Facebook Lead Ads: pronti alla rivoluzione?

C’è curiosità mista a eccitazione per le nuove Facebook Lead Ads, i tool che presto potranno garantire alle aziende campagne di lead collection sempre più semplici ed efficaci.
Cosa faranno le Facebook Lead Ads? Semplice: acquisiranno informazioni che l’utente ha già comunicato a Facebook, come ad esempio l’indirizzo email. Un modo semplice e veloce, dato che i campi saranno già automaticamente compilati con le informazione prese dal profilo, oltre che meno fastidioso per l’utente che non dovrà rimbalzare su un sito esterno al suo social network preferito.

Proviamo però a fare qualche ipotesi più specifica, per non farci cogliere impreparati da quella che potrebbe essere una nuova rivoluzione nel campo delle ads.

LEGGI ANCHE: Facebook: in arrivo tante novità, dai video a tempo alle lead ads

I vantaggi delle Facebook Lead Ads

Semplicità di utilizzo: lo slogan di lancio è esplicativo in questo senso: “Tap, Tap, Done“. Non c’è nulla di complicato, di lungo, o che chiunque (anche un utente tecnologicamente entry-level) non riesca a fare. Lo sappiamo bene: fare “tap” sullo smartphone sta diventando la cosa più naturale del mondo!

Basta landing page:  forse il vero punto debole di una enorme percentuale di campagne marketing; fatte male, lente a caricarsi, piene di call to action inutili e con informazioni carenti o sovrabbondanti. Fa ridere che ci si concentri a cambiare una virgola in un copy o una sfumatura di colore in una creatività, per poi non farsi scrupoli a far atterrare il cliente su una pagina ridicola. Beh, problema risolto!

Autocompilazione: Sai quale è la frase che nessuno ha mai detto? “Amo compilare i form!”. Parola di Facebook… altro da aggiungere?

Tracking e profilazione integrata: oltre ai campi già precompilati, potrebbe essere relativamente semplice acquisire ulteriori informazioni tramite un settaggio delle ads. Teoricamente è una cosa già possibile con gli strumenti attuali smanettando su piattaforme esterne di tracking o landing page create appositamente, ma questo processo potrebbe decisamente snellirsi.

I dubbi

Trattamento dei dati e privacy: è un argomento quanto mai attuale (qualcuno ha detto cookie?) e a cui i social network fanno sempre più attenzione. Sicuramente non ci sarà alcun trasferimento di dati senza che l’utente abbia cliccato su “invia”e sarà necessario predisporre nella landing page una precisa spiegazione della privacy policy. Come per altri metodi di acquisizione inoltre non è consentito rivendere questi dati o utilizzarli per scopi diversi. Basterà questo per il mercato italiano?

Email di Facebook diversa da quella abituale: non tutti utilizzano la loro e-mail abituale anche per il login sui social network. Nel caos del “tap tap” potremmo quindi trovarci ad acquisire e-mail inutili perchè consultate di rado. Inoltre dover cancellare un indirizzo e-mail in un form precompilato per poi ri-compilarlo con quello giusto sia un ottimo deterrente per far abbandonare ogni proposito di iscrizione.

Costi: la speranza è che questa nuova tipologia di ads si allinei come CPC e oCPM alle altre: così infatti, eliminando di fatto un passaggio, potrebbero abbattersi notevolmente i Cost per Lead. Possiamo ipotizzare però che la concorrenza sarà molto incisiva, soprattutto nella fase di boom, e questo unito magari a qualche settaggio “particolare” a monte potrebbe far lievitare i costi.

Branding awareness: la personalizzazione della nuova landing page, proprio per essere semplice, sarà per forza limitante e porterà l’utente ad avere una percezione appiattita e dozzinale; per aziende che puntano molto sulla forza del loro brand potrebbe essere un problema non di poco conto, ma soprattutto difficile da calcolare.

Minor valore di una lead: se è fastidioso compilare numerosi campi per iscriversi a un servizio, quando lo fai allora sei fortemente interessato a quel servizio; quindi la tua iscrizione ha un grande valore perchè facile da monetizzare successivamente. Al contrario se basta fare “tap tap” per iscriversi, questa leggerezza giocoforza si tramuterà in una minore percentuale di conversione futura.

Aumento dei disiscritti: possiamo ipotizzare che chi riceverà via e-mail nostre notizie sarà molto più propenso a disiscriversi dal servizio, perché magari manco si ricorderà di essersi iscritto! E va considerato che a causa di queste ads gli utenti riceveranno un numero di e-mail promozionali molto maggiore della norma.

Potrebbe essere quindi un’ottima idea quella di separare (o flaggare in qualche modo) la lista di iscritti tramite questo sistema rispetto a quelli tramite landing page classica e predisporre un piano di comunicazione diverso (contenuti, frequenza di invio, linguaggio).

Potrebbero guadagnarci…

Gli spammer: inutile far finta di niente. Chi fa spam (di vari tipi) guadagnerà vagonate di soldi dalle Facebook Lead Ads. Sia perché solitamente lo spammer (quello vero) è molto esperto nella gestione delle lead, e sa bene sia come acquisirle che come sfruttarle. Sia perchè soprattutto nei primi tempi sarà come pescare in un barile pieno di pesci. Prepariamoci quindi a una probabile invasione di campagne borderline con fini poco ortodossi, nonché a un aumento del furto di account di quelli che come password scelgono “123456”.

I siti che richiedono iscrizione: questa acquisizione di lead potrebbe essere uno step intermedio tra il “non aver contatto di un potenziale cliente” e il “convincerlo a compilare decine di campi complicati”. Prendiamo come esempio i concessionari di gioco, che per effettuare una registrazione completa richiedono informazioni molto restrittive, come gli estremi del documento di identità: potrebbero studiare iniziative promozionali specifiche, e un CRM ad hoc, per convincere a fare il grande salto quegli indecisi che intanto hanno comodamente aderito alla Lead Ads. In aggiunta potrebbe essere un ottimo modo per fare crossing tra mobile (acquisizione e-mail) e desktop (completamento dell’iscrizione)

I piccoli che fanno le cose per bene: con un opportuno piano di marketing (di cui queste ads sono solo una componente!) e di customer care anche le PMI e i professionisti potranno provare ad ampliare il proprio bacino di clienti. Basterà ricordare che un indirizzo e-mail in realtà assimilabile è una persona, e va trattato come tale: conquistato, accudito, coccolato. In  questo caso anche con piccolissimi budget si potranno avere grosse soddisfazioni!

LEGGI ANCHE: Come sfruttare i vantaggi del “pubblico personalizzato” nelle Facebook Ads

Non funzionerà per…

I modaioli: ogni volta che Facebook lancia una nuova tipologia di ads, ecco che la schiera di modaioli decide di utilizzarla per qualsiasi cosa. E’ successo con gli sponsored post, sta succedendo ora con le multi-product ads che vengono usate per scopi totalmente diversi da quelli veramente utili, succederà anche per le Facebook Lead Ads.

Gli ignari: “ho acquisito 10.000 indirizzi e-mail, ma stranamente al Lidl non me li accettano per pagare la spesa!“. Fermo restando che non si può paragonare il valore di una e-mail a quello di un like, allo stesso modo ci saranno aziende (magari supportati da sedicenti agenzie) che spenderanno tanti soldi nell’acquisizione di e-mail senza pensare a come poi monetizzarle inserendole in un piano di marketing.

Gli ads-celoduristi: collegati alla categoria precedente, sono quei gestori di campagne che si affannano a ottimizzare un risultato senza riflettere  su tutto ciò che lo circonda. Come per l’acquisizione dei fan, una e-mail non ha lo stesso valore indipendentemente dal modo, la volontà, la profilazione utilizzata per acquisirla.

Non dovrebbe esserci dubbio nel preferire una lead costata 1€ che ne vale 3€ rispetto a quella costata 0.5 € che ne vale 0.6 €; il problema è che c’è chi sceglie di acquisire a 0.1 € per un valore di 0.01 €… per poi vantarsi del basso CPL raggiunto!

Non ne conoscete proprio nessuno?

Groupware: gli strumenti per lavorare insieme sul web


Lavorare in gruppo. Ci siamo abituati fin dai tempi della scuola, no? Non sempre possibile, per le barriere spaziali e temporali. Ebbene, grazie al web è possibile abbattere queste difficoltà.

Una piattaforma  di groupware deve favorire le tre “C” del lavoro di gruppo: comunicare, coordinare e collaborare. Sfruttando la rete e tutti gli strumenti digitali a nostra disposizione.

Non esiste la soluzione perfetta, la piattaforma adatta ad ogni situazione: “one size fits all”, la taglia unica qui non esiste.
Occorre considerare il budget a disposizione, la dimestichezza degli utenti con certi strumenti, l’hardware a disposizione dei membri del gruppo e anche la connettività.

Con la combinazione opportuna è possibile creare un sistema di supporto alle attività del gruppo di lavoro, per comunicare, collaborare, coordinare in maniera efficace, senza impedimenti dovuti alle distanze e ai tempi diversi: ogni membro del gruppo potrà dare il suo contributo anche a chilometri di distanza e in orari diversi dagli altri.

La definizione di groupware (con le sue tre “C”) può sembrare molto vaga, ed infatti anche tra le soluzioni che vengono proposte non c’è uniformità: per alcune l’accento è sulla comunicazione e coordinamento, ed eccellono perciò nella messaggistica e nella gestione delle attività e risorse (calendaring e scheduling), altre privilegiano la condivisione di documenti, con o senza la gestione delle versioni.

Ogni gruppo di lavoro è diverso, per obiettivi, per tipo di attività da svolgere, per cultura e dislocazione dei membri, ma ci sono alcune caratteristiche che devono sempre essere presenti:

  1. Messaggistica: scambiare messaggi diretti, a tutto il gruppo o singoli individui.
  2. Calendaring: gestire una pianificazione delle attività
  3. Condivisione documenti e file: l’ottimo sarebbe con la possibilità di gestire le versioni, ma è sufficiente anche un semplice repository, purché accessibile sempre ai membri del gruppo.

Tra le piattaforme di groupware (o assimilabili) esistenti, eccone alcune che sono a disposizione a costo zero o quasi, lasciando da parte ialcune soluzioni che sebbene siano a costo zero in termini di licenze d’uso (sono open source) hanno un costo di implementazione: devono essere installate (e seguite!) su un proprio server.

Horde


Horde
  è una suite di applicazioni per la collaborazione, completamente gratuita e utilizzabile da browser.
Gli utenti possono condividere e gestire calendari, contatti, attività, note, file e segnalibri utilizzando le componenti standard della suite.
Se si desidera avere anche un sistema di posta elettronica, esiste anche la versione con il supporto webmail.

Disponibile in 41 lingue diverse, si interfaccia anche con altri sistemi di groupware e permette la sincronizzazione dei dati con PDA, tablet e smartphone. Può essere installato su qualsiasi web server che supporti PHP.

Simple Groupware


Simple groupware
, scritto in PHP, offre servizi di email, calendaring, gestione contatti, attività, gestione documenti e progetti.

I dati possono essere sincronizzati con Outlook e smartphone. Utilizza tutti gli standard possibili, come per esempio RSS, iCalendar, vCard, IMAP, POP3, SMTP, CIFS, CSV, WebDAV, LDAP e SyncML.

Un punto di forza interessante è la presenza di un linguaggio di programmazione (sgsML) che permette non solo una rapida personalizzazione della piattaforma, ma anche la creazione di vere e proprie applicazioni.

Simple Groupware è free, rilasciato secondi di termindi di licenza  GNU GPLv2.

Socialcast

socialcast schermata sito

Ci sono invece soluzioni utilizzabili con poco sforzo, poiché sono nate come SAAS, come servizio software disponibile via web.

Sono piattaforme che, fino ad un certo numero di utenti, possono essere utilizzate gratuitamente, come Socialcast di Vmware, il quale permette di creare una comunità di 50 utenti con tutte le funzionalità possibili disponibili.

Socialcast è classificato come Enteprise Social Network, e come tale privilegia la condivisione e interazione tra utenti. Come in altri social network pubblici, è possibile creare gruppi, condividere file, scambiare messaggi, e, attraverso opportune configurazioni o add-on, interagire col mondo esterno: altre comunità socialcast o social come facebook, twitter e Linkedin.

Può essere utilizzato da un browser o anche da smartphone con la app dedicata.

In questa categoria sono presenti anche colossi come Microsoft, che nel 2012 ha acquisito Yammer e Tibco col suo Tibbr: entrambe permettono una prova gratuita che però alla scadenze impone la decisione di abbonarsi.

Basecamp

basecamp demo screen

Con un forte orientamento alla gestione di progetti, con la gestione efficace delle scadenze, ruoli e relazioni relative alle attività da fare si può provare Basecamp, che è gratuito per i primi due mesi: se il progetto ha una scadenza minore, può valere la pena provarlo.

Basecamp può vantare una forte base di utenti e dieci anni di presenza sul mercato, ed è utilizzabile da browser e da app per iOS o Android.

Facebook

Abbiamo lasciato per ultimo la più nota e diffusa piattaforma social: Facebook. Infatti, anche se non è una piattaforma nata con questo scopo, il social network più famoso al mondo è un ottimo strumento di Groupware. Inoltre, ha dei plus non indifferenti:

  • Molto probabilmente le persone che dovranno far parte del gruppo di lavoro hanno già un account;
  • L’interfaccia è nota e non serve formazione, se non per alcuni aspetti specifici;
  • Facebook è facilmente accessibile da qualsiasi dispositivo, praticamente ovunque e in ogni momento.

Le principali funzionalità per un efficace supporto alle attività di un gruppo di lavoro ci sono tutte:

  1. Messaggistica, privata e di gruppo;
  2. Chiamate VOIP;
  3. Condivisione file e risorse all’interno di un gruppo che può essere dedicato e riservato.

La ricerca delle informazioni pubblicate potrebbe essere migliore, ma è presente.
Non c’è nemmeno una vera e propria gestione delle attività, intesa come agenda, ma nulla vieta di usare gli eventi di facebook come “attività” da assegnare agli invitati.

Non è certo la scelta primaria per gruppi di lavoro molto estesi, o con esigenze particolari, specie se relative alla gestione delle scadenze. Può però essere una soluzione di startup, soprattutto per team che non hanno mai adottato strumenti di groupware. Qualcuno potrebbe obiettare sulla sicurezza e riservatezza delle informazioni che sarebbero ospitate: non solo Facebook ne ha accesso ( e le usa per profilare gli utenti) ma potrebbe anche eliminarle dai propri server senza preavviso o si può perderne la possibilità di accedervi.

Per essere davvero sicuri e protetti bisognerebbe usare piattaforme installabili su server propri e con chiavi di cifratura adeguate: ma il costo è decisamente superiore e, forse, una spesa inutile. Se si crea un gruppo di cui si è unici amministratori e il profilo personale venisse bannato o, peggio, hackerato, sarebbe un guaio.

Per prevenire questo rischio, basta nominare un secondo amministratore (fidato!) e fare attenzione alla sicurezza del profilo: scegliere una buona password, non lasciare il profilo sempre aperto in dispositivi facilmente accessibili a terzi sono già buone misure di prevenzione.

Per gruppi di lavoro agili con brevi e intensi scambi di informazione e file, Facebook  possa essere una scelta da valutare come piattaforma, forse un po’ atipica, di groupware.

E voi, amici lettori, cosa ne pensate?

Maquisard: il videogame ispirato a The Gran Budapest Hotel [INTERVISTA]

Il gioco di per sé è eccezionale: un puzzle game d’investigazione ambientato al Maquisard Hotel, ancora di più lo è il team che lo ha creato: 5 giovani studenti della New York University Game Center.

Ispirato al celebre film di Wes Anderson The Grand Budapest Hotel, Maquisard si sviluppa in una serie di ambienti realizzati con grafiche 2D tagliate in sezione dove il protagonista, un giovane lobby boy che aspira a diventare una spia, deve spiare gli ospiti e trovare indizi sull’identità di un agente del governo in incognito.

Curiosi e decisi a saperne di più abbiamo contattato il team di Maquisard, ecco cosa ci ha raccontato Julian Hyde.

Per prima cosa, puoi parlarci del team che ha creato Maquisard?

Il team dietro Maquisard è composto da 5 studenti MFA del NYU Game Center: Julian Hyde (Project Management), Angela Lee (Character Design and Animation), Terry Li (Game Design), Wyatt Yeong (Programming) e Kailin Zhu (Visual Design). Il nostro compositore, Andrew Struck-Marcell, è stato portato dentro per creare la musica e gli effetti sonori per Maquisard.

Quante persone hanno lavorato a questo progetto? Quali capacità erano necessarie?

Il team ha il totale 6 sviluppatori. Le abilità richiesta per creare Maquisard erano project management, game design, visual design, animation, audio design e programmazione.

Ci racconti qualcosa del concept di Maquisard?

Maquisard è un gioco affascinante su un lobby boy che deve diventare una spia. Come il lobby boy del fantastico Hotel Maquisard, il giocatore deve scoprire quale degli ospiti è un agente governativo attraverso spionaggio e deduzioni. Ingaggiato e fornito di prove da un membro della resistenza, il lobby boy deve ascoltare conversazioni, origliare conversazioni nelle stanza, e osservare i comportamenti degli ospiti per determinare l’identità del bersaglio.

Perché avete scelto The Grand Budapest Hotel?

Dall’inizio volevamo creare un gioco enigma dove il giocatore dovesse identificare un personaggio bersaglio in mezzo ad un gruppo di personaggi. Siamo stati attirati da The Grand Budapest Hotel perché in alcuni dei suoi poster i personaggi sono ritratti su etichette di carta sulla griglia delle chiavi dell’hotel. Erano come foto segnaletiche di possibili sospetti, incoraggiando gli spettatori a partecipare e indovinare il colpevole dell’omicidio misterioso.

Qual è stata la sfida più difficile?

Una delle sfide più difficili è stata provare a mettere tutto quello che volevamo per Maquisard, nel gioco. Molti contenuti che in origine avevamo deciso di mettere sono stati tagliati o alterati, e la trame e le caratteristiche distintive dei personaggi costantemente modificati per riflettere quei cambiamenti. C’è stato un periodo di tempo dove non eravamo sicuri se la storia del gioco sarebbe stata interessante, al di là delle dinamiche di gioco. Lo sforzo è stato mantenere lo charm del racconto portandolo ad essere un gioco facilmente battibile e divertente.

Come avete creato i personaggi e le animazioni? 

Il design dei personaggi e le animazioni sono stati create usando Adobe Flash. Le animazioni sono simboli di Flash che sono stati esportati come Spritesheet individuali e importati in Unity. È stato davvero uno sforzo rendere ogni personaggio visivamente differente, simile ai personaggi di The Grand Budapest Hotel, facendoli allo stesso tempo pensare e agire come se appartenessero tutti all’Hotel Maquisard

 Ci racconti qualcosa del visual design di Maquisard?

In termini di visual design, la maggior parte dell’importanza visuale serve a costruire un vivace Hotel Maquisard. Ammiravamo l’art direction di The Grand Budapest Hotel, così abbiamo speso la maggior parte del tempo per capire come catturare il fascino dell’atmosfera del film aggiungendo però il nostro stile “Maquisard”. Prima su un prototipo di carta dell’hotel che ci ha aiutato a visualizzare i processi. Poi tutti gli ambienti dell’hotel e i layout sono stati creati gli strumenti vettoriali di Adobe Photoshop per essere sicuri che fossero facilmente adattabili. Alla fine abbiamo ottenuto il layout dell’hotel, dove c’erano molte interazioni finali per sistemare i dettagli e i colori sulla base delle risposte e dei commenti che abbiamo ottenuto dalle altre persone.

Top fitness app per mantenersi in forma durante l'estate

top-app-fitness

L’estate è arrivata e la voglia di stare all’aria aperta rende sempre più difficile mantenere le sane abitudini sportive. Questo vuol dire che da luglio a settembre devi rinunciare a mantenerti in forma? Assolutamente no!

LEGGI ANCHE: 10 app dalle quali c’è sempre da imparare

Grazie alla tecnologia mobile puoi riscoprire un modo di fare sport nuovo e piacevole. Unico requisito: avere sempre con te il tuo smartphone. Ecco una preziosa classifica di app dedicata al fitness all’aria aperta che, durante l’estate, ti permetteranno di mantenere un benessere psico-fisico totale. Del resto si sa: “mens sana in corpore sano”.

Runtastic

L’app che coinvolge diverse attività dedicate al mondo del fitness (camminata, jogging, corsa e bicicletta) si chiama Runtastic e funziona attraverso la tecnologia GPS. Se sei un amante dell’attività sportiva “soft”, affidati alla versione camminata, Runtastic Pedometer, con cui potrai contare quanti passi percorri ogni giorno e le calorie bruciate; se, invece, hai bisogno di un’attività fisica avanzata e professionale la versione Running & Fitness è ideale per monitorare e migliorare il tuo allenamento attraverso specifici indicatori, quali: i km percorsi, le calorie bruciate, i battiti cardiaci e molti altri.

Ma non finisce qui!Per tutti coloro che hanno “rispolverato” dalla cantina la bicicletta Runtastic offre la versione Road Bike per il ciclismo su strada con più di 50 funzioni ed il supporto di accessori ad esso compatibili e Mountain Bike con cui puoi pedalare tranquillamente sia su strada sia in montagna, senza perdere mai l’orientamento. L’app è disponibile gratuitamente per tutti i sistemi: iOS, Android, Windows Phone e Blackberry.

FitStadium

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=njCOupM1d3w’]

Il suo motto è: “Tu sai qual è la tua forma ideale, noi sappiamo come fartela raggiungere”. Si chiama FitStadium ed è l’app che crea un allenamento su misura per te (perdere peso, aumentare la massa muscolare, migliorare la resistenza ecc.) e lo perfeziona di volta in volta grazie ai tuoi feedback. Essa propone solo esercizi a corpo libero per allenarti dove e quando vuoi grazie a ben 120 tipi di attività differenti, che coinvolgono ogni muscolo del corpo.

Se sei alle prime armi ed hai paura di farti male non ti preoccupare, puoi contare su numerosi video tutorial in HD che ti mostreranno come effettuare ogni esercizio passo dopo passo, proprio come se il tuo personal trainer di fiducia fosse lì con te.
Disponibile gratuitamente per i dispositivi Android ed iOS e a pagamento nella versione PRO, con ulteriori funzioni.

Yoga.com

Se hai bisogno di “staccare la spina” e rilassare mente e corpo con l’antica disciplina dello yoga, hai trovato l’app che fa proprio al caso tuo. Yoga.com ti propone una raccolta di 300 posizioni ed esercizi di respirazione organizzati per livelli di difficoltà (principiante, intermedio ed avanzato) ed obiettivi (flessibilità, equilibrio, benessere, anti-stress e dimagrimento).

Ogni esercizio è spiegato in un video HD ed accompagnato da brani musicali rilassanti. Ad esso si aggiungono: un calendario che ti permetterà di segnare gli esercizi realizzati con i relativi progressi ed una sezione “social”, chiamata Inspire, attraverso la quale potrai entrare in contatto con gli altri utenti online, condividere foto, commenti e interagire con gli altri maestri di yoga.
Yoga.com Studio è disponibile per smartphone e tablet  iOS e Android al prezzo di 3,99 euro.

Vertical-life climbing

Ogni giorno è il giorno perfetto per arrampicarsi”, questo il motto dell’applicazione Vertical-life climbing per Android ed iOS che mette a disposizione degli utenti numerose guide di arrampicata per gli appassionati del free climbing. Grazie ad essa potrai ottenere informazioni dettagliate (foto a colori, mappe e modalità di accesso) su ogni falesia al fine di scegliere quella ideale a soddisfare le tue esigenze (viaggio in famiglia oppure allenamento tra professionisti).

Oltre a quelle dell’Alto Adige, sono disponibili altre falesie nei dintorni di Arco, nel circondario di Lumignano ed Erto, nella regione dolomitica, a San Vito lo Capo, ad Amalfi, a Palinuro e a Sperlonga mentre altre regioni seguiranno a breve.
Le 56 falesie altoatesine sono scaricabili in prova gratuitamente, mentre le altre sono a pagamento.

Stretching e Start Stretching

Concludiamo la classifica delle fitness app con un’attività indispensabile per definire un allenamento sportivo ben fatto: lo stretching. Non a caso medici e personal trainer da sempre lo consigliano per rilassare e allungare i muscoli del corpo, che abbiamo appena lavorato. Non solo, lo stretching è un’attività utilissima anche per combattere i dolori muscolari, causati da posture sbagliate.

E allora, che tu sia un dilettante o un vero sportivo, scarica l’app Stretching per Android e Start Stretching per iOS; in esse troverai tanti esercizi da realizzare prima o dopo qualsiasi tipo di attività fisica  (camminata, corsa, bicicletta, calcio, pallavolo ecc.) e per molte altre situazioni di vita quotidiana in cui possiamo percepire un disturbo fisico (al lavoro, in aereo ecc.). Entrambe le app sono scaricabili gratuitamente.

Ora le informazioni le hai, le app pure non ti resta che scaricarle e cominciare! Buone vacanze all’insegna del fitness 😉

Corso Online in Facebook Marketing: Content, Community e Campagne

facebook marketing corso luca la mesa

Se i mercati sono conversazioni, Facebook è oggi il luogo privilegiato per la connessione immediata tra aziende e consumatori. Cosa fa la differenza tra un brand che sfrutta davvero la potenzialità di Facebook ed uno che si limita ad aprire una Fan page? Occorrono competenze puntuali ed aggiornate sugli aspetti fondamentali che un’impresa di qualsiasi dimensione e settore deve considerare nel momento in cui è su Facebook: Content, Community e gestione delle campagne pubblicitarie.

Corso Online in Facebook Marketing [Settembre 2015]

Il Corso Online in Facebook Marketing intende fornire la visione strategica e le abilità operative con le quali costruire una pagina aziendale su Facebook e sfruttarne tutti i benefici in termini di marketing. Il Corso Ninja Academy trasmette al contempo le competenze imprescindibili per restare aggiornati all’interno di uno scenario social fatto da algoritmi in continua evoluzione.

Frequentando il Corso infatti imparerai non solo ad animare il tuo brand su Facebook, ma anche a compredere le migliori strategie di comunicazione e soprattutto a convertire fan in potenziali acquirenti. In particolare imparerai a:

1. comunicare nel modo giusto alla tua audience
2. lanciare campagne il più efficaci ed efficienti possibile
3. monitorare le performance della tua azienda su Facebook
4. ampliare il tuo business e convertendo più clienti

#FacebookNinja

Inoltre, riceverai anche 3 ore di formazione aggiuntive grazie alla Bonus TrackOrganizzazione e strumenti per il Social Media Management con Filippo Giotto“: una lezione esclusiva per massimizzare la tua esperienza di apprendimento e consolidare al massimo le tue competenze.

Chi è il docente e quali sono gli argomenti del corso?

Luca la mesa

Luca La Mesa
Social Media Strategist @ Publisoftweb

Dopo aver lavorato nel Marketing di Unilever e Procter & Gamble ha creato un’agenzia specializzata sul Social Media Marketing e sull’innovazione (Publisoftweb). In questi anni ha ottenuto importanti risultati con clienti come con il Campionato Mondiale Superbike, Pirelli, AS Roma, Federazione Italiana Pallavolo, Cornetto Algida, Dove, Winner Taco, Mediaset, La7, Comitato Digitale per Matteo Renzi e molti altri. Ad oggi si divide tra la consulenza verso i top brand e la formazione in ambito universitario in John Cabot, HEC Paris, Rome Business School e altre università in Italia e all’estero.

Modulo 1: L’universo Facebook
Modulo 2: Le pagine Facebook
Modulo 3: Social Content Plan & Community Management
Modulo 4: La pubblicità su Facebook

Leggi le opinioni di chi ha seguito altri corsi con Luca La Mesa:

testimonianze luca la mesa

Quanto dura il Corso Online in Facebook Marketing di Ninja Academy?

INIZIO = 05 Ottobre • FINE: 16 Ottobre

Le lezioni, completamente online, si terranno dalle ore 18 alle 20 per i webinar e per i Question Time. Potrai seguire il corso ovunque ti trovi, accedendo dal web ad un’aula virtuale e interagendo dal vivo con la classe e con i docenti. Se per qualsiasi motivo trovassi difficile partecipare ai live webinar nel giorno e all’orario prestabilito, Ninja Academy offre comunque la possibilità di consultare, senza limiti di tempo, il materiale di ciascuna lezione (video e slide) in modalità on-demand accedendo alla piattaforma e-learning.

Quali sono qui i vantaggi di seguire il Corso Online di Ninja Academy?

✔ Segui i corsi live comodamente da casa o dall’ufficio
✔ Question Time per chiarire i tuoi dubbi ed interagire con i docenti
✔ Accesso alla piattaforma e-learning per rivedere i contenuti on demand
✔ Test e Certificato di partecipazione

279€ (iva inclusa)

Il team Ninja Academy resta a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554. Ti aspettiamo con connessione, microfono e cuffiette alla mano.. Ma soprattutto, con tanta voglia di imparare! 😎

Knowledge for change.
BE NINJA

Ninja Social Oroscopo dal 23 al 29 Luglio

oroscopo

 

Cari accaldati guerrieri, se in questi giorni state lottando per la sopravvivenza vostra e del vostro pc contro le temperature tipiche di Bangkok in piena estate, sappiate che da questa settimana il Sole (quello astrologico) approda nel bollente segno del Leone e se sarete colti da insolazioni ed allucinazioni l’unica soluzione possibile sarà chiudervi in un megastore con aria condizionata da congestione fulminea. Oppure, più comodamente, chiudervi in casa con aria condizionata e fare shopping on line.

Si, perchè il social oroscopo della settimana vi dimostrerà che nessun segno più del Leone ha le mani bucate e questa settimana nel Leone appordano ben due piameti: Sole e Mercurio che quindi offuscherà la ragione a favore dell’acquisto d’impulso.

Buona settimana a tutti…

Forse il prime day di Amazon la prossima volta dovrebbe consultare gli astri prima di definire la data. Eh si perche nonostante il grande successo di vendite se avvenisse questa settimana manderebbe più di un segno se non in bancarotta diciamo in vacanza squattrinato. Il Leone sarebbe pronto ad accaparrarsi lo sconto maggiore come un segugio da saldo e metterebbe a frutto le settimane di allenamento dell’indice sul mouse. Vincerebbe il premio del click più veloce del web.

L’Ariete non vede l’ora che l’e-commerce arrivi anche su Facebook perchè ha voglia di spendere ma è troppo pigro per uscire… Persino dalla piattaforma di Facebook. Infine il Sagittario potrebbe sbiellare per le soluzioni e-commerce di Instagram anche se per questa settimana di selfie non se ne parla ed anzi con Venere in quadratura visiterà le foto degli amici in cerca di pancette e cellulite!

Il toro secondo il social oroscopo di questa settimana è cosi goloso ed innamorato che potrebbe organizzare una cena a lume di candela con le emoticons di cibo… Speriamo che dall’altro capo del tavolo ci sia un Cancro che  rinuncia volentieri al cibo per la tappa successiva oppure una vergine che in questi giorni si nutre a sufficienza solo di pensieri d’amore. Ma se ci fosse un Pesci questa settimana particolarmente pragmatico e poco incline al romanticismo sarebbero guai seri!

Il Capricorno colto da un improvviso sentimentalismo questa settimana potrebbe voler condividere le sue esperienze con la nuova app Beme ma poichè le cose durature continuano ad infastidirlo è felice che i video si autodistruggano dopo pochi secondi. Il Gemelli con Venere quadrata si divertirebbe a scattarsi selfie disgustati vedendo i momenti di vita vissuta dei suoi amici mentre la Bilancia potrebbe addirittura spingersi a mandare cuori in segno d’approvazione e del cessate il fuoco nei confronti di quel nervosetto di Marte che la infastidisce.

Infine lo Scorpione questa settimana sarà un paladino di valori e giustizia tanto che nella diatriba sul bullismo di #dontjudgechallenge potrebbe infervorarsi e mostrarsi senza trucco e senza veli. Cosi per far vedere che non ha nulla da nascondere. L’Acquario invece se ne sta cosi bene per i fatti suoi questa settimana che se ne frega di chi pensa che dovrebbe truccarsi. Anzi, quasi quasi anche lui si disegna un brufolo per dispetto!

Enjore: un campo, due squadre e una startup [INTERVISTA]

Con Enjore giocare è una cosa seria [INTERVISTA]

Nicola Taranto, founder di Enjore

Avresti mai pensato che una partita di calcetto potesse trasformarsi in una startup? È esattamente quello che è capitato a Enjore, piattaforma digitale gratuita che permette di gestire tornei sportivi, ma anche di videogame, in modo professionale.

Le competizioni possono essere analizzate con regole e statistiche specifiche, dal calcio alla pallavolo, dal rugby alla pallanuoto, dal basket al tennis, fino ai tornei di Pro Evolution Soccer.

Enjore è anche un’app mobile, disponibile su App Store e Google Play e oggi conta più di 1.600 partite refertate al giorno e più di mezzo milione di giocatori.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Nicola Taranto, CEO di Enjore.com, per saperne di più sui numeri del mercato degli eventi sportivi e su come sia nata l’idea di una startup made in Puglia.

Uomo, tra i 16 e i 50 anni, italiano e ovviamente appassionato di calcio, immagino così l’utente tipo di Enjore. Quali sono i numeri dell’organizzazione di eventi sportivi?

Con Enjore giocare è una cosa seria [INTERVISTA]

Confermo! I dati socio demografici sono proprio questi. Certo le tendenze stanno iniziando a cambiare: il calcio amatoriale femminile ad esempio è raddoppiato rispetto allo scorso anno. Parliamo ancora di piccole percentuali ma sono numeri in crescita. I numeri dello sport amatoriale ed in particolare delle competizioni sono impressionanti.

Solo su Enjore vengono refertate più di 1.600 partite al giorno: l’equivalente di quattro anni di Serie A! Nell’ultimo anno sono stati organizzati più di 8.000 tornei che hanno coinvolto sulla nostra piattaforma più di mezzo milione di giocatori.

Un campo, due squadre, tanta passione. Come è nata l’idea di Enjore?

Con Enjore giocare è una cosa seria [INTERVISTA]

L’idea è nata nell’estate del 2012 durante un torneo di calcio a cinque nel mio paese in provincia di Bari, Capurso. Realizzammo un sito web che ebbe un successo incredibile così pensai di realizzare una piattaforma scalabile più completa e che desse la possibilità di gestire non solo tornei di calcio e calcetto ma anche altri sport e competizioni.

Prima, per consultare i risultati e le classifiche, era necessario recarsi ai campi dove erano fissate le locandine oppure si doveva chiamare l’organizzatore. Immaginate quante perdite di tempo per il gestore!

L’idea di Enjore possiamo dire che è nata per dare un concreto vantaggio agli organizzatori di tornei e per migliorare l’esperienza di chi vi partecipa.

LEGGI ANCHE: 10 cose che abbiamo imparato al Corso online in Startup Management

500mila euro di investimento per la realizzazione della parte mobile della piattaforma, quali sono i prossimi passi?

Con Enjore giocare è una cosa seria [INTERVISTA]

La parte mobile è fondamentale in questo momento per noi. Non è solo una questione di trend, ma di reale vantaggio per i nostri utenti: permettere ad ogni organizzatore di refertare il match in tempo reale con il proprio smartphone è una delle cose che la nostra community chiedeva con maggiore interesse.

Tendiamo molto ad ascoltare e parlare con i nostri utilizzatori. Li incontriamo anche nella nostra sede per discutere delle loro esigenze e programmarne le evoluzioni. Se stiamo crescendo ogni mese il merito è anche di chi ci apprezza e ci indica miglioramenti per facilitargli il lavoro.

I prossimi passi riguardano invece il rilascio di Enjore Pro Manager, una versione evoluta di Enjore in white label per clienti che gestiscono grandi impianti e che necessitano di un prodotto più esclusivo: personalizzazione grafica, gestione tesseramento, certificati medici, contabilità, gestione impianti di gioco, solo per indicare alcune funzionalità.

L’Italia risponde perfettamente al cliché o tra tutti gli sport per cui è possibile organizzare tornei sulla vostra piattaforma il calcio non è al primo posto?

Con Enjore giocare è una cosa seria [INTERVISTA]

Mi piacerebbe abbattere questo luogo comune, ma il calcio nelle varie declinazioni è lo sport che viene maggiormente praticato, conta circa il 65%. A seguire abbiamo la pallavolo che nella stagione estiva esplode con il beach-volley, il basket e il tennis.

Non mancano tuttavia tornei di rugby e pallanuoto. Nella community abbiamo anche un nutrito gruppo di sportivi “alternativi” come i videogamer di FIFA e Pro Evolution Soccer che non solo si sfidano online ma usano Enjore per la creazione e gestione dei loro campionati.

Quali sono le prospettive per l’internazionalizzazione della vostra startup?

Con Enjore giocare è una cosa seria [INTERVISTA]

Attualmente il traffico estero è pari al 30%. La scorsa estate abbiamo avuto l’onore di essere stati scelti dalla Rugby League Commonwealth Championship che ha visto sfidarsi le nazionali del Canada, Inghilterra, Galles, Scozia, Australia, Sud Africa, Jamaica e Papa Nuova Guinea.

Stiamo crescendo organicamente in Spagna, Inghilterra ed anche negli Stati Uniti e America latina ma il nostro focus per il prossimo anno è la crescita nell’Europa occidentale. Abbiamo un progetto di crescita ambizioso che è supportato da un management con importanti esperienze di sviluppo internazionale. La strada è lunga ma abbiamo la voglia e la forza per percorrerla.

Il portfolio più piccolo di sempre

portfolio più piccolo del mondo

Fonte: michaelwilliamlester.com

Va al designer inglese Michael William Lester il merito di aver realizzato il più piccolo portfolio mai esistito. Di che dimensioni stiamo parlando? Quasi un francobollo, 24 x 19 millimetri.

The World’s Smallest Portfolio” è un’idea promozionale creativa nata dall’interpretazione laterale e assolutamente vincente del brief di un’azienda, che invitava i partecipanti a realizzare idee “che potessero entrare in un Post-it”.

Così ha preso vita il piccolo libro, con illustrazioni minimali e low-fi ma ad alto potenziale iconico, in cui l’immagine rielabora e ri-significa creativamente il body copy di ogni pagina.

LEGGI ANCHE: 7 consigli per un curriculum su misura di graphic designer [INFOGRAFICA]

portfolio piccolo

Michael William Lester post it

portfolio francobollo

designer Michael William Lester

Sul sito ufficiale di Michael William Lester potete trovare info su questo e altri progetti del designer.

Una macchina per Rudy: un anno dopo [INTERVISTA]

Rudy Bandiera

Ricordate l’estate scorsa, quando la rete non faceva altro che parlare di #UnaMacchinaPerRudy? Se non lo ricordate o non sapete di cosa si tratta – forse eravate in vacanza sull’Himalaya – vi rinfreschiamo la memoria.

Tutto è cominciato quando Rudy Bandiera, blogger, autore e VIP del web, ha pubblicato questo status su Facebook:

10 giorni fa avevo una macchina ma me l’ha distrutta un camion per trasporti eccezionali. Poi tra la sostitutiva e…

Posted by Rudy Bandiera on Lunedì 30 giugno 2014

Insomma, era rimasto senza macchina e ha chiesto al web che tanto lo ama un aiuto.

Corre in suo soccorso Smart Italia, la cui comunicazione social è gestita da Endeavour Digital Marketing – una delle sette aziende di Gruppo Roncaglia – che sorprende tutti con questo tweet:

Si è trattato del classico win-win: Rudy ha avuto la sua bella Smart per un anno, mentre Smart ha conquistato il suo posto nella storia del Real Team Marketing italiano.

Dopo un po’ ci siamo dimenticati di #UnaMacchinaPerRudy e abbiamo focalizzato la nostra attenzione su Gianni Morandi e Ceres. Ma noi, dopo una anno, abbiamo chiesto a Rudy di commentare l’iniziativa, per così dire, a mente fredda. Ecco cosa si ha svelato.

Circa un anno fa, twittavi a gran voce #UnaMacchinaPerRudy e Smart Italia ha accolto la tua richiesta offrendoti un’auto per un anno. Ora che sta per scadere il termine del prestito ci proverai di nuovo o passerai direttamente a #UnaCeresPerRudy?

Hehehe si, è passato un anno. Pare un attimo. Entro la fine di agosto la devo consegnare, a Roma, sarà “l’ultimo mirabolante viaggio” con la mia Brabus. Un anno stupefacente da ogni punto di vista, in effetti, ma credo che non ripeterò la cosa.
Nel mio ultimo libro dico spesso che la straordinarietà ha una caratteristica, ovvero quella di non poter essere ripetuta.

Ovvio, mi meraviglio del fatto che Ceres non mi abbia ancora contattato per offrirmi una cassa di prodotto, visto che lo ha fatto Aperol sapendo quanto amo la birra e gli spritz 😉

Hai sempre detto che non sei stato un genio, ma solo bravo ad utilizzare i social in modo spregiudicato. Pensi che qualcun altro possa replicare la tua botta di… fortuna? 🙂

No, non nello stesso modo. Questa cosa è nata per caso, io sono stato intuitivo e fortunato, non geniale. Fatta è fatta, adesso si devono fare cose nuove, diverse.

Ma cosa ci ha guadagnato da tutto questo Smart Italia?

In termini di visibilità tantissimo. Vi invito a leggere i dati, del tutto sconcertanti.
Se Smart ha venduto macchine in più non lo so, non seguo io il loro marketing, ma se avessero fatto la pubblicità in TV avrebbero venduto macchine in più?
Queste non sono attività di vendita ma di branding.

Quanto credi sia cambiato in un anno nel panorama del social listening e del real time marketing?

Forse è più disilluso, più furbo ma poi, in verità, non credo sia cambiato molto. Ci si è accorti che esistono gli influencer, o meglio ci si è resi conto di cosa sono, questo si.

L’ultima iniziativa del genere che ha catturato la tua attenzione?

La mia 😉

Le Emoji dedicate al cibo nella vita reale

emoji

Fonte: www.peechayaburroughs.com

Cibo ed Emoji, due mondi, due ossessioni social. Impossibile non coniugarli in maniera creativa! Ci ha pensato nuovamente la designer Peechaya Burroughs, creando sul suo profilo Instagram la sua personale raccolta di “Emoji In The Wild“.

Dall’amatoriale quotidianità dell’#instafood fino al fascino glamour del #foodporn, il cibo riempie le nostre bacheche social sin dai loro albori. Poi, grazie alle tastiere di iOS e servizi come Whatsapp, si è affermato il predominio comunicativo delle Emoji, diventate ormai una forma di comunicazione alternativa alla parola. Così Burroughs ha dato vita ad una serie di scatti in cui le Emoji diventano parte integrante del contesto fisico.

LEGGI ANCHE: Tracciare gli Emoji, si può? Verso la nuova frontiera dei Digital Insights

#? #WHPemojisinthewild #idea_in_picture

Una foto pubblicata da peechaya burroughs (@pchyburrs) in data:

 

#☕️ #WHPemojisinthewild #idea_in_picture

Una foto pubblicata da peechaya burroughs (@pchyburrs) in data:

 

#? #WHPemojisinthewild #idea_in_picture

Una foto pubblicata da peechaya burroughs (@pchyburrs) in data:

 

Minimalista, iconica, divertente: questa serie fotografica si distingue per la fedeltà di riproduzione dei tanto amati simboli digitali che giorno dopo giorno tutti noi ci scambiamo. E del resto quella delle #Emojiinthewild è una tendenza piuttosto diffusa su Instagram, come racconta anche The Creators Project.

Avete realizzato anche voi le vostre? 😉