Ninja Social Oroscopo dal 15 al 21 Ottobre

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Nonostante, come è ovvio, io creda nel potere degli astri sull’uomo, credo più di tutti nel potere dell’uomo sull’uomo stesso.

Cioè, sia chiaro: se non siamo noi a crederci, a provarci, a darci da fare e a trovare strade alternative quando quella che stiamo percorrendo è dissestata e a senso unico, allora non possiamo attendere che il transito favorevole ci cambi la vita.

Per questo quando ho letto sul sito di Ninja Marketing l’articolo sulle “10 nuove opportunità di carriera da non sottovalutare per il futuro” mi sono detta: è proprio l’era dell’Acquario, quella in cui si guarda lontano, si folleggia, si condivide, si suda e si tenta senza smettere di sognare. Non siamo noi la generazione di quelli che dicono “mio padre non ha ancora capito bene che lavoro io faccia”??? Ecco, finchè così sarà, vorrà dire che stiamo correndo dritti verso il futuro… 

Ecco a voi quindi un Ninja Social Oroscopo della settimana un pò particolare con 10 opportunità (+2), una per segno, sulle quali provare a costruire un futuro da inventori, da pionieri, da guerrieri della storia (e del marketing!).

Il Capricorno questa settimana vorrà iscriversi al corso per “piloti di droni” con anche il brevetto di scout per riuscire a cercare il destinatario di un pacco da consegnare anche in capo al mondo. A metà tra un pilota e 007, nessuno di noi sarà più al sicuro!

La Bilancia per far stare al caldo i suoi pensieri si ingegnerà per costruire cappelli di moda con la tecnologia 3D… è l’evoluzione della nonna con i ferri da maglia e il gatto davanti al camino. Ora stampante 3D e mouse davanti all’ologramma della brace.

Il Leone mi sembra il candidato ideale in questa settimana con tutti i pianeti nella casa della casa (è un gioco di parole ma nel secondo caso è nel senso di domus, tana, appartamento, bilocale in affitto) per fare un corso di “Architetto di realtà aumentata“. E qui via con le stramberie da primadonna che gli piacciono tanto! Non ci sarà nemmeno la squadra di muratori con cui litigare per la posa delle piastrelle.

Poi c’è una prospettiva lavorativa per la quale ho avuto bisogno dell’insegnante di recupero solo per capirne il significato. Si chiama “revisore dell’autovalutazione quantitativa“. Qui solo una Vergine ci si potrebbe mettere: si tratta del personal trainer che ti spiega bene come funziona e cosa dovresti fare delle app che tutti abbiamo tipo col contapassi. Addio vecchio istruttore di spinning il cui culo sodo ci ha fatto pedalare tanto!

I Gemelli invece possono fare gli “urbanisti smart cities” cioè progettare città partendo dagli spazi aperti anzichè dagli edifici di servizi. Dato che i Gemelli ancora più del solito questa settimana si faranno lunghe passeggiate disintossicanti di incazzature direi che hanno già un buon background in materia.

Sempre in tema di smart c’è un’altro tecnico che potrebbe essere il Cancro. Si tratta del “direttore di laboratorio smart meter” (per delucidazioni chiedere ad una Vergine, non a me!) che ci aiuta a gestire il nuovo contatore intelligente della caldaia in casa. Perchè è troppo intelligente per noi e forse anche per il Cancro che questa settimana non ne vuole sapere di accendere il cervello… ma di calore casalingo è un fenomeno!

Se poi c’è un mestiere che anche Mashable chiama “disruptive” non posso che affibbiarlo alla cieca all’Acquario che per di più in questa settimana ha il supporto di quel cervellotico di Mercurio e quindi sputerà idee geniali come gusci di noccioline. Sto parlando dell'”Architetto Smart Grid” cioè di uno che nella città mette insieme le utility tradizionali con l’alta efficienza energetica e ci fa il panettiere caldaia ed il calzolaio ad energia solare. 

Lo Scorpione col suo rinomato fiuto per gli affari non può che cercare tra i dati per scovare risposte e tendenze dove altri abbandonerebbero alla terza riga di numeri. Ma si sa, lo Scorpione è un mix di determinazione e curiosità con una ciliegina di masochismo. Quindi è deciso “big data analyst”.

I Pesci con questi pianeti opposti forse questa settimana non se la passeranno proprio da dio e pazzi come sono di natura potrebbero diventare “specialisti di valute alternative”. No Pesci, i Paperdollari non valgono!!

Per l’Ariete c’è una strada sicura e percorribile grazie alla sua determinazione: “l’e-commerce business manager”… anche se questa settimana potrebbe subire qualche rallentamento e mettere il sito off line per rinnovamento locali ed inventario!

Poi ecco due cose che non erano suggerite ma ritengo fondamentali:

Il “cuoco 3d” che costruisce la pasta al forno a forma di Taj Mahal non può che essere il Toro, soprattutto con questo trionfo di pianeti a favore che questa settimana lo rendono ancora più goloso. Di cibo e non solo.

Infine, nonostante la pessima settimana che lo attende, il Sagittario potrebbe essere il “manager della felicità”: perchè nessuno meglio di lui sa come essere felici ma soprattutto è pronto con lo zaino in spalla per iniziare un nuovo percorso!

Buona settimana….

Corso Online in Content Marketing: da oggi fruibile on demand!

Come progettare strategie di contenuto per i canali digital e social? scopri il nuovo corso in Content Marketing di Ninja Academy da oggi disponibile On Demand!
Content Marketing

Content is king, amano ripetere seminari e digital guru. Dalla grande alla piccola azienda così come dal B2B al B2C, presidiare i contenuti significa incrociare gusti, format, piattaforme, tempi. Significa avvantaggiarsi del rinnovato potere di fruizione di cui gode l’audience oggi, ma anche imparare tecniche di storytelling e riconoscere i cluster di interessi ed affinità cui dedicare i contenuti del brand.

Cosa imparerai a  corso?

Come realizzare video a 360 gradi [HOW TO]

I video a 360 gradi stanno invadendo i canali Youtube e le bacheche Facebook.

Sono la novità tecnologica del momento e per realizzarli non servono strumenti molto costosi o particolarmente difficili da usare: basta una piccola telecamera ad hoc e tanta fantasia.

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In commercio sono già disponibili alcune ottime videocamere panoramiche, ma soltanto poche sono supportate ufficialmente da Youtube.

Andiamo a scoprirle insieme:

Kodak PIXPRO SP360

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Una delle prime case a muoversi sul mercato del video a 360° è stata la Kodak, con la sua nuova telecamera PIXPRO SP360. Lo slogan scelto dall’azienda ne spiega subito le intenzioni: “Se il mondo in cui viviamo non è piatto, perché i nostri video dovrebbero esserlo?”.

In vendita negli USA a 299$, la Kodak PIXPRO SP360 è supportata ufficialmente da Youtube, così come la Giroptic e la Ricoh Theta S.

La nuova videocamera panoramica di casa Kodak nasce mobile friendly grazie all’app PIXPRO 360 Mobile, che permette di visualizzare direttamente sul display del cellulare l’immagine da acquisire.

Da visitare il sito dedicato, explorein360.com

Giroptic 360° Experience

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La Giroptic 360° Experience è in preordine sul sito ufficiale a 499$.

Dotata di tre ottiche e tre sensori differenti, è capace di realizzare video a 2K e fotografie a 4K, ovviamente tutte a 360 gradi.

La sua caratteristica più originale? Può essere montata su un normale bulbo porta-lampadine e realizzare spettacolari time-lapse panoramici anche dentro casa.

Per caricare i video esportati sulla piattaforma basta utilizzare l’app 360 Video Metadata, disponibile per Mac e Windows.

RICOH THETA S

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La Ricoh è stata una delle prime case a muoversi ed ha già lanciato la Ricoh Theta S, versione aggiornata della sua prima videocamera panoramica, la Ricoh Theta.

In vendita negli USA a 349,95$, questo gioiellino è in grado di realizzato video in HD 1080p e scattare spettacoli foto panoramiche grazie alla nuova lente f/2.0.

La possibilità di trasmettere video a 360 gradi in streaming rende la Ricoh Theta S perfetta per gli eventi che necessitano di una copertura live.

 

I limiti di questa nuova tecnologia sono tutti da esplorare.

Aspettiamo con ansia i lavori dei nuovi cineasti, nel frattempo è interessante notare l’utilizzo che ne stanno facendo i reporter in Siria.

I giornalisti presenti sul luogo hanno cominciato a pubblicare su Youtube iper-realistici video panoramici direttamente dalle zone di guerra, capaci di restituire la realtà dei fatti in maniera ancora più fedele dei normali video bidimensionali.

Grazie alla nuova tecnologia di registrazione sarà possibile anche visitare luoghi o eventi a cui difficilmente potremmo partecipare.

In questo video, ad esempio, ci viene svelato a 360 gradi Dismaland, il “parco a tema non adatto ai bambini” di Banksy:

Sarà possibile anche assistere ad eventi naturali di portata globale, con una qualità spettacolare mai vista prima.

In questo caso, possiamo ammirare un’eclissi totale di Sole direttamente da Svalbard, un arcipelago del Mar Glaciale Artico:

Siamo sicuri che ci sono già tanti altri video a 360° spettacolari in giro per il web o magari ne state realizzando proprio voi uno in questo momento.

Che ne dite di scriverci nei commenti quali sono i vostri preferiti?

I vincitori dei Lovie Awards 2015

Rullo di tamburi: ecco i vincitori dei Lovie Awards 2015

I Lovie Awards rispecchiano, senza dubbio, la crescita di Internet e giunti alla quinta edizione, si continuano a celebrare le più acclamate e vincenti storie che raccontano i trend del settore.
La quinta edizione è stata per i Lovie Awards un vero e proprio successo ed una grande soddisfazione: quasi 1.500 iscrizioni da oltre 30 paesi in tutta Europa.

Ma ecco alcuni dei vincitori:

Riconoscimenti speciali

Rullo di tamburi: ecco i vincitori dei Lovie Awards 2015
Sono stati attribuiti dei riconoscimenti a:

Louis Pouzin che ha influenzato notevolmente lo sviluppo futuro del protocollo TCP / IP, definendo uno dei cardini fondamentali della progettazione di Internet.
Lily Cole che ha mostrato come sfruttare la potenza di internet per il sociale ed il rafforzamento delle relazioni umane.
Tom Fletcher che ha dimostrato un profondo impegno per la diplomazia digitale e la sua convinzione che Internet favorisca la democrazia ed dialogo civile.

Puoi scoprire gli altri premiati qui.

Progetti

Rullo di tamburi: ecco i vincitori dei Lovie Awards 2015

Per la sezione Websites si aggiudica l’argento il progetto: Google Street Art.

Per la sezione Internet Video il gradino del podio più alto, con il titolo Gold Winner, viene assegnato a Wanderers.

Per la categoria Social: una delle medaglie oro è attribuita ad Adidas Brazuca.

Nell’Online Advertising spicca Nestle Fitness Bra Cam che si aggiudica il Silver Winner.

Rullo di tamburi: ecco i vincitori dei Lovie Awards 2015

La cerimonia si svolgerà Giovedi 12 novembre al British Film Institute di Londra.
Puoi vedere tutti i vincitori nella Gallery e congratularti con i tuoi preferiti usando #Lovies.

Quale progetto ti ha colpito di più? Scrivicelo nei commenti!

Eccellenze del made in Italy: le scarpe DIS [INTERVISTA]

Valorizzare le eccellenze del made in Italy l'esempio di DIS

Nata come altre startup da un’idea sviluppata nel tempo libero, DIS – Design Italian Shoes è l’esempio calzante di come il digitale possa aiutare nell’internazionalizzazione delle eccellenze del made in Italy, spesso superlative dal punto di vista del prodotto, ma non aggiornate rispetto alle possibilità offerte della tecnologie.

Andrea Carpineti, CEO e founder di DIS, ci ha raccontato così lo sviluppo di questo business dell’eccellenza, in un territorio, quello marchigiano, sul quale in pochissimi chilometri insistono migliaia di aziende di calzature, che insieme formano uno dei distretti calzaturieri più noti nel mondo per il fashion della scarpa.

DIS è nata nel giugno 2013, dopo una prima intuizione ho iniziato a ragionare su come poter innovare il settore della calzatura. Ho subito parlato delle mie idee con mio fratello Francesco, anche lui ora a tutti gli effetti a bordo di DIS, e abbiamo cominciato il confronto.

L’idea ha preso forma ed è stata presentata al terzo socio, Michele Luconi. Anche lui ha sposato il progetto e da settembre 2013 abbiamo iniziato a lavorare a DIS, ognuno un po’ a tempo perso perché tutti facevamo altro, dedicando quindi il tempo libero, il sabato e la domenica. Quando abbiamo poi visto che DIS stava prendendo sempre più corpo, abbiamo deciso di fare il balzo e abbandonare tutto quello che facevamo per dedicarci full time a questa startup.

Oggi, dopo la bella vetrina televisiva di Shark Tank, DIS ha rinnovato il sito internet, per guidare i clienti nel migliore italian style e comincia a progettare una campagna di marketing con testimonial importanti che affiancheranno gli ambassador DIS sul territorio.

Come si costruisce la brand awareness per un prodotto di eccellenza e come la tecnologia costituisca la chiave di volta per il rilancio del made in Italy, ce lo racconta Andrea Carpineti.

Made in Italy e artigianalità sono il vostro marchio di fabbrica, ma cos’altro c’è in un paio di scarpe DIS?

Valorizzare le eccellenze del made in Italy l'esempio di DIS

Sicuramente la tecnologia, perché DIS ha innovato e vuole continuare ad innovare nel settore tradizionale della calzatura made in Italy. Infatti oggi grazie al configuratore 3D ognuno può essere designer per un giorno e creare il proprio paio di scarpe personalizzate tra oltre 45 milioni di combinazioni.

Abbiamo portato la tecnologia all’interno dell’artigianalità e del made in Italy.

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Unire innovazione e tradizione è spesso la chiave vincente per il made in Italy. Quali difficoltà tecniche avete dovuto superare nella creazione del configuratore 3D e dell’app per la scansione del piede?

Valorizzare le eccellenze del made in Italy l'esempio di DIS

Per quanto riguarda il configuratore 3D la prima grande difficoltà è stata quella di dover trovare piccoli artigiani disposti a mettersi in discussione e a rinnovarsi dal punto di vista tecnologico, perché se da un lato il nostro configuratore 3D è l’anima tecnologica, dall’altro se il prodotto non può essere realizzato da piccoli artigiani e fatto a mano, il configuratore non può avere un riscontro fattivo sul mercato.

Quindi la prima grande difficoltà è stata quella di fare un lavoro di scouting di artigiani disposti a innovare il proprio modello di business e a fare quindi impattare la tecnologia all’interno del proprio processo produttivo.

Gli altri problemi che abbiamo poi riscontrato naturalmente sono stati quelli tecnici legati alla complessità del configuratore. Ad oggi è possibile creare oltre 45 milioni di diverse combinazioni di scarpe, quindi si può immaginare la mole di informazioni e di dati che il configuratore deve gestire simultaneamente, il tutto online.

Questi problemi tecnici sono stati superati grazie alle competenze del team interno di DIS.

Qual è il business model di DIS e qual è il rapporto con gli artigiani che avete selezionato?

Valorizzare le eccellenze del made in Italy l'esempio di DIS

Il nostro modello di business è basato sulla vendita di scarpe personalizzate paio, paio. Quindi il nostro è un servizio pay-to-order, quindi è il cliente che va a commissionare la propria scarpa personalizzata e la scarpa poi viene realizzata completamente a mano da parte degli artigiani.

Il lavoro che abbiamo fatto nella fase iniziale è stato proprio quello di selezionare gli artigiani, bussando porta a porta, perché vivendo nel distretto calzaturiero marchigiano abbiamo questa grandissima possibilità. Considera che nell’arco di 20 chilometri ci sono circa 3500 piccoli artigiani che realizzano scarpe di altissima qualità: alcuni sono magari già brand più affermati, ma noi siamo andati a scovare proprio le piccole botteghe, che non avevano sito internet, non avevano un brand e che, pur realizzando un prodotto di altissima qualità non avevano le capacità per andare a vendere soprattutto all’estero.

Da qui abbiamo fatto naturalmente una valutazione della qualità del prodotto e del prezzo finale che potevamo riuscire ad avere e abbiamo presentato il progetto a quella rosa di artigiani che rispondevano alle nostre caratteristiche.

Oggi sono sei le botteghe artigiane che lavorano con noi, ma ne stiamo affiliando anche altre e con loro abbiamo fatto un lavoro di informatizzazione e digitalizzazione. Abbiamo creato una vera e propria distinta di produzione, che viene inviata all’artigiano che noi abbiamo selezionato per quel particolare modello al termine di un ordine online.  L’artigiano quindi realizza su commessa la scarpa che noi abbiamo, in sostanza, venduto online.

Nella gestione degli ordini, qual è stata la scarpa più strana o particolare che vi abbiano richiesto?

Valorizzare le eccellenze del made in Italy l'esempio di DIS

La scarpa su cui si divertono di più i nostri clienti è la Leonardo Da Vinci, perché è la scarpa che ha più pezzettini di pelle (ne ha sei): ci sono arrivate combinazioni in cui addirittura ogni pezzettino di pelle aveva un colore o un materiale diverso.

Da questi casi estremi, vendendo un prodotto made in Italy, con il restyling del sito abbiamo voluto in qualche modo guidare il consumatore nella creazione della propria scarpa con uno stile made in Italy. Oggi quindi, entrando nel sito, il cliente può scegliere e creare la propria scarpa in relazione al proprio stile.

Abbiamo tre stili: il Classic, per l’uomo formale; il Dress Code, che racchiude tutte le scarpe per gli eventi serali e le cerimonie, quindi una scarpa particolarmente elegante; il Be Different, che dà spazio alla libertà di ognuno di esprimere la propria personalità, con scarpe anche molto stravaganti.

La tradizione calzaturiera marchigiana è uno dei vostri punti di forza. Come vi comportereste davanti alla proposta di acquisizione da parte di un grande marchio estero?

Valorizzare le eccellenze del made in Italy l'esempio di DIS

Noi ci teniamo a preservare il nostro distretto, ma crediamo anche che per fare crescere il distretto sono necessari capitali, che possono essere anche portati da investitori esteri, stranieri.

Credo quindi che il nostro obiettivo sarà sempre quello di valorizzare il distretto e di non svendere il nostro progetto. Investitori e capitali sì, purché vadano a valorizzare ancora di più il distretto della calzatura.

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Quanto conta il prodotto e quanto pesa invece il marketing nel vostro segmento di mercato?

Valorizzare le eccellenze del made in Italy l'esempio di DIS (2)

Beh, il prodotto è tutto, perché senza il prodotto non si può realizzare nessuna azione di marketing.

DIS ha voluto innanzitutto creare un prodotto di altissima qualità fatto a mano e ora stiamo lavorando alla creazione del nostro brand, perché DIS vuole diventare il nuovo brand di calzature classiche personalizzate completamente fatte a mano in Italia.

Questo naturalmente significa un bel piano di investimenti in marketing, che si vanno ad unire a tutti i costi che una startup ha, specie in fase iniziale. Ma partiamo da un prodotto di altissima qualità e su questo stiamo costruendo tutto il piano marketing.

Avete appena lanciato il nuovo sito, quali sono le novità?

Valorizzare le eccellenze del made in Italy l'esempio di DIS

Nel nuovo sito vogliamo guidare il più possibile l’utente nel creare una scarpa che abbia uno stile.

Entrando nella home e navigando sul sito si può iniziare la configurazione partendo da zero, oppure seguendo uno dei tre stili suggeriti.

Non abbiamo ancora  rilasciato tutti i nuovi materiali e i nuovi modelli che saranno disponibili  da acquistare, ma per fine ottobre la scelta sarà ancora più ampia. E stiamo lavorando anche su tantissime altre novità, di cui vi terremo aggiornati.

JXD Singularity S192: poco tablet, molto console

JXD Singularity S192

La JinXing Digital, più comunemente conosciuta come JXD, è nota agli appassionati dei videogames per la massiccia produzione di tablet Android dedicati al mobile gaming, oltre trenta in tre anni. Spesso definiti come «brutte copie» delle ben più note Playstation Vita e Playstation Portable, i device ideati e realizzati dall’azienda di Shenzen sono via via migliorati nel tempo, garantendo un’affidabilità e prestazioni di gioco che stupiscono anche chi guarda con diffidenza ai prodotti di provenienza cinese.

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È il caso di JXD Singularity S192, l’ultimo arrivato in casa JXD, che punta su un hardware all’avanguardia per attaccare il mercato del mobile gaming.

JXD Singularity S192

Una forma che lascia poco spazio all’immaginazione

Ciò che colpisce di JXD Singularity S192 è sicuramente la forma, un gamepad al centro del quale troviamo un display Retina touchscreen fullHD da 7 pollici (risoluzione 1920×1200 px, con una densita di 323 PPI) protetto da un vetro Gorilla Glass 3.

Dalle dimensioni importanti, con i suoi 27,4 cm di lunghezza, 14,3 cm di altezza e 5,3 cm di spessore, la nuova consolle di JXD presenta una dotazione di input di tutto rispetto: frontalmente troviamo un pad a croce, due stick analogici, quattro tasti funzione e i classici tasti «da gioco», mentre sulla parte posteriore sono situati i quattro pulsanti L/R.

JXD Singularity S192, più potenza rispetto ai predecessori

Il vero punto di forza di JXD Singularity S192 è scaturito dalla decisione dei progettisti di puntare su caratteristiche hardware di alto profilo, tagliando i ponti con un passato fatto di dispositivi ben costruiti, ma fondamentalmente insufficienti dal punto di vista della potenza.
La CPU scelta per il device è una NVIDIA Tegra K1, uno dei core più potenti in ambito gaming, affiancata da 2 GB di RAM; un velo di delusione per i soli 16 GB di memoria interna (comunque espandibili fino a 128 GB tramite microSD), ma una gradita sorpresa per l’enorme batteria da ben 10000 mAh, in grado di portare a termine anche le più intense e durature sessioni di gioco.

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È anche un tablet!

Non è ancora ben chiaro quale versione di Android equipaggerà il nuovo game-tablet di JXD, ma è bene ricordare che l’azienda cinese, nel lontano 2011, fu la prima compagnia a dotare i propri dispositivi di Android ICS: non resteremmo dunque meravigliati se JXD Singularity S192 dovesse supportare Android M sin da subito.
Per quanto riguarda la parte multimediale, sono presenti una fotocamera principale da 13 MPx, una frontale da 5 MPx e due speaker stereo; presente connettività WiFi, Bluetooth e HDMI.

Disponibile in prevendita al prezzo di 299$ in due diverse colorazioni (bianco o nero), JXD Singularity S192 riuscirà a rilanciare un mercato delle console mobile sempre più in crisi a causa degli smartphone?

10 opportunità di carriera da non sottovalutare per il tuo domani

Le 10 opportunità di carriera futuristiche da non sottovalutare

Dicendoti che la tecnologia è in ogni cosa, nel mondo di oggi, non ti stiamo svelando una novità: sono cambiate letteralmente tutte le attività umane nel giro di qualche decina di anni (se non addirittura negli ultimi mesi): alcune progressivamente, altre molto velocemente.

Dunque, nonostante siano ancora pochi gli analisti del traffico di droni, così come sono ancora pochi gli chef che si avvalgono delle potenzialità della stampa 3D in cucina, è innegabile che anche le prospettive di carriera si siano evolute, insieme a tutto il resto: alcune opportunità sono diventate obsolete o poco allettanti, ma allo stesso tempo esistono alcune professioni che sono nate recentemente, di cui molti non hanno mai sentito parlare.

Mashable ne elenca dieci, e allora proviamo a capire quali sono le dieci opportunità di carriera che fino a poco fa non esistevano, e di cui probabilmente non conosci l’esistenza.

Tech


Le nuove tecnologie – pensiamo a droni, robotica e realtà virtuale – presentano innumerevoli opportunità per imprese e start-up.

Certificato pilota UAV

Per UAV intendiamo i ​​veicoli automatici senza pilota – o droni, come più comunemente sono definiti; oggi sono un potenziale enorme per il futuro di molte industrie, e quindi ecco fioccare nuovi percorsi di carriera che vanno in questo senso, dal campo militare alla logistica delle merci. Utilizzati con scopi di ricerca, per missioni segrete, utilizzati in fotografia o semplicemente per consegnare merci acquistare online, i droni non sembrano una tecnologia passeggera, anzi. Per cui, chiunque sia in grado di farli volare, ha davanti a sé molti posti di lavoro tra cui scegliere.

Designer di moda e stampa 3D

Prevedibilmente, neanche il mondo della moda è immune all’influenza della tecnologia. Negli ultimi anni molti abiti stampati in 3D sono comparsi sulle passerelle, da Milano a New York; e così gioielli, accessori e costumi da bagno.
Il segreto sta nell’abbattimento dei costi di produzione e nella possibilità di cambiare e rivoluzionare le fasi di progetto, di disegno e di realizzazione degli oggetti. È altamente improbabile che il processo si interrompa, per cui aspettiamoci di veder comparire sui curricula dei fashion designer anche questa skill.

LEGGI ANCHE: Maker Economy, è italiana la stampante 3D alta 12 metri

Architetto di Realtà Aumentata

La Realtà Aumentata, o Augmented Reality, è diventata la giovane protagonista di settori come intrattenimento – film e video giochi – turismo, assistenza sanitaria: oggi la realtà aumentata è addirittura applicabile come forma di terapia, per fare un esempio.
Non è difficile immaginare quanto sia richiesto un profilo simile, soprattutto perché i settori interessati sono così tanti e così diversi, e i campi di applicazione aumentano di anno in anno.

Revisore dell’autovalutazione quantitativa

Praticamente questa figura condanna i personal trainer a una veloce estinzione.
La figura qui indicata è letteralmente un tutor del nostro benessere: ormai quasi tutti hanno sul proprio smartphone un’app che monitora le calorie ingerite quotidianamente, il numero di passi fatti, l’attività fisica, la frequenza cardiaca media durante gli sforzi fisici, e non sono più soltanto gli sportivi di professione a preoccuparsi della propria salute in termini di “indicatori”, o ad utilizzare braccialetti intelligenti che controllano il battito e la qualità del sonno.
Ma conoscere questi dati non basta a saper fare una corretta valutazione del nostro stato psicofisico: è necessaria una figura che sia a cavallo tra un nutrizionista e un data analyst: ed è esattamente questo il ruolo del revisore dell’autovalutazione quantitativa.

Sostenibilità

Le 10 opportunità di carriera futuristiche da non sottovalutare
Sempre più aziende sono focalizzate a una riduzione dei consumi, motivate a contribuire ad un futuro a basso consumo energetico; quindi, moltissime sono le opportunità di carriera orientate alla sostenibilità.

Urbanista Smart City

Urbanisti e architetti oggi devono prendere in considerazione più di un semplice flusso di traffico, o di una mappatura urbana così come siamo abituati a pensare; inoltre, i progettisti del futuro devono pensare, più che agli edifici, agli Spazi, in relazione alle tecnologie intelligenti.
Insomma, devono far sì che le cities possano evolversi in Smart Cities.
Molte tra queste professioni sono anche strettamente connesse alle tematiche ambientali, per cui progettare e pensare la Smart City richiede forti competenze in ambito di sostenibilità.

Direttore di laboratorio Smart Meter

I dispositivi intelligenti stanno facendo la loro strada in tecnologie energetiche tradizionali, come i classici contatori del gas. Infatti, in Gran Bretagna, il programma di attuazione GB Smart Metering (SMIP) lancerà la tecnologia dei contatori intelligenti per tutte le case su scala nazionale, a partire dal settembre 2015.

Architetto Smart Grid

La rete intelligente (Smart Grid) è un concetto avvincente: porta l’attenzione degli urbanisti, degli architetti e degli esperti di sostenibilità a lavorare su un unico risultato, complesso – molto disruptive! – come un organismo vivente. La combinazione di risorse ad alta efficienza energetica con le utility tradizionali può contribuire a portare le città a diventare pulite, verdi e sostenibili nel futuro. Questo percorso di carriera può diventare una scelta redditizia per ingegneri e architetti tecnici.

Dati, imprese e finanza

Le 10 opportunità di carriera futuristiche da non sottovalutare
Big data è diventato sinonimo di grandi opportunità di business. Analisti di dati, e professionisti che lavorano con dimestichezza con concetti come social media marketing e web marketing hanno una marcia in più rispetto alla concorrenza.

Big Data Analyst

L’Analisi dei dati si è spostato su larga scala. Essere in grado di interpretare, snellire e padroneggiare una grossa quantità, intimidatoria per molti, di dati, significa avere vantaggi incommensurabili per chi cerca lavoro in questo nuovo settore.

Specialista di valute alternative

Per banchieri e analisti finanziari del futuro potrebbe essere necessario preoccuparsi di molte più valute rispetto a quelle tradizionali; le valute alternative come Bitcoin hanno il potenziale di intaccare, se non progressivamente distruggere, le istituzioni finanziarie tradizionali. Nel periodo di massimo splendore di Bitcoin, per esempio, i pionieri che decisero di investire nella nuova moneta sono stati capaci di fare profitti impensabili per il decennio di crisi che stiamo attraversando. Anche se il valore del Bitcoin ha oscillato sin dal suo inizio, molti economisti e esperti di finanza prevedono che, almeno concettualmente, le valute alternative presentano una opportunità di investimento estremamente interessante.

LEGGI ANCHE: 4 domande a Franco Cimatti, Presidente di BitCoin Foundation Italia [INTERVISTA]

E-commerce business manager

Molte imprese, stanno sviluppando una presenza massiccia sul web: ecommerce, community, utilizzo dei social come canale di comunicazione principale, sono in costante aumento in termini numerici e in termini di ROI. Che significa? Significa che manager che abbiano dimestichezza con la SEO quanto con l’email marketing, e che conoscano l’importanza di un accurato utilizzo dei canali social quanto della rilevanza del web copywriting, hanno, anche con poca esperienza, probabilità molto elevate di competere con i manager “di vecchio stampo”.

E tu, hai mai pensato di intraprendere un percorso in una di queste direzioni?

Il nonno non può vivere da solo: lo spot Cheerios che commuove

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Cheerios ci ha abituato a spot meravigliosi che colpiscono dritti al cuore e nemmeno questa volta ha mancato il colpo con l’ultima pubblicità. Le ciambelline americane, spot dopo spot, ci raccontano di come la famiglia sia un valore fondamentale, una base da cui costruire il nostro futuro.

L’ultimo spot è un abbraccio a tre generazioni, che nel cambiamento della vita trova un momento comune di scambio e condivisione nella colazione, nella sicurezza di qualcosa che rimane uguale nonostante lo scorrere del tempo: i cereali Cheerios.

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L’immagine si apre con lo sguardo triste di un uomo ormai anziano, il viso segnato dall’esperienza e gli occhi bassi, mani nervose di chi deve abbandonare la sua casa, la sua vita e prendere coscienza che è giunto il momento di affidarsi alle cure dei suoi cari, perché non più indipendente. In macchina l’uomo se ne sta in silenzio mentre la figlia cerca di rassicurarlo di come il cambiamento sia per il meglio, di quanto la sua nuova stanza sarà perfetta per lui.

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I due raggiungono la casa e dopo un attimo di esitazione ecco il nonno entrare, ma rimanere insicuro sulla soglia. Un raggio di luce, una voce squillante cambia il ritmo della scena quando entrano in casa e una piccola testolina ricciola va ad abbracciare il nonno felice. Con la manina nella sua lo trascina in cucina: “Nonno! voglio farti vedere una cosa. Mamma dice che ami i Cheerios, ma non ha detto quali…”

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Sul tavolo tutta l’intera linea è disposta in ordine con tanto di cuore fatto con le ciambelline, un orsetto ne stringe una confezione ma la poesia con cui è stata inserita nel contesto ci fa quasi dimenticare l’abile mossa dei pubblicitari e ci fa sorridere al pensiero della bimba che ha voluto far una sorpresa al nonno.

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Quando si parla di affezione, di relazione, di creare una connessione emotiva tra brand e consumatore spesso ci si riferisce ai Lovemark, di conseguenza a Saatchi&Saatchi che non a caso firma questa pubblicità mantenendo appieno la mission.

CREDITS:
Client: Cheerios
Agency: Saatchi & Saatchi, New York
Chief Creative Officer: Jay Benjamin
Executive Creative Director: Peter Moore Smith
Creative Director: Johnnie Ingram
Copywriter: Brad Soulas
Vice President, Executive Producer: Dani Stoller
Producer: Ali Issari
Senior Vice President, Account Director: Emily Wilcox
Account Director: David Barone
Account Supervisor: Taylor Doyle
Business Manager: Christina Mattson

Production Company: Community Films
Director: Matt Smukler
Executive Producers: Carl Swan, Lizzie Schwartz
Line Producer: Lisa Shaw
Director of Photography: Tami Reiker

Editing: Beast
Editor: Jim Ulbrich
Producer: Sheena Wagaman

Social Media Strategy, Tone of Voice e KPI: i consigli di Simone Tornabene [INTERVISTA]

Corso Social Media Strategy

Simone Tornabene è un Social Media Advisor nonché docente del Corso Online in Social Media Marketing & Community Management della Ninja Academy. Il suo obiettivo sarà quello di sviscerare tutto ciò che ruota intorno al concetto di strategy applicato al complesso mondo dei Social Media. Intanto, aspettando l’inizio del corso, gustiamoci qualche “pillola di conoscenza”, da lui stesso fornita, che ci fa già venire l’acquolina in bocca.

Iniziamo con una domanda semplice: ci descrivi con tre aggettivi una buona Social Media Strategy?

Adattabile, misurata e persistente.

Quali sono gli elementi che definiscono una Social Media Strategy e come analizzarli?

Ce ne sono diversi, tratti da manuali e lezioni. La Ninja Academy, non a caso, dedica molte ore al tema. I miei preferiti non sono però sui libri. Eccoli:​ velocità di reazione alle novità, buon senso,​ ​accelerazione del fallimento, piacere del dialogodipendenza dai propri contenuti pubblicati, come fossero una droga.

Diverse People in a Seminar About Strategy

Sono stato appena assunto da un’azienda che non conosco bene. Come posso individuare il Tone of Voice più adatto a realizzare contenuti di qualità?

Sperimentando, sarebbe la via più logica. Il Tone of Voice dovrebbe essere tarato sul canale oltre che sull’identità dell’azienda. In generale, comunque, è molto facile partire da un Tone of Voice dell’azienda, anche se si è nuovi e appena arrivati. Se si tratta di una organizzazione che cura molto l’apparire ha sicuramente un brand book o un manuale dell’azienda sviluppato; se, invece, è un’azienda autentica, già nel processo di selezione mi è chiaro quale sia il suo Tone of Voice. Se non è nessuna delle due tipologie, il Tone of Voice dell’azienda è l’ultimo dei problemi da affrontare.

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KPI e indicatori: quali ritieni essere i più adatti per valutare l’attività su Facebook e su Twitter?

Dipende molto dall’attività. Di certo la vera domanda da farsi è “di quali indicatori posso fare a meno?”. Spesso il vero problema non è trovare KPI adatti ma che ce ne sono troppi. Il KPI per natura è sintetico e l’invito è trovarne uno, altrimenti non si giustifica la lettera K nell’acronimo.

Il mio preferito è per la parte content è sicuramente l’engagement rate (persone che hanno compiuto azioni sul contenuto diviso reach del contenuto) e per l’advertising il click throught rate (persone che hanno cliccato sull’annuncio diviso impression dell’annuncio). Classici inossidabili.​

Se poi si tratta di campagne conversion-oriented allora propongo il conversion rate, che io calcolo come numero di conversioni uniche diviso visite o reach (in base ai casi).

Prima di lasciarci: cosa posso rispondere ad un cliente che nel budget previsionale non considera un investimento nei Social Media?

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Che rischia di non essere un mio cliente, perché fallirà presto. Oggi non investire nulla nei Social Media significa quasi non fare Digital.  Se un interlocutore nel 2015 non è ancora in grado di capire il valore dei social prima o dopo sarà comunque costretto dal mercato ad allocare un budget. O assumere un nuovo direttore marketing, al posto di quello licenziato.

Perché dovrebbe prevedere un budget? Perché ormai i Social Media sono parte integrante della nostra vita. Facebook ha un miliardo e mezzo di utenti attivi nel mondo. In passato se qualcuno diceva “non vado in TV” lo faceva solo per i costi. Oggi, Facebook è alla portata di tutti i business, offrendo un’opportunità per chiunque la voglia cogliere.

Pause, l'app che mette in pausa lo stress

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Avete mai pensato al grado di stress a cui siete esposti durante la vostra giornata? Ritenete di dovervi sottoporre a sedute meditative che vi liberino dal peso incombente delle scadenze e delle responsabilità? Allora cliccate su pause. Sì, avete capito bene, mettete tutto in pausa per 10 minuti. Ma come? Con Pause appunto. Nata all’Ustwo’s Studio a Malmo, in Svezia, dalla mente di Cheng Peng, UX designer, ex dipendente di Nokia, Pause è l’app che combatte lo stress e la depressione.

Ma in cosa consiste?

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L’app nasce dal desiderio di Cheng di poter creare uno strumento che riesca a liberare dallo stress attraverso movimenti delicati e lenti, basato sugli stessi meccanismi del tai chi e delle arti marziali.
Cheng inizia a sviluppare Pause dopo anni di depressione. Dopo aver abbandonato il lavoro come designer per l’azienda Nokia, Cheng si trova ad avere molto tempo a disposizione ed inizia a sperimentare soluzioni che possano aiutare a ridurre lo stress e l’ansia, abbracciando così le discipline meditative. Dalla sua vicinanza a questo nuovo rapporto con i gesti e i movimenti del corpo, Cheng sviluppa Pause.
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Una macchia che si muove all’interno dello schermo, che introduce un nuovo tipo d’interazione con il dispositivo tecnologico a cui siamo invece abituati fortemente attraverso colpetti, strattoni, mosse secche e veloci. Questa idea si basa sul principio dell’attenzione ristoratrice, che afferma che i livelli di stress possono essere ridotti spostando l’attività del nostro cervello su di una che anziché richieda minor sforzo mentale.
Per Cheng ridurre lo stress significa osservare una macchia fluttuare sotto la guida del proprio indice, ascoltando il rumore del fruscio del vento. Tutto questo diventa possibile perché l’app è strutturata su di una semplice mappa cognitiva che non richiede all’utente di pensare troppo a quello che sta facendo.

The other side

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Dall’altro lato Pause non è per niente sorprendente, ma banalmente, anche se con grande sforzo, suggerisce solo una modalità di percorso che difficilmente nella vita di tutti i giorni siamo portati a seguire. La calma. Non siamo mai abituati a sperimentare 10 minuti di calma, per cui ci risulta sorprendentemente difficile raggiungere un livello costante ed ininterrotto di interazione con uno schermo, che non sia discontinuo, disattento e frettoloso.

Per cui il compito che vi darò per i prossimi 10 minuti, sarà quello di sedervi, aprire l’app, ascoltare il fruscio del vento e abbandonarvi completamente al lento e costante vagabondare di una lampada di lava, con le sembianze di una macchia informe sullo schermo del vostro cellulare. Tutto qui, niente di più. E adesso, come vi sentite?