Cosa diresti a Philip Kotler se potessi conoscerlo? [EVENTO]

Philip Kotler

“Le persone creative si sforzano costantemente di migliorare se stesse e il mondo che le circonda. La creatività si esprime in forma di umanità, moralità e spiritualità.” – Philip Kotler

Quante notti hai passato in bianco sulle pagine dei libri di Philip Kotler? Quante volte avete risposto alla domanda sulle “4 P del marketing”? Studenti, colleghi, guerrieri, a breve avremo la possibilità di conoscere l’uomo che ci ha fatto amare – o odiare? – il marketing, colui le cui teorie sono scolpite nella pietra come i 10 Comandamenti.

Arriva la prima e unica data italiana del Philip Kotler Marketing Forum, il 15 maggio 2015, a Milano, presso l’aula Magna dell’Università degli studi di Milano Bicocca.

Philip Kotler, il guru del marketing che per primo ha saputo interpretare le nuove tendenze riguardo ai media digitali, lancia una nuova sfida: puntare sul marketing umanistico, attraendo nuovi, potenziali consumatori attraverso una tra le più efficaci brand identity esistenti, la strategia che punta sui valori nazionali. Il primo esempio di brand identity, esistente e con un elevato potenziale non ancora sfruttato, è il Made in Italy.

Noi Ninja non possiamo mancare ad un momento così esclusivo ed unico di confronto per manager e appassionati, riguardo ad un tema spesso discusso ma ancora non affrontato in modo approfondito: la valorizzazione del brand Italia.

La quota di partecipazione è di 400 € (+ Iva), ma se ti iscrivi entro il 28 febbraio è di 349 € (+ Iva)!

Il Made in Italy secondo Kotler

Tre celebri frasi di Philip Kotler offrono spunti interessanti, per comprendere il valore aggiunto che questo appuntamento porterà al bagaglio di conoscenze di ogni esperto o appassionato di marketing.

La creatività rende gli esseri umani diversi dalle altre creature viventi del nostro pianeta perché, grazie a questa facoltà, essi plasmano il mondo in cui vivono.

Il valore che rende unico il brand Made in Italy è la creatività che lo contraddistingue; prendendo spunto da Philip Kotler, si potrebbero costruire realtà per valorizzare il nostro patrimonio umanistico, esaltando l’originalità che fa percepire l’essere creato in Italia come un valore aggiunto per un prodotto.

La fiducia è maggiormente presente nelle relazioni orizzontali che in quelle verticali, come dimostra il fatto che i consumatori si fidano assai di più degli altri consumatori che non delle imprese.

I brand nazionali sono fatti di storie e i consumatori possono avere storie da raccontare. Per avere una strategia vincente sul mercato è necessario sperimentare forme di comunicazione che facilitino l’interazione tra comunità, costruendo insieme all’impresa un concetto di di territorio e patrimonio reale e condiviso.

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Ci stiamo approssimando alla quarta ondata, che sarà orientata alla creatività, alla cultura, alla rivalutazione delle tradizioni e alla tutela dell’ambiente.

Dopo l’era del marketing 2.0, la fase 3.0 sarà orientata verso un marketing più coinvolgente, creativo e stimolante. Se per un attimo ci soffermiamo a pensare al Made in Italy, ecco che troveremo nella sua definizione tutte queste caratteristiche. La chiave sarà nell’essere in grado di padroneggiare tutto il loro potenziale.

Se vuoi conoscere tutti i segreti del marketing e avere l’opportunità unica di incontrare il guru del marketing moderno, non resta che iscriverti e seguire il Philip Kotler Marketing Forum.

L’appuntamento, molto richiesto e atteso da operatori del settore internazionali e non, è promosso da Nexo Corporation, una giovane e dinamica impresa umbra, attiva nel settore delle traduzioni e dell’interpretariato in oltre 40 lingue grazie a un team di oltre 750 professionisti madrelingua specializzati.

“Il forum può e deve diventare un progetto a sostegno di un secondo rinascimento del Made in Italy“, commenta Marco Raspati, CEO di Nexo Corporation.

Noi ci saremo, e tu?

E se la teoria degli esponenziali si applicasse alla salute?

salute Roberto Ascione è un imprenditore e opinion leader internazionale nella digital health. Ha un’esperienza ventennale in marketing e comunicazione, trasformazione dei processi di business e innovazione applicati alla salute. Attualmente è Presidente di Razorfish Healthware parte di Publicis Groupe. Continua la sua serie di suoi guest post su tecnologia, salute e innovazione.

Per i neofiti, l’Exponential Medicine è una conferenza annuale organizzata dalla Singularity University (SU).  Fondata nel 2008 da Ray Kurzweil e Peter Diamandis, la SU ha l’obiettivo di informare, educare ed ispirare i partecipanti su come sfruttare le tecnologie esponenziali per affrontare le più grandi sfide dell’umanità.

La conferenza, che si è tenuta a San Diego (California) lo scorso novembre, ha rappresentato un’occasione di confronto tra le menti più brillanti e innovative del nostro tempo. La premessa alla base di quest’evento è l’impatto che la crescita esponenziale della tecnologia sta avendo sulla salute. Durante la conferenza si sono avvicendati sul palco i principali leader e innovatori nell’ambito della scienza medica.

I temi chiave hanno riguardato:

– l’empowerment del paziente, che sta diventando sempre di più il ‘CEO del proprio staff medico’;
– la diffusione del gaming nel settore delle neuroscienze;
– i progressi nel campo dell’Intelligenza Artificiale nel favorire la conoscenza umana ed aiutare la comunità medica a prendere decisioni neutrali e complete;
– la presenza  – o meglio, la mancanza – del Pharma nella curva di crescita esponenziale della tecnologia;
– la necessità per le aziende farmaceutiche di evolvere le proprie organizzazioni per evitare l’obsolescenza;
– la costante minaccia del bio-crimine, nonostante la visone futura di un’assistenza sanitaria sempre più personalizzata e affidata alla conoscenza collettiva;
– la proliferazione di startup e venture capital in ambito salute che stanno investendo diversi miliardi di dollari in incubatori di idee innovative.

Durante l’evento sono stati presentati i progressi scientifici e tecnologici in ciascuna di queste aree e tanti altri incredibili casi ed esempi concreti. Questi risultati innovativi rappresentano una fonte d’ispirazione e di promesse per il futuro dell’healthcare. Ma, come può fare ognuno di noi – una startup, un’azienda farmaceutica, un operatore sanitario, etc. – a mettere in pratica questi insegnamenti? Ovvero, a riuscire ad infondere la potenza della tecnologia esponenziale e del pensiero innovativo nella vita quotidiana? Insieme a Kristin Milburn e Brenda Cheong abbiamo realizzato un report dell’Exponential Medicine Conference 2014 per condividerne le nostre osservazioni, i topic salienti, i principali insegnamenti e la loro possibile applicazione. Puoi scaricarlo qui.

Europa 2020: strategie per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva

europa 2020Europa 2020 è la strategia decennale per la crescita e l’occupazione che l’Unione europea ha varato nel 2010. Sempre più spesso ne sentiamo parlare e per questo abbiamo ritenuto fondamentale farci un piccolo approfondimento su, cercando di spiegare nella maniera più chiara e semplice (e anche sintetica) possibile, la mission di tale ambizioso progetto.

Essa mira a superare la crisi che ci ha permeato negli ultimi anni e dalla quale le economie di molti paesi ne stanno ora gradualmente uscendo, ma vuole allo stesso tempo colmare anche le lacune del modello di crescita del nostro Paese e creare le condizioni per uno sviluppo “glorioso”.

Tre, in particolare, le priorità fondamentali a cui punta tale piano strategico e sono: una crescita intelligente (per lo sviluppo di un’economia basata sulla conoscenza e l’innovazione), una crescita sostenibile (per promuovere un’economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e competitiva) e una crescita inclusiva (per la promozione di un’economia con un alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale).

Inoltre, la strategia si basa su cinque obiettivi e sette iniziative che tracciano un quadro entro il quale l’UE e i governi nazionali sostengono reciprocamente i loro sforzi per realizzare in un’ottica di crescita e sviluppo le priorità proprie di Europa 2020, cioè l’innovazione, l’economia digitale, l’occupazione, i giovani, la politica industriale, la povertà e l’uso efficiente delle risorse.

I cinque obiettivi di Europa 2020

L’Unione europea si è data cinque obiettivi da realizzare entro la fine del decennio, tradotti anche in obiettivi nazionali, per riflettere sulla situazione e circostanze di ogni paese, e sono:
1) Occupazione: innalzamento al 75% del tasso di occupazione per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni;
2) Istruzione: il tasso di abbandono scolastico deve essere inferiore al 10% e almeno il 40% delle persone con età compresa tra i 30 e i 34 anni devono avere un’istruzione universitaria;
3) Ricerca e innovazione: il PIL dell’Unione europea destinato alla ricerca e sviluppo deve essere portato almeno al 3%;
4) Integrazione sociale e riduzione della povertà: per il 2020 si dovranno avere almeno 20 milioni di persone in meno che vivono in situazioni di povertà o emarginazione;
5) Clima e energia: devono essere raggiunti i target «20/20/20» in tema di cambiamenti climatici ed energia, ovvero riduzione delle emissioni di gas serra del 20% (o persino del 30%, se le condizioni lo permettono) rispetto al 1990, 20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili, aumento del 20% dell’efficienza energetica.

Tali obiettivi danno un’idea generale di quali debbano essere i parametri chiave dell’UE nel 2020, tradotti in obiettivi nazionali in modo da consentire a ciascuno Stato membro di verificare i propri progressi. Non comportano una ripartizione dei compiti perché si tratta di obiettivi comuni da conseguire insieme, a livello sia nazionale che europeo e sono per questo interconnessi e di reciproca utilità. Quindi, ad esempio, i progressi nel campo dell’istruzione contribuiscono a migliorare le prospettive professionali e a ridurre anche (teoricamente), la povertà.

LEGGI ANCHE: Cinque professioni a rischio povertà, il lavoro a meno di mille euro al mese

Le sette iniziative prioritarie

Per stimolare la crescita e l’occupazione, la strategia Europa 2020 ha individuato sette iniziative prioritarie, dette anche iniziative faro (“flagship initiatives”), nell’ambito delle quali le amministrazioni europee e nazionali sono chiamate a coordinare gli sforzi affinché risultino più efficaci. E infatti abbiamo, per quanto riguarda la Crescita intelligente: l’Agenda digitale europea, Unione dell’innovazione, Youth the move; per la Crescita sostenibile: un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse e una politica industriale adeguata all’era della globalizzazione; Per la Crescita solidale: l’Agenda per nuove competenze e nuovi lavori, e una Piattaforma europea contro la povertà.

iniziative europa 2020

Realizzare Europa 2020

Tale piano strategico può avere successo, in un’ottica di crescita e occupazione, solo grazie, come brevemente accennato, ad un’azione determinata, sinergica e mirata, a livello sia europeo che nazionale delle priorità da realizzare.

L’attuazione e controllo di Europa 2020 dipende, inoltre, dalle strutture e dai processi di governance che l’UE ha cominciato a introdurre dal 2010. Lo strumento più importante a questo scopo è il semestre europeo, il ciclo annuale di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio dei paesi dell’UE, che mirano a realizzare delle riforme negli Stati membri e raccomandazioni specifiche per ciascun Paese, elaborate dalla Commissione stessa e sancite al più alto livello dai capi di governo riuniti in sede di Consiglio europeo.

Il nostro miglior auspicio è che tale Progetto si realizzi in tutte le sue forme. Si tratta certamente di traguardi ambiziosi, ma ad ogni modo raggiungibili, sostenuti oltretutto sempre più da proposte concrete per garantirne il conseguimento.

L’Europa deve ritrovare la strada giusta e non deve più perderla.

Più posti di lavoro e una vita migliore, è questo il cuore della strategia Europa 2020. Essa dimostra altresì che l’Europa è capace di promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, trovando il modo di creare nuovi posti di lavoro e offrire un orientamento alle nostre società.
Dobbiamo solo trasformare i nostri obiettivi in realtà.

Storytelling transmediale: cos'è e quali sono gli ingredienti per il successo?

Storytelling transmediale

Lo storytelling è attualmente uno degli approcci più utilizzati dai soggetti che intendano comunicare, con successo, un messaggio a uno o più destinatari. Dal brand di successo al candidato o partito politico, dall’organizzazione no-profit alle istituzioni, l’utilizzo di modalità innovative di comunicazione come quest’ultima è ormai ampio e vario.

Se dovessimo definire questo paradigma comunicativo in italiano, parleremmo semplicemente di narrazione: lo storytelling non è altro che la narrazione di una storia, con protagonista un’azienda, un brand o uno dei suoi elementi costitutivi e con l’obiettivo di coinvolgere il consumatore, sviluppando con quest’ultimo una relazione il più possibile profonda e genuina.

Questa tecnica comunicativa non è quindi, di per sé, completamente innovativa. Ciò che è nuovo è la sua applicazione sistematica, quasi scientifica, in ambiti e per scopi differenti rispetto al passato.

Ancora più nuova è la necessità, per il soggetto comunicatore, di veicolare e sostenere queste narrazioni attraverso i differenti canali per mezzo dei quali intrattiene relazioni con altri individui (consumatori, elettori, ecc.).

A questo proposito si parla di storytelling transmediale.

Le piattaforme comunicative utilizzate simultaneamente per interagire con il pubblico hanno peculiarità e finalità differenti tra loro. Il soggetto comunicatore deve perciò essere in grado di utilizzarle in maniera integrata, sfruttando efficacemente le potenzialità di ciascuna di esse e cercando di offrire un’esperienza unica e globale ai soggetti destinatari della comunicazione.

Storytelling transmediale: il caso Aflac

Un esempio di successo in questo senso è indubbiamente rappresentato dalla compagnia assicurativa americana Aflac. Essa, all’inizio di gennaio del 2013, decise di realizzare uno spot, diffuso inizialmente in TV durante l’intervallo di una partita della BCS Championship Game, nel quale veniva raffigurato Aflac Duck, il testimonial di Aflac, disteso sul letto di un ospedale in seguito a un infortunio.

Con questo spot, Aflac, ha cercato di comunicare l’imprevedibilità di infortuni ed eventi accidentali, con un approccio indiscutibilmente simpatico, coinvolgente e originale, che fa anche leva sulla tenerezza intrinseca di un animale come la papera.

spot, Aflac

A questo spot, e qui troviamo la transmedialità dell’iniziativa, è seguita la possibilità di inviare, tramite un sito appositamente creato, gli auguri di pronta guarigione per il pennuto, personalizzabili dall’utente (nei primi due giorni e mezzo Aflac Duck ha ricevuto circa 4.050 cards di auguri).

L’intera narrazione è stata poi sostenuta attraverso aggiornamenti sullo stato del povero pennuto e la condivisione di ulteriori contenuti tramite i social network Twitter e Facebook.

Il successo è stato notevole, tanto che il profilo Twitter del papero Aflac Duck, a distanza di 2 anni dall’evento, conta quasi 69 mila follower, contro i 22 mila dell’account corporate di Aflac.

Il segreto di questa campagna comunicativa, così come di tutte quelle basate sui principi dello storytelling, risiede all’interno di due conoscenze fondamentali e imprescindibili:

–          Caratteristiche della platea che rappresenta l’audience dell’iniziativa;
–          Identificazione e comprensione degli elementi di interesse per i destinatari, tali da poterli spingere a partecipare volontariamente a giochi, contest o eventi.

LEGGI ANCHE: Notte degli Oscar: Twitter e Dove lanciano SpeakBeautiful

Uno storytelling efficace si contraddistingue quindi per la capacità di generare agevolmente attenzione e interesse intorno al messaggio che si vuole comunicare, attraverso la creazione e la condivisione di storie e contenuti avvincenti in relazione alle preferenze dello specifico target che si vuole colpire.

Un buon storyteller, che sia un individuo, un brand o un’intera azienda, è quindi colui che è in grado di arrivare empaticamente alla pancia del consumatore, destando il suo interesse e la sua partecipazione spontanei, anche a vantaggio del consumatore stesso, che apprezza maggiormente la sua relazione con quest’ultimo.

In estrema sintesi: raccontate al vostro pubblico, in maniera coinvolgente, qualcosa che gli interessi veramente e inizierete così la relazione con il piede giusto!

Ninja Social Oroscopo dal 26 febbraio al 4 marzo

 

Cari guerrieri, preparate le armi (digitali) perchè questa settimana il social oroscopo dice che sarete più guerrieri del solito.

Marte e Venere, pianeti della passione, transitano nel focoso Ariete. Giove pianeta della fortuna è nel Leone spendaccione e il rigoroso Saturno nel libero Sagittario. Un trionfo dei segni di Fuocoche vi farà rimboccare le maniche, aprire domini, fare le notti in ufficio ed investire tutti i risparmi in una start up.

Se è dunque questo il momento di guardare avanti, se il futuro è di chi lo costruisce e voi avete brandite l’ipad come uno scudo allora non aspettate oltre e buttatevi sui digital trend come un pirata del download sui film vincitori degli Oscar!

La Vergine sta già studiando da tempo Internet of Things affinchè il suo frigorifero possa mandare un report quotidiano sul suo calore via sms allo smartphone, la lavatrice si connetta al phon e faccia i boccoli ai calzini ed infine la caffettiera si attivi per tempo 5 minuti prima che suoni la sveglia. Perchè, anche se ha smesso di ringhiare, la Vergine continua a non aver tempo da perdere! Il Capricorno di tutto ciò apprezzerà solo la parte della caffettiera che prende l’iniziativa ma comunque userà zero parole ed un solo abbozzato sorriso per esprimere la sua felicità. Forse, il frigorifero di cui sopra, questa settimana sarà più caldo di lui!

Il Leone approfitta di questi giorni di particolare buon umore e di percezione di ricchezza per iniziare a buttare giù la letterina a Babbo Natale, che poi non trovi scuse. Desidera ardentemente infatti tutti gli oggetti di wereable tech: orologio, borsa, orecchini, infradito e papillon. Ci sono già tutti??? Ci penserà lo Scorpione col pungiglione ben ancorato a terra a fargli capire che qui i wereable gifts ci se li deve sudare… Siamo o non siamo la generazione della start up?? Per fortuna Babbo Natale è del segno dell’Acquario e quanto a logistica ed organizzazione non avrà nulla da invidiare ai segni di terra questa settimana. Si è imfatti organizzato per fare gli acquisti con la Near Field Communication: si avvicina la carta e taaac!!!

Il Content Marketing poi è cosa da persone mature: da chi ha smesso di parlare di sè per iniziare a parlare davvero con chi gli sta di fronte… È roba da Sagittario dunque che questa settimana più che mai è pronto a farsi più in là, ad ascoltare chi ama anche via Skype e a mandare bacini via Whatsapp a tutti quelli che ne hanno bisogno. Di tutta questa voglia di ascoltare ne approfitterà di certo un Cancro che invece si lamenterà di continuo anche via piccione viaggiatore. Per favore, regalategli almeno uno smartphone!

La Bilancia questa settimana potrebbe sentirsi come un televisore rotto o una caldaia dismessa… Per fortuna grazie al Demanufacturing potrà sentirsi ancora utile… Magari grazie ad un Gemelli che con scanzonata dolcezza riuscirà a farla ridere delle sue tubature un po arrugginite e delle viti allentate!

Insomma, in questa settimana di emozioni forti ne vedremo delle belle: un Pesci più concreto e calcolatore ed un Toro più gattone e confuso… Ma come ci spiega Rocco Iannalfo il giusto prezzo  non esiste a prescindere ma sta nella testa (o nel cuore) del consumatore… Allora il Pesci vorrà il preciso prezzo coi decimali mentre il Toro taglierà corto con una cifra tonda che lo metterà di buon umore.

Chi ci riserva solo belle sorprese, come sempre più vicine al cuore che alla ratio, è l’Ariete che focoso, passionale, forte ed intraprendente più che mai sarà emozionante ed innovativo come il Cinemagraphs.

Che l’energia corra come con la fibra ottica nelle vostre vene anche questa settimana…

Apply with your startup to The Battle of Ideas and pitch to 200+ investors [CALL FOR ENTRIES]

mico congressi

The annual rap-themed startup contest by Ninja Marketing and Ninja Academy wants you! On March 18 2015 at MiCo in MilanoThe Battle of Ideas powered by Quag will return as the main event of the Global Entrepreneurship Congress, the international free event on innovative entrepreneurship.

More than 200 investors from 150 countries, and an audience of 2,000 people, opinion leaders and professionals are ready to hear you pitch your business idea, support it and reward it.

All you have to do to apply is to register you startup by March 10 on www.labattagliadelleidee.it and prepare your pitch in English!

Participation requirements

The competition is open to both Italian and international startups, with the characteristic of being early stage and preferably to have not yet received funding, or have been funded for a maximum amount of EUR 200K / 230K USD.

How to apply?

Entries may be submitted exclusively through the Contact Form on the website www.battagliadelleidee.it. We will ask you to describe your startup and explain how your idea can improve the world. Hurry up, the deadline for applications is  March 10, 2015.

The selection

Among the startups that have applied within March 10’s deadline, Ninja Marketing and the Kauffman Foundation will select 12 finalists who will have the opportunity to pitch their startups at the BattleMI on March 18th on stage at the MiCo.

mico milano congressi

How does the BattleMI competition work?

The battle will be presented by the master of ceremony Kris Grove, the bubbling host from Radio105. The 12 startups will fight, one against the other, in a knockout challenge that involves different pitch rounds, lasting 3 minutes down to 30 seconds. A rap DJ will set the rhythm of the challenge.

There are 2 Award tracks: popular vote and jury vote. The audience’s will vote and decide who goes through the next round and define the final winning idea, while the jury of experts will award the quality prize.

What do I win?

The winner takes home useful tools and prizes to develop the startup, offered by our partners: web hosting by OVH, a free workshop in Microsoft Italia’s HQ, digital marketing training Ninja Academy, free social media consultancy by Viralbeat, premium email marketing platform MailUp, free SEO Strategy consultancy by Argoserv, 3 months of coworking space for 3 team members in Talent Garden, professional photobook for the team created by Direzione Ostinata.

Apply with your idea at #BattleMI!

Do you want to prove yourself and challenge other startups? Visit La Battaglia delle Idee and complete the Contact Form. Questions? Write at battle@ninjamarketing.it.

Candida la tua startup alla BattleMI 2015, ecco come partecipare [CALL FOR ENTRIES]

battaglia delle idee
L’annuale sfida tra startup a ritmo di rap targata Ninja Marketing e Ninja Academy ti chiama all’azione! Il 18 marzo 2015, al MiCo di Milano torna La Battaglia delle Idee powered by Quag, quest’anno main event del Global Entrepreneurship Congress, l’evento internazionale gratuito sull’imprenditoria innovativa organizzato con la Kauffman Foundation.

Oltre 200 investitori di 150 Paesi, un pubblico di 2000 persone, opinion leader e professionisti del settore sono pronti ad ascoltare la tua idea d’impresa, supportarla e premiarla.

Tutto ciò che devi fare è candidarti sul sito www.labattagliadelleidee.it e preparare il tuo pitch in inglese!

Requisiti di partecipazione

La competizione è rivolta alle startup presenti sia sul territorio italiano che internazionale, con la caratteristica di essere early stage e, in via preferenziale, non aver ricevuto ancora un finanziamento o finanziate per un importo massimo di 200K euro / 230K USD.

Come candidarsi?

Le candidature possono pervenire solo ed esclusivamente attraverso il FORM presente sul sito www.battagliadelleidee.it. Ti chiederemo di descrivere la tua startup e di spiegarci come la tua idea può migliorare il mondo. Non perdere tempo, il termine ultimo per la presentazione delle candidature è fissato per il 10 marzo 2015.

La selezione

Tra le startup che si sono candidate entro e non oltre il 10 marzo Ninja Marketing e la Kauffman Foundation  selezioneranno 12 finaliste che il 18 marzo potranno presentarsi nella Pitch Battle sul palco del MiCo di fronte alla Giuria di esperti e al pubblico del GEC.

mico milano congressi

Come funziona la pitch battle?

Presentata dalla maestra di cerimonia Kris Grove, nella battaglia le 12 startup si scontreranno pitch contro pitch in lingua inglese ad eliminazione diretta, in match dai 3 minuti ai 30 secondi con tempo decrescente. Un DJ rap scandirà il ritmo della sfida.

Due saranno le startup premiate: una con votazione popolare del pubblico e un’altra scelta dalla Giuria di esperti e addetti ai lavori. Il pubblico in sala decreterà le eliminazioni round dopo round e definirà l’idea vincente, mentre la Giuria di esperti assegnerà il premio qualità.

Cosa si vince?

Il vincitore porterà a casa tool e strumenti utili per la crescita della startup offerti dai nostri partner: web hosting OVH, workshop presso la sede di Microsoft Italia, formazione in digital marketing di Ninja Academy, consulenza in social media marketing Viralbeat, piattaforma premium di email marketing targata MailUp, consulenza SEO strategy di Argoserv,  3 mesi di coworking per 3 membri del team in Talent Garden, photobook professionale del team realizzata da Direzione Ostinata, software gestionale di Elatos, ecommerce starter kit di PrestaShop.

Iscrivi la tua idea alla #BattleMI!

Vuoi metterti in gioco e sfidare le altre startup a colpi di pitch? Visita La Battaglia delle Idee e compila il form a te riservato. Preparati a tre giorni di training, networking e duelli all’ultimo sangue! Hai domande? Scrivici all’indirizzo battle@ninjamarketing.it.

Cinemagraphs: il nuovo format pubblicitario su Facebook & Co?

Fonte: cinemagraphs.com

Il 2015 è l’anno del video: web video, mobile video, video advertising. La diffusione capillare di smartphone con schermi sempre più grandi che facilitano la visione di filmati, la crescente copertura delle reti mobili, il successo di piattaforme online che producono e distribuiscono contenuti originali, l’aumento degli investimenti in online video marketing da parte dei marketers, ne sono tutti chiari segnali. Allo stesso tempo, come sottolinea Business Insider, sembra che le immagini stiano cedendo il passo al potere del contenuto filmato su Facebook: che, a quanto dichiarato da Adweek, starebbe per capitalizzare ulteriormente il successo delle sue funzioni video introducendo un nuovo format pubblicitario, i cosiddetti Cinemagraphs.

Di cosa si tratta esattamente? I cinemagraphs sono tecnicamente delle gif, che tuttavia si distinguono dalle altre grazie al fatto che solo una piccola porzione dell’immagine rimane in movimento, mentre la maggior parte del frame è statica.

Inventati dal graphic designer Kevin Burg e la fotografa Jamie Beck, i cinemagraphs hanno riscosso successo negli anni passati su piattaforme che hanno fatto delle gif il loro cardine, come Tumblr o Reddit. Diversi brand hanno già utilizzato i cinemagraphs per la loro comunicazione.

Christian Louboutin - Fonte: cinemagraphs.com

LEGGI ANCHE: Perché ci piacciono tanto le GIF animate?

Coco Rocha - Fonte: cinemagraphs.com

Coca Cola - Fonte: coca-cola.tumblr.com

Oggi però Facebook, capitalizzando il successo dell’autoplay (le views sul social network sarebbero salite a 3 miliardi al giorno, mentre negli ultimi 12 mesi si sarebbe registrato un aumento di nuovi video del 75%) e il loop infinito su Instagram, potrebbe introdurre questa particolare tipologia di immagini in movimento tra i suoi formati di inserzioni.

Pochi giorni fa Lush ha pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale italiana e sul profilo Instagram della divisione inglese un esempio di cinemagraph.

Cosa ne pensate?

Un caso pratico di Circular Economy, una fonte concreta di risparmi economici per le aziende. Il demanufacturing è sempre più realtà, in particolare nel settore dell'elettronica di consumo. Scopriamo come funziona e come può portare fino al 70-80% di risparmio sui costi di produzione.

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Demanufacturing, l'oro nascosto nei tuoi elettrodomestici


Quante volte hai gettato via un vecchio televisore, frigorifero o forno a microonde? E quanti ne hai, inutilmente accumulati in garage in attesa di prendere la via della discarica oppure appesi ad un destino di seconde linee, nel caso in cui, dovessero tornare ad utili?

Si tratta di un piccolo tesoro: questi elettrodomestici obsoleti e fuori moda contengono chili di prezioso rame, ferro, alluminio, perfettamente riutilizzabili se opportunamente recuperati.

È una delle anime del demanufacturing, articolato inglesismo per descrivere una sorta di decostruzione strutturata fine vita utile, da affiancare ai veri e propri programmi di ricondizionamento degli elettrodomestici al fine di re-immetterli nel mercato evitando così di costruirne altri da zero.

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Obsolescenza programmata

Le radici del fenomeno sono nella deriva del consumismo che ha portato a comportamenti sempre più vicini all’usa e getta per un numero crescente di beni di consumo, anche con pesanti conseguenze ambientali.

L’inizio può essere ricercato nel lontano 1920, quando diversi produttori di lampadine si riunirono per concordare una forte riduzione della vita utile dei propri prodotti, scoraggiando così i consumatori dal riparare i pezzi difettosi a favore dell’acquisto del nuovo.

Facciamola più semplice: hai mai provato a far aggiustare un lettore CD o fornetto a microonde? Ti avranno probabilmente preventivato un costo di riparazione superiore all’acquisto del nuovo.

È una pratica di obsolescenza programmata comune oggi a molte categorie merceologiche, a cui si affianca una obsolescenza psicologica o consumistica che porta all’abbandono ed oblio di oggetti perfettamente funzionanti, rimpiazzati perché fuori moda o sorpassati tecnologicamente.

Esempio tipico quello dei telefonini o dei televisori.

Un modello di economia circolare

Come funziona quindi concretamente il demanufactoring?

L’apparecchio viene smontato, i pezzi funzionanti rigenerati e riassemblati in un nuovo elettrodomestico, e quelli non funzionanti ricondotti allo stato di materie prime da riutilizzare sempre per la costruzione del nuovo. È un modello di economia circolare (simile ai modelli di cui abbiamo già parlato in questo articolo) e sostenibile basato sulla rigenerazione a ciclo continuo.

La parola d’ordine diventa quindi quella di recuperare tutto ciò che si può per dare nuova vita a qualcosa di nuovo, fino all’80% dei materiali utili: esistono sistemi automatici che consentono di separare meccanicamente e chimicamente i materiali di risulta come i telai dei grandi elettrodomestici realizzando, attraverso il demanufacturing, un cambiamento verso la sostenibilità per settori in continua evoluzione come l’elettronica.

Un caso economico di demanufacturing

I vantaggi economici del demanufacturing possono portare le aziende a considerevoli risparmi sui costi di produzione, oltre che ai vantaggi ambientali di cui sopra. Un frigorifero può donare anche 30 kg di ferro, 3 di rame ed alluminio, che possono rappresentare anche il 50-60% del costo delle materie prime normalmente utilizzabili in un nuovo pezzo.

I risparmi crescono ancora nei casi in cui il pezzo può essere “ricondizionato” e re-immesso sul mercato senza essere smontato. Una lavatrice invece è composta principalmente da acciaio e plastica, di cui conosciamo tutti il valore economico al punto che Corepla (il consorzio CONAI per il recupero della plastica) ha coniato lo slogan “troppo preziosa per diventare un rifiuto”.

Altro materiale estremamente prezioso sono i clorofluorocarburi usati per la refrigerazione del motore, riutilizzabili in svariati altri elettrodomestici come freezer e condizionatori.

Panasonic ha già fatto del demanufacturing una politica strategica aziendale, con pervasive campagne di comunicazione ed incentivi per il recupero dell’usato, garantendo un tasso di riciclo di almeno il 65% per le lavatrici.

Ma oltre ai vantaggi strettamente economici ci sono indubbi benefici di immagine e brand agli occhi dei consumatori per quelle aziende che sapientemente riescono a comunicare e raccontare, oltre che implementare, programmi di demanufacturing di successo.

Aziende pioniere ed il leasing degli elettrodomestici

Il demanufacturing è già pratica reale di in molte grandi aziende come Apple, Toshiba, Ford ed in Italia la Candy su tutte, utile soprattutto in un periodo storico dove secondo un’indagine di SWG oltre l’80% dei consumatori di grandi elettrodomestici preferisce riparare un guasto piuttosto che sostituire l’oggetto, percentuale salita di oltre 20 punti in soli 5 anni di crisi.

Un settore attivo nel demanufacturing è quello informatico: l’americana Dell ha implementato un design modulare per i propri computer in ottica di economica circolare, implementata con un programma strutturato di demanufacturing.

HP ha un programma simile per i toner delle stampanti a laser. IBM ha un programma per il recupero dei material ed il demanufacturing. Un interessante contributo in questa direzione è certamente dato dalla crescita di programmi di leasing per i grandi elettrodomestici:  l’acquisrente può utilizzare un bene restituendolo al termine di un periodo di tempo concordato e prendendone uno nuovo.

Beni probabilmente destinati allo smantellamento o alla rigenerazione, più che ad un mercato di seconda mano, ma qui la somma dei componenti vale più del loro insieme in funzionamento.

Dai, corri a svuotare la cantina!

Firefox Hello introduce le videochiamate via browser

Hello! Firefox introduce le videochiamate nel browser

In un mercato complesso e in continua evoluzione come quello delle telecomunicazioni arriva Firefox Hello, un nuovo servizio lanciato sul browser open source di Mozilla.

Grazie alla partnership con l’azienda spagnola Telefonica, Hello offre la possibilità di videochiamare attraverso il browser, senza la necessità di installare applicazioni o programmi aggiuntivi. Si può chiamare gratuitamente e senza necessariamente registrarsi.

Once upon a time on Skype

Il giorno in cui si parlava di videochiamate gratuite tramite la rete, mediante l’allora innovativo e rivoluzionario Skype, vi sembrerà ormai preistoria. Comunicare tramite le app di messaggistica gratuite è ormai un’abitudine, soprattutto da mobile.

Se Skype continua ad essere lo standard di riferimento, Whatsapp sta per lanciare le chiamate tramite l’app (per ora ci ha soltanto illuso!) ed è sbarcato sul desktop dei nostri PC. Facebook Messenger consente la chiamata audio tra contatti e altre applicazioni meno blasonate continuano a spuntare per ritagliarsi la loro fettina di mercato.

Probabilmente, come spesso funziona per la tecnologia, andremo verso un livellamento verso l’alto dei servizi offerti: il copia-incolla delle nuove funzioni ci porterà ad avere varie piattaforme simili tra loro,  che consentiranno di fare gratuitamente più o meno le stesse cose. Come sta accadendo per i principali social network, dove il fattore di differenziamento sta diventando la diversità cromatica.

Firefox Hello spariglia le carte

Come successe anni fa quando Firefox lanciò la sfida al monopolista Internet Explorer in nome dell’open source, Hello cambia le regole del gioco e spiazza i competitor. La possibilità di poter chiamare tramite il browser, senza dover scaricare applicazioni, registrarsi e loggarsi è una cosa non da poco, in quanto da qualsiasi PC basta aprire il browser e si può iniziare a comunicare.

Hello consente infatti di videochiamare semplicemente cliccando sull’icona in alto a destra nel browser e condividendo un link con la persona che si vuole contattare. Se si utilizza un account ovviamente sarà più semplice trovare i propri contatti e tenere traccia delle proprie attività.

Quale sarà la risposta degli altri browser e dei vari servizi di videocomunicazione? Google modificherà i suoi Hangout per renderli più rapidi e anonimi? Lo scopriremo presto!