Miliardari, Birra e Pizza: i migliori Annunci stampa della Settimana

Ben ritrovati cari pubblivori con la raccolta dei migliori annunci stampa pubblicati questa settimana nei circuiti pubblicitari mondiali! Gustateveli dal primo all’ultimo e diteci quale preferite:

TOP Magazine: Mark Zuckerberg/Bill Gates/Donald Trump

mark zuckerberg sheep

bill gates llama

donald trump owl

Dobbiamo ancora decidere se il suo cognome assomiglia di più ad uno scioglilingua o ad un insulto. Ma sulla sua creatività siamo d’accordo: Surachai Puthikulangkura è un vero genio dell’illustrazione mondiale. Se seguite già da un po’ questa rubrica vi sarete già imbattuti in qualche sua composizione, dato che spesso l’abbiamo inserito nella top 5 settimanale.

In queste print per Top Magazine gli animali in primo piano hanno le fattezze di tre grandi miliardari americani. Nella prossima vita persino Mark Zuckerberg potrebbe diventare una pecora. Il momento per goderti i tuoi soldi è adesso.

Advertising Agency: ALMAPBBDO, Brazil
Art Director: André Sallowicz
Copywriters: Dudu Barcelos, Filipe Medici
Illustrators: Surachai Puthikulangkura, Supachai U-Rairat
Photographer: Surachai Puthikulangkura

Telepizza: Mike/Gaga/Fidel

telepizza mike tyson

telepizza lady gaga

telepizza fidel castro

Un sacco di risate per questa pubblicità per un servizio spagnolo di consegne a domicilio: Telepizza. L’headline recita: Sappi che, se il lavoro prende più tempo di quello che ti aspetti, noi consegniamo pizze fino alle due del mattino. 

Un servizio molto utile per il confessore di Mike Tyson che dovrà ascoltare la lunghissima serie di peccati del controverso pugile americano. Stessa fatica per l’analista di Lady Gaga e per la guardia del corpo di Fidel Castro.

Advertising Agency: Tapsa Y&R, Madrid, Spain
General Creative Directors: Tute Ostiglia, Susana Albuquerque
Creative Directors: Adrián Ríos, Juan Cenóz
Art Directors: Adrián Ríos, Fernando Heredia
Copywriter: Juan Cenóz
Illustrator: Ricardo Martinez

Paladares Magazine: Diner

Forni a microonde, fornelletti e grill con le fattezze di ristoranti all’aperto. Il tutto per pubblicizzare una rivista di ricette veloci.

Ricette per mangiare fuori, senza uscire di casa.

Advertising Agency: DDB, Colombia
Chief Creative Director: Rodrigo Bolivar
Creative Directors: Marco Muñoz, Daniel Calle
Copywriters: Juan David Arboleda, Camilo Monsalve, Federico Giraldo
Art Director: Mauricio Cortés
Account Executive: Hamilton Peña
3D Producer: Jeison Barba

One bag One match: Bag

C’è chi, accaparrata la maglietta del proprio beniamino sportivo la incornicia in casa per mostrarla, come una reliquia, ad amici e parenti. Oppure c’è chi, come 1match1bag.com, decide di riciclare le magliette indossate durante una partita facendole diventare borse.

Efficace è l’idea di capovolgere l’immagine di gioco per introdurre il prodotto, prima e dopo il suo riciclo.

Advertising Agency: Havas, Paris, France
Creative Director: Christophe Coffre
Art Director: Florian Roussel
Copywriter: Guillaume Blanc

Emporio Soares & Souza: Wine/Whisky/Martini

Qui si parla di di birra e lo si fa ironizzando su i concorrenti indiretti Vino e Whisky e sull’atteggiamento e i comportamenti di chi li consuma.

Leggete l’infografica e fatevi 4 risate, e magari una bevuta!

Advertising Agency: Artplan, Brasília, Brazil
Creative Directors: Roberto Vilhena, André Sartorelli
Art Director / Illustrator: Rafael Vecchio
Copywriter: Pedro Vilanova

Messenger obbligatorio e SIM di WhatsApp: Facebook punta al monopolio del mobile

 

Nuove importanti novità per Facebook! La creatura di Mark Zuckerberg non riposa mai e ha fatto parlare di sé, negli scorsi giorni, con due mosse che avranno di certo conseguenze significative sulle nostre abitudini.

Messenger obbligatorio

La prima novità è una di quelle che potrebbero creare del malcontento tra gli utenti della grande F: entro fine aprile diventerà obbligatorio installare Messenger sui propri dispositivi mobili.

Fino ad oggi gli utenti di Facebook hanno potuto scegliere se scambiarsi messaggi privati all’interno dell’applicazione o se scaricare il programma specifico.

La distinzione accontentava due gruppi: coloro che erano ben felici di avere un unico programma su cui far tutto e coloro che invece sono felici solo quando possono scaricare nuove app sul telefono.

Come si spiega allora questa decisione, rapida e senza appello, da parte di Facebook Inc.?

Come dichiarato a Techcrunch, Zuckerberg punta ad offrire “un’esperienza migliore per i propri utenti” nello scambio di messaggi, rendendo la messaggistica privata del proprio social network, più chiara, divertente e veloce.

Quante ore al giorno trascorriamo inviandoci messaggi da cellulare? La società nata ad Harvard vuole che d’ora in poi lo si faccia attraverso i propri canali!

L’idea è che diventi sempre più naturale scriversi con l’app di Facebook, sottraendo quindi utenza, traffico e guadagni ai rivali: il russo Telegram, il cinese WeChat, il coreano KakaoTalk, il giapponese Line e il connazionale Kik.

No, non ci siamo dimenticati del signore incontrastato dei servizi di Messaggistica Istantanea!

Anche WhatsApp potrebbe ovviamente accusare il colpo, ma qui il caso è più complesso, trattandosi di una “questione di famiglia” che si muove su equilibri delicati.

Quel che è certo è che un’importante novità annunciata lo scorso febbraio al Mobile World Congress di Barcellona per il futuro di WhatsApp è diventata un valore aggiunto per il nuovo Messenger: le chiamate VoIP.

Il pulsante “Chiama” renderà ancora più facile avviare conversazioni vocali sfruttando la connessione 3G/4G o il WiFi.

Ci troviamo quindi di fronte a evidenti favoritismi tra i neo-fratellastri Messenger e WhatsApp o si sta studiando una strategia diversa per la società fondata nel 2009 da Jan Koum e Brian Acton?

A giudicare dalla foto qui sotto – che introduce la seconda novità di Facebook – propendiamo per la seconda ipotesi…

SIM di WhatsApp

È notizia di giorni che WhatsApp si sia legata all’operatore tedesco E-Plus, dando vita a una SIM speciale con il logo della celebre cornetta bianca in baloon verde.

Non è ancora ben chiaro se la partnership tra queste due realtà dia vita a un vero servizio MVNO (operatore virtuale di rete mobile), ma rimane un’operazione da osservare attentamente e che si propone al pubblico su due livelli diversi di prezzo:

– lo Starter Kit, a un costo di 10 euro, con altrettanti euro di credito telefonico e possibilità di usare l’applicazione anche a credito esaurito;

– l’opzione WhatsAll, al costo di 10 euro al mese in cambio di 600 crediti. Ogni credito può essere utilizzato per un minuto di chiamata o un SMS o un MB di traffico dati.

Secondo il blog tedesco AndroidNext, WhatsApp è installato sul 90% degli smartphone in Germania, a fronte di 30 milioni di utenti: se ne evince che E-Plus punta in modo deciso ad attrarre a sé i clienti degli altri rivali teutonici.

Sebbene non sia la prima volta che un social network stringe un accordo con un operatore di telefonia (era già successo con il Facebook spagnolo, Tuenti Movil), questo accordo ha del rivoluzionario perché potrebbe essere il primo passo di una trasformazione per WhatsApp: da gestore di messaggistica a carrier (operatore di telefonia).

La Germania come terreno di prova per poi, magari, conquistare l’Europa e il mondo intero.

In attesa di avere riscontri dalla Germania, siamo certi che i rivali di Facebook dormiranno sonni agitati pensando all’eventualità che un domani Messenger e WhatsApp si possano unire per garantire un servizio messaggi + voce quasi da monopolio.

Ecco come Lego ha conquistato il cuore dei consumatori digital [INTERVISTA]

La press room del Festival of Media Global è un’oasi di elettricità, caricabatterie, mentine e dita che battono sulle tastiere dei portatili. Da almeno un’ora c’è un intervistato a monopolizzare il tavolo rotondo, si vede che ama rispondere alle domande sul suo lavoro. Lo fa con quella stessa determinazione e soddisfazione di chi si ritaglia del tempo per costruire qualcosa, mattoncino colorato dopo mattoncino colorato.


Arriva finalmente il mio turno di intervistare Peter Espersen, Head of Global Community Co-creation, Lego. Sono curiosa, da digital immigrant, di capire come una delle esperienze ludiche così importanti per la mia infanzia stia vivendo le sfide e le opportunità del mercato. Dalle tenerissime lettere per aiutare un bimbo di 7 anni a recuperare un pezzo mancante alle incursioni nel mondo mobile, Lego è un brand che porta con sé un’importante legacy – un patrimonio a partire dal quale le componenti di comunità e di co-creazione vanno alimentate.

Le comunità digitali Lego e i driver della co-creazione

Gli ho chiesto innanzitutto chi siano i veri clienti Lego oggi ed è per Peter il giusto innesco per parlare della Lifelong Lego Experience. Una relazione che vive ad esempio di Lego Rebrick – la sponda social dedicata ai fan adulti che desiderano condividere e commentare le proprie creazioni online. Oppure Lego Cuusoo, piattaforma di crowdsourcing dove i fan possono proporre nuovi Lego set che vorrebbero vedere sugli scaffali. I progetti con 10,000 voti vengono presi in considerazione ogni trimestre da Lego che ne sceglie uno da lanciare in revenue sharing con l’ideatore.

La conversazione sullo straordinario consumer service mi fa scoprire uno dei più efficaci slogan aziendali che io abbia mai sentito. Non solo, perché Peter mi rivela il modo più semplice ed efficace di testare costantemente la bontà del servizio clienti. Mi spiega come faccia il brand a contrastare la gratificazione istantanea inseguita dai millennial, ma soprattutto è in grado di dirmi cosa ci sia di più doloroso che calpestare un mattoncino Lego a piedi nudi. Siamo dinanzi ad un brand che resiste con passione alla prova del tempo e continuerà a farlo per generazioni.

Ascolta l’intervista a Peter Espersen, Head of Global Community Co-creation Lego

È in arrivo Arduino tre: cambia lo sviluppo di business in open source

Molto è cambiato da quando nel 2005 prese avvio nei laboratori Olivetti – Telecom di Ivrea il progetto Arduino, la scheda elettronica di piccole dimensioni nata per scopi prototipativi, hobbistici e didattici e ad oggi, praticamente ogni azienda che voglia fare business nella robotica, nell’automazione o nel digital manufacturing, ha bisogno di un esperto di questo dispositivo tutto italiano.

Piccola storia di Arduino

La scheda nacque per fornire agli studenti dei laboratori dell’interection design un dispositivo per il controllo che fosse più economico rispetto a quelli allora disponibili per la prototipazione. La scheda, oltreché di facile utilizzo, permetteva una significativa riduzione dei costi e lo sviluppo continuo da ogni parte del mondo grazie ad una base software open source.

Lo sviluppo del software, nell’era avanti-Arduino, richiedeva un lavoro continuo per sviluppare linguaggi ad hoc per ogni dispositivo che, puntualmente, le aziende “chiudevano” brevettandolo, facendo innalzare i costi e dilatando i tempi di ricerca e sviluppo per ogni nuovo prodotto. Nell’era post Arduino invece è possibile sviluppare nuovi prodotti nei campi più disparati con investimenti davvero minimi.

Le applicazioni business di Arduino

Ecco perché se si vuole operare nella domotica, o si voglia produrre droni o stampanti 3d, se si lavora come operatore nella sicurezza o che si vendano dispositivi per il monitoraggio dell’aria e delle acque bene, non se ne può fare a meno.

Il team di Arduino ha rivoluzionato il mondo della robotica e della prototipazione rapida. Con Arduino è possibile infatti movimentare ad oggi praticamente ogni cosa, proprio grazie alla base software open che, a nove anni dalla sua creazione, dispone di un database vastissimo.

Grazie alla semplicità di questa scheda, costruita in Italia ma copiata ormai in tutto il mondo, chiunque, con un po’ di conoscenze di elettronica, può ambire a creare dispositivi ad hoc per i propri usi, preparando il mondo alla ormai imminente rivoluzione della robotica di massa. Non un mondo di robot umanoidi zerbini come spesso descritto nei film di fantascienza ma un mondo in cui le macchine e la tecnologia servano davvero a migliorare la vita umana.

Arduino sta già invadendo oramai non solo il nostro mondo hobbistico e un po’ nerd ma anche i mercati di tutto il mondo, diventando parte integrante di ogni nuova startup attiva nel settore delle intelligenze artificiali.

Cosa cambierà con Arduino Tre

È stato presentato la scorsa settimana in più località del mondo il nuovo Arduino Tre, che sarà disponibile a breve in 100 esemplari prenotabili a circa 150 Euro.

Rispetto alle altre schede, Arduino Tre è la prima scheda Arduino fabbricata negli Stati Uniti.

Grazie al processore da 1 GHz Sitara AM335x, la potenza di calcolo è 100 volte maggiore rispetto all’ Arduino Leonardo o Uno. Queste performance aprono la strada alle applicazioni Linux più avanzate. Il Processore Sitara permette al Linux Embedded caricato sulla scheda SD di eseguire applicazioni ad alte prestazioni per desktop, algoritmi ad alta intensità di elaborazione e comunicazioni rapide con più dispositivi.

L’Arduino Tre è due Arduino in uno: il processore Sitara più una full AVR basata su Arduino. L’integrazione di AVR Arduino consente ad Arduino Tre di utilizzare l’ecosistema shield esistente in modo che gli innovatori possano espandere Arduino Tre per sviluppare una vasta gamma di applicazioni, dalle “classiche” stampanti 3D, a gateway per l’automazione degli edifici, dalla gestione di illuminazioni alla raccolta dati da sensori in modalità wireless e altre mille sconosciute applicazioni che richiedono un controllo host e più operazioni in tempo reale.

Inoltre, Arduino Tre è il risultato di una stretta collaborazione tra Arduino e la fondazione BeagleBoard.org. Questi pionieri dell’open hardware condividono la passione per l’espansione dello sviluppo open source e quella di rendere la tecnologia accessibile ad artisti, designer e appassionati.

La Arduino Tre dovrebbe essere disponibile nella primavera del 2014.
Un altro passo in avanti dell’umanità è stato fatto.

Instafame, un documentario sulla celebrità da social network [VIDEO]

Instafame, un documentario sulla celebrità da social network [VIDEO]

Nell’era dello spettacolo e dell’immagine, abbiamo a che fare ogni giorno con la celebrità. Star della tv, del cinema, della musica, sono ovunque. Quello a cui siamo abituati da un po’ meno tempo è la celebrità che nasce da quello che condividiamo sui social.

Si parla di micro-fama, micro-celebrità nel documentario Instafame, che ruota attorno alla storia di Shawn Megera, un quindicenne incredibilmente famoso su Instagram, con più di 81mila follower. Instafame si pone come obiettivo proprio comprendere come un teenager si approccia alla fama attraverso una lente (fotografica ma anche sociale) come Instagram.

Instafame, un documentario sulla celebrità da social network [VIDEO]

Instafame, un documentario sulla celebrità da social network [VIDEO]

Il video comprende frammenti di intervista a Shawn così come contributi di studiosi di psicologia, esperti di social media o di editoria, e attraverso i suoi dodici minuti fornisce molti spunti interessanti sul potere che ha raggiunto Instagram nel modo in cui i giovani, e non solo, si presentano al mondo e prendono consapevolezza di sé.

Shawn, ragazzo come tutti, al quale piace uscire con gli amici, giocare a calcio e basket, ascoltare musica, ha iniziato ad usare Instagram circa due anni fa. Ora con gli amici racconta di quanto sia bello essere riconosciuti per strada: il punto, secondo questi ragazzi, non sta nel quanti follower hai, ma in quante persone sanno di te, sanno della tua vita.

Instagram è diventato parte dell’equazione della celebrità, proprio come fare parte di film. Una celebrità raggiungibile da tutti (non a caso nel video si parla di un 31% di teenager tra i 14 e i 18 che dichiarano che un giorno saranno famosi).

I social network hanno creato una nuova modalità di “accettazione” e riconoscimento sociale, che si misura in like, e porta all’autostima e al sentirsi bene con sé stessi. I social sono l’espressione più semplice della nostra natura: creare connessioni, relazioni umane.

Instafame, un documentario sulla celebrità da social network [VIDEO]

Instafame, un documentario sulla celebrità da social network [VIDEO]

E i tanto amati-odiati selfie? Se non trovi un selfie in un profilo, senti di non poterti fidare di quella persona, la cui rappresentazione sociale non può più, ormai, non passare per la rete in formato fotografico.

E come si configura, in questo scenario, il tradizionale amore tra celebrità e fan? Gli esperti parlano di una nuova percezione di amore, “thin love“, che ci porta a dichiarare amore per un amico così come per un oggetto, quando condividiamo qualcosa online.

Quindi, essere Instagram-fanatici significa essere inseguitori di una vuota fama, bisognosi di condividere ogni momento ancor prima di viverlo? Io me lo sono chiesta, ma mi ha molto colpito una frase di Shawn:

“Io sono sempre lo stesso, i miei atteggiamenti non sono cambiati. Se succede questo, devi davvero rivalutare la tua vita, perché questa è davvero solo un’app”.

Cinque azioni di comunicazione vincente di uno startupper

Startup, startup, startup suona come un tormentone e lo è, negli ultimi tempi non si parla d’altro quanto a temi di occupazione giovanile e rilancio dell’economia italiana. Com’è noto si tratta di attività imprenditoriali che devono partire da zero, neonate dell’imprenditoria, talvolta senza nemmeno grandi budget e competenze manageriali e tecniche da organizzare ex novo.

Quali dovrebbero essere, quindi, le caratteristiche di un novello imprenditore e quali sono le azioni di comunicazione necessarie per essere degli startupper vincenti?

Proviamo a ragionarci:
– avere una buona visione d’insieme, di analisi, creatività e intraprendenza
– definire la vision, la mission e i valori aziendali per posizionarsi senza ambiguità nella mente dei consumers
– analizzare le peculiarità e i trend del mercato e dei competitors
– definire le strategie di successo e le risorse essenziali da mettere in atto
– comunicare le suddette in modo chiaro e preciso
– monitorare le attività e migliorarsi acquisendo le informazioni e le stime sempre più accurate che, man mano che il progetto avanza, escono fuori; at least but not last, tra le soft skills, saper gestire un team di progetto sono le competenze minime necessarie per un startupper di successo.

Quanto alla comunicazione, “viralizzare” una startup è diventato condicio sine qua non. Oggigiorno la capacità di fare rete e networking è probabilmente uno dei fattori imprenditoriali più significativi. Creare una rete di contatti e prevedere strategie di social media marketing permette alle startup di entrare in contatto con potenziali investitori, manager e customers, allestire una vetrina dai colori internazionali e curare la brand image relativamente a basso costo.

Il modo in cui le neoimprese possano concretamente trarre vantaggi da questi canali di comunicazione lo definisce in pochi passi uno studio condotto da Udemy che ha analizzato le strategie di social media marketing delle startup, di cui riportiamo sotto l’infografica.

1. Launch costruire una launch page avvalendosi di applicazioni come LaunchRock (online e gratuita) è utile proprio per creare pagine di pre-lancio del progetto/evento via web.

2. Distribution posizionarsi sui social network si, ma non lasciando nulla al caso. I contenuti devono essere sempre curati, aggiornati e attrattivi perché i followers non si dimentichino di voi nel tempo di un click.

3. Influencer: occhio ai blogger e twitterers: se loro riterranno interessante il prodotto e/o servizio ne parleranno bene, garantendo una vasta visibilità.

4. Feedback: prestare attenzione ai feedback non è una minaccia ma un obiettivo! Ciò aiuterà sia a monitorare la reputazione del brand che ad ottenere una migliore ottimizzazione.

5. Buzz to bucks: il miglior modo per monetizzare il buzz sui social? rintracciarne i percorsi, ovvero la logica che sottende ai comportamenti degli habitué dei social network e allinearsi.

Potete vedere l’originale su Udemy.com.
Questi sono solo alcuni consigli, voi quali tecniche utilizzate invece per la comunicazione della vostra startup?

App of the Week: trova con l'app AVPN la vera pizza napoletana

Sapevate che la ricetta della pizza risale alla fine del ’700? In mezzo a tante rivisitazioni che potete assaggiare in ogni parte del mondo, a Napoli hanno pensato bene di preservarne la tradizione: per questo motivo è nata l’Associazione Verace Pizza Napoletana (Avpn).

Per il suo trentesimo compleanno Avpn, oltre a celebrarlo con l’evento Pizza Festival, dal 27 al 30 maggio 2014, ha scelto di diventare smart lanciando la sua prima applicazione per smartphone, AVPN!

Alla ricerca della vera pizza napoletana

C’è a chi piace sottile, a chi spessa; chi la vuole croccante e chi meno cotta; chi la ordina solo Margherita e chi chiede le varianti più assurde: eppure la ricetta originale della pizza napoletana è unica e i suoi ingredienti devono essere preferibilmente campane, ovviamente!

Eppure non è corretto dire che la vera pizza napoletana si mangia solo a Napoli, anzi! Grazie infatti all’app AVPN sarà ancora più facile trovare la migliore pizza napoletana nel resto d’Italia e addirittura.

L’app infatti permette di riconoscerla: contiene infatti una sezione con le dieci regole per identificare la vera pizza napoletana dagli ingredienti alla cottura fino al profumo e al valore energetico. Però, se si preferisce “andare a colpo sicuro” l’app geolocalizza gli esercizi (dunque le pizzerie) degli associati dell’Avpn. 

Il servizio di geolocalizzazione consente infatti di cercare le pizzerie certificate nelle diverse città oppure di fare una ricerca specifica. Ogni associato ha una scheda dove sono inseriti i dati di ciascun locale e una breve descrizione dello stesso e al percorso più breve per raggiungerlo.

L’app tiene anche aggiornati gli appassionati di enograstronomia sulle novità proposte dall’Associazione Verace Pizza Napoletana con notizie dal mondo Vera Pizza, oltre a fornire informazioni sui corsi professionali che l’associazione organizza a Napoli e sui fornitori.

 Scatta la foto della Vera Pizza Napoletana!

L’Avpn ha scelto però di celebrareil suo compleanno anche con un’altra iniziativa “smart”: il Vera Pizza Napoletana Photo Awards, un concorso fotografico che ha come tema proprio la pizza. Il concorso nasce appunto in occasione del PizzaFestival, un percorso di festeggiamenti che coinvolgerà tutti i continenti e che vedrà il suo cuore a Napoli.

I partecipanti potranno quindi fare fotografie che rappresentino liberamente la vera pizza napoletana, le fasi del processo produttivo o anche l’ambientazione di una pizzeria che rispetta il Disciplinare internazionale AVPN. Ovviamente le foto potranno essere scattate sia con macchina fotografica che con smartphone e tablet!

Le foto (3 al massimo) si dovranno poi inviare, entro il 30 aprile, nelle modalità indicate sul sito PizzaFestival.

Sarà la votazione popolare sul web a selezionare le migliori foto che passeranno poi al vaglio di una giuria di fotografi professionisti guidata da Vittorio Sciosia.

Le foto partecipanti saranno infine esposte in un Mostra Fotografica dal 27 al 30 maggio, nei giorni appunto del PizzaFestival. 

Non vi è già venuta l’acquolina in bocca con tutto questo parlar di pizza? Bene, allora scaricate l’app, disponibile su iOS a questo link e per Android qui. Buon appetito!

Decisyon annuncia il secondo finanziamento di 22 milioni di dollari


La startup di Latina Decisyon ha appena annunciato, l’11 Aprile, il secondo investimento di 22 milioni di dollari da parte di Catalyst Investor. E’ il più alto investimento arrivato da oltreoceano a un’azienda italiana negli ultimi 15 anni.

Qualche mese fa avevamo instervistato Franco Petrucci, Founder e CTO di Decisyon, per farci raccontare come era riuscito a portare l’azienda di decision making nei mercati internazionali e a ottenere il primo investimento di 15 milioni di dollari, nel 2012.

Oggi raccontiamo il passo successivo dell’azienda di Latina: quello che l’ha portata a ottenere un secondo investimento record dalla società di growth equity Catalyst Investors.

Come sarà utilizzato l’investimento

L’aumento di capitale consentirà la continua crescita di Decisyon a livello mondiale; inoltre, permetterà l’assunzione di ulteriore personale negli Stati Uniti e la rapida crescita delle attività di marketing e di vendita in Europa insieme ai prossimi step di sviluppo delle soluzioni dell’azienda.

“Il finanziamento e il supporto fornito da Catalyst Investors accelereranno il nostro lavoro per trasformare l’industria della Business Intelligence e fornire ai team dei nostri clienti efficaci capacità di collaborative decision-making ed execution”, afferma Ron Rose, CEO di Decisyon.

“Questo round di investimento è una forte affermazione della capacità globale di Decisyon di fornire valore alle grandi aziende che sono nostri clienti e partner, e ci permette di continuare la rapida espansione in US e in Europa”, aggiunge Franco Petrucci, Founder e CTO di Decisyon.


Le ragioni del successo di Decisyon

Decisyon è l’unico fornitore del settore che offre una piattaforma collaborativa che unisce business intelligence (BI) e performance management.

Decisyon ha sviluppato anche Decisyon/Plant, una soluzione di business intelligence per il settore manifatturiero, e Decisyon/Engage, una soluzione SaaS di Social CRM.

L’architettura ibrida unificata alla base di tutte le soluzioni offre alle aziende clienti e ai partner tutta la flessibilità di sviluppare soluzioni direttamente presso il cliente o sul cloud. L’architettura fornisce anche un pieno supporto in mobilità attraverso HTML5, che include collaborazione, data entry e processi di esecuzione.

“Con una soluzione intuitiva e fondata a livello aziendale sulla base di un’autentica struttura di collaborazione, Decisyon fornisce alla sua ormai consolidata base clienti migliorate capacità di decision making e consistenti ritorni sugli investimenti.” afferma Todd Clapp, partner di Catalyst Investors. “Non vediamo l’ora di collaborare con il management di Decisyon e iniziare questa nuova fase di crescita”.


Le ultime novità della startup di Latina: Decisyon 360

In Gennaio l’azienda ha lanciato in Europa e negli Stati Uniti Decisyon 360 e in Febbraio è stata riconosciuta da Gartner, Inc. come uno dei “Vendor Interessanti” nel suo report dedicato al Quadrante Magico per le piattaforme di Business Intelligence e Analitycs 2014.

L’innovativa piattaforma collaborativa che unisce Business Intelligence e Performance Management permette lo sviluppo rapido e code-free di operazioni di Business Intelligence e la pianificazione di soluzioni che forniscono un provato valore aggiunto.

Le soluzioni fornite da Decisyon 360 vengono implementate in un arco temporale e con costi tali che tengano conto degli precedenti approcci richiedenti invece multipli prodotti e codifiche personalizzate. I clienti si accorgono velocemente dei miglioramenti del ROI sia dal punto di vista monetario che dei processi, miglioramenti che impattano direttamente e positivamente i profitti.

Nissan omaggia i clienti con una replica 3D della vecchia auto

Nissan omaggia i clienti con un ritratto 3D della vecchia auto

Ci siamo passati, o ci passeremo, tutti: per quanto diroccata e malfunzionante possa essere la nostra auto, il momento di dirle addio per sempre è comunque un po’ triste. Nissan lo sa, e come parte integrante della campagna per il suo 80esimo anniversario, ha avviato un’iniziativa in Giappone dedicata ai suoi clienti.

Ad alcuni proprietari di una Nissan, infatti, l’azienda ha regalato una stampa 3D della loro stessa auto assieme ai propri cari, coloro cioè che hanno vissuto momenti importanti a bordo di quelle quattro ruote.

Ora tutti coloro che entro il 31 agosto condivideranno su Facebook o Linkedin la loro “storia d’amore” con la propria Nissan avranno la possibilità di vincere una mini replica 3D delle loro automobili, con una versione in miniatura di se stessi.

Per lanciare l’iniziativa Nissan ha creato uno coinvolgente storytelling: protagonista una giovane ragazza che saluta la famiglia e la sua città natale per trasferirsi a Tokio e iniziare la sua carriera.

Nissan omaggia i clienti con un ritratto 3D della vecchia auto

Nissan omaggia i clienti con un ritratto 3D della vecchia auto

Nissan omaggia i clienti con un ritratto 3D della vecchia auto

Anche Olay contro gli stereotipi sulla bellezza femminile [VIDEO]

Anche Olay contro gli stereotipi sulla bellezza femminile

Vi ricorderete sicuramente della campagna #whipit, che pochi mesi fa Pantene ha lanciato sul web e di cui ci parlò la nostra Nunzia Falco Simeone. Oggi un’altro brand cosmetico di P&G, ancora in Asia, torna a focalizzare la sua comunicazione sugli stereotipi che riguardano le donne e il loro corpo. Stiamo parlando di Olay (commercializzata in Italia come Oil of Olaz) e della campagna Don’t hold back your beauty | #BestBeautiful.

Se a contrapporsi nello spot di Pantene erano le etichette affibbiate a uomini e donne (per cui, ad esempio, laddove un uomo viene definito pulito, una donna è percepita come vanitosa), qui la narrazione si concentra esclusivamente su soggetti femminili e sul diritto di sentirsi belle e a proprio agio, senza paura di pregiudizi in società o in ufficio.

A fare da “grillo parlante” nello spot sono gli alter ego delle stesse protagoniste, simbolo di un profondo radicamento di certe percezioni: come leggiamo in coda la video “in Thailandia 3 donne su 4 temono di essere giudicate perché cercano di sentirsi belle” sul luogo di lavoro, o quando superano una certa età.

Anche Olay contro gli stereotipi sulla bellezza femminile [VIDEO]

Anche Olay contro gli stereotipi sulla bellezza femminile [VIDEO]

Anche Olay contro gli stereotipi sulla bellezza femminile [VIDEO]

Anche Olay contro gli stereotipi sulla bellezza femminile [VIDEO]

Anche Olay contro gli stereotipi sulla bellezza femminile [VIDEO]

Anche Olay contro gli stereotipi sulla bellezza femminile [VIDEO]

Alla donne Olay rivolge questa ultima campagna, con un messaggio inevitabilmente ingaggiante: non trattenetevi dall’essere al massimo della vostra bellezza.

Cosa ne pensate della direzione che P&G sta intraprendendo nella comunicazione dei suoi brand di cosmesi?