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Week in social: Facebook spende e implementa nuove funzioni, su WhatsApp arriva la localizzazione

Facebook, tra imitazione e esperimenti, diventa sempre più polifunzionale, mentre WhatsApp punta sulla geolocalizzazione degli utenti in tempo reale

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Ammettetelo: non potete concludere la settimana senza aver prima avuto il riassunto di quanto capitato nel mondo social. In altri termini, non è venerdì se non spunta sul vostro newsfeed #WeekInSocial: e allora, dato che ci piace l’idea di rendere il vostro finale di settimana più piacevole e leggero, ecco qui servita una nuova puntata della rubrica che vi racconta cosa sia successo negli ultimi sette giorni. In questo “numero”, vi parliamo in particolare di Facebook e Whatsapp. Pronti a cominciare?

Facebook punta tutto sui teenagers (quelli onesti)

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Da una ricerca di eMarketer è emerso che nel 2017 è stato registrato un calo di presenze sui social network da parte dei giovanissimi (12-17 anni). Per questo, prima Instagram e poi Facebook, hanno acquistato tbh – To be honest – per la modica cifra di 100 milioni di dollari. L’App è squisitamente popolata dalla generazione Z, e giustifica il suo fascino nell’uso (e abuso) della dinamica dei sondaggi. Il suo successo si fonda proprio sull’esigenza di “dire la propria” e condividere il proprio punto di vista su questioni di diverso genere.

Ma cosa cambia da tbh ai sondaggi che stanno letteralmente spopolando attraverso le Instagram Stories? To be honest permette di essere onesti in forma anonima. Del resto si sa, citando Oscar Wilde, “Ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero”.
E sembra proprio che sia così, a giudicare dal fatto che questa novità conta già 2,5 milioni di partecipanti.

Ecco il commento di Luca La Mesa, top teacher di Ninja Academy: “Continua la chiara strategia di Facebook che negli ultimi anni ha speso in acquisizioni una cifra superiore al PIL dell’Uganda (22 miliardi di $ spesi tra il 2004 e il 2014). Qualunque software, piattaforma o tecnologia è per definizione ciclica e nel tempo dovrà cambiare o lasciare il posto a quelle più moderne e all’avanguardia. Quando Mark ha deciso di rifiutare molti anni fa l’offerta di Yahoo di quasi 1.000.000.000$ ha capito che Facebook in futuro sarebbe potuto calare fino ad arrivare a chiudere. Ha dunque deciso che Facebook avrebbe potuto e dovuto comprare tutti (o quasi) i futuri trend in modo da non diventare mai obsoleto ma restare sempre moderno pur cambiando pelle e implementando nuove funzionalità. L’acquisizione di TBH conferma questa strategia con particolare focus verso gli utenti più giovani. Si dice che Facebook, dopo non essere riuscita a comprare Snapchat, abbia comprato una app che si limita a mandare delle notifiche a Mark e al suo team quando qualunque altra app “sta per diventare famosa” in modo da poterla comprare finché è piccola. Possiamo aspettarci dunque molte altre acquisizioni, in particolare di piattaforme emergenti ma ancora non troppo grande.”

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Facebook lancia definitivamente le Storie per tutte le Pagine

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Anche le Pagine di Facebook avranno la facoltà di raccontare le proprie Storie – il tutto, ovviamente disponibile unicamente da mobile. Riuscirà Facebook a risollevare le sorti del formato Storie? L’esorbitante successo riscontrato dalle stesse su Instagram, inevitabilmente si riflette su Facebook (e anche Snapchat) a mò di boomerang. Del resto, nonostante siano figli dello stesso padre, non bisogna dimenticare che Facebook e Instagram sono piattaforme diverse, con obiettivi di comunicazione diversi, che offrono all’utente experience differenti. Dalle ultime mosse, sembra quasi che Zuckerberg cerchi di appiattire i due social network e annullarne quasi le differenze: siamo sicuri, però, che qualora i due social offrissero lo stesso tipo di servizio e mettessero a disposizione dell’utente gli stessi tool, avrebbe senso installarle entrambe sui nostri smartphone?

Facebook: gli status hanno una data di scadenza

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Sempre parlando di contenuti con la data di scadenza, Facebook punta ancora una volta alla caducità e sperimenta i messaggi di stato temporanei, temporizzati: se sentite il pungente bisogno di condividere con i vostri amici che state per uscire a mangiare una pizza, ma il contenuto non vi pare così di memorabile da guadagnarsi un posto fisso nella vostra bacheca, potete limitarne l’esistenza sulle pagine della vostra vita social a poche ore, il tempo necessario per raggiungere il picco di engagement (e finire la pizza). Se sperate che questa novità vada in porto, poiché vi sembra una di quelle cose da “mai più senza”, allora vi interesserà sapere che potreste anche scegliere se limitare la presenza dei vostri status alla vostra bacheca o espanderla anche al feed di notizie. 

Da Facebook è possibile ordinare anche la cena (negli Usa)

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Ordinare la cena a casa con un click è il motivo per cui App come Just Eat e Foodora trovano la propria raison d’être. Questo, finché non entra in gioco Facebook: il fiuto per gli affari di Zuckerberg non risparmia nessuno, neanche il mondo in continua ascesa del delivery food. La versione Beta di questo servizio è stata lanciata ovviamente negli USA: sulle pagine dei ristoranti aderenti al servizio era presente il pulsante “Start order”, tramite cui gli utenti hanno la possibilità di ordinare il proprio pasto e pagare direttamente tramite carta di credito, senza dover essere iscritti alle piattaforme di consegna a domicilio (come Slice). Oggi, il tutto ha preso forma attraverso una piattaforma dedicata, “Order Food”: gli utenti possono accedere in modo intuitivo ed immediato alla lista di ristoranti aderenti e fare il proprio ordine. Attraverso questo servizio è possibile consultare le recensioni degli altri utenti, etichettare i propri ristoranti preferiti, selezionare gli altri ristoranti sulla base della localizzazione, il tipo di cucina, ecc. Inutile dire che se il progetto a stelle e strisce andrà in porto, presto il servizio aprirà i battenti anche in Europa. Facebook non punta più ad essere utile, ma a diventare indispensabile.

Cosa ci dice Luca La Mesa al proposito? “Ci abitueremo presto a comprare sempre più prodotti e servizi all’interno di Messenger e questo consegnerà a Facebook moltissimi dati utili su come spendiamo i nostri soldi, in quali servizi e se ne spendiamo di più o di meno su particolari prodotti. Facebook inizialmente tenderà a permettere di fare transazioni anche direttamente su app esterne, anche per funzionalità come il Marketplace, ma mi aspetto che in futuro posso internalizzare sempre di più anche la parte di pagamento. “

Facebook come LinkedIn: arriva il curriculum

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Si dice che le persone “spugna” siano le più intelligenti: quelle che colgono gli aspetti migliori da chi li circonda e li emula. Forse Facebook ci sta prendendo un po’ la mano.
Dopo LinkedIn, anche Facebook ha deciso di dare maggior risalto alle esperienze lavorative degli utenti iscritti alla piattaforma. Attualmente la novità è disponibile per un numero limitato di utenti, tuttavia, qualora venisse ufficialmente implementata in un successivo update della piattaforma, avremo la possibilità di rimpolpare la sezione “Lavoro e istruzione” già presente sui nostri profili, evidenziando la propria formazione scolastica, le esperienze lavorative (specificando anche date di permanenza e mansione svolta) e l’attuale posizione ricoperta. Insomma, un’altra versione del curriculum vitae ai tempi dei social, che stringe la mano agli head hunter.
A questo punto vale la pena, però, fermarsi un attimo a riflettere: qual è la direzione in cui sta andando Facebook? Quale sarà nei prossimi anni il suo ruolo? Ma soprattutto: la polifunzionalità è una strategia vincente o potrebbe avere un effetto boomerang, in particolar modo per coloro che investono dei soldi nella piattaforma con l’obiettivo di comunicare in modo mirato al proprio target di riferimento? Vedremo.

Ancora Luca La Mesa: “Ulteriore segnale della volontà della piattaforma di aumentare i dati in suo possesso per incrementare la performance delle campagne. Linkedin ad oggi è più costosa su alcuni obiettivi ma ha alcuni dati estremamente utili. Se Facebook riuscirà ad avere accesso a simili informazioni potrebbe essere ancora più competitiva, e sono sicura che proverà sempre più a muoversi in quella direzione.”.

Whatsapp introduce la localizzazione in tempo reale

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Dal prossimo rilascio dell’App, sarà possibile localizzarsi in tempo reale: non si parla più del (fin troppo) approssimativo “Condividi la tua posizione”, ma di una condivisione in tempo reale, attivabile sia nelle chat private che nei gruppi. Seppure questa novità rievochi innegabilmente un’atmosfera alla Orwell, sembra che non ci sia da preoccuparsi per la propria sicurezza, poiché i tutto è protetto da una cifratura end-to-end. Inoltre, potremo decidere per quanto tempo condividere la propria posizione: dalle 8 ore, ai 60 minuti (durata impostata di default), ai 15 minuti. Detto questo, ovviamente la localizzazione può venire stoppata manualmente in ogni momento.
BIG BROTHER IS WATCHING YOU: in questo caso, potrebbe tranquillamente trattarsi di vostro fratello davvero.

Per questa settimana è tutto: al prossimo venerdì con Week in Social!