Scopri come dominare i mostri del futuro: unisciti a noi al Ninja Camp!

Il 24, 25 e 26 marzoScilla, in Calabria, raccoglieremo la nostra community di autori, lettori, fan e studenti in un raduno nazionale dei Ninja della comunicazione, powered by Enel. Un evento dedicato alla nostra grande e meravigliosa community per formarsi, autoformarsi e progettare le battaglie professionali del futuro.

Un’occasione imperdibile per conoscerci e vivere da veri Ninja, fare networking con grandi professionisti del digital e assorbire il metodo e la motivazione che ha portato tanti giovani ad essere stimati professionisti del campo.

Prenota qui il tuo biglietto per partecipare!

Scopri come dominare i mostri del futuro: unisciti a noi al Ninja Camp!

Cosa imparerai?

Come sta cambiando lo scenario del marketing turistico grazie agli strumenti digitali e all’applicazione dello storytelling? 

 Il digitale sta trasformando un pilastro del Made in Italy: come vendere e comunicare il cibo e la sua cultura?

Storytelling, marketing e giornalismo: quali sono le principali evoluzioni che coinvolgono i professionisti dell’informazione?

Tre domande a cui vogliamo dare una risposta grazie ai professionisti del settore che condivideranno idee, consigli e trend per aiutarci ad utilizzare le armi del digital per combattere i mostri del futuro, le sfide che ci riservano i prossimi anni.

Scopri come dominare i mostri del futuro: unisciti a noi al Ninja Camp!

Networking tra borghi antichi, startup competition e party epici

Sai che agli eventi targati Ninja non possono mancare momenti di scambio e di divertimento e stavolta abbiamo pensato proprio in grande. Non possiamo darti molte anticipazioni, ma possiamo assicurarti che sarà epico!

Non poteva mancare una startup competition, il Premio SpinUP dedicato alle startup del settore turismo e agrofood che potranno presentare le loro idee di business a investitori e imprenditori, organizzato da Associazione Reboot, NaStartup e Confindustria Reggio Calabria Terziario Innovativo.

Scilla, una perla del Sud tutta da scoprire (anche a marzo!)

Secondo leggenda, Scilla è “colei che dilania”, che strappava i marinai dalle loro navi ogni volta che passavano vicino la sua tana nello Stretto di Messina. Ma non è sempre stata un mostro: come in molte tragedie dell’antichità, l’amore è capace di trasformare bellissime ninfe dagli occhi azzurri in esseri mostruosi.

Comune della città di Reggio Calabria, Scilla è un’importante località turistica e balneare dalle origini antichissime, confuse tra mitologia, storia, leggenda e poetiche immagini alimentate per millenni dalla suggestività dell’ambiente naturale.

Il Ninja Camp si inserisce nel calendario di Scilla365, il progetto che mira a destagionalizzare la presenta dei visitatori all’interno del comune per favorirne lo sviluppo economico.

Prenota subito un posto!

Il costo del biglietto è € 120 per accedere ai tre giorni di formazione e al party epico! Prenota subito un posto e dai un’occhiata anche ai pacchetti turistici (comprensivi anche di pernotto e pasti) riservati da Scilla365 qui!

Sei un’azienda e vuoi essere a bordo?

Ninja Marketing e Ninja Academy stanno cercando partner e sponsor dell’evento: aziende come la nostra che credono nell’importanza della formazione e del digitale per combattere i mostri, ovvero le sfide, che ci riserva il futuro. 

Molti sono già dei nostri, ma c’è ancora un po’ di posto per chi non vuole perdere l’occasione di essere protagonista di un evento così importante per la nostra community. Contattaci a info@ninjamarketing.it!

“Un’amore”, tutto quello che c’è (di vero) da sapere sull’ultima campagna di Real Time

Se ne parla ancora oggi, a distanza di tre giorni dal lancio. C’è chi storce il naso, c’è chi l’ha definita geniale e chi nonostante le prove crede ancora ad un salvataggio in extremis. Fatto sta che il web si è letteralmente spaccato in due, come previsto aggiungiamo noi. Di cosa parliamo? Di “Un’amore” ovviamente. La campagna di Brand Portal per Real Time.

L’agenzia guidata dall’AD Francesco De Guido, ha realizzato una campagna cross mediale sui canali Discovery, sui social, su stampa quotidiana e radio. Con quali risultati?

Numeri da capogiro. Oltre 29.000 like, dopo un solo giorno dal debutto mediatico. Oltre 260.000 visualizzazioni e 2000 condivisioni del video su Facebook, senza contare il trend topic su Twitter per ben due giorni.

Campagna Real Time

Abbiamo partecipato alla conferenza stampa di presentazione per vederci meglio e scambiato quattro chiacchiere con Marco Gucciardi, Direttore Creativo di Brand Portal, e ideatore della tanto discussa campagna e quello che ci ha detto ha sorpreso anche noi.

Per un giorno intero il dubbio se quell’apostrofo fosse voluto o un errore grammaticale ha diviso letteralmente il web. Era quello che volevate? Avevate previsto una risposta così sentita? Cosa volete dire a chi ancora crede che sia stato un errore corretto nel giro di poche ore?

L’obiettivo era spiazzare, suscitare dubbi e domande. Direi che abbiamo raggiunto lo scopo oltre le nostre stesse aspettative. L’allarme degli accademici sulle carenze linguistiche degli italiani, soprattutto dei più giovani, è sicuramente fondato, ma questa operazione ha ottenuto un’interessante levata di scudi. Abbiamo stanato e stuzzicato il “grammar nazi” che cova in ciascuno di noi.

Campagna Real Time

Che invece sia stato un vero errore, nessuno che lavori nel settore della comunicazione può crederlo con onestà. È un progetto iniziato mesi fa. Il 14 sono usciti in contemporanea spot TV, spot radio, video e operazione social, coinvolgimento dei talent di Real Time, stampa e affissione di svelamento. Nemmeno con la macchina del tempo avremmo potuto preparare tutto in 12 ore.

Cambiamo le regole: UN'AMORE È GIUSTO, perché l'amore non è mai un errore! Firmate la petizione all'Accademia della Crusca ? http://3ld.it/LoVe #PerOgniGenereDAmore

Gepostet von Real Time am Montag, 13. Februar 2017

Durante la conferenza stampa avete rivelato che l’idea è nata in agenzia e che solo in seguito è stata proposta a Real Time. Come è nata e come è stata adattata l’idea iniziale al brand?

Si, l’idea della petizione è nata in agenzia, i valori che rappresentava e l’obiettivo della petizione sono stati subito chiari. Ho quindi cercato nel panorama italiano quale fosse il brand che meglio avrebbe potuto sostenere la nostra petizione e ci siamo presentati con l’idea in mano.

Lo sviluppo sui diversi media e l’operazione teaser con l’errore grammaticale sono nati successivamente, quando il cliente ci ha chiesto di sviluppare il progetto.

Quale obiettivo volevate raggiungere con questa campagna?

Lanciare una provocazione, anche giocosa e ironica, per trasmettere un messaggio importante e molto serio. L’amore è universale. Le discriminazioni non sono un retaggio del passato, ma toccano da vicino la vita di tante e tanti italiani.

Siamo partiti da un errore grammaticale (voluto) per affermare con forza che l’amore non può mai essere considerato un errore. La “violenza” alla lingua è una provocazione. La violenza che nasce dal pregiudizio e dall’odio lascia ferite vere. C’è chi si accanisce sui vizi di forma e c’è chi vuole una società inclusiva e aperta. Noi e Real Time facciamo parte del secondo gruppo.

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La campagna integrata che ha coinvolto molteplici mezzi ha spopolato soprattutto sui social. Come avete gestito l’apparente crisi iniziale?

Non c’è stata una crisi, perché c’era un progetto preciso. Noi e Real Time abbiamo soppesato, pianificato, lanciato e monitorato l’operazione in ogni momento. Ne è nata una discussione di proporzioni enormi, abbiamo aperto un dibattito e messo in gioco dei valori. Non vale il “purché se ne parli”, ma il “parliamo di questo perché ci crediamo”.

Una bambina di 7 anni ha inviato la sua candidatura per lavorare in Google ed è arrivata la risposta

Chloe Bridgewater desidera davvero lavorare in Google (ok, forse anche in una fabbrica di cioccolato o diventare una campionessa di nuoto olimpionica) ed ha quindi deciso di inviare una job application scritta direttamente con le sua mani. Oltre ad essere felici di constatare che i bambini americani sanno ancora scrivere con la penna, vi riportiamo un estratto della lettera.

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Caro boss di Google, – il mio nome è Chloe e quando sarò grande vorrei lavorare da Google […] Mio padre dice che in Google posso sedermi su Bean bags e andare giù con gli scivoli e girovagare con i go-Kart. Mi piacciono molto i computer ed ho un tablet su cui gioco. Mio padre mi ha dato un gioco in cui devo muovere su e giù un robot per le strade, dice che questa cosa mi aiuterà ad utilizzare i computer. […] Ho 7 anni e i miei insegnanti dicono che sono molto brava in ortografia, a leggere e a fare somme. Mio padre dice che se continuo così potrò avere un lavoro in Google. […] LA LETTERA COMPLETA QUIclohegoogle

La risposta di Google direttamente dal CEO

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Cara Chlore, grazie mille per la tua lettera. Sono contento che ti piacciano computer e robot, e spero che continuerai a studiare e conoscere la tecnologia. Credo che se continui a lavorare sodo e a seguire i tuoi sogni potrai realizzare tutto ciò che hai in mente – dal lavorare in Google a nuotare alle Olimpiadi. Non vedo l’ora di ricevere la tua job application quando avrai finito la scuola! 😉

Ancora una volta le big company si divertono ad interagire con i bambini e con i loro sogni (in passato vi avevamo parlato di LEGO). Questa volta si tratta di un’operazione creata a tavolino o una buona strategia di comunicazione da parte di BIG G?

Le 11 virtù del Social Media Manager

L’ex giocatore del Real Madrid e campione del mondo con l’Argentina nel 1986 Jorge Valdano, ha pubblicato nel 2014 un libro dal titolo “Le undici virtù del leader“. Una sorta di guida, basata sulla sua esperienza di calciatore, e poi di dirigente sportivo, per accompagnare il lettore nel comprendere come non possono bastare le qualità innate e naturali per essere un leader.

Occorre altro, in qualsiasi ambito lavorativo. Non è un libro con un banale elenco di consigli, ma una comprensione frutto di un viaggio personale, scritto in maniera chiara e semplice, una raccolta di riflessioni da tenere sempre tra i preferiti nella propria libreria, per rispolverarla quando la fiducia in se stessi viene meno, o quando i risultati paiono non arrivare.

Le 11 virtù del Social Media Manager
Un Social Media Manager è chiamato, ogni giorno e spesso per molte più ore del previsto, a compiere un mestiere affatto banale, critico, spesso demotivante, e il cui valore molte volte non viene riconosciuto. Quando permesso dal committente, sa anche essere stimolante, creativo, divertente, affascinante.

Il libro di Valdano propone 11 virtù, che tu, caro ninja e Social Media Manager, puoi far tue, per migliorare il tuo lavoro, il tuo workflow creativo, e la tua relazione con il team, con cui condividi gioie e dolori quotidiani.

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Ecco che parleremo della virtù della credibilità, della speranza, della passione, dello stile, della parola. Ma non bisogna mai perdere la virtù della curiosità, dell’umiltà e del talento, della semplicità e del successo, che passa inevitabilmente dalla virtù dello spogliatoio.

“Lo spogliatoio è popolato di personaggi che rappresentano l’intera umanità: furbi, stupidi, gentili, ombrosi, buoni, cattivi, coraggiosi vigliacchi, vanitosi, leader, gregari… ma il cemento che unisce quei tasselli così diversi è la generosità di alcuni. Quel tratto è imprescindibile perché la squadra richiede sempre un tributo personale

La virtù della credibilità

Per un Social Media Manager la credibilità è fondamentale. Un percorso che va dalla conoscenza del mestiere e dei suoi strumenti, e arriva all’integrità morale con cui si svolge la professione.

“La credibilità è la conseguenza e la ricompensa di una traiettoria impeccabile da un punto di vista etico. Si impara attraverso l’emulazione, e si imita solo ciò che si ammira. Detto questo, poche cose sono degne di essere ammirate come le condotte nobili: di quel delicato materiale è fatta la leadership morale”

Racconta e scrivi di ciò che conosci: quello che non sai rimandalo a fonti (verificate) esterne. Non ingannare la tua community, che altrimenti sarà impietosa nel giudicarti. La credibilità è accompagnata dalla fiducia, e la fiducia nel nostro tempo è la cosa più importante da mantenere e coltivare, e mai tradire.

Le 11 virtù del Social Media Manager

La virtù della speranza

La qualità del professionista se c’è si manifesta. Quando i risultati non arrivano nell’immediato, non perdiamo la speranza. Le persone, che possono essere consumatori o no del prodotto che proponi attraverso i canali social, riconoscono sempre la qualità. Devi solo saper aspettare e tenerti pronto per quando raggiungerai il risultato.

“Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze”

Il Social Media Manager è chiamato a una sfida: raggiungere un traguardo, che deve essere concreto per non cadere in quella dispersione degli obiettivi che finisce per confondere il professionista e il suo team. Se gli obiettivi sono chiari e la qualità del lavoro è buona, non si deve perdere la speranza.

Le virtù della passione e dello stile

La passione come virtù è il motore che ci muove a rendere meglio, nel costante tentativo del superamento delle nostre possibilità. La passione fa essere ambiziosi, e il voler ottenere risultati migliori è la prima regola di ogni buon professionista, e ovviamente di ogni buon Social Media Manager.

Per poter migliorare i risultati, e dar così sfogo alla propria passione, un Social Media Manager deve avere stile. La virtù dello stile è quella che ci fa essere riconoscibili, ci differenzia dagli altri, porta i nostri contenuti a mettersi in evidenza nel flusso infinito delle bacheche social. Ogni brand ha certamente un proprio stile: il Social Media Manager deve essere bravo a coniugare la sua personalità con quella del brand, senza mai prendere il sopravvento.

Le 11 virtù del Social Media Manager

La virtù della parola

Fino a che punto i social media hanno bisogno della parola? È davvero tutto riconducibile al postare un bel video, una bella fotografia o una GIF, oppure è altresì necessario utilizzare bene la parola?

Un Social Media Manager deve prima di tutto conoscere la lingua in cui scrive, evitare gli errori ortografici e di punteggiatura, coniugare i tempi verbali nel modo corretto, e mantenere un linguaggio appropriato, educato, non discriminatorio, non violento. Anche quando verrai attaccato senza ragione e senza argomenti, e con parole di odio, mantieni la calma e non perdere mai la virtù della parola. La gentilezza e il saper parlare bene sono qualità che pagano.

Le virtù della curiosità e della semplicità

Non sappiamo mai abbastanza, e siamo in costante apprendimento. Il Social Media Manager, per la struttura stessa dell’ambiente digitale in cui lavora che è in continuo mutamento, deve essere un innovatore, deve portare cambiamento anche e soprattutto quando la strategia di comunicazione adottatta fino a quel momento sta portando ottimi risultati. La curiosità di sperimentare e di imparare trasforma il Social Media Manager in un professionista vincente.

“Le trasformazioni bisogna farle quando le cose funzionano […] nel momento della vittoria, quando l’ambiente si fa più disteso”

Niente è più difficile da ottenere della semplicità. Liberati dalle cose inutili, per arrivare all’essenziale. Cosa devi comunicare? Fallo bene, con poco. Less is more.

“Non importa che si parli di arte, di impresa o di sport; la semplicità ci rimanda alla purezza massima”

Le 11 virtù del Social Media Manager

Le virtù dell’umiltà e del talento

“Anche l’umiltà si allena. Ancora oggi, nel calcio inglese, esistono squadre nelle quali i giocatori devono lavarsi gli indumenti e lucidarsi le scarpe come parte di una vecchia e sana tradizione”

Essere umili aiuta i componenti di un team a migliorarsi vicendevolmente, cosicché ognuno può trarre beneficio dal sapere dell’altro. Solo con l’umiltà è possibile migliorarsi, ed è l’unico freno possibile per contenere le tentazioni sempre frivole della vanità. Un Social Media Manager che conosce la virtù dell’umiltà non giudica il lavoro di suoi colleghi, ma lavora con costanza per mantenere alta la qualità del suo lavoro.

L’umiltà sprigiona inoltre il talento, un’altra virtù raccontata da Valdano nel suo libro. Il talento va coltivato, con il sapere e la cultura, con la concorrenza, con la sollecitazione degli altri membri del team. Il talento è vitale, e un buon Social Media Manager deve saper esprimere il proprio.

La virtù dello spogliatoio

“Lo spogliatoio come habitat”

Spiega Valdano, riferendosi ovviamente allo sport del calcio. Ma traslato sulla comunicazione online, lo spogliatoio è il team con cui lavoriamo e ci confrontiamo. All’interno di un team dobbiamo essere generosi, tutti. Quando tendiamo la mano è per dare, ma anche per ricevere. Senza collaborazione non si possono ottenere risultati importanti. Ogni dinamica all’interno del team si ripercuote sull’efficacia e l’efficienza del lavoro. Il team, lo spogliatoio, deve essere una priorità per ogni componente. Se funziona quello, funziona tutto.

La virtù del successo

Infine la virtù del successo, che deve esprimere il merito. Avere successo con click facili, con attacchi a colleghi o brand concorrenti, può avere effetti positivi nel breve periodo, ma non nel lungo. Caro Social Media Manager, costruisci il successo sul tuo merito, non sul demerito degli altri.

Il successo racchiude un’ulteriore virtù: quella di fornire ispirazione.

cercare lavoro su Facebook Jobs

Su Facebook inizia il Recruiting: la nuova funzione permetterà di trovare lavoro

Che Facebook punti sempre di più a diversificare le funzioni presenti all’interno del social network, inglobando ogni attività della nostra vita quotidiana è ormai chiaro da qualche tempo. La strada è quella segnata da compagnie come WeChat, con l’integrazione di una serie di servizi all’interno di un unico spazio virtuale, ma per Facebook Inc. significa soprattutto mettere in relazione brand e utenti. E stavolta lo fa consentendo di cercare lavoro su Facebook, mentre le aziende saranno in grado di trovare talenti direttamente attraverso i canali del social network.

Trovare lavoro su Facebook: il nuovo luogo di incontro tra domanda e offerta

Il 40% delle piccole imprese degli Stati Uniti segnala che trovare i candidati ideali per le posizioni aperte è molto più difficile di quanto si aspettassero. Facebook si è quindi concentrata su questo problema e ha costruito un nuovo modo per consentire alle aziende di interagire con più di 1 miliardo di potenziali candidati, gli stessi utenti, cioè, che visitano le pagine aziendali ogni giorno.

Sul social network era già possibile inserire i dati relativi al curriculum per gli utenti, con le informazioni principali sulla propria formazione e sulle esperienze lavorative, ma oggi Facebook aggiunge una nuova feature, Facebook Jobs, che permette di trovare lavoro su Facebook, candidandosi direttamente attraverso la sezione dedicata.

A partire da oggi, le aziende di Stati Uniti e Canada potranno inserire le posizioni aperte nelle loro sedi e i potenziali dipendenti potranno facilmente consultare le offerte di lavoro grazie ad un apposito tab sulla fan page aziendale.

Domanda e offerta, in pratica, si incontreranno in un luogo che già frequentano da tempo e nel quale tutti ormai si muovono con semplicità, anche da mobile.

Come creare e come cercare un annuncio di lavoro

cercare lavoro su Facebook Jobs

Per gli admin delle pagine sarà facile creare un’offerta di lavoro e tenere traccia delle candidature, comunicando direttamente con i candidati.

  • Dopo la pubblicazione di una posizione aperta gli amministratori della pagina potranno rileggere le candidature e richiedere un contatto su Messenger
  • Anche gli annunci di lavoro si potranno sponsorizzare per raggiungere un pubblico più ampio e rilevante
  • I candidati troveranno le offerte di lavoro nel loro News Feed, o potranno cercarle all’interno del nuovo tab, vicino ai messaggi delle pagine aziendali
  • Cliccando su “Candidati ora”, si aprirà un form pre-compilato con le informazioni rilevate dal profilo su Facebook, che potranno aggiornare, rivedere e modificare prima di inviarlo

Concorrendo anche con Microsoft-LinkedIn, Facebook sta tentando di ritagliarsi nuovi spazi nel mercato. Staremo a vedere se la nuova funzione potrà davvero competere con il social network professionale, che dopo il recente aggiornamento desktop è diventato più semplice e immediato nell’utilizzo.

Ora più che mai, comunque, iniziamo a rimuovere tutte le foto più imbarazzanti da Facebook!

Leader del futuro

7 buone pratiche per identificare i leader del futuro

In un’epoca di Digital Trasformation più che mai è fondamentale il valore umano dei talenti che saranno i leader del futuro. Ma vista la loro importanza, come possiamo identificarli più rapidamente?

Ci sono alcuni tratti nelle persone che ci circondano che ci affascinano e che, pure se non lo ammettiamo pubblicamente, ci fanno mettere in discussione alcune nostre convinzioni profonde.

Questo succede quando abbiamo a che fare con qualcuno che è potenzialmente quello che viene definito leader, o che comunque riassume in sé alcuni dei caratteri della leadership.

Quanto sarebbe importante ritrovare persone simili all’interno della nostra azienda?

E allora proviamo ad indossare i panni dell’imprenditore che deve assolutamente cercare di sviluppare delle politiche che incentivino lo sviluppo di questi caratteri all’interno della propria impresa, piccola o grande che sia.

Molto spesso i budget per chi si deve occupare di Human Resource non sono molto ampi e quindi non è pensabile reperire continuamente potenziali leader sul mercato. Quali sono le strategie per ottimizzare questa ricerca all’interno della propria azienda invece che all’esterno?

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1. Focus sul potenziale e non sulla performance

Senza dubbio la performance di un lavoratore è un parametro fondamentale per l’azienda, ma per identificare un leader è necessario fare uno step ulteriore e guardare alle attitudini, alla visione, alla capacità di coinvolgere e gestire un team. Talvolta la performance è raggiunta più per la capacità di approfittare di condizioni ambientali positive ereditate nel tempo, che per meriti oggettivi.

2. Valutate i vostri talenti sulla loro capacità di coaching

Se è vero che i leader sono persone in grado di ispirare chi li circonda, è altrettanto vero che i futuri leader sono quelli in grado di apprendere dai leader di oggi.

Quindi risulta fondamentale saper valutare sia le capacità di insegnamento che di condivisione del know-how personale, tanto quanto la disponibilità alla formazione continua da parte delle proprie risorse di talento.

LEGGI ANCHE: “Agisci come un leader, pensa come un leader”: il mantra di Herminia Ibarra

3. Coltivate in casa i vostri futuri leader aziendali

Abbiamo già evidenziato come il costo da sostenere per andare sul mercato a trovare portatori sani di leadership sia decisamente più alto rispetto a quello che si dovrebbe sostenere per creare un percorso di leadership interno all’azienda.

Non fate però l’errore di affidarvi in toto a tool di valutazione o a consulenti esterni per assessment più o meno validati a livello internazionale, sperando di trovare la soluzione al problema.

Concentratevi prima di tutto sul clima aziendale e su valori condivisi non negoziabili. Solo sulla base di questi elementi si può costruire una strategia virtuosa che crei le condizioni per l’emersione dei talenti aziendali e quindi dei futuri leader.

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4. La Job Rotation è un valore

Inizialmente la pratica della Job Rotation potrebbe creare un senso di sgomento e di inadeguatezza in chi viene inserito in un contesto diverso da quello di provenienza. Il punto è stimolare, mettere in discussione e stretchare le capacità delle risorse con alto potenziale in modo che mettano in evidenza quegli skill che Emilie Wapnick in un bellissimo Ted definisce: skill multipotenziali.

Così facendo vi ritroverete in azienda un tesoro che i vostri competitor invidieranno.

5. Restate in contatto con i vostri ex collaboratori

L’importanza di un network solido e ampio è una risorsa per ognuno di noi, ma ancor di più per tutti quelli che fanno impresa.

Quanti però restano in contatto con gli ex collaboratori? Pochi.

Un ex dipendente al di fuori del contesto aziendale ha ovviamente la possibilità di fornire informazioni e giudizi di merito libero da alcuni condizionamenti che precedentemente inevitabilmente viveva.

Ogni ex collaboratore è quindi una miniera di informazioni di cui far tesoro e che sarebbe così facile intercettare.

6. Cercate persone ispirate da passione e risultato per creare i leader del futuro

Tutte le risorse high-potential che sono orientate al risultato – condizione imprescindibile per generare valore per l’azienda – sono anche guidate da un sentimento di passione. Queste sono le persone su cui investire per incentivare: il loro entusiasmo per l’apprendimento continuo, la passione per un lavoro ben fatto e la capacità di pensare fuori dagli schemi per raggiungere una meta comune.

Bisogna guidare queste persone al di là delle aspettative stesse. Le loro e le vostre.

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7. Imparate a riconoscere la resilienza

“In psicologia la resilienza rappresenta quella capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di saper riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità”.

Probabilmente questa definizione più di ogni altra coglie la qualità da identificare, coltivare e far emergere nello spirito di tutte quelle risorse di talento che potranno assicurare il futuro della vostra azienda.

Ragionare su queste sette best practice e mettere in campo subito una strategia adeguata, potrebbe essere il motivo principale per cui la vostra azienda esisterà anche domani.

Facebook Media Company, come risponderanno brand e marketer?

È ormai lontano il tempo in cui Facebook era una paginetta semplice su cui chattare e condividere fotografie con i nostri amici senza pubblicità. Da quegli anni, abbiamo assistito alla progressiva trasformazione del social network in una sorta di browser e broadcaster, intento a distribuire i contenuti prodotti dai singoli utenti quanto quelli dei brand. E da contenuti statici si è passati ad altri più dinamici, con il proliferare dei video, al punto che possiamo quasi parlare di una Facebook media company.

E fin qui tutto chiaro: non c’è nulla da stupirsi, visto che la fruizione dei contenuti video online è un fenomeno in salita negli ultimi anni e che, secondo eMarketer, è destinato a crescere costantemente nei prossimi anni.

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È di ieri l’annuncio di alcune novità per i Facebook video, tra cui ricordiamo ad esempio l’audio automatico nel news feed, il formato verticale e la Facebook video app for TV. 

Ma come si vanno a inserire queste specifiche novità all’interno della più ampia strategia che il colosso tech ha in programma per il settore video?

Nel breve periodo, Facebook continuerà a rappresentare una risorsa privilegiata per i video brevi, ma il CEO Mark Zuckerberg ha lasciato intendere agli investitori che si va verso una lenta transizione verso contenuti lunghi. In linea con questa direzione, la piattaforma ha recentemente modificato i propri algoritmi  e starebbe virando il focus dai video live a contenuti più complessi e di maggiore qualità, in grado di competere ad esempio con Netflix.

Facebook app TV

Se in passato Facebook è stato principalmente un mezzo attraverso il quale editori, emittenti e centri media riuscivano a distribuire i propri contenuti ad un’ampia fetta di pubblico non più raggiungibile solamente attraverso i tradizionali mezzi di comunicazione di massa, ora sembrerebbe proprio che la creatura di Zuckerberg stia cercando di trovare, acquistare e forse addirittura creare i contenuti proprietari in stile televisivo.

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Il CEO inoltre ha annunciato che una nuova sezione “video” (già presente sulla piattaforma americana) verrà presto lanciata in tutto il mondo e Facebook incentiverà i creatori di contenuti sia in anticipo, che attraverso uno schema di divisione dei guadagni pubblicitari (che potrebbero anche arrivare da formati mid-roll).

Le implicazioni di un Facebook Media Company

Il passaggio di Facebook da distributore a creatore di contenuti creerebbe di fatto un’entità finora inesistente nella galassia dei mezzi di comunicazione e pertanto non regolamentata aprendo una serie di quesiti sulle responsabilità dei contenuti: il passaggio da mero distributore a committente e creatore di contenuti condivisi sulla piattaforma implicherebbe una maggiore responsabilità da parte di Facebook rispetto ai contenuti live?

Facebook media company video live
La diretta di Facebook, è ben lontana infatti da quella delle trasmissioni televisive, dove comunque si era in un ambiente controllato e professionale, appare quindi evidente come Facebook Live sia al contempo una delle armi più potenti e allo stesso tempo pericolose: editori e marketers hanno discusso sulla possibilità di produrre contenuti di valore in diretta e sono preoccupati delle ricadute sui propri brand di video di bassa qualità.

Qualità dei contenuti e dialogo tra gli utenti, le opportunità per brand ed editori

Non bisogna quindi stupirsi se Facebook sta spostando l’attenzione dai contenuti live ai contenuti lunghi e di qualità durante le contrattazioni con gli editori.

In questa ottica un contenuto lungo intervallato da pubblicità mid-roll potrebbe rappresentare una soluzione più interessante per i marketers, che grazie a questo nuovo “canale” potrebbero evitare il fenomeno del secondo schermo e nel contempo offrire l’opportunità all’audience di commentare e dialogare con gli altri utenti che stanno guardando lo stesso contenuto.

Questo aggiornamento potrebbe rappresentare una particolare opportunità per editori e brand, perché permetterebbe il dialogo con il pubblico/consumatore in tempo reale, aumentandone l’ingaggio e permettendo di raccogliere feedback veloci sia su programmi e contenuti, che sulle pubblicità in esso contenute, e rappresentando pertanto un’importante risorsa in termini di insight.

C’è da sperare che in questa ottica Facebook abbia anche in programma di stabilire metriche di misurazione dell’efficacia dei propri Ads in modo trasparente e condiviso… ma questa è un’altra storia!

Neuromarketing per le aziende italiane la parola agli speaker di CERTAMENTE 2017

Neuromarketing per le aziende italiane: la parola agli speaker di CERTAMENTE 2017

Il 2 e 3 marzo a Milano si terrà la seconda edizione del convegno nazionale CERTAMENTE Italian Neuromarketing Days, presso la Fondazione Riccardo Catella: un evento creato ed organizzato dall’agenzia Ottosunove e da BrainSigns per divulgare la base scientifica e dimostrare gli effetti positivi dell’applicazione dell’approccio di Neuromarketing al business attraverso la presentazione di casi studio nazionali ed internazionali.

Se ti interessa apprendere le tecniche di Neuromarketing che ogni marketer dovrebbe conoscere puoi partecipare al convegno approfittando della promozione riservata ai lettori di Ninja Marketing: utilizza il codice sconto NINJAFRIENDS per ottenere uno sconto del 20%!

In attesa di partecipare all’evento abbiamo avuto modo di conoscere alcuni degli speaker e porre loro alcune domande. Il primo intervistato è Fabio Babiloni, professore di Fisiologia dell’Università La Sapienza e Chief Scientific Officer di BrainSigns.

Neuromarketing per le aziende italiane: la parola agli speaker di CERTAMENTE 2017

In che modo utilizzare tecniche di Neuromarketing può fare la differenza nella promozione del Made in Italy?

La misura della percezione del consumatore di fronte al bollino esplicito del Made in Italy può sicuramente fare la differenza nella sua proposizione. Infatti, la misura delle componenti coscienti e non consce di percezione del prodotto restituiscono una risposta chiara a queste domande:

“Il bollino del Made in Italy è osservato sufficientemente nell’analisi del prodotto?”

“Tale bollino è posto in aree del prodotto che vengono notate nella manipolazione dello stesso prima dell’acquisto?”

“Una volta notato che il prodotto è Made in Italy il consumatore cambia atteggiamento emozionale verso lo stesso?”

È chiaro che ottenere risposte a tali domande può cambiare notevolmente la maniera di proporre tali informazioni al consumatore durante l’esposizione e la promozione del prodotto specifico.

Tecniche quali la misura del puntamento dello sguardo, mediante l’impiego di dispositivi di eye-tracking e tecniche di misura del percepito emozionale durante la manipolazione e l’osservazione del prodotto possono essere decisive in tal senso.

Neuromarketing per le aziende italiane: la parola agli speaker di CERTAMENTE 2017

Nell’economia italiana, caratterizzata da un gran numero di aziende con una gestione ancora di tipo familiare, come può inserirsi il Neuromarketing e aiutare queste realtà?

L’applicazione delle tecniche di misura delle componenti emozionali e di puntamento dello sguardo durante la manipolazione e la valutazione di un prodotto consentono l’individuazione di eventuali punti deboli nella comunicazione dei vantaggi dello stesso.

In un’azienda di tipo familiare la conoscenza di alcuni semplici elementi per il miglioramento della comunicazione è essenziale in quanto il budget a disposizione per la comunicazione non è elevato.

Si ha quindi un problema di miglioramento dell’efficienza della comunicazione, ancora più stringente di quello che possono avere le grandi aziende che dispongono di un budget più elevato per tale comunicazione. Comunicazioni poco efficaci associate ad una insufficiente pressione generata sono equivalenti a nessuna comunicazione.

Per le piccole aziende è quindi fondamentale impiegare molto bene il budget a disposizione per la comunicazione migliorando gli aspetti della sua efficacia.

Abbiamo poi intervistato Herbert Alastair, fondatore di Linguabrand e che a CERTAMENTE presenterà un business case di Adidas incentrato sulla linguistica cognitiva.

Neuromarketing per le aziende italiane: la parola agli speaker di CERTAMENTE 2017

In un mondo della comunicazione sempre più visuale, come possiamo attirare l’attenzione con le parole?

Nulla è cambiato nel mondo nel modo in cui le persone guardano e ascoltano. Ma è cambiato il modo in cui i brand veicolano la loro comunicazione: prima apparivano brutti, ora sono tutti bellissimi.

In questo nuovo mondo social la differenza la fa ciò che dici: sii chiaro, sii sensoriale e fedele al brand.

I Copywriter spesso fanno riferimento alla teoria della PNL, come è cambiato l’approccio odierno alla comunicazione persuasiva?

La Programmazione Neuro Linguistica è stato un brillante inizio per mostrare il modo in cui le persone reagiscono alle parole dette o scritte.

Ma ora siamo andati oltre, stiamo rovesciando tale insegnamento: il focus si è spostato dal parlare all’ASCOLTARE. In questo modo i brand non provano a parlare per manipolare i loro consumatori, che è comunque impossibile.

I migliori marchi ora connettono la loro voce ai bisogni emozionali dei consumatori: la Neuroscienza è la nuova PNL.

Neuromarketing per le aziende italiane: la parola agli speaker di CERTAMENTE 2017

Ultimo speaker intervistato è stato Jay Liebowitz, della Harrisburg University of Science and Technology, che sostiene che l’intuizione può alimentare l’innovazione.

Neuromarketing per le aziende italiane: la parola agli speaker di CERTAMENTE 2017

In un mondo data-driven, quanto è importante l’intuito degli imprenditori e dei manager?

Se si è guidati solo dalle statistiche e dai dati, si possono perdere nuove e migliori strategie: opportunità e metodi per essere più efficienti, efficaci e di successo.

C’è bisogno del giusto mix di analytics e intuizione: le due componenti devono essere complementari in un business.

Ma l’intuizione del manager e i dati devono essere integrati con altri aspetti che contribuiscono al processo decisionale, tra cui:

  • la capacità di collaborazione, per poter sfruttare al meglio la sinergia col team;
  • il pensiero laterale, ovvero saper guardare oltre gli schemi tradizionali;
  • l’abilità nella comunicazione, avere buone idee non basta, serve saperle comunicare;
  • il learning by doing, ovvero migliorare le proprie capacità intuitive con l’apporto dell’esperienza.

Partecipa a CERTAMENTE Italian Neuromarketing Days 2017

Partecipando a CERTAMENTE Italian Neuromarketing Days 2017 potrai apprendere nuove nozioni per il tuo business dai business case di aziende internazionali e mediante gli speech e le domande ai relatori.

Sarà inoltre possibile prendere parte all’esclusivo aperitivo con le prove pratiche di test con apparecchiature di eye-tracking.

L’appuntamento è a Milano, il 2 e 3 marzo, prenota il tuo posto al convegno utilizzando il codice promozionale NINJAFRIENDS per ottenere lo sconto riservato ai Ninja!

Starbucks piazza duomo Milano

Starbucks arriva a Milano e debutta con le palme in piazza Duomo

Proprio ieri, in piazza Duomo a Milano, hanno fatto la loro apparizione le palme e i banani promessi da Starbucks già da qualche tempo.

Il colosso americano del caffè che sta per aprire un megastore in piazza Cordusio, ha infatti sponsorizzato la risistemazione del boschetto con palme, banani e begonie che prenderanno il posto delle vecchie piante.

Nella visione dell’architetto che ha realizzato il progetto per il giardino, Marco Bay, le piante creano una vera e propria scenografia grazie alle loro grandi foglie sempreverdi contestualizzate nella base di piante perenni che durante le fioriture alternate nelle varie stagioni coloreranno la piazza in varie tonalità di rosa, mentre un tappeto di ghiaia scura, che coprirà il sistema di irrigazione automatica, creerà un contrasto cromatico.

Starbucks

Starbucks e Milano: piazza Duomo si trasforma

Starbucks ha vinto un bando di sponsorizzazione indetto da Palazzo Marino, e proprio ieri ha cominciato a realizzare le nuove aiuole che cambieranno il modo dei milanesi di percepire la piazza più amata, quella sulla quale si stagliano le guglie del Duomo.

Nei prossimi giorni, secondo il progetto dovrebbero essere piantati anche arbusti, graminacee e le piante perenni. L’area verde durerà tre anni, secondo i piani, ma non è detto che non diventi uno dei simboli di Milano proprio come la suggestiva stazione di Atocha a Madrid.

Per prevenire qualsiasi polemica social, postando una foto della piazza su Instagram il sindaco Giuseppe Sala ha commentato: “Milano si risveglia con palme e banani in piazza Duomo. Come nella tradizione ottocentesca. Buona o cattiva idea? Certo che Milano osa eh…”.

Il successo del giardino di Starbucks è già evidente, dato che sui social sono subito comparse decine di foto, mentre turisti e milanesi cercavano di capire quale fosse la curiosa novità. LEGGI ANCHE: Di chi è la campagna del Palazzo Ghiacciato a Milano?

Palm beach?! Ah no #milano #piazzaduomo #italy #workinprogress #picoftheday #morning #goodmorning Un post condiviso da Ayrton Landeo (@ayr_the_king) in data:

L’operazione, a metà strada tra campagna pubblicitaria e riqualificazione urbana, tra ambient e green marketing, mostra che le forme di collaborazione pubblico-privato funzionano anche in Italia, mentre Starbucks punta a farsi già perdonare il suo caffè “esotico”, che di certo non potrà mai competere con la tradizione napoletana, ma che permette a chiunque di sentirsi a casa in qualsiasi parte del mondo entrando in uno dei ristoranti della catena.

Bend the Knee, la birra ispirata a Game of Thrones

Il bere scandisce i momenti e le personalità dei vari personaggi all’interno della serie Trono di Spade.
Quindi perchè non brindare alle glorie, i dolori, le morti e le resurrezioni insieme ai nostri personaggi preferiti durante la puntata?

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HBO e Ommegang Brewery collaborano già dal 2013, per offrire birre speciali ai fan della serie e per celebrare le varie stagioni. Infatti, per la 3° stagione annunciarono la loro prima collaborazione con una speciale Blond Ale dal nome “About Iron Throne” ed una black stout “Take the Black Stout”.

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Nel 2014, per la 4° stagione, fu il momento di “Fire and Blood”, una Red Ale.

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L’anno seguente, ci fu “Three-Eyed Raven”, un’altra black stout.

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Ed infine, nel 2016, in attesa dell’uscita della 6° stagione, furono annunciate “Valar Dohaeris”, Tripel Ale, e “Valar Murguris“, una rossa Dubbel Ale.Ommegang-Brewery-Valar-Morghulis-and-Dohaeris

 

Mentre i fan sono in trepidante attesa dei nuovi episodi che usciranno il 25 Giugno, è stato annunciata la nuova birra in edizione speciale: “Bend the Knee”, una Golden Ale, con gli stemmi delle famiglie della serie: Targaryen, Lannister e Stark. Sarà acquistabile per il Memorial Day (ovvero l’ultimo weekend di Maggio) ma disponibile solo negli USA.

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La birra è “regale” dal sapore delicato e fruttato, ma con una gradazione forte, insomma adatta per l’estate, mentre si guarda il nuovo episodio della serie. In pratica, con un unico prodotto sono riusciti a soddisfare tre diverse categorie di fan ed un efficace sistema per capire se il proprio amico è un simpatizzante della casa Lannister.

Ma visto che i personaggi della serie bevono sempre vino, non era meglio creare un’edizione speciale di questo?

Già fatto! Infatti in primavera uscirà anche la prima linea di vini dedicati alla serie.

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Insomma, non ci resta che attendere la nuova serie per brindare ai sopravvisuti.
Pronti?

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