Instagram e lo storytelling sponsorizzato: arrivano i Carousel Ads

Instagram e lo storytelling sponsorizzato: arrivano i Carousel Ads

Le costanti preoccupazioni delle aziende proprietarie dei social network sono due: migliorare l’esperienza dell’utente online ed ottimizzare gli strumenti per gli inserzionisti. Entrambe le attività garantiscono la soddisfazione degli iscritti e dei pubblicitari e portano all’incremento degli introiti finanziari.

Vi abbiamo già parlato delle novità dei servizi di Zuckerberg: la recente introduzione da parte di Facebook Ads del Conversion Lift e dei Product Ads e lo sbarco di Whatsapp sul web. Solo Instagram non aveva annunciato novità di rilievo, ma ora ha rimediato lanciando un nuovo formato pubblicitario: i Carousel Ads.

L’evoluzione dell’advertising su Instagram

Instagram è un network basato su immagini e video. La sua timeline è un flusso di contenuti visivi ed inserirvi un contenuto pubblicitario è complesso, in quanto il messaggio deve ben integrarsi nel flusso di notizie.

Il lancio dei primi ads su Instagram risalgono alla fine del 2013. Successivamente è stata introdotta la possibilità di inserire dei video pubblicitari.

Ma con l’evoluzione del social commerce l’inserimento di formati più efficaci e coinvolgenti per le inserzioni è inevitabile e tutte le piattaforme stanno studiando il modo migliore per arrivare alla vendita diretta via social.

Le caratteristiche dei Carousel Ads

I nuovi Carousel Ads introducono due importantissime novità nell’Instagram Marketing.

La prima è la possibilità di caricare più immagini nella stessa inserzione, visibili facendo scorrere la schremata lateralmente come si fa usualmente per le fotogallery.

La nuova funzione consente di creare delle vere e proprie vetrine online. Ciò tra l’altro può consentire nuove strategie pubblicitarie: provate ad immaginare la possibile evoluzione sponsorizzata del sito realizzato da Ikea su Instagram o del menu social per i ristoranti.

Poter inserire più foto mette inoltre a disposizione un nuovo strumento di storytelling alle aziende che vogliono raccontarsi ai potenziali clienti. A differenza di un video, che ha una struttura narrativa complessa e non sempre riesce ad incuriosirci con pochi fotogrammi, un numero ridotto di immagini accattivanti può narrare con efficacia una storia.

La seconda fondamentale novità è la possibilità di inserire un link che rimandi all’esterno del social. Finora infatti non era consentito inserire una call to action che permettesse di approdare su una landing page esterna: calcolatrice alla mano sarà più facile calcolare il ROI degli investimenti pubblicitari, potendo con qualche accorgimento calcolare il contributo di Instagram sul totale delle conversioni.

In attesa di poter smanettare con questa nuova modalità, che apparirà gradualmente sulle vostre timeline, ecco un video di come appare il nuovo formato Carousel Ads:

Le app di messaggistica più sicure (e quelle meno sicure) per la privacy

sicurezza e privacy app

Quando parliamo di messaggistica istantanea ci vengono subito in mente applicazioni, quali: WhatsApp, Facebook Messenger, Skype, Viber e tante altre; ma se a questa parola affianchiamo “sicurezza” e “privacy” siamo ancora certi di poter pronunciare le applicazioni sopra citate?!

Nel variegato panorama web e mobile, privacy e sicurezza sono da sempre un tema delicato su cui spesso si è troppo poco informati. A fare luce su questo argomento è stata la Eletronic Frontier Foundation, organizzazione no-profit leader nella difesa delle libertà civili nel mondo digitale, che nel 2014 ha stilato una classifica delle app di messaggistica più sicure.

Anche se non sarete contenti di quello che state per leggere, è nostro dovere informarvi che i risultati dell’analisi hanno evidenziato come le applicazioni di messaggistica più sicure siano anche quelle meno conosciute e quindi meno utilizzate.

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classifica sulla sicurezza della app di messagistica

Tra di esse compaiono nomi, quali: ChatSecure, CryptoCat, Pidgin, Signal/RedPhone, Silent Phone, Silent Text e TextSecure. Informazione su cui riflettere poiché all’interno di questa lista non compare nessuna delle applicazioni comunemente utilizzate. Per loro è stato riservato un posto di primo ordine ma in senso negativo.

Bisogna però considerare che questa classifica è datata al 2014 e deve essere assolutamente riveduta, specialmente per quanto riguarda WhatsApp. L’azienda, infatti, poco dopo la stesura della “lista nera”, ha avviato una collaborazione con Open Whisper System che gli permette di godere di una cifratura end-to-end nella sua versione Android; ciò banalmente si traduce in maggiore protezione e sicurezza per gli utilizzatori.

Threema, l’app di messaggistica che fa dell’anonimato il suo punto di forza

Sicurezza e privacy nelle applicazioni di messaggistica

Approfondiamo l’argomento sicurezza e privacy introducendo un’applicazione ancor poco nota ai molti ma dalle enormi potenzialità. Il suo nome è Threema e si tratta di un’app di messaggistica mobile che fa dell’anonimato il suo punto di forza.

Questa app infatti si avvale della cifratura end-to-end (per la condivisione di messaggi di testo, foto e video), grazie alla quale solo il mittente ed il destinatario possono leggere i messaggi, garantendo così la massima sicurezza da una parte all’altra della trasmissione. Non solo, la società Svizzera si impegna a salvare solo le informazioni prettamente indispensabili e, secondo quanto riportato dagli autori, i messaggi vengono cancellati dai server subito dopo l’invio.

A queste caratteristiche così importanti in termini di protezione dei dati sensibili se ne aggiungono altre che riguardano il suo utilizzo e che la rendono un’applicazione completa. Threema, infatti, dispone di un’interfaccia completamente tradotta in lingua italiana, sulla quale compaiono tante funzioni quali: scrivere messaggi di testo, inviare foto e video, condividere la posizione, inviare messaggi vocali, creare chat di gruppo e sincronizzare i contatti.

Ma la vera novità che rende questa applicazione non solo sicura ma anche originale è la funzione Threema Pool. La parola stessa suggerisce che si tratta uno strumento per realizzare dei sondaggi, utilissimi per esempio nelle chat di gruppo per decidere dove trascorrere la serata con i propri amici, raccogliendo le preferenze di tutti.

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Se quanto detto finora vi è piaciuto o vi ha suscitato curiosità, allora dovete sapere che l’applicazione è disponibile nelle versioni Android, iOs e Windows Phone al prezzo di 1,99 euro ma poi potrà essere utilizzata per sempre senza ulteriori abbonamenti.

Certo WhatApp rimane e rimarrà, almeno per ora, la regina indiscussa della messaggistica mobile ma, come si dice, “mai dire mai”. Chissà se piano piano anche altre nuove piccole realtà, come Threema, riusciranno a raggiungere le vette del successo sia in termini di notorietà che di sicurezza e privacy.

Officine Grafiche racconta i dettagli della protesta dei designer [INTERVISTA]

Poco tempo fa avevamo parlato della protesta di Officine Grafiche, i quali avevano ideato la campagna social #maipiùgratis per recriminare i loro diritti ad una giusta retribuzione. Abbiamo quindi contattato Marco Toscano (portavoce di Officine Grafiche) per farci raccontare i dettagli della protesta dei designer che ha ottenuto molte approvazioni nel settore.

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Officine Grafiche. Perché un collettivo per i designer?

Siamo un’Officina. Da queste parti mettiamo molto le mani in pasta. I nostri nonni ci hanno insegnato che 4 mani sono meglio di due, che non esistono i tuttologi e che valorizzare le esperienze lavorative, settorializzando al massimo, significa vittoria. Vendiamo fumo? Traduciamo il “bla bla” da designer in un linguaggio da comuni mortali?

Abbiamo deciso di fondare un collettivo perchè pensiamo che il lavoro di ognuno vada valorizzato. Tutte le persone che lavorano per noi o con noi sono persone che hanno una conoscenza specifica. A volte queste figure vanno necessariamente unite, formando un buon team, altre volte invece è necessario dividerle. Facendole lavorare separatamente. Un po’ come accade in un’officina. C’è il momento per i lavori duri in cui è necessario lo sforzo di tutti e momenti in cui è necessario un lavoro più di precisione, magari lento e fatto con pazienza che solo in pochi sanno fare. Graphic Design Collective vuol dire questo secondo noi.

La campagna nasce da un lavoro collettivo o da una intuizione personale?

Dopo aver visto lo stesso comune fare la stessa cosa per la seconda volta, mi sono sentito preso per i fondelli. Dovevamo per forza prenderli in giro. Ne andava del nostro onore. Come ogni progetto siamo partiti dalle parole chiave: tirchieria, fame, vergogna, soldi. Ma come rappresentarli? Senza usare pulcinella, la pizza e tante altre figure che non centravano nulla col messaggio che volevamo passasse. Qual è l’unico comune denominatore per queste figure. L’hanno inventato loro stessi, sto parlando della smorfia, ed è geniale. 46 “il denaro”, tiè.

Dopo #coglioneNO arriva #maipiùgratis. Ma poi si rimane sempre su Facebook o si traduce in una effettiva azione?

Questa volta non crediamo, almeno ci speriamo. Per questo è nato #maipiùgratis e per questo anche grazie al vostro supporto vorremmo lanciare una mini campagna per rispondere in maniera più efficace a quello che è successo con la Città Metropolitana di Napoli.

La percezione del lavoro del designer, in un mondo pure fatto di comunicazione, fatica a guadagnarsi lo spazio meritato. È un problema solo del mercato italiano?

È un problema laddove ci sono delle lacune culturali che impediscono di capire e metabolizzare che dietro il lavoro di un copywriter, pubblicitario o web designer c’è un pensiero, uno studio, delle problematiche che devono essere risolte. Non possiamo dire con certezza che sia solo un problema italiano. Sicuramente, tornando sul tema del “city branding” e prendendo in esame quello estero, ci rendiamo conto che c’è una differenza abissale con quello che viene prodotto in casa nostra. Molto probabilmente questo avviene perché da noi, non dico che non verrebbe apprezzato, ma forse non verrebbe “compreso”.

Questo tipo di protesta dei designer ha bisogno, innegabilmente, dell’attenzione dei media e della diffusione del messaggio. Come ti senti con i riflettori puntati addosso?

Indubbiamente siamo molto contenti perché nel nostro piccolo siamo riusciti a dar voce a quel piccolo o grande gruppo di indignati che la pensa come noi, che poi sono gli stessi che hanno abbracciato e condiviso, in tutti i sensi, la nostra protesta. Sta di fatto che il nostro gesto è stato soprattutto una provocazione e sinceramente ora ci aspettiamo di riscontrare un feedback da parte del comune di Napoli. Siamo ben felici di sapere quale sarà la loro risposta/giustificazione.

Dopo aver letto i dettagli della protesta dei designer di OFFICINE GRAFICHE, sembrerebbe che il riferimento alla loro iniziativa, #maipiùgratis, riassuma esattamente la situazione di tutti quei lavoratori, giovani e non, costretti a subire il disagio di ingiuste retribuzioni. In sostanza questa protesta non è esclusivamente dei designer ma degli innumerevoli lavoratori italiani che vivono la medesima situazione.

Philographics, la filosofia spiegata con la grafica

Spiegare la filosofia con la grafica. Raccontare le grandi idee con la sintesi di forme semplici, unendo il mondo del pensiero filosofico a quello del design.
È questa l’idea di Genis Carreras, designer spagnolo trapiantato a Londra, sviluppata nella serie “Philographics“.


L’autore ha prodotto 95 disegni, ognuno dei quali rappresenta un “-ismo” diverso: dall’edonismo allo stoicismo, passando per l’idealismo, il capitalismo, l’esistenzialismo, lo scetticismo, il determinismo, il femminismo, il misticismo e il panteismo, solo per citarne alcuni.

Nel lavoro di Carreras ogni scuola di pensiero si estrinseca dal puro concetto all’ambito visivo attraverso una singolare composizione di forme geometriche, colori vividi, toni brillanti, linee minimali e una breve definizione di ogni teoria, per dare senso e significato a tutto l’insieme di elementi.

Eloquenza visiva e potenza concettuale espresse nella sintesi, nella forza dell’immagine.
Il design si esprime da manuale: funzionale e con l’estetica al centro.

Philographics è anche un libro che potete acquistare qui.

Vi piace la filosofia spiegata in questo modo, amici ninja?

La bottiglia Coca Cola: un'opera d'arte che compie cent'anni

Lo sapevate che la bottiglia di Coca Cola è nata nel 1915? Fu il primo brand a comparire sulla copertina del Time, nel 1950.

La bottiglia di Coca Cola è diventato il packaging più riconosciuto e famoso al mondo, un’icona pop cui numerosi artisti e non solo, si solo ispirati per raccontare i cambiamenti della loro epoca.

L’arte è il miglior mezzo di comunicazione per raccontare: come poteva essere vista Coca Cola da Andy Warhol e come la vedono gli artisti di oggi?

Il brand ha scelto, inoltre, di celebrare i suoi primi 100 anni attraverso una campagna integrata che verrà diffusa in 140 paesi del mondo.

La scelta di comprendere tutti i media nasce da un’esigenza di attrarre un target molto ampio, partendo dall’idea che nella storia di ognuno c’è stata, anche per un solo momento, un’indimenticabile bottiglia della famosa bevanda.

The Coca Cola Bottle: an American Icon

Focus dell’attività di comunicazione è la mostra inaugurata The Coca-Cola Bottle: An American Icon at 100. Per la prima volta durante questo evento verranno mostrate due opere inedite di Andy Warhol, che riproducono l’iconico packaging.

Il brand, infine, ha pensato ad una mostra itinerante, The Coca-Cola Bottle Art Tour: Inspiring Pop Culture for 100 Years, che offrirà un’esperienza multisensoriale ai visitatori di oltre 15 paesi del mondo.

Consumatore: il pubblico cui ha scelto di rivolgersi il brand è quello degli “appassionati”; consumatori che vedono il packaging come un’opera d’arte e un’icona. Coca Cola desidera stimolare l’interesse, creando un significato attorno al suo brand.

The Coca Cola Bottle: una storia da raccontare

La campagna video, creata da Ogily & Mather, desidera raccontare attraverso due modalità la storia del packaging.

I temi toccati sono vari e diversi tra loro: 14 video mirano a raccontare Coca Cola sia come un brand di svago, sia di aggregazione e, infine, come unione tra le diverse generazioni.
L’elemento in comune tra i diversi spot è il rumore della bottiglia stappata, inconfondibile e intramontabile.

Obiettivo: la parola d’ordine è emozionare. Lo strumento utilizzato per costruire questi video è il sentiment marketing. Coca Cola è già un Lovemarks, utilizza uno strumento come un commercial da diffondere via youtube e via televisione per trasmettere e colpire i consumatori facendo leva su emozioni convidise e ricordi.

LEGGI ANCHE: La nuova campagna Coca Cola: “Fai felice qualcuno e sarai felice anche tu!”

The Coca Cola Bottle: advertising campaign

Una campagna di comunicazione non può essere completa senza advertising: ecco che l’agenzia e il brand hanno studiato insieme un circuito di out of home, campagne digital e retail. Il tema? Kissed By. Bere una Coca Cola ghiacciata è un po’ come dare il primo bacio. Il bacio è declinato nei sui cent’anni di storia, toccando Marylin, Elvis e tutte le icone mondiali e locali.

Obiettivo: Coca Cola vuole ricordare ai suoi consumatori di essere un prodotto nato, cresciuto e che ha vissuto con noi. Ognuno, famoso o meno che sia, ha bevuto almeno una volta nella sua vita da una bottiglia Coca Cola.

The Coca Cola Bottle: il libro

Un ricordo, per essere tale, deve rimanere impresso. Per questo motivo è stato scelto di creare un libro, Kiss the Past Hello. In occasione delle celebrazioni del centenario è stato chiesto a diversi artisti moderni di reinterpretare la famosa bottiglia. Il risultato è un mash up di diversi stili e opere d’arte.

Obiettivo: dare un significato concreto. Ogni persona può vedere Coca Cola con gli occhi di un’artista, interrogandosi sull’interpretazione rivisitata secondo esperienze e occhi differenti.

The Coca Cola Bottle: app

I nativi digitali hanno anche loro la necessità di essere coinvolti: pur non avendo vissuto in prima persona i cambiamenti storici e sociali che Coca Cola ha attraversato, potranno ora conoscere la sua storia attraverso il linguaggio più vicino a loro.
Un’app per device mobili permetterà loro di ripercorrere in modo interattivo tutte le fasi della creazione.

Obiettivo: non esiste comunicazione integrata senza coinvolgere i Millennial. Coca Cola dimostra ai suoi consumatori come è stata e si impegna a rimanere un’icona delle generazione. Anche di quelle che verranno.

La famosa bottiglia di vetro è la Coca Cola di tutti: “A design so distinctive that it could be recognized by touch alone and so unique that it could be identified when shattered on the ground.”

Stop al Body-shaming, usare i Social Media per un cambiamento sociale?

Il body-shaming è dappertutto. Questo è quanto dichiara sul proprio blog il Walden Behavioral Care, un centro specializzato in disordini alimentari, che affronta quotidianamente le conseguenze dell’attenzione maniacale che ad oggi riserviamo alla forma fisica ed all’insoddisfazione per il proprio corpo.

Cosa possono fare i brand per veicolare un cambiamento radicale? Strategie mirate di web marketing sui Social Network o sulle diverse piattaforme virali possono essere lo strumento giusto per veicolare messaggi body-positive?

Questo articolo nasce dalla riflessione di molti. E’ tempo di dire basta, di vergognarsi del proprio corpo, di credere di dover rispondere a precisi canoni di bellezza e perfezione per essere accettati. Dalla consapevolezza che i Social Media possono implementare un Social Change.

La pubblicità è tale perché la donna viene rappresentata solo mediante la sua fisicità e quindi come “vittima” del binomio donna-corpo nudo, e perché è a lei che la pubblicità rivolge la maggior parte degli spot.

(La pubblicità è femmina, ma il pubblicitario è maschio” di Daniela Brancati)

Amate voi stessi. Coltivate la vostra autostima. Uno dei brand che ha fatto di più in materia di body shaming è Dove grazie alla campagna sulla bellezza autentica.

Le donne sono le più dure critiche di sè stesse. Solo il 4% delle donne al mondo si considera bellissima. In Dove, lavoriamo per creare un mondo dove la bellezza sia fonte di autostima, non ansia. Così, abbiamo deciso di realizzare un efficace esperimento che esplora il modo in cui le donne si vedono, in contrasto con quello che vedono gli altri.

Il body-shaming è dannoso. Le persone non possono essere condizionate nella scelta di ciò che indossano, di cosa fanno e soprattutto non possono vergognarsi di determinate caratteristiche del proprio corpo. I brand di tutto il mondo stanno provando da anni a scuotere le coscienze del mondo con campagne pubblicitarie che veicolino un cambiamento sociale importante.

Avrebbe dovuto pensarlo Victoria’s Secret quando ha proposto la campagna “The Body Perfect” per il lancio di una nuova linea di reggiseni, innescando una reazione inaspettata da parte delle clienti di tutto il mondo. Ma cosa ha fatto il brand? Non ha dato comunicazioni ufficiali, né rilasciato scuse. Ha soltanto cambiato il pay-off della campagna in: A body for everybody.


LEGGI ANCHE: “The perfect body: Victoria’s Secret alla ricerca della perfezione”

Guardatevi intorno. Chi di voi non ha mai detto ad un’amica: ma sei ingrassata negli ultimi tempi? Che hai fatto ai capelli? Non trovi che questo pantalone ti allarghi un po’ troppo i fianchi? Non pensi che dovresti mangiare un po’ meno?

Sono questi piccoli particolari che ci fanno capire quanto sia radicato un modello di riferimento basato sulla bellezza, sulla perfezione, su corpi che devono essere messi in mostra, devono essere venduti, devono essere interessanti, ma solo se hanno determinate caratteristiche.

Smettere di idolatrare immagini di ragazze skinny, di modelle photoshoppate, potrebbe essere il modo giusto per iniziare un cambiamento profondo. Perché non sfruttare la viralità del web? Perché non utilizzare i Social Media per veicolare messaggi potenti e d’impatto?

Ecco che Dove e Ogilvy Toronto proposero un anno fa un video virale nel quale volevano parlare direttamente a chi manipola le percezioni del pubblico come graphic designer o fotoritoccatori per smetterla con i dibattiti di genere.

Runcible, il non-smartphone presentato al MWC 2015

Tante le novità proposte al Mobile World Congress 2015 ma ciò che ha presentato Monohm, start up di San Francisco, è unico nel suo genere. Stiamo parlando di Runcible, uno smartphone rotondo che non sembra di questa epoca, né per la forma né per le intenzioni.

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Ha l’aspetto di un oggetto non bene identificato, le sue linee ricordano una bussola o un orologio da taschino, oggetti un po’ dimenticati ma di certo, nell’epoca degli wearable, potrebbe essere una soluzione dal gusto raffinato, vintage e contemporaneamente al passo con i tempi!

Ma andiamo a conoscerlo meglio!

Prima regola: relax

Runcible il non smartphone presentato al MWC2015

Il concept alla base di questo smartphone è quello di non disturbare, di non intromettersi nella vita delle persone. Viene pensato come un dispositivo al nostro servizio, e non viceversa. Il telefono in questione non suona, non vibra e non supporta le app pertanto, udite udite, niente notifiche ad interromperci la vita! La volontà è quella di donare ai propri utenti un’esperienza mobile meno invasa da suonerie e trilli vari ma pur sempre digitale.

Il device, con Mozilla Firefox OS, accede a internet e offre diverse opportunità di connettività: Wi fi, LTE, Bluetooth e NFC e dunque è ci concesso navigare sul web, telefonare e consultare le indicazioni per raggiungere un luogo. E se nel tragitto ci viene voglia di fotografare qualcosa, Runcible ha pensato anche a questo e non ha tralasciato di integrare anche una fotocamera, d’altronde scattare foto è una di quelle attività piacevoli alle quali, soprattutto oggi, difficilmente rinunceremmo!

Seconda regola: tutto comunque sotto controllo

Runcible il non smartphone presentato al MWC2015

Fonte @Cnet

Nonostante la volontà di differenziarsi dal resto dei device del panorama mobile e regalare ai suoi utenti un’esperienza del tutto nuova, il Runcible dà comunque la possibilità di verificare l’attività social tramite una watch face che mostra bolle colorate di dimensioni variabili, in base al numero di like, commenti, condivisioni, ecc. Nel caso in cui abbiamo bisogno di indicazioni per raggiungere una destinazione, un’altra watch face mostra invece una bussola con la direzione e la distanza rimanente.

Terza regola: personalizzazione

Runcible il non smartphone presentato al MWC2015
Un oggetto così singolare deve sapersi distinguere fino in fondo e Monohm non poteva che mettere a disposizione una pluralità di alternative nell’aspetto esteriore del dispositivo. Nella scelta della cover posteriore, sarà possibile preferire un materiale piuttosto che un altro tra plastica, stagno, ceramica, legno e rame. Uno smartphone componibile secondo i propri gusti non soltanto esteticamente poiché sarà disponibile sul mercato già in versione modulare offrendo la possibilità di aggiornare i propri componenti hardware anche se a detta dei creatori non si tratta di Project Ara.

Il dispositivo sarà disponibile entro fine anno e sarà uno smartphone di fascia alta.
Sicuramente un device interessante, ma troverà il successo tra i potenziali acquirenti? Ci sarà una risposta favorevole e una diffusa predisposizione all’utilizzo di uno smartphone così diverso dai suoi “coetanei”?

MWC 2015: gli ultrasuoni per controllare i dispositivi mobile grazie a Elliptic labs

No, non siete impazziti se vi troverete a muovere le mani e a fare gesti davanti al vostro smartphone.

Il perché ve lo spiega Elliptic Labs al Mobile World Congress 2015, la fiera del mobile più grande d’Europa, tenutasi a Barcellona dal 3 al 5 marzo scorso. Elliptic Labs, leader nella tecnologia che utilizza gli ultrasuoni per rilevare movimenti senza contatto per i dispositivi elettronici, il 3 marzo scorso ha annunciato un nuovo avanzamento nella sua ultima tecnologia Ultra-fast Ultra-far Interaction.

I progressi introdotti riducono della metà la velocità d’interazione con il dispositivo e la sua accuratezza di risposta nel campo d’azione. Queste novità permetteranno di creare telefoni e altri prodotti sui quali sarà installata tale tecnologia che fornirà la più veloce, naturale e facile interfaccia disponibile sul mercato. I visitatori del padiglione di Elliptic Labs al Mobile World Congress hanno avuto la possibilità di assistere alla dimostrazione in diretta di tale tecnologia.

Elliptic Labs from Jen Rizzo on Vimeo.

Elliptic Labs è una compagnia privata con uffici a San Francisco, California, Shangai, China, Oslo e Norvegia. La tecnologia di ultrasuoni che utilizza, fornisce ai dispositivi un sistema 3D di controllo gestuale senza contatto, creando una nuova modalità di navigazione e di accesso alle informazioni per gli utenti. La tecnologia può essere utilizzata in PC all-in-one, laptops, tablets, smartphones e dispositivi wearable.

Gli ultrasuoni offrono la migliore combinazione di alta risoluzione, copertura a 180° dello spazio circostante, e basso consumo di energia in confronto ad una qualsiasi fotocamera o altra tecnologia sensibile. Inoltre, Elliptic Labs utilizza un SoC, sistema su circuito integrato, con un audio ad alta potenza per il rilevamento degli ultrasuoni.

 

Il potere di un solo gesto nel mondo digitale

Il funzionamento consiste nell’utilizzo di una tecnologia ultrasonica gestuale che non ha bisogno del tocco dello schermo del proprio dispositivo per essere controllata. Questa particolare tecnologia, utilizzando appunto gli ultrasuoni, è in grado di rilevare i movimenti fino a 2 metri di distanza dallo smartphone e con una copertura di 180°. Questo la rende molto interessante e ideale non solo per l’applicazione al settore mobile ma anche al settore automobilistico ed elettrodomestico.

Lo smartphone sarà in grado di rispondere ai comandi conseguenti al gesto dell’utente in una frazione di secondo. Elliptic Labs ha studiato tutto nel minimo dettaglio, in maniera accurata, per garantire agli utenti un’ottima esperienza di utilizzo. Potrete essere in grado di scattare fotografie, sbloccare il vostro smartphone e attivare o interrompere la registrazione di un video, tutto con un solo gesto e a distanza. Inoltre anche le funzionalità di gioco sul vostro smartphone saranno più accurate grazie a questa tecnologia.

Secondo il parere di Laila Danielsen, CEO di Elliptic Labs,

“Questa tecnologia è per prima cosa un esempio eccellente di quanto, una volta posseduta tale competenza, non se ne potrà più fare a meno. Oltre ai vantaggi delle sue performance, il nostro approccio a ultrasuoni con controllo gestuale è stato concepito prettamente in funzione dell’uso che l’uomo ne fa durante la sua vita e nell’interazione con i suoi dispositivi, rendendo più semplice e intuitiva la navigazione e la ricerca di informazioni attraverso questi ultimi. Gli utenti riceveranno un riscontro immediato di come i telefoni e altri dispositivi wearable comunicano attraverso i movimenti.”

Grazie alla tecnologia di Elliptic Labs si potranno scattare fotografie senza alcuno sforzo e con un veloce gesto compiuto a distanza di molti passi. Questo nuovo approccio, in maniera simultanea, ci allontana fisicamente dal nostro dispositivo ma ci lega ancora più strettamente ad esso, fornendoci la possibilità di averne un completo controllo.

Tutti i workshop gratuiti dello spazio Ninja Academy alla BattleMI #GEC2015

battaglia delle idee mico congressi

Ogni guerriero sa che per avere più chance di vittoria deve allenarsi, formarsi ed essere aggiornato sulle migliori tecniche di combattimento. Ecco perché all’interno del Global Entrepreneurship Congress, Ninja Marketing offre non solo ai guerrieri partecipanti alla battle, ma a tutto il pubblico dei workshop formativi completamente gratuiti in uno spazio dedicato. La Battaglia delle Idee Powered by Quag sarà anche un evento di networking: troverai tanti mentor del mondo startup ad aiutarti, orientarti e crearti nuove connessioni.

Consulta qui il programma completo

Prenota un ticket gratuito per assistere al workshop che ti interessa sul sito www.battagliadelleidee.it, ma affrettati: i posti sono limitati!

Martedì 17 marzo

10:00 – 10:45
#NinjaPower per Startup
Marketing tips per lanciare un nuovo business
con Tommaso Sorchiotti, Andrea Fontana, Alberto Maestri, Francesco Gavatorta, Giandomenico Sica, Adele Savarese e Mirko Pallera.

11:00 – 11:45

Come usare i Social Media per lanciare una startup (e conquistare gli influencer)
con Luigi Ferrara di Viralbeat.

12:00 – 12:45
Come lanciare una tech startup senza dimenticare il gas acceso
con Dionigi Faccenda di OVH.

15:00 – 15:45
Startup Wonderland: what your startup needs to thrive
con Daniele Pagani e Jessica Tibaldi di Microsoft Bizspark [ENG].

16:00 – 16:45
Dal Growth Hacking alla SEO: le tecniche di Inbound Marketing per Startup
con Fabio Di Gaetano di Argoserv.

Fabio Di Gaetano Argoserv

17:00 – 17:45
Mind the Brand. Come creare esperienze coerenti e rilevanti grazie all’UX Design
con Federica Pecoraro e Matteo Botto di Fightbean.

Mercoledì 18 marzo

10:00 – 10:45
Investor Readiness for Startups
con Dario Mazzella, Umberto De Feo e Andrea Di Anselmo di META Group [ENG].

 11:00 – 11:45

The Road to the BattleMI: lastminute pitch tips with the Ninja Mentors
con Adele Savarese, Nunzia Falco Simeone, Massimo Sommella, Fabio Casciabanca, Diana Piemari Cereda e Federica Bulega. [ITA/ENG].

14:00 – 18:00
THE BATTLE OF IDEAS – Powered by Quag
Auditorium

Giovedì 19 marzo

10:00 – 10:45
Video Marketing 101 per imprenditori
con Edoardo Scognamiglio di Combocut.

11:00 – 11:45
It’s always sunny for businesses on the cloud
con Roberto Andreoli e Jessica Tibaldi di Microsoft [ENG].

12:00 – 12:45
In search of the next Unicorn: digital health startups
con Roberto Ascione di Razorfish Healthware [ENG].

Voglio esserci:

Iscriviti gratuitamente su Eventbrite e scegli il ticket per assistere alla Battle e/o seguire i workshop!

Voglio iscrivere la mia idea:

Visita La Battaglia delle Idee e compila il form a te riservato.

"Love has no labels": una bella campagna contro le discriminazioni

love has no labels

Probabilmente avrete visto questo video passare tra gli aggiornamenti dei vostri feed social più di una volta negli ultimi due giorni. “Love Has No Labels” ha sicuramente centrato nel segno, attirando l’attenzione degli utenti attraverso un non usuale accoppiamento tra la parola love presente nei titoli e l’immagine di due scheletri che si abbracciano riportata dalla miniatura di anteprima del filmato.

Realizzata da Ad Council (un’associazione statunitense che realizza campagne di promozione sociale), “Love has no labels” è una campagna contro le discriminazioni sociali e i pregiudizi che ancora segnano la nostra società, soprattutto quando si parla di amore e relazioni sociali. Per parlarne e contribuire a creare un discorso condiviso sulla necessità di abbattere tali barriere, gli ideatori hanno scelto di spettacolarizzare ciò che accomuna tutti noi: i nostri corpi, i nostri scheletri, le ossa.

LEGGI ANCHE: LikeAGirl: la campagna di Always contro gli stereotipi [VIRAL VIDEO]

Girato il giorno di San Valentino, il video mostra un pubblico incuriosito da un magaschermo piazzato al centro di una piazza affollata, che trasmette immagini di scheletri che si abbracciano, ballano insieme, interagiscono affettuasamente, senza però lasciare intravederechi si nasconda dietro allo schermo stesso. Gli astanti lo scoprono, proprio come noi, solo quando dal retro del telo escono una coppia gay, una multirazziale, una famiglia con due genitori dello stesso sesso, amici di diversa religione, persone con handicap fisici che dietro allo schermo erano perfino impossibili da percepire.

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