Perché dovresti iniziare il tuo 2017 con un Digital Detox

Tra la chiusura di un progetto e l’invio delle ultime mail del 2016, tutti ci stiamo preparando all’arrivo delle tanto agognate ferie: finalmente riposo, finalmente uno stacco di qualche giorno da telefoni che squillano, notifiche ininterrotte, messaggi che aumentano uno dopo l’altro. E se uno dei buoni propositi per il 2017 fosse proprio imparare a liberarci da tutto questo?

Non stiamo certo parlando di rinunciare all’utilizzo dei nostri smartphone e pc, che per molti di noi sono veri e propri attrezzi del mestiere; ma come alcuni sapranno, esiste un modo per imparare a gestire le nostre attività digitali e dare loro il giusto peso all’interno della gestione del tempo quotidiano, all’insegna del giusto equilibrio tra lavoro e tempo libero: questo approccio si racchiude sotto il nome di digital detox.

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Cos’è la dipendenza digitale e cosa può fare il digital detox

La dipendenza dalla tecnologia è reale, diffusa e non meno impattante di altre: può condizionare il nostro ciclo sonno-veglia, l’umore, l’appetito, può innalzare incredibilmente il livello di stress. In sostanza, può avere effetti sensibili sul nostro sistema psico-fisico. Gli alti livelli di dopamina e adrenalina rilasciati dal nostro organismo, continuamente stimolato dai nostri dispositivi, sovrastimolano il nostro cervello, rendendo più difficile concentrarsi così come rilassarsi.

Alla dipendenza da smartphone intesa come bisogno di interazione con il device, si aggiungono quei meccanismi e disagi sociali nati con l’avvento dei social network: tra questi spiccano la sindrome FOMO, ovvero fear of missing out, la paura di perdere qualcosa di importante, e la nomofobia, ovvero la paura di rimanere disconnessi e non poter comunicare.

LEGGI ANCHE: Digital Detox: come aumentare la produttività nel business e nella vita privata

8 motivi per iniziare il tuo 2017 con un digital detox

    1. Per riacquistare il tuo spazio e riconnetterti con te stesso e chi ti circonda: la tecnologia ha il contraddittorio potere di avvicinarci e allontanarci al tempo stesso: complice l’utilizzo non equilibrato che ne facciamo, spesso sacrifichiamo dei momenti di comunicazione faccia a faccia preferendogli interazioni mediate che, tuttavia, difficilmente possono trasmetterci le stesse emozioni e sensazioni.
    2. Per fare tutto quello che facevi prima dell’avvento degli smartphone, senza pause o interruzioni: da quanto tempo non guardate un film o non fate una passeggiata senza controllare il vostro device? Qual è l’ultima cosa che potete dire a voi stessi di esservi davvero goduti?
    3. Per tornare a ritmi che puoi sostenere e non a quelli dettati dalla tecnologia: 1 persona su 2 diventa ansiosa quando dimentica a casa lo smartphone, e molti studi hanno rilevato che in media le persone controllano il proprio smartphone ben più di 100 volte al giorno; l’ansia di perdersi qualche informazione è un disagio non più trascurabile, poiché sempre più il bisogno di verificare la presenza di nuove notifiche di manifesta con atteggiamenti ansiosi.
    4. Per essere più produttivo: anche il nostro lavoro può risentire della dipendenza dalla tecnologia; qualunque sia il vostro lavoro, avrete compiti da portare a termine, progetti con scadenze da rispettare; vi sarà utile sapere come molti studi hanno rilevato che la soglia d’attenzione umana si sia abbassata costantemente negli ultimi 8 anni, ovvero dall’arrivo degli smartphone, scendendo sotto quella di un pesciolino rosso.
    5. Per esercitare la memoria e le tue capacità cognitive: anche le capacità di ragionamento e analisi hanno subito un duro colpo dovuto alla nostra dipendenza da smartphone. Provate a ricordare l’ultima volta in cui vi siete sforzati di ricordare una cosa anziché cercarla su Google!
    6. Per dormire meglio: quasi tutti utilizziamo il nostro smartphone a letto prima di addormentarci, ma quello che forse non sappiamo è che la luce artificiale emessa dal dispositivo aumenta il senso di allarme e abbassa notevolmente i livelli di melatonina, essenziali per regolare il ciclo sonno-veglia. Per riposare bene, dovremmo spegnere i nostri dispositivi almeno un’ora prima di coricarci.
    7. Per migliorare la tua postura: l’abitudine a tenere il capo chino verso il nostro smartphone ha influenzato la nostra postura in maniera radicale; bastano pochi giorni senza cellulare per tornare a rialzare lo sguardo, aprire le nostre spalle e riallineare la parte posteriore della testa con la spina dorsale.
    8. Per andare in vacanza, davvero: le vacanze rappresentano il meritato riposo dopo settimane e settimane di lavoro. Non solo le meritiamo, ma sono essenziali per permettere al nostro benessere psicofisico di riacquistare qualche punto, grazie all’abbassamento dei livelli di stress e ad una maggiore intensità dei rapporti interpersonali.
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LEGGI ANCHE: 15 motivi per i quali la dipendenza da smartphone è pericolosa

Ecco cosa abbiamo guardato su YouTube nel 2016

Olimpiadi, Europei di calcio, Pokemon-go, elezioni in USA, iPhone 7 e i Samsung Galaxy 7 che esplodevano, l’anno della competizione e del confronto: fra fatti epocali e cenni di leggerezza, sono stati questi i temi che si sono trattati in Rete, nel 2016. Temi che, ovviamente, sono stati esplorati, dibattuti, commentati anche su YouTube.

Proprio YouTube questa settimana ha svelato la classifica dei top video, campagne pubblicitarie e video musicali che hanno primeggiato nel 2016. Per celebrare coloro che si sono guadagnati il posto in classifica anche quest’anno, come di tradizione, è stato pubblicato il #YouTubeRewind: The Ultimate 2016 Challenge, un video che presenta i personaggi più guardati del 2016.

La classifica dei video più guardati su YouTube conta in totale 550 milioni di visualizzazioni ed un tempo di visione complessivo pari a 25 milioni di ore. Diversi i fattori che hanno determinato il posizionamento in classifica del database video più grande della Rete: il tempo speso per consumare i contenuti, le condivisioni, i commenti, i “mi piace” e altri ancora. Per i top 10 ADS, invece, la classifica è stata stilata limitandosi ai video con più views e interazioni.

Ed ora, rullo di tamburi…e buona visione!

I top 10 YouTube video 2016

1. Adele Carpool Karaoke

2. Pen-Pinapple-Apple-Pen/PIKO TARO

3.  Cosa c’è all’interno del crotalo di un serpente a sonagli?

4. Nike Football presenta: The Switch ft. Cristiano Ronaldo, Harry Kane, Antony Martial & more, che ha conquistato il suo posto in classifica anche nei top 3 ads più visti dell’anno;

5. Grace Vanderwaal: la dodicenne che con il suo Ukulele fa impazzire il pubblico di America’s Got Talent 2016;

6. Water Battle flip editition di Dude Perfect;

7. Channing Tatum & Beyonce’s “Run The World (Girls)” vs. Jenna Dewan-Tatum’s “Pony” | Lip Sync Battle 

8. Donald Trump: Last Week Tonight con John Oliver

9. Il posto in aereo in prima classe del valore di 21,000 dollari dello youtuber americano Casey Neistat

10. Due fratelli convincono la sorella dell’arrivo di un’apocalisse di zombie

Top 10 YouTube ads 2016

Anche quest’anno le pubblicità più viste ci hanno regalato emozioni, dall’elemento sorpresa alla risata fino all’ispirazione: tutti ingredienti che portano gli utenti a guardare, apprezzare e condividere.
Protagonista indiscusso: ovviamente, il Super Bowl.

1. “Mobile Strike” Super Bowl 50 TV commercial with Arnold Schwarzenegger

2. Knorr #LoveAtFirstTaste, #AmoreAPrimoGusto

3. Nike Football presenta: The Switch ft. Cristiano Ronaldo, Harry Kane, Antony Martial & more

https://www.youtube.com/watch?v=scWpXEYZEGk

4. Samsung Galaxy S7 and S7 edge

5. Clash Royale: Theme Song (TV Commercial ufficiale)

6. Mtn Dew Kickstart: Puppymonkeybaby | Super Bowl Spot

7. Always #LikeAGirl – Keep Playing

8. The Chase – Hyundai Super Bowl Commercial | The 2017 Hyundai Elantra

9. #Pokemon20: Pokémon Super Bowl Commercial

10. Skittles: “The Portrait” w/ Steven Tyler. Super Bowl 50 Commercial

Top 10 YouTube music video 2016

Frai i top video musicali in classifica, spiccano sul podio Fifth Harmony con “Work from home”, più di un miliardo di visualizzazioni per lui, seguito dalla coppia Rihanna & Calvin Harris, che conquistano il secondo posto, e Nicky Jam che arriva terzo. Buon ascolto!

1. Fifth Harmony – Work from Home ft. Ty Dolla $ign

2. Calvin Harris – This Is What You Came For ft. Rihanna

3. Hasta el Amanecer – Nicky Jam

4. The Chainsmokers – Closer (Lyric) ft. Halsey

5. Rihanna – Work (Explicit) ft. Drake

6. Mike Posner – I Took A Pill In Ibiza (Seeb Remix)

7. Sia – Cheap Thrills (Lyric Video) ft. Sean Paul

8. ZAYN – Pillowtalk

9. Coldplay – Hymn For The Weekend

10. Twenty one pilots: Heathens (da Suicide Squad: The Album)

E voi che ne dite? Qual è stato il vostro video preferito del 2016? Ditecelo sulla nostra pagina Facebook e nel nostro gruppo LinkedIn!

Marketing Moments 2016: la top ten dell’anno che sta per finire

Il 2016 è stato l’anno dell’innovazione e della tecnologia applicate alle iniziative di branding destinate a riempire gli annali del marketing management. Per non dimenticare proprio nulla, ecco la Top Ten dei marketing moments che hanno segnato l’anno appena concluso.

10. AB InBev acquisisce SAB Miller

Nel 2016 abbiamo assistito alla quarta acquisizione più costosa mai avvenuta: la gigantesca produttrice britannica di birra AB InBev si fonde con un altro colosso: la SAB Miller. Uno scossone nel mercato del beverage che ha comportato, a cascata, il passaggio di mano di vari marchi celebri, come la Peroni.

La maxi-acquisizione ha dato vita ad un colosso in grado di produrre 60 miliardi di litri annui di birra. L’operazione, dal valore di oltre 112 miliardi di euro, ha rimescolato i bicchieri in tavola di tanti consumatori – per non parlare delle agenzie creative dedicate a comunicare l’essenza di brand come Budweiser e Corona.

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9. Esce Lemonade

Ad aprile è uscito il sesto album in studio di Beyoncé, a testimonianza di quanta strada abbia fatto il mercato discografico nel rinnovarsi. Un visual album accompagnato da un film di un’ora su HBO e lanciato in anteprima su Tidal, il servizio che Pitchfork vede posseduto “dall’1% dell’industry musicale”: Jay-Z, Madonna, Rihanna, Kanye West, Calvin Harris, Daft Punk”.

Se cinque anni fa le etichette sembravano sull’orlo di accartocciarsi su sé stesse, è innegabile la sperimentazione di marketing che in primis gli artisti stanno portando avanti a beneficio dei propri fan.

8. L’indimenticabile spot di Kenzo

Tra i più grandi e indimenticabili successi della pubblicità di quest’anno annoveriamo lo spot di Spike Jonze per Kenzo.

Un commercial divertente, non propriamente originale ma decisamente fuori dagli schemi, che ci ha lasciati incollati allo schermo anche grazie al carisma della bellissima e sfrenata protagonista, Margareth Qualley.

7. Le Olimpiadi di Rio

I grandi eventi sportivi si confermano i protagonisti del real-time: atleti, avvenimenti e celebrazioni sono in grado di catalizzare conversazioni ed hashtag.

Ricordiamo la spettacolare cerimonia d’apertura, la singolarità di Simone Biles, l’empatia con Bebe Vio, i record di Phelps, piscine inquinate e promesse di matrimonio in social-mondovisione.

Soprattutto, ricordiamo tra i migliori momenti annuali di marketing gli spot di Under Armour, il continuo di Thank You Mom e Procter&Gamble, la partnership a tema digital content tra NBC e Buzzfeed.

6. VR

Potremmo identificarlo come un marketing moment a parte quello di Mark Zuckerberg che passa invisibile tra le poltrone del Mobile World Congress, mentre tutti sono troppo immersi nella loro realtà virtuale per accorgersi di cosa stia accadendo.

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Invece, questo momento topico ce ne ricorda un altro, dato che nella stessa occasione Mark Zuckerberg ha svelato che la tecnologia Oculus sarebbe stata alla base del Samsung Gear VR. Oculus Rift come primo effetto del suo lancio ha avuto quello di rivoluzionare le possibilità di sperimentazione da parte delle agenzie per le loro campagne di marketing.

Tra queste, quella di MSC Crociere, che con #NaveinCittà è stata tra i primi brand a creare soluzioni VR per la promozione delle proprie crociere.

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5. La campagna elettorale USA

Il 2016 ha ospitato una delle campagne presidenziali più agguerrite e social di sempre. Tra attacchi hacker e cyber-scandali, la guerra all’ultimo voto tra Hillary Clinton e Donald Trump è terminata con un risultato a sorpresa.

Nessuno si aspettava la vittoria del candidato più discusso nella storia delle elezioni americane. Trump ha sfoderato tutte le sue armi di auto-promozione per vincere nella corsa alla Casa Bianca, nonostante i tweet discutibili, nonostante le frasi sessiste e nonostante le espressioni e i meme (o forse grazie a questi ultimi).

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Primo atto a sorpresa del Presidente eletto, la convocazione dei leader del panorama del Tech in un summit privato, dal quale Elon Musk, CEO di Tesla e SpaceX, e Travis Kalanick, numero uno di Uber, sono usciti come consiglieri sulle politiche economiche e del lavoro.

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4. I Live Video e le foto a 360°

Ad aprile il rilascio da parte di Facebook dei live video per tutti gli utenti ha rivoluzionato il nostro modo di intendere i social network. Momenti della quotidianità, eventi e occasioni speciali subito in diretta streaming con un tap sui nostri smartphone.

Anche le foto a 360° sono diventate una realtà integrata all’interno dei social, sfruttata magistralmente da brand come IKEA, che ha colto subito l’occasione per farne una vetrina per i propri prodotti.

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3. Realtà aumentata: Pokémon GO!

Con Pokémon GO! Nintendo ha riconquistato il mondo del gaming. L’app ha sbaragliato ogni record di download, immergendo milioni di giocatori in un’esperienza di realtà aumentata e facendo schizzare il titolo Nintendo in Borsa.

Niantic non ha atteso troppo per inserire all’interno della propria strategia di gioco le “sponsored location”, stringendo partnership con altri noti brand, l’ultimo dei quali con la più nota catena di caffè, Starbucks.

Nel corso dell’anno gli utenti attivi di Pokémon GO sono diminuiti: un segnale del fatto che il mercato è pronto per accogliere l’augmented reality nella propria quotidianità a patto che i brand dietro adottino una proposta di valore sostenibile e concretamente fidelizzante.

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2.  Snapchat e la Spectacles-mania

Bot automatici, social network e wearable tutti insieme in una strepitosa operazione di marketing. Si tratta di uno dei fenomeni più esplosivi dell’anno appena trascorso, ma la rincorsa al segreto del successo di Snapchat Inc. sembra essere solo all’inizio.

La startup ha costretto anche i colossi come Facebook ad un inseguimento forsennato dei nuovi trend di condivisione, per intercettare quelli che sembrano gli utenti più ambiti di sempre, i Millennial.

L’operazione per il lancio degli occhiali tech di Snapchat, gli Spectacles, resta una delle più riuscite degli ultimi anni, grazie all’unione di suspance e mania. In questo video Ellen Degeneres prova il nuovo gadget:

1. L’avvento dei Chatbot

Messenger bot, Amazon Echo, Google Home e, ultimo arrivato, il Jarvis di Facebook. I bot sono una realtà che abbiamo imparato a conoscere quest’anno, ma che promettono di esplodere nel prossimo, grazie alle loro possibili applicazioni nell’automazione dei nostri task giornalieri, non più limitate solo al ruolo di customer care.

L’ultimo Live Video in diretta dalla casa di Zuckerberg ci ha mostrato una realtà fatta di comandi vocali per la gestione della casa, in una perfetta integrazione domotica. Non resta che domandarci: come sfrutteranno i brand queste grandi opportunità durante il 2017?

MasterCard cambia logo dopo 20 anni

I migliori e i peggiori rebranding del 2016

Ogni grafico, designer e marketer di questo mondo lo sa bene: realizzare l’immagine coordinata di un’azienda è un progetto straordinariamente stimolante quanto complicato, spesso perfino impervio.

Alla difficoltà di racchiudere l’intera brand identity in un unico logo, che possa dimostrarsi efficace e funzionale sia in versione stampata che digitale, inserito nella molteplicità di schermi di cui oggi facciamo uso, si aggiunge il desiderio di incontrare i gusti non solo dei professionisti, ma anche degli utenti.

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Ricorderete ad esempio la mole di conversazioni generatesi online dopo l’ufficializzazione, negli scorsi mesi, dei nuovi look di Instagram o Uber. 
Tra coloro che si sono schierati a favore della nuova coloratissima versione dell’app fotografica e chi invece proprio non l’ha digerita, la rete negli ultimi mesi si è spesso polarizzata attorno all’ultimo rebranding di questa o quell’azienda.

Vale allora la pena ripercorrere i casi più rilevanti e rivisitare insieme i migliori e peggiori branding del 2016.

Mastercard

Nel corso dell’estate l’azienda ha presentato il nuovo logo. Il design flat a cui è ispirato è in linea con i trend del momento: colori piatti, ombre eliminate, con font sans-serif che meglio si adattano al digitale; Pentagram, agenzia che si è occupata del rebranding Mastercard, ha ingegnosamente proceduto anche ad eliminare la maiuscola della parola card, utile a minimizzare l’enfasi sulla necessità di un supporto fisico (la carta appunto) per i servizi di pagamento offerti dall’azienda in un modo sempre più dominato dall’eCommerce.

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Deliveroo

Forme semplificate e colori piatti la fanno da padrone nel massiccio rebranding della società di food delivery, che ha coinvolto anche le divise aziendali.

Il procedimento creativo è stato condotto all’insegna dell’individuazione di un segno distintivo (il canguro stilizzato, da sempre simbolo di Deliveroo) che potesse funzionare efficacemente “sia come favicon che su un manifesto pubblicitario“.

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Instagram

Nonostante l’incredibile fetta di utenti che hanno manifestato più di un dubbio sul nuovo look di Instagram, ufficializzato a maggio 2016, riteniamo che il logo dell’app di proprietà di Facebook abbia perfettamente centrato le principali necessità a cui debba assolvere un’icona: rinnovare il design dell’app facendola immediatamente risaltare tra il mare magnum di app presenti sui nostri smartphone, mantenendo al tempo stesso una linearità con il passato.

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Premier League

Anche il campionato di calcio inglese è stato oggetto di un interessante rebranding nel corso del 2016: il leone simbolo della competizione è stato semplificato e il pallone da calcio eliminato, affiancati ad un lettering anch’esso ripulito e reso minimale.

Il colore scelto per il logo permette altresì di essere abbinato ad un ampio numero di colori: è infatti in programma di modificare la palette ogni tre anni.

rebranding del 2016

 

Dell

Tra i rebranding di minor successo indichiamo quello di Dell. Più che una vera e propria bocciatura, si tratta in effetti di un “nì”: di fatto il cambiamento proposto per il logo dell’azienda informatica è talmente minimo da poterlo difficilmente definire un rebranding.

I migliori e peggiori rebranding del 2016

Pandora

Con le dovute differenze, anche il rebranding di Pandora può essere classificato con un diplomatico “non classificato”. Senza infamia né lode, il logo è semplicemente piuttosto anonimo e non racconta nulla del brand, come invece ci si aspetterebbe da una restyling grafico.

I migliori e peggiori rebranding del 2016

The Metropolitan Museum of Art

Un blocco di lettering serif forte e potente, rosso e maiuscolo. Ai detrattori del nuovo logo de The Metropolitan Museum of Art è parso particolarmente inadatta la scelta di dare così tanta enfasi alla parola “The”, che compone di fatto metà del logo.

rebranding del 2016 the met

Uber

Assieme a Instagram e The Met, quello di Uber è stato il rebranding del 2016 più chiacchierato e commentato. Di difficile interpretazione, slegato da ogni legame col passato e ogni trend contemporaneo, gli utenti e i professionisti del settore non hanno perdonato al CEO Travis Kalanick di aver voluto “creare in casa” il nuovo logo, ritenendo di non potersi affidare a nessuna agenzia esterna per creare la nuova immagine coordinata di Uber.

I migliori e peggiori rebranding del 2016

LEGGI ANCHE: Uber cambia logo e design: ecco le novità

10 trend di business da seguire nel 2017

Il mondo sta cambiando alla velocità delle innovazioni tecnologiche e il pubblico è sempre più digital, più esigente. I Millennial, la generazione Y cresciuta a braccetto con la tecnologia, è oggi la maggiore responsabile delle decisioni d’acquisto perchè, secondo Nielsen, rappresenta il più grande gruppo di consumatori. E i trend business per il 2017 seguono questi cambiamenti.

Il mondo sta cambiando e le imprese, per i prossimi anni, dovranno occuparsi di questa generazione.

I 10 trend che guideranno il tuo business nel 2017 si concentranno sugli strumenti tecnologici, sulla crescita delle piattaforme eCommerce, sul lavoro da remoto e molto altro.

10 trend che guideranno il tuo business al successo nel 2017

Vediamoli insieme.

1. Innovazione tecnologica

Come dicevamo, la necessità di utilizzare la tecnologia oggi è più importante di quanto non lo sia mai stato in passato.

Nel 2017 l’uso della tecnologia sarà necessaria per ogni azienda per poter avere un ruolo centrale nel mercato e per competere ad alti livelli. Questo discorso vale soprattutto per quelle aziende che si rifiutano di lanciarsi nella rete per paura di perdersi e non riuscire ad emergere.

Ogni azienda, ogni startup, ogni piccola bottega artigiana dovrà possedere una presenza strategica online. Le piattaforme CMS come WordPress consentono di gestire facilmente un sito web, basta un minimo di know-how tecnico per costruire le nostre attività online, ma consigliamo vivamente di rivolgervi a dei veri esperti.

2. Occhio al Personal Branding

Se sei un giovane imprenditore o startupper dovresti sapere che il personal branding è un tassello fondamentale per la crescita del tuo business.

Internet ha aperto il campo ad una competizione estenuante tra esperti di questo o quel settore generando una sorta di uniformità tra rivali. Quello che conta è riuscire a trovare nuovi strumenti di personal branding per aiutare a far emergere le nostre aziende.

3. Le assunzioni di dipendenti da remoto

Il 2016 è stato l’anno del lavoro da remoto e degli spazi di co-working. 10 anni fa i CEO della maggior parte delle aziende di tutto il mondo ci avrebbero presi per pazzi, al giorno d’oggi invece è un must.

Le aziende tech e le startup stanno utilizzando diverse forme di lavoro da remoto.

Dal momento che le riunioni possono essere fatte su Skype o su altre piattaforme di videoconferenza si hanno molte più possibilità di assumere veri talenti del digitale, senza la noiosa e costosa grana del lavoro in sede, per poter avere un ruolo importante all’interno della rete e portare al successo il nostro business.

LEGGI ANCHE: Millennial, chi sono e cosa vogliono in un’infografica di Nielsen

4. I Millennial

In Italia molte aziende pensano che Millennial siano ragazzini svogliati che preferiscono rimanere in casa e lavorare in pigiama e ciabatte.

In realtà, sono semplicemente all’opposto dei baby boomer. Cercano modi creativi per fare il proprio lavoro e per migliore costantemente i processi dello stesso.

Questo significa che le aziende hanno l’opportunità di assumere e assecondare le esigenze dei Millennial talentuosi per ottenere in cambio successo e fatturato e togliersi di dosso la fama di conservatori, seguendo i trend del business con attenzione.

5. eCommerce

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Il 2017 sarà l’anno della crescita dei negozi online: la spesa è in aumento sia negli Stati Uniti che in Europa.

Pensa che uno dei punti a favore dello sviluppo del business online riguarda le spese di spedizione e per il 2017 i trend di business sono tutti orientati sul commercio elettronico.

I costi di spedizione hanno un ruolo molto importante nei processi decisionali dei clienti. Il 58% dei consumatori è disposto ad aggiungere elementi nei propri carrelli per soddisfare la soglia della spedizione gratuita.

Altre aree in via di sviluppo sono il mCommerce così come il social commerce, perché molti consumatori possono ora fare acquisti sicuri utilizzando i loro smartphone. Un dato significativo riguarda i pagamenti da mobile negli Stati Uniti che hanno generato 142 miliardi di dollari (fonte Forrester).

6. Crowdfunding e prestiti online

Un saggio pubblicato da Harvard Business School dal titolo “The State of Small-Business Lending” analizza una delle tendenze più significative per le piccole imprese, cioè il prestito online.

Questa tendenza innovativa è guidata dalla semplicità e dalla convenienza del processo di applicazione, dalla velocità di consegna del capitale e da una maggiore attenzione al cliente, cosa non facile (se non impossibile) da ottenere dalle banche tradizionali.

Esistono diversi modelli di prestito online per le piccole imprese. Dalle piattaforme di prestito peer-to-peer che connettono investitori istituzionali e piccole imprese come il servizio Lending Club alle già note piattaforme di crowdfunding, come Indiegogo e Kickstarter.

7. Trend business da seguire nel 2017: i Business Intelligence Software

Nel 2017 il Business Intelligence darà una grossa mano alle PMI. Per BI si intende una serie di procedure aziendali utilizzate per la raccolta e l’analisi dei dati e delle informazioni strategiche. Attraverso software come Cyfe è possibile raccogliere i dati frammentati traducendoli in informazioni preziose per lo sviluppo del nostro business.

BI è stato storicamente utilizzato dalle grandi imprese per curare, conservare e visualizzare ciò che è noto come Big Data. Tuttavia, la crescita di soluzioni tecnologiche e le grandi quantità di dati danno la possibilità alle piccole imprese di usufruire di soluzioni di BI.

8. Il Green Business

I Millennial sono abbastanza consapevoli di quali tipi di prodotti acquistano. Per questo motivo vanno alla ricerca di aziende attente al sociale, in buona sostanza si preoccupano della salute del pianeta anche attraverso i prodotti che consumano.

“Green business” è un termine molto noto, ma solo di recente è stato preso più sul serio dalle aziende, le quali hanno sviluppato prodotti specifici per contribuire alla buona riuscita di questa missione. Nulla di strano, dunque, se vedremo crescere il green business nel 2017.

9. I video

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Il 2016 è stato l’anno dei video online, tant’è che Facebook ha investito e continua ad investire molto su questo potente mezzo.

Il 2017 potrebbe essere l’anno in cui i video saranno utilizzati per creare contenuti utili per risolvere i problemi dei nostri clienti.

Il video sta diventando una fonte essenziale di informazioni, molti esperti lo hanno capito in anticipo. Attraverso i potenti strumenti di targeting offerti dai social network è possibile creare dei video in tempo reale per affrontare questioni specifiche e aiutare i nostri utenti a risolverli.

In buona sostanza, puntiamo sui video sia per promuovere il nostro prodotto sia per relazionarci con il nostro target.

LEGGI ANCHE: I nuovi trend di Facebook per il 2017

10. Sempre meno e-mail

Il 2017 potrebbe essere l’anno del sorpasso di Slack sulle e-mail, basti pensare che questo famoso tool ha superato i 4 milioni di utenti al giorno.

Questo non significa che le aziende abbandoneranno le e-mail in modo repentino ma è certo che con questi strumenti di comunicazione tra gruppi di utenti la perdita di tempo è inferiore.

In un’organizzazione in cui la comunicazione interna ed esterna avviene attraverso e-mail, si può contare sul fatto che la maggior parte degli utenti spenderanno gran parte della loro giornata con le caselle di posta aperte sul proprio desktop nell’attesa di una risposta del proprio interlocutore, come sappiamo bene: il tempo è denaro.

I 20 articoli più letti dell’anno su Ninja Marketing

Come da tradizione a fine anno è il momento di tirare le somme. Anche per noi è dunque il momento di guardarci indietro e rileggere i contenuti e le storie che hanno riscosso più successo su Ninja Marketing.

Ti proponiamo gli più letti ed apprezzati da voi lettori suddivisi per macroargomenti.

ADVERTISING & BRANDING

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Spotify

BUSINESS & INNOVATION

amazongo

Amazon Go

SOCIAL

instagram_commenti

NINJA TIPS

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Top mobile marketing trend per il 2017

Il 2016 è stato l’anno del mobile first, tendenza che crescerà anche nel 2017: è stato dunque l’anno in cui finalmente le strategie marketing sono state sviluppate pensando prima al design, ai contenuti e alle tecnologie mobile e poi a quelle dedicate al desktop.

Il 2017 è alle porte ed è tempo di guardare al futuro e programmare la propria strategia cavalcando l’onda di quelli che saranno i nuovi trend. Per tutti gli addetti ai lavori è quindi utile conoscere quelle che saranno le tendenze che domineranno il mondo del mobile marketing il prossimo anno.

Instagram Ads

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Da semplice applicazione dedicata alla condivisione di fotografie, Instagram è oggi una vera e propria piattaforma di advertising per i brand, che permette attraverso il linguaggio visivo delle immagini di conquistare e attrarre i consumatori.

Nel 2017 si assisterà ad una rapida crescita di Instagram, legata soprattutto al progressivo affermarsi di nuovi formati pubblicitari.

Video sempre più protagonisti

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I contenuti video acquisteranno un ruolo sempre più rilevante, sia in termini di advertising sia in termini di real time marketing. La velocità di internet e l’uso sempre più diffuso degli smartphone anche in movimento, faciliterà l’accesso ai contenuti video ad un gran numero di utenti.

In particolare i video live ricopriranno un importante ruolo nell’universo social del prossimo anno, permettendo agli utenti di fruire di contenuti in diretta esclusivi, di eventi e backstage ai quali prima dell’era social era impossibile accedere con grande facilità.

Per quanto riguarda il mondo pubblicitario, se consideriamo che la maggior parte delle persone spende quotidianamente quasi il 20% del loro tempo nel guardare filmati da smartphone e che i big player del settore video come YouTube sono sempre più mobile friendly, gli annunci in formato video sembrano essere il futuro dell’advertising.

Per il 2017 quindi assicuratevi di includere nel vostro piano di mobile marketing una strategia legata al video content.

Lo shopping si fa con le app

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Il numero degli utenti che cercherà i prodotti attraverso il proprio smartphone sarà sempre più alto, così come il numero di persone che acquisterà utilizzando un’applicazione. Pertanto se lavorate nel settore delle vendite online e non avete ancora sviluppato un’app per vendere i vostri prodotti o servizi, potreste iniziare a farci un pensierino.

Vi starete chiedendo perché? Semplice perché le app rendono più facile e veloce l’esperienza di navigazione degli utenti e ciò equivale ad un maggior numero di conversioni.

Tuttavia se al momento la realizzazione di un’applicazione non è un opzione che potete prendere in considerazione ottimizzate al meglio il vostro sito per i dispositivi mobile.

Il 2017 è l’anno del proximity marketing basato sui dispositivi beacon

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I dispositivi beacon sono tra i più noti strumenti di proximity marketing, il loro punto di forza sta nel fatto che permettono di veicolare contenuti personalizzati agli utenti che si trovano in una determinata area.

Questo porta un duplice vantaggio sia in termini di engagement con i clienti che si trovano nei pressi di un’attività commerciale, sia in termini di vendite.

Multi device marketing

Infine, quando pianificherete la vostra campagna per il 2017, pensate oltre lo smartphone. Per avere una visibilità a 360 ° non sottovalutate tablet, smartwatch e smart Tv: rendente la vostra comunicazione adattabile ai vari dispositivi e sempre più flessibile.

E voi siete pronti a cavalcare le nuove tendenze nell’anno che verrà?

10 pubblicità natalizie che colpiranno le tue emozioni

La corsa al Natale è uno dei periodi più “caldi” del palinsesto pubblicitario.

Alcune campagne fanno ridere, altre piangere, quel che è certo è che tutte quelle di maggior successo fanno leva sulle nostre emozioni e memorie più profonde ed è anche per questo che a distanza di anni le ricordiamo perfettamente.

Pubblicità natalizie più belle di sempre: la classifica secondo i Ninja

Fare una classifica delle pubblicità natalizie più belle degli ultimi anni non è facile, ma ci abbiamo provato. Ecco qui le dieci pubblicità di Natale che ci sono rimaste nel cuore.

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10. Harvey Nichols 2015 – Avoid #GiftFace

Parlando di politicamente scorretto, non possiamo non menzionare Avoid Gift-Face di Harvey Nichols.

A chi non è mai capitato di ricevere regali indesiderati e trovarsi nell’antipatica situazione di ricevere l’ennesimo libro o maglione fatto a mano e dover fingere un sorriso di circostanza (Gift Face appunto)?

Il department store britannico ha scoperto che il 72% delle persone a fronte di un regalo indesiderato farebbe finta di niente per non ferire i sentimenti dell’altro.

Ecco quindi che arriva l’anti-eroe Harvey Nichols, che da anni si batte per salvaguardare il Natale per questa consistente fetta della popolazione.

Perché ci piace: Spietatamente cinico, anti-natalizio ma terribilmente vero.

9. John Lewis 2016 – #BusterTheBoxer

Da John Lewis si trovano regali che piacciono a tutti… ma proprio a tutti!

Una variegata selezione di animali si gode l’emozione del volo sul tappeto elastico durante la vigilia, scatenando l’invidia del povero Buster, che la mattina seguente batte sul tempo la sua padroncina nell’assalto al regalo.

Perché ci piace: Per lo storytelling non scontato, per la computer graphic eccezionale e per essere riusciti a creare un copy natalizio deliziosamente divertente.

8. M&S 2016 – Christmas with love from Mrs. Claus

Natale è soprattutto sinonimo di felicità e armonia con i propri cari.

Lo sa bene Mrs. Claus che, a insaputa di Santa, corre in aiuto del piccolo Jake per aiutarlo a fare pace con la sorella.

Perché ci piace: Perché dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna.

7. John Lewis 2011 – The Long Wait

C’è qualcosa di ancora più magico del ricevere il regalo perfetto, ed è sapere di aver trovato il regalo perfetto per qualcuno che ami. Su questo insight si incentra questa dolcissima creatività, che vi riempirà di trepidazione per l’arrivo del Natale.

Perché ci piace: Per la colonna sonora azzeccatissima, l’effetto sorpresa e per la tenera impazienza del piccolo protagonista.

6. Mercedes-Benz 2016 – Snow Date

Cosa non ci fa fare l’amore! Perfino trascinare papà in mezzo alla tormenta per portarci ad un appuntamento.

Per fortuna i genitori dei protagonisti guidano Mercedes-Benz e riescono a far incontrare i due giovani piccioncini in tutta sicurezza.

Perché ci piace: Perché fa vivere l’automobile dal punto di vista del passeggero in modo velato e non banale.

5. H&M 2016 – Come Together

Una versione rivisitata del Darjeeling Limited ospita una sfilata della collezione natalizia di H&M.

Perché ci piace: Per la voce profonda e setosa di Adrien Brody, per le magnifiche immagini di Wes Anderson e perché la scena in ogni vagone è stata così meticolosamente architettata da farci dimenticare che stiamo guardando una pubblicità.

4. IKEA Spain 2014 – The Other Letter

Un esperimento di IKEA Spagna con dieci vere famiglie che ci mostra cosa i più piccoli desiderano veramente per Natale dai loro genitori.

Perché ci piace: Per la disarmante immediatezza dei piccoli protagonisti e perché passare tempo di qualità con i genitori è il regalo più importante.

3. Edeka 2016 – #heimkommen

Oltre 50 milioni di visualizzazioni su YouTube per questa pubblicità che ci ricorda il magico potere che ha il Natale di farci stare insieme ai nostri cari. Preparate i fazzoletti!

Perché ci piace: Perché fa leva sulle nostre nostalgie e sensi di colpa più profondi, ma con un lieto fine.

2. John Lewis 2014 – #MontyThePenguin

John Lewis sa bene quali bottoni premere per creare un’impeccabile campagna natalizia e non ha paura di farlo.

Lo spot vede come protagonisti un bambino e quello che pare essere un vero pinguino con problemi sentimentali, ma anche per lui l’apertura dei regali riserverà una meravigliosa sorpresa.

Perché ci piace: Per il giusto equilibrio tra sentimenti e divertimento.

1. John Lewis 2013 – The Bear & The Hare

Hoops… they did it again!

Non è un caso se la campagna natalizia di John Lewis è ogni anno la più attesa da tutti gli inglesi (e non solo).
Il copy del 2013 è un vero capolavoro di animazione e di storytelling, che vi farà ridere e piangere in egual misura.

Lo spot inizia con l’orso e la lepre che passeggiano nei boschi invernali, e man mano che l’uno diventa sempre più stanco l’altra diventa sempre più triste.

Non vi sveliamo il finale, guardatelo.

Perché ci piace: Perché riflette il grande potere dell’amicizia e l’importanza di esserci a Natale e perché la voce di Lily Allen mentre canta Somewhere only we know vi resterà in testa per molto, molto tempo.

David Beckham a torso nudo per UNICEF

I tatuaggi di David Beckham prendono vita per la campagna UNICEF

È il sogno di ogni pubblicitario, quello di vedere il testimonial incidersi il messaggio sotto pelle.

Ed è quello che ha fatto, almeno virtualmente, David Beckham per la campagna solidale di UNICEF UK contro la violenza sui minorenni: a torso nudo lancia un messaggio breve e incisivo: “Violence against children marks them forever, it’s wrong. End it.”

David Beckham, volto noto di molte campagne pubblicitarie (H&M, per citarne una), questa volta ha prestato il suo corpo, protagonista principale di questo spot: 60 secondi nei quali i suoi tatuaggi prendono vita grazie all’animazione digitale e raccontano scene di violenze sui minori.

Il messaggio della campagna: mentre i veri tatuaggi di Beckham rappresentano il ricordo di momenti felici in famiglia e sono stati fatti di proposito, le cicatrici indelebili che rimangono ai bambini vittime di violenze non sono frutto di una loro scelta.

L’ex calciatore è Goodwill Ambassador di UNICEF da più di dieci anni.

Il 5 dicembre hanno lanciato insieme il filmato che ricorda i segni indelebili lasciati sulla pelle dei più indifesi. “La violenza segna per sempre” dice la voce di una bambina, mentre si vede il messaggio aprirsi tra un cuore frantumato.

Tatuaggio "violence marks forever" nella campagna per UNICEF

© UNICEF/UN042328/UK

L’impegno online dell’ex calciatore

L’hashtag #ENDviolence riassume il messaggio lanciato nel filmato, seguito dall’invito a diffondere questo video sui social media.

Non è l’unica iniziativa digitale dell’Ambasciatore di Buona Volontà: usando U-Report, un tool di messaggistica per bambini e adolescenti, Beckham li ha invitati a rispondere alle domande sulla problematica delle violenze sui minori.
Più di 190.000 “U-Reporters” hanno risposto da 22 paesi. Il 67% ha dichiarato di aver subito violenze fisiche o psicologiche o di conoscere qualcuno che ne è vittima.

Campagna solidale di UNICEF con David Beckham

© UNICEFUN042329UK

Lo storytelling secondo McQuiggin

Jonas McQuiggin è il regista di questo filmato, creato da BlindPig.

La post-produzione è a cura di Absolute Post. McQuiggin ha commentato l’originalità di questo filmato: “È differente dalla maggior parte delle campagne perché è la storia ad essere in evidenza, non il personaggio famoso.” E ancora il regista: “A mio parere il prodotto finale parla da sé. È un notevole esempio di come storie profonde e coinvolgenti possano essere comunicate in maniera non convenzionale.

Pollice in su per questa campagna solidale, che si schiera contro coloro che alzano le mani (o la voce) verso i più indifesi.

Una serie animata per Starbucks da tre autori dei Simpson

Le ruotine, soprattutto quelle mattutine per cominciare al meglio la giornata, sono sacre. Nessun dubbio. Il caffè nello stesso bar, servito dallo stesso cameriere, alla stessa ora. Dal lunedì al venerdì, da gennaio a dicembre. Ci danno sicurezza e tranquillità. Joel Cohen, Rob LaZebnik e John Frink, tre autori dei The Simpsons, ne sanno qualcosa, avendo passato gli ultimi tre anni, tutte le mattine, nello stesso Starbucks di Los Angeles.

Varietà di caffè, ottimi dolci, wi-fi gratuito. Il tutto in un ambiente sano e confortevole. Cosa si può chiedere di più per lavorare con tranquillità?

“Su due piedi, direi che all’incirca il 75% del lavoro dei Simpson di cui mi sono occupato è stato svolto da Starbucks”, afferma Cohen.

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La forte routine e l’attaccamento a questo luogo quasi sacro, hanno permesso ai tre autori di notare una piccola falla, uno spunto di miglioramento che si è poi trasformato un’idea geniale.

La connessione wi-fi obbliga, per un breve lasso di tempo, un rimando al website di Starbucks, il quale non presenta nessun tipo di contenuto engaging o entertaining. Semplicemente una pagina di passaggio, dove i clienti devono necessariamente aspettare.

Starbucks e l’idea geniale: otto mini serie da 90 secondi

Da qui nasce l’idea: i tre autori hanno subito scritto a Kevin Johnson, CEO di Starbucks, proponendo una mini serie animata da pubblicare nella landing page cui rimanda la connessione wi-fi. In poche parole, un mini contenuto che funzioni da intrattenimento mentre i clienti aspettano il caricamento della connessione.

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Un’idea subito apprezzata. Basti pensare che, solamente la settimana successiva, sul sito ufficiale di Starbuckss è stata resa disponibile la mini serie prodotta dai tre autori dei Simpson: otto puntate da 90 secondi l’una. Più che puntate, potremmo parlare di mini storie, ciascuna con l’obiettivo di essere divertente, coinvolgente e, soprattutto, di raccontare una piccola parte del mondo e dei clienti Starbucks.

Troviamo infatti, tra i protagonisti, Chet, un castoro-cameriere che conosce alla perfezione tutti i clienti e interagisce quotidianamente ed amichevolmente con loro, e Susan, un’orsa-store manager che si occupa della gestione dell’intero negozio.

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Da gennaio la mini serie sarà disponibile anche nella landing page della connessione, trasformando quella che era un breve attesa dei clienti in un momento divertente e coinvolgente, grazie ai tre autori che sono perfettamente riusciti a rappresentare piccoli estratti quotidiani mantenendo la scia di divertimento ed ironia costantemente presente nei Simpson.