Keep calm and Reshoring: il business della moda torna in Italia

 

Si chiama reshoring il fenomeno del rientro della produzione delle aziende italiane dall’estero. Dopo anni in cui si è spesso sentito parlare del suo opposto, l’offshoring, oggi la tendenza inversa trova solide basi per realizzarsi portando effetti positivi sull’economia italiana, sia in termini occupazionali che economici.

Se aziende come Ferragamo, Tod’s, Prada, Furla e Piquadro hanno riportato alcune produzioni in patria, per assicurare un rientro più sicuro anche per le PMI, Sistema Moda Italia (SMI)PwC Advisory hanno avviato un progetto, “Reshoring” appunto, per creare le condizioni necessarie al rientro delle produzioni e all’aumento della produttività in due aree pilota: Puglia e Veneto. Con l’obiettivo di promuovere interventi di assistenza alle imprese, riqualificazione e formazione attraverso un’Accademia, ma anche di raccolta delle adesioni delle Imprese che intendono fare reshoring, SMI ha creato nuovi contatti con le imprese manifatturiere e monitora lo stato del progetto per estenderlo ad altre regioni.

A questa misura si aggiunge una soluzione avanzata di supply chain, a cura di Unicredit, dedicata alle aziende del settore tessile moda, con lo scopo di migliorare l’accesso al credito e rendere le aziende del settore più efficienti e competitive sul mercato.

Per conoscere numeri, modalità e sviluppi futuri di questo progetto pilota, in occasione della tavola rotonda sul credito alla filiera della moda italiana, abbiamo rivolto alcune domande a Claudio Marenzi, Presidente di Sistema Moda Italia e Amministratore Delegato di Herno, l’azienda di famiglia riportata al successo grazie ad un innovativo modello di produzione diffuso sul territorio.

Quali sono i numeri delle aziende italiane della moda che hanno delocalizzato la produzione?

Keep calm and Reshoring il business del tessile torna in Italia

Per dare un’idea di come si sta evolvendo la dinamica produttiva estera rispetto a quella italiana, è possibile osservare l’andamento della concentrazione produttiva italiana sul totale. Il secondo Osservatorio PwC sul Reshoring ha coinvolto i responsabili di 57 imprese del settore suddivisi tra imprese committenti proprietarie di un marchio e imprese della filiera produttiva, per capire meglio cosa è avvenuto nel periodo 2008-2014.

Le aziende del campione che producono meno del 25% in Italia sul totale della produzione si è quasi raddoppiata nel periodo considerato, passando da quasi il 30% nel 2004 a più del 50% nel 2014. All’opposto, le aziende del campione che producono più del 75% in Italia si sono dimezzate dal 44% del 2004 al 22% del 2014.

La delocalizzazione ha indebolito la filiera riducendo di conseguenza la capacità di fare investimenti in innovazione, formazione e aumento della produttività, riducendo la capacità dell’intero settore che basa comunque il proprio modello sulle competenze della filiera e distrettuale interna.

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La Cina, seppur in calo, si conferma essere il paese di destinazione principale delle produzioni delle imprese italiane del settore. Turchia e Paesi del Nord Africa stanno crescendo grazie alla miglior collocazione geografica rispetto all’Italia che consente tempi di approvvigionamento più rapidi. L’Indocina ha costi salariali molto bassi e per questo motivo ha attratto parte delle produzioni in rientro dalla Cina, generando però alcune perplessità rispetto le condizioni del lavoro in questi Paesi, che sono molto spesso lontane dagli standard occidentali e in misura sempre maggiore collidono con le aspettative del pubblico dei consumatori, che dimostra una più alta sensibilità e consapevolezza su questo tema.

Se le aziende made in Italy spostano le produzioni fuori dall’Italia, cosa le differenzia ancora dai concorrenti stranieri?

Keep calm and Reshoring il business del tessile torna in Italia

La delocalizzazione delle aziende avviene sempre per una questione di costi di produzione e manodopera. Quello che differenzia le aziende italiane dalle concorrenti stranieri è la qualità dei materiali utilizzati, unitamente al know how che viene comunque mantenuto e trasferito anche ai siti di produzione esteri. Inoltre, i fattori che contraddistinguono la qualità dei prodotti italiani sono anche l’innovazione e i continui investimenti dedicati all’R&D che fanno delle aziende italiane in molti dei casi i primi first mover sul mercato.

Ci sono aziende italiane che hanno già optato per il reshoring? Cosa ci hanno guadagnato?

Keep calm and Reshoring il business del tessile torna in Italia

Il reshoring è un fenomeno che sta iniziando a prendere piede grazie al contesto economico italiano e internazionale favorevole. L’indebolimento dell’Euro verso Dollaro, l’aumento del costo del lavoro nel Far East, gli incentivi all’innovazione in Italia (Credito d’Imposta/Patent Box), e le piattaforme finanziare che agevolano l’accesso al credito come l’ultima lanciata da SMI e Unicredit, sono tutti fattori che possono influenzare positivamente e favorire il rientro della produzione delle aziende italiane dall’estero.

Il secondo Osservatorio PwC sul Reshoring mostra che, in presenza di condizioni abilitanti, l’89% del campione sarebbe disponibile a fare rientrare le produzioni in Italia. In particolare, il 34% delle aziende intervistate sostiene che stanno seriamente considerato il reshoring in Italia, il 23% sta già effettuando il rientro e l’8% ha già concluso il processo.

I vantaggi che le aziende ne ricavano sono certamente un miglior approccio “time to market” che consente una maggiore flessibilità e un più accurato controllo della filiera. Non da ultimo sono da considerare gli effetti positivi che si potrebbero attendere in termini occupazionali sul territorio e per l’Italia in generale.

Presidente di Sistema Moda Italia, ha anche rilanciato l’azienda di famiglia. Perché ha scelto di investire con questa nuova formula di produzione proprio in Sicilia?

Keep calm and Reshoring il business del tessile torna in Italia

L’hub siciliano è un progetto fortemente voluto per le caratteristiche innovative sia del sito di produzione che per l’impatto occupazionale che questo progetto avrà in Sicilia.

Sarà costituito da una rete di nove laboratori lungo la fascia che va da Capo d’Orlando a Randazzo dove, già da tempo, è in corso una collaborazione con alcune aziende locali che forniscono a Herno più della metà della produzione.

Ed è proprio sul successo di questa cooperazione, che ho deciso di investire nella realizzazione dell’hub costituendo una società a maggioranza Herno. Giocherà comunque una parte importante Filippo Miracula, imprenditore messinese che sarà responsabile della gestione dei nove laboratori siciliani. L’hub darà lavoro a 100 persone direttamente e a 450 con l’indotto.

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Nel progetto Reshoring per il rilancio della filiera del tessile italiana ci sono il Veneto e la Puglia. In che modo avete selezionato le regioni di interesse?

Keep calm and Reshoring il business del tessile torna in Italia

La regione Puglia è la prima regione meridionale nel tessile abbigliamento, sia per numero di imprese attive che per numero di addetti (secondo i dati riportati nella Smart Specialisation Strategy, aggiornati al 2012, il settore del tessile-abbigliamento-calzaturiero è rappresentato da 5.200 imprese attive e impiega circa 47.000 addetti).

Nei quattro poli distrettuali, Calzature del Nord Barese, Abbigliamento del Barese, Calzetteria e Abbigliamento del Salento, Calzature di Casarano, esistono vere e proprie realtà di eccellenza artigianali.

Dal 2008, tuttavia, sia per effetto della congiuntura economica negativa che per la delocalizzazione delle attività produttive, il Distretto Moda della Puglia ha subito un forte indebolimento. L’intenzione è quella di contribuire al rientro delle produzioni nella Regione. La capacità produttiva attualmente è sottoutilizzata e la disoccupazione si registra intorno al 21,5 %, e al 58,1% per quanto riguarda quella giovanile.

Con interventi di formazione e riqualificazione del personale e un costante sostegno a investimenti in materia di Ricerca e Sviluppo cerchiamo di dare un risvolto concreto alla ripresa del territorio coinvolgendo diverse aziende pugliesi capofila e il loro network di subfornitura.

Per quanto riguarda il distretto della filiera del Veneto esso è stato scelto per la numerosa presenza di aziende sia a valle che a monte del settore. La filera è composta da aziende di produzione abbigliamento, produzione tessile, aziende contoterzi, fornitori di macchinari e materiali, fornitori di servizi, grossisti e distributori di prodotto, fornitori di servizi immateriali. Le imprese attive al 2012 erano 4.144, con circa 35.547 addetti.

Rafforzare questo distretto è importante per dare l’esempio di un sistema dell’industria del tessile che ha un alto potenziale di crescita e sviluppo. Anche in questo caso sono state già coinvolte aziende venete capofila che collaboreranno insieme ai laboratori minori.

Master in Social Media Marketing + Social Media Factory: aperte le iscrizioni

Master in Social Media Marketing Social Factory aperte le iscrizioni alla 4 edizione

Se i mercati sono conversazioni, il luogo privilegiato dove queste conversazioni avvengono sono proprio i Social Network. In tutte le realtà aziendali e di agenzia sono quindi oggi indispensabili specialisti con conoscenze aggiornate e approfondite sui singoli strumenti, e soprattutto è necessaria una visione strategica ed integrata sul Social Media Marketing.

Master Online in Social Media Marketing [Marzo 2016 – Luglio 2016]

Il Master Online di Ninja Academy si rivolge ai professionisti del marketing, ad aziende, agenzie e freelance che desiderano sviluppare soluzioni concrete e stimoli innovativi attraverso i Social Network. In particolare il Master Online in Social Media Marketing si qualifica come un master non universitario di 60 ore che comprende 4 Aree Didattiche, 17 Corsi Intensivi e 20 Ore di Question Time.

Quest’anno il Master si arricchisce di importanti novità: il Syllabus Didattico progettato con un Advisory Council di professionisti e il servizio di Job Placement. L’Advisory Council, il comitato scientifico, è composto da professionisti di Facebook, Google, Microsoft, Teads, Telecom, Tiscali, Rocket Fuel; mentre per tutti gli iscritti al Master viene attivato il Job Placement, pensato per massimizzare le tue opportunità di carriera e di incontro con le aziende del digital marketing.

Inoltre, per sfruttare al massimo le conoscenze acquisite nel Master, è possibile arricchire i propri studi attraverso un Percorso Premium, 100% learning by doing: la Social Media Factory.

Che cos’è la Social Media Factory?

La Social Media Factory è un percorso premium opzionale che quest’anno approda in due città: Milano e Roma (POSTI LIMITATI). Il percorso premium permetterà ai partecipanti di mettere immediatamente in pratica tutte le attività e gli strumenti analizzati durante il Master Online in una formula didattica learning by doing.

La Social Media Factory consta di 3 sessioni di incontro dal vivo che si terranno presso TIM#WCAP di Milano e Roma, oltre che a distanza grazie alle tecnologie digitali di project management (Skype, Hangout, etc.). Ogni corsista infatti sarà inserito all’interno di un team di lavoro, seguirà le lezioni online come gli altri partecipanti del Master, e in più dovrà organizzare il proprio percorso operativo insieme agli altri membri del team sotto la guida del tutor di riferimento.

Le sessioni di studio si muoveranno in parallelo alle sessioni operative, che andranno a costituire un unico project work multidisciplinare. I gruppi si cimenteranno con 10 brief di Social Media Marketing: ogni livello dovrà essere superato per “sbloccare” l’accesso a quello successivo. I brief sono calati su un’azienda reale e sui suoi obiettivi di progettazione, sviluppo e misurazione di Social Media Management.

5 cose che imparerai a fare seguendo il Master Online:

1. Sfruttare i linguaggi, i contenuti e le peculiarità di ogni singola piattaforma sociale
2. Costruire e coinvolgere comunità di persone interessate ai tuoi prodotti
3. Presidiare in maniera pionieristica i social network più innovativi
4. Impostare e pianificare una social media strategy efficace
5. Misurare il ROI e i KPI delle tue attività sui social media

Quali sono gli argomenti del master e i rispettivi docenti?

UNIT 1: Le Strategie

  • Social Media Strategy con SIMONE TORNABENE
  • Social Media Monitoring, ROI & Analytics con EMANUELA ZACCONE
  • Organizzazione, Strumenti & Policy con FILIPPO GIOTTO
  • SEO per Social Media con LUCA DE BERARDINIS

UNIT 2: Contenuti & Campagne

  • Social Media Management con FILIPPO GIOTTO
  • Content Strategy con SIMONE TORNABENE
  • Social Media Advertising & Performance Marketing con LORENZO VISCANTI
  • Integrated Social Media Planning con MARCO MAGNAGHI

UNIT 3: Le piattaforme

  • Facebook con LUCA LA MESA
  • Twitter & Vine con FRANCESCA CASADEI
  • LinkedIn con LEONARDO BELLINI
  • Google+ con CLAUDIO GAGLIARDINI
  • YouTube con EDOARDO SCOGNAMIGLIO
  • Instagram con ORAZIO SPOTO
  • Pinterest con DOMENICO ARMATORE
  • Snapchat & WhatsApp con TOMMASO SORCHIOTTI

UNIT 4: Le frontiere

  • Social Media Trend con VINCENZO COSENZA

Quanto dura il master?

INIZIO = 15 Marzo 2016 • FINE: 11 Luglio 2016

Le lezioni del Master consistono in 2 Live Webinar di 2 ore ciascuno tenuti settimanalmente dalle ore 18 alle ore 20. Il partecipante potrà seguire il Master direttamente da casa propria, accedendo dal web ad un’aula virtuale e interagendo dal vivo con la classe e con i docenti.

Per chi trovasse difficile partecipare ai live webinar nel giorno e all’orario prestabilito, Ninja Academy offre la possibilità di seguire ciascuna lezione anche On Demand accedendo ai video delle lezioni registrate e ai materiali didattici disponibili nella piattaforma di e-learning.

Leggi l’opinione di chi ha seguito le precedenti edizioni del Master:

Quali sono qui i vantaggi di seguire il Master Online di Ninja Academy?

✔ Segui i corsi live comodamente da casa o dall’ufficio
✔ Question Time per chiarire i tuoi dubbi ed interagire con i docenti
✔ Accesso alla piattaforma e-learning per rivedere i contenuti on demand
✔ Test e Certificato di partecipazione
✔ Job Placement e Career Consultant a tua disposizione
✔ Project work multidisciplinare (Social Media Factory)

Quanto costa il Ninja Master in Social Media Marketing?

Master Online in Social Media Marketing
Early Booking fino al 15 febbraio: 999€
Prezzo pieno dal 16 febbraio 2016: 1199€

Social Media Factory (Milano o Roma) + Master Online in Social Media Marketing
Early Booking fino al 15 febbraio: 1449€
Prezzo pieno dal 16 febbraio 2016: 1599€

Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554. Vi aspettiamo con connessione, microfono e cuffiette alla mano.. Ma soprattutto, con tanta voglia di imparare! ?

Knowledge for change.
BE NINJA.

Master in Social Media Marketing + Social Media Factory: aperte le iscrizioni alla 4° edizione

Master in Social Media Marketing Social Factory aperte le iscrizioni alla 4 edizione

Se i mercati sono conversazioni, il luogo privilegiato dove queste conversazioni avvengono sono proprio i Social Network. In tutte le realtà aziendali e di agenzia sono quindi oggi indispensabili specialisti con conoscenze aggiornate e approfondite sui singoli strumenti, e soprattutto è necessaria una visione strategica ed integrata sul Social Media Marketing.

Master Online in Social Media Marketing [Marzo 2016 – Luglio 2016]

Il Master Online di Ninja Academy si rivolge ai professionisti del marketing, ad aziende, agenzie e freelance che desiderano sviluppare soluzioni concrete e stimoli innovativi attraverso i Social Network. In particolare il Master Online in Social Media Marketing si qualifica come un master non universitario di 60 ore che comprende 4 Aree Didattiche, 17 Corsi Intensivi e 20 Ore di Question Time.

Quest’anno il Master si arricchisce di importanti novità: il Syllabus Didattico progettato con un Advisory Council di professionisti e il servizio di Job Placement. L’Advisory Council, il comitato scientifico, è composto da professionisti di Facebook, Google, Microsoft, Teads, Telecom, Tiscali, Rocket Fuel; mentre per tutti gli iscritti al Master viene attivato il Job Placement, pensato per massimizzare le tue opportunità di carriera e di incontro con le aziende del digital marketing.

Inoltre, per sfruttare al massimo le conoscenze acquisite nel Master, è possibile arricchire i propri studi attraverso un Percorso Premium, 100% learning by doing: la Social Media Factory.

Che cos’è la Social Media Factory?

La Social Media Factory è un percorso premium opzionale che quest’anno approda in due città: Milano e Roma (POSTI LIMITATI). Il percorso premium permetterà ai partecipanti di mettere immediatamente in pratica tutte le attività e gli strumenti analizzati durante il Master Online in una formula didattica learning by doing.

La Social Media Factory consta di 3 sessioni di incontro dal vivo che si terranno presso TIM#WCAP di Milano e Roma, oltre che a distanza grazie alle tecnologie digitali di project management (Skype, Hangout, etc.). Ogni corsista infatti sarà inserito all’interno di un team di lavoro, seguirà le lezioni online come gli altri partecipanti del Master, e in più dovrà organizzare il proprio percorso operativo insieme agli altri membri del team sotto la guida del tutor di riferimento.

Le sessioni di studio si muoveranno in parallelo alle sessioni operative, che andranno a costituire un unico project work multidisciplinare. I gruppi si cimenteranno con 10 brief di Social Media Marketing: ogni livello dovrà essere superato per “sbloccare” l’accesso a quello successivo. I brief sono calati su un’azienda reale e sui suoi obiettivi di progettazione, sviluppo e misurazione di Social Media Management.

5 cose che imparerai a fare seguendo il Master Online:

1. Sfruttare i linguaggi, i contenuti e le peculiarità di ogni singola piattaforma sociale
2. Costruire e coinvolgere comunità di persone interessate ai tuoi prodotti
3. Presidiare in maniera pionieristica i social network più innovativi
4. Impostare e pianificare una social media strategy efficace
5. Misurare il ROI e i KPI delle tue attività sui social media

Quali sono gli argomenti del master e i rispettivi docenti?

UNIT 1: Le Strategie

  • Social Media Strategy con SIMONE TORNABENE
  • Social Media Monitoring, ROI & Analytics con EMANUELA ZACCONE
  • Organizzazione, Strumenti & Policy con FILIPPO GIOTTO
  • SEO per Social Media con LUCA DE BERARDINIS

UNIT 2: Contenuti & Campagne

  • Social Media Management con FILIPPO GIOTTO
  • Content Strategy con SIMONE TORNABENE
  • Social Media Advertising & Performance Marketing con LORENZO VISCANTI
  • Integrated Social Media Planning con MARCO MAGNAGHI

UNIT 3: Le piattaforme

  • Facebook con LUCA LA MESA
  • Twitter & Vine con FRANCESCA CASADEI
  • LinkedIn con LEONARDO BELLINI
  • Google+ con CLAUDIO GAGLIARDINI
  • YouTube con EDOARDO SCOGNAMIGLIO
  • Instagram con ORAZIO SPOTO
  • Pinterest con DOMENICO ARMATORE
  • Snapchat & WhatsApp con TOMMASO SORCHIOTTI

UNIT 4: Le frontiere

  • Social Media Trend con VINCENZO COSENZA

Quanto dura il master?

INIZIO = 15 Marzo 2016 • FINE: 11 Luglio 2016

Le lezioni del Master consistono in 2 Live Webinar di 2 ore ciascuno tenuti settimanalmente dalle ore 18 alle ore 20. Il partecipante potrà seguire il Master direttamente da casa propria, accedendo dal web ad un’aula virtuale e interagendo dal vivo con la classe e con i docenti.

Per chi trovasse difficile partecipare ai live webinar nel giorno e all’orario prestabilito, Ninja Academy offre la possibilità di seguire ciascuna lezione anche On Demand accedendo ai video delle lezioni registrate e ai materiali didattici disponibili nella piattaforma di e-learning.

Leggi l’opinione di chi ha seguito le precedenti edizioni del Master:

Quali sono qui i vantaggi di seguire il Master Online di Ninja Academy?

✔ Segui i corsi live comodamente da casa o dall’ufficio
✔ Question Time per chiarire i tuoi dubbi ed interagire con i docenti
✔ Accesso alla piattaforma e-learning per rivedere i contenuti on demand
✔ Test e Certificato di partecipazione
✔ Job Placement e Career Consultant a tua disposizione
✔ Project work multidisciplinare (Social Media Factory)

Quanto costa il Ninja Master in Social Media Marketing?

Master Online in Social Media Marketing
Super Early Booking fino all’11 gennaio: 799€
Early Booking fino al 15 febbraio: 999€
Prezzo pieno dal 16 febbraio 2016: 1199€

Social Media Factory (Milano o Roma) + Master Online in Social Media Marketing
Super Early Booking fino all’11 gennaio: 1249€
Early Booking fino al 15 febbraio: 1449€
Prezzo pieno dal 16 febbraio 2016: 1599€

Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554. Vi aspettiamo con connessione, microfono e cuffiette alla mano.. Ma soprattutto, con tanta voglia di imparare! ?

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Benvenuti a Mèriens, la città scientifica galleggiante di Jacques Rougerie

Jacques-Rougerie-Manta-Ray-Floating-City

Ecco a voi Mèriens

La sua apertura alare è di 500 metri e dalla testa alla coda ne misura 900. No, non si tratta di un mostro marino né di una forma animale aliena. Nonostante la somiglianza a una manta gigante, Mèriens è semplicemente una città: la più grande città fluttuante mai progettata, per l’esattezza.

Arch2O-JacquesRougerie-CityOfMeriens-04

Il progetto

Il padre di Mèriens si chiama Jacques Rougerie (nella foto qui sotto), architetto visionario, francese, amante del mare e già noto per i suoi progetti dallo stampo nettamente futuristico. Il suo scopo è quello di realizzare una vera e propria università sul mare, pronta ad ospitare fino a 12.000 abitanti, tra tecnici, scienziati, ricercatori, professori e studenti. Sarà una Università Oceanografica Internazionale, dedicata allo studio e l’analisi delle biodiversità marine.

La struttura

Tante le aree immaginate per comporre lo spazio vivibile della struttura: aule, laboratori, spazi abitativi ma anche zone dedicate allo sport, alla salute e al tempo libero. Non è un caso, infatti, che Mèriens sia già stata adottata come grande fonte di ispirazione dai grandi costruttori di navi da crociera per le flotte del futuro.

Struttura Mèriens

Ecologically correct

Rougerie ha dichiarato che la caratteristica principale della città di Mèriens sarà la completa ecosostenibilità. La struttura è stata infatti pensata per essere completamente autosufficiente nella produzione delle risorse necessarie al suo sostentamento, grazie all’istallazione di speciali tecnologie in grado di ricavare energia dal vento e dall’acqua del mare. Anche la produzione di rifiuti dovrà essere completamente destinata al riciclo, senza alcuna esclusione.  Inoltre, Mèriens avrà al suo interno uno spazio dedicato alla rimessa di imbarcazioni speciali adibite alla ricerca oceanografica. Tra queste, non mancherà SeaOrbiter, un vascello marino futuristico disegnato dallo stesso Rougerie, al momento in costruzione, destinato ad essere la prima nave verticale del mondo a solcare gli oceani.

SeaOrbiter

Un sogno high-tech

Quando si tratta di convogliare le migliori tecnologie in un unico grande progetto e puntare dritti al futuro, le nostre antenne non possono che drizzarsi. I progetti di Rougerie sono ancora sulla carta, ma noi ci auguriamo che possano presto diventare realtà. Per chiudere, ecco il video dell’intervento a TEDx Cannes, “Humanity and life underwater”, in cui l’architetto francese ci illustra il suo special dream.

Tony Buzan: il cervello diventerà il segreto del vostro successo [INTERVISTA]

L’ottava edizione del Forum delle Eccellenze (a Milano il 21 e 22 Novembre 2015, organizzazato da Performance Strategies), l’evento formativo di riferimento per chi il mondo del business, è ormai alle porte. Sarà una kermesse all’insegna del cambiamento e della rivoluzione, capace di coinvolgere speaker e professionisti di scala globale.

In quanto Media Partner dell’iniziativa, noi Ninja abbiamo avuto il piacere di intervistare Tony Buzan, studioso e scrittore di caratura internazionale sui temi dell’apprendimento e della memorizzazione efficace. Ne abbiamo approfittato per farci svelare qualche segreto sulla materia grigia, con risposte davvero interessanti.

Curiosi di scoprire come migliorare le vostre performance, sul lavoro e nel tempo libero?

Parlaci di te. Cosa ti ha guidato ai temi del mind mapping? Chi ti ha inspirato?

Quando ero studente universitario soffrivo molto a causa della grande quantità di informazioni. I miei appunti in bianco e nero, scritti abitualmente e in modo ordinato sulle diverse righe durante le lezioni stavano diventando monotoni, e l’intero processo per memorizzarli era demotivante e noioso.
Decisi di consultare la biblioteca universitaria, chiedendo dove fosse la sezione dedicata al funzionamento del cervello. Il bibliotecario mi mandò nella sezione di medicina! Dissi che non volevo un libro sulle malattie del cervello, ma su come utilizzarlo al meglio. Un libro di questo tipo non esisteva. Ogni apparecchio elettronico o pezzo meccanico viene fornito insieme al suo manuale di istruzioni. Al contrario il cervello umano, l’organismo più complesso nell’universo finora conosciuto, non aveva un manuale di questo tipo. Decisi allora di scriverlo io, dando vita alle mappe mentali. Più analizzavo e più capivo che le biblioteche per studenti delle nostre migliori università erano diventate giganteschi dormitori per cervelli stanchi, esausti, assonnati.

Hai applicato su te stesso le tecniche della mappatura mentale, della lettura veloce e del potenziamento della memoria?

Certamente. Una volta che ho realizzato che ci sono strutture e architetture naturali che riflettono i nostri pattern di generazione del pensiero all’interno del nostro cervello, ho trovato la chiave del manuale sul cervello che avevo sempre immaginato e desiderato con grande impazienza. Appena fatta questa scoperta fondamentale relativa al funzionamento del cervello umano, ho individuato strumenti come il mapping mentale, la lettura veloce e i segreti arcani del potenziamento della memoria. Poteri che posso sfruttare nelle mie attività quotidiane e che promuovo a milioni di esseri umani da tutto il mondo desiderosi di comprendere la conoscenza necessaria per potenziare il proprio apparato cognitivo, ‘utilizzando’ le proprie menti nella direzione desiderata.
Insieme, le tecniche che ho scoperto e i principi del mapping mentale, della lettura veloce e della memoria costituiscono i tre pilastri dell’alfabetizzazione mentale, la dottrina che promuovo in tutto il mondo.

Dici spesso: “il vostro cervello è un gigante che dorme”. Cosa intendi?

Se guardiamo la storia dell’uomo, alcuni individui si distinguono. Si tratta di persone apprezzate come geni, una specie di gruppo di ‘giganti’ a parte rispetto ai più comuni mortali. Personaggi come Alessandro Magno, Giulio Cesare, il filosofo Averroè, Aristotele e Avicenna, la Regina Elisabetta I, Shakespeare, Newton, Leonardo da Vinci, Marie Curie, Einstein, solo per citarne alcuni. Possiamo cercare di capire in che modo questo club esclusivo di menti si è generato. Chi li ha eletti. Perché fanno parte del Club, e altri no? Il resto dell’umanità è forse composta da esseri ‘inferiori’, rispetto a questi super-uomini e a queste super-donne? Ho iniziato a cercare chi ha i poteri di decretare chi è intelligente e chi no, e ho capito che chiunque, liberando il reale potenziale del proprio cervello, usando i segreti dell’alfabetizzazione mentale citati sopra, può aspirare a rivitalizzare la propria materia grigia entrando a far parte del ‘Circolo dei Geni’. Non c’è alcun limite automatico o impedimento di accesso. Imparate la tecnica dell’alfabetizzazione mentale, applicatela come ho fatto io e milioni di altre persone, e si aprirà la vostra porta di accesso alla Confraternita del Genio Risvegliato.

Quali sono i fondamenti del mind mapping? quali sono le tecniche adottabili per farlo al meglio?

Il mind mapping rispecchia l’architettura naturale, e riflette quindi le sinapsi intrecciate del cervello. I principi dell’alfabetizzazione mentale su cui ho lavorato da studente richiedono colori, associazioni e diventano driver della creazione e proliferazione di idee. Le mappe mentali soddisfano tutte queste funzioni. Il principio chiave è quello di selezionare un’idea, un concetto o un piano come argomento principale. Potrebbe essere la vostra vacanza, il ricordo di un periodo di ferie passato, o la sua pianificazione futura. Può essere focalizzato sulle vostre possibilità finanziarie, oppure su un tema accademico. Non ci sono limiti né costrizioni di alcun tipo in questa selezione. Ora, prendete un foglio di carta e attrezzatevi con pennarelli e pastelli. Nel centro del foglio, preferibilmente di dimensione A3 (ma può essere di qualsiasi tipologia, anche un ritaglio) disegnate un’immagine colorata del vostro tema. Per esempio, per una vacanza potrebbe essere una piscina, o una palma. Ora tracciate dei rami di colori differenti dall’immagine centrale, in modo da creare un universo di idee e suggestioni.

Quali sono i benefici del mind mapping?

Le regole del mind mapping richiedono solo una parola per ramo, in quanto ciascuno di questi prolifera dall’immagine centrale e genera nuovi rami, sempre più sottili muovendosi dal centro. Troverete che un insieme di pensieri creativi, memorabili e innovativi nasceranno dalla pagina. La stessa pagina diventa un riflesso dei lampi di genio della vostra mente, tradotti in una forma visuale fiorente e opulenta. Il vostro cervello è stimolato, il gigante dormiente si sveglia e i flussi di creatività scorrono davanti a voi come per miracolo. Potrete rinforzare il potere di richiamo delle vostre mappe mentali aggiungendo immagini colorate. La memoria non è arida come un esercizio polveroso, un ricordo dei fatti che desiderate ricordare e utilizzare veritiero ed efficace  dipende dall’utilizzo immaginifico e drammatico di immagini e colori: diventate artisti di voi stessi. Incidete i vostri insight sulla vostra pagina. La mappa mentale registra gli appunti, genera strategie, riflette il funzionamento della vostra mente, vi rende semplice scorgere nuove idee all’orizzonte e farsi tornare in mente le cose.

Cosa è la velocità di lettura? In che modo chiunque può aumentare la propria? Tale velocità ha un impatto nella qualità in cui comprendiamo il significato dei messaggi?

La velocità di lettura è l’abilità di assorbire e comprendere grandi quantità di testo in tempi di reazione maggiori della media dell’uomo, di circa 700 parole al minuto. In effetti, aumentare la velocità di lettura è molto semplice, all’inizio di qualche centinaio, raggiungendo poi il primo migliaio e alla fine multipli di mille, senza sacrificare la comprensione del testo. I tre principi da tenere a mente sono i seguenti. In primis utilizzate un puntatore, per esempio una biro o una matita. Scorrendoli lungo il testo mentre leggete, vi focalizzate su di esso evitando di tornare indietro o di tornare su alcuni passaggi, il veleno della lettura efficace. Secondariamente, dovete capire che lo spettro dell’occhio umano è molto vasto. Se provate, riuscirete a vedere anche al fianco della vostra testa. Una volta che capite questo principio, potrete passare alla terza lezione vitale che è il chunking. Invece di leggere una parola alla volta, prendetene un insieme. Vedrete che questo ha un impatto pazzesco sulla vostra velocità di lettura e sul riassorbimento / sulla comprensione efficace.

La velocità di lettura si applica anche online, ora che molte persone leggono libri su Kindle e che la stessa lettura è passata dal formato stampato ai media online?

Non c’è differenza tra le pagine scritte e quelle stampate. Si applicano esattamente gli stessi principi. Utilizzate un puntatore. Prestate attenzione all’ampiezza dello spettro oculare e assorbite pezzi di frase, invece di singole parole. In effetti, possono esserci vantaggi di velocità a leggere online rispetto che sulla carta stampata. Un plus è che non c’è problema che la pagina si arricci, o il libro sfugga di mano all’improvviso facendovi perdere il punto di lettura. Si può perdere molto tempo leggendo un libro lungo, quando perdi il filo e smetti di leggere perché ti accorgi di avere già letto quel pezzo prima. Un ulteriore vantaggio della lettura online rispetto alla carta stampata è che in molti casi avete la possibilità di modificare le dimensioni di ciò che visualizzate, al fine di rendere più semplice l’assimilazione. Un esempio semplice consiste negli schermi molto piccoli, che possono essere allargati con un semplice tocco per una lettura più scorrevole.

Quali tecniche si possono utilizzare per migliorare la memoria? Si tratta di uno sforzo continuo, o di un impegno focalizzato e fissato in un unico momento?

Qualunque ricerca sulla memoria può aiutare, perché ci permette di comprenderne meglio il funzionamento: per esempio il grafico del ricordo dopo l’apprendimento, conoscendo cosa si intende per effetto primacy e recency e per effetto Von Restorff. Così, è importante capire come il primo e l’ultimo elemento in un processo sequenziale, per esempio in un discorso in pubblico, hanno più probabilità di essere ricordati. Lo stesso vale per uno stimolo che genera un picco di interesse e in modo inatteso, come la citazione del Tyrannosaurus Rex in un semplice libro di dati contabili. Certamente, è meglio prediligere un approccio di revisione continua, sia dei principi che governano la memoria che del soggetto da ricordare. L’esperienza insegna per esempio che gli studenti universitari raggiungono un maggiore successo negli esami quando mappano mentalmente gli argomenti con colori luminosi e facilmente ricordabili, attaccandolie nelle proprie stanze in modo che siano sempre rileggibili e revisionabili.

Cosa dobbiamo aspettarci da te nei prossimi anni?

La mia ultima iniziativa globale consiste nel Butterfly Universal Project, progettato per svelare in forme vivide e colorate a un bacino di utenti globale quali sono le risorse nascoste a cui essi possono avere accesso. Gli studenti che partecipano ai miei incontri pubblici arrivano con la mente limitata da insegnamenti di nessuna ispirazione, rigidi e convenzionali, che li conducono a ragionamenti errati su loro stessi e sulle loro ‘limitazioni’, convinti di essere senza speranza artistica. Facendo leva sul fatto che tutti possono estrarre la più bella e colorata farfalla possibile, appare in loro la realizzazione di potere diventare artisti e scienziati. I bruchi embrionali striscianti dei loro cervelli diventano improvvisamente delle splendide farfalle. Naturalmente si tratta di una metafora, per mostrare come il cervello sia infinitamente capace di raggiungere qualsiasi cosa desideri, riportandoci indietro al punto che citavo prima sul gigante dormiente. La mia missione globale è quella di risvegliare tutti i giganti dormienti del mondo.

Da una prospettiva più generale, quanto ciascun concetto (mappatura mentale, lettura veloce, memoria accelerata, etc.) può essere applicato in ambito lavorativo, all’interno dei posti di lavoro, a beneficio sia del datore di lavoro che del dipendente? Se applicati, possono questi paradigmi migliorare la produttività, il morale dell’azienda e in ultimo l’intera produttività nazionale?

Mi pare molto evidente che l’adozione e la sedimentazione di tutti i principi legati all’alfabetizzazione mentale dovranno portare senza dubbio importanti benefici in ogni dimensione dell’attività umana, sia che si tratti di business, del mondo corporate, degli organi di governo o militari, delle istituzioni formative. Se le persone al potere hanno una chiara comprensione dei concetti della mappatura mentale, della lettura rapida e della memoria, e questi virus mentali e punti di forza sono riflessi e replicati all’interno dei propri gruppi, ottenere benefici importanti e condizioni di vantaggio è inevitabile. Un’integrazione armoniosa e felice tra i virus mentali all’interno delle organizzazioni porterà maggiore efficienza, velocità decisionale e di pianificazione, così come un migliore coordinamento tra tutti gli elementi che rendono possibile il funzionamento di un’organizzazione. Le iniziative e i dettagli saranno ricordati, non sottovalutati o dimenticati, e la community di individui alfabetizzati assicurerà che la testa, le braccia, il corpo e la mente si comprendano tra loro perfettamente, funzionando come una cosa sola.

Grazie a Tony Buzan per i suoi preziosi consigli su come migliorare la nostra memoria e le nostre performance. Ninja, ci vediamo tutti al Forum delle Eccellenze 2015, a Milano il 21 e 22 Novembre? Guardate il sito web dell’iniziativa e leggete altre informazioni importanti sull’evento Facebook creato ad hoc dagli organizzatori!

I 7 peccati capitali da evitare su Facebook

I 7 peccati capitali da evitare su Facebook

Prima di pensare a come ottimizzare la vostra presenza su Facebook, a come convertire le visite in clienti, a come stupire gli utenti con ingegnosi post di instant marketing, è meglio partire dalle basi, e sapere cosa è bene non fare su una pagina Facebook.

Questo post, oltre a ricordare a tutti i social media manager i più grandi errori/orrori da evitare, vuole anche alzare un pochino l’asticella degli improvvisati, ma non tanto per aumentarne le capacità, quanto per far sanguinare meno gli occhi e il cuore ai veri SMM che capitano per caso sulle pagine da loro gestite (o che devono rilevare). Insomma, forse più che un articolo questa è una pubblicità progresso.

Sapete che il totale delle aziende nel mondo con una presenza su Facebook nel corso del 2014 hanno perso ben 4,3 milioni di dollari a causa di errori sul social media? (ricerca condotta da Altimeter). Non prestare attenzione ai dettagli può essere fatale.
Ecco che di seguito trovate i 7 peccati capitali per un Social Media Manager su Facebook: fate un bel post-it per ogni peccato e attaccateli sulla vostra scrivania, tipo Francesco Sole.

LEGGI ANCHE: Social Media Manager: i sei profili che ti capiterà di incontrare

1. Non scrivere come se fossi un robot

Cerca di trasformare ogni commento dei tuoi clienti in una positiva interazione. Copiare e incollare riposte standard, fredde e automatiche potrebbe sì farti risparmiare tempo, ma offrirai una spiacevole esperienza di community. I social media sono ambienti di conversazione e chiacchiera: privare chi segue la tua pagina di reali conversazioni e di autenticità è estremamente dannoso.

I 7 peccati capitali da evitare su Facebook

2. Non eliminare i tuoi post e nemmeno quelli degli utenti

Hai appena fatto un errore? Hai pubblicato qualcosa che non avresti nemmeno dovuto pensare? Bene, pubblica un altro post di scuse, ma evita di cancellare quello contenente l’errore, oppure di editarne mille volte il testo. Non cancellare nemmeno i post dei tuoi fan, che possono trasformarsi in una buona occasione di confronto e per dimostrare l’autenticità delle possibili scelte contestate. In alcuni frangenti di crisi, in particolar modo per le grosse aziende, eliminare i post degli utenti ostili può essere però, sul lungo periodo, la cosa migliore, come fece qualche mese fa Nivea durante il “caso Neve”.

LEGGI ANCHE: Nivea vs Neve e il web si spacca. Chi ci ha guadagnato?

3. Non essere noioso e ripetitivo

Moltissimi utenti tendono a mantenere il “mi piace” ad una pagina ma a smettere di seguire gli aggiornamenti, proprio a causa di post auto celebrativi, noiosi o poco interessanti. Facebook è uno strumento con il quale l’azienda deve impegnarsi nei confronti dei propri clienti, mettendoli al centro della storia, modellando la propria retorica sulle persone che popolano la pagina del social network. Diventa necessario mostrare il “dietro le quinte”, il team di lavoro, i dettagli, quelli che fanno appassionare. Solo in questo modo il livello di engagement rimarrà elevato.

4. Non dimenticare qual è la tua audience

Bisogna porre estrema attenzione alla targetizzazione del pubblico. Ad esempio, se la pagina Facebook si riferisce ad un’azienda che produce articoli per bambini, l’audience sarà verosimilmente quella di adulti da 30-35 anni in sù. Quindi non cercate di porre l’attenzione su quanto siano colorati i giocattoli, piuttosto su quanto siano sicuri e convenienti.

I 7 peccati capitali da evitare su Facebook

5. Non usare hashtag a caso

Ha senso utilizzare gli hashtag su Facebook? Analizzando 200 mila post su Facebook, Social Bakers suggerisce che il numero ottimale di hashtag per ogni post è tra uno e due. Riempire un post di hashtag ha due effetti negativi: il primo è quello di dare l’impressione di ricercare a tutti costi la visibilità, e il secondo è di perdere engagement proprio per il motivo precedente.

6. Usa lo humor solo se ne sei capace

Lo humor e l’instant marketing su Facebook vanno a braccetto. Ma bisogna saperlo fare, altrimenti la brutta figura è dietro l’angolo. Vi eravate persi il post dei Biscotti Gentilini su Marc Marquez? Alcuni hanno gridato al “genio”, in realtà è stato tutto molto triste: la pagina non pubblicava nulla da mesi, poi l’illuminazione e la fretta di postare. Risultato: un’immagine piena di marchi aziendali accostati ai biscotti Gentilini, rischiando così denunce. L’immagine è stata poi rimossa (altro peccato capitale).

I 7 peccati capitali da evitare su Facebook

7. Non cercare scorciatoie

Acquistare “fan” per la pagina? Nemmeno per idea! Taggare pagine a caso nei post? Non serve a nulla. Condividere i post della pagina col proprio profilo e taggare i vostri amici? Basta vi prego: tanto quelli sono like per disperazione, mica per interesse. Infine, stesso discorso, non invitate più i vostri amici a mettere “mi piace” alla vostra pagina. Non invitateli più.

I 7 peccati capitali da evitare su Facebook

Ninja Social Oroscopo dal 19 al 25 novembre

oroscopoCari Guerrieri Ninja appassionati dello zodiaco, eccoci qui con il nuovissimo Ninja Social Oroscopo della settimana dal 19 al 25 novembre. Il transito dei pianeti Mercurio e Sole nel segno del Sagittario condizioneranno in maniera intelligente tutti i dodici segni. Il pensiero sarà attivo e intuitivo e per molti l’occasione sarà quella giusta per cambiare qualcosa, anche una piccola abitudine, capace di fare la differenza. La capace di ispirarci sarà Qual è il nostro modo di intendere la vita?

I segni d’Aria avranno una settimana tra loro molto diversa. L’Acquario cercherà la sua motivazione personale per non mollare, spirandosi alla perseveranza di Airbnb di San Francisco! I Gemelli, caso rarissimo, saranno attirati dall’idea del team e dell’obiettivo condiviso. Non tutti si fideranno subito delle loro intenzioni, ma chi avrà il coraggio di farlo non ne rimarrà deluso. La Bilancia invece sarà totalmente immersa nel suo mondo, il più possibile lontano dalla scrivania e il più possibile vicino al suo privato. Come stanarla? Seguendola su Instagram, ovviamente!

I segni di Terra coltiveranno la propria individualità, nel bene e nel male, senza cedere per forza al compromesso. Il Toro procederà con un ritmo nuovo, sfidando i suoi stessi limiti farà sempre un passo in più. La Vergine dovrà dimostrare di essere sul pezzo. Non volendo cedere alle imposizioni altrui avrà due chance: buttarsi nella ricerca di lavoro on line oppure dimostrare di sapersi mettere in discussione. Il Capricorno avrà bisogno di tutta la nostra solidarietà perché questa settimana potrebbe metterlo davvero in difficoltà. Conoscendolo non dirà nulla a nessuno, ma la testa china sulla scrivania o le telefonate a bassa voce potrebbero essere un campanellino d’allarme.

I segni d’Acqua cercheranno di creare delle alleanze condizionando un po’ troppo il prossimo, Il Cancro sbaglierà strategia, ammiccando goffamente al suo interlocutore. Attenzione a non perdere credibilità! Lo Scorpione non lascerà spazio alla libera iniziativa, pensando che influenzare l’altro sia la strategia migliore. Sbagliato! I Pesci lasceranno tutti a bocca aperta con una serie di sì/no repentini. Cambiare idea è sinonimo d’intelligenza ma essere indecisi ha tutto un altro significato.

I segni di Fuoco saranno particolarmente attivi e propositivi. L’Ariete avrà bisogno di qualcuno capace di guidarlo e di farlo sentire a suo agio per partire come una scheggia. Il Leone cercherà per prima cosa di familiarizzare con i suoi “soci”. L’approccio apparentemente informale sarà la sua tattica di startup. Ci sarà da scommettere sul suo successo! Il Sagittario sarà un vero campione, capace di confezionare progetti semplici e concreti per crescere e migliorare l’organizzazione sua e dei suoi colleghi: bravo!

Buona settimana, guerrieri!

Moleskine: quando l'analogico si sposa col digitale [INTERVISTA]

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Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Nunzia Falco Simeone, managing editor Ninja Marketing.

Il 12 e il 13 novembre a Milano si è tenuta l’edizione 2015 del Frontiers Of Interaction, una due giorni densa di incontri, tra design, tecnologia e imprenditoria. Era presente anche la nostra Nunzia Falco Simeone, managing editor di Ninja Marketing, che ha posto per noi delle domande a Peter Hobolt Jensen, Head of Digital di Moleskine.

1. Hai lavorato per 13 anni in LEGO e adesso sei a capo della sezione Digital di Moleskine. Come si convertono dei marchi molto classici e molto materiali al digitale?

Non siamo diventati dei brand digital in senso stretto. Abbiamo aggiunto alla componente classica e fisica una significativa esperienza digitale. La prima lezione che ho imparato è: abbiamo un’essenza da preservare. Come interpretarla nello spazio digitale? È piuttosto difficile rispondere, perché a volte diventa un discorso sulla tecnologia, anche se in realtà non lo è. È un discorso su come cambiamo, su come arricchiamo la nostra conoscenza senza perdere quello che avevamo, anzi andando più a fondo.

Perché il parametro di valutazione non dovrebbe essere basato su ciò che è digital e ciò che non lo è, ma dovrebbe essere fondato su ciò che facciamo di più rilevante per l’utente rispetto a prima. Sono stato fortunato per aver lavorato a lungo in LEGO, e ho anche visto molti errori. Ho assistito al gravoso tentativo di rendere LEGO una pura esperienza digitale: è stato un fallimento molto dispendioso.

Quello che è davvero vitale è semplicemente questo: non aspirare a diventare qualcosa che non sei, perché altrimenti sei destinato a perdere. Così in Moleskine non stiamo cercando di essere un’azienda digital, ma stiamo provando ad essere un’azienda analogica che si apre al mondo digitale.

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2. Durante il tuo intervento al FOI hai detto che le chiavi per il successo di Moleskine sono state le partnership. Come e in che misura?

Sì, diciamo che siamo stati abbastanza fortunati da avere clienti molto affezionati al nostro marchio anche nella Silicon Valley. Abbiamo avuto la fortuna, infatti, di condividere valori con diverse aziende di quell’area. Come ci relazioniamo con Evernote, così ci confrontiamo con Adobe e altre realtà, chiedendo: qual è il vostro modo di intendere la vita? Tutte queste aziende condividono quest’idea, e cioè che non è questione di digitale o di analogico, ma di entrambi.

Lo sanno bene tutti gli utenti Evernote (e sono più di 150 milioni), molti dei quali ancora usano agende. Adobe vende 5 milioni di abbonamenti all’anno, ma gran parte del processo di lavoro, gran parte della creatività, parte dalla carta. Così, nel caso del taccuino Livescribe, una penna speciale può spostare la nostra scrittura a mano da un dominio all’altro. Perciò, penso che ciò che conti davvero è che noi non vediamo un conflitto tra analogico e digitale.

E, beninteso, non siamo certo un’azienda analogica che cerca di convincere tutti che il digital è una cattiva idea. Ma il punto è: noi consideriamo il digitale come un’opportunità. La chiave è l’integrazione. In altri termini, la somma delle componenti dovrebbe valere per l’utente e per il cliente più delle parti in causa separate.

3. La scrittura e il disegno sono attività vecchie come l’uomo. Il vostro obiettivo principale è quello di farle sembrare sempre nuove. Moleskine è simbolo del nomadismo contemporaneo. Che posto occupa il mobile nella vostra strategia?

In primo luogo penso che dovremmo essere “guidati” dal cliente piuttosto che dalla tecnologia. Non abbiamo cominciato dicendoci: “è tempo di essere mobile“. Non abbiamo il dettame “SO LO MO” (SOcial LOcal MObile) attaccato alle pareti.

Guardiamo al mobile come un modo, un mezzo, attraverso il quale raggiungere quello che vogliamo ottenere. Chiaramente il mobile è parte integrante sia dell’esperienza con Evernote sia di quella con Adobe e, in misura minore, è una componente della nostra strategia d’insieme. Fondamentalmente, è come un quartiere confinante.

Ha molto senso avere a che fare con il mobile, proprio per la familiarità con cui i clienti ormai lo vivono. Insomma, la nostra è una scelta parecchio neutrale. Il mobile facilita alcune operazioni, indubbiamente. Con Adobe abbiamo la possibilità, usando l’iPhone invece dello scanner d’ufficio, di ridurre le fasi della procedura da 14 a 5. L’essere mobile fa parte della nostra storia ma è anche una questione di praticità: è utile.

4. Per quanto riguarda i social media, in che modo create engagement con il vostro pubblico, così fedele e così peculiare? Dovete seguire le regole della nuova comunicazione ma anche mantenere la vostra autenticità: come fate?

Passiamo un sacco di tempo a discutere sul giusto linguaggio da impiegare. Abbiamo stabilito l’inglese americano, che è, forse, particolare. Scherzi a parte, i social media rappresentano il canale migliore per generare traffico al sito e per dare spazio alle community. E davvero noi abbiamo questa missione: vogliamo rendere più democratica la conversazione, vogliamo che le persone possano esprimersi dove e quando vogliono.

A fine anni ‘90 tutte le aziende avevano cominciato a creare blog. È naturale: lasciamo che la conversazione abbia luogo ogni volta che si vuole. I social sono un aggiornamento di quell’urgenza. Cioè, noi consideriamo i social media, per così dire, un “motore di conversazione”, un’opportunità per coinvolgere la gente.

Perché il marchio Moleskine parla di ognuno di noi, ognuno di noi come individuo: parla di cosa ci piace fare, dei nostri sogni, della nostra creatività. I social sono quindi il luogo dove Moleskine incontra il suo pubblico e dove in generale delle persone incontrano altre persone. E questa, a mio avviso, è una sorta di democratizzazione del brand.

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5. Sappiamo che la creatività è intesa diversamente da ciascuna persona perché ogni persona è diversa. Che cosa significa “personalizzazione” per Moleskine? Come funziona?

La personalizzazione da noi può arrivare ad un grado tale che ti consente di avere un’identità all’interno dell’ecosistema Moleskine. Hai un’agenda esteticamente carina, dove puoi dare sfogo alla tua creatività e alla tua produttività, dove puoi appuntare i tuoi pensieri e condividerli. Oppure tenerli solo per te: perché, ovviamente, non tutto quello che si scrive sul proprio taccuino lo si vuole condividere con altri.

Evernote è uno strumento formidabile: è dove mettiamo tutte quelle cose che dobbiamo ricordare e che magari vogliamo condividere. Nell’agenda Moleskine invece mettiamo tutte quelle cose che sono importanti per noi, perché vogliamo conservarle, e non necessariamente condividere. Quindi non c’è contraddizione tra Evernote e Moleskine, perché essi sono in effetti due modi complementari per custodire cose di interesse personale. Questo spiega anche come mai quanto sia raro veder gettata via una Moleskine. Il che è fantastico.

6. Un’ultima domanda, non troppo seria, giusto una curiosità. Ogni anno compro un’agenda Moleskine e ogni volta non so decidere quale scegliere. La mia Moleskine per quest’anno è quella grande, settimanale e la tengo in ufficio. Tu, invece, che Moleskine usi?

Uso un sacco di agende. Soprattutto, al momento, uso tanto l’applicazione mobile [Moleskine TimePage per iPhone]. Ho usato per diverse ragioni anche l’agenda Evernote, che ti permette di impostare un promemoria digitale tra le pagine.

Airbnb vince a San Francisco: nessun limite di 75 notti per gli affitti brevi

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Nonostante le contestazioni ben più composte rispetto a quelle dovute affrontare da Uber in alcuni Paesi (ricordiamo le auto messe a fuoco dai taxisti in Francia e gli striscioni a Torino contro Benedetta Arese Lucini, ex country manager italiana), Airbnb è recentemente uscita indenne da un referendum per il quale gli abitanti di San Francisco sono stati invitati a votare lo scorso 3 Novembre.

Soprannominato anche “The Airbnb Initiative”, il referendum proponeva di limitare ad un massimo di 75 notti all’anno gli affitti per soggiorni brevi, anzichè le attuali 90 (questo post ti aiuterà a scendere nei tecnicismi della proposta).

Una misura voluta per limitare la startup di home sharing, considerata dai sostenitori dell’iniziativa la causa dell’aumento degli affitti a San Francisco che, secondo alcune analisi, sarebbero saliti a quota 4.390 dollari al mese di media contro i 3.000 dollari di cinque anni fa e una media nazionale di 1.386.

Con il 45% dei voti a favore, il referendum è stato bocciato.

Share Better

L’esito negativo del referendum non ha (ancora) fermato Share Better, la coalizione a capo dell’iniziativa che si pone l’obiettivo di “proteggere le nostre comunità dalla minaccia dilagante di Airbnb e di altre operazioni di albergazione illegali” invitando gli utenti che hanno vissuto horror experiences a condividere le proprie storie.

Il video promo di Share Better

Una campagna controversa (e milionaria)

La riuscita campagna condotta da Airbnb (costata oltre 8 milioni di dollari, la terza più costosa nella storia di San Francisco) non è stata esente da polemiche, al punto che la stessa azienda ha ritenuto opportuno fare un passo indietro e chiedere scusa per i manifesti affissi in tutta la città.

Rivolti all’amministrazione locale, i manifesti veicolavano suggerimenti su come utilizzare i 12 milioni di dollari che Airbnb ogni anno paga in tasse: tra gli altri, si suggeriva di utilizzare quel denaro per mantenere aperte le biblioteche fino a tardi, per installare nuove stazioni di ricarica per i veicoli elettrici, per sostenere l’insegnamento dell’arte nelle scuole, per realizzare nuove piste ciclabili e per piantare nuovi alberi.

Le manifestazioni dei contestatori sono state senza dubbio più composte di altre passate alle cronache recentemente, dicevamo, e oltre ad un fiume di tweet non è andata oltre l’invasione pacifica da parte di 75 manifestanti del quartiere generale di Airbnb, i quali hanno lanciato al suo interno palloncini con attaccati messaggi di risposta alla campagna di cui sopra.

Fondata nel 2008, Airbnb oggi è valutata 25 miliardi e propone oltre 200.000 annunci in oltre 190 Paesi.

Contamination Lab di BIC Lazio: creatività e contaminazione per fare impresa

Contamination Lab di BIC Lazio: creatività e contaminazione per fare impresa

BIC Lazio è una società interamente partecipata della regione Lazio che nasce con lo scopo di sostenere lo sviluppo del territorio attraverso la nascita di nuove imprese e il potenziamento di quelle esistenti. Grazie alla presenza capillare in tutta la regione, è in grado di ascoltare le richieste del tessuto economico locale e di trasferirle a chi intende avviare nuove attività.

L’obiettivo primario è quello di garantire agli aspiranti operatori concrete possibilità di successo ed arricchire le diverse aree di risorse funzionali alle necessità produttive.

La missione di BIC Lazio è diffondere la cultura d’impresa, come strumento di crescita economica e sociale del territorio; canalizzare, attraverso l’imprenditorialità, tutte le risorse umane e professionali disponibili; a cominciare dai soggetti svantaggiati (immigrati, disabili), espulsi o a rischio di espulsione (cassaintegrati, soggetti in mobilità) o deboli (giovani, donne) sul mercato del lavoro.

Contamination Lab di BIC Lazio

Contamination Lab di BIC Lazio: creatività e contaminazione per fare impresa

BIC Lazio promuove la realizzazione nel Lazio di programmi di creatività e contaminazione finalizzati allo scouting di talenti imprenditoriali ed allo sviluppo di idee di impresa innovative. Il CLab è finalizzato a proporre ai partecipanti un ambiente stimolante per lo sviluppo di progetti di innovazione con un elevato livello di interdisciplinarità e di riferimenti al territorio.

LEGGI ANCHE:5 benefit che una startup può offrire ai potenziali dipendenti

È uno spazio fisico e virtuale che offre ai partecipanti un percorso di orientamento e introduzione alla cultura dell’imprenditorialità, dell’innovazione e del fare.

La finalità del CLab consiste dunque nell’aiutare i giovani ad acquisire le capacità necessarie a comprendere il potenziale di mercato di un progetto innovativo, a svilupparlo e a presentarlo in modo efficace a potenziali investitori.

Le attività del percorso CLab permetteranno ai possibili partecipanti di sviluppare in modo strutturato idee imprenditoriali credibili, favorendo così il meccanismo della contaminazione creativa.

Contamination Lab: il percorso formativo

Contamination Lab di BIC Lazio: creatività e contaminazione per fare impresa

La prima parte del percorso formativo è finalizzata alla costituzione del team, alla generazione dell’idea di business e alla preparazione delle presentazioni (pitch).

La seconda parte è finalizzata al perfezionamento dell’idea di business con workshop specialistici in collaborazione con imprenditori e professionisti esperti di startup e servizi di tutoring/mentoring in modo da raggiungere la fase di sviluppo del prototipo del prodotto/servizio e pianificare la costituzione della startup innovativa.

Il bando

Per la prima edizione del CLab Latina è previsto un numero massimo di 40 partecipanti. Sono ammessi alla selezione dei partecipanti i soggetti che alla data di scadenza del bando siano residenti nel territorio della regione Lazio e risultino essere:

– studenti iscritti ad un corso di laurea magistrale o agli ultimi due anni di un corso di laurea a ciclo unico presso una delle Università pubbliche e private ubicate nel territorio regionale del Lazio;

– studenti iscritti almeno al secondo anno di un corso di laurea triennale presso una delle Università pubbliche e private ubicate nel territorio regionale del Lazio;

– laureati che abbiano conseguito da non più di 12 mesi il titolo di laurea (triennale, magistrale o a ciclo unico) o dottorato o master presso una delle Università pubbliche e private ubicate nel territorio regionale del Lazio;

– laureati iscritti ad un corso di dottorato o master presso una delle Università pubbliche e private ubicate nel territorio regionale del Lazio.

I premi

Contamination Lab di BIC Lazio: creatività e contaminazione per fare impresa

I team che concluderanno con successo il percorso riceveranno un premio pari a 5.000 euro. Al termine dei tre mesi del CLab si svolgerà un “CLab Day”, che permetterà ai team di presentarsi ad associazioni di categoria, incubatori/acceleratori nazionali e internazionali, finanziatori, imprese e stampa.

Una giuria di esperti identificherà i tre team con le migliori idee di impresa, ai quali verrà offerto un periodo di preincubazione (6mesi) o di incubazione gratuita per la durata di 12 mesi, delle azioni per favorire l’inserimento dei team nell’ecosistema regionale delle startup e assistenza nella partecipazione a competizioni regionali, nazionali ed internazionali per l’accesso a “seed grant” o altri fondi “seed capital” per startup.

Una buona opportunità per le future startup della regione Lazio. Avete i requisiti necessari per partecipare al CLab di BIC Lazio? Consultate attentamente il regolamento e buona fortuna.