Tecnologia

CES 2016: 4 trend tecnologici che caratterizzeranno l’anno appena iniziato

Facciamo il punto sulle innovazioni del CES, mappando 4 industry tech trends di cui sentiremo parlare nel 2016

Come ogni Gennaio che si rispetti, anche quest’anno ha avuto luogo l’International Consumer Electronics Show (International CES), la fiera dell’elettronica e dell’innovazione che si tiene a Las Vegas e dove tutto può succedere. E anche questa volta, i partecipanti non sono rimasti delusi!

Tra le tantissime soluzioni presentate da altrettante aziende di rilevanza globale, ho pensato di raggrupparne alcune per industry (baby, automotive, fashion, food), che credo caratterizzeranno (avrei voluto dire rivoluzioneranno, ma il termine è forse troppo forte!) il 2016 appena iniziato sia lato tecnologico che di business. Buona lettura!

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Baby: l’innovazione al servizio dei più piccoli

Non sto parlando di un cambiamento banale, tutt’altro. Benché già da alcuni anni si possono trovare sul mercato device e soluzioni tech dedicate ai più piccoli, da sempre esiste una percezione diffusa della necessaria dicotomia tra bambini e tecnologia. Ovvero, molte volte si preferisce regalare ai propri figli (o a quelli di amici/conoscenti) giochi ‘analogici’, e device come lo smartphone – che per questa fascia di età è ancora cellulare – rimangono spesso un tabù.

Al contrario, player da sempre sono posizionati come sinonimo di mondo dell’infanzia stanno lavorando intensamente per unire il paradigma high-tech con il tema della crescita dei più piccoli. Un esempio? Nella sezione Tech abbiamo parlato spesso degli sforzi di Disney, come nell’articolo ‘Magic Band, il bracciale Disney che rende l’Internet of Things pura magia’, o ancora nel pezzo ‘Disney e Open Bionics: arrivano le protesi per bambini dedicate a Star Wars, Iron Man e Frozen’.

E anche il CES 2016 non è stato da meno, proponendo innovazioni che vanno esattamente in questa direzione. Il caso della connessione del wearable smart toy Moff Band con l’app per iPad di Pac-Man via Bluetooth è esemplare, per tracciare e misurare i movimenti fisici delle braccia dei più piccoli in modo divertente e stimolante.

Automotive: smart is more

Da alcuni anni, sembra che il CES faccia rima con Car. Sempre più spesso, infatti, l’evento internazionale di Las Vegas diventa vetrina per mostrare cosa aspettarsi dal mondo automotive nell’immediato futuro. E così, nel tempo, si è assistito a un trend interessante: da un concetto di macchina gigante, inquinante e ingombrante molto in voga fino ad alcuni anni fa (il famoso SUV), la nuova corsa è ora verso lo smart, il green, il connesso.

Si sono succeduti così diversi reportage internazionali sulle innovazioni automotive ammirate al CES 2016, come quello del Los Angeles Times ‘Carmakers show off tech innovations at CES’. L’obiettivo delle aziende più lungimiranti è quello di passare da una vision incentrata sull’auto, a un’altra focalizzata sull’innovazione tecnologica in senso lato. Cito le parole di Nick Sampson, Senior VP R&D in Faraday:

“Dobbiamo anticipare il futuro e agire in modo proattivo con velocità, decisione e volontà di essere più una technology company che un’automotive company.”

D’altra parte, nell’attuale mondo uberizzato un’altra soluzione vincente diventa quella di passare da possessori a provider, da aziende a piattaforme. Siete ancora scettici sull’uberizzazione in atto? Leggete il nostro articolo ‘Sharing economy e disruptive technologies: verso il futuro uberizzato delle istituzioni bancarie’ e vi ricrederete.

Tutte queste ragioni hanno fatto partire il fuggi fuggi dalle capitali tradizionali dell’industria automobilistica (come Detroit), verso le strade che trasudano innovazione e pensiero laterale della Silicon Valley. Tutto il settore è avvertito, dunque, e tra pochi giorni anche noi Tech Ninja ne approfitteremo per fare un riassunto delle innovazioni di rottura 2015 in ambito automotive di cui sentiremo parlare tutto l’anno. Stay tuned 😉

Fashion: il wearable e lo smart diventano vere leve competitive

Da sempre il mondo della moda e del luxury viaggia – e fattura – sui temi dell’eleganza senza tempo, dell’esclusività, dell’evergreen. Rimane da chiedersi quanto queste dimensioni siano ancora capaci di trasformarsi in leve di vantaggio competitivo per aziende e brand, ovvero se la tecnologia possa giocare un ruolo importante e nuovo nella corsa alla differenziazione.

A giudicare da alcune proposte viste al CES 2016, mi sembra di potere propendere verso il secondo scenario. Sto parlando di prodotti come Belty, una cintura smart (ma dalla linea elegante) che diventa il principale alleato di fitness di chi la indossa, o delle scarpe intelligenti che si allacciano da sole e si controllano con lo smartphone. Non è un caso che da diversi anni, parallelamente al CES si tenga il Fashionware Show, dedicato specificamente al mondo glitterato.

E non è finita qui! La fashion icon 94enne Iris Apfel ha debuttato con i suoi luxury wearable. Braccaletti co-progettati con WiseWear di cui sentiremo parlare, che esplodono in modo fashionable il tema degli smart bracelets. Da non perdere il recente report di Mashable sui prodotti.

Da geek a chic, da look&feel a functionality dunque, per seguire un consumatore che non si accontenta più solo dell’eleganza, ma che desidera anche una vita metropolitana più semplice.

Food: l’high tech entra a tutti gli effetti in cucina

Cucinare, una delle attività preferite da noi italiani. Lo dimostra un po’ tutto, dai numerosi ristoranti che troviamo in strada ai programmi in TV che si moltiplicano senza sosta. E allora, cosa c’è di meglio che ottimizzare i processi culinari, magari grazie all’aiuto delle tecnologie IoT? Al CES sono state presentate alcune soluzioni interessanti a questo proposito. In primis il Samsung Smart Fridge, un frigorifero capace di eliminare il problema dei cibi avariati e i disagi provocati dalla dimenticanza della lista della spesa a casa – magari proprio appiccicata al frigorifero stesso. High five!

E anche i più pigri possono consolarsi: stiamo entrando a tutti gli effetti nell’era del 3D food printing… non vedo l’ora di stampare il brodino, nei giorni invernali di febbre 😉