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Come creare una brand identity forte. Il caso Campari

In un mercato sempre più competitivo, puntare su una brand identity forte è essenziale per distinguersi dalla concorrenza e catturare l’attenzione del pubblico di riferimento. Ma come si può creare un’identità di marca unica e memorabile? Quali sono i passaggi chiave per costruire un’immagine chiara, coerente e riconoscibile a tutti i livelli?

Approfondiamo l’argomento ripercorrendo la storia di Campari insieme a Fabio Molinaro, partner di Robilant e direttore creativo che ha progettato l’ultimo restyling di questo brand iconico.

Le origini di Campari e dell’aperitivo Red Passion

Sotto la guida della sua ardente passione, nel 1860 Gaspare Campari inventa una miscela così distintiva e rivoluzionaria che non è mai stata modificata e che ancora oggi mantiene intatta la sua composizione e ricetta originale.

Negli anni a venire, la “Red Passion” continua ad ispirare il suo fondatore, facendo crescere sempre di più il marchio. È così che nel 1867 Gaspare sceglie un caratteristico locale nella nuova Galleria Vittorio Emanuele II, l’epicentro culturale di Milano, come punto di riferimento per la sua attività. Il bar, luminosamente affacciato sull’iconica Piazza Duomo, viene chiamato Caffè Campari.

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Fotografia del Camparino in Galleria – 1925

Nel 1915, in omaggio al Caffè Campari di suo padre, Davide apre le porte del Camparino in Galleria. Rivoluzionando il modo di gustare il Bitter e introducendo la Red Passion a tutti gli avventori meneghini. Così Davide Campari diffonde l’aperitivo, ancora oggi, momento di socialità per eccellenza tutto italiano. L’aperitivo diventa sinonimo di incontro, conoscenza e piacere di stare insieme.

L’iconico Spiritello avvolto in una buccia d’arancia disegnato da Leonetto Cappiello nel 1920.

Negli anni ’30, arriva Campari Soda: l’aperitivo autentico e senza etichette, creato da Davide Campari, con una spruzzata di seltz. È frizzante e vivace, servito in un bicchiere conico appositamente progettato per esaltare il suo gusto e le note aromatiche. Questa abitudine milanese si diffonde gradualmente in tutta Italia.

L’intuizione eccezionale raggiunge il suo apice quando Davide Campari decide di unire Campari e seltz in una bottiglietta disegnata dal futurista Fortunato Depero.

Depero ideò la bottiglietta semplicemente rovesciando la sagoma del bicchiere del Bitter – 1932

Ancora oggi, senza etichette come allora: perché le etichette spesso parlano di noi, ma non per noi. L’aperitivo è il momento perfetto per lasciarsi andare e liberarsi dalle convenzioni e dagli orpelli.

La connessione con la città di Milano

Un’ulteriore consacrazione del legame già saldo tra Campari e la città di Milano arriva con la scelta da parte del brand di affidare a Bruno Munari il redesign del logo aziendale.

Munari nel 1964 progetta per Campari un manifesto strettamente collegato all’apertura della prima linea metropolitana di Milano. L’M1, la “linea rossa” inaugurata a novembre dello stesso anno, collegava Piazza Duomo allo stabilimento Campari di Sesto San Giovanni.

campari bruno munari

La sua efficacia visiva, anche se fugacemente avvistata dalla vettura del metrò, rimane intatta, offrendo uno sguardo caleidoscopico e curioso sulla città contemporanea. L’idea fondamentale del manifesto è quella di un montaggio potenzialmente estendibile all’infinito. Un’iterazione seriale che si ispira al concetto di mobilità, senza interruzioni.

Un flusso continuo di immagini: Munari segnala proprio l’elemento di continuità del marchio, ripercorrendo attraverso il confronto del lettering la lunga e prestigiosa storia pubblicitaria della azienda, passando dalle locandine iconiche di Hohenstein e Dudovich, Cappiello e Depero, giusto per citarne alcuni.

Nel progetto grafico di Munari convergono gli esiti della sua ricerca artistica, proiettati in un nuovo contesto urbano. Il manifesto per Campari diventa quindi una rappresentazione unica e innovativa dell’identità del marchio, in perfetta connessione con la città di Milano.

Nuova identità di marca e di prodotto per Campari

Quest’anno Campari si presenta ai mercati internazionali con un’inedita identità di marca. Il risultato è una sintesi scultorea ed iconica di tutti gli elementi che costituiscono le radici, l’identità e il futuro dell’aperitivo italiano per antonomasia.

La bottiglia è stata completamente ridisegnata dalla branding firm Robilant per assolvere al suo ruolo di protagonista indiscusso nei bar di tutto il mondo.

campari

Con un’elegante maestosità, il suo corpo di vetro è arricchito da un raffinato e significativo motivo a canneté, dettaglio che richiama lo stile tardo-deco e si ispira alla ricca architettura milanese, includendo il celebre Camparino nella Galleria Vittorio Emanuele II, dove tutto ebbe inizio.

L’etichetta, ridotta di dimensioni per mettere in risalto il rosso Campari, pone tutta l’attenzione sulla firma “Campari Milano”, sancendo in modo inscindibile il legame con il suo fondatore e artefice, Davide.

La ricchezza materica e la profondità compositiva dell’etichetta si possono cogliere solo osservandola con attenzione.

La nuova identità vive anche al di fuori dell’iconico bitter, mantenendo allo stesso tempo una perfetta sinergia con esso.

rebranding campari

Il nuovo sistema di Brand Visual Identity dà forma e sostanza a quell’attitudine raffinata e cosmopolita che caratterizza il brand e che ora si esprime in ogni sua sfaccettatura.

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Gli elementi cruciali per creare un’identità forte

Proprio come la nostra identità personale ci rende unici, l’identità di un brand rappresenta quel mix di ingredienti speciali che permette all’azienda di distinguersi sul mercato. Campari ha sempre avuto un’identità forte e memorabile, senza eguali, intrisa di fascino e seduzione.

Coerenza, creatività ma soprattutto valori. Oggi i marchi più riconosciuti e di successo a livello mondiale sono quelli che hanno un forte codice genetico, che i clienti possono riconoscere da lontano.

«L’audacia, inoltre, è da sempre una caratteristica intrinseca di Campari, che fin dalla sua prima identità si è contraddistinto per la spinta all’avanguardia: la rilevanza di un marchio leader a tali livelli si misura e si preserva anche attraverso la capacità di anticipare i tempi, di spingersi oltre, di essere autenticamente se stessi in modo libero e consapevole» racconta Fabio Molinaro, direttore creativo di Robilant che ha firmato il progetto.

Una brand identity non deve essere statica, ma deve continuamente evolversi per adattarsi alle nuove tendenze, ai valori e alla cultura dell’azienda.

Questa profondità di sfaccettature trova giustizia in etichetta, dove Davide Campari Milano diventa griffe e le finiture di stampa, apprezzabili solo a uno sguardo ravvicininato, diventano racconto aperto di una bellezza che va scoperta.

L’ispirazione dell’ultimo redesign di Campari

Ma in che modo si garantisce la coerenza in tutte le comunicazioni e i materiali aziendali?

«Dal punto di vista della strategia di marca, quando sai chi sei e dove stai andando, non c’è spazio per sbavature», continua Molinaro. «Bisogna esser bravi a mettere tutto ben “a fuoco” a monte. Poi c’è il design. Un’identità che sa farsi alfabeto e linguaggio visivo, garantisce impatto, identità, coerenza e, non ultimo, scena».

Il packaging rappresenta l’essenza stessa della comunicazione di un marchio e di un prodotto: racchiude l’intero racconto, per quanto articolato e complesso, di un’impresa e di tutte le storie nascoste che si celano al suo interno.

Questo racconto viene sintetizzato in un’essenza iconica, capace di parlare direttamente alle emozioni delle persone.

Nel caso di Campari, più che per altri brand, gran parte della sua forza risiede nella bottiglia stessa, un elemento fondamentale che compone intere “pareti” e scaffali in quasi ogni bar del mondo.

Tra gli elementi che hanno influenzato il rebranding troviamo le origini di Campari, quelle del suo fondatore e il potente legame con la città di Milano: «Abbiamo immaginato Davide Campari all’inizio della sua avventura chiuso in quelle stanze affacciate sulla piazza e ci siamo lasciati guidare da quella stessa energia, da quell’intraprendenza, da quello slancio. Ci siamo lasciati trasportare dal sogno di un uomo con una visione», aggiunge Molinaro.

Osservare il celebre Camparino in Galleria (dal punto di vista dell’uomo che ha dato inizio a tutto) ha permesso di esplorare in modo nuovo la storia del marchio, riscoprendo il suo legame con l’architettura e il tessuto culturale in cui è incastonato.

A questo si aggiunge l’appartenenza alla città e la condivisione profonda di questa “cittadinanza”, tra la brand agency milanese Robilant e Campari.

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«Trasformare in design qualcosa di così profondamente connaturato anche nella nostra identità è stato naturale: un omaggio alla bellezza elegante di Milano, ricercatissima ma mai urlata, a volte nascosta nei suoi meravigliosi cortili» conclude Fabio Molinaro.

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Twitch Marketing - webinar Territory Influence

Twitch Marketing: da dove iniziare per avere successo

Se ti è arrivato all’orecchio che Twitch è solo roba per smanettoni di videogame, fermati un attimo. Forse ti sta sfuggendo il fatto che altri marketer e streamer stanno già sfruttando le potenzialità di Twitch per fare campagne di marketing molto efficaci.

Vuoi saperne di più su questa piattaforma e su come può tornare utile nella comunicazione del brand? Allora resta rintonizzatə e continua a leggere.

Perché Twitch è diverso dagli altri

Twitch è una piattaforma online di streaming in diretta di proprietà di Amazon, dove gli utenti possono sia trasmettere live che guardare altri streamer. È come una TV che trasmette sempre in diretta, ma non ha la limitazione del mezzo one to many perché, al contrario, permette l‘esperienza interattiva: attraverso la chat dedicata, gli user interagiscono in tempo reale con il creator che sta eseguendo la diretta streaming.

Questo crea un senso di autenticità e coinvolgimento più profondo rispetto ai contenuti pre-registrati o pubblicati su altri social network.

Come succede anche su Youtube, Instagram e TikTok, i creator con il tempo costruiscono delle community di follower appassionati. Ma su Twich la community è molto più forte e sviluppata, tant’è che gli utenti quando seguono i loro streamer preferiti partecipano alle chat e creano relazioni con altri spettatori con interessi simili. Di fatto si crea un senso di appartenenza unico attorno ad uno streamer o un argomento.

Inoltre la varietà di contenuti è davvero ampia attualmente. Solo all’inizio Twitch poteva essere associato al gaming e agli eSport, mentre adesso i creator trasmettono performance musicali, creazioni artistiche, tutorial di trucco, acconciature, spettacoli di cucina, ASMR, cosplay, discussioni su anime, partite a scacchi e persino contenuti con animali.

Ma adesso veniamo al punto: se gli streamer hanno una forte influenza sui loro gruppi di seguaci allora vuol dire che sono di fatto degli influencer con una marcia in più perché possono collaborare con i brand e promuovere prodotti o servizi in modo più autentico, raggiungendo una base di fan fedeli e altamente coinvolti.

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A chi puntare: la Generazione Twitch

Twitch è principalmente utilizzato dalle generazioni dei più giovani, quelli nati tra il 1997 e il 2012, e che rientrano sotto il nome di Gen Z, Millennial e Gen Alpha, contando circa 2,5 miliardi di persone. Nello studio intitolato “Leading Cultural Change” Twitch ha esplorato le esigenze e le abitudini digitali di questi nuovi utenti. I risultati hanno rivelato che la Generazione Z e la Generazione Alpha sono nativi digitali cresciuti con dispositivi digitali e abituati a vivere in un mondo “onlife“, ovvero costantemente connessi.

Basti ricordare l’episodio famoso di quello streamer che si riprendeva live mentre provava a dormire (e che ha guadagnanto 16 mila dollari in una notte).

A ciò aggiungiamo che per la Gen Z non è sufficiente che i brand li coinvolga nella creazione di nuovi prodotti o di nuovi slogan. Questa nuova generazione desidera invece assumere un ruolo attivo, con gli individui al centro, con la loro identità, i loro valori e come membri di piccole comunità di persone con le quali condividono quei valori e quelle passioni.

Tutto ciò ha implicazioni significative sulle modalità comunicative dei brand, che devono cogliere l’opportunità di imparare a interagire con la Generazione Twitch e arrivare prima della concorrenza.

Come fare Twitch marketing

Twitch offre ai marketer una serie di opportunità per favorire la consapevolezza del marchio o fare promozioni. Vediamone alcune:

  1. Sponsorizzazioni e pubblicità: i brand possono sponsorizzare le trasmissioni degli streamer o inserire annunci pubblicitari durante le sessioni di streaming.
  2. Eventi interattivi: i brand possono organizzare eventi interattivi in collaborazione con gli streamer, come sfide, tornei o sessioni di gioco in diretta.
  3. Contenuto di marca: i brand possono creare il proprio canale su Twitch e produrre contenuti in diretta o registrati che siano rilevanti per il loro settore. Ad esempio, un marchio di videogiochi potrebbe trasmettere le sessioni di gioco dei propri sviluppatori o organizzare eventi speciali legati al lancio di nuovi giochi.
  4. Collaborazione con gli streamer: i brand possono collaborare con gli streamer più popolari o rilevanti nel loro settore per promuovere i loro prodotti o servizi. Gli streamer infatti, possono creare contenuti sponsorizzati o recensioni di prodotti durante le loro trasmissioni, raggiungendo un pubblico dedicato e coinvolto.

Influencer marketing su Twitch

L’influencer marketing si è dimostrato una strategia efficace per raggiungere e coinvolgere i consumatori, e Twitch non fa eccezione. Il vantaggio per i brand è quello di poter sfruttare le community consolidate e l’autenticità degli streamer per promuovere prodotti o servizi. Come dicevamo poco sopra, gli streamer coltivano delle vere e proprie fan base legate a giochi specifici, hobby o interessi.

Perciò, il compito dei marketer è quello di trovare e stringere collaborazioni con influencer pertinenti, il cui contenuto si allinei ai valori del proprio brand e raggiungere in modo efficace nicchie di mercato.

Twitch aiuta i brand a raggiungere il loro pubblico mentre è attivamente coinvolto e attento, il che è estremamente prezioso e unico. E ciò è effettivamente possibile grazie ai numeri impressionanti di Twitch: ha 31 milioni di utenti medi giornalieri e ha registrato 1,3 trilioni di minuti di visualizzazione nel 2022.

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Ti piacerebbe vedere ancora più da vicino come sfruttare Twich ai fini di marketing? Allora devi assolutamente iscriverti al webinar gratuito organizzato da TERRITORY Influence in programma il prossimo 6 giugno alle ore 16:00. Alessandra Arcuri, project manager, e Marco Rende, Business Developer in TERRITORY Influence, mostreranno il potere di Twitch per i brand, diversi tipi di streamer e di contenuti e le best practice delle campagne di marketing degli streamer di successo.

Inoltre, daranno il benvenuto a “Nezak“, famoso streamer italiano che parlerà della sua esperienza, di cosa funziona e cosa non funziona sulla piattaforma e tanto altro.

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Gli orari migliori per postare sui social media nel 2023

Gli orari migliori per postare sui social media nel 2023

Il web non dorme mai, e neppure il mondo dei social. Con oltre 5 miliardi di utenti presenti su diverse piattaforme a livello globale, i social media offrono numerose opportunità di crescita per le imprese e i brand.

Nonostante molte delle strategie per migliorare la visibilità sui social siano ampiamente diffuse, c’è un elemento chiave che spesso viene sottovalutato: l’orario migliore per pubblicare sui social media.

orari migliori per postare sui social

Per rispondere a questo punto, il team interno Data Science di Sprout Social ha esaminato i risultati e le tendenze nell’utilizzo dei social. L’indagine si è svolta analizzando, nell’ultimo anno, gli oltre 34 mila iscritti alla piattaforma, parliamo di circa 2 miliardi di dati sull’engagement presenti in oltre 400 mila profili sui canali Twitter, Facebook, LinkedIn, Instagram, Pinterest e TikTok.

L’obiettivo? Capire quando i contenuti hanno ottenuto maggior coinvolgimento durante i giorni della settimana.

I dati di Sprout Social includono utenti, settori e località di vario tipo. Tutti gli intervalli di tempo sono registrati a livello globale, il che significa che per ottenere risultati di coinvolgimento positivi è possibile pubblicare contenuti seguendo gli orari indicati in qualsiasi fuso orario.

Tuttavia, il nostro consiglio resta quello di testare direttamente gli account gestiti per scovare i tempi di posting ottimali.

I risultati sono sintetizzati in grafici suddivisi per piattaforma. Scopriamoli nel dettaglio.

Qui un rapido collegamento ai momenti migliori per postare sui social:

Orari migliori per postare sui social: panoramica generale

Ogni piattaforma social varia a seconda degli obiettivi, del tipo di contenuto e del pubblico.

Analizzando i dati specifici di ogni rete è emerso che i momenti di maggiore coinvolgimento sono di solito martedì, mercoledì e giovedì, soprattutto tra le 9:00 e le 12:00.

Gli orari migliori per postare sui social media nel 2023

Le mattine dei giorni infrasettimanali sono generalmente considerate i momenti di maggior successo su molte piattaforme, come Facebook, Instagram, Twitter e LinkedIn.

Tuttavia, come vedremo nel dettaglio, Pinterest e TikTok registrano un coinvolgimento maggiore nel pomeriggio.

È importante notare che queste informazioni rappresentano solo una panoramica generale, poiché ogni piattaforma ha intervalli di coinvolgimento diversi durante la settimana e in orari significativamente variabili.

Momenti migliori per postare sui social media in generale:

  • Lunedì dalle 10:00 alle 12:00
  • Martedì dalle 9:00 alle 14:00
  • Mercoledì dalle 9:00 alle 13:00
  • Giovedì dalle 9:00 alle 12:00
  • Venerdì dalle 9 alle 11

I giorni migliori per postare sui social media: martedì e mercoledì
Giorni peggiori per postare sui social media: la domenica

Gli orari migliori per pubblicare su Facebook

Facebook rimane la piattaforma più utilizzata (90%) dai digital marketer in tutto il mondo.

Gli orari ideali per postare su Facebook sono dal lunedì al giovedì, dalle 8:00 del mattino fino al primo pomeriggio, solitamente fino alle 13:00.

Le uniche ore da evitare per la pubblicazione su Facebook sono quelle molto presto, generalmente tra mezzanotte e le 4:00 di mattina.

È importante considerare che l’engagement dipende anche dalla frequenza con cui pubblichiamo sui social media e dal tipo di contenuto che condividiamo. Non tutti i contenuti social si adattano bene a tutte le piattaforme, questo per dire che pubblicare il contenuto giusto sulla piattaforma adeguata fa sempre la differenza.

Gli orari migliori per pubblicare su Facebook:

  • Lunedì dalle 8:00 alle 13:00
  • Martedì dalle 8:00 alle 14:00
  • Mercoledì dalle 8:00 alle 13:00
  • Giovedì dalle 8:00 alle 12:00

Giorni migliori per pubblicare su Facebook: dal lunedì al giovedì
Giorni peggiori per postare su Facebook: la domenica

Gli orari migliori per pubblicare su Instagram

Al secondo posto tra le piattaforme più utilizzate dai marketer troviamo Instagram, con una percentuale del 79% di utilizzo.
Mentre la competizione tra Instagram e TikTok per i video di breve durata è tuttora in corso, la fruizione di Reels rappresenta il 30% del tempo trascorso sulla piattaforma di proprietà di Meta.

Gli orari migliori per postare su Instagram sono generalmente il lunedì, il martedì, il mercoledì e il venerdì tra le 9:00 e le 13:00. Dato molto simile a Facebook, le ore “off” sono le prime del mattino di tutti i giorni della settimana, da mezzanotte fino alle 4:00.

Gli orari migliori per postare sui social

Ricorda: l’algoritmo di Instagram è imprevedibile. Per avere successo sulla piattaforma è necessario trovare un equilibrio tra la pubblicazione costante di contenuti di alta qualità per coinvolgere e continuare a intrattenere il pubblico.

Momenti migliori per pubblicare su Instagram:

  • Lunedì dalle 10:00 alle 12:00
  • Martedì dalle 9:00 alle 13:00
  • Mercoledì dalle 10:00 alle 13:00
  • Venerdì dalle 9 alle 11

I giorni migliori per pubblicare su Instagram: martedì e mercoledì
Giorni peggiori per pubblicare su Instagram: la domenica

Gli orari migliori per pubblicare su LinkedIn

Su LinkedIn, la piattaforma social focalizzata sul mondo dei professionisti, gli orari di coinvolgimento coincidono con l’orario di lavoro, naturalmente.

Poiché i contenuti su LinkedIn si concentrano sulla thought leadership e sulla crescita professionale, è comprensibile che la maggior parte del pubblico interagisca con tali contenuti durante le ore lavorative. Infatti, le ore di maggiore engagement non si estendono al di fuori dell’orario classico di lavoro.

A mezzogiorno si osserva un’intensa attività sulla piattaforma con dei picchi molto importanti. Tra gli altri momenti migliori per pubblicare su LinkedIn, troviamo il martedì e il mercoledì tra le 10:00 e mezzogiorno.

orari migliori per postare

È consigliabile evitare di pubblicare i contenuti su LinkedIn durante il fine settimana, poiché l’engagement diminuisce significativamente nel weekend.

Momenti migliori per postare sulle pagine aziendali di LinkedIn:

  • Martedì e mercoledì dalle 10:00 alle 12:00

Giorni migliori per pubblicare sulle pagine LinkedIn: dal martedì al giovedì
Giorni peggiori per pubblicare sulle pagine LinkedIn: nel fine settimana

Gli orari migliori per pubblicare su Pinterest

Pinterest è il motore di ricerca visiva in cui gli utenti cercano e scoprono prodotti, tendenze, design e molto altro ancora. Sebbene non tutte le aziende siano presenti su questa piattaforma, coloro che la utilizzano conoscono bene l’efficacia e i vantaggi che Pinterest può offrire.

Gli utenti interagiscono con i contenuti praticamente in ogni momento della giornata, quasi tutti i giorni della settimana. Gli orari ottimali per pubblicare su Pinterest includono il martedì, il mercoledì e il giovedì intorno alle 13:00, con una flessibilità di un’ora prima o dopo.

È interessante notare che anche il mercoledì alle 6:00 del mattino rappresenta un momento di punta per pubblicare su Pinterest.

Momenti migliori per pubblicare su Pinterest:

  • Martedì alle 13:00
  • Mercoledì dalle 13:00 alle 15:00
  • Giovedì dalle 12:00 alle 14:00

Giorni migliori per pubblicare su Pinterest: dal mercoledì al venerdì
Giorni peggiori per pubblicare su Pinterest: domenica e lunedì

Gli orari migliori per pubblicare su TikTok

TikTok ha registrato una notevole crescita negli ultimi due anni. Attualmente, la piattaforma di video sharing conta oltre 1 miliardo di utenti attivi a livello globale che trascorrono quasi 20 ore al mese sull’app.

Gli orari migliori per pubblicare su TikTok sono il martedì dalle 14:00 alle 18:00, il mercoledì dalle 14:00 alle 17:00 e il giovedì dalle 15:00 alle 17:00. Durante i pomeriggi si registra un elevato livello di coinvolgimento sulla piattaforma.

Tuttavia, in generale, si osserva un maggiore coinvolgimento da metà mattina al pomeriggio (dalle 9:00 alle 17:00) dal martedì al giovedì.

Gli orari migliori per pubblicare su TikTok:

  • Martedì dalle 14 alle 18
  • Mercoledì dalle 14 alle 17
  • Giovedì dalle 15:00 alle 17:00

I giorni migliori per pubblicare su TikTok: martedì e mercoledì
I giorni peggiori per pubblicare su TikTok: la domenica

Gli orari migliori per pubblicare su Twitter

Twitter è la piattaforma ideale per le conversazioni in tempo reale e le ultime notizie. Ancora oggi l’app continua a essere un luogo in cui i marchi possono partecipare alle discussioni di tendenza, sforzandosi di essere coerenti ai propri valori e consapevoli di ciò che comunicano.

I momenti di maggiore coinvolgimento su Twitter sono aumentati rispetto all’anno precedente, con picchi costanti in tarda mattinata durante i giorni feriali.

Gli orari migliori per postare su Twitter vanno dal martedì al venerdì a partire dalle 9:00 fino a mezzogiorno.

Momenti migliori per postare su Twitter:

  • Martedì dalle 9:00 alle 14:00
  • Mercoledì dalle 9:00 alle 13:00
  • Giovedì dalle 9:00 alle 14:00
  • Venerdì dalle 9:00 alle 12:00

Giorni migliori per postare su Twitter: dal martedì al giovedì
Giorni peggiori per postare su Twitter: la domenica

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gruppo ninja

I Ninja si incontrano a Sanremo per parlare di Intelligenza Artificiale

Una reunion per incontrarsi in modo informale e scambiarsi spunti e opinioni su uno dei temi più caldi del momento. Il Ninja Meetup Sanremo, in questa occasione, sarà un evento dedicato alla “AI Revolution: il futuro dellIntelligenza Artificiale“.

Ninja Meetup Sanremo

Ninja Meetup Sanremo: dove e quando

Questo appuntamento speciale avrà luogo il 31 maggio presso il Forte Santa Tecla a Sanremo, e sarà organizzato in collaborazione con Andrea Ventura, Ninja Ambassador, digital strategist e CEO di RebelDigital Agency.

L’Intelligenza Artificiale sta cambiando il mondo in cui viviamo e lavoriamo, con un impatto che si fa sentire in ogni settore dell’industria e della società. Questo incontro rappresenta un’opportunità unica per discutere insieme del futuro di questa rivoluzione tecnologica e digitale.

La scaletta dell’evento

L’evento inizierà alle 18:00 con un momento di networking. Questa sarà un’occasione ideale per presentarsi, condividere idee e esperienze, e connettersi con altri appassionati di digitale.

La serata proseguirà con un focus sull’AI, durante il quale avremo l’opportunità di condividere pensieri e visioni sul suo impatto e sulle sue potenzialità.

La parte centrale dell’evento sarà l’aperitivo, un momento conviviale durante il quale scambiare idee e approfondire i temi affrontati.

Il Ninja Meetup Sanremo è un evento Free Entry, ma ti invitiamo a prenotare il tuo posto inviando un’email a andrea@rebeldigital.it.

Questo ci permetterà di organizzare al meglio la serata.

Siamo ansiosi di accoglierti a Sanremo per questa serata speciale.

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Arriva preparato all’evento. Leggi anche:

Google I/O 2023: le novità sull’intelligenza artificiale annunciate all’evento

Elon Musk chiede una pausa sulle Intelligenze Artificiali: possono renderci obsoleti

ChatGPT e l’intelligenza artificiale generativa: i numeri del mercato

Manifesto AI: l’intelligenza artificiale non ci sostituirà

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Google annuncia Bard, l’anti ChatGPT. Quali sono le differenze

Un articolo sull’Intelligenza Artificiale scritto da una AI

Sostenibile e inclusiva: la bar industry va in scena al Roma Bar Show

Tutto pronto per il Roma Bar Show, un evento unico nel suo genere, giunto alla terza edizione e rivolto allo spirito e alla cultura della mixology e dell’industria del beverage.

Uno show, appunto, in cui i più importanti brand, bartender ed esperti del settore – non solo italiani ma anche mondiali – saranno i protagonisti indiscussi delle giornate del 29 e 30 Maggio, alternandosi tra masterclass, seminari e talk, condividendo con gli appassionati degustazioni ed esperienze straordinarie.

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Ed insieme, ospiti internazionali che in linea con l’Educational Program di RBS 2023  racconteranno le novità della miscelazione e di come anche la bar industry sia sempre più vicina alle tematiche della sostenibilità e dell’inclusività.

Roma Bar show 2023

Un evento autentico, volto alla promozione, alla valorizzazione e alla condivisione della cultura del bere grazie ad un originale  approccio basato sull’interazione tra business, formazione ed entertainment.

In un’area dal respiro internazionale, le tradizioni italiane della Spirit Industry saranno la punta di diamante del Roma Bar Show grazie alle grandi eccellenze che hanno conquistato le vette dei mercati liquoristici. Ma non solo: il Palazzo dei Congressi offrirà le sue sale al Mexican Village, al Coffee Village, alle tasting room ed ovviamente anche al food.

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Roma Bar Show: spirito creativo e stile di vita

“Roma Bar Show è un’intuizione, un progetto, una filosofia, uno stile di vita. In due giornate si racchiudono gli sforzi di un anno, le idee e le iniziative che animano tutto il team di lavoro affinché diventino il punto di riferimento dell’industria del beverage e del mondo della mixology su scala nazionale e internazionale. Il Roma Bar Show è diventato leader non solo nell’ambito della  bar industry, ma anche nella formazione di settore, con masterclass di alto livello che attirano protagonisti di calibro mondiale – tra aziende e barman – e ponendosi quale apripista di segmenti e tematiche di interesse sociale trasversale, come l’inclusione e la sostenibilità”, questo è l’entusiasmo con cui ci parla dell’evento proprio Andrea Fofi, uno dei soci fondatori insieme a Giuseppe Gallo, Fabio Bacchi e Jerry Thomas Projec.

Roma Bar Show

I Grandi Protagonisti di Roma Bar Show 2023

Una grande edizione quella del 2023 che vede la partecipazione di mixologist di rilievo come Julie Reiner, mixologist e bar owner conosciuta per il suo contributo nell’innovazione della miscelazione in USA, nonché giudice della serie Netflix Drink Masters; Simon Ford di Ford Gin, Shingo Gokan, mixologist e bar owner giapponese di diverse realtà tra New York e Shangai. I ragazzi del Maybe Sammy di Sidney premiati come “Best International Bar Team Award”.

E ancora, Giacomo Giannotti e Margarita Sader del Paradiso “Best Bar Award 2022” accompagnati da Martin Hudak e Stefano Catino, Monica Berg, Alex Frezza e Lydia Soedadi.

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Ricca di nomi anche la tavola rotonda dedicata all’Agave Spirit (in cui sono coinvolte anche le Ambasciate di Messico e Guatemala e i relativi Ambasciatori), con ospiti del calibro di Ivan Saldagna, Stefano Francavilla, Esteban Morales, Jesse Este, Sophie Decobecq e tanti altri.

La RBS Academy by Perrier verrà invece interamente dedicata ai bar e ai loro progetti vedendosi alternare sul palco locali del calibro del Paradiso e l’Essentia (SIPS) di Barcellona, il Line di Atene, il Gibson di Berlino, il Limantour di Città del Messico, il Maybe Sammy di Sidney e l’SG Club di Tokyo.

RBS

RBS AWARDS 2023

In un evento di così alta risonanza, non può di certo mancare un altro grande momento, quello degli Awards, sponsorizzati da altri eccellenti brand pronti a premiare i migliori nelle diverse categorie:

  • BEST ITALIAN COCKTAIL BAR
  • BEST ITALIAN BARTENDER
  • BEST ITALIAN NEW COCKTAIL BAR
  • BEST ITALIAN HOTEL BAR
  • BEST FOOD PROGRAM
  • BEST SOCIAL MEDIA PRESENCE

Tra gli sponsor: Perrier, Amaro Formidabile, Engine, Strucchi, Cook_inc e sì, ci saremo anche noi di Ninja, con il piacevole compito di consegnare il premio Best Social Media Presence.

RBS-best social presence awards-sponsor Ninja Marketing

Dunque, noi ci saremo, pronti a scoprire i segreti, ma anche i gusti ed i profumi, di questo incredibile evento che prima di tutto celebra il Made in Italy, nel corpo e nello spirito.

Per conoscere ogni dettaglio del programma di RBS 2023 visita il sito.

positività online è importante per i brand

In che modo la positività online aiuta i brand nelle campagne di marketing

In che modo la positività online può aiutare i brand nelle campagne di marketing?

Sebbene sia stato implementato con lo scopo di facilitare la vita delle persone, Internet è visto sempre più spesso come una minaccia che come un’opportunità di crescita.

Non più solo un semplice strumento per comunicare e condividere idee, ma parte integrante della vita quotidiana, Internet è diventato un sistema tanto più accessibile quanto difficilmente navigabile, soprattutto per le generazioni più giovani, più facilmente influenzabili dai contenuti fruibili online.

brand e positività online

LEGGI ANCHE: TikTok Marketing: 10 brand virali da seguire

Ogni giorno miliardi di persone vengono condizionate da motori di ricerca ottimizzati per ottenere risultati positivi in termini di engagement degli utenti.

E i brand, in moltissimi casi, non sono consapevoli del fatto che promuovere l’engagement a tutti i costi è tossico, con un impatto altamente negativo sulla salute mentale delle persone, al punto che finiscono per finanziare involontariamente un circolo vizioso.

Questo è dovuto al fatto che le piattaforme digitali utilizzano l’intelligenza artificiale per la gestione dei contenuti e la massimizzazione del tempo di visualizzazione.

E qual è stata la triste “scoperta”?

I contenuti che scatenano gli istinti più primordiali, come la paura, la rabbia e l’invidia, sono anche gli stessi che le persone tendono a visualizzare più a lungo.

C’è un neologismo inglese che identifica proprio questo comportamento: doomscrolling, ovvero la tendenza a trascorrere una quantità eccessiva di tempo sullo schermo fruendo contenuti negativi (letteralmente “scorrere sullo schermo in cerca di sventure”).

Non stupisce, quindi, che le persone si sentano sempre meno al sicuro sulle piattaforme digitali.

Eppure, come evidenziato da un recente studio di Pinterest in collaborazione con University of Berkeley, la fruizione di contenuti positivi e ispirazionali in un periodo sfidante dal punto di vista socio-economico come quello attuale, seppur per un durata limitata di tempo, permette di mantenere la propria capacità di provare emozioni positive, aumentare il desiderio di connessioni sociali e preservare il proprio ciclo del sonno (alla base, d’altronde, di uno stile di vita equilibrato e stress-free).

Nonostante il fatto che le conseguenze dell’implementazione dell’intelligenza artificiale non siano state inizialmente prese in considerazione dalle società di social media, oggi non sono solo evidenti, ma purtroppo anche profondamente radicate nel modello di business della maggior parte delle piattaforme digitali.

E le prospettive, con un’intelligenza artificiale che sarà sempre più avanzata, non promettono nulla di buono.

Pertanto, è imperativo un cambiamento radicale per i marchi.

Perché? Da un lato, la negatività è un fattore determinante per il successo dei marchi ed è compito di questi ultimi creare e promuovere positività su Internet. Dall’altro, è più probabile che le persone si ricordino, si fidino e addirittura, acquistino da un marchio che promuove uno spazio online positivo ed ispirazionale.

Ciononostante, il tema risulta essere ancora non prioritario per moltissime aziende.

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La positività online come driver di crescita per i brand

saverio schiano - positività online

Per questo motivo, Saverio Schiano, Head of Sales for Italy Pinterest, sottolinea la necessità di prioritizzare a livello di business la positività:Educare la tecnologia a dare priorità ai contenuti positivi rispetto a quelli che creano dipendenza è il primo passo fondamentale per la creazione di un Internet migliore per tutti. Un modello economico più consapevole, in cui gli inserzionisti valutano il proprio ritorno economico sulla base anche dell’ambiente in cui gli annunci sono presenti, è la direzione giusta in cui i brand devono muoversi al più presto. A Pinterest crediamo che il modo più opportuno per invertire la rotta presa dalla cosiddetta società “digitalizzata” è lavorare sul futuro della tecnologia, l’intelligenza artificiale, ponendo il benessere degli utenti più in alto rispetto al tempo di visualizzazione. Solo così si potrà costruire un ecosistema fondato sulla positività a tutto tondo”.

Pertanto, è opportuno che le piattaforme digitali si uniscano per contribuire ad un’esperienza digitale positiva per tutti.

Come sostiene Schiano: “La mission di Pinterest è proprio quella di ispirare le persone online, per creare la vita che amano offline. Crediamo che l’industria digitale debba lavorare per creare una rete ancora più positiva, sicura e inclusiva. Nel mondo online, a volte tristemente caratterizzato da disinformazione e odio, Pinterest non è solo una piattaforma di ispirazione e positività, ma anche un luogo sicuro dove poter trovare incoraggiamento e sollievo da ansia e stress. E lo abbiamo fatto attraverso politiche rivoluzionarie, come linee guida chiare e rigorose contro informazioni false e/o fuorvianti sul clima e funzioni innovative ed inclusive per far sentire tutti i Pinterest al sicuro e inclusi, come la ricerca per tipo di capello e la ricerca empatica.

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sfide per il retail

Sfide per il retail: quali sono e come le aziende possono affrontarle

Le sfide per il retail sono sempre più evidenti e, in un contesto di incertezza economica, i modelli di distribuzione nel settore stanno cambiando, insieme alle aspettative mutevoli delle persone.

La convergenza tra il mondo online e offline è diventata una realtà senza soluzione di continuità. Inoltre, l’intelligenza artificiale sta aprendo nuove opportunità per le imprese del retail, portando una vera rivoluzione.

Esaminiamo da vicino questa rivoluzione e scopriamo come le aziende stanno affrontando tali cambiamenti per rimanere competitive, grazie al blog post di Jacopo Allegrini, Director Sales, Retail, Google Italia.

Esaminiamo tre grandi cambiamenti che stanno influenzando il settore nel suo complesso.

Sfide per il retail: l’esperienza d’acquisto immersiva

In passato, il mondo online era principalmente un luogo per cercare ispirazione e informazioni per gli acquisti.

Ora l’esperienza di acquisto diventa fondamentale, con il 61% dei clienti che preferisce siti web che offrono un’esperienza coinvolgente. Tra le sfide per il retail, garantire questo tipo di esperienza diventa importantissimo.

sfide per il retail - comprare con lo smartphone

Google ha sviluppato modalità di ricerca completamente nuove grazie ai progressi nell’intelligenza artificiale. Ad esempio, le ricerche visive con Google Lens consentono di trovare informazioni online sugli oggetti che vediamo intorno a noi.

La Ricerca Multipla permette alle persone di trovare informazioni anche quando non hanno tutte le parole per descrivere ciò di cui hanno bisogno, utilizzando sia testo che immagini.

L’esperienza immersiva unisce online e offline in modo realistico, consentendo ai rivenditori di offrire funzionalità come la visualizzazione di mobili all’interno delle abitazioni o la prova virtuale di prodotti utilizzando la realtà aumentata.

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La personalizzazione come valore aggiunto

In Italia, più della metà degli acquisti online avviene tramite dispositivi mobili.

Grazie allo smartphone, la relazione tra rivenditori e consumatori è diventata sempre più personale, con l’obiettivo di offrire un’esperienza di acquisto personalizzata.

È essenziale per le persone trovare ciò che cercano durante l’acquisto, e l’82% dei consumatori a livello globale evita i siti web che presentano difficoltà di ricerca.

I rivenditori rischiano di perdere ricavi potenziali a causa di risultati di ricerca che non soddisfano le aspettative dei consumatori.

Le soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, come Recommendations AI di Google Cloud, consentono di consigliare prodotti ai consumatori in base ai loro acquisti precedenti e alla cronologia di navigazione.

Omni-esperienza: la vera sfida per il retal

C’è una crescente convergenza tra lo shopping online e offline, con un aumento delle ricerche di “negozio aperto”. È cruciale per i rivenditori prestare attenzione all’interazione tra gli acquisti fisici e quelli online.

Circa il 76% delle persone in Italia non mostra preferenze specifiche tra i due canali.

Le persone utilizzano una varietà di canali per gli acquisti, con il 68% dei consumatori italiani che ha fatto shopping attraverso cinque o più canali durante la scorsa stagione invernale.

sfide per il retail - il blogpost di Google

La sfida per i rivenditori è trasformare l’omni-canale in un’esperienza di acquisto senza soluzione di continuità su tutti i canali. Utilizzando i dati proprietari acquisiti con il consenso dei clienti, i rivenditori possono comprendere meglio le esigenze e le preferenze dei clienti e veicolare il messaggio giusto tramite il canale più appropriato.

Le campagne Performance Max di Google sono progettate per raggiungere le persone giuste nel momento giusto, attraverso una varietà di canali, inclusi la rete di ricerca, YouTube, la Rete Display, Discover, Gmail e Maps, con l’obiettivo di aumentare le vendite online e offline.

L’intelligenza artificiale offre agli operatori del settore retail la possibilità di creare un’esperienza di acquisto personalizzata e coinvolgente, rispondendo alle aspettative e alle esigenze dei consumatori.

Come annunciato durante Google I/O, l’azienda si impegna a sfruttare la tecnologia per sbloccare nuove possibilità per le persone, le aziende e le comunità.

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imprenditori di successo da imitare, steve jobs e bill gates

10 imprenditori di successo da imitare

Catturare e fare propri i trucchi del mestiere di chi è riuscito nell’intento, non è copiare. Al contrario, osservare e prendere spunto è un ottimo modo per migliorare la propria strategia.

All’interno degli ambienti lavorativi, il knowledge management (l’insieme delle attività che hanno l’obiettivo di far circolare conoscenza), suppone che la conoscenza possa essere acquisita anche tacitamente, cioè tramite l’osservazione dei lavoratori esperti. Scopriamo nel dettaglio come imparare dai punti di forza e di debolezza dei grandi imprenditori di successo.

Identikit dell’imprenditore di successo da imitare

Non basta saper fare i conti con i numeri. L’imprenditore di successo è colui che ha saputo riconoscere le opportunità, individuato le tendenze prima di tutti, non ha avuto paura di correre rischi, non si è abbattuto di fronte alle prime sconfitte.

È la figura che ha saputo scovare un “oceano blu” in un mondo fatto di “oceani rossi”. L’espressione coniata nel 2009 dagli studiosi Kim. W. Chan e Renée Mauborgne, sta ad indicare i settori che non esistono. Si tratta di quei mercati non ancora sbloccati, che prendono vita da un’intuizione strategica.

La figura del buon imprenditore risponde a delle precise peculiarità:

  1. personalità, ben identificabile, che non necessariamente vuol dire essere estroversi. Anche le persone timide possono mostrare un carattere deciso, un mix tra genio e follia
  2. motivazione, necessaria per andare avanti, per non mollare, e da trasmettere e condividere con il proprio team di lavoro
  3. leadership, essere il punto di riferimento per la squadra, non semplicemente il capo
  4. intuito, vedere oltre quello che si vede, come direbbe il filosofo Kant, andare oltre il fenomeno (ciò che appare)
  5. creatività, la psicologia sottolinea che la capacità creativa nasce da un pensiero divergente capace di individuare delle alternative, a differenza del pensiero convergente che si limita a seguire ciò che è già dato per assodato
  6. curiosità, quella sensazione di non essere mai veramente sazi che spinge a cercare continuamente nuove informazioni
  7. comunicazione, saper comunicare è differente da parlare. L’imprenditore deve comunicare come un vero leader, in modo chiaro
  8. team di lavoro, circondarsi di persone capaci di cui fidarsi è fondamentale. Nessuno può pensare di fare tutto da solo, bisogna saper delegare, avere la capacità di creare un clima di lavoro positivo che contribuisca alla produttività e alla fedeltà dei dipendenti
  9. pianificazione, dei tempi e delle risorse disponibili, umane e non
  10. resilienza, un termine molto in voga nell’ultimo periodo, ma perfetto per indicare la capacità dell’imprenditore di rialzare la testa e andare avanti, i fallimenti fanno parte del successo
  11. ispirazione, deve essere d’esempio per gli altri, per il lavoro che si svolge e per l’atteggiamento. Deve essere in grado di diffondere la cultura aziendale.

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10 grandi imprenditori di successo (italiani e non) da imitare

Osservare il lavoro di coloro che hanno creato degli imperi del business, è sicuramente un ottimo punto di partenza. Si tratta di personalità dotate di impegno, determinazione, etica professionale, da ammirare e analizzare nel dettaglio per carpirne i trucchi fortunati.

Imprenditori di successo: Walt Disney

L’esempio della perseveranza, di colui che di fronte ai fallimenti non ha mollato. Prima di rivoluzionare l’industria culturale dell’animazione per bambini negli anni ’20, non ha avuto un percorso semplice.

La prima società lanciata con il fratello, Laugh-O-Gram, fallì pochi anni dopo la fondazione. Successivamente, cercando finanziamenti per la produzione del suo personaggio più iconico, Topolino, fu rifiutato ben 300 volte, perché i più pensavano che l’immagine sullo schermo, avrebbe potuto spaventare le donne.

grandi imprenditori di successo Walt Disney

Paradossalmente, fu licenziato dal giornale per il quale lavorare per mancanza di creatività. Anche dopo aver lanciato Disneyland, ci furono momenti di alti e bassi finanziari, tanto che il giorno dell’apertura fu, inizialmente, definito “domenica nera”.

Ma Disney non mollò, e con ragione diremmo ora con il senno di poi.

Accettare il fallimento fa parte del percorso per il successo, ripartire dai propri errori è il modo per crescere.

Un imprenditore da imitare: Steve Jobs

Uno dei pochi a comprendere la necessità della “squadra”, fin dalla nascita della piccola startup, (nata in un garage con i collaboratori Steve Wozniak e Ronald Wayne), ancor prima di diventare il colosso Apple.

Steve Jobs ha sempre sostenuto l’importanza di un team eterogeneo, fedele ai valori aziendali, liberi di agire senza un controllo forzato.

grandi imprenditori di successo Steve Jobs

Carismatico, dotato di un grande potere motivazionale, in grado di coinvolgere i dipendenti in una grande famiglia. Celebre ancora oggi, a distanza di anni dalla sua dipartita, per alcune frasi motivazionali: “stay hungry, stay foolish”, pronunciata all’Università di Stanford, è diventata un mantra della motivazione (non solo al lavoro).

“Dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario”, a testimonianza che credere in un’idea e perseverare non è sbagliato.

 Storia di un’azienda di successo: Jeff Bezos

Il fondatore di Amazon, nel 1994, parte con l’idea di creare una biblioteca online. Ha il grande merito di aver saputo percepire il cambiamento della società: un cambiamento non ancora dichiarato ma intuibile. Ha saputo dare agli utenti esattamente ciò di cui avevano bisogno, tanto da sviluppare, nel tempo, il colosso dell’eCommerce.

grandi imprenditori Jeff Bezos

Il cambiamento non ha mai spaventato Jeff Bezos, al contrario, è stato la parola chiave per il suo successo: anche dopo la fortuna raggiunta da Amazon, non è stato a guardare, ma ha cercato di migliorare il business, ad esempio, con l’introduzione dell’abbonamento Prime, che a fronte di un abbonamento, garantisce consegne veloci e resi facili.

Ancora una volta ha anticipato i desideri del consumatore.

Arianna Huffington

Fondatrice del sito The Huffingtonpost nel 2005, è la paladina dell’integrazione tra vita privata e lavorativa.

grandi imprenditori Arianna Huffington

Sostenitrice dell’integrazione tra vita privata e lavoro piuttosto che del concetto tradizionale di equilibrio tra vita privata e lavoro. Una sfumatura che riflette bene l’idea di due aspetti della vita che devono intrecciarsi e fondersi. Inutile sottolineare che il pensiero della Huffington nasce probabilmente dall’essere donna e dalla difficoltà di trovarsi a gestire carriera e famiglia, ma non solo. L’imprenditrice è paladina della cura di sé, da non posizionare al secondo gradino rispetto al lavoro.

Imprenditori di successo italiani: Giorgio Armani

Lo stesso pensiero di Arianna Huffington, è in qualche modo condiviso da “Re Giorgio”, che proprio recentemente è stato insignito della laurea honoris causa in Global Business Management, dall’Università Cattolica del Sacro Cuore.

grandi imprenditori di successo Giorgio Armani

Proprio all’evento, lo stilista ha espresso il proprio pensiero sul successo avuto: “È un riconoscimento all’Armani imprenditore, a quella figura che ho dovuto inventare da zero superando, soprattutto all’inizio, momenti di grande difficoltà (…) E vorrei, con la mia storia, essere un esempio, uno stimolo a ricordare a tutti che il lavoro vero e l’amore portano lontano”.

Ha anche aggiunto parole riguardo l’importanza di tenere conto della propria vita privata che non va dimenticata: “lavorate, tenete duro ma non scordate che a casa avete il gatto, il cane, la mamma, la nonna o l’amante, perché poi andando avanti avete bisogno di persone al fianco”.

Ha, inoltre, sottolineato che gli errori aiutano a crescere, aggiungendo quanto sia importante continuare a sognare e credere in ciò che si è, guardando il mondo con la mente aperta.

Raplh Lauren

“Non disegno abiti, disegno sogni”.

grandi imprenditori di successo Ralph Lauren

Lo stilista, di umili origini, nata nel Bronx negli anni ’30, inizia lavorando in un negozio di abbigliamento, e nel frattempo, disegna cravatte. “Stavo facendo semplicemente ciò che amavo, cravatte diverse da ogni altra azienda sul mercato, più originali. Non volevo essere il migliore solo fare le cose a modo mio”

Le Cravatte con il marchio Polo diventarono in breve tempo un’icona nel mondo della moda, il segno distintivo dello stilista, che conferiva classe ed eleganza ad un abbigliamento sportivo.

Scovare una particolarità per differenziare il prodotto dalla concorrenza rendendosi distinguibile, esattamente ciò che il genio di Ralph Lauren ha partorito.

Adriano Olivetti: il mito dell’imprenditoria italiana

Il nome dell’imprenditore italiano è sinonimo di benessere per i lavoratori. Da sempre attento alla qualità della vita lavorativa dei lavoratori, ha messo al centro dell’attenzione “la persona”.

“La fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l’uomo”. 

 imprenditori di successo Adriano Olivetti

L’imprenditore ha avuto l’indubbia capacità di riconoscere, prima di altri, che un lavoratore felice produce di più, esattamente ciò che la psicologia del lavoro del ‘900 evidenziava, successivamente agli studi dello psicologo Elton Mayo.

L’impegno civile profuso da Olivetti a tutela dei dipendenti, viene premiato nel 2018, quando il complesso aziendale di Ivrea viene riconosciuto come Patrimonio mondiale dall’Unesco.

Luisa Spagnoli

Il benessere del lavoratore è ciò che anche la stilista italiana ha cercato di difendere sin dalla fondazione della sua azienda.

“La capacità di immaginare quello che ancora non c’è, questo fa la differenza”diceva Luisa Spagnoli, la prima ad inserire, negli anni ’40, un asilo aziendale nelle proprie fabbriche e a tutelare il diritto all’allattamento. Una rivoluzione nei diritti delle donne, che ancora oggi, appare d’avanguardia, e che l’ha resa grande agli occhi del mondo imprenditoriale.

imprenditori di successo Luisa Spagnoli

Enzo Ferrari: l’imprenditore italiano di successo più famoso al mondo

“Non si può descrivere una passione, la si può solo vivere”, con queste parole Enzo Ferrari esprimeva esattamente il sentimento che lo muoveva. Colui che sognava di diventare un grande pilota di Formula 1, ha trovato il modo di vivere la propria passione in una forma diversa.

grandi imprenditori di successo Enzo Ferrari

Passione, tradizione, innovazione e persone, sono alla base della ricetta dell’imprenditore automobilistico, che nonostante gli alti e bassi economici dell’azienda, ha sempre considerato le persone come “il patrimonio più grande”, sul quale puntare per crescere.

Chiara Ferragni

Non si può non citare l’imprenditrice digitale che, lanciando il blog di moda e lifestyle, The blond salad, ha saputo creare un impero. Semplicemente postando le proprie foto sul blog, ha creato una rivoluzione nel mondo imprenditoriale: la possibilità di emergere grazie alla propria immagine.

 Chiara Ferragni

CEO del suo brand e della TBS Crew, l’ascesa del suo nome non vede limite: ha avuto l’intuito di sfruttare ogni momento, lanciando una propria linea di abbigliamento, scarpe, makeup, cartoleria, oltre a prestare il volto per diverse campagne pubblicitarie.

A suo modo un fenomeno, al quale va riconosciuto di non essersi posta limiti ma solo obiettivi da raggiungere, sempre più alti, nonostante le numerose critiche di cui il web (il suo regno per eccellenza) pullula.

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Frasi degli imprenditori di successo

Ecco una breve lista delle citazioni e delle frasi degli imprenditori di successo che abbiamo raccolto per voi.

Jack Ma: 15 frasi celebri del founder di Alibaba

15 frasi di Steve Jobs che non puoi non conoscere

15 attualissime frasi di Adriano Olivetti

10 frasi del papà di Virgin su business, successo e felicità

15 frasi famose di Bill Gates per motivarti anche oggi

Il segreto del successo in 24 frasi di Warren Buffett, uno degli uomini più ricchi del mondo

Conosciamo meglio Jack Ma, fondatore di Alibaba attraverso 15 frasi celebri

15 frasi celebri di Jeff Bezos per trovare la giusta motivazione

L’uomo che ha creato l’impero Disney: Bob Iger in 15 citazioni

Approfondisci il tema della leadership

Come comunicano i grandi leader (e 10 consigli per farlo come loro)

Come sarà leadership del futuro? Gentile e Intergenerazionale

youtube works awards copertina

YouTube Works Awards: tutti i vincitori della seconda edizione

YouTube ha annunciato i vincitori della 2^ edizione YouTube Works, il riconoscimento annuale assegnato da YouTube in collaborazione con Art Directors Club Italiano (ADCI), volto a celebrare i talenti creativi che hanno saputo produrre le campagne più efficaci e innovative sulla piattaforma.

La redazione di Ninja ha partecipato all’evento di premiazione, raccogliendo le voci di Stefania Siani, Presidente ADCI e Carla Leveratto, Head of Creative Works di Google in Italia.

youtube works awards logo

A partire dalla location, la Sala Melato del Piccolo teatro di Milano, dove la premiazione ha avuto luogo, la creatività è stata il filo conduttore dell’evento, accompagnato dalla presentazione irriverente del comico (e youtuber) Luca Ravenna e dalla performance canora di Annalisa.

Una giuria di esperti, provenienti da agenzie creative, media e brand tra le più riconosciute in Italia e nel mondo,  ha valutato oltre 75 candidature attraverso un processo e criteri chiari e trasparenti.

Gli esperti hanno così identificato le campagne che,utilizzando i formati degli annunci di YouTube e una forte creatività, hanno saputo raggiungere il pubblico in modi unici.

youtube works awards membri della giuria

I vincitori della seconda edizione di YouTube Works

Di seguito le campagne vincitrici per le 6 categorie di concorso: Creative Innovation, Best Use of Creators, The Underdog, Action Driver, The Unskippable e Breaking Barriers. A queste si aggiunge il Gran Prix, assegnato – tra i vincitori per ciascuna categoria – alla campagna più creativa, innovativa e data-driven che ha portato risultati di business concreti e tangibili.

Creative Innovation + Grand Prix – “Maserati Grecale Global Premiere” di Maserati

La campagna di lancio della nuova Maserati Grecale si è aggiudicata il premio YouTube Works per la categoria Creative Innovation e il Grand Prix.

Ideata da Independent Ideas – BCW MILANO, ha spiccato per l’utilizzo della diretta streaming su YouTube in maniera strategica e innovativa, un racconto coinvolgente e la scelta accurata dei protagonisti. Il formato lungo ha ottenuto una performance eccezionale sulla piattaforma, raggiungendo gli obiettivi di business prefissati, incarnato appieno il concetto di “Creative Effectiveness”.

Best Use of Creators – “Sono in una serie Netflix – Favij per Di4ri” di Netflix

Sono in una serie Netflix – Favij per Di4ri” ha rappresentato un unicum per il mercato italiano ed è riuscita ad aggiudicarsi il premio per la categoria Best Use of Creators. Il duplice utilizzo, come testimonial e protagonista, di un creator come Favij ha generato infatti un notevole interesse e curiosità nel target di riferimento.

La scelta dello youtuber si è dimostrata oltremodo vincente grazie anche al suo tono ironico e all’affinità con il target kids.

La campagna è stata curata dall’agenzia We Are Social

The Underdog – “Arnett Underdog Creators” di Arnette

La campagna “Arnette Underdog Creators” dimostra come è possibile ottenere grandi risultati con piccoli mezzi, grazie alla giusta intuizione.

Curata da Blinks Essence, Arnette è stata in grado di raggiungere il suo nuovo target di riferimento, composto dalla GenZ e dal mondo dello street style, coinvolgendo direttamente nel processo creativo “creators e talent underdog”, minimizzando così da un lato i costi e massimizzando dall’altro la coerenza con il proprio target.

Action Driver – “Golden Gum – Un sogno da urlo” di Air Action Vigorsol

Grazie ad un progetto solido e ben strutturato la campagna Golden Gum di Air Action Vigorsol ha registrato un notevole risultato in termini di brand KPI e sales uplift.

L’iniziativa “sogni da urlo” ha raggiunto 3mila upload, dimostrando come un formato lungo insieme ai formati adv brevi completano l’esperienza di comunicazione raggiungendo ritorni importanti.

L’utilizzo di un creator noto come Frank Matano, prodotto appositamente per YouTube inoltre, ha reso possibile un forte ingaggio emotivo con lo spettatore che ha saputo riconoscere l’autenticità della marca.

La campagna è stata curata da Dentsu Creative e Selection Communication & Design.

Unskippable – “Vodafone Happy. Non perdi mai. Nemmeno il sorriso” di Vodafone

La campagna di Vodafone, curata dalll’agenzia We are Social, si è aggiudicata il premio YouTube Works per la più avvincente intro di 5’’, che ha convinto il pubblico a non saltare l’annuncio adv nel video. “Vodafone Happy.

Non perdi mai nemmeno il sorriso” è riuscita a catturare l’attenzione degli utenti sin dai primi secondi, agganciando lo user e  coinvolgendo per tutta la durata del racconto.

La scelta di un testimonial iconico e molto riconoscibile, come Harold, ha permesso di creare un legame forte con l’audience che ha da subito apprezzato il contenuto ironico e divertente dell’intera campagna. 

Breaking Barriers – “Parla con tua figlia prima che lo facciano i social | Dove Progetto Autostima” di Dove

Dove si è aggiudicato la categoria Breaking Barriers, dedicata alla campagna che ha rappresentato genuinamente la diversità e dimostrato la forza di una rappresentazione autentica.

Ideata da Ogilvy,  “Dove Progetto Autostima” è riuscita nel difficile compito di creare un contenuto emozionale su tematiche molto delicate come il self-esteem e la body positivity nei social media.

Grazie ad un trattamento di alta qualità, e ad uno storytelling estremamente efficace, la campagna ha saputo produrre un impatto positivo sul target di riferimento costituito dalle nuove generazioni e dai loro genitori.

Dati e Creatività agli YouTube Works

«Sono reduce dall’esperienza della giuria degli YouTube Works, ed è una giuria profondamente fondata sui dati, in una maniera straordinaria» ha detto ai nostri microfoni Stefania Siani, Presidente ADCI. «Questo ci consente di misurare il modo in cui i dati influenzano la performance creativa: creatività senza performance è un concetto monco. Gli insight data driven e data proof ci consentono di migliorare e alzare lo standard».

youtube works awards stefania siani

In occasione dell’evento, le abbiamo chiesto anche se la creatività sia oggi vincolata a utilizzare il format dei video brevi, che sono il trend del momento. Ecco cosa ci ha detto.

«La golden rule del contenuto breve è una possibilità, ma non l’unica: è una regola fatta per essere rotta. Utilizzare l’eccellenza creativa per fare in modo che le persone siano ingaggiate sin dai primi secondi e portate dentro la storia è un tema di design del contenuto. In questa economia del tempo estremamente sfidante, ci auspichiamo davvero che il contenuto pubblicitario riesca a competere, sempre di più, con i contenuti seriali delle piattaforme per evitare il concetto di advertising come interruzione del contenuto a favore di un advertising che intrattiene».

YouTube Works: la creatività come leva fondamentale di business

«Nelle candidature in generale, ma soprattutto nei finalisti, abbiamo visto l’autenticità. Ma anche l’uso di tutte le leve, emozionali ma anche tecniche e innovative della piattaforme, che ci hanno permesso di premiare campagne corte ma anche lunghissime» ci racconta Carla Leveratto, Head of Creative Works di Google in Italia. «Campagne molto diverse tra loro, che hanno in comune una bellissima creatività, ma anche un impatto sul business, che poi è il cuore di questo premio».

youtube works awards carla leveratto

 La creatività emoziona le persone, ma ha un impatto sensibile sul ROI dei brand?

«La creatività è una leva fondamentale per il ritorno degli investimenti. La volontà di questo premio è dare spazio e visibilità a campagne bellissime ma che, se fossero “solo belle” sarebbero fini a se stesse. Invece hanno un impatto concreto sul business in base ai KPI prefissati all’inizio della campagna».

Vai matto per le creatività? Dai un’occhiata qui:

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10 brand virali da seguire su tiktok

TikTok Marketing: 10 brand virali da seguire

Grazie alla sua infinità di filtri, effetti, tecniche di editing tra cui scegliere, i brand hanno cominciato a utilizzare TikTok come strumento di marketing.

Le aziende che sono iscritte alla piattaforma stanno diventando sempre più sicure e creative mentre raggiungono un pubblico sempre più ampio e nuovi potenziali clienti. TikTok è ogni giorno in continua evoluzione, richiede di adottare un approccio agile, innovativo e autentico come mai fatto prima.

Brand virali da seguire su TikTok

Mentre ancora molte aziende evitano il social dei giovani, alcuni l’hanno accolto a braccia aperte, ottenendo un enorme successo.

Ecco 10 brand che hanno fatto esplodere la loro creatività su TikTok.

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1. Brand da seguire su TikTok: Ryanair

Ryanair utilizza immagini e filmati dei suoi aerei insieme a un filtro progettato per creare una mascotte personificata con i tratti del viso umano su qualsiasi sfondo.

@ryanair U know what it never was? That serious ? #ryanair #fyp #frick ♬ ItalianBach is so hot and humble – ItalianBach

A questo aggiunge una musica o un audio di tendenza accuratamente selezionato per ottenere risultati esilaranti. La maggior parte dei loro post contiene immagini e filmati stock, semplificando la capacità di cavalcare i nuovi trend con poca post-produzione.

2. Marvel

Il brand di intrattenimento Marvel usa TikTok per espandere e promuovere la sua crescente offerta di formati (Film TV, animazione e fumetti). Trailer, interviste, filmati dietro le quinte e anticipazioni delle copertine dei fumetti sono solo alcuni dei modi con cui il famoso brand offre agli appassionati un ulteriore livello di visione del franchise attraverso la piattaforma di short content.

Un tema ricorrente su TikTok è mettere in luce il talento, sia di un attore famoso o di un disegnatore di fumetti meno noto. I tutorial di disegno sono spiegati da illustratori Marvel professionisti, riportando così il brand alle sue origini. Il coinvolgimento in questi post regge il confronto con contenuti originali come clip provenienti dalle prossime uscite al cinema.

@marvel Drawing #BlackPanther with @CAFU Comic Book Artist ? #Wakanda #WakandaForever #MarvelComics ♬ original sound – Marvel Entertainment

3. Brand virali da seguire su TikTok: Zara

Zara si è spesso immersa nel mondo della realtà aumentata attraverso esperienze interattive e coinvolgenti in negozio, confezioni di prodotti e vetrine ipnotiche. Non ha perso tempo, cogliendo l’occasione di usare TikTok come strumento di marketing, realizzando una serie di video in loop che mostrano i prodotti chiave delle collezioni stagionali, prodotti di artisti 3D chiamati “Zara Creators”.

@zara Dive into the trend! Seahorse earrings now available. 4548/060 #zara ♬ original sound – ZARA

4. Gymshark

Gymshark ha sfruttato TikTok come strumento di marketing per ispirare e informare gli spettatori con sfide virali, tutorial di allenamento e frasi di incoraggiamento.

Grazie al supporto di fitness influencer e follower che ri-pubblicano video di fitness per apparire sul feed di Gymshark, TikTok dimostra la sua efficacia come strumento di marketing. Il feed di Gymshark rappresenta un viaggio di fitness altamente riconoscibile, che ripercorre momenti che vanno dalla palestra alla vita quotidiana.

@gymshark 66 second deadhang challenge ? #gym #challenge #Gymshark ♬ CAP – Burrell

5. Brand virali su TikTok: Nando’s

Nando’s è conosciuto per quel caratteristico umorismo sfacciato volto ad evidenziare le sue voci più iconiche. 

Alcuni dei video più performanti del brand sfruttano al massimo la funzione duetto di TikTok, che consente l’interazione diretta con i contenuti pubblicati dai clienti. Questo metodo può essere utilizzato per pubblicare reazioni o modificare il contesto del video originale per creare qualcosa di migliore.

Esempi sul suo feed ufficiale includono reazioni agli hack alimentari e post particolarmente divertenti sul comportamento subdolo dei clienti nei suoi ristoranti:

@nandosukYour go-to: Butterfly chicken, PERi-salted chips and garlic bread ?…Prove us wrong ?♬ original sound – Nando’s UK & Ireland

6. Glossier

Glossier, brand nel settore beauty, ha utilizzato TikTok come strumento di marketing condividendo video frequenti e approfonditi sul dietro le quinte. Oltre a  questo, per aumentare la sua visibilità ha permesso ai suoi dipendenti di diventare sostenitori.

L’intuizione di Glossier è stata quella di puntare sulla relazione brand-cliente. Infatti, fin da subito ha cercato feedback dai suoi clienti più fedeli e ha lavorato con loro per migliorare i prodotti e persino co-creare nuove versioni.

@glossier Now is the time to grab your OG Balms ? Starting this February, our Balms are going to look a little different with a well-deserved upgrade. Just a few more weeks until our big reveal!!! #glossier #balmdotcom ♬ original sound – Glossier

7. BMW

Un altro marchio che ha optato per un approccio “dietro le quinte” su TikTok è BMW. Utilizzando tecniche fotografiche antiche e all’avanguardia, il team creativo del marchio automobilistico offre ai follower dimostrazioni di come viene creato parte del suo materiale di marketing più iconico.

Il contenuto energico e rinfrescante consente la diffusione di una visione più giovanile del marchio, in linea con il pubblico principale di TikTok e in aggiunta al marketing più tradizionale di BMW. Nei video troviamo alcune delle più grandi star della piattaforma, tra cui Younes Zarou (@youneszarou) e Falco Punch (@falcopunch), protagonisti di una strategia che intende aumentare la portata dei fan.

@bmw Shall we go for a spin? #TeamBMW #BMW @falcopunch #cars ♬ Bright – Official Sound Studio

8. Brand virali da seguire su TikTok: Levi’s

Il brand di jeans ha lanciato la sua più grande iniziativa globale mai vista dal titolo “Acquista meglio, indossa più a lungo” per incoraggiare i consumatori ad abitudini di moda più sostenibili. 

Levi’s attraverso i suoi video condivide suggerimenti e trucchi su come pulire, prendersi cura e riciclare i jeans. L’obiettivo è quello di aiutare i clienti a ridurre al minimo il loro impatto ambientale. I contenuti più coinvolgenti includono metodi infallibili per rimuovere caffè e (persino) melma dal denim. Ci sono anche tutorial che spiegano come personalizzare e rimodellare jeans che sono stati indossati per molto tempo.

@levis @Luisa G *turns volume up* #liveinlevis ♬ original sound – Levi’s

9. La Croce Rossa Britannica

Dopo i video su come lavarsi bene le mani durante la pandemia, la Croce Rossa Britannica ha puntato su TikTok. Attraverso i suoi video si concentra sulla fornitura di strumenti utili, idee per la raccolta di fondi e consigli su una serie di argomenti tra cui disastri naturali, crisi umanitarie e salute mentale.

Gli short video sono un modo eccellente per fornire risorse informative ed educative in modo semplificato e facilmente comprensibili, il che potrebbe spiegare perché la Croce Rossa ha finora accumulato 418.000 follower e sette milioni di Like sui suoi post fino ad oggi.

@britishredcross Choose six distances this June, get active to clock up your miles and raise money with #MilesForRefugees ♬ Countless – Official Sound Studio

10. Brand virali da seguire su TikTok: Prada

Il marchio di moda Praha ha deciso di utilizzare TikTok come strumento di marketing attraverso una combinazione di trame, colori vivaci e suoni evocativi per produrre immagini artistiche eccezionali che riflettono le qualità tattili degli articoli delle sue collezioni.

Spesso vengono evidenziati solo alcuni abiti e accessori a video, con riprese che si focalizzano sui dettagli più interessanti dei capi.

@prada Spring-ready. #PradaSS23 #Prada ♬ original sound – Prada

Questi video funzionano bene grazie all’approccio dinamico delle riprese, attraverso immagini 3D e frammenti ripresi da una moltitudine di angolazioni diverse. Ciò consente ai follower di avere una visione a 360 gradi degli indumenti, oltre a farsi un’idea di come i diversi tessuti pendono dal corpo.

I risultati sono affascinanti e trasudano tutte le qualità del marketing di lusso in forma più lunga, presentato su TikTok in un formato più compatto.

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