Già al momento della presentazione, la casa cinese aveva annunciato un aggiornamento della serie Y (Ideacentre Y700 e Y900, Ideapad Y700). In primis nel processore Intel, ma anche nelle prestazioni e funzionalità, che li rendono molto adatti ai Gamer. Così come i gadget – mouse di precisione, tappetini, tastiere retroilluminate e cuffie con audio surround: perfetti per momenti gioco indimenticabili!
Campagna di lancio curata da Mario Testino e Italia tra i primi paesi (mercati) dove sarà possibile acquistare il prodotto. Sono questi alcuni dettagli dei nuovi smart watch firmati Huawei: sistema operativo Android Wear e display Amoled touch-sensitive circolare di 1,4 pollici, rivestiti da un vetro zaffiro antigraffio.
Completano il quadro alcune funzioni interessanti per rendere la vita più semplice, come la ricezione delle notifiche in tempo reale, la possibilità di scaricare la musica anche in modalità offline (Spotify docet!) e il monitoraggio del battito cardiaco.
PC versione Lego per Acer
Già il nome – Revo Build – “la dice lunga”. Si tratta di un nuovo prodotto messo a punto dall’asiatica Acer: un mini PC Windows 10 modulare. Per modificare e/o espandere le caratteristiche, basta impilare (attraverso allineamento magnetico) i diversi moduli, partendo da una base (Revo Build M1-601)!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Alberto Maestrihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAlberto Maestri2015-09-07 09:00:432015-09-07 09:00:43IFA 2015: ecco le innovazioni proposte da Lenovo, Huawei e Acer
Questa estate siamo stati ospiti dello Sziget Festival, uno dei festival musicali più attesi che si tiene ogni anno a Budapest.
Invece di farvi il solito report, abbiamo deciso di far parlare le immagini; cercando anche di dare ad esse un senso che ci motivi nella vita di tutti i giorni e ci dia anche qualche dritta di marketing (per chi aspiri a lavorare nel music business e non solo).
Ecco 13 lezioni che abbiamo imparato allo Sziget!
1. Un ragazzo di 19 anni ha suonato davanti a 60 mila persone… perché voi non dovreste credere in voi stessi?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Koshirohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKoshiro2015-09-05 11:27:302015-09-05 11:27:3010+ cose che abbiamo imparato allo Sziget Festival (perché no, non abbiamo solo ballato)
Da Twitter aumentano i dipendenti di sesso femminile. L’azienda punta a raggiungere quota 35% nel 2016. Ma questo è solo il primo di alcuni grandi cambiamenti in programma.
In crisi nera in Borsa, per crescita degli utenti registrati e per reale attività degli account, il social network cinguettante cerca di affrontare con alcuni cambi di rotta il possibile disastro. A cominciare dall’azienda e dai dipendenti.
Come moltissime società tech in Silicon Valley, Twitter lo scorso anno ha pubblicato i numeri sulle diverse provenienze e culture dei suoi dipendenti. Quello che ne è emerso è stato un quadro in cui il 70% dei dipendenti erano uomini, e il 72% dei manager erano bianchi.
E questo, in un contesto in cui l’attenzione alla parità arriva fino all’inserimento di manine in tutti le varianti di melanina possibili su Whatsapp, non può non essere letto come un approccio sessista e razzista al business.
Twitter vuole cambiare e riparte dalle risorse umane
Numeri imbarazzanti, certo. E Twitter è naturalmente d’accordo: in un post pubblicato di recente, la società si è impegnata a diversificare la forza lavoro impiegata negli Stati Uniti nel corso del 2016.
Il primo passo sarà quello di riequilibrare la proporzione tra uomini e donne dipendenti, puntando al 35% di cui si diceva all’inizio. E soprattutto aumentando il numero di donne in ruoli legati nello specifico alla tecnologia, fino al 16% (dal 10%).
Anche i manager al femminile dovranno aumentare, almeno fino al 25% rispetto all’attuale 21.
Di certo siamo ancora lontani dal 50% e 50%, ma questo almeno sembra essere l’inizio di un vero cambio di rotta.
Twitter ha promesso, inoltre, di aumentare il numero di minoranze impiegate, con l’obiettivo di raggiungere l’11% complessivo (rispetto al 7% dell’anno scorso).
Anche in questo caso, il progresso richiede tempo.
L’azienda deve rappresentare la società?
Sebbene gli States stiano rapidamente cambiando, gli ultimi dati del governo parlano ancora di una popolazione costituita prevalentemente da bianchi, in cui gli Ispanici costituiscono il 16%, gli Afro-americani il 13%, gli asiatici il 6% e gli altri gruppi etnici e razziali combinati insieme rappresentano appena il 2%.
Ma gli Stati Uniti del 2060 saranno molto diversi, almeno secondo le ultime proiezioni del Census Bureau: per allora le minoranze rappresenteranno il 57% della popolazione.
Twitter si pone ora la volontà di voler finalmente rappresentare come azienda la stessa varietà di persone che usano il servizio di social network. Per questo la valorizzazione della diversità non sembra solo una strategia di relazioni pubbliche: questi cambiamenti sono necessari se la società vuole ricominciare a crescere.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Daria D'Acquistohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngDaria D'Acquisto2015-09-04 18:47:192015-09-04 18:47:19Twitter sceglie le donne per rilanciarsi
IFA 2015, la più importante fiera europea di elettronica ha aperto i battenti, con tante novità dalle principali marche e aziende. In questo primo articolo dedicato al tema, scopriamo i lanci di Sony, Asus e Samsung!
Sony: Xperia Z5, Z5 Compact e Z5 Premium
La casa giapponese è la prima a proporre uno smartphone con display 4K. Ecco tre video di presentazione dei modelli!
Asus
Novità “di tutte le dimensioni” in casa Asus.
La vocazione dell’azienda è coniugare prestazioni e lato estetico, con rigorosa attenzione per la qualità delle soluzioni proposte”
Citiamo un paio di novità molto interessanti:
Asus VivoStick PC: dalle dimensioni di una penna USB (137.9 x 34 x 14.9 millimetri) e basato su Windows 10. Può essere controllato via smartphone e, con connettività WiFi e bluetooth, è interessante per lo streaming e condivisione dei contenuti.
Zen AiO S: PC all-in-one in due versioni – 21.5 e 23.8 pollici con pannello IPS 4K (3840×2160 pixel) – e un comparto audio molto performante.
Samsung: nuovi prodotti connessi a servizi Internet of Tthings
Attraverso la propria divisione SmartThings, Samsung ha presentato al mondo una serie di nuovi dispositivi connessi a servizi Internet of Things:
Samsung SmartThings Hub: una videocamera di videosorveglianza con processore potente che consente il monitoraggio video e una batteria di riserva che dura fino a 10 ore in caso di black-out.
Smart Home Monitor: fornisce un accesso unificato e il controllo di intrusioni, fumo e incendio, perdite e inondazioni e altri problemi domestici comuni. Invia notifiche e video clip in real time da diverse telecamere attraverso l’app dedicata.
SleepSense:nuovo dispositivo personale legato al mondo del wellness che favorisce il benessere delle persone. La qualità del sonno è migliorata attraverso un monitoraggio delle ore trascorse a letto.
E non finisce qui…
Queste sono solo alcune (pochissime) novità tra quelle che vengono e verranno mostrate all’IFA 2015 di Berlino. Seguite la sezione Digital e quella Mobile, per aggiornamenti e approfondimenti sulle altre case (Lenovo, Acer, Huawei, etc.) e sul mondo dell’innovazione internazionale!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Alberto Maestrihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAlberto Maestri2015-09-04 16:27:502015-09-04 16:27:50IFA 2015: le prime novità da Sony, Asus e Samsung
C’è qualcuno che crede ancora che ideare una strategia sui social network sia una perdita di tempo o che, peggio ancora, la gestione dei social possa essere affidata allo stagista di turno.
Se sei in grado di controllare fuoco, acqua, aria e terra dei Social Media, vuol dire che puoi insegnarci a domare l’algoritmo, portata e clic?
Wow! Grazie per l’introduzione sin troppo generosa. Come spesso accade mi vien da dire che ci sono una notizia positiva ed una negativa. La notizia positiva è che esistono strategie concrete in grado di generare importanti risultati e ritorni sull’investimento estremamente positivi (le vedremo durante il corso). La notizia negativa è che rispetto al passato i social media hanno cambiato profondamente le regole del gioco, in quanto sono sempre in continua e rapida evoluzione.
Ciò che impariamo oggi potrebbe non essere necessariamente la formula magica anche per i prossimi mesi o anni.
Anche in ambito accademico si sta riscontrando lo stesso problema, perché il tempo che ci vuole per scrivere un libro su questi temi rischia di renderlo di per sé non più aggiornato al momento della stampa.
Questa è la vera intuizione che avevo avuto anni fa quando lavoravo in Unilever ed ebbi modo di vedere come le grandi agenzie affrontavano le tematiche social. Spesso è capitato che non riuscissero a rimanere seriamente aggiornate e c’era dunque l’opportunità di andarsi a specializzare su questo nuovo modo di comunicare.
Capii subito che la chiave vincente sarebbe stata dedicare ogni giorno un paio d’ore allo studio delle novità dei vari social e l’analisi dei casi successo nei vari paesi e mercati.
Solo con lo studio ed un approccio di aggiornamento continuo è possibile “controllare”, se così vogliamo dire, fuoco, acqua, aria e terra ma soprattutto ottimizzare i budget di comunicazione andando a generare un incremento considerevole dei vari KPI (Key Performance Indicator) concordati con il cliente.
Come faccio a sapere che la mia strategia su Facebook funziona?
Cercando di avere ben chiaro, sin da subito, quali sono le metriche che vogliano tenere monitorate e vedendo come rispondono alle nostre strategie. Spesso capita che si gestiscono i social “alla giornata” perdendo la visione di insieme e l’opportunità di comprendere che risultati stiamo ottenendo.
Per fortuna i dati a disposizione forniti dai social sono veramente tanti e l’importante è avere delle buone doti analitiche per comprenderli al meglio, trarre conclusioni oltre che a continue azioni correttive.
Parliamo di Facebook Advertising: a cosa mi può servire il remarketing?
Il remarketing può essere molto utile poiché ci permette di intercettate utenti che hanno già manifestato interesse verso di noi e che sono, quindi, potenzialmente più propensi a compiere determinate azioni o diventare clienti.
Conoscendo, dunque, che un utente ha visitato una particolare pagina del nostro sito possiamo creare per lui una promozione su misura per convincerlo a tornare sul sito e magari concludere l’acquisto.
Come tutti gli aspetti, legati al software, la differenza la fa sempre come vengono utilizzati. Fatevi guidare dunque sempre da un mix di buon senso e astuzia, mettendovi nei panni di chi vedrà la promozione.
Se avere un reminder del fatto che sta per terminare una promozione o un’asta alla quale sto partecipando può essere un’info per me molto utile, potrebbe non esserlo altrettanto il banner del sito di viaggi che mi tampina per farmi prenotare un particolare hotel anche dopo che le mie ferie siano abbondantemente terminate!
E Twitter? Qual è il modo migliore per acquisire follower, clic e conversioni?
Qualunque sia l’obiettivo che vogliamo raggiungere (follower, click o conversioni) ciò che dobbiamo sempre chiederci è “perché l’utente dovrebbe farlo?”. Perché dovrebbe diventare nostro follower, cliccare sui nostri contenuti o iscriversi a quale nostra newsletter? Questa domanda dovrebbe sempre essere alla base di ogni strategia, perché solo mettendo l’utente al centro riusciremo a trovare il posizionamento vincente che ci permetterà di ottenere ottimi risultati.
Tecnicamente i social stanno diventando sempre più dei “paid media”, cioè dei canali di comunicazione che esprimono il loro vero potenziale quando attiviamo la parte a pagamento.
Se però attiviamo la campagna senza esserci chiesti quale sia il vantaggio che vogliamo comunicare o il problema che siamo in grado di risolvere i nostri risultati, nel medio periodo, saranno decisamente scarsi e non avremmo nessuno con cui prendercela se non noi stessi.
L’esempio classico che ho visto più volte è quello di Brand che lanciano dei concorsi molto allettanti (vinci un viaggio, vinci un computer ecc..), senza però che ci sia un reale legame con ciò che loro hanno da offrire nel quotidiano.
È come portare migliaia di fan ad una catena di parrucchieri senza considerare che questi utenti sono calvi!
Hai ideato strategie di successo per giocatori della Nazionale Italiana e non solo, che cosa trasmetterai della tua esperienza ai Guerrieri Ninja?
In questi anni ho avuto la fortuna di lavorare in diversi ambiti (Sport, Politica, Televisione, Brand ecc..) ed è stato molto importante per la mia crescita provare a comprendere come le diverse strategie funzionano più o meno bene nei diversi mercati.
Bisogna affinare la capacità di comprendere cosa funziona maggiormente e come poter adattare queste strategie a nuovi scenari.
Ad esempio la campagna più virale su Twitter in Italia ad Ottobre 2014 è stata la campagna #ConLeAzzurre, che ho ideato per Francesca Piccinini e la Nazionale Italiana di Pallavolo durante la Women’s World Championship, ve ne abbiamo parlato qui.
Quello che a posteriori si è dimostrato essere un buon caso di successo, in realtà, è stato il risultato di un lavoro partito molto prima con un altro esperimento di Social Media & Sport durante i Mondiali di calcio in Brasile. Proposi alla GEA (che ringrazio!) una campagna per incoraggiare la Nazionale tramite il profilo social dell’attaccante azzurro Ciro Immobile.
Purtroppo i risultati sul campo (l’Italia non ha superato il girone) e qualche altro problema operativo legato alla difficoltà di gestire da remoto un’attività che si svolgeva in Brasile, non ha permesso alla strategia di superare quella soglia iniziale di viralità, oltre la quale poi avrebbe camminato con le sue gambe.
Durante il corso impareremo dunque come, a prescindere dall’idea voi possiate avere ed ideare, l’aspetto più importante sia sempre più spesso una seria organizzazione prima del lancio della campagna e la capacità di prendere rapide decisioni e azioni correttive durante la crescita della stessa.
Studieremo molti casi pratici oltre a consigli operativi, su come ideare ed ottimizzare campagne in grado di performare meglio rispetto ai media tradizionali.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Umekahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngUmeka2015-09-04 15:29:282015-09-04 15:29:28Perché è importante avere una buona strategia sui social media? Parola a Luca La Mesa [INTERVISTA]
SAP ha di recente lanciato Digitalist Magazine, una pubblicazione online rivolta agli esecutivi C-level che in ogni numero affronterà topic riguardanti le nuove sfide del business nell’economia digitale.
Il magazine trimestrale offrirà assaggi di tecnologia e strategie di business, e sarà disponibile online e in versione ottimizzata per iPad e tablet Android.
Affrontando gli argomenti con uno sguardo strategico d’impresa, il magazine è stato pensato per aiutare gli executive a comprendere l’economia digitale, ma soprattutto ad applicarla su larga scala nella loro trasformazione d’impresa.
Per misurare l’efficacia della pubblicazione, SAP si servirà di metriche quali il numero di sottoscrittori e il tempo speso ad interagire con il contenuto, come annuncia Advertising Age. Guiderà inoltre gli utenti attraverso le sezioni del sito in cui potranno scaricare contenuti aggiuntivi.
Chi è dunque un Digitalist?
“Abbiamo creato il magazine Digitalist per aiutare gli executive C-level a diventare leader nell’economia digitale.”
ha detto Jeff Woods, Vice Presidente della SAP Global Marketing.
Un Digitalist è quindi chiunque abbia la responsabilità di aiutare la propria impresa a ideare strategie atte a perseguire la trasformazione digitale.
Il magazine “è un’evoluzione della strategia di content-marketing che portiamo avanti da alcuni anni,” ha continuato Woods, “e nasce con l’intento di avere una presenza digitale che sia maggiormente focalizzata sul punto di vista dei nostri clienti. Quali domande si pongono? Quali sono le evoluzioni digitali che si trovano ad affrontare?”.
“Guardiamo a cosa sta succedendo all’interno delle compagnie – non limitandoci all’operato di trendsetter o companies disruptive,” ha detto Eleana Varon, redattore capo, precedentemente Executive Editor al CIO Magazine, “portiamo esempi di applicazioni pratiche di tecnologie varie, in compagnie di qualsiasi dimensione”.
Dal blog al magazine
Già nel 2012, la società aveva lanciato un blog chiamato SAP Business Innovation, scritto da esecutivi SAP, clienti ed esperti esterni.
Il blog era stato pensato per fornire idee di leadership content su argomenti inerenti la tecnologia quali la mobilità, il cloud, i big data e gli analytics in tempo reale.
Ora, Business Innovation è stato inglobato nel sito Digitalist e il focus è stato ampliato per includere più contenuti adatti alla C-suite.
Come si legge su Brand Channel, gli articoli sono scritti da contributors esterni, inclusi giornalisti di business e tecnologia, così come da alcuni esperti in materia SAP.
“Obiettivo delle storie, così come in gran parte del contenuto di Business Innovation, è fare un passo indietro rispetto ai prodotti e alle tecnologie specifiche, per passare a parlare dei problemi del business nell’utilizzo della tecnologia”, ha Varon.
Il primo numero
La storia di copertina del primo numero, “The Chip in Your Bread”, racconta di come gli executive possano condurre i propri business in un mondo connesso.
Tra gli altri articoli, “How 3D Printing Will Disrupt Manufacturing” che offre uno sguardo ai trend chiave della stampa 3D, dai macchinari industriali ai movimenti manifatturieri, e “Thinkers: Deborah Perry Piscione” in cui l’autrice del libro The Risk Factor spiega come non perdere la grande occasione rappresentata dall’economia digitale.
Ancora, “The Digitalist Agenda” fornisce una raccolta di conferenze ed eventi del settore, e “Microculture: Shoreditch, London” apre una finestra su dove passano il tempo i Digitalist nel mondo.
E’ inoltre presente un’infografica sulla matrice delle opportunità, con assaggi di tendenze tecnologiche quali i veicoli autonomi, i droni e i test genetici, “tecnologie di cui gli executive deve avere conoscenza,” ha detto Woods “anche se non cambieranno il mondo del business nell’immediato”.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Asakohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAsako2015-09-04 11:00:072015-09-04 11:00:07Sei un vero Digitalist? Ecco il magazine per te, targato SAP
Sicuramente quest’estate vi sarete trovati a tu per tu con qualche pianta particolarmente interessante, e sopra questa particolarmente interessante pianta vi sarete trovati a sbattere il naso contro qualche insetto strano, una farfalla dal colore inconsueto, o una libellula dal battito veloce.
Se vi foste trovati in uno di questi singolari rendez-vous, e se aveste avuto Csmon Life, sareste stati in grado di classificare un esemplare raro e di farlo alla maniera di veri e propri ricercatori.
Come? Attraverso l’app realizzata dal progetto CSMON LIFE appunto, cofinanziato dalla Commissione europea nell’ambito del Programma LIFE+. Il progetto si propone di attivare diverse campagne di citizen science, che saranno sviluppate principalmente attorno ad una serie di tematiche ambientali, quali la perdita di biodiversità, i cambiamenti climatici, la conservazione delle specie rare e l’impatto antropico sulla qualità dell’ambiente in cui viviamo.
L’app è in questo modo in grado di fornire la possibilità di monitorare le specie animali e vegetali che rivestono particolare importanza per le tematiche appena citate. Gli utenti dell’app contribuiranno a fornire una serie di dati che verranno raccolti e validati da esperti di settore e confluiranno all’interno dell’NNB (Network Nazionale sulla Biodiversità), un sistema di banche dati promosso dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare.
In aggiunta verranno anche organizzati dei Bioblitz, ispirandosi ad esperienze di successo avvenute negli Stati Uniti, in cui si chiedeva ai cittadini/utenti di scendere in campo per una mobilitazione collettiva della durata di 1-2 giorni, e svolgere al fianco di ricercatori un’attività intensa di raccolta dati in particolari aree di studio.
Step by step abbiamo deciso di delinearvi qui di seguito, il funzionamento semplice ma molto efficace dell’app.
Registrazione dell’utente
Una semplice registrazione con inserimento nome, cognome, email, anno di nascita e password vi permetterà di diventare i nuovi prossimi utenti/ricercatori di CSMON LIFE.
Scelta campagna
Il secondo step consiste nella scelta di una tra le campagne disponibili di ricerca. Le campagne si suddividono in due grandi gruppi: campagne CSMON-LIFE e campagne OSPITI.
A sua volta i due diversi gruppi hanno al loro interno diverse tematiche di ricerca. La campagna CSMON-LIFE si suddivide così in:
– cambiamenti climatici
– licheni e antropizzazione
– organismi marini
– specie aliene
– specie rare
Le campagne OSPITI invece sono così suddivise:
– Barbie
– Licheni (SLI)
– Mammiferi
– Molluschi terrestri
– Scoiattoli
Invio segnalazione
Una volta scelta la campagna, l’utente potrà procedere nell’invio vero e proprio della segnalazione. Attraverso la barra del menù lateralmente potrete accedere all’area delle segnalazioni, indicare quella prescelta, inserire la descrizione, le coordinate geografiche, la foto dell’esemplare, e cliccare il pulsante di invio.
All’interno del menù avrete la possibilità di rivedere tutte le vostre segnalazioni archiviate, le schede delle diverse specie, complete di note descrittive, descrizione morfologica, nota ecologica e contestualizzazione nella problematica ambientale.
Inoltre avrete anche la possibilità di poter condividere le vostre segnalazioni attraverso l’email, facebook e twitter.
CSMON LIFE vanta partner molto importanti quali: il dipartimento di Scienze della vita dell’Università di Trieste, l’ARP – Agenzia Regionale per i parchi, CIHEAM – Istituto Agronomico mediterraneo di Bari, Comunità Ambiente srl, CTS- Centro Turistico studentesco e giovanile, Divulgando srl, Dipartimento di Biologia Ambientale presso la Sapienza a Roma e ilDipartimento di Biologia – Università di Roma Tor Vergata.
L’app è disponibile sia per dispositivi iOS e Android, e consentono in tal modo a tutti i cittadini di partecipare liberamente a questo progetto di ricerca.
Per la prossima vacanza scegli anche tu di diventare il nuovo piccolo ricercatore CSMON LIFE!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Barikajulhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngBarikajul2015-09-04 10:00:492015-09-04 10:00:49Csmon Life, l'app che tutela l'ambiente e la biodiversità
Guitar Hero rimane senza ombra di dubbio uno dei titoli videoludici di maggior successo degli ultimi dieci anni e sono stati tanti i tentativi, da parte dei diversi sviluppatori, di replicare in un mobile game i fortunati elementi del suo gameplay.
La proposta italiana è Tap-Song, un’applicazione nata dalla tesi sperimentale di Sergio Bonfiglio, giovane laureato in Informatica all’Università di Catania, che si è avvalso degli strumenti messi a disposizione dalla E-Ludo Interactive per mettere a punto un mobile game dal funzionamento davvero interessante.
Basato su un algoritmo che consente di riconoscere un determinato ritmo, Tap-Song permette all’utente di selezionare la propria canzone preferita e di giocare «portandone il ritmo», tutto ciò sfruttando la fotocamera frontale del dispositivo; questo sistema di interazione del giocatore con il software, definito «Motion Mode», consente al gioco di proporsi anche in modalità multiplayer online.
Le funzioni del gioco
Analizzando più specificamente grafica e gameplay, Tap-Song si presenta con un’accattivante grafica personalizzabile in dieci modi differenti e quattro crescenti livelli di difficoltà; simpatica l’idea di inserire dei potenziamenti, sulla scorta dello StarPower di Guitar Hero, da utilizzare per incrementare il proprio punteggio o per danneggiare quello altrui. Da sottolineare che l’applicazione è stata pensata per i tablet, ma è utilizzabile tranquillamente anche su normali smartphone.
Consumi ridotti: il plus di Tap-Song
In conclusione, perché preferire Tap-Song ad altri giochi che propongono la stessa tipologia ludica? Già detto dell’innovazione relativa all’algoritmo di beat detection, il vero plus dell’app sviluppata da Bonfiglio sembra essere il ridotto dispendio di RAM, caratteristica che la rende adatta a tutti i moderni dispositivi.
Tap-Song sembra quindi la soluzione giusta in mezzo a tanti tentativi di riprodurre un gameplay di successo.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Alessandro Altierihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAlessandro Altieri2015-09-03 18:12:392015-09-03 18:12:39Tap-Song, il Guitar Hero made in Italy
David Talley è un giovane fotografo e regista di fama internazionale che ha fatto dello stile concettuale la sua firma distintiva. Fondatore e direttore creativo di Concept Collaboration, movimento mondiale dedicato alla fotografia concettuale, e insegnante del suo workshop itinerante, Create From Your Heart, David sta per arrivare anche in Italia con il suo tour: i prossimi 11-12-13 settembre David sarà infatti a Napoli per condividere con giovani aspiranti fotografi la sua esperienza e il suo grande talento.
Iscriviti e approfitta dello sconto Ninja
Se ami la fotografia e vuoi cogliere l’occasione unica di imparare da uno dei professionisti più stimati ed apprezzati del panorama mondiale, non puoi mancare al workshop di Napoli. Iscriviti sul sito ufficiale di David Talley utilizzando il promo code “NINJAMARKETING10” per usufruire di uno sconto del 10% sulla quota di partecipazione.
Ninja ha pensato di darvi l’opportunità di conoscere più da vicino questo talentuosissimo fotografo, e per questo ha realizzato una bellissima intervista che vi consigliamo di leggere tutta d’un fiato!
David, com’è nata la tua passione per la fotografia? E quando hai deciso di farne la tu professione?
La mia passione per la fotografia è nata all’improvviso, come un’eruzione! È stato un periodo davvero emozionante della mia vita. Dove sono cresciuto, in California, c’è una passione davvero sfrenata per il longboard. Io e i miei amici ci divertivamo con quello tutti i giorni dei nostri quattro anni di liceo. Nel frattempo, ho pensato di iniziare a fare video e foto dei miei amici che usavano i loro skate scendendo da colline enormi a 65 chilometri orari! È stato davvero eccitante, ma creare queste foto non era abbastanza per me. Volevo creare qualcosa con emozioni profonde, qualcosa che facesse sentire alle altre persone sensazioni forti, intense, passionali.
Una sera, mentre visitavo un blog, mi sono imbattuto nelle foto di Alex Stoddard. Le sue foto comunicavano proprio queste profonde, intense emozioni e passioni; una connessione tra natura e animo umano. In quel momento sono stato ispirato a creare ritratti di persone che raccontano storie – storie surreali – che potessero essere davvero significative per le altre persone. Volevo creare storie che facessero capire alle persone che non sono sole nella loro sofferenza. Che il buio può diventare luce.
Ho sviluppato le mie abilità tecniche grazie ad un progetto di un anno, lungo il quale ho creato una nuova fotografia concettuale ogni giorno. Un giorno, più o meno ad un terzo del percorso, ero seduto sulla cima di una montagna all’alba, scattando e ascoltando la mia musica preferita. Scattavo foto ogni giorno ormai da quattro mesi, e quando sono arrivato sulla cima di quella collina, ho guardato verso la città e iniziato a piangere lacrime di gioia, sapendo che quello era ciò che volevo fare per il resto della mia vita.
Fonte: davidtalley.io
Sei davvero molto giovane, ma il tuo stile è già definito e riconoscibile. Qual è il tuo consiglio per i giovani che si avvicinano alla fotografia?
Grazie! Penso dipenda dal fatto che mi rifaccio sempre ad un linea guida, un motto, un tema preciso per ogni mio lavoro. Ed è “Anche il più buio dei momenti è seguito da un’esplosione di luce”. Se potessi dare un consiglio sopra a tutti ai giovani che ai avvicinano alla fotografia sarebbe questo: abbiate una missione per la quale fate questo. Richiudetela in una singola frase. Aggrappatevi a questa frase, e create ogni cosa, le vostre foto, la vostra vita, a partire da essa. È la cosa più importante che possiate fare. Sapere perché volete creare. E se non lo sapete proprio ora? È ok. Ma scegliete qualcosa in cui credete. Qualcosa che vi ispiri. Scrivetelo, e permettete a quella frase di crescere. La mia ha richiesto 5 anni di fotografie per diventare “la mia frase”, e so che lungo il percorso continuerà a crescere. Sapere perché create è la cosa migliore che potete fare per la vostra arte.
Anche la natura ha un ruolo predominante nelle tue foto, oltre che le persone.
La natura è comunque secondaria nelle mia composizioni, mi piace semplicemente la sua bellezza e il suo essere reale, grezza. Le persone vengono prima. Ho sempre delle persone nelle mie foto, perché sono la cosa più importante su questo pianeta, e possono scegliere di rimanere nel buio o spingersi nella luce. La mia speranza è che le persone, nel mondo, vedano il mio lavoro e, un giorno, scelgano la luce.
Fonte: davidtalley.io
Quali devono essere, secondo te, le qualità e abilità essenziali di un fotografo?
Lavoro duro, comunicazione, visione, direzione, capacità tecniche, e relazione. La cosa più difficile è la relazione, alle tue emozioni, alla tua macchina fotografica, ai colori, alle persone, alla luce. I fotografi devono relazionarsi a tute queste cose, capirle attraverso i loro obiettivi fotografici. Devono sapere come usare queste cose, come creare con esse e per le loro idee. Anche le abilità tecniche sono importanti. Ma se hai relazione, visione, e un cuore che ama, il successo arriverà. Sono queste le qualità essenziali di un fotografo.
Ringraziamo David per questa intervista!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Elena Silvi Marchinihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngElena Silvi Marchini2015-09-03 16:23:282015-09-03 16:23:28David Talley e il potere della fotografia concettuale [INTERVISTA]
Presto le “cose” saranno capaci di comprare e vendere nel fantastico mondo del digital marketing e dell’Internet of Things. Presto le “cose” diventeranno “consumatori” e si moltiplicheranno le opportunità per le imprese, sia dal punto di vista del business che delle modalità di gestione del customer care.
Una degli aspetti che subirà mutazioni più o meno accentuate sarà la relazione azienda/venditore-cliente: le “cose” – intendendo con “cose” i device connessi a Internet – permetteranno di scavalcare gli intermediari (retailers e distributori) che ancora giocano un ruolo importante nella relazione (sebbene sempre più sfumato).
Sensori e device che decidono per noi? Sì, accadrà presto
Immaginiamo di avere dei sensori nel frigorifero che, accorgendosi della mancanza di alcuni cibi, compilino una lista della spesa e li acquistino dal negozio – o dall’e-commerce – più conveniente. Oppure un wearable device in grado di capire che un paziente diabetico sta per vivere la terribile esperienza del coma diabetico e di richiedere un intervento immediato all’ospedale.
Sono scenari tutt’altri che futuristici: la tecnologia corre spedita e non tarderà a nascere piattaforme ed ecosistemi di CRM che riusciranno a connettersi con facilità a sensori, dispositivi, elettrodomestici intelligenti che prenderanno decisioni “automatiche” in nostra vece.
…se i retailers e i venditori falliranno nel costruire soluzioni ad hoc per quello che si prospetta, saranno a rischio obsolescenza. Lo afferma Don Scheibenreif, Vice Presidente e Distinguished Analyst a Gartner. “Le cose possono già agire al posto delle persone, e lo possono fare ora, facendo ordini al posto loro. Per esempio, il nuovo servizio di HP, Instant Ink. Iscrivendosi al servizio e connettendo la stampante WI-FI a Internet, verranno monitorati i livelli di inchiostro: prima che finisca, una nuova cartuccia arriva”.
Secondo le previsioni di Gartner, entro il 2020 l’Internet of Things farà sì che il rapporto fra le “cose” connesse e le persone connesse sarà di 4 a 1, con tutto ciò che ne consegue per marketing, vendita e gestione del cliente.
“Le macchine avranno la capacità di comunicare fra di loro, con le aziende e con i clienti” – continua Sheibenreif – “le cose connesse a Internet renderanno più semplice la vita, a lavoro e nel tempo libero, gestendo gli impegni, e non tarderanno a passare da semplici ordini a vere negoziazioni. L’Internet of Things farà molto di più di quanto possiamo immaginare, gli oggetti diventeranno clienti e agiranno in sostituzione delle persone, saranno i loro agenti”.
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https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Hivoakihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngHivoaki2015-09-03 15:00:052015-09-03 15:00:05Internet of Things: quando le Cose diventeranno Clienti
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