Vita digitale

Digital Detox, le lezioni che puoi imparare viaggiando da solo

Un taglio alla routine per cambiare sguardo e stimolare la creatività in giro per Valencia

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Chi lavora nel mondo della comunicazione digitale, spesso può trovarsi sommerso dalle notifiche, altrettanto spesso prova a utilizzare tool ed estensioni che riducano il superfluo e le distrazioni, ma parliamoci chiaro: qual è il vero valore di poter lavorare attraverso internet? Se ci basta una connessione e un pc è vero che possiamo lavorare da qualunque parte del mondo e lo sanno bene i nomadi digitali .

Nella cultura italiana non è comune l’idea del viaggiare da soli, soprattutto quando sei donna. Qualcuno pensa sia da “sfigati”, qualcun altro magari immagina che tu sia depressa, che non abbia amici e che, disperata, con la schiena piegata dalla tristezza, ti allontani verso l’aeroporto.

Quanto c’è di vero in tutto questo?

Senza pensarci troppo ho prenotato un volo per Valencia, nella classica inutilità della notte tra l'1 e il 2 gennaio, quando hai dormito troppo, quando la società è ancora in stand-by, ma realizzi di aver bisogno di staccare la spina e di voler rivedere il mare.

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1. Ritrovare se stessi

La priorità era rivedere l’orizzonte e perdermi con lo sguardo tra le onde e, benché fossero passati 12 anni dall’unico viaggio in solitaria che avessi fatto (il meraviglioso cammino di Santiago), ho pensato che non sarebbe stato un dramma andare per qualche giorno in Spagna da sola: di giorno avrei girato, mi sarei persa per le strade della città alla scoperta di una cultura diversa e la sera me ne sarei stata a casa a lavorare.

Ho lasciato il freddo bolognese e mi sono catapultata in un cielo azzurro con un clima primaverile.

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La Spagna sa sempre accogliere e non ha bisogno di alcuna etichetta figa per dare dignità alle persone; mi ha sempre affascinato la mancanza di stress che pervade quella terra o almeno questa è sempre stata la mia esperienza ogni volta che ci ho messo piede.

Molti guru della comunicazione (e non) predicano l’importanza del viaggio, come il designer Stefan Sagmeister che addirittura ogni sette anni chiude il suo studio per un anno e viaggia per cercare nuovi stimoli, per rilassarsi, per acquisire nuovi punti di vista.

Una cosa è certa: non si torna mai come si è partiti.

Potete sentirvi liberi di condividere il viaggio con i vostri amici, sui vostri social e raccontarlo strada facendo, o come me, dirlo a pochi e non pubblicare nulla, perché è anche dalle notifiche che necessitavo un detox!

2. Migliorare le proprie skill

Ci sono numerosissimi studi su quanto faccia bene il viaggio: aumenta l’autostima, migliora le relazioni personali (il contatto con una popolazione straniera potenzia la flessibilità cognitiva), rende più bravi nel problem solving (lo ha dimostrato uno studio su studenti che vivono all’estero pubblicato sul "Journal of Personality and Social Psychology"), aumenta la tolleranza e diminuisce i pregiudizi razziali, favorisce i cambiamenti (spezza la routine e ci fanno esaminare le nostre abitudini), regola il livello di dopamina nel cervello (rendendoci felici) e non per ultimo dà sfogo alla nostra curiosità.

Ho adorato perdermi per le strade del centro storico, fermandomi a curiosare aldilà dei portoni, dei negozi, della street art e inoltre mi sono resa conto di quanto pullulasse di musei e di quanto qui in Italia vorrei frequentarli di più.

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3. Rigenerarsi e ritrovare energia

Ho camminato tantissimo, mi ero quasi dimenticata di quanto facesse bene al cervello, ho pensato che voglio continuare a farlo e ho riflettuto sulle abitudini: creare nuove abitudini significa uscire dalla zona di comfort e uscire dalla zona di comfort porta sempre a vivere nuove situazioni da cui trarre nuovi insegnamenti.

Quando viaggi da sola puoi scegliere di tacere per un giorno intero o fermarti a parlare appena ne hai occasione e questa libertà ti dà la scelta di poter essere chi vuoi per qualche giorno, reinventarti, giocare con te stessa o magari conoscere nuovi aspetti di te.

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4. Riallineare le priorità

Osservare il panorama dall’alto delle torri mi ha fatto pensare alla saggezza degli antichi Greci e Romani che consideravano una terapia salire in cima ai colli per guardare il panorama, una cura per l’anima. Non a caso infatti i monasteri e i santuari venivano costruiti in cima a colline e montagne, così che gli uomini potessero contemplare gli spazi sconfinati che li circondavano.

Sentirsi piccoli davanti a spazi infiniti, rimpicciolisce dubbi, paure e tormenti, finché riusciamo a non percepirli più.

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Ma oltre ogni cosa, ho avuto l’ennesima riprova di quanto anche a tanti km di distanza dalla città in cui vivo, ci sia sempre un gran numero di persone ben predisposte a sorridere, a chiacchierare, a raccontarsi nell’imprevedibile incontro con una sconosciuta che sai che forse non vedrai più nella tua vita.

E ora so per certo che questo sarà solo il primo viaggio di una lunga serie.

Viaggiare è essere infedeli. Siatelo senza rimorsi. Dimenticate i vostri amici per degli sconosciuti - Paul Morand

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