Newscred, piattaforma di condivisione e software per il Content Marketing, apre la strada alle aziende capaci di comprendere le enormi potenzialità dello Storytelling per il business imprenditoriale. Volete aumentare il coinvolgimento del pubblico nei confronti del vostro brand? La guerra è aperta e la sfida si gioca sempre e soltanto sui contenuti, rigorosamente di qualità. Continua a leggere
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Miko Reihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMiko Rei2015-10-06 12:30:102015-10-06 12:30:10Newscred: la piattaforma di Content Marketing per un’informazione di qualità
Il 14 ottobre a Milano farà tappa il Creativity Day: evento di creatività ed innovazione digitale ideato ed organizzato da Inside Training, rivolto a designer, art director, responsabili marketing, maker, startupper, sviluppatori, blogger, videomaker ed a tutti coloro che amano la creatività e la comunicazione.
Giunto alla sua quindicesima edizione, il Creativity Day rappresenta un’occasione per fare networking, condividere idee, aggiornarsi ed approfondire le proprie conoscenze con speaker di fama nazionale e internazionale.
Il programma
Se decidi di partecipare alla giornata della creatività, potrai scegliere tra 25 talk organizzati in parallelo in diverse sale e divisi in 3 macro-aree di interesse e, in questo modo, potrai creare il tuo percorso di formazione personalizzato:
#CreativiSiNasce, seminari di aggiornamento incentrati su argomenti interessanti per designer, video maker, copywriter, modellatori 3D (le ultime novità di Adobe Premiere e After Effects per il video, come nasce un format di successo come quelli prodotti e distribuiti da Sky, cinema 4D advanced animation, creative writing, pubblicazioni digitali interattive, design 4 retail);
#GeekSiCresce, approfondimenti su contenuti dedicati a sviluppatori, web designer e maker (stampa 3D, tecnologie indossabili, web design);
#InnovatoriSiDiventa, contenuti trasversali per imprenditori, addetti marketing, commerciali, account e project manager con talk su Big Data, web marketing, video e social media, gamification marketing e gestione dei progetti digitali.
Ad aprire la giornata milanese sarà Alessandro Galetto, General manager e Chief Strategist di Sketchin, con uno speech sul “successo professionale”.
Per scegliere i seminari da seguire, ti basterà visualizzerete il programma completo qui.
E a chi non bastassero i 25 seminari, nel pomeriggio ci sarà la possibilità di partecipare a un workshop di approfondimento dal titolo “Apple Watch: creare, sviluppare e comunicare”.
Partecipa all’evento
Per iscriversi all’appuntamento di Milano basta comprare un ticket qui.
Per tutti i lettori di ninja marketing c’è un codice sconto: NINJA2015.
Al momento dell’acquisto del biglietto, ti basterà inserire il codice promozionale ed usufruire dello sconto del 20%:
• 28 € + iva in Early Price, anziché 35€;
• 36€ + iva il biglietto intero, anzichè 45€.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Hoshi Hikaruhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngHoshi Hikaru2015-10-06 12:00:282015-10-06 12:00:28Partecipa al Creativity Day di Milano con lo sconto Ninja
L’anno scorso, la mancata acquisizione di Twitch non deve essere stata particolarmente digerita dal team di Google. Ecco perché Big G ha deciso di marcare stretto l’attuale sito di streaming numero uno al mondo.
Disclaimer: YouTube Gaming è un progetto ancora in fase di sviluppo. Pertanto, le cose descritte in questo articolo potrebbero cambiare.
Cosa cambia rispetto a Twitch?
Accedendo a YouTube Gaming, la prima cosa che salta all’occhio è il layout: più accattivante e moderno rispetto a quello proposto da Twitch. La navigazione risulta più semplice e intuitiva. Sul lato sinistro avrai una lista dei giochi più famosi e seguiti – con tanto di stellina per aggiungere ai preferiti qualsivoglia game – su quello destro, invece, un elenco dei canali YouTube dedicati alle dirette live (anche qui è possibile aggiungere ai preferiti un particolare channel). Semplice ed efficace.
Su Twitch, in Home, troviamo lo stream più seguito del momento e una timida barra di ricerca. Un elenco dei game esiste, ma non è così intuitivo come quello offerto dal tubo.
Partnership e monetizzazione
Al momento, la partnership con YouTube permette, ai creatori di contenuti, di monetizzare il tempo investito. La versione beta di YouTube Gaming, però, è disponibile solamente negli Stati Uniti e in Canada, ergo, non è ancora possibile guadagnare in Italia, tramite le dirette live – diversamente da come avviene con il canale Youtube. Neanche l’ultima funzione che abilita le donazioni (già presente su Twitch) è sbloccata del tutto. Una volta che queste ultime feature saranno disponibili, si potrà parlare di concorrenza.
Youtube Gaming: la nuova frontiera dello streaming?
Riassumendo, in cosa è meglio YouTube Gaming rispetto a Twitch?
YouTube Gaming ha un look più moderno di Twitch
l’UX (user experience) risulta immediata e piacevole
le Gaming Hubs hanno tantissimi contenuti
YouTube ha molto più materiale registrato, che invece Twitch salva solo temporaneamente
con un semplice clic del mouse, puoi accedere a dirette, let’s play o recensioni
quasi chiunque può iniziare a guadagnare da YouTube in un istante (anche tu)
una volta terminata la live, YouTube Gaming carica istantaneamente un video sul canale associato
non ha la chat di Twitch 😀
Perché Twitch è ancora meglio?
La nuova macchina di Google sembra perfetta, ma Twitch, per diversi fattori, è ancora qualche passo avanti.
Software come OBS e Xsplit (la maggior parte degli streamer utilizzano questi due programmi) sono ottimizzati per Twitch e dispongono di un supporto maggiore
il ContentID di YouTube funziona per le live. Twitch non ha di questi problemi
ciò significa che uno sviluppatore potrebbe, potenzialmente, utilizzare il ContentID per arrestare uno stream, se si sta dicendo qualcosa che non piace o che viola i diritti di copyright. Questo non è mai accaduto su Twitch
la community di Twitch è mastodontica. Prova a cercare TwitchCon 2015 su Google per farti un’idea
Twitch non ha i commenti di YouTube 😛
Youtube Gaming: la tua opinione
Con l’avvento della versione beta di YouTube Gaming, Twitch ha finalmente un concorrente. Scrivo finalmente, perché questo può solo essere un modo per migliorare ancora di più il servizio e affermare la sua egemonia sul panorama dello streaming di videogiochi.
In questo articolo, ti ho mostrato alcune differenze, punti di forza e potenziali debolezze del nuovo progetto made in Google. Tu cosa pensi? Credi che Twitch debba preoccuparsi di YouTube Gaming, oppure può dormire tranquillamente al caldo, tra le coperte cucite da milioni di utenti, che accedono giornalmente al portale? Scrivi nei commenti.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kubayashihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKubayashi2015-10-06 11:00:292015-10-06 11:00:29YouTube Gaming: arriva la piattaforma streaming di Google
Se lo Storytelling è una delle strategie più ricercate dalle aziende di oggi, sarà necessario ricercare la figura professionale più adatta a svilupparlo, perché è bene non improvvisare e rivolgersi sempre a chi offre le sue competenze, in questo caso lo Storytelling Specialist.
Fin qui era già abbastanza chiaro, ma siccome siamo assetati di “sapere”, abbiamo cercato di approfondire un po’ l’argomento rivolgendo qualche domanda a Andrea Bettini, vero e proprio storyteller nonché docente Ninja Academy dello Storytelling Lab, il percorso in aula che si terrà il 20 e 21 novembre a Milano, affiancato al Corso Online in Corporate Storytelling.
Chi è, da dove viene e cosa fa lo Storytelling Specialist?
Un extraterreste. Direi da Marte, stando alle ultime notizie. Osserva ciò che facciamo e lo racconta ai suoi simili. A parte le battute, che poi forse non lo sono nemmeno tanto, è un professionista che può avere un’estrazione scolastica differente, ma che ha un’innata curiosità, la voglia di capire e uno spiccato spirito meritocratico.
Lo Storytelling Specialist prima ancora di fare qualcosa, ascolta, osserva e guarda da una soggettiva diversa ciò che accade all’interno di un’azienda. Dopodiché definisce, sulla base di un’attenta analisi strategica, come la tecnica narrativa possa migliorare le diverse funzioni aziendali. Solo al termine di tutto ciò impugna una penna e mette su carta un canovaccio che ha per protagonisti le persone che quotidianamente attraverso le loro azioni, fanno la storia di un’impresa.
Conquistare l’attenzione del pubblico è sempre più impresa ardua. Se dovessi scegliere soltanto 3 elementi, quali ritieni siano più preziosi per raggiungere il consumatore odierno?
Onestà, coerenza ed espansività.
Onestà è uno stato di necessità. È un valore che è stato svuotato della sua essenza. Non si può parlare di onestà, bisogna essere onesti. È una pretesa da parte di un consumatore che sempre di più ha gli strumenti per conoscere e dialogare in tempo reale con un’impresa. Se la storia che si va a raccontare non contiene questo principio, l’effetto che può provocare può essere controproducente.
La stessa cosa vale per la coerenza. La storia narrata da un’impresa deve essere in grado di far emergere la sua effettiva identità. L’anima di un’impresa. Non è sufficiente raccontare una bella storia al consumatore. Questa storia deve trovare l’effettivo riscontro in ciò che un’azienda rappresenta.
Espansività è l’approccio che deve avere un’azienda nel momento stesso che intende utilizzare lo storytelling per raccontarsi. Pensare che il racconto che si va a scrivere non è per sé stessi, ma per un pubblico esterno. Per dei consumatori e non della propria azienda. L’autocelebrazione ha poco a che vedere con lo storytelling. Se si capisce che l’azienda non è al centro del racconto, ma lo sono i suoi consumatori, si è già giunti ad una buona consapevolezza.
Quali sono i peggiori errori che un bravo storyteller non dovrebbe commettere?
Iniziare a raccontare senza aver prima ascoltato, è sicuramente nella top five degli errori da non commettere. Insieme a questo metterei la mancata visione strategica di un progetto di Corporate Storytelling. Raccontare le imprese non può essere solo un esercizio per esprimere la propria capacità narrativa, ma una metodologia per aiutare le organizzazioni aziendali.
Rispetto ad altre strategie di comunicazione, cosa ha in più lo storytelling per “ far vivere tutti felici e contenti”?
Per “far vivere tutti felici e contenti” non saprei. Anche perché forse non ha questa missione. Lo storytelling come strategia di comunicazione ha sicuramente qualcosa di più che arrivare solo con più facilità alla sfera emotiva del consumatore. Le storie fanno parte del nostro essere. Viviamo di storie.
Oggi le aziende hanno riscoperto lo storytelling, perché hanno capito che una comunicazione “patinata” come quella in auge fino a qualche anno fa non è più efficace. L’utilizzo dello storytelling è in funzione dell’evoluzione che ha avuto il consumatore stesso. Un consumatore per certi aspetti più maturo, che vuole andare oltre il prodotto, conoscere cosa c’è dietro ad esso, far parte della storia di un’azienda.
Cosa insegnerai praticamente ai partecipanti del Lab?
Che fare lo Storytelling Specialist non vuol dire fare il romanziere. Se riuscirò a far passare questo messaggio sarà già un buon risultato. Per fare questo oltre alla teoria, cercherò attraverso esercitazioni differenti di rendere tangibile il lavoro che c’è alla base di una professione straordinaria. Già perché per raccontare le imprese un po’ extraterrestri bisogna esserlo.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kiyokohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKiyoko2015-10-06 10:30:392016-04-21 16:16:13Essere Storytelling Specialist: cosa fare e gli errori da evitare [INTERVISTA]
In un periodo storico dove la salute e il cibo sono diventati trending topic, non poteva mancare un social network dedicato al mondo dell’alimentazione sostenibile: è il caso della piattaforma made in Italy Grow the Planet, nata nel 2011. Si tratta del primo social network interamente dedicato alla coltivazione dell’orto in ambiente urbano: un corso di sopravvivenza per gli ambientalisti di città.
Abbiamo avuto il piacere di incontrare Gianni Gaggiani, il fondatore.
1) Ciao Gianni, benvenuto su Ninja Marketing. Quando e come ha avuto origine Grow The Planet?
Grazie per l’opportunità.
Grow The Planet è nato dalla mia passione per l’argomento orti e piante, passione che ho sempre avuto fin da piccolo e che ho riversato qualche anno fa su un blog amatoriale, Florablog, all’interno del quale ho iniziato piano piano a maturare le idee che poi ho radunato in un unico progetto, Grow The Planet appunto.
2) Cos’ha di diverso questa piattaforma rispetto alle altre? Ne esistono di questo tipo?
La nostra piattaforma unisce: un social network attraverso il quale si può interagire con la community; una “wiki” con la quale “farsi le ossa” e imparare trucchi e segreti della coltivazione, un blog dove leggere news, ricette e soprattutto i nostri diari di coltivazione, capaci di guidare gli utenti dalla semina alla raccolta in modo semplice e smart con lo scopo di trasformare anche i pollici neri in provetti coltivatori. Questa ultima feature, unita alle altre, rende Grow the Planet una piattaforma peculiare non solo in Italia ma anche nel resto del mondo.
3) Qual è il target di riferimento? Quali sono le strategie adottate per comunicare con gli user e fidelizzarli?
Il nostro target di riferimento è costituito non solo dagli appassionati di piante e orto, ma anche da chi ama il cibo buono e sano e da chi, in generale, vorrebbe vivere in un mondo meno avvelenato e più pulito, in una parola: migliore.
Comunichiamo con i nostri utenti sia tramite la nostra piattaforma, sia attraverso gli altri social, usando molto anche le newsletter.
4) All’interno del vostro social network ci sono livelli da superare, badge da guadagnare. Quanto è importante la gamification nel mondo digital, oggi?
Da un po’ di tempo abbiamo introdotto sul sito anche un primo esperimento di gamification con tutti i classici meccanismi di avanzamento basati sull’interazione con la piattaforma e sull’esperienza guadagnata. Devo dire che, dopo una buona risposta iniziale, la gamification non sembra attirare troppo l’attenzione dei nostri utenti. Avanzo un’ipotesi, ovvero che la gamification sia insita nella coltivazione: i livelli da superare sono rimpiazzati dalla crescita delle piante e quale badge “virtuale” può essere paragonato alla raccolta finale?
5) Stanno crescendo di numero i social network tematici: dal vino, alla moda, all’orto, come voi. Credi che ci sia un futuro per i social “generalisti”?
Credo che lo spazio per i social “generalisti” sia ormai abbondantemente occupato dai colossi che usiamo tutti i giorni e che ci siano pochi margini per delle novità (ma in questo settore non si può mai dire), viceversa, credo che ci sia sempre più possibilità per i social tematici che, potendo contare sulle nicchie (relativamente piccole ma super appassionate), possono ritagliarsi degli spazi interessanti.
6) La vostra startup ha mosso i primi passi in H-Farm: come è stato l’iter per essere incubati?
Ho semplicemente seguito l’iter normale sottoponendo la mia idea a chi si occupa di analizzare le varie candidature. H-Farm è un ottimo luogo per mettere in piedi una start-up e ovviamente ci troviamo benissimo all’interno del suo ecosistema.
7) A quale social network vi sentite più vicini per “visione”?
Fin dalla nascita abbiamo cercato di adottare gli aspetti più interessanti sia di Facebook che di Twitter, ma lo sviluppo dell’algoritmo che sta alla base dei diari di coltivazione ci ha portato in una direzione forse nuova rispetto agli altri (inarrivabili) punti di riferimento: di fatto quello che ci siamo inventati è un servizio preciso che completa l’esperienza di coltivazione e che ci porta (anche) verso la direzione del tool.
8) Grow the planet invita gli utenti a stare all’aria aperta e coltivare un’orto dallo schermo del computer. Come riuscite a coniugare questi due aspetti a prima vista in opposizione?
Sembra un paradosso ma solo all’apparenza. Il nostro motto del resto è: “usa il digitale, ma sporcati le mani di terra!” Dopo un periodo iniziale dove il mondo del digitale sembrava portare le persone (solo) verso un mondo virtuale (se non, in molti casi, verso una vera e propria alienazione), oggi quel mondo è molto maturato ed è diventato negli anni sempre più al servizio del mondo reale: pensiamo a un navigatore, a un wearable o a tutto quello che può fare uno smartphone per semplificarci la vita. Anche Grow the Planet, credo, rientra in questo nuovo modo di intendere il digitale, usandolo prevalentemente per colmare il gap generazionale che hanno i giovani di oggi rispetto alle tecniche colturali. Insomma, unire il virtuale e il reale è nel nostro DNA.
9)Gli utenti iscritti alla vostra piattaforma riescono a maturare una maggior consapevolezza rispetto ai proprio benessere e a quello del pianeta? Come riuscite a stimolare questo cambiamento?
I nostri utenti vengono da noi perché hanno una maggiore coscienza su questi argomenti, non dobbiamo far niente per convincerli.
10) Tre rapidi consigli per rendere la vita quotidiana più “green”?
Primo consiglio: intervenire sulle piccole cose di tutti i giorni. Sembrano azioni senza un reale beneficio ma non è così, pensiamo al semplice led di standby di un nostro elettrodomestico, quanto vuoi che consumi? Eppure, moltiplicando quel consumo per le decine di dispositivi che ormai abbiamo in casa e per le milioni di case in cui abitiamo, ci rendiamo presto conto che quell’insignificante consumo iniziale si trasforma in una montagna di energia sprecata. Questo ragionamento va esteso a tutti i nostri consumi, acqua ed energia termica in primis.
Secondo consiglio: facciamo molta attenzione al consumo dei combustibili fossili. Lo ripeterò fino alla nausea, ma il loro utilizzo sta trasformando in maniera irreversibile il mondo in cui viviamo e i primi a rimetterci siamo proprio noi: il problema principale non è per la Natura che ci circonda (che subirà danni importanti ma che saprà riorganizzarsi), ma è soprattutto per noi che non avremo tempo e modo per adattarci ai cambiamenti. Insomma, al contempo vittime e carnefici di noi stessi.
Terzo ma non ultimo: coltivare un orto, ovviamente!
Che ne pensi di Grow the Planet? Lasciaci un commento.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Puckhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngPuck2015-10-06 10:20:312015-10-06 10:20:31L'orto si fa social con Grow the planet [INTERVISTA]
Immaginate di trovarvi a New York; volete vedere i luoghi principali, certo, ma vivere anche le abitudini di chi trascorre qui tutti i giorni.
Il vostro tempo è contato e quello che ci vuole per iniziare il vostro tour è un buon caffè fumante, il migliore della città.
Il gesto più comune in questa situazione è quella di digitare su Google, ciò che si desidera vedere e quale caffè si vorrebbe assaggiare.
Mettendosi dalla parte di un brand, ora, è importante porre l’attenzione su due punti: è una condizione necessaria essere tra i primi risultati delle ricerche, ma non sufficiente. Ciò che infatti bisogna dare al proprio consumatore è un’esperienza, al momento giusto e nel luogo giusto.
Per questo motivo, oggi Google Search può fornire dei servizi all’avanguardia, utilizzando diversi strumenti, come il geo-targeting, la prossimità di alcuni luoghi e, in altri casi, anche connettendo i brand attraverso User Generated Content.
Questo processo si può osservare solo utilizzando un app molto vicina a noi: Google Maps. Infatti, le mappe utilizzano il sistema di condivisione di informazioni in tempo reale fornite da Waze, ottenendo così l’obiettivo di avere un’applicazione completa e aggiornata dagli utenti stessi.
Google Search ha ora raggiunto livelli di efficienza molto elevati: è il caso di Dunkin’ Donuts e Airbnb.
Dunkin Donuts e la ricerca del caffè più veloce
“Dove trovare un caffè” è una delle domande più poste a Google. Dunkin Donuts ha trovato la soluzione, timetocoffee.com.
In collaborazione con Johannes Leonardo e l’agenzia Trilia questo sistema di ricerca permette agli utenti di trovare il caffè più veloce e vicino al luogo in cui ci si trova in quel momento.
Il procedimento è molto semplice; basta digitare su Google Search “il caffè più vicino a me” e comparirà l’annuncio “il caffè più veloce”; cliccando sul link la mappa si auto-popolerà evidenziando il luogo dove gustare il nostro caffè nel minor tempo possibile.
Vantaggi: il seguente sistema è efficace perchè aggiunge valore, gustare un caffè in modo rapido, ad una app già diffusa e comune tra tutti i consumatori, Google Maps.
Dunkin’s Donuts è un brand che dimostra di esserci per il proprio consumatore, garantendogli l’esperienza che desidera e cerca.
Con Airbnb vivi il vero sogno americano
Non si condividono solo case ma anche esperienze. Airbnb è partito da questo concetto, per regalare ai suoi utenti in viaggio a New York un tour alternativo, alla ricerca di luoghi insoliti.
Il sito web di hosting più famoso al mondo ha collaborato con Johannes Leonardo e con la community di Airbnb, per fornire un vero tour audio alla scoperta di Manhattan, attraverso Google Maps.
Nel momento in cui un turista cerca “luoghi da visitare” comparirà sulla schermata il suggerimento di vedere la città con gli occhi di un locale; scelta l’opzione, Google Maps si popolerà rispetto alla posizione dell’utente indicando tanti luoghi particolari e nascosti che meritano davvero una visita.
Non sarà necessaria nessuna guida aggiuntiva: ogni visita sarà accompagnata da un racconto audio di un utente Airbnb, per vivere la città attraverso i suoi occhi.
Vantaggi: tutti quelli che gli User Generated Content possono fornire, come condivisione, racconto personale ed esperienze da raccontare.
Il tutto attraverso sempre uno strumento diffuso e di facile utilizzo.
Con Google si può dunque vivere esperienze a 360°, è sufficiente trovare il veicolo e il momento giusto per comunicare.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Harukahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngHaruka2015-10-06 10:00:522015-10-06 10:00:52Google Search rende la vita quotidiana una vera esperienza
Quando si producono dei contenuti da pubblicare in Rete, la speranza è sempre che diventino virali attraverso le condivisioni, ottenute con un sapiente mix di promesse e valore, sensibilità e assertività, rassicurazione e meraviglia.
Per andare oltre al click-baiting spinto e agli onnipresenti gattini, ecco i consigli di 11 imprenditori dello Young Entrepreneur Council (YEC).
1. Creare grandi contenuti
Se si creano grandi contenuti in sintonia con i clienti e si valorizzano i loro amici e familiari (ad esempio attraverso una statistica utile o un video divertente), saranno molto più propensi a condividere.
Le persone condividono ciò che pensano incontrerà il favore del loro network.
La verità è che è molto difficile gettar via qualcosa che porta il nostro nome: personalmente conservo ancora i miei disastri di artistica della scuola elementare.
Fai del tuo meglio per promuovere i progetti dei clienti insieme quando pubblichi i tuoi contenuti. Menzionali e taggali nei post in modo che comunichino questo messaggio: “Ehi! Hai visto il progetto sui nostri social media? Ecco i link. Hai voglia di condividerlo? Il tuo contributo è importante per me.”
Un altro grande trucco: riciclare le stesse immagini più e più volte, continuando a taggare di tanto in tanto: riduce la quantità di lavoro continuando a sollecitare il ricordo del tuo brand.
4. Integra qualcosa di cui i clienti siano orgogliosi
Dato che offriamo un servizio di noleggio LEGO, i nostri piccoli clienti costruiscono meravigliose creazioni LEGO, e i loro genitori sono orgogliosi dei loro successi.
Abbiamo recentemente iniziato a inviare una e-mail dopo ogni noleggio, spingendoli a condividere i loro traguardi con le loro reti sociali. Non c’è stato bisogno di incentivarli troppo per vedere un picco del 270% nelle condivisioni.
Le persone sono intrinsecamente disposte a condividere qualcosa su cui passano il tempo facendo o di cui sono orgogliose. Con ogni condivisione, abbiamo ottenuto pubblicità organica e brand awareness.
I clienti sono spesso concentrati su un unico acquisto, quindi è di vitale importanza utilizzare campagne di e-mail marketing e di remarketing per riportarli nuovamente al sito e coinvolgerli offrendo loro contenuti di valore.
Parallelamente, poni domande aperte per invogliare i lettori e saranno invogliati a rispondere.
D’altro canto, social sharing buttons e link sono buone soluzioni che richiedono un solo click.
6. Rendi più facile condividere attraverso le icone
Scrivere buoni contenuti o produrre video accattivanti è un inizio, ma è anche necessario offrire ai clienti gli strumenti per condividere realmente gli URL, ossia utilizzare plug-in come ShareThis o AddThis. Assicurati quindi di inserire le icone social sulle sidebar dei blog.
Ero scettico all’inizio, ma dopo aver guardato i dati, abbiamo scoperto che i nostri articoli sono stati condivisi più di 500 volte al mese grazie a queste icone.
Un altro dato difficile da credere è quanto spesso le persone ancora condividano via e-mail. In effetti, “condividi via e-mail” è stata l’icona più cliccata più dell’equivalente per Facebook e Twitter.
I tuoi clienti sono più propensi a condividere contenuti a valore aggiunto, ossia utili, divertenti o educativi.
Validi esempi sono post e video che spieghino “come fare” qualcosa, come montare o smontare un oggetto, o contenuti divertente che strappino un sorriso agli utenti.
La chiave è di non vendere nulla direttamente, ma semplicemente condividere contenuti di valore. Nel costruirli, l’obiettivo primario dovrebbe essere quello di posizionare la tua azienda come il centro de facto di risorse per il suo settore di appartenenza, il luogo dove le persone possono recarsi per ottenere le risposte che cercano in merito ai tuoi prodotto o servizio.
Ad esempio, se tu fossi un idraulico, dovresti fare degli “how-to video” che mostrino agli utenti come risolvere i problemi idraulici più comuni. I clienti tendono a condividere i contenuti che trovano più preziosi.
Un modo per convincere i clienti a condividere i tuoi contenuti è quello di taggarli.
Semplicemente scrivendo qualcosa come “@obinnaekezie ha pensato che ti avrebbe fatto piacere questo contenuto su come trovare le migliori offerte di viaggio dalla Nigeria a Dubai”, li incoraggerai a “favorire” e retweettare i tuoi contenuti.
Questa strategia funziona anche quando sei a caccia di nuovi clienti, ad esempio utilizzando la funzione di ricerca di Twitter per trovare persone in cerca di tuo prodotto o servizio. Una volta identificati questi possibili nuovi clienti è possibile taggare e condividere i loro contenuti correlati.
Utilizzare questo processo in modo continuativo permette di costruire un rapporto con i seguaci e aumentare le vendite per il vostro business.
Una cosa che ho implementato con successo è stato impostare giochi e una classifica settimanale. Ci sono un sacco di grandi contenuti là fuori, per cui occorre fare qualcosa di più per distinguersi.
Se rendo l’interazione divertente e il contenuto sottostante è utile per avvicinare i clienti ai loro obiettivi, allora saranno ben felici di condividerli su Facebook.
Collegarsi con una rete di influencer dovrebbe essere una parte importante della tua strategia di social marketing.
Avere anche un solo influencer che approva o condivide i tuoi contenuti è un fattore in grado di produrre un potente effetto a cascata. Una strategia utile per attirare l’attenzione delle persone è far leva sul loro ego.
Cita gli influencer quando pubblichi i tuoi contenuti! Rimarrai sorpreso di quanti risultati può produrre: se essi condivideranno il tuo contenuto con il loro pubblico o iniziano a seguirti, ti accorgerai immediatamente dell’incremento di interazioni che queste azioni porteranno.
Tutti noi lavoriamo duramente per creare contenuti che dicano qualcosa alla gente, che siano interessanti e rilevanti per loro. Detto questo, non importa quanto sia grande il contenuto, se non si dispone di un titolo accattivante, con una call to action efficare.
Cosa farà il tuo contenuto per il lettore/spettatore/consumatore? Dirglielo nel titolo li incoraggerà a condividere senza pensarci troppo.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Doubleharkenhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngDoubleharken2015-10-06 09:47:252015-10-06 09:47:25Contenuti e storytelling per rendere virale il tuo business
Instagram vanta 400 milioni di utenti attivi ed ha un valore di 35 miliardi di dollari. Mica male, se si considera che l’acquisizione da parte di Facebook avvenen per un cifra di 2 miliardi di dollari (somma considerata record già all’epoca).
Sono questi i numeri del compleanno n.5 di Instagram, e per festeggiare il social network delle immagini non si è certo limitato, in fatto di regali.
Il dono più prezioso per questo piccolo traguardo, infatti, è stato il sorpasso di Instagram ai danni di Twitter, fermo ai suoi 316 milioni di utenti.
Ma quali sono gli elementi e i punti di forza che hanno reso Instagram il social network più usato del momento? Scopriamoli insieme.
Alcuni dati globali:
gli iscritti condividono sulla piattaforma oltre 80 milioni di foto al giorno
ogni giorno sono 3,5 miliardi i like sulla piattaforma
40 miliardi di foto condivise fino ad oggi
Si tratta di numeri impressionanti che Facebook ha intenzione di monetizzare aprendo la piattaforma a clienti e pianificatori che prima dovevano passare dalla mediazione della struttura dedicata all’ adv del social network.
Dal 30 Settembre Instagram ha reso disponibile in tutto il mondo la gestione diretta – da parte di clienti, pianificatori e media agency – delle campagne adv.
Per pianificare l’adv adesso infatti si potrà usare la stessa piattaforma che già si utilizza per Facebook, avremo quindi un unico mezzo che permetterà di utilizzare la pubblicità sia su Instagram sia su Facebook.
“In Italia il mobile ha una grandissima penetrazione e gli italiani sono grandi fan di moda, cibo e sport, passioni che trovano in Instagram la comunità ideale per condividere foto e video”, dice James Quarles, global head of business and brand development di Instagram.
La recente decisione di dare la possibilità ai brand di usare la piattaforma come strumento di advertising con fotografie dei loro prodotti nei prossimi mesi frutterà a Zuckerberg miliardi di dollari.
Il social network della fotografia sembra suscitare un certo appeal nei grandi marchi di qualunque genere, in vetrina si va dai prodotti finanziari alla moda, grazie ai nuovi formati creativi di fotografie e video, da fornire agli investitori affinché possano realizzare campagne usufruendo a pieno delle potenzialità del mezzo.
Tolto lo storico formato quadrato (ora si possono postare fotografie anche in 16:9) è stato introdotto ora per gli inserzionisti il carousel che permette di scorrere le foto, ma si guarda anche avanti: ai video in 360°di Facebook.
Instagram ha partecipato attivamente anche come protagonista all’ultima Fashion Week di New York ed è stata utilizzata da Disney per il nuovo teaser video dell’attesissimo film “Star Wars VII: The Force Awakens“, è in crescita e soprattutto conta un’ampia fetta di audience giovanile, di gran valore per il mercato pubblicitario.
Instagram infatti si avvicina sempre di più a Facebook, considerato anche il fatto che con questa applicazione condivide la piattaforma adv, ma il connubio vincente delle due applicazioni fa si che Instagram erediti gli stessi problemi di privacy legati a Facebook:
gestione delle informazioni degli utenti
tracciabilità
Rispetto a Big mama Facebook, Instagram però ha un elemento vincente: la community fotografica basata sugli interessi.
Oltre ad essere in crescita, Instagram è sempre più internazionale: oltre il 75% degli utenti infatti, vive al di fuori degli Stati Uniti. Dei 100 milioni di utenti che ultimamente si sono iscritti alla community, più della metà infatti vive in Europa e in Asia. I paesi con il maggior numero di nuovi iscritti sono Brasile, Giappone e Indonesia.
Insomma Zuckerberg sembra aver messo a segno un’altra pietra miliare, del resto tutto ciò che si può vedere è sempre un tesoro e Instagram possiede una ricchezza dal valore inestimabile.
All’inizio del Corso Online in Corporate Storytelling + Storytelling Lab manca davvero poco! Lo scorso 30 settembre, durante la Free Masterclass, il docente Daniele Orzati ha illustrato tre tra i migliori esempi da tenere presenti per lasciarsi ispirare nella propria narrazione d’impresa.
Se ti sei perso il webinar in diretta puoi ancora recuperare il contributo seguendo la Free Masterclass On Demand sul sito della Ninja Academy.
Come seguire la Free Masterclass On Demand
Niente di più facile! Ti basta andare sul sito della Ninja Academy e iscriverti gratuitamente alla free masterclass “I migliori esempi di Corporate Storytelling”. Fatto questo, nella tua area utentetroverai tutti i contenuti della lezione, compreso il video.
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https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kiyokohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKiyoko2015-10-05 18:11:372015-10-05 18:11:37I migliori esempi di Corporate Storytelling [FREE MASTERCLASS ON DEMAND]
Smartphone sempre a portata di mano per comunicare, condividere, aggiornarsi e seguire le novità dei propri Lovemarks. Parliamo dei Millennial o Generazione Y, nativi digitali dell’ultimo millennio sempre connessi soprattutto da mobile, amanti della rete e dei social network, alla continua ricerca di esperienze online memorabili e condivisibili.
Qual è il modo migliore per un brand di coinvolgerli?
Intrattenimento, storytelling, social gaming, social network e messaggistica istantanea, questi gli ingredienti giusti per una strategia di marketing vincente, mirata a coinvolgere la Generazione Y.
Considerando che i Millennial passano buona parte del loro tempo online su WhatsApp, alcuni brand hanno cavalcato l’onda di questa tendenza attuando delle strategie creative incentrate sull’ormai più che nota applicazione mobile.
Kilk Says
L’azienda che produce le barrette di cioccolato Kilk, ha dato vita ad un gioco interattivo via WhatsApp dal nome “Kilk says”.
Gli utenti sono stati inizialmente coinvolti attraverso la pagina Facebook dell’azienda, sulla quale è stato pubblicato un post che invitava i fan ad aggiungere ai propri gruppi WhatsApp il numero di telefono di un misterioso personaggio dal nome Kilk.
“Kilk dice”, questo il contenuto del WhatsApp inviato agli utenti che dava inizio al gioco, accompagnato dall’invito a compiere un azione come ad esempio farsi crescere i baffi oppure condividere una foto buffa.
I risultati ottenuti da questa operazioni sono stati più che soddisfacenti, il brand è stato aggiunto da 2000 utenti nei vari gruppi WhatsApp e il 91% di questi ha compiuto le azioni richieste. L’effetto positivo legato alla viralità che si è generata intorno alla campagna si è avuto anche su Facebook, con un aumento del 50% dell’engagement sulla pagina ufficiale del brand.
Online con l’esperto
Si è soliti pensare che la maionese stia bene solo con sandwich e patatine, a dimostrare il contrario ci ha pensato Hellmann’s con la campagna Whatscook.
Il brand è riuscito a trovare un modo non convenzionale di mettere in contatto i propri clienti con dei veri chef offrendo un servizio ricette one to one in tempo reale via WhatsApp.
La campagna, pensata per dimostrare la versatilità del prodotto e suggerire nuovi modi di utilizzo della maionese, si è rivelata utile per tutte quelle persone che nonostante si ritrovino il frigo pieno non sanno cosa cucinare.
Sul portale aziendale è stato attivata la possibilità di lasciare il proprio numero per essere poi ricontattati da uno chef esperto in grado di offrire consigli di cucina. Agli utenti è stato chiesto di inviare la foto del proprio frigo per ricevere da parte dello chef video, foto, messaggi e consigli per realizzare squisiti piatti, utilizzando esclusivamente ciò che ognuno possedeva in casa.
Ottimi i risultati ottenuti: 13.000 le persone che hanno usufruito del servizio e più di cinquecento i piatti cucinati e condivisi.
Sensibile al fascino di sperimentare una strategia di WhatsApp marketing anche L’Orèal Paris, che come Hellmann’s ha messo a disposizione dei propri clienti un esperto di bellezza pronto ad offrire consigli one to one.
Ilservizio offerto dall’azienda francese prende il nome di Chic Chat, un numero di telefono messo a disposizione dei consumatori, comunicato direttamente in-store e consultabile per lasciarsi guidare nella scelta dei prodotti estetici il tutto chattando via WhatsApp.
Quella di L’Orèal è stata una strategia finalizzata a migliorare l’esperienza d’acquisto, anche in questo caso i risultati sono stati migliori del previsto portando un aumento delle vendite pari al 3%.
Creatività, interattività e nuovi media, queste le strade che i brand devono intraprendere per coinvolgere il target del nuovo millennio. Sarà dunque la messaggistica istantanea la nuova frontiera del Marketing?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Alessandra Galluccihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAlessandra Gallucci2015-10-05 17:48:412015-10-05 17:48:41WhatsApp Marketing: esempi di strategie vincenti
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