Bees Awards 2013: i giurati svelano i segreti delle migliori campagne social [INTERVISTA]

Alle porte della quarta edizione del concorso abbiamo intervistato due giurati d'eccezione: Andre LeMasurier di Saatchi&Saatchi e Richard Ting della R/GA

Qualche settimana fa vi abbiamo parlato della quarta edizione Bees Awards, un premio internazionale che riconosce i migliori progetti nell’ambito del social media marketing.

Da bravi ninja abbiamo deciso di intervistare due membri della prestigiosa giuria internazionale: Andre LeMasurier e Richard Ting.

Andre LeMasurier è Integrated Creative Director alla sede di Los Angeles di Saatchi&Saatchi ed è riconosciuto internazionalmente per i suoi contributi ad aziende globalmente riconosciute come Disney, Lexus, Nokia, Mastercard e Samsung, per citarne alcuni.

Richard Ting è EVP, Global Executive Creative Director, Mobile & Social Platforms alla R/GA e si concentra sulla creazione di piattaforme digitali integrate fruibili su web, mobile e sui social media. Anche lui ha collaborato con grandi aziende come Nike, Verizon, Walmart.

Questi due ex-partecipanti ed ex-vincitori quest’anno si trovano dall’altra parte del tavolo e starà a loro giudicare il lavoro dei candidati.

Ecco cosa gli abbiamo chiesto:

Prima ancora di aver visto i lavori dei partecipanti ai Bees Awards 2013, quale pensi sia stata la miglior campagna dell’anno?

Andre LeMasurier:

Tra le campagne che hanno spiccato finora, secondo me la più degna di nota è il tweet di Oreo sul blackout del SuperBowl – non solo si è aperto un varco nel disordine, ma ha anche messo l’accento su un particolare momento sfruttandolo per guadagnare visibilità nei media (una cosa per nulla facile). L’abilità di un brand di agire in tempo reale è più importante che mai di questi tempi.

La seconda campagna che risalta in maniera particolare è la caduta libera stratoferica del Red Bull Stratos – il massimo in termini di sponsor e stunt. Tutti la stava guardando, ne stavano parlando, condividevano contenuti al riguardo e questa acrobazia folle ha lasciato il mondo incantato per settimane.

Una terza candidata potrebbe essere la campagna #FindYourGreatness di Nike durante i giochi olimpici. Il guerriglia marketing ha fatto il suo lavoro gettando ombra su Adidas – lo sponsor ufficiale – con facilità.

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Una menzione speciale va ad Old Spice che ha spaccato ancora con “Old Spice Muscle Music“, il primo player interattivo mai creato su Vimeo, e con il videogioco old school che si burlava della previsione dei Maya, “Dikembe Mutumbo’s 4 1/2 Weeks to Save the World”. Entrambi sono esplosi in un baleno e hanno ottenuto numeri enormi, condivisione e feeling.

Richard Ting:

Penso che la campagna “Hashtag Killer” di DDB New York e Water is Life sia stata molto interessante. Consisteva sostanzialmente nel giocare sull’ironico meme #firstworldproblems che circola su Twitter, chiedendo ad alcuni abitanti di Haiti di recitare alcuni tweet sui “problemi del primo mondo” (ad esempio non avere i sedili riscaldati).

Ponendo l’accento sull’hashtag #firstworldproblems, la campagna è riuscita a direzionare l’attenzione verso i veri problemi che colpiscono il mondo, come la mancanza di acqua pulita nei paesi in via di sviluppo.

 

Abbiamo posto ai giurati anche una domanda specifica del settore di marketing dei quali si occupano:

Andre, come dovrebbe essere attuata una strategia di advertising per poter avere successo?

Una strategia di advertising deve concentrarsi su una verità precisa e profonda riguardante il consumatore e il produttore – possibilmente entrambi.

Bisogna comprendere in maniera chiara a chi ci si sta rivolgendo e di cosa si sta parlando, e un buon sommario strategico vi darà un’intuizione di base o un’idea che sfocerà immediatamente nel vero potenziale della campagna. Questo, inoltre, indicherà i punti in cui il brand può vincere in un mercato molto trafficato.

Qual è l’unica proposta che vende? Dove può risaltare il brand rispetto alla concorrenza e distinguersi? Cosa possediamo che nessun altro ha? Una volta identificato il problema, hai scovato la tua opportunità.

Richard, cosa ne pensi della recente tendenza dei social network ad unificare le interfacce desktop e mobile (per esempio il nuovo NewsFeed ha preso molto dalle app per iOS e Android)?

É assolutamente logico dal punto di vista del branding e dell’usabilità. La modalità d’utilizzo dovrebbe sembrare più unificata e simile possibile, indipendentemente dalla piattaforma che il consumatore sta usando per avere accesso ai tuoi contenuti ed esperienze.

La presenza di interfacce e layout simili è anche positivo per il brand, in quanto i consumatori non devono reimparare completamente ad utilizzare una nuova interfaccia quando passano da desktop a mobile.

Ed infine abbiamo chiesto ad entrambi alcuni consigli:

Dicci tre elementi che caratterizzano un’idea vincente

Andre LeMasurier:

Anche se non c’è un elenco magico per avere grandi idee, ci sono tre elementi chiave che solitamente possono aiutare: arguzia, tempestività (intrecciata in maniera ideale nella trama che è il mondo di chi vi ascolta, nel momento in cui vi ascolta) ed un’esecuzione perfetta di solito sono la chiave. Tutti possono avere un’idea brillante, ma senza un’esecuzione adatta di solito cadrà nel silenzio.

Richard Ting:

Grande idea – deve essere chiara, di impatto, e basata su un aspetto profondo del consumatore;
Grande esecuzione – dev’essere ben fatta, altamente usabile e consegnata in maniera esperta al consumatore;
Grande uso dei social – deve portare i consumatori a condividere e avvicinarsi ai contenuti del brand.

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