Guadagnare con i propri scatti? Con Klink si può!

Guadagnare con i propri scatti? Con Klink si può

La condivisione immediata di fotografie sui vari social, come Facebook, Instagram e Twitter, è un’attività ormai comune, e perfetta per alimentare il meccanismo dell’autocelebrazione sulle community più famose del mondo.

Infatti siamo più propensi a postare contenuti che, secondo noi, hanno più potenzialità di acchiappare likes, spesso a discapito della genuinità e dell’immediatezza. I like, i “pollici in su”, aumentano la nostra autostima, ma sicuramente non il nostro conto corrente (a meno che tu non sia un influencer).
Klink (nome-onomatopea che deriva dal suono della moneta che cade), è la nuova piattaforma social di condivisione di contenuti, che vorrebbe farci guadagnare grazie alle visualizzazioni delle nostre foto e video.

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Guadagnare con i propri scatti? Con Klink si può

Quanto puoi guadagnare

No, non ti iscriverai su Klink per diventare ricco: certo è che se la tua passione è il racconto attraverso foto e video, e normalmente riesce ad ottenere molti likes su Instagram, probabilmente grazie a Klink potrai guadagnare abbastanza per acquistare nuove lenti, accessori per la tua reflex, o una camera nuova di zecca.

L’obiettivo di Klink, infatti, è renderti partecipe di una comunità di professionisti e amatori, dandoti la possibilità di ottenere critiche utili al fine di migliorare le tecniche. In tutto questo Klink mixa la possibilità di racimolare qualche euro: gli utenti possono pubblicare foto e video (fino a 20 secondi) fullscreen, sia dalla fotocamera integrata nella app, o dal proprio rullino fotografico. Klink paga poi gli utenti 2 $ ogni mille views di foto e video, contando solo gli utenti unici e non chi visualizza più di una volta. Inoltre, sarà possibile condividere i propri contenuti con altri utenti Klink e altri social network.

Guadagnare con i propri scatti? Con Klink si può

Cosa puoi fare

La foto che caricherai comparirà all’interno di un newsfeed, per aumentarne la visibilità. Chi ha un alto livello di foto visualizzate diventerà un influencer della piattaforma, ottenendo una scheda speciale denominata “Creators”. Inoltre la videocamera in-app permette di creare fotomontaggi tra le riprese e i contenuti del proprio rullino. Sarà possibile riprendere video in slow motion, time laps, e in senso inverso. Kilnk offre librerie API al fine di facilitare la lettura e l’utilizzo di big data per content analysis.

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Il gigante italiano dell'editoria: Mondadori compra Rizzoli

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Avrà oltre il 35% del mercato il neonato colosso dell’editoria italiana, con ricavi per oltre mezzo miliardo di euro: Mondadori compra Rizzoli Libri per 127,5 milioni di euro.

Ma l’importanza strategica del gruppo non si limita alle quote di mercato: la fusione tra Mondadori e Rizzoli crea il più grande gruppo editoriale europeo e il valore dei marchi storici coinvolti nell’operazione permettono agevolmente di considerarla una vera e propria rivoluzione!

I milioni offerti da Mondadori consentiranno a Pietro Scott Jovane, amministratore delegato del gruppo, di ridurre il debito e operare un rilancio attraverso investimenti, in modo da evitare l’aumento di capitale sul quale i soci del gruppo non avevano mai mostrato entusiasmo.

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Rizzoli Libri, il sacrificio per evitare l’aumento di capitale

La decisione di sacrificare la preziosa Rizzoli Libri, dopo una trattativa che era in piedi da Febbraio, è apparsa inevitabile a seguito delle pressioni della banche creditrici che avevano fissato un limite massimo di debito a 400 milioni, superato ampiamente già in giugno 2015 quando la cifra si aggirava intorno ai 500 milioni di euro.

La notizia era quindi ampiamente attesa e annunciata ma la sorpresa è forse nella cifra: l’offerta iniziale era superiore di circa 7 milioni.

Lo strapotere di Mondadori sul mercato

La struttura del mercato editoriale risulta certamente modificata da questa acquisizione: Mondadori possiede già molti marchi di prestigio del panorama dell’editoria, tra i quali Sperling & Kupfer, Einaudi, Frassinelli ed Electa; con Rizzoli e Rizzoli International Pubblications, la casa editoriale guidata da Marina Berlusconi, si aggiudica un ventaglio di realtà importanti: Bompiani, Marsilio, Fabbri, Bur, Sonzogno, Etas, corredate da firme di indiscusso valore come Andrea De Carlo e Umberto Eco.

Restano esclusi dall’accordo il 58% di Adelphi Edizioni che Rcs cederà al socio Roberto Calasso, Corriere e Gazzetta dello Sport.

 

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Mondadori compra Rizzoli: sembra fatta ma l’ultima parola spetta all’Antitrust

Sembra fatta, ma lo scoglio che il parere dell’antitrust possa essere negativo ha consentito al gruppo Mondadori di rilanciare al ribasso: in un primo tempo l’offerta era stata di 135 milioni di euro, poi riconsiderata proprio in relazione al rischio del veto da parte dell’Autorità garante per la concorrenza.

Questo mega gruppo editoriale, ribattezzato Mondazzoli, sarà in grado di accaparrarsi una quota di mercato vicina al 40%, assumendo una posizione spiccatamente dominante.

Non è escluso, a questo punto, che l’Autorità imponga la cessione di alcuni marchi per ridurre la forte inclinazione monopolistica come propedeutica al nulla osta per la fusione: il pagamento, infatti, sarà effettuato a fine dell’operazione, che si concluderà soltanto dopo il lasciapassare dell’Antitrust, con tutti i rischi connessi a carico di Mondadori.

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Ma non solo: come detto, il più grande gruppo editoriale europeo può contare su altro oltre alle dimensioni.

Marchi storici e di peso nel gruppo, firme di prestigio universalmente riconosciuto ma anche un fatturato enorme e un numero considerevole di capitale umano impiegato. Senza dubbio Mondazzoli è destinato a sconvolgere il panorama dell’editoria italiana.

Secondo alcuni cancellerà completamente le velleità degli editori indipendenti e metterà in difficoltà anche gruppi editoriali concorrenti, come Feltrinelli, controllando, di fatto una parte importante della distribuzione che oggi si affida sempre più spesso a circuiti ben strutturati, inficiando, forse la pluralità della stampa e dell’informazione.

Come sfruttare gli strumenti digitali? Ce lo racconta Simone Tornabene [INTERVISTA]

Come sfruttare gli strumenti digitali? Ce lo racconta Simone Tornabene [INTERVISTA]

Il mondo digitale è in continua evoluzione, ogni giorno vengono creati nuovi strumenti, studiate campagne innovative, per tali motivi bisogna continuamente informarsi per non rimanere aggrappati a strumenti ormai “vecchi” e poco competitivi. Dopo quattro chiacchiere con Simone Tornabene docente del Master Online in Web Marketing & Social Media Communication, ecco cosa abbiamo scoperto.

Come scelgo gli strumenti più adatti per creare contenuti digitali?

​Provandoli. L’unico modo per conoscere davvero uno strumento, le sue potenzialità e i suoi limiti, è quello di provarlo nel tempo e di spingerlo ai limiti. I software e le piattaforme non fanno eccezione. Un ottimo modo per risparmiare tempo è quello di confrontarsi con chi utilizza lo strumento abitualmente e condividere i pareri. Ci sono ottime community su questo, come Product Hunt o Inbound.org​

Come sfruttare gli strumenti digitali? Ce lo racconta Simone Tornabene [INTERVISTA]

Come posso usare i contenuti per creare engagement con i miei utenti?

​Partendo sempre dall’amore per il contenuto: ti piace? Tu lo ri-condivideresti? Spesso le aziende e i professionisti pubblicano contenuti che non amano. Troppo spesso. Come posso sperare di ingaggiare gli altri se neppure io sarei disposto a mettere un like? D’altro canto non è detto che io che pubblico sia in target con il contenuto. Allora un ottimo metodo è sempre quello di investire del tempo per parlare direttamente con qualcuno in target e raccogliere le sue impressioni. Il trucco è focalizzare interessi e desideri delle persone che vogliamo ingaggiare.​

Come posso utilizzare gli UGC a mio favore?

​Avendo cura di focalizzare bene la richiesta che faccio all’utente. Più questa è chiara e definita, meno lascia spazio ad interpretazioni e modifiche, più l’output è utile. Detto questo occorre non dimenticare mai che l’UGC è per natura amatoriale. Non posso aspettarmi quasi mai contenuti di alta qualità, soprattutto se ingaggio ampi numeri di partecipanti. È sempre fondamentale fissare le regole di partecipazione all’iniziativa.

Come sfruttare gli strumenti digitali? Ce lo racconta Simone Tornabene [INTERVISTA]

In che modo gli insight possono aiutarmi a migliorare prodotto o esperienza di consumo?

​Aumentano le informazioni in mio possesso. Informazioni filtrare sulla base di un numero maggiore e maggiormente variabile di interazioni di quello che può essere prodotto in una simulazione ​programmata.

Grazie agli insight posso scoprire cose che simulando non posso scoprire o richiederebbero troppo tempo per essere scoperte. Ovviamente la domanda è: cosa rende qualcosa un insight? La risposta è affascinante perché non può prescindere da chi osserva l’insight stesso. Per questo il valore sta più nell’interprete che nello strumento.

C’è una campagna che ha attirato la tua attenzione ultimamente?

​Sì, si tratta di una campagna sociale: #cantoanchio. Ha attirato la mia attenzione perché la realizzazione del video ha sfatato un pregiudizio solido e cioè che per parlare del tema della disabilità e delle barriere architettoniche si debba necessariamente ricorrere al pietismo o a istigare la rabbia.

CANTO ANCH’IO! NO TU NO!Si possono combattere le BARRIERE ARCHITETTONICHE con il SORRISO? :)Noi ci abbiamo provato, e magari tutti insieme si può fare qualcosa! ;)#Cantoanchio Vorreiprendereiltreno

Posted by LORENZO BAGLIONI on Mercoledì 16 settembre 2015

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Career day: a Roma Tor Vergata per presentare il tuo talento

Career day a Roma Tor Vergata per presentare il tuo talento

Si chiama Campus&Leaders&Talents il career day organizzato dall’Ufficio Laureati “Desk Imprese” dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, in collaborazione con ALET, l’Associazione che riunisce i laureati in Economia dell’Università Tor Vergata.

Per l’ottava edizione, anche quest’anno ospiterà imprese e istituzioni per parlare di formazione e professioni, ma soprattutto per offrire concrete opportunità di lavoro a tutti i partecipanti. Un imperdibile incontro, tra domanda e offerta di lavoro.

Per chi è in cerca di un percorso professionale gratificante, in linea con la propria formazione e le proprie competenze, un career day è il momento ideale per presentare il proprio talento, ma anche per conoscere interlocutori nuovi, interessati al tuo profilo.

La manifestazione è dedicata a laureati e studenti di tutte le Facoltà, che avranno l’opportunità di incontrare i responsabili delle risorse umane delle aziende partner dell’evento, ma anche di seguire seminari di orientamento e partecipare a veri e propri colloqui di lavoro.

Come prepararsi ad un career day?

Career day a Roma Tor Vergata per presentare il tuo talento

Un career day è un’opportunità e non un semplice evento. Per questo devi essere pronto a partecipare per giocarti le carte giuste.

Innanzitutto ricorda di registrarti online, questo è il primo passo fondamentale per prendere parte ad una giornata di formazione e orientamento per promuovere il tuo talento.

Prepara il tuo curriculum mettendo in evidenza skills e percorso di formazione in modo coerente con la tua presentazione. Durante il career day avrai la possibilità di parlare direttamente con i recruiter delle aziende dei tuoi sogni, quindi prepara il tuo sorriso migliore e le risposte a tutti i quesiti che potrebbero porti.

E questo ci conduce direttamente al terzo consiglio: informati sulle aziende che vuoi incontrare. Di cosa si occupano? Quali posizioni sono aperte al momento? E tu perchè vuoi lavorare proprio con loro?

Tor Vergata career day, non solo colloqui di lavoro

Career day a Roma Tor Vergata per presentare il tuo talento

Ricorda però, anche se non vuoi partecipare per proporti alle aziende presenti, un career day è un ottimo momento per ascoltare testimonianze ed esperienze da parte dei responsabili delle risorse umane, seguire seminari e orientarsi nel mondo del lavoro ancora prima della laurea. Gli studenti hanno infatti la possibilità di accedere a tirocini formativi e a tutte le informazioni su borse di studio o altre opportunità di carriera.

Il segreto per avere successo è costruire nel tempo la tua personalità professionale: prima di presentarti per il lavoro della vita, ricorda di fare un check delle tue aspirazioni, dei tuoi punti di forza e di quello che potresti offrire, ma soprattutto non improvvisare.

Conosci il tuo talento e mostralo alle aziende che incontrerai il 21 ottobre presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Digital Health Storymap, l’assistenza sanitaria a portata di clic

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Uno dei campi in cui tecnologia e innovazione stanno già esprimendo il massimo potenziale del digitale è quello della salute. Con lo scopo di consentire la ricerca e la visualizzazione interattiva delle principali startup di ambito sanitario presenti a livello globale, nasce Digital Health Storymap, un progetto congiunto di XLHealth e Healthware International.

Con la rapida nascita di nuove startup di assistenza sanitaria e con la conseguente crescita degli strumenti di supporto digitali per la salute, per gli utenti può essere difficile trovare il miglior strumento per le proprie esigenze. Riconoscendo questa confusione nell’individuazione di app e servizi di digital health, Healthware Interntional e XLHealth hanno collaborato alla creazione di una soluzione semplice ed intuitiva che rende la navigazione tra queste nuove possibilità più semplice.

Digital Health e startup: la difficoltà di scegliere e restare aggiornati

Digital Health Storymap, l'assistenza sanitaria a portata di clic

L’obiettivo della piattaforma è quello di fornire agli utenti un servizio di supporto per trovare, visualizzare e ricevere supporto nella scelta delle migliori soluzioni di digital health, con al centro l’utente.

Attraverso diverse mappe per la visualizzazione, infatti, è possibile trovare e scegliere le app e i servizi più adatti per le proprie esigenze, selezionabili nelle categorie paziente-medico, controllo, terapia, prevenzione, benessere e diagnosi.

Sono le diverse possibilità di ricerca a rendere semplice la consultazione: se ho problemi cardiocircolatori, ad esempio, selezionerò il cuore dalla body map del sito. Automaticamente riceverò tutti i risultati di startup che si occupano del mio specifico problema.

Digital Health Storymap supporta utenti e stakeholder nell’aggiornamento con una panoramica in tempo reale delle novità nell’ecosistema startup della sanità digitale.

Con una combinazione di dati in tempo reale, contenuti e visualizzazione per categoria, sarà possibile avere sempre una visione d’insieme e aggiornata, per promuovere ulteriormente la comprensione delle cure sanitarie attraverso esperienze coinvolgenti.

XLHealth e Health International, insieme per aiutare i pazienti digitali

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Digital Health Storymap è un progetto che nasce dalla collaborazione di XLHealth, Venture Capital con sede a Berlino, specializzato in startup dell’health, e da Healthware International, agenzia di comunicazione sanitaria che unisce servizi innovazione e tecnologia con la capacità di produrre valore per gli stakeholder sanitari esistenti ed emergenti.

XHealth investe nella fase iniziale e in quella di crescita delle aziende del settore sanitraio che vogliano applicare soluzioni tecnologiche intelligenti al miglioramento della salute umana. Oltre ad offrire il capitale, XLHealth fornisce un accesso strategico a software e servizi per circa 400.000 tra medici generici, farmacisti e cliniche in Europa, con un portfolio che comprende realtà europee innovative come mySugr, NeuroNation e MeeDoc.

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Healthware International, fondata circa 20 anni fa in Italia e già parte di Publicis Groupe, oggi è una società globale indipendente, classificata tra le prime 100 agenzie in tutto il mondo, con sedi a Londra, Milano, New York, Roma e Salerno.

Per conoscere i dettagli di questa interessantissima novità per le startup del digital health, ecco il video di presentazione della piattaforma, in anteprima alla conferenza Digital Health Days di Stoccolma.

Advertising Week 2015: i trend e le novità dai marketer

Advertising Week: discussione, confronto e molto altro ancora

La settimana più importante per professionisti del settore marketing e del settore pubblicitario, si è svolta a New York dal 28 settembre al 2 ottobre. L’ Advertising Week è un evento ormai consolidato, giunto, infatti, alla dodicesima edizione e che ispira tutto il settore pubblicitario.

In questi 5 giorni si sono tenuti più di 290 eventi, tra cui oltre 245 seminari e workshop,  con infinite opportunità di imparare dai migliori. Argomenti di discussione: pubblicità, marketing, branding e tecnologia.

Una settimana caratterizzata dalla presenza dei migliori e più brillanti leader del settore, visionari creativi ed influencer. Per tutti i partecipanti, l’Advertising Week, è un’esperienza coinvolgente ed emozionante, una sorta di ispirazione per il futuro.

Ecco alcuni dei temi, più interessanti, affrontati:
Advertising Week: discussione, confronto e molto altro ancora
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Ad Blocking

Senza alcun dubbio uno dei temi più caldi tra i relatori dell’Advertising Week. L’ Ad blocking non è in grado di aiutare il marketing, ma Tim Armstrong, CEO di AOL, ha affermato che il settore deve affrontare questa sfida nel modo giusto.

Tutti stanno spendendo il loro tempo a parlare di Ad Blocking, ma in realtà si dovrebbe utilizzare questo tempo, per capire perché i consumatori sentono il bisogno di bloccare questi annunci.

Un tema molto attuale, affrontato anche dal nostro Ninja Yuto Kuroi qui.

Startup

Oggi è abbastanza difficile essere un’agenzia, la nascita di nuove startup interessa i nostri clienti… ma se non puoi batterli unisciti a loro!
Nick Law, direttore creativo globale di R/GA.

Proprio per questo motivo R/GA, ha deciso di non considerare le startup un nemico ed ha istituito in collaborazione con TechStar una sorta di acceleratore, che ospita le startup per tre mesi, offrendo tutoraggio, servizi creativi, opportunità di networking, 120.000 $ in investimenti in cambio di una quota di partecipazione azionaria del 5%.

Possibili scenari futuri

Sicuramente, il brand sarà un elemento importante anche nel futuro; ma gli scenari potrebbero essere diversi, ad esempio il marchio potrebbe essere concepito come un vero e proprio stile di vita, oppure rappresentare solo una “una cassetta degli attrezzi”. Chi può dirlo?! Lo scopriremo solo vivendo.

Se vuoi saperne di più? Clicca qui.

Quando la mission è già storytelling [INFOGRAFICA]

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Da che parte si inizia a raccontare la storia del proprio brand? Dai social? Da qualche pubblicità ben realizzata? Niente affatto. Per rendere interessante il tuo marchio non c’è niente di meglio che iniziare a delineare una mission precisa e capace di coinvolgere i tuoi clienti ed i tuoi dipendenti.

Perché una storia sia interessante, prima di tutto, è necessario che il contenuto lo sia. E il contenuto ultimo del brand è sicuramente la ragione per cui il brand stesso è nato ed ha avuto successo: in una parola nella sua mission.

Un’infografica di Adweek ci presenta 24 tra le mission più creative. Ognuna racchiude in sè l’essenza e l’anima del brand. Possedere una mission così forte pone le basi e facilita la creazione di storie e dà credibilità a tutte le comunicazioni successive che riguardano il brand.

Ecco allora qualche esempio che può esserti utile per formulare la mission del tuo brand e muovere i tuoi primi passi nella pratica dello storytelling.

Amazon non è un semplice eCommerce, ma un posto dove chiunque può trovare tutto quello che vuole. Coca Cola? Non solo una bevanda, ma un prodotto capace di rinfrescare la mente, il corpo e lo spirito, oltre a generare felicità e ottimismo.

Ikea è un brand che vuole rendere la vita quotidiana di tutti migliore, McDonald’s vuole diventare il posto preferito dai suoi clienti per mangiare e bere. Nike non vuole essere solo un produttore di articoli sportivi, ma portare ispirazione e innovazione nella vita di ogni atleta.

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Certo, si può pensare che volare così alto sia esagerato. Ma ricorda che se tu per primo crederai alla tua mission, sarai capace di trasmettere il tuo messaggio anche ai tuoi clienti. E se ogni giorno, ogni azione e ogni dettaglio del tuo brand saranno volti a raggiungere una mission come queste, stai sicuro che starai raccontando una storia bellissima.

Sei connesso? Allora prendi l’autobus. Come cambiano i trasporti con i social media

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Negli ultimi 8 anni la percentuale di giovani americani tra i 16 e i 28anni patentati è scesa di oltre il 12%, ben più alta è quella di giovani che decidono di sottoscrivere un abbonamento ai mezzi pubblici piuttosto che un’auto.

In una società consumistica come quella degli States questi dati hanno destato serie preoccupazioni: cosa accade ai nostri ragazzi? La politica ambientale ce li ha guastati?

L’anomala situazione è diventata così grave e pressante da far scomodare alcune delle più rinomate società di ricerca e statistica del paese come la ONG US Public Interest Reseearch Group .

Le ipotesi iniziali hanno rilevato che, in tempo di crisi economica, i costi per comperare, ma soprattutto per mantenere un’auto, sono decisamente troppo alti, se a questo si aggiunge che le norme anti-inquinamento hanno ridimensionato il mercato dell’usato il risultato non poteva essere che un decremento delle vendite.

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La spiegazione del fenomeno, però, non ha convinto fino in fondo, non tutti i dati rilevati dalle interviste quadravano e, soprattutto, il progressivo miglioramento dell’economia globale doveva ribassare le percentuali che, al contrario, hanno subito un ulteriore incremento.

A dare una spiegazione chiara e plausibile dei dati è intervenuto uno studio dell’Istituto Chaddick for Metropolitan Development della DePaul University che ai problemi economici (che comunque hanno il loro peso) affianca l’ipotesi di un cambiamento sociale che fa la differenza.

Era il 1957 quando fu pubblicato, per la prima volta, On The Road di Jack Kerouac, un romanzo che ha fuso insieme il concetto di libertà a quello di libertà di movimento. Da quel momento in poi prendere la patente è stato un rito di passaggio, un salto verso l’età delle scelte personali, per quanto sbagliate potessero essere.

A quanto pare, però, i nati dal 1985 in poi non la pensano così; secondo lo studio della DePaul University, infatti, per i giovani nativi digitali la vita scorre sul web, e la libertà la si acquista tramite password.

Lo studio dimostra chiaramente che le priorità sono cambiate, al posto della macchina si preferisce risparmiare per comperare tablet e smartphone e guidare diventa un ostacolo all’ interazione sociale attraverso di essi.

La conferma viene anche dalla tipologia di multe che vengono registrate; i guidatori al di sotto dei 25 anni non superano i limiti di velocità ne parcheggiano senza pagare o in posti riservati, ma parlano al cellulare, scrivono sms e consultano i loro account social.

Per questo si viaggia sempre più spesso in autobus (preferendolo anche all’aereo per le lunghe distanze) un risultato di cui l’ambiente sentitamente ringrazia. Non ci adagiamo sugli allori, però; risulta infatti dai dati che, superati i 30, la comodità di spostarsi in macchina ha la meglio rispetto alla necessità di rimanere connessi, quindi l’economia automobilistica mondiale ha poco da temere!

Icone di design di personaggi e oggetti pop in stile Le Duo

le duo studio

Il flat design continua ad affascinare grafici e illustratori che lo scelgono per i loro progetti più pop: ultimo in linea cronologica è il lavoro dello studio francese Le Duo, che della grafica piatta ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia, producendo in questa occasione una serie di poster dedicati a personaggi e oggetti super popolari.

Dagli stilisti alle sneakers, dai musei ai prodotti di interior design, passando anche per i drink e gli sportivi più famosi, i creativi di Le Duo hanno trasformato nel loro ormai famoso stile molte icone del mondo dello spettacolo, del lifestyle, del design e dell’architettura.

Di seguito potete vedere tutti e 12 i poster realizzati.

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Icone di design di personaggi e oggetti pop

flat design

Icone di design di personaggi e oggetti pop

icone pop

Icone di design di personaggi e oggetti pop

icone design

Icone di design di personaggi e oggetti pop

Icone di design di personaggi e oggetti pop

Icone di design di personaggi e oggetti pop

Icone di design di personaggi e oggetti pop

Icone di design di personaggi e oggetti pop

Ad Agency Bingo: il gioco su misura di agenzia pubblicitaria

Ad Agency Bingo: il gioco su misura di agenzia pubblicitaria

Durante gli studi in comunicazione siamo portati a fantasticare sul futuro che verrà e sulla fantastica vita che ci attende nel favoloso mondo delle agenzie pubblicitarie. Quando calchiamo per la prima volta gli uffici creativi, poi, l’emozione è più che palpabile.

Ma… com’è davvero la vita all’interno di un’agenzia pubblicitaria?

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La risposta più che creativa non poteva che giungere proprio da un creativo! All’interno del suo blog, infatti, Sam Bartos – copywriter da poco più di un anno presso un’agenzia pubblicitaria di New York – racconta il suo punto di vista da Junior alle prese con la vita d’agenzia e lo fa con un tocco d’humor davvero irresistibile!

Lavorare in un’agenzia pubblicitaria, sostiene Sam, è un lavoro duro, certo… ma il divertimento può essere dietro l’angolo, specie se si osservano certi piccoli dettagli con occhio ironico, cogliendo le ricorrenze di certi simpatici cliché!

Ed è proprio da quest’abitudine che il nostro copywriter della Grande Mela ha dato vita al suo Bingo d’agenzia: l’art director indossa un pantalone eccentrico? L’hashtag #selfie è stato inserito nel nome di una campagna? Qualcuno ti propone di creare un video virale? Perfetto! Stampa la tabella del Bingo e segna con un bollino ogni volta che qualcuna delle situazioni descritte nei quadranti si verifica: l’Ad Agency Bingo potrà diventare il tuo nuovo compagno di lavoro!

Ma cosa si vince? Ebbene, Sam suggerisce alcuni premi davvero molto appetibili:

  • Se ottieni una linea retta puoi andare dal capo e chiedere una promozione.
  • Se ottieni una linea diagonale puoi razziare l’armadio delle forniture per l’ufficio.
  • Se un tuo collega ottiene una linea retta ma tu hai contribuito al suo successo pronunciando una delle ricorrenze della tabella, puoi fotocopiare la sua scheda e inserirla nel tuo portfolio.
  • Se uno stagista ottiene una linea retta potrai prendertene il merito in cambio di una segnalazione su Linkedin.

Allora, sei pronto a giocare? Qui hai tutto l’occorrente, e se non resisti alla tentazione potrai sempre creare il tuo personale Bingo d’agenzia per la gioia dei tuoi colleghi creativi!

Ad Agency Bingo: il gioco su misura di agenzia pubblicitaria