Digital Services Act cosa cambia per Meta

Meta ha cancellato quasi 8000 account cinesi falsi su Facebook e Instagram

Meta ha cancellato migliaia di account falsi utilizzati da una rete cinese per diffondere disinformazione sulle sue piattaforme di social media, definita “la più grande operazione di influenza occulta multipiattaforma conosciuta al mondo”.

Gli account, molti dei quali operano da anni su Facebook e Instagram, si rivolgevano principalmente agli utenti australiani. Meta ha dichiarato che vi sono ampie prove che la campagna si sia estesa a YouTube, Medium, X/Twitter e vari altri siti.

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L’operazione è stata monitorata per oltre quattro anni, denominata “Spamouflage Dragon” o semplicemente “Spamouflage” dalla società di analisi dei social media Graphika e dall’Australian Strategic Policy Group dal 2019, che sono stati tra i primi a individuarla.

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Meta elimina migliaia di account falsi

Meta ha quindi eliminato oltre settemila account Facebook e quasi mille pagine presenti sulla piattaforma di social media, ha dichiarato l’azienda nel suo Q2 Adversarial Threat Report, pubblicato questa settimana.

Oltre mezzo milione di persone ha seguito almeno una di queste pagine o gruppi, mentre sono stati spesi circa 3.500 dollari in pubblicità su tutti gli account.

La campagna ha preso di mira principalmente gli utenti australiani, di Taiwan, Stati Uniti, Australia, Regno Unito, Giappone e i cinesi che vivono all’estero, ha dichiarato Meta al Guardian.

Qual era l’obiettivo degli account falsi

Secondo i team di ricerca e le società di analisi che hanno seguito le operazioni, Spamouflage è in attività dal 2018 circa.

I contenuti pubblicati dalla rete di spam erano di qualità incredibilmente bassa e consistevano in gran parte in commenti lusinghieri sulla Cina, ritratti negativi delle politiche di Stati Uniti e Regno Unito e attacchi a giornalisti e attivisti che hanno criticato pubblicamente la Cina.

Il rapporto 2019 di Graphika, che include ampi esempi di account YouTube utilizzati da questo tipo di reti di spam, mostra come la propaganda fosse intervallata da ondate di contenuti non correlati, nel tentativo di “diluire” i post.

Nel suo stesso rapporto, Meta osserva che il metodo di pubblicare contemporaneamente articoli specifici su una miriade di piattaforme diverse riduceva le possibilità che l’articolo venisse segnalato per il takedown.

È stato dopo questa segnalazione che l’operazione ha cercato di diversificare i propri canali, passando da piattaforme più grandi come Facebook a reti di blogging come Medium, nonché a piattaforme come SoundCloud.

Le operazioni sono state condotte da una serie di soggetti diversi in diverse località della Cina. Tuttavia, la direzione dei contenuti, così come l’infrastruttura Internet, sembra provenire da una posizione più centralizzata. Il rapporto ha anche individuato almeno un luogo condiviso da cui sembrano provenire molte attività.

I risultati della rete di falsi account

A differenza di altre campagne di disinformazione, la qualità dei post era, come detto, estremamente bassa. Uno, ad esempio, suggeriva che la morte della regina Elisabetta II fosse stata accelerata a causa della nomina dell’ex primo ministro britannico Liz Truss.

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Un altro post ha tentato di diffondere la falsa accusa che la Covid-19 sia in realtà nato negli Stati Uniti, includendo un falso documento di ricerca pieno di errori di ortografia.

Alla luce di ciò, è difficile affermare che la campagna abbia avuto un impatto quantificabile sugli utenti dei social media a cui avrebbe dovuto rivolgersi.

Inoltre, Meta afferma che molti dei 560.000 account che seguono le pagine gestite dalla rete di spam erano a loro volta bot, il che probabilmente è avvenuto quando le pagine sono state acquisite. Gran parte dell’engagement sui post, come i commenti, sono stati spesso lasciati da account collegati alla rete stessa.

Anche se sembra che l’operazione non abbia sortito l’effetto desiderato, è un triste promemoria dei modi in cui le reti di social media possono essere sfruttate durante le operazioni di disinformazione da parte di attori politici e del fatto che questo tipo di tattiche persisteranno negli anni a venire.

studenti che usano chatgpt a scuola

Perché la formazione continua è il concetto chiave per lavorare nel marketing

Ti sei appena laureato o hai completato un ciclo di studi, sei pronto per lanciarti nel mondo del lavoro consapevole di aver imparato tutto il necessario. Pensi di aver raggiunto il traguardo e la fine degli studi e invece è tutto sbagliato.

Il nuovo scenario lavorativo che hai davanti ti pone davanti a due sfide tutt’altro che banali: differenziarti dalle intelligenze artificiali, anzi riuscire a controllarle, non smettere mai di formarti e informarti, sia nel luogo di lavoro, sia in modo autonomo, scovando e rimanendo al passo con i tempi con tutti quei trend che continuano a costellare il mondo del marketing di oggi, ma soprattutto di domani.

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Ci sono capacità, quindi, che guadagnano sempre più terreno, come quelle legate al mondo della customer care e dell’attrazione dei lead, o ancora a quelle professioni legate all’analisi dei dati e interpretazione dei risultati.

Il lato positivo? Il marketing è in continua evoluzione che si potrebbe veramente scegliere la carriera che più si avvicina al proprio talento.

Quello “negativo”? Lo studio non ci abbandonerà mai.

Skill Mismatch, quando talenti e aziende non si incontrano

Proprio perché la formazione sembra essere indispensabile, ma non tutti eravamo pronti a cogliere il segnale, oggi, siamo di fronte al fenomeno Skill Mismatch ossia il divario presente tra le competenze richieste dal mercato e quelle attualmente presenti.

Un problema che costa il 6% della produttività mondiale e che prevede di crescere entro il 2030, con circa 1 miliardo e 400 di persone nel mondo che non hanno le giuste competenze richieste dal mercato del lavoro oggi.

Ma scendiamo nel dettaglio, lo Skill Mismatch, è una condizione che ci portiamo dietro dai nostri anni più felici, da quando studiavamo tra i banchi di scuola, in quanto la metodologia di insegnamento di oggi è rimasta ben radicata su quella di anni fa, mentre il mondo economico e del lavoro hanno accelerato il loro cambiamento.
Il risultato? Le risorse che hanno concluso il ciclo di studi non sono minimamente pronte ad affrontare il mondo che si troveranno davanti, possiedono skill che il mondo del lavoro di oggi non richiede e, dall’altra, ha lacune su quelle invece ricercate.

Ecco quindi che diventa importantissima, se non essenziale, la formazione on-the-job, con le aziende che dovranno formare le proprie risorse con corsi di formazione ad hoc per i propri collaboratori. Per far crescere il lavoratore includendolo nell’organizzazione aziendale.

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Dalla sua, però, il candidato dovrà mettersi in ascolto e rendersi indipendente nell’acquisire nozioni essenziali, ma sconosciute.
Sarà quindi responsabile della sua, tanto desiderata, crescita professionale.

Ma oggi dove siamo? Oggi ci sono aziende che cercano il candidato perfetto, ma non riescono a trovarlo e, dall’altra parte, il mercato delle risorse è decisamente affollato, ma nessuno riesce a trovare il suo posto in questo mondo.

Quindi, in sostanza, non è del tutto giusto dire che non c’è lavoro, ma c’è difficoltà per le aziende ad individuare i candidati adatti.

Le marketing skill richieste per il futuro, l’interazione con le persone al primo posto

Si parla sempre più di avere le skill giuste, ma prima di tornare su questo tema, per comprendere meglio come la percezione del lavoro sia cambiata oggi, un parterre ampio di risorse si dice non disponibile a lavorare per un’azienda di cui non condivide i valori o collaborare con una realtà non inclusiva (il 90% della Gen Z e dei Millennials la pensa così per esempio) anche a fronte di un maggiore stipendio.

marketing skill

Il conto economico perde anche di fronte ad un life-balance più equo: orari di lavoro, flessibilità e smart working, gestione autonoma del proprio tempo.

Fatta questa premessa, torniamo alle nostre competenze che, come sappiamo, si dividono in soft e hard skill.

Le prime, più che mai, acquisibili sul posto di lavoro anche se quando si parla di marketing ogni membro del team dovrebbe avere dalla sua alcuni talenti innati come: la creatività, nel trovare ed esprimere le soluzioni per clienti o per sbaragliare la concorrenza; le analisi di mercato, svolgere ricerche e analizzare il proprio target; saper ascoltare il cliente e saper comunicare con gli stakeholders; essere autocritico, imparando ad analizzare il proprio operato in vista di un continuo miglioramento; rendere essenziale il teamworking, solo un team unito che condivide un obiettivo lo potrà raggiungere nel migliore dei modi.

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Le seconde, hard skill, riguardano le conoscenze tecniche e vanno a delineare i campi d’azione più richiesti nel marketing del futuro.

  1. Social Media Skill: non basta più essere un SMM, ma bisogna essere un Social Media Manager integrato con l’organizzazione in cui si trova e allineato al target di clientela aziendale. Dovrà dunque studiare strategie efficaci, rimanendo aperto alla possibilità di cambiare la strada se non è quella giusta;
  2. Management e Leadership Skill: gestire un team e farlo al meglio è essenziale. Un team coeso, funziona e per l’azienda è più facile raggiungere l’obiettivo target. Chi sa gestire se stesso e gli altri è sempre una delle figure più desiderate;
  3. Communication Skill: saper comunicare in modo efficace per il marketing è essenziale, sia verso l’esterno, ma anche verso il team e la direzione;
  4. Project Management and Strategy Skill: oggi il marketing è più che mai un insieme di strumenti, strategie, concetti, avere la capacità e l’intelligenza emotiva di coordinare il tutto al meglio come in un armonioso concerto è una capacità assolutamente ricercata dai recruiter. In questo punto potremmo inserire anche la capacità di creative thinking, la cosiddetta vocazione di pensare fuori dagli schemi;
  5. Customer Service Skill: in un mercato affollato di concorrenti, fornire al cliente un’attenzione dedicata fa risaltare il brand. Più facile a dirsi che a farsi, i clienti non sono mai come li vorremmo;
  6. Data Skill: analisi ed interpretazione dei dati;
  7. Augmented Working Skill: l’automazione e l’intelligenza artificiale oramai è realtà, saperla dominare e controllare, anzi metterla al servizio dei risultati è una capacità sempre più preziosa.

Le nuove carriere nel marketing da non perdere

marketing skill

Skill Mismatch, nuove skill required, aprono, quindi, la strada a nuove carriere nel marketing del futuro. Vediamo alcuni esempi:

  • Community Manager, colui che crea, anima e alimenta una community intorno ad un brand specifico, trasformando la clientela in soggetti fedelissimi e, soprattutto, in grado di coinvolgere altri soggetti grazie al passaparola positivo;
  • Customer Relationship Manager, si passa da un approccio di sola attrazione del cliente per un acquisto, ad una relazione sempre più costante e continua a lungo termine. Ecco quindi che una figura in grado di condurre il cliente in un percorso d’acquisto e post acquisto personalizzato è necessaria;
  • Content Strategist, il coordinatore di tutti i contenuti veicolati su tutti i canali, deve garantire che la comunicazione sia coerente e chiara, con il canale sul quale è veicolata e con una vision aziendale;
  • Brand Manager, supervisiona il fatto che il brand sia diffuso e conosciuto in modo univoco, il cliente non si può sbagliare quando pensa ai valori di un brand, se il suo brand manager è stato bravo a comunicarli in modo decisivo;
  • Communications Manager, erano i PR di una volta, gestiscono le comunicazioni con la stampa e con tutti i canali utilizzati dall’azienda, scrivendo il messaggio e rispondendo ad eventuali commenti;
  • Event manager, cosa più degli eventi rendono l’esperienza di un brand unica per un cliente?
  • Coach, se le risorse devono rimanere in azienda e al centro, devono essere stimolate e seguite nel loro percorso di crescita e motivazione personale.
storia di Apple

La storia di Apple e la sua rivoluzione attraverso i prodotti più importanti

La storia di Apple è un affascinante viaggio che racconta come questa azienda abbia rivoluzionato il mondo della tecnologia grazie alla visione di Steve Jobs e all’innovazione senza precedenti. Esploreremo l’evoluzione di Apple nel corso degli anni e come la sua storia continui a influenzare l’industria tecnologica.

La storia di Apple è caratterizzata da momenti di svolta, prodotti iconici e un’impronta indelebile nell’industria tecnologica. L’azienda ha trasformato il modo in cui viviamo, lavoriamo e ci connettiamo con il mondo circostante.

La storia di Apple

  • 1976: Fondazione di Apple da parte di Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne.
  • 1984: Lancio del Macintosh, il primo computer con interfaccia grafica user-friendly.
  • 1997: Ritorno di Steve Jobs come CEO di Apple, segnando l’inizio di una rinascita per l’azienda.
  • 2001: Introduzione dell’iPod, rivoluzionando il modo in cui le persone ascoltano la musica.
  • 2007: Lancio dell’iPhone, che ha ridefinito completamente il concetto di smartphone.
  • 2010: Presentazione dell‘iPad, aprendo nuove possibilità nel campo dei tablet.
  • 2011: Morte di Steve Jobs, lasciando dietro di sé un’eredità di innovazione e visione.
  • 2014: Introduzione dell’Apple Watch, portando la tecnologia al polso degli utenti.
  • 2023: Lancio di Vision PRO, il visore per lo Spatial Computing

Fondazione di Apple: la genesi di una Rivoluzione Tecnologica

La storia di Apple inizia nel 1976, quando Steve Jobs e Steve Wozniak hanno dato vita a un’azienda nel garage dei genitori di Jobs. Questo momento storico è considerato l’inizio di una delle più grandi avventure imprenditoriali della storia.

L’Apple I e l’Inizio della trasformazione

L’Apple I, lanciato nel 1976, ha segnato un punto di svolta nella storia di Apple. Questo computer personale ha aperto le porte a una nuova era dell’informatica, offrendo funzionalità all’avanguardia che hanno stupito il mondo.

L’iPod: un capitolo indimenticabile nella storia di Apple

Nel 2001, Apple ha scritto un capitolo indimenticabile nella sua storia con l’introduzione dell’iPod. Questo dispositivo portatile per la riproduzione musicale ha rivoluzionato il modo in cui le persone ascoltano la musica, offrendo un’esperienza senza precedenti.

L’iPod ha segnato una svolta nel settore della musica digitale. Prima dell’iPod, i lettori musicali portatili erano ingombranti e limitati nella capacità di archiviazione. L’iPod ha cambiato tutto, offrendo un design elegante, compatto e una capacità di archiviazione mai vista prima. Gli utenti potevano portare con sé migliaia di brani nella palma della mano, creando un’intera biblioteca musicale personale.

Uno dei fattori chiave del successo dell’iPod è stata la sua semplicità d’uso. L’interfaccia intuitiva e la rotella di controllo (la celebre “wheel”) hanno reso la navigazione tra le canzoni e le playlist un’esperienza fluida e piacevole.

Inoltre, l’iPod si sincronizzava facilmente con iTunes, il software di gestione musicale di Apple, consentendo agli utenti di aggiornare e organizzare la propria libreria musicale in modo semplice e intuitivo.

L’iPod ha anche ridefinito il concetto di “shuffle” con la funzione casuale di riproduzione delle canzoni. Gli utenti potevano scoprire nuove combinazioni di brani inaspettate e creare playlist personalizzate per ogni occasione. La capacità di personalizzazione dell’iPod ha permesso agli utenti di esprimere la propria identità musicale e di immergersi completamente nella loro colonna sonora personale.

L’impatto dell’iPod sulla cultura musicale è stato enorme.

Ha cambiato il modo in cui le persone ascoltano e scoprono la musica, aprendo la strada alla diffusione della musica digitale e all’avvento dei servizi di streaming. L’iPod ha anche ispirato una nuova generazione di artisti, consentendo loro di raggiungere un pubblico più vasto attraverso la distribuzione digitale delle loro creazioni.

Sebbene l’evoluzione della tecnologia abbia portato all’integrazione di funzionalità musicali nei dispositivi multiuso come gli smartphone, l’iPod rimane un’icona nella storia di Apple.

Ha dimostrato che l’azienda non solo poteva innovare, ma poteva anche trasformare un’industria intera, ridefinendo le esperienze di ascolto musicale e aprendo nuovi orizzonti per gli appassionati di musica di tutto il mondo.

La rivoluzione dell’iPhone: la svolta nella storia di Apple

Nessuna storia di Apple sarebbe completa senza menzionare l’iPhone, lanciato nel 2007. Questo smartphone innovativo ha segnato una pietra miliare nella storia dell’azienda e nell’industria mobile, introducendo un nuovo standard di eccellenza e funzionalità.

L’iPhone ha ridefinito completamente il concetto di telefono cellulare, offrendo una combinazione unica di design elegante, intuitività e potenza.

Dotato di un touchscreen multi-touch rivoluzionario, l’iPhone ha semplificato la navigazione e l’interazione con il dispositivo, aprendo la strada a una nuova era di esperienza utente.

Con l’introduzione dell’App Store nel 2008, l’iPhone ha aperto le porte a un ecosistema di applicazioni senza precedenti. Gli utenti potevano scegliere tra migliaia di applicazioni di ogni genere, dalle utility ai giochi, dalle app di produttività alle piattaforme di social media.

apple iphone

apple iphone – credits: Apple

L’App Store ha stimolato l’innovazione e ha permesso ai sviluppatori di tutto il mondo di creare e distribuire le proprie app, rendendo l’iPhone un compagno indispensabile per la vita di tutti i giorni.

L’iPhone ha continuato a evolversi nel corso degli anni, introducendo nuove funzionalità e miglioramenti significativi.

Ogni generazione di iPhone ha portato miglioramenti hardware e software, offrendo prestazioni più veloci, fotocamere sempre più avanzate, durata della batteria migliorata e una serie di nuove funzioni come la registrazione video in alta definizione, la tecnologia di riconoscimento facciale Face ID e molto altro ancora.

Con il tempo, l’iPhone ha conquistato milioni di appassionati in tutto il mondo, diventando uno dei dispositivi più popolari e riconoscibili mai creati. La sua influenza si è estesa ben oltre il mercato degli smartphone, influenzando anche settori come la fotografia, la musica, i servizi finanziari e la salute, grazie a innovazioni come la fotocamera di alta qualità, Apple Music, Apple Pay e l’app Salute.

La rivoluzione dell’iPhone ha segnato un punto di svolta nella storia di Apple, consolidando l’azienda come leader nell’innovazione tecnologica. L’iPhone non è solo uno strumento di comunicazione, ma un’icona culturale che ha cambiato il modo in cui viviamo, lavoriamo, ci divertiamo e ci connettiamo con il mondo circostante.

Innovazione senza limiti: la storia di Apple continua

L’innovazione è il filo conduttore della storia di Apple. Dopo il successo dell’iPhone, l’azienda ha continuato a sorprendere il mondo con prodotti come l’iPad e l’Apple Watch, ampliando costantemente il proprio ecosistema di dispositivi e arricchendo l’esperienza degli utenti.

apple ipad - credits apple

apple ipad – credits apple

L’iPad, introdotto nel 2010, ha rivoluzionato il concetto di tablet. Con il suo design sottile e leggero, l’iPad ha reso l’informatica portatile più accessibile che mai. Questo dispositivo versatile ha aperto nuove possibilità nell’ambito dell’intrattenimento, dell’istruzione e della produttività. L’iPad ha fornito un’interfaccia touch intuitiva e un’ampia gamma di app ottimizzate, consentendo agli utenti di esplorare il mondo digitale con facilità e creatività.

L’Apple Watch, lanciato nel 2015, ha portato l’innovazione di Apple al polso degli utenti.

apple watch - credits apple

apple watch – credits apple

Questo smartwatch intelligente non è solo un orologio di precisione, ma un compagno di benessere e un assistente personale. Con funzionalità come il monitoraggio dell’attività fisica, la notifica delle chiamate e dei messaggi, la gestione degli appuntamenti e molto altro ancora, l’Apple Watch ha trasformato il modo in cui le persone si relazionano con il proprio tempo e la propria salute.

L’iPad e l’Apple Watch hanno dimostrato l’impegno di Apple nel creare dispositivi che migliorano la vita quotidiana degli utenti. Sono diventati strumenti indispensabili in settori come l’istruzione, la salute e il fitness, l’organizzazione del lavoro e l’intrattenimento. Sia l’iPad che l’Apple Watch sono supportati da un vasto ecosistema di app e accessori, che consentono agli utenti di personalizzare e ampliare le funzionalità dei dispositivi in base alle proprie esigenze.

L’innovazione senza limiti di Apple non si ferma qui. L’azienda continua a introdurre nuovi prodotti e miglioramenti, come il MacBook, il Mac Pro, l’HomePod e molti altri, che si integrano armoniosamente nell’ecosistema di dispositivi Apple, offrendo un’esperienza fluida e coerente per gli utenti.

La storia di Apple è un’esemplare dimostrazione di come una visione audace e un impegno costante nell’innovazione possano spingere i confini dell’industria tecnologica.

Grazie alla dedizione di Steve Jobs e dei suoi collaboratori, Apple ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo della tecnologia e ha trasformato il modo in cui interagiamo con i dispositivi digitali. La storia di Apple è una fonte di ispirazione per le menti creative e un promemoria che il progresso non ha limiti quando si abbraccia la sfida di cambiare il mondo.

La visione audace di Steve Jobs nella storia di Apple

La storia di Apple è un’esemplare dimostrazione di come una visione audace, l’innovazione tecnologica e una dedizione senza compromessi possano trasformare un’azienda in una pietra miliare dell’industria.

Grazie alla genialità di Steve Jobs e alla passione dei suoi collaboratori, Apple ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della tecnologia, influenzando il modo in cui interagiamo con i dispositivi digitali. La storia di Apple è un’ispirazione per le menti creative e un promemoria che il cambiamento è possibile quando si abbracciano la sfida e l’opportunità di fare la storia.

Domande e risposte su Apple e la sua storia

Chi sono i fondatori di Apple?

I fondatori di Apple sono Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne.

Qual è stato il primo computer rivoluzionario lanciato da Apple?

Il primo computer rivoluzionario lanciato da Apple è stato il Macintosh nel 1984.

Qual è stato il prodotto che ha rivoluzionato il modo in cui ascoltiamo la musica?

L’iPod, introdotto nel 2001, ha rivoluzionato il modo in cui ascoltiamo la musica.

Quando è stato lanciato l’iPhone e quale impatto ha avuto sull’industria?

L’iPhone è stato lanciato nel 2007. Ha avuto un impatto significativo sull’industria, ridefinendo il concetto di smartphone e introducendo nuovi standard di eccellenza e funzionalità.

Qual è stato il dispositivo che ha aperto nuove possibilità nel campo dei tablet?

L’iPad, presentato nel 2010, ha aperto nuove possibilità nel campo dei tablet.

Chi è stato il fondatore di Apple e qual è stata la sua influenza sull’azienda?

Steve Jobs è stato uno dei fondatori di Apple e ha avuto un’enorme influenza sull’azienda, guidandola verso il successo con la sua visione e la sua dedizione all’innovazione.

Quando è stato introdotto l’Apple Watch e quali sono le sue funzionalità principali?

L’Apple Watch è stato introdotto nel 2014. È uno smartwatch che va oltre l’orologio, offrendo funzionalità di benessere, assistenza personale e molto altro ancora.

Come viene definito l’ecosistema di dispositivi e servizi di Apple?

L’ecosistema di dispositivi e servizi di Apple viene definito come un insieme integrato che offre un’esperienza fluida e personalizzata per gli utenti.

Qual è stata la visione di Steve Jobs per Apple?

La visione di Steve Jobs per Apple era quella di creare prodotti innovativi che potessero trasformare il modo in cui interagiamo con la tecnologia e arricchire la vita delle persone.

Come continua ad innovare Apple oggi?

Apple continua ad innovare oggi con nuovi prodotti, miglioramenti costanti e l’espansione del proprio ecosistema, cercando sempre di offrire esperienze all’avanguardia per gli utenti.

DSA in Unione Europea

Entra in vigore il Digital Services Act, cos’è e cosa significa per Meta e le altre Big del Tech

Il Digital Services Act (DSA) dell’Unione Europea è ufficialmente entrato in vigore.

A partire dal 25 agosto 2023, i giganti tecnologici come Google, Facebook, Amazon e altri devono conformarsi a una legislazione di ampio respiro che ritiene le piattaforme online legalmente responsabili dei contenuti pubblicati su di esse.

Anche se questa nuova legge è stata approvata nell’Unione Europea, è probabile che si verifichino effetti di vasta portata a livello globale, man mano che le aziende adegueranno le loro politiche per conformarsi.

Ecco quali sono le regole contenute nel DSA e come l’UE intende farle rispettare.

cos'è il Digital Services Act

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Cos’è il DSA (Digital Services Act)

L’obiettivo generale della DSA è quello di promuovere ambienti online più sicuri. In base alle nuove norme, le piattaforme online devono implementare modalità per prevenire e rimuovere i post contenenti beni, servizi o contenuti illegali, fornendo al contempo agli utenti i mezzi per segnalare questo tipo di contenuti.

Inoltre, il DSA vieta la pubblicità mirata basata sull’orientamento sessuale, la religione, l’etnia o le convinzioni politiche di una persona e pone delle limitazioni alla pubblicità mirata ai bambini.

In più, richiede alle piattaforme online di fornire maggiore trasparenza sul funzionamento dei loro algoritmi.

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Cosa significa il Digital Services Act per le Big del Tech

Il DSA stabilisce regole aggiuntive per quelle che considera “piattaforme online molto grandi”, obbligandole a dare agli utenti il diritto di rinunciare ai sistemi di raccomandazione e di profilazione, a condividere i dati chiave con i ricercatori e le autorità, a cooperare con i requisiti di risposta alle crisi e a eseguire revisioni esterne e indipendenti.

Sebbene l’UE non richieda ancora alle aziende più piccole di conformarsi al DSA, ha chiesto alle piattaforme online di grandi dimensioni di conformarsi quattro mesi dopo la loro designazione come tali, avvenuta in aprile.

Quali piattaforme sono sottoposte al Digital Services Act

L’UE considera piattaforme online molto grandi (o motori di ricerca online molto grandi) quelle con oltre 45 milioni di utenti mensili nell’UE.

Finora, l’UE ha individuato 19 piattaforme e motori di ricerca che rientrano in questa categoria, tra cui i seguenti:

  • Alibaba AliExpress
  • Amazon Store
  • Apple App Store
  • Booking.com
  • Facebook
  • Google Play
  • Google Maps
  • Google Shopping
  • Instagram
  • LinkedIn
  • Pinterest
  • Snapchat
  • TikTok
  • Twitter
  • Wikipedia
  • YouTube
  • Zalando
  • Bing
  • Google Search

L’UE richiederà a ciascuna di queste piattaforme di aggiornare il numero di utenti almeno ogni sei mesi. Se una piattaforma avrà meno di 45 milioni di utenti mensili per un intero anno, verrà rimossa dall’elenco.

Cosa stanno facendo le piattaforme online per adeguarsi

Molte di queste aziende hanno già illustrato i modi in cui si conformeranno al DSA. Ecco una breve panoramica delle più importanti.

Google

Sebbene Google affermi di essere già conforme ad alcune delle politiche previste dal DSA, tra cui la possibilità per i creatori di YouTube di appellarsi alle rimozioni e alle restrizioni dei video, Google ha annunciato che sta ampliando il suo Ads Transparency Center per soddisfare i requisiti delineati dalla legislazione.

L’azienda si è inoltre impegnata ad ampliare l’accesso ai dati da parte dei ricercatori per fornire maggiori informazioni su “come Google Search, YouTube, Google Maps, Google Play e Shopping funzionano nella pratica”.

Inoltre, migliorerà le sue relazioni sulla trasparenza e analizzerà i potenziali “rischi di diffusione di contenuti illegali, o i rischi per i diritti fondamentali, la salute pubblica o il discorso civico”.

Meta

Meta, la società madre di Facebook e Instagram, sta lavorando per espandere la sua Ad Library, che attualmente raccoglie gli annunci pubblicitari mostrati sulle sue piattaforme.

L’azienda inizierà presto a visualizzare e archiviare tutti gli annunci che hanno come target gli utenti dell’UE, includendo anche i parametri utilizzati per indirizzare gli annunci, nonché chi ha ricevuto l’annuncio.

Digital Services Act cosa cambia per Meta

A giugno, Meta ha pubblicato un lungo rapporto sul funzionamento del suo algoritmo su Facebook e Instagram come parte della sua spinta verso la trasparenza.

Meta inizierà inoltre a consentire agli utenti europei di visualizzare i contenuti in ordine cronologico su Reels, Stories e Search sia su Facebook che su Instagram, senza essere soggetti al suo motore di personalizzazione.

TikTok

Analogamente alle misure che Meta sta adottando, anche TikTok ha annunciato che renderà il suo algoritmo opzionale per gli utenti dell’UE.

Quando l’algoritmo sarà disattivato, gli utenti vedranno nei loro feed For You e Live video provenienti “sia dai luoghi in cui vivono sia da tutto il mondo”, anziché video basati sugli interessi personali.

Inoltre, gli utenti potranno visualizzare i contenuti in ordine cronologico nei feed Following e Friends.

TikTok sta anche apportando alcune modifiche anche alle sue politiche pubblicitarie. Per gli utenti europei di età compresa tra i 13 e i 17 anni, TikTok smetterà di mostrare annunci personalizzati in base alla loro attività nell’app.

Snap

Anche Snapchat darà agli utenti dell’UE la possibilità di scegliere di non ricevere feed personalizzati sulle pagine Discover e Spotlight e ha anche pubblicato dei report su come classifica i post in questi feed.

L’azienda si è impegnata a fornire agli utenti maggiori informazioni sul motivo per cui i loro post o account sono stati rimossi e darà loro gli strumenti necessari per impugnare la decisione.

Inoltre, Snapchat non servirà più annunci personalizzati agli utenti europei di Snapchat di età compresa tra i 13 e i 17 anni. Creerà anche un archivio delle pubblicità mirate che mostra nell’UE e darà agli utenti europei di Snapchat di età superiore ai 18 anni un maggiore controllo sulle pubblicità che vedono.

Cosa succederà alle piattaforme che non rispettano il DSA

Le piattaforme online che non rispettano le regole della DSA potrebbero incorrere in multe fino al 6% del loro fatturato globale.

Secondo la Commissione europea, il Coordinatore dei servizi digitali e la Commissione avranno il potere di “richiedere azioni immediate, ove necessario, per affrontare danni molto gravi”. Una piattaforma che si rifiuta continuamente di conformarsi potrebbe essere sospesa temporaneamente nell’UE.

L’UE sta già assistendo a una reazione da parte di alcune aziende nei confronti della DSA.

A luglio, Amazon ha presentato una petizione per chiedere all’UE di rivalutare la sua classificazione come piattaforma online di grandi dimensioni, sostenendo di essere stata “ingiustamente individuata”.

Anche il rivenditore tedesco Zalando ha intentato una causa contro la Commissione UE, sostenendo di non rientrare nella definizione di piattaforma online di grandi dimensioni.

shopping per le feste

Shopping per le feste: come farsi trovare pronti per gli acquisti di Halloween e Natale

Il recente aumento dei prezzi e del costo della vita ha avuto delle conseguenze inevitabili sulle abitudini di consumo delle persone: secondo il Barometro Globale dei Consumatori di Toluna, che ha coinvolto 15.500 persone in 19 Paesi tra cui l’Italia, l’impatto del carovita sta influenzando le decisioni di acquisto del 73% degli italiani. Di conseguenza, è diventata sempre più importante la pianificazione in anticipo dei propri acquisti (ed in particolar modo di regali per le grandi feste di fine anno) per non perdere nessuna occasione di risparmio. Dall’analisi condotta da Coldiretti/Ixè emerge, infatti, che più di un italiano su dieci (13%) ha scelto di anticipare lo shopping per le feste.

Questa tendenza influisce sulle aspettative dei consumatori nei confronti delle aziende e implica la necessità per quest’ultime di muoversi in largo anticipo con le proprie campagne marketing e di comunicazione dedicate alle grandi feste.

Secondo il sondaggio Oracle, i consumatori sono portati a programmare in anticipo i loro acquisti per tre motivi principali: la volontà di evitare i prezzi maggiorati a ridosso delle festività, l’esaurimento dei prodotti e i ritardi nella consegna.

I brand, pertanto, sono chiamati a venire incontro alla domanda dei consumatori che iniziano a compilare le loro “liste dei desideri” con mesi e mesi di anticipo.

Più specificamente, dati recenti forniti da Pinterest sottolineano che gli utenti pianificano gli acquisti autunnali e invernali con una media di sei mesi d’anticipo, con 3 utenti su 4 che scoprono nuovi brand e prodotti a cui rivolgersi direttamente sulla piattaforma.

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Essere presenti in questi momenti di pianificazione dei regali risulta essere rilevante perché consente ai marchi, ai retailer e agli inserzionisti di entrare in contatto con i propri target quando è più significativo.

In ottica dell’anticipazione di queste campagne di marketing e di comunicazione, Ninja Marketing insieme a Saverio Schiano, Head of Sales for Italy Pinterest, propone una guida per aiutare ad intercettare tutti i potenziali clienti in vista di Halloween e del periodo natalizio.

Saverio Schiano Pinterest

Shopping per le feste: come farsi trovare pronti

#1 Prima è, meglio è: che si tratti di Halloween o del periodo natalizio, per massimizzare le proprie opportunità di vendita, è fondamentale iniziare a promuovere i propri prodotti e servizi per le festività con mesi di anticipo.

Se la stagione delle feste si protrae tradizionalmente da Halloween fino all’inizio di gennaio dell’anno successivo, la pianificazione inizia molto tempo prima dei festeggiamenti veri e propri.

Questo periodo è altamente inflazionato e richiede una strategia di marketing costante e puntuale da attivare già nel corso dell’estate.

I brand che aspettano l’ultimo mese perdono moltissime occasioni, mentre quelli che iniziano a pubblicare contenuti relativi alle festività già dall’estate raggiungono un numero maggiore di acquirenti, in alcuni casi intercettandoli ancora prima che inizino a fantasticare sui propri acquisti e sull’organizzazione di queste giornate di festa.

Un ottimo esempio è il Natale e i dati rilevati internamente da Pinterest nel 2022 mostrano proprio questo: il periodo più favorevole per lanciare una campagna dedicata al Natale va da giugno a dicembre e i brand su Pinterest hanno registrato conversioni di 5 volte superiori quando gli utenti sono stati esposti agli annunci prima dell’inizio della stagione rispetto ai brand che hanno implementato le proprie campagne Christmas-oriented negli ultimi mesi dell’anno.

#2. I giusti strumenti aiutano a semplificare la corsa ai regali: come poter conquistare la curiosità delle persone quando sono “bombardati” da pubblicità sulle feste e portarli all’acquisto dei regali perfetti?

Format pubblicitari innovativi e coinvolgenti in tutto il funnel aiutano sicuramente gli inserzionisti nella creazione e nella massimizzazione di campagne marketing “feste-friendly” di successo e personalizzate a seconda del proprio pubblico, in grado di colpire i consumatori.

#3. La diversificazione dei formati pubblicitari: può risultare scontato, ma è necessario diversificare le proprie campagne con una strategia full-funnel.

Dalla fase di brand awareness a quella d’acquisto, non va dimenticato che il percorso full-funnel di ciascun cliente è multicanale e non lineare.

Ogni punto di contatto in cui viene inserito il brand deve quindi essere nel formato più coerente per il canale che lo ospita: per pianificare al meglio le proprie campagne per le festività, occorre diversificare i formati e adattarli ai propri obiettivi di marketing.

Le possibilità sono numerose, da annunci video dinamici ad inserzioni carosello con sequenze di immagini: the sky’s the limit!

#4. Aiutare le persone a pianificare più momenti contemporaneamente: gli acquirenti hanno diverse esigenze che si sovrappongono quando si tratta delle festività autunnali ed invernali.

C’è chi fa acquisti contemporaneamente per i travestimenti di Halloween, per i regali e le decorazioni di Natale e per l’organizzazione della cena di Capodanno.

In questo caso, occorre pensare a diversi tipi di obiettivi pubblicitari e a come questi possono lavorare in sinergia, assicurandosi che le proprie campagne includano più goal, in modo da catturare l’attenzione dei consumatori in ogni fase del percorso d’acquisto.

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#5. Il potere sta negli insight: sebbene sia vero che il periodo delle grandi feste è particolarmente affollato e caratterizzato da una forte competizione tra i brand, è bene affidarsi a consumer insight relativi al proprio pubblico di riferimento per poter aumentare le vendite.

In altre parole, il compito è di trasformare i dati in vere e proprie storie creative, in grado di bucare lo schermo ed emozionare chi le fruisce.

Inoltre, per rendere ancora più semplice per i brand e inserzionisti la comprensione delle tendenze emergenti ricercate dalla propria audience in target, Pinterest ha creato Trends che, grazie all’analisi nei 90 giorni precedenti di tendenze demografiche in base all’età, all’argomento, al luogo e ai trend stagionali, è un ottimo strumento da utilizzare per allineare meglio i proprio contenuti e calendari di marketing in base ai desideri ed alle aspettative delle persone.

fanta

5 migliori rebranding +1 del 2023 (finora)

La pausa estiva è il momento ideale per riposarsi ma anche per riflettere su quanto sta accadendo nel mondo dei brand e del marketing.

Dal Food & Beverage fino al settore Automotive, ecco più di 5 casi di rebranding che stanno lasciando il segno nel 2023.

Progetti che stanno avendo un impatto positivo: sull’industria, in campo design ma soprattutto nella mente dei consumatori.

TheFork rivela la sua nuova identità visiva e verbale

Dopo un periodo di rapida crescita ed espansione commerciale con nuove offerte e l’apertura a nuovi mercati, TheFork lancia una brand identity completamente rinnovata.

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Il nuovo look intende ristabilire la sua presenza come leader. Alla base della filosofia c’è l’idea che “Le cose migliori della vita succedono intorno ad un tavolo”.

rebranding TheFork

Il pittogramma si trova al centro dell’identità e ispira l’intero sistema, dai caratteri ai motivi grafici passando per le illustrazioni realizzate dal digital design studio Tubik.

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La tavolozza mostra un verde rinvigorito come colore principale. A questo si aggiunge una ricca palette complementare ispirata ai vari cibi, capace di trasmettere impatto, flessibilità e varietà.

TheFork

Nuova identità di marca e di prodotto per Campari

Il rebranding di Campari è una interpretazione contemporanea della milanesità e del concetto di aperitivo. Quest’anno il brand si presenta ai mercati internazionali con una nuova identità di marca.

campari

Il risultato è una sintesi scultorea ed iconica di tutti gli elementi che costituiscono le radici, l’identità e il futuro dell’aperitivo italiano per antonomasia.

La bottiglia è stata completamente ridisegnata dall’agenzia Robilant per assolvere al suo ruolo di protagonista indiscusso nei bar di tutto il mondo.

rebranding campari

Con un’elegante maestosità, il suo corpo di vetro è arricchito da un raffinato e significativo motivo a canneté, dettaglio che richiama lo stile tardo-deco e si ispira alla ricca architettura milanese, includendo il celebre Camparino nella Galleria Vittorio Emanuele II, dove tutto ebbe inizio.

Il nuovo sistema di Brand Visual Identity dà forma e sostanza a quell’attitudine raffinata e cosmopolita che caratterizza il brand e che ora si esprime in ogni sua sfaccettatura.

LEGGI ANCHE: Come creare una brand identity forte. Il caso Campari

Fanta lancia una nuova spumeggiante identità globale

Ad aprile Fanta ha annunciato il suo rebranding e un cambio della brand identity a livello globale.

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La nuova identità vuole ispirare le persone a trovare il divertimento nella vita di tutti i giorni, rendendo giocoso ogni momento in maniera semplice e con un look che rimane inconfondibilmente Fanta.

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Il nuovo logo e la tipografia personalizzata incarnano la presenza e la personalità di Fanta. La nuova veste porta a un livello superiore lo stile pop già insito nel brand.

La brand identity sarà unica in tutto il mondo: il blu, e non più l’arancione, diventa il colore dominante nell’universo del marchio.

La nuova identità visiva di Amazon Prime Video

Negli ultimi mesi Amazon Prime Video ha aggiornato il suo look. La nuova identità mira a differenziare la piattaforma video in un panorama sempre più affollato.

Amazon Prime Video

Pentagram ha sviluppato un aggiornamento del marchio che mette in risalto l’incredibile gamma di intrattenimento e posiziona il servizio di streaming come una casa immersiva per fandom di tutti i tipi.

Per distinguersi di fronte a innumerevoli servizi di streaming come Netflix, Hulu, Disney+ e AppleTV+, Prime Video ha cercato una brand identity coerente evidenziando ciò che lo rende diverso da tutti gli altri, aiutando la sua programmazione originale a brillare.

Amazon Prime Video

Il marchio utilizza la “fossetta” dell’iconico sorriso di Amazon – the Dimple – come catalizzatore per spostare gli spettatori attraverso un’increspatura infinita dei loro contenuti preferiti.

La personalità del marchio è divertente, spiritosa e intelligente, guida gli spettatori attraverso la straordinaria gamma di spettacoli e film.

Il rebranding di Burberry è un’ode alla britannicità

Burberry ha rivelato a inizio 2023 una nuova identità e una campagna intrisa di britannicità, i primi segni del nuovo creative director Daniel Lee.

Burberry

La nuova identità fa riferimento al primissimo logo di Burberry attraverso un’interpretazione più snella che mantiene intatte le parti curve superiori delle “B” e delle “R”. Una caratteristica molto distintiva capace di creare immediatamente un nuovo mood per il marchio, facendolo sembrare più insolito e audace.

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Ad accompagnare il rebranding c’è un logo aggiornato con il famoso cavaliere equestre di Burberry.

Il design dell’Equestrian knight è stato creato per la prima volta nel 1901 ed è stato aggiornato nel 1999 quando il marchio abbandonò la lettera ‘S’ dal suo nome, passando da Burberrys a Burberry.

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rebranding

Il ritorno del cavaliere equestre rende omaggio all’archivio del brand. Il logo presenta anche la parola latina “prorsum” che significa “avanti”.

Opel presenta il nuovo “Blitz”

Lo scorso giugno Opel ha rivelato una nuova interpretazione del suo simbolo iconico. Il “Blitz” completamente rinnovato sarà presente sui veicoli già a partire dal 2024 e continuerà ad essere l’elemento centrale nella comunicazione del brand.

rebranding

Il fulmine – o ‘Blitz’ in tedesco – è strettamente associato all’elettricità ed è l’emblema ideale per simboleggiare l’approccio di Opel all’era dell’elettromobilità.

Il Blitz è icona della filosofia Bold and Pure di Opel. La nuova versione risulta affilata e interseca l’anello di supporto, conferendo allo storico pittogramma un aspetto progressivo e moderno.

Il nuovo simbolo trasmette l’impegno di diventare un marchio completamente elettrico in Europa entro il 2028.

 

BookTok, il rilancio del mercato editoriale passa da TikTok

BookTok è il fenomeno editoriale del momento. Una community di TikTok per gli amanti della lettura, nata nel 2020, in pieno periodo pandemia, dove si parla di consigli di lettura, recensioni e nuovi autori.

Nato quasi per caso dalla noia in quarantena di una ragazza di 22 anni. Ayman ha dichiarato di «aver realizzato un paio di video che hanno funzionato bene» e che dopo «è diventata una cosa davvero avvincente».

Il resto è storia. L’hashtag BookTok vanta ora più di 93 miliardi di visualizzazioni mondiali. Quello italiano, #booktokitalia, ha raggiunto 1,3 miliardi di clic.

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BookTok aumenta le vendite di libri tra la Generazione Z

Kristen McLean, analista del settore libri USA per il gruppo NPD (la maggiore catena canadese venditrice di libri), ha sottolineato che il fenomeno virale ha consentito, nel 2023, un aumento delle vendite con una maggiorazione pari al 60% rispetto all’anno precedente.

lettura digitale

Secondo lo studio condotto da NPD, l’80% di chi segue #booktok ha meno di 35 anni. La moda dei consigli di lettura sul social può avere l’effetto di generare una nuova domanda nel settore.

I dati sono confermati dalla ricerca di Indigo Books and music inc. Canada: «la popolarità della lettura su TikTok ha creato un livello completamente nuovo di entusiasmo, in particolare per gli adolescenti», specifica Heather Reisman, amministratrice delegata dell’azienda.

Il marketing dell’editoria punta su BookTok

Il mondo dell’editoria sta prestando molta attenzione al fenomeno TikTok, tanto da considerarlo uno dei punti di forza del marketing editoriale. Ha permesso a molti titoli di diventare best-seller, semplicemente con i video resi virali sul social preferito dalla Generazione Z.

Le voci degli esperti sono concordi nel ritenere che BookTok potrebbe non essere una moda passeggera, ma che continuerà a guidare le vendite del comparto libri, determinando, nel tempo, un cambiamento del mercato della lettura.

Per questo motivo, gli addetti ai lavori stanno tenendo aperti gli occhi, pronti a sfruttare l’occasione. Nelle librerie più note, è ormai consuetudine trovare il reparto #booktok, che consiglia sui titoli più popolari su TikTok.

Non solo nei negozi fisici, anche online sono numerosi i brand che hanno dedicato una sezione specifica del sito alla moda del momento (ad esempio Mondadori, Amazon, Il Libraio)

L’idea di Bytedance

Il quotidiano The Guardian, ha annunciato che Bytedance (società cinese proprietaria di TikTok), inizierà a vendere libri attraverso un market place sul social stesso, grazie alla collaborazione con vari editori, quali HarperCollins.uk, Wh Smith, Bloomsbury, Bookshop.org.

L’azienda è inoltre in procinto di lanciare una propria casa editrice, 8th Note Press, per la pubblicazione autonoma dei titoli degli autori presenti su BookTok.

«Siamo lieti di rendere ancora più facile per gli amanti dei libri acquistare gli ultimi consigli del BookTok, senza mai lasciare la piattaforma, ma fornendo allo stesso tempo nuove strade agli editori, grandi e piccoli, per raggiungere il proprio pubblico» ha specificato Patrick Nommensen, Direttore Senior dell’eCommerce di TikTok Shop.

I libri saranno quindi facilmente accessibili. Ma c’è anche chi, tra gli influencer del libro, storce il naso. Alcuni, infatti, sostengono che i contenuti sponsorizzati minano l’aspetto fresco, e in qualche modo, grezzo, del fenomeno.

Il New York Times, invece, ha riflettuto sul rischio che si “sfornino dei best seller”, definiti come tali, non da reali critici esperti, ma da giovanissimi con poche competenze in materia, che si esprimono soprattutto guidati dalle emozioni.

BookToker, chi sono e cosa fanno

Nel mondo dei libri su TikTok, gli influencer sono definiti booktoker. La parola deriva dall’unione dei termini book toker (termine che definisce il content creator su TikTok).

Si occupano di recensire libri, dispensare consigli su letture, informare su uscite, oltre che organizzare scambi di tomi. Sono in grado di influenzare le vendite, come riconosciuto dagli esperti dell’editoria.

Un esempio eclatante è stato il caso del libro “La canzone di Achille” di Madeleine Muller (2011) che, dopo le recensioni di Selen Velez, la più famosa booktoker americana (su TikTok moongirlreads), ha venduto 10 mila copie in un giorno.

I booktoker sono i critici letterari di riferimento della Generazione Z. Trasformano l’attività di recensione in opinioni veloci (spesso sono dei video), fresche e realizzate con il linguaggio dei social.

Rappresentano una fonte di ricchezza per le case editrici che stanno cercando di inserire gli influencer con maggior numero di follower nelle proprie strategie marketing.

5 BookToker da seguire

In Italia, i nomi da seguire per rimanere aggiornati sulle novità letterarie sono diversi, tutti con un numeroso seguito di followers:

1. Arianna Craviotto (@arianna_craviotto), vanta ben 572 mila followers, appassionata della saga di Harry Potter e dei classici Disney;

2. Valentina Ghetti (@book.addicted)insegnante di mattina, booktoker nel tempo libero con i suoi 260 mila follower;

3. Megi Bulla (@labibliotecadidaphne), ha più di 430 mila followers e si occupa principalmente di recensioni del genere fantasy;

4. Martina Levato (@levv97), ha postato il suo primo video durante il lockdown e oggi registra circa 347 mila followers;

5. Magdalena Rosa (@magsbook), conosciuta come Maggie, universitaria con la passione per i libri, ha un seguito di 240 mila followers. Tra i suoi contenuti, si trova la lista “to be read”, elenco dei testi che leggerà nel tempo, per informare gli interessati.

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Il Teendrama è il genere più letto tra gli amanti di BookTok

Secondo i dati de Il Libraio, il genere letterario più in voga tra i seguaci dell’hashtag booktok sono i romanzi Young Adult, rivolti ad un pubblico generalmente compreso tra 12 e 18 anni.

Trattano di temi quali i primi amori, il sesso, l’amicizia, le avventure tra i banchi di scuola, ma anche argomenti come la ricerca della propria identità, il bullismo, l’inclusività, i disturbi alimentari e il suicidio.

Ma non propongono solo trame basate sulla realtà, spesso sono narrate storie distopiche, con apocalissi di vario genere, con zombie e creature sovrannaturali come protagonisti.

Nella categoria rientrano anche i riadattamenti dei classici in chiave contemporanea, come Il silenzio dell’acqua di Louise O’Neill, rivisitazione del più celebre La Sirenetta di Andersen, tra i più letti del genere.

10 letture più popolari su BookTok Italia da non perdere

Twisted love di Ana Huang, è definibile come un vero caso editoriale visto il successo. Il primo capitolo della saga, narra la storia di Alex Volkov, diavolo dal viso d’angelo, a cui viene affidata la sorella del migliore amico

booktok twisted love

I sette mariti di Taylor Kenkis Reid, l’ex celebrità di Hollywood, Heveline Hugo, svela la verità sui suoi sette mariti

booktok i sette mariti

La casa sul mare celeste di TJ Klune, narra di una storia d’amore ambientata in un’atmosfera fantastica.

booktok la casa sul mare celeste

La mascella di Caino di Torquemada, nel quale si legge di un enigma risolto da sole quattro persone al mondo, tornato alla ribalta grazie alla protagonista Sarah Scannel.

booktok la mascella di caino

Rosso bianco e sangue blu di Casey McQuiston: una fiaba moderna sull’amore che va oltre ogni convenzione.

rosso bianco e sangue blu

Come anima mai di Rossana Soldano, è stato la rivelazione letteraria del 2022, con una storia legata ai temi LGBTQ+.

come anima mai

Heartstopper di Alice Oseman, il primo volume della storia a fumetti, seguito dall’omonima serie tv britannica, che narra le avventure di Nick e Charlie.

heartstopper

Le ferite originali di Eleonora C. Caruso, un romanzo che mette al centro dell’attenzione i desideri e le paure dei protagonisti.

le ferite originali

In La vita invisibile di Addie La Rue, di V. E. Schwab, la protagonista Addie, nata nel ‘700, commette l’errore di scegliere l’immortalità e condannarsi, così, alla solitudine eterna.

la vita invisibile di eddie la rue

L’impero del vampiro di Jay Kristoff, i protagonisti della storia sono i vampiri, tema sempre vincente tra i giovanissimi dopo l’uscita della saga Twilight della Meyer.

l'impero del vampiro

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Modello AIDA: esempi e consigli pratici

Modello AIDA: cos’è, come si usa e best practice

Non c’è mai una seconda occasione per fare una buona prima impressione. In un mondo in cui comunicare valore nel modo giusto è diventato un diktat, questo aforisma risuona come un imperativo cui tutti siamo chiamati ad adempiere. Come? Persuadendo.

Il metodo AIDA è forse il più noto e il più utilizzato dai marketer per persuadere i clienti e condurli verso i nostri obiettivi. In questo approfondimento scopriremo i principi alla base del modello AIDA: esempi e consigli pratici da adottare nella propria strategia di marketing.

Modello AIDA: esempi e consigli pratici per una strategia di marketing efficace

Il modello AIDA è una tecnica che fiorisce nel 1898 dall’intuizione di Lewis, noto pubblicitario statunitense.

AIDA è l’acronimo di Attenzione-Interesse-Desiderio-Azione e descrive, infatti, tutte le fasi del funnel che il cliente attraversa dal momento in cui viene esposto al messaggio di un brand fino alla momento finale della conversione.

Questa tecnica, infatti, risente della cultura behaviorista del periodo in cui venne formulata: si ritiene, infatti, che il messaggio induca il cliente a compiere un’azione attraverso una successione di fasi.

Pertanto, il messaggio attira l’attenzione del consumatore, suscita interesse verso il brand, provoca il desiderio inducendo all’acquisto.

Entriamo nel dettaglio del metodo e delle sue fasi.

Le fasi del funnel

Il metodo AIDA è un modello teorico sul funzionamento della pubblicità. La sua strutturazione di tipo gerarchico prevede un percorso lineare (o sequenziale) che mira ad analizzare il comportamento di acquisto di un cliente.

Modello Aida: esempi e consigli pratici

Il comportamento d’acquisto, peraltro, risente di elementi cognitivi, affettivi e comportamentali che si attivano nel momento stesso in cui il cliente viene esposto al messaggio.

Le fasi che compongono la tecnica AIDA sono 4 e ognuna è propedeutica all’altra proprio perché ci si trova di fronte a un modello sequenziale, lineare.

La prima tra le fasi è l’Attenzione (o Awareness) in cui è necessario innescare processi di attivazione, percezione ed emozione.

Il cliente acquista consapevolezza sull’esistenza di un brand e il messaggio cui viene sottoposto può far leva su nuove informazioni, può essere provocatorio, accattivante. Si attivano, in questo caso i trigger della curiosità: le persone hanno il desiderio di vedere svelato ciò che non conoscono.

Dal momento in cui si guadagna l’attenzione e la consapevolezza del cliente, si passa alla fase dell’interesse attivo del cliente verso il messaggio.

In questa fase ci si mobilità per cercare informazioni sul prodotto/servizio, le caratteristiche principali che il venditore, in un crescendo, presenterà come vantaggi di straordinaria importanza.

Modello AIDA: consigli ed esempi pratici fase dell'interesse

L’interesse è il preludio al desiderio: il cliente è pronto a esprimere una preferenza e dimostra una concreta intenzione all’acquisto. I pregi sono sottolineati con particolare suadenza anche in rapporto ai prodotti similari della concorrenza.

Nella fase del desiderio si fa leva sui trigger che alimentano il senso di urgenza e scarsità per creare la sensazione che se non si coglie l’opportunità ‘adesso’ non si avranno altre occasioni.

Frasi come ‘offerta a tempo limitato’ oppure ‘offerta valida fino ad esaurimento scorte’ scatenano la cosiddetta FOMO (Fear of Missing Out) che si traduce nella paura di essere tagliato fuori da un’occasione irripetibile.

Se il desiderio è soddisfatto l’utente compie l’azione prevista dalla strategia di marketing: l’iscrizione a una newsletter, l’acquisto di un prodotto o la compilazione di un form. Il messaggio è fortemente orientato alla call to action.

Come utilizzare il modello AIDA: esempi e consigli pratici

I marketer sempre più spesso usano il modello AIDA per capire come e quando comunicare con in clienti durante ogni fase del percorso che condurrà l’utente dalla consapevolezza del brand all’acquisto dei suoi prodotti o servizi.

Per applicare correttamente questa tecnica è necessario porsi delle domande preliminari in ognuna delle fasi.

Nella fase della consapevolezza è necessario chiedersi come conoscere nuovi utenti e come raggiungerli, quali possono essere strategie di sensibilizzazione e quali piattaforme utilizzare.

LEGGI ANCHE: Come creare una Lead Generation efficace e far crescere il business

In merito all’interesse è utile chiedersi quali possano essere le strategie di contenuto, quali trigger emotivi utilizzare e se possiamo puntare sulla social proof. Un esempio? Sul sito aziendale si possono inserire sezioni in cui sono messe in evidenza le valutazioni e le recensioni dei nostri clienti.

È importante chiedersi, altresì, cosa possa rendere desiderabile il nostro prodotto o servizio e come possiamo stabilire un legame forte coi nostri clienti potenziali: chatbot, FAQ, suggerimenti e consigli pratici possono rappresentare un buon metodo.

Cruciali sono poi le domande in merito alle azioni che l’utente dovrebbe compiere: quali sono gli inviti all’azione e dove collocarli? A questo punto sarebbe utile anche pensare a strategie di retention per mantenere saldo il rapporto di fiducia col cliente attraverso una proposta di valore.

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Esempio pratico di applicazione del Modello AIDA: Coca-Cola Drinkable Ad

La Drinkable Ad di Coca Cola Zero è forse tra gli esempi più brillanti di applicazione del Modello AIDA. Per generare attenzione, Coca Cola ha scelto di adottare i classici cartelloni pubblicitari.

Campagna singolare poiché non spiegava nulla del prodotto ma, al contempo, solleticava la curiosità di un pubblico vasto, il più ampio possibile.

Un ulteriore aspetto di curiosità è dato anche dalle scritte rosse su un’etichetta dal fondo nero. Il pubblico era abituato, infatti, alle scritte bianche su un fondo rosso.

L’interesse è contenuto nella parola ‘zero’. Una reason why promettente da parte di Coca Cola nell’offrire una bevanda con zero zuccheri.

Il passaggio al desiderio è stato pressoché immediato. Il pubblico non vedeva l’ora di assaporare la nuova bevanda di Coca Cola.

L’azione è stata sollecitata con l’invito a provare la bevanda con la promessa di gusto inalterato, nonostante fosse sugar free.

Evoluzioni del modello: vantaggi e critiche

Il modello AIDA ha subìto nel tempo notevoli variazioni paradigmatiche. Molte sono le teorizzazioni successive che hanno riformulato il processo così come lo conosciamo oggi.

In ogni caso è spesso oggetto di contesa tra sostenitori e detrattori.

Le principali critiche mosse a questo metodo sono legate all’inconsapevolezza delle transizioni multiple in quanto non è possibile sapere come si comporterà il cliente dopo il primo acquisto. Molte sono le aziende interessate al lifetime value del cliente e non ad azioni singole.

Secondo i detrattori, inoltre, il modello AIDA non consente la gestione e il monitoraggio della reputazione.

Ciononostante il metodo AIDA presenta notevoli vantaggi.

Tra i principali: consente di ottenere dati per far funzionare efficacemente una campagna pubblicitaria; aiuta ad organizzare una strategia di marketing strutturata e verticalizzata su ciascuna delle fasi; favorisce i processi di vendita e l’ampia partecipazione di pubblico poiché si presta a strategie omnichannel.

Il modello AIDA consente, poi, di generare nurturing e, quindi, di coltivare il rapporto con il cliente coinvolto nel processo.

più belle pubblicità del 2023

Coca-Cola, IKEA e McDonald’s: le pubblicità più belle del 2023 (fino ad ora)

Afa, caldo e voglia di vacanza. Se anche tu sei ancora in ufficio a pigiare freneticamente sulla tastiera o a tappare sullo smartphone sognando acque calme e margaritas, rinfrescati con la nostra selezione delle più belle pubblicità del 2023 fino ad ora.

Gennaio 2023: le pubblicità più belle

McDONALD’S | Raise Your Arches

Il famoso brand di fast food trova sempre infiniti modi per porre l’accento sul proprio logo. Questa volta, in modo davvero creativo lascia a noi intuire dove trovare i suoi archi.

Lo spot, infatti, in cui logo o prodotti non compaiono materialmente, dimostra in modo alternativo la riconoscibilità del brand. In un ufficio alcuni colleghi comunicano tra loro il desiderio di mangiare non un panino qualsiasi ma proprio quello di McDonald’s; lo fanno attraverso due rapide alzate di sopracciglia, che insieme simulano proprio la lettera M.

Il linguaggio del corpo, in questo caso, è veramente inconfondibile.

META QUEST 2 | 3D Billboard

La strabiliante tecnica dell’anamorfismo sta conquistando sempre più brand. Gli effetti di questa nuova forma pubblicitaria rivolta all’OOH sono spettacolari e futuristici e, anche se si tratta di un effetto ottico, rapiscono subito l’attenzione dello spettatore. Niente di più azzeccato per la pubblicità del visore di realtà virtuale del brand Oculus, presente a gennaio in Piccadilly Circus a Londra.

Le pubblicità più belle del 2023: febbraio

IKEA CANADA | The Troll

Un film davvero ben fatto e simpatico quello di Ikea in cui il brand coniuga in modo particolare e sempre diverso, lo stesso concetto.

Per IKEA, infatti, un ambiente ben progettato e arredato trasforma uno spazio in una casa più accogliente in cui ogni persona è più felice.

Anche in questo caso dove un bambino riesce ad arricchire la tana dello scontroso e triste guardiano di un ponte a pedaggio nel bosco.

Il Troll, che data la forte somiglianza è forse il figlio di Bubo del celebre film del 1986 Labyrinth con David Bowie, ora potrà scoprire la felicità di godersi tutta la comodità della sua nuova casa, senza più interessarsi di spaventare nessuno.

SNAPCHAT | Wait’ll You See This

Diretto da Andreas Nilsson lo spot di Snapchat è delirante, inquietante e surreale. Sì, proprio come alcuni dei suoi infiniti filtri che la hanno resa famosa.

E cosa succederebbe se guardassimo il mondo con occhi diversi? Grazie alla magia dei filtri AR tutto può assumere la forma che più desideriamo.

Le pubblicità più belle di marzo 2023

APPLE PODS | Quiet The Noise

Esiste rumore più bello di quello dei propri pensieri? Ogni cosa scompare.

Il trambusto e il caos della città spariscono mentre siamo assorti nei pensieri accompagnati dalla nostra musica preferita. Apple per la presentazione dei suoi nuovi Pods centra in pieno il concetto.

Nello spot, la cover di Pixies “Where is my mind?” ci guida attorno ad una città apparentemente tranquilla e priva di rumori ma che torna a farsi sentire in tutta la sua confusione una volta sfilati i Pods.

Apple ci azzecca sempre.

COCA-COLA | Masterpiece

Tra le pubblicità più belle di marzo troviamo il capolavoro di Coca-Coca, letteralmente.

Un viaggio dell’iconica bibita tra le più celebri opere d’arte nelle diverse epoche; saltando dal suo autoritratto pop composto da Andy Warhol e rimbalzando di mano in mano dai personaggi di opere classiche e contemporanee che si fanno tridimensionali e prendono vita per ispirare la creatività di giovane studente.

Un viaggio di connessione e condivisione che rientra nella campagna più generale The Real Magic e che ritroviamo in ogni dettaglio artistico nella Gallery

L’insieme dei dipinti inclusi nello spot è affiancato alle opere di creatori emergenti provenienti da Africa, India, Medio Oriente e America Latina.

Aprile 2023

PATAGONIA | Wht’s Next?

Patagonia compie 50 anni ed è sempre incentrato e concentrato verso il futuro.

Tra le pubblicità più belle di aprile, quella di Patagonia ci parla di un futuro sostenibile, di qualità, di collaborazione, soprattutto ora che il cambiamento climatico richiede necessariamente un intervento congiunto.

Può dunque il capitalismo evolversi nella creazione di partner non competitivi? Può la società ricostruirsi sui valori della collaborazione e delle connessioni di qualità? Patagonia ci crede, portando avanti la promessa di un’azienda incentrata sul connubio tra natura, persone, prodotti e valori di qualità.

PUBLICIS ITALY/ LE PUB |The Laundry Screen

Le Pub presenta The Laundry Screen un progetto particolare realizzato per Prime Video nei quartieri spagnoli, il cuore di Napoli. Il racconto di una comunità appassionata, la storia di un popolo caldo, scaramantico, vivo, allegro e pittoresco in attesa della proiezione della partita definitiva che ha fatto vincere alla sua squadra di calcio il suo terzo scudetto.

Ci muoviamo tra i vicoli del quartiere, viviamo una tenera emozione nel vedere non mega schermi led ma semplici lenzuola stese tra un balcone e l’altro e sorridiamo con il cuore, proprio come in un film d’altri tempi.

Le pubblicità più belle del 2023: maggio

LINKEDIN | Find Your In | Laundromat |

Su LinkedIn le possibilità sono aperte a tutti. Non si tratta di quello che siamo in questo momento e delle competenze che abbiamo ora, ma di quello che possiamo diventare (come vediamo nella divertente campagna).

Il segreto? Trovare il nostro “in”.

ST. BONAVENTURE’S COLLEGE | What did you learn today?

È una domanda consueta, che i genitori si pongono ogni giorno. Una domanda a cui di solito si risponde con un’alzata di spalle. O con un borbottato “niente”.
Ma se vi dicessimo che è possibile ottenere una risposta migliore?

Grazie alla collaborazione con Target, l’agenzia indipendente più longeva del Canada, per la creatività e la strategia, la scuola sostiene con coraggio che l’istruzione viene al secondo posto.

Mark Twain una volta ha detto: “Non lasciate che la scuola sia d’intralcio a una buona istruzione“. Questa citazione ha risuonato con me durante le nostre sessioni di strategia“, ha detto TJ Arch, direttore creativo di Target. “Volevamo catturare l’essenza del loro approccio all’istruzione, che enfatizza la profondità e l’ampiezza delle conoscenze che gli studenti acquisiscono durante la loro esperienza nella scuola“.

Le pubblicità più belle del 2023: Giugno

LEXUS | Feet

Lexus presenta “Feet”, l’ultima campagna di Burns e Rebolución sotto la direzione di Javier Usandivaras, in cui il marchio mostra uno dei grandi vantaggi della sua nuova auto, la Lexus UX: la consegna senza attesa.

E lo fa attraverso un’intuizione tanto ovvia quanto inaspettata: il movimento di battere il piede per l’impazienza è lo stesso che facciamo quando guidiamo un’auto per accelerare. Per tutto lo spot viaggiamo tra piedi diversi nelle situazioni più sconcertanti, che si muovono su e giù in attesa di qualcosa che scopriremo solo negli ultimi secondi del pezzo. È lì, proprio alla fine dello spot, quando un ultimo piede si alza per cadere sull’acceleratore della Lexus UX.

Stesso gesto, ma intenzione diversa: questo piede non aspetta, questo piede guida.

ENEL | The Wonderful Armada

Nella nuova campagna di Enel possiamo vedere un mondo fantastico in cui gli asset di Enel sono stati trasformati in personaggi di fantasia.

Una vera e propria parata a cui partecipano robot fatti di pannelli solari, astronavi a pompa di calore e gorilla fatti di pixel.

Tutto per raccontare il mondo dei servizi e del pranzo in fibra che Enel porta nelle case delle persone.

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instagram e lo shadowban

Shadowban su Instagram: cos’è e come risolverlo

Pensi di essere vittima di shadowban su Instagram? Se recentemente Instagram ha limitato la visibilità dei tuoi contenuti, magari per aver violato alcuni termini d’uso della piattaforma, potresti essere incappato nello shadowban.

Lo shadowban è un fenomeno che coinvolge anche altre piattaforme social oltre a quella menzionata. Tra gli utenti, emergono diverse teorie riguardo a questo argomento. Alcune cercano di fornire spiegazioni plausibili, altre sfiorano ipotesi di complotto.

L’Head of Instagram, Adam Mosseri, ha sempre usato il termine “shadowban” tra virgolette e a fine del 2022 aveva annunciato importanti novità, cioè nuovi “strumenti di trasparenza“. In quella occasione aveva approfondito per la prima volta il tema dello shadowban su Instagram.

In termini empirici non esiste una definizione ufficiale di shadowban. Ad oggi però, Instagram ha ammesso che alcuni contenuti potrebbero non essere consigliati alle persone se vanno contro le linee guida della piattaforma.

Se sei vittima dello shadowban su Instagram avrai sicuramente notato:

  • Un improvviso calo della reach e/o dell’engagement.
  • I follower iniziano a dirti che i tuoi post e le storie non vengono visualizzati nei loro feed, anche se tu puoi vederli.
  • Non vieni avvisato in alcun modo che il tuo account è stato limitato.

Se sei consapevole di aver mancato di rispetto alle linee guida di Instagram (oppure no), puoi (in ogni caso) provare a fare qualcosa a riguardo.

Come capire se sei vittima di shadowban di Instagram

Instagram ha introdotto di recente una funzionalità che si chiama Account status, dove puoi vedere i contenuti che hanno violato le linee guida (che potrebbero portare allo shadowban).

Come fare? Vai sulle impostazioni del menu del tuo profilo e scorri fino a Guida, poi seleziona Stato account. Lo stato dell’account ti mostrerà se qualcuno dei tuoi contenuti è stato rimosso e perché.

Inoltre, la sezione “cosa non può essere raccomandato” ti porterà alle linee guida per i consigli per Instagram.

shadowban di instagram

Puoi anche verificare se sei stato sottoposto a shadowban su Instagram semplicemente pubblicando un post nel tuo feed e scrivendo degli hashtag (evitando di scegliere i più popolari). Poi, controlla se il tuo post viene visualizzato quando vai su quell’hashtag e guarda i post “recenti”. In caso contrario, potresti essere stato bannato.

Un altro modo per verificare lo shadowban di Instagram è andare su Instagram Insight e se noti un calo della reach, potresti essere stato bannato anche tu.

Come evitare lo shadowban

La risposta è molto semplice: evita tuto ciò che vada contro le linee guida di Instagram.

Ecco qualche esempio:

  • Contenuti violenti
  • Contenuti sessualmente espliciti
  • Contenuti condivisi da account non raccomandabili
  • Contenuti di bassa qualità relativi alla finanza (ad esempio investimenti non legali) o alla salute (come cure miracolose)
  • Contenuti o post clickbait che le persone tendono a segnalare molto
  • Contenuti non originali
  • Contenuti falsi e fuorvianti

Inoltre non puoi:

  • Acquistare follower e Mi piace
  • Seguire un gran numero di persone in un breve periodo di tempo
  • Utilizzare hashtag con contenuti inappropriati
  • Utilizzare bot per inviare messaggi alle persone o commentare casualmente i loro contenuti in blocco

Ricorda che il modo migliore per non essere bannati è pubblicare contenuti di valore, utili e divertenti che le persone vogliono vedere nei loro feed. Inoltre, prova ad aggiungere un avviso per la pubblicazione del tuo post (ad esempio condividi il post nelle tue stories), così le persone non si perderanno i tuoi contenuti.

Devi sapere che ci sono anche alcuni hashtag vietati da Instagram. Solitamente, sono contenuti che sono stati segnalati dagli utenti di Instagram per aver già violato le linee guida della community. In questo modo chi userà questi hashtag verrà nascosto.

Se vuoi evitare che accada, ti basterà controllare la pagina dell’hashtag. Se è vietato vedrai un avviso in alto che i post recenti sono stati nascosti.

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Come si risolve lo shadowban su Instagram?

Ecco alcuni consigli utili per risolvere il problema di shadowban su Instagram.

  • Elimina il post per cui sei stato bannato (se non sei sicuro, dai un’occhiata più da vicino alle informazioni dettagliate del tuo post e ai contenuti, inclusi gli hashtag).
  • Rimuovi gli hashtag vietati dai tuoi contenuti: assicurati di non conservarne nessuno. Puoi anche eliminare tutti gli hashtag dai post recenti, che è sicuramente il modo più rapido.
  • Rimuovi tutti i bot che continuano a commentare i post delle persone o a inviare messaggi non richiesti.

Quando sospetti di essere stato effettivamente sottoposto a shadowban, identifica il contenuto problematico e rimuovilo, inclusi eventuali hashtag che potrebbero averti messo nei guai.

Inoltre, rimuovi tutte le app di terze parti che potrebbero seguire le persone o apprezzare i loro contenuti per tuo conto. Usa solo le app ufficialmente approvate da Instagram e di proprietà di Meta.

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