Sai che con il digitale puoi vendere anche mentre dormi?

Ci vuole più di un biglietto da visita per essere definiti businessman. Chi possiede un eCommerce lo sa bene, deve necessariamente avere un team di persone affidabili al seguito, ognuno specializzato in un particolare settore: spedizioni, gestione della piattaforma, customer care e così via.

Queste operazioni richiedono molte risorse; la principale per chi si accinge ad entrare nel mondo del digital business è il tempo. Tuttavia se i primi step richiedono grandi quantità di caffè, indispensabile per passare le notti insonni ad analizzare e progettare la propria piattaforma eCommerce, lo step successivo è ottenere buoni profitti dormendo. La soluzione è l’automazione.

Con il digitale puoi vendere anche mentre dormi

Negli anni l’innovazione tecnologica ci ha regalato potenti software in grado di monitorare ogni genere di dato. Innovazioni che hanno risposto alle domande: Come posso monitorare giorno per giorno i miei margini di profitto? Come posso fare in modo che il mio inventario sia sempre perfettamente rifornito? Come faccio a recapitare i prodotti entro 1-2 giorni dall’ordine?

Certo, i software aiutano molto ma non bastano, è necessario programmare ogni singolo aspetto di gestione. Cerchiamo ora di capire quali sono i vantaggi del vendere i nostri prodotti online rispetto ad un negozio fisico.

Vendita 24/7

Lo sapevi che con il digitale puoi vendere anche mentre dormi?

Sembrerà banale e in effetti lo è. Un eCommerce ci permette di vendere i nostri prodotti 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Non vi è alcuna apertura o chiusura infrasettimanale o festiva. Il digital ci permette inoltre di creare promozioni e offerte in ogni momento, senza dover rivestire le nostre vetrine di tremendi adesivi colorati ma, ad esempio, promuovendo i nostri articoli su Facebook per far crescere le vendite.

Processi automatizzati

Come dicevo, la gestione degli ordini può essere un compito faticoso per i venditori. L’ansia di ottenere ordini può essere smorzata quando si pensa al numero di ordini che è necessario elaborare.

Niente paura, le piattaforme di eCommerce sono ormai in grado di offrire ai venditori un supporto completo di gestione degli ordini. Ognuno di noi può facilmente tenere traccia degli ordini, stampare fatture ed etichette di spedizione rapidamente.

Questo aspetto ci permette di investire più tempo sia per migliorare la nostra piattaforma, sia per offrire servizi sempre migliori ai nostri clienti.

Spese ridotte

Lo sapevi che con il digitale puoi vendere anche mentre dormi?

Un catalogo semplice e attraente fa, più o meno, lo stesso lavoro del personale di vendita. In buona sostanza le piattaforme di eCommerce rappresentano il nostro showroom senza il quale non è pensabile far crescere le vendite.

LEGGI ANCHE: Come la realtà aumentata cambierà il futuro dell’eCommerce

Naturalmente si tratta di una riduzione di spesa importante, in quanto ci evita il costo di risorse umane destinate alla vendite dei nostri prodotti. Studiate con cura i vostri cataloghi, una buona vetrina fa la differenza.

Visibilità

Vorrei aprire la mia boutique di moda in centro storico, pensa che visibilità! Questa frase era vera fino a qualche tempo fa. Ma avere un eCommerce ben strutturato ci consente di far crescere la visibilità del nostro business in maniera esponenziale.

Secondo il rapporto eCommerce in Italia 2016 di Casaleggio e associati:

Gli italiani che hanno accesso ad internet (utenti unici nel mese) sono 28,7 milioni, quasi un milione in più del 2015 quando erano 27,8 milioni, e rappresentano circa il 52% degli italiani dai 2 anni in su, collegati da tutti i dispositivi.

Una visibilità un tantino maggiore rispetto al centro storico delle nostre città.

In poche parole, i processi automatizzati ci aiutano a monitorare i nostri ordini e ci consentono di vendere i nostri prodotti in qualsiasi momento. Potremo risparmiare denaro, avere maggiore visibilità e utilizzare il nostro tempo per migliorare costantemente la piattaforma e offrire servizi mirati ai nostri clienti.

>>> Vuoi diventare un eCommerce Manager? Scopri il Master Online in eCommerce Management di Ninja Academy. Il Master Online, disponibile ad un prezzo esclusivo fino al 19 aprile 2017, si rivolge a responsabili di piattaforme di vendita e negozi online che desiderino acquisire competenze complete ed aggiornate.

Concorsi a premi per costruire un database profilato per il Direct Marketing

Email marketing, database e privacy. Sono temi molto importanti per qualsiasi business online e per tutte le attività commerciali di sviluppo, basate su campagne di Direct Marketing, cartaceo o digitale oppure su attività di Telemarketing.

La ricerca continua di database aggiornati e soprattutto in regola con le disposizioni e i vincoli imposti dal garante in tema di privacy, è fondamentale per una corretta programmazione delle attività di marketing.

Ma ci sono alcune importanti leve per creare reputazione on e offline che consentono di realizzare database per il business, come i concorsi a premi, che permettono di coinvolgere e fidelizzare i potenziali clienti, generando un database di utenti interessati grazie all’incentivo del premio in palio.

Costruire database grazie ai concorsi a premi

Costruire database grazie ai concorsi a premi

Digitale e mobile marketing hanno trasformato i concorsi a premi in una straordinaria opportunità per far incontrare i brand con i potenziali clienti creando diverse soluzioni di engagement.

La creazione e la gestione di un concorso a premi non può però essere improvvisata, richiede una forte organizzazione, un piano d’azione dettagliato e un budget in linea con gli obiettivi.

I concorsi offrono soluzioni di ogni tipo e al di là della modalità instant win o maxi premio finale, possono essere organizzati offline e online, oppure in mobilità mediante l’utilizzo dello smartphone. Fino al coinvolgimento di più brand all’interno di un’azienda e di aziende diverse interessate ad uno stesso target non in concorrenza.

Il coinvolgimento di più aziende in un concorso a premi può avvenire anche tramite attività di co-registrazione, andando in soccorso a tutte quelle aziende che necessitano di incrementare velocemente il proprio database per veicolare offerte commerciali, ad un costo inferiore rispetto ad una iniziativa diretta e proprietaria.

LEGGI ANCHE: Il consumo nell’era digitale: la Free Masterclass On Demand

Concorsi Web, nata all’inizio del 2011 dall’esperienza maturata in anni di attività e sperimentazione nei concorsi e nelle operazioni a premi con focus nel digitale, dall’incontro di E-Business Consulting e Merlin Wizard, si pone l’obiettivo di creare dei contest annuali in co-registrazione per le diverse aziende sponsor, interessate ad uno stesso target obiettivo, fornendo un’esclusiva in relazione al settore di attività.

Sul web in particolare, senza coupon da compilare, senza cartoline da spedire o moduli da consegnare, ma con un semplice inserimento di alcuni dati in un form, la partecipazione è assicurata.

L’affidabilità, la sicurezza e il successo del concorso sono garantite da Concorsi web, società italiana che permette di generare un sistema di acquisizione di anagrafiche profilate, nel totale rispetto della normativa vigente della privacy.

Costruire database grazie ai concorsi a premi

Concorsi Web, un concorso in co-registrazione per le aziende

Nel mese di febbraio 2017 è partita la sesta edizione del concorso annuale di Concorsi Web. Grazie alle esperienze maturate nelle precedenti edizioni, alla sinergia con le aziende sponsor, le funzionalità di base della piattaforma tecnologica sono state ulteriormente arricchite. Per tutte le aziende sponsor è possibile inserire delle domande di profilazione del target, ci sono premi e landing page diverse in base al target di riferimento e tutti i numeri telefonici inseriti dagli utenti sono soggetti a controllo immediato mediante un instant win.

Il concorso terminerà il 31 gennaio 2018 e, attualmente, vengono generati tra i 60.000 e gli 80.000 nuovi iscritti al mese.

Interni Event

Cosa si può vedere fuori il Fuorisalone 2017

Il Fuorisalone di Milano è decisamente una manifestazione nella manifestazione, in grado di regalare ai visitatori un migliaio di eventi in soli sei giorni, tutti riguardanti il mondo del design e dell’architettura, a contorno del tradizionale Salone del Mobile. Le giornate previste per questa edizione sono dal 4 al 9 aprile.

Non sono solo gli eventi e le installazioni presenti in quelle giornate, però, a caratterizzare quella che per sei giorni può essere considerata la capitale mondiale del design. Si possono contare, infatti, più di qualche mostra e installazione di cui possiamo godere per un po’ di giorni in più.

Di seguito alcuni consigli assolutamente da non perdere.

Codice di avviamento fantastico

When: dal 28 marzo al 30 aprile

Where: Palazzo Reale, Piazza Duomo, 12 – 20122, Milano

Codice di avviamento fantastico

La mostra “Codice di avviamento fantastico. Alcantara e 6 artisti in viaggio nell’Appartamento del Principe” è un progetto espositivo di Alcantara a cura di Davide Quadrio e Massimo Torrigiani. Gli artisti protagonisti sono di taratura internazionale: Aki Kondo, Michael Lin, Soundwalk Collective, Georgina Starr, Nanda Vigo e Lorenzo Vitturi. L’esposizione si terrà mediante un percorso molto particolare in dieci stanze che compongono l’Appartamento del Principe, in ognuna delle quali avverrà un viaggio immaginario a partire dalle idee creative di ciascun artista, che potrà portare il visitatore non solo a percorrere degli spazi normalmente “off-limits“, ma a entrare in delle dimensioni nuove tra reale e immaginario. Un progetto volto a esplorare l’espressività di un prezioso materiale mediante il lavoro di artisti con caratteristiche molto diverse, in un contesto a dir poco magnifico.

Intorno ai vasi sacri

When: dal 31 marzo al 30 aprile

Where: Museo Diocesano Complesso Museale “Chiostri di Sant’Eustorgio”, Corso di Porta Ticinese, 95 – 20123, Milano

Intorno ai vasi sacri

Cinque maestri del design italiano, Antonia Astori, Riccardo Dalisi, Michele De Lucchi, Alessandro Mendini e Paolo Rizzato, ripensano in veste inedita il calice. I progetti sono realizzati appositamente dal laboratorio di cesello e oreficeria della Scuola Beato Angelico di Milano. La mostra propone come un oggetto di origine religiosa ma con una forma dalla facile comunicazione possa essere reinterpretato in chiave contemporanea.

A visual story

When: dal 30 marzo al 9 aprile

Where: Triennale di Milano, Viale Alemagna, 6 – 20121 Milano

A visual story

Per celebrare i trent’anni dalla prima mostra su Andy Warhol, il Gruppo bancario Credito Valtellinese raccoglie in un’esposizione (a cura di Mario Piazza) sul tema della narrazione una raccolta di repertori proposti nelle mostre delle Gallerie Creval. Attraverso 150 stampati tra poster, locandine, cataloghi, inviti, foto d’allestimento e una proiezione a scala ambientale “A visual story” vuole raccontare le oltre 200 esposizioni di arte contemporanea nelle cinque gallerie. Un esempio di come si possa raccontare una storia importante attraverso le immagini.

Still motion

When: dal 30 marzo al 9 aprile

Where: Triennale di Milano, Viale Alemagna, 6 – 20121 Milano

Still motion

5 graphic designers trasmettono attraverso 20 oggetti cosa può trasmettere la pietra. Il brand americano Sagmeister & Walsh, gli inglesi Jonathan Barnbook e Ian Anderson e i portoghesi Pedro Falcão e Jorge Silva hanno contribuito a un progetto di ricerca molto particolare, curato da Guta Moura Guedes e sviluppato dalla piattaforma experimentadesign: lo studio di un materiale tridimensionale interpretato da esperti della grafica in due dimensioni. Legata al campo dell’architettura o dell’arte, la pietra è un materiale pieno di potenzialità, ed è interessante capire come possa essere impiegato nel campo del graphic design. Un progetto che approfondisce il concetto di progettazione, sempre proiettato a nuove prospettive e metodologie, mediante la continua interazione tra materiale e digitale.

Interni Material Immaterial

When: dal 3 al 15 aprile

Where: Università degli Studi di Milano (Ca’ Granda ex Ospedale Maggiore), via Festa del Perdono 7 – 20122, Milano // Orto Botanico di Brera, Via brera, 28, via F.lli Gabba 10 – 20121, Milano // Audi City Lab (ex Seminario Arcivescovile), Corso Venezia, 11 – 20121, Milano

Material Immaterial

La rivista Interni, mediante la mostra-evento “Interni Material Immaterial”, riunisce una serie di installazioni innovative di architettura e design che puntano anche all’interazione con l’individuo. Realizzate da progettisti affermati, aziende, start-up e istituzioni, le opere sono caratterizzate dalla relazione tra il mondo dei materiali, parte concreta della realizzazione di un progetto, e quello della creazione, dimensione immateriale che si basa sul pensiero del designer, spesso influenzato dalle nuove tecnologie. La mostra è anche un viaggio in giro per il mondo, dato che i progettisti provengono dalle nazioni più differenti, e vede l’utilizzo di numerosi materiali diversi, impiegati in modalità innovative. Dall’uso dei materiali si può anche intravedere in ogni artista le sue prospettive per il futuro, e le possibili direzioni per ipotetici ambiti di ricerca.

Confluence • 20+

When: dal 4 al 16 aprile

Where: Triennale di Milano, Viale Alemagna, 6 – 20121 Milano

Confluence • 20+

Hong Kong è una città in cui si respira design, e “Confluence • 20+” propone progetti di collaborazione eseguiti dai migliori talenti della famosa città orientale. Una serie di esposizioni multidisciplinari mostrano diverse prospettive sulle ecologia creative di Hong Kong, frutto di collaborazioni tra numerosi talenti di design, che hanno saputo reinventarsi continuamente sfruttando le influenze della Cina, dell’Asia e le tendenze nel mondo del design internazionale. Un’esibizione di opere creative che rompono ogni barriera, coadiuvando tradizione, innovazione, artigianalità e tecnologie.

Fare luce

When: dal 4 al 29 aprile

Where: Foscarini Spazio Brera, via Fiori Chiari, 28 – 20121, Milano

Fare Luce

Progettata dall’architetto Giovanni Maria Filindeu, l’installazione “Fare Luce” consiste in sei diversi ambienti corrispondenti alle tante forme della luce, che creano un percorso molto coinvolgente a livello emotivo per il visitatore. Partendo dal concetto che la luce e l’ombra sono i primi materiali su cui un architetto deve basarsi per le sue opere, Filindeu introduce il suo progetto per Foscarini Spazio Brera con il fine di creare un viaggio tra emozioni, ricordi, esperienze, create e alimentate dalla luce e dalle sue manifestazioni.

spazi di lavoro e digital economy

Come ripensare gli spazi di lavoro nell’era digitale

Se volessimo avere una cartina di tornasole del grado di efficienza e modernità di un’azienda, basterebbe passare una giornata nella sua sede lavorativa.

Sedi domestiche riallocate come sedi aziendali, open space all’ultimo grido – a volte anche nel senso letterale del termine, a causa della confusione di alcune giornate troppo frenetiche – sedi commerciali dove si è costretti a timbrare il cartellino perché il proprietario pensa che altrimenti non si produrrebbe quotidianamente, e altri non-sense del genere.

Per fortuna in questo caso la Digital Economy ci ha portato in dote oltre che un nuovo mindset, una nuova predisposizione del management aziendale a valutare un modo diverso di approcciarsi al luogo e all’orario di lavoro.

54868_01

Luoghi di lavoro nell’era digitale: la produzione come output

Da troppi anni si parla di telelavoro o lavoro da casa, ma come sempre più si parla di qualcosa, meno la si mette in pratica correttamente.

Questo approccio troppe volte è stato applicato in maniera “punitiva” nei confronti dei dipendenti, soprattutto colletti bianchi, ritenuti meno produttivi e di cui si è chiesta la riduzione della presenza in ufficio, vissuta come allontanamento dal contesto della produzione. Eppure, non ci sono neanche evidenze scientifiche del fatto che otto ore al giorno seduti ad una scrivania renda più produttivi rispetto a un orario e un luogo scelti in modo più flessibile e congeniale alle proprie esigenze.

La Digital Economy sposta il focus sulla produzione intesa come output e non come presenza fisica in un luogo certo e in un orario certo. Anche perché è invece scientificamente provato che il cervello umano abbia performance secondo uno schema sinusoidale e non costante. Nel mio lavoro quotidiano preferisco che un mio collaboratore mi consegni un prodotto finito su cui io non debba rimettere mano, piuttosto che mi si sieda a fianco e non mi consegni nulla o peggio ancora un progetto che debba essere interamente rivisto.

LEGGI ANCHE: Come costruire una carriera nel Digital Marketing: strumenti, trend e strategy

Quindi tornando al lavoro da remoto, ben venga se finalizzato a mettere in condizione il lavoratore di produrre con qualità ed efficienza, ma attenzione a non abusarne perché è fondamentale in ogni dinamica aziendale lo scambio di punti vista, il confronto e l’aiuto reciproco con colleghi e partner commerciali.

spazi di lavoro e digital economy

Spazi di lavoro e performance: largo alle collaborazioni creative

Il nuovo trend è quello di dare più importanza alle performance dei lavoratori piuttosto che alla presenza fisica costante negli spazi di lavoro aziendali tradizionali. Di conseguenza cambiano anche le logiche di identificazione degli spazi di lavoro più utili per il business e l’efficienza dei dipendenti.

LEGGI ANCHE: Adidas adotta gli spazi di lavoro Nook per gli uffici di Amsterdam

Proprio in ragione di questo, tutti coloro che volessero identificare una nuova sede lavorativa, dal libero professionista, al proprietario di azienda, alla ditta individuale, dovrebbe partire da alcune riflessioni.

Cominciate a prendere in considerazione spazi comuni con altre realtà, in cui si possano ipotizzare delle collaborazioni creative e progetti cooperativi, dove le aree di break o all’aria aperta non siano riservate e/o frequentate solo dagli addicted del fumo.

C’è vera Open Innovation solo laddove si superano i confini tradizionalmente stabiliti.

Come costruire una carriera nel Digital Marketing: strumenti, trend e strategy

Da dove bisogna iniziare per lavorare nel campo del Digital Marketing? L’obiettivo del Master Online in Digital Marketing targato Ninja Academy era quello di cercare di dare risposte a questa domanda. Strumenti, nuove tendenze, approccio multitasking e ascolto.

Niente, per i Guerrieri Ninja che hanno partecipato al Master, sarà più come prima. Ognuno, infatti, ha avuto la possibilità di approfondire gli aspetti distintivi, le funzionalità e le potenzialità del settore con i migliori esperti italiani del marketing e della comunicazione digitale.

Master Digital Marketing

Grazie a Vincenzo Cosenza abbiamo aperto gli occhi su nuovi orizzonti, anzi su nuovi scenari come i Micro-Moments, il Marketing Automation e il Social Caring. Siamo tornati con i piedi per terra con Luca De Berardinis e la SEO, ma questo, ammettiamolo, ci ha portato molto #SEOLove.

Siamo scesi poi sul tecnico, molto tecnico, con l’analisi dei dati, le metriche principali, i segmenti e le dashboard di Giampaolo Lorusso. Siamo stati molto content con Simone Tornabene e i suoi consigli su come pianificare una content strategy, e il social media monitoring di Emanuela Zaccone, quello sì, lo abbiamo proprio amato dal primo momento

carriera nel digital marketing

Ma andiamo con ordine, ecco alcune delle competenze e conoscenze chiave che abbiamo imparato durante il Master Online.

1. Ogni nostra azione di Digital Marketing concorre a far raggiungere all’azienda un obiettivo di business

Quindi, prima di tutto, dobbiamo avere chiari gli obiettivi di business. Dagli obiettivi di business discendono poi gli obiettivi, le strategie e le azioni di digital marketing. Ogni obiettivo dunque deve essere necessariamente misurabile.

2. Puntare sul Content Marketing per conquistare gli utenti/clienti

Per un brand riuscire a farsi notare nel fluire in tempo reale dei contenuti prodotti dagli utenti è sempre più complicato. Non basta avere milioni di fan per essere notati, ma serve produrre valore per loro. Questo valore passa attraverso la capacità di creare contenuti di qualità, distribuiti solo a quel pubblico che ne ha bisogno. Il Content Marketing oggi viene inteso non come meramente tattico, ma come strategico

Master Digital Marketing

3. Il Mobile Marketing ha una platea di dimensioni impressionanti

Il primo contatto avviene molto spesso grazie alla ricerca su smartphone e circa la metà dei visitatori al nostro sito web arriva da mobile. Ma non è tutto. Due terzi dei contenuti che pubblichiamo sui social vengono fruiti da un terminale mobile.

4. Creare valore con il Monitoring

Il monitoring non è un’attività limitata nel tempo: va tradotto in azioni e i risultati delle azioni stesse devono essere (ri)misurati costantemente.

5. Ecommerce: il commercio è cambiato, il commercio sta cambiando, il commercio cambierà ancora

La disponibilità di marketing tools per eCommerce sta esplodendo. Più di 3500 strumenti disponibili nel 2016. L’81% dei compratori ricercano il prodotto online prima di comprare e l’85% dei consumatori cominciano l’acquisto su un device e lo finiscono su un altro, ma il device non è solo tecnologico.

social media mobile

Digital Marketing. Ecco cosa sappiamo fare adesso

Grazie al Master della Ninja Academy, adesso sappiamo:

Progettare e scrivere un documento di Digital Strategy
Monitorare le metriche fondamentali per la performance di un business digitale
• Progettare e gestire attività di marketing attraverso le componenti Video, Content e Social Media Marketing
• Fare Inbound Marketing attraverso le tecniche più avanzate di SEO&SEM, Mobile ed Email Marketing
• Ottimizzare i flussi di ricavo di una piattaforma eCommerce
• Riconoscere i trend digitali e trasformarli in nuove opportunità di mercato
• Coordinare la pubblicazione di piani editoriali

L’esperienza Ninja Academy

Il corso di Ninja Academy non è stato solo un momento didattico, ma ai momenti di apprendimento si sono alternati quelli di confronto tra gli studenti e con i docenti.

Ninja

Momenti sicuramente ispirazionali.

Ninja

E momenti di confronto, condivisione, perché no davanti ad un bel piatto di gricia cacio e pepe!

Ninja

E adesso?

Non ti resta che completare la tua formazione a 360 gradi e diventare un vero e proprio Ninja del web con il Master Online in Social Media Marketing di Ninja Academy. Giunto alla quinta edizione, è il primo Master di specializzazione focalizzato sulle singole piattaforme sociali, quali Facebook, Twitter, LinkedIn, YouTube, Instagram, Snapchat. Si approfondiranno gli aspetti distintivi, le funzionalità e le potenzialità di ognuno con i migliori esperti italiani del marketing e della comunicazione digitale.

Affrettati, le iscrizioni stanno per terminare! Per qualsiasi informazione, puoi scrivere a info@ninjacademy.it oppure telefonare 02/400.42.554

Be Ninja!

Il consumo nell’era digitale: la Free Masterclass On Demand

Il 22 marzo i docenti del Corso Online in Digital Strategy e Web Marketing ci hanno dato un assaggio dei contenuti che verranno affrontati durante le lezioni.

Se ti sei perso la lezione gratuita su “Il Consumo nell’era digitale” puoi ancora recuperare la Free Masterclass On Demand.

Gianpaolo LorussoLuca La MesaLuca De Berardinis e Miriam Bertoli, ci hanno parlato di consumo digitale e di come cambiano aspettative e percorsi nell’acquisto online.

Durante la Masterclass, dedicata a chi gestisce attività di web marketing o la comunicazione di aziende o prodotti, a chi si occupa di visibilità online, gestisce community e vuole aumentare le conversioni, i docenti hanno spiegato i quattro aspetti fondamentali per il consumo digitale.

Miriam Bertoli ci ha parlato dei passaggi necessari per arrivare dalla visione al fare, Luca De Beardinis ci ha spiegato come la ricerca vocale sta cambiando la SEO, con Gianpaolo Lorusso abbiamo parlato dell’importanza di tracciare tutto (e bene!), infine con Luca La Mesa abbiamo compreso l’importanza dei contenuti che, da interruzione, per l’utente diventano interazione.

Quattro importanti spunti che aggiungono valore al tuo lavoro e che toccano aspetti importanti in ambito digitale, oggi che i modelli di business si ampliano per fare spazio ai canali di comunicazione e vendita online, il funnel di marketing può contare su tecniche di conversione efficaci e misurabili, la visibilità sui motori di ricerca va conquistata ed i Social Media costituiscono uno dei più immediati touchpoint tra consumatore e brand.

il consumo nell'era digitale free masterclass on demand

Come recuperare la Masterclass

Per seguire la Free Masterclass On Demand vai sul sito Ninja Academy e iscriviti alla Free Masterclass – Il consumo nell’era digitale. Dopodiché comparirà nella tua area utente e potrai accedere a tutti i contenuti della lezione.

Ricorda, inoltre, hai tempo fino al 29 marzo per iscriverti al Corso Online in Digital Strategy & Web Marketing al prezzo in Early Booking di 249 euro, invece di 349 euro. Se al Corso Online vuoi aggiungere il Digital Marketing Lab in aula, affrettati ad iscriverti (ULTIMI POSTI).

Cannes Lions, al Festival Internazionale della creatività premiato Burger King

Cannes Lions, Festival Internazionale della Creatività è l’evento dedicato ai professionisti del mondo pubblicitario e alle professioni affini che si svolge ogni anno a Cannes.

Quest’anno Burger King è il vincitore del titolo di Marketer Creativo 2017. Il brand può già vantare una lunga tradizione di trofei, iniziata nel lontano 1969 con la vincita di un Leone d’Argento.

Quali sono le ragioni che hanno spinto quest’anno la giuria a premiare il lavoro dei creativi di Burger King?

Una forza creativa globale

La giuria ha insignito Burger King del titolo di Creative Marketer of the Year 2017, per aver “abbracciato e incoraggiato la creatività” attraverso tutta la comunicazione di brand e per lo stimolante lavoro a livello marketing globale dei propri prodotti.

Testimonianza della creatività di Burger King sono le diverse campagne realizzate in tutto il mondo. Di recente, per esempio, è nato il King Senior Meal, dedicato alle persone più anziane o, per fare un altro esempio, il menù dedicato al giorno di San Valentino, con in regalo giocattoli per adulti.

Nel 2015 il re degli hamburger si era già fatto notare per un approccio fuori dalle righe: chi non ricorda il Peace Day McWhopper proposto a McDonalds? Il brand concorrente, però, gentilmente declinò l’offerta.

BurgerKing_PeaceDayBurger15

Spingersi oltre i limiti della creatività

Burger King ha ritagliato larghi spazi per far posto alla creatività all’interno delle proprie strategie di marketing, questo è dimostrato dalle tante campagne pubblicitarie fuori schema alle quali abbiamo assistito nel corso degli ultimi anni.

Oggi, per esempio, in America è attiva una campagna promozionale per una nuova versione del panino Crispy Chicken, dedicata a tutti quelli a cui la vecchia versione non piaceva per nulla.

Alex Schwan, Chief Marketing Office di Burger King, in una recente dichiarazione ha sottolineato l’importanza dello sforzo creativo, definendolo come un asset di fondamentale importanza per distinguersi dalla massa e spingersi oltre i propri limiti dell’immaginazione. 

pexels-photo-316465

Philip Thomas, Ceo di Ascential Events, afferma che Burger King è un brand che si sta costruendo una reputazione supportata da campagne di marketing coraggiose, audaci e innovative, che siano sempre in discussione per raggiungere l’eccellenza: “Burger King è convinto che essere un brand con un obiettivo ripaghi in vantaggi a lungo termine e in concreti risultati di business”.

ninja camp 2017 ninja marketing

Ecco cosa è successo al Ninja Camp powered by Enel

I Ninja hanno appena lasciato Scilla, mitico luogo che ha ospitato il ritrovo 2017 dei guerrieri del marketing, del digital e della comunicazione: il Ninja Camp.

Salutarsi dopo l’intensa tre giorni di networking, approfondimento e divertimento non è stato facile, ma tra un “ci sentiamo presto” e un “facciamolo più spesso”, vogliamo provare a riassumere così quello che tutti i partecipanti al #NinjaCampScilla porteranno con sé, per regalare anche a chi non c’era un piccolo assaggio degli indimenticabili momenti passati insieme.

Siamo certi che anche se stavolta non hai potuto partecipare, qui troverai cinque ottimi motivi per non perderti i prossimi appuntamenti targati Ninja.

#1 Tecnologia e innovazione: le esperienze di Red Bull VR

Durante il Ninja Camp 2017 Red Bull ha regalato forti emozioni a tutti i partecipanti. In pieno stile del brand, abbiamo vissuto le esperienze di un tuffo da altezze vertiginose, di una eccitante gara di Formula 1 e di una esplorazione fuori dal comune, immergendoci nella realtà virtuale a cura di Digital Lighthouse. Grazie a visori, ambienti e gaming VR, abbiamo provato l’ebrezza di un giro in pista a velocità forsennate e di un volo dalla scogliera proprio come nella più famosa delle competizioni Red Bull.

#2 Formazione in stile Ninja: i workshop e gli speech

Il Ninja Camp 2017 è stato anche un grande momento di formazione, per contributor, autori, editor e per tutti i partecipanti.

L’introduzione degli interventi da parte di Mirko Pallera ci ha subito fatto capire cosa avremmo dovuto aspettarci da questi tre giorni di formazione e collaborazione: ispirazione, crescita personale e professionale, superamento dei nostri limiti, gli unici veri mostri con cui confrontarsi sempre.

“Do what you can’t” è diventato per tutti una specie di mantra, il filo conduttore del confronto continuo sul “Dominare i mostri del futuro”.

   

Gli speech di Felicia Mammone, Claudia Ingrassia, Fabio Casciabanca e Luca Scarcella ci hanno permesso di approfondire prospettive e orizzonti su giornalismo e fake newstecnologia, marketing e mobile, su lavoro, automazione e risorse energetiche e sullo storytelling.

È stato poi il turno di Matteo Pogliani che ci ha parlato di Influencer Marketing presentandoci alcuni case study interessanti sul Turismo. 

Alberto Maestri ha poi raccontato le tappe della storia di Ninja Marketing, spiegandoci come l’impegno, la competenza e la professionalità hanno trasformato tanti Ninja in vere e proprie autorità del settore. 

Abbiamo approfondito i temi del turismo e del food dal punto di vista dei Social Media con Luca La Mesa e della promozione digitale con Marco Marchetti, imparando i segreti dell’eCommerce per il food con Luca Mastroianni.

Abbiamo approfondito il rapporto tra Digital PR & Food, attraverso il caso del Mercato Centrale di Firenze con Rosaria Toriello di Viralbeat e abbiamo imparato come scegliere le immagini più efficaci per i nostri articoli insieme a Roberto Iadanza.

Abbiamo avuto l’opportunità di comprendere più a fondo i problemi e le soluzioni del giornalismo digitale con Aldo Pecora, Antonio Castaldo e Diomira Cennamo.    

Durante i workshop, tutti seguitissimi, ci siamo confrontati con la pratica del SEO copywriting con Fabio di Gaetano e Luca De Berardinis.

Infine, il nostro fantastico Content Team, composto da Massimo Sommella e Nunzia Falco Simeone, ci ha svelato i trend per il 2017 in ambito content, tech e creatività.

#3 Learn by enjoying: la simpatia e la professionalità di Casa Surace

I ragazzi di Casa Surace ci hanno divertito e appassionato con il loro racconto: come si crea un business attraverso i contenuti video? Come si gestiscono i rapporti con i brand senza modificare la propria personalità?

Insieme all’editore Netaddiction, i ragazzi di Casa Surace ci hanno parlato della loro esperienza nel branded content in uno speech intitolato “Da coinquilini a factory: dietro le quinte di Casa Surace”.  

Casa Surace

Da sinistra Riccardo Betteghella (attore) e Alessio Strazzullo (autore) del team di CASA SURACE (credits: Emilio Pantuliano)

#4 Spiritualità e bellezza: la splendida location del Castello Ruffo a Scilla per Ninja Camp 2017

Immagina di vivere tre giorni in uno di quei castelli incantati da fiaba in cui le cose accadono e lasciano per sempre un segno nella storia dei personaggi.

Una delle contributor di Ninja Marketing che hanno partecipato all’evento, ha descritto perfettamente questa sensazione: siamo partiti in un modo e siamo tornati a casa diversi, arricchiti non solo di informazioni e conoscenze, ma anche di emozioni ed energia.  

Questo anche grazie alla location indimenticabile del castello a picco sul mare di Scilla. Una meta da raggiungere con un po’ di fatica, salendo pendii e gradini, come tutte le cose più belle nella vita. Ma una volta giunti in cima, possiamo dire di esserci goduti alcuni tra i più bei panorami italiani.

Da qualunque luogo ci si affacciasse la natura si svelava in modo diverso, con un mare splendido colorato dai tramonti, il vento da sfidare sulla terrazza e il sole caldo del sud con il quale scaldarsi tra una conversazione e l’altra.

#5 Networking e divertimento e musica: le strette di mano e il Party Like a Ninja

Il 24, 25 e 26 marzo Scilla è stata protagonista di un’incredibile scambio di idee e conoscenze. Un paesino di meno di 5mila abitanti è stato invaso pacificamente da un esercito di Ninja, pronti a fare amicizia e collaborare all’insegna della comunicazione, del marketing e del digitale.

Per tutti i partecipanti è stata un’occasione per incontrarsi, conoscersi, scambiarsi contatti, dubbi e riflessioni.

Incontrare il team di Ninja Marketing e i protagonisti dei talk durante il Ninja Camp, si è rivelata per tutti un’opportunità unica di confronto sui temi del digital. E per chiudere, naturalmente, l’imperdibile Party Like a Ninja, durante il quale tutti insieme ci siamo scatenati a ritmo di musica, per liberare ancora una volta tutta l’energia racchiusa nell’ormai mitico grido di battaglia “Be Ninja”!

Proud to be Ninja ❤ #NinjaCampScilla #bigfamily #ninjalove #NinjaPower #ninjamarketing #ninjacademy   Un post condiviso da Federica Bulega (@fedebulega) in data:

Tutto questo è stato possibile realizzarlo grazie ai nostri sponsor Enel Group, Banca Sella e Macingo.

Ringraziamo i media partner Netaddiction, StartupItalia e Lavoroeformazione e i partner tecnici Sprint24.com, Packly, Sticker Mule, Tonki, SEMrush e 24Bottles.

ninja

Elon Musk lancia Neuralink, per collegare cervelli e computer

Elon Musk, finora conosciuto come CEO di Tesla e SpaceX, passerà presto alla storia per una nuova rivoluzionaria idea. Si tratta di Neuralink, una joint venture che, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, punta alla creazione di dispositivi da impiantare nel cervello umano con lo scopo di consentire una connessione diretta con le intelligenze artificiali.

Uomini e macchine diventeranno una cosa sola?

Secondo Musk, questo progetto potrebbe arrivare anche a migliorare la memoria, oltre a consentire che le persone possano interfacciarsi in modo più diretto con i dispositivi informatici.

L’amministratore delegato di SpaceX già negli scorsi mesi aveva lasciato intendere il lancio imminente di una compagnia basata su connessioni uomo-macchina, e durante un recente evento a Dubai aveva affermato che “in futuro l’intelligenza biologica e l’intelligenza artificiale potrebbero fondersi”.

elon musk neuralink

Elettrodi nel cervello, Elon Musk non è il primo

Gli elettrodi su cui si dovrebbe basare la tecnologia di Musk sono ovviamente ancora solo in fase progettuale, ma elettrodi ed altri impianti simili sono già stati utilizzati in medicina, ad esempio, per alleviare gli effetti del morbo di Parkinson, dell’epilessia e di altre malattie neurodegenerative. Si tratta tuttavia di poche migliaia di pazienti trattati seguendo procedure sperimentali.

Nonostante possa sembrare un’idea ancora fantascientifica, già altre aziende della Silicon Valley stanno lavorando su questo settore. Kernel, per esempio, è una startup creata dal co-fondatore di Braintree, Bryan Johnson, che sta cercando anche di migliorare la conoscenza umana attraverso un team di neuroscienziati ed ingegneri software per invertire gli effetti delle malattie neurodegenerative attraverso chip da impiantare nel cervello.

LEGGI ANCHE: Dal Neuromarketing al Neurosocial: come sono connessi psicologia ed engagement?

Le Social Generations nel 2017: cosa vogliono veramente?

Senza arroganza, in principio partiamo da un assioma abbastanza semplice e con il quale possiamo senza dubbio concordare tutti: ogni Social Generation è differente; diverse abitudini, diversi punti di vista, diverse aspettative, diverse esigenze, diversi bisogni.

Per questo (e per tanti altri motivi), i brand sono costretti (e voi direte, per fortuna) ad ascoltare e a saggiare il terreno del loro segmento di mercato prima di poter iniziare a delineare una strategia social d’impatto, che possa essere al tempo stesso efficace ed efficiente (con buona pace e sollievo del reparto marketing aziendale), sia dal punto di vista comunicativo che da quello del business.

Ma cosa cercano veramente quindi gli utenti delle tre Social Generations che più affollano il meraviglioso mondo dell’internet?

Sprout Social, società americana che offre una piattaforma molto variegata servizi social che vanno dall’analisi, al management e al CRM ha cercato di tracciare con il suo report “The Q1 2017 Sprout Social Index anche quest’anno un’identikit di quali sono stati i bisogni, le ricerche e le aspettative in questo primo quarter del 2017 (per intenderci, il periodo che va da gennaio a marzo) di un campione di 1000 utenti appartenenti alle tre diverse generazioni dei Millennials (età 18-34), Gen Xers (età 34-54) and Baby Boomers (età 55+).

E chi siamo noi a questo punto per non addentrarci in un’analisi di questo bel report?
Social Generations

Tutte le Social Generations sono anche Facebook Generations

Social Generations

Un primo dato che allo stesso tempo ci sa tanto di scontato ma che comunque ci consola è questo: tutte le generazioni prese in considerazione non prescindono l’utilizzo della piattaforma del buon Mark Zuckerberg: il 46.3% totale del campione, ha infatti indicato Facebook come il social network più utilizzato e amato, staccando del 29% in popolarità Instagram, che si posiziona al secondo posto.
Se poi andiamo a tagliare con l’accetta i dati, ci accorgiamo che sia per la Generazione X (64.7%) che per i Baby Boomers (65.2%) Facebook resta il social più utilizzato, e vince ma #restaumile anche tra i Millenials ma con percentuali di gradimento più basse (33%).

Andando avanti nell’analisi di Sprout Social ci si accorge che le due generazioni meno giovani (Generazione X e Baby Boomers) indicano subito secondo come indice di gradimento Youtube, anche se le percentuali che indicano la popolarità sono quasi abissali: per la Gen X, Facebook resta comunque il 54% più popolare di Youtube (qualcuno ha detto video content marketing?).

È curioso però notare come la generazione che però ha vissuto più in prima l’evoluzione della varietà di servizi social offerte sia quella più frammentata: i Millenials infatti spacchettano i loro voti così:

  • Facebook (33%),
  • Instagram (22.2%)
  • Snapchat (15.8%).

E ancora più nello specifico, per i Millenials più giovani (età 18-24) invece:

  • Instagram (25%)
  • Facebook (24.4%)
  • Snapchat (23.3%)
  • YouTube (11.5%)
  • Twitter (7.55%)

Cosa ci fanno capire questi dati? Lo dice anche Sprout Social nelle note, e come abbiamo ripetuto più volte (e non smetteremo mai di farlo): oggi è necessaria una ben delineata strategia multicanale, ma che sia comunque attenta nel bilanciare gli sforzi riferiti ad ogni piattaforma scelta.

Cosa rende attrattivo un brand per una Social Generation?

Dicevamo all’inizio di abitudini, necessità e bisogni: perché un determinato segmento di utenti sceglie o meno di seguire un brand rispetto ad un’altro sui propri canali social? E soprattutto, quali sono le loro finalità?

Social Generations

Ma partiamo dalle basi, secondo Sprout Social, tutte e tre le generazioni, prima di acquistare un prodotto tendono a seguire un brand sui loro canali social ed è così sia per i Millennials (58.9%) che per la Generazione X (50.4%) e per i Baby Boomers (55%). È vero quindi che tutte e tre le “compagini” sono portate a provare interesse per i brand durante il processo della customer journey, ma non tutte e tre cercano quindi la stessa esperienza. Infatti le percentuali variano così :

  • Millennials: Entertainement (38%) – Informazioni (42%),
  • Generazione X: Concorsi e Contests (41%) – Sconti e Promozioni (58%).
  • Baby Boomers: Sconti e Promozioni (60%) – Informazioni (53%).

I dati, come le aspettative, poi cambiano anche per quanto riguarda il tasso di interazione social con i brand da parte dei vari segmenti: in un mese, il 32% della Generazione X interagisce con un brand che segue, percentuale che scende leggermente al 30% per Millennials e che crolla al 14% per i Baby Boomers, che si confermano “osservatori” e spettatori (ma pur sempre molto attenti).

Social Generations

Ma se da un lato abbiamo capito più o meno cosa spinge gli utenti a seguire i canali social del brand, cosa li porta invece a praticare invece la più grande tecnica di tortura per i reparti social delle aziende, ovvero l’unfollow?
La Generazione X è il 160% delle volte più propensa delle altre a non seguire più una pagina di un’azienda perché effettua azioni che vanno contro i propri valori o le proprie credenze personali, mentre per i Millenials invece, il 21% di questi lo fa perché ha avuto una brutta esperienza con il brand in questione, o il 22% perché crede che quel tipo di advertising risulti fastidioso. Più pragmatici i Baby Boomers, del quale il 29% è pronto a tagliare qualsiasi ponte per troppo spam.

Social Generations

Dall’interazione al profitto

Bello tutto, bella l’interazione, bello avere tanti followers. Ma quanti di questi realmente poi acquistano i prodotti dei brand che seguono? Secondo Sprout Social quasi il 70% dei componenti della Generazione X acquisterebbe dai brand che segue sui social, percentuali che scendono poi al 60% per i Millennials e al 51% per Baby Boomers.

Social Generations

Quali sono le azioni che fanno schizzare questi valori alle stelle? Innanzitutto un’interazione positiva con i canali del brand e questo dato rimane comprovato in tutte e tre i segmenti analizzati. Insomma è sempre l’esperienza positiva a fare da vero valore differenziale, anche quando si parla soprattutto in termini di gestione del CRM.

E voi siete rimasti sorpresi da questi dati? Senza dubbio un’analisi molto interessante questa di Sprout Social, che ricordiamo potete trovare (con qualche dato più approfondito) a questo link.

A presto e buona segmentazione 🙂