iOS 9: un premio da 1 milione di dollari per il jailbreak

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iOS 9 è pieno di grandi novità: i pareri sulla nuova release Apple sono però controversi, specialmente dopo gli eventi delle ultime ore: un attacco hacker che sembra aver infettato circa 40 app dell’App Store – anche se alcune fonti parlano di circa 300 app coinvolte – che sono state al momento eliminate dallo store Apple.

Approfittando del momento in cui tutti gli sviluppatori sono impegnati all’update delle proprie app per iOS9, in Cina gli hacker hanno messo a disposizione una versione infetta della suite di strumenti per lo sviluppo XCode. la versione contraffatta, il malware Xcode Ghost è uscita a “prendere in giro” anche app come WeChat.

E dal momento che il tema “sicurezza” con iOS9 sembra essere diventato molto caldo, c’è chi ha pensato bene di mettere “un premio da 1 milione di dollari” per i primi che riusciranno a realizzare il jailbreak di iOS9: si tratta di Zerodium,  specializzata nello sviluppo di tecniche di intrusione informatica, che raccoglie una community di ricercatori e che vende i suoi programmi poi anche ad agenzie governative.

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Premessa su iPhone 4S e iPad 2, 3 e 4

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Avrete letto sicuramente delle novità più interessanti e intriganti riguardo l’update ad iOS9:

– poter disegnare schizzi su Note;

– poter bloccare le pubblicità su Safari grazie ad apposite app;

– le funzioni Slide Over e Split View per il multitasking: con iOS9 è infatti possibile passare da un’app ad un’altra in un’unica schermata;

– funzionalità Picture in Picture, che permette di visualizzare la finestra del video che avete in riproduzione anche mentre leggete le email o navigate sul vostro social network preferito.

Ebbene, queste novità non sono per tutti i device Apple che possono effettuare l’update a iOS9: non sono disponibili per quei device che non sono dotati di processore a 64 bit e che non raggiungono i 2 giga di RAM. Sono dunque esclusi da queste funzioni iPhone 4S, iPad 2,3 e 4.

Ma non demoralizzatevi: esistono ancora molte funzioni interessanti che ora vi mostreremo!

Fotocamera e video

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1. Zoom per i video – Con iOS 9 grazie al “pinch to zoom” ora potrete non soltanto ingrandire le immagini anche i video mentre sono in riproduzione.

2. Nascondere le foto – Potrà capitare di dover mostrare i vostri album Momenti, Raccolte e Anni agli amici: per nascondere alcune foto di questi album, selezionatele e poi cliccate sul pulsante in basso a sinistra per aprire la schermata Condividi e selezionate Nascondi. In questo modo le foto saranno raccolte nell’album Nascosti.

3. Selezionare velocemente le foto – Con iOS9 è possibile selezionare ora in modo semplice più di una foto: non dovrete cliccare una ad una, ma trascinare il dito su quelle che vi interessano.

4. Visualizzazione e scrolling veloce delle foto – Se aprite una foto, per tornare all’album vi basterà trascinare velocemente il dito in basso. Inoltre quando aprite una foto, sotto vi compariranno le miniature delle altre foto dell’album.

Batteria

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5. Widget per la batteria – Potete ora aggiungere al vostro Centro Notifiche il widget dedicato alla batteria che vi mostrerà la carica residua del vostro iPhone o iPad o di qualsiasi altro vostro device Apple collegato, compreso il vostro Apple Watch. Vi basterà aggiungere il widget cliccando su Oggi e poi in basso su Modifica.

6. Modalità per il Risparmio energetico – Per ridurre il consumo della batteria quando non riuscite a caricare subito il vostro device, potrete scegliere da Impostazioni>Batteria la modalità Risparmio energetico che disattiva l’invio e la ricezione di messaggi email, l’aggiornamento delle app in background e alcuni effetti dinamici.

Messaggi

7. Invio rapido – Da Spotlight potrete inviare ai vostri contatti chiamate o messaggi.

10. Risposta Rapida – Questa caratteristica è stata parzialmente introdotta in iOS 8, ma ora tutte le applicazioni di messaggistica con iOS 9 permettono risposte veloci da inviare trascinando il dito verso il basso su un nuovo messaggio di notifica.

Notifiche

11. Gruppi di notifiche – Se preferite le notifiche raggruppate per app piuttosto che secondo il tempo, vi basta selezionare Impostazioni> Notifiche> Raggruppa per app e passate l’interruttore su On.

Safari

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12. Salvare sito in PDF – Potete ora salvare una copia in pdf della pagina che state visitando selezionando il tasto in basso Condividi e poi inviando la copia in PDF a iBooks.

13. Richiedere versione desktop – Dal tasto Condividi o tenendo premuto Refresh sulla barra degli indirizzi, potrete richiedere di visualizzare la versione desktop di un sito mobile.

Tastiera

14. Modifica caps della tastiera – Avrete visto che ora la tastiera virtuale iOS 9 di Apple si adatta automaticamente per mostrare i caratteri maiuscoli e minuscoli. Non tutti sanno che questa opzione è disattivatile andando in Impostazioni> Generali> Accessibilità> Tastiera<Mostra tasti in minuscolo. Se volete divertirvi a fare scherzi…

Comandi veloci

15. Calcolatrice rapida e Conversioni di valuta – Come con il browser Chrome, Spotlight in iOS 9 ora ti offre la risposta ai calcoli e alle domande sulla valuta, digitando direttamente sulla barra di ricerca.

iOS 9 e la sicurezza

L’attacco hacker ha rimesso in discussione un problema sollevato più volte sui device Apple: si possono ancora dire “sicuri” contro virus? Sarà forse arrivata l’ora di discutere la questione con i grandi della sicurezza informatica come Kaspersky Lab.? Vedremo cosa cambierà con l’arrivo dei nuovi iPhone e iPad sul mercato e con le nuove release di iOS9.

KPI e Analytics: a cosa servono davvero? [INTERVISTA]

Gianpaolo Lorusso

Una metrica è l’unità che fornisce risposte alle tue domande, ma studiare le Web Analytics non è di certo la cosa più semplice al mondo. Proprio per questo abbiamo chiesto qualche consiglio a Gianpaolo Lorusso docente del Master Online in Web Marketing & Social Media Communication.

1. Ti abbiamo presentato come il supereroe che diminuisce lo spread dei tassi di conversione. In cosa consiste il tuo potere?

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Non amo molto essere “gurizzato” (anche perché prima o poi finisce che qualcuno ti manda a fan-guru! 😉 )
A parte gli scherzi, il web è così variegato e mutevole che chiunque ne capisca le dinamiche dovrebbe sempre mantenere un approccio umile e attento a tutti i suggerimenti esterni. Se pensi di essere “arrivato”, sei pronto per il tuo prossimo fallimento!

Detto questo, uno dei passaggi chiave quando ti occupi di ottimizzazione dei tassi di conversione o CRO (Conversion Rate Optimization – per dirla all’americana) è tracciare tutte le possibili conversioni legate al tuo sito. E quando non ne hai, bisogna “inventarsele”!

Bisogna cioè trovare il modo di tracciare anche gli utenti che non hanno fatto una conversione “classica” (acquisto on line o contatto per richiesta info/preventivo), ma che hanno anche solo mostrato un forte interesse verso i tuoi prodotti/servizi (clic su email, telefonate, visite in pagine chiave del tuo sito, ecc.).
È proprio la capacità di tracciare tutte le conversioni possibili che distingue i professionisti dagli hobbisti del web marketing, perché ti mette in grado di capire da dove viene il traffico di qualità 😉

2. Quali sono le decisioni che gli Analytics possono aiutarmi a prendere?

In cosa possono aiutare le metriche e le Analytics? Ce ne parla Gianpaolo Lorusso [INTERVISTA]

Moltissime! Diciamo che è più vero il contrario… Ce n’è qualcuna in cui le Analytics non mi possono aiutare!
Se tracci per bene tutto, analizzando i dati ti puoi rendere conto di moltissime cose. I limiti principali delle Analytics dipendono dalla loro natura quantitativa, dal fatto che sono legate alla struttura del sito pubblicato e dalla fallacità di cookie e geolocalizzazione.

Non esistono quindi delle statistiche che ti spiegano perché gli utenti si comportano in un certo modo (se non in casi particolari), né cosa avrebbe potuto funzionare meglio rispetto a quello che hai pubblicato, ma per tutto il resto c’è… l’analisi dei dati 😉

3. Come posso individuare le azioni di conversione principali?

come ottimizzare le conversioni

Dando per scontato il tracciamento delle azioni “classiche” (acquisti negli e-commerce e registrazioni o richieste di contatto nei siti di lead generation), non esistono regole assolute valide per tutti i casi.
Questo è il motivo per cui tutti i sistemi di Analytics escono senza conversioni pre-impostate dalla “fabbrica”, ma bisogna impostarle manualmente caso per caso.

Sicuramente tutte le azioni che denotano un interesse verso i contenuti, come la lettura approfondita delle pagine, la visualizzazione dei video, il download di eventuali materiali scaricabili possono essere considerati validi indicatori di interesse (e quindi identificativi di fonti di traffico di qualità). Così come tutte le azioni di condivisione o contatto diretti o tramite social network hanno sicuramente una valenza in questo senso, più o meno grande a seconda degli obiettivi che si vogliono raggiungere con il sito.

4. Metriche e KPI: quali sono gli indicatori che non possiamo ignorare?

Una prima considerazione è che i dati in termini assoluti dicono poco. Per poterli interpretare correttamente bisogna sempre confrontarli con il periodo precedente o, ancora meglio, con lo stesso periodo dell’anno precedente.
Solo così puoi capire se ci sono eventuali problemi e quali sono gli aspetti chiave su cui lavorare.
Naturalmente meritano particolare attenzione i dati di visite & sessioni (anche durata e pagine medie viste), tassi di conversione e rimbalzo (cioè utenti che vanno via dal sito senza cliccare su nessun’altra nostra pagina).

Oltre questi sicuramente bisogna analizzare con attenzione quelli relativi alle fonti di traffico (da tracciare per bene anche con l’aiuto di parametri di tracking aggiuntivi, quando possiamo definire il link di origine della visita) e i dati relativi ai contenuti che generano più traffico o interazioni. La risposta però è un po’ troppo complessa per essere riassunta in maniera esauriente.

5. Devo analizzare per la prima volta i conversion rate di un sito web. Puoi darmi un consiglio?

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Traccia tutto il tracciabile, soprattutto quando non hai un sito che fa decine di conversioni al giorno!
Scremerai dopo i dati meno significativi, quando avrai i numeri per farlo, considerando solo quelli che ti danno reali informazioni sulle performance delle tue campagne.Un altro inconveniente delle Analytics è che comincerai a tenere traccia delle conversioni solo dal momento in cui le avrai impostate (non esiste retroattività per questo tipo di dati).

Se hai tempo e modo di sbagliare, per poi correggere in un secondo tempo, cerca subito online dei suggerimenti su cosa tracciare e su come farlo, oppure partecipa al master e capirai subito cosa fare e soprattutto perché farlo… 😉

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Patagonia dice no allo “sporco” business del denim

patagonia_dice_no_allo_sporco_business_del_denimNegli ultimi anni noi consumatori stiamo diventando sempre più consapevoli a proposito di che cosa ci sia dietro quello che acquistiamo: dalla provenienza delle banane alle colle utilizzate nelle nostre scarpe per correre.

Proprio questa consapevolezza sta sensibilizzando sempre di più le aziende portandole ad attuare vere e proprie rivoluzioni in termini di materiali utilizzati, processi di produzione e chimici nonché condizioni di lavoro degli operai.

Patagonia, tra queste, si sta facendo riconoscere per una vera e propria rivoluzione nella produzione dei suoi jeans con l’invito per molti a seguire l’esempio.

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Le pericolose sostanze chimiche utilizzate per la coltivazione del cotone sono state accantonate privilegiando una produzione organica e controllata, senza l’utilizzo di pesticidi dannosi, fertilizzanti sintetici, sostanze chimiche nocive o erbicidi velenosi per l’uomo e per l’ambiente.

La tintura tradizionale del denim comporta l’utilizzo di milioni di litri d’acqua e svariati cicli di lavaggio e risciacquo per raggiungere il risultato che conosciamo. Patagonia ha investito nella ricerca ed ora, grazie ad un nuovo processo di tintura e produzione attraverso sostanze coloranti che più facilmente aderiscono al cotone, è in grado di ridurre al minimo il consumo di risorse e i relativi danni ambientali.

Il risultato è una sostanziale diminuzione dell’impatto ambientale nella catena di produzione del denim: -84% di acqua utilizzata,  -30% di energia elettrica consumata e -25% di emissioni di CO2.

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Leggi anche: Rispettare l’ambiente utilizzando la plastica? COn EKOCYCLE Cube, si può!

Nella stessa ottica di rivoluzione anche la tutela dei diritti di chi i patagonia li taglia, cuce e confeziona è garantita dalla Fair Trade Certified per la realizzazione delle cuciture. Il programma Fair Trade, infatti, si assicura che gli operai lavorino in condizioni di sicurezza, con equi salari e orari offendo le migliori garanzie contro lo sfruttamento della manodopera infantile.

“Quello del denim tradizionale è uno “sporco” affare ed è proprio questo che ci ha spinti a cambiare la modalità di produzione dei nostri jeans” Helena Barbour, Business Unit Director di Patagonia per la sezione Sportswear. 

Patagonia ha ampliato il suo portfolio prodotti con la fierezza di chi sa di star facendo del suo meglio, speriamo che anche altri brand seguano il suo esempio perchè come diceva qualcuno: “sarà anche una goccia nel mare” ma ora ne abbiamo già l’84% in più.

Divani, organi e New York: i migliori annunci stampa della settimana

I migliori annunci stampa della settimana selezionati nella rubrica Ninja del lunedì. Quale il più creativo? Decidetelo voi!

Apartheid Museum: Protest – Mob – Police

Divani, organi e New York: i migliori annunci stampa della settimana
Divani, organi e New York: i migliori annunci stampa della settimana
Divani, organi e New York: i migliori annunci stampa della settimana
Nel 2015 in Sud Africa, vi è una tendenza fin troppo comune a credere che la storia della segregazione non sia più rilevante. Questa campagna vuole sensibilizzare sui temi di un passato recente per ragionare sulle attuali tensioni interrazziali

Advertising Agency: OpenCo – The Open Collaboration, South Africa
Chief Creative Officer: Louis Gavin
Executive Creative Director: Rob Rutherford
Creative Director: Darren Borrino
Strategist: Sean Donovan
Art Directors: Sheldon Stewart, Darren Borrino
Copywriter: Rob Rutherford

Cinna: Beauty above all

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Capire le priorità: la bellezza e il design sempre al primo posto; anche se non te lo puoi permettere (in questo caso per questioni di spazio).

Advertising Agency: Jesus et Gabriel, Paris, France
Creative Director: Gabriel Gaultier
Art Director: Sebastien Pierre
Copywriter: Olivier Camensuli
Photographer: Blommers & Schumm

INAT: National Organ Donation Day

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12 settembre giornata nazionale paraguaiana della donazione degli organi.

Advertising Agency: Nasta Ogilvy, Paraguay
Creative Director / Copywriter: Sergio Sevega
Art Director: Sam Griffith
Illustration: Marcelo Carreras
Account Executive: Janeth Polanco
Aditional credits: Alejandra Vázquez

Renault professional trucks: Can’t adapt everything

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Non tutto può essere adattabile. Per gli ingombri più difficili scegli la gamma di veicoli professionali Renault.

Advertising Agency: Publicis Conseil, Paris, France
Creative Director: Marcello Vergara
Art Director: Martin darfeuille
Copywriter: Alexandre Hildebrand
3D artist: Denis Seounes
Photographer: Ronan Merot
Assistant AD: Antoine Dezes
Production company: Wanda Print

Seamless: How New York eats

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Ok fratello! Puoi pure cucinare a casa o fare interminabili file ai ristoranti.

Ma i veri fighi, oggi, prenotano e si fanno recapitare il cibo tramite il sito e l’app di Seamless.
Non sembrare un tipo da New Jersey, impara come si nutre un vero newyorkese.

Advertising Agency: BBH, New York, USA
Creative Chairman: John Patroulis
Chief Creative Officer: Ari Weiss
Executive Creative Director: Gerard Caputo
Creatives: Daniel Bonder, Dave Brown, Jean Morrow, Geno Burmester, Even Benedetto, Daniel Burke, Mikio Bradley, Klara Lindberg
Designer / Illustrator: Bruno Borges
Account Director: Alex Monger
Account Manager: Mike Mueller
Head of Account Management: Torrey LaGrange
Chief Strategy Officer: Sarah Watson
Strategist: Angela Sun

LEGGI ANCHE: Back to school, gelatina e germi: i migliori annunci stampa della settimana

4 consigli per ottenere il meglio da Instagram [HOW TO]

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Come non notare l’arrivo di nuovi post sul proprio stream Instagram? Da alcuni giorni, insieme alle foto di amici, celebrità e artisti, stanno facendo capolino i primi post sponsorizzati. I brand – anche in Italia – stanno iniziando a investire su questa piattaforma, la più improntata su immagini e stili di vita. Non tutti però – soprattutto piccole attività o privati che iniziano ad affacciarsi sulla piazza dei social – possono permettersi di investire in un nuovo canale per aumentare interazioni e follower. Per questo abbiamo pensato di stilare una classifica di consigli per aumentare l’engagement in maniera organica.

1 – Giveaway

Concorsi e giveaway sono un ottimo mezzo per raggiungere un pubblico molto vasto e iniziare a gettare le fondamenta della propria community. La spesa è molto bassa (basta un semplice gadget o una gift card) e i risultati sono sorprendenti. I tipi di concorsi che vanno per la maggiore sono quelli in cui si invita gli utenti a taggare un certo numero di amici nel post o a effettuare un repost taggando il brand nella foto; entrambi i principi sono rivolti ad aumentare la visibilità del concorso e conseguentemente del profilo.

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Un consiglio: spesso si pensa che proponendo un premio di alto valore, si ottenga automaticamente il più alto numero di nuovi follower. In realtà si rischia solamente di produrre un fuoco di paglia in questo modo. Considerato che l’obiettivo è la costruzione di una community che resista nel tempo, è sempre meglio offrire un premio dal valore modesto, ma strettamente legato al proprio settore di competenza. In questo modo verranno coinvolti solamente utenti davvero interessati al brand.

Inoltre, dal 2010 i Giveaway sui social network, almeno in Italia, sono regolamentati da una severa normativa (che potete trovare cercando online il Decreto legge 28 aprile 2009, n. 39, Legge 24 giugno 2009, n. 77 , Decreto direttoriale 5 luglio 2010): è stato disposto infatti i concorsi organizzati su Instagram, ma anche su Facebook e altri canali socail, non possano avere in palio premi in denaro, titoli azionari o altri titoli direttamente collegati ad un corrispettivo pecuniario.

Per organizzarne uno, quindi, è sempre meglio affidarsi a un legale, considerando anche che le multe sono salate: la mancata comunicazione o  inviata successivamente all’inizio del concorso rischia di costare dai 2.065,83 ai 10.329,14 €. Se realizzate invece un giveaway in modo differente dalle modalità inizalmente previste si rischia di dover pagare una cifra compresa fra 1.032,91 e 5.164,57 €.

Ancora peggio va se i Concorsi e le operazioni a premio sono vietate a norma di legge: in questo la sanzione va dai 50.000,00 ai 500.000,00 € (e attenzione: “somma raddoppiata in caso di proseguimento del concorso nonostante il divieto”).

Su Quag è possibile trovare discussioni aperte proprio per districarsi sul tema: perché il GiveAway è sì un’ottima azione tattica da impiegare nelle vostre strategie social, ma è anche meglio informarsi prima di organizzarne uno!

2 –  Ispirazione

Coinvolgere i propri follower è fondamentale, e una delle ricette migliori per farlo è attraverso contenuti di ispirazione che invitino gli utenti a fantasticare. Una fotografia d’impatto porterà engagement e vi farà guadagnare like: d’altronde Instagram è un social completamente basato sul potere delle immagini.

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Due consigli:

  • le foto in cui il blu è il colore dominante tendono a ricevere più cuori: è provato! Con qualche scatto del mare non si può che andare sul sicuro. In fondo a chi non piace immaginarsi sulla spiaggia immersi nel relax?
  • quando non si è gli autori dello scatto, è fondamentale dare credito al suo autore taggandolo nel post.

3 – Hashtag

Un ottimo modo per aumentare la diffusione e la visibilità dei post è facendo un buon uso degli hashtag. Non stiamo dicendo di inserirne righe e righe della scuola #picoftheday, #foodporn #tagforlikes, ma di saper includere i propri scatti negli stream adatti a creare un dialogo con gli utenti che hanno gli stessi interessi.

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Un consiglio: l’utilizzo di un hashtag creato appositamente, soprattutto quando si organizza un concorso, aiuterà a dargli visibilità e a dare vita una tendenza strettamente legata al brand.

4 – Domande

Proseguendo quanto detto sopra, a volte basta una domanda per ottenere numerose interazioni sotto a un post. Chiedendo ad esempio dove si trova il paesaggio nella foto, qual è la meta preferita degli utenti o interessandosi alle loro preferenze, si otterranno numerose risposte e engagement. I follower si sentono riconosciuti quando gli viene chiesta la loro opinione e non tarderanno mai a fornirla. Questo tipo di strategia può anche far gioco alla visibilità del post in quanto all’aumentare delle interazioni aumenterà anche la possibilità che la foto finisca nella sezione Scopri.

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E tu, hai dei consigli per noi? Faccelo sapere nei commenti!

Nescafé sbarca su Tumblr per raggiungere i millennial

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Nescafé è il primo brand globale al mondo a trasporre la sua intera presenza online su Tumblr, la più utilizzata piattaforma di microblogging e social networking.

Michael Crisment, capo del marketing globale di Nescafé, ha motivato questa scelta spiegando che Tumblr, per le caratteristiche che sono proprie di un network di blogger, risulta un canale più vicino al consumatore, anche potenziale, e più orientato a meccanismi di co-creazione e di user generated content.

I fan di Nescafé potranno utilizzare la piattaforma per condividere immagini, video e GIF con il brand di Nestlé come protagonista, aumentando in questo modo l’esposizione della marca e contribuendo al rafforzamento della sua brand community.

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Tumblr potrà essere, anche, utilizzato per coinvolgere direttamente e in prima persona i consumatori, nell’ambito di iniziative e contest finalizzati alla creazione di nuovi gusti, pack o prodotti a marchio Nescafé.

Il coinvolgimento del consumatore è sempre più importante, non solo per rafforzare immagine, identità e gradimento del brand, ma anche per sfruttare l’intelligenza collettiva del proprio target di riferimento.

L’altro motivo principale che ha spinto Nescafé a sbarcare su Tumblr è legato alla necessità di raggiungere un target più esigente e complesso, decisamente più impermeabile a media e modalità comunicative tradizionali.

Il segmento di consumatori di cui stiamo parlando è quello dei millennials, che rappresentano un’audience giovane e con caratteristiche specifiche che lo rendono profondamente diverso dagli altri cluster.

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LEGGI ANCHE: The Distant Hello: Nescafè corre in aiuto delle coppie a distanza

In base ad una ricerca di Mintel, il valore mondiale delle vendite di caffè istantaneo tra i giovani è sceso del 3% dal 2013 al 2014, con la previsione di un ulteriore e continuo declino fino al 2020.

I millennials sono i principali utenti di Tumblr e, grazie alla decisione di entrare a far parte di questo network, Nescafé si propone di raggiungerli esattamente dove si trovano e con le modalità e i mezzi che sono a loro più vicini e congeniali.

Un altro obiettivo da conseguire, grazie a questo percorso, è quello del sostenimento dell’e-commerce relativo ai prodotti Nescafè. Quest’ultima registra già buoni risultati nelle vendite online, ma vuole eguagliare la sua quota di mercato offline, pari al 35%, che la rende il brand più forte nel mercato inglese.

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Chrisment è convinto che questa nuova presenza su Tumblr avrà un impatto positivo sul SEO del brand e sulla performance complessiva della marca online. Il profilo Tumblr di Nescafè sarà online in UK entro un paio di settimane e arriverà in più di quaranta mercati prima della fine del 2015.

La strategia complessiva di Nescafé, che prevede un crescente interessamento verso media non convenzionali e spesso gestiti direttamente dai consumatori, non implica tuttavia l’abbandono dei canali più tradizionali come TV, stampa, radio e altro, che continuano a essere fondamentali per raggiungere gli altri segmenti di consumatori.

Creative Clusters: in Campania si cercano idee per città smart

Creative Clusters, città intelligenti da idee innovative

UPDATE: Le iscrizioni al bando sono chiuse, vi aggiorneremo presto sulle idee selezionate.

Può una città intera trasformarsi in un’impresa di successo? La risposta arriva da un nuovo bando per selezionare idee innovative in tema di sviluppo di città e comunità con l’intento di trasformarle in vere e proprie iniziative di impresa. Si tratta di “Creative Clusters Smart Cities”, lanciato dall’Assessorato all’innovazione startup e internazionalizzazione della Regione Campania e attuato da Sviluppo Campania, in contemporanea con un secondo avviso legato alla fruizione turistica nel territorio di Pompei (“Creative Clusters Beni Culturali e Turismo”).

Intuizioni creative per lo sviluppo sostenibile del territorio

Creative Clusters, città intelligenti da idee innovative

Sono le idee a generare il cambiamento, per questo non puoi tenere la tua chiusa nel cassetto. Creative Clusters è un programma di animazione e orientamento che supporta la creazione di imprese innovative valorizzando le intuizioni creative orientate a migliorare la qualità della vita e contribuire a uno sviluppo sostenibile, economico e sociale del territorio della Campania.

L’obiettivo? Raccogliere le migliori idee innovative per lo sviluppo di città intelligenti, supportandole con servizi di innovazione e creazione d’impresa e offrendo tutti gli strumenti necessari per farle diventare realtà imprenditoriali.

Controlla che nella tua idea siano presenti queste parole chiave e partecipa: alto livello di creatività, processi e contenuti innovativi, capacità di migliorare lo sviluppo economico dei contesti di riferimento.

I settori interessati sono molti: Broadband, Smart health, Smart mobility e Mobilità alternativa, Smart education, Smart government, Smart culture & travel, Smart security, Energie rinnovabili ed efficienza energetica, Risorse naturali.

Preparati a cambiare il mondo con Creative Clusters

Creative Clusters, città intelligenti da idee innovative

Creative Clusters è una grande opportunità per trasformare le tue intuizioni innovative in realtà produttive. Entrambi gli avvisi sono rivolti a studenti, imprenditori, laureati, ricercatori, startup innovative, spin-off universitari e industriali operanti sul territorio della Campania.

Dopo la fase della selezione iniziale verrà condotta un’attività di audit dell’idea di business per individuarne elementi di forza e criticità.

Successivamente ai proponenti verrà fornita la cosiddetta “Cassetta degli attrezzi dello startupper”, cioè l’insieme di tutti gli strumenti necessari per la gestione di impresa, con particolare riguardo per ambiti strategici come comunicazione, marketing e social media, fundraising e crowdfunding, branding e visual identity, protezione delle idee e brevettazione, modelli di business e modelli organizzativi di successo. Insomma, proprio tutto quello di cui avrai bisogno per trasformare la tua intuizione in business.

Infine sarà seguito il take off dell’idea imprenditoriale, ossia la traduzione dell’idea innovativa in progetto di business vero e proprio, attraverso l’elaborazione di un business plan con il supporto di esperti in creazione di impresa.

Come partecipare a Creative Clusters

Creative Clusters, città intelligenti da idee innovative

Se vuoi finalmente trasformare la tua idea in business e contribuire allo sviluppo del tuo territorio, ricorda che hai tempo per presentare la tua candidatura fino al 5 ottobre 2015 alle ore 12.00 e che l’intero percorso terminerà nel mese di dicembre.

Per maggiori informazioni, i due bandi sono consultabili sul sito internet www.sviluppocampania.it.

Creative Clusters è un’iniziativa inserita nell’ambito del “PIANO DI AZIONE PER LA RICERCA E LO SVILUPPO, L’INNOVAZIONE E L’ICT” finanziato dal Programma Operativo della Regione Campania 2007/2013 Ob.Op 2.1 ed è realizzato in partnership con il Ministero dello Sviluppo Economico e i Distretti e i Laboratori ad Alta Tecnologia presenti in Campania.

I più creativi dell'anno premiati ai Clio Awards

clio_awards_2015_ninja_04Stampa, digital, brand entertainment, i migliori protagonisti del mondo dell’advertising vengono premiati anche quest’anno con i Clio Awards. La cerimonia di premiazione si svolgerà a New York il 30 settembre e vedrà trionfare giovani talenti italiani, ma anche colossi del marketing internazionale.  Continua a leggere

Festa della Rete 2015: dall'identità digitale al mobile payment, c'è di mezzo Martina Dell'Ombra

Mirko Pallera e Gianluca Lisi alla Festa della Rete 2015
Il dubbio che fino a due settimane fa ha letteralmente attanagliato tutti gli addetti del settore digital era: “Festa della Rete a Rimini o Festival della Comunicazione a Camogli?” Sul livello dei contenuti e lo spessore dei relatori dei due eventi non si discute. Ciò che veramente premeva a tutti era un comune pensiero: sarà un’occasione per stare in spiaggia ad abbuffarsi di piadina o di focaccia di Recco. Orbene, io ho scelto la città di Fellini.

LEGGI ANCHE: Rudy Bandiera contro tutti: chi vincerà alla Festa della Rete?

Che cosa mi sono portata a casa?

Souvenir, dubbi e certezze. Tra un boccone di piadina squacquerone e rucola e una forchettata di tagliolini allo scoglio ho riflettuto sui concetti di macchia cieca e filter bubble, sul confronto tra offerta formativa dei mooc (corsi di alta formazione gratuita online) versus università e sulla necessità di costruirsi un’identità digitale.

E ancora, ho cercato di intuire quale tra i 127 archetipi delineati in Loveting fosse quello che più mi rappresentasse. Ho pensato al futuro delle agenzie di comunicazione e del giornalismo e all’affermarsi del fenomeno della news corporation e ai paradossi tutti italiani del mobile payment. E infine ho riflettuto sull’emblematico fenomeno delle micro-celebrity, sul caso Martina Dell’Ombra, che ci fa capire quanto ancora “gli utenti non sappiano di non sapere”.

Martina Dell'Ombra su Google

Macchia cieca: se gli utenti non sanno di non sapere

Che cosa non sappiamo di non sapere? Partiamo dagli algoritmi. La massa enorme di informazione in rete è molto meno informe di quanto crediamo. A rendere rilevante i contenuti per l’utente e ad “organizzarli” ci pensano gli algoritmi, “che sono neutrali come lo sono i produttori di armi”, come qualcuno dei relatori faceva notare alla Festa della Rete.

Non è casuale infatti, che la nostra bacheca di Facebook ci mostri solo alcuni profili di amici e non altri, così come non è casuale che ci troviamo a fruire di certe news e non di altre. D’altra parte, “l’algoritmo è omofilico, è una percezione molto fluida della nostra realtà“, precisa il prof. Giovanni Boccia Artieri”, che aggiunge:

Il rischio è di ritrovarsi in una bolla che ci fa vedere un pezzo di realtà come se fosse tutta la realtà

Il fenomeno della filter bubble, per dirla con Eli Pariser, è proprio quello che descrive gli algoritmi come filtri del nostro flusso di conoscenza. Vediamo solo ciò che vogliamo sapere e non ci viene mostrato ciò che non vogliamo sapere. E pensare che il meccanismo di inclusione/esclusione del dato è strettamente correlato ai nostri click.

Non c’è contraddittorio, non c’è diversità

Ma non era forse nata per questo la rete? Per promuovere la pluralità e la coralità?

Proseguiamo con il fenomeno Martina Dell’Ombra. Per chi ancora non l’avesse capito, è una troll. Ci ha trollato tutti, sin dalle sue prime apparizioni. Ammetto di esserci cascata pure io, poi il dubbio: non è che ci sta pigliando in giro? Nasce così una nuova star del web, o meglio l’universo delle stelle del web si arricchisce di una nuova micro-celebrity.

Mooc Versus Università

Tra 20 anni Harvard esisterà ancora?

Si interroga Marco De Rossi, di Oil Project. Vale la pena infatti chiedersi se oggi, abbia ancora senso investire tante risorse economiche in alta formazione (soprattutto universitaria), se la tendenza è quella di frequentare sempre più le aule virtuali dei mooc (Massive Open Online Courses).

Formazione gratuita però non vuol dire però formazione di basso livello, né formazione rivolta a principianti. Sono sempre più gli alti profili che accedono a queste piattaforme per aggiornarsi. E allora, quale sarà il destino allora della formazione? Alessandro Rimassa (Talent Garden) e Giacomo Moiso (Fluentify) non hanno dubbi: contenuto online, ma discussione offline.

Marco De Rossi, Giacomo Moiso e Alessandro Rimassa alla Festa della Rete 2015

Marco De Rossi, al centro, (Oil Project) modera il panel Mooc versus Università

Verba volant sed “digital data” manent

Se è compito dello stato definire una nostra identità legale, come ha sottolineato l’onorevole Stefano Quintarelli è dovere dell’utente provvedere a costruirsi un’ identità digitale, chiosa la docente AnnaMaria Testa. Siamo quello che pubblichiamo, quello che commentiamo. Ogni nostro like ha un valore e contribuisce a creare la nostra identità. E allora, siamo davvero consapevoli delle briciole che lasciamo in rete? Chiede Daniele Chieffi. In risposta calza a pennello il tweet di Gio Boccia Altieri:

I figli di oggi, si scontreranno domani con una identità digitale creata dai loro genitori

ammonisce l’avvocato Barbara Indovina, quasi a confermare una tendenza sempre più crescente: i social network non sono un gioco, né tantomeno un diario segreto.

Il cloud è il computer di qualcun altro

“Hacking Team is hacked”. Così rompe gli indugi Matteo Giovanni Paolo Flora, che ci ricorda il motivo per cui anche chi credeva di essere invulnerabile ha peccato di leggerezza. Che cosa è mancato all’azienda di hacker milanesi? La paranoia.

Paranoia is a virtue

Continua Flora ed è un invito che fa a tutti gli utenti presenti. Se pensavi che almeno su cloud, i tuoi dati fossero al sicuro, ricorda che il cloud è il computer di qualcun altro.

Loveting: marketing? No, management

La vera creatività è sempre etica

precisa Gianluca Lisi, che intervistato da Mirko Pallera, presenta il suo ultimo libro. Nel marketing si tende sempre a parlare di desideri dei consumatori e mai dei desideri del marketer. E pensare che al netto del suo essere ruolo, il marketer è uomo o donna, con una propria identità etica, con il proprio corredo di valori. E pensare che questi valori corrispondo ai profili  dei 127 archetipi descritti all’interno del libro. Si parte da dentro, per costruire fuori il mondo, o meglio una community, che sia il più possibile affine con i nostri desideri.

Andrea Boda Festa della Rete

Andrea Boda alla Festa della Rete 2015

Il mobile payment del futuro non è in mano alle banche

L’Italia è il primo Paese al mondo per uso di carte prepagate e moneta elettronica, ma su 4 POS, ne viene utilizzato solo 1.  Eppure le strutture ci sono,

ha sottolineato Devid Jegerson (UBI Banca). Non a caso, si chiede qualcuno dalla platea: “Perché l’italiano medio preferisce pagare in contanti e fare ancora coda al casello? Sembra proprio che esista ancora una forte resistenza culturale. “Si tratta di sicurezza percepita“, risponde Massimo Chiriatti, moderatore del panel sul Mobile Payment . Eppure, il 70% dei consumatori acquista ancora via SMS, aggiunge Enrico Sponza (Movincom).

Quale futuro per il pagamento elettronico? Le parole poco rassicuranti dall’Head of ePayments non lasciano spazio a molte interpretazione:  in Italia, il mobile payment è fermo da 30 anni. Per fortuna non siamo soli: Grecia e Polonia ci fanno compagnia, anche se quest’ultima ci sta superando per quello che riguarda l’ambito contactless. In questo ecosistema, tante startup del settore sgomitano, ma i veri player, ad oggi rimangono Google e Samsung, che hanno introdotto la tokenizzazione e le impronte digitali. “E le banche stanno guardare?” – chiede qualcuno dalla platea. E pensare che giocherebbero a casa loro.

Festa_della_Rete_2015

Massimo Chiriatti, Enrico Sponza e Devid Jegerson alla Festa della Rete

Se il content marketing lo fa l’azienda

Branded content o native advertising? Il futuro sarà in mano a quelle aziende che diventeranno news corporation – avverte Daniele Chieffi, Head of Web Media Relations.  Già adesso, la tendenza è quella di avere in azienda una redazione composta da giornalisti professionisti.

I vincitori del Macchianera Italiana Awards 2015

Qui troverai la lista completa di tutti i vincitori del MIA 2015. Di seguito invece te ne elenco qualcuno.

Mi spiace per Selvaggia Lucarelli, ma non c’è storia. All’avvenenza dissacrante della prima, gli italiani hanno preferito la semplicità domestica del buon Gianni Morandi, che si aggiudica il titolo di Miglior Personaggio.

Non c’è trippa per gatti nemmeno per la sezione Miglior Sito: a staccare su tutti, l’irriverente Lercio.

O la si ama o la si odia o non la si capisce. Martina Dell’Ombra rimane a bocca asciutta. Non è lei la Miglior Rivelazione, bensì “Mamme che scrivono messaggi“. (“NN aveVO Dubai”).

Attimi di cardiopalma, che neanche al derby Inter-Milan, per la sezione Miglior Presenza Social: a mani basse avrebbe potuto vincere Gianni Morandi, ma per un soffio di voti, AstroSamantha aka l’ingegner Samantha Cristoforetti, la spunta sul cantante di Monghidoro.

Trasmissione TV più social? MasterChef, che zitta zitta supera Gazebo e XFactor.

Il premio Miglior Community va alla satira di Spinoza. Ca va sans dire.

Miglior Sito Televisivo: TV Blog vince su Davide Maggio.

Miglior Canale TV: stravince DMAX

Miglior YouTuber: l’erede di Guglielmo Scilla? Non sapremo mai se eguaglierà il successo del primo, ma YoTobi, quest’anno è il miglior Personaggio Video.

Tra tutte le Radio in lista, la migliore ai MIA Awards è lei: Radio DeeJay.

Lo storify dell’evento

5 cose che devi sapere sul web marketing [FREE MASTERCLASS ON DEMAND]

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A breve partirà il Master Online in Web Marketing & Social Media Communication a cura della Ninja Academy.

Durante la Free Masterclass del 15 Settembre 2015 abbiamo avuto un assaggio del corso con Gianpaolo Lorusso, Simone Tornabene, Luca La Mesa, Lorenzo Viscanti e Damiano Ferraioli, docenti dei diversi moduli di apprendimento.

Se non sei riuscito a seguire il webinar in diretta, hai ancora l’occasione per tenerti al passo con lo scenario digitale seguendo la Free Masterclass on demand attraverso il sito della Ninja Academy.

Come seguire la Masterclass sul Web Marketing

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Tutto ciò devi fare è andare sul sito della Ninja Academy e iscriverti gratuitamente alla free masterclass “5 COSE CHE DEVI SAPERE SUL WEB MARKETING”, se non l’hai già fatto, o accedere al tuo account.

Nella tua area utente troverai un elenco di tutti i contenuti a te dedicati, compreso il video della masterclass.

Si tratta di un’occasione per tutti coloro che vogliono avere un’anticipazione del corso e per dare una sbirciatina all’universo Ninja Academy.

Non dimenticare che se vuoi iscriverti al Master Online in Web Marketing & Social Media Communication  hai tempo fino al 29 settembre per approfittare dell’early booking.