Startup in rosa, una su otto è guidata da donne

Più del 50,6% sono le startup in rosa, quelle cioè guidate da donne. Un aumento sostanziale che sembra destinato a non arrestarsi, secondo quanto emerge dai dati rilevati da Unioncamere.

Il piccolo esercito rosa conta più di 400 startup, con una maggiore concentrazione nel Nord Ovest pari al 30,2%, seguito dal Sud con il 24,4 % ed infine dal Centro con il suo 23,6 %. Milano e Roma, con i rispettivi 13,1 % e 9%, sono le città con una maggiore presenza di imprese guidate dal gentil sesso.

Numeri che fanno pensare e riflettere su come lentamente ma inesorabilmente il mondo delle startup non sia solo caratterizzato dall’impronta maschile. Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere, afferma che: “Il dinamismo delle startupper donna ci conferma che le iniziative messe a punto dal Governo per stimolare la nascita di nuove imprese innovative stanno andando nella giusta direzione. Ora però occorre diffondere il più possibile la conoscenza di queste opportunità tra le aspiranti imprenditrici affinché sempre più idee smart declinate al femminile possano dare vita a nuove realtà imprenditoriali. In questo senso le Camere di commercio, anche attraverso la rete dei Comitati per l’imprenditoria femminile, possono essere uno strumento prezioso sul territorio per mettere a fattor comune gli strumenti a disposizione per far nascere e crescere la propria impresa accompagnandone il cammino”.

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Startup: think pink


Una startup su otto è guidata da donne. Sebbene il numero non sia altissimo, i margini di crescita per il futuro sembrano essere molto promettenti.
Lo studio di Startup Genome, un progetto di ricerca lanciato da tre imprenditori, in collaborazione con Stanford e Berkeley, ha cercato di mappare e analizzare ciò che rende le nuove imprese di successo.

Un’anteprima del rapporto ha riscontrato che il 20% dei fondatori di nuove startup a New York sono donne, a differenza del 10% di fondatrici di nuove imprese nella Silicon Valley.

La ricerca mette in luce alcune caratteristiche tipiche delle donne. Mostrano infatti una minore propensione al rischio rispetto al genere maschile, presentano delle remore nel chiedere denaro ai VC, oltre ad essere troppo trasparenti e prudenti, nel senso che non pensano abbastanza in grande. Il 77% delle neo imprenditrici ha investito nel capitale un valore non superiore ai 10mila euro per dare avvio alla propria impresa, ed hanno scelto di operare come Società a responsabilità limitata.

Gioia Pistola, co-fondatrice di Atooma sostiene che le donne abbiano un maggior “pragmatismo, empatia, tenacia e abitudine a fare il doppio dei task”, e questo le aiuta ad avere buone performance anche in ambito startup. È pur doveroso riconoscere che nonostante gli enormi passi avanti si continua a parlare di disparità tra uomo e donna: a parità di curriculum e di posizione e ruolo rivestiti all’interno di un’azienda, quest’ultima riceve uno stipendio più basso e un minor numero di promozioni rispetto al primo.

Startup in rosa e discriminazione? Trasformiamola in opportunità


Una più alta presenza di donne alla guida si riscontra nei settori tecnologici quali la produzione di software, la consulenza informatica e le attività connesse (20,9 %), seguiti dalla ricerca scientifica(19.8%) e dall’attività dei servizi di informazione e altri servizi informativi (10.6%). Essendo quei campi da sempre definiti “maschili” o che comunque hanno sempre presentato una maggior presenza di uomini, non è difficile pensare che le donne abbiamo dovuto farsi largo combattendo i luoghi comuni presenti nella società. Sentirsi continuamente parte di una minoranza, rinchiusa in una sotto-categoria è difficile da combattere, ma non mancano le donne che sanno rivolgere a proprio favore le difficoltà incontrate lungo il percorso.

 

Mathilde Collin, founder di Front, ha dichiarato in una intervista: “quando sei donna devi lavorare di più per guadagnarti la fiducia altrui; è normale partecipare a meeting in cui l’altra persona si dimostra più interessata al tuo aspetto che al prodotto. Dall’altro lato, è più facile ricevere interesse da parte dei media, e l’aiuto di altre imprenditrici, specialmente all’inizio del business”.

Come ultimo spunto di riflessione, può essere utile citare la conclusione dell’intervista di Jamie Wong, founder di Vayable, e la sua risposta a chi le chiede il motivo del divario tra founder maschili e femminili: “gli esseri umani sono soliti identificarsi in altre persone, prendendo queste ultime a modello di quello che vorrebbero essere. Tenuto conto della scarsità di donne che siano founder e CEO di una startup, ne deduco che a noi imprenditrici mancano i modelli a cui ispirarci”.

Ecco perché il tuo Sito Web non funziona [INFOGRAFICA]

Progettazione sito web

Il sito web della vostra azienda è una finestra sul mondo che può permettere di essere trovato e di trovare clienti; per questo è fondamentale non compiere degli errori che possono danneggiare il business. Sì, ma quali? I Ninja ve li riassumono con un’infografica pubblicata su Entrepreneur e targata My Case.

Call to action, design e aggiornamento

Call to action, design

Per coinvolgere gli utenti e ‘conquistare’ anche il loro portafoglio è fondamentale invitarli direttamente a contattare la vostra azienda sia tramite mail sia tramite telefono. Da non trascurare poi anche il design, che richiede l’occhio e la mente di una persona specializzata nel settore e non l’opera di ‘esperti improvvisati’.  Considerate anche che l’aggiornamento e la manutenzione sono fondamentali per avere un prodotto di qualità e che sappia ‘comunicare’ al meglio il vostro brand e il vostro core business.

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Metriche, SEO e Social Media

Metriche, SEO e Social Media

Se non si raccolgono le metriche e i dati relativi al sito non si possono sviluppare analisi mirate a migliorare le performance del sito. Non trascurate poi la classifica di Google: scalarla garantisce una buona visibilità e senza un’adeguata SEO non potrà mai avvenire. Per avere un legame con i consumatori non si può prescindere dall’inserimento dei bottoni social che rimandano direttamente l’utente ai vostro account ufficiali (almeno Facebook e Twitter).

Ottimizzazione mobile e tecnico IT

Ottimizzazione mobile

Come sappiamo sempre più spesso si naviga tramite mobile device, e pertanto il vostro sito non potrà non essere ottimizzato per il mobile. Il tutto non può prescindere dal poter contare su un tecnico in ambito IT che possa intervenire il qualunque momento e per qualsiasi esigenza… attacchi di hacker compresi! 😉

Ed ecco l’infografica nella sua versione integrale! Enjoy  😉

the big problem infografica

Allora Ninjas, avete compreso l’importanza di dare ai clienti gli strumenti necessari per interagire con la vostra azienda? Siete pronti quindi a un vero e proprio Ninja Digital Business?  😆

Cinthol ti invita a farti una vita… offline [VIDEO]

cinthol offline

Cinthol, brand indiano di prodotti per la cura personale, ha lanciato un video che vuole essere una sorta di manifesto della sua vision. Parte della campagna istituzionale #AliveIsOffline, il filmato è un invito a disconnettersi dai nostri dispositivi e dalla rete per vivere a pieno la nostra vita, nel qui e ora.

Welcome to a world without buffering. Where you hear a tweet instead of reading one. Where you live a moment and not scroll through it. Welcome to Cinthol #AliveIsOffline.” (Benvenuti in un mondo senza buffering. Dove senti un cinguettio anziché leggerne uno. Dove vivi un momento anziché navigarlo. Benvenuti in #AliveIsoffline di Cinthol).

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Ambientazioni e paesaggi naturali mozzafiato, assieme a inquadrature evocative, creano un substrato scenografico ideale per il messaggio che la campagna vuole trasmettere: la libertà di potersi spingere oltre i propri limiti, oltre la prorpia confort zone.

Sul sito ufficiale, creato per espandere l’esperienza del video, l’utente può scaricare messaggi personalizzati per la propria segreteria telefonica, e anche creare brevi testi di risposta automatica tramite un generatore apposito. Qualora voleste partire ora in cerca di avventura, potete avvisare amici e parenti in modo simpatico 😉

Credits:

Agency: Creativeland Asia
Production House: BWP Totem Productions

Boom di lavoro negli Stati Uniti, opportunità in tutti i settori

Negli USA la ripresa economica prosegue; lo testimonia il Bureau of Labour Statistics. La disoccupazione è scesa (il minimo in quasi sette anni, dal maggio 2008), con la creazione di 295.000 nuovi posti “non agricoli” di lavoro negli Stati Uniti .

Il segnale è certamente incoraggiante in termini di ripresa globale, ma come reagiscono i mercati più vicini? La forte iniezione di liquidi programmata dalla Banca Centrale Europea produce effetti concreti sulle dinamiche economiche: il deprezzamento dell’euro rispetto al dollaro, che si avvicina sensibilmente alla parità di scambio.

Per molti si tratta di una buona opportunità per il rilancio del nostro Paese: per le nostre industrie che basano il proprio business sull’export, l’euro debole è senz’altro una ottima notizia. Basicamente, un bene venduto ad un determinato prezzo qualche mese fa, ora viene ceduto ad una quantità di euro maggiore.

Seguendo questa logica, la nostra economia, che ormai si basa per oltre il 25% del PIL sulle esportazioni, dovrebbe trarne un gran beneficio e incentivare anche il rilancio nostrano: un euro debole avrebbe anche un effetto traino sugli investimenti stranieri, in particolare, nordamericani.

L’altra faccia della medaglia è, però, l’importazione delle materie prime: il mercato italiano ha  flussi molto alti di import, i cui costi, a causa di un euro deprezzato, rischiano di aumentare drasticamente.

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Ma il dato occupazionale resta comunque positivo: secondo l’atteso report sul mercato del lavoro, il tasso “dei senza occupazione” lo scorso mese è scivolato ancora, attestandosi al 5,5% dal 5,7%  precedente e rispetto al 5,6% delle previsioni.
Il numero di disoccupati totali è arrivato così a 8,7 milioni dagli 8,9 di Gennaio.

Boom di lavoro negli Stati Uniti: i dati

È boom nel mercato del lavoro negli Stati Uniti, dove aumentano i posti occupazionali a dispetto della fase critica che sta, invece, attraversando il settore della raffinazione. Qui, purtroppo, non mancano i licenziamenti in scia al crollo delle quotazioni petrolifere.

In particolare gli occupati del settore non agricolo sono saliti di 295 mila unità, sorpassando di gran lunga le stime degli analisti che si attendevano, al contrario, una crescita di 240 mila posti di lavoro rispetto ai 239 mila rivisti di ottobre (257 mila la lettura preliminare).

Per quanta riguarda le retribuzioni medie orarie, si ha un incremento dello 0,1% a 24,78 dollari; risultato leggermente inferiori alle prospettive che indicavano invece un +0,2%.

Viceversa, sono aumentati meno del previsto gli occupati del settore manifatturiero, che segnano un aumento di sole 8 mila unità, rispetto alle 12 mila attese e contro le 21 mila precedenti.

I settori e le attività più in crescita

L’economia americana si rafforza creando assunzioni quasi ovunque, stravolgendo così le aspettative degli studiosi.
In particolare, la maggiore occupazione, registrata nel mese scorso, si è avuta con 66.000 nuovi impieghi nel settore alberghiero e del tempo libero, e da servizi per le aziende che hanno aggiunto ben 51.000 posti.
Le costruzioni hanno, invece, generato 29.000 assunzioni, il pubblico impiego settemila e il manifatturiero 8.000 nuovi posti, come già scritto.

A risentirne di più, in senso negativo, sono le attività esposte al crollo del prezzo del petrolio: qui, infatti, le imprese di beni non durevoli, che comprendono le raffinerie, hanno perso 3.000 lavoratori e il comparto minerario addirittura altre 9.300 buste paga.

Ma il risanamento del mercato del lavoro non è ancora compiuto. Lo stesso Dipartimento del Lavoro tiene a precisare che il tasso di partecipazione al mercato occupazionale ha registrato certamente una flessione dal 62,9% al 62,8%, ma che è dallo scorso Aprile in fase stagnante in questa fascia.
Complessivamente, poi, il lavoro marginale resta elevato rispetto a prima della crisi del 2008, quando era dell’8,4 per cento.

Vitasnella: perché tutti parlano della campagna The Perfect Woman?

Tutti noi siamo abituati a giudicare chi incontriamo quotidianamente in treno, in coda alla posta o per strada. Scagli la prima pietra chi è innocente e non ha mai fatto un commento acido di fronte a leggings troppo stretti. E se una donna normale venisse messa davanti ad un proiettore accecante e poteste modellarla come una bambolina di plastilina, come la rendereste più bella? Perfetta?

Questo è quello che è successo a Fabiola, modella curvy che, per Vitasnella, si è messa a nudo nella sua imperfezione e si è prestata a commenti, critiche e aggiustamenti virtuali effettuati attraverso un mapping 3D alla sua figura, da perfetti sconosciuti.

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Uno scenario tecnologico non indifferente per realizzare una simulazione di questo tipo: due mesi di lavoro sul mapping del corpo di Fabiola, di realizzazione della app in grado di interagire con il proiettore ad alta definizione in tempo reale, di studio di luci e ombre in grado di tirar fuori forme altrimenti inesistenti e poter plasmare la ragazza quasi fosse una tavolozza color carne, fatta di carne.

Troppo grassa ma con un seno troppo piccolo, allarghiamo di qua, stringiamo di là, labbra più carnose, zigomi più sporgenti, l’ennesima caricatura di mille altre rimodellate tutte a immagine e somiglianza. Ma dov’è finita quella donna?

Otto persone diverse, con otto formazioni diverse, con otto stili di vita diversi chiamate a raccontare quale sia la loro idea di bellezza e perfezione attraverso il corpo di Fabiola. Un’ex modella, non può che vederla troppo grassa, un personal trainer poco definita e soda; tutto questo a sottolineare come i modelli che ci circondano nella quotidianità possano modificare i nostri canoni estetici, la nostra percezione.

Una variabile era costante, però, per tutti: l’incapacità di fermarsi, il non esser mai soddisfatti del risultato e il continuo voler ritoccare. Artificio sull’artificio, rischiando di sfiorare il grottesco.

Una volta raggiunta la perfezione anche per lei, per la ragazza davanti al proiettore, secondo gli otto chiamati a giocare con il suo corpo, ecco il colpo di scena: un sorso d’acqua e viene spazzato via quanto appena creato per tornare alla figura originale.Il messaggio è semplice: Non lasciare che nessuno ti dica come devi essere, #MeStessaAlMeglio.

Il progetto a cura dell’agenzia di comunicazione Saatchi&Saatchi è stato realizzato da un team creativo tutto maschile, che ha dovuto giocare, immedesimarsi, confrontarsi con le donne della sua vita per poter capire davvero come ci sentiamo quando siamo vittime di critiche feroci.

“Questo è un progetto particolare perché non solo parla alle donne, ma affronta un problema più generale di opinione pubblica: come sono viste le donne nella nostra società. Avere un team creativo composto da soli uomini non è stata una scelta, ma semplicemente un caso. Ma, lavorando in pubblicità, siamo abituati all’immedesimazione. E in fondo nel nostro lavoro, c’è sempre un metodo.

Tutto parte analizzando quello che ci sta intorno, parliamo con le persone, cerchiamo di capire cosa pensano o quali siano gli argomenti a cui sono più sensibili. Abbiamo coinvolto le nostre compagne, amiche, colleghe. E da lì abbiamo trovato gli insight necessari per dare vita a un progetto come The Perfect Woman .” Spiega il Team creativo di Saatchi&Saatchi.

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“Siamo continuamente sottoposti a stereotipi . Basta sfogliare i giornali, guardare la televisione o anche semplicemente la pubblicità. Tutti sembrano imporre la stessa idea di bellezza alle donne. E questo le spinge a cercare di raggiungere un canone di perfezione che non esiste. Anche a costo di ricorrere a metodi estremi, come la chirurgia plastica.” ci spiega il Team creativo di Saatchi&Saatchi

Una nuova campagna di sensibilizzazione contro gli stereotipi che va a mettersi in coda a quelle degli anni passati di altri marchi, primo su tutti Dove, ambasciatore della bellezza autentica, questa volta, però, con benessere come sinonimo.

Un bel passo avanti rispetto agli spot degli anni precedenti, più incentrati sulle caratteristiche del prodotto, sulle sue proprietà benefiche e sulla promozione di uno stile di vita sano, decisamente più allegre e colorate per privilegiare oggi, invece, la bellezza dell’autenticità.

“Le marche devono imparare ad evolversi e ad avvicinarsi alle persone.  Specialmente se parliamo di progetti destinati alla rete. Se vuoi fare qualcosa online devi trattare temi che interessano realmente.”, ci racconta Alessandro Orlandi, Creative Director di Saatchi&Saatchi.

La reazione del pubblico

Sul web le reazioni non si sono fatte attendere e su Twitter, YouTube e Facebook è partita la caccia alla “donna perfetta”, o almeno alla sua idea. Like e condivisioni non si fanno attendere, così come non mancano i commenti negativi, c’è chi dice:

“Guardando questo video mi sento più brutta di prima”

o ancora

“Ho iniziato a vedere il video ed ero speranzosa. Ora ho smesso di vederlo, e mi sento bassa, sgraziata e con i fianchi larghi. Grazie Vitasnella per farmi rimbombare in testa messaggi di critica inventati, facendo passare tutto lo spot per qualcosa a favore delle donne ed innovativo. Chi lo ha sviluppato non aveva argomenti veri per rispondere alle critiche, mi dispiace dirlo. E se li aveva non li ha espressi”

e, infine, c’è anche chi sottolinea una contraddizione di messaggi:

“Ma siete la stessa azienda che fino a un minuto facevate l’acqua che elimina l’acqua, con spot pieno di ragazze magre che entravano perfettamente nei vestiti?  Cioè siete “vita” “snella”? Siete la stessa Vitasnella?”.

Insomma, non tutti hanno apprezzato o capito il tentativo di Vitasnella di dire alle donne che sono belle così come sono: c’è  forse un po’ di confusione tra i concetti di bellezza, forma fisica e benessere. Di sicuro, però, la cosa non è di certo passata inosservata agli occhi vigili del pubblico web che  ha subito detto la sua sollevando un gran polverone, polverone che, tra l’altro, è gestito dal Social Media Manager del gruppo con una prontezza invidiabile.

La risposta di Saatchi&Saatchi

Alessandro Orlandi commenta così:

“So che online si è aperto un dibattito. E non posso che esserne felice. Vuol dire che abbiamo toccato un argomento molto sensibile . E lo abbiamo fatto con coraggio, realizzando un progetto a tratti claustrofobico. Una metafora di quello che le donne subiscono in maniera più o meno indiretta giorno dopo giorno, con un epilogo che definisce in modo chiaro la bellezza come qualcosa di soggettivo e parte fondamentale dell’identità di ogni donna. Ad una prima analisi qualcuno potrebbe pensare che il progetto non stia funzionando o che non stia raggiungendo i risultati o gli effetti sperati. Ma non sono d’accordo. Dati alla mano, è vero che tra i 1.000 commenti generati dalla discussione su Facebook ce ne sono stati di non positivi, ma se guardiamo i numeri del progetto nella sua totalità, ci accorgeremo che sono molte di più le persone che lo hanno gradito. E lo dimostrano gli oltre 40.000 like e le 20.000 condivisioni . Oltre alle visualizzazioni che ad oggi sono quasi 2 milioni e mezzo. In conclusione, siamo molto contenti che il messaggio abbia generato un dibattito perché è quello che abbiamo cercato fin da subito, già con la scelta del titolo The Perfect Woman. Sono sicuro che tutte le persone arrivate in fondo al video hanno sicuramente compreso la nostra provocazione e il nostro messaggio.”

Il messaggio di Fabiola, il volto dello spot

Credo che il sorriso sia l’accessorio più bello che una donna possa indossare, diceva Audrey Hepburn e ce lo conferma la protagonista del video nell’immagine con cui questo viene chiuso: è così radiosa che non sembra nemmeno la stessa persona manipolata durante l’esperimento, è quasi irriconoscibile a dimostrazione che alle volte la bellezza è più un’attitudine che un dato di fatto.

Lasciamo chiudere a Fabiola questo articolo con la sua storia e il suo messaggioa tutti, donne e uomini:

“Ho avuto delle esperienze, lavorative e non, in cui il mio corpo è stato oggetto di critiche spesso negative. Troppo grassa, gambe troppo muscolose, cosce “manze”… Ne ho sentite di tutti i colori. A 15 anni la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato sentirmi dire ” tutti quei muscoletti alle gambe non vanno bene”… Da lì il disastro… Il mio pensiero fisso è stato “devo essere magra come…”. Grazie alla mia famiglia sono uscita dal brutto tunnel in cui stavo entrando (anoressia, amenorrea e così via). (…) Lasciamo che la gente parli, le parole vanno e vengono, ci sarà sempre qualcuno che ha da ridire. (…) Io direi: stiamo bene, sentiamoci bene con noi stessi, bassi, alti, robusti, “snelli”… che importa! Non priviamoci dei piaceri della vita solo per essere come qualcuno. Stiamo al meglio con noi stessi e se a qualcuno non sta bene… Problemi loro, noi siamo belli perché tutti diversi.
Alle donne soprattutto direi di non imitare i modelli che ci vengono proposti, spesso non sono come sembrano. Non torturiamoci, la vita è già complicata così come è, viviamola con gusto e a testa alta, tutti fieri di ciò che abbiamo, kg in più, kg in meno.”

La tua presenza su LinkedIn porta risultati? [INTERVISTA] #ninjamasterSMM

Luca Conti Social Media Consultant

In un periodo come questo, il mercato del lavoro ha subito fasi di depressione e cambiamento repentine destinate a durare nel tempo. È cambiato tutto non solo in termini di rapporti tra un’azienda ed i suoi collaboratori ma anche tutta la fase di filtraggio che porta all’assunzione.

Per questo motivo abbiamo deciso di scambiare quattro chiacchiere con Luca Conti il docente della Ninja Academy nel prossimo master sui Social Media, esperto di LinkedIn.

Proveremo, con Luca, a tracciare quei confini di base che delimitano il perimetro della possibilità che questo social network ci offre sia se si è un professionista in cerca di un nuovo lavoro o di cambiare quello attuale, sia con le lenti dell’azienda che è in cerca di una figura ben delineata e vuole minimizzare i tempi di ricerca ed individuazione del giusto candidato.

1) Ho già un lavoro, a cosa mi serve LinkedIn?

Linkedin

Serve a trovarne uno migliore quando ti sei stancato del tuo lavoro attuale o a trovarne uno alternativo nel caso il tuo venga meno. Un’altra utilità e quella di essere più valorizzato dal tuo attuale datore di lavoro: se altri ti dovessero corteggiare, per tenerti potrebbe offrirti qualcosa in più. Il lavoro a vita, fisso, non esiste più nel 2014.

2) Come posso utilizzare LinkedIn per espandere la mia rete? Posso smettere di andare agli aperitivi di networking?

LinkedIn per espandere la mia rete

Gli aperitivi restano una attività valida, purché selezionati e messi a frutto. Linkedin, per il networking, è la sede di un aperitivo 24/7 senza la necessità di spostare gli atomi del proprio corpo: viaggiano i bit attraverso la nostra connessione a internet. Perché funzioni è necessario sapere dove si tiene l’aperitivo giusto e con la gente giusta, non per snobismo, ma perché anche il networking deve essere finalizzato, altrimenti è cazzeggio, cosa ben diversa.

3) LinkedIn offre anche servizi a pagamento utili per la mia azienda? Quali sono?

LinkedIn servizi a pagamento

I servizi a pagamento sono per le persone e per le aziende. Per le persone, anche a vantaggio dell’azienda, c’è la possibilità di fare ricerche più profonde e mirate e trovare le persone giuste con cui entrare in contatto. Per l’azienda i servizi più interessanti sono in chiave recruiting: le aziende più strutturate usano Linkedin per trovare il candidato giusto in meno tempo e in maniera più economiche rispetto a mettere annunci su bacheche o su altri canali a pagamento.

4) Ho difficoltà a trovare la persona giusta per coprire una nuova posizione lavorativa in azienda. Posso davvero trovarla grazie a LinkedIn? Come?

Trovare persone grazie a LinkedIn

Dipende dalla figura professionale. Alcune sono più online di altre, come è naturale che sia. Se devo cercare un operaio generico, forse l’ufficio di collocamento, soprattutto di questi tempi, può essere la soluzione più pratica. Se cerco un profilo più formato e con competenze specifiche, con la ricerca avanzata di Linkedin ho buone probabilità di trovarlo. I servizi premium non fanno altro che ridurre il tempo per trovare il candidato giusto, attraverso vari strumenti, attivi e passivi.

5) Raccontaci il peggior utilizzo di LinkedIn a cui hai assistito

Come NON usare LinkedIn

Mi è capitato in più di una occasione di ricevere una richiesta di collegamento da parte di una azienda, che aveva aperto un profilo personale (!!) segno che non si è proprio capito nulla di come funziona lo strumento. Linkedin è un social network, ma non è Facebook. Usarlo impropriamente può essere pericoloso per la propria reputazione. Meglio studiarlo, prima di buttarsi, magari con il nostro corso.

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BattleMI: ecco i membri della giuria da conquistare

Il 18 marzo 12 startup presenteranno la loro innovativa idea d’impresa ad un pubblico di oltre 2000 persone e 200 investitori provenienti da tutto il mondo. Il pubblico del GEC 2015 non sarà facile da conquistare, e sarà ancora più difficile fare colpo sui membri della giuria che assegneranno il premio qualità.

La giuria de La Battaglia delle Idee 2014

Il generale Sun Tzu scriveva “conosci il tuo nemico“. A La Battaglia delle Idee powered by Quag è importante conoscere il tuo interlocutore: ecco chi sono gli esperti che faranno parte della giuria.

Donna Harris, Kauffman Foundation

Donna crede fermamente che gli imprenditori possano cambiare il mondo e lavora ogni giorno per contribuire a rendere il suo pensiero realtà. È co-founder di 1776, business incubator di Washington, e board member della Kauffman Foundation.

Jeff Hoffman,  Global Entrepreneurship Week

Imprenditore di successo, speaker motivazionale, e autore. Jeff è stato invitato a parlare in oltre 50 Paesi, alla Casa Bianca e al Dipartimento di Stato. È stato fondatore di numerose startup e amministratore delegato di aziende pubbliche e private. Oggi Jeff sostiene gli imprenditori e le piccole imprese a livello mondiale, partecipando al consiglio di amministrazione della Global Entrepreneurship Week

Paolo Gesess, United Ventures

Co-Founder e Managing Partner di United Ventures, è un veterano del settore. Ha cominciato nel 1998 come Investment Manager in FinTech Spa; nel 2000 ha fondato JupiterVentures e ha finalizzato una serie di investimenti in tutta Europa.

Anna Testa, TIM #WCAP

La donna a capo del #Wcap di Milano. Anna ha una profonda conoscenza dei Social Media e grazie al suo ruolo nell’acceleratore di Telecom Italia è anche un’esperta di business e imprenditoria innovativa.

Bernardo Mattarella, Invitalia

Direttore dell’Area Incentivi e Innovazione di Invitalia, l’Agenzia che gestisce i fondi Smart&Start del Ministero per lo Sviluppo Economico.

Mariano Pireddu, Quag

Founder e CEO di Quag, il social network fondato sugli interessi.

Quag è il social network dove puoi interagire con persone che non conosci partendo da interessi comuni e dove puoi costruire una tua rete di contatti con le persone con cui ti senti più in sintonia. Il progetto è online dal marzo del 2013 ed è sviluppato in Italia da un team italiano.

Lisa Di Sevo, Dpixel

Appassionata di mobile e innovazione, muove i primi passi in Nec Italia e in H3G Divisione Innovazione, dove entra in contatto con il mondo startup e venture capital. Dal 2007 è in Dpixel e dal 2010 è project leader di Working Capital di Telecom Italia.

Roberto Magnifico, LVentures

Roberto Magnifico è un esperto di finanza d’impresa e di mercati finanziari. Ha lavorato a New York, Roma, Londra, e ricoperto incarichi in istituzioni finanziarie internazionali come Lehman Brothers, il Banco di Roma, UBS, Barclays Capital e Dresdner Kleinwort Benson. È board member di LVenture Group.

Layla Pavone, Digital Magics

Nel 1988 inizia il suo percorso professionale nel Gruppo Publicitas e dopo varie esperienze in network e startup, nel 2003 diventa presidente di IAB Italia e tre anni dopo di IAB Europe. Ad aprile 2014 entra in Digital Magics come Partner.

Startupper, cosa farete per conquistarli?

NaStartup: riparte l'acceleratore di Startup Napoletano

L’11 marzo, nel sito archeologico di Caponapoli, si è tenuta l’undicesima release di NaStartup: l’appuntamento di contaminazione e networking dedicato alle startup partenopee. Con questo appuntamento, NaStartup entra nel suo secondo anno di attività, aprendo ad un nuovo ciclo di eventi  che porterà l’innovazione in posti non convenzionali, rendendo  Napoli protagonista della scena dell’Innovazione e delle Startup.

E’ stato un appuntamento speciale nel quale si sono celebrati i successi del primo anno di attività dell’iniziativa! NaStartup è infatti attivo da Marzo 2014, presentando più di 45 idee imprenditoriali a investitori e appassionati e dialogando attivamente con le istituzioni di riferimento per migliorare il contesto locale in materia di startup. NaStartup11 è stata inoltre un’occasione per incontrare altri startupper, gli imprenditori che fanno da sponsor all’iniziativa, e per fare domanda per presentare il proprio pitch davanti alla stessa platea di NaStartup.

nastartup 11

Dopo l’iniziativa dell’incubatore d’impresa di Papa Francesco, anche Napoli ha il suo spazio di innovazione e contaminazione!

I partner

Oltre ai fidati partner Hiltron, Metan Tecno e Sintesi Sud, per questo nuovo inizio NaStartup ha ricevuto il supporto di Legambiente e Carlsberg. L’intento è quello di far convergere innovazione, tradizione e conservazione delle eccellenze in un unico evento.

Alberto Frausin, AD di Carlsberg Italia, dichiara:

Carlsberg da sempre ama chi ha coraggio e decide di cambiare le regole del gioco. Ecco perché l’iniziativa di Na StartUp ci ha colpito e abbiamo deciso di affiancarla. E’ un anno importante per l’Italia e per noi – EXPO è la grande occasione e noi con Birrificio Angelo Poretti, Birra Ufficiale di Padiglione Italia, saremo orgogliosi di rappresentare l’eccellenza birraria italiana davanti al mondo. NA StartUp, ugualmente, rappresenta un’eccellenza della città di Napoli e quella voglia di cambiare ed innovare di cui abbiamo grande bisogno. Brindiamo quindi con piacere a questa iniziativa…che ha sicuramente i numeri, come noi!

Le startup

Tra le molte candidature pervenute sono state selezionate per presentarsi alla community in quest’occasione le seguenti:

Paisà Direttamente dal Premio SWNapoli arriva la piattaforma che vende pacchetti di esperienza a turisti, stranieri o cittadini che vogliono esplorare tradizioni locali. L’idea nasce da una studentessa del CLab (Contamination Lab), Anna di Paolo, con lo slogan “Vivere da protagonisti le Tradizioni Locali”. La creazione di Workshop realizzati da persone del luogo darebbe la possibilità a chiunque di fare tesoro di culture e usanze in un modo creativo e originale e consentirebbe alle tradizioni stesse di non essere dimenticate nel tempo.

House Travelling – un portale che mette in contatto viaggiatori che cercano una formula alternativa all’albergo e proprietari che intendono pubblicizzare la propria offerta di alloggi. House Travelling risponde a questo nuovo trend del turismo mondiale dando a chi viaggia la possibilità di prenotare un alloggio (una casa, una villa, una camera in un appartamento, etc.) con la stessa facilità e la stessa sicurezza con la quale si può prenotare un albergo.

Allinwallil progetto e’ vincitore del bando filas 2012/13. Tratta pareti modulari luminose multisensoriali ovvero attraverso hardware e software di nostra invenzione le pareti emettono luci colorate gestibili per intensità’, calore, musica e profumi. Il tutto si produce a misura fuori opera installabile in poche ore. Ideale per creare un ambiente relax in strutture private tipo camere da letto, soggiorni e ingressi oppure in strutture ricettive tipo camere di albergo e spa.

Class-it – una piattaforma che si prepone come obiettivo quello di migliorare la qualità di apprendimento degli studenti. Class-it è un’applicazione mobile che permette di creare una classe virtuale relativa ad uno specifico corso, consentendo lo scambio di contenuti non solo durante la lezione ma anche al di fuori, creando un luogo ove gli utenti possono interagire scambiandosi domande ed approfondimenti.

I relatori

Durante l’evento sono anche state tenute due tavole rotonde tematiche: una sulla social innovation e l’altra sullo spazio community.

Spazio Social Innovation

LEGAMBIENTE  – Treno Verde 2015, tornare alla terra per seminare il futuro – Le migliori esperienze dell’agricoltura italiana di qualità viaggiano a bordo del Treno Verde. Destinazione Expo con un carico di eccellenze e proposte. Vi aspettiamo a bordo

Spazio Community

Michele Boccia – fondatore di ImagoM racconta lo sviluppo del videogame Pompeii MTC  un adventure game ambientato nella famosa cittadina vesuviana, alla vigilia della catastrofica eruzione, ritorna dopo 30 anni

Festival del Bacio – Il Festival del Bacio, alla sua quarta edizione (la seconda a Napoli), è una scultura antropologico-relazionale che si compone, principalmente, di relazioni. E’ promosso da Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura e al Turismo e Accademia di Belle Arti ed è organizzato dalla scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte e da mediaintegrati un team di artisti formatisi proprio in questa scuola. A presentarlo Alfredo capuano, Giovanni Muzio, Antonio Pezzella, Fabio Parmigiano.

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L’evento periodico dedicato a tutti gli amanti dell’innovazione per conoscersi, discutere e presentare le proprie startup con un  pitch davanti a una platea selezionata si tiene ogni mese. Seguite NaStartup per essere aggiornati sui prossimi eventi!

NA StartUp è realizzato in Autoproduzione con la partecipazione come sponsor tecnico di: BeGraphic.it, B&B La Thuya, Cambio Merci,, Carlsberg Italia e la sponsorizzazione di Metan Tecno srled  Hiltron.

Le foto dell’evento sono realizzate daStudio fotografico Primo Pianoed i video da Uncosofactory

IFTTT, Instagram e Do Camera: le migliori ricette per le vostre fotografie

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Un’immagine vale più di mille parole. Un dictat sempre più di moda, da quando le fotografie non sono più solo una passione di pochi ma un modo di comunicare molto più efficace, non solo tra persone ma anche per il business.
E cosa c’è di meglio di qualcosa che permette di automatizzare la condivisione e la gestione delle foto? Niente, e lo sa bene IFTTT!

Ecco quindi le migliori ricette per condividere e monitorare le vostre fotografie, citando Heisenberg di Breaking Bad: “Let’s cook!”.

Instagram

instagram

Il catalogo di IFTTT contiene oltre 18 milioni di ricette, utilizzate ogni giorno 20 milioni di volte. Tra queste spiccano sicuramente quelle collegate a Instagram, il miglior social di condivisione fotografica.
Ma come i social media manager di tutto il mondo sanno, non sempre condividere in modo efficace è sufficiente, anche monitorare è importantissimo.

Monitorare gli hashtag pià popolari, o analizzare tutte le foto di una particolare campagna Instagram, non sarà più un problema. Questa ricetta permette di salvare direttamente in Dropbox tutte le foto con uno specifico hashtag. È un’ottimo tool per campagne specifiche, ma è importante essere precisi con gli hashtag: un #follow4follow o un #tbt potrebbero intasare per sempre l’archivio Dropbox.

save your instagram likes

Un’ottima ricetta per creare facilmente degli archivi di immagini. Che sia per trovare un’ispirazione o per archiviare immagini importanti per qualche futura campagna di comunicazione, non bisognerà più fare screenshot, o salvare ogni singola immagine: basterà aggiungere un like alla foto per salvarla automaticamente su qualsiasi dispositivo fornito di iOS photo. Il vantaggio è sicuramente notevole, non è detto però che si voglia per forza che il like venga collegato al proprio account.

Che sia un amico, un influencer o un competitor, questa ricetta permetterà di ricevere delle notifiche ogni volta che un utente particolare pubblica una foto. Questa è una ricetta particolarmente interessante, perché rispetto alle due precedenti che salvano le foto sul dispositivo, questa si limita a inviare una notifica, senza occupare nessuno spazio in memoria. Ovviamente più si aumentano gli utenti seguiti maggiori saranno le notifiche ricevute, per cui sarà utile selezionare attentamente chi si intende seguire per non essere subbissati ininterrottamente.

Ultima, ma non ultima, per le ricette IFTTT, un’ottima soluzione per locali ed organizzatori di eventi: ogni volta che viene pubblicata una foto in un particolare luogo se ne riceve il link. Inoltre questa ricetta prevede l’uso di Pushbullet un’app che permette di connettere i vari device tra loro: è possibile, ad esempio, ricevere chiamate e messaggi direttamente sul computer, rendendo molti procedimenti (come il trasferimento dei file tra device) molto più semplici.

Do Camera

do camera logo

L’introduzione dei tool Do di IFTTT, ha reso l’automazione ancora più efficace.
Mentre le ricette standard di IFTTT permettono di collegare tra loro due servizi diversi e generare nuove azioni digitali, Do mette in moto comandi complessi con un solo tap sullo smartphone.
Basta un tocco per spegnere le luci o regolare il termostato di casa, oppure, rimanendo in tema foto, condividere immediatamente su qualsiasi social d’interesse.

Questa nuova app è fatta in realtà di tre sfaccettature.
Do Button è quella più generica e generale, che lascia spazio alla creatività; Do Note aiuta a condividere, inviare e salvare in automatico gli appunti; e infine Do Camera che permette di condividere le fotografie.
Do Camera in particolare può caricare le foto in uno specifico album di Facebook, inviarle su Gmail, e stamparle direttamente con una stampante HP.
Ecco qui le ricette suggerite direttamente da IFTTT.

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Che ne pensate di queste ricette? Le avete trovate utili o avete già le vostre preferite? 

Come Apple Watch cambierà il mercato della tecnologia wearable

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La rivoluzione dei dispositivi mobile continuerà con il wearable. Ne è convinto anche Tim Cook, che il 9 Marzo ha mostrato al pubblico l’Apple Watch: il primo smartwatch della mela.

Uno smartwatch che ha persino un testimonial d’eccezione: la modella e fondatrice dell’organizzazione no profit Every Mother Counts nonché maratoneta Christy Turlington, che ha testato Apple Watch addirittura durante la maratona in Tanzania e che racconta la sua esperienza nel blog ospitato dal sito ufficiale di Cupertino.

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Design

Il form factor dello smartwatch richiama il quello degli altri dispositivi Apple: quadrante rettangolare con angoli smussati, cassa bombata e tasto rapido incastonato nella scocca. Molto particolare e ricercata la corona digitale: l’interfaccia fisica attraverso la quale l’utente naviga nei vari menù o effettua zoom in/out. I materiali di costruzione sono tutti di ottima fattura, ma dipendono dalla versione del prodotto. Tutte le versioni saranno disponibili con una cassa da 38 o 42 millimetri, e la batteria sarà intercambiabile!

Versioni e specifiche tecniche

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L’Apple Watch verrà distribuito in tre versioni: Apple Watch Sport, Apple Watch ed Apple Watch Edition.

  • Le varianti sport avranno la cassa in alluminio, color argento o grigio siderale. Sarà possibile acquistarli solo con cinturini “sport”, e non avranno il vetro zaffiro;
  • Il Watch “normale” avrà la cassa in acciaio inossidabile, color argento o nero siderale. Sarà possibile acquistarli anche con cinturini in metallo;
  • Il Watch Edition sarà disponibile in oro rosa o giallo a 18 carati, trattato in modo da essere più resistente rispetto all’oro tradizionale.

I cinturini intercambiabili, acquistabili a parte, saranno disponibili in metallo, pelle o plastica.

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Tutti gli Apple Watch avranno il display retina e saranno alimentati da una batteria che durerà, stando alle dichiarazioni dell’azienda, 18 ore in media. Il dispositivo sarà mosso grazie ad un chip innovativo, battezzato da Apple come S1, di cui si sa ancora poco: il chip dovrebbe comprendere, da solo, il modulo Wi-Fi, le memorie Ram e Rom ed il processore.

La batteria, intercambiabile, è in un vano a parte e si ricaricherà senza fili. Sulla parte inferiore del dispositivo trovano posto quattro led che dovrebbero permettere di misurare la pressione sanguigna. Una novità riguarda il “Force Touch”, un sistema di rilevamento della pressione che permetterebbe all’Apple Watch di distinguere tra tap veloci e pressioni forti.

Infine, sappiamo che sarà presente il “Taptic Engine”: un innovativo sistema di vibrazione che dovrebbe simulare il più fedelmente possibile la sensazione del tocco umano sul polso. Gli Apple Watch avranno una memoria da 8Gb.

Apple Watch sarà compatibile con tutti i dispositivi dotati di iOS 8.2, il nuovissimo aggiornamento per iPhone e iPad. Si tratta di un punto da tenere in considerazione, perchè l’Apple Watch non sarà utillizzabile da solo: avrà bisogno di un iPhone o un iPad a cui collegarsi.

Utilizzi e applicazioni

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L’Apple Watch arriverà al pubblico con una serie di feature di partenza, ma sono già state annunciate alcune app interessanti.

Nativamente, attraverso l’Apple Watch sarà possibile effettuare telefonate, inviare mail e sms, utilizzare il navigatore, monitorare la propria attività fisica, visualizzare le fotografie e fare scatti a distanza tramite la fotocamera dell’iPhone, consultare meteo e calendario, comunicare informazioni agli altri possessori di Apple Watch. Ci aspettiamo l’annuncio di nuove feature native prima della commercializzazione del dispositivo.

Come riportato da Mashable, sono già pronte delle applicazioni compatibili con l’Apple Watch, per migliorare la produttività, il monitoraggio di parametri biologici durante lo sport e tanto altro.

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Si apre dunque una nuova sfida anche per gli sviluppatori di app, che potranno creare nuove app o porting di quelle già esistenti.

Prezzi

Arriviamo alle note dolenti: i prezzi.

Sebbene non siano stati rivelati i prezzi ufficiali per l’Italia, in Francia l’Apple Watch Sport costa dai 399 ai 449 euro, mentre la versione standard costa dai 649 ai 1249 euro. Tutt’altro prezzo ha l’Apple Watch Edition, la versione di lusso: si parte dagli 11000 euro, ma si può arrivare anche ai 18000.

E a proposito di prezzi, ecco cosa ne pensa Asus…

Cosa ne pensate degli Apple Watch? Condividete le decisioni commerciali e di design, o vi sareste aspettati un dispositivo diverso? Fateci sapere e restate aggiornati su queste pagine per ulteriori aggiornamenti sugli smartwatch Apple.