserito il tuo servizio o prodotto.

5. Semplifica la navigazione del tuo sito

E semplifica i moduli presenti sul tuo sito, in cui è richiesta la compilazione da parte degli utenti. Quando richiedi informazioni al tuo pubblico pensa a due concetti: semplicità e brevità. Altrimenti, invece che convertire i tuoi contatti in clienti, li vedrai abbandonare le tue pagine.

Spendiamo due parole anche sul fatto che deve essere semplice mettersi in contatto con il tuo brand, quindi occhio a dove inserisci queste informazioni. Saltiamo la parte in cui ti chiediamo se il tuo sito sia o meno mobile friendly, perché lo diamo per scontato.

Anche la navigazione, come dicevamo, dovrebbe essere user-friendly, e se puoi usa, per il sito le testimonianze dei tuoi clienti. Quando acquisti un prodotto o servizio, forse, non sei il primo a chiedere consiglio a conoscenti, familiari e amici o a leggere le recensioni online? Appunto.

Così facendo, imposterai un rapporto di fiducia con il tuo pubblico, che avrà un motivo in più per completare la conversione. Last but not least: il dominio del tuo sito. Breve e memorabile. No alle lunghe stringhe di url per i tuoi articoli. Si alle url personalizzate anche per i tuoi social.

social media listening

Credits: Depositphotos #208581208

6. Usa le immagini per attirare l’attenzione del tuo pubblico

Tra i vari formati, perché non creare anche delle infografiche per semplificare documenti più complessi e poco appetibili?

Sui social sono tra i contenuti più condivisi. Pensaci.

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7. Listening

Puoi farlo in vari modi, ma fallo. Utilizza la ricerca per parole chiave e scopri quali parole le persone digitano per trovarti, o quali parole sono correlate al tuo brand e ai tuoi prodotti o servizi; così facendo potrai ottimizzare il tuo sito e i contenuti.

Cerca le persone influenti nella tua nicchia: gli Influencer; perché ti aiuteranno a far risuonare i tuoi messaggi a un pubblico più ampio. E, se li avrai selezionati con cura, questo nuovo pubblico sarà in linea con i tuoi valori e la tua mission. Chiedi agli Influencer di scrivere degli articoli sui tuoi prodotti, o di essere ospitato sui loro blog.

Cerca online anche i tuoi competitor, per scoprire cosa stanno facendo bene, cosa male e per coprire le falle che lasciano scoperte.

È importante anche che tu sappia cosa gli altri dicono di te sui canali che non presidi, se il sentiment è positivo o negativo, e come migliorare.

Utilizza Google Analytics, perché non raggiungerai mai gli obiettivi sperati se non sai cosa funziona e cosa no.

8. Rispondi alle recensioni

Quelle negative non vanno ignorate o cancellate; prenditi tutto il tempo che ti serve, per ritrovare la calma dopo un commento troppo duro, sposa l’assertività, e prova sempre a risolvere il problema che ti viene posto, mostrandoti empatico e collaborativo. Rispondi anche alle recensioni positive, e ringrazia per i feedback del tuo pubblico, a prescindere dal messaggio.

9. Devi avere una strategia

Lo abbiamo dato per scontato all’inizio di questo articolo, ricordi? L’unico modo per far funzionare il marketing online è creare una strategia in linea con gli obiettivi della tua azienda, e poi metterla in pratica. Adoriamo i creativi, ma lanciarsi in attività slegate dalla digital startegy, non ti aiuterà.

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10. Il comunicato stampa non è morto

È cambiato lo scenario in cui scriverli e inviarli. Oggi è importante curare la relazione non solo con i giornalisti della carta stampata, ma anche con i blogger, con i giornalisti online e gli Influencer.

È importante saper scrivere per il web, cercare sempre nuovi contenuti e imparare a gestire nuovi strumenti, perché ai comunicati stampa si sono aggiunti i post, i tweet e le note di Facebook. Le conferenze stampa vengono trasmesse in live streaming sui social e le foto e i video di un evento sono scaricabili direttamente da Flickr e YouTube.

Imparare a stare dietro al cambiamento. Questo serve. E anticiparlo, se ne siamo in grado.

Bonus: automation e call to action

Il tuo brand ha una chat online? Potrebbe essere un ottimo modo per entrare in contatto con i tuoi clienti; più che con le mail, i podcast o webinar.

Quanto alle call to action: non esagerare ma rendile visibili, ad esempio posizionandole nella parte alta della pagina.
Per la sezione FAQ, se ce l’hai, dalle un nome che attiri il tuo pubblico. Perché le persone tendono a evitarla, ma siamo certi saprai trovare un ottimo titolo per incuriosirle e stupirci.

Ora puoi fare le Stories anche su YouTube (ma solo se hai almeno 10 mila follower)

Arrivano le Stories anche su YouTube, ma saranno molte molto diverse da quelle di Instagram e sono (al momento) disponibili solo per i creator con 10.000 follower.

Il formato per le storie previsto da YouTube sarà infatti visibile per sette giorni e queste saranno visibili anche per chi non è iscritto; verranno infatti visualizzate accanto ai video.

Interazione e 7 giorni per rispondere

I creators che utilizzeranno lo strumento saranno in grado di interagire con i fan; risposte e conversazioni saranno visibili per chiunque si imbatta nella storia.

L’interesse di YouTube per le Stories era stato già palesato a settembre 2017, ma sembra che i contenuti siano diretti a promuovere il canale di chi le utilizzerà (magari mostrando i dietro le quinte) più che a mostrare normali frammenti di vita quotidiana.

Almeno 10.000 iscritti

Lo strumento è già disponibile per gli YouTuber che possono contare su un canale con almeno 10.000 iscritti. Alcuni utenti di Reddit si sono immediatamente accorti della nuova funzione e la nuova implementazione non ha convito tutti, soprattutto quelli che hanno suggerito alla piattaforma di risolvere i problemi già esistenti prima di concentrarsi su funzioni “bonus”. Il riferimento è alla demonetizzazione degli account con un numero troppo basso di iscritti.

“La morte di YouTube è appena iniziata” scrive un iscritto a Reddit relativamente alla funzione. Ha poi aggiunto: “Se smettono di copiare altri social media e mantengono le vecchie funzionalità, c’è ancora una possibilità che gli utenti non scappino via”.

Anche alcuni creator, come Philip DeFranco, hanno espresso qualche preoccupazione per le storie, ammettendo che, anche se c’è del potenziale, la nuova funzione non li ha convinti.

“Le storie di YouTube sono strane”, ha scritto DeFranco. “Rimangono attive per 7 giorni, puoi ricevere commenti, ma puoi rispondere solo con un altro video o una foto […] C’è molto potenziale, ma sono scettico, al momento “.

Cosa dice YouTube

In una dichiarazione di YouTube ha ribadito che il team ha “applicato i feedback che abbiamo ricevuto proprio dagli utenti per realizzare un prodotto progettato specificamente con loro, i creators su YouTube”.

Per coloro che desiderano provare lo strumento e hanno i requisiti richiesti, le storie vengono create aprendo l’app YouTube su dispositivo mobile, toccando l’icona della fotocamera e selezionando “Crea storia“. La procedura è spiegata nel dettaglio sui canali ufficiali.

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Violato anche il database di Marriott (con le info di 500 milioni di clienti)

La catena alberghiera Starwood, filiale di Marriott International, ha subito uno dei più grandi furti dal suo database di prenotazione clienti: dove sono raccolte le info di 500 milioni di utenti. A renderlo noto la stessa Marriott, che ha comunicato anche che le “indagini hanno stabilito che non c’è stato accesso non autorizzato al database prima o entro il 10 settembre 2018”. L’8 settembre 2018 Marriott ha ricevuto un avviso dal sistema di sicurezza digitale che dava l’allarme su un tentativo di accesso al database di prenotazione degli ospiti di Starwood. Avviate le indagini, il team di esperti di sicurezza specializzata in furti d’identità digitale ha scoperto che personale non autorizzato aveva copiato e crittografato le informazioni.

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Il database nel mirino

La società ha detto di “aver completato l’identificazione delle informazioni duplicate nel database” ma ritiene che contenga informazioni su “circa 500 milioni di ospiti che hanno effettuato una prenotazione presso Starwood. Per circa 327 milioni di questi, le informazioni includono una combinazione di nome, indirizzo postale, numero di telefono, indirizzo email, numero di passaporto, informazioni sul conto Starwood Preferred Guest, data di nascita, sesso, arrivo e partenza, data di prenotazione e preferenze di comunicazione.

Le carte di pagamento

Per alcuni, le informazioni includono anche i numeri delle carte di pagamento e le date di scadenza delle carte di pagamento, “ma i numeri delle carte di pagamento – si precisa – sono stati crittografati utilizzando la crittografia Advanced Encryption Standard (AES-128). Ci sono due componenti necessari per decrittografare i numeri delle carte di pagamento”. Marriott non è in grado di escludere la possibilità che entrambi siano stati presi. Per gli altri ospiti, le informazioni erano limitate al nome e talvolta altri dati come indirizzo postale, indirizzo email o altre informazioni.

Profondamente dispiaciuti

“Siamo profondamente dispiaciuti che questo incidente sia accaduto – ha dichiarato Arne Sorenson, President e Chief Executive Officer di Marriott – non siamo all’altezza di ciò che i nostri ospiti meritano e di ciò che ci aspettiamo da noi stessi. Stiamo facendo tutto il possibile per supportare i nostri ospiti e utilizzando le lezioni apprese per andare meglio avanti “.

Pagina e call center a disposizione

Marriott ha adottato misure per aiutare gli ospiti a monitorare e proteggere le proprie informazioni con una pagina e call Center dedicati cui ci si può rivolgere alla mail info di Starwood che risponderà ai quesiti dei clienti. Da oggi inizierà ad inviare email informative ai clienti presenti nel database di Starwood.

Dell conferma: attaccato il sito (ma nessun furto di dati, dice la società)

La piattaforma online della multinazionale dell’informatica Dell è stata attaccata all’inizio di novembre (il 9 per essere precisi). È stata la stessa società ad informare i suoi utenti dell’attacco e che qualcuno ha tentato di estrarre dal database le informazioni dei clienti (nomi, indirizzi email e password cifrate). Secondo quanto riferito dalla compagnia, la minaccia è stata bloccata e non dovrebbero essere trapelati dati relativi ad informazioni sensibili: non sembrano essere stati rubati cioè dati personali o quelli delle carte di credito degli utenti.  L’azienda ha anche creato una pagina per tenere aggiornati gli utenti.

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credits http://i.dell.com

Le info della società e dei clienti

Nella piattaforma online dell’azienda sono contenuti i dati alla società ma anche informazioni relative ai clienti, soprattutto quelli che effettuano acquisti direttamente dal negozio sul sito.

Cambiate password

“Abbiamo fatto di tutto – ha detto la società – per proteggere i nostri clienti, ai quali ora suggeriamo di modificare la password non solo dell’account sul sito internet di Dell, ma anche quelle utilizzate per altri servizi qualora fosse utilizzata la stessa parola. Andiamo avanti con le analisi su quanto successo e con le indagini, così come proseguiremo nell’investire nelle tecnologie di rete e nella sicurezza informatica per prevenire i rischi di attività non autorizzate”.

social network

Cosa cambierà per i brand quando (e se) smetteremo di esibirci sui social

“Mi ha lasciata su WhatsApp”, “Mi ha aggiunto sui social media”, “Oggi faccio pulizia di contatti”, “Ti abbiamo bannato dal gruppo”.

Hai mai detto o sentito una di queste frasi? Quale sarebbe stato l’impatto se il tuo fidanzato ti avesse lasciato davanti al supermercato? Se un nuovo amico ti avesse aggiunto alla lista dei contatti da chiamare per una birra dopo una giornata andata male? Se un compagno di scuola non ti avesse più salutato incontrandoti per strada, o se ti avessero vietato di entrare nel tuo locale preferito?

week in social messenger instagram

Il paragone non regge, eppure quando parliamo di social media e social network, parliamo di relazioni sociali, contatti, condivisione, gruppo. Le parole presenti nei social media ricalcano, in effetti, la vita offline, ma tra uno schermo e guardarsi negli occhi, sai anche tu che non c’è paragone.

Ti pongo una domanda e ti offro un viaggio nel tempo da percorrere insieme. Quanto sono “social” i social media?

MSN Messenger

Siamo nel 1999 e Microsoft debutta con MSN Messenger, client gratuito di messaggistica istantanea. A quel tempo mIRC aveva già aperto le danze alle reti sociali online, ma la diffusione di MSN Messenger fu davvero strepitosa, tanto da venire considerato il simbolo di una generazione, quella dei Millennials.

LEGGI ANCHE: Hashtag e bot esistevano già su mIRC, il papà (o forse il nonno) dei social network

Chi di noi non ha almeno una volta trillato?

social network- msn messenger

La tariffa flat inizialmente non c’era e nemmeno gli smartphone, la connessione quindi era legata all’idea di tempo limitato (a meno che non ti piacessero le bollette salate). MSN ha iniziato ad abituarci alla vita su internet, a un nuovo modo di tenerci in contatto con gli altri e intrattenere conversazioni “segrete”, senza che i genitori sapessero quello che stessimo facendo.

MSN era un’ancora alla vita offline e il tempo limitato, oltre che la novità, rendevano quelle conversazioni emozionanti e rafforzavano le relazioni offline.

Facebook, Instagram, Snapchat, Twitter e gli altri

Poi sono arrivati Facebook, Instagram, Twitter, Snapchat, LinkedIn e non ci sogniamo per nulla al mondo di dire che è finito tutto, ma l’approccio social è cambiato notevolmente.

Per esempio quando entri su Facebook prima di interagire con gli altri (qualora tu lo faccia davvero) guardi cosa postano. Chissà quante volte avrai pensato quanto è fantasmagorica la vita degli altri, tranne quella di qualcuno che, fuori dal coro, posta sui social il suo dolore quotidiano (generalmente dopo un po’ nessuno se lo fila più).

social network - blackmirror

Sui social media c’è questa forte necessità di intrattenere il pubblico con la nostra parte migliore, che sia divertente, combattiva, intellettuale. La parte più vera di noi, nel tempo, si è deciso di condividerla sempre meno sui social media e questo è uno dei fattori di disinnamoramento da parte della Generazione Z, che ne fa un un uso decisamente più selettivo.

Un altro tra i fattori impattanti sul concetto social è la presenza dei brand e della pubblicità che, anche se sempre più personalizzata e volta a stimolare emozioni e intrattenere l’utente, chiaramente contribuisce a rendere tutto meno autentico a livello di relazione interpersonale. Inoltre sapere che i nostri dati sono in pasto alle grandi company o ai politici non fa venire gran voglia di raccontare realmente i fatti nostri.

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D’altra parte la sfera social professionale e di aggregazione su un tema specifico è estremamente funzionale, offre grandi opportunità di reperimento notizie, network, affari commerciali. Pensiamo ai gruppi di lavoro, a quelli professionali e di aggiornamento o ai vari mercatini dell’usato.

Questo è ancora un altro concetto di social che nel tempo si è venuto a creare.

I numeri social dei social network

Globalewebindex ha condotto una ricerca in UK e USA per indagare in numeri quale sia oggi il ruolo dei social media.

Il 50% degli intervistati li usa ancora per rimanere in contatto con amici e famiglia, il 42% per fruire contenuti di intrattenimento. Gli inglesi sono primi in classifica nell’uso dei social contro la noia (43%) e per passare tempo (39%). In generale il 51% guarda o legge contenuto di intrattenimento, il 48% clicca su un post per leggere un articolo e il 37% per ascoltare/scoprire musica. Uno su quattro acquista un prodotto o servizio tramite social.

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Nella ricerca emerge anche uno “sforzo” da parte degli utenti per ridurre il tempo impiegato sui social soprattutto per Generazione Z e Millennials, diversamente da una popolazione più adulta che utilizza massivamente i social.

In proposito, pensiamo che Apple ha introdotto in iOS 12 strumenti per controllare il tempo trascorso sulle App (App Limits) e soluzioni per ridurlo.

Il 32% degli utenti in UK e USA ha disattivato o cancellato un account social negli ultimi 12 mesi. Tra le ragioni: disinteressamento a quello che le persone fanno e condividono (30%); superficialità dei social (26%); mancanza di fiducia per la condivisione dei dati (25%).

Come saranno i social media domani?

I social media non sono in declino, ma la loro natura social è nettamente cambiata. La ricerca di Globalwebindex si conclude con una domanda: “Quale uso dei social media (presente e futuro) mette l’utente a proprio agio?”.

Sia in USA che in UK rispondono: per intrattenimento nel 60% dei casi; per leggere news, opinioni, attualità (52%); per lasciare o leggere recensioni su brand/prodotto (44%).

Alcune riflessioni

I social network cambiano pelle (potremmo definirli oggi quasi come entertainment network?) e questo potrebbe non essere un dramma per le relazioni umane, purché quell’uscire dai social media davvero corrisponda a un miglioramento della vita sociale offline, al guardarsi negli occhi per condividere emozioni, a usare WhatsApp per darsi un appuntamento.

I report sull’utilizzo di chat da parte degli adolescenti, non sembrano essere incoraggianti in tal senso.

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Tutto questo, naturalmente, potrebbe avere un forte impatto anche sul ruolo dei brand e sul loro modo di comunicare. Se già oggi assistiamo a una ricerca sempre maggiore dell’autenticità da parte delle aziende, cosa accadrà se gli utenti cominceranno a condividere sempre meno informazioni personali? Potremmo tornare a una ricerca sempre maggiore di punti di contatto offline, forse.

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Instagram userà l’Intelligenza Artificiale per “leggere” le foto ai non vedenti

Instagram utilizzerà l’intelligenza artificiale per descrivere le foto a disabili visivi e ipovedenti. Le modifiche consentiranno agli screen reader (software che descrivono gli elementi visualizzati su uno schermo) di leggere le foto automaticamente, utilizzando l’intelligenza artificiale o anche le descrizioni personalizzate aggiunte dagli utenti.

Testo automatico

Ad annunciarlo lo stesso social network di proprietà di Facebook (che già da tempo usa un sistema simile), che ha parlato dell’introduzione di un testo automatico abbinato a ogni foto, a disposizione di chi usa i software che leggono i testi su siti e applicazioni. “Con oltre 285 milioni di persone nel mondo con disabilità visive, sappiamo che ci sono molte persone che potrebbero beneficiare di un Instagram più accessibile” ha spiegato la società.

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Il racconto degli oggetti

La funzione si servirà della tecnologia di riconoscimento degli oggetti per generare una descrizione delle foto attraverso gli oggetti contenuti negli scatti, così da consentire agli ipovedenti di usare la piattaforma. Non solo. Instagram permetterà anche agli utenti di decidere di scrivere un testo descrittivo da abbinare ai loro scatti (a vantaggio di chi ha difficoltà a vedere le immagini), in modo che l’AI possa leggere le descrizioni fatte da chi pubblica le foto stesse.

La NASA vuole tornare sulla Luna e ha scelto nove aziende private per aiutarla

La NASA ha annunciato l’intenzione di inviare piccoli lander robotici sulla Luna, grazie alla collaborazione con nove compagnie aerospaziali. L’biettivo è quello di inviare nuovamente altri esseri umani sulla superficie lunare.

Queste nove aziende sono in competizione tra loro: ogni volta che la NASA proporrà una richiesta specifica, ad esempio il trasporto di attrezzatura scientifica, sceglierà a quale di queste affidarsi.

Quali sono le aziende scelte dalla NASA

Le aziende selezionate includono Lockheed Martin, Astrobotic, Moon Express, Sistemi Masten Space, Deep Space Systems, Draper, Firefly Aerospace, Intuitive Machines e Orbit Beyond.

Molte di queste aziende sono piccole aziende aerospaziali che non hanno ancora lanciato nulla nello spazio. E ci sono alcune compagnie degne di nota escluse dal pool, tra cui SpaceX di Elon Musk e Blue Origin di  Jeff Bezos, anche se entrambe hanno mostrato interesse per il programma.

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Queste partnership fanno parte del programma CLPS (Commercial Lunar Payload Services) per il quale l’agenzia spaziale aveva pubblicato un bando di gara ad aprile, con un call per partecipare che si è ufficialmente conclusa a ottobre.

Obiettivo dell’iniziativa è inviare piccoli veicoli spaziali automatizzati, realizzati da compagnie private, sulla superficie della Luna già nel 2019. Questi lander dovranno essere in grado di trasportare almeno 10 chili di strumentazione scientifica, al fine di raccogliere più dati sulla superficie lunare.

La NASA vuole saperne di più sul tipo di risorse che la Luna potrebbe offrire, come il ghiaccio, che potrebbe essere presente in alcune zone della superficie e dimostrarsi molto utile per future missioni umane.

Studiare approfonditamente la Luna potrebbe svelarci molti misteri sulla formazione del Sistema Solare e fornirci un punto di osservazione unico per studiare l’Universo, secondo Thomas Zurbuchen, amministratore associato della NASA per la direzione della missione scientifica.

“La mia esperienza è che l’esplorazione umana e l’esplorazione robotica possono lavorare mano nella mano e offrire opportunità che altrimenti inimmaginabili”, ha detto Zurbuchen durante una conferenza stampa prima dell’annuncio delle partnership.

Il progetto a lungo termine è quello di creare una presenza sostenibile sulla Luna. L’inizio dei lavori ha preso il via quando il Presidente americano, Donald Trump ha firmato una direttiva per l’invio di un nuovo equipaggio umano sul satellite terrestre. Da quel momento, la NASA ha programmato la creazione di una nuova stazione spaziale prevedendo la collaborazione con industrie e agenzie internazionali per sviluppare nuove tecnologie.

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La base lunare Gateway

Nel prossimo decennio l’agenzia spaziale americana punta a costruire una stazione orbitante intorno alla Luna, chiamata Gateway, che servirà da avamposto per astronauti e astronavi che viaggiano verso e dalla superficie lunare. In questo piano, la gara per l’invio dei piccoli lander robotici servirà ad acquisire il maggior numero di informazioni possibile per l’invio di astronavi con equipaggio umano.

Come sono state scelte le nove aziende

La NASA non ha fornito molti dettagli su come ha scelto le aziende che sono state inserite nel programma, ma queste nove finaliste sono ora in lizza per una serie di contratti che, sommati, raggiungono il valore di 2,6 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni.

Tuttavia la NASA non si aspetta che tutti e nove i partner riescano a creare veicoli spaziali in grado di atterrare sulla Luna senza problemi: “Il nostro obiettivo è quello di imparare quanto più possiamo e aiutare questa industria nascente a svilupparsi qui negli Stati Uniti”, ha specificato l’agenzia.

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Ninja Morning, il buongiorno di venerdì 30 novembre 2018

Amazon

L’Autorità antitrust della Germania ha annunciato l’apertura di un’indagine sugli abusi di posizione dominante nei confronti di Amazon, dopo “molte lamentele da parte dei dettaglianti contro le pratiche” del colosso statunitense del trading online.  l’Agenzia esaminerà le clausole imposte da Amazon ad altri commercianti, al censimento dei loro prodotti, alle condizioni di annullamento o ai termini di pagamento.

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Big Tech

Le società tech del web hanno evitato di pagare al fisco 71 miliardi in 5 anni di attività. Il dato emerso da un’analisi condotta dall’area studi di Mediobanca sulle multinazionali. Dallo studio è emerso che dal 2013 al 2017 le società del web e dei software avrebbero risparmiato una somma superiore a 48 miliardi. Apple, in più, sarebbe riuscita a non pagare al fisco 23 miliardi. Il totale fa 71 miliardi.

ninja

Internet

“I sondaggi condotti in Europa e negli Stati Uniti indicano che la percentuale di persone assuefatte a internet è a livelli allarmanti, tra l’1,5% e l’8,2%” degli utilizzatori: è quanto ha messo in evidenza il gruppo Pompidou, l’organo del Consiglio d’Europa specializzato nell’elaborazione di politiche anti-droga che rispettino i diritti umani. “Che si tratti di trascorrere ore a giocare, a scommettere, a utilizzare applicazioni o navigare, tutti i dati raccolti dalla comunità medica confermano che l’assuefazione a internet si è trasformata in un vero problema ed è una patologia” ha detto Thomas Kattau, vice segretario esecutivo del gruppo Pompidou.

Cisco

Entro il 2022, sulle reti globali transiterà più traffico IP di quanto ne sia passato in tutti gli “anni-Internet” dal 1984 al 2016. Nel solo anno 2022, sarà creato più traffico dati di quello creato nei 32 anni precedenti messi insieme. A dirlo è il nuovo studio Visual Networking Index (Vni) di Cisco che prevede che questo sia solo l’inizio. Tutto questo traffico dati, evidenzia il report, arriverà dai sempre più numerosi dispositivi connessi alla rete e dal modo stesso viene usato internet. Entro il 2022, il 60% della popolazione mondiale userà Internet. Saranno online più di 28 miliardi tra device e connessioni. L’82% di tutto questo traffico IP sarà costituito da contenuti video.

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Apple

Il nuovo Apple Watch, arrivato a fine settembre, sarà in grado di fare un elettrocardiogramma. La funzione, già preannunciata, dovrebbe infatti essere disponibile con il prossimo aggiornamento del sistema operativo dell’orologio, WatchOS 5.1.2, attualmente in fase di test. L’Apple Watch Series 4 effettuerà l’ECG tenendo il dito sulla corona dell’orologio per 30 secondi. Il risultato non sostituisce quelli ottenuti dal medico con sistemi tradizionali, e cioè l’elettrocardiogramma a 12 derivazioni che si avvale di sei elettrodi posizionati sul torace del paziente più 4 sugli arti.

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In agenda oggi

TECNOLOGIA SOLIDALE – Alla Camera dei Deputati (Sala Aldo Moro) alle 16 Tecnologia solidale 2018.

Mail Up Conference. Continua anche oggi,  a Palazzo Mezzanotte, MailUp Marketing Conference 2018, seconda edizione dell’evento dedicato al Digital Marketing. In programma una giornata formativa sul Conversational Marketing.

LEGGI ANCHE: MailUp Marketing Conference 2018, al centro il Conversational Marketing

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Le notizie che forse ieri ti sei perso

Microsoft chiude un contratto da 480 milioni per fornire HoloLens ai soldati
L’accordo, senza precedenti, permetterà a Microsoft di investire ingenti somme nello sviluppo dei dispositivi per la realtà aumentata

In Cina i giovanissimi inviano selfie di nudo a garanzia dei micro-prestiti
Circa 10 gigabit di foto di selfie osè, tutti corredati da documenti di identità perché fossero riconoscibili, sono stati diffusi dai microlenders

Amazon vuole lanciare una mini auto senza pilota e una gara di corse
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Comedy Central, BCG e i profili Instagram, ecco chi ha cambiato look a novembre
Rebranding e redesign: tra sperimentazioni e nuovi font, abbiamo dato anche una sbirciatina ai nuovi profili di Instagram

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Comedy Central, BCG e i profili Instagram, ecco chi ha cambiato look a novembre

Novembre è quasi finito e anche questo mese abbiamo raccolto i principali redesign e i nuovi trend visivi ad essi collegati. Abbiamo scovato le novità principali, vagando tra sperimentazioni e nuovi font, dando anche una sbirciatina all’ultima interfaccia di Instagram.

Nuovo carattere tipografico per Comedy Central

Sono passati solo sette anni da quando Comedy Central ha cambiato il suo iconico logo. Quel pianeta con i grattacieli che esplodono era stato poi improvvisamente ridotto a una semplice “c” annidata all’interno di una “C” più grande e invertita.

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In molti lo avevano definito noioso, “non divertente” e scherzavano sul fatto che il vecchio logo avesse maggior impatto.

La metamorfosi del logo nel corso degli anni ha permesso al canale di mantenere intatta la sua dinamicità, durante le ore di programmazione, la “C”gira come un ingranaggio definendo un linguaggio del movimento distintivo, in grado di catturare l’attenzione dello spettatore senza discostarsi troppo dal contenuto.

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Il marchio “C” è in realtà solo la metà grafica del nuovo logo ufficiale. Nell’altra parte predomina il nuovo carattere tipografico.

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Il nome rimane intatto, Comedy Central, ma il vecchio font, Brandon Grotesque, ormai obsoleto e inflazionato segue una trasformazione. Il network televisivo ha infatti puntato sullo sviluppo di un carattere tipografico esclusivo e personalizzato.

Si chiama Comedy Sans, molto simile a Comic Sans ma ripulito da tutte quelle note critiche che lo hanno accompagnato negli ultimi anni. Il Comedy Sans è più audace e più condensato del vecchio carattere e la sua irriverenza si adatta perfettamente ai contenuti.

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Con i nuovi elementi di design in atto, Comedy Central ha anche sviluppato degli standard di utilizzo. Nel promuovere i suoi spettacoli, ad esempio, verrà utilizzata una cornice tripartita in cui il logo appare sul lato sinistro e il contenuto, sia esso uno spettacolo o il nome di Comedy Central, si troverà nel centro, occupando gran parte dello schermo.

“L’architettura ci costringe a essere minimalisti nel nostro linguaggio” ha dichiarato Chris Scarlata, vp design di Comedy Central.

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Il team creativo ha inoltre sviluppato nuovi standard che regolano l’uso di elementi grafici su piccoli schermi, in cui il minimalismo è essenziale, in ogni caso, e in cui la sinergia del carattere e del logo insieme al colore, Summer Ale, è particolarmente evidente.

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La trasformazione continua di BCG si evolve verso il digital

Dopo anni di crescita del proprio business, Boston Consulting Group, tra le società di consulenza manageriale più importanti a livello globale, ha riconosciuto l’opportunità di un rinnovamento del proprio marchio.

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Il rebranding segna l’evoluzione dell’azienda stessa, nonché la sua costante dedizione a fornire valore trasformativo per i propri clienti.

Il nuovo logo stabilisce un’identità più semplice, più audace e più connessa, ed è in grado di riflettere al meglio l’approccio dell’azienda al lavoro, alle sue idee e alle persone che ne fanno parte.

Funzionando sia come monogramma sia come simbolo, il marchio costituisce un’impronta iconica, visivamente più interessante e più leggibile in ambito digital e consente una maggiore usabilità e riconoscibilità attraverso il crescente impatto globale di BCG.

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Il nuovo logo rappresenta il culmine di una reinvenzione bottom-up dell’intero panorama visivo di BCG, raggiunto grazie a una partnership quinquennale con Carbone Smolan Agency (CSA), l’agenzia ha lavorato alla revisione della digital experience del marchio, creando nuove piattaforme di aumentare l’engagement, migliorare il reclutamento e i programmi di training.

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Il nuovo logo rappresenta appieno quella sintesi degli ultimi sforzi condotti dal gruppo: centra e unifica fermamente l’universo BCG, sempre rivolto all’innovazione continua e irrequieta.

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Instagram ridisegna i profili per facilitare la navigazione

Instagram annuncia un redesign dei profili per aiutare gli utenti a “esprimersi meglio”. La piattaforma di photo-sharing più diffusa al mondo sta cambiando la sua interfaccia, tra un po’ sarà ancora più facile spiare il tuo amore delle superiori.

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Instagram ha infatti annunciato la scorsa settimana una revisione della pagina del profilo con l’obiettivo di semplificare la navigazione e rendere i profili più facili e più puliti.

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Alcuni screenshot condivisi sul web ci fanno pensare che le schede dei nostri profili potrebbero cambiare in:

  • Grid: una panoramica dei tuoi post
  • Post: una visualizzazione ingrandita dei tuoi post in ordine cronologico
  • Shop: vetrina
  • IGTV
  • Tagged: post in cui sei stato taggato

L’aggiornamento che ha subito incuriosito gli utenti è la possibilità di visualizzare i seguaci reciproci tra due account, una funzione finora relegata solo ad alcune app complementari alla piattaforma.

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Per gli account aziendali, le call to action come “Messaggio”, “Chiamata”, “Email” e “Inizia Ordine” saranno resi visibili con un pulsante.

“Abbiamo lavorato su alcuni cambiamenti e li testeremo, in fasi e combinazioni diverse, con la nostra community nelle prossime settimane”, ha dichiarato la compagnia.