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Ninja Factory: l’ultimo incontro a Roma e Milano del percorso pratico del Master in Social Media Marketing

Il 22 luglio a Roma e Milano si è svolto l’ultimo dei tre incontri pratici previsti del Master Online in Social Media Marketing, un percorso di formazione learning by doing che ha permesso a tutti i partecipanti di mettersi alla prova e “imparare facendo”, collaborando in team.

Quando ci si saluta c’è sempre una vena di tristezza, si dice che “Tutte le cose prima o poi finiscono”, ma ne siamo proprio sicuri?!

Noi che eravamo lì vogliamo raccontarvi cosa è successo e provare a sfatare questa massima, focalizzando l’attenzione invece sul nuovo che arriverà!

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Qui Milano, di Andrea Pitturru

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Il sabato milanese di luglio è una ghiotta occasione per salire su un’auto, un treno o un aereo verso le più famose destinazioni balneari. Ma oggi succede esattamente l’opposto: Milano si trasforma in punto di arrivo da tutta Italia, come sede della terza e ultima giornata della Ninja Factory per il Master Online in Social Media Marketing! Appuntamento in Copernico, direttamente nel covo milanese dei Ninja.

All’arrivo i partecipanti si sono incontrati come dei vecchi amici, dopo aver lavorato per quattro mesi distanti fra loro ma sempre connessi, con in testa l’obiettivo finale: la presentazione dei loro progetti di agenzia, di fronte ad una giuria d’eccezione composta da Giulia Decina, Strategic Planner presso Dentsu Aegis Network, ed Emma De Longis, Digital Performance Assistant in Omnicom Media Group.

I sei team infatti, capitanati dai tutor Michaela Matichecchia e Stefano Besana, hanno fatto tesoro dei suggerimenti del secondo incontro di maggio, sviluppato le loro strategie seguendo l’Envisioning 2.0 e si sono preparati duramente, ovviamente… per stupire!

I brief su cui hanno lavorato sono stati preparati in collaborazione con Ceres ed incentrati su sfide reali, pratiche e concrete. Come può un marchio così prestigioso nel mondo delle birre migliorare ulteriormente la sua (già) eccellente performance social?

I team hanno dato le loro soluzioni, facendo attenzione ai canali social di destinazione, al target da colpire e alla sua profilazione ed infine al budget.

Il tutto con alcuni punti in comune:

  • una strategia multicanale, che non insegua a tutti i costi l’essere su “qualunque social”. Se il canale non è adatto, è stata argomentata l’idea di non intervenire o, addirittura, di uscire se già presenti. E questo, di fronte ad un cliente, richiede una grande dose di preparazione e concretezza.
  • Veicolare le emozioni aumentando l’awareness del marchio, con l’obiettivo finale di impattare positivamente sulle vendite: stimolando un forte engagement con la community, anche tramite Influencer declinati per canale, i partecipanti al master hanno dato la loro soluzione per influire positivamente in ambito sales, sia nel mercato Horeca che nella GDO.
  • Utilizzare le ultime tecnologie disponibili: video live e 360, filtri e Stories, il tutto unito a interventi fisici anche sul packaging e sull’etichetta (QR code). Il target di Ceres, infatti, è attento alle ultime tendenze ed estremamente social. La birra, non può che adeguarsi!

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La giuria, dopo le domande e i feedback rivolti ad ogni agenzia, si è chiusa in camera di consiglio e ha emesso il seguente verdetto: tutti i team partecipanti hanno lavorato con grandissimo impegno e dedizione in questi mesi, meritandosi quindi il Digital Creativity Update il percorso di aggiornamento con Sergio Spaccavento.

Congratulazioni a tutti per i progetti presentati!

Qui Roma, di Marzia Fiori Andreoni

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Una nuova ondata di caldo ha invaso la città ma i veri Ninja non sentono nulla e vanno avanti a testa alta. È andata esattamente così al TIM #WCAP di Roma, dove tutti i partecipanti a questo incontro hanno affrontato una nuova sfida: presentare alla giuria il loro progetto, proprio come una vera agenzia!

Dopo giorni intensi di lavoro, studio con cronometro alla mano per riuscire a rispettare i 20 minuti di tempo, i sei gruppi, guidati dai tutor Simone Mariani e Cinzia Gallenzi, si sono ritrovati faccia a faccia con Paolo Lanzoni Product Marketing Manager Mercedes-Benz Cars; Giulia Ferrazzani, di Rai Pubblicità; Simona Sinagra Head of Digital P&G – Carat; Daniela Celentano Digital Media Supervisor – Carat.

I ragazzi hanno presentato il frutto del loro lavoro, prima un’analisi di background del brand Ceres e poi hanno dato voce alle loro proposte.

Un viaggio diverso attraverso i social network che il noto brand potrebbe affrontare, evidenziando pregi e difetti (chi non ne ha?!) e adattando codici e messaggi di ultima generazione (vietato rimanere indietro!) per rivolgersi al target di riferimento; sono sorte interessanti proposte di partnership con altri brand e Influencer per rafforzare la propria presenza, aumentare l’engagement, stimolare la community; immancabili le linee guida e suggerimenti da tenere a mente per affrontare una crisi, tasto dolente ma che ogni vera agenzia deve pur affrontare!

Insomma tante idee, tanta creatività che i giurati hanno apprezzato facendo complimenti, evidenziando alcuni aspetti e dando consigli: uno su tutti di cui fare tesoro è “crederci sempre, fino in fondo!”

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Dopo questa full immersion nel mondo Ceres, la giuria si è riunita per deliberare. Sono stati attimi di suspense ma alla fine… buone notizie!

I sei gruppi sono stati talmente bravi da lasciare la giuria senza parole, tutti i progetti sono stati considerati lodevoli e ben strutturati per cui… meglio premiare tutti con l’accesso alla formazione firmata Ninja Academy!

Quando si parla di social media sappiamo quanto è importante aggiornarsi, non si smette mai di imparare e allora ecco perché ci sentiamo di sfatare il mito che tutto prima o poi finisce! Da questa esperienza ci auguriamo abbiate imparato tanto, stretto contatti e amicizie e che vi sentiate i protagonisti di una nuova strada, soprattutto professionale!

Che il Ninja Power continui ad essere con voi!

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Genius, la guida smart per ridurre i consumi di casa

Sapevi che 100 ricerche su Google consumano quanto 28 minuti di una vecchia lampadina a incandescenza? Inoltre, un frigorifero di classe A+++ può farti risparmiare il 60% di energia rispetto a un elettrodomestico di classe inferiore. E poi, hai mai calcolato che tenere la console videogiochi sempre accesa, e non in standby, può costarti caro sulla bolletta? Per conoscere queste e molte altre dritte sul risparmio energetico non serve un corso ma basta affidarsi a Genius, la guida intelligente per i clienti Eni gas e luce. 

Che cos’è Genius

Genius è la generazione di strumenti digitali in grado di fornire tutte le informazioni e le buone pratiche utili a ottimizzare i consumi in casa, per evitare sprechi, ma soprattutto per una diminuzione dei consumi domestici. La guida funziona in maniera molto semplice: Genius propone tre percorsi per personalizzare l’impiego dell’energia in casa: calcolare Il Tuo Profilo Energetico, scoprire La Tua Offerta Ideale, redigere Il Tuo Diario Energetico.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=6&v=TmtZnbrRJbE

Il tuo profilo energetico

In casa hai caldaia o scaldabagno, infissi in vetro singolo o doppi, quante lampadine a incandescenza e quanti led? Sono alcune delle domande che Genius ti pone, dopo il login in My Eni, calcolando Il Tuo Profilo Energetico, per conoscere il modo in cui usi luce e gas, scoprire quali elettrodomestici consumano di più e individuare le cattive abitudini che pesano sulla tua bolletta.

Ammettiamolo, in fondo nessuno di noi si è mai chiesto quanta energia impiega la nostra casa, forse se avessimo maggiore coscienza e conoscenza di quanto e come sprechiamo sarebbe più semplice risparmiare. E così Genius, una volta stilato il profilo energetico, ti svela come ottimizzare i consumi fornendo consigli utili, pratici e su misura per rendere più efficiente la tua abitazione. Ad esempio, sapevi che quando utilizzi una lavatrice di classe A+++ se eviti il prelavaggio e imposti il programma Eco puoi risparmiare il 15%?

Eni Luce e Gas

credits: depositphotos # 138404156

La tua offerta ideale

Se presti attenzione all’orario in cui fai le lavatrici meglio scegliere un’offerta bioraria, e ancora, fissando una quota con un contratto di tre anni risparmi se nel tempo cala il prezzo di luce e gas. Sono tante le soluzioni di consumo proposte da Eni, ma solo una è quella adatta a te perché dipende da come usi l’energia e Genius in pochi minuti può aiutarti a trovare La Tua Offerta Ideale. La guida digitale, in base alle tue abitudini e alle tue esigenze prioritarie, individua l’offerta gas e luce più consona alle tue necessità, ti spiega passo per passo i dettagli e ti offre la possibilità di attivarla immediatamente online.

Il tuo diario energetico

L’ultima bolletta della luce è stata più cara? Come mai hai consumato di più? Per monitorare la tua spesa puoi accedere all’area personale My Eni e consultare la sezione Il Tuo Diario Energetico. Controllando costantemente quanta energia consuma la tua casa è più semplice risparmiare. Per ridurre gli sprechi, poi, Genius fornisce suggerimenti mirati sul tuo stile di vita e confronta i tuoi consumi con quelli di case simili per dimensione e area geografica. Osservando quindi la spesa energetica, tramite il diario, si può essere più efficienti e scoprire ad esempio che per magiare il gelato cremoso e non congelato la temperatura da impostare per il congelatore è -18°.

Risparmio consumi casa

Ma per capire in maniera divertente l’importanza del risparmio energetico, è arrivato il videogioco Genius che ti coinvolgerà in un’avvincente sfida contro Lord Sprecus. Ecco dove è possibile scaricarlo:

Apple Store
Google Play Store

Stay tuned per saperne di più!

McDonald's

Perché McDonald’s ha appena lanciato una linea di vestiti?

McDonald’s presenta una linea di abbigliamento per celebrare il lancio del servizio di consegna a domicilio con UberEats. La McDelivery Collection comprende accessori, cuscini, felpe, ciabatte e una tovaglia da picnic su cui sono raffigurati diversi prodotti culinari della nota catena di hamburger.

McDonald's

McDonald's

La special capsule collection di McDonald’s

La promozione non sarà disponibile ovunque, i capi d’abbigliamento saranno consegnati esclusivamente oggi, durante il Global McDelivery Day, in città e Paesi selezionati, come Usa, Canada, Francia, Olanda, Hong Kong e Regno Unito. Sul sito ufficiale è possibile verificare le varie località.

McDonald's

Gli utenti che ordineranno a domicilio tramite l’app di UberEats, avranno la possibilità di mettere le mani su uno dei prodotti gratuiti e limited edition.

McDonald's

La contaminazione tra food e moda

La McDelivery Collection non è il primo esperimento moda della catena di fast food americana. Già nel 2015 McDonald’s aveva creato una linea ispirata al Big Mac con Colette.

McDonald's

Il connubio tra cibo e moda sta interessando soprattutto i grandi player della ristorazione che, attraverso il lancio di speciali collezioni di abbigliamento, stanno rendendo le loro strategie di marketing sempre più ‘fashion’.

McDonald's

“In McDonald’s, continuiamo a migliorare per i nostri clienti con nuove ricette, un aspetto più fresco e ora nuovi livelli di convenienza attraverso McDelivery con UberEATS” ha affermato il portavoce di McDonald’s Lauren Altmin.

McDonald's

“Per festeggiare, abbiamo creato la McDelivery Collection, una linea divertente di oggetti pensati per le persone che vivono l’esperienza di consegna, sia per chi vuole un Big Mac mentre è sul divano, sia per chi vuole condividere delle patatine con gli amici nel parco”.

McDonald's

Al momento l’azienda non ha intenzione di mettere in vendita i capi della collezione. Con questa mossa McDonald’s si allinea ad altri colossi, come KFC e Pizza Hut, che di recente si sono cimentati e hanno investito nella creazione di collezioni fashion ispirate ai loro prodotti.

Visual marketing e creatività post-web: le immagini parassita

Questo articolo è stato scritto da Paolo Schianchi, docente delle cattedre di Visual communication e interaction design e Creativity and problem solving presso l’Università IUSVE. Dirige i contenuti editoriali del portale internazionale Floornature.com. Si occupa di saggistica sulla cultura visiva contemporanea.

Paolo Schianchi (PH. Mario Consilvio)

Paolo Schianchi (PH. Mario Consilvio)

Un principio base del visual marketing post-web

Quando navighiamo in rete i nostri occhi si riempiono di immagini e queste passano messaggi. Il loro scopo? Fare breccia in ognuno di noi per diffondere informazioni e cultura. Diventa quindi facile comprendere che per funzionare le raffigurazioni devono continuamente evocare nuove e coinvolgenti narrazioni.

Tale principio base del visual marketing post-web appare semplice, ma poi arriva il momento del progetto con tutta la sua carica di incertezza creativa.

In questa fase di esitazione prendono la parola personaggi, solitamente non appartenenti alla cultura visiva, che incasellano ogni immagine in un fiorire di consigli legati al gusto dominante, quindi già in uso e annodati ad altri concetti informativi o culturali. Ovvero danno forza a un immaginario condiviso e di facile consumo che non è in grado di rivelare la propria autentica falsità.

La nascita delle immagini parassita

Tale atteggiamento, utilizzato per bypassare un processo non semplificabile come quello creativo, ha dato vita alle immagini parassita, ovvero a tutte quelle raffigurazioni talmente annidate in noi da non accorgerci nemmeno della loro esistenza. Per fare un esempio si prenda un uomo barbuto e gli si scatti un primo piano. Cosa vedo? La pubblicità di un prodotto per la cura del viso? Un’immagine di moda dedicata agli hipster? E se gli mettiamo un turbante in testa che accade? Diventa immediatamente un terrorista, senza alcun margine di dubbio.

A questo punto però non si cada nell’errore di confondere le immagini stereotipo con quelle parassita, in quanto differiscono in alcuni punti. Proviamo a vederli.

  • Le immagini stereotipo sono cliché facilmente riconoscibili. Ad esempio la casalinga è sempre attenta al pulito della sua abitazione, felice di avere più tempo da dedicare a se stessa e vestita con i colori del brand che pubblicizza. In questo caso però un bravo creativo riesce facilmente a individuare ed eliminare il luogo comune. Oppure, in alternativa, sa come utilizzare consapevolmente questa tipologia di immagine nel proprio progetto comunicativo.
  • Le immagini parassita invece albergano in ognuno di noi, quale frutto del dilagante perbenismo visivo web e quindi più difficili da individuare. Per intenderci sono tutte quelle raffigurazioni considerate di gusto e ritenute belle, spesso caldeggiate dal marketing in cinque mosse. Si comportano come quei gesti o quelle parole che tendiamo inconsapevolmente ad associare, si pensi ad esempio alle virgolette mimate con le dita quando si vuole sottolineare una parola del discorso. Oppure a come venga spontaneo, quando si parla o scrive, unire LUPO a SOLITARIO, GENIO a INCOMPRESO o SVOLTA a EPOCALE. Nonché uomo con barba e turbante a TERRORISTA.

Allora la differenza sostanziale fra queste due tipologie di immagine alberga nell’atteggiamento che assumiamo guardandole. Nel caso delle immagini stereotipo tendiamo a delegarle, ponendole fuori di noi, poiché crediamo appartengano solo agli altri. In quello delle immagini parassita, percependole piacevoli e di gusto, per riconoscerle dobbiamo invece agire su noi stessi, mettendoci in discussione e facendo un lavoro di introspezione. Ovvero sono talmente dentro di noi che perdiamo di vista la loro prevedibilità.

Proviamo a descriverne altre.

Le famiglie sono sempre composte da due genitori, giovani e belli, e due figli, possibilmente un maschio e una femmina, altrettanto belli, simpatici e sorridenti.

In alcuni casi diventano multietniche o più anziane, ma rimangono comunque tutti sorridenti e belli. In questo caso l’immagine è in bilico e appare come uno stereotipo, ma in realtà si comporta da parassita. Infatti a una visione più attenta ci si accorge che è presente anche nelle famiglie arcobaleno, le quali, pur proponendo nuove possibilità all’idea di famiglia, riproducono gli stessi stilemi visivi.

Questo atteggiamento vale anche per altri concetti come l’ecologia, sempre legata alla natura e declinata quale foglia, albero o foresta e con una predominanza del verde. In alternativa si può utilizzare l’acqua. E via di gocce, ruscelli, fiumi e oceani, il tutto ovviamente con un primeggiare dell’azzurro. Oppure si pensi alla tecnologia, sempre raffigurata da immagini digitali, simboli web o l’inconfondibile rete. E non dimentichiamo le nuvole di parole, quelle valgono per tutto. Per capirci nel momento in cui tali stilemi vengono utilizzati nella realizzazione di un’immagine è lo stesso in cui ci stanno parassitando.

A inciampare in queste immagini, pur volendo divulgare un cambiamento, una particolarità o l’individualità di un contenuto, sono quasi sempre i comunicatori inesperti di cultura visiva. Così a questo punto, per creare una comunicazione efficace, innovativa e d’effetto, bisogna porsi una serie di domante. Facciamolo sugli esempi riportati, ma ovviamente valgono per ogni comunicazione di tipo commerciale o culturale e ampliabili all’utilizzo di altri oggetti.

Verso una nuova creatività post-web

É possibile comunicare visivamente il concetto di famiglia, diciamo con un papà esageratamente alto, una mamma grassa e tre figli non certo sorridenti e perfetti, o in alternativa dei fagioli? Si può comunicare l’ecologia attraverso delle caramelle, un bicchiere di plastica o un tatuaggio? Si può mostrare la tecnologia con delle rotelle di liquirizia, delle ciabatte di pezza o degli schizzi infantili?

La risposta per tutte è sì, basta applicare i principi della creatività post-web e imparare a guardare tanto dentro di noi quanto fuori di noi, operando sul significato e la percezione delle cose. Lo scopo è quello di cambiare significato a ciò che si vede, pur lasciando immutata la sua espressione figurativa. Oppure si può agire sull’interpretazione e il cambiamento del gusto estetico, aggiornando la forma visiva di un concetto o prodotto per renderlo il più interessate del suo momento storico.

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Facebook Wi-Fi: adesso anche in Italia

Dopo il Regno Unito, adesso anche in Italia è possibile sapere dove si trova un Wi-Fi a noi più vicino. Come? Semplice, basta avere la localizzazione sempre attiva su Facebook.  Anche chi fino adesso ha resistito ad attivarla, dovrà cedere se vorrà utilizzare questa comoda funzionalità.

Possiamo scegliere se ricevere una notifica ogni volta che nei paraggi c’è uno store che offre il Wi-Fi, oppure verificare direttamente andando nel menù secondario di Facebook e selezionare la voce “Trova Wi-Fi” .

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Foto di Facebook

Sei amministratore di una pagina Facebook? Ecco tutto ciò che devi sapere per attivarlo sulla tua Pagina

Il Wi-Fi di Facebook permette ai clienti di registrarsi presso gli store dei brand che aderiscono come hotspot. In questo modo, quando le persone si registrano sulla tua Pagina per accedere al Wi-Fi, puoi condividere con loro le offerte e annunci promozionali.

Per un brand i vantaggi sono due:

  • Drive to store: dall’online si può arrivare ad una conversione offline. Grazie alle push notification di Facebook, le persone sono spinte ad entrare negli store che offrono il Wi-Fi per collegarsi alla rete. Il loro ingresso può generare anche un acquisto. Ad esempio, se hai bisogno di una rete Wi-Fi per inviare una presentazione importantissima di lavoro e grazie a Facebook scopri che nei paraggi c’è il bar “Gran Caffè” che offre questo servizio, ti fermerai a prendere un caffè in questo bar? Secondo me, sì!
  • Annunci e offerte promozionali: è possibile condividere offerte e annunci promozionali dedicati.
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Wi-FI

 

Per configurare il Wi-Fi di Facebook, devi essere un amministratore di una Pagina aziendale che abbia un indirizzo valido. La posizione della tua azienda deve essere inserita correttamente. Solo le Pagine con posizioni valide possono usare il Wi-Fi di Facebook, perciò, se sei amministratore di una Pagina di un brand che ha più punti vendita, dovrai creare una Pagina diversa per ogni punto vendita o sede della tua azienda. Puoi ovviare questa difficoltà con gli store locator di Facebook.

Il Wi-Fi di Facebook quindi trasforma il tuo router in un hotspot Wi-Fi, connettendoti con i tuoi clienti quando visitano il tuo punto vendita e portando i visitatori alla tua Pagina Facebook. Se vuoi iniziare subito ad offrire questo servizio, verifica quali sono i router che supportano il Wi-Fi di Facebook e fai diventare la tua Pagina un hotspot.

Buona configurazione! 🙂

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Visual Listening: che cos’è e perché è importante per il tuo brand

Che cos’è il Visual Listening? 

Finora, probabilmente, hai sentito parlare più genericamente di Social Listening – il monitoraggio dei social media per tenere d’occhio le conversazioni del pubblico di riferimento e trarne preziosi insight sul brand.

Ma cosa accade quando le “conversazioni sul brand” passano indirettamente – e silenziosamente – attraverso contenuti di natura visiva? Esiste un’analisi specifica per questo tipo di contenuti e quali sono i tool che possono venire in aiuto?

La risposta è, appunto, il Visual Listening.

Che cos’è il Visual Listening e a cosa serve

Il Visual Listening è il Social Listening delle immagini: serve per monitorare le immagini sui social che contengono riferimenti visivi ai brand, anche quando non ci sono espliciti riferimenti testuali ad essi.

Se una foto contiene una bottiglia di Coca Cola, ad esempio, ma nella caption non ci sono riferimenti al brand perché magari la foto ha come soggetto principale tutt’altro, Coca Cola rischia di perdere questa menzione se non fa Visual Listening.

Poco male? E se la foto violasse la policy del social, o semplicemente associasse il brand a contenuti inappropriati? O al contrario, se la caption dicesse qualcosa del tipo “Ogni volta che vado da XYZ, non riesco rinunciare alla mia bibita preferita?”, e se a pubblicare la foto fosse un noto influencer?

Forse varrebbe la pena saperlo, no?

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Fonte: Brandwatch Image Insights

Se poi pensiamo che l’80% delle immagini sui social che ritraggono un logo non sono accompagnate da una menzione testuale del brand in questione, diventa ancora più chiaro quanto rischi e opportunità possano passare attraverso le immagini in modo indisturbato, senza che ve ne sia una traccia.

Ecco allora che il Visual Listening, al pari del Social Listening, ricopre un ruolo chiave non solo per individuare e decifrare modelli di comportamento del consumatore e trend di mercato, ma anche per comprendere opportunità di customer engagement e influencer marketing, o avvistare per tempo eventuali rischi legati alla sicurezza e alla reputazione del brand. 

Oggi i social media sono sempre più visual, quindi non sorprende che anche le immagini e i video, al pari dei testi, rappresentino una fonte inesauribile, e a volte insospettabile, per trarre informazioni relative al brand o ai competitor, o semplicemente al mercato di riferimento.

Il Visual Listening, accanto al Social Listening, è una direzione in cui presto tutti i brand presenti sui social dovranno muoversi. Meglio iniziare subito, allora.

Quali tool possono essere d’aiuto per il Visual Listening?

Esistono molti tool dedicati specificamente al Visual Listening, sia gratuiti che a pagamento. Ognuno di essi è in grado, con modalità e feature differenti, di monitorare e analizzare le immagini per trovare riferimenti ai brand, come ad esempio la presenza di loghi. Eccone alcuni.

Clarifai

Con questo tool è possibile analizzare immagini e anche video, grazie a un ricco set di impostazioni su cui l’utente può lavorare liberamente, con un alto grado di personalizzazione. È possibile testare una demo direttamente sul loro sito (senza dover inserire i propri dati): provare per credere!

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Fonte: Clarifai

Brandwatch Image Insights

Il tool per il Visual Listening di Brandwatch (che si occupa da sempre di Social Listening), è ottimizzato per brand e agenzie. Consente di individuare qualunque tipo di logo presente nelle immagini, con un altissimo livello di accuratezza e un’ampia copertura di immagini.

Brandwatch Image Insights

LogoGrab

Anche LogoGrab, recentemente diventato partner di Brandwatch, è un tool che consente di individuare la presenza di loghi in immagini e video, anche quando parziali o modificati. Di questo tool, sviluppato da ex dipendenti Google, si fidano brand come McDonald’s, Heineken, Nestlé.

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Fonte: LogoGrab

E voi, utilizzate già un tool per il Visual Listening?

Le funzioni nascoste di Facebook

Facebook è in continua evoluzione, si sa. Spesso rilascia nuove funzionalità in via sperimentale e per pochi utenti o brand (come accadde recentemente per le copertine video per le pagine), altra volte fa qualche piccolo ritocco qui e là, senza grandi annunci.

È facile anche per i più esperti che qualche impostazione relativa al proprio account non sia stata notata. Noi ninja vi offriamo un promemoria di queste impostazioni nascoste.

Richieste messaggi

Potreste avere una grande quantità di messaggi non letti. Se una persona che non è elencata tra la vostre amicizie Facebook vi dovesse scrivere un messaggio, Facebook lo dirotterà in una cartella etichettata “Richieste di messaggi”.
Per vederli, basta cliccare sull’icona dei messaggi, che vo condurrà al solito elenco dei messaggi più recenti. Subito a destra, nel menu di quella finestra, c’è la voce “Richieste di messaggi”. Buona lettura!

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Le emoji da scrivere

Divertenti, utili per esprimere una emozione in maniera breve e veloce, la collezione di emoji disponibile su Facebook è molto grande. Se siete dei ninja old style, alcune possono essere scritte da tastiera, senza doverle cercare. Ecco l’elenco delle abbreviazioni disponibili.

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La tua storia romantica

Siete in una relazione romantica? Digitando nella barra indirizzi del vostro browser facebook.com/us vi verrà mostrata una pagina con la vostra storia d’amore o amicizia con la persona che avrete indicato nel vostro profilo. Se siete single o non avete indicato nessuno, Facebook importerà dritti al vostro profilo, come se foste dei novelli narcisi digitali.

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Salva link

Non sempre c’è il tempo o la voglia di leggere e approfondire quel link interessante che è comparso nel vostro newsfeed.
Cliccando sul triangolo in alto a destra del post, potrete salvarlo per leggerlo in un secondo momento. Troverete tutti i link salvati in questo modo nel menu “Elementi salvati” nel pannello di sinistra del vostro newsfeed

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Scarica i tuoi dati

Potrebbe capitare che vi blocchino il profilo o ve lo rubino, oppure che semplicemente decidiate di chiuderlo.

Se volete conservare una copia dei dati che nel tempo avete caricato su Facebook, potrete scaricarli accedendo alle impostazioni del vostro profilo.

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Scegliere un contatto erede

Fate tutti gli scongiuri possibili. Ma poi pensateci: un giorno molto lontano potreste non esserci più. Volete proprio lasciare il vostro profilo abbandonato?

Tra tutte le soluzioni possibili, Facebook ve ne offre una: il contatto erede.

Potrete nominare una persona (tra gli amici Facebook) che dopo la vostra morte sia in grado di gestire alcuni aspetti limitati del vostro profilo: cambiare la foto del profilo, rispondere alle richieste di amicizia, fissare un post in alto, per esempio.

Per nominarlo, basta accedere alle impostazioni generali del vostro account e cliccarci su “Gestisci account

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Più sicurezza

Ogni tanto circolano catene di sant’Antonio che mettono in guardia gli utenti su questo o quel hacker che potrebbe impadronirsi del vostro profilo.

Spesso inutili o infondate, diffondere queste catene non vi difenderà dai hacker. Attivare certe impostazioni del vostro profilo invece sì.

In particolare l’autenticazione a due fattori renderà più sicuro il vostro profilo perché l’accesso da un dispositivo mobile avverrà in due tempi: dopo l’inserimento delle vostre credenziali di accesso, verrà inviato al vostro smartphone un codice numerico che dovrete inserire per completare l’accesso.

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Un’altra impostazione utile è chiedere a Facebook di notificarvi gli accessi effettuati da dispositivi o browser non riconosciuti come abituali.

Sia in questo caso che nell’elenco delle località da cui sono stati effettuati gli ultimi accessi, potrete chiedere a Facebook di interrompere tutte le sessioni aperte. Una procedura utile se avete usato Facebook da un computer diverso dal solito e che non è più alla vostra portata, come quello di una biblioteca o di un amico.

Non allarmatevi per se tra le località elencate non trovate il vostro indirizzo o paese, ma località anche lontane e mai frequentate: Facebook, specie se usate un computer, non ha altro modo di localizzarvi se non attraverso i dati che il vostro provider gli fornisce. E spesso questi non sono accurati.

Un news feed più curato e meno noioso

Nel panello di sinistra del vostro newsfeed o tramite l’hamburger icon (le tre linee orizzontali sovrapposte) se usate la app per smartphone, potete decidere di vedere le notizie principali o quelle più recenti.
Ma da desktop potete personalizzare in maniera più accurata il vostro newsfeed cliccando sui tre puntini accanto alla voce “Notizie principali” e poi scegliendo a quali amici dare sempre priorità.

Se avevate silenziato un amico cliccando sulla voce “Non seguire più …” di un suo post, nella stessa schermata delle preferenze troverete l’elenco di tutti quelli che avevate silenziato e ridare loro voce.

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Curiosare tra le amicizie altrui

Potrete esplorare i dettagli della vostra amicizia con qualcuno semplicemente visitando il profilo del vostro amico e selezionando, in altro a destra la voce “Vedi dettagli amicizia”.

Se siete particolarmente curiosi, potreste sfruttare il meccanismo con cui Facebook costruisce il link per farvi esplorare i dettagli dell’amicizia, per vedere quanti siano amiche due persone diverse, anche non amiche vostre.

Il link infatti è costruito in questo modo: https://www.facebook.com/friendship/[nome persona 1]/[nome persona 2]/

Sostituite alle porzioni tra parentesi quadre il nome utente delle persone ed il gioco è fatto.

Se le persone non sono amiche tra loro, niente sarà mostrato, ma potrete comunque scoprire se hanno amicizie in comune.

le impostazioni nascoste di facebook

 

Incorporare un post pubblico

Se un post disponibile a tutti (quelli con l’icona del mondo, per intenderci) vi ha particolarmente colpito e volete non solo condividerlo su Facebook ma anche farlo conoscere attraverso il vostro blog, potrete incorporarlo con questa comoda funzione.

Basterà attivare il menu a comparsa del post in questione e selezionare la voce “Incorpora”.

Copiate il codice che vi viene proposto e incollatelo con le modalità appropriate della vostra piattaforma di blogging nel vostro articolo.

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Pubblicità troppo invasive o inopportune?

Facebook vive di pubblicità, si sa. Ma non desidera certo proporvi pubblicità che non troviate interessanti. Chi le fa, paga volentieri Facebook se può avere una maggiore certezza di averle indirizzate alle persone giuste.

Ecco che Facebook, tra le impostazioni del vostro profilo, vi offre la possibilità di indicare controllare quali inserzioni possano arrivarvi o capire in base a quali criteri siate selezionati per certe inserzioni.

 

le impostazioni nascoste di facebook

Foto e video a 360 gradi

Se caricate una foto o un video creati con un dispositivo in grado di riprendere a 360 gradi, Facebook permetterà a vostri amici di godere di quelle immagini nella loro pienezza.

I metadati che identificano una foto o ripresa a 360 gradi sono infatti automaticamente rilevati da Facebook.

Alcune app vi permettono di creare immagini di questo genere anche senza avere una fotocamera speciale, ma semplicemente usando il vostro smartphone.

LEGGI ANCHE: Come fare foto a 360 gradi col vostro smartphone

Cosa succede nel mondo

Facebook è diventata per molti anche una fonte di informazioni.

Seguendo il link facebook.com/livemap avrete la possibilità di vedere una mappa del mondo con le notizie localizzate nei vari paesi città. Più popolare è una notizia, più è grande il punto che la rappresenta. Questa funzionalità è disponibile solo da desktop.

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Per una pausa diversa

Facebook offre alcuni giochi per un momento di pausa diverso dal solito.

Per accedervi  basta cliccare sulla voce “Giochi” nel pannello di sinistra del vostro newsfeed.

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Effetti della fotocamera

Facebook permette di utilizzare degli effetti stile snapchat quando fate delle foto col vostro smartphone.

Ma è possibile crearne di propri, mettendoli a disposizione della comunità di utenti Facebook.

Dal pannello a sinistra del vostro newsfeed basterà cliccare sulla voce “Crea motivo” per accedere alla piattaforma che vi permetterà di dare sfogo alla vostra fantasia e decidere se l’effetto creato  potrà essere utilizzato subito dopo l’approvazione di Facebook dalle persone o solo in un certo periodo di tempo.
Gli effetti possono essere creati attribuendone la proprietà a un utente o a una pagina. Oltre agli elementi decorativi da voi impostati, il nome del proprietario potrebbe comparire nelle immagini create con l’effetto così creato.

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Un nuovo spot per la serie #WonderfulEveryday di IKEA

“Lion” è il primo spot della nuova campagna IKEA “Relax Into Greatness”, focalizzata su una stanza ben precisa della casa: il salotto, individuato come principale luogo adatto a riposarsi.

“Relax Into Greatness” va ad integrarsi alla campagna “Wonderful Everyday”, per ricordarci la bellezza di ogni singolo instante che viviamo.

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Lanciata nel Regno Unito e Irlanda, la nuova campagna è attiva con spot da 60 e 20 secondi: ora in tv e al cinema, seguiranno stampa, out of home, PR, e a breve verranno anche attività digital e di social media, per una durata complessiva che va dal 15 di luglio al 15 di settembre. Entrambe le campagne sono a cura dell’agenzia inglese Mother London.

Rilassatevi in grandezza, parola di IKEA

Lo spot di debutto ruota intorno al fatto divertente che il Re della Savana passi tre quarti della propria giornata a riposarsi. La natura di questo animale sembrerebbe farlo apparire molto pigro: una voce fuori campo ci ricorda che in realtà così non è, anzi. Si tratta semplicemente della necessità di ricaricare le batterie e avere così le energie necessarie ad affrontare le sfide quotidiane.

In stile documentario, un leone viene ripreso durante una normale giornata di relax, tra tutti i comfort che un salotto può avere.

https://www.youtube.com/watch?v=mVUdbNjuNqw

Dopo aver passato parte della giornata sdraiato sul divano a leggere, fare spuntini e sonnecchiare, il personaggio si rivela essere un padre di famiglia travestito da leone, che altro non ha fatto che prepararsi mentalmente e fisicamente per partecipare ad una festa di compleanno per bambini. Esattamente come fanno i leoni, che riposano per prepararsi all’attacco.

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Un simpatico modo per ricordarci quanto le nostre vite moderne siano frenetiche e quanto poco spazio riserviamo a riposarci veramente, a staccare la spina dal nostro essere perennemente online.

Così con questo primo episodio della nuova serie IKEA ha voluto ispirare Regno Unito e Irlanda a riappropriarsi dei loro salotti, sfidando le persone a crearlo, pensarlo e viverlo come ad un santuario personale, un luogo sacro dove rilassarsi, lasciare andare i pensieri e ricaricare le batterie, perché “quando ci si sente riposati, sono in arrivo grandi cose”.

L’Antitrust invia una lettera agli Influencer, per la trasparenza della pubblicità sui social

Fedez e Chiara Ferragni sarebbero in cima alla lista dei destinatari della comunicazione inviata dall’Antitrust ad una serie di Influencer, per ammonirli circa la necessità di trasparenza sulla pubblicità sui loro profili social, seguiti da migliaia di utenti facilmente influenzati dal parere dei propri beniamini online.

Anche alcuni marchi, come Vuitton, Alberta Ferretti e Adidas, nell’elenco dell’Antitrust, che ha precisato che, per sollecitare la massima trasparenza e chiarezza sull’eventuale contenuto pubblicitario dei post pubblicati, ha inviato lettere di moral suasion ad alcuni dei principali influencer e alle società titolari di marchi che non abbiano indicato chiaramente nei propri post la natura pubblicitaria della pubblicazione.

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La comunicazione dell’Antitrust agli Influencer

Secondo quanto riportato dall’Antitrust in un comunicato stampa, il fenomeno sta assumendo dimensioni crescenti, proprio per l’efficacia con cui i messaggi degli Influencer vengono recepiti dagli utenti.

Questi infatti riescono a instaurare una relazione più naturale con i loro follower, che percepiscono così la pubblicità come consiglio derivante dall’esperienza personale dell’Influencer e non come advertising vero e proprio.

Nelle lettere inviate alle web star e ai brand che appiano nei post presi in esame, l’Autorità dopo aver ricordato che la pubblicità deve essere chiaramente riconoscibile come tale, ha evidenziato come il divieto di pubblicità occulta abbia portata generale e va quindi applicato anche alle comunicazioni diffuse tramite i social network.

Come già stabilito in altri Paesi, anche per l’Italia l’Antitrust invita gli Influencer a utilizzare hashtag di avvertimento chiaramente riconoscibili per i contenuti pubblicitari, come #pubblicità, #sponsorizzato, #advertising, #inserzioneapagamento, o, nel caso di fornitura del bene anche a titolo gratuito, #prodottofornitoda.

L’Autorità ha quindi sollecitato tutti gli operatori a conformarsi alle prescrizioni del Codice del Consumo, fornendo sempre indicazioni adeguate all’individuazione della natura commerciale dei social post.

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Da ricordare, che recentemente Instagram aveva già introdotto una nuova funzione per indicare i contenuti realizzati in partnership con aziende, mentre Igersitalia ha rilasciato il Codice Etico per i Digital Content Creator.

SOCIAL MEDIA marketing

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