mentoring

Il mentoring in azienda è importante e ci sono delle regole da seguire

  • Il mentoring è un’attività fondamentale per le aziende: permette di formare al meglio i propri manager del futuro. 
  • Come prima cosa, devono essere dati alla risorsa gli strumenti di base per muoversi e in autonomia e spiegate aspettative, ruolo e attività.
  • Il feedback è l’attività più importante: permette alla risorsa di imparare dai propri errori e di migliorarsi ogni giorno.

 

Non sono poi così lontani i tempi in cui con le amiche si parlava delle prime giornate di stage. “Il mio tutor ha sempre da fare, dopo due ore che ho letto le mail non so più cosa fare senza di lui. Mi rimane solo il solitario.
Non so, invece a me piacerebbe sapere se quello che sto facendo lo sto facendo bene oppure no. Ma anche la mia capa è sempre via”.

Sebbene autobiografico, sono sicura che l’estratto qui sopra possa risultare familiare a chi sta muovendo i primi passi nel mondo del lavoro. Ma potrebbe non esserlo più. Come? Con un mentoring efficace da parte delle aziende.

In questo articolo, ispirato a uno studio dell’Harvard Business Review e dalla mia meno bibliografica esperienza personale, trovate una lista di tips & tricks per un mentoring consapevole. Diciamo così: un mentoring for dummies.

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1. Le basi del mentoring: dove trovare cosa

Qualsiasi posto di lavoro ha un archivio di cartelle che contiene documenti utilissimi per i nuovi arrivati. C’è chi usa Dropbox, chi Microsoft, chi Drive, ma il concetto è lo stesso.

La prima cosa che avrei voluto sapere da stagista era dove trovare i materiali importanti senza dover chiedere tutto al mio tutor. Ecco perché la prima cosa che ho fatto con la mia apprendista è stata dirle dove trovare tutti i documenti possibili.

Nel concreto è molto semplice: basta preparare una lista di file importanti con le indicazioni in merito alle cartelle in cui trovarli. Ah, e ovviamente condividerne gli accessi! Vi pare ovvio? Avrei dei ricchi aneddoti con cui farvi ricredere.

2. Mentoring e aspettative: definire ruolo e doveri

Tra i trick per un mentoring efficace, HBR suggerisce di redigere un documento di Baseline Expectations per le nuove risorse. Al suo interno possono essere approfondite responsabilità, task, modalità e qualsiasi altro aspetto si ritenga fondamentale. Uno strumento che lascia largo spazio all’interpretazione, ma che sottolinea un passaggio fondamentale del mentoring: la definizione del ruolo e delle attività.

Lavorare in autonomia quando si è nuovi nel mestiere non è facile. Non si possono improvvisare le proprie attività e questo spesso dà origine a frustrazione o senso di inutilità. La musica cambia quando si sa con certezza quali sono i task e come terminarli senza dipendere da altri. Impostare il lavoro secondo attività quotidiane e consolidate può rendere le nuove risorse mano a mano più autonome e soddisfatte sul lungo periodo.

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3. Quanto tempo dedicare al mentoring?

Un’altra regola d’oro è quella di decidere in anticipo quanto tempo dedicare all’attività di mentoring. Non è una decisione facile, perché, per quanto sarebbe più comodo pensarla così, le risorse sono ancora umane e in quanto tali differiscono anche nel quantitativo di tempo che serve loro per imparare a fare qualcosa.

Tuttavia, è consigliabile inserire in agenda degli slot orari fissi in cui approfondire i temi chiave per l’apprendista. Mettiamo caso che questi debba imparare ad usare Google Analytics: non può farlo completamente da solo, perciò l’ideale sarebbe dedicare un monte orario iniziale per spiegargli bene come fare e dei meeting successivi con un tempo definito per la risoluzione dei dubbi.

agenda

I meeting non dovrebbero essere più lunghi di 50 minuti e prefissati nell’agenda da diverso tempo. In questo modo l’apprendista dovrebbe imparare a considerare il tempo come una risorsa preziosa, iniziando lui stesso a voler settare un’agenda e dei punti da smarcare il più velocemente possibile nel suo spazio di formazione.

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4. Sì, ma… Chi dovrebbe fare mentoring?

In un mondo lavorativo perfetto, i senior manager avrebbero il tempo di formare tutte le risorse del mondo. Purtroppo, come si evince dai solitari a cui giocano gli stagisti, questa speranza non riflette la realtà. Tale discrepanza mi ha portata a riflettere su quali siano le risorse di un’azienda più indicate ad occuparsi del mentoring e, spoiler alert, la risposta non è facile né definibile a priori. Dipende dalle esigenze.

Imparare dai senior manager: la formazione in ascolto

Diciamo che scegliere una persona con decenni di esperienza ha come vantaggio tutto il bagaglio di conoscenze e di trick che quella persona è in grado di passare. Anche solo sentendola parlare: spesso mi è capitato di considerare “mentori” colleghi senior che non erano un mio tutor diretto né ufficiale, ma che durante i meeting mi hanno tenuta in ascolto e da cui ho appreso informazioni, scappatoie e trucchetti in poche decine di minuti. Certo, dall’ascolto alla pratica passa diversa acqua sotto ai ponti, ma è un inizio. Il contrappeso è che spesso i senior manager non hanno il tempo materiale di occuparsi delle nuove risorse.

Imparare con gli junior manager: l’affiancamento continuo

Per questo, una valida alternativa sono gli junior manager: risorse che da qualche anno si occupano di ciò che fanno e hanno ancora vivido il ricordo delle difficoltà di quando ancora erano stagisti. Una persona che è sul mondo del lavoro da 3-5 anni ha acquisito le competenze del ruolo, tendenzialmente è meno oberato di un suo superiore, fresco e forse anche felice di poter condividere quello che sa. Fare mentoring d’altronde è un atto di generosità, ma come tante attività altruiste, dà tanto anche a chi lo fa. Ti fa vedere le cose da un’altra prospettiva, ti rinfresca la memoria, ti sfida, ma soprattutto – parrebbe, sempre secondo un altro studio di Harvard – ti aiuta ad alleviare lo stress.

Un mentoring ibrido potrebbe essere la soluzione migliore: una figura junior-middle in affiancamento, un senior da cui ascoltare.

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5. L’aspetto chiave del mentoring: il feedback

Ricordate il “mi piacerebbe sapere se quello che sto facendo lo sto facendo bene oppure no” in apertura all’articolo? Ecco, quella frase non è semplicemente una lamentela di una vecchia amica, ma uno degli aspetti più importanti del mentoring.

Per crescere veramente, una risorsa ha bisogno di un feedback continuo. Se chiedi un documento che poi devi aggiustare in qualche modo, non puoi semplicemente correggerlo e inviarlo al cliente. Altrimenti la prossima volta ci troverai dentro gli stessi errori, perderai tempo tu e la tua risorsa non avrà imparato.

Drive, per esempio, permette di visualizzare la cronologia dei documenti: un trick utile con cui lo stagista può osservare in autonomia tutte le correzioni. In seguito, se ci fossero aspetti non chiari li si può approfondire in meeting. Da 50 minuti massimo, ovviamente.

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Per concludere, il feedback dovrebbe essere puntuale quando riguarda un singolo task, periodico per indagare eventuali difficoltà o punti di miglioramento e conclusivo al termine del periodo di mentoring. Non si può mica smettere di insegnare sul più bello.

scuola

Back to school: come sarà il rientro sui banchi quest’anno (secondo i social)

  • Dopo mesi di didattica online, quest’anno sarà caratterizzato da un rientro sui banchi di scuola diverso dal solito.
  • Dai social trend emergono nuove forme di insegnamento, con i genitori impegnati a identificare opzioni di apprendimento alternative e soluzioni domestiche anche per la gestione degli spazi.

 

Con le persistenti incertezze legate al COVID, milioni di persone si stanno rivolgendo a Pinterest per affrontare l’imminente anno scolastico, indipendentemente da come si svolgerà. Infatti, anche se in Italia per la maggior parte degli studenti il mese di settembre segnerà il ritorno alla normalità, dopo mesi di didattica online, per altri quest’anno sarà caratterizzato da un rientro sui banchi di scuola diverso dal solito, con ricerche legate alle lezioni da casa arrivate a picchi mai raggiunti in precedenza.

Secondo i dati raccolti da Deloitte, il ritorno a scuola durante la pandemia ha fatto crescere le ansie dei genitori riguardo a salute e finanze familiari in tutto il mondo, portandoli anche a mettere in discussione la qualità dell’istruzione che gli studenti hanno ricevuto questa primavera. La preoccupazione che gli studenti siano rimasti indietro è evidente, con solo la metà dei genitori soddisfatti dell’istruzione fornita.

La stagione di incertezza cambierà con molta probabilità il modo in cui i consumatori affronteranno il ritorno a scuola (e all’università), soprattutto per quanto riguarda i loro acquisti. Sono tendenze che stiamo già ampiamente sperimentando in Italia, dove ad esempio, pare esserci stato un esodo di studenti verso le sedi universitarie del Sud.

Negli Stati Uniti, è stato calcolato che la spesa per il ritorno a scuola dovrebbe raggiungere i 28,1 miliardi di dollari, con una media di 529 dollari per studente nelle famiglie che acquistano abbigliamento, forniture, computer ed elettronica per i bambini fino a 12 anni. In particolare c’è una maggiore enfasi sugli strumenti di apprendimento basati sulla tecnologia.

E in Italia? Un’idea abbastanza completa di come si stiano orientando le scelte di studenti e genitori e di come si stiano preparando al back to school 2020 ce la offrono gli ultimi trend di ricerca sui social.

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scuola

Il ritorno a scuola su Pinterest

Secondo alcuni dei trend di ricerca più significativi per il back to school su Pinterest, che vedono studenti ed insegnanti proiettati verso un anno scolastico sicuramente differente dai precedenti, emergono nuove forme di insegnamento, con i genitori impegnati a identificare opzioni di apprendimento alternative, tra cui:

Dato l’aumento di bambini che studieranno da casa, crescono anche le ricerche legate all’allestimento di postazioni per domestiche, con i genitori intenti a replicare gli ambienti scolastici:

Gli acquisti legati alla ripresa della scuola evidenziano alcune differenze, come dimostrano le ricerche per nuovi capi d’abbigliamento e quelle relative all’arredamento, che possa consentire ai bambini di svolgere le lezioni anche da casa:

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AltSchool, la buona scuola reinventata dalle startup

L’arredamento in cima ai pensieri per il back to school

Con l’inizio di un anno scolastico senza precedenti, i comportamenti d’acquisto legati al rientro a scuola si stanno modificando, riflettendo questo periodo di cambiamenti ed incertezza. In particolare, le persone si stanno rivolgendo ai social anche per pianificare ed acquistare tutto ciò di cui hanno bisogno per organizzare gli spazi di apprendimento tra le mura della propria casa, come dimostra il recente report di Pinterest. Dai nuovi metodi per organizzare le scrivanie alla ricerca del perfetto arredamento per le stanze, i Pinner guardano fiduciosi ad un anno scolastico produttivo e pieno di ispirazioni, indipendentemente da dove svolgeranno le proprie lezioni.

Di seguito i principali trend di ricerca relativi sia ai Millennial che alla Generazione Z.

Gli studenti universitari si stanno attrezzando per un anno scolastico senza precedenti e le ricerche della Generazione Z relative a nuovi metodi per creare un ambiente in casa che li possa ispirare nello studio sono in forte crescita:

La Generazione Z è in cerca di ispirazioni per l’arredamento, con ricerche per scrivanie specifiche e stili di sedute tra cui:

Anche le ricerche per elementi decorativi son cresciute tra la Generazione Z. Infine, i genitori si stanno concentrando sul creare ed organizzare spazi per consentire ai propri figli di svolgere le lezioni da casa:

american express calm

American Express e Keep Calm, per affrontare il rientro a lavoro

Essere pronti ad affrontare i rientri è sempre un tema importante per gli italiani, in questo momento particolare ancora di più. Per questo American Express collabora con l’app per il sonno e la meditazione Calm, per offrire ai Titolari di Carta consumer un anno di abbonamento premium gratuito.

Calm è l’app per il fitness mentale, sviluppata per contribuire a gestire lo stress, dormire meglio e vivere una vita più felice e sana. L’abbonamento annuale Premium è disponibile gratuitamente e rappresenta un beneficio esclusivo per i titolari di carta American Express in 44 Paesi a livello internazionale ed è consultabile a questo link.

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american express calm

Meditazione e mindfulness in un click

Con l’app Calm i titolari di carta hanno accesso a oltre 100 ore di contenuti audio originali relativi alla meditazione, al riposo, alla musica e alla mindfulness, includendo una varietà di programmi che includono stress, gratitudine, ansia, fiducia e molti altri. Due dei contenuti più amati di Calm sono Daily Calm, una meditazione di 10 minuti al giorno per ritrovare la pace e la calma interiore, e Sleep Stories, una serie di favole della buonanotte per adulti.

La domanda dei consumatori per prodotti che rafforzino il sistema immunitario, migliorino il sonno e supportino la riduzione dello stress sta crescendo. Secondo un recente studio, oltre all’attenzione per un’alimentazione sana, sta crescendo la richiesta di servizi per favorire il sonno e la riduzione dello stress. Le persone sono alla ricerca di spazi virtuali e domestici per soddisfare il bisogno di benessere, utilizzando sempre più app e servizi per workout virtuale e meditazione.

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American Express risponde ai nuovi bisogni delle persone

Dall’inizio di marzo la media delle ore dedicate a salute, fitness e ad app medicali era cresciuta del 30%. Questo nuovo benefit di Amex da parte di Calm si rivolge a queste esigenze e sostiene i titolari di carta nelle loro necessità.

“Molte persone durante l’emergenza hanno dovuto affrontare stress e ansia a livello personale e professionale. Il nostro desiderio con l’offerta sviluppata con Calm è fornire loro sollievo e relax in un momento impegnativo e incerto”, dichiara Tabitha Lens, Vice President, Head of Marketing, Products and Partnerships, American Express Italia.

“La nostra partnership con American Express introdurrà Calm a milioni di persone e in un momento in cui la pratica della meditazione è maggiormente necessaria. Siamo orgogliosi di far crescere questo programma che è unico sul mercato, incoraggiando i Titolari di Carta American Express a vivere in modo più sano e felice” commenta anche Dun Wang, Chief Product e Growth Officer di Calm.

I titolari di carta American Express potranno usufruire dell’abbonamento premium Calm gratuitamente il primo anno e con uno sconto del 50% il secondo anno. L’offerta è valida per le sottoscrizioni effettuate entro il 31 ottobre 2020, esclusivamente attraverso la pagina a loro dedicata.

diversity

Il progetto “TrueColors” ci mostra cosa manca oggi per il diversity management

  • Cosa accadrebbe se i colori dei loghi dei più famosi brand esprimessero il colore del proprio top management?
  • A creare questa sorta di inside out, ci ha pensato il profilo Instagram @truecolors.official, powered by Eleonor Rask, direttrice artistica della famosa agenzia pubblicitaria di San Francisco, Goodbye Silverston&Parteners.
  • Ad oggi, nonostante le molteplici pressioni subite dalle aziende per cambiare la diversità della propria leadership, per il diversity management c’è ancora tanto da fare.

 

Django Unchained, di Quentin Tarantino, ispirato allo spaghetti- western Django (famoso film degli anni Sessanta con protagonista Franco Nero), racconta la storia di uno schiavo di colore (Jamie Foxx), che diventa un cacciatore di taglie sotto la guida di un ex dottore (Christoph Waltz).

Dopo aver lavorato insieme per tutto l’inverno, la coppia inizia poi a cercare la moglie dell’ormai uomo libero Django, Broomhilda, schiava del crudele proprietario terriero interpretato da Leonardo Di Caprio.

Candidato a cinque statuette ai Premi Oscar 2013, il film di Tarantino ne conquistò due.

In Italia il filma incassò 400.000 euro nel primo giorno di proiezione.

Ma cosa ne sarebbe stato del film se il protagonista fosse stato bianco? Probabilmente la trama sarebbe stata stravolta e la pellicola non avrebbe avuto alcun senso.

Immaginiamo, ancora, Will Smith in La Ricerca della Felicità. Avrebbe avuto lo stesso successo con un attore non di colore?

Continuando la stessa riflessione nel mondo del business, immaginiamo che i colori dei loghi dei più famosi brand diventino quanto più simili possibili al colore del proprio top management. Cosa succederebbe?

Il progetto TrueCcolors

Probabilmente i brand non sarebbero più distinguibili.

Nonostante le posizioni pubbliche prese in merito al razzismo, soprattutto durante l’esplosione del movimento Black Lives Matters, molti famosissimi brand continuano ad avere una leadership bianca tra le fila dei C-levels.

Il tutto mentre il mondo aziendale è costantemente sotto pressione per cambiare la diversità della propria leadership.

Adidas è 100% white, CNN è al 93% white, Tiffany&Co è per l’88% white.

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true colors diversity management

Seguono poi Nike (85% white), Microsoft (81% white), Apple e Mc Donald (77% white). Fanno di meglio Uber (al 50%) e Hulu (al 44%), azienda che offre servizio internet di video su richiesta operante nella distribuzione di film, serie TV e contenuti di intrattenimento.

true colors diversity management

L’ideatrice di quest’assurdo, stimolatore di profonde riflessioni, è Eleonor Rask, direttrice artistica della famosa agenzia pubblicitaria di San Francisco, Goodbye Silverston&Parteners (GSP).

In questo caso, però il progetto non è affiliato con GSP. L’agenzia ha comunque una storia di impegno nel dialogo civico. A giugno, i direttori creativi associati Rony Castor e Anthony O’Neill Hanno lanciato il messaggio Being Black Is Not a Crime, supportando la comunità nera e il movimento Black Lives Matter.

true colors diversity management

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Rask ha preso i loghi, li ha resi neri e poi ha applicato una sovrapposizione di colore bianco su ciascuno.

Ha scelto di non utilizzare un vero bianco in modo che, anche nel caso di un’azienda con un alto rapporto di leadership bianca, il logo potesse essere ugualmente visibile.

Rask ha poi adeguato la percentuale in modo che corrispondesse a quella di ciascuna società.

Il tutto è racchiuso nell’account Instagram @truecolors. official.

Apparso il 22 luglio, riproduce le immagini di famosi brand secondo la percentuale del numero di professionisti bianchi o neri presenti ai vertici aziendali.

Diversity management

La provocazione si inserisce perfettamente nel contesto della lotta al razzismo, supportando pienamente il messaggio promosso dal movimento Black Lives Matter.

Stimola, inoltre, una serie di riflessioni in merito al cosiddetto diversity management.

true colors diversity management

Nato negli USA sul finire degli anni Ottanta, il diversity management rappresenta un nuovo approccio alle persone all’interno delle risorse umane aziendali, in grado di valorizzare la diversità.

Fino a non molto tempo fa vigeva tuttavia una prospettiva che tendeva ad annullare le differenze e le diversità, secondo un modello in cui il lavoratore tipo era identificato con una persona sana, generalmente dalla pelle bianca e soprattutto di sesso maschile.

Solo sul finire degli ’80, molte aziende US based cominciarono ad accorgersi dell’enorme potenziale che andava sprecato in ragione delle discriminazioni.

L’intento del diversity management è quello di creare un ambiente di lavoro inclusivo, in grado di favorire l’espressione del potenziale individuale e di utilizzarlo come leva strategica per il raggiungimento degli obiettivi organizzativi.

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Diverso è più bello

Guardando le percentuali white di @truecolors.official sembra però debbano essere fatti molti passi avanti.

In effetti, sono ancora molte le aziende che, nonostante lancino messaggi di supporto nei confronti del movimento “Black Lives Matter”, hanno vertici poco diversificati.

Il tutto nonostante molteplici studi condotti da importanti Business School dimostrino come la diversità sia un valore aggiunto che fa bene al business.

Diversità a tutto campo: culturale, di genere, religiosa.

E se per Django c’è stato il lieto fine, con la conquista della suo riscatto umano e sociale, rimaniamo fiduciosi e in attesa del lieto fine per il mondo del business.

Fingers crossed.

hr innovation forum

Torna HR Innovation Forum, in una edizione full-digital

Welfare, employer branding e trasformazione digitale sono solo alcuni dei temi cruciali per le aziende oggi. Ci troviamo a vivere un periodo di profondo cambiamento soprattutto per il mondo del lavoro e interrogarsi sulle principali soluzioni innovative di prodotto e di processo applicate al Talent Management non è più un’opzione ma una priorità.

Il 29 e 30 settembre 2020 torna HR Innovation Forum, la prima rassegna in Italia per discutere e confrontarsi sui nuovi trend e sulle più innovative soluzioni tecnologiche per la gestione delle Risorse Umane. Quest’anno con un formato tutto digitale.

Durante la quinta edizione dell’evento potremo conoscere i nuovi sviluppi nell’Employer Branding, il ruolo della Formazione nella Digital Transformation, il Gaming applicato all’Engagement e al Recruiting, il Benessere Organizzativo per migliorare la Produttività aziendale, lo sviluppo di nuove forme di Lavoro Agile.

Ma queste sono solo alcune della tematiche che saranno affrontate nel corso delle due giornate.

Scopri tutti i contenuti e i seminari dell’HR Innovation Forum per la prima volta in una edizione speciale tutta digitale!

hr innovation forum

L’innovazione che passa dalle HR

L’HR Innovation Forum è un’intera giornata di networking e di approfondimento sui più importanti trend del settore interamente dedicata ai manager e professionisti HR.

​Il format prevede un ciclo di seminari in sessioni parallele sulle più innovative soluzioni digitali e non, legate al mondo HR; uno spazio espositivo nel quale aziende che forniscono servizi HR in outsourcing (HR Vendors) potranno promuovere i propri servizi. Ma soprattutto tante competenze, analisi, best practice e possibilità di fare rete.

Se sei un Manager HR impegnato ogni giorno a capire come attrarre, selezionare e trattenere le persone di talento per la tua azienda, allora questo evento è indispensabile per te e per il tuo lavoro. Potrai incontrare fornitori eccellenti (Exhibitors), sia italiani che stranieri, con servizi e soluzioni veramente innovative per le attività di Talent Management, avrai la possibilità di approfondire e capire meglio come usarli per i tuoi scopi e, soprattutto, quali benefici potrai ottenere.

Ma non solo. Avrai la possibilità di acquisire nuove conoscenze su strategie e nuovi trend nella gestione HR seguendo i seminari gratuiti previsti dal nostro programma e condividere esperienze di lavoro confrontandoti con altri colleghi. E ci saremo anche noi di Ninja Academy, con la nostra Corporate Training Manager Federica Bulega, che sarà Conference Leader della giornata del 29 settembre.

​Durante la due giorni, si svolgeranno seminari e workshop di approfondimento in sessioni parallele per conoscere i nuovi trend nelle attività di attracting, engagement e retention dei talenti. Saranno coinvolte aziende che si sono particolarmente distinte nello sviluppo di strategie HR e che hanno acquisito una consolidata esperienza sul tema.

Le best practice, lo sappiamo, costituiscono efficaci modelli di riferimento per tutte quelle aziende che sono alla ricerca di stimoli per innovare le proprie attività di Talent Management e i massimi esperti del settore saranno coinvolti per condividere esperienze e dati relativi alle ultime ricerche effettuate sul campo.

hr innovation forum

Come partecipare a HR Innovation Forum?

La partecipazione all’HR Innovation Forum è gratuita e riservata solo al personale Executive della funzione HR con particolare riferimento agli HR Director e HR Manager.

Se questa descrizione corrisponde al tuo ruolo, cosa aspetti? Le iscrizioni sono già aperte, registrati subito!

L’iscrizione comprende: accesso ai webinar, possibilità di gestire incontri one-to-one con gli exhibitor, slide e materiale didattico relativo ai contenuti dei seminari (post evento).

nuovo layout facebook

Tutto quello che dovresti sapere sul nuovo layout desktop di Facebook (e cosa ne pensiamo)

  • La nuova interfaccia grafica di Facebook è ormai disponibile per tutti gli utenti ed è qui per restare!
  • Tra i vantaggi del nuovo layout Facebook: semplicità, velocità e possibilità di attivare il dark mode, ma non tutti ne sono entusiasti.

 

Facebook ha cambiato il layout del sito in modo permanente. Il social network più famoso ha finalmente deciso di aggiornare l’aspetto della versione web, dandogli un volto più in linea con quello della sua versione per dispositivi mobili.

Vi è capitato di notare il nuovo design del sito di Facebook? Se la risposta è no, non è perché siete distratti. Probabilmente è perché lo usate principalmente attraverso la sua applicazione mobile su iOS o su Android, come la maggior parte degli utenti. Ma se si prova ad accedere a Facebook attraverso un PC, si noterà che è avvenuto un grande cambiamento nel design.

Facebook stessa ha ammesso che il sito desktop non aveva tenuto il passo con la versione mobile e che già da tempo, stava cercando di risolvere il problema.

È stato inoltre dichiarato che durante la costruzione del nuovo sito desktop, si è data priorità alla velocità di caricamento e alla reattività dell’interfaccia. Pertanto, il social network dovrebbe caricare solo le risorse di cui si ha bisogno al momento, senza sovraccaricare il browser con richieste aggiuntive.

Facebook è stato lanciato nel 2004 come un semplice sito web PHP con server-rendered. Nel corso del tempo, sono stati aggiunti strati su strati di nuove tecnologie per offrire funzionalità più interattive. Ognuna di queste nuove funzionalità e tecnologie ha inevitabilmente rallentato il sito rendendo più difficile la sua manutenzione. Questo ha reso necessario fare un passo indietro e ripensare ad una nuova architettura riprogettandola da zero. È stata necessaria quindi una riscrittura completa dell’interfaccia utente.

Tutto sul nuovo Design del sito di Facebook

Semplicità e chiarezza

La prima impressione che si ha guardando il nuovo sito è che sia sicuramente più spoglio e più simile ad un’app rispetto alla vecchia versione. Più evidenza alle storie, ai gruppi e un feed più centrale, con icone più grandi e un layout nettamente più pulito. A livello pratico, grazie alle grandi icone, assumono maggiore importanza i link alle sezioni Eventi, Watch, Marketplace e Gruppi.

Innegabile quindi è la sua enorme somiglianza con l’applicazione per dispositivi mobili. I programmatori hanno capito che gli utenti che seguono il loro social network hanno più familiarità con la versione mobile, quindi perché non unificare l’aspetto di entrambe le versioni?

Un cambiamento importante ha a che fare con l’interazione degli utenti con le pubblicazioni sul loro feed. Durante la visualizzazione di una foto o di un video, verranno eseguiti a schermo intero con una sezione di commenti situato sulla destra per non distogliere troppo l’attenzione dal contenuto ma in modo da poter interagire facilmente con esso.

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Tutto sul nuovo Design del sito di Facebook

Finalmente Dark Mode

L’inclusione di una modalità scura è qualcosa che possiamo trovare in quasi tutte le applicazioni. Per questo motivo il social network di Mark Zuckerberg ha implementato una nuova modalità scura all’interno del nuovo design di Facebook con la quale è possibile modificare lo sfondo bianco in uno sfondo nero, evitando così il problema dell’affaticamento degli occhi e del consumo eccessivo di batteria.

Questa utilissima opzione permetterà ai nostri occhi di riposare di più, soprattutto quando si usa il social network di notte o in qualsiasi ambiente buio. Ma diciamoci la verità, molti di noi la aspettavano prettamente per una predilezione estetica che questa modalità porta con sé. Per attivarla e disattivarla, basta cliccare sulla freccia in alto a destra e spunterà l’interruttore con la scritta “Sfondo Nero”. Va anche detto che la prima volta che si attiva il nuovo aspetto di Facebook, il social network consentirà di scegliere tra la modalità chiara e scura. Ma non preoccupatevi poiché sarà sempre possibile cambiare la modalità in base alle nostre preferenze.

Tutto sul nuovo Design del sito di Facebook

Scorciatoie, icone e barra laterale

Tra le principali novità che il nuovo design di Facebook porta con sé, troviamo senza ombra di dubbio la sua facilità d’uso, grazie alla semplificazione di accesso a ciascuna delle sue sezioni.

La sua rinnovata barra laterale sinistra contenente tutte le nostre app, pagine e gruppi e le grandi icone centrali, danno la sensazione di avere sin da subito tutto sotto controllo. Facebook ha apportato grandi cambiamenti nell’aspetto visivo, con il carattere dei testi di una dimensione più grande e più chiara e diversi elementi visivi più grandi in modo che siano più facili da trovare. In breve, una pagina del profilo completamente rifinita a livello visivo con tutti gli elementi a portata di mano.

In generale, tutte le sezioni di Facebook sono ora meglio definite e più accessibili. Se si guarda sul lato destro, troveremo tutte le notifiche del feed con le reazioni rapide. Altro elemento a risaltare rispetto alla barra laterale destra, e che ha anche subito qualche ritocco, è l’icona “+”, che ci permetterà di accedere direttamente alla creazione di vari contenuti tramite un menù a tendina con tutte le opzioni disponibili. Grazie a questa icona si può creare velocemente una pagina, pubblicare un annuncio, creare un nuovo gruppo, organizzare un evento, vendere qualcosa sul marketplace, caricare una storia, fare una raccolta fondi o semplicemente pubblicare un post normale. È un’opzione molto pratica, si può fare tutto dallo stesso pulsante e non si deve perdere tempo a cercare l’opzione desiderata tra migliaia di opzioni.

Infine arriviamo ad un altro dei punti importanti di questa riprogettazione, la barra superiore. Qui sono raggruppate le opzioni più utilizzate del social network, in modo da poter selezionare quella che si desidera comodamente e rapidamente. Da sinistra a destra troviamo l’icona “Home” contenente tutte le pubblicazioni dei nostri amici e delle pagine che seguiamo abitualmente. Subito dopo troviamo l’icona “Pagine“, da cui si accede rapidamente alle pagine gestite. Se nel vostro caso non avete Pagine gestite, troverete semplicemente l’icona “Amici” in cui ci sono le notifiche ad eventuali richieste di contatto e suggerimenti su persone che potresti conoscere. Successivamente, arriva l’icona per guardare i video “Watch“, dove è possibile vedere tutti i video del social network, inclusi i video in primo piano e i video salvati. La seguente icona corrisponde al “Marketplace”, dove si può acquistare e vendere di tutto, con diverse categorie di prodotti. Infine, abbiamo l’icona “Gruppi”, dalla quale abbiamo accesso ai nostri gruppi.

Queste sono le principali novità che porta il nuovo design del sito di Facebook. Sebbene non siano così profonde, forniscono un’aria fresca in termini di usabilità e velocità nella navigazione.

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Tutto sul nuovo Design del sito di Facebook

Nuovo design, nuovi grattacapo per i marketer

Come sempre, quando si verificano dei significativi aggiornamenti dei social media, il nuovo design di Facebook è stato accolto da feedback e critiche, soprattutto da parte dei professionisti del marketing. Ad essere onesti, questo è probabilmente uno degli aggiornamenti più drastici che Facebook ha subito negli ultimi anni e include importanti cambiamenti di layout e nuove funzionalità per quanto riguarda gli strumenti per fare advertising. Per i professionisti del marketing, il nuovo design di Facebook, offre più di qualche cambiamento che potrebbe richiedere un po’ di tempo per abituarsi.

La famosa icona della bandiera arancione che rappresenta le Pagine è presente sia nella barra laterale a sinistra sia nella barra superiore. Questo ci fa capire come sia stata data maggiore importante a questa sezione. Facendo clic sull’icona Pagine si accede ad una nuova schermata dove è possibile visualizzare tutte le Pagine di Facebook e tutte le notifiche relative ad esse in un’ampia colonna laterale. Non si sa per quale preciso motivo, lo stesso elenco delle nostre pagine, si trova duplicato in un’altra barra laterale ad elenco nella stessa schermata.

Quando si seleziona una pagina specifica da visitare, si ottiene una vista che ricorda quella del vecchio design, ma con molte differenze evidenti. Invece di trovare la navigazione principale della pagina in alto, ora essa si trova nella barra laterale sinistra. Questa barra laterale è anche l’unico modo per navigare verso le altre pagine senza tornare alla Home principale. Stranamente, il menu a tendina che mostra le tue pagine aggiuntive non mostra se hanno nuove notifiche come invece mostrato in maniera duplicato nella schermata precedente.

Sappiamo bene come Facebook stia esortando da tempo i marketer ad utilizzare Creator Studio per la programmazione e la redazione dei post. Proprio per questo, molti addetti ai lavori si aspettavano che con la riprogrammazione del design, sarebbe stato il momento ideale per ritirare finalmente gli “Strumenti di Pubblicazione”. Invece ritroviamo l’intera sezione nella barra laterale sinistra.

Il nuovo Facebook dà più valore ed importanza alla scheda Insight. Essa ora si trova nella barra laterale sinistra nella vista principale della pagina, una differenza questa enorme rispetto al vecchio design di Facebook. Questo potrebbe essere un utile cambiamento per tutti coloro che si avvicinano per la prima volta al social media marketing e che vogliono acquisire maggiore familiarità con le analisi della loro pagina.

La sezione “Informazioni” viene mostrata subito sotto l’area superiore di una pagina, rendendo più facile per i visitatori trovare i dettagli di contatto, la descrizione dell’azienda e le informazioni sugli altri social media.

Non sembra che ci siano grossi cambiamenti per quanto riguarda l’immagine di copertina. Bisogna dire però che ora ricopre una posizione dominante con tutto il resto della pagina sotto di essa, inclusa l’immagine del profilo. Le schede che prima erano elencate verticalmente sotto l’immagine del profilo per cose come Eventi, Foto e Video, sono ora elencate orizzontalmente sotto di essa. Una Pagina mostrerà le prime quattro di queste schede e il resto sarà nascosto sotto un menu a tendina. Questo costringerà gli amministratori ad essere più attenti al loro ordine. Scorrendo verso il basso, inoltre, le schede scompaiono mentre l’immagine del profilo, il nome della pagina, il pulsante “Azione”, il pulsante “Messaggio” e il pulsante “Mi piace”. restano tutti in cima ben visibili.

Tutto sul nuovo Design del sito di Facebook

Il nuovo layout Facebook dal punto di vista dell’utente e del marketer

Abbiamo analizzato nel complesso il nuovo desing del sito di Facebook che sicuramente sarà molto da assimilare.

Bisogna però fare una differenza tra chi lo usa per svago e chi invece, come strumento di lavoro. Se per l’utente classico è solo questione di abituarsi agli spostamenti “delle cose” ed alla nuova interfaccia, diversa appare la situazione per chi invece lo utilizza quotidianamente per il proprio lavoro. In questo caso si poteva soprassedere al tempo perso nell’assimilazione sulle novità grafiche e sul tempo di assimilazione dei cambiamenti alla struttura, in cambio però ci si aspettava che alcuni difetti e bug fossero risolti. Non solo la navigazione sembra aver bisogno di una maggiore razionalizzazione, ma molti dei problemi della vecchia versione persistono nell’aggiornamento. Le notifiche di Ghost Page infestano ancora la piattaforma e non possono essere cancellate. Il numero di Like e di Mi Piace continua ad esistere nonostante sia un inutile indicatore di vanità, e Creator Studio è afflitto da problemi di caricamento e si blocca continuamente.

Speriamo che Facebook continui a cercare il modo di rendere la piattaforma si più bella e moderna, ma soprattutto più efficiente per coloro che la utilizzano professionalmente. Potenziare e rendere stabile la sezione per i marketer deve diventare una priorità assoluta per il sito desktop, anche perché obiettivamente l’utilizzo di quest’ultimo per svago è ormai stato sostituito dalle app per mobile.

Come aumentare la reach organica sui canali social

Week in Social: dagli annunci politici su Facebook al fondo per creator di TikTok

Anche questa settimana non può mancare il recap delle principali notizie e novità dal mondo dei social media.

Partiamo subito con la classica Week in Social!

Galassia Facebook

Facebook non venderà nuovi annunci politici la settimana prima delle elezioni. La decisione fa parte di diverse iniziative elettorali annunciate ieri dal social.

A seguire anche le altre piattaforme stanno attuando iniziative simili. Pinterest, ad esempio, non pubblicherà annunci correlati alle sponsorizzate sulle elezioni.

Intanto Facebook vuole puntare di più sui topic, un po’ come accade su Twitter. Il social sta già testando una nuova funzione per seguire specifici argomenti e restare sempre aggiornati.

Da non perdere sul social per eccellenza, inoltre, una serie di corsi gratuiti per Community Manager. Con i gruppi che stanno diventando uno spazio sempre più importante per il social network, l’azienda ha annunciato un nuovo stream dedicato, all’interno del suo programma educativo Blueprint, per imparare a gestire efficacemente le interazioni e l’engagement.

Infine, Facebook sta testando una nuova funzionalità per le News. Gli utenti potranno collegare le loro iscrizioni ai siti di notizie in modo da non dover effettuare ripetutamente il login durante la lettura degli articoli su Facebook.

Universo Twitter

Migliora l’accessibilità di Twitter. Il social ha annunciato di voler aumentare le opzioni per rendere fruibile da tutti la piattaforma, anche grazie al lavoro di due nuovi team.

Novità importanti anche sui trending topic. La piattaforma infatti aggiungerà tweet e descrizioni ai trend per aiutare le persone a capire perché siano di tendenza.

Infine una curiosità, che ci fornisce però una importante informazione sui trend in atto: nella prima metà del 2020 il social ha contato ben 1 miliardo di tweet sul gaming. Le conversazioni sul tema hanno raggiunto il loro massimo storico, aumentando del 71% rispetto allo scorso anno. I picchi massimi sono stati registrati in occasione del rilascio di ‘Animal Crossing: New Horizons’ e del lancio della nuova console Playstation 5 di Sony.

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Pianeta LinkedIn

Nuovi strumenti di collegamento del personale. LinkedIn sta aggiungendo alcune nuove funzionalità alle Company Page, focalizzate sul mantenimento della connessione dei dipendenti e sulla massimizzazione delle opportunità di outreach.

LinkedIn

Mondo TikTok

TikTok ha lanciato un fondo per Creator. Disponibile in Europa una dotazione economica da 60 milioni di euro per offrire ai più bravi e brillanti creator della piattaforma l’opportunità di guadagnare grazie al loro talento.

Arriva anche una nuova integrazione tra TikTok e Teespring. La partnership consentirà ai creator di vendere prodotti direttamente sulla piattaforma, fornendo così nuove possibilità di monetizzazione.

tiktok

In breve

YouTube Blur. La piattaforma video sta lavorando a nuovi aggiornamenti per i suoi strumenti all’interno di YouTube Studio. Sarà più facile per i creator effettuare la sfocatura di elementi specifici all’interno dei loro clip in fase di caricamento.

Snapchat lancia gli shortcut. Ora è possibile inviare snap a più amici con un solo tocco, senza bisogno di creare una chat di gruppo. Attenzione però al pericolo SPAM!

no waste

Zero Waste: il futuro della ristorazione è a rifiuti zero

  • Secondo una recente ricerca condotta dalla FAO, per ogni chilogrammo di prodotto sprecato vengono immessi nell’atmosfera 4,5 chilogrammi di CO2.
  • I rifiuti alimentari rappresentano l’8% del totale dei gas serra prodotti dalle attività umane e la ristorazione continua ad essere uno dei complici più attivi di questo malcostume.
  • Ma il senso di colpa potrebbe presto svanire, grazie ad una crescente sensibilità ambientale, che sta guidando i ristoranti verso un futuro sempre più sostenibile.

 

In Europa, ogni anno, milioni di tonnellate di cibo finiscono nella spazzatura, con un contributo pro-capite pari a circa 180 chilogrammi/anno.

Un vizio, quello dello spreco, che vale oltre 36 miliardi di euro, di cui 16 solo in Italia (quasi l’1% del PIL nazionale). Tuttavia, secondo una ricerca condotta dall’Osservatorio Waste Watcher, non siamo noi il popolo più “sprecone” ma gli Olandesi, con ben 579 chilogrammi di cibo sprecato all’anno per persona.

rifiuti alimentari

Lo spreco alimentare è concausa del climate-change

Un primato che di certo non fa onore alla Terra dei Tulipani, soprattutto se consideriamo che l’impatto dello spreco non è solo di ordine economico ma anche ambientale. Secondo una recente ricerca condotta dalla FAO infatti – che tiene conto tanto del processo produttivo quanto di quello di smaltimento – per ogni chilogrammo di prodotto sprecato vengono immessi nell’atmosfera 4,5 chilogrammi di CO2.

Complessivamente, i rifiuti alimentari rappresentano l’8% del totale dei gas serra prodotti dalle attività umane, ed interessano tutta la filiera, dal campo alla tavola. E la ristorazione continua ad essere uno dei complici più attivi di questo malcostume.

Ma il senso di colpa potrebbe presto svanire, grazie ad una crescente sensibilità ambientale, che sta guidando i ristoranti verso un futuro sempre più sostenibile.

ristoranti a rifiuti zero

In Europa nascono i primi ristoranti Zero Waste

Spisehuset Rub & Stub, Copenaghen

A Copenaghen, ad esempio, definita come la capitale più green d’Europa, è nato nel 2013 il primo ristorante zero waste del mondo: lo Spisehuset Rub & Stub, dove il cibo utilizzato in cucina viene recuperato dagli scarti della grande distribuzione e dall’industria alimentare.

Qui, tutto il personale – dai cuochi ai camerieri – è composto da volontari e gli introiti sono destinati ad aiuti umanitari in Africa.

Il menù cambia ogni giorno, a seconda dei prodotti disponibili, con prezzi che variano dai 3 ai 15 euro, e riporta nel dettaglio utensili e tecniche di cottura impiegati.

Un’offerta trasparente dunque, che vuole informare il cliente, rendendolo consapevole delle proprie scelte.

Spisehuset Rub & Stub

Silo 39, Londra

Lo Spisehuset si è fatto portavoce di un’idea innovatrice, che ha ispirato molti chef. Tra questi, anche Douglas McMaster, che nel suo ristorante Silo 39 di Londra, ha adottato un sistema integrato per il recupero dei rifiuti, provenienti dalla cucina e dalla sala.

In particolare, ha installato una performante macchina di compostaggio, che trasforma gli avanzi in terriccio per l’agricoltura, utile ai contadini locali per nuove coltivazioni.

Un approccio che McMaster ama definire “pre-industriale”, poiché legato all’antico metodo di produzione del cibo. Oltre alla compostiera, è presente anche una macchina che trasforma l’acqua in una soluzione antibatterica disinfettante, naturale e atossica, adatta a tutte le superfici; un’alternativa non inquinante alla candeggina e ai detersivi.

Il ristorante segue anche altri accorgimenti, funzionali alla minimizzazione degli sprechi, in ottica rifiuti zero: dalla macinazione autonoma del grano per la produzione di pane ed altri lievitati, fino all’offerta gastronomica, che contempla soprattutto prodotti di origine vegetale.

Perfino l’estetica del locale è in armonia con la filosofia eco-friendly di Douglas: per la sua realizzazione, sono stati impiegati solo materiali naturali o riciclati. E sul tetto sono stati montati dei pannelli solari per una maggiore autosufficienza energetica.

Silo 39

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Rifiuti zero: un trend in crescita ovunque, tranne che in Italia

Il modello zero-waste (o rifiuti zero)rappresenta dunque un trend in crescita, sostenibile anche dal punto di vista economico, che però in Italia fatica ad affermarsi.

Nel nostro Paese infatti, manca un’adeguata cultura imprenditoriale: prevale una visione ancora tradizionalista – e romantica – del ristorante, fondata su scarse conoscenze gestionali ed organizzative, che oppone resistenza ai cambiamenti, alle novità.

Una forma mentis poco incline al progresso, ancorata ad idee e comportamenti ormai vecchi, sorpassati.

mentalità chiusa

Sostenibilità fa rima con profitto e bene comune

Ma come sempre, ci sono le eccezioni: alcuni ristoranti incentivano all’asporto del cibo avanzato attraverso doggy o family bag, oppure collaborano con associazioni solidali per la ricollocazione degli scarti, attraverso la realizzazione di veri e propri kit anti-spreco.

Iniziative che trovano il consenso della maggior parte degli Italiani e di Massimo Bottura, che in uno dei suoi ultimi libri Il pane è oro. Pasti straordinari con ingredienti ordinari, propone ricette alla portata di tutti per contrastare gli sprechi e puntare ai rifiuti zero.

Sostenibilità e profitto

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Che si tratti di un’operazione di marketing o meno, poco importa: oggi guardare alla sostenibilità significa generare profitto e fare il bene comune; due termini apparentemente antitetici, ma sempre più vicini, che mirano a porre fine alla vergogna dello spreco alimentare.

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youtube account verificato

Account verificato su YouTube, come ottenere e mantenere la spunta grigia

    • Ogni account verificato su YouTube presenta un badge grigio simile a un segno di spunta o una nota musicale.
    • Per ottenerlo devi aggiungere il numero di telefono, avere almeno 100.000 follower e pubblicare video con una certa frequenza.

 

Sai che puoi ottenere un account verificato su YouTube con un segno di spunta grigio accanto al nome del canale?  Il badge di verifica grigio è un ottimo modo per verificare il tuo canale, e per accertare che sei proprio tu a diffondere i tuoi incredibili contenuti video.

Se non sai come ottenere un account verificato su YouTube, sei nel posto giusto: continua a leggere!

I vantaggi dell’account verificato su YouTube

Ottenere un badge di verifica è molto importante per chi vuole guadagnare su YouTube, ma non è facile ottenere (e mantenere) quel segno di spunta. Potrebbe volerci un po’ di tempo, ma è fattibile. E ne vale la pena.

Per prima cosa, cominciamo ad acquisire alcune nozioni di base. Il badge di verifica può essere un segno di spunta grigio o una nota musicale grigia, visualizzati rispettivamente accanto al nome di un creator o di un artista di YouTube.

Account verificato su Youtube, badge grigio

Questo badge indica credibilità, oltre a certificare che non sei un bot! Tuttavia, ecco cosa devi sapere prima di ottenerlo:

  • nessuna caratteristica “esclusiva”. Avere un account verificato su YouTube non significa avere accesso a funzionalità, vantaggi o bonus esclusivi. Ti darà solo maggiore autorevolezza.
  • Previene il traffico rubato. La verifica su YouTube impedisce agli imitatori di rubare il traffico che dovrebbe andare al tuo canale.

Curiosità: nel settembre 2019, YouTube ha annunciato un nuovo design per la verifica del canale. In pratica, lo sfondo grigio avrebbe sostituito il segno di spunta grigio esistente. Ma il nuovo badge non è stato ancora implementato.

Badge di YouTube e verifica dell’account: sono la stessa cosa?

Non confondiamo la procedura con il risultato! Per ottenere il badge, appunto, dovrai seguire alcuni passaggi per avere un account verificato su YouTube.

Dopo aver verificato l’account associato al canale, sarà possibile caricare video di durata superiore a 15 minuti, aggiungere miniature personalizzate, fare live streaming e ricorsi contro le rivendicazioni di Content ID (violazioni di copyright e altri reclami dei creator).

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Gli step da seguire

  • Come altre piattaforme social, YouTube ti chiederà di aggiungere il tuo numero di telefono per verificare l’account. Questo consente di sapere che sei un essere umano, non un bot che cerca di inviare spam al sito.
  • Se il canale ha già oltre 100.000 iscritti, potresti ottenere rapidamente il tuo badge. Molti pensano al badge di verifica come a un metodo di approvazione dei contenuti, e non alla verifica dell’identità. Ecco perché Youtube ha aggiornato la propria politica. Attualmente, devi comunque avere almeno 100.000 iscritti per richiedere il badge.
  • Il tuo canale dev’essere pubblico e avere una descrizione, un’icona personalizzata, dei contenuti ed essere attivo con gli utenti di YouTube.
  • Per ottenere rapidamente un account verificato su YouTube, quindi, dovresti pensare a come aumentare le visualizzazioni e gli iscritti al canale.

Account verificato su YouTube

Suggerimenti per ottenere un badge più velocemente

  • Sii onesto e trasparente su ciò che condividi. Creare video incredibili è utile per attirare gli spettatori, ma assicurati che siano pertinenti. Non esagerare sui vantaggi del tuo prodotto o servizio. Invece, vai nel “backstage” della tua attività e racconta la tua storia, spiega come la svolgi effettivamente.
  • Rispondi a qualunque commento sui tuoi video. È un ottimo modo per dimostrare che sei una persona vera, e che apprezzi le opinioni e i feedback delle persone.
  • Condividi i video con una certa frequenza. Non è necessario pubblicare un video ogni ora: all’inizio ne basterà almeno uno a settimana, soprattutto se stai cercando di crearti un pubblico.

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Come richiedere la verifica su YouTube

Se soddisfi i criteri sopracitati, a questo punto dovrai:

  1. Collegarti alla pagina di supporto di Google.
  2. Scorrere verso il basso, fino alla sezione Richiedi la verifica del canale, e cliccare su “Apply now” (“richiedi ora”) nella successiva casella di testo. In questo modo, accederai al link del form da compilare per inviare la richiesta. Se il tuo canale non è idoneo, non vedrai il link, ma un messaggio che ti avvisa che non hai ancora i criteri necessari per procedere.
  3. Se riesci ad accedere al modulo di domanda Channel Verification Application, inserisci le tue informazioni. Ti verrà chiesto l’ID del tuo canale, che puoi trovare accedendo dall’account YouTube su Impostazioni e Impostazioni avanzate, sotto il tuo User ID.
  4. Dopo aver cliccato sul pulsante Invio, vedrai una notifica che t’informa che nelle settimane successive YouTube analizzerà la tua richiesta.

Account verificato su Youtube

Inoltre, YouTube t’invierà un’email di conferma in attesa della verifica.

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Come mantenere il badge di verifica su YouTube

Hai ottenuto il badge grigio? Va bene così, ma ricorda:

  • Non violare i Termini di servizio.
    Se vuoi rimanere verificato su YouTube, anche se hai soddisfatto tutti i criteri e hai ottenuto un badge di verifica, YouTube può eliminarlo se poi non rispetti i Termini di servizio o le Norme della community.
  • Non cambiare il nome del canale.
    Se cambi il nome del canale, perdi anche il badge… ma puoi richiedere di nuovo la verifica, utilizzando il nuovo nome.
  • Niente trucchi. Qualsiasi tattica “non autentica” per aumentare le visualizzazioni o gli iscritti ti si ritorcerà contro. È questo il motivo per cui YouTube non verifica più un canale esclusivamente in base al numero di follower.

Ottenere un account verificato su Youtube non è facile come sembra, ed è necessario impegnarsi molto per averlo. Se ti limiti a seguire i criteri della piattaforma, tuttavia, non puoi sbagliare.

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Rebranding di agosto: Rolls-Royce, Holsten e il nuovo design di Facebook

  • Rolls-Royce svela la sua nuova identità digitale per un pubblico più giovane e contemporaneo.
  • L’iconica birra Holsten torna alle sue radici, rispolverando gli archivi.
  • Facebook dice addio alla sua modalità desktop classica.

 

Come gli esseri umani, anche le aziende cambiano nel tempo e, quando lo fanno, diventa necessario una riprogettazione o un rebranding del marchio. Sono diverse le situazioni che possono spiegare questo fenomeno, come l’evoluzione dell’azienda o del mercato, l’arrivo di nuovi attori o altri eventi che potrebbero portare l’azienda a reinventarsi, cercando di differenziarsi dalla concorrenza.

Anche un marchio obsoleto può essere l’input per attivare un processo di rebranding. Come per la moda, le tendenze dei marchi vanno e vengono. Quando il marchio di un’azienda sembra antiquato, ha bisogno di essere sistemato. Come detto più volte, non si tratta solo di un cambio logo, il più delle volte parliamo di riprogettazione di un’app o di una piattaforma, di un aggiornamento del packaging o del design generale del brand. Scopriamo i casi più importanti del mese appena concluso.

Il rebranding di Rolls-Royce mostra la nuova identità digitale

Nel mese di agosto, Rolls-Royce ha presentato una versione raffinata del suo emblema Spirit of Ecstasy. La nuova identità visiva, progettata da Pentagram, mostra la famosa statuetta in prima linea rivisitata in chiave digital, una nuova tipografia e una tavolozza di colori aggiornata.

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L’azienda di auto di lusso britannica spera di rimanere fedele alla sua eredità dando al marchio un fascino più moderno. L’identità è stata reinventata per un pubblico più giovane e contemporaneo.

Rebranding Rolls-Royce

Nel corso degli anni, oltre ad automobili di lusso, Rolls-Royce ha ampliato la sua gamma proponendo bagagli, borse e altri accessori di fascia alta per i proprietari delle auto. Il nuovo brand abbraccia l’intera offerta e non riguarda solo il settore auto.

Il look aggiornato dovrebbe adattarsi al mondo digitale poiché secondo Rolls-Royce, la sua base clienti sta diventando sempre più giovane.

Il monogramma distintivo RR è rimasto lo stesso. Il team di Pentagram, guidato da Marina Willer, ha deciso che i dettagli principali, come la doppia “R”, sarebbero rimasti invariati perché hanno un valore inestimabile.

Mentre gran parte dei dettagli 3D sono stati ridotti per rendere il logo compatibile con il digitale, la figura conserva ancora una parvenza di profondità.

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Indizio che segna un cambiamento notevole rispetto all’approccio adottato da molti altri marchi automobilistici negli ultimi mesi.

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Il logo aggiornato presenta una base aggiuntiva sotto la statuina, rafforzando il riferimento alla scultura ornamentale che si trova sul cofano dell’auto. La silhouette ora ottimizzata è stata accuratamente ridefinita in base anche alle recenti affermazioni sui corpi delle donne, per non attirare le critiche del pubblico.

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Il cambiamento più notevole è la direzione del logo, che è stato ribaltato orizzontalmente per canalizzare l’idea che, nonostante sia un marchio storico, Rolls-Royce è rivolto al futuro.

Il nuovo wordmark comunica silenziosamente un senso di movimento. Il marchio denominativo è supportato da un nuovo carattere tipografico: Riviera Nights, con le forme delle lettere smussate, sostituisce il carattere aziendale vecchio stile adottato finora.

“Abbiamo esaminato una cinquantina di caratteri tipografici per trovarne uno che rappresentasse il lusso senza essere apertamente decorativo. Doveva anche essere abbastanza semplice da lavorare con tutti gli altri elementi, orchestrati insieme e moderni”.

Nei materiali marketing delle auto, ai nomi viene assegnato un carattere molto distanziato che aggiunge importanza ed enfatizza i vari modelli.

L’iconica birra Holsten torna alle sue radici

Il marchio di birra tedesco Holsten ha rivelato una nuova identità visiva che mira a “rinfrescare il marchio per un mercato contemporaneo”. Poiché la popolarità delle birre artigianali è aumentata vertiginosamente, la nota birra di Amburgo ha perso terreno in quanto molti estimatori ritengono che sia prodotta in serie.

rebranding holsten

La riprogettazione è incentrata sul riaffermare l’autenticità del marchio sul mercato, ricollegandolo alle sue radici legate alla città di Amburgo. Il design è stato realizzato a mano per riflettere l’etica del lavoro mercantile che ha costruito la città portuale, dando vita a una nuova identità e a un nuovo modello di packaging.

Il progetto è a cura di un team di Design Bridge che prima di iniziare i lavori si è recato ad Amburgo per farsi un’idea della storia della città, immergendosi negli archivi del birrificio Holsten per raccogliere informazioni chiave sulle radici del marchio. Hanno scoperto che l’icona del cavaliere era stata messa da parte e lucidata nel tempo, quindi hanno aggiunto dettagli al simbolo per dare un senso alla storia della birra. Guarda il video promozionale qui.

Il cavaliere è stato girato per guardare dall’altra parte. “Facendo voltare il cavaliere ora cavalca con orgoglio in avanti – un cambiamento significativo dal precedente guerriero armato obsoleto a un faro di leadership progressista e portabandiera”, afferma Design Bridge. Stesso escamotage utilizzato per lo Spirit of Ecstasy di Rolls-Royce.

L’approccio e il design su misura del rebranding di Holsten ha prodotto un’identità visiva unica e autentica che non sembra imitare qualcosa di esistente.

Gli appassionati di birra noteranno che l’etichetta a forma di scudo è stata rimossa dalla bottiglia e che è stato aggiunto un colore verde acqua “leggero e rinfrescante” per riflettere l’ossidazione della statua del cavaliere che si trova in cima alla torre del birrificio Holsten.

Inoltre, c’è un nuovo wordmark realizzato a mano, che attinge alla tipografia e alle etichette trovate negli archivi Holsten, anche se è estremamente simile alla versione precedente.

Facebook dice addio alla sua modalità desktop classica

Sapevi che Facebook ha introdotto una riprogettazione completa della sua versione desktop a marzo? Se non te ne eri accorto, probabilmente è perché avevi scelto di rimanere alla versione classica.

Rebranding di agosto: Rolls-Royce, Holsten e il nuovo design di Facebook

Il rinnovamento presenta una UX semplificata che vanta tempi di caricamento e di transizioni da una tab all’altra più rapidi, oltre a una modalità scura monocromatica (molto simile a quella offerta recentemente da Twitter). All’inizio la società di Menlo Park aveva reso facoltativo il cambiamento e permetteva agli utenti di passare alla modalità classica se preferivano.

Non importa quanto sei attaccato al vecchio design, presto dovrai vivere con il nuovo Facebook. Gli utenti hanno ricevuto diversi avvisi che l’interfaccia precedente sarà completamente eliminata a partire dal mese di settembre. “La versione classica di Facebook non sarà più disponibile a breve” è il messaggio di notifica.

Se stai già utilizzando l’app, tuttavia, la nuova versione desktop non dovrebbe essere tanto diversa, in quanto è stata concepita come un’estensione dell’interfaccia mobile.

Tra le modifiche principali:

  • Look più pulito, testi più grandi
  • Foto e video da guardare a tutto schermo
  • Pagine, Gruppi ed Eventi da gestire più facilmente
  • Versione Sfondo Nero, meno luminosa e meno brillante, per non affaticare la vista

Molti utenti sono insorti sui social, specialmente su Twitter, dove hanno espresso la loro opinione sul nuovo design.

Uno dei motivi per cui gli utenti odiano così tanto il nuovo design di Facebook è perché lo trovano confuso.

La confusione creata dal nuovo layout sta inducendo alcuni utenti a considerare di rinunciare del tutto al social di Zuckerberg. Purtroppo dovremo dire addio a quell’aspetto che ci ha accompagnato in tutti questi anni e che oramai ci appariva così famigliare.

L’aspetto della nuova interfaccia è moderno e piacevole da guardare. Ma come molti hanno commentato, sembra che gli ingegneri di Facebook stessero copiando il design di Twitter.