Mobile Marketing

Perché i brand dovrebbero fare pubblicità su Tinder

Con oltre 1,5 miliardi di swipe al giorno, l'app di dating online sta ora conquistando anche i brand italiani

Massimo Sommella

Editor & Project Manager Ninja Marketing

La scorsa settimana è letteralmente esploso un caso nel settore dell’advertising e del branding: Diesel ha annunciato che pianificherà una campagna pubblicitaria sulle app di appuntamenti online Tinder e Grindr, nonché su alcuni siti porno.

La notizia ha scosso i media planner (impauriti di aver lasciato qualcosa di intentato), ma soprattutto ha diviso l’opinione pubblica. Può un brand del calibro di Diesel inserire tali spazi pubblicitari all’interno della propria strategia, senza uscirne in parte danneggiato? Noi crediamo di si, ecco alcuni validi motivi per pianificare la vostra campagna sulle app di appuntamenti online:

1. Raggiungi i Millenial

Secondo il Global Web Index, il 45% degli utilizzatori di Tinder ha un’età compresa tra i 25 e i 34 anni mentre il 38% tra i 16 e i 24 anni. Una bella fetta di quella generazione che oggi definiamo Millenial, cioè i nati tra i primi anni ottanta e l’inizio degli anni duemila, che tanto fanno gola ai marketer di tutto il mondo. Definiti dal Time come una generazione di “sovraistruiti, sottoimpiegati e selvaggiamente ottimisti”, vivono le relazioni interpersonali anche attraverso i loro device di cui si dichiarano altamente dipendenti.

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2. Tariffe ragionevoli

Pianificare sulle dating app vuol dire oggi raggiungere una vasta audience investendo soltanto una frazione del budget pubblicitario necessario a una pianificazione “standard”. Proprio per il loro carattere di novità, tali spazi pubblicitari offrono agli inserzionisti tariffe molto vantaggiose. Gli utenti d’altronde fanno parte del target che probabilmente tenti di raggiungere ogni giorno, l’unica differenza sta nel modo e nel momento in cui ricevono il tuo messaggio.

3. Utenti emotivamente coinvolti

Ed è proprio il momento in cui raggiungi la tua audience a fare la differenza. Max Marine, junior partner and director of business development at Venture1st, scrive su Digiday:

La piattaforma di Tinder è una manna per gli inserzionisti perché offre utenti molto coinvolti emotivamente. Che si tratti di solitudine, noia o tristezza […] gli utenti aprono inesorabilmente l’app alla ricerca di una spinta positiva al proprio ego o al rilascio della dopamina. Tentano dunque di alleviare lo stress emotivo e l’insoddisfazione legata ai rapporti platonici; in tale contesto molti brand possono posizionarsi essi stessi come fonte di sollievo […]

E proprio il co-founder di Tinder, Sean Rad, ha dichiarato all’ultimo Cannes Lions che c’è un tasso di “swipe right” (la reale call to action dell’app) di oltre il 20% sui Promoted Profile, i profili legati ai brand. In pratica, per ogni profilo aziendale promosso sull’app, 1 su 5 utenti si mostra disponibile ad instaurare una relazione con il brand.

4. Conquista nuovi spazi inesplorati

Le app di dating online ti assicurano spazi unici e dapprima inesplorati. Tinder ad esempio viene utilizzata molto di notte, quando si sta fuori o si gira per locali. In tale contesto si inserisce perfettamente un brand che desidera offrire ad esempio street food o proporre serate divertenti.

Ma non si tratta solo di spazi temporali, ma anche e sopratutto mentali. Domino’s Pizza ad esempio, si è inserito nelle vite della community di single di Tinder durante la sera di San Valentino: proprio come un partner che vuole trovare il match perfetto, il profilo di Domino’s invitava gli utenti allo “swipe right” per ottenere sconti e pizza gratis.

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5. Una reale geolocalizzazione

Rispetto ad un sito di appuntamenti, in cui gli utenti devono inserire manualmente le informazioni riguardanti la propria posizione, le dating app consentono di geolocalizzare gli utenti con un semplice click (l’autorizzazione ad utilizzare la posizione nell’app) e proporre annunci pubblicitari legati alla città, o al quartiere. In tal senso possono diventare spazi interessanti per pubblicizzare il tuo evento o il tuo store.

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6. Crea campagne memorabili

Tinder, nella sua essenza e per le sue caratteristiche, si sposa perfettamente con una strategia di sensible branding che valorizza gli spazi adv della piattaforma. Interessante la campagna pianificata per promuovere il film Ex-Machina all’interno del festival SXSW di Austin: i partecipanti all’evento – geolocalizzati tramite l’app – visualizzavano tra le proposte di Tinder la scheda di Ava (robot protagonista del film) e potevano scambiare con lei alcune battute. Soltanto dopo alcune singolari domande (es. “Cosa ti rende umano?”) il bot rivelava la sua identità invitando gli utenti a visitare il profilo instagram @meetava.

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L’organizzazione Amnesty International Australia ha invece utilizzato la piattaforma per sensibilizzare gli utenti sul tema della libertà di scelta: durante la Giornata internazionale della donna, gli utenti hanno trovato nello streaming flow dell’app un profilo con dei visual che invitavano a riflettere sulla disparità di diritti nelle diverse parti del mondo (la campagna era legata all’iniziativa Make the choice).

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Ultima, ma solo in ordine di uscita, la campagna di Diesel che ha optato per un copy decisamente d’impatto, uno stile decisamente più pubblicitario, che invita gli utenti allo “swipe right” per dare uno sguardo all’intera collezione.

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I brand che vinceranno saranno decisamente quelli in grado di sfruttare al meglio il contesto in cui è inserita e in cui viene proposta la campagna, tenendo sempre ben presente qual è l’esperienza di interazione media degli utenti di Tinder.