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Visual storytelling, 8 dritte (e i tools) per migliorare subito il tuo content marketing

Video, GIF, live e influencer marketing. Vecchi e nuovi segreti (e strumenti) per scegliere i visual più efficaci per il tuo piano editoriale

Carol Frer

Consultant @Carol Frer

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Ormai non è un segreto per nessuno, la comunicazione da qualche anno si è fatta sempre più visiva, un trend imponente, se pensiamo che:

Secondo il CMO council  il 93% dei senior marketers ritiene la fotografia un elemento molto importante – se non fondamentale – all’interno delle proprie attività di marketing, e la maggior parte di loro ritiene che il peso degli asset visivi sia destinato ad aumentare in futuro.

Qualche mese fa ti abbiamo raccontato i trend visuali del 2017, ma data l’importanza di questi temi vediamo insieme alcuni dei must-have più rilevanti per sfruttare al meglio i  contenuti visivi nel tuo piano di content marketing.

1. Mai più senza

Secondo un recente articolo del Content Marketing Institute, le immagini fanno miracoli per l’engagement il dwell time migliora sensibilmente.

Alla luce delle statistiche presentate nell’articolo è evidente come vale la pena ribadire ancora una volta l’importanza di utilizzare i visual costantemente e in modo accorto: gli elementi visivi hanno la capacità di attirare e mantenere l’attenzione in modo decisivo, una caratteristica essenziale per tutte le comunicazioni e pubblicità di successo.

Importanza elementi visuali in futuro - Fonte: CMO Council

2. Varietà si, ma con moderazione

Sperimentare i contenuti (inclusi quelli visivi), fa parte del DNA del content marketer, ed è un bene: essere aperti a nuove soluzioni ti permetterà di selezionare contenuti freschi, ingaggianti e a capire cosa funziona meglio per il tuo pubblico. Ma è altrettanto vero che i brand più forti hanno immagini facilmente riconoscibili in modo intuitivo, ed in questo la consistency creativa ricopre un ruolo fondamentale.

Un buon modo per ovviare a questa impasse è quello di produrre uno style-book per tutte le comunicazioni, in modo tale che ogni visual asset – dal singolo post sui social, alla campagna stampa – abbia lo stesso look and feel e possa creare un’esperienza familiare e facilmente riconducibile al tuo brand.

3. Non dimenticare la Brand Purpose

Avere una visual identity chiara, ordinata e consistent è condizione essenziale ma non sufficiente per garantire una esperienza di brand piena, come dire, la forma non fa il contenuto.

Per sviluppare un piano di content marketing orientato alla costruzione di marca, è importante avere una visione di insieme delle diverse attività che porrai in essere, asset visivi compresi.

Ma raggiungere la coesione estetica è solo una parte del lavoro, per costruire il contenuto valoriale del brand è importante che tutti i touchpoint e le singole esperienze siano coerenti con i suoi valori universali, o per dirla con le parole di Federico Capeci, il brand purpose.

Il brand purpose è lo scopo del brand, la sua ragion d’essere, il motivo della sua esistenza per il consumatore, il ruolo che si dà per il cliente. È questo il DNA del brand del Post Millennial Marketing, che si esplicita – anche in via indiziale- attraverso le singole attività di marketing o con momenti di comunicazione specifici, volti a riaffermare la propria leadership su quel fronte.

È importante riconnettere tutti i momenti di comunicazione, tutti i touchpoint usati, tutte le attività di marketing in un quadro più alto, per dare coerenza al brand, capitalizzare i suoi valori, guadagnare loyalty e guardare al lungo periodo.

Federico Capeci – Post Millennial Marketing. Franco Angeli 2017

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Visual storytelling e brand purpose

Fonte: The Branding Journal

4. Video, Video e ancora Video!

Secondo un report di Cisco entro il 2019 il video peserà l’80% del traffico internet .

Che si tratti di video live, realtà immersiva a 360 gradi, o cartoni animati una cosa è certa: i contenuti video sono una occasione da non perdere se vuoi farti notare online!
Se anche tu fai parte della schiera di timidi che hanno bisogno di un po’ di tempo per “metterci la faccia” in prima persona, potresti cominciare creando un video da un post del tuo blog.

Sei più smaliziato? Allora perché non testare dei video live? Le principali piattaforme social e di video sharing prevedono ormai tutte questa feature.

Un paio di ragioni per sfruttarla:

  • Avere una potente arma per l’engagement (nessuno si vuole perdere dei contenuti esclusivi, no?)
  • Per l’opportunità di interagire in diretta con la tua audience

Come puoi vedere sono tutti aspetti che supportano una relazione più familiare con i tuoi fan, e si sa, al quando la relazione con i consumatori si fa più stretta la share of wallet tende a migliorare 😉

Con l’aumentare della diffusione dei video online c’è da aspettarsi che diventerà sempre più difficile catturare l’attenzione delle persone semplicemente “essendoci”, e i contenuti dovranno diventare sempre più distintivi, ingaggianti e meritevoli, ma essendo il fenomeno ancora relativamente poco diffuso, è un’ottima opportunità per cominciare a misurarsi su questo aspetto.

LEGGI ANCHE: Tre ragioni per cui dovresti fare live-streaming

5. Pubblica le tue migliori foto in tempo reale

Avere contenuti in tempo reale è il new normal, e le persone si aspettano la stessa immediatezza dai brand.

In un tempo in cui tutti abbiamo con noi perennemente uno smartphone, devi fare uscire le tue foto più velocemente di chiunque altro. La foto ufficiale del tuo brand ha l’opportunità di dominare una trending conversation, se è la foto migliore ed è condivisa velocemente. 

Kristin Twiford – The Content Marketing Institute

Se a volte una fotografia con iPhone può bastare, cerca comunque di di essere presente nei momenti chiave del tuo brand con professionisti preparati, veloci e con un punto di vista privilegiato rispetto agli altri spettatori, in modo che il prodotto visuale ufficiale del brand sia di qualità superiore a scatti “rubati” dai tuoi fan.

Real time visual storytelling

6. Sfrutta il magico potere delle infografiche

Ecco alcune sue raccomandazioni:

  • Usare dati recenti. Risorse datate potrebbero sembrare un espediente per ingannare l’audience;
  • Usare dati precisi. Controllare che le cifre siano quelle esatte, e che queste ultime provengano da fonti affidabili;
  • Quando possibile, trovare e utilizzare dati originali. Online è presente un’infinita mole di contenuti, può essere facile collegarsi a una risorsa diversa dall’originale.
  • Costruire l’infografica in un ottica di storytelling
  • Non dimenticare che anche l’occhio vuole la sua parte

Ti ho convinto? Allora datti subito da fare dando un’occhiata ad alcuni tool come Info.gramPiktochart, Canva, Venngage, Pikmonkey e Ceros.

LEGGI ANCHE: Un tool (con oltre 150 layout) per fare infografiche. Gratis

Infografiche e visual storytelling

7. Lavora con gli influencer

Se sei un assiduo lettore di Ninja Marketing ormai saprai benissimo che l’influencer marketing è un fenomeno che non può più essere ignorato (se invece hai bisogno di una rinfrescata sul tema ti consiglio questo articolo).

Ricordati di scegliere gli influencer non solo sulla base dell’ampiezza del loro pubblico ma anche del fit con il tuo brand e del loro impegno nel portare avanti la tua causa, e collabora con loro per creare esperienze uniche e moltiplicare le occasioni di visibilità per le iniziative che porterete avanti insieme.

visual storytelling

Fonte: Campagne social, influencer e community – The Nielsen Company 2017

8. Una GIF vale più di mille parole

Le GIFs sono un ottimo modo per condividere contenuti leggeri e ingaggianti, dall’alto potenziale virale, che potresti introdurre sui tuoi social. Puoi scegliere alcune GIFs già pronte, oppure creare la tua versione personalizzata.

LEGGI ANCHE: 8 step da seguire per creare la tua strategia di Content Marketing

Buon Lavoro!

La teoria è nulla se non viene applicata. Inizia subito ad integrare questi aspetti all’interno del tuo piano di Content Marketing e facci sapere come va lasciando un commento o scrivendo sulle pagine social ufficiali di Ninja Marketing!

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