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Ninja Morning, il buongiorno di mercoledì 19 dicembre 2018

Twitter

L’AS Roma è il primo club italiano a siglare un accordo con Twitter. Grazie alla partnership, i tifosi e i follower della squadra, così come l’intera comunità del social network, potranno godere di match in diretta, preview delle partite, interviste ai giocatori, allenamenti della squadra e momenti della storia giallorossa estratti dagli archivi del Club.

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Facebook

“È tempo di cambiamenti significativi non solo nelle politiche, ma anche nella leadership della società”: con una lettera aperta, 29 associazioni per i diritti civili si rivolgono al fondatore di Facebook Mark Zuckerberg e al numero 2 della società Sheryl Sandberg, chiedendo di fare un passo indietro. Tra queste, riporta il Guardian, ci sono il Southern Poverty Law Center, Muslim Advocates, Equality Labs e MoveOn.org.

Amazon

Amazon ha annunciato che l’edizione di quest’anno del suo Digital Day si terrà il 28 dicembre. L’appuntamento offre risparmi fino all’80% su contenuti digitali.  L’evento segue quella che, stando al colosso del commercio elettronico, è stata la giornata di vendite migliore della sua storia, quella del Cyber Monday.

Trump

In relazione al rapporto sulle interferenze di Mosca nei social media il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump ha pubblicato un tweet in cui definisce “faziosi” Facebook, Twitter e Google. Ha accusato i colossi di Internet di appoggiare eccessivamente il Partito Democratico americano. Trump si è accanito soprattutto su Twitter, accusandolo di aver reso difficile alle persone seguire il suo account @realDonaldTrump, di aver rallentato la crescita del numero dei follower e di averne rimossi parecchi.

Cybersecurity

Nel 2017 il settore della cybersecurity ha raggiunto, in Italia, un valore di 1,4 miliardi di euro e si prevede che arrivi a circa 1,5 miliardi nel 2018. Inoltre, vista la crescente necessità delle aziende di mettersi al riparo da attacchi informatici e la crescente domanda di strumenti e competenze adeguate, si stima che saranno creati 2 milioni di posti di lavoro in 5 anni, a livello globale. E’ quanto emerge dalla Global Information Security Survey 2018-19, indagine condotta da EY, secondo cui, negli ultimi tre anni, il 45% delle aziende italiane ha effettuato acquisti di beni e servizi collegati alla sicurezza informatica.

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In agenda oggi

RICICLO – Presentazione a Roma (Sala Nazionale Spazio Eventi, via Palermo 10) della nona edizione di L’Italia del Riciclo, rapporto realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e FISE UNICIRCULAR: un quadro complessivo sul riciclo dei rifiuti in Italia,  sulle tendenze in atto e sulle dinamiche europee e internazionali, con un focus sulla movimentazione dei rifiuti all’interno del territorio nazionale e verso l’estero.

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Le notizie che forse ieri ti sei perso

Smart working, libertà e altre 5 cose che dovremmo sapere su lavoro e Millennials
Guardano all’Intelligenza artificiale con ottimismo e sono pronti a fare impresa attirati dalle startup: l’analisi di ForceManager su Millennials e lavoro

Cybercrime e finanza: le 8 previsioni di Kaspersky per il 2019
La formazione di nuovi gruppi criminali, i primi attacchi e furti con l’uso dei dati biometrici e ai sistemi di pagamento online: cosa prevedono gli esperti

SpaceX di Elon Musk potrebbe chiudere un round da 500 milioni (dice il WSJ)
La società di esplorazione spaziale vicina a chiudere un aumento di capitale da 500 milioni. Nuove risorse da investire nel progetto Starlink

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Le pubblicità più belle ed emozionanti del Natale 2018 (secondo noi)
I brand raccontano storie di affetto e dolcezza attraverso i loro spot di Natale 2018, con messaggi che emozionano sempre di più

Digital marketing e shopping natalizio: 3 motivi per attivare una campagna di mobile marketing
Le strategie di comunicazione mobile risultano essere le più efficaci nel periodo natalizio grazie alla possibilità di raggiungere gli utenti nel momento migliore

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Facebook avrebbe dato a Netflix e Apple accesso ai messaggi privati, secondo il New York Times

Come riportato dal New York Times, la partnership di Facebook con le big del tech sarebbe andata molto oltre rispetto a quanto emerso finora.

I documenti trapelati, così come le interviste a circa 50 ex dipendenti di Facebook e partner aziendali, rivelano che Facebook avrebbe consentito a determinate aziende l’accesso ai dati nonostante il divieto di condividerli senza autorizzazione esplicita.

Complessivamente, delle operazioni descritte nei documenti avrebbero beneficiato oltre 150 società, la maggior parte delle quali sono imprese tecnologiche, compresi rivenditori online e siti di intrattenimento, ma anche case automobilistiche e organizzazioni dei media. Le loro applicazioni cercavano i dati di centinaia di milioni di persone al mese, come mostrano i dati acquisiti.

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Apple, Amazon, Bing e Netflix

Le offerte, le più vecchie delle quali risalgono al 2010, erano tutte attive nel 2017. Alcune erano ancora in vigore quest’anno. La vicenda, che si basa sui rapporti pubblicati sia dal Times sia dal Wall Street Journal, descrive una serie di accordi di condivisione dei dati, di cui le persone non erano a conoscenza:

  • Avrebbe dato a Apple le informazioni relative al calendario degli iscritti, anche sa hanno disattivato questa condivisione. Ma Apple ha dichiarato di non essere a conoscenza di questo trattamento privilegiato e che i dati di cui si è parlato sono al sicuro.
  • Avrebbe dato ad Amazon i nomi e le informazioni di contatto di alcuni utenti, come parte di un accordo che sta per concludersi. Amazon non  ha fatto riferimento all’uso dei dati se non per specificare che li ha usati “in modo appropriato”. Qualcuno ha ipotizzato su Twitter che Amazon potrebbe aver utilizzato le informazioni per combattere le finte recensioni.
  • Avrebbe dato a Bing, il motore di ricerca di Microsoft, accesso alle informazioni riguardo gli amici degli utenti. L’azienda di Bill Gates afferma di aver completamente cancellato tutti i dati.
  • Infine, Spotify, Netflix e Royal Bank of Canada avrebbero avuto addirittura la possibilità di accedere ai messaggi privati di Facebook scambiati tra le persone.

In particolare, è possibile che la collaborazione di Facebook con le aziende produttrici di hardware e software per dispositivi di accesso, tra cui gli smartphone, abbia dato vita a tutta una serie di accordi personalizzati, nell’ottica di fornire un servizio migliore alle persone, che ora possono ragionevolmente pensare che i loro dati siano stati oggetto di un enorme mercato.

Netflix ha commentato così la notizia lanciata dal New York Times: “Negli anni abbiamo sperimentato diversi modi per rendere Netflix più social. Un esempio di questi, è la funzione lanciata nel 2014 che permetteva agli utenti di suggerire serie e film ai loro amici di Facebook attraverso Messenger o Netflix. La funzione però non è stata popolare e l’abbiamo eliminata nel 2015. In nessun momento abbiamo avuto accesso ai messaggi privati delle persone su Facebook o richiesto la possibilità di farlo.”

Facebook risponde al Times

Come risposta all’indagine del Times e ai dubbi che questa ha sollevato, la società ha riconosciuto che c’è molto lavoro da fare per riguadagnare la fiducia delle persone e ha evidenziato alcuni vantaggi della condivisione dei dati con le aziende, quando utilizzati in modo opportuno, compresa la possibilità di creare esperienze personalizzate anche su altri servizi.

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“I partner di Facebook non ignorano le impostazioni della privacy della gente, ed è sbagliato suggerire che lo fanno”, ha scritto in una email Steve Satterfield, direttore della privacy e delle politiche pubbliche su Facebook. “Nel corso degli anni, abbiamo stretto partnership con altre società in modo che le persone possano utilizzare Facebook su dispositivi e piattaforme che non supportiamo noi stessi, ma questi partner non sono in grado di utilizzare le informazioni per scopi diversi da quelli utili a migliorare l’esperienza delle persone”.

 

Digital marketing e shopping natalizio: 3 motivi per attivare una campagna di mobile marketing

Il Natale è alle porte, e le grandi strategie di comunicazione e marketing per le festività sono state già avviate da diverse settimane. Ma siete sicuri di aver impostato anche una strategia di mobile marketing adeguata al periodo? In caso negativo, non preoccupatevi: il digital ha il grande vantaggio di consentirci di intervenire in modo rapido e tempestivo con nuove campagne anche in corso d’opera, quindi siete ancora in tempo!

Il Natale, infatti, è il periodo migliore per realizzare un piano di attività di mobile marketing: si stima che gli acquisti online prenatalizi del 2018 saranno generati, per il 64%, da smartphone. L’ mCommerce, così è chiamato il fenomeno degli acquisti online realizzati da mobile, è cresciuto quest’anno del 40% rispetto al 2017, con una penetrazione soprattutto del mercato fashion (45%) e food&grocery (32%): un’opportunità quindi da non farsi scappare, soprattutto se il vostro target è compreso tra i 25 e i 40 anni, principali utilizzatori (70%) di questa modalità di acquisto.

Ma quali sono i principali vantaggi di una strategia di mobile marketing?

Puoi fare leva sugli acquisti di impulso

Se il tuo mercato è incline agli acquisti di impulso: fare leva sul mobile marketing permetterà al tuo brand di incrementare notevolmente le conversioni del tuo portale. L’88% degli italiani che acquista da smartphone, ha infatti dichiarato che il principale driver che li spinge ad utilizzare questo canale è proprio la rapidità delle operazioni: il nostro consiglio è di utilizzare questa informazione a proprio vantaggio con delle pubblicità che facciano leva su sconti temporanei o scarsità di prodotto per stimolare, ancora di più, l’acquisto immediato.

LEGGI ANCHE: Fare eCommerce, farlo bene. I trend mobile-first che devi considerare

Interagisci con il tuo cliente ovunque lui si trovi

Anche i dati lo confermano: gli italiani sono sempre più mobile con un incremento esponenziale dello smartphone per navigare sul web. La penetrazione degli utenti che accedono a internet da mobile è infatti ormai arrivata al 65%, una percentuale interessante se pensate che la penetrazione degli utenti internet è solo del 73%. Se quindi gli italiani utilizzano i propri dispositivi mobili per navigare, significa che accedono al web indipendentemente dalla loro posizione fisica. Questo può essere un grande vantaggio per chi è alla ricerca di campagne di prossimità ormai estremamente evolute che ci permettono di raggiungere le esigenze dei consumatori ovunque, meglio ancora se vicino a un nostro punto vendita o distributore.

Raggiungi gli utenti nel momento giusto

Ovunque ma soprattutto in ogni momento o, ancora meglio, nel momento giusto.

Se infatti generalmente si preferisce contattare i clienti all’ora di pranzo per fare awareness e il pomeriggio o il weekend per spingere all’acquisto, è anche vero che ormai è possibile raggiungere gli utenti anche quando sono in movimento.

L’algoritmo MMO (Moment Marketing Optimizer), permette addirittura di analizzare l’ora, il giorno, il tipo di connessione, la geolocalizzazione e il modello di smartphone incrociandoli con dati relativi al profilo degli utenti, per consentire agli inserzionisti di scegliere il momento migliore per coinvolgere la propria audience, mostrando inoltre il messaggio più ingaggiante e interattivo possibile per quel segmento di pubblico.

Il mobile marketing può essere quindi davvero il giusto alleato per i brand per raggiungere il proprio target nel momento migliore, al fine di diventare rilevante dando ulteriore valore al prodotto e servizio offerto.

Voi avete già attivato strategie di mobile marketing nelle vostre campagne natalizie? Ecco un’utile infografica:

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SpaceX di Elon Musk potrebbe chiudere un round da 500 milioni (dice il WSJ)

Secondo il Wall Street Journal, SpaceX, la società di esplorazione spaziale di Elon Musk, starebbe per chiudere un’operazione di aumento di capitale da 500 milioni di dollari, che porterebbe il valore della compagnia a 30,5 miliardi e che secondo il quotidiano potrebbe essere annunciata alla fine di quest’anno. Coinvolti nel round, gli azionisti esistenti e il nuovo investitore Baillie Gifford, società di investimento scozzese (che già possiede il 7,5 % di Tesla). Space X, utilizzerebbe le risorse per costruire il suo progetto di Internet via satellite, chiamato Starlink, una galassia di 4.425 satelliti.

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2,2 miliardi raccolti

Escluso questo round,  SpaceX ha raccolto circa 2,2 miliardi di finanziamento in 17 round dalla sua fondazione. Solo il mese scorso 250 milioni.

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Le pubblicità più belle ed emozionanti di questo Natale (secondo noi)

Natale 2018 è vicinissimo e ce ne accorgiamo anche dai numerosi spot che ci inteneriscono in tv e su web.

Ogni anno i brand si sfidano a suon di lacrimoni e buoni sentimenti per emozionare il pubblico nell’atmosfera più tenera dell’anno.

Il Natale apre i cuori delle persone e i portafogli dei brand che si contendono il maggior consenso con film sempre più elaborati graficamente, sempre più ricchi di particolari e soprattutto sempre più ricchi di storytelling.

Anno dopo anno ritroviamo storie lasciate mesi prima, in cui i personaggi si evolvono, raccontano le loro storie fatte di nostalgia, di debolezze e di piccole conquiste che trovano immancabilmente il loro culmine nell’affetto dei propri cari. Se non è questa l’atmosfera natalizia, allora quale?

In fondo, che Natale sarebbe senza spot emozionanti? Anche quest’anno noi di Ninja Marketing abbiamo scelto gli spot più belli (secondo noi):

John Lewis & Partners

The Boy and the Piano
Agency: Adam & Eve/DDB London

Questo è senza dubbio uno degli spot di Natale 2018 più apprezzati. La catena di magazzini londinese ha saputo toccare bene le note dei cuori del suo pubblico, scegliendo come testimonial Elton John.

LEGGI ANCHE: Elton John emoziona tutti nella nuova pubblicità di Natale di John Lewis

La star ci fa ripercorrere con emozione la sua vita attraverso una delle sue canzoni più belle, fino a quella mattina di Natale in cui ha poggiato le dita sui tasti del pianoforte, per la prima volta. Sappiamo tutti come quel regalo gli ha cambiato la vita e John Lewis infatti sottolinea che “ alcuni regali, a volte, sono molto più di semplici regali”.

Heathrow Airport

The Heathrow Bears Return
Agency: Havas

I Bair, gli orsacchiotti coniugi tornano anche per Natale 2108 a riscaldare l’atmosfera dell’aeroporto londinese di Heathrow. Doris ed Edward si trovano nella loro casa in Florida, circondati da sole, spiagge, piscina e aria condizionata. Ma il Natale è tutt’altro e l’unico caldo che può veramente scaldarli in questo periodo è quello dato dagli abbracci della loro famiglia.

 

Ikea

Siamo Fatti Per Cambiare
Agency: DDB Italia

Se non riesci ad uscire dall’ascensore, arredalo! Così Ikea con il suo nuovo film riesce a coinvolgere il pubblico (ed in particolare i due protagonisti) in una simpatica e non convenzionale situazione natalizia. Perchè il Natale può essere ovunque, non solo a casa.

LEGGI ANCHE: IKEA lancia il nuovo catalogo 2019, ma la vera novità è la matita in edizione limitata

 

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Erste Bank

First Christmas
Agency: Jung von Matt/Donau

Anche questo è uno degli spot più amati del Natale 2018. Henry il riccio inizia una nuova scuola e causa della sua diversità fisica, gli sembra che tutti vogliano stare lontano da lui. Il disagio sparisce però quando i suoi compagni affrontano il problema trovando una soluzione che possa permetter loro di dimostrare finalmente l’affetto che provano.

Cosa sarebbe il Natale senza amore?

 

TK Maxx

The Neverending Stocking
Agency: Wieden+Kennedy London

 I clienti della catena Tk Maxx, per questo Natale saranno davvero contenti: chi troverà tra gli scaffali la calza gigante, avrà regali ogni mese per un anno intero. E come annunciarlo se non con uno spot divertente in cui un mostro in calzamaglia digerisce e sputa pacchi regalo?

 

Sainbury’s

The Big Night
Agency: Wieden+Kennedy London

Ne La Grande Notte, lo spot di Natale 2018, Sainbury’s si classifica come principale competitor, e non solo in fatto di film natalizi, di John Lewis. Infatti, la catena di supermercati londinese, con il suo film ci fa stringere il cuore anche perché con i bambini l’emozione è sempre più sentita.

Il video mostra una vivace recita scolastica in cui ogni piccolo protagonista ballando e cantando rappresenta una tipicità del Natale: troviamo palline giganti, un Re Magio sul cammello, un tacchino batterista e una stella solista. Particolare menzione va al bambino-plug che si infila al volo nella presa di un muro.

 

Love is a gift

Phil Beastall

Rilasciato nel 2014 questo video prodotto dal filmaker Phil Beastall ha raggiunto grandissima  notorietà ed è diventato virale. La particolarità è che lo spot è costato solamente 50 euro, perché come ha dichiarato Beastall: “quello che serve per un buon video sono gli intrecci narrativi e il messaggio che si vuole lasciare allo spettatore”.

Il fattore vincente ovviamente è stato il racconto, carico di malinconia, tristezza ed amore insieme. Un trentenne riceve uno dei doni più preziosi: la voce di sua madre scomparsa che attraverso un nastro registrato lo ringrazia per avere tempo, anno dopo anno e nastro dopo nastro, di dedicarle un momento per ricordarla.

Nella cassetta c’è il messaggio più importante ed è anche l’ultimo che accompagna il ragazzo al suo 30esimo compleanno. Ed è questo il regalo più grande, l’amore che dura per sempre, anche da lontano.

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McDonald’s

Santa’s Secret
Agency: Leo Burnett London

Il più famoso fast food cerca di rinnovare la sua immagine distaccandola da abitudini alimentari non proprio sane e lo fa proponendo cibi salutari e nutrienti, come le carote. Il brand sfrutta quindi l’occasione natalizia per promuovere la sua nuova offerta.

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Lo spot è tra i più apprezzati e vede come protagonista Rudolph, la renna di Babbo Natale, che insieme alle sue compagne di slitta mostra il disappunto e la delusione per non aver ricevuto nessuna carota come ricompensa per la fatica spesa per consegnare i regali. Per fortuna, ci pensa McDonald’s a riempire di carote il sacco di Babbo Natale… e anche quest’anno abbiamo scampato lo sciopero delle renne!

 

Staatsloterij

Frekkel
Agency: TBWA\NEBOKO Netherlands

Per la lotteria olandese di Capodanno 2018 il protagonista indiscusso è il cane Frekkel, già entrato nei cuori di tutti gli olandesi, tanto da dedicargli anche l’hashtag  #Frekkel. Il film tocca le corde più tenere perché racconta l’insicurezza del cagnolino di fronte all’amore dei suoi padroni nei suoi confronti. La sua debolezza è quella di essere bruttino e non un elegante cane di razza. Frekkel proietta dunque la sua insicurezza sui padroni e decide di andare via di casa. Dopo giorni di ricerca e disperazione il cagnolino viene riportato a casa da due giovani, con immensa gioia dei suoi proprietari che decidono di regalare come ricompensa il biglietto della lotteria di Capodanno. Perché davanti alle cose preziose e all’amore per i propri cari, non c’è né bruttezza e né ricchezza che tenga. Amor vincit omnia.

 

BBC one

Wonderland
Xander Hart e Edward Usher BBC

Per lo spot di Natale 2018, la BBC One torna con un racconto sul rapporto spesso critico tra madre e figli. La vita lavorativa sempre più frenetica e stressante sta portando ad un inevitabile allontanamento tra membri della famiglia, in termini di tempo e di qualità di condivisione.

Il Natale è l’unico periodo dell’anno in cui poter prendere una pausa da ogni cosa e dedicare i necessari spazi alle persone che amiamo di più. Frustrazione, rabbia e impotenza mostrati nello spot vengono messi in un surreale stan-by, in cui madre e figlio trovano la giusta dimensione con cui dimostrarsi affetto e viversi attraverso la condivisione di momenti semplici ma preziosi.

LEGGI ANCHE: I 7 spot più belli del Natale 2017 (secondo noi)

Apple

Share Your Gifts
Agency: TBWA\Media Arts Lab Los Angeles

Con questo nuovo spot di Natale 2018, Apple continua a seguire la scia in cui sprona la creatività di ciascuno e la condivisione attraverso i suoi canali. La protagonista del film girato completamente in computer grafica, tiene chiuso in una scatola tutto il suo estro creativo espresso sui fogli. A causa di un colpo di vento i fogli volano tra le mani di persone sconosciute che esprimono il loro apprezzamento per i lavori della ragazza.

È rassicurante sentire il calore e i buoni sentimenti nei nostri confronti , soprattutto delle persone che non conosciamo. Non solo a Natale.

Kaspersky

Cybercrime e finanza: le 8 previsioni di Kaspersky per il 2019

Nel corso del 2018, le istituzioni finanziarie hanno dovuto fare fronte a molte minacce digitali: i gruppi di cybercriminali hanno usato nuove tecniche di infiltrazione e la geografia degli attacchi si è estesa ulteriormente. Gli esperti di Kaspersky Lab hanno tracciato alcune previsioni per il settore finanziario nel 2019.
Al centro dell’attenzione, per l’anno che verrà, la formazione di nuovi gruppi criminali, i primi attacchi e furti con l’uso dei dati biometrici, la perpetrazione di attacchi alla supply chain, gli attacchi ai sistemi di pagamento online e lo sfruttamento del social engineering per prendere di mira i dipendenti del settore finanziario e sottrarre loro dati sensibili.

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Le previsioni per il cybercrime nel 2019 per il settore finanziario

1. Nuovi gruppi di cybercriminali. L’arresto dei leader e dei singoli membri dei principali gruppi di cybercriminali non ha fermato queste realtà dal perpetrare attacchi alle istituzioni finanziarie. Secondo gli esperti di Kaspersky Lab, nel prossimo anno si assisterà ad una frammentazione di questi gruppi e alla creazione di nuove realtà composte dai loro ex membri.

2. I primi attacchi condotti attraverso il furto di dati biometrici. Diverse istituzioni finanziarie stanno implementando l’uso di sistemi biometrici per l’identificazione e l’autenticazione dei loro utenti. Sono già avvenute anche diverse perdite importanti di dati di tipo biometrico. Queste due circostanze pongono le basi per i primi attacchi POC (proof-of-concept – la realizzazione pratica, tipicamente mediante simulazioni in ambiente controllato, di un attacco informatico o di un exploit, allo scopo di dimostrarne la fattibilità e verificarne le reali potenzialità e conseguenze in situazioni reali) ai servizi finanziari, portati avanti proprio grazie all’uso di dati biometrici trafugati.

3. Nel mirino organizzazioni finanziarie nella regione Indo-Pakistana. L’attività dei cybercriminali in queste regioni è in costante crescita: contribuiscono a questo fenomeno l’inadeguatezza delle soluzioni di sicurezza nel settore finanziario e la diffusione rapida tra le persone e le aziende di diversi dispositivi elettronici per i pagamenti. Considerando queste premesse, la possibilità che emerga un nuovo centro per le cyberminacce di carattere finanziario in Asia è più che concreta, e andrebbe ad aggiungersi ai tre centri già esistenti, posizionati in America Latina, nella penisola coreana e nell’ex-URSS.

4. Continuano gli attacchi alla supply chain. Questa tendenza segnerà anche il 2019. Gli attacchi ai fornitori di software sono risultati efficaci e hanno consentito agli attaccanti di ottenere l’accesso a molti obiettivi di rilievo. Le piccole aziende (che forniscono servizi finanziari specializzati ai big player del settore) saranno le prime ad essere compromesse, così come i fornitori di sistemi per il trasferimento di denaro, per le banche e le borse.

5. Il crimine informatico si concentrerà sui sistemi di pagamento online. Se si parla di minacce verso utenti e realtà comuni, i più a rischio il prossimo anno saranno quelli che usano carte senza chip o che non utilizzano il sistema di autenticazione a due fattori per le proprie transazioni. I cybercriminali si concentreranno su obiettivi semplici da colpire, dai quali è più facile guadagnare denaro. Questo non vuol dire, però, che non utilizzino tecnologie complesse. Per bypassare i sistemi antifrode, ad esempio, sono soliti copiare tutte le impostazioni del sistema di un computer o di un browser. Dall’altra parte, questo comportamento sta ad indicare che il numero degli attacchi ai terminali PoS è destinato a diminuire, mentre è previsto un aumento per quelli che si concentrano verso i sistemi di pagamento online.

6. I sistemi di cybersecurity delle organizzazioni finanziarie verranno bypassati. Vista la mancanza di sicurezza dal punto di vista fisico e la scarsità dei controlli verso i dispositivi connessi in molte reti, i cybercriminali saranno più propensi a sfruttare situazioni in cui è possibile installare un computer o una mini-board, appositamente configurati per rubare dati dalla rete e per trasferire le informazioni utilizzando modem 4G/LTE. Attacchi di questo tipo fornirebbero alle “cybergang” l’accesso a vari tipi di dati, ad esempio, alle informazioni circa i clienti degli istituti finanziari o a quelle sull’infrastruttura stessa dell’organizzazione.

7. Attacchi al mobile banking. Le applicazioni Mobile per le aziende stanno diventando sempre più popolari; questa tendenza potrebbe portare al primo attacco verso gli utenti che le utilizzano. Ci sono già abbastanza strumenti per realizzare attacchi di questo tipo e le potenziali perdite cui le aziende potrebbero andare incontro sono di gran lunga più grandi rispetto a quelle in cui potrebbero incorrere i singoli utenti, qualora venissero attaccati. I principali vettori di attacco, in questo caso, riguardano le web API e la supply-chain.

8. Campagne di social engineering avanzate. Il social engineering è particolarmente popolare in alcune regioni del mondo, come l’America Latina, ad esempio. I cybercriminali prendono di mira figure specifiche all’interno di aziende e istituti finanziari, con l’obiettivo di far trasferire loro ingenti somme di denaro. A causa delle grandi perdite di dati avvenute negli ultimi anni, questo tipo di attacco può rivelarsi sempre più efficace: i cybercriminali utilizzano le informazioni trafugate dalle reti interne delle organizzazioni prese di mira per far sembrare le loro comunicazioni assolutamente legittime. L’idea di base resta la stessa: far credere alle vittime che la richiesta di trasferimento di denaro viene direttamente da un partner dell’azienda o dai direttori stessi. Queste tecniche non utilizzano alcun malware, ma dimostrano come gli attacchi di social engineering rivolti ad obiettivi specifici possano portare ad importanti risultati. Questo fenomeno si consoliderà ulteriormente nel 2019.

Del Monte, DeltaQ e Amnesty International: i migliori annunci stampa della settimana

La pubblicità è in grado di portare in primo piano caratteristiche del prodotto e valori del brand, ma soprattutto negli annunci stampa è necessario che questi messaggi arrivino al pubblico al primo sguardo.

Anche questa settimana abbiamo selezionato i migliori esempi di pubblicità dalle agenzie creative di tutto il mondo.

LEGGI ANCHE: True Life, PetWorld e Refuge: i migliori annunci stampa della settimana

DeltaQ – Florist/Pugilist/Yoga

L’intensità di un caffè non è correlata con la sua caffeina, ma con quattro caratteristiche che le persone hanno, che si traducono anche nella loro intensità.

Art Director: Mariana Laurência
Copywriter: João Pedro Vaz

American Diabetes Association – “Double Helix” Tour de Cure

Manifesto teaser per la gara del Tour de Cure, sponsorizzato dall’American Diabetes Association, a Orlando, in Florida. “La cura si trova nel tuo sangue”.

Advertising Agency: &Barr, Orlando, USA
VP / Creative Director: Rob Bloom
ACD / CW: Jacqui Garcia
Senior Art Director: Tim Carvalho

Del Monte Food – Hands Maíz/Hands Melocotón

Forse non originalissimo il richiamo visivo, ma certamente rende bene l’idea della freschezza e dell’immediatezza con cui sono confezionati i prodotti una volta raccolti.

Sunu Assurance – If It Matters To You, It Matters To Us

L’assicurazione SUNU vede il massimo valore in quasi tutto. Qualunque cosa possa essere definita come fragile o semplicemente non essenziale, per SUNU diventa utile e naturalmente indispensabile da assicurare. Anche se è poco per te, è molto per SUNU!

Advertising Agency: Etu Odi Communications, Lagos, Nigeria
Executive Creative Director: Uzo Okoye
Art Group Head / Art Director: Adebajo Adekunle
Copywriter: Uche Aninye
Additional Credits: Alexandra Obienu, Femi Olotu

Amnesty International – Write for Rights

Ogni anno, il 10 dicembre, durante la Giornata internazionale dei diritti umani, centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo inviano una lettera o un’email a nome di qualcuno che non hanno mai incontrato.

Questi messaggi aiutano a convincere i funzionari del governo a rilasciare persone imprigionate per aver espresso la loro opinione (definite “prigionieri di coscienza” da Amnesty), a fermare l’uso della tortura, a commutare condanne a morte e porre fine ad altre violazioni dei diritti umani.

Le lettere di quest’anno si sono concentrate su dieci donne che sono state imprigionate o perseguitate perché difendono i diritti umani nelle loro comunità.

Advertising Agency: Cossette, Canada
Strategy: Hugo Fournier
Creatives: Barbara Jacques, Anne-Claude Chénier, Geneviève Duquette, Alex Jutras, Simon-Charles Couture, Philippe Brassard
Product: Olivier Charbonneau, Florence Girard-Leblanc
Studio: Mario Lévesque, Maxime Bluteau, René Lachapelle
Media Agency: Cossette Média
Media: Hélène Gingras, Laura Boily-Auclair
Production House: Geneviève Cabana-Proulx / SOMA
Photographer: Christian Tremblay
Photography Assistant: Don Loga
Art Director: Emmanuelle Néron
Retoucher: Jonathan Kemp

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Smart working, libertà e altre 5 cose che dovremmo sapere su lavoro e Millennials

Pronti a lavorare per una startup, decisi a sfruttare le potenzialità dello smart working, desiderosi di accedere alla possibilità di vivere da nomadi digitali e ad utilizzare app per l’incremento della produttività. E questo il profilo del Millennials che emerge dall’indagine condotta da ForceManager, società di CRM Mobile, attiva da qualche mese anche in Italia. Il campione intervistato da ForceManager risulta composto da giovani tra i 22 e i 37 anni. 

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#1. Le startup

Per il 35% non ci sono dubbi: se potesse, preferirebbe una startup a una più blasonata azienda multinazionale (preferita dal 47%). Il perché è presto detto. Per i più, si tratterebbe di una grande opportunità di crescita, anche personale (40%). A seguire, ci sarebbe la possibilità di misurarsi con ruoli differenti (30%). Per il 17% a pesare ci sarebbe la possibilità di accedere alle stock option, condividendo fin da subito al rischio d’impresa.

#2. Benefit e stipendi

Per il 52% dei giovani Italiani tra i 22 e i 37 anni, benefit e lavoro agile contano di più della cifra indicata nell’ultima riga della busta paga. In particolare, rinuncerebbero fino a 3mila euro all’anno (250 euro al mese), a fronte della possibilità di essere inclusi in programmi di smart working, potendo così gestirsi autonomamente i tempi del lavoro e della vita privata, e di fare parte di progetti di nomadismo digitale. Ovvero, avere la possibilità di lavorare viaggiando, spostandosi da una città all’altra, sfruttando le potenzialità del digitale.

 #3. Gerarchia piatta

In questo senso,  1 su 2 preferirebbe lavorare per una realtà aziendale strutturata su una gerarchia piatta, priva cioè del tradizionale assetto piramidale, che piace a non più del 38%.

#4. Spirito imprenditoriale

Il 42% dei Millennials italiani rinuncerebbe poi a un normale stipendio “competitivo” se venisse offerto loro un pacchetto retributivo variabile dove, accanto a una parte fissa, ci fossero bonus e stock option, collegati direttamente al rendimento dell’azienda. Una tendenza, quest’ultima che, nel Paese del posto-fisso, rappresenta un forte fattore di discontinuità. E sempre una quota rilevante, pari al 40%, ritiene di avere uno spirito imprenditoriale.

#5. Il progetto aziendale

 Per i Millennials italiani è fondamentale sentirsi coinvolti nel progetto aziendale per il quale lavorano (lo ha detto il 75%). Allo stesso modo, viene ritenuto molto importante che l’azienda metta a disposizione programmi di wellness, come per esempio corsi di yoga o mindfulness, iniziative attive di beneficienza, come la partecipazione collettiva a gare di running, o a momenti di socializzazione come, per esempio, un corso di cucina. Al momento, non più del 18% vive quotidianamente questa realtà, all’interno dell’azienda per cui lavora; ma ben il 65% l’apprezzerebbe.

#6. Altri orari di lavoro

Da segnalare, poi, il fatto che il 53% preferirebbe un orario di lavoro tarato sui ritmi nord-europei. Ossia: ingresso in ufficio presto e pausa pranzo ridotta allo stretto necessario, con l’obiettivo di tornare a casa non più tardi delle 17.30.

 #7. Le email praticamente sempre

 Il 78% dei Millennials controlla le email praticamente sempre, senza alcuna soluzione di continuità tra lavoro e vita privata. E nel 62% dei casi, lo fa attraverso il suo smartphone personale. Ma il 35% è fiducioso che nel 2019 l’Intelligenza artificiale e gli assistenti vocali renderanno più semplice la convivenza con il lavoro, semplificando la gestione della comunicazione lontano dall’ufficio.

 

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Ninja Morning, il buongiorno di martedì 18 dicembre 2018

Amazon

Amazon ha attivato tre nuovi servizi che consentono di esplorare gli articoli da tutti gli angoli: Amazon Scout, Amazon AR View e Amazon 360 View. Le funzionalità si possono utilizzare su una selezione di prodotti dedicati alla casa, la cucina e la sala da pranzo, camere da letto, giardino. Amazon Scout permette al cliente di sfogliare il catalogo di prodotti per la casa e creare il proprio feed personalizzato. Amazon AR View, disponibile per iOS e Android, permette di vedere i prodotti direttamente in casa propria grazie alla realtà aumentata. Amazon 360 View è un nuovo modo di vedere l’anteprima del prodotto a 360 gradi e di osservare l’oggetto da tutte le angolature prima di completare l’ordine.

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Apple

Apple è stata citata in giudizio negli Stati Uniti con l’accusa di aver mentito, nelle pubblicità, sulle caratteristiche dei nuovi iPhone. Nella causa, depositata presso un tribunale californiano, si sostiene che Apple abbia dichiarato il falso sulle dimensioni e sul numero di pixel degli schermi degli iPhone X, Xs e Xs Max, e che non abbia reso chiara la presenza del notch, della tacca nera nella parte superiore del display dove sono alloggiati i sensori. La tacca riduce le dimensioni dello schermo, rilevano i due querelanti, che puntano a ottenere lo status di class action.

5G

A Roma Fastweb ed Ericsson hanno presentato alle Terme di Diocleziano il primo scenario d’uso di realtà virtuale e realtà aumentata applicata al settore del turismo nell’ambito della sperimentazione della tecnologia 5G in città. La soluzione consente di arricchire l’esperienza del visitatore attraverso la ricostruzione virtuale degli ambienti non più accessibili o esistenti delle Terme attraverso speciali visori.

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Big Tech

La Francia comincerà a raccogliere una tassa sui colossi del web già dal prossimo primo gennaio, senza attendere che l’iniziativa venga adottata al livello europeo. Ad annunciarlo ieri, il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire. “La tassa – ha detto Le Maire – si applicherà per l’insieme dell’anno 2019 corrisponderà ad un totale stimato a 500 milioni di euro”.

eCommerce

Valgono 6,8 miliardi, il 25% della spesa annuale, gli acquisti online degli italiani tra Novembre e Dicembre, trainati dal Natale ma anche da Black Friday e Cyber Monday, che sono “percepiti dai consumatori come irrinunciabile occasione di risparmio”. A indicare i numeri è l’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano, che evidenzia anche come la spesa complessiva sia in crescita del 20% rispetto al 2017. Tra i regali più richiesti online prodotti tecnologici (assistenti virtuali e poi ancora smartphone, tv, console e piccoli elettrodomestici), capi di abbigliamento, prodotti sportivi (sneakers in primis), borse, scarpe e gioielli, oggetti di design, cosmetici e profumi.

Guess

La Commissione Europea ha inflitto una multa da quasi 40 milioni di euro all’azienda di abbigliamento Guess per aver imposto restrizioni alla pubblicità online e alla vendita transfrontaliera in altri Stati membri attraverso il geo-blocking in violazione delle regole europee sulla concorrenza.

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In agenda oggi

ANTICORRUZIONE – In programma alla Farnesina (alle 10) la Giornata internazionale Anticorruzione, dedicata a Integrità e prevenzione della corruzione nelle società pubbliche e partecipate. Interverranno, in apertura, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Enzo Moavero Milanesi, il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone e la Rappresentante Speciale della Presidenza italiana OSCE per la lotta alla corruzione, Paola Severino.

INNOVAMO – Sempre a Roma, al Caffè Letterario (via Ostiense, 95) alle 19.30 appuntamento con InnovAmo, aperitivo di Natale con le associazioni romane degli innovatori. Ospite Trent Zummallen, Executive director di Saturá.

natale

Le notizie che forse ieri ti sei perso

Natale in famiglia: il regalo più grande per gli italiani all’estero
Secondo Volagratis.com per 7 italiani su 10 lontani da casa il regalo perfetto per Natale è un biglietto per festeggiare in famiglia

Indaco Ventures cerca scale-up italiane su cui investire 10 milioni
Indaco Ventures I è alla ricerca delle migliori scale-up nazionali che abbiano avviato un percorso di espansione internazionale

Anche Google progetta un nuovo campus da 1 miliardo, a New York
Mountain View vuole spostare il suo quartier generale a Manhattan e costruire l’Hudson Square Campus. Anche Amazon ha scelto New York per il suo secondo HQ

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Sheldon tries to nurse a sick Amy back to health on “The Big Bang Theory.”

Huawei vuole vendere 200 milioni di smartphone entro il 2018, anzi entro Natale
La compagnia cinese, al centro di un caso internazionale, mostra i muscoli e annuncia numeri da record per la fine dell’anno

La differenza (se c’è) tra Copywriter e UX Copywriter. Spiegata
Il mondo digital lo richiede e cominciamo sempre più spesso a sentire parlare di ux copywriter, ux copy o micro copy. Ma qual è la differenza?

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Come costruire buyer personas considerando il comportamento mobile dei consumatori

Con l’avvento del mobile il comportamento dei consumatori è cambiato per sempre. La dicotomia tra online e offline è definitivamente interrotta e i consumatori sono ormai abituati ad ottenere subito quello che vogliono.

Google parla di micro moments: dobbiamo carpire l’attimo in cui l’intenzione del consumatore si manifesta, per conquistarlo. Le aziende oggi devono quindi essere pronte ad aiutare i consumatori quando hanno bisogno di imparare, fare, guardare o acquistare qualcosa.

Cambia il ruolo del marketing, che non deve più limitarsi a comunicare messaggi ed integrare l’online e l’offline, ma deve seguire un customer journey “all in line”, offrendo, prima di un prodotto/servizio, un’esperienza di valore.

Le aziende che hanno avuto successo con attività online hanno definito il loro obiettivo aziendale in funzione del valore da offrire alle persone. Facebook aiuta a connettere le persone, Google aiuta le persone a trovare il risultato cercato, Tinder aiuta a trovare l’amore.

Dobbiamo comprendere prima di tutto quale valore cercano le persone nel nostro prodotto/servizio e quale esigenza appaga la nostra offerta.

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Cosa cercano davvero le persone?

Per rendere l’esperienza delle persone che navigano online appagante dobbiamo perciò conoscere cosa vogliono ottenere le persone (online e offline) e costruire un percorso semplice e diretto verso il loro obiettivo.

Per riuscire a trasmettere valore online dobbiamo riuscire:

  • ad esserci. Essere presente dove e quando il bisogno del consumatore si manifesta;
  • ad aiutare. Come abbiamo già detto, il nostro obiettivo è connettere le persone con il loro obiettivo;
  • a misurare. Dobbiamo misurare l’impatto della nostra presenza e delle nostre azioni per capire se abbiamo raggiunto il nostro risultato, se abbiamo effettivamente aiutato le persone a raggiungere il loro obiettivo.

Per farlo dobbiamo conoscere bene le persone a cui ci rivolgiamo.

Ed è proprio per questo che costruiamo le buyer personas.

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Come costruire buyer personas

Le buyer personas oggi sono coloro che guidano la nostra strategia di digital marketing.

Non dobbiamo più solo limitarci a costruire e caratterizzare dei personaggi fittizi, ma dobbiamo collocarli in una storia. La comunicazione del brand non deve interrompere l’esperienza che sta vivendo la nostra audience, ma deve arricchirla e facilitarla, offrendo contenuti utili, supporto, informazioni.

Nella storia dei nostri personaggi non mancherà sicuramente uno scenario: i social media.

Facebook ha dichiarato a gennaio di quest’anno di avere in Italia 34 milioni di utenti attivi e 16 milioni su Instagram. Se il nostro target è presente su queste piattaforme, il nostro brand non può non esserci.

Sui social la definizione delle buyer personas è un’attività estremamente importante.

Anche se abbiamo analizzato in profondità target, concorrenza e contesto, senza le buyer personas non riusciremo a personalizzare il messaggio e a declinarlo empaticamente.

Se ci rivolgiamo genericamente al target tenderemo ad avere un tono di voce distaccato e generico. Se pensiamo di parlare con tante persone in uno stesso momento, rischiamo di pontificare: il nostro tono di voce potrebbe risultare “distante”, per niente coinvolgente e, qualche volta, banale.

Dobbiamo invece sempre ricordare che il nostro compito è fornire contenuti pertinenti al fine di generare conversazioni, avvicinare le persone al brand, dialogare. È così che sui social abbiamo l’opportunità di iniziare un processo di vendita, influenzando la storia della buyer personas, entrando in scena senza interrompere l’esperienza dell’utente, generando uno ZMOT, il momento zero della verità, nel quale il consumatore decide se acquisterà o meno.

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Perché costruire buyer personas

Con lo studio delle buyer personas il Social Media Strategist può immaginare di rivolgersi ad una sola persona, rappresentativa del/dei segmento/i target, perché conosce la storia di questa persona, i suoi interessi, i suoi comportamenti online e i suoi bisogni.

Questo ci aiuta a rendere veloce e quasi naturale il processo creativo di produzione dei contenuti. Riusciremo a confezionare messaggi testuali facilmente comprensibili dalla nostra audience e a mantenere un tono di voce coerente nel tempo.

Anche lo sviluppo del layout grafico è più semplice ed efficace: sappiamo cosa può attrarre l’attenzione dell’utente che viene raggiunto dal nostro contenuto.

Non ci sono sui social contenuti efficaci e contenuti meno efficaci in modo assoluto. Si sente tanto parlare di “cosa funziona” sui social: immagini di persone e non di prodotto, testi molto brevi piuttosto che lunghi e articolati, video emozionali e non esplicativi. Queste generalizzazioni esemplificative ci possono portare sulla strada sbagliata.

Perché l’unico contenuto giusto è quello pertinente per la nostra persona.

Anche per la scelta del formato dobbiamo pensare sempre alle esigenze della nostra buyer persona.

Dal report Digital Italia 2018, a cura di We Are Social in collaborazione con Hootsuite, sappiamo che in Italia il tasso di engagement di un post di una pagina Facebook (il rapporto tra il numero delle interazioni rispetto al numero di volte in cui il post è stato visualizzato) varia a seconda del formato utilizzato: il video registra un engagement rate di 7,69%, mentre foto e link si attestano rispettivamente al 4,63% e al 4,43%.

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Questo però non vuol dire che per la mia pagina otterrò gli stessi risultati.

Se mi rivolgo ad un target donne con più di 55 anni, devo sapere che solo il 32% del segmento dichiara di guardare giornalmente video online, la stessa percentuale di chi lo guarda una volta al mese o ancora meno frequentemente.

Questo dato tratto da Consumer Barometer ci da un’indicazione più di dettaglio, anche se non proprio accurata. Più il dato di cui disponiamo è accurato e più riusciremo a definire in dettaglio la nostra strategia.

Oggi possiamo ottenere dati sulle abitudini di navigazione e sulle preferenze di fruizione del contenuto di un determinato target o di una nicchia ristretta. È sui dati che costruiamo la buyer persona e, di conseguenza la nostra strategia.

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L’importanza dei dati

Il dato diventa un bene prezioso nel social media marketing e, più in generale, nel digital marketing. Anche senza avere accesso a grandi database o a indagini di mercato su campioni statisticamente significativi, oggi possiamo ottenere tantissime informazioni quali-quantitative. Possiamo per esempio indagare gli interessi e le pagine Facebook seguite da diversi segmenti demografici a livello globale o locale, tramite Audience Insight, strumento messo a disposizione da Facebook stesso a chiunque abbia un account registrato.

Questo strumento ci offre un set di dati su cui lavorare per capire qual è la nicchia che può trovare la sua soluzione nella nostra offerta.

Non dobbiamo fermarci solo all’analisi quantitativa che ci indica il numero dei fan e degli utenti attivi per pagina, ma dobbiamo approfondire con un’analisi qualitativa sui contenuti presenti nelle pagine e sull’ascolto della community della pagina. Non ci possiamo limitare solo a leggere il titolo delle pagine seguite e le pagine ritenute più pertinenti dal nostro pubblico, ma dobbiamo esplorare e valutare i contenuti offerti da queste pagine e ascoltare come si esprimono le persone, il linguaggio che usano quando scrivono un commento.

Anche se il social listening oggi è affidato al machine learning, dobbiamo saper cercare le conversazioni rilevanti, che non sono solo legate al nome del Brand e ai suoi prodotti, ma anche ad interessi correlati o diffusi nel target di riferimento.

“Le aziende guidate dai dati che utilizzano il machine learning per offrire esperienze più rilevanti per i propri clienti sono in una posizione migliore per sottrarre quote ai competitor” —Elizabeth Spaulding, partner and global head of digital, Bain & Company.

Se costruiamo le buyer persona guidati dai dati, avremo un grande vantaggio competitivo.

Dobbiamo avere un approccio data driven per sviluppare una social media strategy, attraverso la costruzione delle buyer personas e del loro customer journey all-in-line.

Dati ed intelligenza artificiale saranno sempre più indispensabili per raggiungere la nostra audience con un messaggio pertinente e persuasivo.