Quante volte avete controllato la home feed della vostra pagina business su Facebook? Sapete quali sono i “Mi Piace” che avete cliccato con l’identità della pagina aziendale? Se non l’avete fatto è arrivato il momento di dare un’occhiata. Perchè? Per prima cosa perchè i social media sono uno dei modi più semplici di fare content curation.
E poi perchè è importante inserire nella vostra strategia social la ricerca di contenuti su Facebook.
Ecco un piccolo ripasso di come si accede alla home feed della pagina:
basta cliccare sulla freccia in alto a destra e scegliere di usare Facebook tramite la propria pagina, a questo punto non rimane che cliccare sulla voce home e il gioco è fatto. Avrete a disposizione tutti i contenuti fra i quali scegliere.
Vediamo ora come occuparsi della propria homefeed aziendale e come scegliere in modo intelligente chi seguire.
1. Una volta sulla home non vi rimane che scegliere quali contenuti arricchire, o semplicemente condividere identici, con i vostri follower.
2.Scegliete bene chi seguire, qualcuno che vi offra contenuti relativi all’ambito di cui vi occupate. Ricordate che potrete pescare nel newsfeed solo fra i contenuti delle pagine che piacciono alla vostra pagina 🙂
3.Monitorare costantemente la propria home feed vi permetterà di capire chi pubblica contenuti rilevanti, e renderà la vostra content curation ancora più veloce col passare del tempo.
4. Non si tratta sempre di creare nuovi contenuti su Facebook, a volte è il caso di ricordarlo. In alcune occasioni può essere più efficace fare un mix di contenuti insieme ad un proprio commento. Per esempio, un commento a nome della vostra azienda funzionerà meglio se è supportato da un articolo di un magazine di riferimento del settore.
E voi, quanto spesso visate la home della vostra pagina? Utilizzate spesso i contenuti condivisi su di essa?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kunoichihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKunoichi2014-05-28 15:30:572014-05-28 15:30:57Usare Facebook per fare content curation
Questa volta si tratta di una funzione di riconoscimento audio, abbastanza simile a Shazam, che permette di creare aggiornamenti di stato attraverso il microfono del proprio smartphone. Per esempio, se la attivi mentre stai guardando una serie TV o ascoltando una canzone, Facebook la riconosce e ne condivide i dettagli con i tuoi contatti.
Credits: Facebook
Nessuna registrazione audio viene conservata, assicurano da Facebook, e l’utente sarà sempre in grado di regolare la visibilità dei post. E poi, per evitare problemi con la privacy, precisano che si tratta di una funzionalità opzionale e dovrà essere attivata manualmente da chi vorrà farne uso.
Secondo i dati raccolti, nell’ultimo anno sono stati oltre 5.000.000 gli status update condivisi sul social network che includevano emoticon, sentimenti, ascolti, attività. La possibilità di aggiungere contenuti di questo tipo ai propri aggiornamenti è già ampiamente apprezzata e utilizzata dagli utenti.
Credits: Facebook
Ma Facebook vuole fare di più. Sembra che il social di Zuckerberg voglia prendere in prestito degli elementi da Twitter, incoraggiando un racconto in tempo reale, che resta però limitato a una dimensione più raccolta e privata.
Già le context card erano un chiaro tentativo di incoraggiare gli utenti ad aggiornare con più frequenza il proprio stato e a condividere maggiori dettagli sulle attività in corso in modo sempre più visivo. Il riconoscimento audio rende tutto più facile; basta accendere il microfono dello smartphone per far sapere ai nostri amici Facebook (e agli inserzionisti) cosa ci piace fare nel tempo libero.
L’idea è quella di stimolare la conversazione tra persone che hanno interessi simili. Nel caso di un brano musicale si può anche condividere una breve anteprima, per permettere a tutti di ascoltarlo, mentre per le serie TV è possibile specificare l’episodio e la stagione, in modo da evitare gli spoiler.
Questa funzione sarà disponibile per le applicazioni Android e iOS nelle prossime settimane. Nell’attesa, ecco un video che ne illustra il funzionamento.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Midorikohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMidoriko2014-05-28 15:20:382014-05-28 15:20:38Una nuova funzione di Facebook riconosce le canzoni come Shazam
Dove sono finiti lo sfondo rosso e la M gigante gialla caratteristici delle campagne pubblicitarie di McDonald’s?
TBWA, nota agenzia pubblicitaria, ha deciso di sostituirli puntando sui prodotti più che su messaggio o slogan. Già l’anno scorso a Parigi si era tentato di “smarchiare” il colosso del fast-food valorizzando i prodotti classici con foto che li ritraevano in primo piano, succulenti e appetitosi, portando a giudizi positivi non ostacolati dall’invadenza del logo.
Quest’anno l’agenzia è tornata a pubblicizzare McDonald’s attraverso una campagna follow-up a dir poco minimalista. I sei grandi classici del menù sono stati reinterpretati, stilizzati, tanto da diventare delle vere e proprie icone. Si parla di Big Mac, cheeseburger, patatine fritte, gelato, Nuggets e Filet-O-Fish che in fin dei conti sono riconoscibili da molti. Chi non è mai entrato almeno una volta in un McDonald’s?
Le icone appariranno in più di 2700 espositori esterni in Francia attraverso un lancio massiccio che inizierà il 2 giugno.
L’agenzia ha definito la campagna come “unica e moderna, nel rispetto dell’immagine di McDonald’s”, e ancora come “esclusiva, semplice e universale, proprio come i sei prodotti icone promossi”. Nonostante sia tutto nuovo e stilizzato, permangono piccoli Golden Arches al fianco delle illustrazioni.
In questo periodo McDonald’s è al centro dell’attenzione anche per altri motivi.
Il primo è l’iniziativa di crowdsourcing rivolta ai clienti inglesi a cui si dà la possibilità di creare panini personalizzati, scegliendo sei ingredienti tra più di 80 disponibili, creando così più di un milione di combinazioni possibili.
Tra gli ingredienti aggiunti figurano ananas, chorizo e guacamole, ma non sono stati eliminati ingredienti più classici come bacon, formaggio e cipolla. Inoltre McDonald’s chiede ai suoi clienti di dare un nome alle loro creazioni; i più quotati per ora sarebbero “Sweet n Sour Ballbuster,” “The Parisienne,” “Two Brie or Not Two Brie” and “The Burger Lad.”
Il concorso è iniziato il 20 maggio e durerà fino al 15 giugno e la premiazione dei nuovi panini avverrà il 29 giugno. L’idea ha già avuto successo in Germania, dove un nuovo hamburger è stato creato ogni 26 secondi durante le cinque settimane di concorso.
E poi è impossibile che non abbiate visto il nuovo Happy Meal Ambassador, presentato qualche giorno fa per annunciare l’inserimento di un nuovo prodotto all’interno dell’Happy Meal, lo yogurt alla fragola.
La nuova mascotte ha ricevuto feedback non molto positivo in rete, voi che ne pensate?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kakashihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKakashi2014-05-28 13:30:082014-05-28 13:30:08McDonald's a Parigi diventa iconografico
Cari Ninja, qualche tempo fa abbiamo visto che cosa succede su Internet in un minuto. Ma cosa ne dite di passare oltre e di scoprire che cosa accade… in un secondo?
La rete ed il suo utilizzo sono senza dubbio in crescita vertiginosa. Ma soffermarsi su questa infografica realizzata dal team di pennystocks.la ed osservare i suoi numeri, può effettivamente lasciare a bocca aperta.
Secondo infatti alcuni dei dati presenti, nello spazio di un classico spot pubblicitario:
– Su Twitter vengono creati 330 account e scritti 170.000 tweet
– Facebook realizza 1.600.000 nuovi post e 1.500.000 like
– Su Google vengono effettuate 140.000 ricerche, con circa 50.000$ di fatturato derivante dall’utilizzo di adwords, e su Youtube vengono visti 70.000 video
– Amazon vende oggetti per un valore di 70.000$
– L’App Store ed il Play Store realizzano insieme 56.000 download di app (con netta prevalenza dello store di Google)
– Whatsapp ci tiene impegnati a spedire 6.600.000 nuovi messaggi
– Vengono inviate circa 100 milioni (!) di email
Numeri senza dubbio più efficaci di un’infografica standard, e che danno ancora di più l’idea di quanto la nostra vita sia sempre più connessa, e la rete un luogo sempre più aperto ed utilizzato.
Dimenticavo, durante la scrittura di questo breve articolo, in rete sono passati qualcosa come 13 milioni di GB di dati!
Click the image to open the interactive version (via Penny Stocks Lab).
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Andrejkohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAndrejko2014-05-28 12:00:092014-05-28 12:00:09Cosa succede su Internet? Scoprilo in questa infografica in real time
Presentato contemporaneamente a San Francisco, New York e Londra, ecco il nuovo Lg G3, che promette di essere nella sua semplicità d'uso lo smartphone top di gamma della casa coreana.
Display da 5,5 pollici IPS Quad HD (2560×1440), Qualcomm Snapdragon Quad-Core da 2.5GHz, fotocamera da 13 Megapixel con OIS+ e Laser Fast Focus, batteria da 3000 mAh oltre a diverse nuove funzionalità software: il G3, dopo le tante voci che hanno accompagnato il giorno della presentazione, ripaga ufficialmente della grande attesa.
Vediamo subito le caratteristiche nel dettaglio:
Sistema operativo: Android 4.4 KitKat
Processore: Qualcomm Snapdragon Quad-Core da 2.5GHz
Display: 5.5 Pollici IPS QUAD HD 2560×1440 538ppi
RAM: 2GB
Memoria interna: 16GB espandibile con Micro SD fino a 2TB
Fotocamera posteriore: 13 Megapixel con OIS+ con doppio sistema flash e messa a fuoco rapida
Fotocamera anteriore: 2.1 Megapixel di alta qualità per migliorare i selfie
Batteria: 3000 mAh, removibile
Audio: 1 Watt, con equalizzazione automatica in base al rumore esterno
Simplicity is the new smart
Se c’è una cosa che Ramchan Woo, Head of smartphone Platform LG, e James Marshall, capo del product marketing LG, hanno sottolineato sul palco della presentazione è la semplicità. Pochi tasti fisici, funzioni automatizzate, movimenti preconfigurati vogliono rendere l’esperienza d’uso del G3 come la più facile, intuitiva e umana possibile.
LG G3 in 5 colorazioni
Gli unici pulsanti presenti sono sul retro: come già il G2 ci aveva abituato, un tasto funzione e il bilancere sono posizionati appena sotto la fotocamera posteriore, in modo da poter essere utilizzati con l’indice. Non esistono tasti fisici nemmeno alla base del display: tutti gli input vengono dati da tasti software a display (come da tradizione Nexus e ormai diffuso su molti device).
Inizialmente si pensava fosse presentato solo in tre diverse colorazioni. LG ha stupito tutti inserendone altre due. Oltre alle già attese Metallic Black, Silk White e Shine Gold si sono aggiunte quella rossa (quasi vinaccia) e blu, tutte light metallic skin (in Italia dovrebbero però arrivare solo le prime tre colorazioni).
Il retro è leggermente curvo per facilitare la presa e migliorare l’ergonomia del terminale.
Il display spinge al limite la percezione umana
Il display spinge al limite la percezione umana
La guerra tra smartphone si è spesso combattuta anche sulla qualità dello schermo proposto.
Questa volta siamo davanti ad un 5.5 Pollici IPS QUAD HD di risoluzione 2560×1440 e con 538ppi, quasi quattro volte la qualità dell’HD e quasi due volte quella del FullHD. I pixel, da quanto dice LG, sono il 56% più piccoli rispetto ai display HD tradizionali.
Camera con laser autofocus e selfie di qualità
Ma schermi grandi e risoluti possono consumare oltre il dovuto la batteria. LG ha pensato anche a questo: ha predisposto tre diversi tipi di ottimizzazione della prestazioni, regolando il frame rate, la clock della CPU e il timing control in base all’utilizzo che stiamo facendo del nostro telefono. In pratica, se stiamo osservando una foto, quindi statica, è inutile che il dispositivo mantenga un’alta velocità dei fotogrammi e il processo a piena potenza: lo adatterà alla funzione che sta svolgendo in quel momento per consumare troppo la batteria.
Altra cosa interessante. Stiamo parlando di un 5,5 pollici, una misura quasi da phablet ma in un case con dimensioni da smartphone tradizionale. Tutto questo è possibile grazie ad un display che arriva quasi al limite della scocca, lasciando solo una sottilissima cornice nera tutt’attorno. Il 76,4 della parte frontale del telefono è dedicato allo schermo.
Camera con laser autofocus e selfie di qualità
Accessori, per completare l'LG G3
Tredici megapixel non possono ormai bastare a definire la fotocamera. Gli utenti più smaliziati cercano di più. Per questo, in questo G3, hanno inserito alcune funzionalità avanzate. Innanzitutto il Laser fast Autofocus che permette in soli 0,276 secondi di mettere perfettamente a fuoco il soggetto desiderato.Un video, mostrato durante la presentazione, mostrava l’estrema velocità rispetto ad uno smartphone tradizionale.
Una seconda novità è sempre dedicata a semplicificare l’uso da parte dell’utente. Niente più pulsante per scattare le foto. Tocco, metto a fuoco e scatto già la foto solo cliccando sullo schermo.
Infine i selfie. Vista la moda del momento, hanno migliorato, sia dal punto di vista hardware, come qualità d’immagine, sia dal punto di vista software, aggiungendo l’autoscatto a tempo, questa funzionalità.
Le tre novità software: Keyboard, Notice e Security
Non solo innovazione hardware per il nuovo top LG. Tre le nuove caratteristiche illustrate durante la presentazione:
Smart Keyboard: gran parte degli input che riceve il telefono avviene attraverso la tastiera. Questa deve quindi diventare smart. Ora si adatta in grandezza e larghezza alle nostre esigenze, riconosce il nostro tocco e corregge gli errori di digitazione imparando dalle nostre abitudini, ha funzionalità avanzate che ci permetteranno di scrivere con una sola mano e non distrarre occhi e dita.
Smart Notice: un assistente personale, in stile Google Now, che ci avviserà di chiamate perse, messaggi, contatti telefonici ma che ci dirà anche quando sarà utile prendere l’ombrello perchè minaccia pioggia.
Smart Security: il 62% degli utenti non si preoccupa di rendere sicuro il proprio smartphone. LG ha pensato di introdurre il Knock Code,per sbloccare il telefono, tocco tre unti dello schermo in maniera preimpostata e attivo il terminale), il Content Lock per criptare immagini e contenuti che voglio rimangano privati e Kill Switch, per bloccare il telefono a distanza in caso di furto.
Accessori, per completare l’LG G3
Accessori, per completare l'LG G3
Sul finire della presentazione LG ha mostrato anche gli accessori compatibili con il nuovo device. Già mostrato in anteprima il Quick Circle Case, uno custodia con oblò personalizzabile. A questo si sono aggiunti un caricabatterie wireless, una cuffia ergonomica bluetooth e, inaspettatamente, si è intravisto il tanto atteso G Watch con Android Wear.
Gli sviluppatori LG molto hanno puntato sulla semplicità, sia dal punto di vista visivo, estetico, sia dal punto di vista delle funzionalità di utilizzo. La commercializzazione dovrebbe iniziare da fine giugno. Per il prezzo, si parla di una cifra attorno ai 599 euro. Ancora nulla di ufficiale da LG.
Dipenderà sicuramente dai gusti personali, ma il nuovo LG G3 fa la sua figura e le nuove funzionalità, oltre a quelle che scopriremo solo al momento della prima prova, lo rendono sicuramente molto interessante.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kowerhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKower2014-05-28 00:15:272014-05-28 00:15:27LG G3, la semplicità è l'ultima innovazione
Gli utenti di Facebook sono cambiati. Ormai fanno un uso più maturo e consapevole del social network; hanno imparato a usare i filtri della privacy e a non aggiornare il proprio status con qualsiasi cosa passi loro per la testa. Forse trascorrono anche più tempo sulle altre piattaforme social.
Ma Facebook non ci sta, e s’inventa una nuova funzionalità per incoraggiare le persone a interagire di più e a condividere maggiori dettagli sulle loro attività: le context card. L’aggiornamento è disponibile già da qualche giorno per alcuni utenti iOS e permette di visualizzare suggerimenti basati sulle attività dei propri contatti.
Attualmente Facebook ci mostra già dei suggerimenti, generati a partire dai nostri interessi e da quelli degli amici. Ma la maggior parte degli utenti tende a ignorarli, perché non si tratta di contenuti che provengono direttamente dalla propria rete di contatti. E qui si inseriscono le context card.
Ad esempio, se un utente effettua il check-in in un posto, le context card mostreranno gli altri amici che hanno visitato quel luogo, quando ci sono stati e le foto che hanno scattato. Oppure postando un aggiornamento che fa riferimento a un film, a un libro o a una canzone, Facebook ci dirà quali tra i nostri contatti hanno visto quel film, letto lo stesso libro o ascoltato la medesima canzone.
Queste card possono aiutarti a scoprire informazioni su dove sei e cosa farai dopo, o ispirare conversazioni con i tuoi amici. Questa funzionalità rispetta tutte le esistenti impostazioni della privacy e le card mostreranno solo le informazioni già visibili su Facebook. Vogliamo facilitare l’interazione con i tuoi amici su cose che stai facendo e luoghi che stai visitando.
Le context card aggiungono anche un tocco di colore al layout di Facebook. Accanto al caratteristico blu, che rimane associato ai compleanni, vengono utilizzate tre tonalità per differenziare i contenuti: rosso per i luoghi, verde per libri/musica/film e giallo per le foto.
Se il test avrà successo, probabilmente le context card saranno estese a tutti gli utenti ed entreranno a far parte della nostra esperienza ‘social’ quotidiana. Pensate che sia una funzione utile?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Midorikohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMidoriko2014-05-27 15:30:522014-05-27 15:30:52Facebook vuole farci interagire di più, con le nuove context card
Accade sempre qualcosa di spettacolare quando le città italiane decidono di mettersi in moto per valorizzare le ricchezze e la bellezza che hanno da offrire. Questa volta è il turno di Bibione, la bellissima Bibione, una delle mete turistiche più famose in Italia.
La città veneta ha deciso di valorizzare il proprio territorio attraverso il progetto #Bibione4love puntando all’importanza di valori immateriali come l’amore che unisce le famiglie. La città infatti non ha da offrire solo belle spiagge, mare e tanto sole ma dal 29 maggio al 30 settembre il divertimento si allarga a tutta la famiglia attraverso workshop, esperienze interattive ed emozioni autentiche.
L’obiettivo del progetto è quello di educare bambini e adulti all’arte del viaggio stimolando curiosità e immaginazione in particolar modo grazie alla realizzazione di un fumetto in collaborazione con una una famosa fumettista e anche alla creazione di un quaderno di viaggio interattivo che racconti l’esperienza vissuta in questa città, che testimoni i valori appresi e vissuti.
Giovanni Mazzarotto, Presidente del Consorzio Bibione Live ha dichiarato:
Bibione intraprende un percorso di comunicazione dei valori immateriali, legati all’amore, alla famiglia, ai bambini. #Bibione4love mette al centro i bambini e la loro esperienza di viaggio – – che inizia molto prima della partenza, da quando iniziano a sognare una vacanza con la mascotte Bibi, e finisce molto dopo, quando lo ricordano e lo conservano nel cuore.
#Bibione4love si concentra su 3 momenti, il sogno, l’esperienza e il ricordo, coinvolgendo sia residenti sia operatori turistic, per la diffusione di una cultura dell’ospitalità: un incontro e uno scambio che, anche solo nel breve tempo di una vacanza, condividono una grande ricchezza: un territorio e le sue unicità”
Ha commentato Silvio Scolaro Presidente di BibioneOnline.
Bibione è pronta ad accogliervi e a raccontarsi, adesso basta solamente aprire le braccia e lasciarsi trasportare!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00kiwihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngkiwi2014-05-27 11:00:272014-05-27 11:00:27Bibione, la città che punta all'amore
C’era un tempo in cui a settembre, tornati dalle vacanze, si raggruppavano rullini e cassette, si portavano a far sviluppare o a trasferire su vhs, e si organizzavano interminabili cene con gli amici per condividere emozioni, immagini e storie sulle vacanze appena passate. Le cose sono cambiate ormai diversi anni fa, ma mamma Google questa primavera sembra proprio voler tagliare definitivamente con il passato annunciando l’arrivo di Google Stories.
Si tratta di uno strumento che organizzerà in modo automatico le vostre migliori foto delle vacanze in un album digitale. Un diario di viaggio da condividere con le vostre cerchie di Google+ che sarà pubblicato esclusivamente con il vostro consenso una volta tornati a casa.
La funzione è disponibile sia in versione web sia mobile (per ora solo per dispositivi Android). Grazie alla geolocalizzazione e i punti strategici segnalati dagli utenti, lo strumento riconoscerà automaticamente le migliori foto e le contrassegnerà con i nomi delle città mostrando luoghi, hotel e ristoranti visitati in viaggio.
Le storie vengono create automaticamente, e una volta che sarà disponibile una per te, avrai una notifica. Ma come riceverne una? Ecco i passi da seguire:
Attiva cronologia posizioni
Attiva la Cronologia delle Posizioni del tuo account Google per memorizzare le tue posizioni passate e visualizzarle su Google Maps.
Attiva backup automatico
Attiva il Backup automatico per eseguire automaticamente il backup in Google+ delle tue foto e dei tuoi video.
Attiva la composizione automatica
La funzione di composizione automatica dovrebbe essere attiva come impostazione predefinita. Accertati però che tu non l’abbia disattivata in passato per farla funzionare con Google Stories
Visualizza le tue Google Stories
Per visualizzare le tue storie, vai nel menù in alto a sinistra dal tuo account G+ e clicca su “Foto”. Vai poi su “Altro” e clicca su “Storie”. Clicca sulla storia di tuo interesse per visualizzarla o modificarla cancellando le foto che non ti piacciono o aggiungendo una immagine di copertina.
Belle novità, quindi, che (forse) metteranno a tacere per un po’ le male lingue sulla vita o morte di Google+. Noi, per ora, non vediamo l’ora di scoprire come verrà utilizzato per fare branding e personal branding: pensate ad esempio ad un evento raccontato su Google+ per immagini, un portfolio alternativo per fotografi e performer, o alle ricette illustrate nelle Stories!
E a voi, quali altri modi di utilizzo vengono in mente per questo nuovo strumento? Aspettiamo le vostre idee nei commenti! 😉
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Elisa Marinohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngElisa Marino2014-05-27 10:12:302014-05-27 10:12:30Google Stories: il diario di viaggio diventa digitale!
Leroy Merlin, azienda francese operante nella grande distribuzione e specializzata in bricolage e fai-da-te, edilizia, giardinaggio, decorazione e arredo bagno, lancia un nuovo spot di 45 secondi dal titolo “Selfie.
Nella prima parte del video diverse persone si divertono con il nuovo tormentone di auto-fotografarsi e, nella seconda parte, sono svelate le reali fotografie: la messa a fuoco è stata fatta sull’arredamento, troppo bello per fare da sfondo!
Con ironia, semplicità ed attualità, lo spot ci sta domandando se almeno una volta ci siamo fatti un selfie in bagno, se il bagno era firmato Leroy e se non era quasi quasi più bello per bucare lo schermo 😉
Musica: Randy Newman – I Love To See You Smile.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Gozenhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngGozen2014-05-26 20:30:052014-05-26 20:30:05Anche Leroy Merlin gioca con i selfie [VIDEO]
Quando si scoprono storie come quella di Angelo Inglese, a capo di una sartoria italiana tipica e frutto di un’attività di famiglia che risale alla nonna, sembra di vivere un pezzo di storia italiana che ci appartiene ma che, oggi, fatichiamo a riconoscere come nostra: quella legata al made in Italy.
Ho avuto la fortuna di conoscere Angelo durante il TEDxMatera, in quanto uno degli speaker invitati ad intervenire sul tema dell’ossimoro antico-futuro grazie al quale si può parlare di recupero della tradizione e slancio all’innovazione in un rapporto di sostenibilità di cui l’Italia ha sicuramente molto bisogno.
Non è stato un caso, quindi, che oltre a professionisti italiani famosi nel mondo come Federico Ferrandina, Alex Giordano, Barbara Serra o Takoua Ben Mohamed, proprio Angelo Inglese venisse chiamato a portare il suo punto di vista in merito.
Inglese Abbigliamento, che Angelo Inglese porta avanti, infatti, è un’impresa artigiana originaria di Ginosa, un comune che si trova in un confine periferico del nostro Paese, tra le regioni Basilicata e Puglia, che è riuscita a portare il suo lavoro nel luxury internazionale senza stravolgere le regole della conservazione artigiana del lavoro fatto a mano, su misura, così come insegnato dai suoi fondatori.
La storia di Angelo Inglese
Nata nel 1955 per opera di Giovanni Inglese, con una mamma sarta, è con il subentro del figlio Angelo Inglese, giovane caparbio e ambizioso, che la sartoria di famiglia viene fatta conoscere a tutto il mondo. Nella sartoria del padre, Angelo ha imparato sin da piccolo i segreti primari dell’antica arte di creare camicie “hand made”, cioè che nessuna macchina al mondo saprà mai sostituire il vero lavoro sartoriale che l’uomo ha fatto, fa e farà anche in futuro con le proprie mani.
Così Angelo inizia il lavoro di comunicazione, quando Internet era ancora molto poco usato, costoso e lento: seguito dalla moglie, Graziana D’Alconzo, durante il giorno girava dei piccoli video in sartoria, riprendendo tutte le singole fasi della lavorazione, dal disegno dei modelli, il taglio a mano dei tessuti fino alla cucitura a mano delle rifiniture, e di notte li inviava ai clienti più importanti del mondo. Incoraggiato dal suo maestro, Antonio Ribiecco, a realizzare qualcosa di suo proprio nel momento in cui Angelo era meno sostenuto, e il marchio rischiava di essere venduto, la sua convinzione era che proprio questi clienti avrebbero saputo apprezzare un lavoro così curato e realizzato non in una grande azienda, bensì in una piccola bottega del sud Italia, che ha rinunciato a spostarsi nelle grandi aree industriali e commerciali del mondo, per restare invece fedele al territorio.
Partendo dalla consapevolezza che l’artigianato sta scomparendo, grazie al recupero e al restauro delle pratiche e degli utensili artigianali, l’idea di Angelo Inglese è creare direttamente qui in Italia la filiera di grandi imprese artigiane che, insieme, fanno grande il made in Italy.
Mettendo in connessione le vecchie botteghe dei maestri sarti, con le nuove dei designer, Angelo prova a tenere in vita l’artigianato dando l’opportunità ai giovani di imparare un mestiere.
Il marchio creato da Angelo rappresenta tutta la sua vita, così come il centro da cui partire per realizzare le sue idee più grandi: i primi a rispondere positivamente al lavoro di sensibilizzazione su Internet sono stati i clienti giapponesi che iniziarono ad acquistare i capi spinti dalla passione con cui venivano comunicati.
Una volta fidelizzati grazie all’effettiva qualità che constatavano ricevuti i prodotti, hanno cominciato ad organizzare veri e propri “shopping travels” per vedere con i propri occhi con quale arte venivano realizzati i capi che avrebbero indossato.
Famoso divenne l’episodio del premier giapponese, noto cliente della sartoria, a cui capitò di indossare una camicia, che non ebbe successo di critica, e che fu riferita erroneamente al marchio di Angelo Inglese, che nel dimostrare invece poi quali fossero le camicie prodotte dalla propria azienda, ottenne un momento di grande visibilità mediatica, esattamente come poi è accaduto nel caso del principe William d’Inghilterra. Proprio la curiosità che ha destato l’interesse del principe, infatti, rimasto affascinato da una tradizione tramandata di generazione in generazione con tanto amore per il proprio lavoro, ha determinato la sua volontà di farsi confezionare la camicia per il Royal Wedding proprio da Angelo Inglese.
Progetto molto interessante è l’apertura di una scuola di formazione, il cui intento è tramandare l’arte artigiana alle nuove generazioni.
Digitalizzazione, internazionalizzazione, una comunicazione autentica mista alla pura curiosità verso tutti gli strumenti di networking sono stati i punti determinanti del successo di Inglese Abbigliamento: alla luce di questa bellissima escalation, ho avuto il piacere di scambiare qualche opinione con Angelo e queste sono state le risposte ad alcune mie domande.
Cosa significa, oggi, recuperare gli antichi mestieri?
Angelo Inglese e sua madre in sartoria
Parlare di antichi mestieri oggi non significa solo cercare di rinnovare una tradizione artigianale che rischia di andare perduta per sempre, ma anche realizzare una sintesi concreta e contemporanea dell’esperienza secolare dell’ingegno e del lavoro degli uomini, che hanno reso i manufatti e lo stile di vita italiano, celebri in tutto il mondo.
Artigianato e made in Italy: come vivi questo rapporto considerata la panoramica di crisi economica che mette in ginocchio sempre più imprese tipiche italiane?
L’artigiano sarà l’ingegnere del futuro: dovrà acquisire un ruolo sempre più importante e difficilmente sostituibile nello scenario competitivo, sicuramente cercando di aggregarsi ad una filiera, raccontando quello che realizza, affascinando il consumatore.
Personalmente, sto puntando su un percorso di turismo sartoriale: un luogo, un’idea per poter esprimere al meglio il lavoro, la filosofia, i progetti e l’ospitalità. Abbiamo inziato eseguendo un restauro conservativo della nostra futura sede, nel pieno rispetto dei canoni storico-architettonici, risaltando e non alterando gli aspetti naturalistici e paesaggistici del centro storico del nostro paese, inoltre stiamo cercando connessioni con territori simili per caratteristiche a quelli della Puglia, come per esempio la Basilicata.
Cosa significa, dal tuo punto di vista, far eccellere in digitale un’impresa artigiana?
Noi italiani siamo conosciuti nel mondo in maniera generica per la creatività, i tanti prodotti artigianali, lo stile di vita e la cultura dei luoghi.
Attraverso il web, tante piccole e medie aziende, ma anche le piccole botteghe, potrebbero far conoscere il proprio sistema di lavorazione, le proprie peculiarità, il territorio da cui provengono questi manufatti.
Se potessi proporre politiche attive, in che modo aiuteresti l’internazionalizzazione del marchio made in Italy?
Proporrei la promozione dei valori e delle risorse del territorio, mettendo insieme giovani web-marketing e maker, artigiani e piccole imprese. Lanciando continui massaggi e storie imprenditoriali attraverso il web, mettendo a disposizione un pacchetto di servizi e informazioni per presentare i propri prodotti ai mercati internazionali.
Qual è il rapporto della promozione del tuo lavoro e i social network?
Il profilo Instagram di Angelo Inglese
I social hanno un’importanza fondamentale, ci offrono quotidianamente la possibilità di instaurare un dialogo diretto con il mondo, raccontare quello che accade in tempo reale nella nostra sartoria, pubblicare foto di modelli appena realizzati, interagire o ricevere immediatamente apprezzamenti o critiche: un’invenzione fantastica.
Qual è il messaggio che ci tenevi restasse in eredità al TEDxMatera?
Si tratta di un’idea che ebbi circa quindici anni fa, quando presi le redini della sartoria di famiglia e decisi di aprirmi al modo esterno, internazionalizzando questa attività puramente artigianale e tradizionale, usando anche i pochissimi mezzi digitali a disposizione, con l’unico intento: mai trasformare il metodo di lavorazione.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Shimoarikuhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngShimoariku2014-05-26 20:11:042014-05-26 20:11:04Inglese Abbigliamento, quel made in Italy che piace alla Royal Family [CASE HISTORY]
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