tipi di intelligenza

9 tipi di intelligenza che dovresti conoscere

L’intelligenza non è una risorsa unidimensionale. C’è chi è particolarmente bravo in matematica, chi nelle lingue e chi nei rapporti umani.

Queste naturali propensioni rispecchiano il tipo di intelligenza che più ci caratterizza. A teorizzare per primo la multiformità dell’intelligenza è stato lo psicologo dell’età evolutiva Howard Gardner che, nel suo libro del 1983 “Frames of mind“, ha descritto con accuratezza le nove tipologie di intelligenza che un individuo può possedere.

I 9 tipi di intelligenza designati da Gardner sono stati sintetizzati in questa infografica da Mark Vital, graphic designer di Funders and Founders.

Tipi di intelligenza

I nove tipi di intelligenza descritti nella “teoria dell’intelligenza multipla” sono:

  • Naturalista;
  • Musicale;
  • Logico-matematica;
  • Esistenziale;
  • Interpersonale;
  • Corporeo-cinestetica;
  • Linguistica;
  • Intrapersonale;
  • Spaziale.

Vediamo ora nello specifico in cosa consistono queste tipologie di intelligenza e come riconoscere quella che più rispecchia le tue attitudini.

Intelligenza naturalistica

L’intelligenza naturalistica consiste nel saper distinguere e classificare gli elementi naturali (piante e fiori) e cogliere le relazioni fra essi.

Questa tipologia di sensibilità era particolarmente utile nel nostro passato evolutivo, in cui eravamo cacciatori e agricoltori.

Ad oggi, l’intelligenza naturalistica è tipica di biologi, astronomi, antropologi e chef.

Intelligenza musicale

Chi possiede un’intelligenza musicale è in grado di riconoscere l’altezza dei suoni e discernere timbri e ritmi. La capacità di modulare la voce e l’attitudine al suono di uno strumento musicale rientrano fra le peculiarità di questa forma di intelligenza.

Questa intelligenza è localizzata nell’emisfero destro del cervello, anche se i soggetti con una vasta cultura musicale elaborano le melodie nell’emisfero sinistro.

Solitamente l’intelligenza musicale è riscontrabile in compositori, direttori d’orchestra, vocalist e cantanti.

intelligenza musicale

Intelligenza logico-matematica

L’intelligenza logico-matematica coinvolge entrambi gli emisferi celebrali: quello sinistro, che ricorda i simboli matematici, e quello destro, che si occupa di costruire ed elaborare i concetti.

Le caratteristiche tipiche di questa forma di intelligenza fanno riferimento alla capacità di calcolare, misurare e compiere operazioni matematiche estremamente complesse. Chi ne è in possesso è attratto dall’aritmetica, dagli esperimenti e dai giochi di logica.

L’intelligenza logico-matematica è tipica di scienziati, tecnologi e ingegneri.

Intelligenza esistenziale

L’intelligenza esistenziale consiste nella capacità di affrontare con lucidità le questioni esistenziali, ponendosi domande relative a grandi concetti astratti come la natura dell’uomo, il senso della vita, il perché siamo qui.

È tipica di psicologi, filosofi e, in parte, anche dei fisici.

Intelligenza interpersonale

L’intelligenza interpersonale è la capacità di comprendere e interagire con gli altri in modo efficace. Chi la possiede impiega le sue capacità empatiche per entrare in sintonia con gli altri, comprenderne i timori, i sentimenti e le esigenze.

Solitamente l’intelligenza interpersonale è riscontrata in insegnanti, leader politici, sociologi e imprenditori.

Intelligenza corporeo-cinestetica

L’intelligenza corporeo-cinestetica consiste nel saper utilizzare sapientemente il proprio corpo nei contesti più disparati. Chi la possiede ha forti doti di coordinamento e grande attitudine a maneggiare gli oggetti.

È tipica di atleti, artigiani, ballerini e chirurghi.

intelligenza corporeo cinestesica

Intelligenza linguistica

L’intelligenza linguistica è legata alla capacità di utilizzare un vocabolario chiaro ed esteso. Questa forma di intelligenza permette di tradurre in parole concetti più o meno semplici, nonché di comprendere e associare con estrema semplicità anche i termini più complessi.

Chi possiede l’intelligenza linguistica ama scrivere, leggere e dilettarsi con le parole crociate.

È tipica di romanzieri, poeti, giornalisti, linguisti e oratori.

Intelligenza intrapersonale

L’intelligenza intrapersonale è la capacità di comprendere a fondo se stessi, individuare i propri pensieri e sentimenti e sfruttarli per ottenere risultati migliori nella vita individuale.

Di solito possiedono questa intelligenza gli attori, i leader spirituali, gli psicologi e i filosofi.

Intelligenza spaziale

L’intelligenza spaziale consiste nel saper riconoscere, nello spazio, le forme e gli oggetti. Chi la possiede è in grado di ricordare anche i dettagli più piccoli, possiede grandi doti di orientamento e sa riconoscere oggetti tridimensionali a partire da schemi complessi.

È tipica di scultori, marinai, piloti, pittori e architetti.

intelligenza spaziale

Le teorie di Gardner circa l’esistenza di più forme di intelligenza sono, tuttora, oggetto di dibattito nella comunità scientifica. Al centro del dibattito, l’eventualità che queste forme di intelligenza siano, in realtà, configurabili come sole competenze.

Solitamente, queste forme di intelligenza sono innate, ma possono essere acquisite e affinate nel tempo grazie all’esercizio.

Saper riconoscere l’intelligenza più vicina alle nostre attitudini ci consente non solo di capire quali studi intraprendere per svilupparla, ma anche in che direzione lavorare per sfruttarla al meglio e ottenere una vita di successo.

Publicis Italia celebra i Local Heroes

Si chiama “Local Heroes” il progetto da poco lanciato da Publicis Italia per rinominare le strade dei piccoli paesi sparsi per tutto il territorio.

In Italia sono circa 600 i paesini dove tutto contribuisce a formare la storia e l’identità culturale del posto: tradizioni, luoghi, negozi.

Tutto tranne le strade che li percorrono. Spesso infatti sono dedicate a personaggi che non hanno niente a che vedere con la storia locale e che possiamo comunemente ritrovare in tantissime altre città italiane.

Local Heroes

I Local Heroes di Fucecchio

Publicis Italia e il comune di Fucecchio in Toscana, hanno lanciato questo progetto raccontando l’iniziativa agli abitanti del posto con un video di lancio.

L’obiettivo è quello di rinominare le strade con i nomi dei cittadini più meritevoli e ancora in vita, che hanno svolto un ruolo importante nello sviluppo della comunità, contribuendo a formarne l’identità locale.

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Collegandosi al portale www.local-heroes.it gli abitanti di Fucecchio possono dunque proporre il loro eroe personale: all’interno del sito è sufficiente selezionare una strada da Google Maps e raccontare la storia del cittadino scelto attraverso un video, una foto oppure un testo.

Così a fine aprile sono state inaugurate le prime strade.

Local Heroes Credits

CLIENTE
Comune di Fucecchio
Sindaco di Fucecchio: Alessio Spinelli

AGENZIA:Publicis Italy
Executive Creative Director: Bruno Bertelli
Executive Creative Director: Cristiana Boccassini
Creative Director & Art Director: Giovanni Settesoldi
Creative Director & Copy: Cristiano Tonnarelli
Digital Creative Director: Massimo Guerci
Copywriter: Albertina Coacci
Digital Art Director: Dario Citriniti
Account Supervisor: Filippo D’Andrea
Digital Project Manager: Vittorio Cafiero
Agency Producer: Maria Vittoria Ceresoli
Agency Producer: Jonathan Grassi

Cartellonistica digitale e interattiva

Non si tratta di semplici e banali cartelli, parliamo invece di una segnaletica interattiva che permette di scoprire la storia del fucecchiese a cui è stata dedicata la vita, attraverso i propri smartphone grazie alla tecnologia Google Nearby e Estimote beacons.

Tramandando alle future generazioni, tutte quelle storie che altrimenti andrebbero perdute nel tempo, i cittadini di Fucecchio desiderano rafforzare l’identità del paese in cui vivono, perché “anche un piccolo paese ha una grande storia di cui sentirsi orgogliosi”. 

 

WhatsApp Recall: presto potremo eliminare i messaggi inviati

A chi non è mai capitato di inviare il fatidico messaggio all’ex mentre si era chiaramente sbronzi? Dichiarazioni a semi sconosciuti, foto osé al boss e note vocali in cui si piange ascoltando Celine Dion. A breve tutto questo sarà solo un lontano ricordo!

Infatti secondo WABetaInfo, il blog dei volontari tester delle versioni beta del servizio di messaggistica gratuito, una delle nuova funzioni sembra essere WhatsApp Recall, la funzione per eliminare i messaggi inviati, incluse foto, video, gif e note vocali.

Screen della nuova funzione, fonte WABetainfo

Screen della nuova funzione, fonte WABetainfo

 

Però – c’è sempre un però – i programmatori hanno posto una condizione a questo potere illimitato di riparare terribili figure barbine: bisogna eliminare il messaggio inviato entro 5 minuti, o fintanto che il destinatario non abbia visualizzato il messaggio.

Insomma, alla spunta blu non si sfugge.

Inoltre è stato rivelato che il prossimo passo di Zuckerberg pare sia consentire a WhatsApp di “appoggiarsi” a Facebook, e consentire, così,di usufruire dei suoi server e… di poter scrivere su WhatsApp ai nostri contatti di Facebook? Di vederne i numero? Questo dettaglio non appare chiaro, ma getta una nuova ombra sui dati sensibili inseriti nel social network più ampio al mondo.

Come il Digital Marketing può aiutarti a far crescere il tuo business

Come il Digital Marketing può aiutarti a far crescere il tuo business

Cos’è il Digital Marketing? Si tratta di attività che affiancano le strategie di vendita tradizionali intercettando la domanda di quelle 39 milioni di persone che, solo in Italia, si connettono ad Internet per ricercare informazioni, acquistare e svagarsi.

In ognuno di questi momenti un’azienda può comunicare con gli utenti e avviare un percorso di vendita in modo vantaggioso: ecco perché e come.

Come il Digital Marketing può aiutarti a far crescere il tuo business

I vantaggi del digital marketing: più mercato e più semplice

I canali tradizionali di pubblicità hanno sempre favorito le grandi aziende, in grado di stanziare nel marketing budget elevati. Questo non vale per il digital marketing, che presenta barriere di ingresso pressoché inesistenti: imprese di tutte le dimensioni, anche senza investimenti esorbitanti, possono utilizzare il digital marketing per far conoscere il proprio prodotto al pubblico di riferimento (brand awareness) e per aumentare le vendite.

Il successo di una strategia di marketing online è basato principalmente sul targeting, vale a dire sulla ricerca di un pubblico ricettivo, individuato secondo alcune caratteristiche che ci consentono di ipotizzare che si tratti di potenziali clienti realmente interessati al nostro prodotto.

Sapevi, ad esempio, che Facebook, Instagram e gli altri social media ti consentono di individuare con precisione quali persone vedranno il tuo annuncio pubblicitario?

Nell’individuare questo pubblico, occorre tener conto che la comunicazione con i potenziali clienti non è più unidirezionale, cioè dall’azienda al consumatore, ma oggi è diventata un vero e proprio dialogo. In altre parole, è necessario andare oltre gli slogan ad effetto, anche perché le campagne di marketing online possono essere modificate nei contenuti e adattate a specifiche caratteristiche demografiche (sesso, posizione, età, interessi,…) in un tempo rapidissimo rispetto ai canali tradizionali.

Le analisi di digital marketing costituiscono la base per garantire il successo delle strategie di marketing online e offline, aiutando a comprendere come i diversi approcci al marketing online possano interagire l’uno contro l’altro. Gli strumenti digitali consentono di tenere traccia costantemente di come i potenziali clienti arrivano al nostro sito web, attraverso quali canali conoscono il nostro contenuto, come si comportano una volta che entrano in contatto con il brand. Ciò permette di capire la redditività del capitale investito (ROI – Return On Investment) di ciascuno di questi canali e di modificare di conseguenza la strategia di marketing.

Le piccole e medie imprese possono quindi utilizzare i vari canali di digital marketing per raggiungere il proprio pubblico di riferimento, sia a livello locale che a livello internazionale.

Come il Digital Marketing può aiutarti a far crescere il tuo business

Multi-dispositivo e multi-canale: le parole chiave più importanti del digital marketing

La stessa persona può utilizzare più dispositivi digitali diversi nell’arco della giornata, come PC, tablet e smartphone, o anche Smart TV (crossdevice). Le aziende possono monitorare, ad esempio, come la persona reagisce ad uno stesso annuncio pubblicitario su Google, ma visualizzato sui diversi dispositivi.

Ciò consente di modificare le strategie per commercializzare prodotti con maggiore specificità. Nell’arco di una giornata, o di una settimana, le occasioni in cui connettersi variano sensibilmente: a seconda del contesto, come casa, lavoro o auto, le persone hanno occasione di utilizzare dispositivi diversi e portare a termine differenti interazioni.

Riprendendo l’esempio precedente, un annuncio pubblicitario su Google visualizzato da smartphone durante la pausa caffè difficilmente porta ad un acquisto immediato (conversione). Questo perché l’utente ha poco tempo a disposizione per informarsi e confrontare. Ritrovare lo stesso annuncio una volta che si è tornati a casa e ci si è connessi da PC, tuttavia, ricorda all’utente l’interazione precedente in un momento in cui ha occasione di effettuare gli approfondimenti necessari e acquistare.

Andando oltre, è bene prevedere un’interazione tra i diversi canali di comunicazione digitale: potremmo ad esempio scrivere una serie di articoli sul blog aziendale per offrire ai potenziali clienti informazioni e approfondimenti su temi legati ai nostri prodotti/servizi e contemporaneamente mettere a disposizione degli utenti online una chat per risolvere i dubbi con l’ausilio di un operatore. Potremo poi vendere altri prodotti dopo il primo (cross-selling) o prodotti/servizi accessori rispetto a quello già acquistato (upselling) attraverso una campagna di email marketing, cioè restando in comunicazione con il cliente attraverso un canale più diretto.

Le informazioni acquisite tramite il tracciamento multi-device, ossia su più dispositivi (pc, tablet, smartphone, ecc.) ci consentono di aumentare il numero dei nostri clienti, ma soprattutto di aumentare la fidelizzazione, ossia il numero di clienti che torneranno ad acquistare.

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Il digital marketing consente una migliore esposizione della marca

La fiducia è un elemento fondamentale per la percezione della marca (brand) da parte di clienti e potenziali tali. Ispirarla è difficile tanto quanto comunicarla.

Per ottenere la fiducia dei consumatori concorrono vari fattori, più o meno importanti a seconda del settore:

  • qualità dei prodotti/servizi
  • la capacità di comunicare il grado di innovazione dell’azienda e del prodotto
  • la capacità di mantenere le promesse fatte al cliente
  • la disponibilità al dialogo
  • la sostenibilità e responsabilità sociale

La comunicazione riveste in ogni caso un ruolo fondamentale: “fare bene” non basta se nessuno lo sa.

Per rispondere a questa esigenza i canali online di un’azienda, come eCommerce, siti Internet, blog, email marketing, social network, devono essere ben collegati tra loro. In questo modo le informazioni pertinenti e le conferme che le persone cercano in ogni fase di avvicinamento al brand sono disponibili e fruibili con immediatezza.

Il digital marketing, inoltre, offre una possibilità unica: far scrivere ai clienti recensioni su un prodotto/servizio direttamente sulla pagina Facebook dell’azienda, o direttamente su Google attraverso il servizio dedicato ai business locali. Lo stesso accade sui grandi portali di eCommerce come Amazon. Queste opinioni restano a disposizione degli altri utenti come riscontro immediato e spontaneo.

Secondo un recente sondaggio condotto da Nielsen Global Online Consumer Survey, il 90% dei consumatori sostiene che avrebbe fiducia in un marchio conosciuto attraverso raccomandazioni personali. Un’altra indagine da parte di BrightLocal ha suggerito che l’88% dei consumatori leggono le recensioni e le raccomandazioni personali quando acquistano prodotti online.

Il principio è quello di portare online le meccaniche del passaparola tra amici e parenti, facendo in modo che ogni persona possa avvalersi dei pareri di una rete sociale allargata che descrive il brand e i suoi prodotti in un modo più autentico di quanto non potrebbe fare l’azienda stessa.

Oltre ad influenzare le decisioni di acquisto dei consumatori, le recensioni online offrono una migliore esposizione del sito web dell’azienda, in quanto sono un fattore che contribuisce al suo posizionamento sui motori di ricerca, aumentando cioè le possibilità di figurare tra le prime posizioni nelle ricerche relative al settore. Altri due esempi di questo genere di siti sono Yelp per le recensioni sugli esercizi locali e Booking.com per le strutture ricettive.

Come il Digital Marketing può aiutarti a far crescere il tuo business

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Per avviare una strategia di digital marketing, identifica i tuoi obiettivi

Gli obiettivi della tua strategia di digital marketing dovrebbero essere coerenti con quelli della tua attività. Se ad esempio miri ad aumentare i ricavi del 10%, controlla i tassi di conversione sul tuo sito: quanti degli utenti che visitano il sito web, poi acquistano effettivamente?

Valuta dove intervenire per aumentarli (aumento del traffico, delle conversioni,…).

Identifica i tuoi obiettivi e modifica la strategia sulla base di un costante monitoraggio.

Identifica il pubblico di destinazione

Ogni prodotto/servizio ha in sé indizi sui potenziali segmenti di pubblico a cui è destinato. Inoltre, un rappresentante delle vendite può aiutarti a comprendere meglio le loro esigenze e quindi aiutarti a commercializzare con maggiore specificità. Il pubblico di destinazione potrebbe anche essere in grado di fornirti informazioni su quale aspetto dell’intera esperienza di acquisto abbia un valore maggiore, ad esempio costi inferiori rispetto al miglior servizio clienti.

Crea una storia di marca

La narrazione attraverso contenuti e immagini può essere uno dei modi più potenti non solo per attrarre i clienti ma anche per creare rapporti di lunga durata con loro. Un blog aziendale o una serie di post sui social media possono aiutarti a costruire questa relazione, essenziale per sviluppare la fiducia verso il brand e mantenerne la fedeltà.

LEGGI ANCHE: Le tecniche di storytelling per i tuoi social

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Attira il traffico verso il tuo sito web

I potenziali clienti possono essere attratti dal tuo sito web tramite un ottimo contenuto SEO in forma di blog. I social media possono essere un altro strumento efficace nel marketing della tua attività commerciale e nell’implementare la conoscenza della marca (brand knowledge). Ti farai trovare più facilmente e anche la comunicazione sarà più semplice e diretta.

Mantenere aperto il dialogo con i clienti li porta a ricordare nei momenti giusti, ossia quando avranno nuovamente bisogno dei prodotti/servizi che vendi.

Definisci la chiamata all’azione (CTA)

Le Call To Action (CTA) sono video, immagini e testi accattivanti che incoraggiano i potenziali clienti a intraprendere un’azione, come cliccare su un link per aprire una pagina che porta ad un’offerta specifica, fornire dati personali, iscriversi ad una newsletter o seguire un canale video.

Individuare utenti potenzialmente interessati ai prodotti o servizi offerti da un’azienda è possibile ottimizzando le CTA, ad esempio sperimentando quali sono le reazioni degli utenti rispetto a contenuti simili, valutando via via quelli più efficaci.

Coloro che rispondono alle azioni di marketing dimostrano il loro effettivo interesse (prospect) verso il prodotto.

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Business Recap: le 5 notizie più importanti della settimana

Come fare per essere aggiornati su tutte le notizie in ambito business dal mondo? Naturalmente grazie alla redazione di Ninja Marketing, che raccoglierà ogni settimana per voi i più importanti avvenimenti tra acquisizioni, lanci, investimenti e cambi al vertice, per essere sempre aggiornati e non farsi mai cogliere impreparati dal capo!

La regola nel mondo degli affari è sempre la stessa: il tempo è denaro! Quindi partiamo subito con il nostro Business Recap.

Business recap

1. Uber annuncia un nuovo Chief Brand Officer

Uber ha annunciato che l’ex Responsabile Marketing di Apple, Bozoma Saint John, sarà il nuovo Chief Brand Officer dell’azienda.

Da tempo ormai Uber ha annunciato l’intenzione di voler recuperare la propria immagine pubblica rafforzando un’identità di brand che non è mai stata troppo chiara né per i clienti, né per i dipendenti.

Le accuse di sessismo e molestie degli ultimi mesi, gli scandali sulle applicazioni segrete che permettevano alla società di tracciare i movimenti degli investigatori, le sfuriate contro i driver diffuse in rete da parte del CEO Travis Kalanick, non hanno giovato alla reputazione pubblica di Uber.

“Boz ha una lunga esperienza nel creare connessioni emotive tra le persone e i prodotti che amano. La sua creatività e una profonda comprensione dei consumatori ci consentiranno di costruire lo stesso amore e apprezzamento per il marchio Uber che abbiamo già costruito nei confronti del servizio che offriamo”, ha dichiarato Kalanick.

Business recap

2. Snapchat ha acquisito una società di localizzazione dei dati

Snapchat ha acquisito una società di localizzazione dati per puntare ad un miglioramento delle sue funzioni mobile.

Placed, questo il nome della startup, consente di connettere gli annunci digitali ai dispositivi delle persone nelle vicinanze, per monitorare le conversioni offline.

L’azienda utilizza pannelli mobile opt-in e dal 2016 raccoglie dati anonimi in 600 milioni di località ogni giorno.

Secondo quanto dichiarato da Snapchat, Placed continuerà a lavorare in modo indipendente mentre il fondatore e CEO David Shim riferirà al CSO di Snap Imran Khan. Le due società separeranno i dati degli inserzionisti mettendo in atto le linee guida per la condivisione dei dati, la privacy e la sicurezza.

Snapchat lavora già anche con Foursquare, uno dei concorrenti di Placed, ma la mossa strategica punta a potenziare Snap to Store, l’offerta proprietaria di Snapchat per i marketer, che consente l’analisi del numero di visitatori che entrano effettivamente in un negozio entro una settimana dalla visualizzazione dell’annuncio sull’app del fantasmino.

“La connessione online-offline è un problema su cui l’ecosistema pubblicitario sta lavorando  e anche noi condividamo questo obiettivo”, ha dichiarato la società.

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3. Misterb&b raccoglie 8,5 milioni di dollari per costruire un Airbnb della comunità LGBTQ

La startup francese Misterb&b ha appena raccolto 8,5 milioni di dollari per costruire la prima piattaforma di affitto per brevi periodi di case e appartamenti dedicata completamente alla comunità LGBTQ.

La società ha dichiarato di aver cominciato con un focus sulle persone gay, ma di voler puntare all’inclusione di tutta la comunità LGBTQ, per non avere brutte sorprese quando si prenota una camera come a volte accade sulla concorrente Airbnb. Questo è ancora più valido se si viaggia in un Paese in cui l’omosessualità è ancora illegale.

Attualmente Misterb&b lavora con 100.000 host in 135 Paesi e navigando il sito web l’esperienza è molto simile a quella di Airbnb. Un aspetto familiare che ha permesso subito alla società di riscuotere un grande successo.

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4. Amazon aumenta la sua quota di prestiti alle piccole imprese sulla piattaforma

Amazon sta incrementando la propria attività di prestiti e la società ha annunciato oggi di aver prestato più di 1 miliardo di dollari a circa 20.000 merchant sulla propria piattaforma negli ultimi 12 mesi.

Questa cifra rappresenta un terzo dell’importo totale che il gigante dell’eCommerce ha prestato attraverso il suo programma di prestiti Amazon a partire dal 2011.

Amazon Lending è un servizio disponibile su invito per le piccole imprese che vendono merci attraverso il marketplace di Amazon. Inizialmente disponibile solo negli Stati Uniti è stato poi esteso anche a Giappone e Regno Unito e la società ha già rivelato i suoi piani per Cina e Canada.

“Abbiamo creato il prestito di Amazon per rendere più semplice per le piccole imprese ottenere un prestito in modo efficiente, perché sappiamo che un’infusione di capitale al momento giusto può mettere una piccola impresa sulla strada del successo”, ha dichiarato Peeyush Nahar, VP per Amazon Marketplace.

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5. Pokémon Go ospiterà eventi reali per celebrare il suo anniversario

Per festeggiare il primo anniversario di Pokémon Go, Niantic Labs ha annunciato che sta progettando una serie di eventi di gioco reali.

Il primo grande evento, il Solstice Event, si svolgerà il 13 giugno all’interno del gioco e sarà il preludio di una serie di aggiornamenti che si concentreranno sul gameplay collaborativo. Per questo motivo le “palestre del gioco” saranno temporaneamente chiuse per un breve periodo.

Il primo evento dal vivo sarà invece il Pokémon Go Fest di Chicago, previsto per il 22 luglio 2017. I biglietti saranno in vendita dal 19 giugno.

L’azienda sta cercando di rendere sempre più collaborativo il gioco, per consentire ai giocatori non solo di scontrarsi uno contro l’altro, ma anche di incontrarsi nel mondo reale, per amplificare la strategia on-offline della società.

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In viaggio con la sharing economy in palmo di mano

Negli ultimi anni dell’evoluzione digitale, soprattutto da quando la supremazia del mobile ha iniziato ad affermarsi, tanti ambiti delle nostre vite sono cambiati: dallo shopping all’intrattenimento, passando per tutto ciò che esiste in mezzo, e i viaggi non potevano sicuramente rimanere esclusi.

Con grande dispiacere delle agenzie viaggi più tradizionali, i viaggiatori hanno iniziato sempre di più a saltare gli intermediari di acquisto, andando a comprare i voli, gli hotel, persino i tour direttamente online. Il web (e i nostri smartphone) si sono riempiti di comparatori di prezzi per il settore travel, rendendo l’organizzazione del viaggio sempre più veloce e comoda. Ma come rendere l’esperienza del viaggio davvero autentica, andando a conoscere la quotidianità dei luoghi che visitiamo, gli aspetti più originali e meno turistici?

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La soluzione è arrivata sempre tramite internet, in particolare grazie ad una delle sue più interessanti manifestazioni: la  sharing economy. Grazie a siti web e app di “condivisione”, servizi essenziali in viaggio come il trasporto, ma anche vitto, alloggio e molto altro, sono diventati incredibilmente economici (a volte addirittura gratuiti) e davvero autentici, perché basati sulla condivisione tra persone prima ancora (o piuttosto) che sull’attività commerciale. 

Economici, autentici e soprattutto sicuri, grazie all’altra variabile chiave che ha permesso all’economia della condivisione di diffondersi a macchia d’olio: i feedback, che al pari di TripAdvisor ci permettono di conoscere il parere di altre persone passate prima di noi e che reintroducono la “fiducia” nei confronti degli sconosciuti, passando per il digitale.

Il viaggio con la sharing economy su quattro ruote

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Il caso forse più famoso, ormai utilizzato da fasce sempre più ampie e trasversali di popolazione, è il servizio di ride sharing Blablacar: chiunque può offrire o ricevere un passaggio, e alla sicurezza data dai feedback da un po’ si è aggiunta anche quella dell’assicurazione di viaggio inclusa nel prezzo. Tramite un’app molto intuitiva si accede ad una community di viaggiatori davvero folta, soprattutto in Italia, Francia, Spagna e molti altri paesi europei!

Meno utilizzato ma altrettanto interessante, soprattutto per la possibilità di condividere anche camper e moto, è YouTrip, che permette di tornare letteralmente al tempo del baratto, offrendo oggetti in cambio di un passaggio, mentre l’offerta targata Autostrade promette sconti ai caselli e facilitazioni per le aziende che vogliano fare mobility management utilizzando questo servizio. E se volessimo “noleggiare” l’auto di uno sconosciuto senza la sua presenza alla guida? Negli Stati Uniti si può fare anche questo

Ogni area geografica ha poi la propria versione del ride sharing, dall’americano Lyft all’inglese Mylifts. Che diventa l’alternativa perfetta al treno o, in certi casi, all’aereo, per percorrere e vedere i Paesi che si stanno visitando, permettendoci anche di conoscere gente del luogo (e non).

A casa di estranei come a casa propria

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Ma la vera svolta in viaggio si verifica quando ci si trova letteralmente a vivere con persone del luogo, che possono portarci nel proprio mondo, mostrandoci davvero la propria cultura e modi di vivere totalmente diversi dal nostro. AirBnb era nato con questo scopo, e pur essendosi evoluto con finalità sempre più di lucro perdendo un po’ del suo fascino di “sharing”, rimane un fantastico strumento per trovare appartamenti in giro per il mondo.

Per trovare qualcosa di ancora più autentico, a patto di sacrificare un po’ di comodità, il consiglio è quello di ricorrere al re della sharing economy: proprio lui, Couchsurfing, il sito per eccellenza per dormire gratis (letteralmente, “fare surf”) sui divani di sconosciuti in giro per il mondo. Il tutto comodamente dal proprio cellulare, grazie anche all’app.

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Ma se l’idea di andare “a scrocco” non vi piace, o se semplicemente volete dare indietro qualcosa alla comunità dove viaggiate facendo del volontariato, ci sono altri siti che fanno al caso vostro: Workaway, in particolare, è una delle community di work-exchange holidays più grandi del mondo, e vi permetterà di fare volontariato in cambio di vitto e alloggio ovunque nel mondo, saltando gli intermediari e i conseguenti costi. Grazie alle descrizioni saprete quali compiti vi sarà chiesto di svolgere, in un range che può andare dal babysitting al lavoro con gli animali, dall’insegnare le lingue ai bambini in India all’aiutare su barche a vela in giro per il Mediterraneo, con tutto il possibile nel mezzo!

Uno strumento fantastico per viaggiare in modo slow, anche per poche settimane, è utilissimo soprattutto per abbattere i costi nei viaggi di lungo termine e per entrare davvero in contatto con i Paesi che visitiamo.

Aggiungi un posto a tavola, che c’è uno sconosciuto in più

Ma la sharing economy ci può cambiare la vacanza anche e soprattutto per quanto riguarda il tempo libero. A cominciare dal cibo! Impossibile non citare Gnammo, che in Italia la fa da padrone e che permette sia di cenare a casa di cuochi sconosciuti, sia di organizzare le cosiddette “cene social” al ristorante. Un’occasione perfetta per conoscere gente locale e vivere un’esperienza inedita.

gnammo-app

E nulla è meglio di una cena a casa di persone locali quando si è fuori dal proprio Paese e si vuole assaggiare la vera cucina del luogo. Proprio a questo hanno pensato MealSharing ed EatWith, promettenti startup che si focalizzano proprio sui viaggiatori in cerca di esperienze culinarie autentiche, mettendoli in contatto con i cuochi locali che vogliono condividere un pasto.

O VizEat, che si focalizza sulle “esperienze culinarie immersive”: un modo altisonante per dire che, oltre alle cene, sarà possibile trovare tante esperienze legate alla cucina, come cooking classes e tour dei mercatini, in diverse parti del mondo. Buon cibo, cucina tipica e nuovi amici: una formula vincente per viaggiare con la sharing economy.

A spasso con una guida locale

E per concludere le vostre vacanze all’insegna della sharing economy, perché non utilizzare questi strumenti anche per lo scambio di conoscenza? Per questo sono nati siti come AdventureLocal, WithLocals, ToursByLocals e molti altri: scegliete la città che volete visitare, trovate una guida e partite alla ricerca delle esperienze di viaggio più autentiche. Condividendo magari un pezzo della vostra cultura con i locali, a vostra volta.

Perché la sharing economy si basa proprio sulla nostra voglia di condivisione, alimentando la fiducia e l’apertura verso il prossimo, alla ricerca delle più autentiche esperienze possibili…oltre a permettere un grande risparmio di costi, per viaggiare meglio e più a lungo!

wycon cosmetics campagna maschile

Wycon Cosmetics sceglie un volto maschile per la sua campagna

Per la prima volta anche un marchio italiano della cosmesi, Wycon Cosmetics, ha scelto un volto maschile per la sua campagna Adv.

Dopo la rottura già sancita dagli spot di Lynx e Dove che hanno cambiato il paradigma della mascolinità, il brand di cosmetici – un settore ancora assolutamente dominato da un approccio femminile – ha scelto un mood androgino per raccontare che la bellezza non conosce genere.

wycon cosmetics campagna maschile

Wycon Cosmetics spiega cos’è il make up oggi

“Il make up è soprattutto un mezzo di espressione”. Questa l’idea alla base della campagna che punta ad abbattere gli stereotipi.

Wycon Cosmetics è una azienda italiana nata nel 2009 da un’idea di Gianfranco Satta (imprenditore e distributore storico della cosmetica femminile) e Raffaella Pagano (product manager, profonda conoscitrice del mondo make up e body care).

“Show the World who you are”, il claim dell’azienda, spiega bene il messaggio alla base dello stile comunicativo del marchio, che punta principalmente su web e stampa.

Un brand all’avanguardia, che non mira solo a integrare innovazione e strategia, quanto a conquistare un nuovo mercato del beauty, più aperto e libero da schemi.

Le sfumature di Androginy, la nuova collezione disponibile nei punti vendita e sull’e-commerce ufficiale, sono presentate sulla pelle di un modello dai tratti ibridi, senza genere, rappresentato come una figura a metà strada tra una realtà eterea e una quotidianità moderna, che lo trattiene all’interno di stereotipi che richiedono la classificazione in categorie sorpassate.

wycon cosmetics campagna maschile

Il make up non è più una maschera per farsi accettare dal mondo, per rendersi più belli e attraenti, ma un modo per mostrare chi si è davvero, in modo libero e senza restrizioni.

Un messaggio rivolto a tutti indistintamente.

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“Non dobbiamo considerare la campagna di Androgyny come una mossa scandalistica per attirare i riflettori. Il mood e la storia che vogliamo raccontare sono un elemento di rottura, per l’approccio e il tema nel settore della cosmetica, meno abituata a esperienze di questo tipo, se non di recente e a livello internazionale”.

Fabio Formisano, Head of Marketing & Communication

Wycon indaga attraverso i suoi prodotti “una panoramica umana che vuole raccontarsi, e sceglie il make up come mezzo d’espressione”.

E tu cosa ne pensi? Parliamone sulla nostra pagina Facebook!

Best Practice ed errori da evitare per fare un buon Piano Marketing

Molto spesso mi è capitato di sentire la definizione di “Piano Marketing” associata ad un lavoro prettamente di comunicazione, ma non è proprio così.

Per questo motivo ho deciso di scrivere questo articolo, per capire insieme cos’è davvero un piano marketing e quali sono i passaggi minimi dei quali tener conto.

Il piano di marketing è il documento che formalizza la strategia, ne spiega i presupposti e la traduce in programmi operativi: è importante all’interno di ogni azienda (anche e soprattutto nelle PMI) poiché consente di raggiungere quattro importanti risultati:

  • permette di formulare in modo esplicito gli obiettivi e definire un budget preventivo di azione, e questo è molto importante soprattutto se abbiamo un budget contenuto;
  • è  un efficace strumento di comunicazione interna per la condivisione degli obiettivi e delle strategie;
  • è uno strumento di comunicazione esterna per il coinvolgimento dei soggetti portatori di interessi;
  • è  uno strumento di controllo dell’effettivo concretizzarsi degli obiettivi formulati.

Da dove iniziare concretamente il Piano Marketing

Dall’analisi del mercato: in questa sezione dovrai inserire informazioni su di te, sulla concorrenza e sul mercato.

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1. La tua impresa:

  • Obiettivi generali della tua azienda a lungo e a breve termine.
  • Focus della tua impresa.
  • Punti di forza e di debolezza della tua  azienda.
  • Quota di mercato stimata.

2. Clienti:

  • Dimensioni della base clienti.
  • Fattori demografici della tua base clienti (età, classe sociale, sesso).
  • Vettori dei valori (i tuoi prodotti e/o servizi forniscono un vero valore alla tua base clienti?).

3. Analisi della concorrenza:

  • Posizione sul mercato (i tuoi competitori coprono totalmente il mercato o si rivolgono solo a segmenti specifici? Sono grandi o piccoli?).
  • Punti di forza e di debolezza.
  • Quote di mercato.

4. Ambiente:

  • Ambiente politico e legale (esistono dei regolamenti specifici o delle leggi riguardanti i tuoi prodotti?).
  • Ambiente economico, ambiente sociale e culturale.
  • Ambiente tecnologico (i tuoi prodotti sono aggiornati tecnologicamente? Sono previsti degli aggiornamenti?).

5. Analisi SWOT:

Ti permetterà di avere un quadro chiaro dei punti di forza e delle debolezze, ma soprattutto di come andare ad agire sulle opportunità e le minacce.

piano marketing

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Una volta, che il mercato che ti circonda è ben chiaro e hai compreso perfettamente come ti collochi in esso, devi segmentarlo per individuare il tuo target.

Non starai davvero pensando di destinare il tuo budget (magari anche limitato) a tutti?! Individua il tuo target obiettivo, capisci di cosa ha bisogno, cosa lo influenza nell’acquisto e cosa e no, solo così saprai come attuare il marketing mix.

Terminato questo processo potrai passare, finalmente alla parte del marketing operativo, le famose 4P: Product, Price, Promotion e Place.

In questa fase avrai ben chiaro su quali di queste leve andare ad agire in base a quanto analizzato prima.

Questo processo completo è importante perché ti permette di non perdere risorse: se non individui alla svelta le possibili criticità del tuo prodotto, continuerai a spendere tutti i tuoi soldi nella direzione sbagliata.

Potresti avere un prodotto fantastico ma invenduto, perché è semplicemente sconosciuto a causa di una errata valutazione nell’investimento in comunicazione, o un prodotto mediocre venduto ai quattro venti come la rivoluzione del secolo.

Senza un’analisi davvero approfondita continuerai ad andare a naso ed inevitabilmente sbaglierai, continuando a chiederti: “cosa e dove ho sbagliato?! ”

La risposta a queste domande è contenuta solo in un buon piano marketing!

piano marketing

In un piano di marketing  che si rispetti è bene non scordare di includere le proiezioni a breve e lungo termine, le entrate e le uscite, l’analisi del punto di pareggio e gli scenari futuri dal punto di vista economico e finanziario.

Non vorrai mica avere sorprese spiacevoli per il tuo portafogli?!?

Tutto chiaro? Non ti resta che metterti all’opera: ora lo sai che un piano di marketing non è solo comunicazione!

Peroni in piazza con The Interaction Box: in “Campagna” con Chef Rubio

Come connettere i contesti urbani con le realtà rurali?

È questa la sfida dell’ultima campagna di comunicazione di Birra Peroni, da sempre la bionda più amata dagli italiani. E come realizzare fattivamente un’azione del genere? Grazie alla tecnologia ovviamente.

Tra tecnologia e storytelling

The Interaction Box è un’affissione interattiva, un cubo con un’innovativa metodologia di Dialogica che riuscirà a portare nelle Piazze italiane Chef Rubio e Paolo, un vero agricoltore della filiera Peroni che svelerà segreti e curiosità della vita dei campi. A cominciare dalla coltivazione dell’orzo, la materia prima alla base del malto 100% italiano con cui Peroni produce la sua birra.

E non è un caso se il compagno di viaggio di Chef Rubio sarà Paolo, contadino 35enne di Deruta (PG). È lì, infatti, che ha sede la sua azienda agricola. Ed è da Deruta che sabato 10 giugno Chef Rubio, accompagnato da Paolo, si collegherà in diretta sui canali social Birra Peroni e con le piazze di tre città italiane – a Roma, Napoli e Bari – per guidare i suoi fan alla scoperta della qualità Peroni e dei suoi ingredienti, dalla viva voce di chi li coltiva.

Il cubo attraverso i suoi sensori farà muovere le immagini di Paolo seguendo i passi dei curiosi che si avvicineranno, ricordando loro giorno e ora dell’appuntamento di sabato. Le interazioni dei passanti con il cubo e – soprattutto – le loro reazioni nel giorno della diretta saranno raccontate in un video che sarà successivamente diffuso sui canali social Birra Peroni e nella sezione del sito dedicata.

Come avverrà tutto questo? Grazie ai sensori dell’Interaction Box che, in tempo reale, rileverà i KPI (dalle OTS ai GRP) incrociando tutti i dati in real time. Il sistema, inoltre, può triggerare i contenuti in funzione dell’utente che si presenterà davanti al cubo. In questo modo la struttura riesce a creare contenuti tagliati su misura degli utenti, ad esempio in funzione dell’età e del sesso.

Come partecipare

L’appuntamento, quindi, è per sabato 10 alle ore 11:00, alle 13:00 e alle 18:00 quando dalla Galleria Alberto Sordi a Roma, da Piazza Dante a Napoli e da Corso Cavour a Bari tutti i fan dello Chef potranno seguire la diretta, con la possibilità di interagire live e inviare domande a Rubio e Paolo. In che modo? Attraverso i canali social Birra Peroni partecipando alla sfida dedicata a “Campagna Peroni”, attiva sulla piattaforma “Cuore Peroni”.

In attesa del giorno della diretta il cubo è già attivo nelle tre città. E attraverso i suoi sensori farà muovere le immagini di Paolo seguendo i passi dei curiosi che si avvicineranno, ricordando loro giorno e ora dell’appuntamento di sabato.

Stories: da Snapchat a Facebook passando per Instagram

La trama di questa storia la conoscete già e anche come tutto ebbe inizio: nel 2013 Snapchat fa da pioniere a un fenomeno che nessuno mai avrebbe pensato potesse allargarsi così a macchia d’olio. Parliamo ovviamente delle Stories e di come siano passate da essere uno strumento appannaggio dei giovanissimi snapchatter a marketing tool indiscusso per Instagram. E le Facebook Stories? Anche loro fanno parte del racconto ma nei panni di un attore fin troppo sopravvalutato.

Stories: davvero sono così indispensabili?

Alcuni impavidi social-dipendenti vogliono sfruttare tutti gli strumenti a loro disposizione, molti non hanno nemmeno mai buttato un occhio alle Stories degli amici, ma ancor di più si chiedono quale sia delle tre piattaforme la migliore non solo per uso personale ma anche per i brand che vogliono creare contenuti all’altezza di una campagna pubblicitaria competitiva.

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Le Stories sono diventate indispensabili per i marketers, sono un mezzo innovativo e dinamico con cui condividere aggiornamenti quotidiani e soprattutto creativi e capaci di trasmettere brand personality. Sono una porta aperta verso il pubblico che permette di connettersi con i consumatori mostrando lati nascosti e più umani di un di un marchio.

Ma le Stories no sono tutte uguali ed essere costantemente presenti su ognuna delle piattaforme a disposizione potrebbe non essere d’aiuto vista l’enorme diversità di utenti di ognuna.

Snapchat e Instagram: quando l’alunno supera il maestro

Snapchat è l’origine, ciò da cui tutto il successo ebbe inizio. Un successo che Facebook aveva fiutato provando addirittura a comprare il gioiellino di Spiegel per 3 miliardi di dollari. Il ventitreenne disse no e Zuckerberg incassò il rifiuto iniziando a copiare alcune delle caratteristiche migliori di Snapchat per il suo Instagram.

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Ma Snapchat rimane un grande classico: la formula e l’impronta delle sue Stories rimane invariata e le Story Playlist imbattibili. Mantiene un’audience molto giovane e fedele e può sempre vantare il suo ruolo di gran maestro che ha introdotto i Social Media nell’universo delle Stories.

Dall’altra parte c’è l’allievo Instagram: silenzioso, acuto osservatore e paziente. Ha dalla sua parte una fetta molto più ampia e diversificata di audience, molti dei quali non usano Snapchat. Le Stories sbarcano inaspettatamente su Instagram e inizia un successo che nessuno avrebbe mai potuto prevedere.

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Il vantaggio di Instagram non è solo demografico: il social che ci rende tutti fotografi vanta 700 milioni di utenti attivi, 400 milioni di user al giorno (contro i 158 di Snapchat) e più di 40 miliardi di foto condivise.

Eppure le storie non hanno sempre un lieto fine e Snapchat, ma soprattutto Facebook, lo dimostrano.In fin dei conti volendosi soffermare sul nostro Bel Paese, la popolarità di Snapchat in Italia non ha mai del tutto superato quella di Instagram. Forse per la sua poca intuitività, forse perché troppo esclusivo nell’utilizzo e nella condivisione.

Qual è la peggiore app per le Stories? E perché proprio Facebook?

Dopo il successo delle Stories su Instagram anche lo stesso Facebook ha voluto fare la sua parte. Se fosse vero che il punto di forza di Instagram sia l’ampio seguito e i grandi numeri, allora Facebook avrebbe vinto a mani basse, o no?

https://twitter.com/yak_sp/status/871120846450028544

Non sono bastati i numeri a supportare un progetto tanto ambizioso quanto folle. Perché Zuckerberg che già possiede Instagram con la quale ha copiato Snapchat ha voluto implementare le Stories anche su Facebook? Probabilmente in un periodo in cui tutti cercano di condividere storie, il papà dei social media moderni non poteva rimanere indietro.

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Ma Facebook non è un semplice social media: Facebook è l’establishment dei social media. È il luogo dove si cerca di rimanere il più possibile decorosi vista la variegata qualità di amici (dai colleghi di lavoro ai genitori). Inoltre Facebook non è una piattaforma dove condividere contenuti originali: la sua potenza sta proprio nella condivisione e fruizione di materiale già pronto.

Non è bastato nemmeno riempire la barra sopra i feed deputata a ospitare le Stories dei vostri amici con delle icone opache. Al posto del vuoto assoluto, in attesa che si riempi lo spazio, meglio inserire icone prive di contenuti.

https://twitter.com/MacleodSawyerMS/status/868510508445519873

Già una settimana dopo il lancio le Stories di Facebook subiscono i giudizi peggiori: nessuno le usa ma tutti ne parlano. Zuckerberg cavalca il trend del momento ma sbaglia luogo e tempi.

E voi cosa ne pensate delle Stories? Ma soprattutto quale piattaforma preferite per dar vita alla vostra creatività? Potete raccontarcelo sulla nostra pagina Facebook, su Linkedin o con un tweet, e se conoscete qualche coraggioso che usa le Facebook Stories fatecelo sapere!