Twitter Polls: la guida completa ai nuovi sondaggi [HOW TO]

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Tutti lo sanno: Twitter è un posto bellissimo per chi ama dire la propria e avviare conversazioni su qualsiasi tema. E l’ultima funzionalità lanciata – o meglio, che è in fase di rilascio graduale – mira proprio a ufficializzare questo ruolo. Stiamo parlando dei Polls, una funzione che va oltre i 140 caratteri e permette a tutti di chiedere un’opinione con facilità e raccogliere i risultati automaticamente.

I sondaggi sono già attivi sul vostro profilo? Perfetto, questa guida vi darà qualche idea su come e quando utilizzarli.
Non lo sono ancora? Poco importa, con questo articolo sarete padroni della nuova funzione prima ancora che possiate domandarvi come si usa!

Cominciamo con…

L’anatomia del Poll

Il concetto di sondaggio, su Twitter, non è una novità. Già da molto tempo c’è chi usa le due (uniche) forme di interazione offerte dal social per permettere agli utenti di dire la propria. Quali? Preferito e retweet – con ciascuna delle due azioni corrispondenti a una risposta.

twitter_polls_1A partire da questo trucchetto usato fino a oggi, gli sviluppatori hanno dato forma alla nuova funzione basandola su quattro pilastri fondamentali:

  • i sondaggi sono limitati a due sole opzioni
  • i sondaggi vivono per 24 ore (gli utenti sono informati del tempo rimanente e di quanti utenti hanno partecipato)
  • il voto non è condiviso pubblicamente (perciò la gente non saprà chi ha votato cosa)
  • tutti possono sapere i risultati dei sondaggi

Il fatto che non si possa sapere l’alternativa selezionata da ciascun utente è un forte invito al voto: sia perché chiunque preferisce mantenere l’anonimato quando esprime una preferenza o dà un giudizio, sia perché in questo modo i brand non potranno targetizzare gli utenti in base alle loro scelte. Ipotizziamo di esprimere una preferenza in ambito politico e di veder comparire ovunque in giro per la rete il simbolo del partito che si fa portatore di quell’ideale: non sarebbe il massimo.

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A parte il procedimento per crearlo, un sondaggio si comporterà esattamente come qualsiasi altro tweet: può essere retwittato in modo da dargli maggiore visibilità (chiunque può poi esprimere la propria preferenza direttamente sul retweet) e chi l’ha creato può fissarlo in cima al profilo per non farlo perdere nel feed.

Ah, può anche essere embeddato, per inserirlo nel post di un blog e ricevere reazioni e opinioni veloci all’interno di un articolo.

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Perché usare i sondaggi: qualche idea

1 – Far decidere gli utenti

Quando si tratta dei contenuti del prossimo post, offrite un’alternativa agli utenti. Come dicevamo all’inizio, tutti amano dire la loro e lo fanno ancora più volentieri quando sanno di essere ascoltati.

Un esempio? Se parlate di cucina, date due alternative e fate scegliere la prossima ricetta ai vostri follower. Ve lo garantiamo, le interazioni si impenneranno.

2 – Pronostici

Questa è facile. Se amate lo sport – e soprattutto se ne parlate – non potete non chiedere agli utenti un pronostico sulla prossima grande sfida. Basta un sondaggio per aprire una discussione – sicuramente accesa – con gli appassionati.

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3 – Divertire e divertirsi

Un sondaggio non dev’essere necessariamente fatto per chiedere opinioni serie. Ogni tanto fa bene un break simpatico per divertirsi con i propri follower e dare una spinta all’engagement.

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4 – Chiedere feedback

Chiedere feedback ai clienti può essere spinoso, ma i Poll possono accorrere in aiuto se si decide di analizzare alcuni aspetti specifici del proprio prodotto. Sceglietene uno e proponetelo sotto forma di domanda a due risposte: gli utenti saranno felici di dire la loro!

5 – Reagire in tempo reale

L’esempio proposto dagli sviluppatori di Twitter (riportato nell’immagine sopra) calza a pennello per questo caso: “L’arbitro ha fatto la scelta giusta?“. Chiedete un’opinione durante un evento, una partita o un programma TV e vi accorgerete subito del vantaggio. Le risposte saranno raccolte nei risultati del sondaggio e addio allo scroll infinito delle menzioni per sapere cosa dicono gli utenti!

Tocca a voi

Come in qualsiasi ambito, il miglior modo per ricavare il massimo da uno strumento è farne un uso creativo, a cui nessuno aveva ancora pensato. Fate tanti tentativi e troverete il modo migliore di utilizzare i Poll per le vostre necessità. E se proprio non riuscite a trattenere un’idea geniale, condividetela con noi commentando qua sotto!  😉

Ninja Social Oroscopo dal 29 ottobre al 4 novembre

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Cari Guerrieri astro addicted, è tornato il Ninja social oroscopo con le previsioni, segno per segno, dal 29 ottobre al 4 novembre.

Partiamo subito esplorando un po’ il cielo di fine ottobre che, nemmeno a farlo apposta, sembra concentrarsi sulla creatività e sulla concretezza, inspirando i dodici segni ad assecondare la propria indole personale, ma anche a sfidarla. Difficile pensare che ad un Guerriero possa interessare Halloween, ma se così fosse, il travestimento perfetto potrebbe essere la massima espressione della sua genialità, irrimediabilmente sprecata in un contesto effimero. Fortunatamente con l’arrivo di Novembre la svolta sarà quella della serietà e della compostezza, suggerita dal transito di Mercurio nel segno dello Scorpione. Qualche distrazione potrebbe arrivare dalla congiunzione di Marte e Venere, capace di infondere nel cielo della settimana una buona dose di romanticismo e di carica sessuale. Doti che se usate con sapienza possono aiutare a raggiungere obiettivi che con la sola caparbietà e sicurezza potrebbero allontanarsi sempre di più.

Saranno proprio i segni d’Acqua i primi a tentare un approccio più morbido. Il Cancro avrà voglia di sperimentare cosa significhi alzare la mano e dire la sua, con il massimo garbo che lo contraddistingue. Lo Scorpione dovrà decidersi ad ascoltare la vocina che gli chiede di essere più malleabile mentre i Pesci cercheranno di isolarsi quella che dice loro di rimettersi all’opera.

I segni di Terra manterranno ben salda la loro posizione di leader dello zodiaco. L’energia dei pianeti Marte e Venere nel loro caso sarà così potente da rischiare il corto circuito. Il Toro renderà omaggio ai suoi collaboratori facendoli sentire indispensabili e preziosi. La Vergine li distrarrà con discorsi totalmente fuori luogo, ma detti con così tanta serietà da convincere l’interlocutore a seguire il suo ragionamento. IL Capricorno cercherà di trovare l’anima gemella già dai tornelli dell’ingresso; attenzione, lavorativamente parlando non durerà mai più di un progetto.

I segni di Fuoco dovranno trovare il giusto escamotage per tornare sulla cresta dell’onda, viceversa l’Ariete girerà a vuoto, il Leone si metterà in malattia e il Sagittario cercherà di imbucarsi a qualche convegno, pur conquistare un po’ più di tempo.

I segni d’Aria avranno la brillante idea di mettere nero su bianco un po’ tutto, dai commenti negativi a quelli positivi. L’Acquario scriverà mail lunghissime, esprimendo tutti i suoi dubbi ma mantenendo un certa distanza. Il Gemelli sbatterà la porta e rincorrerà in giro per i corridoi il responsabile del suo disappunto (attenzione, il bagno è una trappola). La Bilancia, invece, prima di intervenire cercherà di comporre la parola giusta… senza rendersi conto di non avere in mano le lettere sufficienti!
Buona settimana!

Facebook Messenger introduce le richieste di messaggio

 Message Requests

 

Facebook dice addio alla cartella “altro” introducendo le richieste: da oggi l’unica cosa da sapere per comunicare virtualmente con i “non amici” è il loro nome .

Message Requests  è così che si chiama l’importante aggiornamento svelato dal vice presidente di Facebook Messenger David Marcus  attraverso un post sul suo profilo personale, in cui scrive:

“Dimenticatevi i numeri di telefono! Vogliamo trasformare Messenger in un luogo in cui l’utente possa trovare e contattare privatamente chiunque abbia bisogno di raggiungere, scegliendo di poter essere contattato solo da chi desidera. Ora, l’unica cosa che ti serve per parlare con chiunque nel mondo, è il suo nome.”

Come funzioneranno le richieste su Messenger

Message Request facilita il modo di raggiungere le persone sconosciute con le quali si ha esigenza di comunicare: basta digitare nome e cognome per inviare in modo diretto un messaggio privato.

A differenza del passato con questo aggiornamento non si correrà più il rischio che il messaggio non venga letto o venga visualizzato dopo settimane. Fino ad oggi i messaggi ricevuti dai contatti non presenti nelle proprie cerchie di amicizie andavano a finire nella sezione “altro”, cartella però poco conosciuta e poco utilizzata da molti utenti, tra l’altro inaccessibile da mobile.

Ora invece grazie a Message Request verranno notificati come richiesta e ognuno potrà decidere se accettare o meno il messaggio ricevuto. Inoltre Facebook sempre attento a proteggere la privacy dei propri utenti manterrà una certa riservatezza e non svelerà al mittente l’avvenuta lettura ed un eventuale rifiuto del messaggio inviato.

Questo aggiornamento potrebbe non sembrare rilevante, invece cambierà totalmente il modo di raggiungere gli utenti che non si conoscono personalmente: Facebook potrebbe così diventare uno strumento sostitutivo al telefono.

Ci chiediamo se Message Request da una parte agevolerà la connessione tra gli utenti dall’altra o se piuttosto favorirà anche lo spam: voi che ne pensate?

 

Facebook Ads: sai scegliere il colore giusto? [HOW TO]

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In un’ambiente molto affollato come quello di Facebook il colore della tua inserzione è fondamentale non solo per attirare l’attenzione ma anche per capire alla prima occhiata di cosa si sta parlando. Il modo migliore per avere visibilità è capire la gerarchia tra lo sfondo, la base (il testo, ad esempio) e l’accento, come una call to action, tenendo presente i gusti del nostro pubblico: gli uomini infatti preferiscono tinte forti mentre le donne amano le sfumature.

Rosso

Un segnale di allerta universale che eccita le cellule celebrali perché qualcosa di importante sta per accadere sia in senso estremamente negativo, come un pericolo, che estremamente positivo, come l’amore e il sesso. Per quanto sia la scelta più facile per catturare l’occhio distratto su Facebook, bisogna cercare di non essere intimidatori, forti e invadenti. Un buon compromesso sarebbe utilizzarlo per evidenziare parti precise della tua inserzioni, come la call to action, oppure mettendolo in primo piano costruendo un contrasto con lo sfondo, meglio se blu o grigio scuro per un aspetto professionale, o verde come nell’esempio qui sotto.

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Verde

È colore più semplice da elaborare per i nostri occhi e il secondo dopo il rosso ad accendere il cervello. Come come puoi immaginare, il verde ci ricorda la natura e tutto ciò che offre trasmettendo freschezza, relax ma anche ricchezza. Per questo può rivelarsi particolarmente efficace se collegato ad alimenti o prodotti per la cura personale, ma attenti a non accostarlo a una call to action che ne risulterebbe decisamente affievolita: meglio con coupon e codici sconto. Se vuoi metterlo bene in evidenza prova accostamenti con il giallo o l’arancione, o se invece vuoi che sia percepito in maniera sottile punta su ambientazioni all’aperto per le tue foto.

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Viola

Nell’antica Roma solo i nobili potevano indossarlo, dato l’altissimo costo degli abiti in questo colore, poi entrato nella liturgia cristiana come simbolo di spiritualità, il viola è il colore preferito soprattutto dalle donne. L’ideale dunque per un target femminile e per comunicare ricchezza sia economica – quindi nel settore business – sia un senso di lusso, come è avvenuto ad esempio per la cioccolata che con questo colore distintivo ci ricorda di quando era un prodotto non accessibile a tutti.

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Nera

Restando nell’idea del lusso, il nero è il colore della ricercatezza che può meglio trasmettere una tecnologia sofisticata o qualcosa di eterno come l’eleganza – pensiamo a Chanel –  ma anche la solidità di un’azienda. È un colore molto rigoroso non solo nelle sensazioni che trasmette ma anche nel suo utilizzo: dal momento che in natura non esiste il nero puro (tutti gli oggetti neri hanno sempre una certa quantità di luce che rimbalza fuori da loro) in una composizione visiva risalterebbe troppo sugli altri. Meglio quindi puntare sulle diverse gradazioni di grigio scuro.

 

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Epic fail

Ci sono due colori particolarmente rischiosi da utilizzare nelle tue inserzioni, e il primo è il blu. Il colore della fiducia, integrità ed efficenza ma soprattutto il colore presente in tutto Facebook, cosa che non farà risaltare il tuo annuncio se decidi di farlo interamente in blu. Il trucco può essere provare tinte molto più chiare oppure inserirlo in una cornice che lo separi dal contesto della piattaforma, come in questo esempio.

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Il secondo colore è davvero sconsigliabile non solo perché è il meno preferito sia da uomini che dalle donne, ma anche perché può essere un vero fail se parliamo di cibo: il marrone. Per spiegarne il motivo lasciamo parlare le immagini, ricordi questo post dell’Algida?

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Politwoops: cronaca di un ritorno annunciato?

People seen from above forming the earth globe shape

In una recente conferenza stampa, il neo-CEO nonché co-founder di Twitter, Jack Dorsey, ha stupito un po’ tutti con una dichiarazione riguardante Politwoops, il servizio che tiene traccia dei tweet cancellati dagli account dei politici. Dopo la chiusura forzata decisa quest’estate, pare che ora il social stia valutando la possibilità di riattivare il servizio.

Politwoops aveva aperto i battenti nel 2012, rientrando nello stesso anno nella classifica dei “50 siti più interessanti” secondo il Time. In pochissimo tempo era arrivato a coprire un vasto numero di Paesi in tutto il mondo, con ben 31 account dedicati a registrare e archiviare i tweet cancellati non solo da politici, ma anche da diplomatici e personaggi di rilievo nel panorama del diritto internazionale. Finché non è stato cancellato a sua volta per mano di Twitter.

Il servizio si appoggiava chiaramente alle API del social, ma a giugno di quest’anno la Sunlight Foundation, l’organizzazione no-profit che gestiva l’account statunitense, è stata accusata di violare i termini di utilizzo di Twitter e costretta senza mezzi termini a interrompere la sua attività. In breve la stessa sorte è toccata a tutti gli altri account.

Politwoops

A dispetto di ciò che si potrebbe pensare, la Sunlight Foundation non si occupa di satira né di critica politica, bensì di trasparenza verso i cittadini: il suo obiettivo è “rendere il governo e la politica più responsabili e trasparenti”, con il supporto della tecnologia e degli open data.

Non ci sono mai stati atteggiamenti ostili o denigratori nei confronti di qualche personaggio in particolare. Nessun accanimento, anche perché in molti casi i tweet parlavano e si commentavano da soli. Se qualche scandalo c’è stato, soprattutto oltreoceano, non è stato certo sollevato e “montato” da Politwoops, che anzi è rimasto sempre un servizio molto neutrale.

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Quali sono state quindi le motivazioni della sua chiusura, e soprattutto quali sono oggi le motivazioni dell’inversione di marcia da parte di Twitter?

La spiegazione ufficiale, abbastanza lapidaria, invocava qualche mese fa il principio di uguaglianza per tutti gli utenti del social, senza distinzioni fra comuni mortali e personaggi pubblici. Il messaggio era chiaro: che inferno sarebbe se un utente – chiunque egli sia – non potesse cambiare idea e cancellare un suo tweet senza possibilità di oblio? La gogna mediatica non può durare a vita: l’intento dichiarato da parte di Twitter era quindi tutelare ciascun utente allo stesso modo.

Blue Bird Vote for Democrat sign on white background

A dire il vero, però, questa motivazione non aveva convinto granché, e la fine di Politwoops non era stata presa per niente bene, né dai suoi fondatori né dall’opinione pubblica: in nome dell’uguaglianza e del diritto all’oblio di tutti gli utenti, si era messo un bavaglio al diritto degli elettori di essere informati e chiedere trasparenza. In fondo – come aveva dichiarato subito il Presidente della Sunlight Foundation – un personaggio che ricopre una carica pubblica per mandato dei cittadini deve assumersi la responsabilità delle proprie dichiarazioni. Anche sui social.

Twitter, come gli altri social, è un’odierna piazza pubblica: ciò che si dice – soprattutto su temi di natura politica, nel senso etimologico del termine – è una questione di interesse pubblico e di memoria storica. 

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Per ora la Sunlight Foundation e le altre organizzazioni coinvolte non sono state ancora contattate direttamente da Twitter, e la dichiarazione sul possibile ritorno di Politwoops ha lasciato di stucco anche loro. Il sito rimane online ma l’ultimo archivio risale a maggio 2015. Le parole di Jack Dorsey però parlano abbastanza chiaro: “Sentiamo la responsabilità di continuare a sostenere le organizzazioni che vogliono portare trasparenza, come Politwoops”.

Stiamo a vedere quanto c’è da aspettare. A proposito, per dire, quand’è che si chiudono le Presidenziali negli Stati Uniti?

E-Tailers 2015: la call for ideas per startup innovative retail, eCommerce e mobile commerce

Ecommerce, mobile commerce e retail innovation Digital Magics e Talent Garden cercano la tua startup [CALL FOR IDEAS]

Una startup early stage, un business innovativo nel settore retail innovation, eCommerce e mobile commerce, sistemi di pagamento o soluzioni logistiche innovative. La voglia di cambiare i mercati italiani ed europei con la tua idea disruptive.

Digital Magics e Talent Garden stanno cercando proprio la tua idea, per sviluppare nuovi modelli di business attraverso il bando e-Tailers 2015. Hai tempo per candidarti fino all’11 novembre.

Perché proporre la tua idea innovativa?

Ecommerce, mobile commerce e retail innovation Digital Magics e Talent Garden cercano la tua startup [CALL FOR IDEAS]

Se sarai selezionato avrai a disposizione l’esperienza di Digital Magics, l’incubatore di progetti digitali quotato su AIM Italia, che fornisce servizi di consulenza e accelerazione a startup e imprese, per facilitare lo sviluppo di nuovi business tecnologici, e la forza della rete di Talent Garden, il più grande network europeo di spazi di coworking focalizzato sul settore digitale e creativo.

E tra i partner troverai anche altri nomi importanti, come PrestaShop, TAG Innovation School, Corriere Innovazione, Ninja Marketing, IBM, Innogest SGR e zanox.

Cosa ti serve per presentare la tua startup a Digital Magics e Talent Garden

Ecommerce, mobile commerce e retail innovation Digital Magics e Talent Garden cercano la tua startup [CALL FOR IDEAS]

Un’ottima idea e una startup early stage. Ecco tutto quello di cui hai bisogno per partecipare a e-Tailers 2015.

Sei sta già sviluppando modelli di business innovativi e originali nei settori del retail innovation, e-commerce e mobile commerce, o stai cercando soluzioni innovative nell’ambito dei sistemi di pagamento e della logistica, prepara il tuo team alla più grande occasione per la vostra startup.

Digital Magics e Talent Garden premieranno le migliori idee italiane in grado di creare disruption nei mercati italiani ed europei.

Fra tutte le idee inviate qui, saranno selezionati dieci progetti che parteciperanno a workshop e programmi di formazione dedicati organizzati da TAG Innovation School e da PrestaShop, presso il nuovo campus di co-working TAG Milano Calabiana, il 18 e il 19 novembre.

Avrai l’occasione di imparare i passi fondamentali per costruire un eCommerce di successo, come utilizzare Facebook ADV per l’eCommerce, ma anche come sfruttare tecnologie e SEO per l’eCommerce.

Il 20 novembre ci sarà una sessione di mentorship per lo sviluppo dell’idea con il team di Digital Magics e dopo i vari fondatori delle idee selezionate presenteranno il proprio progetto a una giuria di esperti, formata dalle aziende sponsor della competition, che decreterà le migliori startup di E-Tailers 2015.

E-Tailers 2015, tutti i premi

Ecommerce, mobile commerce e retail innovation Digital Magics e Talent Garden cercano la tua startup [CALL FOR IDEAS]

Cerchi un motivo in più per partecipare? Ogni partner della call for ideas mette in palio due premi per le proprie startup preferite.

Potrai aggiudicarti 2.500 euro di prodotti sul marketplace PrestaShop, un anno di advertising sul circuito zanox eccezionalmente senza setup fee e senza minimi garantiti e sinergie formative con TAG Innovation School per accompagnare la crescita dei business vincitori.

A tutte le startup in possesso dei requisiti, inoltre, verrà data la possibilità di inviare la candidatura per aderire ai programmi IBM per le startup e ottenere crediti sull’utilizzo del Cloud IBM.

Infine, un’opportunità unica per presentare la tua idea innovativa: le dieci startup selezionate avranno l’opportunità di essere valutate da Digital Magics per il programma di accelerazione dell’incubatore e da Innogest SGR per un eventuale investimento.

Cosa aspetti? Lancia la tua startup eCommerce verso il futuro, inviando la tua idea entro l’11 novembre 2015.

Facebook mobile: un nuovo look per le Notifiche

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Facebook non resta mai indietro rispetto ai suoi competitor e trova sempre un modo per aggiornarsi e potenziarsi in tutti i campi della comunicazione digitale: questa volta Mark Zuckerberg e il suo team hanno trovato un modo nuovo per stupire gli utenti.

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No, non stiamo parlando delle capacità linguistiche di Mark che in questi giorni ha impressionato tutti con il suo discorso in mandarino alla Tsinghua University di Pechino. Parliamo invece dell’ultimo aggiornamento delle applicazioni mobile iOS (iPhone) e Android.

Con un post sul blog ufficiale, infatti, il Product Manager Keith Peiris ha annunciato due cambiamenti importanti della funzione Notifiche delle app: la prima è dal punto di vista della user experience, in quanto le notifiche con l’upgrade saranno raggruppate in schede in stile Google Now; la seconda riguarda il contenuto di queste.

Tutte le informazioni importanti per te

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Le schede in cui saranno organizzate le notifiche comprenderanno infatti non soltanto i compleanni degli amici e gli eventi che li riguardano, ma molto altro: partite sportive del giorno, meteo, programmi tv, news di primo piano e locali, eventi e locali nelle vicinanze e i film proiettati nei cinema di zona.

Facebook ha motivato così la scelta di questo aggiornamento:

“Ogni giorno le persone usano le notifiche per aggiornarsi su ciò che accade ad amici e familiari. Abbiamo accolto le richieste degli utenti che chiedevano di aggiungere informazioni importanti facilmente visibili, in un unico luogo.”

Un sistema di notifiche personalizzabile

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L’utente avrà poi la possibilità di personalizzare la sezione delle notifiche: basterà aggiungere o rimuovere le diverse schede attraverso il menu delle impostazioni. La maggior parte di queste schede funzioneranno grazie alla geolocalizzazione: Facebook in questo modo potrà suggerire all’utente gli eventi e le news che possano davvero essere di suo interesse.

M, l’assistente virtuale di Facebook

In questo modo il social network di Menlo Park si trasforma in un assistente personale intelligente, proprio come Siri per Apple, come Cortana per Microsoft o come Google Now per Big G. Del resto è una svolta a cui Facebook ci sta abituando dallo scorso agosto quando ha lanciato nella città di San Francisco il Beta Test del suo assistente vocale M: si tratta di una funzione integrata all’app Messenger che permette di richiedere prenotazioni nei locali, di fare acquisti e chiedere informazioni.

La novità rispetto ai competitor è che M non è soltanto una serie di logaritmi, ma per alcune richieste si avvale del lavoro di un team di persone in carne e ossa. Per ora si hanno poche notizie del beta testing su M: potete divertirvi a leggere ad esempio le prime impressioni di BuzzFeed sull’assistente vocale di Facebbok.

Purtroppo non dovremo aspettare solo per M ma anche per l’aggiornamento della sezione Notifiche: al momento solo gli utenti statunitensi dotati di iPhone e dispositivi Android potranno utilizzare le nuove funzioni. Non si hanno notizie sull’upgrade nel resto del mondo: speriamo l’attesa non duri a lungo!

Creative Clusters Campania, ecco le startup selezionate

Creative Clusters Campania

Abbiamo seguito fin dall’inizio i giovani partecipanti a “Creative Clusters Smart Cities” e “Creative Clusters Beni Culturali e Turismo”, i due avvisi promossi dalla Regione Campania attraverso l’Assessorato all’Innovazione Startup e Internazionalizzazione e attuati da Sviluppo Campania.

Ora, dopo la fase preliminare di valutazione delle candidature, conosciamo finalmente le 20 idee – 10 per ciascun bando – che avranno accesso agli step successivi: l’audit dell’idea e la verifica della sua fattibilità, la “cassetta degli attrezzi” con i laboratori tematici e, infine, il take off dell’idea imprenditoriale.

Giovani futuri imprenditori e startup già costituite hanno proposto le loro idee più innovative, creative e competitive e adesso diventano i veri protagonisti di un percorso che li porterà a consolidare la loro idea di business e che si concluderà a dicembre 2015.

Il passo successivo? Partecipare ad importanti eventi di settore che si svolgeranno nell’arco dei prossimi mesi.

Creative Clusters valorizza le intuizioni creative e migliora la qualità della vita in Campania

Creative Clusters Campania, ecco le startup selezionate

L’obiettivo dei Creative Clusters è quello di supportare la creazione di imprese, valorizzando le intuizioni creative orientate a migliorare la qualità della vita e contribuendo a uno sviluppo sostenibile, economico e sociale del territorio della Campania.

Gli ambiti di riferimento sono da un lato le smart cities, città che diventano intelligenti grazie all’innovazione in settori come la banda larga, l’health, la mobilità alternativa, l’istruzione, la cultura, la sicurezza, le energie rinnovabili, l’efficienza energetica e le risorse naturali; dall’altro i beni culturali e il turismo sul territorio del grande attrattore Pompei, che presenta enormi potenzialità in settori come ospitalità, mobilità, industria e le attività culturali, facility per i turisti, enogastronomia e artigianato locale.

“Creative Clusters Smart Cities” e “Creative Clusters Beni Culturali e Turismo” sono realizzati mediante il PO FESR Regione Campania 2007/2013 – Asse 2 – Obiettivo 2.1 “Piano di azione per la ricerca e lo sviluppo, l’innovazione e l’Ict” in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico, i Distretti e i Laboratori ad Alta Tecnologia della Campania e, per il Creative BCT, con il Comune di Pompei.

Le migliori idee selezionate per Creative Cluster Smart Cities

Creative Clusters Campania, ecco le startup selezionate

Tra le idee e le startup selezionate per l’ambito Smart Cities, la promozione del riciclaggio del vuoto a rendere per la riqualificazione “dal basso” di Piazza Bellini, un portale multilingua per la promozione dei Campi Flegrei, una guida turistica atipica con i protagonisti dell’epoca e una piattaforma web per la Smart mobility.

Ma l’attenzione è anche verso arte, cultura, enogastronomia e trasporti e al marketing di prossimità, con una piattaforma che permette di comunicare informazioni in base alla vicinanza a un luogo.

Infine microreti di trasporti sostenibili e di servizi connessi al flusso turistico da Capo Palinuro a Matera, un centro polifunzionale orientato a incoraggiare abitudini alimentari corrette e stili di vita sostenibili, una infrastruttura di rete fissa e mobile nei centri storici in cui l’attuale copertura è scarsa o assente e una app ludico-educativa per l’apprendimento delle materie scolastiche.

Il meglio di Creative Clusters Beni e Attività Culturali

Creative Clusters Campania, ecco le startup selezionate

Tra le dieci migliori proposte selezionate per il settore Beni e attività Culturali, troviamo invece una piattaforma di learning interattivo per bambini di diverse nazionalità, una piattaforma di monitoraggio dei turisti negli scavi con tag su biglietto e antenne distribuite, un laboratorio di confronto fra artisti, ricercatori e professionisti locali e stranieri, una app per la condivisione di documenti inediti (biblioteche e archivi privati) e fruizione urbana con LTE o beacon e una piattaforma di booking e vetrina per attività turistiche a Pompei.

Ma c’è anche una piattaforma per la ricerca di alloggio tramite asta,  una guida multimediale di Pompei con ibeacons diffusi e AR con Google glasses, infine, una installazione immersiva che interagisce con posizione, gesti e sguardo dell’utente.

Trovi qui tutte le startup selezionate.

Il futuro della Campania parte dalle idee e Creative Clusters supporta le idee migliori.

Quali competenze deve avere un vero Social Media Manager? Risponde Filippo Giotto [INTERVISTA]

corso in aula social media marketing

Filippo Giotto, Social Media Manager in Banca Mediolanum, è uno dei docenti del Social Media Marketing Lab. Durante il corso in aula ci spiegherà come saper leggere ed interpretare quelle che sono le metriche fondamentali per realizzare una buona attività di Social Media Marketing.

“I Social Network sono l’ultima occasione che i marchi hanno per ricostruire la propria reputazione con umiltà e trasparenza”, queste le tue parole. In base alla tua esperienza, quali strumenti/strategie hanno per farlo?

A mio avviso il primo strumento che hanno è la presa di coscienza che il mondo è cambiato e non è più brand-centrico. L’autoreferenzialità non vende più da un bel pezzo e il tuo “bianco che più bianco non si può” è uguale al bianco di moltissimi altri. Da qui si riparte su un percorso di riavvicinamento alle persone, ma per farlo servono umiltà e trasparenza, nonché una grande integrità: ciò che dico si riscontra poi nei miei comportamenti?

“Integrity is what you do when no one is watching”

La comunicazione vera e propria, le strategie, i video di senso… viene tutto dopo. E in questo “dopo” i social network hanno un ruolo rilevante in quanto piazza pubblica in cui incontrare le persone, pronte a conversare.

Una Social Media Policy può modificare in qualche modo la genuinità tipica della comunicazione attraverso i social?

Per niente, anzi. Una Social Media Policy se stilata con coscienza e dalla parte dell’utente rende il lavoro di tutti più fluido, più sereno, più “partecipato”. La Social Media Policy è uno strumento abilitante che pone tutti i nostri collaboratori, colleghi, fornitori etc. nelle migliori condizioni per parlare di noi (e con noi) in maniera sicura, tutelando se stessi e il brand, restando alla larga dai pericoli in cui talvolta i meno esperti e chi è alle prime armi si infilano ingenuamente.

Pensiamo per esempio a un collaboratore che si scaglia a difesa del brand in una discussione in cui il marchio è sotto attacco e magari ha torto. È un gesto onorevole ma che si traduce in un suicidio che mette in difficoltà il collaboratore e il brand stesso.

Non smetterò mai di ripeterlo: le Social Media Policy sono uno strumento di lavoro fondamentale e al contempo i due guanciali tra cui ogni SMM ha il diritto di dormire.

Le cinque competenze che un social media manager deve necessariamente avere.

Solo cinque?

Battute a parte, credo che tra le capacità di un Social Media Manager non possano mancare comunicazione e relazione (prima ancora interne che esterne), piena consapevolezza del suo ruolo e del ruolo del suo team all’interno dell’organizzazione, conoscenza del marchio e comprensione profonda dei suoi processi aziendali, coordinamento e capacità gestionali. Vien da sé che lo sviluppo di talune competenze comporta profili con una certa seniority.

Non ultimo, mi piace sempre ricordare cosa NON è un Social Media Manager: non è uno smanettone.

Question mark heap on table concept for confusion, question or solution

Meglio la formula “pochi follower ma buoni” o “tanti follower ma poco attivi”?

La risposta è: dipende.

Dipende dagli obiettivi che ci siamo dati (o che ci hanno dato). Dipende da quali sono i numeri che alla fine dell’anno ci vengono richiesti. Dipende da cosa conta per il nostro business e per il management.

Siamo tutti d’accordo sul fatto che i nostri follower/fan debbano essere autentici, ingaggiati, altamente affini al brand e che “i mercati sono conversazioni”. Tutto vero, tutto legittimo, ma accettiamo anche il fatto che Facebook (per citarne uno su tutti) per i brand è sempre più un paid media: no money = no reach.

Il nostro compito è quello di trovare e mantenere quel magico equilibrio che fa convivere quantità e qualità, senza additare le campagne di fan acquisition come il peccato originale bensì impegnandoci a lavorare su un ottimo piano editoriale affiancato da molteplici attività verso nicchie di qualità su cui veicolare i nostri messaggi (e adesso lo dico) anche a pagamento.

La parola d’ordine, in fondo, resta qualità. Del resto, quando veniamo intercettati da una bella pubblicità sappiamo sempre riconoscerne il valore e l’autenticità e non facciamo gli schizzinosi perché “è paid”.

Find solution for crisis

Durante il lab in Aula dedicherai una parte della giornata ai focolari di crisi sui social. Puoi anticiparci qualche consiglio su come intervenire tempestivamente prima che si trasformino in flame veri e propri?

Antenne. Occorrono tante ottime antenne.
Detta in altre parole, dobbiamo attrezzarci con tecnologie realmente funzionanti in grado di ascoltare cosa accade intorno al nostro brand (ma anche ai nostri manager e ai prodotti) e segnalarlo in tempo reale, senza limitarci ai luoghi di casa nostra bensì setacciando costantemente il maggior numero di ambienti e fonti possibile. Questo, a mio avviso, è il budget meglio speso di tutto l’ambito social.

E poi occorrono processi ben definiti, chiari e condivisi attivamente da tutti: piani di azione per le casistiche peggiori e livelli di servizio interni che siano coerenti con le aspettative delle persone che stanno interagendo con noi, anche indirettamente.
Scoprire in tempo reale che c’è un rischio reputazionale crescente in una determinata conversazione e non sapere verso chi scalare all’interno della propria organizzazione equivale a non aver fatto nulla per tutelare il brand e le persone che lo rappresentano. Con l’aggravante di aver speso del danaro.

App Myfunwait, fare la fila non sarà più così noioso

Myfunwait, fare la fila non sarà più così noioso

Immagina di arrivare in un luogo e di dover aspettare il tuo turno. Bene, ora sei in fila e che cosa fai? 2 volte su 3 tiri fuori il tuo smartphone e 1 su 2 cominci a giocare.

Nonostante sia difficile da negare servendoti soltanto dell’osservazione degli ambienti che frequenti, lo conferma anche il report 2014 del Mobile Behavior che fornisce i seguenti dati: l’83 % delle persone usa il proprio smartphone mentre è in attesa e il 58 % delle persone utilizza il suo device per il gaming (dati del 2014 Mobile Behavior Report), effettivamente se non siamo noi a farlo, molto spesso la persona vicina è una di quelle.

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Ecco, da questo scenario nasce Myfunwait, l’app che si presenta come la prima esperienza di mobile gaming e virtual line management: permette una gestione facilitata della fila di attesa prenotando il proprio turno e monitorando lo scorrimento della coda, mentre offre dei giochi all’interno dell’app, studiati per intrattenere chi si trova ad aspettare.

Origini

Dalla collaborazione tra Qmatic, azienda leader nell’ottimizzazione dell’esperienza utente dall’online all’incontro face to face, e Sticky Beat, digital experience agency, entrambe svedesi, è nata questa app che prima di tutto sorge dall’idea di trasformare un disagio in un’opportunità: far evolvere una fila interminabile in un momento di divertimento.

Un’esperienza precedente, sviluppata proprio da Sticky Beat, ha sicuramente svolto un ruolo importante e si tratta dell’app Helix e del parco divertimenti di Liseberg, in Svezia. Si tratta del primo caso al mondo di intrattenimento sincronizzato: durante l’interminabile fila, tutti i partecipanti giocavano simultaneamente e ogni 15 minuti chi raggiungeva il punteggio più elevato si aggiudicava un pass per evitare la coda alla visita successiva.

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D’altronde, lo dicono loro stessi, come si fa a ridurre una fila? Basta farla sembrare più breve, rendendo l’attesa divertente. Dunque, lavorando sulla percezione del tempo, ne guadagna chi aspetta ma soprattutto chi offre questo servizio, che naturalmente è il primo target da raggiungere poiché alla base c’è l’idea che per le aziende sia arrivato il momento di fare qualcosa di concreto per creare dei solidi touch point con i clienti. Se si raggiunge questo obiettivo, si guadagnerà in clienti più fedeli.

Come funziona

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Una volta entrati in Myfunwait si prenota virtualmente un posto in fila e comincia un’attesa del tutto anomala, si può iniziare a giocare nella app mentre si è sempre avvertiti, senza eccessivo disturbo, dello scorrimento della fila, in modo tale che il gioco possa tranquillamente proseguire, senza cadere nella trappola della distrazione e perdere così il proprio turno.

Per il momento all’interno della app è possibile fare un solo gioco e si tratta di disporre in equilibrio, uno sull’altro, dei gruppi di lattine composti prima da quattro, poi da tre nel caso in cui l’equilibrio diventi precario e una cada, e così via.

Naturalmente i gruppi di lattine si muovono da sinistra a destra, sta alla bravura del player scegliere il momento giusto in cui posizionarle sulle altre e farle combaciare alla perfezione.
Il prototipo perfettamente funzionante è disponibile gratuitamente per Android e iOS.

Myfunwait, fare la fila non sarà più così noioso

Insomma, ancora una volta da app mobile si tenta la strada dell’intrattenimento e della semplificazione della vita all’utente finale, questa volta in un’unica soluzione.

Di certo un tentativo interessante, chissà che non conquisti i nostri luoghi abituali in cui dobbiamo sempre attendere! Ma se un giorno vi venisse in mente di non farci aspettare troppo e di puntare sull’efficienza del servizio, ci troverete ancora più d’accordo! 🙂