ADworld Experience 2015: non perdere i video e le slide dell'evento dedicato al mondo AdWords

Si è ormai conclusa da alcune settimane AdWorld Experience, l’edizione 2015 dell’evento dedicato al mondo AdWords. I risultati? Un successo! Le oltre 200 persone che hanno partecipato ed i 22 speaker provenienti da USA, UK, Irlanda, Olanda, Polonia, Germania e Italia fanno infatti di adwexp uno dei dieci più grandi eventi indipendenti su AdWords a livello mondiale.

Case histories, tips&tricks, testimonianze si sono intervallate

A questo link trovate la nota di ringraziamento degli organizzatori, che ci e vi danno già appuntamento al 14 e 15 Aprile 2016. Ma quest’anno non è finita! Sono infatti pubblicati i materiali (video e slide) 2015

Sono disponibili nel nostro shop on line i video di ADworld Experience 2015 e dei seminari avanzati del 16/4/15 (alcuni interventi sono scaricabili gratuitamente).

LEGGI ANCHE: ADworld Experience: arriva l’edizione 2015 dell’evento dedicato al mondo AdWords

Appuntamento dunque sullo shop online, accessibile anche cliccando direttamente sull’immagine sotto!

Appuntamento ad Aprile 2016, dunque: vi siete già segnate le date in calendar? 😉 #BeNinja

Babybel, Visa, 28toomany: i migliori annunci stampa della settimana

La settimana è ricominciata e noi ninja non vogliamo lasciarvi senza la consueta dose di creatività con i migliori annunci stampa della settimana. Go!

Mini Babybel: In the pocket

Con Babybel ti porti in tasca tanto latte!

Advertising Agency: Y&R, Paris, France
Creative Director: Pierrette Diaz
Art Director / Copywriter: Guillaume Auboyneau
Photographer: Achim Lippoth / Bransch
Production: The Shop

Visa: Piggy bank

Quando scegli di viaggiare con le banconote in tasca diventi tu stesso una banconota (da rubare). Il consiglio di VISA a tutti i turisti del mondo: usate le transazioni elettroniche!

Advertising Agency: BBDO Mexico
Chief Creative Officer: Ariel Soto
Group Creative Director: Antonio Alvarez
Creative Directors: Mauricio Aldana, Manolo Sandoval
Head of Art: Sindo Ingelmo
Art Directors: Patricia Tena, Hugo Moedano, Mauricio Aldana
Copywriters: Julio Lacy, Manolo Sandoval
Photographer: Mauricio Alejo
Art Crafts: Ricardo Atl Laguna
Account Services: Mayela Miranda, Jesica Lima, Arturo Ovalle
Art Buyer: Gabriela Alfaro
Agency Producer: Edith GaliciaA

The Art of Shaving: Barber Spa

 

L’arte della rasatura spiegata da “the Art of shaving“. Le mani del barbiere si mostrano come barba e baffi.

Advertising Agency: BBDO, New York, USA
Chief Creative Officers: David Lubars, Greg Hahn
Senior Creative Directors: Kara Goodrich, Cesar Finamori
Senior Art Directors: Cesar Finamori, Fernando Mattei
Copywriter: Kara Goodrich
Illustrator: Cesar Finamori
Typographer: Fernando Mattei

28 Too Many: Female genital mutilation 

La campagna shock di 28 Too Many punta a sensibilizzare il pubblico sul tema delle mutilazioni genitali femminili che avvengono anche in paesi insospettabili.

Advertising Agency: Ogilvy, UK

League Against Obesity: Astronaut, Fireman, Pilot

Gustavo cosa vuoi fare da grande? “L’obeso, maestra!”. Difficilmente questo scambio avrà mai luogo; nessun bambino sogna di diventare un adulto sovrappeso. 

Advertising Agency: LatinWorks, Austin, USA
Chief Creative Officer: Sergio Alcocer
Creative Directors: Hernán Cerdeiro, Morris Dávila, Daniel Lobatón
Art Director: Morris Dávila
Copywriter: Daniel Lobatón
Account Supervisor: Christy Kranik
Production Company: Rocket to the Moon
Photographer: Inés García Baltar
Digital Retoucher: Diego Speroni

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LVenture Group investe 308 mila euro in 10 startup

LVenture Group ha effettuato, durante il primo trimestre di quest’anno, ben dieci operazioni di investimento per un importo pari a 308 mila euro, che hanno riguardato due startup già in portafoglio – Tutored e SpotOnWay – e otto nuove startup: Re-Bello, Whoosnap e sei startup dal sesto programma di accelerazione Luiss Enlabs, con sede a Roma, tra cui Brave Potions, Moovenda, Nextwin, Sync, Verticomics e Voverc. 

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Il valore del loro portafoglio startup è pari a 3,5 milioni di euro, il 9% in più rispetto al 31 dicembre 2014, con un patrimonio netto è pari a 7,7 milioni di euro.

Il Consiglio di Amministrazione di LVenture Group si è riunito il 14 maggio 2015 approvando il resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2015, Luigi Capello, Amministratore Delegato di LVenture Group, ha dichiarato:

“Nel 1° trimestre 2015 abbiamo intensificato l’impegno per valorizzare le nostre startup. Grazie ad un ottimo programma di accelerazione e all’affiancamento di advisor di grande esperienza e competenza, cerchiamo di creare le migliori condizioni di sviluppo per le nostre startup e di accelerarne il percorso verso l’exit. Il cammino intrapreso ha l’obiettivo di posizionare il Gruppo come uno dei soggetti di riferimento in Europa per gli investimenti di tipo micro seed e seed delle startup digitali”.

La situazione economica attuale di LVenture Group

Come detto sopra la posizione finanziaria netta di LVenture Group è pari a 3,5 milioni di euro con un patrimonio netto pari a 7,7 milioni di euro. Vediamo più in particolare i risultati del resoconto medio di gestione.

I ricavi nel trimestre sono pari a 170 mila euro, in crescita del 34% rispetto a 130 mila euro al 31 marzo 2014. In linea con le aspettative del Piano Industriale, il Margine Operativo Lordo (EBITDA) è negativo per 0,31 milioni di euro (negativo per 0,21 milioni al 31 marzo 2014).

Il Risultato Operativo (EBIT) è negativo per 0,32 milioni di euro (negativo per Euro 0,22 milioni al 31 marzo 2014). Il risultato prima delle imposte è negativo per 0,31 milioni di euro (negativo per 0,21 milioni al 31 marzo 2014). Il Risultato Netto è negativo per Euro 0,28 milioni (Euro 0,21 milioni al 31 marzo 2014).

LVenture e Siamo Soci

Dopo l’aumento di capitale dello scorso anno, gli investimenti diretti in startup già accelerate e di nuova accelerazione, LVenture crede ed investe anche nel crowfunding. Ha infatti siglato nel mese di marzo un accordo con la piattaforma di crowfunding e crowdsourcing SiamoSoci, dedicata esclusivamente alle startup. Luigi Capello commenta l’accordo con i nuovi partner: 

“Grazie al nuovo accordo di collaborazione le startup del nostro portfolio potranno avere accesso agevolato alla piattaformawww.siamosoci.com, si tratta di un grosso vantaggio per LVenture Group che vede crescere le possibilità di successo delle proprie startup e il valore del proprio portafoglio”.

Non lasciatevi scappare l’opportunità di entrare in contatto con il director of the incubation and acceleration programs di Luiss Enlabs, Augusto Coppola, docente dalla Ninja Academy per il corso in Startup Management.

Volkswagen: la pubblicità dura quanto vuoi tu

Se sei un pubblicitario, sicuramente, la tua regola di vita recita: “comunica i valori del brand e le caratteristiche chiave del prodotto nella maniera migliore possibile”.
Se sei un utente, la tua battaglia quotidiana si combatte al grido di “fruisci dei contenuti, senza perdere tempo con la pubblicità”.

Ci ha pensato Volkswagen a mettere tutti d’accordo con il suo nuovo spot per la divisione Trucks.

Una storia che dura quanto vuoi tu

La pubblicità, disponibile su una piattaforma dedicata, è pensata dall’agenzia brasiliana AlmapBBDO e ha come protagonista un camionista. Questi, a bordo del suo Volkswagen, racconta al suo compagno di viaggio cosa gli è accaduto la giornata precedente.

Una giornata piuttosto normale: il pranzo, l’incontro con una ragazza e il successivo (triste) epilogo dell’incontro. Quel che non è normale è che la storia, come annunciato in apertura può concludersi in qualunque punto della narrazione.

Cliccando sul pulsante in basso a destra il narratore giunge alla scena finale dello sport. E la cosa incredibile è che la storia, in ogni caso, avrà comunque senso compiuto.

Ogni scena si chiude, infatti, con una frase che può essere conclusa citando la simpatica prozia del camionista. Sarà proprio l’utente a decidere se la zia abbia cucinato un taco, se sia la proprietaria di un cane o mira dei piani omicidi del protagonista o altro ancora. Provare per credere.

Il camion Vokswagen, su misura per te

La bellezza, dal punto di vista comunicativo, dello spot sta tutta nel fatto che riesce ad elimirare il trade-off che abbiamo visto prima.

Fatti su misura, esattamente come questa pubblicità. Proprio come sottolineato all’interno del messaggio stesso. Un concetto semplice, comunicato in maniera diretta: ti costruiamo il camion proprio come vuoi tu, come abbiamo fatto con questo spot.

Assolutamente geniale, poi, la barra di avanzamento del video rappresentata da un Truck Volkswagen che si muove sotto il video, a sottolineare ancora una volta la possibile personalizzazione del mezzo.

Il beneficio chiave del prodotto, che distingue Volkswagen dai suoi concorrenti, comunicato con un approccio originale e memorabile. Poteva Volkswagen chiedere di meglio alla sua agenzia di comunicazione? C’è chi sostiene che ci sia ancora spazio per migliorare.

L’approccio di Geico

Pur avendo di fronte un esempio da manuale, Gabriel Beltrone di AdWeek ha qualche critica da muovere. Lo spot infatti ha bisogno di sito dedicato e non è al 100% focalizzato sul prodotto. Secondo il blogger, quindi, non è efficace ma rappresenta un esercizio di copyrighting da parte dell’agenzia BBDO.

Un esempio migliore? La pubblicità di Geico. Uno spot video che si adatta perfettamente al formato di advertising di Youtube.
Sulla piattaforma Google, come ben sappiamo, è possibile saltare gli annunci dopo pochi secondi di visione.

La soluzione di Geico è quella di creare un annuncio talmente corto da non poter essere saltato.
Semplicemente geniale, perchè adatto al format più comune online e, quindi, in grado di raggiungere un numero ben più alto di utenti.

LEGGI ANCHE: AdBlock è realmente un problema? O lo sono i pubblicitari?

Caro copyrighter all’ascolto, prendere nota, perchè il futuro della pubblicità passa sicuramente da un minor disturbo dell’utente, senza (possibilmente) perdere l’efficacia del messaggio.

Ninja Social Factory volume II: Milano e Roma si raccontano

Un’esperienza che ti coinvolge a 360° nel mondo digital, più precisamente in quello del social media marketing per metterti in prima persona alla prova studiando e approfondendo casi concreti in project work di gruppo: è questo l’obiettivo della Ninja Social Factory della Ninja Academy che ha preso il via sabato 21 marzo nelle sedi di Roma e Milano del TIM WCAP partner dell’evento.

Il report del secondo incontro di Ninja Social Factory

Il 16 maggio all’incontro intermedio in aula, i gruppi hanno presentato i loro lavori di gruppo lasciando docenti e compagni di corso sbalorditi dal livello professionale delle presentazioni, dei dati analizzati e della creatività nel rielabolarli.

A raccontare cos’è successo nelle sedi di TIM WCAP di Roma e Milano, le due Ninja rep Felicia Mammone da Roma e Diana Piemari Cereda da Milano.

QUI ROMA (a cura di Felicia Mammone)

Partiti con un piccolo ritardo, per colpa di qualche guerriero… distratto (e che ha sbagliato strada -.-‘) a Roma i ragazzi della Ninja social Factory del Master in Social Media Management si mettono veloci veloci al lavoro con i loro gruppi ospitati da Working Capital.

Origliando tra i team si sentono parole come ‘influencer’, ‘concept’, ‘virale’: i ragazzi lavorano su Youtube e la realizzazione di un video. Dopo una breve pausa caffè arriva il momento della presentazione delle strategie elaborate dai 3 gruppi, prima Facebook poi Linkedin e infine un’analisi a 360° sulle migliori scelte comunicative in ambito social. Ad ascoltare il tutto concentratissimi Cinzia Gallenzi di Tim e Carmine Vittorio Esposito.

LEGGI ANCHE: Startup e social media, i consigli dal Tim WCAP di Milano

Arriva finalmente il momento tanto atteso: la call con i colleghi di Milano! Domande, curiosità, dubbi e anche qualche battuta sul duro lavoro fatto e che ancora spetta ai ragazzi. Riusciranno i nostri aspiranti Ninja a vincere la sfida e realizzare progetti super social?

Lo scopriremo il 4 Luglio… stesso posto e stessa voglia… to be Ninja!

QUI MILANO (a cura di Diana Piemari Cereda)

A Milano i guerrieri della Ninja Social Factory arrivano presto, in perfetto orario rispetto alla tabella di marcia (e ai romani in diretta da Roma), disponendosi ordinatamente, suddivisi per gruppi di lavoro, tra le scrivanie che durante la settimana sono popolate dagli startupper del TIM WCAP.

Un’oretta per ripassare le presentazioni e sistemare le ultime cose, con il supporto della tutor Michaela Matichecchia.

Girando tra i tavoli, parlando con i ragazzi scopro che hanno lavorato sodo dall’ultima volta che ci siamo visti, e che, venendo da tutta Italia, anche per loro non ci sono stati incontri intermedi. Scopro quindi che hanno lavorato in remoto, fissando Skype call ed Hangouts nelle ore più improbabili del giorno, aggiornandosi su WhatsApp per l’andamento dei lavori. Drive, DropBox ed Hangout migliori amici dei guerrieri della Ninja Social Factory milanese.

LEGGI ANCHE: Ninja Social factory: al via il primo incontro a Roma e Milano

Tempo scaduto per le revisioni, iniziano le presentazioni in aula.

Rimaniamo tutti piacevolmente sorpresi, i ragazzi che prima non avevano per esempio mai utilizzato Google+ o Twitter, sono entrati nel vivo di questi social media realizzando le proprie campagne, misurandone le performance.

C’è un velo di mistero, o meglio competizione tra i gruppi, che ci tengono da un lato a mostrare i loro progressi, ma dall’altro non vogliono svelare tutta la loro strategia ai concorrenti.

Sarà molto interessante ritrovare i guerrieri della Ninja Social Factory a luglio per le presentazioni finali. Seguite l’hashtag #ninjasocialfactory per le dirette Twitter e #stayninja !

Startup miliardarie, l’innovazione a nove zeri [REPORT]

Che i soldi non facciano la felicità è risaputo, ma c’è da ammettere che contribuiscono in misura rilevante alla realizzazione degli obiettivi. Ne sanno qualcosa gli ideatori delle startup innovative milionarie che ogni giorno approdano nella nostra vita e assumono un ruolo sempre più importante. Corrono sulla rete e permettono con un semplice click di facilitare la vita di noi utenti.

Difficile contarle, ma non impossibile: ci ha pensato infatti il sito CB Insights. Nel suo report ha stilato una lista con le startup che presentano un valore superiore al miliardo.

E pensare che fino a qualche anno fa il termine startup era spesso associato ad avventure azzardate, nate sugli entusiasmi e sulle idee di giovani ex studenti, votate quasi sempre, se non al fallimento, ad un rapido ritorno alla realtà.

LEGGI ANCHE: Startup italiane, è la Lombardia la Silicon Valley

Senza dubbio avviare una startup non è impresa semplice, perché non basta avere una bella idea di business, ma bisogna anche saperla mettere in atto, cercando informazioni che possono aiutare ad intraprendere la strada del successo, combinando il team perfetto e convincendo gli investitori. Anche se il co-fondatore di Pinterest, Ben Silbermann continua sostenere che sia necessario: Non prendere mai troppi consigli. La maggior parte delle persone generalizza quello che ha fatto, e sostiene che è stata la strategia a rendere il lavoro un successo. In realtà, non c’è modo di sapere come i vari fattori contribuiscano al successo o al fallimento” , bisogna sicuramente metterci passione in ogni fase di realizzazione del progetto.

Denominatore comune: il successo

Da una attenta analisi non si riscontra alcun denominatore comune tra le startup miliardarie, considerati i campi assolutamente diversi di attività: dall’aerospaziale al digitale, dal farmaceutico alla comunicazione, dalla tecnologia eco-compatibile ai servizi di consulenza online. Eppure tutte hanno raggiunto il successo in breve tempo assumendo un ruolo importante nelle nostre vite.

Nella lista stilata da CB insights è facile individuare nomi conosciuti come Uber (41 miliardi di dollari) , Snapchat (15 miliardi di dollari), Pinterest (11 miliardi di dollari), Airbnb (10 miliardi di dollari), Dropbox (10 miliardi di dollari). Tutte sono accomunate da una valutazione che supera i dieci miliardi, ma anche dal luogo in cui sono nate.

Le startup miliardarie americane

Insieme ad altre 61, meno conosciute in Italia, come SpaceX (12 miliardi di dollari), Square (6 miliardi di dollari) e WeWork (5 miliardi di dollari), sono localizzate negli stati Uniti. E non stupisce che oltreoceano le startup di successo proliferino più facilmente che in Europa, anche se il vecchio continente non si arrende facilmente.

L’Europa e le startup miliardarie

In Europa abbiamo ben 10 startup degne di nota tra le quali Spotify (8,4 miliardi di dollari), Shazam (1 miliardi di dollari), Global Fashion Group (3 miliardi di dollari), POWA Technologies (2,7 miliardi di dollari), Delivery Hero (1,88 miliardi di dollari).

Difficile ammettere che in Europa agevolazioni, contributi e fondi di investimento per le startup innovative sono davvero difficili da reperire. Si investe infatti tre volte meno che negli USA, anche se negli ultimi anni qualcosa si sta muovendo e la stessa Unione Europea è in fermento.

Alberto Onetti, responsabile di Startup Europe Partnership (Sep), piattaforma paneuropea nata per aiutare le migliori startup europee a crescere, sostiene che “Si stanno moltiplicando i segnali che l’Europa è pronta a fare di più per le startup” per rendere il mercato europeo attraente per gli investitori di tutto il mondo.

Sicuramente ci sono ancora tanti i problemi da affrontare e risolvere, come la scarsità di venture capital investito nelle startup e il fatto che ancora poche imprese europee riescano a fare il grande salto, ma i riflettori sono puntati proprio su queste.

Con DAIM la street art acquista volume e riposa tra due guanciali

(di Giuseppe Arnesano)

Oggi cambiamo decisamente settore e ci lasciamo sedurre da un’idea di marketing legata alla street art che unisce comfort, colori e stile. Questa settimana Streetness – è il caso di dirlo – affonda nell’opera del noto artista tedesco DAIM.

Curiosando infatti sul sito di uno degli esponenti più importanti della Graffiti Art, abbiamo scoperto come i suoi lavori personalizzino una produzione ancora più ampia, che va oltre il segno urbano della Street Art o della varia produzione di oggetti ad essa collegabile.

Dunque non solo magliette, cases e skins per iPhone, ma anche morbidissimi e coloratissimi cuscini. Mirko Reisser, in arte DAIM, è stato uno dei primi artisti a credere nella pratica della realizzazione di opere pittoriche in 3D, fino a divenire il massimo rappresentate dello stile tridimensionale. Il nome DAIM, più nello specifico, sintetizza una sorta di personalità interiore dell’artista, percepita attraverso un’evolutiva e particolare costruzione e decostruzione letterale.

Con il suo linguaggio estetico, che dal lettering volge alla forma dell’architettura alfabetica, dove il dinamismo e la vivacità cromatica si mescolano all’interno di scenografie virtuali, l’artista celebra gli elementi fondamentali del suo stile.

DAIM ha esposto in vari musei e gallerie di mezza Europa e anche oltre oceano, ma prima di arrivare nello star system della Street Art, in passato, da originario writer, ha eseguito i suoi primi wallpaintings in maniera illegale.

L’artista, che attualmente vive e lavora ad Amburgo, fin dall’inizio degli anni Novanta, oltre all’esecuzione di numerosissime opere murarie in giro per il mondo e alla fondazione di vari collettivi con artisti internazionali, ha istituito anche moltissime collaborazioni con i più importanti brand nel settore della telefonia e della tecnologia. Per come si è evoluta poi la Street Art – tra grandi facciate, partnership aziendali e sistema dell’arte contemporanea – possiamo ben dire che DAIM ha fiutato il futuro e si è messo a suo seguito.

Dunque dalla bomboletta alle opere su carta, passando poi per i graffiti in digitale fino alle stampe in Fine-Art Giclée, una nuova tecnica che include anche la stampa fotografica. Dai muri alle superfici più varie, i lavori di DAIM popolano anche lo spazio di semplici cuscini che, grazie all’originalità ed al gusto stilistico, divengono morbidi oggetti di design. E, in tal modo, anche la realizzazione dei “cuscini d’artista” diviene una pratica personale che lascia il campo del brand e, con gusto, libertà, comodità e stile porta quel segno nelle nostre case.

È tempo di fundraising! È tempo di "Un'altra stagione da esordienti" [INTERVISTA]

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Cinquanta metri per cento sono lo scopo della campagna di fundraising “Un’altra stagione da esordienti”, tanto misurava il campo da calcio di Casola Valsenio (RA).

Il passato è d’obbligo quando una frana di migliaia di metri quadri porta via il terreno di gioco, lasciando al suo posto una voragine.

La mattina successiva alla catastrofe, molti volti si sono affacciati alle finestre chiedendosi se ci fossero state vittime e feriti, ma per fortuna il peggio non era accaduto. La preoccupazione successiva è stata per le conseguenze di un simile evento e per le implicazioni che esso avrebbe portato nell’immediato futuro.

Tutti ragionamenti sensati, lungimiranti e adulti che possono però essere riassunti da una frase semplice ed ingenua: “Il campetto non c’è più”. Questo hanno pensato i giovani del luogo, che in pochi attimi hanno perso uno degli spazi che per eccellenza è costruito a misura di bambino.

A trasformare in azione il pensiero comune dei piccoli abitanti di Casola è stato lo scrittore Cristiano Cavina.

Ciao Cristiano. Come è nata l’idea di ricorrere al fundraising?

Ciao! Beh, più che nata, direi che l’idea è piovuta dal cielo, grazie ad una serie di coincidenze. Poco tempo prima che il nostro campo sportivo decidesse di crollare giù nel fiume, avevo parlato con un amico che per vari motivi si occupa di fundraising; ricordo che mi aveva raccontato di una persona che era riuscita a raccogliere i fondi necessari per girare un documentario.

Quando ha saputo la notizia di quello che ci era successo a Casola, beh, mi ha messo la pulce nell’orecchio. Mi è sembrata un’idea bellissima, da subito.

L’Italia dei paesini come Casola può sposarsi con le dinamiche online?

Certo! Anzi, dovrebbero essere matrimoni super incentivati! Le dinamiche online, la rete, consentono ai paesi piccoli di assomigliare moltissimo ad un luogo perfetto.
Prendete qui da noi: ovunque ti volti ci sono colline ricoperte di boschi, un fiume in cui puoi fare il bagno e bambini che vanno a giocare dove vogliono, senza doversi preoccupare troppo di accompagnarli o di andarli a riprendere; sono posti in cui crescere è perfetto, e con la rete diventano immediatamente ricchi di opportunità come una qualsiasi metropoli.
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I ragazzi

“Quando sei un ragazzino, il mondo non è fatto a tua misura. A scuola ti sgridano i prof, e quando arrivi a casa ti sgridano i genitori. I ragazzi più grandi ti prendono in giro e le ragazze, beh, quelle nemmeno ti vedono. Per molti, l’unico posto fatto su misura è un rettangolo di prato, che misura cinquanta metri per cento, con le bandierine agli angoli. Quel rettangolo è uno dei pochi luoghi che senti davvero tuo, in cui senti di funzionare come si deve, non solo per combinare disastri e prendere sgridate.”

Sono queste le parole con cui Cavina introduce l’iniziativa di fundraising nel video che presenta l’iniziativa.

Gigante nel corpo ma bimbo nell’animo, come le sue opere testimoniano, lo scrittore ha iniziato e promosso “Un’altra stagione da esordienti”, la raccolta fondi online per far rinascere quei “cinquanta metri per cento di meraviglia”, forieri di sensazioni che Cavina ha già saputo trasmettere con il suo libro “Un’ultima stagione da esordienti”, apprezzatissimo spaccato di emozioni, ambienti e situazioni della prima adolescenza negli anni ’80.

Sogni e realtà. Quanto ti ha aiutato la tua esperienza di scrittore ad elaborare il messaggio di ‘Un’altra stagione da esordienti’?

Io, anche per quello che riguarda lo scrivere, lascio tutto molto in mano all’improvvisazione. Anche gli incontri per i miei libri, li affronto sempre come se fossero chiacchierate al bar con gli amici, e alle chiacchierate al bar con gli amici non ci si va con gli appunti e la scaletta. Ho cercato solo di dire quello che sentivo, nel modo più semplice possibile. Ho cercato di essere sincero. E credo che quando una voce è sincera, si capisce subito. Fa un suono tutto suo che lo riconosci lontano un chilometro. Non ho elaborato molto; ho solo lasciato che venisse fuori quello che sentivo, tutto qua.

Quali conoscenze ritieni indispensabili per organizzare un’iniziativa simile?

Beh, ad essere sinceri la conoscenza indispensabile per organizzare un’iniziativa simile era Paolo Latini, il mio amico di Treviso che mi aveva parlato del fundraising. La parte tecnica è tutto merito suo; conosceva le dinamiche dei vari siti di raccolta fondi, come registrare la petizione e in che modo presentarla.
Come tutte le cose, l’improvvisazione non può fare tutto. Insomma, anche se fai una jam session jazz, devi comunque amplificare gli strumenti, sistemare il palco e sopratutto trovare un locale che ti faccia suonare…
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“I sognatori”

Un’altra stagione da esordienti non cerca semplici donatori, ma veri e propri co-proprietari, soci-sognatori che vogliano reinventare dal niente un angolo di felicità, anzi, quattro… e con le bandierine!

Quella che riemergere dalla frana è una testardaggine tipicamente italiana, che può portare, ad esempio, un piccolo paese di tremila anime nel dopoguerra a reinventarsi, piantando peschi e vigneti, reinventandosi così un intero universo.

Chi non si vanterebbe ad essere co-proprietario di un simile pezzetto di Romagna?

Click e palloni, Rete e Romagna: come stai suddividendo i tuoi sforzi tra digitale e reale?”

Non so bene neanche io come dividere gli sforzi, perché sono leggermente disordinato!
Fortunatamente ho lettori che sono anche giornalisti, e a volte scrivono articoli su quello che stiamo cercando di fare: io mando mail e messaggi!

Come ti muovi offline per coinvolgere persone, influencer e aziende? (Quel premio a 5000€…)

Cerco di parlare della nostra idea di riprenderci cinquanta metri per cento di meraviglia ad ogni mio incontro, raccontando di cosa rappresenta in realtà un campo sportivo per un piccolo paese, che è molto di più della somma di quattro pali, due traverse e un paio di bandierine agli angoli. E quando mi capita, provo a coinvolgere altri scrittori, mettendogli sotto il naso il telefonino e girando brevi video in cui invitano a diventare soci sognatori.

Credo che questo fine settimana, al Salone del Libro di Torino, romperò le scatole a molti di loro.
Tra un paio di giorni incontrerò il presidente di una grossa squadra di calcio. Mi sa che gli chiederò se per caso non gli interesserebbe investire qualche cosa in romagna; un bel campo sportivo con vista sui castagneti. Quanti altri posti hanno campi sportivi con vista sui castagneti? Non vedo come potrebbe rifiutare; male che vada la squadra, finite le partite si va tutti a raccogliere le castagne…
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La felicità

Inseguire una palla ed essere felici. Cosa c’è di meglio?

Probabilmente farlo in un prossimo futuro insieme a tanti soci-sognatori, festeggiando il nuovo campo sportivo assaporando Sangiovese, piadine e squacquerone [il secondo link più importante dell’articolo – nda], in un’atmosfera di soddisfazione che rende tutto più buono.

Oltre all’evento, cui saranno invitati tutti i donatori, i riconoscimenti per chi contribuisce alla campagna includono l’attestato di co-proprietà, le magliette della squadra, posto in tribuna a vita e altri ancora, fino ad arrivare alla cittadinanza onoraria e ai cartelloni pubblicitari permanenti a bordo campo.

Cavina e i ragazzi di Casola si stanno dando veramente da fare per riappropriarsi del loro spazio felice, centimetro dopo centimetro, portando dalla loro il famoso scrittore Alessandro Baricco e riuscendo ad ottenere uno un intervento su Caterpillar Radio 2 Rai.

Henry Rosso sosteneva che il fundraising è l’arte di insegnare alle persone la gioia di donare: partecipare al sogno dei ragazzi di Casola potrebbe essere il miglior modo per imparare.

Ecco ChillHub, lo smartfridge di Ubuntu

Avete appena fatto la spesa, dopo l’ufficio e prima della palestra. State mettendo velocemente a posto i vostri acquisti quando avviene l’amara scoperta: vi siete dimenticati di comprare il latte. Di nuovo. Ammettetelo, quante volte vi è successo e quante volte vi siete chiesti quanto sarebbe tutto più semplice se si potesse monitorare il frigo a distanza? Beh, la risposta alle vostre necessità potrebbe arrivare dal mondo open source e, più precisamente, da Snappy Ubuntu Core, versione del famoso sistema operativo dedicata allo sviluppo per cloud e devices a cui si deve, attraverso FirstBuild, lo sviluppo dell’ultimo ritrovato tecnologico nel settore dei frigoriferi.

Con ChillHub la refrigerazione diventa smart

ChillHub, questo il nome dello smart-fridge che sfrutta il sistema operativo Snappy Ubuntu Core, è già disponibile al pre-ordine e sarà distribuito a partire da giugno: potrete aggiudicarvelo per circa 799$.

Il “frigorifero del pinguino” comprende un vano freezer e due porte USB, necessarie al funzionamento dei due add-on, gli unici (al momento) disponibili. Si tratta, nello specifico, di due brocche: una capace di misurare la quantità di latte residua (così non vi dimenticherete più di fare la scorta!) ed un’altra che si riempie automaticamente di acqua, per non restare mai privi di liquidi rinfrescanti.
Ma non finisce certamente qua: l’elettrodomestico presenta un’interfaccia Wi-Fi integrata attraverso la quale inviare dati relativi, ad esempio, alla temperatura interna, direttamente allo smartphone del proprietario (ciò avviene tramite una specifica app). Un update non da poco, che trasforma quello che è un classico elemento delle cucine di tutti in uno smart device, degno di far parte dell’IoT.

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ChillHub: più di un frigorifero

“ChillHub, the only fridge as smart as you”, cita il payoff. Già, ma quali sono le caratteristiche che rendono questo frigo “intelligente come te”?

Dietro alla realizzazione di ChillHub c’è FirstBuild, innovativa realtà nel settore degli elettrodomestici nata da una partnership tra GE Appliances e Local Motors.
FirstBuild ha coinvolto sin dal primo momento la community, invitando gli utenti a condividere le proprie idee attraverso l’apposita area Co-create. “Quando è partita nel maggio 2014 la community FirstBuild, gli utenti hanno iniziato ad inviare le proprie idee per nuovi device periferici per un refrigeratore: a mancare erano potenza e connettività ad internet. I membri della piattaforma Brian Wagner e Nicolas Grenie hanno progettato la primissima porta USB ad essere collegata ad un frigorifero. Con ChillHub il frigorifero si apre allo sviluppo di dispositivi interni che si collegano senza problemi alla iOS app FirstBuild”, è spiegato all’interno del sito.

Una volta individuate le problematiche e le relative soluzioni è avvenuto il passaggio dall’ipotesi alla realizzazione concreta di un prodotto ad altissima tecnologia, sofisticato eppure alla portata di tutti: il firmware è infatti liberamente scaricabile da GitHub, in linea con la filosofia open source che da sempre caratterizza Ubuntu. Il pack di ChillHub comprende infatti anche un software developers kit (node.js) ed un’open source iOS app, per permettere all’utente di modificare e gestire ChillHub secondo le proprie esigenze.

Il frigo intelligente potrebbe risolverci molto la vita, perciò non possiamo che sperare in futuri sviluppi verso questa direzione: chissà che, un giorno, il nostro elettrodomestico non possa arrivare ad occuparsi della spesa in autonomia!

Le app più promettenti progettate da startup

Avere una buona idea è il primo passo ma il secondo per portarla al successo è cavalcare i trend sapendo apportare delle novità, oltre a rispondere ai bisogni più reali.
Questo è quanto succede oggi quando una startup decide di muoversi nel campo mobile e la realizzazione di un’app ne riassume tutte le intenzioni. Attualmente esistono diversi esempi a riguardo, di seguito potete trovare alcune idee tra le più promettenti anche “Made in Italy”.

LEGGI ANCHE: Top app per migliorare la produttività della tua startup

Smart Launcher, giovane e italiana

Credere fino in fondo nei propri sogni e vederli realizzati, anche in maniera superiore rispetto alle aspettative. È tutto vero, ed è successo in Italia! Stiamo parlando di Vincenzo Colucci, un giovane studente universitario che ha messo in pratica i suoi studi e ha realizzato un’app da 20 milioni di download.

Si tratta di Smart Launcher ed è un’interfaccia alternativa a quella preinstallata nei dispositivi Android che consente di organizzare i contenuti sul telefono, in modo da rendere l’esperienza digital più comoda e veloce. In occasione della sua tesi di laurea, il giovane ha colto l’occasione per mettere in pratica i suoi studi e con un investimento iniziale di 150 euro per l’acquisto di un dispositivo Android, ha iniziato i suoi esperimenti di programmazione, dei quali ha potuto beneficiare a lungo.

Infatti la risposta degli utenti è stata superiore alle aspettative e dopo non molto è arrivato il primo stipendio dai primi investitori pubblicitari. Ma la soddisfazione non finisce qui: Vincenzo è stato contattato da Google che ha deciso di premiarlo e lodare la sua iniziativa e la sua intraprendenza girando questo video in cui egli stesso si racconta nella sua città d’origine, in cui ancora vive, Manfredonia.

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L’app è disponibile in versione gratuita e fa in modo che le applicazioni siano raggruppate per tipologia: Comunicazione, Internet, Multimedia, Accessori, Impostazioni.

Oggi Vincenzo è a capo di un team di tre persone ed ha lanciato la nuova versione della sua app, Smart Launcher 3 (attualmente disponibile solo a pagamento a 2,97 euro) nella quale c’è la possibilità di creare categorie in più, schermate secondarie e scegliere un maggior numero di animazioni.

Breather, prenditi i tuoi spazi


Per chi viaggia spesso per lavoro e durante questi spostamenti non può assolutamente permettersi di rinunciare alla propria attività davanti al pc, trovare degli spazi in cui è realmente possibile concentrarsi non è così semplice come a volte si pensa. Il coworking è diventato molto popolare e attualmente usufruire di uno spazio privato viene definito quasi un lusso. Tuttavia questo non significa che non ce ne sia ancora realmente bisogno.

Da questa esigenza Julien Smith e Caterina Rizzi hanno creato BREATHER, una startup che permette di affittare piccoli, privati spazi d’ufficio attraverso un’app mobile.

Una volta entrati all’interno dell’app si ha accesso a una serie di alternative nelle vicinanze del luogo in cui l’utente si trova. Naturalmente ogni spazio è curato al dettaglio ed è descritto minuziosamente per informare l’ipotetico affittuario. Una volta prescelto lo spazio che fa per voi, ci si reca nell’edificio in cui è situato e si inserisce all’ingresso della stanza il codice che avete ricevuto sul vostro mobile all’interno della app e come per magia la porta si apre.  L’affitto prevede una tariffa oraria che va dai da $ 25 a $ 70, a seconda delle dimensioni e servizi forniti .

Attualmente Breather ha raccolto 7,5 milioni dollari in due turni di finanziamento, ed è in rapida crescita.

Anche se all’inizio la società acquistava gli spazi che cedeva in affitto, ora Breather si presenta come un’opportunità ai proprietari di dare una possibilità in più ai loro spazi inutilizzati. È possibile scaricare Breather per iOS e per Android ma non per l’Italia in quanto il progetto è partito soltanto a Montreal, San Francisco, Ottawa e New York ma se vi capita di spostarvi in questi luoghi potreste usufruirne; tuttavia l’intenzione di espandersi non manca e sono in cerca di partner.

Con Localjob l’artigiano è subito a casa tua


Allo Startup Chile le giovani menti italiane non potevano mancare e infatti il team della società SocialCities composto da Andrea Lugli, 26 anni, che ne è anche il Ceo, Riccardo Russo e Luca Cavina, entrambi di 24 anni, Mariagrazia Cinti, 25 anni, Alessandro Di Teodoro, 26 anni, è stato selezionato fra più di 1600 candidature provenienti da 9 paesi con il loro progetto LocalJob. Si tratta dell’opportunità di rintracciare artigiani qualificati con partita IVA via pc o tramite mobile app quando occorrono e soprattutto in caso di emergenza (disponibile su iOs, Android, Windows Phone).

Si accede nella app ed è possibile visualizzare i profili degli artigiani nella vostra zona di interesse. Non mancano i commenti e le recensioni di altri utenti per orientarsi nella scelta. In caso di emergenza è possibile pubblicare un annuncio immediato e tutti i professionisti interessati vi invieranno un preventivo in basa al quale sarete voi a scegliere. Registrarsi è semplice e gratuito ed è utile all’artigiano, per promuoversi allargando le proprie possibilità, al consumatore che può avvalersi di un servizio in qualsiasi momento e con estrema facilità.

La formula di Startup Chile prevede l’investimento di 35 mila dollari alle 90 idee selezionate oltre a concedere sei mesi di incubazione e il visto lavorativo di un anno al team del progetto, oltre a lanciarle verso una delle più importanti community di startup e investitori del mondo.

Il giorno della partenza è vicino e i giovani ragazzi il 22 giugno saranno già a Santiago per iniziare il periodo di affiancamento e sviluppo, sperando di riuscire ad accedere allo Startuo Chile Scale, un livello successivo, e ricevere un finanziamento di altri 100 mila dollari.

Immediately, il CRM è anche da mobile


Immediately è una startup che si occupa di tool per le vendite ed è di pochi giorni fa la notizia che ha raccolto 2 milioni di dollari di finanziamenti. L’idea di fondo è il miglioramento del Customer Relationship Management, in particolare la società vuole aiutare i venditori a gestire il flusso di lavoro. Come? Permettendo, attraverso l’app Immediately, di collegarsi direttamente coi loro account di posta nei database delle vendite, monitorare i loro contatti ed essere avvertiti quando le email che inviano vengono aperte.

Insomma è un’applicazione di posta elettronica progettata tenendo presenti le esigenze degli addetti alle vendite, la quale si pone una sfida: è possibile costruire uno strumento di e-mail mobile potente ma anche elegante e che i venditori vorranno usare in qualsiasi momento ? L’intento da raggiungere è quello di dotare i venditori di un’estensione mobile dei progetti creati per anni in ufficio. L’app permette di attingere ai profili Linkedin degli interlocutori così da avere già delle informazioni su di loro .

Se nell’attività di vendita due aspetti sono fondamentali, e cioè il tempo e l’attività vera e propria, allora con Immediately entrambe possono essere rispettate e questo riassume tutta la sua potenzialità.