Rendeevoo, l'app che ti farà cambiare idea sul dating online

Negli ultimi dieci anni, Internet è diventato uno dei mezzi più utilizzati dalle persone per comunicare tra di loro. Attraverso Internet possiamo tenerci in contatto con familiari che abitano lontano, con amici di vecchia data, con un professore cui siamo particolarmente legati e, perché no, trovare anche l’amore.

Tantissimi sono inoltre i portali online che permettono alle persone di conoscersi e promettono di aiutarle a trovare la famosa “anima gemella”: si tratta di un fenomeno comunemente definito come dating online, supportato da un numero esagerato di luoghi virtuali in cui chiunque può conoscere ed eventualmente incontrare nuove persone. A proposito di dating online a Londra hanno inventato Rendeevoo, un’app con cui prendere appuntamento con gente nuova è ancora più facile! Ma prima di parlare dell’app, vediamo meglio che cosa è il dating online..

Il dating online potrebbe essere diviso in tre fasi:

fase di iscrizione = scegliamo la foto migliore, facciamo un pieno di autostima e modifichiamo qualche numero nelle sezioni: data di nascita, peso e altezza;

fase di conoscenza = riceviamo le prime richieste di amicizia, accettiamo e iniziamo a chattare;

fase di incontro = decidiamo finalmente di incontrare il ragazzo/a nella vita reale per capire se realmente abbiamo davanti l’anima gemella.

Fino a qui tutto ok. Il problema nasce quando, una volta giunti nella fase di conoscenza, non si ha il coraggio di incontrarsi di persona.

Il tutto è spiegato dalla mancanza di coraggio da parte delle persone, le quali, ormai trovano molto più semplice approcciare dietro lo schermo del computer che nella vita reale. Spesso accade che quando si trova una persona con cui si parla bene e ci si sente capiti, si ha timore nel fare il “grande passo” per paura di vedere rovinate le aspettative.

La novità londinese di cui vi parleremo oggi, Rendeevoo, sembra poter superare questo problema: peccato non funzioni per l’Italia! poco male: se vi trovate a Londra, potete scaricarla su iTunes per iOS  e scoprire come quest’app permetta alle persone di flirtare in modo responsabile, sorseggiando un buon cocktail. Vi abbiamo incuriositi? 😉

Rendeevoo, perché è diversa e come funziona

 

L’iscrizione all’app avviene attraverso il profilo Facebook, dopodiché vi sarà chiesto di caricare cinque immagini e di condividere alcune informazioni di base, quali: età, sesso, luogo in cui si vive ecc. Una volta fatto ciò avrete creato il vostro profilo; a questo punto “il grosso è fatto”.

Una volta iscritti e visualizzato il profilo di altri membri Rendeevoo avrete solo due opzioni tra cui scegliere: cliccare su “Flirt” se la persona in questione vi incuriosisce oppure optare per “Lascia perdere”, se non siete in alcun modo interessati.

Qualora abbiate cliccato “Flirt” , Rendeevoo vi organizza direttamente un primo appuntamento con il “futuro” partner. A voi basterà scegliere la data ed il luogo in cui incontrarsi per bere una cosa insieme a partire da una lista di bar suggeriti dall’app stessa, che vi riserveranno un trattamento speciale proprio perché consapevoli che si tratta di un primo appuntamento.

A questo punto rimane solo effettuare il pagamento acquistando un drink al costo di 7 £ e aspettare che l’altra persona accetti l’invito. La “transazione” sarà conclusa solo dopo che anche l’altra persona avrà pagato il suo cocktail.

RENDEEVOO – The App from rendeevoo on Vimeo.

Quindi niente più perdite di tempo e giri di parole! Con Rendeevoo l’app diventa uno strumento di passaggio breve tra il dating online e gli incontri nella vita reale.

Come ci dice il co-fondatore George Christoforakis è proprio questa la mission di Rendeevoo:

Vogliamo permettere alle persone di godere della vita reale, invece di perdere tempo davanti ai loro schermi del computer in chat. Ho sempre capito che le comunicazioni asincrone sono un ostacolo per coloro che preferiscono conoscere qualcuno di persona”.

La startup ha sede a Londra e quindi, facendo convenzioni con bar del posto, si rivolge ad un target mirato anche se il suo obiettivo è quello di estendersi verso orizzonti e territori nuovi.

E voi, vi fidereste di un’app per il vostro primo appuntamento?

Festival of Media Global 2015: il programma e gli speaker [EVENTO]

Festival of Media Global 2015

Anche quest’anno il Festival of Media Global torna a Roma, all’hotel Cavalieri per fare il punto della situazione sui media e per tracciare le tendenze del settore. Tra le tematiche più importanti che saranno affrontate ci sono il native advertising, il programmatic e il mobile.

Dopo il benvenuto previsto per il 10 pomeriggio, l’11 mattina parte la due giorni di panel di esperti e professionisti del settore.

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Il programma

Lunedì 11 si comincia con il benvenuto di Jeremy King e Charlie Crowe, seguito dai keynote Scaling the heightsWhat does the future media agency look like?Can TV’s ‘golden age’ last? What next for TV? e Media as a cultural curator.

Nel resto della mattinata gli ospiti dovranno separarsi tra i panel di Stage 1 e Stage 2, tra cui Programmatic has to be at the heart of all marketing campaignsMusic for the peopleTravel marketing in a data-driven world.

Il pomeriggio si riprende con i keynote: How are agencies still making a profit and Agency leadershipThe Big PictureMen or Machines: the False Choice, What does the new marketer look like? e ‘Because I’m happy’ – capturing the perfect moments e altri.

Anche martedì 12 sarà una giornata piena di incontri interessanti e ospiti internazionali. Saliranno sul palco del FOMG, tra gli altri, Geoff Ramsay, CEO di eMarketer, Tom Bowman di BBC Worldwide, Nick Hugh di Yahoo, Alexis Ohanian, Founder e Chief Executive di Reddit e Prashant Kumar, Regional President di IPG Mediabrands Asia.

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Unixstickers porta Sticker Mule in Europa [INTERVISTA]

Unixstickers, startup italiana fondata da due under 30, Stefano Di Luca e Andrea Giannangelo, è stata scelta dall’americana Sticker Mule come base per il proprio lancio in Europa.

Sticker Mule è leader nel mercato degli adesivi negli Stati Uniti e per la sua espansione internazionale ha scelto di affidarsi alla startup dei due giovani imprenditori italiani. Da qui partirà il lancio europeo, con un’occasione imprenditoriale a metà strada tra casualità e visione in prospettiva.

Per scoprire come è nata questa grande opportunità e sapere fin dove vogliono arrivare, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Stefano e Andrea di Unixstickers, la startup fondata nel 2011, oggi punto di riferimento della vendita online di adesivi, t-shirt e altri prodotti per appassionati di informatica e programmazione.

Sticker Mule è uno tra i simboli del movimento startup in Silicon Valley, il vostro percorso segue le orme degli startupper americani?

Sticker Mule ha una storia elettrizzante, partiti poco più di quattro anni fa e senza finanziamenti esterni, sono riusciti a costruire una realtà enorme che ha come clienti gran parte delle aziende di riferimento della Silicon Valley.

Avere il loro stesso successo dovrebbe essere il sogno di chiunque si avvicini al mondo startup e di sicuro è il nostro, ma nel frattempo l’occasione di guidare la loro espansione internazionale è per noi un riconoscimento straordinario verso le nostre competenze ed anche un po’ della scena startup italiana, che può giocarsela in serie A anche senza spostarsi da Bologna, come appunto Unixstickers.

Unixstickers si rivolge ad una nicchia ben precisa di appassionati. Cosa cambierà con Sticker Mule?

Per ora i progetti continuano ad essere separati anche perché non sono in competizione. Unixstickers, anzi, si rifornisce da Sticker Mule stessa. Vedremo cosa succederà in futuro.

 

 

Sia tu che Stefano siete giovanissimi ma avete all’attivo già diverse esperienze startup. Come si fa a diventare giovani imprenditori in Italia?

Giovani, vero, ma abbiamo cominciato prestissimo. Siamo cresciuti nello stesso paese della provincia abruzzese e già dagli 11-12 anni spendevamo il nostro tempo a sperimentare con il web.

Una volta accumulati tanti anni di esperienze più o meno serie, l’unico ostacolo viene dall’avere il coraggio e un po’ l’insolenza di mettersi a creare progetti d’impresa uno dopo l’altro, ch’è quello che entrambi abbiamo fatto negli ultimi anni. Tentativo dopo tentativo, prima o poi le cose cominciano a girare ed assumono una scala interessante, per noi questo è ancora l’inizio.

Sticker Mule dice che l’Italia è solo il trampolino di lancio per il mercato europeo. Che ruolo avrete nel futuro sviluppo?

Sticker Mule riesce a macinare numeri da capogiro e non si è mai spostata dagli Stati Uniti. È un errore comune di tante aziende nordamericane che sottovalutano il potenziale dell’internazionalizzazione, ma è anche una misura dell’opportunità che l’azienda può cogliere.

 

Noi siamo qui per guidare questa espansione e Sticker Mule ci ha dato grande fiducia; non ci resta che confidare che le cose vadano per il verso giusto.

La sinergia con una realtà così forte negli USA in che modo trasforma le prospettive di sviluppo di Unixstickers?

Per ora i due business rimangono completamente separati ed il focus di Sticker Mule è l’espansione internazionale. Di sicuro, la parentela con una realtà così affermata apre per Unixstickers delle prospettive molto interessanti, staremo a vedere 🙂

Star Wars Day a Milano: le origini della festa, la piazza, i social

Come molti di voi forse sapranno, ieri si è celebrato in tutto il mondo lo Star Wars Day!

Se avete pensato: “cos’è lo Star Wars Day?”, vuol dire che forse conoscete la leggendaria saga creata da George Lucas nei primi anni settanta, ma non siete così appassionati da conoscere anche il giorno scelto per celebrarla.

Se è così, ve lo spieghiamo velocemente in questo articolo.

Se invece avete risposto “cos’è Star Wars?”, allora per voi ci sono solo sguardi di disappunto e decisi inviti a rimediare già da stasera (la Trilogia Originale si guarda comodamente in poco meno di 7 ore; se invece volete fare le cose fatte per bene, prendetevi 1 giorno dal lavoro e partite dalla Trilogia Prequel).

Ma dicevamo, come mai lo Star Wars Day si celebra il 4 maggio?

Ve lo facciamo spiegare da 4 docenti d’eccezione che avrete di certo già visto:

Quello che Leonard, Sheldon, Howard e Raj stanno cercando di spiegare a Penny è che, in inglese, la famosa frase di Star Wars “Che la forza sia con te” suona “May The Force Be With You“, richiamando quindi fonicamente mese e giorno dell’anno appena passati (May significa anche maggio e Force suona simile a “Fourth”, 4th, quarto).

Altra curiosità: la frase May The Force Be With You è stata usata, per la prima volta, quando Margaret Thatcher divenne la prima donna premier della Gran Bretagna: per festeggiarla, il suo partito le dedicò un’intera pagina del quotidiano London Evening News con il messaggio “May the Fourth Be With You, Maggie. Congratulations”.

Ieri tutto il mondo ha celebrato la più grande saga di fantascienza della storia del cinema, ritrovandosi in ogni angolo del pianeta indossando abiti dei film e manifestando, orgogliosamente, la propria passione nerd.

Il fenomeno è ovviamente nato negli Stati Uniti, ma negli ultimi anni eventi sempre più imponenti si svolgono anche a casa nostra.

Quest’anno le celebrazioni sono state anticipate al 3, per facilitare la partecipazione in un giorno feriale, e come location è stata scelta Milano, con una parata fino al Duomo e poi ritrovo all’interno dell’Arena civica, al centro di Parco Sempione.

Una marcia di maschere e costumi che hanno festeggiato l’amore per una storia senza tempo, che il prossimo dicembre vivrà di nuovi entusiasmi grazie all’uscita del nuovo capitolo The Force Awakens – Il risveglio della forza diretto da J.J. Abrams (qui il secondo teaser ufficiale, se ve lo siete persi!)

Ma un evento al giorno d’oggi, non può essere solo fisico, dev’essere anche web!

Ecco quindi alcuni commenti e illustrazioni che abbiamo trovato su Facebook e Twitter, selezionati tra coloro che hanno partecipato all’evento (si calcola, in tutto, oltre 30.000 persone), immagini promozionali realizzate da creativi e pubblicità di brand che hanno sfruttato l’occasione per promuoversi.

Categoria “C’eravamo anche noi!”

Categoria “Ironia Stellare”

Lo spunto per rendere l’ironia ancora più sferzante, l’hanno offerto i disordini avvenuti il 1° maggio nella stessa Milano, durante le manifestazioni contro l’inaugurazione dell’Expo 2015.

Sul web, gli scontri si sono fusi con la manifestazione Star Wars Day:

 

Categoria “Grafici e Illustratori”

 

Categoria “cavalcare l’evento”

 

Ed ecco altre due pubblicità direttamente dagli States

 

E anche per quest’anno i festeggiamenti sono terminati, con la partecipazione esaltata di migliaia di appassionati.

Dobbiamo però ammettere che qualche piccolo neo c’è stato: l’organizzazione della giornata ha suscitato polemiche da parte dei partecipanti (che hanno potuto scrivere la propria delusione sulla pagina Facebook dell’evento, ma purtroppo non hanno avuto il piacere di ricevere delle risposte).

Tra le critiche più presenti: la scarsa presenza di stand e merchandising del film (ve n’era solo uno!), l’interminabile coda per entrare nell’arena e la presenza di steward non perfettamente a conoscenza dei motivi della manifestazione.

Critiche che serviranno di certo per preparare un’edizione 2016 ancora migliore!

Nel frattempo, che la forza sia con tutti voi!

Festival of Media Global annuncia il programma per tech startup

Festival of Media Global: "It’s Now More Than Media"

Il Festival di Media Global, il più grande evento annuale sul settore media, ha annunciato Emerge, l’iniziativa dedicata ad educare e ispirare l’industria sulle opportunità che offre la tecnologia.

Emerge è un progetto unico nel suo genere pensato per far incontrare le nuove aziende tecnologiche e innovative con i responsabili marketing dei media di tutto il mondo. Un consiglio costituito da investitori ed esperti di marketing ha selezionato 25 delle più promettenti startup per partecipare al progetto.

Le startup selezionate coprono una vasta gamma di discipline: programmatic buying; social video; big data; editoria e mobile.

Ogni startup sarà presentata all’interno della emergeZone del festival – uno spazio espositivo all’interno dello spazio per il networking – e avrà due minuti per presentare sul palco la propria attività ad un pubblico di leader mondiali.

Tra i partecipanti al festival ci sono gli amministratori delegati di agenzie globali e CMO di brand di alto profilo come Apple, Coca-Cola, Expedia, Honda, Ikea, Aston Martin, P & G, RedBull e Johnson & Johnson.

Charlie Crowe, Festival di Global Media, commenta:

Emerge è veramente decollato, con una variegata offerta di startup e imprenditori dei media interessati a mostrare le loro imprese innovative Offre agli inserzionisti un’esperienza più profonda e più coinvolgente per capire come il settore dei media si stia evolvendo. Non vediamo l’ora di facilitare nuove connessioni durante l’evento 2015.”

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Philip Kotler Marketing Forum: il programma [EVENTO]

“Ci stiamo approssimando alla quarta ondata, che sarà orientata alla creatività, alla cultura, alla rivalutazione delle tradizioni e alla tutela dell’ambiente.”

Manca poco al 15 maggio e al grande incontro con Philip Kotler: non avete mai desiderato essere voi a fargli delle domande=

Il padre fondatore del marketing moderno vi aspetta a Milano, presso la prestigiosa Aula Magna dell’Università Bicocca, per ripercorrere insieme l’evoluzione della disciplina e il ruolo strategico che sta avendo per numerosi brand.

Se volete conoscere i misteri del marketing 3.0 questo incontro può rappresentare per voi una grande opportunità: i dibattiti verteranno, infatti, su come il marketing stia cambiando e su come stia diventando così determinante nella definizione delle strategie.

LEGGI ANCHE: Philip Kotler ci svela il futuro del marketing

Per l’Italia, inoltre questo nuovo approccio, definito da Philip Kotler marketing umanistico, rappresenta un grande potenziale, dal momento che sposta l’attenzione sulle emozioni delle persone.

Per trasmettere i valori più importanti, è necessario far leva sul territorio e tradizioni: strumenti che permettono ad alcune persone di approfondire e conoscere le proprie radici, ed altre di soddisfare la curiosità verso nuove culture. Il marketing non è solo dei brand, ma anche e in primo luogo di comunità e nazioni.

Marketing umanistico non è sinonimo solo di società ma anche di condivisione: i contenuti che puntano ad emozionare devono essere sharabili sui social media, per sfruttare al meglio il proprio potenziale attraverso la rete.

Attenzione però a non incorrere in alcuni errori, molto comuni: durante l’evento, Philip Kotler ci spiegherà come evitarli e costruire dei modelli di comunicazione integrata, al fine di declinare i contenuti giusti sui canali migliori.

Il programma

Quando si parla di marketing umanistico e comunicazione noi Ninja non possiamo di certo mancare: questa volta occuperemo un posto d’onore durante l’evento. Mirko Pallera, co-fondatore e CEO di Ninja Marketing sarà infatti sul palco per discutere riguardo a marketing e reti di un mercato globale.

Mirko Pallera ha affrontato, studiato e approfondito le nuove dinamiche esposte da Philip Kotler e che muovono il marketing moderno, sviluppando al meglio il concetto di marketing umanistico e le sfumature delle emozioni e dei valori che muovono le strategie.

Ecco il programma ufficiale di tutti gli incontri:

9:00  Presenta Alberto Mattiacci, prof. marketing Univ. Sapienza

9:30  Relazione introduttiva «Competing Successfully: A Humanistic Approach to Marketing”: a cura del Prof. Philip Kotler

11:20 Presenta Alberto Mattiacci: La Carta dei Valori del Marketing – a cura di Marzio Bonferroni, scrittore, docente.

11:30  Marketing innovativo: storie italiane – presenta Davide Malaguti imprenditore e coach: P. Kotler; Technogym, dir. Marketing; Giuseppe Bonollo; Unicredit dir. Marketing Italia Remo Taricani

12:45  Presenta Alberto Mattiacci : Infografiche e Mappe Concettuali sulla prima parte del Forum a cura di  Mario Alberto Catarozzo Business Coach e Formatore

14:30  Expo 2015: l’Italia e le radici del valore –  presenta Franco Pomilio, Presidente Pomilio Blumm: Prof.  Philip Kotler; Alta carica del Governo; Vice Commissario Ue Giancarlo Caratti

15:30  Il territorio come risorsa strategica per l’impresa: presenta Patrizio Paoletti, Fondazione Paoletti:  Presidente Barilla; Regione Italia Giuseppe Morici

17:15  Marketing, IT e reti in un mercato globale – presenta il giornalista Riccardo Scandellari: Ninja Marketing Ceo Mirko Pallera; Telecom Italia Digital Solution Direttore Enterprise Solutions Leonardo Mangiavacchi; Art Attack Presidente Carlo Borriello

18,15   Presenta Alberto Mattiacci : Infografiche e mappe concettuali sulla seconda parte Forum  a cura di Giorgio Soffiato esperto di comunicazione

18,30   Conclusione e Saluti a cura di Alberto Mattiacci

Durante questo evento, in cui saliranno sul palco i più grandi manager ed esperti di settore, capiremo come costruire la migliore rete di comunicazione e i migliori contenuti.

Vuoi partecipare al Philip Kotler Marketing Forum? Approfitta dello sconto Ninja

La quota di partecipazione al PKMF è di € 400 (IVA esclusa), ma per i lettori di Ninja Marketing c’è uno sconto: se ti iscrivi a questo link dedicato la quota è di € 369,00 (IVA esclusa).

Sei pronto a lanciare la tua startup sul mercato? [FREE WEBINAR]

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Ormai lo sanno tutti, speriamo. Avere un’idea rivoluzionaria non basta per lanciarsi nel mondo del business. Prima di lanciare una startup bisogna tener conto del mercato, delle questioni legali, delle esigenze degli investitori.

Cosa devi sapere prima di lanciare la tua startup sul mercato“, il free webinar del Corso Online in Startup Management e dello Startup Pitch Lab

Sei pronto a lanciare la tua startup sul mercato? Scopri cosa dovresti sapere prima di affrontare questa avventura.

Il 12 maggio dalle 13 alle 14 trascorri la pausa pranzo con Ninja Academy e con i docenti del Corso Online in Startup Management e dello Startup Pitch Lab che si terrà a Milano. Puoi prenotare il tuo posto qui.

Antonia Verna dello studio legale Portolano Cavallo esplorerà la tematica dal punto di vista legale; Gennaro Varriale, abile CTO, svelerà quali aspetti IT è bene garantire prima di parlare ad un investor; Augusto Coppola di LVenture ci parlerà di pianificazione per capire che tipo di modello di business attira di più i VC. Raimondo Bruschi, docente del Lab in aula, ci ricorderà come presentare al meglio il proprio team ed il proprio progetto per convincere un interlocutore a scommettere sulla tua startup.

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Usa l’hashtag #StartupNinja per rimanere aggiornato sul Corso Online in Startup Management e commentare in diretta il free webinar.

Ricapitoliamo

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COSA DEVI SAPERE PRIMA DI LANCIARE LA TUA STARTUP SUL MERCATO
con Gennaro Varriale, Antonio Verna, Augusto Coppola e Raimondo Bruschi.
Martedì 12 maggio 2015, dalle ore 13

Iscriviti, è gratis!

E non dimenticare di dare un’occhiata ai nostri prossimi corsi in programma.

Il team Ninja Academy resta a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554.

Knowledge for change!
BE NINJA.

Book to the Future 2015: ecco le startup premiate

Tradizione e tecnologia, pagine e schermi.

Anche quest’anno il Salone del Libro ha ospitato dieci startup, vincitrici del bando internazionale volto a premiare le più meritevoli tra quelle che offrono servizi innovativi per la fruizione dei contenuti editoriali.

Tra le idee premiate troviamo piattaforme digitali, app letterarie e percorsi di formazione: tutte proposte che vanno oltre il semplice eBook, valorizzando le peculiarità dei diversi approcci alla lettura.

Ma quali sono le neo-nate aziende che hanno potuto partecipare gratuitamente alla XXVIII edizione del Salone del Libro di Torino, godendo di una vetrina internazionale dedicata all’interno dell’area Book to the Future, che dà il nome al progetto?

Voltiamo (o forse sarebbe meglio scrolliamo) pagina e godiamoci un piccolo tour tra le proposte dei vincitori.

Cityteller

“Racconta le città attraverso i tuoi libri!”

La fantasia incontra la realtà, e spesso lo fa in luoghi ben precisi. Cityteller consente di geolocalizzare e condividere i luoghi dove si svolgono le nostre avventure preferite, organizzandoli in mappe tematiche e permettendoci di guardare con occhi nuovi posti conosciuti e sconosciuti.

Gli utenti di Cityteller costruiscono percorsi storico-letterari a suon di citazioni: a guidare la nostra esplorazione saranno gli scrittori più gettonati da noi e dai nostri amici.

Dalla carta al digitale, le ambientazioni prendono vita, permettendoci di raccontare e riscoprire i luoghi più emozionanti in bilico tra realtà e immaginazione.

book to the future

Crabtoon

“Interactive animation for kids and family”.

Granchi e funghi. Non è la ricetta per un’insalata “mari e monti”, ma l’accostamento spontaneo che sorge pensando alla startup Crabtoon con il suo prodotto di punta, Mash&Co.

Il nome dell’app viene da Mash, protagonista di avvincenti storie per bambini presentate attraverso una narrazione episodica, creata per stupire e formare i più piccoli attraverso una proposta educativa che porta la magia delle fiabe a un tap dalle loro dita.

Mentre i giovani esploratori aiuteranno Mash e Periwinkle a porre freno alla siccità che minaccia la loro foresta, i genitori potranno giocare con i figli, monitorandone i progressi attraverso un apposito pannello.

Interazione, coordinazione e riconoscimento sono i fulcri su cui punta quest’app per registrare, in modo mirato e scientifico, i progressi dei baby giocatori in relazione alla loro età.

LEGGI ANCHE: Con Crabtoon la tecnologia è un gioco da bambini

Intertwine

“Creare opere multimediali in modo collaborativo grazie alla potenza della community”.

L’ozio può essere una fonte di ispirazione, ma la pigrizia spesso blocca le idee più brillanti sul nascere. Intertwine ha capito che spesso le forze del singolo non bastano per dare forma alle idee e rielabora i concetti di coworking e crowdsourcing. Per questo ha creato una piattaforma di storytelling collaborativo per aiutarci a trasformare i plot più promettenti in storie complete, grazie ai suggerimenti, i “bricks” (mattoni), della community.

La regia rimane saldamente in mano all’autore, che potrà dirigere i talenti di chi vorrà contribuire alla sua storia. Non ci sono limiti all’arte: foto, testo, audio e video sono liberamente caricabili nella piattaforma, purché realizzati da chi li posta.
Interwine, con i suoi “replot“, consente di rendere partecipi amici, follower e community di tutte le nostre idee e delle loro evoluzioni, mattone su mattone.

Dulcis in fundo, fermo restando che “la felicità è reale solo se condivisa” (Into the Wild), il fatto di poter pubblicare e generare ricavi dalle opere realizzate è sicuramente un tocco finale di rilievo.

LEGGI ANCHE: Intertwine, la piattaforma di editing collaborativo

Kaninchen-Haus

“Un esperimento di videoarte pubblica in realtà aumentata”.

Questa organizzazione no-profit promuove esposizioni artistiche, spettacoli teatrali, pubblicazioni editoriali, opere audio-visive e progetti transmediali chiamati “film diffusi“.

Le notti di Tino di Bagdad è un esperimento di arte visiva avvenuto nel 2014 che si prefiggeva di tradurre la poesia di Else Lasker-Schüler in una sequenza di rappresentazioni urbane sparse per la città di Torino: spezzando la narrazione invogliano gli spettatori a cercare il tassello successivo, trasformando l’opera in un tour che permette di assaporare ogni stilla artistica che sgorga dagli attori.

L’effetto di narrazione interrotta è stata riprodotta anche attraverso una serie di video e in uno spettacolo teatrale; il progetto completo, emblematico esempio di crossmedia storytelling, verrà presentato nel 2015 nella capitale piemontese.

Marshmallow Games

“Build up brains for tomorrow”.

Math Tales – The Farm è il primo esempio delle varie app per tablet sviluppate da questa startup: in questa fattoria digitale, i piccoli giocatori a cui è dedicata potranno sviluppare le loro facoltà matematiche divertendosi con colori, forme e numeri.

La semplicità di utilizzo è la feature più apprezzata, rendendola un supporto educativo su cui si può davvero contare!

StarRock

“Matematica? Una passeggiata”.

Questa società mira a supportare la formazione extra scolastica con servizi ad alta valenza tecnologica, spaziando dalle piattaforme telematiche alla distribuzione di prodotti editoriali.

La loro perla è Redooc.com, piattaforma web tutta italiana dedicata allo studio della matematica secondo quanto previsto dai programmi di studi delle scuole medie secondarie.

Aritmetica e algebra, geometria, relazioni e funzioni, dati e previsioni e perfino gli esami di maturità diventano occasioni di gioco, strutturate per livelli di apprendimento, attraverso i quali rendere più digeribili le “insalate di matematica” che vengono servite ai banchi delle superiori.

Sia che frequentiate un liceo o un istituto tecnico-professionale troverete delle lezioni su misura per ripassare i concetti più ostici o sfidare i vostri amici a giochi che, per una volta, non vi distrarranno dallo studio.

Seejay

“Dai i superpoteri alle tue storie!”

Questa piattaforma vuole massimizzare i risultati delle iniziative di social media marketing attraverso l’ottimizzazione dello storytelling multicanale.

Seejay parte da un argomento, un evento un hashtag, e lo racconta attraverso molteplici Social Wall, permettendoci di interagire con la nostra audience e fornendoci i tool adatti per coltivarla ed espanderla, come un sistema di promozione sui social network e un sistema di profilazione attraverso analytics e sentiment.

Search Engine Optimization, Social Media Marketing, generazione di lead, creazione di traffico verso il sito/blog, visibilità, content marketing e conversioni: queste le promesse di Seejay, che si propone come un tool completo per le attività di marketing online.

LEGGI ANCHE: Seejay, storytelling e analytics: super poteri alle tue storie

Tribook

“La tribù che legge”.

Se siamo a Milano, Tribook ci aiuta a cercare e trovare le nostre prossime letture, che potrebbero essere più vicine di quanto pensiamo. Questo sito è dedicato alla promozione dei servizi delle librerie indipendenti, che promettono un’offerta al passo con i tempi per i lettori più esigenti.

Spesso i libri sono a due passi da noi e non lo sappiamo: per questo Tribook offre un catalogo di tutte le librerie della capitale lombarda e la possibilità di scegliere tra il ritiro di persona o il recapito a casa, tramite un corriere in bicicletta.

Il forte orientamento local si sposa con un animo ecologico e un’offerta intelligente, in questa realtà ancora in beta. Per chi ha voglia di essere tra i primi a testare questa realtà, le iscrizioni sono aperte, unitamente alla promessa di molti servizi esclusivi per gli utenti.

Twitteratura

“Il social reading inizia dalle persone”.

Le nuove tecnologie fanno bene alla cultura? Libri e smartphone possono coesistere e perfino collaborare?

Il progetto TwLetteratura.org è la risposta affermativa a queste domande. L’idea è di proporre un libro agli utenti, che lo leggeranno in un tempo prefissato twittando i loro progressi, attraverso citazioni, parafrasi o anche parodie del testo.

Lettura, rilettura, ispirazione e scoperta di nuove chiavi interpretative saranno il frutto di questa interazione tra carta rilegata e dispositivi mobili, alimentati anche da alcuni utenti che interpreteranno i personaggi delle opere.

Vivere un libro, arricchendolo con una raccolta personalizzata di Tweet da una comunità che sta vivendo la stessa esperienza: vi ispira?

Upspringer

“La giusta idea ha bisogno dei giusti sostenitori”.

L’ordine alfabetico ci fa chiudere questo viaggio con l’unica outsider tra le vincitrici. La statunitense Upspringer è la prima piattaforma internazionale di crowdfunding dedicata unicamente alla letteratura.

La piattaforma online è gratuita, e permette di raccogliere fondi per finanziare un proprio progetto editoriale. Tutto parte dalla definizione della campagna, secondo istruzioni dettagliate che ci guidano passo passo, dalla durata della nostra raccolta fondi alle ricompense da offrire.

Condividere, come sempre, è il secondo e più importante passo, quello che porta a raggiungere il traguardo prefissato e a raccogliere i fondi per realizzare il nostro progetto.

Una comunità di veri appassionati di letture, un blog dedicato, i consigli su come realizzare la campagna e la completa internazionalità potrebbero essere gli ingredienti vincenti di questa piattaforma.

Roberto Venturini: vi svelo tutti i segreti per progettare una strategia di Digital PR [INTERVISTA]

Cosa sono le Digital PR, e come si progetta una strategia efficace di Relazioni Pubbliche Online?

Domande oggi di crescente interesse per tantissimi professionisti del web, ma che faticano a trovare risposte uniche, valide, capaci di portare al successo.

Per fare un po’ chiarezza ed approfondire il tema delle Relazioni Pubbliche Digitali da una prospettiva privilegiata, abbiamo avuto il piacere di intervistare Roberto Venturini.

Uno dei veterani dell’Internet / Digital Marketing Italiano, Roberto è anche autore di “Relazioni Pubbliche Digitali” (EGEA) e co-autore di “Strategia Digitale” (HOEPLI), due manuali molto interessanti e consigliati. Ne abbiamo approfittato per fare due chiacchiere, in modo da comprendere meglio vantaggi, framework e strategie per progettare efficaci azioni di comunicazione online. Il risultato? Un’intervista da non perdere! 🙂

LEGGI ANCHE: Relazioni Pubbliche Digitali, il libro di Roberto Venturini che spiega presente e futuro delle PR Online [RECENSIONE]

Buongiorno Roberto, grazie per questa intervista. Cosa sono le pubbliche relazioni digitali, e come si differenziano da quelle “offline”?

Buongiorno a tutti. In realtà non mi piace differenziare tra on e offline; come in tutti i campi della comunicazione, in realtà si sta tutto (giustamente) saldando. Esistono le PR più che le PR Tradizionali e quelle Digitali.

E le PR, oggi, hanno componenti digitali e altre più tradizionali, che servono tutte e due… 🙂

Quello che è successo è che c’è stata un’evoluzione.

Una delle grandi aree di intervento delle PR è l’uso dell’influenza di terzi a supporto delle nostre attività. Prima di Internet si coinvolgevano persone con ruoli più…. “istituzionali”: giornalisti, esperti, autorità – che dall’alto parlavano alla gente. Figure che erano in qualche modo state consacrate come influenti (da un Ordine, da un’elezione, una cattedra universitaria, una presenza televisiva).

Oggi uno si inventa influencer 🙂 Nel senso che qualcuno dice di esserlo e non lo è, altri, dal nulla, sono diventati personaggi di grande spicco, credibili, influenti; si sono inventati da soli, senza che nessuno li consacrasse. Non solo: le persone “comuni” sono influencer. Certo, magari la signora Maria riesce a influenzare 10 amiche e non di più. Ma se coinvolgo 10.000 signore…

Per finire, oggi è più difficile manipolare gli influencer, far dire loro cose che non pensano. C’è una maggiore trasparenza, una maggiore accountability.

Digital PR, storytelling e content marketing: in linea alcune interessanti finestre aperte nel libro, quale è a tuo avviso l’intreccio tra queste tre discipline?

I confini li mettiamo noi, per rendere più facile parlarne, per tagliare i territori, per spiegare cosa la nostra agenzia è capace di fare (e cosa no). Diciamo che le PR Digitali sono la macro disciplina; lo storytelling può essere uno strumento utile, funzionale, magari impegnativo e costoso per raggiungere i nostri obiettivi di PR… ma non è sempre la risposta giusta. E’ evidente che oggi si lavora molto di contenuto… ma ci sono molti progetti che si basano invece di racconti puramente emozionali, dove i content magari sono impressioni, pennellate, più che testi, lunghi video, serie di foto. Insomma, gli strumenti si scelgono solo in base alla strategia.

E’ sbagliato decidere a priori di voler fare storytelling, content, user generated… quando ancora non si è definita la strategia 🙂

Influencer, blogger, giornalisti non sono uguali: quali caratteristiche li differenziano e li contraddistinguono?

In realtà le differenze si stanno giustamente sfumando.

Il giornalista non è più l’esclusivo detentore del ruolo di portatore di notizie e informazioni. E molti giornalisti sono anche buonissimi blogger (non sempre viceversa, ammettiamolo).

In generale, “influencer” è chiunque possa essere credibile per il mio pubblico e portare acqua al mio mulino (auspicabilmente non perché è pagato per farlo, o almeno non solo). Chi racconta una storia al mio pubblico, condivide un’opinione.

Nell’ultima parte di manuale parli anche di Crisis management di successo: come si gestisce una crisi in modo efficace, negli ambienti digitali?

Appunto, ci vuole un capitolo per dirlo 🙂

In breve, la cosa più importante è prevenire le crisi. Immaginarsi cosa andrà storto, e lavorare per evitare che capiti. Evitare di commettere errori marchiani. Sperare di non avere “sfiga” (perché lì c’è poco da fare).

La seconda cosa importante è prepararsi. Avere dei piani. Sapere cosa fare. Avere preparato la struttura. E’ come avere di fronte un incendio: quando divampano le fiamme, è troppo tardi per imparare a usare un estintore, è troppo tardi per preparare un piano di evacuazione dell’edificio. I piani vanno fatti prima, per poter reagire subito e il meglio possibile.

Quindi un po’ di paranoia serve 🙂 ma anche creare una cultura aziendale che veda positivamente investire e prepararsi. Altrimenti siamo poi in balia degli eventi, arranchiamo per rispondere commettiamo errori, non siamo lucidi e tendenzialmente peggioriamo le cose. Molte crisi che inizialmente erano dei non-eventi, cose di cui “non fregava quasi nulla” a nessuno, sono state fatte divampare dagli errati interventi delle aziende o agenzie non esperte.

Salutiamoci con un elenco di 3 errori da non commettere nella progettazione di una strategia di Digital PR.

  1. Pensare di sapere ed evitare di studiare, di tenersi aggiornati, di capire la gente, il proprio pubblico.
  2. Pensare che le PR Digitali siano cose facili, veloci e che si ottengano risultati spendendo qualche centinaio di euro.
  3. Pensare agli strumenti e non alle strategie.

Grazie dunque a Roberto Venturini, Digital Planner in Digital PR, autore ed esperto di Marketing Digitale, per questa intervista ricca di stimoli e spunti pratici.

Ninja Crew, cosa ne pensate a riguardo? Avete altri suggerimenti o buone pratiche da condividere?

Video strategy: qualcosa sta cambiando

video strategy facebook

Fonte: Fotolia / vector_master

Questo articolo è stato scritto da Erik Fiorello e Marco Sorrentino, Digital Content Marketer.

Testimonianza di un classico martedì mattina.

ore 8.00: sveglia (sì, è bello abitare a Milano e andare al lavoro in bici)
ore 8.15: doccia
ore 8.30: caffè, spremuta, smartphone, Facebook, video
ore 9.15: ufficio, secondo caffè, due chiacchiere con i colleghi
ore 9.30: mail, mail, ppt, Facebook, video, meeting
Ore 13.00: Facebook, video, Youtube, video, Corriere.it, video
Ore 13.15: Pausa pranzo. Check su Twitter (nessun nuovo follower ☹ ), sguardo ad Instagram (solo un nuovo like ☹), video, video ed ancora video.

Penso sia chiaro, stiamo entrando (o forse, sarebbe meglio dire che ci siamo già entrati da un pezzo ma solo ora tutti se ne stanno accorgendo) nell’era della video strategy.

LEGGI ANCHE: Video Marketing: la strategia vincente all’epoca dei Social Media

Se pensiamo a piattaforme di diffusione video, YouTube è sicuramente il primo nome che viene in mente alle persone comuni. In effetti: ha oltre un miliardo di utenti, ogni minuto vengono caricate circa 300 ore di video, è localizzato in 75 Paesi e disponibile in 61 lingue diverse. È un figlio di Google del resto, un predestinato potremmo dire.

Da qualche mese però qualcosa sta cambiando.

video strategy marketing

Fonte: Fotolia / gustavofrazao

Youtuber/creator e brand stanno incominciando (o a nostro modesto avviso dovrebbero incominciare almeno a pensarci) a creare contenuti video dedicati per ogni piattaforma sociale di condivisione. Tralasciando le minori, al momento Facebook è sicuramente il social da sfruttare.

Infatti attualmente la reach video del social network di Mark Zuckerberg sembra notevolmente maggiore rispetto a quella di un tradizionale post. Quindi, in pratica? In pratica al momento l’algoritmo di Facebook, che decide per noi cosa vedere nel newsfeed, sembra privilegiare i contenuti video (ovviamente direttamente caricati su Facebook).

Aziende che possiedono fan page e youtuber che hanno basato il loro business sul numero di visualizzazioni se ne stanno accorgendo.

Il giusto compromesso: l’integrazione

Considerando le caratteristiche delle due principali piattaforme possiamo elaborare diverse tipologie di video da creare in modo esclusivo.

Nello specifico, per catalogarle, possiamo partire dai tre tradizionali obiettivi che troviamo quotidianamente nei brief di brand e clienti vari:

  1. Awareness
  2. Engagement
  3. Conversion

1. Awareness

Nasce in un momento preciso dell’anno, periodo scelto in base alle necessità del cliente, come ad esempio la stagionalità delle vendite o un particolare evento al quale ci si vuole legare. A seconda del taglio del video possiamo sperare di raggiungere l’audience a target con una percentuale variabile di adv a supporto (il video è virale o istituzionale?).

Piattaforma: variabile rispetto alla percentuale di spesa media a supporto. Un video più virale esprime il suo meglio se caricato su Facebook, viceversa se istituzionale su YouTube.

2. Engagement

Una volta creata una fanbase serve ingaggiarla, sono ormai anni che Facebook ce lo insegna. Per garantire una elevata reach servono elevate interazioni (o elevati investimenti a supporto…). Per questo vanno creati dei video ad hoc, a contenuto seriale, magari in grado di sfruttare appieno i nuovi influencer, sia “Youtubers” che tutte le “Community”.

Piattaforma: Facebook.

3. Conversion

Ok, forse il termine conversion è un po’ esagerato, ma si sa che in termini di conversioni vs mezzo digitale il SEA, alla fine, vince sempre. Quello che spesso si dimentica è che YouTube è il secondo motore di ricerca al mondo! Questo motivo da solo vale la creazione di una linea di video a sè stante.

Piattaforma: YouTube.

Una videostrategy completa dovrebbe prevedere la produzione di tutte e tre le tipologie di video, tenendo conto quindi di creatività, investimenti e scelta del canale più adatto.

Sicuramente però se YouTube è già estremamente conosciuto e apprezzato dai brand, ora l’attenzione deve essere spostata anche (e soprattutto) su Facebook. Il successo o meno della strategia si baserà sulla qualità dei contenuti e sulla capacità di cogliere il “giusto momento” per la pubblicazione. Una cosa è sicura: se ci si limita a pubblicare gli spot tv sui social, né awareness, né engagement, né conversion potranno avere risultati soddisfacenti.