Il binomio Google e AI è qualcosa di ormai talmente consolidato che sembra scontato persino parlarne, basti pensare alle innumerevoli applicazione di Big G nella lotta allo spam, ai furbetti della SEO e ad AutoML, un’intelligenza artificiale sviluppata nei loro laboratori che ha messo a punto un altro e nuovo sistema di Intelligenza Artificiale molto più performante ed efficiente di quelli realizzati fino ad ora dagli ingegneri umani.
Inutile dire che, dal punto di vista tecnologico, si tratta di risultati molto importanti, perché questa tipologia di sistemi permetteranno di sviluppare in tempi molto brevi applicazioni di AI molto più complesse di quelle attuali, necessarie in tanti ambiti di applicazione come le auto autonome, la realtà aumentata, le infrastrutture che fanno funzionare Internet, reti elettriche e tanto altro.
Perché ne parliamo
Tra i vari ambiti di applicazione non possiamo escludere il celeberrimo algoritmo che setaccia la rete, cataloga siti e cerca di interpretare i contenuti di miliardi di pagine web. Ed è proprio nell’interpretazione dei testi, dei contenuti e delle query che il nuovo algoritmo di Google, MUM, punta a creare un netto distacco rispetto al passato.
MUM sta per Multitask Unified Model, per gli amanti delle performance e delle reti, si tratta di una rete neurale con circa 1000 nodi decisionali in più rispetto a BERT (rilasciato il 25/10/2019) e quindi 1000 volte più veloce di BERT.
MUM riesce a comprendere circa 75 lingue, le immagini, il contenuto di una pagina web ed è capace di fornire risposte pari a quelle di un esperto dell’argomento trattato. In futuro si stima possa interpretare anche i video ed i file audio.
MUM adotta il modello T5 acronimo di Text-To-Text Transfer Transformer. In molti, giunti a questa ultima riga, preferiranno abbandonare l’articolo; niente paura sono concetti abbastanza semplici da chiarire.
Allora partiamo dal concetto di “Transfer Learning” inteso come processo di addestramento (metodo avanzato di machine learning) che porta un sistema di IA specializzata a svolgere un determinato compito, ad essere riutilizzato quale punto di partenza per svolgere un’altro compito.
Il compito in questione, per il quale è stato addestrato MUM, riguarda il natural language processing (NLP) ossia una metodologia per comprendere il linguaggio naturale.
Ora, un sistema di IA addestrato per comprendere il linguaggio naturale di un essere umano, riceverà la richiesta in differenti modalità quali: Text-to-text, Text-to-speech, Speech-to-text e Speech-to-speech.
Da qui vi sarà chiara la famosa riga di sopra dove il modello T% che sta per Text-To-Text Transfer Transformer non è altro che un modello di addestramento di una IA a comprende la richiesta “scritta” da un umano.
MUM: perché è importante
La lingua può essere una barriera significativa all’accesso alle informazioni. MUM ha il potenziale per abbattere questi confini trasferendo la conoscenza tra le lingue. Può imparare da fonti che non sono scritte nella lingua in cui hai scritto la tua ricerca e aiutarti a fornirti tali informazioni.
Come riportato in un articolo del team di IA Google:
“Supponiamo che ci siano informazioni davvero utili sul Monte Fuji scritte in giapponese; oggi, probabilmente non le troverai se non cerchi in giapponese. Ma MUM potrebbe trasferire la conoscenza da fonti in tutte le lingue e utilizzare queste informazioni per trovare i risultati più rilevanti nella tua lingua preferita. Pertanto, in futuro, quando cercherai informazioni sulla visita del Monte Fuji, potresti vedere risultati come dove godersi le migliori viste sulla montagna, dove trovare famosi ristoranti e negozi di souvenir: tutte informazioni che si trovano più comunemente quando si effettua una ricerca in Giapponese”.
Google ha anche la capacità di comprendere una richiesta analizzando una richiesta complessa che comprende immagini e testo, nel senso che potrei scattare una foto dei miei scarponi da trekking e chiedere se sono idonei a scalare il monte Fuji.
In questo caso MUM capirà che la mia richiesta inviata in forma scritta è riferita ad una considerazione fatta in relazione a una foto che ritrae un paio di scarponi.
Pandu Nayak, vicepresidente di Google Search, ha dichiarato che attualmente un utente medio impiega ben otto domande complesse per trovare una risposta che possa reputare soddisfacente, mentre con MUM si cercherà di offrire una risposta coerente già dalla prima query complessa.
Ninja Upshot
L’obiettivo è offrire risposte complesse, strutturate, proprio come farebbe un esperto in materia. Per tale motivo, l’algoritmo potrà prelevare le informazioni da diversi contenuti web per creare un contenuto completo.
Per quanto concerne l’aspetto relativo alla SEO, in molti si chiedono cosa cambierà sulla SERP e quali impatti avrà MUM sull’ottimizzazione dei Motori di ricerca. Inutile dire che è ancora presto per capire quali cambiamenti interesseranno la SEO, l’unica certezza, confermata da Google, è che la SEO sopravvivrà ancora a lungo, ma che come al solito dovrà necessariamente evolvere.
Oggi, l’aspetto relativo alla ottimizzazione della propria presenza online sarà più importante che mai.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/12/MUM-nuovo-algoritmo-di-Google.jpg540960Antonio Romanohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAntonio Romano2023-01-02 09:00:592022-12-23 10:29:15Capire MUM (Multitask Unified Model) il nuovo algoritmo di Google
L’anno sta terminando, è tempo di bilanci, e Google lo fa attraverso le ricerche degli utenti.
Come ogni anno arrivano puntuali le tendenze che rivelano le domande che ci siamo posti durante i 12 mesi del 2022, i personaggi che ci hanno ispirato, e i momenti, belli e brutti, che hanno catturato la nostra attenzione.
Google Trends fornisce una panoramica degli argomenti che hanno suscitato interesse, che permettono di riflettere indirettamente sulla situazione del Paese, e offrono tendenze relative ai vari target, utili anche nelle analisi marketing.
Le ricerche mostrano la necessità di capire cosa succede nel mondo, come le motivazioni e i personaggi che hanno scatenato la guerra in Ucraina; ma manche l’attenzione per lo sport, sempre presente negli interessi degli italiani (non solo calcio, anche il tennis); la musica, rappresentata soprattutto dal Festival di Sanremo.
Si conferma il tema della pandemia che, anche se in maniera minore, è ancora presente tra le digitalizzazioni. Si aggiunge, invece, il tema della finanza e la paura dell’incertezza economica, a cui gli utenti si sono mostrati molto sensibili: ci si domanda cosa sia l’inflazione e come diminuirne l’impatto.
Quando non conosciamo il significato di una parola, quando vogliamo saperne di più su un fatto di cronaca, oppure quando canticchiamo un motivetto di cui non sappiamo il titolo…basta dire “Hey Google” per avere la risposta.
Le parole dell’anno spaziano dalla guerra, allo sport, passando per la politica e la Regina Elisabetta:
Ucraina
Regina Elisabetta
Russia Ucraina
Australian Open
Elezioni 2022
La situazione bellica in Ucraina è, come facilmente ipotizzabile, l’argomento topico dell’anno che sta per terminare. Le ricerche degli italiani lo dimostrano, in diverse categorie:
Personaggi
Putin
Drusilla
Blanco
Sinner
Vlahovic
Tra i primi personaggi degli ultimi 12 mesi spuntano ben 2 figure legate al Festival di Sanremo, una delle presentatrici, Drusilla Foer, e il cantante Blanco che troneggia anche nella sezione cantanti. Curioso osservare che i cinque cantanti più ricercati abbiano partecipato tutti al Festival, a conferma di quanto si tratti di una manifestazione nazional-popolare, perché Sanremo è Sanremo (come recita il classico jingle):
Cantanti
Blanco
Mahmood
Gianni Morandi
Iva Zanicchi
Ana Mena
La dipartita della Regina del Regno Unito ha avuto un forte eco anche in Italia, tanto che oltre ad essere la seconda parola più ricercata, è anche la prima fra i personaggi noti che ci hanno lasciato, nonché l’unica non italiana:
Addii
Regina Elisabetta
Piero Angela
Mino Raiola
David Sassoli
Monica Vitti
Tra gli attori più ricercati, figurano invece nomi stranieri. Il primo, in particolare, è quello di Will Smith, probabilmente non per una particolare performance cinematografica, piuttosto per lo spiacevole episodio dello schiaffo alla Notte degli Oscar:
Attori
Will Smith
Gianluca Gori (Drusilla Foer)
Vanessa Incontrada
Luca Marinelli
Maria Chiara Giannetta
Tra le serie Tv, invece, nessuna produzione italiana:
Stranger Things (che ha riportato Kate Bush in cima alle classifiche di Spotify)
Dahmer
Manifest
Lol 2
The Watcher
Film
Doctor Strange
Thor: love and thunder
Don’t look up
Uncharted
The Batman
Le domande poste a Google
Non solo parole, ma anche domande che sono state poste a Google, perché si sa, Google sa tutto!
Perché…?
La Russia vuole invadere l’Ucraina
Pioli is on fire
Aumenta la benzina
Draghi si è dimesso
Il Diesel costa più della benzina
Come fare…?
Il tampone rapido
I sondaggi su Whatsapp
Tampone a casa
Il passaporto
Domanda assegno unico
Seppure migliorata, la pandemia figura ancora tra le principali ricerche degli utenti, soprattutto per quanto riguarda i tamponi fai da te, il tutorial più ricercato in rete. Proprio al miglioramento della pandemia si collega la quarta query: come fare il passaporto è un elemento che evidenzia la voglia di ripresa e di viaggio dopo lo stop del Covid.
Cosa significa…?
La Z sui carri armati russi
Orranza
Parlare in corsivo
Una tantum
No fly zone
Vicino a me
Terremoto oggi
Trattoria
Benzinaio
Incidente
Agriturismo
Cosa vedere a…?
Bologna
Barcellona
Catania
Parigi
Mantova
Uno sguardo alle ricerche in USA
Tramite il nuovo elemento Hub locale di Google, è possibile analizzare le tendenze degli altri Paesi e delle singole regioni italiane, per avere una panoramica ancora più precisa.
Secondo Google:
“Wordle è stata la ricerca di maggior tendenza a livello globale, poiché indovinare parole di cinque lettere ogni giorno è diventato uno stile di vita. Abbiamo anche visto la cultura pop continuare a lasciare il segno mentre cercavamo “come diventare un pilota di caccia” grazie a “Top Gun: Maverick” e come imparare nuove lingue, in particolare Minion, High Valyrian e Klingon. La maggior parte di noi, inoltre, non riusciva a togliersi dalla testa le canzoni dei programmi TV di successo, con “Pasoori” di Ali Sethi che è diventata la migliore canzone globale di Hum to Search″.
Molti dei trend partono dagli Stati Uniti e anticipano quelli nostrani. Diamo un’occhiata alle ricerche su Google effettuate dagli americani:
Termini
Wordle (web puzzle che chiede ai giocatori di indovinare una parola di cinque lettere, di proprietà del New York Times)
Election results
Betty White
Queen Elizabeth
Bob Saget
Personaggi
Johnny Depp
Will Smith
Amber Heard
Antonio Brown
Kari Lake
Nella sezione personaggi si nota che l ‘interesse statunitense è stato catturato dal processo casalingo tra Johnny Depp e l’ex moglie Amber Heard, che ha ha avuto un notevole effetto mediatico.
Film
Encanto
Thor: Love and thunder
Top Gun: Maverick
The Batman
Everything Everywhere all at once
Due delle principali ricerche, Thor e Batman, si confermano anche in Italia
Cantanti
Adam Levin
Mary J. Blige
Lil Tjay
Kendrick Lamar
Migos
Gli altri trend in Italia e nel mondo
La ripresa della vita sociale ha portato ad aumentare la ricerca di posti per mangiare: incremento del 955% dell’espressione “brunch senza limiti” in UK, e + 240% “dove mangiare” in Italia.
Il ritorno ai matrimoni ha prodotto +400% di ricerche con le parole chiave “invitata matrimonio estate” in Spagna, e “abito da cerimonia donna” in Belgio.
La ricerca collegata ai viaggi e in particolare ai voli registra in Italia un aumento del 20% delle ricerche, con un picco nel giorno della domenica.
La preoccupazione per la pandemia, pur essendo sopita, non è del tutto esaurita, lo confermano le ricerche dei termini ad essa collegati: la parola “ansia” in UK viene digitata sulla stringa di Google soprattutto intorno alle ore 2; “yoga” tra le 5 e le 7 del mattino, “meditazione” alle 6 del mattino. Una tendenza che evidenzia la forte pressione psicologica subita negli ultimi anni, ma allo stesso tempo la voglia di prendersi cura di sé, anche dal punto di vista mentale.
Attenzione mostrata anche al problema energetico e al rincaro delle bollette: in Italia +175% per la ricerca “bollette luce”.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/12/google-trend-2022.jpg633963Ilenia Vallerianihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngIlenia Valleriani2022-12-30 09:00:372023-01-09 09:37:03Un anno di ricerche: le query più digitate su Google nel 2022
Nel mondo post-pandemico, il digitale gioca un ruolo sempre più importante quando si pensa al futuro. In quanto nativi digitali, i giovani stanno volgendo l’attenzione sempre più agli spazi online come realtà dove poter essere creativi e concretizzare le proprie passioni, spesso identificandosi come Creator.
Secondo i dati Audiweb powered by Nielsen, mensilmente nel 2021 hanno navigato online 44,3 milioni di italiani, pari al 74,5% della popolazione (un aumento del 2,2% rispetto al 2020) e mediamente ogni giorno 37,1 milioni di persone hanno trascorso parte del loro tempo online, pari al 62,3% della popolazione (+8,2%).
Lo strumento di accesso preferito rimane lo smartphone, utilizzato da 39,1 milioni di persone ogni mese (+5,1%) e da 33,7 milioni in media ogni giorno, con una crescita del 12,8%.
Su Pinterest i Creator sono dei veri e propri trendsetter perché è un ambiente volutamente progettato per essere positivo, dove le persone possono ispirarsi e mettere in pratica le idee dei Creator. Questo significa un coinvolgimento più attivo, anziché meri indicatori della vanità. Le idee possono essere scoperte nel tempo, invece di scomparire in un feed cronologico.
Cosa serve per diventare un Creator su Pinterest?
I consigli per diventare Creator su Pinterest
Ninja Marketing ha parlato con Angela Inferrera, Creator su Pinterest, per scoprire tutti i consigli e i trucchi sulla creazione di contenuti su Pinterest.
Angela è autrice di concosalometto.com e del libro “Green Glamour”, è consulente di stile ed esperta di moda sostenibile. Con il suo lavoro insegna alle donne e agli uomini che per vestirsi con gusto non serve un armadio pieno, ma bastano pochi capi scelti con cura. Crede fermamente che possiamo consegnare ai nostri figli un mondo migliore di quello di oggi: basta sapere come fare per scegliere in modo più consapevole.
Su Pinterest da circa 10 anni, ha oltre 150 mila followers e più di 10 milioni di visualizzazioni mensili.
Su quasi tutte le piattaforme di social media, una delle metriche più importanti da prendere in considerazione è la base di follower. Cosa ne pensi dei numeri su Pinterest? Hanno davvero importanza?
Rispetto ad altre piattaforme, i follower su Pinterest non sono tutto: conta di più l’interazione che hai con loro e che si basa, più che su commenti o like, su quanto spesso i contenuti vengono salvati. Va da sé quindi che questi contenuti dovranno essere di alta qualità, dovranno apportare un vero valore aggiunto alla quotidianità di chi li utilizza e li prende come ispirazione.
Questo significa che il livello della produzione è mediamente più alto rispetto a quello di altri social. Inoltre, le persone usano Pinterest per trovare idee e ispirazione che siano attuabili, quindi sono più coinvolti rispetto ad altre piattaforme. Ciò permette a noi Creator di costruire e ampliare il nostro pubblico in un ambiente sempre positivo e stimolante.
Secondo te, quali sono gli ingredienti chiave per creare contenuti stimolanti su Pinterest?
Se dovessi individuare due ingredienti chiave per creare contenuti unici e riconoscibili direi tanta fantasia e capacità di far vedere qualcosa che tutti potrebbero ricreare facilmente. È vero: su Pinterest ci sono ispirazioni lontane dalla realtà, ma è altrettanto vero che ci sono tutorial che rendono quelle stesse ispirazioni alla portata di tutti. È questo il “lavoro” dei Creator.
Negli ultimi anni, Pinterest ha introdotto diversi aggiornamenti di prodotto e di policy dedicati ai Creator. Che impatto ha questo sui tuoi contenuti?
La creazione ha permesso una diffusione molto più capillare dei contenuti e di poterci esprimere come Creator in modo più completo, non vincolato esclusivamente alle immagini.
Ci ha soprattutto consentito di farci conoscere maggiormente anche come persone, quindi di far vedere anche chi c’è dietro a quello che pubblichiamo, che è molto importante per darci un “volto”, per farci sentire più reali e vicini a chi segue le nostre bacheche.
Ad esempio, prima dei Pin Idea, comparivo molto raramente in prima persona nei miei contenuti: adesso invece posso farlo molto più spesso e posso metterci la mia voce… insomma, posso essere più presente per come sono.
Relativamente, invece, alle numerose policy sul lavoro dei Creator, hanno contribuito positivamente a rendere Pinterest un luogo maggiormente inclusivo. Io, personalmente, già mettevo in pratica questi accorgimenti, sono sempre stata molto attenta al tipo di contenuto che pubblico, in termini di inclusività, ma anche, semplicemente di educazione e buon gusto.
Quali sono i 3 consigli che daresti a un collega Creator che vuole iniziare a lavorare su Pinterest?
Numero 1: divertiti! Lo metto al primo posto perché se fai qualcosa con il solo obiettivo di “produrre” si vede. Pinterest invece ti consente di divertirti, di goderti l’esperienza e di farlo in un ambiente virtuale che ispira senza imporre: approfittane.
Numero 2: non impazzire dietro ai numeri, quelli arriveranno. Come si diceva sopra, non sono i follower che contano, non ha senso guardare questo tipo di metrica. Concentrati piuttosto sul creare contenuti di qualità. Cosa ti piacerebbe trovare su questa piattaforma? Non c’è? Bene, metticelo tu!
Numero 3: non copiare! Ispirarsi va bene, copiare è un’altra faccenda. Sei unico perché sei tu: fai vedere quello che solo tu sai fare e come lo fai tu. In un mondo di copia incolla, qui hai la possibilità di essere unico. Giocatela a tuo vantaggio!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/12/shopping-su-pinterest.jpg638957Pinteresthttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngPinterest2022-12-29 10:17:042022-12-14 13:22:04Come diventare un Creator di successo su Pinterest
Non da poco l’intelligenza artificiale (IA) è entrata a far parte del nostro quotidiano. Il termine è familiare a molte persone, addette o meno al settore tecnologico ed informatico, che grosso modo collegano l’espressione ad una capacità decisionale avanzata legata ai computer, insomma qualcosa di più evoluto rispetto al classico “IF THEN ELSE”.
Spesso il riferimento è rivolto a funzionalità avanzate di vari dispositivi, dai comuni elettrodomestici ai telefonini fino alle automobili; in tanti utilizzano quotidianamente l’intelligenza artificiale senza rendersene conto.
Obiettivo di questo articolo è quello di fare il punto sullo sviluppo o meglio su quanto sia realmente evoluta oggi l’intelligenza artificiale e cosa dobbiamo attenderci nel breve termine.
Perché ne parliamo
Secondo recenti ricerche da parte dell’Osservatorio Artificial Intelligence, solo il 5% dei consumatori non ha mai sentito parlare di intelligenza artificiale il che dimostra una conoscenza diffusa pressoché nella totalità degli utenti, ma a livello superficiale, se si considera che solo il 60% ha la capacità di riconoscere la presenza di funzionalità di IA nei prodotti/servizi utilizzati.
Complessivamente buono il giudizio: l’80% degli intervistati ha un’opinione abbastanza o molto positiva dell’IA.
Il tema dell’intelligenza artificiale riveste un suo particolare fascino e le sue origini vanno indietro nel tempo di parecchi decenni, tanto che alcuni tipi di intelligenza artificiale esistono da più di 50 anni, ma i progressi nella potenza dei computer, la disponibilità di enormi quantità di dati e lo sviluppo di nuovi algoritmi hanno portato a grandi balzi in avanti nella tecnologia negli ultimi anni.
L’IA riveste un ruolo centrale nella trasformazione digitale della società e si presta a utilizzi legati ai settori più disparati: dalle vendite al marketing passando per la cybersecurity, l’automotive, dalla logistica alla sicurezza pubblica fino alla sanità; per non parlare degli usi più comuni come gli assistenti personali come Google e Alexa e delle ricerche online.
Da qui ne deduciamo che l’intelligenza artificiale è molto più che una qualsiasi funzionalità, dato che fornisce i processi e le capacità per potenziare al massimo la riflessione e l’analisi dei dati.
Sebbene nell’immaginario collettivo sia associato all’ immagine di robot simili agli esseri umani, completamente funzionanti e in grado di conquistare il mondo, l’intelligenza artificiale non è destinata a sostituire l’uomo dato che il suo scopo è quello di migliorare in modo significativo le abilità e le attività degli esseri umani.
Per questo motivo, è una risorsa molto preziosa per le aziende.
Perché è importante
Nella sua accezione più semplice, il termine “AI” (Artificial Intelligence) si riferisce a sistemi o macchine che imitano l’intelligenza umana per eseguire certe attività e che sono in grado di migliorarsi continuamente in base alle informazioni raccolte.
Al giorno d’oggi, per sfruttare appieno il valore e il potenziale dell’intelligenza artificiale, molte aziende stanno investendo in modo significativo nei team addetti al data science, ossia in quel campo interdisciplinare che utilizza metodi scientifici e di altro tipo per estrarre valore dai dati e combina le competenze di settori quali la statistica e l’informatica con le conoscenze aziendali per analizzare i dati raccolti da più fonti e fornire un supporto al processo decisionale umano.
La tecnologia AI sta migliorando le performance e la produttività delle aziende grazie all’automazione dei processi o delle attività che in passato richiedevano l’intervento umano.
Inoltre, l’intelligenza artificiale può sfruttare i dati a un livello che nessun essere umano potrebbe mai raggiungere e questa capacità consente di ottenere notevoli vantaggi economici come dimostrato da Netflix che fa uso del machine learning per offrire un livello di personalizzazione che ha consentito di aumentare la base clienti di più del 25% nel 2017.
Cosa c’è da sapere
A questo punto la domanda da porsi riguarda come sta evolvendo la diffusione dell’ AI nelle aziende e quindi nel nostro quotidiano; ebbene secondo un sondaggio condotto da Harvard Business Review, le imprese fanno uso dell’intelligenza artificiale principalmente per conseguire i seguenti obiettivi:
Rilevare e impedire le intrusioni di sicurezza (44%)
Risolvere i problemi tecnologici degli utenti (41%)
Ridurre le attività di gestione della produzione (34%)
Misurare la compliance interna relativa all’utilizzo dei fornitori approvati (34%)
Sulla base di questi dati possiamo stabilire quali siano i fattori alla base della diffusione e sviluppo dell’intelligenza artificiale in vari settori e sono:
Capacità computazionali altamente performanti a prezzi accessibili dovute specialmente all’evoluzione e diffusione dei cloud, dato che prima dell’avvento di questa tecnologia gli ambienti di elaborazione disponibili per l’intelligenza artificiale avevano costi proibitivi.
Grandi volumi di dati disponibili per la formazione della stessa AI che deve essere sottoposta ad un processo di apprendimento per poter eseguire previsioni corrette.
Vantaggio competitivo dell’intelligenza artificiale applicata ai contesti aziendali.
Per quanto riguarda la trasformazione digitale della società per effetto della AI, si è reso necessario creare osservatori dedicati e le stesse istituzioni hanno compiuti importanti passi avanti nella regolamentazione dell’ intelligenza artificiale.
La Commissione Europea ha presentato di recente la proposta di regolamento, che rappresenta oggi una pietra fondamentale nella costruzione di una fiducia nelle tecnologie e l’Italia ha lanciato il nuovo Programma Strategico, che grazie al lavoro congiunto di tre Ministeri ha prodotto 24 raccomandazioni di azione, con un approccio collaborativo e inclusivo, che affronta in modo esplicito alcuni mali cronici dell’innovazione nel nostro Paese.
Ninja Upshot
L’importanza dell’intelligenza artificiale è dimostrabile attraverso moltissime storie di successo dove le aziende che aggiungono machine learning e interazioni cognitive ai processi e alle applicazioni aziendali tradizionali possono migliorare notevolmente la propria user experience e la produttività.
Nonostante il quadro fin qui delineato, esistono alcuni ostacoli alla diffusione di massa della AI, tra questi i progetti basati sull’intelligenza artificiale che non utilizzano il cloud computing spesso implicano costi di elaborazione elevati, sono complessi da realizzare e necessitano di esperti del settore, molto richiesti ma difficili da trovare.
Sapere quando e dove integrare l’intelligenza artificiale e quando rivolgersi a una terza parte consentirà di ridurre al minimo queste difficoltà.
Oltre a questo aspetto, abbiamo che flussi di lavoro inefficienti possono impedire alle aziende di sfruttare appieno il valore delle implementazioni AI.
Concludiamo sfatando un particolare mito diffuso nell’immaginario collettivo: ad oggi siamo ben lontani da una AI che possa essere minimamente paragonabile a quella umana.
A dirlo sono Jerome Pesenti, uno dei massimi esperti mondiali di intelligenza artificiale oggi a capo del dipartimento Ai di Facebook, Andrew Ng (co-fondatore di Google Brain), Yann LeCun e Yoshua Bengio, entrambi vincitori del Turing Award 2018.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/12/intelligenza-artificiale-PRO.jpg10801920Antonio Romanohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAntonio Romano2022-12-28 09:00:452022-12-13 11:58:18Il punto sull'Intelligenza Artificiale: percezione e applicazioni
Come ad ogni chiusura anno che si rispetti, è tempo di bilanci. Ecco allora che parliamo di resoconti, ma anche di previsioni dei social media, strumenti di comunicazione e marketing relativamente recenti, ma che sono destinati a delineare la storia.
Questo lo avevamo capito con la nascita di Facebook una decina di anni fa che ha sconvolto il modo di stringere amicizie e di coltivare rapporti e ne abbiamo avuto la conferma con l’avvento di Meta. Ma non si tratta più solo di Facebook, anzi, ogni marketer che si rispetti dovrebbe usare ogni canale social che ha a disposizione secondo una strategia ben precisa, a secondo del target intercettato.
Per il 2023 la previsione è quella di avere uno strumento, inteso sempre più come mezzo di interazione tra i brand e gli utenti, che restituisca un’esperienza di utilizzo personalizzata al massimo.
Social Media Statistics, come è andata nel 2022
Alcuni numeri:
Quasi 4 miliardi di utenti connessi
Praticamente 2 ore e mezza spese da ogni utente a navigare sui social
La metà dei consumatori cerca i prodotti che vorrebbe comprare sui social, se soddisfatto da quello che trova lo compra e lo consiglia.
Ma scendiamo nello specifico. Ecco cosa è successo al mondo Social Media se parliamo di consumatori. Profili social aziendali e loro siti internet non sono mai stati così connessi: l’89% degli utenti ha affermato che compra online da un determinato brand dopo averlo iniziato a seguire sui social ed essersi fidato del suo profilo online.
La segmentazione generazionale, poi, ci dice il pubblico che troveremo prevalentemente su uno o l’altro canale: Gen Z e Milliennals usano i social tutti i giorni, seguiti da Baby Boomer e Gen X. In generale, più si sale con l’età anagrafica, più il tempo speso sui social diminuisce. A questo possiamo, sicuramente, aggiungere che sono più le donne che passano il loro tempo online rispetto al genere maschile.
Per quel che riguarda poi la penetrazione di mercato per Paese, gli Emirati Arabi detengono lo scettro con una penetrazione del 99%; l’Europa si attesta al 79% e l’Italia al 67,90%.
Questo cosa vuol dire per i social media manager? Che l’obiettivo è quello di attirare i consumatori sul profilo social del brand perché questo significherà, quasi automaticamente, portare conversioni al sito internet e alle vendite online. Se ancora su Facebook si parla di advertising con una quota pagante del 93%, su Instagram si punta sugli influencer e su Linkedin o Twitter l’idea è quella di conversazioni in campo B2B.
Si sa poi che post con contenuti fotografici scatenano un maggior engagement (le stime dicono del 120%) con commenti e condivisioni da parte degli utenti, ma, ancora di più, sono i video che raccolgono le interazioni degli utenti e il loro “invia” agli amici in chat private.
Parliamo ora delle diverse piattaforme.
La prima, Facebook, la più “vecchia” del panorama, ma ancora la più popolata se si parla di utenti con 2,89 miliardi di utenti totali e di cui il 24% sono utenti unici giornalieri, e con più di 60 milioni di pagine attive nel 2022, di cui solo 6 milioni sono attive nel mondo delle pubblicità a pagamento. 4,75 miliardi di post sono quelli condivisi ogni giorno.
La seconda, Twitter, ha sicuramente un peso specifico negli USA dove è tra le piattaforme più importanti per il 92% degli americani. Seppur gli utenti iscritti la fanno essere la quindicesima piattaforma mondiale, solo una piccola parte degli utenti producono la maggior parte dei tweet condivisi.
Instagram, il social per pubblicare le foto per eccellenza con 1 miliardo di utenti attivi al mese e 40 miliardi di foto condivise dalla sua nascita.
TikTok e Youtube a chiusura dell’elenco, la prima, più recente e diffusa soprattutto tra i giovanissimi sta accusando il colpo del suo legame con il governo cinese e dal quale sta cercando di staccarsi, la seconda conosciuta ancora e frequentata da chi ama e cerca video informativi, tutorial o di svago.
Prima di dare uno sguardo a quello che ci si aspetta nel 2023, possiamo tranquillamente affermare che metà del popolo mondiale ha almeno un profilo social con una prevalenza di chi ha tra i 20 e i 29 anni e che i social media sono sicuramente uno strumento di connessione per chi ne fa parte e vuol rimanere informato o cerca qualcosa in particolare, ma, dall’altra parte, può rappresentare, se non correttamente regolamentato, una fonte di disinformazione o di invasione della privacy.
Alcune novità del 2022: video e Reel protagonisti
L’evoluzione di uno strumento si basa anche sulle novità che è in grado di proporre al pubblico. Se i social media rimanessero invariati anno dopo anno sul fronte delle funzionalità, probabilmente sarebbero già stati dimenticati da tempo.
Una piccola carrellata di quelle che sono state le nuove features in campo social nel 2022.
Per Instagram i Reel, introdotti quasi per gioco, oggi sono una delle funzionalità principali. Sono stati allungati a 90 secondi ampliando quindi lo strumento anche a chi aveva bisogno di creare, ad esempio, video tutorial. Sul tema “contenuti video” ha introdotto la possibilità di generare i sottotitoli automatici, funzionalità già presente su Facebook e che rende sicuramente la fruizione più facile. Infine ha esteso l’opzione tag anche ai prodotti e brand in modo più efficace.
Anche per Facebook la parola Reel è stata la protagonista delle evoluzioni 2022, portando la funzionalità molto più vicina alla tipologia dei video Youtube: con un piano di monetizzazione per i produttori dal nome “Stars on Reels”, il tutto collegato al suo metaverso in cui gli avatar hanno acquisito funzionalità (e vestiti!).
Twitter, fresca di recente acquisizione, sta pensando (per ora attivo solo negli USA) ad un piano a pagamento dal nome Twitter Blue, in cui le aziende aderenti, a fronte di una fee mensile, avranno a disposizione un supporto dedicato e funzionalità esclusive come l’annullamento della pubblicazione del Tweet entro 30 secondi. La modifica del Tweet rimane, comunque, nel 2022, una delle novità, oltre la possibilità per i taggati di rimuovere il proprio tag in situazioni che non considera idonee.
Linkedin, infine, cavalca l’onda delle conversazioni a distanza e mette a disposizione per gli utenti video in diretta di presentazioni o convegni abbattendo le barriere fisiche tra brand e pubblico. Introduce le Stories, chiaramente da utilizzare per lanciare prodotti o servizi, dare informazioni da parte di un brand, annunciare l’apertura delle assunzioni, non per mettere in vetrina il proprio gattino paffuto. In ultimo: l’ascesa dei sondaggi.
Le predizioni 2023 per il mondo Social Media
Eccoci alla parte “buoni propositi per l’anno nuovo”. Il 2023 potrebbe essere definitivamente l’anno del “all things digital” con social media che, necessariamente, dovranno prevedere contenuti immersivi per l’utente e il più possibile personalizzati, il 56% degli utenti ha scelto un particolare brand o prodotto perché si è sentito particolarmente e direttamente coinvolto. Nel 2022 si è parlato tanto di metaverso con il caso Meta di Facebook. Potremmo dire che siamo solo all’inizio.
I social si sposteranno nelle mani dell’utente che cercherà esperienze multisensoriali online, tramite strumenti di realtà aumentata e una comunicazione diretta con i brand proprio attraverso questo canale.
I chatbot saranno più intelligenti, non solo sapranno rispondere alla cosiddette FAQ, ma saranno in grado di fare ragionamenti più complessi, traghettandoci quindi nell’era degli “intuitive chatbot”.
Ai chatbot si collega una forte importanza per la customer care che dovrà essere necessariamente il valore aggiunto dei brand. Se il consumatore si sente ascoltato continuerà a fidarsi ciecamente di quel brand.
Per quello che riguarda le diverse piattaforme, invece:
Facebook, si trova di fronte a una perdita di terreno, soprattutto tra il pubblico più giovane, vista l’ascesa di TikTok e da questo sta prendendo spunto per la creazione di un feed molto più basato su notizie correlate agli interessi dimostrati o a temi cari, invece che rimanere ancorato ad una homepage zeppa di aggiornamenti di amici e parenti. Secondo il trend registrato, questi aggiornamenti avvengono molto di più tramite sistemi di messaggistica privata che attraverso una condivisione pubblica. Il Metaverso e la realtà aumentata sono sicuramente le punte di diamante su cui il caro Mark vuol puntare: avatar sempre più personalizzabili ed in grado di interagire; video e contenuti disponibili per l’utente in realtà aumentata e il lancio, entro il 2024, di occhiali brandizzati e in grado di immergere il target in un mondo parallelo.
Instagram prevede di rimanere il social media con il più alto tasso di coinvolgimento con gli influencer con ampio spazio per i nano influencer: coloro che non sono così famosi da avere milioni di followers, ma proprio per questo considerati icone dagli utenti che in loro sono in grado di rivedersi e da loro accettano consigli. I Reel saranno il fattore “all-in” più lunghi e costruibili anche tramite carrellata di foto e video già postati. Avanza l’era del “live shopping” con la possibilità per il cliente di parlare in tempo reale con un addetto, come se fosse direttamente in negozio.
Su Twitter le previsioni sono meno chiare. Ad oggi possiamo pensare che la strategia per questo 2023 sia simile a quella che Musk, il nuovissimo proprietario, ha sperimentato su Tesla. Le prime opzioni dicono che Musk porterà Twitter ad essere a pagamento per le aziende che lo vogliono usare come canale, con abbonamento mensile e annunci targhettizzati. Per l’utente finale, invece, le proposte sono di un controllo più diretto di cosa voglio vedere e cosa no con una gestione più in primo piano della home. Free-speech e Twitter Payment Method sono, infine, le ultime funzionalità che potrebbero essere implementate.
Linkedin sta vivendo un momento in cui le nuove funzionalità 2022, come i video o le storie, potrebbero minare la sua funzione originaria di essere il social media per eccellenza dei professionisti. Il focus è quello di fornire dati sempre più precisi sui possibili candidati profilati online e di diventare una piattaforma di formazione con sempre più corsi online forniti dalla piattaforma e la possibilità per le organizzazioni e brand di organizzare dirette streaming, anche di colloqui di lavoro oltre che di convegni formativi. Si parlerà di “Linkedin TV”?
TikTok, il più giovane dei social, sia per diffusione sia per età media degli utenti, deve innanzitutto risolvere il problema di come scostarsi il più possibile dal governo cinese. Ha intenzione di puntare sui video, non più solo per creare dei trend, ma per costruire delle vere e proprie sessioni di live shopping cercando di trovare il modo più efficace possibile per pagare chi i contenuti li produce. C’è chi dice che stia prendendo spunto da Youtube.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/12/metriche-social-media-2023.jpg635931Emikohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngEmiko2022-12-27 16:25:272023-01-09 09:37:18Social Media: le metriche che devi conoscere e le novità in arrivo per il 2023
L’ Intelligenza Artificiale (AI) rappresenta l’applicazione informatica che più di tutte tende ad evolvere a un ritmo così veloce da rendere obsoleti i traguardi raggiunti solo pochi mesi prima.
Molteplici possono essere le applicazioni dell’AI in diversi ambiti che non necessariamente fanno riferimento al settore industriale, ma anche domestico, basti pensare ai sistemi di domotica in grado di regolare in autonomia la temperatura, l’umidità o l’illuminazione delle nostre case sulla base alle nostre abitudini.
Ancora, gli assistenti vocali di Amazon e Google che grazie ai nostri comandi vocali facilitano la gestione delle nostre abitazioni e, in generale, i nostri impegni giornalieri.
Nonostante tutto, se è vero che l’Intelligenza Artificiale potrebbe essere applicata a diversi ambiti della nostra quotidianità, è anche vero che questo processo di diffusione si manifesta a velocità differenti per tre motivi:
le soluzioni tecnologiche disponibili;
il valore attribuito dalle aziende all’innovazione;
i costi di implementazione dell’ AI nei prodotti o nei processi.
Perché parliamo delle app di Intelligenza Artificiale
La quantità di dati che al giorno d’oggi vengono generati sia dalle persone che dai computer è tale da superare la capacità da parte delle persone di interpretarli e assimilarli al fine di prendere delle decisioni.
Questo è il motivo alla base dell’importanza dell’AI, e del fatto che in futuro supporterà tutti i processi decisionali complessi data la loro capacità di modificare il proprio comportamento analizzando gli effetti delle azioni precedenti e lavorando quindi in totale autonomia.
Perché è importante
L’importanza dell’AI è dovuta da alcune potenzialità intrinseche:
rende automatico l’apprendimento continuo, attraverso l’accesso continuo ai dati generati ogni giorno;
analizza i dati in maniera approfondita, grazie alla capacità di gestire vari livelli di apprendimento (machine learning);
riesce ad ottenere il massimo dai dati, con il supporto di algoritmi di autoapprendimento i dati stessi possono diventare proprietà intellettuale;
aggiunge intelligenza, dato che numerosi oggetti e prodotti vengono oggi già forniti di funzionalità basate su AI;
Tutto ciò indica che l’intelligenza artificiale non riguarda solo l’efficienza e lo snellimento di compiti ripetitivi, ma grazie ad deep e machine learning è possibile analizzare nuove informazioni da molte fonti e grazie alla capacità di auto-apprendimento e auto-ottimizzazione vengono generate “risposte” che amplificano continuamente il vantaggio competitivo delle aziende.
Cosa c’è da sapere sulle app di Intelligenza Artificiale
Al di là degli aspetti economici, tecnologici e sociali fin qui visti, vediamo quali sono le applicazioni che al momento riteniamo più interessanti per il livello intrinseco di evoluzione raggiunta dalla AI.
ChatGPT è il chatbot di intelligenza artificiale rilasciato da OpenAI al pubblico alla fine di novembre e diventato rapidamente un vero e proprio fenomeno virale. Il suo punto di forza che lo distingue dalle altre chatbot è dato dal modello su cui si basa, il GPT-3.5 .
Il GPT (Generative Pretrained Transformer) non è altro che una famiglia di modelli di intelligenza artificiale sviluppati da OpenAI per comprendere e generare il linguaggio naturale. Ovviamente necessitano di una fase di “addestramento” per imparare a comprendere il linguaggio dai dati di testo che vengono forniti, da qui possono essere utilizzati per diverse applicazioni linguistiche, come la generazione automatica di testi e la risposta automatica alle domande.
Altra caratteristica importante dei modelli GPT sta nella loro capacità di comprensione del linguaggio naturale e quindi rispondere alle domande e generare testo coerente e coeso.
Grazie alla loro potenza e flessibilità, i modelli GPT possono essere utilizzati in diverse applicazioni linguistiche, dalla risposta alle domande, alla generazione di testi, traduzione automatica, sintesi vocale, fino al completamento automatico del testo.
Dall-e 2 è un altro prodotto rilasciato da OpenAI, è un innovativo sistema basato su machine learning capace di generare immagini sia realistiche che artistiche partendo da una descrizione testuale.
Dall-e 2 è stato addestrato a conoscere la relazione tra le immagini e il testo usato per descriverle. Utilizza un processo chiamato “diffusion”, che inizia con uno schema di punti casuali e invecchia gradualmente quel modello verso un’immagine quando riconosce aspetti specifici di quell’immagine.
L’ho testata personalmente e devo dire che fornendo all’ AI una descrizione non molto dettagliata di quello che si ha in mente si riesce ad avere un discreto risultato.
Lensa AI è caratterizzata da un elevato numero di download (4 milioni nei primi giorni di dicembre) e diffusione, Lensa è un’app scaricabile per Android e IOS che utilizza l’intelligenza artificiale per generare avatar illustrati partendo da un semplice selfie che qualsiasi utente può caricare nell’interfaccia personale.
Una volta scattato il nostro selfie, Lensa richiede all’utente il genere con cui si identifica e, nel giro di pochi e semplici passi, restituisce all’utente una caricatura dell’immagine data al sistema, “regalando” avatar nei panni di guerrieri, cyborg, elfi, super eroi, ma anche fate e principesse.
In ambito musicale non possiamo non segnalare due App che stanno spopolando sul web e sono:
AIVA è in grado di comporre emozionanti colonne sonore per pubblicità, videogiochi o film partendo praticamente da zero. Il suo potente motore musicale rende molto più facile la produzione di video aziendali o per i social media, in quanto fa sì che non ci sia più la necessità di passare attraverso il processo di concessione della licenza musicale.
Anche per l’AI alla base dell’App AIVA si è partiti da una sessione di apprendimento, dando in pasto al database oltre 30.000 partiture di musica classica appartenenti ai grandi compositori del passato tra i quali Beethoven, Mozart e Bach.
AIVA ha quindi acquisito padronanza dei loro stili compositivi, analizzando le forme e le regole matematiche alla base del linguaggio musicale, sviluppando una propria esperienza e ampliando il proprio bagaglio musicale come avrebbe fatto un musicista in carne ed ossa.
Alcune curiosità, AIVA è stato finanziato dall’ UE ed è il primo «artista virtuale» a essere riconosciuto dalla SACEM, associazione professionale francese che rappresenta i diritti d’autore e i diritti dei compositori di musica originale.
Amper music è incredibilmente facile da utilizzare e ricca di opzioni che permettono una notevole personalizzazione del brano che si vuole realizzare. Amper è l’ intelligenza artificiale sviluppata da un team di musicisti, nel dettaglio da tre compositori di film di Hollywood.
Amper non nasce per creare musica in autonomia, anzi, il suo obiettivo è quello di produrre musica con il supporto di persone. Tra l’altro, rispetto ad altri progetti simili, la parte strumentale è stata totalmente realizzata dall’AI: una notevole evoluzione nel campo del machine learning.
Rispetto ad AIVA, Amper non è stato istruito con montagne di composizioni esistenti, ma è stata insegnata la teoria musicale e come i diversi tipi di musica innescano risposte emotive distinte.
Altro ambito di applicazione quotidiana dell’AI riguarda gli attuali eCommerce e tra i vari blasoni di portata internazionale come Salesforce, Mapp, Microsoft penso sia opportuno citare un prodotto italiano:
WorldZ. Worldz conta oggi più di 250 partner eCommerce e una community di oltre 400mila utenti. Obiettivo di questo software è incrementare la performance di vendita degli eCommerce, in che modo? il consumatore incrementa il passaparola social relativo allo shop dal quale sta acquistando, condividendo un post sul proprio profilo dove intercetterà amici e follower.
In cambio di questa azione, l’eCommerce riconosce un credito immediato sull’acquisto, commisurato alla capacità di quest’ultimo di ingaggiare (in media) le sue cerchie di contatti con i propri contenuti.
Worldz utilizza diversi algoritmi di Machine Learning, non solo per comprendere il valore economico da associare al profilo di ogni utente attraverso una analisi quali-quantitativa, ma anche per comprendere, sulla base del comportamento medio dei consumatori che navigano sui vari shop, il momento ideale per proporre il servizio agli stessi.
Questi algoritmi di Machine Learning catalogano e aggregano miliardi di dati comportamentali (percorsi di navigazione, click, interesse su prodotti, aggiunte al carrello e rimozioni, comportamenti di acquisto in base al meteo del luogo, etc.) per offrire delle previsioni puntuali al sistema che, a sua volta, interviene verso il singolo utente.
Ninja Upshot
Penso sia superfluo dire che sarebbe necessario scrivere un libro e non un’articolo per descrivere le applicazioni attualmente disponibili, basate su AI, che attualmente si stanno distinguendo per essere innovative e formidabili, portando l’AI alla portata dei nostri comuni smartphone.
Di sicuro questa tecnologia rivoluzionaria può automatizzare processi, risolvere problemi di dati complessi, accelerare l’esecuzione di compiti e rendere più efficienti i nostri tradizionali sistemi.
Ogni anno nascono sempre più app AI disponibili sul mercato e quelle già esistenti vengono costantemente migliorate diventando una parte importante della nostra vita quotidiana.
Che si tratti di assistenza vocale, istruzione, vendita al dettaglio, viaggi, fintech, appuntamenti o media e intrattenimento, c’è sempre un’app AI per le nostre esigenze.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/12/app-AI-immagini-testi-e-musica.jpg540960Antonio Romanohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAntonio Romano2022-12-23 13:00:412023-01-12 11:52:46Immagini, testi e musica: le applicazioni AI più cool del momento
Eccoci, il periodo più atteso dell’anno è arrivato. La magia si sente nell’aria e anche attraverso gli spot dei brand che per questo Natale 2022 si raccontano con messaggi di speranza e che ispirano ai buoni gesti.
Carichi di emozioni e colmi di valori che aprono il cuore. I temi di questo Natale, con qualche accenno al sentimento della solitudine, hanno toccato la sempreverde gentilezza, la condivisione, l‘accettazione, l’inclusività, la responsabilità ambientale, la vicinanza e il sostegno ai più deboli.
Ma anche consapevolezza verso quei momenti che devono essere vissuti appieno e che portano con sé impagabili ricordi. Natale, il periodo migliore per riflettere ed emozionarsi.
Pronti per gli spot più strappalacrime di quest’anno?
DISNEY | The Gift
Disney per Natale 2022 lancia il terzo episodio di “From Our Family to Yours” dedicato alla famiglia, all’amore e alla condivisione. Nel 2020 il primo episodio “Lola“ ci è stato presentato con la giovane Nicole a cui la nonna regala un peluche di Topolino, onorando le tradizioni natalizie di famiglia.
L’anno seguente con “The Stepdad“ abbiamo accompagnato la nascita di una nuova famiglia, quella di Nicole e dei suoi figli insieme al suo compagno, il quale entra nel nuovo equilibrio di casa con gentilezza e disponibilità.
Nell’ultimo episodio, “The Gift”, troviamo la piccola Ella impaurita dal perdere l’affetto dei suoi cari a causa del nuovo arrivo. Ci penseranno l’amore del suo primo fratello e le attenzioni del papà ad avvicinarla ad un premuroso sentimento.
JOHN LEWIS & PARTNERS | The Beginner
Una delle più grandi dimostrazioni d’amore è la condivisione delle passioni. In questo film, un uomo dedica la maggior parte del suo tempo ad imparare ad andare sullo skateboard e ad esercitarsi anche a discapito della propria sicurezza.
È ben determinato nel suo intento perché questo sarà per lui e per sua moglie il fondamentale punto di connessione con l’adolescente che presto entrerà nelle loro vite.
Il brand, ci presenta così il suo Natale, facendoci immedesimare in quella insicurezza di non rispondere alle giuste aspettative e che al contempo ci sprona a provare, spinti da empatia e amore. John Lewis & Partner, per questo spot di Natale 2022, supporta il progetto Building Happier Futures, per poter garantire lo stesso futuro agli adolescenti affidati all’assistenza sociale.
SAINSBURY’S | Once Upon a Pud
C’era una volta, in una terra molto molto lontana, il triste destino di un budino. La contessa del reame, interpretata dalla presentatrice Alison Hammond, è entusiasta delle pietanze che le vengono offerte, rifiutando però con disprezzo il dolce di Natale.
Il cuoco sperimenterà diversi ingredienti per impreziosire il budino e per meritare l’approvazione della donna. Potrà fare la differenza l’aggiunta di un biscotto caramellato di Sainsbury’s? Bastava così poco…
PETA | First Christmas Ad
PETA, la più grande organizzazione mondiale per i diritti degli animali, People for Ethical Treatment of Animals, ha lanciato la sua prima campagna di Natale, volta alla sensibilizzazione del consumo massiccio di animali durante le festività.
Il protagonista è un simpatico tacchino che arriva in una delle diverse case inglesi, in veste però di animaletto da compagnia e non come pietanza.
La sua storia fa stringere il cuore ed un pensiero va alla meno fortunata miriade di tacchini, o agnelli nel nostro caso, uccisi per rendere ricche le nostre feste.
La pace sulla Terra inizia dalle nostre case e dalle nostre coscienze.
J&B SPAIN | She
Una delle pubblicità più toccanti e intrise di valori. Una storia di accettazione e inclusività quella del brand di whisky nel suo spot di Natale 2022.
Il film racconta con discrezione e gentilezza il legame intergenerazionale che unisce un nonno, un nipote e più in generale la famiglia. Un amore incondizionato quello dell’anziano verso suo nipote che nasconde timidamente la sua non binarietà. L’uomo aiuterà Alvaro a mostrare il vero io e lo spronerà a non avere nessuna remora a riconoscersi come Ana.
L’elfo per antonomasia, Will Ferrel, continua la sua avventura, cercando un posto di lavoro nel negozio Asda. Impacciato nei rapporti formali e pieno di stupore per tutto ciò che ai nostri occhi è normale, l’elfo Buddy scopre e si gode i diversi reparti del supermercato.
Sembra non avere speranze di essere assunto fin quando non rivela le sue stupefacenti doti in fatto di addobbi natalizi. Del resto, chi sa rendere veramente magico il Natale se non un elfo?
DUTCH STATE LOTTERY | Christmas Advert – feat Frida the Husky
C’è qualcosa che i soldi non possono comprare: sono le esperienze vissute insieme, l’amore e la condivisione di emozioni che si trasformano in ricordi indelebili.
Nel commovente spot di Natale 2022 della Lotteria di Stato Olandese, assistiamo ad un suggestivo viaggio intrapreso da padre e figlio, felici di ripercorrere gli stessi spostamenti e rivedere i medesimi paesaggi di un viaggio condiviso molti anni prima.
Il motivo ufficiale del viaggio è la (finta) vincita del giovane alla lotteria di Capodanno, ma in realtà il motivo è molto più profondo e denso di emozioni: le stesse che l’uomo ha intenzione di rivivere in compagnia del padre e del loro amato cane, prima che sia troppo tardi. Non bisogna mai aspettare che la felicità capiti per caso.
THE NATIONAL LOTTERY | A Christmas Love Story
Un piacevole incontro inaspettato sul treno e un numero di telefono incompleto scritto su un biglietto della lotteria. La protagonista proverà in tutti i modi a rintracciare lo sconosciuto di cui si è innamorata ed è ancora più determinata a farlo perché lui è il proprietario del biglietto vincente.
La ragazza riuscirà ad incontrarlo e finalmente a baciarlo… A volte, chi trova l’amore trova un tesoro.
Qualcuno è intenzionato a rovinare il periodo più bello dell’anno e lo fa cercando di spegnere la magia del Natale: le centraline elettriche sono fuori uso e i serbatoi delle macchine sono svuotati. Di fronte a questa improvvisa crisi, che rimanda velatamente all’attuale situazione economico-politica, c’è però chi non si lascia abbattere.
Un emozionante film di animazione quello di Erste, che ci ricorda che in fondo la vera magia del Natale è la condivisione della gentilezza e di sinceri gesti di affetto.
AMAZON | Joy is Made
La gioia è nelle piccole, grandi cose che facciamo per gli altri. Come questo papà che riesce a progettare e costruire per sua figlia un’emozionante esperienza, e regalarle un momento davvero speciale da vivere insieme. La gioia può realmente essere donata.
POSTEN NORWAY | Father Christmas and Mother Earth
Dal mood decisamente meno allegro e festaiolo, lo spot di Natale 2022 di Posten ci mostra attraverso il suo racconto, la catastrofe ambientale che ci aspetta tra non molto. Il cambiamento climatico sta diventando una realtà molto preoccupante di cui noi siamo i primi responsabili.
Nel film, Babbo Natale e Madre Natura non riescono più a condividere gli stessi valori: il primo è preso dall’esigenza di soddisfare i desideri consumistici; l’altra lo mette in guardia dal pessimo futuro che invece si prospetta.
Bisogna fare un passo in dietro, fare qualche rinuncia e riflettere: il regalo più grande che ognuno di noi possa ricevere è quello di poter vivere, secondo l’equilibrio e i bisogni della terra. Senza mai dimenticare che essa restituisce tutti i doni che noi le offriamo. Positivi e, soprattutto, negativi.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/12/Spot-Natale-2022-erste-group-1-1.jpg4961274Urania Frattarolihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngUrania Frattaroli2022-12-22 11:30:252022-12-23 09:17:56Ecco gli spot più emozionanti di questo Natale 2022
Mentre si avvicina l’alba del 2023, volgiamo lo sguardo indietro per lasciarci ispirare dai progetti di rebranding più influenti dell’anno che sta per concludersi. Dalle auto alla moda, passando per le piattaforme digitali, ma non solo.
Quest’anno sono diversi i design delle aziende che si sono trasformati sotto i nostri occhi. Scopriamoli da vicino.
Barilla rinnova immagine e pack
A inizio anno, in occasione del suo 145° anniversario, Barilla ha presentato un nuovo logo e un packaging più sostenibile. Il brand italiano di pasta più conosciuto al mondo compie gli anni e aggiorna la sua visual identity.
Il logo perde la sua componente bianca, il doppio ovale simmetrico rappresenta da sempre le origini del marchio, ossia la pasta all’uovo.
Il restyling e il progetto di visual identity sono stati curati dall’agenzia italiana Robilant. Barilla decide così di fare un passo avanti rinunciando alla metafora dell’uovo, pur mantenendo l’ovale che oggi si colora di un rosso più intenso e passionale, tonalità che esprime l’amore per la pasta.
Il logotipo è stato ridisegnato con l’intento di rinnovare i codici estetici: il risultato è una personalità più stabile, solida e duratura.
Il nuovo ovale celebra l’eredità del brand con l’aggiunta dell’anno di fondazione, mentre il simbolo del marchio registrato ne enfatizza l’autenticità.
Anche Sprite, il secondo marchio più grande di The Coca-Cola Company con un fatturato di 20 miliardi di dollari, ha aggiornato il suo design quest’estate.
Come parte di una campagna promozionale globale, Heat Happens, il brand ha lanciato un rebranding con un nuovo sistema di identità visiva. L’aggiornamento del marchio include un nuovo design pack e un nuovo logo.
Il refresh è frutto del lavoro del team di design interno di Coca-Cola e dell’agenzia Turner Duckworth che ha cercato di unificare l’identità visiva di Sprite a livello mondiale.
Gli elementi visivi distintivi di Sprite sono stati mantenuti, come i colori verde e giallo, ma il nuovo marchio denominativo abbandona il bordo a stella attorno a “Sprite” spostandolo sul tappo della bottiglia.
Il nuovo carattere tipografico è audace e proietta forza e giovinezza per attrarre i consumatori della Gen Z.
Le versioni classiche di Sprite continueranno a utilizzare loghi bianchi mentre le varietà senza zucchero sfoggeranno un logo nero.
Il brand refresh di Instagram
“Radicati nel patrimonio, guidati dal futuro” è questa l’ispirazione che ha portato all’aggiornamento di Instagram. Nel 2022 il social media ha evoluto gli elementi chiave della sua identità per celebrare la community globale dei creator.
Per l’occasione è stato creato un carattere tipografico personalizzato ed è stata aggiornata la gamma di sfumature e colori.
Oltre a questo è stato perfezionato l’approccio al layout e al design. Instagram Sans diventa il nuovo carattere tipografico globale.
Il glifo e il marchio denominativo hanno ispirato questo stile personalizzato che richiama l’heritage dell’app. Questo font riflette la forma del glifo e l’impegno per la semplicità e l’artigianato.
Le fasi intermedie del cerchio perfetto e di un quadrato, che è stato chiamato affettuosamente “squircle”, si manifestano in tutto il carattere tipografico. Un remix contemporaneo di stili grotteschi e geometrici.
Il carattere è progettato con accessibilità e script globali al centro, in grado di esprimere una gamma di stili in qualsiasi lingua.
Il rebranding di GSK ispirato al sistema immunitario dell’uomo
Di recente, l’azienda farmaceutica GSK ha rivelato un rebranding per rifocalizzare i suoi sforzi nell’area dell’innovazione biofarmaceutica.
A lavorare al nuovo look è stata la società di consulenza londinese Wolff Olins. Il progetto include un logo aggiornato, un carattere tipografico personalizzato e altre risorse di movimento.
Nel tentativo di raggiungere gli obiettivi ridefiniti di GSK, Wolff Olins ha guardato alle immagini del settore delle bioscienze.
L’identità conserva una sensazione di costante innovazione anche bilanciata con un “bisogno di calore”.
Il design include infatti forme curve che “evocano la natura altamente adattabile del sistema immunitario umano”.
Sebbene il nuovo logo mantenga la tonalità arancione del marchio precedente i colori sono stati invertiti. Il nome dell’azienda ora appare in maiuscolo anziché in minuscolo nel logo.
Il rebranding di Hootsuite si riposiziona con una nuova mascotte
Per ristabilire il suo ruolo come leader del settore, Hootsuite necessitava di evolvere la propria posizione.
La visual identity della piattaforma è partita dal restyling di Owly: la mascotte è stata completamente reinventata.
Oggi il gufo, con la testa ampliata e ottimizzata, vuole emozionare, interagire e diventare un personaggio empatico, grazie al suo corpo completo e alle sue multi sfaccettature e pose.
Toblerone rivisita il logo originale del 1908 in chiave moderna
Toblerone racconta una nuova storia del marchio, rendendo omaggio all’importanza di essere ostinatamente triangolo in un mondo di quadrati. Per il progetto di rebranding il team interno ha collaborato con l’agenzia creativa specializzata in brand strategy Bulletproof.
Il nuovo design attinge all’eredità del marchio e a quel suo modo di essere “diverso” nel mondo tradizionale del cioccolato, mantenendo intatta la sua forma e il suo gusto originale e caratteristico.
La nuova identità visiva include un wordmark ridisegnato, un carattere tipografico complementare e una palette colori moderna e dirompente.
Tra i marchi del settore automotive spicca il rebranding di ŠKODA. La casa automobilistica ceca quest’anno ha deciso di portare l’immagine del suo marchio a un livello superiore con il cambiamento più radicale della sua identità aziendale in 30 anni.
Il nuovo brand sarà utilizzato per migliorare l’aspetto del marchio sui canali digitali.
Per quanto riguarda il wordmark il nuovo stile utilizza una tipografia completamente diversa basata sulla simmetria e una combinazione di forme rotonde con bordi.
L’elemento più significativo è l’integrazione del caron sopra la S, che rappresenta una parte importante dell’eredità ceca di ŠKODA.
Anche il simbolo della freccia alata è stato trasformato, sebbene non così radicalmente come il marchio denominativo. Il suo design semplificato è riconoscibile a prima vista.
Il nuovo logo di ŠKODA si presenza senza grafica 3D: il picturemark più semplice e bidimensionale ha un impatto maggiore, soprattutto sui dispositivi mobile, può essere declinato in maniera flessibile su diversi touchpoint.
Nuovo logo, identità e packaging per Coppertone
Il progetto di rebranding di Coppertone porta la firma di Pearlfisher, che ha accettato la sfida di ripristinare lo status iconico di Coppertone con un nuovo sistema di identità visiva che, ancora una volta, consolidasse il suo posto come leader di categoria.
Tra gli elementi fondamentali di questo rebranding troviamo la reintroduzione di “Little Miss Coppertone” nella sua prima apparizione in un unico colore, che non solo è estremamente leggibile e meglio eseguita rispetto a qualsiasi iterazione precedente, ma anche molto più accessibile grazie all’approccio grafico utilizzato.
La nuova architettura del marchio si presenta più snella e si inserisce in un sistema di identità visiva capace di rendere il portafoglio Coppertone più pulito, contemporaneo e adattabile.
Nel settore moda, emerge il nuovo corso di Salvatore Ferragamo, giunto all’ultima Milano Fashion Week di settembre. Con questa operazione la maison fiorentina ha detto addio al nome del suo fondatore: nel logo sparisce “Salvatore” e rimane solo Ferragamo.
Il restyling del marchio, noto per la sua estetica tagliente e cool, arriva proprio nell’anno del cambio di direzione creativa (a marzo lo stilista britannico Maximilian Davis ha sostituito Paul Andrew nella guida della maison).
Con questo redesign, Ferragamo si aggiunge alla lunga lista dei marchi che scelgono uno stile essenziale, adattabile a tutti i touchpoint, l’unico in grado di non sacrificare la leggibilità in ambito digital. Prende le distanze dagli altri puntando su una tipografia leggermente sans serif.
Curasept, nuovo linguaggio e packaging system
Presente su stampa e web da ottobre la nuova campagna di comunicazione “You make me healthy” di Curasept giunge a conclusione di un progetto di branding completo per il marchio specializzato nell’igiene orale.
Un lavoro iniziato con la rifocalizzazione della promessa di marca, da cui sono discesi una nuova identità e un nuovo linguaggio visivo.
Il progetto porta la firma di Robilant che ha studiato, tra le altre cose, un nuovo packaging system e ha lavorato al rifacimento della comunicazione istituzionale e di prodotto.
La campagna segna un momento importante nella comunicazione del brand Curasept perché ne consolida il ruolo di alleato di elezione di dentisti e igienisti – con l’impegno nei confronti della prevenzione orale – ma anche la volontà di essere sempre più vicino al consumatore e al farmacista.
La nuova linea rappresenta infatti la sintesi dei benefici utili per tutte le esigenze di persone attente alla salute, non solo orale, che desiderano prendersi cura di sé in senso ampio.
La nuova era di Lancia
L’eleganza italiana è pronta a elevarsi a una dimensione ancora più contemporanea. Inizia così una nuova era per il marchio Lancia. Un nuovo Rinascimento che proietta l’eleganza italiana verso il futuro, elevando 116 anni di grazia, eleganza e di stile a una nuova dimensione, più contemporanea, più eterea, più essenziale.
Il nuovo logo nasce per durare nel tempo e incantare:
Pu+Ra Design è l’essenza del nuovo design Lancia, l’unione perfetta di due parole: Pure, che rappresenta l’eleganza e l’essenzialità e Radical, che rappresenta la potenza, la precisione e lo stile deciso, da sempre radicati nell’identità del brand.
Pu+Ra Design trova la sua massima espressione in Pu+Ra Zero, una vera e propria opera d’arte, la concept car realizzata dal centro stile per anticipare i modelli che arriveranno in futuro.
Gli elementi storici del logo del 1957 come il volante, lo scudo e la lancia sono rivisti in chiave contemporanea e minimale.
Un vero e proprio “gioiello tech” con un nuovo e inedito font, che riesce a essere, pregiato e innovativo allo stesso tempo. La nuova identità sarà visibile sulle future Lancia Ypsilon a partire dal 2024.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2020/02/best-rebranding-2022-36.jpg413800Giuseppe Tempestinihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngGiuseppe Tempestini2022-12-22 09:06:512022-12-23 09:18:08+10 Rebranding che hanno lasciato il segno nel 2022
Durante il 2022 è stato difficile non imbattersi nel termine “metaverso”. Aziende e brand hanno voluto farci conoscere la loro visione di “mondo digitale” dove poter lavorare, giocare e socializzare.
Tuttavia, le persone che hanno prestato attenzione a questo fenomeno si sono rese conto che le visioni spesso differivano notevolmente una dall’altra. Se Meta si concentra sulla creazione di ambienti di realtà virtuale, aziende come Microsoft e Nvidia stanno sviluppando ambienti metaverso per collaborare e lavorare su progetti digitali.
Una ricerca di McKinsey & Co. mostra che il metaverso potrebbe aggiungere fino a 5 trilioni di dollari di valore all’economia globale entro il 2030. Un dato che illustra l’impatto che il fenomeno potrebbe avere su settori e aziende chiave nel corso degli anni.
Tutto ciò ci fa capire quanto il metaverso sia importante come terreno di gioco e quanto il 2023 sarà probabilmente un anno cruciale per definire la direzione che prenderà.
A fare il punto della situazione e a parlare dei trend per il prossimo anno è l’esperto Bernard Marr su Forbes. Scopriamo quali sono le cinque macro tendenze nel dettaglio.
Come per i motori di ricerca e i social media, il marketing e la pubblicità forniranno il carburante per spingere il web 3.0 – il metaverso – nel mainstream.
Il concetto potrebbe non essere ancora completamente compreso. Alcuni giganti della finanza internazionale come HSBC e JP Morgan parlano di cambiare gli stili di vita globali mentre i big della moda come Nike e Gucci hanno già iniziato a costruire la loro presenza nel metaverso.
I consumatori sono sempre alla ricerca di nuovi modi sempre più coinvolgenti per entrare in contatto con i marchi che gli interessano. Il metaverso, con la sua attenzione all’esperienza del cliente e alle connessioni one-to-one, diventa un nuovo e potente canale di comunicazione.
A differenza dei social e del search, che sono ben cuciti da aziende del calibro di Google e Meta, c’è ancora molta strada da fare. Nei prossimi 12 mesi, le aziende faranno di tutto per posizionarsi in luoghi virtuali privilegiati, sia costruendo le proprie piattaforme che occupando arene esistenti come Meta Horizons, Fortnite, VR Chat o Decentraland.
2. Il metaverso aziendale
A parte il suo potere come strumento di marketing, il metaverso promette di fornire piattaforme, strumenti e interi mondi virtuali in cui gli affari possono essere svolti in remoto, in modo efficiente e intelligente.
Possiamo aspettarci di vedere il concetto di metaverso fondersi con l’idea di Digital Twin: simulazioni virtuali di prodotti, prototipazioni, processi e operazioni tipiche del mondo reale prendono vita nell’ambiente digital.
Dai parchi eolici alle auto di Formula 1, i progettisti stanno ricreando oggetti fisici all’interno di mondi virtuali in cui la loro efficienza può essere sottoposta a stress test in qualsiasi condizione immaginabile, senza i costi che sarebbero sostenuti testandoli nel mondo fisico.
La tecnologia del metaverso in campo aziendale servirà ai processi di formazione, di onboarding e ad altre attività lavorative.
Ad esempio, il gigante della consulenza Accenture ha creato un ambiente metaverso chiamato The Nth Floor che presenta repliche di uffici del mondo reale e consente ai dipendenti e ai nuovi assunti di svolgere una serie di funzioni relative alle risorse umane all’interno del mondo virtuale.
3. Web3 e decentramento
Una visione della forma che alla fine assumerà il metaverso ruota attorno al decentramento. Secondo i sostenitori del web3, i registri distribuiti e la tecnologia blockchain daranno vita a una nuova era di internet al di fuori del controllo delle multinazionali, che non avranno più il potere di censurare le opinioni divergenti.
Questa concezione è costruita attorno a piattaforme decentralizzate come The Sandbox e Decentraland, che alla fine saranno organizzate come DAO, Decentralized Autonomous Organization.
L’acquisto dei diritti di proprietà darà agli individui voce in capitolo nel modo in cui viene gestita l’organizzazione che costituisce il dominio virtuale, questo porterà alla creazione di democrazie virtuali e community di proprietà degli utenti.
Gli NFT sono un altro aspetto del metaverso decentralizzato. Si tratta di token unici che vivono su blockchain, proprio come i token non univoci, come le criptovalute e i Bitcoin, che potranno essere utilizzati per rappresentare in maniera unica beni o merci online. Marchi come Adidas e Forever 21 hanno utilizzato questa tecnologia per creare beni digitali che possono essere indossati, scambiati e visualizzati dai loro proprietari nel metaverso.
La visione del metaverso come un’utopia decentralizzata e di proprietà delle community è in qualche modo in contrasto con la visione promossa da aziende come Meta e Microsoft, che mirano a costruire universi digitali proprietari in cui esse stesse avranno il controllo assoluto. È probabile che il 2023 porti ulteriori sviluppi in questo scontro di culture digitali.
4. Realtà virtuale e aumentata
L’idea di una tecnologia immersiva ed esperienziale è fondamentale per il metaverso: qualunque cosa assomigli alla realtà sarà più coinvolgente dei mondi digitali a cui siamo abituati oggi.
Pertanto, molte idee su come interagiremo con esso coinvolgono tecnologie immersive come la realtà virtuale (VR), la realtà aumentata (AR) e la realtà mista/extender (MR/XR).
Meta ha costruito la sua visione specifica di come sarà il “prossimo livello” di Internet intorno alla realtà virtuale, il 2023 porterà nuove versioni dei suoi popolarissimi visori Quest VR, oltre a nuovi visori VR/AR/MR di aziende come come Apple, Google e Microsoft.
La costruzione di esperienze immersive sta generando più entusiasmo di quanto ci si aspettava e il 2023 porterà una serie di nuovi sviluppi sul campo.
Aspettiamoci di vedere nuove tute tattili a corpo intero, già ampiamente utilizzate da organizzazioni come NASA e SpaceX, per simulare gli ambienti.
Alcune innovazioni creeranno experience nel metaverso dei consumatori ancora più realistiche e coinvolgenti. Diverse startup stanno persino sperimentando tecnologie in grado di introdurre odori nelle esperienze virtuali.
Il metaverso comporterà sempre di più l’adozione di avatar per rappresentarci nel mondo digitale. C’è da dire che questa pratica fa già parte del nostro quotidiano. Siamo, infatti, abituati a creare personaggi nei videogiochi o a esprimere la nostra personalità sui social media.
L’avatar è la presenza che proiettiamo mentre interagiamo con altri utenti: potrebbero assomigliare a noi, o a personaggi dei cartoni animati, o a qualcosa di completamente fantastico che non potrebbe mai esistere nel mondo reale.
Con tecnologie come Ready Player Me e Zepeto oggi siamo in grado di creare avatar che possono poi essere inseriti in una serie di mondi e ambienti virtuali diversi piuttosto che limitati a una piattaforma particolare.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/12/5-trend-sul-metaverso-per-il-2023-5.jpg600800Giuseppe Tempestinihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngGiuseppe Tempestini2022-12-20 11:30:582022-12-22 09:07:455 trend sul metaverso per il 2023
“L’utilizzo delle tecnologie di intelligenza artificiale può avere effetti sull’occupazione”. Quando è un sistema di AI a fare una considerazione simile, lo scenario appare tutt’altro che roseo.
Conversare con una Intelligenza Artificiale è ormai alla portata di tutti: tra le più diffuse, una improvvisa popolarità ha interessato ChatGPT, un prototipo di chatbot basato su intelligenza artificiale sviluppato da OpenAI e specializzato nel dialogo.
ChatGPT (Chat Generative Pre-trained Transformer) è stato lanciato nel novembre 2022 attirando velocemente l’attenzione per le sue risposte dettagliate e articolate, anche se pare che l’accuratezza delle informazioni fornite non sia affidabile al 100%.
Nell’approccio con un sistema così innovativo, una considerazione appare subito chiara: non è possibile impostare un rapporto conversazionale. In altri termini, la chat di AI non tiene conto di domande e risposte precedenti per generare i testi successivi. Questo limite porta a una importante ripetizione di termini e concetti nel susseguirsi dell’interrogazione, che è stato necessario eliminare nella minor misura possibile per rendere il testo fluido.
Nel corso dell’esperimento, non ci siamo concentrati su aspetti filosofici o etici, ma abbiamo puntato sulla concretezza, chiedendo agli algoritmi di fare il punto sulla situazione attuale e sulle prospettive future.
Facciamo insieme una sorta di test di Turing: riesci a distinguere questo testo generato da un potente algoritmo da uno scritto da un essere umano?
Cos’è l’Intelligenza Artificiale
L’intelligenza artificiale (IA) è una disciplina che si occupa dello sviluppo di sistemi informatici in grado di emulare le capacità cognitive umane, come il ragionamento, il problem solving e l’apprendimento. L’obiettivo è quello di creare sistemi in grado di risolvere problemi e prendere decisioni in modo autonomo, simile a come lo fanno gli esseri umani.
Ci sono diverse forme di intelligenza artificiale, tra cui l’intelligenza artificiale debole (o narrow AI), che è progettata per svolgere un compito specifico, e l’intelligenza artificiale forte (o general AI), che è progettata per essere in grado di svolgere qualsiasi compito che un essere umano può svolgere.
L’intelligenza artificiale viene utilizzata in molti campi, tra cui il riconoscimento del linguaggio, il riconoscimento delle immagini, la robotica e il gioco.
Com’è utilizzata oggi l’Intelligenza Artificiale
L’intelligenza artificiale viene utilizzata in molti campi e settori diversi, e il suo impiego sta crescendo rapidamente. Ecco alcuni esempi di come viene utilizzata l’intelligenza artificiale oggi:
Riconoscimento del linguaggio: le tecnologie di intelligenza artificiale possono essere utilizzate per il riconoscimento del linguaggio, che consente ai sistemi informatici di comprendere e rispondere alle richieste degli utenti in modo naturale, come ad esempio il riconoscimento vocale o la traduzione automatica.
Riconoscimento delle immagini: l’intelligenza artificiale può essere utilizzata per il riconoscimento delle immagini, che consente ai sistemi informatici di identificare oggetti, persone e altri elementi in immagini o video.
Robotica: l’intelligenza artificiale viene utilizzata nella robotica per sviluppare robot in grado di svolgere compiti autonomamente, come la pulizia di una stanza o il trasporto di oggetti.
Gioco: l’intelligenza artificiale viene utilizzata anche nei giochi, dove può essere utilizzata per creare avversari virtuali in grado di sfidare gli utenti.
Assistenza virtuale: l’intelligenza artificiale viene utilizzata anche per sviluppare assistenti virtuali, come chatbot o assistenti vocali, che possono rispondere a domande o eseguire compiti per gli utenti.
Marketing: l’intelligenza artificiale viene utilizzata anche nel marketing per analizzare i dati dei clienti e fornire raccomandazioni personalizzate per la pubblicità e le vendite.
Finanza: l’intelligenza artificiale viene utilizzata anche nel settore finanziario per analizzare i dati del mercato e prevedere i movimenti dei prezzi delle azioni.
Sanità: l’intelligenza artificiale viene utilizzata anche nella sanità per analizzare i dati dei pazienti e aiutare a diagnosticare le condizioni mediche.
Le AI possono sostituire gli esseri umani?
Le tecnologie di intelligenza artificiale sono progettate per svolgere compiti specifici in modo efficiente e accurato, ma non possono sostituire completamente gli esseri umani. Mentre le tecnologie di intelligenza artificiale possono essere molto utili in molti campi, ci sono alcune cose che gli esseri umani sono in grado di fare meglio delle macchine.
Ad esempio, gli esseri umani sono in grado di comprendere il significato delle parole e delle frasi in modo più profondo rispetto alle tecnologie di intelligenza artificiale, e possono utilizzare il loro giudizio e la loro creatività per risolvere problemi complessi in modo unico. Inoltre, gli esseri umani hanno empatia e comprensione emotiva, che le tecnologie di intelligenza artificiale non possiedono.
Pertanto, mentre le tecnologie di AI possono svolgere molti compiti in modo efficiente, non sono in grado di sostituire completamente gli esseri umani in tutte le situazioni. È importante considerare l’impiego delle tecnologie di intelligenza artificiale in modo responsabile e considerare come possono lavorare insieme agli esseri umani per ottenere il massimo beneficio.
Le intelligenze artificiali possono scrivere testi migliori degli esseri umani?
Le tecnologie di intelligenza artificiale possono essere utilizzate per generare testi, come ad esempio il natural language generation (NLG), che utilizza l’intelligenza artificiale per creare testi che sembrano scritti da esseri umani. Tuttavia, le intelligenze artificiali non possono ancora scrivere testi migliori degli esseri umani in molti casi.
Le tecnologie di intelligenza artificiale possono essere molto accurate nella scrittura di testi che seguono uno schema specifico o che presentano informazioni precise e dettagliate. Tuttavia, gli esseri umani sono ancora superiori alle macchine quando si tratta di creare testi che richiedono creatività, empatia o comprensione profonda del significato delle parole e delle frasi.
Inoltre, le tecnologie di intelligenza artificiale possono avere difficoltà a comprendere il contesto e le sfumature del linguaggio, che possono essere importanti per la scrittura di testi efficaci. Pertanto, mentre le tecnologie di intelligenza artificiale possono essere utili per generare testi in alcune situazioni, gli esseri umani rimangono superiori nella scrittura di testi che richiedono creatività e comprensione profonda del linguaggio.
Possono creare immagini migliori degli artisti umani?
Le tecnologie di intelligenza artificiale possono essere utilizzate per creare immagini, come ad esempio il generative adversarial network (GAN), che utilizza l’intelligenza artificiale per creare immagini realistiche. Tuttavia, gli esseri umani sono ancora superiori alle macchine quando si tratta di creare immagini che richiedono creatività e comprensione profonda dell’arte.
Le tecnologie di AI possono essere molto accurate nella creazione di immagini che seguono uno schema specifico o che riproducono fedelmente oggetti o scene esistenti. Tuttavia, gli esseri umani hanno una comprensione profonda del significato delle immagini e dell’arte che le tecnologie di intelligenza artificiale non possiedono.
Inoltre, gli esseri umani sono in grado di utilizzare la loro creatività e il loro giudizio per creare immagini uniche e originali che trasmettono emozioni e messaggi profondi.
Pertanto, mentre le tecnologie di intelligenza artificiale possono essere utili per creare immagini in alcune situazioni, gli esseri umani rimangono superiori nella creazione di immagini che richiedono creatività e comprensione profonda dell’arte.
Le persone dovrebbero preoccuparsi delle AI?
Le tecnologie di intelligenza artificiale offrono molti benefici e possono essere molto utili in molti campi. Tuttavia, come con qualsiasi tecnologia potente, è importante considerare attentamente come viene utilizzata e come vengono gestiti i rischi e i problemi che potrebbero emergere.
Ad esempio, possono essere utilizzate per fini positivi, come il riconoscimento delle malattie o il supporto alle decisioni aziendali. Tuttavia, possono anche essere utilizzate per fini negativi, come la diffusione di fake news o il monitoraggio delle attività degli individui. È importante che le tecnologie di intelligenza artificiale vengano utilizzate in modo responsabile e che vengano adottate misure per gestire i rischi e proteggere le persone.
Inoltre, l’utilizzo delle tecnologie di intelligenza artificiale può avere effetti sull’occupazione, poiché alcuni lavori potrebbero essere svolti da sistemi informatici invece che da esseri umani. È importante considerare gli effetti dell’utilizzo delle tecnologie di intelligenza artificiale sull’occupazione e prendere misure per proteggere gli interessi degli individui e delle comunità.
Pertanto, le persone dovrebbero essere consapevoli delle tecnologie di AI e dei loro benefici e rischi, e dovrebbero prendere misure per utilizzarle in modo responsabile e gestire i rischi associati.
Qual è l’applicazione più preoccupante delle Intelligenze Artificiali
È difficile individuare un’applicazione specifica delle intelligenze artificiali che sia universalmente considerata la più preoccupante, poiché ciò dipende dalle prospettive e dai valori di chi fa la domanda. Tuttavia, ci sono alcune preoccupazioni comuni riguardo all’impiego delle intelligenze artificiali, tra cui:
Sostituzione del lavoro umano: alcune applicazioni delle intelligenze artificiali, come i robot industriale o i sistemi di automazione, possono sostituire il lavoro umano, creando preoccupazione per la perdita di posti di lavoro e la disoccupazione.
Bias negli algoritmi: le intelligenze artificiali possono incorporare i pregiudizi dei loro creatori o dei dati utilizzati per addestrarle, il che può portare a decisioni discriminatorie o ingiuste.
Privacy e sicurezza: le intelligenze artificiali possono raccogliere grandi quantità di dati personali, il che può creare preoccupazioni per la privacy e la sicurezza degli individui.
Utilizzo militare: alcune intelligenze artificiali vengono utilizzate per scopi militari, il che può sollevare preoccupazioni etiche e di sicurezza.
Cambiamento climatico: alcune applicazioni delle intelligenze artificiali, come i veicoli a guida autonoma o i sistemi di produzione industriale altamente automatizzati, possono consumare grandi quantità di energia e contribuire al cambiamento climatico se non vengono progettate in modo sostenibile.
In generale, è importante essere consapevoli delle possibili conseguenze delle intelligenze artificiali e prendere misure per minimizzare i rischi e garantire un loro utilizzo responsabile.
In conclusione, sono migliori gli esseri umani o le intelligenze artificiali?
Non è possibile affermare in modo definitivo se gli esseri umani o le intelligenze artificiali siano “migliori” in assoluto, poiché questo dipende dal contesto e dalle specifiche circostanze. Gli esseri umani e le AI hanno entrambe pregi e difetti e possono essere utili in situazioni diverse.
Gli esseri umani hanno una grande capacità di pensiero creativo e di risoluzione dei problemi, oltre a essere in grado di comprendere le sfumature e i sentimenti degli altri. Tuttavia, gli esseri umani possono anche essere emotivamente e psicologicamente instabili, soggetti a errori e pregiudizi e, a volte, limitati dalle loro capacità cognitive o fisiche.
Le intelligenze artificiali, al contrario, sono in grado di lavorare senza sosta, di analizzare grandi quantità di dati in breve tempo e di eseguire compiti ripetitivi con precisione. Tuttavia, le intelligenze artificiali sono ancora limitate nella loro capacità di comprendere le sfumature del linguaggio umano e di prendere decisioni che tengano conto dei sentimenti e dei valori degli esseri umani.
In sintesi, gli esseri umani e le AI hanno entrambe pregi e difetti e possono essere utili in situazioni diverse.
Inoltre, spesso gli esseri umani e le intelligenze artificiali lavorano insieme in modo sinergico, sfruttando le rispettive forze per ottenere risultati migliori.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/12/hal-9000-intelligenza-artificiale.jpg8571285Fabio Casciabancahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFabio Casciabanca2022-12-20 09:00:262022-12-21 11:36:45Un articolo sull'Intelligenza Artificiale scritto da una AI
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