Blogger Mafia: smascherato il clan dei fashion blogger

Fuse

I social network, armi vincenti poiché strumenti cristallini capaci di dimostrare la veritiera affezione dei seguaci, sono stati colpiti dall’impatto di organizzazioni “mafiose”: la Blogger Mafia.

Difatti qualche giorno fa alcuni fashion blogger sono stati incolpati di aver creato gruppi segreti su Facebook, attivi nella missione di aumentare di credibilità e, di conseguenza, profitti. L’accusa è che, grazie ad accordi prestabiliti e monitoraggio degli spam reciproci, il gruppo garantisce uno scambio di attenzioni procurando visibilità e notorietà a post, gruppi e fanpage che altrimenti sarebbero condizionati dal parere democratico degli utenti.

Tutto ciò è rimasto ignoto fino a qualche giorno fa, quando una giovane ex-blogger iscritta al gruppo Blogger and The City si è ‘pentita’ e sul blog truffafashionblogger, aperto appositamente, ha mostrato le testimonianze dell’imbroglio, correlate da nomi, cognomi e link dei ‘colpevoli’.

Cosa ci siamo inventati? Un gruppo segreto su Facebook dal nome Blogger and The City. Anche io ci facevo parte, ma non essendo servile ai loro comandi…mi hanno bannato.

Scopo del gruppo? Molto semplice scambio di Mi Piace e commenti tra gli appartenenti al gruppo.
Ogni volta che ognuno dei blogger pubblica un post gli altri devono cliccare Mi Piace e lasciare un commento. Occorre farlo anche in un determinato tempo altrimenti si rischia penalizzazione da parte degli amministratori (leggete i discorsi per capire). Ma vi posso garantire che a nessuno interessa il post di un altro…anzi!

Risultato? Agli occhi dei brand, così come dei poveri uffici stampa, sembriamo seguitissimi e commentatissimi…mentre la realtà è altra. UNA REALTà TRISTISSIMA. Un inutile e misero scambio nonché una vera e propria truffa. Si truffa…perché i brand e gli uffici stampa pagano per averci e per affidarci la comunicazione.

Si tratta, quindi, di una vera e propria ‘organizzazione che, in orari precisi e con doveri di partecipazione ben definiti, ha come unico scopo commentare, cliccare e condividere reciprocamente contenuti, al di là di un vero coinvolgimento e interesse.

Nella confessione della ‘pentita’ emergono anche i nomi di addetti ai lavori riconosciuti, persone sulle quali note aziende della moda italiana investono grandi somme.

L’accusa si accentua quando la blogger invita gli uffici stampa a fare attenzione poiché investono grandi somme su PR 2.0, certi di affidare il loro lavoro in mani sicure e interessate mentre rischiano di essere in balia di blogger che si affidano al gioco forza per far emergere i contenuti e risaltare il proprio livello professionale.

Scandalo o no, tattica o strategia, qualcosa di vero ci sarà se  l’articolo è sparito nel giro di poche ore, ma nel web non si può non lasciare traccia…

La domanda che ci poniamo è quindi questa: quanto ci si può fidare della reputazione di qualcuno sul web? quanti fan di una pagina sono davvero fan? E quindi, come si può stabilire un metro di giudizio sul successo su un blog, una fanpage o un qualsiasi account social?

Dopo la riflessione sui finti follower, arriva un’altra ‘accusa’ che mette in discussione la credibilità sui social network. Quale sarà il prossimo scandalo?

Smileball, il flipper che si gioca usando il sorriso [VIDEO]

Smileball: un sorriso non costa nulla e fa bene alla salute! È questo il leit motiv della campagna ideata a Zurigo.

L’obiettivo principale è promuovere alcuni comportamenti e stili di vita che favoriscono il nostro benessere. Sorridere, si sa, fa bene alla nostra salute e il suo essere contagioso fa star bene anche agli altri.

Ecco cosa si sono inventati i creativi dell’Advertising Agency Webguerrillas: il primo flipper che è controllato dal sorriso. È possibile giocare anche online con il mitico gioco tanto in voga negli anni Ottanta e Novanta entrando sul sito dedicato e in questo modo ci si può esercitare a sorridere di più.

Può essere considerata come un’ottima soluzione per tenere sotto controllo la rabbia e preservando la nostra salute, oltre che rendere migliori le giornate di chi ci sta accanto.

La campagna è stata ideata per KPT, una compagnia di assicurazioni sanitarie svizzera, che ha pensato di parlare di benessere e wellness con un tono unconventional: un modo semplice e giocoso, invitandoci a sorridere di più per stare meglio.

Oltre a scoprire come è stato realizzato questo straordinario e unico flipper, le reazioni di chi ha potuto sperimentare personalmente questo gioco, contagiando i passanti!

Sorridere non ci costa niente e fa anche bene alla salute!

Realtà aumentata e Streetwear: il marchio Gold vince agli Auggie Awards

Realtà aumentata e Streetwear: il marchio Gold vince agli Auggie Awards

Realtà aumentata e Streetwear: il marchio Gold vince agli Auggie Awards

La campagna di marketing ideata da Omar Rashid (direttore della casa di streetwear Gold di Firenze) e Giovanni Landi (developer di applicazioni in AR) ha strabiliato la giuria degli Auggie Awards e si è aggiudicata il primo premio per il 2013.

Davanti ai grandi dello sviluppo e della ricerca in ambito di App e innovazione, si sono piazzati proprio loro due, dando lustro e visibilità a questo marchio di moda italiano. È bastato, se così si può dire, dare vita al logo della Gold, creandone una App e sparpagliando per i luoghi più underground di Firenze un semplice sticker.

Essere premiati, poi da Will Wright, inventore di Sim City e dei Sims è stato ancor più emozionante per Giovanni ed Omar e l’idea che Gold AR fosse il più “renegade” dei concorrenti è ancor più sbalorditivo ed entusiasmante (basti pensare che i loro diretti avversari erano Pepsi e Ikea!).

Alla base di tutto c’è l’attivita di guerrilla marketing: l’applicazione, sviluppata da Giovanni Landi, consentiva di inquadrare con lo smartphone gli speciali adesivi piazzati in giro per Firenze ed accedere così alla realtà aumentata e ad un gioco che permetteva di sbloccare gli sconti nei negozi Gold.

L’applicazione è stata presentata nella sua forma completa in occasione della 84° edizione di Pitti Immagine Uomo.

Ma qual è il prossimo asso nella manica di Giovanni e Omar? Magari dare nuova vita a questi sticker e ideare nuove App giocabili che trasportino gli user in una nuova dimensione, sbloccando sempre più livelli per ottenere promozioni e gadget legati al marchio che sta facendo impazzire writers, skaters e parkouristi di tutto il mondo!

Intanto godiamoci il video della premiazione e l’espressione ancora attonita di Giovanni sul palco degli Auggie Awards! Complimenti ragazzi!

The New York Subway Signs Experiment: bando alla noia in metro [VIDEO]

The New York Subway Signs Experiment: bando alla noia in metro [VIDEO]

Si dice che le idee più brillanti e creative nascano mentre stiamo pensando a tutt’altro e stiamo compiendo azioni automatiche e routinarie. Più o meno quello che è successo con “The New York Subway Signs Experiment“, anche se l’elemento fantasioso è stato gentilmente offerto da menti altrui 🙂 Stiamo parlando di conducenti potenzialmente annoiatissimi e giovani creativi che vogliono invece rendere più divertente la giornata lavorativa dei primi.

Chi tra voi Ninja è stato nella Grande Mela forse avrà notato quelle barre bianche e nere che si trovano in ogni fermata della metro. Sapete che funzione hanno? Non appena il treno si ferma in stazione, tutti i conducenti devono puntare il dito verso quelle barre, per dimostrare che la loro soglia di attenzione è ancora alta. Eh sì, è un lavoro terribilmente tedioso, ma che richiede tanta diligenza!

Per portare un pò di brio nelle giornate di questi lavoratori, Rose Sacktor e Yosef Lerner, due studenti della Miami AD School, hanno pensato di aggiungere qualche nuovo cartello. Una segnaletica decisamente più ironica, fatta di “Punta il dito qui se sei terribilmente sexy“, “se non stai indossando i pantaloni” oppure “se hai mai visto un passeggero nudo“.

The New York Subway Signs Experiment: bando alla noia in metro [VIDEO]

The New York Subway Signs Experiment: bando alla noia in metro [VIDEO]

The New York Subway Signs Experiment: bando alla noia in metro [VIDEO]

The New York Subway Signs Experiment: bando alla noia in metro [VIDEO]

Ecco qui il video:

LIA Awards 2013, ecco i vincitori dell'advertising creativo

I London International Awards, noti anche come LIA Awards, nascono nel 1985 con l’intento di premiare i migliori prodotti creativi delle principali agenzie del mondo. Rappresentano l’occasione ideale per socializzare con colleghi e personaggi del mondo dell’advertising in modo tale da mettere a confronto le strategie creative più interessanti.

La Cerimonia di Premiazione si è tenuta il 4 novembre a Las Vegas. I vincitori sono tantissimi così come le categorie: Billboard, Design, Digital, Integration, Music – Video, Non-traditional, Package Design, Poster, Print, Radio, The NEW, Tv/Cinema/Online Film, Tv/Cinema/Online Film – Music & Sound, Tv/Cinema/Online Film – Production. Senza considerare i Grand LIA e gli Awards of the Year.

Uno dei progetti più interessanti riguarda le Creative Conversations, un programma lanciato nel 2012 da LIA e che si rivolge ai giovani creativi. Gli Awards si propongono di riconoscere le idee migliori e innovative per ampliare il settore ed offrire nuovi suggerimenti per ruoli professionali per le agenzie creative. Non vi è alcun limite alla creatività. La giuria è composta da più di 100 esperti delle agenzie creative, aziende di comunicazione e tecnologia.

Vi presentiamo alcuni dei più interessanti geni creativi di questa edizione che hanno ricevuto i GOLDEN AWARDS.

Billboard

I vincitori della Categoria Billboard sono: Ogilvy Paris per la campagna di IBM “Smart Cities”; Mayo Draftfcb per The University of Engineering and Technology con la campagna “Potable Water Generator” e DDB New York per il NYC Ballet con la campagna “Les Ballets de Faile – Art Series”.

IBM e Ogilvy 

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Advertising Agency: Ogilvy Paris, Paris
Chief Creative Officer: Chris Garbutt
Executive Creative Director: Susan Westre
Creative Director: Ginevra Capece
Copywriters: Lauren Elkins, Andrew Mellen
Art Directors: Daniel Diego Lincoln, Chris Rowson
Photographer: Bruno Bicalho Carvalhaes

Le idee semplici possono cambiare il mondo. La vita nelle città può diventare migliore. IBM è stata veramente “smart”.

UTEC e l’acqua potabile

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UTEC, L’Università di Ingegneria e Tecnologia, crede che il mondo possa essere cambiato attraverso l’ingegneria. Tutto inizia a Lima in cui nasce il primo Billboard al mondo capace di produrre acqua potabile.

Client Account Director: Jessica Ruas
Agency Account Director: Ines Lertora
Agency: Mayo Draftfcb, Lima
Chief Creative Officer: Humberto Polar
Creative Directors: Alejandro Aponte, Juan Donalisio
Copywriter: Alejandro Aponte
Art Director: Juan Donalisio

Design

I vincitori per la Categoria Design sono: Serviceplan di Monaco per Auchan con “The selfscan report”; The Mill di Londra per YDA con “YDA Title Sequence”;  Hakuhodo Inc. di Tokyo per ad:tech tokyo 2012 con la “Magnetic World Campaign”, “Magnetic World 2″, ” Magnetic World 3″; McCann Melbourne per Metro Trains con “Dumb Ways To Die”; Leo Burnett Toronto per Rooster Post Production con “Calendar of Large Cocks”; Ogilvy & Mather Colombia per Coca-Cola con “Real Ice Cold Coca-Cola”; Leo Burnett Tailor Made di São Paulo per Hemoba con “My Blood is Red and Black” e per FIAT con la campagna “F”, “N”, ” R”, ” L”, ” Z”.

Coca Cola

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Agency: Ogilvy & Mather Colombia , Bogotá
Global Chief Creative Officer: Thai Khai Meng
Chief Creative Officer: John Raul Forero
Executive Creative Directors: Juan Pablo Alvarez, Mauricio Guerrero
Creative Directors: Ivan Rivera, Camilo Ruano
Copywriters: Ivan Rivera, John Raul Forero
Art Directors: Camilo Ruano, Mario Virgüez, Fernando Parra, Manuel Alvarez
Photographer: Dario Mora

FIAT

lia_awards_ninja

Agency: Leo Burnett Tailor Made, São Paulo
Chief Creative Officer: Marcelo Reis
Executive Creative Director: Guilherme Jahara
Copywriters: Marcelo Henriques, Paulo Henrique Gomes
Art Director: Tiago Valadão
Illustrator: Tiago Valadão

Digital

I vincitori per la Categoria Digital sono: McCann Melbourne per Metro Trains; Anomaly di Toronto per Budweiser con “Budweiser Red Lights“; DDB DM9JaymeSyfu/Digit di Makati City per Smart Public Affairs con “TXTBKS”; Draftfcb New Zealand di Auckland per SPCA – Pet Adoption con “Driving Dogs“; Åkestam Holst di Stoccolma per Swebus con “The Train Switch”.

Swebus

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Agency Account Director: Magnus Hamberg
Planner: Patrik Karlsson
Agency: Åkestam Holst
Creative Director: Andreas Ullenius
Copywriter: Adam Reuterskiöld
Art Director: Fredrik Josefsson
Production Manager: Bella Lagerquist
Graphic Designers: Olov Öqvist, Jens Broman
Digital Production Company: State Interactive
Interactive Producer: Johan Eklund

Integration

Per la categoria Integration vincono McCann Melbourne per Metro Trains con “Dumb Ways to Die” e l’agenzia Ogilvy Brasil di Sao Paulo trionfa con ben due campagne, una per Dove con “Real Beauty Sketches” e per Sport Club Recife con “Immortal Fans”.

Dove

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Agency: Ogilvy Brasil, Sao Paulo
Chief Creative Officer: Anselmo Ramos
Executive Creative Directors: Roberto Fernandez, Paco Conde
Copywriter: Hugo Veiga
Art Director: Diego Machado
Executive Agency Producer: Fabiano Beraldo
Agency Producers: Veronica Beach, Renata Neumann, Libby Fine, Wagner Gomes
Creative Technologist: Juscelino Vieira
Photographer: Ed David
Illustrator: Gil Zamora

Music – Video

I vincitori per la Categoria Music Video sono: Great Guns di Londra per Neft Vodka con il provocatorio video “Bad Motherfucker”; Gent and Son di Santa Monica per Joel Compass con “Back To Me”; Smith and Jones Films di Londra per Lullaby con “Start Again” e Gent and Son di Santa Monica per Laura Welsh con “Cold Front”.

Neft Vodka

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Production Company: Great Guns, London
Director: Ilya Naishuller
Executive Producers: Ekaterina Kononenko, Ilya Naishuller
Producer: Igor Polishuk
Director of Photography: Sergey Valyaev
Editor: Ilya Naishuller
Sound Designers: Rostislav Kaptur, Dmitry Evgrafov
Music Performed By: Biting Elbows

Non – Traditional

I  vincitori della Categoria Non Traditional sono tantissimi, tra essi possiamo citare:  Leo Burnett di Sydney per Coca-Cola con “Small World Machines”; Cheil Worldwide di Seoul per Samsung Life Insurance con “Bridge of Life”; Ogilvy Beijing per PETA con “Fur Hurts”; DDB New YorK per Water is Life con “Hashtag Killer” e Publicis Italy di Milano per Heineken con “The Candidate”.

Heineken – The Candidate

Imperdibile.

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Agency: Publicis Italy , Milan
Creative Directors: Bruno Bertelli, Cristiana Boccassini
Copywriter: Michele Picci
Art Director: Marco Viganò
Executive Agency Producer: Mariella Maiorano
Graphic Designer: Santi Urso
Production Company: State 31
Executive Producer: Rogier Sol
Producer: Sara Nix

Package Design

Il vincitore della categoria Package Design è: Ogilvy Paris per Coca-Cola con “The Sharing Can”

Coca Cola – The Sharing Can

Poster

La medaglia d’oro per la Categoria Poster va a AMVBBDO London per il Museo dell’Infanzia.

Corporate Name of Client: V&A Museum of Childhood
Executive Creative Director: Paul Brazier
Copywriter: Mark Fairbanks
Art Director: Thiago de Moraes
Art Buyer: Kirstie JohnstoneE
Illustrators: Lesley Barnes, LouLou & Tummie, Till Haffenbrack

Print

I vincitori della Categoria Print sono: Ogilvy Brasil per Dove con “Florence”, “Kela”, ” Melinda”, ” Jenise”,” Lani”; Publicis Singapore per Crisis Relief con “War”, “Earthquake”, ” Flood”; Y&R Dubai per Harvey Nichols Dubai con “Maximum Impact”.

Harvey Nichols Dubai

Agency: Y&R Dubai , Dubai
Chief Creative Officer: Shahir Zag
Creative Directors: Shahir Zag, Kalpesh Patankar
Copywriter: Shahir Zag
Art Director: Kalpesh Patankar
Agency Producer: Amin Soltani
Photographers: Surachai Puthikulangkura, Kitidej Rattanasuvansri
Illustration Company: Illusion , Bangkok
Illustrators: Surachai Puthikulangkura, Supachai U-Rairat
Photography Studio: Illusion
Illusion Producers: Somsak Pairew, Anotai Panmongkol

Radio

Tra i vincitori della Categoria Radio ricordiamo:  Kolle Rebbe di Amburgo per Deutsche Lufthansa Intercontinental Flights con “The Poetry Of The USA” e “The Poetry Of Asia”; Ogilvy & Mather di Londra per Dove Brand con “Big Smacking Kiss” e DDB Canada per il Toronto Jewish Film Festival con “Clogged”.

The NEW

I vincitori della Categoria The New sono: JWT Cairo per Vodafone con “Fakka”; Forsman & Bodenfors per E.ON con “Sweden’s Largest Energy Saving Experiment” e AgenciaClick Isobar di São Paulo per SKY Brasil con “SKY REC”.

Vodafone

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Agency: JWT, Cairo
Chief Creative Officer: Ramsey Naja
Associate Creative Directors: Sameh George, Youssef Gadallah
Production Company: ASAP , Cairo
Director: Mariam Abu Ouf
Producer: Khaled Zaki
Art Directors: Baher Raouf, Rami El Kerdani

TV/Cinema/Online Film

“Whatever’s Comfortable~ Beach”

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Agency: Wieden+Kennedy New York , New York
Executive Creative Directors: Scott Vitrone, Ian Reichenthal
Creative Directors: Scott Vitrone, Ian Reichenthal
Copywriter: Nick Kaplan
Art Director: Jeff Dryer

TV/Cinema/Online Film
Music & Sound

Nike – Parallel Journeys

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Agency: JWT , Bangalore
Executive Creative Director: Senthil Kumar
Copywriter: Senthil Kumar
Agency Producers: Anupama Ahluwalia, Parimala George
Production Company: Ramesh Deo Production , Mumbai

TV/Cinema/Online Film
Production|Post Production

Toccante e fortissimo uno dei vincitori di questa Categoria. Si tratta di “98% Human” per Peta opera dell’agenzia creativa BBDO di New York.

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Agency: BBDO New York
Chief Creative Officer: David Lubars
Executive Creative Director: Toygar Bazarkaya
Associate Creative Directors: Daniel Aykurt, Alessandro Fruscella
Copywriter: Alessandro Fruscella
Art Director: Daniel Aykurt
Executive Agency Producer: Brian Mitchell
VFX Company: The Mill

 

Startup in Italia, capitali e formazione per finanziare l'eccellenza

Il primo passo è il capitale. Senza un adeguato finanziamento nessuna azienda, per quanto innovativa, può sviluppare progetti o ambire ad a guadagnare fette di mercato già sfruttate da competitors affermati. A maggior ragione una startup, che fondamentalmente basa le sue visioni di crescita iniziale sul contributo di incubatori e business angel, ha necessariamente bisogno di una iniezione di moneta liquida per trasformare l’idea  geniale in un concreto business.

Da idea geniale a startup vincente

La percezione diffusa è che, grazie a internet, qualsiasi “buona idea” adeguatamente supportata dagli investitori, possa trasformarsi da progetto a realtà di successo, tendenzialmente a livello globale. Questa visione di un nuovo mondo lavorativo in cui ognuno è artefice del proprio successo grazie all’idea giusta al momento giusto, dipende certamente anche dalla crisi che investe il mercato del lavoro attuale, creando tanta confusione su quali siano le reali possibilità di sviluppo di un progetto e, in molti casi, false aspettative in chi idea e propone.

 

 

I traguardi da raggiungere non sono un rapido successo economico e una grande popolarità a discapito di competenze e preparazione, già sminuite dall’effetto Zuckerberg, ma è necessario tendere alla creazione di un sistema sostenibile che produca nuove possibilità di lavoro innovando e proponendo modelli di riferimento totalmente nuovi, in linea con lo sviluppo delle tecnologie disponibili.

La startup è una nuova impresa o una affermazione dell’effetto Zuckerberg?

Come in qualsiasi tipo di mercato, non tutte le idee sono vincenti. Il peggior risultato di una non chiarissima comprensione dell’utilità del finanziamento esterno, è quello di “parcheggiare” i centinaia di giovani che riempiono gli incubatori in attesa di una sperata affermazione globale a livello economico.

Il cambio di prospettiva è puramente concettuale: la parolina magica “startup” non è altro che un modo diverso, più web-friendly di chiamare una nuova impresa o, per estensione, una azione di imprenditoria giovanile. E allora tutta una serie di parametri essenziali al funzionamento basico di una azienda, a qualsiasi livello, non viene affatto considerata: una startup (o nuova impresa, meglio) ha esattamente le stesse problematiche e necessità di qualunque altro intento commerciale: rapporti con i clienti e i fornitori, investimenti necessari, tasse ed esigenza di accesso a un credito veloce.

Il nuovo e il vecchio della new economy

Assistiamo invece ad un fenomeno simile alla crisi della new economy durante i primi anni del 2000, quando le quotazioni delle startup della Silicon Valley aumentarono in maniera incontrollabile, purché fossero legate al mondo di internet  e delle nuove tecnologie. Lo scoppio di questa “bolla speculativa” nell’era delle aziende “dot.com” innescò la caduta delle quotazioni a seguito di un crollo dell’indice Nasdaq, che contribuì a rendere il mercato decisamente più realistico e lontano dall’isola felice del web.

Anche oggi, aziende che non producono utili e, a volte, non hanno nemmeno un fatturato, vengono valutate miliardi di dollari, e fanno da traino a tutta una serie di imprenditori improvvisati che vedono in questo modello di sviluppo una sorta di soluzione alla disoccupazione giovanile. Far funzionare una azienda, che sia innovativa o meno, richiede molte competenze specifiche e generiche, una accurata disposizione delle risorse, una corretta visione del mercato e un’ottima capacità di gestione aziendale. Che queste vengano acquisite con l’esperienza, con lo studio o siano piuttosto frutto di un talento innato poco importa, sono necessarie quanto, se non oltre, una grossa infusione di capitali.

 

 

Sembra che il mercato vero di riferimento siano proprio le startup e gli startuppers. Eventi, incontri, tavole rotonde e dibattiti e ancora professori, corsi a pagamento, docenti influenti e titolati che predicano questo modello di new economy (ogni volta è nuova) contribuiscono a rendere il panorama complessivo un calderone in cui confluiscono tante ottime idee, messe in ombra da una serie infinita di progetti clonati e fotocopie di strumenti già da tempo operativi ma sconosciuti al grande pubblico.

La dura legge delle startup

Non si può poi dimenticare l’intricato sistema legislativo e burocratico con il quale lo startupper italiano deve confrontarsi. Diventato il miraggio di uno sviluppo felice che trasformerà tutti in imprenditori di successo, il tema delle imprese innovative viene inquadrato e regolato in ambito legale, sminuendo, di fatto, la velocità e plasticità dei suoi processi in un paese in cui gli aspiranti imprenditori sono davvero tanti. Alle altre competenze va aggiunta quindi una buona base di conoscenze giuridiche. Tutto ciò nella speranza di presentare un buon elevator pitch al finanziatore di turno, presentazione davvero brevissima in una penisola che non abbonda certo di grattacieli.

L’unica alternativa allo scoppio della “bolla startup” è la valorizzazione delle eccellenze, in primo luogo in ambito formativo, creando utenti super qualificati e poi privilegiando le idee e le soluzioni che si reggono su una forte base strutturale con grandi prospettive di innovazione.

Lucca Comics and Games 2013: il festival cult per gli amanti dei fumetti [NINJA REPORT]

Lucca comics and games 2013

Record di presenze registrate quest’anno (si tratta di un numero che tocca le 200.000 unità) per il festival internazionale del fumetto, del cinema d’animazione, dell’illustrazione e del gioco Lucca Comics and Games 2013 , che si è svolto dal 31 ottobre al 3 novembre a Lucca. Una folla di appassionati, curiosi – e immancabili cosplayers – che ha letteralmente invaso la cittadina toscana riversandosi nel centro storico con grande entusiasmo. Perché l’evento è soprattutto una grande festa.

Lucca comics and games 2013

Il tema di quest’anno era “Una questione di stile”, quindi apriamo la nostra gallery con la mostra “Dress Code”, protagoniste le donne più affascinanti del fumetto: Wonder Woman (Diana Prince), la Donna Invisibile (Susan Storm), Catwoman (Selina Kyle), Valentina (Valentina Rosselli), Eva Kant, Satanik (Marny Bannister), Fujiko Mine (da Lupin III):

Lucca comics and games 2013

Lucca comics and games 2013

Lucca comics and games 2013

Lucca comics and games 2013

Le mostre nello splendido Palazzo Ducale ci hanno portato nel mondo dei fumetti con Women’s Power – Terry Moore e le sue donne invincibili

Lucca comics and games 2013

Lucca comics and games 2013

Hermann, un Maestro dal Belgio

Lucca comics and games 2013

Sulle tracce di Guy Delisle

Lucca comics and games 2013

Lucca comics and games 2013

E poi in mondi artificiali, in una sorprendente esposizione dedicata ai games, con le visioni di Stephan Martinière: l’immaginazione senza confini

Lucca comics and games 2013

Lucca comics and games 2013

Lucca comics and games 2013

e infine all’illustrazione con gli splendidi lavori di Beatrice Alemagna:

Lucca comics and games 2013

Lucca comics and games 2013

La mostra mercato distribuita tra più padiglioni, la sezione Lucca Junior, l’area Games e il Japan Palace sono state le mete agognate dei tantissimi visitatori (praticamente costanti i momenti di massima capienza di tutti i luoghi) insieme alle varie location dedicate ai Movies, visto che ricordiamo il festival ha ospitato le anteprime di Thor: The Dark World e Machete Kills, insieme alle clip in esclusiva di Frozen e Capitan Harlock 3D e molto altro ancora cinema d’animazione.

Lucca comics and games 2013

Lucca Comics and Games 2013 ha assicurato, come ogni anno, anche un programma veramente folto di eventi presentazioni, showcase, session di dediche e altro ancora a tutti gli amanti del fumetto. Qualche istantanea che siamo riusciti a catturare tra i padiglioni:

Zerocalcare allo stand Bao

Lucca comics and games 2013

The Walking Dead allo stand Saldapress con tanto di “zombie in gabbia”

Lucca comics and games 2013

Gipi allo stand Coconino Press

Lucca comics and games 2013

Tuono Pettinato e Maicol&Mirco allo stand Grrrzetic

Lucca comics and games 2013

Mammaiuto, nella Self Area (fumetto autoprodotto indipendente)

Lucca comics and games 2013

Infine la presentazione di Orfani nuova serie a colori pubblicata da Sergio Bonelli Editore

Lucca comics and games 2013

Ogni anno il festival assegna dei premi prestigiosi. Ricordiamo tra i nomi di quest’anno: Miglior Autore Unico a Rutu Modan, Miglior Fumetto Seriale a “Saga” di Brian K. Vaughan e Fiona Staples e premio Self Area a Mammaiuto. Trovate l’elenco di tutti i vincitori sul sito del festival.

Ma non è Lucca senza cosplayers! Una pratica che attinge a tutto l’immaginario: manga, fumetti, cartoons, film e telefilm! Riuscite a indovinare chi sono i personaggi delle prossime foto?

Lucca comics and games 2013

Lucca comics and games 2013

Lucca comics and games 2013

Lucca comics and games 2013

Lucca comics and games 2013

Lucca comics and games 2013

E con questo bacio, vi saluto anch’io!

Prima però vi ricordo che la scorsa settimana anche la Top 10 illustrazioni e fumetti è stata dedicata interamente al festival, la trovate qui: Top 10 fumetti e illustrazioni: speciale Lucca Comics and Games 2013

Inoltre per alcuni degli scatti in questo servizio devo ringraziare due fotografi d’eccezione e miei compagni di viaggio: grazie moltissime a Valentina Volpi e Luigi Tranchina!

Twitter si rinnova, in arrivo i tweet illustrati

Ormai se ne sono accorti tutti: sul web vincono le immagini. Basti pensare all’enorme successo di Pinterest, o alla timeline di Facebook. Persino Twitter, il social network testuale per eccellenza, ha dovuto rassegnarsi: anche l’occhio vuole la sua parte.

Forse avrete notato che già con l’ultimo update la piattaforma di micro-blogging ha introdotto i visual tweet, che mostrano un’anteprima delle immagini e dei Vine direttamente dal feed.

Ma questi non sono gli unici cambiamenti in programma, qualche settimana fa, infatti, Twitter ha annunciato il rilascio di un’applicazione per tablet che permette di creare tweet illustrati.

a nuova funzionalità è attualmente attiva solo sul Samsung Galaxy Note 10.1 – 2014, ma sarà presto estesa a tutti i tablet con sistema operativo Android. Nell’attesa, lo staff di Twitter ha postato sul blog un saggio delle sue potenzialità.

 

Anche Samsung non è stata da meno, e ha dato prova della sua creatività inviando tweet illustrati ai propri follower.

Un po’ Facebook e un po’ Snapchat, insomma. Ma i dati parlano chiaro; le immagini, su Twitter come altrove, generano un engagement maggiore e hanno molte più probabilità di essere retwittate o aggiunte ai preferiti. E con le anteprime in evidenza e i disegni, saranno ancora più coinvolgenti… a discapito dei testi. In un feed pieno di immagini colorate, chi vorrà più leggere i tweet di solo testo?

Twitter è stato spesso elogiato per la sua sobrietà e il suo minimalismo, che lo rendono particolarmente adatto alle comunicazioni rapide in tempo reale. Non è che, per star dietro alle ultime tendenze, ha finito per perdere la sua identità? Saranno gli utenti a deciderlo. Magari cambierà il modo di twittare, o forse sta già cambiando. Voi che ne pensate?

cover la lockscreen che mostra le app quando ne hai bisogno

Cover, la lockscreen Android che mostra le app quando ne hai bisogno

cover la lockscreen che mostra le app quando ne hai bisogno

Gli smartphone di oggi sanno tutto o quasi di noi, dove siamo , dove stiamo andando , con chi siamo e cosa ci piace fare. Come poter utilizzare al meglio queste informazioni per poterci al meglio agevolare nella nostra vita di ogni giorno?  Bene, per venire in contro a questo problema oggi vi proponiamo un rimedio.

Per tutti i felici possessori di Android è stata sviluppata Cover, applicazione che sostituisce la lookscreen, cioè  la schermata di sblocco, del tuo Android con qualcosa di molto più pratico e innovativo: infatti Cover ti segnale le applicazioni più utili e produttive quando sei a lavoro,  le tue applicazioni preferite e “chill out” quando sei a casa , le tue applicazioni di guida quando sei in macchina.

In pratica, ti suggerisce sul tuo blocca schermo solo le app che ti servono veramente in quel particolare momento!

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Cover, solo per Android!

Cover è orgogliosamente Android e sfrutta tutti i super poteri di Android: sostituzione del lockscreen, quando si utilizzano altre applicazioni; il monitoraggio dei sensori per determinare quali applicazioni aprire e anche la possibilità di modificare le impostazioni della suoneria al volo.

Cover con il suo lockscreen ultra-intelligente ci propone in base alla nostra posizione diverse applicazioni alle quali è possibile giungere semplicemente con una slide. In poche parole Cover ci propone delle applicazioni nella schermata di blocco schermo le quali saranno sostituite da altre a seconda del luogo in cui ci troviamo, come lavoro, casa, fuori ed altro. Ma non solo!

Dopo anni e anni di società di smartphone e sviluppatori di app che avevano sfruttano tutte queste informazioni a loro vantaggio, stiamo finalmente cominciando a vedere una ondata di applicazioni che di fatto rendono bene su quelle promesse e ci aiutano davvero a migliorare la noste abitudini quotidiane utilizzando tutte queste informazioni a riguardo.

Cover impara le tue abitudini

Cover stabilisce un geo-recinto intorno a questi luoghi e ogni volta che ci ritorneremo, nella parte sinistra del nostro lockscreen ci mostrerà una colonna con sei delle nostre applicazioni che si adattano meglio a questa situazione.

Al momento dell’installazione le applicazioni di default che ci appaiono sono principalmente le applicazioni come Google Drive, Dropbox  e LinkedIn nel campo lavorativo, o Netflix , Kindle , e Facebook in casa . Con il tempo però, Cover impara le tue abitudini e si personalizza per mostrare le vostre applicazioni preferite per queste occasioni .

Quando si è fuori da queste geo-recinzioni, Cover ti mostra le applicazioni on-the-go come Twitter e Facebook. Collegando al proprio dispositivo un paio di cuffie  le app per la musica appariranno magicamente sul nostro lockscreen, e quando Cover rileva l’attività dell’accellerometro (ovvero quando siamo in macchina ) ci porterà in primo piano Waze e Google street.

Le applicazioni giuste al momento giusto

Todd Jackson, CEO di Cover, in un’intervista con TechCrunch, ha affermato che l’obiettivo di Cover è presentarci “ le applicazioni giuste al momento giusto”.

Jackson ha inoltre precisato che Cover non vuole sostituire le schermate home degli utenti, dal momento che  la maggioranza degli utenti Android è attaccata al layout e ai widget che ha scelto. Cover vede la schermata di blocco come una nuova frontiera, qualcosa che può essere migliorato senza interrompere l’esperienza al quale gli utenti sono abituati .

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Presto su Google PlayStore

Cover, che sarà disponibile su Google Play Store a breve, è stato testato su diversi smartphone Android e le prestazioni sono risultate impressionanti: lo scorrimento è molto sensibile, immediato e liscio, l’app è veloce , reattiva e non usa un sacco di risorse, anche con la sua caratteristica di app-switching.

“Non è stato facile ottimizzare l’applicazione per le prestazioni”, osserva Jackson e afferma che il team ha utilizzato la loro esperienza nei gaming app per rendere Cover così sensibile. L’applicazione è stata costruita da zero in soli sette mesi.

IInutile chiedersi se ci sarà la possibilità di vedere Cover anche su i nostri iPad e iPhone: Todd  Jackson sottolinea come un’app come Cover semplicemente non sarebbe possibile su iOS .

“C’è l’opportunità di brillare su Android , mentre altri sviluppatori si concentrano su iOS “, afferma il CEO,  “il nostro obiettivo è quello di costruire il miglior team per Android “.   

Cover e i contextual data

Sostanzialmente gli obiettivi principali che si prefigge Cover per Android sono 4:

  • avere sempre a portata di mano la giusta applicazione nel momento giusto
  • cambiare automaticamente le app quando viene inserito un accessorio
  • possibilità di utilizzare più applicazioni nello stesso momento senza dover uscire ogni volta
  • impostazioni intelligenti per personalizzare la fruizione dei contenuti

Lavorare con dei  “Contextual data”  è l’area di maggiore interesse per sviluppatori di software e App oggigiorno. I nostri smartphone hanno tutte le risorse e i dati necessari e  facendoli lavorare insieme sarà tutta un’altra storia, come afferma Jackson.

Cover è un app interessante e davvero rivoluzionaria  anche se ha ancora bisogno di miglioramenti. Intanto segnatevi un promemoria per questa app per poterla testare appena sarà online sullo store!