60+ consigli per realizzare siti perfetti [INFOGRAFICA]

realizzare siti

PSD to WordPress, agenzia olandese specializzata in web development, ha realizzato questa ricca e davvero interessante infografica che contiene tanti utili consigli per realizzare siti web perfetti, efficienti e belli.

Spaziando dalla progettazione al design, passando per la user experience ai contenuti, tutti i processi di creazione vengono analizzati da questa accattivante infografica.

È compresa anche una lista delle cose che andrebbero proprio evitate, come ad esempio eccedere nell’utilizzo di GIF, sliders di immagini, sottolineati e maiuscole.

Ecco, nel dettaglio, tutti i suggerimenti di PSD to WordPress.

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Come curare il Design di un sito

  • 1. Fai ricerca: cerca di capire chi sarà il tuo target di riferimento e quali sono le sue aspettative.
  • 2. Limita i colori: non è consigliabile utilizzare più di due o tre colori.
  • 3. Logo: è una parte importante del brand e deve sarà un elemento di riconoscimento.
  • 4. Contrasto del testo : i visitatori devono essere in grado di leggere il testo come si deve.
  • 5. Limiti: fai in modo che il tuo sito sia sempre sicuro.
  • 6. Ordine grafico: mantieni tutto ben organizzato.
  • 7. Usa una griglia: preferibilmente una a 12 colonne.
  • 8. Semplicità: mostra solo gli elementi essenziali.
  • 9. Trend : segui i trend attuali ma non abusarne.
  • 10. Sii originale, non comprare un tema: quello che vuoi è essere unico.
  • 11. Testa i tuoi stili: prima di renderli accessibili al pubblico, fai test scrupolosi.

 

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Come curare la User Experience di un sito

  • 12. 5 secondi: hai 5 secondi per far comprendere ai visitatori il valore del tuo sito.
  • 13. Responsive design: sempre più persone usano tablet, smartphone, TV e orologi per accedere ad Internet.
  • 14. Navigazione:la navigazione è una delle sezioni più importanti del sito poiché permette ai visitatori di accedere facilmente alla pagina desiderata.
  • 15. Scroll contro Click: lo scorrimento ti permette di guidare il visitatore attraverso una storia.
  • 16. Flusso: fornisci al tuo pubblico un flusso preciso così che non debba chiedersi cosa fare dopo.
  • 17. Rimuovi il superfluo: molti elementi potrebbero sembrare utili inizialmente, ma in realtà potrebbero solo distrarre i visitatori.
  • 18. Bottoni irresistibili: crea bottoni il più possibile belli e accattivanti.
  • 19. Font leggibili: assicurati che i font siano davvero leggibili su tutti i supporti.
  • 20. Pensa locale: il tuo obiettivo è che il visitatore comprenda tutto sul tuo sito.
  • 21. Dai tempo: i visitatori hanno bisogno di tempo per elaborare le info appena apprese, per cui non metterli subito davanti a qualcosa di nuovo .
  • 22. Link funzionanti: assicurati che tutti i link funzionino, sia quegli interni che quelli esterni.
  • 23. Anchor text: fornisci ai tuoi visitatori dei dettagli sulla pagina alla quale stanno andando.
  • 24. Link esterni: fai in modo che si aprano in un a nuova finestra usando target=”_blank”.
  • 25. Form essenziali: usa form di compilazione il più corti possibile ed evita i capcha.
  • 26. Auto completamento dei campi:permetti al browser di auto-completare i campi.
  • 28. Contatti: fornisci i tuoi contatti accanto ad ogni form.

 

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Come curare i Contenuti di un sito

  • 29. Limita le pagine: assicurati che il tuo sito non contenga troppe pagine e che ogni pagina sia lunga solo il necessario.
  • 30. Homepage: deve essere solo la porta d’ingresso per le pagine in cui i visitatori devono compiere azioni.
  • 31. Content is king: se il messaggio che vuoi trasmettere non è chiaro, tutto il sito non lo sarà.
  • 32. Chiarezza: non sommergere i tuoi visitatori con lunghi paragrafi.
  • 33. Fotografie: un’immagine comunica più di cento parole.
  • 34. Video: è uno degli strumenti migliori per illustrare il tuo prodotto/servizio.
  • 35. Mantieni aggiornato: aggiornare regolarmente il sito aiuta a rafforzare l’impressione di una realtà dinamica.
  • 36. Blog: il blog è uno degli strumenti migliori per mantenere aggiornato un sito e permette di dimostrare la tua conoscenza.
  • 37. Social media: sono uno strumento effcace per creare un pubblico fedele che può diventare sostenitore del brand.
  • 38. Pubblico: considera sempre e solo il tuo target.
  • 39. Grammatica: assicurati sempre che sia corretta.
  • 40. In primo piano: i contenuti più importanti devono rimanere nella parte “above the fold” della pagina.
  • 41. Landing page: progetta ogni pagina come una landing page.
  • 42. SEO: considera sempre la SEO quando crei il sito.
  • 43. Posizionamento: sono le pagine a posizionarsi su Google, non i siti.

 

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Come gestire lo Sviluppo di un sito

  • 44. CMS: non rischiare di perdere tempo e costruisci un CMS personalizzato.
  • 45. Sicurezza: assicurati che il sito sia sempre sicuro.
  • 46. Benefici: affinché tutto questo lavoro sia efficace, devi garantire dei vantaggi ai tuoi visitatori.
  • 47. Impara: mantieniti aggiornato sulle ultime tecniche, tecnologie e strumenti.
  • 48. Sperimenta: sperimenta nuove cose e apri un blog che racconti le cose che tu stesso scopri.
  • 49. Esternalizza : progetta i tuoi siti e lascia che siano dei professionisti a creare il codice.
  • 50. Pulizia: vale per ogni tipo di lavoro: lavora in maniera pulita e organizzata.
  • 51. Velocità: una delle cause più frequenti di abbandono del sito è la lentezza di caricamento.
  • 52. Immagini: un sito che contenga immagini relative al suo contenuto sono quasi sempre più belli e convertono meglio.
  • 53. Effetti speciali: non faranno altro che distrarre visitatori dal contenuto.
  • 54. Scorrimento parallasse: mantienilo più semplice possibile e non abusarne.
  • 55. Sticky footer: il footer è la parte finale della pagina, e quindi deve sempre rimanere in fondo ad essa.

 

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Altro?

Certo! Ci sono accorgimenti non tecnici ma strategici che un designer dovrebbe sempre seguire!

  • 56. Testa e aggiorna: quando il sito è pubblicato e raggiungibile, non è tempo di rilassarsi.
  • 57. Impara dagli altri: studia i tuoi competitor e impara da loro. Studia anche altri settori.
  • 58. Mostra la via: un leader di settore oggi è una persona che rappresenta un business ben conosciuto e condivide le sue esperienze e conoscenze.
  • 59. Tieni il passo: continua a lavorare sulla tua presenza online, non importa quanto tu sia davanti ai tuoi competitor.
  • 60. Tecnologia indossabile:il tuo business potrebbe essere avvantaggiato da queste tecnologie, quindi assicurati che il tuo sito sia pronto.

 

69 consigli per realizzare siti perfetti [INFOGRAFICA]

Cosa non fare nella progettazione di un sito

  • 61. Flash: qualunque cosa tu voglia realizzare con Flash, puoi farla usando del semplice HTML, CSS o Java script.
  • 62. Pop Up: danno un fastidio terribile alla maggior parte delle persone.
  • 63. Auto play: è fastidioso per un visitatore che un video o una musica si avviino senza richiesta.
  • 64. Pubblicità: non usare mai più di tre banner per ogni pagina, in modo da non distrarre né infastidire il visitatore.
  • 65. Slider: sono elementi più irritanti di quanto tu non creda e allontanano i visitatori.
  • 66. Tecniche obsolete: investi del tempo per comprendere le basi dell’HTML5 e del CSS3.
  • 67. GIF: possono essere utilissime ma non inserirle nel punto sbagliato.
  • 68. Maiuscole: le persone penseranno davvero che stai urlando..
  • 69. Sottolineato: sottolinea solo i link, non parole o frasi del testo.

 

69 consigli per realizzare siti perfetti [INFOGRAFICA]

Cosa ne pensate? Siete d’accordo con questi suggerimenti condivisi da PSD to WordPress? Qui trovate l’infografica completa.

Come sfruttare i trend del mobile marketing? I consigli di Lorenzo Viscanti [INTERVISTA]

mobile marketing lorenzo viscanti Il mobile marketing è, ormai, diventato una nuova frontiera di comunicazione e le aziende lo hanno capito benissimo. Infatti, rappresenta uno degli strumenti più efficaci ed in forte crescita. Ecco i suggerimenti di Lorenzo Viscanti, docente del Master in Web Marketing e Social Media Communication della Ninja Academy.

Quello del mobile marketing è un trend in continua crescita. Ormai le aziende avranno imparato a sfruttare il suo potenziale, vero?

Per esperienza personale abbiamo tutti capito bene quanto usiamo il mobile come strumento di accesso all’informazione. Quante volte hai usato lo smartphone da stamattina? Pensando a questo dato è impossibile non rendersi conto dell’importanza di essere presenti su piattaforma mobile. Però rispetto al web desktop cambia tutto. mobile marketing La navigazione comincia sempre meno da un box di ricerca web, ma semmai da un menu pieno di app oppure da una notifica che abbiamo ricevuto. Così non si parla più (solo di) seo, ma appunto anche di notifiche e meccanismi di engagement. Catturare l’utente su mobile è difficile, trasformarlo in un utente affezionato, che torna e usa con continuità il nostro servizio è ancora più diverso che sul web desktop. Per chi fa web marketing il mobile è il 2.0, un nuovo paradigma di acquisizione dell’utente e di ottimizzazione dei nostri servizi.

Quando arriva per un’azienda il momento di fare un’app?

Quando ci poniamo la domanda: È ora di fare una app? molto probabilmente sul web esistiamo già, magari con un sito e una presenza sui social. Quindi nessuna fretta, vale la pena di fare una app quando siamo in grado di offrire tramite questa app un servizio e una esperienza in più rispetto alla presenza che già abbiamo.  app per aziendePensiamo alle caratteristiche principali di una app rispetto ad un sito: innanzitutto la capacità di fare push all’utente, quindi non aspettare che sia l’utente ad aprire la app, ma stimolarlo per aumentare le interazioni tra l’azienda e il possibile cliente. Ancora, le app permettono di raccogliere dati sui comportamenti dell’utente (interessi, posizione geografica e mille altri dati); la capacità di analisi di questi dati per offrire servizi personalizzati (come offerte ad hoc o informazioni specifiche) può fare la differenza nel rapporto tra azienda e consumatore.

E come può promuoverla?

Facebook, Google, Twitter e i network di advertising sono ottimi strumenti per fare installare la nostra app. Ma la competizione su mobile fa schizzare in alto i costi velocemente, e allora bisogna investire con cognizione di causa. Infatti non basta far installare la app, bisogna farla aprire, possibilmente più di una volta sola.  Il mobile marketing non finisce con l’installazione di una app, ma ha come obbiettivo il reale utilizzo da parte degli utenti della app. Ragionare in termini di engagement e non soltanto di utenti è lo spunto giusto per promuovere la nostra app in modo efficace.

Quali sono gli errori più comuni e, assolutamente, da evitare quando decidiamo di sfruttare gli strumenti offerti dal mobile marketing?

Mobile marketing non è solo app. Se già abbiamo un sito mobile e facciamo una app che lo ricalca nelle funzioni e nelle informazioni presenti probabilmente stiamo solo perdendo tempo e soldi. Vuoi diventare un Ninja del mobile? Ecco i consigli di Lorenzo Viscanti [INTERVISTA]

Quale superpotere trasmetterai ai partecipanti del master?

Passeremo dal concetto di presenza sui terminali mobile al concetto di utilizzo sui terminali mobili. Non basta esserci sugli smartphone, bisogna portare gli utenti ad aumentare l’utilizzo della nostra offerta da mobile. Il nostro obiettivo è realizzare app (e servizi) che abbiano successo! Non basta arrivare sugli store, lo smartphone deve diventare uno dei canali di accesso principale al servizio che usiamo. D’altra parte, se sugli store esistono quasi tre milioni di app, farsi notare è un obbligo per essere ninja del mobile!

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Arrivano le applicazioni stile Uber anche per gli aeroplani: il mercato è pronto alla rivoluzione?

Era il 2007 quando nasceva Airbnb, il portale online che mette in contatto persone in cerca di un alloggio per brevi periodi e persone con uno spazio extra da affittare, che nel giro di pochi anni è riuscito a rivoluzionare il settore alberghiero.

Più recentemente (nel 2009), da un’idea di Travis Kalanick e Garrett Camp nasceva UBER, il servizio di trasporto automobilistico privato che attraverso un’applicazione software mobile mette in collegamento diretto passeggeri e autisti, di cui tanto abbiamo sentito parlare negli ultimi anni, anche in Italia, e che tanto ha modificato il trasporto via terra.

Visto l’enorme successo di Airbnb, prima, e Uber, poi, il mercato può dirsi pronto per una rivoluzione anche del trasporto aereo?

Mercato, competizione, innovazione: le sfide della Sharing Economy

Evidentemente, oggi l’idea di prenotare un mezzo di trasporto con conducente via app è qualcosa di abbastanza remoto, almeno per il nostro paese, e comunque pur sempre collegato al trasporto via terra. E’ sicuramente meno immediato associare il noleggio o altri principi tipici della sharing economy ai tragitti in aereo!

RISE, l’Uber dei Jet Privati

Il mercato, tuttavia, sembra avere davvero i ‘push’ necessari per dirsi pronto all’innovazione: basti pensare alle continue lamentele di coloro che per necessità (o vacanza) viaggiano in aereo a prezzi molto elevati senza possibilità alcuna di avere un’alternativa competitiva. Quanto si sta sviluppando al momento è qualcosa di molto vicino alla nuova Uber “volante” ma limitata agli spostamenti via jet privati.

Una delle start up più gettonate, infatti, è RISE – che dopo aver lanciato il servizio negli Stati Uniti, con collegamenti tra Dallas e Austin, in Texas, ora ci prova anche in Europa con i primi voli tra Londra e Dublino. La logica della “Uber dei jet privati’, cosi è stata ribattezzata, è un mix tra taxi privati e l’esclusività di un servizio di executive jet, compreso l’autista con l’auto blu che dal terminal vi deposita fino alla scaletta dell’aereo. Il tutto, promette RISE, a costi sostenibili. Praticamente con un app mobile sarà possibile prenotare fino a 5 minuti prima della partenza un posto sul volo con l’unica condizione di sottoscrivere un abbonamento che può variare, a seconda del numero di voli che si desidera effettuare, tra le 1.000 e le 1.700 sterline al mese.

Emerge chiaramente che i costi non sono esattamente alla portata di tutti, ma cosi come afferma l’AD Nick Kennedy, si tratta di un mercato di nicchia che per chi viaggia con frequenza potrebbe sicuramente essere conveniente rispetto al noleggio di un jet privato.

Altre innovazioni dal cielo

In parallelo si stanno sviluppando altre realtà interessanti: si pensi ad esempio all’idea simile a quella di RISE sviluppata da un giovane 26enne, Sergey Petrossov, che stanco sia dei prezzi alti imposti dalle aziende che affittano aerei, sia dei disservizi delle compagnie aeree tradizionali ha deciso di sviluppare un software per smartphone attraverso il quale in tre semplici passaggi è possibile noleggiare un aeroplano a partire da 250 dollari, circa 198 euro, dividendo i costi con gli altri passeggeri. Anche qui stiamo parlando di progetti assolutamente di nicchia e limitati ad un target premium: per utilizzare Jetsmarter è infatti necessario essere soci dell’azienda, versando una quota di 6.999 mila dollari (5.553 euro) all’anno!

Insomma, a breve è molto probabile che avremo la possibilità di organizzare le nostre vacanze last minute con un’applicazione direttamente dal nostro smartphone, riuscendo ad avere un posto su un aeroplano senza troppe difficoltà e a un prezzo conveniente e competitivo.

Se gli utenti sono pronti a tale innovazione probabilmente quello che manca in questo momento è una legislazione dedicata che tuteli da un lato le compagnie tradizionali e dall’altro le startup che aggrediranno un white space di mercato allettante e di sicuro interesse.

Pronti a godervi il prossimo volo prenotato via mobile?

Sindrome da rientro: cosa fare in 10 consigli

Sindrome da rientro: cosa fare in 10 consigli

Per la metà degli italiani, il ritorno alla quotidianità avviene tra ansia, preoccupazione o addirittura depressione; il 24% dichiara inoltre che le vacanze sono state troppo corte.

Questi i risultati di uno studio pubblicato su www.inabottle.it.

Si può tornare fisicamente appesantiti: abbiamo fatto tardi la notte perdendo il ritmo veglia-sonno, ecceduto con gli alcolici, fatto molti sforzi fisici fuori allenamento, abbiamo preso qualche chilo di troppo.

I sintomi di questa sindrome da rientro

  • stanchezza
  • poca concentrazione
  • mal di testa o dolori muscolari
  • agitazione
  • confusione
  • perdita di entusiasmo, irritabilità, rimuginio e chiusura relazionale.

E allora? ecco 10 utili consigli da seguire.

1. Regolare gli orari dei pasti: possibilmente 5 piccoli pasti al giorno

2. Più frutta e verdure fresche e di stagione

Sindrome da rientro: cosa fare in 10 consigli

3. Se siete in sovrappeso, ridurre le calorie!

Sindrome da rientro: cosa fare in 10 consigli

4. Bere regolarmente acqua ricca di sali minerali

5. No alcol per un mese

Sindrome da rientro: cosa fare in 10 consigli

6. Non fare troppa attività fisica, ricominciare con calma

7. Riorganizzare le abitudini

Sindrome da rientro: cosa fare in 10 consigli

8. Non buttarsi a capofitto nell’operatività

Sindrome da rientro: cosa fare in 10 consigli

9. Gradualità: non tutto è urgente, fate per step

Sindrome da rientro: cosa fare in 10 consigli

10. Non riempirsi di impegni ma porsi obiettivi raggiungibili

Sindrome da rientro: cosa fare in 10 consigli

8 idee per un business part-time vincente

Otto idee per un business part-time

Stai lavorando in una grande impresa ma hai sempre sognato di creare e gestire un tuo business? Hai bisogno di arrotondare le cifre in busta paga con un lavoro part-time per arrivare a fine mese? Qualunque sia il motivo che si cela nella scelta di creare una tua attività, qui puoi trovare otto modi infallibili per avviare un business part-time.

Business part-time? Computer tutor

I ragazzi della generazione Y, caratterizzata da un maggiore utilizzo e una maggiore familiarità con le tecnologie digitali possono sfruttare la propria bravura offrendo ai potenziali clienti le loro competenze informatiche. Che tu sia esperto di Windows, Linux o OS X Yosemite, desktop publishing, di ricerca Web, HTML o di elaborazione testi, inizia a cercare i tuoi clienti; il guadagno è assicurato.

Creazioni di accessori e di bigiotteria

Se pensi di essere un vero talento creativo nella lavorazione di accessori e di bigiotteria, sfrutta la tua indole. Che si tratti di un eCommerce personale o della vendita tradizionale (fiere di artigianato e mercatini), il mercato degli orecchini personalizzati, di spille, bracciali e collane è un campo fertile, ricco di opportunità e di guadagno.

T-Shirt designer

Otto idee per un business part-time

Se invece hai un grande talento nel disegno o nella grafica, perché non sfruttarlo creando t-shirt personalizzabili. I canali di vendita sono molti, dai mercatini cittadini allo shopping online. Crea e vendi, anche in questo caso il guadagno è certo.

Personal chef

Cosa c’è per cena? Questa la domanda che si pongono tutti quei professionisti che non hanno il tempo materiale per cucinare un buon pasto caldo. La colpa di questa cattiva abitudine è da affibbiare agli orari serrati nel luogo di lavoro. Spesso, infatti, la risposta è: una pizza surgelata. A causa di questo stile di vita si è creata una professione ricercatissima dal mercato, la figura del personal chef.

LEGGI ANCHE: Naples Lean Startup Machine, scopri se hai l’idea giusta con lo sconto Ninja [EVENTO]

Nelle sue mansioni rientra la scelta del menù e, ovviamente, la preparazione del piatto. Esci di casa, fai la spesa e soddisfa la tua clientela affamata.

Personal trainer

Otto idee per un business part-time

Se è vero che non è facile resistere al gusto di un buon piatto di pasta asciutta, è altrettanto vero che la ricerca della forma fisica è una priorità per molte persone. La volontà di tenersi in forma, di essere sani e belli, spinge milioni di persone ad assumere un personal trainer per potersi esercitare correttamente.

Come farsi trovare? Diffondi la voce nei centri benessere e nelle palestre, saranno i clienti a cercarti.

Istruttori di Yoga e Thai Chi

Nel frenetico mondo degli affari c’è un grandissimo bisogno di beneficiare delle tecniche di respirazione e di rilassamento. Si tratta di un mercato molto attivo, con una domanda altissima di figure professionali specializzate.

Comincia offrendo lezioni presso i centri benessere, il passo verso un proprio business part-time è breve.

Servizio di smaltimento rifiuti e pulizia di garage

Otto idee per un business part-time

A nessuno piace trascorrere un weekend a pulire il garage, la soffitta o la casetta da giardino. Se il lavoro fisico non ti dispiace, un servizio di pulizia può essere molto divertente, oltre che redditizio. In genere è possibile trovare alcuni tesori tra la spazzatura, che ti permetterà di aggiungere al tuo reddito anche il riciclaggio di giornali e scarti metallici.

Avrai bisogno di un pick-up o di un altro veicolo in grado di trasportare tutto, dai lavandini in ghisa alle vecchie sedie in legno, ma il guadagno è assicurato.

Venditore di oggetti d’antiquariato

Fare nuovi soldi da vecchi tesori e divertirsi facendolo è un ottimo business part-time! Acquista vecchi oggetti di arredamento durante le aste o nei mercati delle pulci e rivendili. Per ottenere un buon guadagno ti basta affittare uno stand allestito in occasione di fiere e mercatini e vendere i tui oggetti d’antiquariato, così come sono o con qualche piccolo ritocco per renderli più appetibili.

Magari la tua idee per un business part-time non fa parte di questo elenco di esempi, ma tieni a mente che le possibilità per avviare un’attività part-time in proprio sono molte. Sta solo a te decidere in quale settore buttarti per iniziare a far crescere il tuo reddito.

Naples Lean Startup Machine, scopri se hai l'idea giusta con lo sconto Ninja [EVENTO]

LSM_NAPOLI

La prima fase della tua startup? Scoprire se hai avuto l’idea giusta per costruire un business di successo, o se invece stai lavorando su qualcosa di cui nessuno ha bisogno. Per superare senza traumi questo delicato step, potrebbero tornarti utili i consigli degli esperti di Lean Startup Machine, che dal 25 al 27 settembre ti aspettano a Napoli.

Per costruire la tua startup di successo comincia dall’idea

Naples Lean Startup Machine, scopri se hai l'idea giusta con lo sconto Ninja [EVENTO]

Pensi di aver avuto un’idea davvero geniale e stai già assaporando il successo che arriverà dopo averla lanciata sul mercato. Probabilmente ci credi davvero e hai già messo insieme il team ideale, eppure proprio ora dovresti fermarti un attimo e riflettere: è il mio prodotto quello che proprio mancava e che tutti stavano aspettando?

Tra dati statistici e percentuali, i numeri rischiano davvero di fare girare la testa, ma sono moltissime le startup che falliscono ancora prima di arrivare sul mercato, mentre, dal lato opposto, sono una percentuale davvero minima le nuove imprese innovative che riescono ad ottenere finanziamenti e a convincere gli investitori, magari facendosi ammettere in qualche programma di accelerazione.

Lean Startup Machine (LSM) è un workshop di tre giorni sulla costruzione del business di successo. Qui portai imparare un processo attraverso il quale scoprire quali prodotti avranno successo sul mercato e quali no.

LSM è una coinvolgente esperienza educativa della durata di 48 ore, ma attenzione non è né una conferenza, né un hackathon.

Tre giorni di formazione da non perdere

Il rischio più grande per una startup è quello di non poter acquisire clienti. Lean Startup Machine è un workshop della durata di tre giorni che ti insegna proprio questo: come costruire un prodotto che i clienti vogliono davvero e guidare il tuo business nella direzione giusta.

L’obiettivo è quello di insegnare agli imprenditori il processo da seguire per convalidare le idee di business, attraverso prove e tutoraggio.

Forse tre giorni ti sembrano pochi, ma sono esattamente il tempo sufficiente per provare più idee di business, identificare quale ha il maggior potenziale, e raccogliere i primi clienti.

LEGGI ANCHE: 10 cose che gli startupper dovrebbero sapere

Anche se non hai ancora un team, puoi partecipare al LSM. Qui troverai altri partecipanti con i quali formare gruppi di lavoro durante il primo giorno di workshop. E se ti mancano anche le idee, ma sei solo curioso di imparare e avvicinarti alla prima fase di realizzazione di una startup, puoi iscriverti comunque. Potrai ascoltare le idee degli altri e partecipare attivamente ai workshop inserendoti in una delle squadre che si formeranno.

Anche se hai già un’idea imprenditoriale, il consiglio è quello di proporre un’idea nuova durante il workshop. In questo modo potrai essere meno coinvolto e assumerti maggiori rischi. Ricorda che questa è una esperienza di apprendimento e il tuo obiettivo finale è quello di andare via con una nuova competenza.

L’appuntamento è a Napoli, con lo sconto speciale per i lettori Ninja

Naples Lean Startup Machine, scopri se hai l'idea giusta con lo sconto Ninja [EVENTO]

Dal 25 al 27 settembre l’appuntamento con Lean Startup Machine è a Napoli, con workshop, presentazioni e sopratutto con le tue idee.

Trovi tutte le informazioni e le modalità di iscrizione direttamente sul sito di Lean Startup Machine. Inserendo il promo code “ninja” al momento della registrazione, potrai usufruire dello sconto dedicato ai lettori di Ninja Marketing.

Cosa aspetti? Corri a iscriverti, e ricorda: “Fail Fast. Succeed Faster”.

Festa della Rete 2015: Ninja Academy presenta Loveting! di Gianluca Lisi [EVENTO]

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Ti piacerebbe partecipare a tre giorni di festa e dibattiti, in cui incontrare dal vivo il popolo della rete? Bene, dall’11 al 13 settembre 2015, a Rimini, si svolgerà la decima edizione della Festa della Rete, l’evento dedicato a tutto ciò che in Italia gravita attorno alle community della rete.

L’agenda della Festa Della Rete, ogni anno, contempla grandi conferenze alle quali partecipano i più noti personaggi della rete. Quest’anno dibattiti e tavole rotonde si focalizzeranno su 6 macro-temi: Economy, Lifestyle, Food, Family, Media Fuorirete, un’ulteriore area, che ospita eventi speciali o fuori programma.

Da non perdere la presentazione del libro Loveting! di Gianluca Lisi con Mirko Pallera, alle 11:05 a Piazza Fellini.

Nel corso delle tre giornate, inoltre, nelle piazze e nei luoghi più caratteristici di Rimini, si susseguono una serie di BarCamp a tema: ogni camp è autogestito e ha il suo wiki di riferimento attraverso il quale potersi iscrivere, proporre il proprio speech da 15 minuti e conoscere tutto quello che accadrà durante ogni singolo BarCamp.

Speciale menzione merita poi la serata evento del sabato sera, dedicata alla cerimonia di premiazione dei Macchianera Italian Awards (#MIA15): i riconoscimenti più ambiti e temuti della rete italiana, che premiano i miglior blog e siti Italiani.

È possibile partecipare alla votazione fino al 10 Settembre. Chissà chi vincerà!

E i Ninja mica potevano mancare alla Festa della Rete!


Da Create! a Loveting!: Mirko Pallera e Gianluca Lisi ed il nuovo “Marketing Transpersonale”. È lo speech in programma alla Festa della Rete, il 12 Settembre, dedicato alla presentazione del libro di Gianluca Lisi, “Loveting! 127 archetipi per il management olistico”, edito da Dario Flaccovio.

LEGGI ANCHEChe c’entra il marketing con l’amore? Ce lo spiega Gianluca Lisi con Loveting! [LIBRI]

Mirko Pallera, founder di Ninja Marketing e Ninja Academy, insieme a Gianluca Lisi, co-Founder CREATE! Group e docente di Ninja Academy, vi introdurranno ad una nuova geografia interiore dell’advertising, marketing e branding che scopre il paradigma del Marketing Transpersonale, dove i confini dell’identità individuale si allargano fino a comprendere gli altri, le comunità, il mondo, guidandoci verso obiettivi sempre più ampi e comunionali.

Non siete curiosi di scoprire di più sull’argomento e di incontrare dal vivo Mirko e Gianluca? E allora, amici Ninja, incontriamoci a Rimini alla Festa della Rete!  L’intero programma è consultabile sul sito ufficiale dell’evento.

Sharing economy e successo: il segreto è ridurre gli ostacoli

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Uber, Spotify, Netflix, Airbnb: anche se ormai ci siamo abituati alla definizione di sharing economy, un’intera schiera di aziende può essere descritta meglio attraverso una particolare caratteristica. E cioè: la rimozione di complessità, incertezza e fatica per i clienti.

Make it easy

democrazia sul web

 


Le aziende che producono nuovi prodotti sono spesso le più celebrate, ma quelle che rendono ai clienti le cose più facili sono solitamente le stesse che riscuotono più successo. Questo il punto di un recente articolo firmato da Tom Goodwin, Vicepresidente Senior di Innovazione e Strategia per Havas, e pubblicato su Digiday.

LEGGI ANCHE: Come la sharing economy può salvarci dalla crisi economica

L’era dell’accesso

Female finger presses the button on the glowing panel elevator

Già nel 2000 lo studioso statunitense Jeremy Rifkin, con il suo The Age of Access, aveva profetizzato il passaggio da un’economia contrassegnata dal possesso ad una centrata sull’accesso, con la trasformazione di tutti i beni in servizi e la transizione da un sistema di mercato ad uno di rete.

Gli ingredienti fondamentali di questo passaggio sono dei siti web che offrono una navigazione protetta, una grafica piacevole, un impiego elementare e che, nel caso più tipico, sono mobile first. Hanno applicazioni che garantiscono accessi senza interruzioni, tenendo i nostri dati personali al sicuro ma allo stesso tempo disponendone per le loro funzionalità.

Missione: ridurre

SOCIAL MEDIA

L’SVP di Havas si è spinto oltre, estendendo il discorso anche al mondo della réclame:

Mi piacerebbe vedere una generazione di menti brillanti del settore pubblicitario che sappia puntare sulla riduzione piuttosto che sull’addizione di novità. Il che nell’attuale situazione del marketing è difficile da pensare: come industria, la pubblicità deve quasi per natura fare di più. […] Così, mentre lo scenario mediatico diventa sempre più complesso e frammentato, inventiamo nuove iniziative, chiediamo ai nostri clienti di fare di più: è tutta questione di aggiungere. […] Urge una svolta radicale.

Nessuno sforzo

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L’attuale contesto di consumo è in evoluzione. Abbiamo delegato competenze proprie della nostra mente agli smartphone, non riusciamo a ricordare i numeri di telefono o i compleanni perché la nostra soglia d’attenzione è continuamente bersagliata da messaggi di qualsiasi tipo: per questo avrebbe senso ragionare in termini di riduzione. Soprattutto se è vero, come conclude Goodwin nel suo pezzo, che “la prossima generazione sarà sempre meno disposta a sforzarsi“.

Il test segreto con cui Google seleziona programmatori talentuosi

Dall’annuncio di lavoro che l’agenzia di advertising tedesca Jung von Matt ha nascosto in un sito quotidianamente utilizzato da migliaia di designer alle Career Instructions in pieno stile IKEA che la stessa azienda svedese ha inserito all’interno di ogni scatola, spesso aziende grandi e piccole hanno saputo stupirci con strategie di recruiting particolarmente creative.

Mai però avreste pensato che una ricerca su Google, magari nata dalla frustrazione nel non riuscire a risolvere un grattacapo sul lavoro, potesse portarvi a lavorare nella sede del colosso del web: così è successo a Max Rosett, che in un suo post pubblicato su The Hustle ha raccontato come si è guadagnato una scrivania a Mountain View googlando informazioni relative al linguaggio di programmazione Python (… sì, il nome è proprio in onore dei Monty Python, alla cui serie televisiva era molto appassionato l’inventore), che ad oggi rappresenta una delle tecnologie principali del core business di Google.

«But then something unusual happened. The search results split and folded back to reveal a box that said “You’re speaking our language. Up for a challenge?”»

Dopo qualche momento di esitazione Max ha accettato la sfida – al contrario di chi, tra i commenti al suo articolo, sfoga la sua frustrazione per aver chiuso la finestra pensando ad uno scherzo – e, dopo aver cliccato su “”I want to play”, ha visto aprirsi sul suo schermo la finestra di foo.bar, un test ormai non più così segreto che uno studente italiano attualmente impegnato al Cern di Ginevra ha provato a sviscerare condividendo anche qualche soluzione:

“Google foo.bar currently consists of 30 problems articulated in eight levels, (…). One of these problems asks to calculate the number of integer points within a triangle (…) another problem asks how much water gets trapped in a given landscape, represented by an array of integers (…). Choosing the right algorithm and implementing it correctly were usually enough to advance to the next level.”

Dopo aver risolto sei livelli del test (due in meno degli 8 attuali) entro il tempo limite di 48 ore, Max ha potuto inserire i proprio dati personali e, pochi giorni dopo, ha ricevuto dall’ufficio del personale di Google l’invito ad inviare il proprio CV. Da lì all’assunzione sono passati tre mesi e, come conferma anche il suo profilo Linkedin, da Agosto 2015 Max è un dipendente di Google.

A quanto pare Google utilizza questa tecnica ormai da tempo su termini di ricerca legati a linguaggi di programmazione quali Python e Java. I primi post nei forum di discussione risalgono allo scorso Novembre, quando c’era chi credeva che potesse trattarsi di un’attività promozionale legata a The Imitation Game, il film sul padre dei computer.

Le risposte pervenute ad alcune testate che chiedevano a Google commenti in merito non potevano che essere altrettanto enigmatiche. Mentre alcuni ha dovuto risolvere una stringa di codice che generava come output l’acronimo di “Good Luck, Have Fun!”, altri hanno dovuto interpretare un messaggio in codice con il sistema numerico esadecimale:

u0050u0075u007au007au006cu0065u0073u0020u0061u0072u0065u0020u0066u0075u006eu002eu0020u0053u0065u0061u0072u0063u0068u0020u006fu006eu002e

Traduzione? “Puzzles are fun. Search on”.

Non stupisce che le aziende, in possesso di un numero sempre maggiore di informazioni sui propri utenti, sfruttino i dati a loro disposizione non solo per migliorare l’esperienza del cliente ma anche per individuare talenti e selezionare quelli più affini alle strategie di business. Ad esempio pare che Goodreads, social network dedicato ai libri, selezioni i propri dipendenti basandosi anche sui libri che gli utenti aggiungono alla propria libreria.

Back to school, gelatina e germi: i migliori annunci stampa della settimana

Riprendiamo dopo le le vacanze estive con la nuova fantasmagorica rubrica dei migliori annunci stampa della settimana! Are you ready? Go!

VEBU: Cake/Gummi

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2 annunci stampa contro l’uso della gelatina animale in dolci e dolciumi. Orsetto/maiale gommoso: top!

Advertising Agency: Jung von Matt/ Spree, Germany
Account Executive: Daniel Adolph
Executive Creative Director: Till Eckel
Creative Directors: Javier Suarez, Philip Bolland
Copywriter: Patrik Lenhart
Art Directors: Philip Migeod, Dustin Przibilla
Illustrator: Frank Neidhardt
Account team: Tatjana Zittlau

McDonald’s: Back to School

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È ora di tornare a scuola e McDonald’s ce lo ricorda a modo suo.

Advertising Agency: Moroch, Dallas, USA
Executive Creative Director: Kevin Sutton
Creative Directors / Art Directors: David Soames, Dustin Taylor
Photographer: Mark Ross
Producer: Kyle Spaulding
Project Manager: Emma Ramos
Social Media Content Specialist: Katie Bevan

Liquidspace: Big ideas

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Le grandi idee hanno bisogno di un posto per incontrarsi! Liquidspace offre spazio di coworking per i futuri Steve Jobs.

Advertising Agency: Pacific Agency, San Diego, USA
Creative Director / Copywriter: George Stein
Art Director / Illustrator: Nico Cortinove

American EHR Health Alerts: Germs

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I germi si annidano dappertutto e possono essere molto pericolosi. Ridurre il rischio di contagio si può grazie all’app di American Ehr che notifica le epidemie in corso e fornisce ottimi consigli per rimanere in salute.

Advertising Agency: Hot Tomali Communications, Vancouver, Canada
Creative Director/ Art Director / Copywriter: Thomas Stringham
Art Director: Davinder Deo
Account manager: Kate Alvarenga
Production Company: White Monkey Design
Producer: Samantha Harris
Photographer: Matthew Chen
Retoucher: Steve Pinter
Production Designer: Alice Openysheva

Sante Dental: Smile

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Less is more. Ottima presentazione per questo istituto dentale.

Advertising Agency: Extreme Group, Halifax, Canada
Creative Director: Shawn King
Art Director: Jeff Simpson
Copywriter: Jeff Middleton

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