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Non bastava essere miliardari, visionari e protagonisti del sogno dell’auto elettrica per tutti, né aver mandato la sua Tesla in orbita, né annunciare sbarchi su Marte, né piazzare batterie sostenibili dove possibile, né promettere di vendere lanciafiamme e averlo fatto veramente. Elon Musk vuole lo spazio e da lì portare la rete dove non c'è. Il progetto si chiama Starlink e la Federal Communications Commission oggi ha dato il via libera: Elon Musk potrà realizzare il primo sistema di 4.425 satelliti che potrebbe fornire a tutto il mondo connessione Internet a banda larga.

L'accordo prevede che SpaceX lanci metà dei suoi satelliti in programma entro sei anni ma Musk prevede di portare in orbita 12 mila satelliti, entro la metà del 2020: 4425 a 1100 chilometri dalla Terra e 7518 a 340 chilometri. "Con questa azione, la Commissione compie un altro passo per aumentare la disponibilità e la concorrenza a banda larga ad alta velocità negli Stati Uniti" ha detto la FCC a CNBC. Il COO di SpaceX Gwynne Shotwell ha sottolineato al tech magazine TechCrunch che si tratta di "una rete satellitare di prossima generazione in grado di collegare il globo con un servizio a banda larga affidabile ed economico, soprattutto raggiungendo coloro che non sono ancora connessi". La FCC è un'agenzia indipendente governativa degli Stati Uniti supervisionata dal Congresso, che si occupa di disciplinare le comunicazioni nazionali e internazionali via radio, televisione, cavo, satellite.
In realtà Starlink ha già mosso i primi passi il 22 febbraio, quando sono partiti dalla base di Vandenberg, in California, i primi due prototipi, denominati Tintin A e B. Lanciati con un Falcon 9 di SpaceX, i due payload hanno di fatto dato il via al progetto.
https://twitter.com/elonmusk/status/966703261699854336
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