Week In Social: tra eCommerce e chat meno caotiche

Ecco il consueto recap settimanale che tenta di riassumere i molteplici e spesso tumultuosi mutamenti di un mondo in costante evoluzione come quello dei social network. Essere sempre aggiornati non è semplicissimo ma noi proviamo ad aiutarvi.

Bando alle ciance e andiamo subito al sodo: eccovi alcuni degli avvenimenti più salienti degli ultimi sette giorni!

 

Facebook Collections

Facebook: nuovi formati video per gli e-commerce

Ad alcuni di voi sarà già capitato di vederle, specialmente se seguite profili internazionali. Facebook ha da poco reso pubblico un nuovo formato di video ad chiamato “Collection”.

L’inserzione si compone di un video e quattro prodotti suggeriti: quando l’utente clicca sulla promo, può navigare, quasi come se fosse in un Canvas, fino a un massimo di cinquanta oggetti selezionati dall’inserzionista o selezionati da Facebook tra i più popolari dell’e-commerce.

Tra i pionieri di questo nuovo formato ci sono, neanche a dirlo, top player del settore quali Adidas, Michael Kors e Lowe’s. Come tutti i rollout, al momento alcune Pagine potrebbero ancora non visualizzare l’opzione: poco male, c’è più tempo per preparare la propria Collection e attirare così nuovi acquirenti appena possibile!

Nuove funzioni per Facebook Messenger

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Le novità di Facebook non si fermano alle sole inserzioni pubblicitarie. Le chat di gruppo su Messenger potrebbero diventare presto molto meno caotiche grazie a due nuove funzioni che, scommettiamo, faranno felici molti.

La prima è quella delle menzioni: utilizzando una @ seguita dal nome dell’utente, come fosse un tag insomma, sarà possibile inviare una notifica speciale all’utente selezionato in grado di portarlo immediatamente al messaggio specifico, senza che vada quindi perso nel mare di altre frasi di utenti intervenuti nel frattempo.

La seconda funzione è legata invece alla possibilità di utilizzare le ormai celeberrime reacticon anche nei messaggi privati. E proprio come nel caso dei commenti della newsfeed, in una chat di gruppo tutte le reazioni per quel messaggio saranno “raccolte” in uno specifico counter.

Anche stavolta, le funzioni sono in rollout e sarà necessario pazientare un po’ prima che siano disponibili a tutti.

Instagram: un milione di inserzionisti

Dopo il nuovo logo, il nuovo look e la nuova funzione “Stories”, arriva un nuovo grande traguardo per Instagram: mercoledì la piattaforma ha annunciato di avere oltre un milione di inserzionisti attivi, duecentomila circa in più rispetto a quanto registrato un anno fa.

E il resto del 2017 si prospetta sempre positivo, con un incremento previsto della spesa pubblicitaria di circa tre miliardi di dollari. Numeri da capogiro per una piattaforma sempre sulla cresta dell’onda.

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Acquista i tuoi prodotti preferiti su Instagram

Il 21 marzo, inoltre, Instagram ha introdotto una funzione votata a migliorare la “shopping experience”. Molti utenti, per ora solo residenti negli Stati Uniti, potranno scoprire e acquistare capi di abbigliamento, gioielleria e prodotti per il beauty direttamente dall’app per smartphone, mentre navigano in tutta naturalezza sulla propria newsfeed.

Il grande focus sulle immagini rende Instagram un social perfetto per far impazzire i fashion addict e scatenare la voglia di acquisto compulsivo. Tutto è votato alla massima semplicità, anche per le aziende: queste possono infatti taggare i prodotti sulle loro immagini quasi come fossero utenti in carne ed ossa.

Siamo pronti all’invasione di immagini di Fashion Blogger pieni di tag per acquistare quell’orologio o quella nuova borsetta?

Queste sono solo alcune delle novità dal mondo dei social network che hanno caratterizzato la settimana. Ricordatevi sempre di seguirci per essere aggiornati, sia via web che ai nostri eventi: perché alcuni di voi saranno presenti al nostro Ninja Camp, vero?

Instagram

Le strategie per far crescere il tuo business con Instagram

Instagram è sicuramente uno dei social network più utilizzati dalle aziende: non solo perché ormai si contano più di 400 milioni di utilizzatori attivi o perché i millennial trascorrono circa 420 minuti al mese sulla piattaforma, ma soprattutto perché gli utenti di Instagram sono molto più propensi a mettere like, commentare e condividere i contenuti dei brand rispetto agli altri social.

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Per questo Instagram è una delle migliori piattaforme social per raggiungere la propria target audience. Ma come utilizzarlo al meglio? Ecco sei consigli che possono aiutarci ad integrare Instagram nella nostra strategia.

1. Sii coerente con il tuo brand

I contenuti pubblicati su Instagram devono riflettere quello che il tuo brand rappresenta e allo stesso tempo devono interessare e piacere agli utenti. Questo non è un compito facile: per capire cosa il pubblico vuole vedere è possibile studiare i post della concorrenza o di altri blog e siti.

L’importante è non pubblicare contenuti fuorvianti o che possono creare confusione sul tuo brand.

2. Cerca di attrarre il tuo pubblico

La chiave per creare engagement è offrire contenuti piacevoli e di valore. Un’immagine vale più di mille parole ma è necessario utilizzare quelle giuste. In tal senso, sono disponibili tantissime app che consentono di raggiungere ottimi risultati anche se non si possiedono le risorse per affidarsi a dei professionisti.

I formati disponibili sono tantissimi: non limitarti alle immagini, gioca con filtri e brevi video.

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3. Inserisci delle call to action

Utilizza la bio e i commenti per indirizzare i follower verso la tua homepage, per maggiori informazioni o per acquistare i tuoi prodotti o servizi. Le stesse immagini con testo possono essere utilizzati con questo obiettivo ed incrementare l’engagement.

4. Pubblica contenuti regolarmente

Pensare di poter caricare qualche immagine e poi dimenticarsi per qualche giorno dell’account è senza dubbio poco proficuo se si vuole sfruttare questo strumento al meglio ma è spesso quello che succede.

Oltre che alla qualità, è necessario guardare ai volumi e per raggiungere un numero più elevato di follower è bene postare più volte al giorno e con continuità (regola base per ogni canale social!).

LEGGI ANCHE: Come creare autenticità intorno al tuo business

5. Ottimizza gli hashtag

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Gli hashtag non sono solo un gioco per teenager: non avere paura di utilizzarli!

Si tratta di strumenti di ricerca che vengono usati dagli utenti per trovare i topic d’interesse. Per questo, inserirli in ogni post permette di essere “trovati” dagli utenti che ancora non seguono la pagina.

Non bisogna solo concentrarsi sulla popolarità, ma ovviamente devono essere rilevanti per il brand e il prodotto.

6. Share for share

Anche su Instagram, l’unione fa la forza. Questa tecnica consiste nel condividere e promuovere il contenuto di altri utenti sulla tua pagina. Appena il numero dei follower crescerà, questi inizieranno a fare lo stesso con i tuoi contenuti, permettendo così una crescita più veloce.

Londra da scoprire: Museum of Brands, Packaging & Advertising

 

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Chiunque si sia trovato a dover visitare Londra, anche più di una volta, sa di essersi sicuramente perso qualcosa. Non è mai abbastanza il tempo da trascorrere in questa città che offre infinite piccole sorprese per quei turisti che decidono di lasciare da parte audio-guide o mappe dei siti più importanti e si lasciano andare, perdendosi nei quartieri, scoprendo piccoli teatri e mostre in ogni dove. Così, se ci si trova a passeggiare tra le stradine del caratteristico quartiere di Notting Hill, dirigendosi magari verso la oramai poco mitica Portobello Road, è possibile imbattersi nel Museum of Brands, Packaging & Advertising un labirinto temporale in cui percorrere la storia dei marchi più o meno noti degli ultimi 150anni.

Nato dalla passione di un singolo uomo, Robert Opie, storico e collezionista, questo museo non è certo una delle prime attrazioni della città, ma è senz’altro una piacevole scoperta che permette di percorrere, cronologicamente, 150anni di storia semplicemente passeggiando tra corridoi e sale coloratissime, ricolme di ben oltre 12000 articoli originali.

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Una vera manna per esperti di marketing e di design che potranno spaziare tra il packaging delle varie epoche, per gli appassionati di tecnologia che potranno toccare con mano l’evoluzione di strumenti come la radio, l’aspirapolvere o il telefono, ma anche per i curiosi, gli amanti dei matrimoni reali che potranno vedere i gadget originali del primo matrimonio regale mai sponsorizzato, quello del 1840 tra la regina Vittoria e il principe Alberto.

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Percorrendo le sale ed i corridoi del museo si attraversa, in realtà, la storia dei consumatori che riflette, in genere, il benessere economico del periodo storico di riferimento; si passa così dai materiali riciclati e poco colorati del dopoguerra alle confezioni coloratissime degli anni del boom economico, fino al minimal-optical degli anni ’70.

Il primo aspirapolvere mai costruito

Il primo aspirapolvere mai costruito

 

Non solo Museo: nei suoi oltre 50anni di percorso, il Museum of Brands, Packaging & Advertising ha superato varie fasi, da semplice collezione da esposizione a piccolo museo di Gloucester fino ad arrivare a Londra nel 2005 ed oggi, a distanza di 12 anni c’è ancora spazio per cambiare, evolvere, proprio come hanno fatto i marchi che conserva. Dal 2015, infatti, il museo è divenuto un vero e proprio ente benefico, il cui scopo, oltre a proteggere e  preservare la collezione già presente, è quello di offrire esperienze di apprendimento, sensibilizzare il pubblico e, attraverso attività creative e di volontariato, creare integrazione e sviluppare legami con la comunità.

Resta solo da chiedersi cosa ci aspetterà nel futuro.

Twitter e la TV: dal second screen all’ all-inclusive

Ti stai chiedendo perché Twitter stia puntando tutto sui contenuti video e sul live streaming? Scopriamolo insieme!

Come ha spiegato lo stesso social network: “La possibilità di avere accesso illimitato alle informazioni sta cambiando il nostro modo di consumare ed interagire con i contenuti. Le attività che una volta rappresentavano svago ed intrattenimento adesso vengono svolte contemporaneamente all’utilizzo del nostro cellulare. Infatti, quasi l’85% degli utenti naviga su Internet mentre sta guardando la TV. Questo fenomeno è stato definito “second screen” e continuerà a crescere nei prossimi anni”.

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Un’indagine di eMarketer ha stabilito che, entro l’anno prossimo, la percentuale di utenti che utilizzano lo smartphone mentre guardano la TV crescerà fino al 91%.

Ora, partendo da tali presupposti, ecco che Twitter fa un balzo avanti e tenta di aggirare l’ostacolo “second screen”. In che modo? Semplice.

L’idea è quella di allineare la propria piattaforma con i nuovi comportamenti e le nuove tendenze degli utenti – in particolare i più giovani – e fornire loro un’unica esperienza visiva.

Secondo Twitter, infatti, la TV e i social media non devono competere tra loro per accaparrarsi l’attenzione degli utenti ma, considerando anche che i social network rappresentano un importante terreno di discussione proprio riguardo i programmi seguiti in TV, sarebbe necessario collaborare con l’obiettivo di creare un unico grande servizio.

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Twitter, dunque, sta investendo su un nuovo paradigma in cui il consumatore ha il controllo su tutto: decide i programmi da guardare, i live streaming da seguire, è coinvolto in una nuova modalità di consumo che si concentra in un unico luogo.

Tuttavia, per realizzare un tale progetto ci vorrà del tempo. Intanto, i comportamenti degli utenti continuano ad evolversi ma, per il momento, la TV regna ancora sovrana.

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Da questo momento sarà possibile percorrere due strade: aspettare che il modo di consumare informazioni degli utenti continui, lentamente, ad evolversi fino a che essi arrivino a prediligere esclusivamente i social media, oppure allineare le proprie offerte con il televisore.

Twitter ha scelto da che parte stare: non può permettersi di aspettare e quindi sta cercando di dare la possibilità agli utenti di guardare i propri contenuti in live streaming anche sulla TV, mettendo a punto strumenti che semplifichino il processo e modalità di visione che rendano il tutto appetibile.

Attualmente il social network sta spingendo anche gli inserzionisti a considerare queste nuove tendenze durante le loro attività.

In questo contesto, risulta necessario che i brand allineino le campagne con riferimenti televisivi che richiamino il pubblico di destinazione, attingano ad aventi live, dove le persone sono già impegnate in una conversazione e creino contenuti video per un pubblico mobile.

Certo, per realizzare tutto questo ci vorrà del tempo ma se davvero si riuscisse a massimizzare l’utilizzo della piattaforma sulla base di queste tendenze, Twitter potrebbe riuscire a realizzare un’esperienza di consumo veramente all-inclusive.
Insomma, vale la pena considerare questi aspetti nella propria social media strategy? Secondo noi sì. E voi cosa ne pensate?
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Il futuro dello sport è mobile

Per gli atleti professionisti, le squadre e gli eventi sportivi, i Social Media stanno diventando sempre più importanti per connettersi e condividere emozioni con la propria fan base, diventata negli anni sempre più globalizzata.

Sappiamo, inoltre, da numerosi studi, il più recente dei quali pubblicato da WeAreSocial e Hootsuite, che l’accesso ai Social è sempre più Mobile.

Quindi, se la logica non è un’opinione, il mondo dello sport “show” business sarà sempre più Mobile Friendly.

Inoltre, Facebook e Twitter stanno investendo fortemente su Video e Live Streaming.  Uno dei migliori contenuti in assoluto da poter proporre ai loro miliardi di utenti è sicuramente lo Sport, vero e proprio linguaggio globale capace di smuovere folle e forti emozioni.

Per chiudere, oltre la metà dei possessori di smartphone italiani (Fonte ComScore) dichiara di aver visto un video utilizzando il proprio device… dobbiamo aggiungere altro?

Facebook, il futuro della TV?


L’esempio più recente di interesse su Facebook è quello della Copa del Rey spagnola: l’andata e il ritorno tra Atletico Madrid e Barcellona e solo il round di Celta Vigo-Alaves andati in diretta streaming hanno totalizzato un totale di 3,5 milioni di visualizzazioni, 300mila “reaction” e migliaia di condivisioni. Numeri piccoli per il momento, rispetto alla copertura televisiva, ma molto promettenti per il futuro, tenendo soprattutto conto del potenziale che garantiscono i social network. 

Notizia di pochi giorni fa è l’accordo chiuso tra la Major Leauge Soccer (il maggior campionato di calcio USA) e Facebook per la diretta streaming di alcuni match della stagione 2017. 

Twitter: live streaming e commenti nella stessa piattaforma

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Twitter è diventato il salotto dove i maggiori eventi, compresi quelli sportivi, vengono commentati generando interazioni importanti grazie agli # (ogni evento che si rispetti ha il suo # di riferimento che permetterà poi di monitorarne i flussi di interazione).

Stando ad una ricerca condotta dalla Global Web Index, l’85% delle persone che hanno seguito i Giochi di Rio lo ha fatto con il second screen experience, cioè con in mano un tablet o uno smartphone.


Un altro grande esempio di quello che può essere il presente e il futuro è stato mostrato ai recenti Australian Open dove Twitter, in collaborazione con il suo domestic broadcaster ha garantito una copertura live e highlights dell’evento ai milioni di fans.

Snapchat e Coni

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Vediamo anche un esempio recente tutto italiano: un modo divertente e intelligente per integrare Snapchat all’interno delle proprie strategie comunicative aziendali.

Durante le ultime Olimpiadi a Rio, il Coni ha sviluppato una forte strategia digital, utilizzando tutti i canali che la rete mette a disposizione. Un’operazione che ovviamente ha contemplato anche strumenti Mobile come Snapchat.

Il Coni ha utilizzato la notorietà e la simpatia dei suoi ambassador (come Massimiliano Rosolino, Alessandra Sensini e Antonio Rossi) per fare uno storytelling del “dietro le quinte” olimpico, con l’intento di creare engagement anche tra i più giovani. Obiettivo pienamente raggiunto e complimenti al Coni: Italia Team è stato l’account con il più alto engagement tra tutte le squadre olimpiche

WhatsApp e i Bot 

Anche Whatsapp e tutte le app di messaggistica online, soprattutto con l’avvento dei Bot (penso a Telegram e Facebook Messenger) diventeranno centrali nelle strategie di mobile marketing per il futuro dello sport, basti solo pensare che durante le Olimpiadi di Rio 2016 WhatsApp è stato utilizzato da oltre il 90% della popolazione online.

Il Mobile Marketing saprà accettare e cavalcare la sfida? A mio parere gli strumenti ci sono e sono già parecchio avanzati. Dovrà essere il mondo dell Sport a cavalcare la crescita del Mobile Marketing, ne avrebbe solo da guadagnare in termini di visibilità e di ritorni commerciali grazie a un impressionante aumento del pubblico potenziale e alle infinite possibilità comunicative offerte.

Un suggerimento: mobile marketer iniziate a esplorare questo mondo!

Adidas adotta gli spazi di lavoro Nook per gli uffici di Amsterdam

Do Company, azienda di Bristol, ha sviluppato Nook, un innovativo sistema di spazi di lavoro raccolti, portatili e salva-spazio, pensati per il lavoro, il relax e i pranzi di lavoro. L’innovativo prodotto ha già raccolto il favore di molte aziende, specialmente tra le startup e negli spazi di co-working.

Ai tanti ammiratori di questo sistema si è aggiunta anche Adidas, che ha adottato i Nook nel suo quartier generale Europeo ad Amsterdam per far fronte ad una generale mancanza di spazi di dimensioni ridotte, in cui organizzare meeting di lavoro con poche persone senza utilizzare grandi sale riunione che risultano spesso dispersive.

Adidas adotta gli spazi di lavoro Nook per gli uffici di Amsterdam

I Nook di Adidas, uno spazio per favorire la condivisone

Per Adidas, i Nook sono stati personalizzati in modo da favorire la condivisione e permettete la connessione di dispositivi con diverse fonti di alimentazione, sia europee che inglesi e americane.

“I Nook sono in uso costante, tutto il giorno, ogni giorno, e le persone amano la loro atmosfera intima” ha detto Hellen Engel, Adidas Management Assistant, che ha già raccolto ottimi feedback per le nuove soluzioni per gli uffici.

Il futuro di Do Company e Nook

Per il futuro Do Company e Nook puntano sulla tecnologia con batterie più potenti che possano permettere ai Nook di funzionare per più di un giorno senza alimentazione, con altoparlanti Bluetooth per connettere cellulari e tablet per creare un’esperienza ancora più personale  e permettere conference call e video chiamate.

Adidas adotta gli spazi di lavoro Nook per gli uffici di Amsterdam

“Il nostro progetto a lungo termine è fare di Nook il miglior posto in cui desiderare di lavorare, fare ricerche, incontrare persone, collaborare, concentrarsi e qualsiasi altra cose che le persone vorranno fare” dice David O’Coimin, fondatore dell’azienda. “Bisogna ancora definire cosa farà parte dello standard Nook e cosa resterà opzionale, ma la premessa originale rimane mantenere la struttura di Nook aperta e flessibile in modo che possa avere molte funzioni e sviluppi futuri”.

Adidas adotta gli spazi di lavoro Nook per gli uffici di Amsterdam

La strategia SEO per dare uno sprint al tuo business

Occuparsi di SEO non è cosa da tutti: sono molte le tecniche utili per migliorare e per promuovere il proprio sito. Garantire un buon posizionamento può garantire un aumento del numero delle visite sulla tua pagina e portare conseguentemente valore aggiunto al tuo brand, oltre ad offrirti maggiori possibilità di conversione: maggiore è il numero delle visite, insomma, maggiore è la possibilità di fare business.

I motori di ricerca utilizzano algoritmi complicati, ma ci sono alcuni utili e semplici consigli in materia SEO che possono aiutarti a ottimizzare (è proprio il caso di dirlo) i tuoi sforzi nel campo del web marketing.

Come si sente spesso dire: I cadaveri si nascondono bene nella seconda pagina di Google. Questo perché, quando gli utenti effettuano una ricerca per parola chiave connessa con la tua attività, il tuo sito dovrebbe essere – almeno a livello ideale – tra i primi a essere mostrato nella pagina del motore di ricerca. Ci sono diverse ricerche, infatti, che confermano come il 75% circa degli utenti non vada oltre la prima pagina di ricerca: insomma, arrivare secondi in questo campo, equivale a rischiare di non esser considerati.

Per aiutarti quindi a ottimizzare e posizionare il tuo sito al meglio, abbiamo preparato alcuni semplici consigli da seguire quando crei i contenuti.

1. Paragrafi brevi

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Un consiglio davvero fondamentale è quello di scrivere paragrafi brevi, diciamo da due a cinque frasi al massimo. Così facendo, la lettura sarà resa visivamente più accessibile al lettore e si eviterà l’effetto di blocchi di testo troppo densi. Considera sempre che la lettura da mobile ha superato già da tempo quella da desktop! Il rischio è che, se non si segue questo consiglio, il lettore finirà per non trovare le informazioni che cerca e per cercarle altrove.

2. Sottotitolo

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Un altro modo per mantenere l’attenzione dei tuoi lettori sui contenuti è aggiungere i sottotitoli. La lettura risulterà più facile e veloce e permetterà all’utente di trovare subito le informazioni importanti relative all’argomento in questione. Inoltre, attraverso di essi, potrai distribuire al meglio le keyword più importanti nel tuo testo, comunicando a Google informazioni importanti sull’argomento di quel contenuto.

I sottotitoli sono un’ottima soluzione per sottolineare già a colpo d’occhio le informazioni importanti, soprattutto se l’utente ha poco tempo da dedicare alla lettura: permettono di passare oltre rispetto ai temi che già si conoscono e di focalizzarsi su quello che si sta cercando.

3. Liste ed elenchi puntati

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Le liste hanno raggiunto la loro massima popolarità su Internet grazie a siti come Buzzfeed, che hanno reso questo modo di comunicare molto attuale.

In effetti sia le liste che gli elenchi puntati hanno il pregio di riuscire a suddividere l’articolo in sezioni, che aiutano il lettore a focalizzarsi su quello che sta cercando. Come diretta conseguenza, l’aumento dell’indice di gradimento e popolarità della pagina è garantito.

4. Parole chiave

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Sebbene non sia una buona idea utilizzare troppe parole chiave nei tuoi contenuti, in parte è comunque necessario prevederne l’utilizzo. In primis, quindi, è necessario individuare quali siano le più indicate per circoscrivere il tema che tratteremo nel nostro articolo.

In seconda battuta, è buona norma contestualizzare le parole chiave che si intendono impiegare nella scrittura dei tuoi post senza essere troppo didascalici, in modo da non irritare gli utenti con continue ripetizioni delle stesse parole.

D’altronde si sa, ormai tutti conoscono cosa si intenda per “posizionare un sito”: se mettete troppo in mostra tale sforzo, a pagarne sarete soprattutto voi!

5. Link di qualità

Come ottimizzare i tag in ottica SEO

Hai molte più probabilità di essere trovato dai motori di ricerca se nella scrittura dei tuoi contenuti inserisci anche dei link. I rimandi esterni, infatti, aumentano il PageRank e fanno apparire come autorevole il tuo contenuto. A cosa possono rimandare? A un collegamento verso un sito web esterno che gode di una certa reputazione o anche a del materiale che hai creato appositamente e che può aiutare il lettore ad approfondire il tema.

L’importante è non inserirne di inattivi o non funzionanti: niente è infatti più fastidioso di cliccare verso un link e trovarsi nella famigerata pagina “404”!

6. Immagini contestuali

Mantenere alta l’attenzione del lettore non è un compito semplice, specialmente su Internet, dove le distrazioni sono disseminate ovunque. Un aiuto per focalizzare l’attenzione viene fornito dalle immagini.

Sceglierne di appropriate per far sì che l’attenzione converga sul tuo contenuto è d’obbligo: quindi stabilisci una strategia, definisci un mood e una linea chiara di comunicazione, e poi fai seguire una selezione accurata di icone, foto e GIF che possano ben supportare il tuo testo. E, ovviamente, laddove avrai un’immagine che non sia embeddata dall’esterno, ricordati di rinominarle sempre con nomi che possano essere facilmente individuabili dagli spider dei motori di ricerca: una porta d’ingresso importantissima al tuo sito potrebbe infatti essere, ad esempio, Google Image.

La scrittura, soprattutto!

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Le regole del SEO assomigliano molto alle regole della bella scrittura. Per mantenere viva l’attenzione dell’utente devi evitare errori di battitura, sintattici e grammaticali. Un contenuto, se mal scritto, non può essere considerato autorevole, e finire nelle pieghe più remote dei risultati di ricerca non è che la logica destinazione che l’attende.

Quindi, ricordati che puoi usare anche complesse strutture linguistiche e variare molto la costruzione delle frasi, ma è un obbligo non esagerare, perché per essere piacevole la scrittura deve avere un fluire naturale e non deve mai sembrare forzata. Quindi, a meno che tu non sia un patito di novelle cousine super elaborata, applicare la regola “Scrivi come mangi” potrebbe essere un ottimo trucco.

LEGGI ANCHE: Come rispondere alla trasformazione e migliorare la tua attività

Questi sono i nostri consigli per te: quali sono invece i passi falsi in materia SEO, secondo te? Condividi con noi la tua opinione sulla nostra pagina Facebook e sul nostro gruppo LinkedIn.

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4 contenuti da condividere su LinkedIn (prima di fare il logout)

A metà tra un social network e una piattaforma di job recruiter, un ibrido tra un blog personale (e aziendale) e una rete di contatti business. Su LinkedIn ne sono state dette di tutti colori e il suo recente slancio ad un livello più social della piattaforma ci conferma quello che in molti e da molto tempo pensiamo: conviene sempre più inserire LinkedIn nella propria strategia di digital marketing.

Detto questo, oggi vogliamo parlarvi di almeno quattro contenuti che potete utilizzare su LinkedIn prima di fare il logout e passare a Facebook.

LEGGI ANCHE: Ecco il nuovo look di LinkedIn: al centro il contenuto e le conversazioni

Dal look più accattivante, dalle linee più attuali e minimal e dalle funzioni più social, LinkedIn è riuscito a definire i suoi spazi ed entrare definitivamente nelle social media strategy di grandi e piccole aziende. Grazie ai nuovi strumenti di targeting pubblicitario come Matched Audiences, agli sponsored post e alla nuova veste grafica, LinkedIn ha acquistato terreno e soprattutto iscritti: oltre 10 milioni solo in Italia.

Ma vediamo insieme cosa dovete assolutamente pubblicare e condividere per utilizzarlo al meglio.

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Le news relative all’azienda per cui lavorate

Sul sito web dell’azienda per cui lavorate potete trovare più informazioni di quanto pensate. Il sito web non è solo roba del web master. Sono i contenuti più scontati ma anche i più importanti, soprattutto se parliamo di blog aziendali. Adattate, per esempio, le ultime news di un determinato settore ai servizi che offre l’azienda.

L’impressione che darete è quella di essere sempre sul pezzo, di essere aggiornati, dinamici e orientati agli interessi del cliente prima che al suo portafogli. Chiedete, inoltre, al vostro staff di interagire con la pagina aziendale.

LEGGI ANCHE: Il nuovo layout di LinkedIn: un breve tutorial per non perdersi

Ma via libera anche alla pubblicazione degli ultimi risultati ottenuti, ad un accordo importante, nuovi investimenti o report e indagini particolarmente rilevanti e d’interesse per i vostri potenziali clienti, investitori, competitor e perché no, influencer. Ricordatevi che LinkedIn rimane sempre il social network più business oriented di tutti.

Utilizzate e amate LinkedIn Pulse per i vostri post

Come si fa a non amarlo? Molto spesso vi sarà capitato di storcere il naso davanti alla possibilità di aprire e curare un blog personale o business per promuovere in modalità content i vostri servizi, progetti, attività o prodotti. Bene, non servirà perché LinkedIn vi offre l’opportunità di creare e condividere i vostri contenuti, pensieri, opinioni direttamente sulla piattaforma e creare il vostro network direttamente in-house.

Ricordate, ma forse lo abbiamo già detto, che LinkedIn è la più grande ed efficiente community di collegamento fra professionisti e aziende in un’ottica altamente professionale e avere uno spazio per affermare la propria identità professionale personale o aziendale non ci sembra un’occasione da poco.

Via dunque ai vostri interessanti post e mi raccomando non dimenticate di condividerli con i vostri contatti, nei gruppi a cui siete iscritti e sugli altri canali social che gestite.

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Partecipate e postate contenuti nei gruppi

Torniamo sia al punto uno che al punto due. Non dimenticatevi di curare i rapporti con la community del o dei gruppi a cui siete iscritti. Postate aggiornamenti, news, post blog, link, tutto ciò che ritenete utile condividere con chi ha i vostri stessi interessi, che siano di lavoro o altro. Questo vi aiuterà non solo a diffondere i vostri messaggi ma anche e soprattutto per accrescere la vostra digital reputation e farvi notare da chi magari ne sa più di voi, per creare nuovi contatti e occasioni di networking.

Mi raccomando non dimenticate di partecipare attivamente nei gruppi. Leggete, consigliate, condividete e commentate anche i contenuti proposti dagli altri membri del gruppo.

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Osate con i contenuti multimediali

Ebbene si, anche su LinkedIn. Molti studi dimostrano che le persone preferiscono soffermarsi sui post contenenti immagini, video e infografiche. Sono contenuti di più facile e veloce fruizione e riescono a catturare l’attenzione in un tempo minore. Fatene uso anche e soprattutto su LinkedIn. Il consiglio è di non perdere mai di vista dove state pubblicando cosa. No gattini, no foto al mare. Siete su LinkedIn, osate, sperimentate ma non esagerate.

E voi avete qualche altro consiglio per utilizzare LinkedIn al meglio? Scrivetelo nei commenti o sulla nostra fanpage di Facebook e sul nostro gruppo LinkedIn!

Social Media Monitoring cosa dicono gli utenti del tuo brand

Utilizzare le “buone pratiche” nel social media management

Le persone tendono a seguire le azioni della massa. Si fa strada l’idea per la quale la soluzione migliore è quella ritenuta idonea dal gruppo. Pensiamo, ad esempio, alla scelta di un ristorante: se siamo tentati di entrare nel ristorante con molti clienti anziché in quello accanto totalmente deserto è perché pensiamo che quello vuoto non sia granché, giusto? Il fatto che uno sia vuoto e l’altro pieno, però, non ci offre alcuna informazione sulla qualità dei servizi, eppure seguiamo la massa.

Dalla serie TV "Fargo", prima stagione

Dalla serie TV “Fargo”, prima stagione

Ci sono stati diversi studi scientifici condotti sul tema, che dimostrano come le persone abbiano maggiori probabilità di conformarsi alla decisione del gruppo. Un esempio classico è l’esperimento di conformità di Solomon Asch, del 1956.

L’assunto di base del suo esperimento consisteva nel fatto che l’essere membro di un gruppo è una condizione sufficiente a modificare le azioni e, in una certa misura, anche i giudizi e le percezioni visive di una persona. L’esperimento sociale e psicologico si focalizzava sulla possibilità di influire sulle percezioni e sulle valutazioni di dati oggettivi, senza ricorrere a false informazioni sulla realtà o a distorsioni oggettive palesi.

Seguire le “pratiche social” e offrirle al proprio target di riferimento è un ottimo modo per migliorare la propria attività di social media management, senza però rinunciare a cercare l’originalità. Mostrate la popolarità del vostro marchio, le qualità dei prodotti e servizi che offriteingaggiate influencer e webstar che vi supportino.

LEGGI ANCHE: Le 11 virtù del social media manager

Quando facciamo shopping per i negozi del centro, abbiamo la possibilità di confrontare direttamente i prodotti e scegliere il meglio. L’influenza esterna sulla decisione è minima. Nello shopping online, invece, dobbiamo fare riferimento ad altro per arrivare a una scelta: i pareri dei clienti. È proprio su questo aspetto che si deve puntare con l’attività di social media management: costruire un rapporto di fiducia con il pubblico.

Cosa fare, concretamente

Secondo un sondaggio dell’agenzia Nielsens, nel 2016 l’82% degli americani hanno cercato pareri e raccomandazioni di parenti e amici prima di effettuare un acquisto. Per aumentare l’engagement sugli account social del vostro brand e poi convertire gli utenti in clienti, è necessario lavorare sulla loro soddisfazione. Nessuna campagna di marketing è più potente del world of mouth e della fiducia tra le persone. Le decisioni della massa porteranno nuove vendite.

LEGGI ANCHE: Generazioni e social media: ecco come cambiano le abitudini

Ci sono diversi modi che potete adottare nella vostra strategia di social media management per offrire le “pratiche social” che volete che il vostro pubblico segua.

Innanzitutto, le recensioni positive. Con un’efficace azione di customer care, rispondete sia ai commenti positivi sia a quelli negativi, con garbo e restando propositivi. Oltre a ottenere una semplice valutazione positiva, spingete i clienti a lasciare una testimonianza dell’esperienza. I pareri valgono oro nel mondo degli acquisti online.

Quanto possiamo essere "diversi" nel social media management
Ingaggiate influencer e testimonial conosciuti, in linea con i vostri prodotti. Le abitudini delle webstar di riferimento del vostro target aiuteranno molto nella generazione di nuovi clienti.

Prestate attenzione ai numeri: fate crescere l’audience dei vostri canali, in termini di follower e, soprattutto, di interazioni. Gli utenti social saranno così più propensi a seguirvi.

Infine, non dimenticate di mostrare la forza e la rilevanza del brand: premi, successi aziendali, crescita annua. Una azienda forte e competitiva aumenta la fiducia dei clienti.

Chatbot per il turismo: perché inserirli nella tua strategia

Stai sognando le prossime vacanze ma il tempo per organizzarle scarseggia? Perché non chiedere a un chatbot di organizzare la vacanza al tuo posto? Usando Facebook riuscirai ad organizzarle velocemente e in qualsiasi momento della giornata; ti basterà solo dire da dove vuoi partire e comunicare la tua meta.

Ormai con il proprio smartphone è possibile fare di tutto, anche svolgere attività che prima venivano fatte da un’agenzia di viaggio. Nonostante questo, però, molti preferiscono avere un punto di riferimento e un servizio personalizzato, ed è in questo contesto che dovremmo prendere, sempre di più, in considerazione l’utilizzo dei chatbot.

Partiamo dall’inizio, un chatbot è un’applicazione che permette agli utenti di interagire e svolgere una conversazione sfruttando l’intelligenza artificiale. Un esempio di chatbot è Siri, l’assistente virtuale presente negli iPhone che permette di inviare messaggi, chiamare, fare ricerche sul web. I chatbot chiamati anche semplicemente bot, possono interagire attraverso piattaforme dedicate o all’interno delle app di messaggistica, come Facebook Messenger, Telegram, Slack o Skype.

I vantaggi nell’usare i chatbot per prenotare le vacanze

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Come abbiamo visto i chatbot sono, quindi, molto utili perché si integrano perfettamente con quelli che sono i comportamenti degli utenti. I consumatori per prenotare le loro vacanze li preferiscono rispetto all’utilizzo di mail, chiamate o app.
Vediamo brevemente quali vantaggi possono apportare:

  • Sono immediati nelle risposte
  • Rispondono 24 ore su 24
  • Permettono di chiedere informazioni
  • Consentono di fare prenotazioni
  • Si possono effettuare pagamenti

Chatbot per il settore turistico

Molte aziende si stanno sempre di più avvicinando a queste nuove modalità per interagire con i propri clienti. Esistono bot per qualsiasi cosa, per fare shopping, per cercare ristoranti ecc. Questo perché è ormai un dato di fatto che le persone interagiscono sempre di più da mobile, e che preferiscono molto di più le app di messaggistica, in quanto più veloci.

A confermarlo è My Clever Agency, dove nel loro report indicano che l’84,6% dei consumatori preferisce i chatbot per ottenere delle risposte immediate, rispetto a mail o chiamate, secondi solo alle interazioni face to face che comunque rimangono le preferite.

Dopo aver visto i benefici dell’utilizzare i bot da parte degli utenti, analizziamo i reali vantaggi che le aziende nel settore travel possono ricevere utilizzandoli nella loro strategia.
Alcuni di questi sono:

  • Incrementare la loro Brand Awareness
  • Acquisire nuovi clienti
  • Offrire un servizio immediato di Customer Care
  • Personalizzazione del servizio
  • Poter fare conversazioni in più lingue
  • Riduzioni dei costi di assistenza, in quanto i chatbot sono programmati per lavorare 24 ore su 24.

Molte, sono le aziende in questo settore che hanno cominciato ad introdurli nella loro strategia di business, ora analizzeremo alcune realtà che per prime hanno iniziato ad utilizzarli, queste sono: Kayak, Skyscanner ed Expedia.

Kayak

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Si può usare il chatbot di Kayak direttamente da Facebook Messenger,il bot consente agli utenti di trovare voli e hotel utilizzando un linguaggio colloquiale, piuttosto che entrare nel sito e dover selezionare le varie date e spulciare tra le centinaia di risultati.
Nel dettaglio questo bot permette di:

  • Prenotare voli
  • Scegliere l’hotel
  • Differenziare le scelte in base al budget disponibile
  • Inviare notifiche push sul cellulare in merito alle prenotazioni di volo e albergo che son stati scelti.

Skyscanner

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Il bot di Skyscanner è disponibile su Facebook Messenger e permette di selezionare i voli più convenienti proposti tra le molteplici compagnie aeree, è necessario indicare la data e il luogo di partenza. In caso in cui si sia indecisi sulla meta da raggiungere ci si può anche far ispirare e consigliare direttamente dal bot.

Expedia

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Anche Expedia ha deciso di innovarsi e offrire ai suoi utenti un servizio sempre migliore. Ha deciso di voler offrire qualcosa di diverso rispetto a quello che veniva fatto da desktop o da mobile, è per questo che ha voluto investire nei chatbot. In questo modo ha permesso agli utenti di poter aver una conversazione più fluida e naturale durante la quale poter prenotare le vacanze, potendo controllare in qualsiasi momento le conferme dei voli e delle prenotazioni.
È possibile interpellare il bot a vostro piacimento aggiungendolo su Skype.
E tu hai già deciso dove passerai le prossime vacanze?