Instagram: tutti i dati del 2015

Instagram_i_dati_del_2015< Il 2015 sarà certamente un’anno da ricordare per Instagram soprattutto per l’introduzione della piattaforma di advertising e per il raggiungimento dei 400 milioni di iscritti, superando Twitter. Ma chi sono e come si comportano gli Instagramers? Una ricerca condotta da Iconsquare che ha coinvolto circa 7 milioni di persone ci aiuta a individuare il profilo dell’utente tipo, con un’occhio in particolare alla situazione italiana.

Instagram, ovvero il paradiso dell’engagement

Nonostante dal 2014 ci sia stato un calo delle pubblicazioni medie al mese per utente, dall’altro lato la quantità di interazioni è praticamente raddoppiata, mettendo in luce la constatazione che su Instagram più pubblichi e meno coinvolgi. Questo rapporto infatti trova piena corrispondenza nella relazione fra il numero di post giornalieri e al livello di coinvolgimento della propria fanbase che si attesta al 7% per gli account che pubblicano massimo una volta al giorno, mentre crolla al 2,40% quando ci sono più di 3 pubblicazioni al giorno. Riconsideriamo dunque la rilevanza della ’scalata’ alla news feed nella nostra strategia, forse è meglio spalmare i contenuti su più fasce orarie (sapevi che il picco delle interazioni è fra le 20 e le 21?) invece di pubblicare ad alta frequenza.
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L’alto coinvolgimento rende Instagram l’ambente ideale per la realizzazione dei concorsi, e gli utenti hanno una grande voglia di essere coinvolti in prima persona visto che la modalità di partecipazione preferita è la creazione di contenuti specifici accompagnati dall’hashtag ufficiale o dalla menzione della brand page.
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Un brand su Instagram è per sempre

A differenza di piattaforme basate sui contatti personali o sugli interessi – dove la presenza del marchio rischia sempre di essere intrusiva – gli utenti di Instagram non solo cercano attivamente i brand preferiti, e il 70% degli intervistati l’ha già fatto, ma probabilmente percepiscono i contenuti proposti come un elemento naturale della loro esperienza se fra coloro che hanno effettuato la ricerca solo il 21% non ha poi seguito l’account aziendale. L’aspetto più interessante della relazione fra utenti e brand su Instagram è che questo canale favorisce soprattutto un rinnovamento dell’immagine aziendale attraverso un’ampliata percezione di accessibilità e modernità, come indicato rispettivamente dal 51% e dal 47% degli intervistati.
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Instagram all’italiana

Guardando i dati su scala globale, Instagram centra perfettamente il target dei Millenials con il 73% degli utenti fra i 15 e i 35 anni, composto perlopiù da un pubblico con un alto grado di istruzione e femminile. Un profilo che suggerisce come mai i settori più popolari di Instagram sono la moda, la decorazione d’interni e i prodotti culturali. La vera sorpresa è che in Italia le cose cambiano completamente:  tra le 38 nazioni analizzate è l’unica in cui ci sono più Instagramer uomini (54%) che donne. E a differenza della media globale, sono perlopiù professionisti e single. Gli italiani su Instagram non si dimostrano interessati a seguire celebrità o programmi televisivi, e ai video preferiscono le foto che rimane certamente il formato più distintivo del social.

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Instagram: come usare correttamente gli hashtag [HOW TO]

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Hashtag di qua, hashtag di là. Il famoso cancelletto lanciato da Twitter che ci aiuta a ricercare discussioni relative a un singolo argomento, ha decisamente invaso il nostro modo di comunicare (on e offline).

Il simbolo # viene usato da tutti e su tutti i principali mezzi di comunicazione, ma spesso a sproposito.

Oggi approfondiremo meglio l’utilizzo degli hashtag su Instagram per crescere nella propria attività commerciale.

Lo facciamo grazie all’approfondimento realizzato da socilamediaexplorer.com.

1. Come trasformare l’hashtag in un cliente

Uno dei grandi vantaggi degli hashtag è quello di condurti esattamente dal tuo potenziale cliente, scovandolo in un mare di altri utenti che invece non sono rilevanti per la tua attività.

Ipotizziamo che tu voglia lanciare sul mercato un nuovo energy drink: apri il profilo su Instagram e cosa fai?

Inizia a cercare aree di interesse che richiamino il tuo prodotto.

Per esempio: chi consuma energy drink potrebbe anche essere interessato alle #corse, in generale agli #sport, #auto, #SportEstremi.

Crea delle liste con gli hashtag più interessanti, inizia a monitorare le discussioni che si sviluppano intorno ad essi e, cosa più importante, inizia a farti conoscere da chi li usa.

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2. Ingaggiare l’audience

Questa è la parte più lunga del lavoro, ma potrebbe anche essere quella che dà più soddisfazioni.

Una volta individuati i macro argomenti più vicini alla nostra attività, concentriamoci su chi li usa maggiormente.

Iniziare a seguire, mettere cuoricini e commentare le foto degli utenti, ci permetterà di metterci in mostra e di farci conoscere.

Se ciò che proponiamo è in linea con gli interessi di questi IGers, sarà facile che ricambino la cortesia e diventino i nostri primi sponsor.

Inutile dire che è importante il modo un cui si fa autopromozione: entrare a gamba tesa nei discorsi altrui solo per proporre il proprio prodotto, non funziona qui né in nessun’altra situazione commerciale.

Se avrai creato il tuo profilo in un modo interessante, senza dar a vedere che il tuo unico obiettivo è vendere, non avrai problemi a farti seguire da persone con i tuoi stessi interessi.

3. Avere gli influencer dalla vostra parte

Una via più veloce della precedente, ma un po’ più dispendiosa, è quella che fa affidamento sugli influencer.

Che piaccia o no, sono loro ad avere il potere sui social.

Cercate qualcuno che abbia più di 500.000 follower e trovate un modo per mettervi in contatto con loro (spesso chi usa i social per lavoro, ha nelle info una mail o un sito per essere raggiunto).

L’influenzar pubblicherà, dietro compenso, un post sponsorizzato che avrete precedentemente concordato e che garantirà al nostro profilo un’impennata di nuovi follower e nuove interazioni.

È un’occasione da giocare bene: cerca di capire cosa fotografare e cosa scrivere nel commento (una call to action, per esempio, potrebbe aumentare l’effetto volano).

Per trovare i profili più adatti per la nostra attività, ricordiamoci di usare tool come Socialinsight.

4. Usare gli hashtag con cautela

Viene da pensare dunque che più hashtag si usino, migliore risultato raggiungeremo.

Non è esattamente così.

Il cancelletto può essere la tua fortuna, ma anche penalizzarti: riempire i commenti di hashtag crea un effetto caos che il nostro cervello ha ormai imparato a decodificare come spam.

Banditi anche hashtag del tipo #likeforlike e #followback (perché non ci renderebbero simpatici, ma disperati).

Scegli con cura le parole chiave per il tuo business e non dubitare della loro forza: se c’è stata una ricerca accurata a monte, non fallirai nei tuoi obiettivi.

Scrivici nei commenti se questi consigli ti sono stati utili!

 

Earth 2045: la campagna che rivoluzionerà la tua idea di spot interattivo

Earth_2045Hai mai pensato al futuro e come vorresti che fosse? Ciò che spesso non consideriamo è l’impatto delle azioni che commettiamo oggi sul mondo di domani. Questo è il messaggio che SPP, agenzia assicurativa e previdenziale svedese, ha voluto trasmettere con la campagna EARTH: 2045, ideata e realizzata in collaborazione con M&C Saatchi e B-Reel. Il risultato è un video interattivo che ci mostra due possibili scenari futuri: uno utopico e uno distopico.

Lo spot è disponibile in versione desktop sul sito earth2045.com.

Il video ci mostra proprio due versioni possibili del mondo tra 30 anni. Spostando il cursore a destra o a sinistra possiamo far prevalere la visione ottimistica o pessimistica del mondo. La tagline di apertura è breve ma significativa:

Le piccole scelte possono fare una grande differenza

Utopia VS Distopia

Sul lato sinistro l’aria e l’acqua sono incontaminate, il notiziario trasmette l’annuncio dell’apertura di un nuovo impianto a energia solare, il cibo è biologico e sano ed un pendolare viaggia rilassato in treno. Sul lato destro, invece, l’acqua dei rubinetti è torbida, i frigoriferi sono pieni di cibo spazzatura, i bambini sono costretti a indossare mascherine antismog e la città appare buia e desolata mentre lo stesso pendolare è bloccato nel traffico.

Lo spot ricorda vagamente un altro doppio video interattivo realizzato da Honda per il lancio delle nuove Honda Civic e Honda Civic Type R.

LEGGI ANCHE: The Other Side: la rivoluzionaria campagna di Honda firmata W+K London

In questo caso, però, il messaggio centra in pieno tematiche come quella della sostenibilità che coinvolgono lo spettatore, cogliendo un insight che non può lasciarlo indifferente.

Earth_2045

Un’azienda che crede nella responsabilità sociale

SPP è una compagnia che in primo luogo aiuta le persone e le aziende a gestire al meglio i loro risparmi. Inoltre però la società sta lavorando da più di vent’anni sui propri progetti di sostenibilità e questa campagna dimostra come gli interessi di SPP vanno bene al di là delle pensioni di base, toccando temi di fondamentale importanza per la terra ed i suoi abitanti.

Raccontando il processo che ha portato alla realizzazione della campagna, la copywriter Linda Elers ha spiegato:

Dovevamo stimolare nelle persone la percezione di come il futuro potrebbe essere, mostrando che il solo risparmio per la pensione non è sufficiente, per poter essere in grado di andare in pensione in un mondo migliore, si deve risparmiare in modo sostenibile.

L’investimento sostenibile e socialmente responsabile è una strategia finanziaria relativamente nuova che si incentra sulla creazione di un portfolio di aziende conosciute per il loro impatto positivo a livello ambientale.

Insomma, Earth 2045 si è dimostrata una campagna vincente per motivi diversi e tutti validi: non solo per la creatività del video interattivo dalle tematica coinvolgente per il target e di sicura memorabilità, ma anche e soprattutto per l’attinenza del messaggio con l’identità dell’azienda e la sua responsabilità sociale.

Snapchat Lenses: arrivano i filtri anche per la pubblicità

Crazy owl is doing selfie for social networks

Ti è capitato di imbatterti in qualche selfie con linguacce a forma di arcobaleno, con tanto di stelline luminose? Se la risposta è sì, sicuramente avrai pensato oddio che cosa kitsch, ma forse ti sarai fatto tentare per una frazione di secondo dal pensiero di provarci anche tu, giusto per farti due risate con gli amici. Molto probabilmente, poi, avrai abbandonato l’idea, bollandola come roba da adolescenti. Ad ogni modo, la parolina magica per far funzionare l’incantesimo è Snapchat Lenses.

Lenses sono i filtri introdotti dal social circa un mese fa, per rendere molto creativi – a seconda dei punti di vista, chiaramente – i selfie. Se ancora non hai avuto modo di vederli, non farti illusioni: dimenticati il concetto instagramiano di filtri, perché se ti aspetti giochi di contrasto, saturazione eccetera eccetera, rimarrai deluso. Niente di più lontano dal caro Ludwig, per dire.

Si tratta sostanzialmente di effetti “simpatici” che permettono di sovrapporre all’immagine originale arcobaleni, occhi giganti, teste che esplodono come fuochi d’artificio e altre diavolerie di questo genere. Qualcosa di molto simile a quello che già fanno app come ZoombieBooth o AgingBooth, insomma.

In casa Snapchat ormai da tempo ce la stanno mettendo tutta per far dimenticare l’equazione Snapchat=Teenager, o peggio ancora Snapchat=Sexting: anche se il sapore di Lenses è tipicamente adolescenziale, è innegabile che il social ormai stia iniziando ad essere un canale molto interessante anche per i brand, e che sappia molto bene come monetizzare anche la più apparentemente futile e banale delle funzioni.

Young woman taking selfie outdoor

Come rivelato a Buzzfeed News, nel giro di poche settimane Snapchat renderà disponibili i filtri di Lenses anche per la pubblicità, e ha già iniziato a preparare un prospetto dei costi, in base all’andamento delle visualizzazioni nel corso di questo primo mese di vita della funzione.

La compagnia ha dichiarato di aspettarsi dalle sponsorizzazioni di Lenses circa 11 milioni di visualizzazioni da domenica e giovedì, e 16 milioni di visualizzazioni da venerdì a sabato. Ciò significa, tradotto in “tariffe”, che la compagnia intende chiedere per una sponsorizzazione circa 450 mila dollari al giorno, che diventano 500 mila se si tratta di sabato e domenica, e addirittura 700 mila in occasione di festività e ricorrenze particolari.

Sembrano cifre da capogiro, ma considerando la rapida ascesa di Snapchat e la forte attenzione da parte di alcuni top brand, c’è da aspettarsi che in molti si stiano mettendo già in coda. D’altra parte basta pensare che anche Twitter ha introdotto gli emoji sponsorizzati e che i brand stanno facendo a gara per aggiudicarseli.

Il target di Snapchat è molto giovane e non c’è dubbio che molti brand stiano già pensando a cosa inventarsi sul social per competere con gli arcobaleni.

Nel frattempo, se vuoi cimentarti con un tuo selfie e farti due risate, qualunque età tu abbia non sentirti in colpa. Soprattutto perché per gli utenti è gratis, e noi non lo diciamo a nessuno. Promesso.

Global Startup Expo, la prima fiera virtuale a misura di startup [EVENTO]

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Global Startup Expo è la prima fiera virtuale al mondo per startup, si svolgerà il 19 e 20 novembre 2015 organizzata da Expo delle Startup.

La cyber fiera si svolgerà come una vera e propria esposizione, ognuno avrà un suo stand e potrà interagire con gli altri partecipanti, scambiando contatti e facendo networking con una piccola, unica  differenza: tutto l’evento sarà virtuale e moderato dalla tecnologia, nella elegante cornice digitale del lago di Como.

Perché la scelta di un incontro virtuale? Le intenzioni di Francesco Mantegazzini e Giuseppe Ciuni di Expo delle Startup, sono chiare: avvicinare i mondi di startupper, aziende e investitori e offrire la possibilità di partecipare anche a chi non si trovi fisicamente in Italia.

Questo è stato possibile anche grazie agli accordi e alla tecnologia messa in campo da Hyperfair, startup italo-americana che si occupa della realizzazione di fiere interattive e incontri virtuali in 3D e UniCredit Sart Lab, sponsor principale della manifestazione.

Che tu sia Startup o Sponsor, non perdere l’occasione di partecipare a Global Startup Expo

Fino al 9 novembre 2015 puoi iscrivere la tua startup e attendere ansiosamente il 19 novembre, data di inizio della fiera.. L’iscrizione è garantita solo dal momento in cui inizia il processo di registrazione e l’ammissione sarà subordinata al giudizio dell’organizzatore.

Global Startup Expo è l’occasione giusta per incontrare startup e professionisti del settore, come capital venture, angel investors o incubatori, e presentarti al meglio al panorama internazionale, costruire il tuo profilo, la tua presentazione, il tuo stand.

Puoi partecipare come startup e quindi dare concretezza e confrontarti sulla tua idea, o come sponsor per farti conoscere e promuoverti all’interno di un ambiente dinamico e stimolante.

This is technology, innovation, and interactivity. Join us.

Global Startup Expo, la fiera virtuale dove tecnologia e startup sono in primo piano

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Global Startup Expo è la prima fiera virtuale al mondo dedicata al mondo delle startup, una fetta di aziende in continua crescita a cui gli organizzatori Hyperfair e Expo delle Startup han voluto dare la possibilità di farsi conoscere attraverso una piattaforma interattiva: le startup avranno quindi la possibilità di entrare in contatto e interagire con altre aziende attraverso questi strumenti tecnologici.

LEGGI ANCHE: Expo delle startup in Lombardia con Crosscreativity

Global Startup Expo, tutte le regole del gioco

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Le startup ammesse a Global Startup Expo devono avere dei pre-requisiti essenziali:

  • Il prodotto o il servizio presentato deve essere già in commercio o il lancio è previsto a breve
  • Detenere un brevetto di efficace valore
  • Possedere un riconoscimento pubblico in una startp competition
  • La definizione di startup a cui si fa riferimento è quella che indica una qualsiasi azienda che abbia o che avrà nei prossimi sei mesi un business plan

Per procedere all’iscrizione ogni startup dovrà caricare una presentazione di circa 3 minuti sul sito www.globalstartupexpo.it collegata a Youtube o Vimeo accompagnata a informazioni addizionali riguardanti l’azienda.

Una volta ammessa a Global Startup Expo, la startup riceverà una mail di conferma contenente i dettagli di registrazione e un codice sconto che le da diritto ad una rata speciale di 100€ in seguito al suo status di startup.

Ultimo, ma non meno importante, le 10 startup che riceveranno il maggior numero di voti via Facebook verranno invitate ad elaborare un pitch durante la sessione dedicata all’interno di Global Startup Expo 2015.

Gli organizzatori si augurano che questo primo esperimento rappresenti il futuro delle fiere, sarà cosi? Staremo a vedere.

Intanto corri sul sito www.globalstartupexpo.it e registrati, hai tempo fino al 9 novembre!

Alessandro Sarcina: grazie a Trashly, la raccolta differenziata diventa smart [INTERVISTA]

La Maker Faire 2015 si è da poco conclusa, e il suo ricordo è ancora vivido: inutile negarlo, durante il weekend romano è stato messo in mostra il futuro dell’innovazione e della tecnologia internazionale.

Tra i diversi partecipanti, abbiamo avuto il piacere di incontrare Alessandro Sarcina, un giovane startupper italiano con tante idee e stimoli. Ne abbiamo approfittato per una chiacchierata sul suo ultimo progetto Trashly, e su una panoramica più generale sul mondo dell’innovazione. Buona lettura!

LEGGI ANCHE: Maker Faire 2015: Cosa Aspettarci da Domani? [NINJA REPORT]

Ciao Alessandro, benvenuto su Ninja Marketing. Presentati ai nostri lettori!

Preferisco presentarmi senza scomodare i titoli di studio ma semplicemente posso definirmi un maker, uno startupper e un consulente che ha la passione per l’innovazione e ama la contaminazione reciproca dei settori differenti in cui lavoro quotidianamente.
Lifepage è sicuramente la mia sfida più grande, un progetto di startup innovativa molto ambizioso, ma in cui credo molto e che ha come obbiettivo restituire ad ognuno di noi i diari della nostra vita scritti inconsapevolmente (tramite whatsapp ed altri sistemi di messaggistica istantanea), arricchiti con nuovi contenuti multimediali. Queste pagine di vita potranno essere sia stampate, sia rese disponibili in forma digitale.

Alessandro Sarcina

Cosa è Trashly, e quale è la roadmap di progetto?

Altre passioni come l’Internet of Things mi hanno portato a partecipare ad un hackathon organizzato da intel presso il Fablab di Milano insieme a tre amici (Daniele Ciminieri, Luca Feliciani, Marco Seguiri). In quella circostanza abbiamo pensato e prototipato Trashly in circa 24 ore di tempo.

Trashly è un sistema domestico che supporta l’utilizzatore nello smistamento corretto dei rifiuti. Mostrando l’oggetto da smistare ad una telecamera, viene scattata una foto, inviata poi ai sistemi. Essi la analizzano restituendo la tipologia di oggetto e la categoria di smaltimento, che verrà utilizzata per illuminare il cassonetto corretto.

L’idea è nata un po’ per gioco un po’ per sfida; in poco tempo abbiamo cominciato ad avere un’importante attenzione da parte di enti pubblici e privati coinvolti nel settore, che ci hanno permesso di comprendere meglio il tema e ci stanno portando a raffinare il prototipo.

Lo step successivo è individuare un finanziatore che crede in questa idea permettendoci di trasformare il prototipo in un prodotto di design da vendere ad un mercato che, con il passare del tempo, è sempre più attento al tema delle smart & green cities.

Trashly alla Maker Faire di Roma 2015: come ti è sembrato l’evento, e cosa vi siete ‘portati a casa’?

Il team Trashly al completo è stato invitato a partecipare in maniera attiva al #MFR15 per presentare il suo prototipo nel padiglione Intel. Per questo, oltre al team Intel, ringraziamo anche i fablab di Milano e Bologna per il supporto e l’ospitalità che ci hanno fornito durante questi tre giorni. Last but not the least, il Laboratorio Creativo Geppetto.

Per quanto riguarda MFR15, mi ha sorpreso l’enorme partecipazione, anche internazionale, che denota sicuramente una grande curiosità della gente nella tecnologia e in tutte le sue applicazioni pratiche che toccano la vita comune di ognuno di noi.

In particolare, per lo stand Trashly abbiamo riscontrato tantissima curiosità, ma soprattutto tanto stupore per la possibilità di fare la raccolta differenziata in una maniera più semplice e precisa. Anche se non possiamo dire di aver individuato con esattezza il target del nostro prodotto, possiamo però affermare che gli anziani e i bambini erano sicuramente quelli che lo considerano uno strumento indispensabile, mentre tutti gli altri lo vedono come un oggetto utile nei casi di incertezza per lo smistamento di alcuni rifiuti.

Per concludere, dalla Maker Faire 2015 sicuramente ci siamo portati a casa la contaminazione con altri maker le idee bellissime in circolazione; inoltre, abbiamo trovato la giusta carica di team per migliorare il prototipo e pensare ad una roadmap di sviluppo del progetto.

Un consiglio a chi vuole avviare una startup, o anche solo realizzare un nuovo progetto.

Abbiamo incontrato anche tante persone che io definisco “io c’ho un’idea” e per tutti questi innovatori allo stato embrionale consiglio di non fermarsi a raccontarla ma di mettersi seduti per realizzarla solo dopo essersi accertati che non esista già.

Grazie Alessandro, e in bocca al lupo per il futuro!

Ninja, vi è piaciuta la Maker Faire? Quali progetti innovativi avete apprezzato di più? Scrivetecelo e raccontatelo nei commenti a questo articolo!

Frontiers of Interaction 2015, scopri il futuro del business [EVENTO]

Frontiers of Interaction 2015, scopri il futuro del business [CALL TO ACTION]

Il punto di incontro tra healthdesign, tecnologia e tutto ciò che è interattivo. Ecco cos’è Frontiers of Interaction, l’evento imperdibile che si terrà a Milano i prossimi 12 e 13 novembre.

Qui il business incontra il design, per una due giorni di tecnologie d’avanguardia e tendenze future che daranno forma al mondo.

Questo appuntamento offre la possibilità di esplorare nuove tendenze, partecipare a workshop e soprattutto fare rete, ascoltando i più brillanti keynoter da tutto il mondo.

Tre focus per un unico futuro, disruptive

Frontiers of Interaction 2015, scopri il futuro del business [CALL TO ACTION]

L’evento, strutturato su tre temi principali, darà spazio alle visioni sullo sviluppo futuro di money, retail e health.

Il settore bancario sta cambiando e si dirige sempre più verso una rottura con i vecchi modelli: dai pagamenti mobili al miglioramento della customer experience, dai wereables all’Internet of Things, nuove e migliori applicazioni digitali e tecnologie trovano spazio nel nostro quotidiano.

Potrai scoprirlo durante FrontiersX, una serie di workshop e presentazioni con i CEO più innovativi dalle banche e dalle startup più disruptive in ambito Fintech a livello globale.

Nel mondo in continuo e velocissimo mutamento grazie ad Internet e alle nuove tecnologie, anche la vendita al dettaglio non avviene più un negozio. Oggi il retail è un oggetto in tasca, una bacchetta magica pronta a riconoscerti e comprare cose per te, o può essere un tasto sul tuo frigorifero. La vendita al dettaglio è il tuo orologio che paga per te con un gesto e determina nuove abitudini.

Al Frontiers of Interaction scoprirai in che modo digitale e fisico sono aspetti comuni del business e come lo user experience design può essere sfruttato per l’evoluzione sia degli spazi B2C che di quelli B2B.

Ma il futuro è anche salute e così l’healthcare si sta trasformando e in buona misura verrà modificato dalle tecnologie digitali. La capacità di raccogliere, archiviare e visualizzare un numero crescente di dati, ha creato nuovi modelli per il processo decisionale e la cura delle persone. Integrazioni guidate di online e offline nell’IoT permetteranno la creazione di un nuovo ambiente interconnesso di eHealth, più efficiente ed efficaci rispetto ad oggi.

Potrai esplorare tutto questo, attraverso un mix di best practice e innovazioni rivoluzionarie, partecipando alla due giorni di tecnologia e innovazione di Frontiers of Interaction, che ti aprirà la mente e ti permetterà di fare networking con altri che, come te, vivono il desiderio di scoprire cosa ci riserva il futuro.

Chi incontrerai al Frontiers of Interaction?

Frontiers of Interaction 2015, scopri il futuro del business [CALL TO ACTION]

Più di 40 relatori di livello mondiale provenienti da diverse discipline e settori, più una serie di ospiti speciali. Founder, imprenditori, designer, manager, professori e makers condivideranno conoscenze, strategie e visioni in una conversazione aperta durante i due giorni di keynote, workshop e panel.

David Orban (DotSub), Peter Cook (Human
Dynamics e Academy of Rock), Maria Giudice (Autodesk), Roberto Ascione (Healtware International), David Rose (M.I.T) e Valentin Stalf (Number26) sono solo alcuni degli ospiti che potrai ascoltare a Milano. Guardando il programma completo, non potrai fare a meno di lasciarti ispirare e iscriverti all’evento.

Anche tu non vedi l’ora di conoscere il futuro di health, retail e money? Non perderti Frontiers of Interaction! L’appuntamento è il 12 e il 13 novembre presso il Vodafone Village, a Milano.

Eurobest 2015: ecco le prime anticipazioni sull'evento

Eurobest 2015: ecco le prime anticipazioni sull'evento

Eurobest è il festival europeo che celebra la creatività, ormai, giunto alla 28ma edizione. Il fine è sicuramente quello di sottolineare le eccellenze della creatività, tuttavia non è solo un momento di premi e riconoscimenti, ma un vero e proprio incontro creativo per imparare, collaborare e migliorarsi.

Eurobest 2015 si terrà dall’1 al 3 Dicembre 2015 nel Teatro Arenberg, Anversa, una città che è sede di 8.000 imprese creative che impiegano più di 18.000 persone. Nonostante sia uno dei paesi più piccoli d’Europa, il Belgio ha una produzione creativa considerevole, quindi una scelta davvero azzeccata.

Ma scopriamone di più!

Eurobest 2015: ecco le prime anticipazioni sull'evento

Programma

Tanti eventi, incontri e dibattiti in programma. Il tema principale? Ovviamente, la creatività analizzata sotto ogni punto di vista. Momenti di confronto e di riflessione, che permetteranno ai partecipanti di avere nuove chiavi di lettura su questo settore, in continua evoluzione. Se vuoi scoprire il programma dettagliato clicca qui.

Speaker

Tra gli speaker e relatori dei diversi momenti del Festival, nomi noti, come ad esempio:
Peter Ampe, Claus Anderson, Rich Ascott, Lars Backes, Nick Bailey, Ulla-Karin Barrett, Maja Bredberg e molti altri ancora; puoi scoprire l’elenco completo qui.

Eurobest 2015: ecco le prime anticipazioni sull'evento

Giuria

Non può esserci Festival senza giuria, mi sembra abbastanza scontato. Ed in questo caso, l’Eurobest può vantare davvero nomi di un certo livello all’interno di tutte le categorie in gara.

Eccone alcuni: Mark Eaves co-fondatore di Gravity Road,agenzia che riunisce il meglio della pubblicità, della comunicazione e dell’ intrattenimento; Christiane Dressler premiato produttore esecutivo e fondatore di ANORAK; Anne Cécile Michaud responsabile della pianificazione strategica per Havas Media Group; Sandra Planeta fondatrice e direttrice creativa di Planeta Design.
Curioso di vedere tutti i giuranti presenti? Visita la pagina dedicata.

Playmate, femminilità e digital: il punto con Andrea Minoia, editore di Playboy Italia

andrea minoia

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Romeo Lippi e Rosanna Crocco.

Playboy USA rinuncia al nudo integrale. Ormai la notizia deve essere giunta alla tua attenzione, ma forse non sai che Playboy Italia ha deciso di non dire definitivamente addio al nudo.
Abbiamo intervistato Andrea Minoia, editore di Playboy Italia, ci spiega come nasce questa scelta.

Come si è evoluto il valore del brand Playboy negli ultimi 60 anni?

Io credo che il valore del brand Playboy sia il primo, vero, assoluto valore di questa iniziativa. Playboy ha una awareness quasi pari al 97%, secondo le ultime ricerche americane. Stiamo parlando di un brand che ha una riconoscibilità al pari di Coca Cola e Nike.

L’evoluzione del brand è semplicemente l’ampliamento di quello che può essere un valore assoluto di “memonicità” associata al mondo maschile ed a quello delle belle donne. Quindi, da questo punto di vista, penso che difficilmente nel mondo dei media maschili ci sia un brand più forte del nostro.

playboy

L’edizione italiana come accoglie la scelta da parte di Playboy di rinunciare al nudo integrale?

La scelta di togliere il nudo dalle pagine del cartaceo americano riguarda l’edizione americana. Il brand Playboy opera un vasto programma editoriale che lascia la più completa libertà agli editori di attualizzare e localizzare i contenuti in base alle necessità di mercato.

Per questo, noi non elimineremo la parte di nudo. Prima c’era uno standard editoriale che ci obbligava a trovare donne che volessero posare nude; oggi mi sento più libero di decidere se e quando farlo. La mia intenzione è di lasciare la scelta ai personaggi che vogliamo, saranno le donne, protagoniste delle nostre copertine a scegliere se spogliarsi o no.

Quale storytelling verrà rivolto ai lettori di Playboy?

Quello che secondo me uscirà da questa decisione è il rafforzamento del posizionamento di Playboy inteso come contenuti.

Parliamo di un giornale che ha ospitato i più importanti scrittori mondiali sulle proprie pagine, affronta argomenti di politica, di rilevanza sociale come libertà, emancipazione femminile. Quindi in realtà lo storytelling di Playboy non cambia, anzi forse con questa nuova visione americana sarà in grado di poter approcciare un pubblico più ampio e sicuramente più interessante come quello dei Millennial, per cui il nudo riveste un ruolo marginale. È questa la nuova direzione.

Avere delle donne nude su un giornale non necessariamente deve essere, dal punto di vista dei contenuti, legato all’intrattenimento per adulti. Il nudo è sdoganato praticamente in tutte le riviste di gossip, ma nessuno si immagina che i vari giornali di gossip siano assimilabili all’intrattenimento per adulti. Quella che ha fatto Playboy è una ricerca estetica e di libertà, e penso che l’America abbia voluto dare un taglio definitivo a questo fraintendimento.

Per quello che mi riguarda, credo ci sia ancora spazio per il nudo artistico che ha contraddistinto con lo stile la ricerca di fotografi che sono stati presenti sulle nostre pagine. Il passato è per me, e per l’Italia, il futuro.

Add ‘PlayboyNow’ on Snapchat to visit the Bronson Caves with @alyshanett #PlayboyNOW

Una foto pubblicata da Playboy (@playboy) in data:

Che impatto hanno avuto il digital ed i social media sull’industria del porno?

Per quello che riguarda l’industria del porno, di cui ad essere sincero non sono particolarmente esperto, credo che l’aumento della disponibilità determini un abbassamento di interesse per il singolo mercato verticale, nel senso che se aumenta la disponibilità di un prodotto e/o contenuto, ovviamente, questa va divisa per molti mezzi.

Penso che il cambiamento in Playboy non sia stato determinato dalla presenza del materiale hot online, ma più da un approccio di business legato all’advertising rivolto ai ragazzi più giovani. Il cambio di direzione non è una diretta conseguenza dell’aumento di contenuti hot in rete, anche se è stato espresso in questi termini per voler semplificare il meccanismo che sta dietro. Si tratta un cambio di direzione strategico legato al mondo degli inserzionisti. Non penso che sia una guerra tra porno e Playboy, ma più un ragionamento legato alle dinamiche di pubblicità.

Cosa succederà nei prossimi 5 anni nel mondo dell’editoria?

Immagino che nei prossimi 5 anni ci sarà molta confusione, perché il vero problema è la ricerca per l’editoria di nuovi modelli di proposta agli inserzionisti.

Il contenuto sarà il vero veicolo dei nuovi annunci pubblicitari, quindi il mondo del native sicuramente vedrà un’impennata. Il modello proposto finora in ambito editoriale, secondo me, è già obsoleto quindi non basta la declinazione online di quelli che sono i contenuti cartacei, ma servono nuove grammatiche di contenuto, nuove modalità di ingaggio per gli utenti e soprattutto nuovi modelli pubblicitari.

Anche il native advertising, che in realtà è solo l’estensione online del vecchio mondo dei pubbliredazionali, al momento presenta proprio delle problematiche legate al mondo del web: primo, la duplicazione dei contenuti; secondo, la modalità di tracciamento con cui vengono valutate queste attività (non è il massimo strumento degli inserzionisti, che sono tutti legati alla performance sulla vendita).

Il native advertising potrebbe rivelarsi nel prossimo futuro leggermente sovrastimato in termini di risultato, perché il contenuto serve a fare evangelizzazione dei prodotti, per realizzare nuove attività di product placement, ma non sono convinto che possa costruire aumenti di vendita in modo sostenibile come fa, ad esempio, il digital tradizionale (performance marketing, mail, banner..) e quindi campagne orientate alla performance.

Chi riuscirà ad individuare il modello giusto avrà la chiave vincente per introdurre qualcosa che davvero è in grado di cambiare il mercato dell’editoria che ha un bisogno disperato di un modello che renda sostenibile la produzione dei contenuti.

playboy usa

Chi è secondo te la Playmate di oggi ed in cosa è diversa rispetto a quella Marilyn in copertina del 53?

Alcuni assiomi rimangono immutati. È vero che la playmate nel primo numero di Playboy è stata Marilyn, ma, a parte qualche piccola incursione del mondo delle celebrity, la Playmate è la ragazza della porta accanto.

Il mondo reale è pieno di donne bellissime che non sono Cindy Crawford, e penso che oggi più che mai questa sia la strada corretta per interpretare i desideri dell’uomo, quindi immagino nel futuro playmate sempre più semplici, meno artificiali, non nel senso chirurgico del termine, ma anche più avvicinabili come modello, perché quello che cambia in realtà è una proposta di modello di estetica femminile.

Come è cambiato il piacere di osservare la rotondità di un corpo femminile degli anni ’50, anche la scelta delle modelle che stanno sui giornali cambia, ma soprattutto cambia il fatto che oggi la presenza sul nostro giornale delle donne è legata non solo alla bellezza, ma anche alla capacità che hanno di intervenire nella vita pubblica.

Questo è un cambiamento, secondo me, epocale; se ne parla da anni, ma oggi è realtà e questa cosa va in cortocircuito quando le donne al potere sono addirittura belle e dà a noi la possibilità di giocare sul fatto che “guardate cari uomini una donna molto bella più essere veramente molto intelligente“. Spesso questa cosa qua viene sottovalutata, perché la playmate del passato è sempre stata lontana, inarrivabile.

Mi piacerebbe renderla sempre più vicina e, secondo me, questa possibilità di non obbligare le nostre modelle a posare nude potrebbe darci delle sorprese interessanti per il futuro e, magari, coinvolgere delle persone che non ti aspetti sulla copertina di Playboy.

Clearasil, la scuola superiore finisce per tutti ma non per i tuoi professori

Clearsil, la scuola superiore finisce per tutti ma non per i tuoi professori
Si scopre solo con il passare degli anni che i problemi avuti al liceo sono solo di passaggio, che tutto si può affrontare, anche un piccolo difetto temporaneo.

Come spiegarlo ad un gruppo di adolescenti in piena crisi adolescenziale? Clearasil, marchio per il trattamento della pelle dedicato in particolare all’acne, ha per molto tempo fatto leva per promuovere i suoi prodotti sulla fragilità dei giovani.

Ma con l’ultimo video ha scelto di dare un nuovo taglio e un nuovo punto di vista, perchè non sempre gli adolescenti vanno catturati mostrandogli i loro punti deboli ma spesso più efficace fargli osservare il mondo da un altro lato. Un po’ meno nero di quello che sono soliti avere.

Clearsil, la scuola superiore finisce per tutti ma non per i tuoi professori

Dunque perchè non lasciare la parola ai professori? Chi meglio di loro sa che anche il liceo e i suoi problemi, hanno una fine almeno per i loro alunni: per loro ancora no. Si troveranno ogni anno un ragazzo con problemi di autostima per una piccola imperfezione, arrivata nella notte.

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Ma se per ogni adolescente questa fase è destinata ad avere una fine, per i professori questa fine non ci sarà.

La domanda nasce dunque spontanea: è più un problema un piccolo brufolo passeggero o una scuola superiore senza fine? Il messaggio nuovo di Clearasil è ironico e originale: attraverso la campagna Let’s be clear analizza un problema da un nuovo lato, spostando il focus da chi vive il problema a chi lo vive in modo indiretto.

Allo stesso tempo affida un messaggio ad un brand ambassador reale, che ben conosce la difficoltà e ti aiuta a trovare una soluzione; che non è un prodotto ma una riflessione.

Clearsil, la scuola superiore finisce per tutti ma non per i tuoi professori Clearasil ha scelto una strategia efficace per spostare la percezione del proprio brand; non più un marchio che non solo trova la soluzione al tuo problema ma che ti aiuta ad osservarlo con occhi diversi, facendo leva sull’emozioni.

Da ultimo: quanti di voi non hanno mai voluto chiedere ad un proprio professore qual era il suo più grande problema? Clearasil ha creato un social contest, con in palio diverse borse di studio.

Duplice obiettivo: portare i giovani a focalizzarsi sulle vere difficoltà della vita e aiutare i professori ad uscire dalla monotonia e ad essere ascoltati, per la prima volta, forse.

“Non ridere di un giovane per i suoi vezzi; sta cercando solo una faccia dopo l’altra per trovare la sua vera faccia“.