Non solo un cancelletto: l’evoluzione sociopolitica degli hashtag

Chi l’avrebbe mai detto nei primi 2000 che di lì a pochi anni le rivoluzioni e i grandi avvenimenti sociopolitici sarebbero passati per Twitter? E in quanti avevano scommesso che i fenomeni legati ai social media come l’avvento dell’hashtag sarebbero rimasti appannaggio del puro intrattenimento? Non sappiamo darvi i numeri esatti ma sappiamo da che parte abbia virato il timone della storia e quanto ad oggi un hashtag sappia fare la differenza.

Una curiosità: sapevate che quest’anno l’hashtag compie 10 anni di vita? Ebbene sì, è passato già un decennio da quando il cancelletto non è più soltanto un obsoleto segno sulla tastiera del telefono, precisamente da quando Chris Messina scrisse questo post proponendo “#” come segno prima di una parola per incanalare e organizzare le conversazioni in base al topic.


Dal 2007 ne è stata battuta di strada e per fortuna sempre in meglio verso un utilizzo responsabile e spesso istituzionale. Sì perché a dover ringraziare Messina sono proprio le istituzioni, i movimenti e i partiti politici e i governi che con l’hashtag hanno imparato a raggiungere e a smuovere un intero bacino di utenti virtuale.

Gli esempi hashtag che meriterebbero menzione sono innumerevoli, ma abbiamo scelto i più importanti, quelli che hanno segnato la storia e quelli che, a modo loro, hanno provato a cambiarla.

Dalla Primavera Araba a #Occupy: le rivoluzioni si fanno a colpi di hashtag

Sono trascorsi quasi 7 anni dalla Primavera Araba o Rivoluzione dei Gelsomini iniziata il 18 Dicembre 2010 in seguito al suicidio di Mohamed Bouazizi, un fruttivendolo tunisino che per protestare contro i diversi abusi subiti da parte dalle forze dell’ordine si diede fuoco innescando un terremoto di rivolte in tutti i Paesi del mondo arabo e del Nord Africa.

La rivoluzione inizia su Twitter e dal basso: centinaia di migliaia di tweet indignati iniziano a circolare ma i media mainstream si accorgono della gravità dell’evento solo quando la protesta scende nelle piazze. Circa i 70% degli account più attivi appartenevano a individui comuni piuttosto che a organizzazioni ufficiali. I media mainstream occupavano appena il 7% del flusso totale di informazione a dimostrazione dell’enorme mole di tweet e hashtag prodotta da tutti gli attori scesi in campo.

Arriva il 2011, le contestazioni continuano, i governi traballano ma il clima di protesta diventa globale e assume altre forme plasmate su altre motivazioni e con altri hashtag: tra i più celebri del mondo occidentale ricorderete sicuramente #OccupyWallStreet, l’hashtag nato dalle contestazioni pacifiche di Zuccotti Park a New York contro gli abusi del capitalismo finanziario ai danni del 99% della popolazione.

Sarà stato forse perché gli americani sembravano già educati all’uso di Twitter, o forse per il clima apparentemente più pacifico e dimostrativo, o anche perché la Primavera Araba aveva già svegliato i media dormienti, ma l’hashtag #OccupyWallStreet ebbe decisamente da subito un’eco ben più forte di quello dal Nord Africa. Le proteste non hanno rovesciato governi né sistemi finanziari ma hanno sicuramente risvegliato un silente senso civico della popolazione statunitense.

#BringBackOurGirls

Con #BringBackOurGirls la politica entra ufficialmente in scena a suon di hashtag. Non si tratta di una protesta né di una rivoluzione dal basso ma dei fatti legati alla vicenda delle 276 giovani rapite dall’organizzazione jihadista Boko Haram nel nord della Nigeria nell’Aprile del 2014.

L’hashtag nasce da un tweet dell’avvocato e attivista nigeriana Oby Ezekwesili che diventa virale tra le ONG internazionali fino a bussare alla porta dei maggiori politici.

Le istituzioni si uniscono alla richiesta mettendoci la faccia, ma in fin dei conti quanto è stato utile? Secondo molti #BringBackOurGirls è stato il primo grande Fail della politica nel mondo delle campagne solidali social: un’enorme partecipazione anche di personaggi illustri come David Cameron o Michelle Obama ma senza risultati concreti.

A due anni dalla campagna, nel 2016, il Mail Online provò a tirare le somme facendo notare come i numerosi retweet e hashtag difficilmente si siano tradotti in fatti tangibili: 219 ragazze sono ancora prigioniere e alcune tra loro sono state forzate a immolarsi in attacchi terroristici.

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Una call to action comununque valida che non ha di fatto svolto il suo dovere istituzionale (ammesso che un hashtag possa averne uno) ma che sicuramente ha portato a termine quello divulgativo, il più importante. Esempi anche più recenti come #JeSuisCharlie, #IceBucketChallange o l’attualissimo #PrayForManchester hanno dimostrato come l’impegno civico e solidale riescano sempre almeno ad arrivare a destinazione a prescindere dai risultati.

Che si tratti di un appoggio a una causa, di creare consapevolezza intorno a una notizia o semplicemente di iniziare una conversazione, gli hashtags si sono dimostrati uno strumento efficace per la comunicazione nel contesto sociopolitico odierno anche dove non sono riusciti a raggiungere il 100% dell’ambizioso obiettivo prefissato.

Come migliorare le performance delle tue campagne Email

Per avere successo con l’email marketing devi imparare a costruire messaggi che siano in grado di raggiungere l’utente in ogni fase della sua customer journey, individuando i touchpoint di maggior valore.

La tecnologia ci viene in aiuto in questo e attraverso l’email marketing automation abbiamo la capacità di disegnare processi che possano migliorare la customer experience a far percepire la comunicazione diretta come di valore. La Marketing Automation consente di creare scenari di possibili interazioni a partire dai dati, per comunicare in maniera tempestiva e personalizzata.

I vantaggi di tale innovazione sono indiscutibili: gestire un maggior numero di campagne con minori risorse, incrementare i tassi di conversione e vendere di più.

MagNews Masterclass, 28 giugno ore 13

Per capirne di più su quest’importante attività di marketing abbiamo realizzato in collaborazione con MagNews, la Free Masterclass di 1 ora Email Marketing & Automation. Spunti pratici per aumentare le performance delle campagne.”

L’appuntamento è live il 28 Giugno dalle ore 13 alle 14 su Ninja Academy.

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Questa pausa pranzo formativa sarà in compagnia degli esperti Claudia Temeroli, Marketing Manager Diennea-MagNews e Andrea Girelli, Digital Performance Manager Diennea-MagNews, a cui abbiamo posto qualche domanda prima dell’appuntamento live.

Quali sono le sfide principali del digital marketer al giorno d’oggi?

Claudia: Credo che la più grande sfida sia quella di progettare azioni che accompagnino il consumatore lungo il suo journey, facilitando e non complicando le fasi di ricerca informazioni e poi di acquisto e di loyalty. Mettersi nei passi del cliente è fondamentale per costruire un piano digitale, con tutti gli strumenti che il web mette a disposizione.

Come Marketers, quindi, non cerchiamo di usare gli strumenti per aumentare la visibilità del nostro brand a tutti i costi, ma piuttosto cerchiamo, con il nostro brand, di dare delle risposte alle particolari esigenze delle persone.

L’email è sicuramente il canale che ha il maggior potere di instaurare una relazione duratura nel tempo tra un brand e un contatto, chiaramente se utilizzato in maniera strategica.

In che modo l’Automation sta rivoluzionando l’email marketing?

Andrea: L’automation è l’evoluzione dell’email marketing tradizionale, che sposta il focus dalla comunicazione broadcast a quella one-to-one. L’automation consente di costruire, tramite il software, scenari di comunicazione e quindi di relazione con gli utenti, molto duraturi nel tempo. Una volta fissati gli obiettivi (es. vendita, relazione, fidelizzazione), si parte con la progettazione di flussi che possono partire in seguito ad azioni specifiche del contatto (es. l’acquisto, l’iscrizione ad una newsletter, la visita di una pagina sul sito) o ad eventi particolari come un anniversario o una scadenza.

L’utente percepisce il valore della comunicazione perché rivolta solo e soltanto a lui e l’azienda, dall’altra parte, si avvicina all’utente stesso entrando, step by step,  nel suo “cerchio della fiducia”. Sono convinto davvero che la marketing automation rappresenti un enorme potenzialità per lo sviluppo di un brand.

Durante la Free Masterclass impareremo a: comprendere cos’è la Marketing Automation ed usare il software per automatizzare la comunicazione; costruire un flusso di email partendo da un evento o comportamento specifico di un contatto; misurare le conversioni della campagna; imparare partendo da esempi e casi pratici di flussi efficaci.

Come partecipare

Iscriviti subito alla Masterclass QUI, i posti per la diretta sono limitati. Se non riesci ad unirti a noi il 28 giugno alle ore 13,00 potrai recuperare la sessione in modalità On Demand nell’arco di un paio di giorni dalla diretta direttamente nella tua Area Utente Ninja Academy.

Ricapitoliamo: 

MAGNEWS MASTERCLASS

“Email Marketing & Automation”

Spunti pratici per aumentare le performance delle campagne
con
Claudia Temeroli e Andrea Girelli

Mercoledì 28 giugno dalle 13 alle 14

ISCRIVITI ALLA MASTERCLASS

Hashtag ufficiale: #EmailMasterclass

Tieniti sempre aggiornato sui nostri corsi in programma!

Il team di Ninja Academy è sempre a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02/400.42.554 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

Knowledge for Change!
BE NINJA.

cattivi pensieri

5 abitudini che ti aiuteranno a liberarti dei cattivi pensieri

I cattivi pensieri, a volte, non ci lasciano in pace.

Gestire (e dominare) i pensieri negativi non è un processo semplice: servono tanta forza di volontà e la giusta fermezza per evitare che essi si impadroniscano della nostra mente, minando alla nostra autostima.

Per ritrovare il sentiero della positività, le tecniche di ristrutturazione cognitiva possono tornarci molto utili. Ma cosa sono e in cosa consistono queste tecniche?

Secondo Alice Boyes, psicologa clinica e autrice del libro “The anxiety toolkit”, la ristrutturazione cognitiva è una parte fondamentale della terapia cognitivo-comportamentale (CBT), nonché uno dei trattamenti psicologici più efficaci.

L’obiettivo della ristrutturazione cognitiva è quello di modificare delle convinzioni disfunzionali più o meno consapevoli, relative a se stessi o al mondo esterno. Attraverso una serie di processi, la ristrutturazione cognitiva è in grado di esaminare i pensieri di un soggetto e di modificarli, verificandone le reazioni collegate.

Per capire più da vicino come si articolano questi processi, ecco i 5 fondamenti di ristrutturazione cognitiva che ti aiuteranno a riformulare i pensieri negativi.

1 – Identifica il pensiero negativo

Il primo step da affrontare consiste nell’osservare il pensiero negativo. Siediti e identifica il cattivo pensiero che si agita nella tua mente.

Di solito i pensieri negativi sono il frutto di distorsioni cognitive o di modelli di pensiero irrazionale, perciò non lasciare che ti condizionino la giornata.

2 – Ragiona per trovare una soluzione

In questa fase, devi sforzarti di condurre un ragionamento logico e di analizzare i cattivi pensieri. A cosa serve rimuginare ore e ore se poi non sei in grado di trovare una soluzione?

Questo è il momento giusto per reagire e riflettere sul da farsi. Per aiutarti in questo processo, potresti:

  • Prendere un foglio di carta e creare due colonne. Nella prima colonna inserirai i pensieri, mentre nella seconda le soluzioni;
  • Quando i cattivi pensieri iniziano ad invadere la tua mente, annotali nella prima colonna del foglio e, nella parte accanto, annota le possibili soluzioni;
  • Alla fine della settimana, conta il numero di volte che un cattivo pensiero appare nella tua testa e verifica le possibili soluzioni che hai trovato.

Se nessuna delle soluzioni ti soddisfa, ricomincia dal primo step.

ristrutturazione cognitiva

3 – Determina le prove

Se i cattivi pensieri hanno realmente un fondamento di verità, puoi saperlo solamente cercando le prove.

Ad esempio, se tra i tuoi pensieri ricorrenti figura il “non ho mai abbastanza soldi“, soffermati a cercare le prove a sostegno di questa tesi.

Anche in questo caso, prendi un foglio bianco e dividilo in due colonne. Nella prima colonna scrivi tutte le prove a sostegno del fatto che non hai abbastanza soldi (ad esempio, conto in banca in rosso e continue richieste di prestito). Nella seconda colonna, scrivi tutte le prove che contraddicono il tuo pensiero negativo, ad esempio l’avere un riparo, del cibo e del vestiario.

Alla luce di quanto emerge dal tuo foglio, sei sicuro di poter dire con estrema sincerità che non hai mai abbastanza soldi? In caso affermativo, sii pragmatico e rifletti sulle possibili soluzioni.

4 – Pratica la meditazione

Meditare aiuta ad allontanare i cattivi pensieri. In questa fase devi concentrarti solo su di te e sul tuo respiro. Fermati, respira profondamente e pensa al tuo pensiero.

In questo modo sarai più consapevole di ciò che stai pensando ed eviterai di concentrarti sulle eventuali conseguenze che potrebbero scaturire dal tuo pensiero negativo.

meditazione

5 – Evita di fossilizzarti sul pensiero negativo

Ricordati sempre che i pensieri negativi sono fugaci e temporanei, senza alcun vero potere (al di fuori di quello che gli attribuisci tu).

Impegnati a comprendere questo passaggio, anche se può sembrare difficile. Quando un cattivo pensiero fa capolino nella tua mente, ripeti dentro di te: “questo è un pensiero negativo. Ne prendo atto, lo osservo, ma non mi faccio condizionare, perché andrà via in fretta”.

Per testare l’impotenza di un pensiero negativo, distraiti. Il sorriso di un amico, un film e un bicchiere di vino sono gli antidoti migliori.

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Impara le tecniche SEO e SEM per il tuo lavoro

Quando non sappiamo dove trovare un prodotto o un servizio che stiamo cercando, senza ombra di dubbio ci rivolgiamo al web per ottenere le informazioni desiderate. Negli ultimi dieci anni i motori di ricerca sono diventati un punto di riferimento per la promozione e la commercializzazione di prodotti e servizi online.

Se sei un libero professionista, è fondamentale che tu sia presente online con un sito web, sul quale tu riesca a portare traffico attraverso i motori di ricerca. Avere un proprio sito senza traffico è come avere una macchina senza carburante.

Per essere competitivi e raggiungere nuovi clienti è indispensabile una buona strategia SEO e SEM.

Cos’è la SEO e come può aiutare il tuo business

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Quando parliamo di SEO (Search Engine Optimization) ci riferiamo a tutte quelle strategie ed attività svolte per migliorare, in modo organico la posizione e la visibilità nelle classifiche dei motori di ricerca di una pagina web.

Prima di parlare delle tecniche per ottimizzare il tuo sito web è importante capire come funzionano i motori di ricerca. Di certo avrai senti parlare delle keyword, che altro non sono che i termini di ricerca utilizzati dagli utenti.

Se i motori di ricerca pensano che il tuo sito web è rilevante per una particolare query, esso sarà presente tra i primi risultati di ricerca ottenuti, ciò significa maggiore visibilità per il tuo business.

La scelta delle parole chiave da utilizzare nella propria strategia deve essere preceduta da un’attenta analisi della concorrenza, fattibile con l’aiuto di appositi tool e del motore di ricerca stesso.

Le attività SEO si dividono in on page e off page. Le prime consentono di ottimizzare il codice HTML e i contenuto testuali di un sito web. Le secondo riguardano la gestione dei link in entrata verso un sito, importanti per assumere rilevanza e autorevolezza agli occhi dei motori di ricerca.

Attuando una giusta strategia SEO sarà possibile essere presenti tra i risultati non a pagamento dei motori di ricerca, e di conseguenza sarà più facile ottenere un aumento del numero dei visitatori sul proprio sito web, che potrebbero trasformarsi in potenziali clienti.

Cos’è il SEM e quali vantaggi può portare alla tua attività

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Avete mai sentito parlare di SEM? Per SEM (Search Engine Marketing) intendiamo tutte quelle attività di web marketing applicate ai motori di ricerca per generare traffico qualificato verso un sito web.

La principale differenza tra SEO e SEM è che mentre nel primo caso i risultati sono organici, nel secondo per apparire tra le prime posizioni con una determinata parola chiave è necessario pagare il motore di ricerca.

Il SEM racchiude la SEO e la SEA (Search Engine Advertising) ovvero la gestione delle campagne pubblicitarie dei risultati a pagamento sui motori di ricerca, meglio conosciute come annunci. Tali annunci vengono gestiti e creati tramite due strumenti principali: Google AdWords e Bing Ads.

Con AdWords è possibile creare campagne per specifiche keywords. Quando gli utenti digiteranno quella parola chiave, Google mostrerà l’annuncio. Utilizzare le keyword giuste è dunque importantissimo per attrarre gli utenti e trasformarli in clienti, nel caso contrario sarà sicuramente più difficile ottenere dei risultati soddisfacenti.

Il pagamento degli annunci è il pay per click: l’inserzionista paga in base al suo budget ogni qual volta che un utente clicca sull’annuncio.

Una buona strategia SEM contribuirà alla crescita del tuo business. Pubblicare annunci mirati ad uno specifico target interessato ai tuoi prodotti o servizi, ti aiuterà ad attrarre gli utenti e di conseguenza ad incrementare le vendite.

Come ottenere il meglio da entrambi

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Quale delle due attività scegliere per il proprio business? In realtà è consigliabile utilizzare entrambi i metodi.

È bene iniziare con il SEM in quanto consente di avere il miglior ritorno d’investimento e soprattutto aiuta ad individuare le giuste parole chiave da utilizzare anche per la SEO.

Una volta valutate le keyword che funzionano meglio e scartate quelle poco utili è qui che entra in gioco la SEO per ottimizzare le pagine web del sito con le parole chiave individuate.

Se il tuo sito sarà presente nei risultati organici di Google riuscirai di certo ad ottenere un numero più alto di visitatori abbattendo i costi.

 

>>> Vuoi imparare a scalare i risultati di ricerca? Scopri il Corso in Search Engine Marketing di Ninja Academy, formula Online + Aula Pratica a Milano (opzionale): un percorso formativo di alto livello, studiato per formare i partecipanti sulle strategie e sulle skill imprescindibili per essere raggiunti da clienti e prospect di qualità.

Musica e street art senza freni per Ultimate Ears

di Silvia Scardapane

Quando la musica celebra la creatività in tutte le sue forme nascono progetti freschi ed innovativi. È questo il caso di “Bring Music To Life”, la nuova global brand campaign di Ultimate Ears che non sfugge all’occhio di Streetness e che punta, difatti, sulla street art colorata ed accattivante di Bicicleta sem Freio.

Douglas de Castro e Renato Perreira sono due illustratori e designer che hanno iniziato a lavorare insieme durante i corsi di arte frequentati presso l’Università Federale di Goiàs (Brasile). Nato nel 2005 come gruppo di classe per disegnare e animare diversi quartieri della città, Bicicleta sem Freio (letteralmente Bicicletta senza Freni) è attualmente un duo molto attivo nel campo della creatività urbana. Molti sono i noti artisti che hanno ispirato il loro coloratissimo stile tra cui il taiwanese James Jean, uno dei visual artist più apprezzati nel mondo dell’arte e della moda contemporanea.

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In questi anni i BSF hanno portato le loro opere pop e tropicali in giro per il mondo, da Nuova Delhi a Los Angeles fino a Berlino, realizzando anche numerosi progetti con brand come Sony, Nike, Absolut e Converse. Inoltre recentemente il duo è stato coinvolto nel programma creativo del Coachella Festival in California, rendendo nota già in quell’occasione la sfrenata passione per la musica.

Amiamo la musica, la ascoltiamo sempre, soprattutto quando lavoriamo ai nostri murales e alle illustrazioni. Oltre a essere una grande fonte di ispirazione, spesso è proprio la forza che si cela dietro i colori brillanti e vivaci che utilizziamo. Così quando Ultimate Ears ha bussato alla nostra porta abbiamo pensato che non ci sarebbe stata collaborazione migliore. Bicicleta sem Freio

Proprio per questo gli artisti hanno scelto di realizzare alcune elaborazioni grafiche che potessero esprimere al meglio le caratteristiche più apprezzate dai fan di Ultimate Ears, gli ears speaker di ultima generazione più amati del momento e totalmente eco-friendly.

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La prima illustrazione raffigura un complesso musicale composto da suonatori dalle bizzarre forme umanoidi; sono riconoscibili alcuni dettagli degli strumenti musicali avvolti in un vorticoso movimento delle immagini che simula il suono avvolgente degli speaker.

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Poi pesci, piovre e tartarughe: la seconda illustrazione è un inno agli oceani per sottolinearne l’impermeabilità simboleggiata da un uomo che scruta fiduciosamente l’orizzonte. Terza e ultima caratteristica degli altoparlanti è l’indistruttibilità, raccontata da uno scontro fisico tra una pantera ed un corpo metà roccia e metà cactus: la pantera è invincibile, proprio come gli UE.

Ultimate Ears, un marchio di Logitech International, sta rivoluzionando non solo il modo in cui la gente può sperimentare e condividere musica ma anche il modo cui gli artisti possono interagire con essa. Disseminazione ed erranza metropolitana sono infatti alla base delle scelte compiute dall’azienda che per la seconda volta predilige la cultura urbana per comunicare con i giovani acquirenti del prodotto e mettere in mostra la propria tecnologia.

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Reduce dal successo riscosso con lo street artista Reka One, Ultimate Ears continua dunque a far vivere la musica tramite la creatività libera ed espressiva… e se è vero che non c’è due senza tre, in futuro si punterà ancora sulla street art?
Noi crediamo proprio di sì!

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Cannes Lions 2017: ecco i favoriti di questa edizione

Come ormai consuetudine, anche quest’anno andrà in scena, dal 17 al 24 giugno, il Cannes Lions, il Festival Internazionale della creatività, evento imperdibile per tutti coloro che lavorano nel marketing e nell’advertising.

Il festival premia ogni anno il lavoro dei creativi, dedicando prestigiosi riconoscimenti anche alle agenzie (miglior direct marketing e best PR). Giunto alla sua 64° edizione, il Festival si prepara da oggi ad ospitare oltre 15.000 professionisti della pubblicità, del design e del marketing, da circa 100 paesi nel mondo.

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Prima di scoprire insieme i vincitori che saranno nominati durante i sette giorni di questa edizione dei Cannes Lions, passiamo in rassegna i favoriti per i premi, con una raccolta dei migliori adv e delle migliori agenzie.

Channel 4, We’re The Superhumans – 4Creative, London

Forse il miglior annuncio mai fatto sulla disabilità: un musical di tre minuti realizzato da Channel 4 per le Paralimpiadi del 2016 – seguito di Meet the Superhumans, vincitore del Film Craft Grand Prix nel 2012.

State Street Global Advisors, Fearless Girl – McCann, New York

Cannes potrebbe incoronare anche questa spettacolare espressione dell’icona femminista, che sicuramente tutti ricordiamo.

https://www.youtube.com/watch?v=yw3K2XSfDyk

Ikea, Cook this page – Leo Burnett, Toronto

Provare nuovi cibi e ricette è difficile e ti intimorisce? Ikea lo ha reso più facile con Cook This Page, ricette su carta da formo e stampate con inchiostro alimentare per aggiungere gli ingredienti direttamente sulla pagina, arrotolarli e infilarli in forno. Una perfetta unione tra food e design.

Commissione sugli incidenti di trasporto, Meet Graham – Clemenger BBDO, Melbourne

Questa campagna per la guida sicura ha colpito nel segno con una domanda fuori dal comune: come sarebbero stati gli uomini, se si fossero evoluti per resistere agli impatti degli incidenti automobilistici?

Il risultato di questa applicazione di immaginazione, frutto del lavoro dell’artista Patricia Piccinini, è racchiuso in questo video.

Nike, Unlimited Stadium – BBH, Singapore

Il bellissimo design a forma di impronta di questa pista da corsa, che Nike ha costruito a Manila, era solo l’inizio di questa campagna creativa. La pista di 200 metri è stata foderata con schermi a LED, invitando i corridori ad impegnarsi in una corsa virtuale contro gli avatar di se stessi. La miglior performance per un marketing esperienziale sportivo.

Coca-Cola, The Line-Up Song – FP7, Il Cairo

Dopo sei anni senza competizioni sportive, la maggior parte degli egiziani non conosceva la propria squadra nazionale di calcio. Ma Coca-Cola ha trovato un modo ingegnoso per far imparare a tutti i nomi dei giocatori: una canzone da scuola materna che tutti gli egiziani conoscono a memoria, in cui ha sostituito i nomi dei giocatori.

Sony PlayStation, Gravity Cat – Hakuhodo, Tokyo

Due sorelle cercano di catturare un gattino in grado di combattere la gravità: il loro appartamento è letteralmente sotto-sopra per mostrare il folle amore del Giappone per il gioco Gravity Daze 2.

Il set nel quale è stato girato lo spot, girava realmente, grazie a un ingegnoso sistema di produzione.

Amnesty International, The Refugee Nation – Ogilvy & Mather, New York

Ogilvy ha progettato una vera e propria bandiera ispirata ai giubbotti di salvataggio per le nazioni dei rifugiati e ha lanciato un programma per recuperare i vecchi salvagente.

Un lavoro ispirato a un’urgenza globale senza precedenti.

Solo un assaggio di quello che potremmo vedere durante il Cannes Lions, che parte oggi. E siamo certi che i nomi dei vincitori saranno una bella sorpresa anche quest’anno.

week in social

Week in Social: dal restyling di Twitter al nuovo safety check di Facebook

Calda, questa settimana, bollente anche per i nostri amati social network. Tante le novità e gli aggiornamenti che hanno fatto sussultare o storcere il naso agli utenti. Dal restyling di Twitter alla possibilità di segnalare i post sponsorizzati su Instagram (che non ce ne voglia Chiara Ferragni, ma a lei dedichiamo la nostra super cover di questa settimana), fino alla possibilità di comprare notizie in abbonamento su Facebook.

Questo inizio estate si è rivelato già ricco di spunti interessanti da portare sotto l’ombrellone e noi siamo qui per ricordarveli tutti. È venerdì, e come sempre è Week in Social, l’appuntamento Ninja con tutte, ma proprio tutte le novità più importanti del mondo social. Ma andiamo con ordine.

week in socialTwitter cambia look, più facile da usare!

Più bello e intuitivo da utilizzare. Una nuvoletta al posto della classica freccia per i commenti, un nuovo menù di navigazione laterale, meno schede nella parte inferiore dell’app e le foto del profilo diventano rotonde. Ecco come si presenta il social del microblogging per eccellenza dopo un restyling di tutto rispetto.

Ma non sarebbe finita qui. A quanto pare i tweet, ora, si aggiornerebbero istantaneamente con risposte, retweet e conteggio dei like in modo da poter vedere le conversazioni che stanno accadendo in diretta. Un look più minimal e al passo coi tempi che apre scenari ben più attesi. Staremo a vedere.

week in social

I ChatBot nei Direct di Twitter ora possono includere: Tweet Post, Follow & Click

Sempre più user oriented, Twitter non si accontenta della forma e del nuovo look, ma vuole offrire di più ai suoi utenti e punta tutto su chatbot per catturarsi l’attenzione dei più grandi brand sulla piattaforma. Come? Inserendo tweet post, follow e click direttamente nei messaggi diretti.

D’ora in poi, quindi, le aziende potranno arricchire i messaggi diretti con dei pulsanti personalizzabili in grado di indirizzare il proprio interlocutore verso diverse azioni. Che sia solo l’inizio di una sfrenata rincorsa al successo di Facebook e Messenger? Staremo a vedere.

Instagram introduce la possibilità di segnalare Post e Stories sponsorizzate

Mentre in Russia, nei centri commerciali vengono installati distributori attraverso i quali acquistare follower per Instagram come fossero caramelle, in Italia è “guerra aperta” a instagramer e influencer che celano dietro foto bellissime e acchiappalike partnership commerciali e sponsorizzazioni per famosi e meno famosi brand.

week in social

Cosa intendiamo dire? Presto detto. Instagram ha ufficializzato che, a partire dalle prossime settimane, sarà possibile individuare facilmente i post e le storie realizzate da blogger e influencer che nascondono una collaborazione a pagamento con partner commerciali. L’obiettivo? Rendere il più trasparente possibile il rapporto con gli utenti. Come dovrebbe funzionare?

 

week in social

 

Lato utente, attraverso un tag “Paid Partnership with” nei post e nelle Storie che i creatori di contenuti hanno realizzato in collaborazione con un’azienda, i followers dovrebbero riconoscere se si trovano di fronte ad un paid post. Lato business, le aziende i brand attraverso degli insight potranno più agevolmente tenere sott’occhio l’andamento del proprio investimento.

Le novità saranno disponibili in un primo momento per un numero limitato di partner. Nei prossimi mesi, Instagram allargherà la disponibilità ad un numero sempre maggiore di creatori.

LEGGI ANCHE: Instagram e influencer: arriva la feature che tutti stavano aspettando

Facebook integra nella funzione Safety Check, la possibilità di donazione diretta alla Onlus

Che Facebook sia sempre in prima linea al fianco dei suoi utenti in occasioni particolarmente delicate e di emergenza non è mai stato un segreto e non stupisce il fatto che abbia da poco annunciato un aggiornamento al suo sistema  di Safety Check. Tra le novità più importanti la possibilità di effettuare donazioni a una raccolta di fondi direttamente attraverso Facebook.

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La funzionalità inizierà a uscire nelle prossime settimane, inizialmente negli Stati Uniti. Sembra che per il momento sarà un’esclusiva degli States. Ma a questo proposito il nostro Luca La Mesa, Top Teacher Ninja Academy e docente del primo Social Media LIVE Program in partenza dal 3 luglio, ha le idee molto chiare:

L’evoluzione del safety check con nuovi strumenti per condividere maggiori informazioni e, soprattutto, la possibilità di raccogliere velocemente dei soldi intorno a delle cause, è un passo avanti molto importante sia da un punto di vista di impatto sociale che di piattaforma. Come impatto sociale basti pensare che il safety check è stato già attivato 600 volte negli ultimi due anni e le notifiche hanno già raggiunto più di un miliardo di utenti.

Se anche solo una piccola percentuale di loro avesse voluto donare qualche dollaro avremmo assistito ad una grande movimentazione dal basso. Allo stesso tempo sarà molto importante per la piattaforma perché “educherà” milioni di utenti a fare transazioni dentro facebook accelerando il chiaro intento di diventare il luogo, con particolare focus a messenger, dove comprare in pochi click qualunque cosa. Se poi Facebook vorrà pure diventare una banca il tutto sarebbe ancora più coerente e sinergico.

Luca La Mesa, docente del Social Media LIVE Program di Ninja Academy

Facebook, sul social network presto si potranno comprare notizie in abbonamento

A breve su Facebook si potranno acquistare abbonamenti alle notizie delle testate giornalistiche. La funzione, a lungo richiesta dagli editori, potrà essere disponibile entro la fine dell’anno sull’applicazione del social network per i dispositivi mobili. La notizia è riportata dal Wall Street Journal e segna l’entrata defenitiva del social network per eccellenza all’interno del mondo dell’informazione, quello vero. Staremo a vedere.

Instagram adesso consente di archiviare le foto

Quante volte vi sarà capitato di scorrere la vostra bacheca di Instagram e storcere il naso davanti a scatti di qualche anno fa che ora non vi convincono ma non riuscite ad eliminarli? Bene, da oggi non sarà necessario cancellare definitivamente le vostre foto. Su Instagram arriva l’archivio, una nuova funzione che consente di non mostrare più agli altri le foto condivise in precedenza, non cancellandole ma spostandole in uno spazio privato in cui sono visibili solo all’utente.

 

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Le Gif fanno 30 anni e Facebook le inserisce nei commenti

Le Gif, le immagini animate che hanno conquistato gli utenti dei social network e di internet, compiono 30 anni. E Facebook ha scelto di festeggiare questo anniversario annunciando la disponibilità delle Gif per chiunque nei commenti sulla sua piattaforma. Già nel 2015 Facebook aveva riconosciuto a questo formato l’enorme successo tra gli utenti, introducendo le Gif su Messenger. Da quel momento nella chat di Facebook sono state inviate 13 miliardi di Gif, quasi 25 mila al minuto.  Soltanto a Capodanno 2017 ne sono state inviate 400 milioni.

 

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Il CEO di Amazon chiede ai suoi follower su Twitter a chi dovrebbe donare dei soldi

Jeff Bezos, il CEO di Amazon, ha chiesto ai suoi follower su Twitter un parere su come dovrebbe donare i suoi soldi.

“Voglio che parte della mia attività filantropica possa aiutare le persone qui e ora – in una prospettiva a breve termine – facendo incontrare un’esigenza urgente con un impatto duraturo“, ha spiegato Bezos nel suo tweet.

“Se hai delle idee in proposito, rispondi a questo tweet (e se pensi che questo approccio sia sbagliato, vorrei sentire anche questo).”

La richiesta segna uno spostamento negli interessi di Bezos, una delle persone più ricche al mondo, con un patrimonio che supera i 76 miliardi di dollari, che finora aveva investito in scommesse a lungo termine come l’esplorazione spaziale.

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Jeff Bezos, gli altri grandi nomi del Tech e la filantropia

L’amministratore delegato del gigante dell’eCommerce ha detto che venderà circa 1 miliardo di dollari di azioni di Amazon per finanziare la sua azienda Blue Origin, che mira a ridurre i costi del viaggio spaziale e lanciare finalmente la sua impresa nello Spazio.

A livello filantropico Bezos fino ad oggi ha sostenuto una fondazione gestita dai suoi genitori che si concentra sull’istruzione, mentre la sua famiglia ha donato più di 40 milioni di dollari al centro di ricerca sul cancro di Fred Hutchinson di Seattle, non lontano dalla sede di Amazon.

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Bezos non ha ancora fatto della solidarietà una base fondamentale per la sua crescita professionale e per la crescita della sua società, come invece è accaduto per Bill Gates e Microsoft o per Mark Zuckerberg e Facebook. E in effetti Bezos non ha aderito all’impegno dei due magnati del Tech e di altre 167 persone più ricche del mondo, nel donare la metà della sua fortuna in attività filantropiche (Giving Pledge).

Il suo post di Twitter, intanto, ha generato quasi 4.000 risposte in appena tre ore e i suggerimenti spaziano dai programmi alimentari per i bambini, alla protezione delle foreste, fino alle soluzioni per i senzatetto.

Fresh news dal Digital Fashion, tra chatbot e shopping di lusso su WeChat

Ciao!

Ci siamo, è tornato l’appuntamento con le novità digital del settore moda. In questo articolo parliamo di chatbot, di wearable technology e shopping di prodotti di lusso via app.

DeGrisogono

BOTler: Ecco come De Grisogono ha integrato i Chatbot nella propria comunicazione 

I chatbot di cui stiamo sentendo parlare molto ultimamente sembrano reinventare la relazione con il cliente. Un interessante esempio di come utilizzare i chatbot arriva da De Grisogono, noto brand di gioielleria.

Il brand a fine 2016 ha realizzato il secondo BlackBook, collana nata dal desiderio del fondatore di raccontare ai suoi clienti i suoi viaggi e i luoghi che ha visitato.  Il chatbot, chiamato “BOTler”, collegato alla collana serve a dare consigli in tempo reale sulla nota meta turistica St. Moritz (tema chiave del BlackBook) grazie a un servizio concierge attivo 24/7 accessibile tramite Facebook Messenger o Telegram. Ecco come avere indirizzi dei ristoranti migliori e tips sui luoghi nascosti da visitare, la miglior guida virtuale che si possa desiderare.

Se vuoi approfondire puoi leggere l’articolo “De Grisogono activates St. Moritz guide book via chatbot concierge”.

Shopping via WeChat per Burberry e Longchamp

Sapevamo che sarebbe arrivato il momento ed eccoci qui! Burberry e Longchamp sono i primi brand ad aver cominciato a vendere borse e abbigliamento tramite la nota app cinese WeChat. Tra una chiacchierata via chat con le amiche e uno sguardo al feed dei propri account social ora è possibile fare shopping… di lusso.

Puoi proseguire la lettura sull’articolo apparso su Mashable “Luxury brands are allowing China’s millennials to buy directly through WeChat”.

Livby

Fashion app: con Livby si fa largo la “live streaming shopping app”

Parliamo ora di Livby, nuova app disponibile su Apple Store. Possiamo definirla “Live streaming shopping app” perché, su questa app, si guardano i video, si può interagire in chat e poi si può comprare direttamente con un “buy button” in pochi semplici passi. Un modo divertente di fare acquisti e un ottimo mezzo per i brand per mettersi in contatto con il consumatore e instaurare dialoghi live. Da utilizzare per lanciare un nuovo prodotto o per fare una vendita esclusiva.

Se ti ho incuriosito e vuoi scoprirne di più ti consiglio di leggere l’articolo “Livby Launches The First Mobile Live Streaming Shopping App”.

 

Ivalo

Scoprire designer emergenti da tutto il mondo? Con l’app Ivalo è facile

Ivalo è un marketplace dove potete fare shopping ma non troverete i grandi nomi della moda internazionale bensì piccole realtà selezionate accuratamente che non si trovano da nessun’altra parte. Potrai acquistare direttamente dal brand che ti piace. A qualcuno piace descriverla così:

“Ivalo is the Tinder of Fashion with the monetisation model of AirBnB.”

Per avere maggiori informazioni clicca su “Tinder meets Airbnb with fashion app Ivalo”.