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La settimana sui social: da Facebook per gli sportivi al crollo di Twitter

Come chiudere la settimana social se non con un bel riepilogo di tutto ciò che vi siete persi tra le news dei nostri social media preferiti? Il venerdì , si sa, è #weekinsocial. Scopriamo insieme, prima di disconnetterci per il weekend, cosa è successo in questa intensa settimana social.

Facebook per gli sportivi

Mark Zuckerberg a stare con le mani in mano proprio non riesce e ha deciso di soddisfare le esigenze proprio di tutti. E quando diciamo tutti, questa volta ci riferiamo agli sportivi ma soprattutto agli amanti dello sport, quelli che non si perdono mai una partita o un match. Facebook introduce, infatti, la nuova funzionalità Sport Stadium.

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Di cosa stiamo parlando? Detto fatto. Con questa nuova funzionalità Facebook ora può combinare i risultati in tempo reale, le statistiche e le informazioni sulle squadre coinvolte in una partita, come se stessimo seguendo e commentando le partite al bar con gli amici ma in versione social 2.0. Così Steve Kafka, Product Manager di Facebook descrive la nuova funzione:

Con 650milioni di appassionati, Facebook è il più grande stadio al mondo, dove gli utenti condividono gioie e dolori sportivi. Ora abbiamo creato un luogo dedicato allo sport per avere la sensazione di guardare la partita con i propri amici anche quando non si è insieme”.

Per il momento il servizio è attivo solo per gli iPhone negli Stati Uniti e quindi supporterà il football americano.

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Sempre made in Facebook il servizio social che partirà in Italia dal prossimo giugno che riguarda l’inclusione di Facebook nel monitoraggio delle conversazioni sulle trasmissioni TV.

Nielsen (Multinazionale statunitense di telecomunicazioni) ha infatti annunciato l’espansione del suo “Twitter TV Ratings”, lo strumento con cui finora ha misurato l’attività e l’audience delle conversazioni su Twitter relative a quel che passa sul piccolo schermo, al miliardo e mezzo di persone che usano Facebook. Ben presto il “Social Content Ratings” riguarderà anche le menzioni su Instagram.

Ma non finisce qui. Parliamo di riservatezza dei dati e comunicazioni criptate. Facebook, dopo aver reso possibile agli utenti l’accesso da computer sotto copertura della rete Tor, il sistema di comunicazione anonima su Internet, ora estende questa possibilità anche agli utenti di Android.

Il crollo social di Twitter

Periodo non felicissimo per il microbloggig che ha visto per la terza volta, nel giro di poco tempo, un crollo dovuto a malfunzionamenti del sistema. Niente cinguettii per diverse ore, lo scorso 19 gennaio, e oltre al malcontento mondiale dei propri follower, è stato il calo vertiginoso dei titoli in borsa a far tremare le alte sfere di Twitter.

LEGGI ANCHE: Che cosa è successo a Twitter?

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Fase down compensata però da alcune novità social interessanti. Unione di fatto con Periscope, di cui Twitter ne integra completamente i video sulla propria piattaforma. Da ora i contenuti di Periscope si potranno guardare direttamente nel feed del microblogging senza dover cliccare su un link e aprire l’app esterna di Periscope.

Ma le novità non finisco qui. Dopo aver incassato la delusione tutta orientale del concorrente Weiboil social cinese avrebbe infatti annunciato di voler estendere il limite dei 140 caratteri a duemila entro la fine di questo mese – il microblogging dei cinguettii lancia Twitter Flight School, ovvero un programma di formazione online e interattivo dedicato alle agenzie con l’obiettivo di sfruttare tutta la potenza della piattaforma per ideare, implementare e ottimizzare le campagne marketing su Twitter.

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Linkedin e le parole più utilizzate nei social CV

Il social network amato dai professionisti festeggia i 20 milioni di utenti nel Regno Unito e ci regala un’interessante curiosità: La classifica dei termini più utilizzati nei curriculum italiani su Linkedin.

Esperto, strategico, responsabile e creativo sono queste le parole che ricorrono con maggiore frequenza su CV e profili made in Italy. La classifica è stata messa a punto da Linkedin per il quinto anno consecutivo e a livello mondiale a trionfare è la parola leadership.

Concludiamo la social week con un’altra stuzzicante curiosità. Gli italiani hanno poca inventiva e questo ce lo dimostra il fatto che nel 2015 la password più usata, anche per gli account social è stata ancora “12345”, seguita dall’intramontabile “password”. La classifica delle password più utilizzate è stata messa a punto dalla società SplashData sulla base di 2 milioni di password rubate negli attacchi durante tutto il 2015.

Ninja Social Oroscopo dal 22 al 28 Gennaio

Cari Guerrieri, siete pronti ad affrontare anche questa settimana transiti ed opposizioni a testa alta e con le armi (del marketing!) affilate?

Bene, perché ci sarà da tenersi pronti ad una Venere, pianeta dell’amore, che si sposterà nel segno del Capricorno andando così a raggiungere il pianeta del pensiero Mercurio. Che significa? Che la razionalità prenderà il sopravvento sulle emozioni, che prima di darvi un bacio la vostra metà vi chiederà di recitare la tabellina del 9 tutta d’un fiato insieme alla vostra promessa di fedeltà assoluta ed infine che la pubblicità della Barilla prima di scaldarci il cuore con la voglia di casa dovrà rispondere alle nostre domande.

Ecco, Venere in Capricorno significa razionalità e concretezza. Bando alle chiacchiere da content manager e viva il reparto IT!

Così quindi il Capricorno questa settimana prima di invitarvi a cena controllerà accuratamente il vostro profilo Linkedin… e se qualcosa non dovesse essergli chiaro baderà bene a chiedervene conto prima del bacio sottocasa! Per fortuna esiste il Toro che questa settimana non solo sarà pronto ad aggiornare il suo profilo perché sia competitivo al massimo ma avrà anche poca voglia di baciare… quindi aspetterà senza impazienza!

Lo Scorpione non avrà dubbi: con Marte nel segno si sente super sexy ma anche super ardito e quindi approva le aziende che comunicano su Tinder così come ha approvato la scorsa settimana la mossa di Diesel di fare adv sui siti hot. Viva l’audacia! Non la penserà allo stesso modo invece il Leone che sarà pigro da tutti i punti di vista: sia sotto le coperte che sui social network… Nessun aggiornamento di status nè un misero selfie. Silenzio!

La Vergine con Venere che torna favorevole riprende fiducia in sè stessa e per mostrarlo a tutti pubblicherà su Instagram con Layout una gallery di collage di selfie. Casomai non aveste capito che è tornata in formissima! La seguono a ruota il Cancro che mosterà in time lapse con Hyperlapse tutto il percorso vita che riuscirà a fare al parco in tempo record (grazie a Marte che lo rende instancabile e forte) ed anche il Gemelli che per festeggiare Venere che finalmente lo lascia un pò in pace userà le gif animate di Boomerang per mandare in loop baci su baci.

Anche i Pesci hanno da festeggiare un pò di ritorno di autostima questa settimana e potrebbero approfittare della nuova app Friendz per farsi selfie rigorosamente dall’alto e magari guadagnarci anche qualcosina… che con questo Giove opposto potrebbe essere utilissimo! L’Acquario invece bando ad ogni diplomazia decide di dire finalmente la sua senza peli sulla lingua in merito ai selfie, ai filtri di Instagram, agli hashtag inappropriati e anche alla Facebook Ads che lo tormenta. E, se non fosse chiaro, non saranno complimenti e congratulazioni!

L’Ariete secondo l’oroscopo della settimana decide che è davvero giunta l’ora di prendere in mano la situazione ed incrementare il suo business… anzi, adesso che con Venere quadrata non perderà nemmeno tempo in smancerie, ha tante serate libere per studiarsi G+ e Google Business. Che compagnia! Forse però potrebbe dargli retta ed anzi seguire il suo esempio il Sagittario che, bramoso di trovare risposte, le cerca anche attraverso Google e tutti i suoi strumenti. Comprese le community di Google +!

Infine la Bilancia attaccata proprio dalla sua amata Venere ne approfitterà questa settimana per lamentarsi, cosa nella quale riuscirà benissimo, ed anche per esprimere desideri al limite dell’impossibile come il supporto telefonico da Facebook h24 per gli inserzionisti!

Facebook, Instagram e Twitter Ads: la parola a Lorenzo Viscanti

lorenzo viscanti master social media

Mancano solo due mesi all’inizio del Master Online in Social Media Marketing di Ninja Academy. Abbiamo intervistato Lorenzo Viscanti, tra i docenti Ninja, per capire quali saranno gli argomenti più importanti in ambito advertising sui Social Media.

Lookalike e Custom Audience: quanto conta la profilazione degli utenti per l’advertising su Facebook?

L’advertising si sta spostando verso la performance: contano meno le impressioni dei nostri annunci, contano meno i click. Quello che conta sono le azioni svolte dagli utenti dopo avere cliccato sugli annunci: ad esempio, le installazioni della app, gli ordini di pizza da consegnare a casa, gli abbonamenti ad un servizio di streaming sottoscritti, etc. In quest’ottica gli algoritmi che analizzano enormi quantità di dati per predire quali utenti, quali posizioni degli annunci, quali creatività grafiche produrranno il maggior numero di questi azioni sono determinanti.

Custom Audiences e Lookalikes sono gli strumenti che Facebook ci mette a disposizione per allargare la platea degli utenti che probabilmente convertiranno e quindi sono fondamentali, contando la reach che Facebook ha raggiunto, in particolare su mobile.

Instagram e Pinterest: la pubblicità a base di Visual Content e immagini è sempre la formula vincente?

Con l’advertising su Instagram Facebook ha fatto un piccolo capolavoro. Le campagne che già abbiamo su Facebook ora possono girare in modo semplicissimo anche su Instagram. E la resa che hanno sulla app per foto è splendida, grazie ad una cura maniacale per il Visual Content che il team di Instagram ha dimostrato.

Personalmente credo che Instagram diventerà una piattaforma incredibile per l’advertising a performance nei prossimi anni, proprio grazie alla qualità e potenza dei suoi formati di advertising, uniti naturalmente alla capacità di profanazione di Facebook.

Per quanto riguarda Pinterest, secondo me nei prossimi mesi dovrà guardarsi le spalle proprio da Instagram. Facebook ha capito bene qual è il valore della piattaforma nel connettere gli utenti in particolare con chi fa ecommerce e farà di tutto per conquistare questo mercato.

La domanda interessante ora potrebbe essere dove arriverà Instagram, si mangerà tutto il mercato del Visual Content su mobile?

loghi instagram

Ritieni che il Formato Carousel per un eCommerce sia il migliore per fare advertising su Facebook?

Il team di Facebook, sia sulla app stessa di Facebook che su Instagram, ha fatto un lavoro che ammiro molto nei formati grafici usati per gli annunci. Ma se gestisco un eCommerce quello che controllo ogni mattina quando mi sveglio è il numero di vendite realizzate il giorno prima.

Adesso il Carousel è senz’altro il formato più accattivante, e Facebook continuerà nel tempo a sfornare formati eccellenti, che catturino l’attenzione (e i click) degli utenti. Usiamolo senz’altro, ma stiamo pronti ad adottare anche il prossimo formato che Facebook tra pochi mesi sfornerà per migliorare ancora le performance. Quello che conta sono le azioni, ancora più dei formati grafici.

Una tua valutazione sulle tendenze sponsorizzate di Twitter: associarle ai Tweet sponsorizzati in occasione di determinati eventi è una strategia efficace per un brand?

Ogni volta che vedo la televisione, una notizia è tale se è diventata importante su Twitter oppure se qualcuno di ‘importante’ ne ha parlato con un Tweet. Ma in realtà i numeri di utilizzo di Twitter sono piuttosto scadenti.

Nonostante questo, un tweet ben riuscito o un trend sponsorizzato è come un buon rinfresco offerto ai giornalisti presenti ad una conferenza stampa. Non cambia la qualità del prodotto in alcun modo, ma fa in modo che qualcuno ne parli.

Speriamo che i numeri reali dell’utilizzo di Twitter migliorino a breve, altrimenti sarà difficile per Jack Dorsey e la sua piattaforma aumentare i budget pubblicitari che raggiunge nel tempo. Infatti proprio come ho detto prima, contano meno le impressioni e contano di più le azioni post-impressione. Se la base utenti non cresce come faranno ad arrivare in massa queste azioni?

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Facebook Insights può rappresentare una sorta di “competitor” di Google Analytics nell’implementazione di una strategia di Performance Marketing? Quali scenari si apriranno per il futuro?

Qualche anno fa ogni giorno guardavo Google Analytics di tutti i miei siti. Ora la mattina guardo i dati dei click su Facebook Insights e alcune informazioni dalle statistiche di bit.ly. Anche voi avete cambiato le vostre abitudini in questo modo?

Probabilmente tra qualche anno useremo uno strumento nuovo per vedere i dati di utilizzo delle nostre properties sul web, uno strumento che in una unica pagina ci dirà cosa succede sul nostro sito, cosa succede sulla nostra app e anche sulla nostra pagina Facebook. Uno strumento che ancora non esiste e che forse sta nascendo in un qualche garage della Silicon Valley. O, spero, in Italia.

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Boomerang, Layout e Hyperlapse: la suite Instagram al servizio dei brand

Con oltre 400 milioni di utenti mensili, Instagram si sta rapidamente rivelando come una sorta di grandi magazzini Harrods nel panorama social network. Insomma, un luogo in cui aziende e brand, delle più disparate categorie merceologiche, non possono mancare. Più gli account aumentano, e con loro la bagarre tra marchi, più diventa difficile farsi notare nel flusso di immagini e parole del social fotografico. Dunque come differenziarsi? Un Social Media Manager ninja si distingue da un SMM nella norma grazie alla creatività: Instagram, oggi, offre molte soluzioni con la suite composta da Boomerang, Layout e Hyperlapse. Applicazioni leggere e di semplice utilizzo, che se usate bene restituiscono benefici visibili, in termini di like, follower ed engagement.

Boomerang, Layout e Hyperlapse: la suite Instagram al servizio dei brand

Pubblica video con Hyperlapse

L’applicazione Hyperlapse permette di creare video in time lapse di alta qualità, soltanto grazie al tuo smartphone. Uno dei principali vantaggi nell’utilizzo di Hyperlapse è la tecnologia integrata di stabilizzazione dell’immagine, per assicurare video piacevoli da guardare e poco soggetti alla classica mano traballante che ci affligge (chi più, chi meno).

Utilizza Hyperlapse per:
• condividere dei mini tutorial su come utilizzare un prodotto;
• offrire tour degli uffici dell’azienda;
• fare un annuncio su nuovi prodotti e/o servizi;
• mostrare un evento o un party aziendale;
mostrare il “dietro le quinte” dell’azienda;
illustrare un processo step-by-step relativo a un particolare prodotto.
Le aziende possono sfruttare Hyperlapse per differenziarsi dalla massa, come ad esempio ha fatto Cosmopolitan Magazine, con un breve tour dei suoi uffici, mentre Footlocker ha utilizzato l’app della suite Instagram per lanciare un nuovo modello di sneaker.

Taco Bell, invece, ha proposto la sua nuova linea di salse.

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Arricchisci la storia con Layout

Layout è lo strumento che ti permette di aggiungere più immagini in un solo post su Instagram. Questo consente ai brand di creare un collage di foto (per un massimo di nove) e sfruttare al massimo la forza di engagement dello storytelling. Abercrombie & Fitch ha utilizzato Layout per offrire al proprio pubblico un “dietro le quinte” degli step di progettazione di un vestito.

Il marchio è stato quindi in grado di raccontare una storia più complessa e offrire una prospettiva diversa al pubblico.
Sephora, Walmart, Marriott Hotels & Resorts e molti altri hanno utilizzato l’applicazione per raccontare storie più lunghe, ottenere input dalla community, e aggiungere varietà e creatività al classico piano editoriale.

Proporre GIF grazie a Boomerang

Boomerang ha riportato alla mente una canzone del 2006, “La Camisa Negra” (soprattutto dal minuto 2 in poi) di Juanes (un sosia di Colin Farrell). Ma torniamo a noi. Come sapete, le GIF sono una tipologia di contenuti ormai molto gettonata su quasi tutti i canali social. Con Boomerang ognuno di noi è in grado di creare la propria GIF, velocemente e senza utilizzare software complessi. Inoltre l’applicazione è anche la risposta di Instagram a due piattaforme, molto utilizzate dai millennial: PHHHOTO e Vine.
Utilizza Boomerang per mettere in risalto ciò che contraddistingue il marchio dalla concorrenza. Ad esempio, guardate cosa ha proposto Refinery29.

Anche Plated, Benefits Cosmetics, Purina, Timberland e altri marchi hanno utilizzato Boomerang rendendo più “movimentata” la loro presenza su Instagram.
Forse è il momento di spendere un po’ di tempo su queste app, e cercare di capire quale possa essere la più adatta per la comunicazione del tuo brand o del tuo cliente.

Raccontaci le tue esperienze ninja con la suite Instagram.

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Friendz, l’app italiana che ti fa guadagnare con un selfie

I social network sono una grande opportunità per le aziende, ma non è facile emergere tra i competitor. Ogni giorno si trovano nuove strategie di social media marketing e nuovi strumenti: abbiamo avuto modo di conoscere una startup italiana, Friendz app, che offre una nuova opportunità alle aziende.

Una startup nata da meno di 7 mesi che conta già un team di 10 persone diviso fra Roma e Milano e oltre 10.000 utenti attivi. I tre ideatori, Alessandro Cadoni (CEO) , Daniele Scaglia (COO) e Cecilia Nostro (CMO), hanno capito quanto sia complessa la visibilità sui canali social per i brand oggi: algoritmi che penalizzano la visibilità organica prediligendo i post sponsorizzati e utenti sommersi di pubblicità che tendono a dare sempre più attenzione a quanto condiviso dagli amici.

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Vediamo allora come Friendz può rispondere a questa nuova esigenza di visibilità da parte dei brand con Cecilia Nostro che ci racconterà qualcosa di più!

FriendzApp

Cos’è Friendz e come è nata l’idea?

Friendz nasce per risolvere un problema delle aziende cogliendo un’opportunità che arriva dai social network. Non abbiamo inventato nulla, abbiamo piuttosto abbinato due trend. Il problema che andiamo a risolvere è la difficoltà che i community manager hanno nel comunicare con clienti o prospect a causa della mole di informazioni che l’utente è costretto a sorbire durante la propria navigazione online. Mentre l’opportunità è la predisposizione delle persone a creare contenuti e la disponibilità a “brandizzarli” sentendosi veri ambassador dell’azienda.

Friendz è semplicemente il meccanismo che permette la connessione fra le aziende che vogliono apparire naturalmente sui social e le persone che vogliono fare un’attività per i loro brand preferiti a fronte di un piccolo compenso.

Quindi concretamente come funziona l’app? Vuoi farci qualche esempio concreto?

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L’app è per gli utenti semplicissima: basta scegliere la campagna più vicina ai propri interessi, scattare una foto a tema seguendo le regole e il brief e tramite l’app caricarla su Facebook (presto anche Instagram), a quel punto il contenuto avrà le sue interazioni e godrà di visibilità organica che è di fatto quello che vendiamo ai nostri clienti.

Ad esempio  per Natale abbiamo lavorato per Trudi, le persone hanno fatto una foto ad un pacchetto di Natale con l’hashtag “#speriamoSiaTrudi” accostando alla foto un pupazzo della medesima marca. Un brand come questo non ha bisogno di essere conosciuto piuttosto di essere ricordato e scelto in occasione dello shopping natalizio e ancora di essere sempre associato a sensazioni positive come lo sono, per eccellenza, quelle del Natale.

Vi ritenete una valida alternativa alle Facebook Ads? Quali sono i vantaggi per i Brand che decidono di investire in Friendz?

Friendz App
Preferiamo considerare Facebook ads un tool complementare, non sostituto; anche per una tema di taglia! Mi spiego meglio, quello che facciamo noi è di stimolare le persone a creare contenuti spontanei per i brand che vengono condivisi e assumono una connotazione virale, l’interpretazione delle persone è molto empatica e convincente ma è pur sempre una re-interpretazione che non ha senso se non c’è stata, in prima battuta, una esposizione diretta dell’azienda.

Concludendo, potremmo definirci una buona alternativa solo se l’obiettivo delle ads è di veicolare il brand in maniera capillare, non lo siamo sicuramente se il fine è quello di comunicare in senso stretto un brand o un nuovo prodotto.

Torniamo un po’ indietro nel tempo: come avete trasformato l’idea in un modello di business concreto? È stata un’evoluzione naturale o avete incontrato degli ostacoli?

Quando si vuole lanciare un prodotto innovativo che ha pochi “benchmark” è molto difficile trovare il modello di business corretto e non è detto che quello attuale sia ottimizzato e definitivo.

La più grande sfida è stata quella di “fare assomigliare Friendz a qualcosa” già presente sul mercato. Non tutti riescono a fidarsi dell’innovazione quindi preferiscono associare i nuovi prodotti a quelli vecchi individuando le differenze e punti di forza. Dinamiche nuove, metriche nuove, misurazioni nuove, risultati nuovi, non è immediato né naturale per tutti il cambiamento.

Un grande traguardo, la vittoria al Pitch COmpetition del Web Marketing Festival 2015 di Rimini. Come vi vedreste oggi senza questa vittoria alle spalle che vi ha portato il primo round di investimenti?

Friendz AppIl Web Marketing Festival 2015 di Rimini è stato un momento molto importante per noi del team e per Friendz, naturalmente. “Vincere tutto” davanti ad una platea di addetti al settore ci ha dato una carica esplosiva. Dopo quel week end siamo partiti più carichi che mai per trovare e convincere il primo investitore, che è sempre il passo più arduo, della bontà e delle potenzialità del nostro progetto.

Per quanto si lavori sodo le approvazioni altrui sono fondamentali, soprattutto se provengono da potenziali clienti e utilizzatori del tuo prodotto. Non nego che anche il premio economico ci ha fatto molto comodo per partire, eravamo studenti, con una voglia immensa di realizzare il nostro progetto. Non ci è sembrato vero tornare a casa con quegli assegni!

Gadget of the week: Kodak lancia la prima Super 8 digitale

Se sei nostalgico dei bei tempi andati e della registrazione su pellicola, Kodak potrebbe aver creato il gadget che fa per te. La nuova Super 8 Camera presentata nelle scorse settimane al CES 2016 riprende fedelmente la versione datata 1965, ovviamente con qualche update per rendere utilizzabile questo gioiellino oggi, senza dover scendere a compromessi. Perché si sa, resistere ad un prodotto tecnologico dal fascino retrò è praticamente impossibile.

LEGGI ANCHE: CES 2016: 4 trend tecnologici che caratterizzeranno l’anno appena iniziato

Kodak Super 8 Camera, versione digital: cosa c’è di nuovo?

Anche se non tutti amano o sentono la necessità di avere più megapixel possibili e ampi schermi LCD, non significa che la Super 8 Camera del 2016 non debba presentare feature interessanti.

La nuova versione di questo prodotto Kodak, ideata avvalendosi delle competenze del designer industriale Yves Bihar, si presenta infatti riveduta e corretta, seppur caratterizzata da quel mood vintage che non guasta mai. La Super 8 originale risale al 1965, quando venne introdotta sul mercato con lo scopo di rendere più semplice la produzione di home video grazie ad un sistema maggiormente intuitivo e ad una maggiore praticità.

L’innovazione per la versione 2016 di questa classica videocamera, che filma a 9, 12, 18, 24 e 25 frame al secondo e presente lenti Ricoh da 6mm o 6-48mm, può registrare sia su pellicola che in digitale, caricando il girato anche su una SD card in modo da poter effettuare il download sui propri device. Inoltre, lo schermo dove visualizzare quanto realizzato è un LCD ribaltabile e, in onore dello slogan ‘You Press The Button, We Do The Rest’ (tu premi il bottone, noi facciamo il resto) le cartucce saranno vendute con un processo di elaborazione integrato ed un accesso alla scansione del film, consentendo quindi agli utenti di effettuare un editing rapido. La camera è dotata anche di un microfono integrato per effettuare registrazioni audio e tre ingressi, per caricare la batteria e per lo streaming durante la registrazione. Insomma, mai come in questo caso è opportuno utilizzare la definizione “tradizione ed innovazione”, che ben si sposa con la Super 8 Camera di Kodak.

La voglio! Come posso averla?

Ti sei innamorato di questa videocamera? Spiacente, ma c’è ancora da aspettare un po’: presto verranno annunciati i prezzi di Kodak Super 8 Camera, ma secondo quanto dichiarato al Wall Street Journal da Jeff Clarke, CEO di Kodak, il cartellino dovrebbe aggirarsi tra i 400$ ed i 750$, mentre la pellicola costerà tra i 50$ ed i 75$ e la release avverrà nel corso di questo anno. Inoltre, una versione maggiormente accessibile potrebbe fare il suo ingresso sul mercato nel 2017.

Ha dichiarato ancora Clarke:

“Non si tratta del classico copione ‘digitale contro analogico’. In questo caso si tratta di avere le caratteristiche complementari di entrambi.”

Novità su LinkedIn: fai centro sul lavoro con il tuo profilo

LinkedIn si sta sempre di più affermando come il social network professionale attraverso il quale chi cerca lavoro, o vuole semplicemente rimanere informato su ciò che succede nel mondo del business, può entrare in contatto con le più importanti aziende mondiali. Magari anche per riuscire a trovare il lavoro dei sogni.

Per massimizzare la tua presenza su LinkedIn è necessario partire con la costruzione di un profilo efficace, una sorta di CV online che mostri le tue migliori caratteristiche. Il segreto è saper sfruttare le ultime novità che il  social network ci ha consegnato: scoprire chi lavora già nell’azienda per la quale ti stai candidando, diversificare le skill, partecipare a gruppi di discussione e utilizzare una chat più informale per le discussioni.

Getta le basi: diversifica la competenze e scegli la foto giusta

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Prima di iniziare ad interagire con gli altri utenti LinkedIn è importante che il profilo personale sia ottimizzato, affinchè le skill siano in primo piano ed un recruiter riesca a scovare il vero talento racchiuso in una semplice scheda virtuale.

La prima cosa da fare è dare un occhio alle competenze: è importante, infatti, che siano diversificate e coerenti con ciò che si è in grado di fare, o vicine al settore in cui si vuol intraprendere un percorso lavorativo.

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Una volta sistemate le tue competenze, conferma quelle dei profili all’interno della tua rete di collegamenti. Così facendo dimostrerai agli altri user di essere attivo su LinkedIn, senza tralasciare il fatto che questo è un modo rapido per rimanere in contatto con i tuoi colleghi.

Una volta sistemato il punto “competenze”, metti mano alla foto del profilo che deve essere professionale e comunicativa verso chi la tua scheda su LinkedIn. Che tu voglia oppure no l’immagine conta, quindi è necessario scegliere una foto che trasmetta la miglior impressione possibile. Un consiglio: niente selfie!

Ultimo aspetto, curare il proprio personal brand attraverso l’ottimizzazione delle caratteristiche migliori in evidenza. LinkedIn, una volta creato il tuo profilo, imposterà un header automatico con il tuo lavoro attuale e le esperienze precedenti. Gli esperti consigliano: crea un header che comunichi esattamente quel che fai e cosa vorresti fare da grande, rendendolo insomma il più attrattivo possibile agli occhi di chi ti sta cercando.

Le prime novità: scopri chi lavorerà con te e dai più importanza alle tue skill

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Una volta impostato il profilo perfetto è ora di sfruttare al massimo le potenzialità che LinkedIn mette a disposizione dei suoi utenti, partendo dalla possibilità di venire in contatto con chi già lavora per l’azienda per la quale ci si sta candidando, mettendo in luce il più possibile le skill che ti differenziano.

Meet the team è il nuovo strumento che LinkedIn offre a chi sta cercando un lavoro o ha appena iniziato la sua avventura professionale in una nuova azienda e non conosce ancora lo staff. Grazie a questa nuova caratteristica chi sta cercando lavoro può verificare se conosce qualcuno nella nuova azienda e introdursi all’interno del nuovo clima aziendale. Conoscere le persone giuste, però, è importante anche per essere selezionati: l’89% dei selezionatori intervista persone già in contatto con altri lavoratori dell’azienda.

Un ultimo vantaggio: contatta i tuoi potenziali colleghi direttamente, chiedendo informazioni; se conosci il nome dell’interlocutore lo puoi interpellare con discrezione per avere utili notizie sull’azienda e sul ruolo per cui ti candidi.

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LinkedIn skills è il secondo aspetto da curare per farsi scegliere. In questo caso è importante associare alle nostre competenze skill precise e puntuali su ciò che sono le nostre capacità: secondo le ultime tendenze dei reclutatori, ricercare candidati per skill attraverso LinkedIn è all’ordine del giorno, quindi sono un essenziale “to do” per completare e rendere efficace il profilo.

Più interazione: partecipa a gruppi di discussione su LinkedIn e chatta

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Interazione sembra essere la parola chiave per descrivere al meglio le novità 2016 di LinkedIn.

La prima forma di discussione si ha grazie ai Gruppi di LinkedIn, il posto migliore in cui confrontarsi con altri utenti riguardo a temi a noi affini. Il consiglio è quello di iscriversi a gruppi interessanti per la tua professionalità o riguardanti temi che ti interessano. Per trovare i gruppi più adatti a te basta digitare nella stringa di ricerca alcune parole chiave ed aderirvi.

Scegli gruppi diversi, sia per soggetti coinvolti che per grandezza, e una volta dentro non fermarti solo ad “ascoltare”. Per farti notare, intervieni nelle discussioni o iniziane una tua su un argomento interessante, sempre stando attento a ciò che è già successo per evitare di essere classificato come superficiale e ripetitivo.

Ultimo, ma non meno importante, il nuovo strumento chat, una vera novità per LinkedIn, sostituisce il più formale strumento di mailing con uno più immediato e decisamente più “social” riuscendo a trasformare le conversazioni business, formali per definizione, in chiacchierate più semplici e informali, con la possibilità di allegare file e foto. A tutti gli effetti in uno strumento di scambio di informazioni nel panorama lavorativo.

LinkedIn e le sue novità puntano a trasformare il business, rendendolo sempre più social e mettendo al centro gli utenti, le loro personalità e interessi: è il momento giusto per farsi notare!

Apple apre il primo App Development Center d’Europa a Napoli, in sinergia con la Federico II – UPDATE

L’annuncio arriva direttamente dal sito di Apple: il primo iOS App Development Center d’Europa sarà in Italia, per fornire agli studenti competenze pratiche e formazione sullo sviluppo di applicazioni iOS.
Il centro sarà a Napoli, in sinergia con l’Università Federico II, il suo scopo sarà quello di sostenere gli insegnanti e preparare migliaia di sviluppatori a far parte della fiorente comunità di sviluppatori di Apple.

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Apple lavorerà in sinergia con l’Università Federico II di Napoli

La dichiarazione di Gaetano Manfredi, Rettore dell’Università Federico II di Napoli, toglie ogni dubbio sulla natura delle collaborazioni che Apple intende stabilire nel capoluogo campano:

L’investimento della Apple a Napoli è una grande opportunità per la nostra città e per i nostri giovani. Seguiremo con grande attenzione questa iniziativa che si svilupperà in sinergia con la Federico II. L’impegno del governo è fondamentale per rilanciare competenze e opportunità di lavoro qualificato nella nostra regione.

Apple dichiara che lavorerà con altri partner italiani per fornire formazione agli sviluppatori, creando così “ulteriori opportunità” per gli studenti, ma non ci sono ancora dettagli su quali siano queste opportunità, né se ci saranno riconoscimenti ufficiali agli studenti da parte di Apple.

“In Europa ci sono alcuni degli sviluppatori più creativi del mondo e siamo entusiasti di aiutare la prossima generazione di imprenditori in Italia ad ottenere le competenze necessarie per avere successo”, ha dichiarato Tim Cook, CEO di Apple. “Il fenomenale successo dell’App Store è una delle forze dietro i 1,4 milioni di posti di lavoro che Apple ha creato in Europa e presenta opportunità illimitate per persone di tutte le età e aziende di ogni dimensione in tutto il continente.”

Secondo i dati rilasciati da Apple, in Italia oltre 75.000 posti di lavoro sono riconducibili all’App Store e la comunità degli sviluppatori è vibrante. IK Multimedia ha lanciato la sua prima applicazione nel 2009 e da allora ha avuto oltre 25 milioni di download. Musement, lanciato nel 2013, è ora disponibile in sette lingue e 300 città, rendendo più facile per le persone a prenotare viaggi ed escursioni in movimento.

Cosa vorremmo da Facebook nel 2016

Facebook è uno strumento potentissimo, sia per le relazioni sociali che per le strategie di web-marketing… ma non è un prodotto perfetto! Ci sono alcune migliorie che potrebbero facilitare e migliorare l’esperienza d’uso: siamo certi che almeno una volta ti sarai chiesto: “ma perchè su Facebook non si può fare questo?“.

Programmazione dei post

Se hai una pagina Facebook sicuramente sei a conoscenza del fatto che puoi programmare i tuoi post (testi, link, foto, video) per i giorni e le ore a venire: questa funzione è ovviamente molto comoda per la predisposizione di un calendario editoriale per la tua impresa.

Non è possibile però programmare i post sul tuo profilo privato, se non retrodatandoli. Non che sia una mancanza enorme, ma magari può venirti in mente una cosa interessante da dire, una foto da pubblicare in un determinato giorno, un link da condividere a un’ora strana. Scordatelo, devi essere attivo su Facebook e farlo al momento!

Se questa lacuna può aver senso, perchè tutto sommato il profilo privato non andrebbe usato per business (vero???), non è accettabile che un amministratore non abbia la possibilità di programmare i post nei gruppi, che sono sempre più a tutti gli effetti delle armi aziendali!

Non è possibile inoltre, per nessun tipo di account  (a meno di utilizzare piattaforme esterne di gestione) programmare ciclicamente uno stesso contenuto su diversi giorni, o con cadenza regolare (ad esempio ogni lunedì, o ogni 30 giorni).

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Supporto per aziende e inserzionisti

Se il tuo business si basa su una pagina Facebook, sei di certo attanagliato dall’ansia di poter avere un problema grave (ban? furto di account? esigenze di ads sensibili? verifica di una pagina?) e di rimanere invischiato nel girone dantesco delle FAQ, dei moduli preconfezionati, e delle risposte copia-incollate del supporto.

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In giro se ne leggono tante e effettivamente il supporto diretto di Facebook alle PMI o ai piccoli-medi inserzionisti spesso lascia a desiderare, e in rete il mantra è “Eh, se spendi tanto invece Facebook ti sta a sentire!

In realtà non è sempre vero visto che c’è chi spende (o vorrebbe farlo!) decine di migliaia di euro al mese e rimane nel limbo dell’indifferenza. Oltre a un piano di investimento corposo è utile avere un’azienda solida e conosciuta alle spalle, con un buon trust, che ti consente di avere la possibilità di un contatto diretto via mail con un account manager (a volte in Italia, molto spesso all’estero). In alternativa ci vuole solo tanta fortuna!

Facebook ha dalla sua una facilità irreale di marketing entry level (basta un click e hai sponsorizzato il tuo post!), ma potrebbe far felici molti professionisti con una gestione più umana dei problemi, soprattutto quelli più gravi.

Migliorare i gruppi

Premessa: quella dei gruppi su Facebook è una storia strana. Hanno avuto un discreto successo agli albori del social network, per poi passare in secondo piano soppiantati dall’enorme visibilità che avevano le pagine.

Ora però stanno tornando di moda e possono essere una grossissima arma di marketing perchè rappresentano un rapporto molto più orizzontale tra partecipante e azienda, rispetto alla verticalità insita nel rapporto tra pagina-fan. E’ la stessa differenza che passa tra avere un portale che pubblica news, e un forum. Sono complementari!

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Assodato quindi che i gruppi sono utili alle aziende, rimane il fatto che le funzionalità tecniche presenti sono totalmente inadeguate a un utilizzo aziendale. Ecco quindi cosa potrebbe essere utile:

  1. Avere la possibilità di fissare una gerarchia di permessi utente: attualmente l’unica distinzione è tra admin e membro, mentre è fondamentale aver possibilità di nominare degli editor o moderatori senza che questi abbiano la possibilità di “rubarti” il gruppo.
  2. Poter programmare i post: proprio come avviene per le pagine, sarebbe molto utile poter stilare un calendario editoriale e programmarlo per i giorni a venire.
  3. Migliorare la struttura delle discussioni: così come avviene per i forum proprietari, poter strutturare il gruppo in sotto-categorie e thread, e magari migliorare la funzione di ricerca, per rendere tutto più ordinato e fruibile sia ai membri, sia agli amministratori.
  4. Eliminare la possibilità di aggiungere gli amici senza il loro consenso: esiste qualcosa di più fastidioso, e irrispettoso della privacy?

Che ne dici? Anche tu per il 2016 vorresti questi regali da Facebook?

Women’s Aid, quando un’esperienza ci insegna a non voltare più lo sguardo

Per costruire una campagna marketing efficace bisogna sempre guardare i numeri, sia positivi sia negativi. In questo caso i numeri non parlano di brand, di prodotti ma di persone.

Le donne.

Le fonti Istat riportano che 1 donna su 3 ha subito una violenza fisica: unica nota positiva, in un quadro così allarmante, è che le violenze sono calate rispetto al 2014, grazie a una maggiore consapevolezzacoraggio da parte delle donne nel denunciare le aggressioni.

Ma come porre attenzione sui casi ancora non scoperti? Le violenze domestiche sono infatti le più difficili da capire, perchè spesso non dichiarate o  passate inosservate.

In questo caso anche l’unconventional marketing può venire in aiuto garantendo, purtroppo, un’esperienza singolare, con l’obiettivo di farci riflettere.

Women's Aid, quando un'esperienza ci insegna a non voltare lo sguardo

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Il Women’s Aid ha lanciato lo scorso marzo Look at Me, campagna per la raccolta fondi a sostegno dell’associazione contro la violenza sulle donne, vincitrice di un award al Festival of Marketing.

Il successo? una strategia di marketing esperienziale. Nel concreto, un’out of home digitale ed interattiva al 100%.

Il concept: non girate più lo sguardo

Women's Aid, quando un'esperienza ci insegna a non voltare lo sguardo

Per diversi anni la comunicazione riguardante la violenza sulle donne si è focalizzata su due concetti chiave: identificare i violenti per fermarli, o incoraggiare le vittime a chiedere aiuto.

Women’s Aid ha capito che molto spesso i silenzi di queste donne sono dei muri insormontabili: è necessario dunque che le persone tendano una mano alle vittime, non girando la faccia ma gridando ad alta voce.

Ed ecco identificato un nuovo target per la campagna, Noi, che spesso non ci accorgiamo di ciò che ci accade intorno.

Budget? 0 Euro

Women's Aid, quando un'esperienza ci insegna a non voltare lo sguardo

Il momento più difficile è quando hai un’idea, un messaggio efficace, ma neanche un soldo.

Ciò è successo a Women’s Aid al momento del lancio della campagna: nello stesso periodo, però accadeva che una nuova impresa specializzata nel digital out of home, Ocean Outdoor, volesse mostrare il potenziale della sua tecnologia.

Qual era il vantaggio? una telecamera digitale per il riconoscimento facciale, in grado di tracciare le persone che si girano a guardare verso lo schermo.

Da un punto di vista business ciò ha come obiettivo quello di conoscere in modo approfondito il proprio target. Se pensiamo ad una campagna sociale può invece essere uno strumento per fare la differenza.

L’idea

Come esprimere dunque il concetto del “guardare più in là” non solo con gli occhi ma anche con la mente?

L’out of home interattiva funzionava in un modo molto semplice: fino al momento in cui nessuno guardava il volto ferito della donna, l’immagine era statica; ma, non appena una persona alzava lo sguardo, ecco che una ferita iniziava a rimarginarsi. Più persone osservavano lo schermo dunque, più ferite si rimarginavano.

Perchè davvero l’attenzione verso gli altri può fare la differenza.

Una campagna a 360°

Women's Aid, quando un'esperienza ci insegna a non voltare lo sguardo

Si sa che siamo spesso portati a guardare più il nostro cellulare che il mondo che ci circonda. Ecco perchè, il Daily Mirror mandava, a chiunque fosse nelle vicinanze dell’installazione, attraverso la sua app, il messaggio di guardarsi attorno, per stimolare la curiosità ed essere i protagonisti del cambiamento.

Da un punto di vista di strategia PR, la chiave del successo per generare buzz attorno all’iniziativa, è stata quello di lanciare la campagna nel momento preciso in cui si avrebbe potuto stimolare il massimo interesse da parte della stampa, amplificandone il messaggio: l’8 marzo, l’International Woman Day.

I risultati?
Oltre 20 paesi al mondo hanno parlato della campagna, più 86 milioni di impression ottenute su Twitter e 326.9 milioni di persone sono state raggiunte grazie alla comunicazione online e offline.

Forse il mondo ha davvero iniziato a non voltare più lo sguardo.