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I Ninja si incontrano a Sanremo per parlare di Intelligenza Artificiale

Una reunion per incontrarsi in modo informale e scambiarsi spunti e opinioni su uno dei temi più caldi del momento. Il Ninja Meetup Sanremo, in questa occasione, sarà un evento dedicato alla “AI Revolution: il futuro dellIntelligenza Artificiale“.

Ninja Meetup Sanremo

Ninja Meetup Sanremo: dove e quando

Questo appuntamento speciale avrà luogo il 31 maggio presso il Forte Santa Tecla a Sanremo, e sarà organizzato in collaborazione con Andrea Ventura, Ninja Ambassador, digital strategist e CEO di RebelDigital Agency.

L’Intelligenza Artificiale sta cambiando il mondo in cui viviamo e lavoriamo, con un impatto che si fa sentire in ogni settore dell’industria e della società. Questo incontro rappresenta un’opportunità unica per discutere insieme del futuro di questa rivoluzione tecnologica e digitale.

La scaletta dell’evento

L’evento inizierà alle 18:00 con un momento di networking. Questa sarà un’occasione ideale per presentarsi, condividere idee e esperienze, e connettersi con altri appassionati di digitale.

La serata proseguirà con un focus sull’AI, durante il quale avremo l’opportunità di condividere pensieri e visioni sul suo impatto e sulle sue potenzialità.

La parte centrale dell’evento sarà l’aperitivo, un momento conviviale durante il quale scambiare idee e approfondire i temi affrontati.

Il Ninja Meetup Sanremo è un evento Free Entry, ma ti invitiamo a prenotare il tuo posto inviando un’email a andrea@rebeldigital.it.

Questo ci permetterà di organizzare al meglio la serata.

Siamo ansiosi di accoglierti a Sanremo per questa serata speciale.

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Arriva preparato all’evento. Leggi anche:

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Un articolo sull’Intelligenza Artificiale scritto da una AI

Sostenibile e inclusiva: la bar industry va in scena al Roma Bar Show

Tutto pronto per il Roma Bar Show, un evento unico nel suo genere, giunto alla terza edizione e rivolto allo spirito e alla cultura della mixology e dell’industria del beverage.

Uno show, appunto, in cui i più importanti brand, bartender ed esperti del settore – non solo italiani ma anche mondiali – saranno i protagonisti indiscussi delle giornate del 29 e 30 Maggio, alternandosi tra masterclass, seminari e talk, condividendo con gli appassionati degustazioni ed esperienze straordinarie.

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Ed insieme, ospiti internazionali che in linea con l’Educational Program di RBS 2023  racconteranno le novità della miscelazione e di come anche la bar industry sia sempre più vicina alle tematiche della sostenibilità e dell’inclusività.

Roma Bar show 2023

Un evento autentico, volto alla promozione, alla valorizzazione e alla condivisione della cultura del bere grazie ad un originale  approccio basato sull’interazione tra business, formazione ed entertainment.

In un’area dal respiro internazionale, le tradizioni italiane della Spirit Industry saranno la punta di diamante del Roma Bar Show grazie alle grandi eccellenze che hanno conquistato le vette dei mercati liquoristici. Ma non solo: il Palazzo dei Congressi offrirà le sue sale al Mexican Village, al Coffee Village, alle tasting room ed ovviamente anche al food.

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Roma Bar Show: spirito creativo e stile di vita

“Roma Bar Show è un’intuizione, un progetto, una filosofia, uno stile di vita. In due giornate si racchiudono gli sforzi di un anno, le idee e le iniziative che animano tutto il team di lavoro affinché diventino il punto di riferimento dell’industria del beverage e del mondo della mixology su scala nazionale e internazionale. Il Roma Bar Show è diventato leader non solo nell’ambito della  bar industry, ma anche nella formazione di settore, con masterclass di alto livello che attirano protagonisti di calibro mondiale – tra aziende e barman – e ponendosi quale apripista di segmenti e tematiche di interesse sociale trasversale, come l’inclusione e la sostenibilità”, questo è l’entusiasmo con cui ci parla dell’evento proprio Andrea Fofi, uno dei soci fondatori insieme a Giuseppe Gallo, Fabio Bacchi e Jerry Thomas Projec.

Roma Bar Show

I Grandi Protagonisti di Roma Bar Show 2023

Una grande edizione quella del 2023 che vede la partecipazione di mixologist di rilievo come Julie Reiner, mixologist e bar owner conosciuta per il suo contributo nell’innovazione della miscelazione in USA, nonché giudice della serie Netflix Drink Masters; Simon Ford di Ford Gin, Shingo Gokan, mixologist e bar owner giapponese di diverse realtà tra New York e Shangai. I ragazzi del Maybe Sammy di Sidney premiati come “Best International Bar Team Award”.

E ancora, Giacomo Giannotti e Margarita Sader del Paradiso “Best Bar Award 2022” accompagnati da Martin Hudak e Stefano Catino, Monica Berg, Alex Frezza e Lydia Soedadi.

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Ricca di nomi anche la tavola rotonda dedicata all’Agave Spirit (in cui sono coinvolte anche le Ambasciate di Messico e Guatemala e i relativi Ambasciatori), con ospiti del calibro di Ivan Saldagna, Stefano Francavilla, Esteban Morales, Jesse Este, Sophie Decobecq e tanti altri.

La RBS Academy by Perrier verrà invece interamente dedicata ai bar e ai loro progetti vedendosi alternare sul palco locali del calibro del Paradiso e l’Essentia (SIPS) di Barcellona, il Line di Atene, il Gibson di Berlino, il Limantour di Città del Messico, il Maybe Sammy di Sidney e l’SG Club di Tokyo.

RBS

RBS AWARDS 2023

In un evento di così alta risonanza, non può di certo mancare un altro grande momento, quello degli Awards, sponsorizzati da altri eccellenti brand pronti a premiare i migliori nelle diverse categorie:

  • BEST ITALIAN COCKTAIL BAR
  • BEST ITALIAN BARTENDER
  • BEST ITALIAN NEW COCKTAIL BAR
  • BEST ITALIAN HOTEL BAR
  • BEST FOOD PROGRAM
  • BEST SOCIAL MEDIA PRESENCE

Tra gli sponsor: Perrier, Amaro Formidabile, Engine, Strucchi, Cook_inc e sì, ci saremo anche noi di Ninja, con il piacevole compito di consegnare il premio Best Social Media Presence.

RBS-best social presence awards-sponsor Ninja Marketing

Dunque, noi ci saremo, pronti a scoprire i segreti, ma anche i gusti ed i profumi, di questo incredibile evento che prima di tutto celebra il Made in Italy, nel corpo e nello spirito.

Per conoscere ogni dettaglio del programma di RBS 2023 visita il sito.

positività online è importante per i brand

In che modo la positività online aiuta i brand nelle campagne di marketing

In che modo la positività online può aiutare i brand nelle campagne di marketing?

Sebbene sia stato implementato con lo scopo di facilitare la vita delle persone, Internet è visto sempre più spesso come una minaccia che come un’opportunità di crescita.

Non più solo un semplice strumento per comunicare e condividere idee, ma parte integrante della vita quotidiana, Internet è diventato un sistema tanto più accessibile quanto difficilmente navigabile, soprattutto per le generazioni più giovani, più facilmente influenzabili dai contenuti fruibili online.

brand e positività online

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Ogni giorno miliardi di persone vengono condizionate da motori di ricerca ottimizzati per ottenere risultati positivi in termini di engagement degli utenti.

E i brand, in moltissimi casi, non sono consapevoli del fatto che promuovere l’engagement a tutti i costi è tossico, con un impatto altamente negativo sulla salute mentale delle persone, al punto che finiscono per finanziare involontariamente un circolo vizioso.

Questo è dovuto al fatto che le piattaforme digitali utilizzano l’intelligenza artificiale per la gestione dei contenuti e la massimizzazione del tempo di visualizzazione.

E qual è stata la triste “scoperta”?

I contenuti che scatenano gli istinti più primordiali, come la paura, la rabbia e l’invidia, sono anche gli stessi che le persone tendono a visualizzare più a lungo.

C’è un neologismo inglese che identifica proprio questo comportamento: doomscrolling, ovvero la tendenza a trascorrere una quantità eccessiva di tempo sullo schermo fruendo contenuti negativi (letteralmente “scorrere sullo schermo in cerca di sventure”).

Non stupisce, quindi, che le persone si sentano sempre meno al sicuro sulle piattaforme digitali.

Eppure, come evidenziato da un recente studio di Pinterest in collaborazione con University of Berkeley, la fruizione di contenuti positivi e ispirazionali in un periodo sfidante dal punto di vista socio-economico come quello attuale, seppur per un durata limitata di tempo, permette di mantenere la propria capacità di provare emozioni positive, aumentare il desiderio di connessioni sociali e preservare il proprio ciclo del sonno (alla base, d’altronde, di uno stile di vita equilibrato e stress-free).

Nonostante il fatto che le conseguenze dell’implementazione dell’intelligenza artificiale non siano state inizialmente prese in considerazione dalle società di social media, oggi non sono solo evidenti, ma purtroppo anche profondamente radicate nel modello di business della maggior parte delle piattaforme digitali.

E le prospettive, con un’intelligenza artificiale che sarà sempre più avanzata, non promettono nulla di buono.

Pertanto, è imperativo un cambiamento radicale per i marchi.

Perché? Da un lato, la negatività è un fattore determinante per il successo dei marchi ed è compito di questi ultimi creare e promuovere positività su Internet. Dall’altro, è più probabile che le persone si ricordino, si fidino e addirittura, acquistino da un marchio che promuove uno spazio online positivo ed ispirazionale.

Ciononostante, il tema risulta essere ancora non prioritario per moltissime aziende.

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La positività online come driver di crescita per i brand

saverio schiano - positività online

Per questo motivo, Saverio Schiano, Head of Sales for Italy Pinterest, sottolinea la necessità di prioritizzare a livello di business la positività:Educare la tecnologia a dare priorità ai contenuti positivi rispetto a quelli che creano dipendenza è il primo passo fondamentale per la creazione di un Internet migliore per tutti. Un modello economico più consapevole, in cui gli inserzionisti valutano il proprio ritorno economico sulla base anche dell’ambiente in cui gli annunci sono presenti, è la direzione giusta in cui i brand devono muoversi al più presto. A Pinterest crediamo che il modo più opportuno per invertire la rotta presa dalla cosiddetta società “digitalizzata” è lavorare sul futuro della tecnologia, l’intelligenza artificiale, ponendo il benessere degli utenti più in alto rispetto al tempo di visualizzazione. Solo così si potrà costruire un ecosistema fondato sulla positività a tutto tondo”.

Pertanto, è opportuno che le piattaforme digitali si uniscano per contribuire ad un’esperienza digitale positiva per tutti.

Come sostiene Schiano: “La mission di Pinterest è proprio quella di ispirare le persone online, per creare la vita che amano offline. Crediamo che l’industria digitale debba lavorare per creare una rete ancora più positiva, sicura e inclusiva. Nel mondo online, a volte tristemente caratterizzato da disinformazione e odio, Pinterest non è solo una piattaforma di ispirazione e positività, ma anche un luogo sicuro dove poter trovare incoraggiamento e sollievo da ansia e stress. E lo abbiamo fatto attraverso politiche rivoluzionarie, come linee guida chiare e rigorose contro informazioni false e/o fuorvianti sul clima e funzioni innovative ed inclusive per far sentire tutti i Pinterest al sicuro e inclusi, come la ricerca per tipo di capello e la ricerca empatica.

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sfide per il retail

Sfide per il retail: quali sono e come le aziende possono affrontarle

Le sfide per il retail sono sempre più evidenti e, in un contesto di incertezza economica, i modelli di distribuzione nel settore stanno cambiando, insieme alle aspettative mutevoli delle persone.

La convergenza tra il mondo online e offline è diventata una realtà senza soluzione di continuità. Inoltre, l’intelligenza artificiale sta aprendo nuove opportunità per le imprese del retail, portando una vera rivoluzione.

Esaminiamo da vicino questa rivoluzione e scopriamo come le aziende stanno affrontando tali cambiamenti per rimanere competitive, grazie al blog post di Jacopo Allegrini, Director Sales, Retail, Google Italia.

Esaminiamo tre grandi cambiamenti che stanno influenzando il settore nel suo complesso.

Sfide per il retail: l’esperienza d’acquisto immersiva

In passato, il mondo online era principalmente un luogo per cercare ispirazione e informazioni per gli acquisti.

Ora l’esperienza di acquisto diventa fondamentale, con il 61% dei clienti che preferisce siti web che offrono un’esperienza coinvolgente. Tra le sfide per il retail, garantire questo tipo di esperienza diventa importantissimo.

sfide per il retail - comprare con lo smartphone

Google ha sviluppato modalità di ricerca completamente nuove grazie ai progressi nell’intelligenza artificiale. Ad esempio, le ricerche visive con Google Lens consentono di trovare informazioni online sugli oggetti che vediamo intorno a noi.

La Ricerca Multipla permette alle persone di trovare informazioni anche quando non hanno tutte le parole per descrivere ciò di cui hanno bisogno, utilizzando sia testo che immagini.

L’esperienza immersiva unisce online e offline in modo realistico, consentendo ai rivenditori di offrire funzionalità come la visualizzazione di mobili all’interno delle abitazioni o la prova virtuale di prodotti utilizzando la realtà aumentata.

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La personalizzazione come valore aggiunto

In Italia, più della metà degli acquisti online avviene tramite dispositivi mobili.

Grazie allo smartphone, la relazione tra rivenditori e consumatori è diventata sempre più personale, con l’obiettivo di offrire un’esperienza di acquisto personalizzata.

È essenziale per le persone trovare ciò che cercano durante l’acquisto, e l’82% dei consumatori a livello globale evita i siti web che presentano difficoltà di ricerca.

I rivenditori rischiano di perdere ricavi potenziali a causa di risultati di ricerca che non soddisfano le aspettative dei consumatori.

Le soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, come Recommendations AI di Google Cloud, consentono di consigliare prodotti ai consumatori in base ai loro acquisti precedenti e alla cronologia di navigazione.

Omni-esperienza: la vera sfida per il retal

C’è una crescente convergenza tra lo shopping online e offline, con un aumento delle ricerche di “negozio aperto”. È cruciale per i rivenditori prestare attenzione all’interazione tra gli acquisti fisici e quelli online.

Circa il 76% delle persone in Italia non mostra preferenze specifiche tra i due canali.

Le persone utilizzano una varietà di canali per gli acquisti, con il 68% dei consumatori italiani che ha fatto shopping attraverso cinque o più canali durante la scorsa stagione invernale.

sfide per il retail - il blogpost di Google

La sfida per i rivenditori è trasformare l’omni-canale in un’esperienza di acquisto senza soluzione di continuità su tutti i canali. Utilizzando i dati proprietari acquisiti con il consenso dei clienti, i rivenditori possono comprendere meglio le esigenze e le preferenze dei clienti e veicolare il messaggio giusto tramite il canale più appropriato.

Le campagne Performance Max di Google sono progettate per raggiungere le persone giuste nel momento giusto, attraverso una varietà di canali, inclusi la rete di ricerca, YouTube, la Rete Display, Discover, Gmail e Maps, con l’obiettivo di aumentare le vendite online e offline.

L’intelligenza artificiale offre agli operatori del settore retail la possibilità di creare un’esperienza di acquisto personalizzata e coinvolgente, rispondendo alle aspettative e alle esigenze dei consumatori.

Come annunciato durante Google I/O, l’azienda si impegna a sfruttare la tecnologia per sbloccare nuove possibilità per le persone, le aziende e le comunità.

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imprenditori di successo da imitare, steve jobs e bill gates

10 imprenditori di successo da imitare

Catturare e fare propri i trucchi del mestiere di chi è riuscito nell’intento, non è copiare. Al contrario, osservare e prendere spunto è un ottimo modo per migliorare la propria strategia.

All’interno degli ambienti lavorativi, il knowledge management (l’insieme delle attività che hanno l’obiettivo di far circolare conoscenza), suppone che la conoscenza possa essere acquisita anche tacitamente, cioè tramite l’osservazione dei lavoratori esperti. Scopriamo nel dettaglio come imparare dai punti di forza e di debolezza dei grandi imprenditori di successo.

Identikit dell’imprenditore di successo da imitare

Non basta saper fare i conti con i numeri. L’imprenditore di successo è colui che ha saputo riconoscere le opportunità, individuato le tendenze prima di tutti, non ha avuto paura di correre rischi, non si è abbattuto di fronte alle prime sconfitte.

È la figura che ha saputo scovare un “oceano blu” in un mondo fatto di “oceani rossi”. L’espressione coniata nel 2009 dagli studiosi Kim. W. Chan e Renée Mauborgne, sta ad indicare i settori che non esistono. Si tratta di quei mercati non ancora sbloccati, che prendono vita da un’intuizione strategica.

La figura del buon imprenditore risponde a delle precise peculiarità:

  1. personalità, ben identificabile, che non necessariamente vuol dire essere estroversi. Anche le persone timide possono mostrare un carattere deciso, un mix tra genio e follia
  2. motivazione, necessaria per andare avanti, per non mollare, e da trasmettere e condividere con il proprio team di lavoro
  3. leadership, essere il punto di riferimento per la squadra, non semplicemente il capo
  4. intuito, vedere oltre quello che si vede, come direbbe il filosofo Kant, andare oltre il fenomeno (ciò che appare)
  5. creatività, la psicologia sottolinea che la capacità creativa nasce da un pensiero divergente capace di individuare delle alternative, a differenza del pensiero convergente che si limita a seguire ciò che è già dato per assodato
  6. curiosità, quella sensazione di non essere mai veramente sazi che spinge a cercare continuamente nuove informazioni
  7. comunicazione, saper comunicare è differente da parlare. L’imprenditore deve comunicare come un vero leader, in modo chiaro
  8. team di lavoro, circondarsi di persone capaci di cui fidarsi è fondamentale. Nessuno può pensare di fare tutto da solo, bisogna saper delegare, avere la capacità di creare un clima di lavoro positivo che contribuisca alla produttività e alla fedeltà dei dipendenti
  9. pianificazione, dei tempi e delle risorse disponibili, umane e non
  10. resilienza, un termine molto in voga nell’ultimo periodo, ma perfetto per indicare la capacità dell’imprenditore di rialzare la testa e andare avanti, i fallimenti fanno parte del successo
  11. ispirazione, deve essere d’esempio per gli altri, per il lavoro che si svolge e per l’atteggiamento. Deve essere in grado di diffondere la cultura aziendale.

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10 grandi imprenditori di successo (italiani e non) da imitare

Osservare il lavoro di coloro che hanno creato degli imperi del business, è sicuramente un ottimo punto di partenza. Si tratta di personalità dotate di impegno, determinazione, etica professionale, da ammirare e analizzare nel dettaglio per carpirne i trucchi fortunati.

Imprenditori di successo: Walt Disney

L’esempio della perseveranza, di colui che di fronte ai fallimenti non ha mollato. Prima di rivoluzionare l’industria culturale dell’animazione per bambini negli anni ’20, non ha avuto un percorso semplice.

La prima società lanciata con il fratello, Laugh-O-Gram, fallì pochi anni dopo la fondazione. Successivamente, cercando finanziamenti per la produzione del suo personaggio più iconico, Topolino, fu rifiutato ben 300 volte, perché i più pensavano che l’immagine sullo schermo, avrebbe potuto spaventare le donne.

grandi imprenditori di successo Walt Disney

Paradossalmente, fu licenziato dal giornale per il quale lavorare per mancanza di creatività. Anche dopo aver lanciato Disneyland, ci furono momenti di alti e bassi finanziari, tanto che il giorno dell’apertura fu, inizialmente, definito “domenica nera”.

Ma Disney non mollò, e con ragione diremmo ora con il senno di poi.

Accettare il fallimento fa parte del percorso per il successo, ripartire dai propri errori è il modo per crescere.

Un imprenditore da imitare: Steve Jobs

Uno dei pochi a comprendere la necessità della “squadra”, fin dalla nascita della piccola startup, (nata in un garage con i collaboratori Steve Wozniak e Ronald Wayne), ancor prima di diventare il colosso Apple.

Steve Jobs ha sempre sostenuto l’importanza di un team eterogeneo, fedele ai valori aziendali, liberi di agire senza un controllo forzato.

grandi imprenditori di successo Steve Jobs

Carismatico, dotato di un grande potere motivazionale, in grado di coinvolgere i dipendenti in una grande famiglia. Celebre ancora oggi, a distanza di anni dalla sua dipartita, per alcune frasi motivazionali: “stay hungry, stay foolish”, pronunciata all’Università di Stanford, è diventata un mantra della motivazione (non solo al lavoro).

“Dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario”, a testimonianza che credere in un’idea e perseverare non è sbagliato.

 Storia di un’azienda di successo: Jeff Bezos

Il fondatore di Amazon, nel 1994, parte con l’idea di creare una biblioteca online. Ha il grande merito di aver saputo percepire il cambiamento della società: un cambiamento non ancora dichiarato ma intuibile. Ha saputo dare agli utenti esattamente ciò di cui avevano bisogno, tanto da sviluppare, nel tempo, il colosso dell’eCommerce.

grandi imprenditori Jeff Bezos

Il cambiamento non ha mai spaventato Jeff Bezos, al contrario, è stato la parola chiave per il suo successo: anche dopo la fortuna raggiunta da Amazon, non è stato a guardare, ma ha cercato di migliorare il business, ad esempio, con l’introduzione dell’abbonamento Prime, che a fronte di un abbonamento, garantisce consegne veloci e resi facili.

Ancora una volta ha anticipato i desideri del consumatore.

Arianna Huffington

Fondatrice del sito The Huffingtonpost nel 2005, è la paladina dell’integrazione tra vita privata e lavorativa.

grandi imprenditori Arianna Huffington

Sostenitrice dell’integrazione tra vita privata e lavoro piuttosto che del concetto tradizionale di equilibrio tra vita privata e lavoro. Una sfumatura che riflette bene l’idea di due aspetti della vita che devono intrecciarsi e fondersi. Inutile sottolineare che il pensiero della Huffington nasce probabilmente dall’essere donna e dalla difficoltà di trovarsi a gestire carriera e famiglia, ma non solo. L’imprenditrice è paladina della cura di sé, da non posizionare al secondo gradino rispetto al lavoro.

Imprenditori di successo italiani: Giorgio Armani

Lo stesso pensiero di Arianna Huffington, è in qualche modo condiviso da “Re Giorgio”, che proprio recentemente è stato insignito della laurea honoris causa in Global Business Management, dall’Università Cattolica del Sacro Cuore.

grandi imprenditori di successo Giorgio Armani

Proprio all’evento, lo stilista ha espresso il proprio pensiero sul successo avuto: “È un riconoscimento all’Armani imprenditore, a quella figura che ho dovuto inventare da zero superando, soprattutto all’inizio, momenti di grande difficoltà (…) E vorrei, con la mia storia, essere un esempio, uno stimolo a ricordare a tutti che il lavoro vero e l’amore portano lontano”.

Ha anche aggiunto parole riguardo l’importanza di tenere conto della propria vita privata che non va dimenticata: “lavorate, tenete duro ma non scordate che a casa avete il gatto, il cane, la mamma, la nonna o l’amante, perché poi andando avanti avete bisogno di persone al fianco”.

Ha, inoltre, sottolineato che gli errori aiutano a crescere, aggiungendo quanto sia importante continuare a sognare e credere in ciò che si è, guardando il mondo con la mente aperta.

Raplh Lauren

“Non disegno abiti, disegno sogni”.

grandi imprenditori di successo Ralph Lauren

Lo stilista, di umili origini, nata nel Bronx negli anni ’30, inizia lavorando in un negozio di abbigliamento, e nel frattempo, disegna cravatte. “Stavo facendo semplicemente ciò che amavo, cravatte diverse da ogni altra azienda sul mercato, più originali. Non volevo essere il migliore solo fare le cose a modo mio”

Le Cravatte con il marchio Polo diventarono in breve tempo un’icona nel mondo della moda, il segno distintivo dello stilista, che conferiva classe ed eleganza ad un abbigliamento sportivo.

Scovare una particolarità per differenziare il prodotto dalla concorrenza rendendosi distinguibile, esattamente ciò che il genio di Ralph Lauren ha partorito.

Adriano Olivetti: il mito dell’imprenditoria italiana

Il nome dell’imprenditore italiano è sinonimo di benessere per i lavoratori. Da sempre attento alla qualità della vita lavorativa dei lavoratori, ha messo al centro dell’attenzione “la persona”.

“La fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l’uomo”. 

 imprenditori di successo Adriano Olivetti

L’imprenditore ha avuto l’indubbia capacità di riconoscere, prima di altri, che un lavoratore felice produce di più, esattamente ciò che la psicologia del lavoro del ‘900 evidenziava, successivamente agli studi dello psicologo Elton Mayo.

L’impegno civile profuso da Olivetti a tutela dei dipendenti, viene premiato nel 2018, quando il complesso aziendale di Ivrea viene riconosciuto come Patrimonio mondiale dall’Unesco.

Luisa Spagnoli

Il benessere del lavoratore è ciò che anche la stilista italiana ha cercato di difendere sin dalla fondazione della sua azienda.

“La capacità di immaginare quello che ancora non c’è, questo fa la differenza”diceva Luisa Spagnoli, la prima ad inserire, negli anni ’40, un asilo aziendale nelle proprie fabbriche e a tutelare il diritto all’allattamento. Una rivoluzione nei diritti delle donne, che ancora oggi, appare d’avanguardia, e che l’ha resa grande agli occhi del mondo imprenditoriale.

imprenditori di successo Luisa Spagnoli

Enzo Ferrari: l’imprenditore italiano di successo più famoso al mondo

“Non si può descrivere una passione, la si può solo vivere”, con queste parole Enzo Ferrari esprimeva esattamente il sentimento che lo muoveva. Colui che sognava di diventare un grande pilota di Formula 1, ha trovato il modo di vivere la propria passione in una forma diversa.

grandi imprenditori di successo Enzo Ferrari

Passione, tradizione, innovazione e persone, sono alla base della ricetta dell’imprenditore automobilistico, che nonostante gli alti e bassi economici dell’azienda, ha sempre considerato le persone come “il patrimonio più grande”, sul quale puntare per crescere.

Chiara Ferragni

Non si può non citare l’imprenditrice digitale che, lanciando il blog di moda e lifestyle, The blond salad, ha saputo creare un impero. Semplicemente postando le proprie foto sul blog, ha creato una rivoluzione nel mondo imprenditoriale: la possibilità di emergere grazie alla propria immagine.

 Chiara Ferragni

CEO del suo brand e della TBS Crew, l’ascesa del suo nome non vede limite: ha avuto l’intuito di sfruttare ogni momento, lanciando una propria linea di abbigliamento, scarpe, makeup, cartoleria, oltre a prestare il volto per diverse campagne pubblicitarie.

A suo modo un fenomeno, al quale va riconosciuto di non essersi posta limiti ma solo obiettivi da raggiungere, sempre più alti, nonostante le numerose critiche di cui il web (il suo regno per eccellenza) pullula.

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Frasi degli imprenditori di successo

Ecco una breve lista delle citazioni e delle frasi degli imprenditori di successo che abbiamo raccolto per voi.

Jack Ma: 15 frasi celebri del founder di Alibaba

15 frasi di Steve Jobs che non puoi non conoscere

15 attualissime frasi di Adriano Olivetti

10 frasi del papà di Virgin su business, successo e felicità

15 frasi famose di Bill Gates per motivarti anche oggi

Il segreto del successo in 24 frasi di Warren Buffett, uno degli uomini più ricchi del mondo

Conosciamo meglio Jack Ma, fondatore di Alibaba attraverso 15 frasi celebri

15 frasi celebri di Jeff Bezos per trovare la giusta motivazione

L’uomo che ha creato l’impero Disney: Bob Iger in 15 citazioni

Approfondisci il tema della leadership

Come comunicano i grandi leader (e 10 consigli per farlo come loro)

Come sarà leadership del futuro? Gentile e Intergenerazionale

youtube works awards copertina

YouTube Works Awards: tutti i vincitori della seconda edizione

YouTube ha annunciato i vincitori della 2^ edizione YouTube Works, il riconoscimento annuale assegnato da YouTube in collaborazione con Art Directors Club Italiano (ADCI), volto a celebrare i talenti creativi che hanno saputo produrre le campagne più efficaci e innovative sulla piattaforma.

La redazione di Ninja ha partecipato all’evento di premiazione, raccogliendo le voci di Stefania Siani, Presidente ADCI e Carla Leveratto, Head of Creative Works di Google in Italia.

youtube works awards logo

A partire dalla location, la Sala Melato del Piccolo teatro di Milano, dove la premiazione ha avuto luogo, la creatività è stata il filo conduttore dell’evento, accompagnato dalla presentazione irriverente del comico (e youtuber) Luca Ravenna e dalla performance canora di Annalisa.

Una giuria di esperti, provenienti da agenzie creative, media e brand tra le più riconosciute in Italia e nel mondo,  ha valutato oltre 75 candidature attraverso un processo e criteri chiari e trasparenti.

Gli esperti hanno così identificato le campagne che,utilizzando i formati degli annunci di YouTube e una forte creatività, hanno saputo raggiungere il pubblico in modi unici.

youtube works awards membri della giuria

I vincitori della seconda edizione di YouTube Works

Di seguito le campagne vincitrici per le 6 categorie di concorso: Creative Innovation, Best Use of Creators, The Underdog, Action Driver, The Unskippable e Breaking Barriers. A queste si aggiunge il Gran Prix, assegnato – tra i vincitori per ciascuna categoria – alla campagna più creativa, innovativa e data-driven che ha portato risultati di business concreti e tangibili.

Creative Innovation + Grand Prix – “Maserati Grecale Global Premiere” di Maserati

La campagna di lancio della nuova Maserati Grecale si è aggiudicata il premio YouTube Works per la categoria Creative Innovation e il Grand Prix.

Ideata da Independent Ideas – BCW MILANO, ha spiccato per l’utilizzo della diretta streaming su YouTube in maniera strategica e innovativa, un racconto coinvolgente e la scelta accurata dei protagonisti. Il formato lungo ha ottenuto una performance eccezionale sulla piattaforma, raggiungendo gli obiettivi di business prefissati, incarnato appieno il concetto di “Creative Effectiveness”.

Best Use of Creators – “Sono in una serie Netflix – Favij per Di4ri” di Netflix

Sono in una serie Netflix – Favij per Di4ri” ha rappresentato un unicum per il mercato italiano ed è riuscita ad aggiudicarsi il premio per la categoria Best Use of Creators. Il duplice utilizzo, come testimonial e protagonista, di un creator come Favij ha generato infatti un notevole interesse e curiosità nel target di riferimento.

La scelta dello youtuber si è dimostrata oltremodo vincente grazie anche al suo tono ironico e all’affinità con il target kids.

La campagna è stata curata dall’agenzia We Are Social

The Underdog – “Arnett Underdog Creators” di Arnette

La campagna “Arnette Underdog Creators” dimostra come è possibile ottenere grandi risultati con piccoli mezzi, grazie alla giusta intuizione.

Curata da Blinks Essence, Arnette è stata in grado di raggiungere il suo nuovo target di riferimento, composto dalla GenZ e dal mondo dello street style, coinvolgendo direttamente nel processo creativo “creators e talent underdog”, minimizzando così da un lato i costi e massimizzando dall’altro la coerenza con il proprio target.

Action Driver – “Golden Gum – Un sogno da urlo” di Air Action Vigorsol

Grazie ad un progetto solido e ben strutturato la campagna Golden Gum di Air Action Vigorsol ha registrato un notevole risultato in termini di brand KPI e sales uplift.

L’iniziativa “sogni da urlo” ha raggiunto 3mila upload, dimostrando come un formato lungo insieme ai formati adv brevi completano l’esperienza di comunicazione raggiungendo ritorni importanti.

L’utilizzo di un creator noto come Frank Matano, prodotto appositamente per YouTube inoltre, ha reso possibile un forte ingaggio emotivo con lo spettatore che ha saputo riconoscere l’autenticità della marca.

La campagna è stata curata da Dentsu Creative e Selection Communication & Design.

Unskippable – “Vodafone Happy. Non perdi mai. Nemmeno il sorriso” di Vodafone

La campagna di Vodafone, curata dalll’agenzia We are Social, si è aggiudicata il premio YouTube Works per la più avvincente intro di 5’’, che ha convinto il pubblico a non saltare l’annuncio adv nel video. “Vodafone Happy.

Non perdi mai nemmeno il sorriso” è riuscita a catturare l’attenzione degli utenti sin dai primi secondi, agganciando lo user e  coinvolgendo per tutta la durata del racconto.

La scelta di un testimonial iconico e molto riconoscibile, come Harold, ha permesso di creare un legame forte con l’audience che ha da subito apprezzato il contenuto ironico e divertente dell’intera campagna. 

Breaking Barriers – “Parla con tua figlia prima che lo facciano i social | Dove Progetto Autostima” di Dove

Dove si è aggiudicato la categoria Breaking Barriers, dedicata alla campagna che ha rappresentato genuinamente la diversità e dimostrato la forza di una rappresentazione autentica.

Ideata da Ogilvy,  “Dove Progetto Autostima” è riuscita nel difficile compito di creare un contenuto emozionale su tematiche molto delicate come il self-esteem e la body positivity nei social media.

Grazie ad un trattamento di alta qualità, e ad uno storytelling estremamente efficace, la campagna ha saputo produrre un impatto positivo sul target di riferimento costituito dalle nuove generazioni e dai loro genitori.

Dati e Creatività agli YouTube Works

«Sono reduce dall’esperienza della giuria degli YouTube Works, ed è una giuria profondamente fondata sui dati, in una maniera straordinaria» ha detto ai nostri microfoni Stefania Siani, Presidente ADCI. «Questo ci consente di misurare il modo in cui i dati influenzano la performance creativa: creatività senza performance è un concetto monco. Gli insight data driven e data proof ci consentono di migliorare e alzare lo standard».

youtube works awards stefania siani

In occasione dell’evento, le abbiamo chiesto anche se la creatività sia oggi vincolata a utilizzare il format dei video brevi, che sono il trend del momento. Ecco cosa ci ha detto.

«La golden rule del contenuto breve è una possibilità, ma non l’unica: è una regola fatta per essere rotta. Utilizzare l’eccellenza creativa per fare in modo che le persone siano ingaggiate sin dai primi secondi e portate dentro la storia è un tema di design del contenuto. In questa economia del tempo estremamente sfidante, ci auspichiamo davvero che il contenuto pubblicitario riesca a competere, sempre di più, con i contenuti seriali delle piattaforme per evitare il concetto di advertising come interruzione del contenuto a favore di un advertising che intrattiene».

YouTube Works: la creatività come leva fondamentale di business

«Nelle candidature in generale, ma soprattutto nei finalisti, abbiamo visto l’autenticità. Ma anche l’uso di tutte le leve, emozionali ma anche tecniche e innovative della piattaforme, che ci hanno permesso di premiare campagne corte ma anche lunghissime» ci racconta Carla Leveratto, Head of Creative Works di Google in Italia. «Campagne molto diverse tra loro, che hanno in comune una bellissima creatività, ma anche un impatto sul business, che poi è il cuore di questo premio».

youtube works awards carla leveratto

 La creatività emoziona le persone, ma ha un impatto sensibile sul ROI dei brand?

«La creatività è una leva fondamentale per il ritorno degli investimenti. La volontà di questo premio è dare spazio e visibilità a campagne bellissime ma che, se fossero “solo belle” sarebbero fini a se stesse. Invece hanno un impatto concreto sul business in base ai KPI prefissati all’inizio della campagna».

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10 brand virali da seguire su tiktok

TikTok Marketing: 10 brand virali da seguire

Grazie alla sua infinità di filtri, effetti, tecniche di editing tra cui scegliere, i brand hanno cominciato a utilizzare TikTok come strumento di marketing.

Le aziende che sono iscritte alla piattaforma stanno diventando sempre più sicure e creative mentre raggiungono un pubblico sempre più ampio e nuovi potenziali clienti. TikTok è ogni giorno in continua evoluzione, richiede di adottare un approccio agile, innovativo e autentico come mai fatto prima.

Brand virali da seguire su TikTok

Mentre ancora molte aziende evitano il social dei giovani, alcuni l’hanno accolto a braccia aperte, ottenendo un enorme successo.

Ecco 10 brand che hanno fatto esplodere la loro creatività su TikTok.

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1. Brand da seguire su TikTok: Ryanair

Ryanair utilizza immagini e filmati dei suoi aerei insieme a un filtro progettato per creare una mascotte personificata con i tratti del viso umano su qualsiasi sfondo.

@ryanair U know what it never was? That serious ? #ryanair #fyp #frick ♬ ItalianBach is so hot and humble – ItalianBach

A questo aggiunge una musica o un audio di tendenza accuratamente selezionato per ottenere risultati esilaranti. La maggior parte dei loro post contiene immagini e filmati stock, semplificando la capacità di cavalcare i nuovi trend con poca post-produzione.

2. Marvel

Il brand di intrattenimento Marvel usa TikTok per espandere e promuovere la sua crescente offerta di formati (Film TV, animazione e fumetti). Trailer, interviste, filmati dietro le quinte e anticipazioni delle copertine dei fumetti sono solo alcuni dei modi con cui il famoso brand offre agli appassionati un ulteriore livello di visione del franchise attraverso la piattaforma di short content.

Un tema ricorrente su TikTok è mettere in luce il talento, sia di un attore famoso o di un disegnatore di fumetti meno noto. I tutorial di disegno sono spiegati da illustratori Marvel professionisti, riportando così il brand alle sue origini. Il coinvolgimento in questi post regge il confronto con contenuti originali come clip provenienti dalle prossime uscite al cinema.

@marvel Drawing #BlackPanther with @CAFU Comic Book Artist ? #Wakanda #WakandaForever #MarvelComics ♬ original sound – Marvel Entertainment

3. Brand virali da seguire su TikTok: Zara

Zara si è spesso immersa nel mondo della realtà aumentata attraverso esperienze interattive e coinvolgenti in negozio, confezioni di prodotti e vetrine ipnotiche. Non ha perso tempo, cogliendo l’occasione di usare TikTok come strumento di marketing, realizzando una serie di video in loop che mostrano i prodotti chiave delle collezioni stagionali, prodotti di artisti 3D chiamati “Zara Creators”.

@zara Dive into the trend! Seahorse earrings now available. 4548/060 #zara ♬ original sound – ZARA

4. Gymshark

Gymshark ha sfruttato TikTok come strumento di marketing per ispirare e informare gli spettatori con sfide virali, tutorial di allenamento e frasi di incoraggiamento.

Grazie al supporto di fitness influencer e follower che ri-pubblicano video di fitness per apparire sul feed di Gymshark, TikTok dimostra la sua efficacia come strumento di marketing. Il feed di Gymshark rappresenta un viaggio di fitness altamente riconoscibile, che ripercorre momenti che vanno dalla palestra alla vita quotidiana.

@gymshark 66 second deadhang challenge ? #gym #challenge #Gymshark ♬ CAP – Burrell

5. Brand virali su TikTok: Nando’s

Nando’s è conosciuto per quel caratteristico umorismo sfacciato volto ad evidenziare le sue voci più iconiche. 

Alcuni dei video più performanti del brand sfruttano al massimo la funzione duetto di TikTok, che consente l’interazione diretta con i contenuti pubblicati dai clienti. Questo metodo può essere utilizzato per pubblicare reazioni o modificare il contesto del video originale per creare qualcosa di migliore.

Esempi sul suo feed ufficiale includono reazioni agli hack alimentari e post particolarmente divertenti sul comportamento subdolo dei clienti nei suoi ristoranti:

@nandosukYour go-to: Butterfly chicken, PERi-salted chips and garlic bread ?…Prove us wrong ?♬ original sound – Nando’s UK & Ireland

6. Glossier

Glossier, brand nel settore beauty, ha utilizzato TikTok come strumento di marketing condividendo video frequenti e approfonditi sul dietro le quinte. Oltre a  questo, per aumentare la sua visibilità ha permesso ai suoi dipendenti di diventare sostenitori.

L’intuizione di Glossier è stata quella di puntare sulla relazione brand-cliente. Infatti, fin da subito ha cercato feedback dai suoi clienti più fedeli e ha lavorato con loro per migliorare i prodotti e persino co-creare nuove versioni.

@glossier Now is the time to grab your OG Balms ? Starting this February, our Balms are going to look a little different with a well-deserved upgrade. Just a few more weeks until our big reveal!!! #glossier #balmdotcom ♬ original sound – Glossier

7. BMW

Un altro marchio che ha optato per un approccio “dietro le quinte” su TikTok è BMW. Utilizzando tecniche fotografiche antiche e all’avanguardia, il team creativo del marchio automobilistico offre ai follower dimostrazioni di come viene creato parte del suo materiale di marketing più iconico.

Il contenuto energico e rinfrescante consente la diffusione di una visione più giovanile del marchio, in linea con il pubblico principale di TikTok e in aggiunta al marketing più tradizionale di BMW. Nei video troviamo alcune delle più grandi star della piattaforma, tra cui Younes Zarou (@youneszarou) e Falco Punch (@falcopunch), protagonisti di una strategia che intende aumentare la portata dei fan.

@bmw Shall we go for a spin? #TeamBMW #BMW @falcopunch #cars ♬ Bright – Official Sound Studio

8. Brand virali da seguire su TikTok: Levi’s

Il brand di jeans ha lanciato la sua più grande iniziativa globale mai vista dal titolo “Acquista meglio, indossa più a lungo” per incoraggiare i consumatori ad abitudini di moda più sostenibili. 

Levi’s attraverso i suoi video condivide suggerimenti e trucchi su come pulire, prendersi cura e riciclare i jeans. L’obiettivo è quello di aiutare i clienti a ridurre al minimo il loro impatto ambientale. I contenuti più coinvolgenti includono metodi infallibili per rimuovere caffè e (persino) melma dal denim. Ci sono anche tutorial che spiegano come personalizzare e rimodellare jeans che sono stati indossati per molto tempo.

@levis @Luisa G *turns volume up* #liveinlevis ♬ original sound – Levi’s

9. La Croce Rossa Britannica

Dopo i video su come lavarsi bene le mani durante la pandemia, la Croce Rossa Britannica ha puntato su TikTok. Attraverso i suoi video si concentra sulla fornitura di strumenti utili, idee per la raccolta di fondi e consigli su una serie di argomenti tra cui disastri naturali, crisi umanitarie e salute mentale.

Gli short video sono un modo eccellente per fornire risorse informative ed educative in modo semplificato e facilmente comprensibili, il che potrebbe spiegare perché la Croce Rossa ha finora accumulato 418.000 follower e sette milioni di Like sui suoi post fino ad oggi.

@britishredcross Choose six distances this June, get active to clock up your miles and raise money with #MilesForRefugees ♬ Countless – Official Sound Studio

10. Brand virali da seguire su TikTok: Prada

Il marchio di moda Praha ha deciso di utilizzare TikTok come strumento di marketing attraverso una combinazione di trame, colori vivaci e suoni evocativi per produrre immagini artistiche eccezionali che riflettono le qualità tattili degli articoli delle sue collezioni.

Spesso vengono evidenziati solo alcuni abiti e accessori a video, con riprese che si focalizzano sui dettagli più interessanti dei capi.

@prada Spring-ready. #PradaSS23 #Prada ♬ original sound – Prada

Questi video funzionano bene grazie all’approccio dinamico delle riprese, attraverso immagini 3D e frammenti ripresi da una moltitudine di angolazioni diverse. Ciò consente ai follower di avere una visione a 360 gradi degli indumenti, oltre a farsi un’idea di come i diversi tessuti pendono dal corpo.

I risultati sono affascinanti e trasudano tutte le qualità del marketing di lusso in forma più lunga, presentato su TikTok in un formato più compatto.

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Reputazione aziendale, come renderla un punto di forza

La reputazione è ciò che precede l’azienda. Un asset intangibile e dinamico che influenza fortemente gli acquisti dei consumatori, preservando il successo aziendale.

La brand reputation (definizione diffusasi a partire dal 1982 dopo essere apparsa sulla rivista Fortune) è l’insieme delle percezioni, valutazioni e aspettative degli stakeholder rispetto alle azioni passate e future dell’impresa.

È la diretta conseguenza (anche involontaria) delle azioni che l’azienda realizza e che determina la sua posizione rispetto ai competitor.

Una buona reputazione consente di distinguersi dai concorrenti, ottimizzando la propria performance. Tra due aziende competitor, quella che non gode di una buona reputazione è considerata, infatti, maggiormente “a rischio” dagli investitori.

rafforzare reputazione aziendale

Un sondaggio condotto da Axios Harris Poll ha evidenziato che, chiedendo a più di 33 mila americani cosa contribuisse a creare una buona reputazione tra 100 aziende scelte, le principali metriche riconosciute sono state: fiducia nell’azienda, etica, crescita nel tempo, qualità dei prodotti e dei servizi, i valori e la cultura aziendale.

I consigli per rafforzare la reputazione aziendale

Costruire una buona reputazione è un processo costante e attento, “ci vogliono venti anni per costruire una reputazione e cinque minuti per rovinarla. Se pensi a questo farai le cose in modo diverso”, suggerisce il finanziere Warren Buffet.

Occorre essere attenti e costanti, rispettando alcuni passi principali:

  1. Promuovere una leadership del pensiero esecutivo, i leader svolgono un ruolo cruciale nella costruzione della fiducia nei confronti di un’azienda. Quello che dicono e fanno ha un effetto profondo sulla cultura aziendale. Secondo una ricerca della Harvard Business Review la fiducia è l’elemento fondamentale nel successo di un’impresa. “Le parti possono possono perdere la fiducia nel marchio se c’è una disconnessione tra i valori, il comportamento o i messaggi del dirigente e dell’azienda” spiega l’autrice Lida Citroën. Per questo, è necessario che i responsabili marketing dell’azienda si confrontino con i leader, per assicurarsi che trasmettano idee in linea con l’immagine del brand. I leader devono offrire informazioni chiare, comunicare le varie attività poste in essere dall’azienda mostrando un’apertura verso l’esterno
  2. Trova una squadra di sostenitori, nonostante le svariate strategie, il marketing più efficace rimane il “passaparola”. L’azienda non deve dunque rimanere passiva di fronte ad eventuali voci positive, anzi deve cavalcare l’onda. Amplificare i contenuti positivi incoraggiando i dipendenti a condividere i contenuti social. I contenuti condivisi dai dipendenti risultano avere una credibilità diversa rispetto a quelli condivisi dalle pagine ufficiali del brand
  3. Rafforzare i programmi B2B di marketing (bussiness to bussiness: scambi commerciali e di informazioni tra aziende), secondo la rivista Forbes, l’influencer marketing B2B, “è una delle trasformazioni più significative dell’era moderna nel settore del marketing, una componente fondamentale delle strategie di marketing ovunque”, in grado di rafforzare la brand reputation di un brand
  4. Innovazione, è importante essere flessibili e cercare, in modo tempestivo, di adattarsi ai cambiamenti della realtà. Monitorare e aggiornare i prodotti è una prerogativa irrinunciabile, assicurandosi di mantenere sempre alto il livello di sicurezza offerto da ogni singolo prodotto e servizio dell’azienda
  5. Qualità dei prodotti e dei servizi, se il prodotto non sarà di qualità eccellente, non rispecchiando le caratteristiche pubblicizzate, ovviamente la reputazione ne risentirà inevitabilmente. Non ha senso occuparsi della creazione di una brand reputation se non si è in grado di offrire un prodotto in linea con le attese dei consumatori
  6. Essere presenti sulle piattaforme online, per essere apprezzati bisogna presentarsi nei luoghi dove i consumatori ti cercano. I canali devono essere segnalati con cura, prestando attenzione ai contenuti terzi che sono visualizzati in ogni specifica piattaforma. Un contenuto inappropriato potrebbe infatti nuocere anche al proprio brand
  7. Comunicare i valori e la cultura aziendale, è necessario portare avanti un’etica chiara e trasparente, prontamente comunicata attraverso le pagine web. I consumatori vogliono avere informazioni circa la responsabilità sociale d’impresa e i valori dell’azienda. Non solo parole però, è opportuno mostrare anche gli sforzi che concretamente vengono sostenuti riguardo le cause sociali
  8. Stabilità della performance finanziaria, vantare una stabilità finanziaria è un ulteriore elemento che concorre a creare una buona reputazione. Più il brand è consolidato sul mercato più godrà di una buona reputazione. Altrettanto importante è la capacità di reagire ad eventuali crisi e affrontare le criticità
  9. Mostrare rispetto per la privacy, sia dei clienti che dei dipendenti
  10. Monitorare la reputazione, attivare i web alert (avvisi online) per tenere d’occhio i commenti dei clienti. Mostrarsi capace di ascoltare gli utenti e interagire con loro (rispondendo sempre ai commenti), gioca un ruolo importante a favore della reputazione

LEGGI ANCHE: Come comunicano i grandi leader (e 10 consigli per farlo come loro)

Potenziare l’employer branding per attirare talenti

I dati del sondaggio Randstad 2018, mostrano che l’86% dei lavoratori non farebbe domanda né continuerebbe a lavorare per un’azienda che ha una cattiva reputazione presso gli ex dipendenti, o il pubblico in generale. Il 65% si dichiara pronto a licenziarsi nel caso in cui i datori di lavoro fossero descritti negativamente sui social media a causa di pratiche commerciali negative.

Per attrarre le migliori risorse umane presenti sul mercato del lavoro, non si tratta solo di fare recruting, ma di mostrarsi come il migliore ambiente lavorativo nel quale si possa operare.

I tanto ambiti “talenti”, infatti, hanno davanti a loro la possibilità di scelta, e in caso di cattiva reputazione aziendale, migreranno verso altro. L’elemento primario che attira i potenziali migliori dipendenti a proporsi all’azienda è il clima lavorativo positivo e la cultura aziendale.

reputazione aziendale talenti

Lo studio “Guida all’employer branding” di LinkedIn, ha evidenziato che i costi di assunzione delle aziende dotate di una buona reputazione sono inferiori fino al 50% rispetto a quelle con una reputazione peggiore. Non solo, nei casi di migliore reputazione sembra diminuire del 28% il turnover dei dipendenti.

LEGGI ANCHE: Employer Branding: come attirare talenti in azienda attraverso il marketing

Comunicare per assicurarsi una buona reputazione

La comunicazione ha un effetto di forte impatto sulla brand reputation.

Lavorare per ottenere una reputazione rispettabile non ha senso se questa non viene comunicata nel modo migliore, prestando attenzione alle varie forme di comunicazione, volontarie ed involontarie. Non solo a parole ma anche con i fatti.

Il primo assioma della comunicazione di Watzlawick insegna che “è impossibile non comunicare”. Il comportamento e le concrete azioni poste in essere dall’azienda rappresentano la comunicazione primaria, che si desume anche se non espressa consapevolmente a parole.

La comunicazione secondaria concerne i segni inviati in maniera strategica dall’impresa, che vanno a rafforzare la comunicazione primaria (pubblicità, packaging, logo…). Gran parte della comunicazione secondaria dell’impresa viene oggi veicolata online.

Il piano editoriale deve essere specificatamente strutturato per generare positività attraverso contenuti aggiornati e di qualità (tutorial, ebook, video…). Particolare attenzione merita l’ascolto del pubblico, che necessita di un continuo monitoraggio per scovare eventuali link building (pagine esterne che parlano positivamente dell’azienda), che vanno quindi aggiunti alle proprie pagine web.

Infine, la comunicazione terziaria, rappresentata dall’insieme dei messaggi diffusi dalle varie fonti indipendenti dall’azienda. Si tratta di voci che si propagano attraverso relazioni interpersonali, come il potente passaparola dei clienti, o gli opinion leader come gli influencer.

Esempi di campagne che hanno creato buona reputazione

Apple

Il video lega la buona reputazione dell’azienda, leader nel mercato delle tecnologie, all’ottima qualità e lunga durata nel tempo dei prodotti.

Lacoste

La campagna 2018 del brand è finalizzata a sostenere le specie animali in via d’estinzione. Per l’occasione, l’azienda ha sostituito l’iconico logo del coccodrillo con quello delle varie specie minacciate dal pericolo dell’estinzione (foca del Golfo della California, tartaruga della Birmania, rinoceronte…)

Burger King

Per sostenere l’orgoglio LGBTQ+ a San Francisco, tutti i panini della catena di fast food sono stati incartati con la stessa carta multicolor. Non conta l’involucro, all’interno sono i panini di sempre, questo il messaggio lanciato dal marchio. Il video ha ottenuto un forte impatto tra gli utenti registrando circa 1,2 milioni di interazioni.

Procter & Gamble

Olimpiadi e madri: questo il binomio sul quale ha puntato l’azienda, sottolineando il ruolo centrale che le mamme hanno nella crescita degli atleti.

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linkedin sales navigator

LinkedIn Sales Navigator: come usare gli strumenti avanzati di Relationship Explorer

LinkedIn ha introdotto nuovi strumenti avanzati di Relationship Explorer per i professionisti del marketing e delle vendite B2B. Una serie di opportunità senza precedenti per identificare e sviluppare le giuste relazioni.

Secondo una ricerca condotta da LinkedIn, nell’ultimo anno l’86% dei venditori ha subito un ritardo o il fallimento di un accordo a causa di un decision maker che ha cambiato ruolo, un dato che evidenzia quanto sia importante oggi avere accesso alle informazioni sulle relazioni.

Grazie ai nuovi strumenti LinkedIn, offre ai professionisti del marketing e delle vendite B2B la possibilità di migliorare l’efficacia delle loro attività di marketing e vendita, ottenere maggiori conversioni e vendite, e costruire relazioni più profonde e durature con i loro contatti e lead.

“Sappiamo che, per molti di voi, questo è un momento di incertezza e vendere è difficile. La nostra speranza è che queste nuove funzionalità permettano di costruire relazioni più profonde e durature, anche se non portano immediatamente a degli accordi”, ha affermato Mitali Pattnaik, Senior Director of Product di LinkedIn.

Il social network del lavoro ha lanciato un nuovo set di strumenti tra cui Relationship Explorer all’interno della piattaforma di vendita basata sui dati di LinkedIn, Sales Navigator. Questi strumenti sono stati sviluppati per aiutare i professionisti del marketing e delle vendite B2B a identificare e sviluppare le giuste relazioni.

Si tratta di alcuni cambiamenti che vanno ad aggiungersi alle recenti funzionalità introdotte da LinkedIn per migliorare il marketing B2B e per consentire ai marketer di ottenere maggiori risultati dagli investimenti sulla piattaforma.

Vediamo insieme in 5 punti le ultime novità di LinkedIn e come queste potrebbero aiutare la nostra attività ad ottenere maggiori conversioni e vendite.

linkedin

1.Definire il pubblico ideale con gli strumenti avanzati di Relationship Explorer di LinkedIn

Sales Navigator di LinkedIn, attraverso Relationship Explorer, offre strumenti avanzati  per aiutare i professionisti del marketing e delle vendite B2B a definire i loro pubblici ideali.

Con la nuova funzionalità Personas, i team di vendita possono impostare parametri specifici come titolo di lavoro, seniority, funzione lavorativa e posizione per restringere la ricerca dei clienti target. Questo strumento apparirà all’interno di Relationship Explorer e nella vista della homepage di un venditore, nella ricerca e sulla pagina dell’account. Inoltre, Personas fornisce informazioni in tempo reale sulle dimensioni e la demografia del gruppo definito.

2.Individuare persone chiave

Attraverso nuovi strumenti, LinedIn dà l’opportunità ai venditori B2B di utilizzare il nuovo hub, Relationship Explorer, per individuare i profili di “alleati e sostenitori nascosti” all’interno di un’organizzazione specifica, ottenendo così lead caldi e migliorando l’efficienza del ciclo di vendita.

La funzione Persona di Sales Navigator aiuta a restringere la ricerca dei clienti target, fornendo informazioni in tempo reale sul gruppo di persone e sulle loro dimensioni e demografia. Inoltre, con il multithreading, Relationship Explorer individua il prossimo contatto migliore per migliorare l’efficienza nel ciclo di vendita.

individuare persone chiave

3. Nuovi insight sull’intento attraverso strumenti avanzati di Relationship Explorer

Utilizzando Relationship Explorer, gli utenti possono accedere a informazioni più approfondite riguardo gli insight degli acquirenti. Grazie alla nuova funzione Product Category Intent, i team di vendita possono trovare facilmente i potenziali clienti interessati a prodotti simili ai loro e identificare le categorie di prodotto che potrebbero essere di maggior interesse per i potenziali acquirenti. Questa funzionalità sarà disponibile anche nella Ricerca attraverso un nuovo filtro.

LinkedIn sta introducendo nuove funzionalità avanzate per l’individuazione delle attività degli acquirenti anonimizzati nella sezione Buyer Activity delle pagine dell’account di un venditore e nel Buyer Intent Account Dashboard. Queste funzionalità consentiranno ai venditori di identificare i comportamenti degli acquirenti potenziali, come l’impegno recente con gli annunci LinkedIn, le visite alle pagine delle aziende su LinkedIn, l’impegno con un collega tramite InMail e altro ancora. Questi strumenti si basano sulle funzionalità di Buyer Intent di LinkedIn all’interno di Sales Navigator, che sono state introdotte per la prima volta a settembre 2022.

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4. Ricerca ottimizzata con gli strumenti avanzati di Relationship Explorer di LinkedIn

Il potente strumento di ricerca all’interno di Sales Navigator è tra le funzionalità più utilizzate della piattaforma. Con l’obiettivo di aiutare i professionisti delle vendite a prendere decisioni più informate nella prospezione e nell’outreach, LinkedIn sta introducendo nuovi filtri focalizzati sulle relazioni, grazie ai suoi strumenti avanzati di Relationship Explorer.

I team di marketing e vendita potranno filtrare le liste degli account e trovare ex colleghi in base ai dati di LinkedIn.

Inoltre, i clienti Advanced Plus potranno accedere a filtri di ricerca ancora più avanzati, identificando i clienti passati attraverso il sistema di gestione delle relazioni con i clienti (CRM) e concentrarsi su lead specifici che sono collegati su LinkedIn con dirigenti dell’azienda.

5. Views personalizzate dall’elenco degli account CRM

LinkedIn sta migliorando la sua funzionalità di salvataggio automatico CRM in due modi chiave, grazie anche all’utilizzo di strumenti come Relationship Explorer.

Le nuove opzioni di impostazione dell’utente consentiranno ai venditori di impostare i parametri specifici per i quali gli account dal loro CRM popoleranno la loro lista My CRM Accounts, sia che siano stretti o ampi come scelgono. Inoltre, gli utenti avranno ora l’opzione di rimuovere direttamente gli account della lista My CRM Account che non desiderano visualizzare nella lista. Queste modifiche non rimuoveranno l’utente dal CRM effettivo, ma permetteranno ai venditori di ripulire la vista dalla loro lista.

“CRM Auto-Save svolge un ruolo critico nella gestione del portafoglio di business su Sales Navigator fornendo una vista di tutti gli account assegnati all’utente nel CRM. Ma i dati del CRM sono spesso confusi e includono account che i rappresentanti non possiedono più” ha sottolineato Mitali Pattnaik.

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strumenti avanzati di intelligenza sulle relazioni

Un cambiamento gradito

Le modifiche annunciate hanno già suscitato l’interesse di alcuni leader di settore. Lisa McLeod, autrice di “Selling with Noble Purpose” e influencer delle vendite ha sottolineato come il rapporto venditore – cliente sia cambiato, con i clienti che cercano di capire se il venditore è presente per aiutarli o solo per vendere. La nuova funzionalità di Relationship Explorer risulta particolarmente utile per le aziende che si concentrano sulla costruzioni di relazioni significative con i potenziali clienti.

LinkedIn ha investito notevoli risorse nella promozione delle sue offerte di vendita e marketing B2B negli ultimi anni, con il lancio di una campagna multicanale la scorsa estate per rendere il marketing B2B altrettanto interessante come il marketing B2C.

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uso dei chatbot in italia

Chatbot: i senior li snobbano ma i giovani li amano di più (grazie a ChatGPT)

Quattro italiani su dieci dichiarano di non sapere che cos’è un chatbot, l’86% sostiene di preferire il dialogo con un operatore umano mentre il 30% di chi non lo ha mai usato ammette di non averlo trovato sui siti che ha visitato: la scarsa diffusione del chatbot in Italia è dovuta alla presenza, sui siti delle aziende, di tecnologie di vecchia generazione che hanno generato negli utenti una percezione negativa.

Nella classifica degli strumenti più utilizzati per dialogare con le aziende, infatti, il chatbot resta al terzo posto (47%) dopo email (73%) e call center (59%).

Tra gli aspetti che dissuadono maggiormente i consumatori dall’utilizzo, oltre alla preferenza per il dialogo (46%), c’è il timore di non essere capiti (44%) e di ricevere risposte non accurate (34%). Al tempo stesso circa il 50% degli italiani dichiara che sarebbe invogliato a utilizzare i chatbot se questi fossero più precisi, il 26% cerca nello strumento maggiore empatia, il 20% rapidità nelle risposte.

Le nuove generazioni guardano invece con ottimismo ai chatbot collegando questa tecnologia al progresso dell’Intelligenza Artificiale: il 55% di chi ha meno di 24 anni ammette che ChatGPT ha migliorato la percezione dei chatbot, mentre per il 64% degli under 24 l’Intelligenza Artificiale porterà progresso nella società.

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L’intelligenza artificiale come acceleratore

Sono i dati emersi dall’indagine che indigo.ai, ha commissionato a Dynata in occasione della partecipazione a Netcomm Forum, il 17 e 18 maggio 2023, evento punto di riferimento in Italia in materia di digital commerce e retail.

Scopo dello studio è analizzare la percezione che i consumatori hanno dei chatbot, il gradimento di questa tecnologia come strumento per comunicare con i brand e i suoi sviluppi futuri.

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“Dall’indagine di Dynata emerge un quadro in cui conoscenza, aspettativa e soddisfazione dei consumatori sono fattori strettamente connessi. Da un lato c’è una fascia di consumatori che non si è ancora approcciata al chatbot o che sconta esperienze di comunicazione con i brand frustranti, dovute a chatbot di vecchia generazione poco empatici. Soprattutto quest’ultimo aspetto ha contribuito ad alimentare negli ultimi anni una percezione negativa dell’AI applicata alla comunicazione aziendale”, dichiara Gianluca Maruzzella, Co-founder & CEO di indigo.ai. “Dall’altra ci sono le nuove generazioni che conoscono ChatGPT e guardano all’Intelligenza Artificiale come uno strumento parte del quotidiano: da utilizzatori già rodati di chatbot, sono maggiormente consapevoli del potenziale che può offrire un chatbot di nuova generazione che utilizza l’Intelligenza Artificiale”.

Gianluca Maruzzella - CEO indigo - uso dei chatbot

E aggiunge Maruzzella: “Le ultime frontiere dell’AI conversazionale ci consentono di entrare in una nuova era di progresso tecnologico a servizio del retail. Sono poche le aziende che hanno deciso di evolvere la propria customer experience grazie all’Intelligenza Artificiale e, di conseguenza, i consumatori devono ancora interfacciarsi con chatbot di nuova generazione. In tale contesto la sfida di indigo.ai è fornire chatbot sempre più intelligenti, dotati di avanzati modelli linguistici e delle tecnologie di AI generativa per migliorare il rapporto tra azienda e clienti, e trasformarli nel canale privilegiato di dialogo.”

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Poco più di un italiano su dieci dialoga con il chatbot

Tra la conversazione con il chatbot e quella con un essere umano, gli italiani non hanno dubbi: solo il 13% sceglie la prima opzione e la percentuale diminuisce con l’avanzare dell’età degli interpellati, raggiungendo l’8% tra gli over 55.

La necessità di avere un dialogo con una persona in carne e ossa è anche la motivazione principale di chi non usa i chatbot, soprattutto tra gli utenti senior (45%).

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Chatbot assenti o solo per l’assistenza tecnica

Il 30% di chi non ha mai usato un chatbot ammette di non averlo fatto poiché assente o introvabile sui siti dei brand visitati.

A oggi, le aziende con cui gli intervistati dichiarano di aver conversato tramite chatbot sono soprattutto operatori di telefonia e internet (53%), fornitori di energia (29%), marchi di elettronica e tecnologia (28%), servizi assicurativi e bancari (25%): i chatbot di vecchia generazione sembrano quindi in grado di fornire assistenza tecnica, ma restano carenti in affiancamento al cliente nella pre vendita e nella post vendita.

Anche la capacità di risoluzione dei problemi è parziale: solo nel 24% è sempre in grado di trovare una soluzione, aprendo quindi una strada di miglioramento con le nuove soluzioni di AI conversazionale.

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I chatbot del futuro

Gli elementi che i consumatori vorrebbero trovare più spesso nei chatbot del futuro sono precisione (50%), empatia (26%) e rapidità nella risposta (20%). Il fattore velocità è anche identificato dalla maggioranza degli utenti (47%) come principale punto di forza del chatbot nel risolvere un problema, elemento determinante soprattutto per i giovani (55%).

Se, infatti, anche per questi ultimi lo strumento più utilizzato per dialogare con le aziende resta l’e-mail (77%), tra gli under 24 la preferenza nei confronti dei chatbot è superiore al contatto telefonico: 58% contro 50%. Il 29% degli utenti under 24 afferma che, quando presente, il chatbot ha risolto “sempre” il loro problema o risposto alla richiesta, mentre il 54% dichiara “qualche volta”.

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AI e ChatGPT: una spinta all’utilizzo per le nuove generazioni

Dallo studio emerge che, in generale, gli italiani hanno una percezione decisamente buona dell’Intelligenza Artificiale: il 74% dichiara di averne una visione positiva (voti 6-7) o molto positiva (voti 8-10).

A guardare con ottimismo all’AI sono soprattutto i giovani: il 56% ne ha opinione molto positiva, per il 64% porterà a un progresso nella società.

Anche rispetto all’utilizzo di ChatGPT le nuove generazioni guidano il trend: il 73% degli under 24 lo conosce e il 59% lo ha utilizzato (solo fra gli studenti il 46%), motivato da divertimento e curiosità.

Guardando a come ChatGPT influenza la percezione dei chatbot, dallo studio emerge che questa migliora con il diminuire dell’età dei rispondenti: ha convinto, infatti, il 24% degli over 55, il 37% di chi ha età compresa tra 35 e 44 anni, il 55% degli under 24. Sul futuro di ChatGPT, invece, gli italiani sembrano ricompattarsi: per il 51% dei rispondenti è una tecnologia destinata a essere sempre più utilizzata in futuro.