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Spectacles mania: gli smart glass di Snapchat sono già un successo

I segreti del successo degli Spectacles di Snapchat.

C’era una volta una ciclopica vending machine sorridente, di colore giallo, con una nuvola di palloncini colorati sulla testa. Se la trovate, potrete procurarvi un paio di Spectacles… se siete fortunati.

Sembra l’incipit di un film d’animazione, invece si tratta dei Bot automatici che distribuiscono i primissimi esemplari degli smart glass di Snapchat – gli Spectacles – alle centinaia di persone in attesa di mettere le mani sul prodotto più cool e social del momento.

Una strategia di marketing semplice e originale: posizionare i Bot nei punti nevralgici della movida americana e lasciare che il fenomeno mediatico faccia il resto. Ma la cosa che più di ogni altra rende questa operazione geniale e totalmente in linea con il concept su cui si basa Snapchat, è che questi distributori automatici “a tempo” rappresentano la nuova frontiera – o una versione Pro – dei temporary shop, poiché non rimangono nello stesso posto per più di 24 ore (proprio come gli snap”).

Quali sono gli ingredienti principali per una strategia di marketing vincente?

Un canale di distribuzione originale e spectac-olare, un basso quantitativo di merce disponibile che concorre, assieme alla fugacità della possibilità d’acquisto, ad aumentare il valore del prodotto, l’appagamento di chi lo ottiene e l’attesa spasmodica di chi lo vorrebbe. E, ovviamente, garantisce una campagna social d’effetto!

Insomma, ci ritroviamo chiaramente tutti gli elementi chiave di Snapchat: la volatilità, il fascino e il mistero, che l’hanno suggellata come l’app più intrigante del momento.

È chiaro che tutto questo potpourri di allegria e palloncini è frutto di un lancio di prodotto che garantisce il tanto agognato effetto wow: effetto che, in ogni caso, quando si esaurirà garantirà comunque una buona visibilità al prodotto, in tempo per favorirne la diffusione quando reperibile sui monotoni scaffali degli store specializzati.

That Snapchat #spectacles action.

Una foto pubblicata da Austin Evans (@austinnotduncan) in data:

Il primo Bot è “atterrato” a Venice Beach, in California, il 10 novembre scorso, e ancora non sappiamo quando sarà la volta dell’Italia, ma sicuramente non prima del 2017. Tuttavia, c’è già chi ha sfruttato l’occasione e il febbrile entusiasmo per acquistare qualche paio di digital glass in più, al fine di rivenderli su eBay alla modica cifra di $3.000 – circa 17 volte il suo prezzo commerciale. La dura legge del mercato.

Gli Spectacles di Snapchat rappresentano lo scintillante presente del trend tecnologico degli occhiali intelligenti, che portano sulle spalle il peso di un imponente predecessore, delle dimensioni di un colosso come Google. I Google Glass si son presentati come “la svolta hi-tech del secolo” e sono finiti per essere un miserabile #EpicFail – indicizzati in quanto tali anche da Google in persona.

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Perché gli Spectacles sono già un #EpicWin ?

Le apparenze contano. A differenza dell’oggettiva bruttezza dei Google Glass, gli Specs hanno un design davvero cool, che li rende molto vicini al classico paio di occhiali da sole alla moda (forse un po’ hipster).

Rappresentano il perfetto compromesso tra un accessorio hi-tech (molto social e poco nerd) e un accattivante dettaglio trendy: un mix che li rende davvero molto vicini ai gusti dei teen e dei Millennials, target per eccellenza di Snapchat.

Gli smart glass sono disponibili in tre colori: nero, corallo e carta da zucchero. Nuances che dipingono a tinte forti anche l’allegra campagna pubblicitaria, che presenta gli Specs sui volti ammiccanti di modelle con tanto di lipstick abbinato.

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Anche il packaging non è stato realizzato per caso. Gli Spectacles sono posti all’interno di un pack che ricorda fortemente una scatola di palline da tennis, che in realtà funge anche da caricabatteria e offre la possibilità di ricaricare gli occhiali senza doversi attaccare alla presa: ogni charger può ricaricare gli smart glass per circa quattro volte e ogni carica permette di scattare fino a 400 snaps, in media.

E poi… Simple is better. Tutti coloro che hanno ceduto al fascino un po’ androide dei Google Glass hanno avuto la possibilità di navigare su internet, ricevere e inviare e-mail, gestire i contatti, scattare fotografie, registrare video, lasciarsi guidare da Google Maps, ecc. Insomma davvero tante funzionalità, forse troppe.

Per antitesi, gli Specs hanno un’unica funzione: registrare brevi video in un formato totalmente nuovo. Le lenti riprendono un campo visivo di 115°, dando vita a particolari video circolari, in alta qualità, con un effetto simile al fish-eye. Sarà possibile catturare ciò che vi circonda da un personalissimo punto di vista, il vostro.

Ed è così che gli snaps (o specs) diventano a portata di tap e si traducono in video riconoscibili, da 10, 20 o 30 secondi. Durante la registrazione dei video, si accenderà la lucina bianca circolare presente ai lati della montatura degli occhiali, in modo da avvertire coloro che rientrano nel vostro campo visivo che sono appena diventati i protagonisti del vostro prossimo snap.

Ok, e ora vi chiederete: quanto costano? Vi anticipiamo noi che il pricing è totalmente legittimo.

Gli Specs infatti hanno un costo di $ 129,99 che, almeno in primis, dà l’idea di essere un po’ alto per un prodotto non ancora ampiamente testato. Tuttavia, in confronto ai $ 1.500 dei Google Glass, si tratta sicuramente di un prezzo onesto e abbordabile, e quindi più adatto a tutte le tasche – anche quelle, bucate – dei più giovani..

Gli Spectacles, quindi, non hanno altre pretese se non quella di collocarsi come estensione della cultura dell’app con il fantasmino: strategia, design, prezzo e semplicità sono il loro poker d’assi!

Saranno loro i leader del mercato per ciò che riguarda il mondo degli smart glasses? Chissà. Infatti, se i Google Glass hanno virato totalmente verso una dimensione enterprise e gli Spectacles ammiccano ai consumer, ecco ad affacciarsi pian piano alla finestra compare il terzo incomodo.

La Apple non poteva permettersi di non prender parte alla querelle. Si vocifera che presto tutti gli utenti iPhone avranno a disposizione un ulteriore strumento all’avanguardia, che introdurrà la gestione della tanto chiacchierata Realtà Aumentata: gli iGlass. Tim Cook, l’amministratore delegato di Apple, afferma “ci chiederemo come abbiamo vissuto senza, allo stesso modo in cui oggi ci chiediamo come abbiamo vissuto senza il nostro smartphone”.

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Siete iNgolositi? Purtroppo pare che dovremo aspettare il debutto di questo prodotto rivoluzionario – sintesi di tecnologia, design, autonomia e, soprattutto, esperienza – fino al 2018.

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