Le app più buone e solidali del 2014 che renderanno migliore il 2015

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La tecnologia è una scienza in continua evoluzione; quotidianamente professionisti lavorano spinti da un obiettivo primario: soddisfare un bisogno e migliorare il vivere quotidiano, intendendo con esso il modo di gestire le interazioni sociali, il tempo libero, le attività di lavoro e molto altro ancora.

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Notevoli sono i risultati positivi ottenuti negli anni e lo diventano ancora di più se pensiamo alla tecnologia solidale. Una branca della tecnologia composta da esperti in specifici settori che, quotidianamente, lavorano per migliorare la vita delle persone con bisogni speciali, tra cui: coloro che presentano una disabilità (fisica o psicologica), fasce della popolazione economicamente svantaggiate (poveri e senza tetto) e anziani.

Si tratta di un tema a cui le Istituzioni hanno sempre dimostrato grande attenzione e sensibilità che ha portato, negli anni, ha riempire  Google Play ed Apple store  di applicazioni, per smartphone e tablet, le quali offrono alle persone un servizio unico in grado veramente di cambiare la loro vita, in meglio.

Con il 2015 alle porte, abbiamo deciso di regalarvi una top app, cioè una classifica delle app che hanno avuto maggiore successo nel 2014 con risvolti educativi, di aiuto, di sostegno … in una sola parola: sociali.

Buona notte Dadà!, aiuta i bambini a vincere la paura

La paura è un’emozione, e come tutte le emozioni la sua funzione è quella di garantire la sopravvivenza e regolare i rapporti sociali. Per questo è importante insegnare ai bambini, fin da piccoli, a saper gestire ed affrontare la paura.

Numerose sono le app che realizzano questo proposito, tra cui: Buona Notte, Dadà!, l’app realizzata da Elastico S.R.L. e rivolta ai bambini dai 3 ai 7 anni, propone tante storie interattive in cui i protagonisti sono dei piccoli e colorati supereroi, i Dadà per l’appunto. Ogni storia aiuta i bambini a sconfiggere le paure tipiche dell’età prescolare, prima fra tutti la paura del buio. È un’app a pagamento, disponibile per iOSe compatibile con iPhone, iPad, e iPod touch.

Taxi Sordi, l’app per chi ha problemi di udito

Grazie alla collaborazione tra l’Unione Radio Taxi Italia e l’Ente Nazionale Sordi è nata Taxi Sordi, l’app che aiuta le persone con problemi di udito a prenotare un taxi in modo facile e veloce. Una volta entrati nell’applicazione il sistema, attraverso geolocalizzazione, individua la posizione del cellulare e quindi dell’utente e invia la richiesta direttamente alla centrale radiotaxi.

Dopo poco arriva una notifica con scritta la sigla dell’automobile, il taxi e il tempo di arrivo. È un’app gratuita e disponibile per i dispositivi Android.

Immaginario, un nuovo modo di comunicare

[yframe url=’https://www.youtube.com/watch?v=AKiKXkBAkMQ’] Il progetto è frutto del fortunato incontro tra Finger Talks, azienda che realizza applicazioni mobile a supporto dell’infanzia con bisogni educativi speciali e lo studio di logopedia Parole Tue, con sede a Milano.

Si tratta di un’app che permette a tutte le persone con autismo o disabilità cognitive, con particolare attenzione ai bambini, di comunicare con genitori, educatori e terapisti attraverso l’uso delle immagini.

Un modo alternativo per il bambino di mettersi in contatto con il mondo ed ovviare al problema dell’esclusione sociale. Composta da 4 sezioni: “Immagini”, “Frasi”, “Agenda” e “Parole mie”, l’app presenta un’interfaccia molto semplice da utilizzare e una grafica allegra e accattivante, adatta anche per i più piccoli. È a pagamento e può essere utilizzata solo per dispositivi mobile con sistema operativo iOS.

Pillboxie, l’app “salva vita” per gli anziani

Progettata e sviluppata da un infermiere professionista, Pilliboxie aiuta i più anziani a non dimenticare di prendere le pillole. Basta inserire il nome del farmaco, la posologia e il dispositivo ricorderà loro di prendere le medicine quando necessario, anche se il telefono è spento. Pillboxie al momento esiste solo per dispositivi mobile iOS : vi segnaliamo qui le app simili esistenti per Android (Il mio Pillbox, Medisafe farmaco promemoria, Pill Reminder).

Bircle, per un turismo accessibile

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=6jTl8DulW00′]

“Rendere il viaggio accessibile a tutti”.

E’ questo l’obiettivo di Bircle, l’app mobile e web che permetterà alle persone con disabilità motoria (disabili in sedia a rotelle, disabili in sedia a rotelle con accompagnatore e disabili con bastone, stampelle o deambulatore) di consultare guide turistiche specifiche per le proprie esigenze.

L’app non è stata ancora realizzata ma l’idea è nata quest’anno a Milano dal lavoro di quattro giovani ragazzi. Il progetto è piaciuto molto al campus di Changemakers (un programma di accelerazione d’impresa promosso da Telecom Italia ed Expo Milano 2015) che ha deciso di finanziarlo.

I lavori di realizzazione inizieranno a marzo 2015 quindi nel frattempo non dobbiamo fare altroché aspettarne il lancio.

Molte di queste app sono state in grado di scaldare il cuore delle persone regalando non solo un sostegno, ma anche una possibilità ed un sorriso in più.

Noi ci auguriamo vivamente che le startup continuino a sviluppare questo genere di servizi perché la tecnologia, se usata nel modo giusto, può realmente rappresentare un valido supporto per migliorare la qualità della vita di tutti.

Non ci resta che augurarvi un felice e sereno 2015!

I migliori annunci stampa del 2014

Quali saranno stati i migliori annunci stampa di questo 2014 che si sta concludendo? Ve lo diciamo noi con questa lunga selezione di pubblicità che si sono distinte durante l’anno:

Innocence en Danger: Wink/Cry/Kiss



Trivial Pursuit



Nivea Men: Worry lines, Car/Kids/House



Garnier: Hide yesterday, Surgeon/Job interview/Meet the parents



 IKEA: Valentine’s Day Chairs

Air France: France Is In The Air


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Voltaren: For freedom of movement, Carpet/Ball/Vacuum



Bosch: Boschhhh

Papermate: Right the wrong



Snickers Bites: Bear

 Jeep: Keep/Deep/Beep


Audi: Road

Calesita Toys: Soccer/Fight


Hootsuite Media: Halloween Ads






 Lego: Sensei_Vader/Batkid/Spider_Bond/Homerine




 

 Bauducco Toast: Heroes/Astronauts/Holmes



Road Lodge: Crack/Sack/Snog



WWF: Shark/Rhino/Tiger



Fnac: Father’s Day


Scrabble




Styx: Living room

Speriamo che questa selezione vi sia piaciuta!
Buon 2015 da tutta la redazione Marketing! Stay tuned, stay ninja!

I 5 social media fail e win del 2014

fail e win 2014

Il 2014 è praticamente finito, manca un solo giorno a Capodanno, e come ogni anno è ora di ricapitolare le situazioni più brillanti e le più imbarazzanti offerteci dai canali social di grandi aziende e personalità.

Anche l’anno scorso abbiamo raccolto i fail più clamorosi e, nonostante ci si auguri che col tempo gli amministratori di questi account imparino ed evitare certi errori, anche quest’anno abbiamo avuto modo di stilare una classifica, il che ci fa pensare che, comunque vada, a qualcuno scapperà sempre una gaffe. Per quanto riguarda i virtuosismi, invece, non possiamo che essere felici di potervene offrire di nuovi che dimostrino che la rete sa anche offrire contenuti brillanti e di qualità.

Cominciamo:

EPIC FAIL

1 – Ellen DeGeneres e il selfie da Oscar

Questo lo possiamo annoverare sia tra i win che tra i fail. Come ricordiamo, durante la notte degli Oscar, Ellen ha condiviso su Twitter il selfie che è risultato nel tweet più retwittato di sempre (con quasi 3 milioni e mezzo di retweet). La condivisione e lo scatto sono stati fatti con un Galaxy Note 3, che è stato più volte messo in mostra durante la serata; d’altronde Samsung era un’importante sponsor dell’evento. Sarebbe stato tutto perfetto se dietro le quinte la presentatrice non avesse condiviso numerose foto da un iPhone, dimostrando la sua vera preferenza.

fail e win 2014 ellen degeneres

2 – Antony Noto

L’autore di questo fail è il CFO di Twitter, Antony Noto, che invece di mandare un messaggio privato, pubblica la sua opinione su un’acquisizione direttamente in un tweet. Informazioni confidenziali, per intenderci, che sarebbero dovute rimanere interne all’azienda.

fail e win 2014 Antony Noto

3 – #myNYPD

È un momento molto delicato negli Stati Uniti proprio per il motivo della violenza della polizia nei confronti dei cittadini di colore, ma vogliamo ricordare una campagna lanciata su Twitter ad aprile dal dipartimento di polizia di New York. Attraverso l’uso dell’hashtag #myNYPD gli utenti erano invitati a condividere i momenti positivi vissuti con i poliziotti della metropoli americana.

fail e win 2014 myNYPD

Peccato che la reputazione del dipartimento non navigasse già in ottime acque e il rinculo della campagna non ha fatto che peggiorare la situazione. Infatti su Twitter sono comparse foto che ritraevano la violenza dei poliziotti del dipartimento e l’uso dell’hashtag su una piattaforma aperta ha reso impossibile la moderazione (per fortuna forse, dato che in questi casi un po’ di awareness non fa male). Da quel momento in poi la tensione non ha fatto che aumentare, fino alle morti e ai disordini dell’ultimo periodo.

myNYPD

4 – Lo spoiler di The Walking Dead

fail e win 2014 The Walking Dead

Circa un mese fa negli Stati Uniti è andato in onda il mid-season finale di The Walking Dead. Come ogni finale di stagione – o di metà stagione, in questo caso – la puntata è stata ricca di avvenimenti, tra cui la morte di uno dei protagonisti. Chissà cosa girava per la testa ai gestori della pagina Facebook del programma che, appena terminata la puntata, hanno condiviso una foto recante la scritta RIP XXXXXXX (non faremo ulteriori spoiler per chi di voi è rimasto indietro). Una forma di condivisione in tempo reale che si è rivelata, giustamente, deleteria. Le critiche sono state tante da spettatori di tutto il mondo, ma soprattutto da quelli statunitensi che abitano nella costa ovest, che sono stati ignorati nel territorio nazionale. Infatti, per loro, queste trasmissioni vanno in onda una o due ore dopo per via del fuso orario.

AMC si è scusata, ma ormai lo spoiler aveva preso il sopravvento sulla curiosità.

The Walking Dead

5 – Fiat 500 #beoriginal

Fiat ha lanciato la campagna #beoriginal ne tentativo di ridicolizzare la nuova Twingo, accusata di essere troppo simile alla 500. Peccato che la campagna si sia rivoltata contro il brand e gli utenti abbiano ricordato a Fiat la somiglianza clamorosa tra le nuove 500 gonfiate e alcune Mini; come la 500L con la Mini Countryman e la 500X con la nuova Mini.

fail e win 2014 Fiat beoriginal

EPIC WIN

1 – Il morso di Suarez

Ricordiamo tutti il morso di Suarez a Chiellini nella partita dei Mondiali tra Italia e Uruguay. Moltissimi brand del mondo si sono sbizzarriti commentando con ironia l’avvenimento e dando esempio di grande abilità in ambito real-time marketing. Vi lasciamo alle immagini, che parlano da sole.

fail win 2014 Suarez

2 – PSY e YouTube

Congratulazioni a PSY che è riuscito a fare andare in tilt YouTube. Il video di Gangnam Style ha fatto talmente tante visualizzazioni che il contatore di Youtube ha iniziato a impazzire. Infatti, la variabile del contatore fino a poco fa era impostata a 32 bit e poteva contare “solo” fino a 2.147.483.647. Il video ha raggiunto il numero e il sistema non è più stato in grado di contare. YouTube ha risolto cambiando la variabile con una a 64 bit e facendo i complimenti al rapper coreano.

win fail 2014 Youtube PSY

3 – Winner Taco

win fail 2014 Winner Taco

La pagina Facebook “Ridateci il Winner Taco” ha vinto. Hanno insistito, hanno lottato, hanno raccolto adesioni, finché Algida ha ceduto e gli ha fatto una sorpresa con un post teaser che riportava l’orma di una zampa d’orso sulla neve. E poi l’arrivo, il Winner Taco è tornato in distribuzione. La vittoria dei prosumer è diventata un caso, ve ne abbiamo parlato a gennaio.

winner taco

4 – Gianni Morandi

Uno dei miti della musica italiana è diventato anche un mito social. Si è dimostrato un grandissimo produttore di contenuti portatori di bontà e ottimismo, ed un grande social media manager attento alla community della sua pagina Facebook con contenuti nuovi ogni giorno e risposte personali ai commenti.

win fail 2014 Gianni Morandi

5 – Citroen VS Smart

Mentre molti non hanno le idee chiare su come funzionano i social, altri sanno con molta più chiarezza quali sono gli ingredienti per creare un buon engagement. Tra questi segnaliamo Citroen e Smart che si sono bettibeccati e colpi di frecciatine su TwitterC1 vs Smart: parcheggio facile o qualche amico in più?

win fail 2014 Citroen Smart

E con questo vogliamo augurare buon anno a tutti i lettori Ninja Marketing! Pronti al 2015?

Il tuo 2014 (ed il resto della tua vita) secondo Google

Ricordate il video di Facebook per i 10 anni dall’apertura del social network ?  Se volessimo rivedere cosa abbiamo fatto nel 2014 e dove siamo stati, potremmo chiedere aiuto a Google, che di informazioni sul nostro conto ne accumula ben più di Facebook.

Tutto ciò che cerchiamo su Google, quello che scriviamo in Gmail, i video che guardiamo su Youtube, i preferiti e la cronologia di Chrome, i file che condividiamo su Drive, i percorsi che seguiamo tramite Google Maps e chi più ne ha più ne metta, tutto archiviato e catalogato con con un etichetta con il nostro nome.

LEGGI ANCHE: Google privacy policy e leggi

Servizi a cui apparentemente accediamo G-R-A-T-I-S, sono in realtà ben ripagati da tutte le nostre informazioni che Google vende ai propri inserzionisti. Si sa, nulla è veramente gratis, e questo è il caso tipico in cui ci viene offerto un servizio gratuitamente perchè il prodotto venduto siamo noi, i nostri dati e le nostre preferenze.

Possiamo però dare un’occhiata a ciò che Google pensa di noi attraverso 5 link, dal riassunto dei nostri interessi al salvataggio all’archiviazione.

1. Who Am I?

http://www.google.com/settings/ads/

Grazie a questo primo link possiamo vedere un riepilogo di chi siamo, la nostra identità digitale, si chiama “ads” diminutivo di “advertising”.

E’ proprio in base a questi dati raccolti che vengono infatti vendute le nostre informazioni, diventiamo i prodotti che Google ha nel proprio magazzino, monitorati tramite gli account di Google Analytics di ogni web master. Queste informazioni sono modificabili comunque modificabili.

https://www.google.com/settings/dashboard

La dashboard riepiloga esattamente tutti i servizi made by Google da cui siamo dipendenti, compresi eventuali dispositivi Android.

2. Localizzazione? Sì grazie!

Ogni accesso ai servizi Google (non per forza Maps), può essere localizzato, e di conseguenza venire memorizzato.

https://maps.google.com/locationhistory

Questo link vi permetterà di vedere i vostri spostamenti sulle Google Maps, unitamente ad un calendario che individua giorno per giorno tutti gli orari di accesso ad uno qualsiasi dei servizi di Big G.

3. History: la storia delle nostre ricerche in Google

Il cuore di Google è l’algoritmo della ricerca, e tramite questo link possiamo vedere tutte le nostre ricerche, suddivise per le varie sezioni.

https://www.google.com/history/

La storia delle ricerche non si limita a Google, si estende infatti alla videoteca più grande del mondo, così a questo link potrete scorrere le vostre ultime ricerche in Youtube.

https://www.youtube.com/feed/history/search_history

Chrome ha introdotto la “modalità di navigazione in incognito” per evitare l’archiviazione delle ricerche e dei download, sia via web che mobile. Si attiva semplicemente la scorciatoia da tastiera Ctrl+Maiusc+N (Windows, Linux e Chrome OS) e ⌘-Maiuscole-N (Mac).

4. Permessi e privacy

Spesso capita di accedere tramite un account Google ad application e website esterni al motore di ricerca. Sono in pratica tutti siti con accesso social che ottengono automaticamente da Google le nostre informazioni di cui al punto 1, non appena acconsentiamo all’accesso.

https://security.google.com/settings/security/permissions

Si può anche scegliere di impostare il proprio profilo in modo tale da non inviare i dati agli analytics dei publishers.

5. Backup e archiviazione

Google ci dà la possibilità di prendere tutti i nostri dati ad archiviarli, si sa mai che saltassero tutti i loro server contemporaneamente, si chiama “takeout”.

https://www.google.com/takeout

Il link che raccoglie buona parte di tutte questa informazioni, good to know, è il seguente http://www.google.com/goodtoknow/online-safety/security-tools/.

Tech Trends 2015: quali tendenze ci aspettano sul fronte tech?

Il 2015 è ormai alle porte ed è tempo di previsioni su quelle che saranno le principali tendenze tecnologiche che caratterizzeranno il nuovo anno. Tutto ruoterà sull”iperconnessione” e le parole d’ordine saranno con certezza: sharing economy, realtà aumentata, social network, wearable technology.

Partiamo da 5 previsioni che Ernie Capobianco, fondatore di Sq1, ha visto nella sfera di cristallo e che ci illustra nel suo articolo su Venturebeat “AdTech 2015: 5 predictions (plus 4 things that won’t happen)”.

1) Location, location, location

Luogo di scambio e vicinanza: il mondo delle vendite in-store si sta velocemente adeguando al marketing di prossimità e ai pagamenti contactless.

La tecnologia iBeacon ha tutte le carte in regola per incidere sul modo in cui si fanno acquisti all’interno di un negozio e non solo.
Secondo la definizione di Business Insider, i beacon sono:

“pezzi di hardware a basso costo e consumo di energia, capaci di trasmettere, grazie ad una connessione bluetooth, messaggi e notifiche push su uno smartphone o tablet che si trovi nelle loro vicinanze.” 

Sono quindi i fari che guidano l’utente in e verso uno spazio delimitato. Per i retailers, sarà necessario innovare e modellare lo spazio intorno alle esigenze personalizzate degli utenti finali e l’avvento della tecnologia beacon rappresenterà il vero punto di svolta nel mondo degli acquisti offline.

LEGGI ANCHE: iBeacon: cosa sono e come utilizzarli per il business aziendale?

2) I Wearable Tech stanno arrivando

Non solo per nerd e geek, la prossima generazione di gadget mobile sarà indossato al polso e perfettamente integrato negli abiti che indossiamo tutti.
La società d’analisi Gartner nella sua ricerca “Gartner Says in 2015, 50 Percent of People Considering Buying a Smart Wristband Will Choose a Smartwatch Instead” sostiene che:

lo smartphone diventerà l’hub di una rete personale composta di gadget indossabili come sensori corporei per la salute, gioielleria smart, smart watch (gli orologi hi-tech), smart glass (come i Google Glass) ed una varietà di sensori integrati in abiti, intimo e scarpe.

Entro il 2015, ci saranno tre principali tendenze indossabili secondo DigitalTrends: il consolidamento degli smartwatches, l’arrivo della tecnologia integrata nei vestiti e l’accelerazione dell’utilizzo degli indossabili nel mondo degli affari e della salute.

tecnologia

3) Immaginate un mondo dominato dai video digitali

Oggi, oltre il 20% delle visualizzazioni video avviene su dispositivi mobili, e la tendenza è in crescita rapida. Secondo un recente studio di eMarketer, più del 77% degli utenti guarda i programmi video sui propri dispositivi mobile (tablet, in particolare) e il tasso di penetrazione del video mobile crescerà fino all’87% entro il 2018, per un totale di 149 milioni di “video mobile telespettatori”. In Italia, una recentissima ricerca realizzata per l’evento “A-Day -Advertising Day: Display the Future”leggiamo sul blog Habemus Marketing–  suggerisce come quasi 37 milioni di italiani guardino video online. Inoltre, l’88% che si connette da dispositivi fissi e il 49% di coloro che si connettono via mobile guardano video, con ben 16 ore al mese di contenuti visionati, un terzo del tempo speso online.
La tendenza del settore è quella di creare contenuti di valore che coinvolgano gli utenti in esperienze sempre più interattive.

4) La grande vincita del Mobile Payment

L’anno che verrà sarà quello del Mobile Payment. Non ci saranno grandi percentuali ma costituiranno una realtà con un trend di crescita costante.
Un recente studio messo a punto da Gartner, afferma che tra il 2013 e la fine di questo 2014 le transazioni commerciali effettuate con il sistema NFC (pagamenti senza contatto con smartphone e tablet) sono raddoppiate e hanno permesso transazioni per oltre 8 miliardi di dollari.
Samsung è pronta ad entrare in concorrenza con Apple, ad oggi dominatrice assoluta, anche nel settore dei pagamenti mobile. Secondo un report di Re/Code la casa coreana avrebbe concluso un accordo con la startup LoopPay, che ha sviluppato un metodo di pagamento in grado di funzionare in ogni negozio in possesso di un POS, anche senza tecnologia contactless. Nuove sfide all’orizzonte, quindi.

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5) Il futuro in streaming: la spinta programmatica continua e guadagna terreno

Secondo il report annuale dell’Ericsson ConsumerLab sugli “Hot Consumer Trends“, i modelli di utilizzo dei media si stanno globalizzando. Gli spettatori stanno cambiando abitudini, passando a servizi on-demand facili da usare, che permettono un accesso ai contenuti video su più piattaforme in contemporanea. Il 2015 rappresenterà un anno di passaggio storico, in quanto sempre più persone guarderanno video in streaming su base settimanale rispetto alla TV tradizionale.

Cosa non succederà nel 2015?

D’altra parte,  guardando nella sua sfera di cristallo Ernie Capobianco prevede però anche 4 tendenze (o desideri dei marketers) che non si verificheranno nel prossimo anno:

  • Il digital non supererà i media tradizionali, come la TV, nella spesa pubblicitaria;
  • I social media non saranno totalmente misurabili;
  • Gli indecisi, i reticenti e i “ritardatari” rispetto alla dimensione evoluta tech e digital non si convertiranno completamente;
  • Nella realtà dominata da multi-devices e multi-channels, il sogno di attribuire in maniera onnisciente maggiore influenza ad un canale rispetto ad un altro, non si realizzerà.

Il 2015 ci darà insomma molte risposte sul fronte tech. Tra previsioni, auspici e sogni l’unica certezza è che la tecnologia ha cambiato la nostra vita e inevitabilmente condizionerà il nostro futuro.

In attesa di scoprire quello che ci aspetta, vi auguriamo buon 2015 con lo spot realizzato da Microsoft: “In Tech We Trust!” che ci mostra come la tecnologia ha migliorato le nostre vite.  



Noi prevediamo con certezza che la tecnologia continuerà a cambiarci la vita. E voi?

Ninja Social Xmas Oroscopo dal 25 al 31 dicembre

 
Un vero guerriero del marketing crede nella magia delle idee, nella fantasia delle storie e soprattutto è sicuro che se una cosa ha una pagina su Wikipedia allora esiste davvero.

E come la mettiamo con la storia di Babbo Natale? Se avete più di 8 anni è probabile che abbiate iniziato ad avere qualche dubbio sull’esistenza di un ciccione vestito come una lattina di Coca Cola che in una sola notte consegna doni a tutti i bambini.

Due cose su tutte non vi tornano: primo – se mangiasse davvero i biscottini allo zenzero che gli lasciano i bambini dopo un paio di città sarebbe chiuso nel bagno dell’autogrill. Secondo – com’è che lascia le renne in doppia fila con le quattro frecce e mai nemmeno una multa??

C’è qualcosa di davvero strano… Ma il vero guerriero ninja non si da per vinto e per arrivare fino in fondo alla questione cerca nell’App Store. E cosa trova? Non una ma ben 5 prove provate dell’esistenza di Mr Santa.

A Pesci e Cancro basta davvero poco: SantApp simula la venuta di Babbo Natale con atterraggio delle renne, discesa dal camino, selezione dei doni e plan delle tappe successive. Questi due segni, anche qualora avessero avuto un minimo dubbio, lo vedono incenerire alla comparsa del flash che simula la magia del Natale. E’ fatta!

Gemelli ci credono perché fa piuttosto comodo: nessuna responsabilità su regali non apprezzati e soprattutto ogni Natale si torna a casa con qualcosa. Insomma, quale buon motivo per non credere a tutta questa divertente messa in scena??  Insieme però all’amico Leone (che più di ogni altro anno sogna di scartare pacchettini piccoli e preziosi) per sicurezza monitora il tragitto del carro come fosse il bottino di una rapina in banca. Insomma, che esista o meno, Babbo Natale ha di sicuro una certa età e voglia mai che si dimentichi proprio del suo appartamento. Così gli viene in aiuto la app Tracks Santa.

Il Sagittario con questo Saturno nel segno è pronto a fare voto di fedeltà a tutti e anche a Babbo Natale. Quindi non farà troppe domande e preparerà un piatto caldo e un discorso generico sul problema dello scioglimento dei ghiacci.

Il Capricorno per la prima volta in vita sua potrebbe anche crederci ma solo perché ha Venere nel segno. Certo, prima di dirsi convinto dell’esistenza di Santa vorrebbe testare la app Kringl che grazie alla realtà aumentata inserisce il nostro canuto nonnetto proprio nei locali della nostra casa. Il bello di tutto questo è che il Capricorno cercherà di convincere anche l’Ariete, il quale è così di buon umore che potrebbe anche iniziare una discussione sulle origini del Natale col solo scopo di farlo incazzare.

Il Toro a Babbo Natale non ci crede ma è un tradizionalista del cenone di cui non si perde nemmeno una delle 57 portate. Compresi gli strufoli. Adesso poi che Saturno non c’e piu si deve anche festeggiare!

Lo Scorpione non si accontenta delle app ma ha già organizzato un’indagine e sta facendo lo sgambetto a tutti coloro che indossano qualcosa di rosso per vedere se inciampano o volano. Per lo più inciampano.

L’Acquario è un ottimista di natura e quando ha scoperto che c’è una app che fa telefonare a Babbo Natale in persona è stato così felice che non c’è ancora stato modo di farlo smettere di chiacchierare. Il Cancro invece alla chiamata di Santa ha messo giù. Che ha Venere di traverso e le scatole girate.

La Bilancia ha provato a lasciare sulla segreteria di Babbo Natale messaggi erotici. Se esiste richiama di sicuro!

La Vergine crede che tutto questo, compreso l’oroscopo, sia un’imperdonabile debolezza umana.

E se non credete a Babbo Natale ma all’oroscopo scaricate qui il nostro ebook sul social oroscopo 2015!

Buon Natale a tutti!