Ninja Morning (Weekend), il buongiorno di sabato 31 marzo 2018

Facebook

Un’altra tegola per Mark Zuckerberg, nell’occhio del ciclone per il caso Cambridge Analytica. Il magazine Buzzfeed ha rivelato che nel 2016 Andrew Bosworth, importante manager di Facebook scrisse una nota interna sui costi necessari per la crescita del social network. “Tutto ciò che facciamo per la nostra crescita è giustificato. Noi connettiamo persone” e “questo potrebbe causare qualcosa di spiacevole se qualcuno ha cattive intenzioni. A qualcuno potrebbe costare la vita se magari vittima di bullismo” […] “Forse qualcuno potrebbe morire in un attacco terroristico coordinato sui nostri strumenti”. Zuckerberg ha subito replicato: “Il fine non giustifica i mezzi”, mentre lo stesso Bosworth ha preso le distanze dallo scritto.

https://twitter.com/boztank/status/979478961582325760

Uber

Secondo il tech magazine Tech Crunch, la società di ridesharing Uber avrebbe raggiunto un accordo veloce con la famiglia della 49enne Elaine Herzberg, investita e uccisa la settimana scorsa da uno dei veicoli a guida autonoma della compagnia mentre attraversava una strada buia in Arizona, a Tempe. I termini dell’accordo non sono stati divulgati e Uber ha rifiutato di dare ulteriori informazioni alla testata.

uber

Mailchimp

Dopo Facebook, Google e più di recente Twitter, anche la piattaforma di mass mailing MailChimp ha aggiornato la propria policy e ha messo al bando le newsletter che promuovono le criptovalute e le ICO. Non possiamo consentire alle aziende coinvolte in alcun aspetto della vendita, transazione, scambio, stoccaggio, marketing o produzione di criptovalute, valute virtuali e qualsiasi risorsa digitale relativa a un’offerta di moneta iniziale, di utilizzare MailChimp per facilitare o supportare alcuna di queste attività” fa sapere la società.

Grab

L’autorità garante per la concorrenza di Singapore ha dichiarato di avere ragionevoli motivi per ritenere che l’accordo tra Uber e Grab sia contrario alle regole della concorrenza. L’Autorità ha avviato un’indagine sull’affare e proposto misure provvisorie che impongono a Uber e Grab di non intraprendere alcuna azione che potrebbe portare all’integrazione delle loro attività a Singapore:una mossa che potrebbe rappresentare un grosso ostacolo al tentativo della società statunitense di migliorare la redditività uscendo dal mercato sud-orientale asiatico in perdita.

LEGGI ANCHE: Uber cede ancora in Asia e vende alla “rivale” Grab

uber

In agenda nei prossimi 7 giorni

MERCOLEDI’ 4 APRILE – Appuntamento alle 15.30 presso l’Aula 7 del Polo Universitario “Giovanni XXIII” (L. go F. Vito 1 a Roma) dell’Università Cattolica, con l’incontro La protezione dei dati personali: codice di condotta per la sanità, promosso dall’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Ateneo del Sacro Cuore (ALTEMS). Interverrà Francesco Modafferi, dirigente del Dipartimento libertà pubbliche e sanità – Garante per la protezione dei dati personali.

GIOVEDI 5 APRILE – Oggi e domani il quartiere San Gennaro dell’Università della Calabria a Rende (Cosenza) e Talent Garden Cosenza ospiteranno il City Hackathon. Due giornate in cui i giovani del progetto Tilt insieme ad architetti, designer e innovatori, collaboreranno per progettare un’idea di rigenerazione urbana che avrà al centro il quartiere universitario. I team saranno affiancati da mentor e al team vincitore sarà data la possibilità di realizzare concretamente il progetto. QUI per iscriversi e partecipare.

Da oggi e fino al 7 aprile appuntamento a Napoli con la terza edizione di Innovation Village. Alla Mostra d’Oltremare (viale John Fitzgerald Kennedy 54) tre giorni dedicati  ai processi a supporto delle nuove tecnologie: un villaggio dove imprese, professionisti, startup incontrano chi produce e promuove innovazione. Fra i temi: economia circolare, open innovation e industria 4.0.

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Alle 11, il Fintech District di Milano (via Sassetti 32) ospita il Primo Convegno Nazionale Assofintech, incontro sulle attività associative e sui temi più caldi del fintech.

VENERDI’ 6 APRILE  – H-Farm ospita oggi e domani nel campus di Roncade a Treviso H-ack Insurtech, maratona di sviluppo per idee innovative nel campo delle assicurazioni, in collaborazione con  Fondazione Ania.  I partecipanti dovranno mettersi alla prova nel corso di una maratona di idee di 24 ore e sviluppare idee innovative su come la tecnologia potrà proteggere la salute, la famiglia e il tenore di vita nel tempo o su come sfruttare i Big Data per capire i bisogni dei clienti e interpretare l’evoluzione del rischio. Nel corso dell’evento si terrà uno speciale Hiring Day durante il quale i partecipanti dell’H-ack avranno opportunità di sostenere colloqui informali con i responsabili di alcune tra le più importanti compagnie di assicurazione e le principali aziende operative nel campo dell’innovazione tecnologica. QUI per iscriversi e partecipare.

Fino al 14 aprile, WeGil (Largo Ascianghi 5) ospita la Rome Startup Week: oltre 50 eventi tra conferenze, seminari, masterclass, workshop e incontri di networking per riunire professionisti del settore startup, imprenditori, investitori, studenti, istituzioni.

Fino al 13 aprile a Jesi (Ancona) il Brand Festival, kermesse dedicata all’identità di marca: workshop, eventi, convegni, mostre, incontri su come creare valore attraverso la propria identità.

Le notizie che forse questa settimana ti sei perso

? Perché chi dice che Tesla o Facebook falliranno o non capisce o rosica
In Silicon Valley sono sempre più delineate due fazioni politiche, avventurieri-progressisti e visionari-conservatori, e chiunque difende una posizione. L’editoriale del direttore Aldo Pecora

“Tesla sarà in bancarotta in quattro mesi”, dice un big del venture capital
Se un’azienda non crea profitto, non può rimanere sul mercato. Queste le dichiarazioni di Thompson

IL COMMENTO del direttore Aldo Pecora: Perché chi dice che Tesla o Facebook falliranno o non capisce o rosica

? Trump vuole i dati dei social network di chiunque entri negli USA
La popolazione avrà 60 giorni di tempo per commentare la proposta sul sito del Dipartimento di Stato

Twitter dice no alla pubblicità sulle criptovalute, come Facebook e Google
Twitter da oggi bloccherà gli annunci relativi anche a BitCoin ed Ethereum, ICO incluse. Obiettivo: ridurre il rischio di frodi

?? Francia: Amazon si allea con Monoprix, che ora venderà le sue delizie su Prime
Grazie all’accordo con Amazon, la catena di negozi di alimentari francesi consegnerà i suoi prodotti a Parigi e dintorni attraverso il servizio Prime Now

Auto a guida autonoma: l’Arizona sospende i test di Uber. “E’ stato un fallimento”
Il 18 marzo una donna di 49 anni ha perso la vita dopo essere stata investita e uccisa. Uber ha stoppato tutte le prove negli Stati Uniti

Come funziona Calm, l’app da meditazione da 250 milioni di dollari
Calm, startup basata a San Francisco, sta per chiudere un round che potrebbe far crescere il valore l’azienda. Nel 2017 è stata nominata app dell’anno da Apple

?“Want You Back”, il video che sta facendo impazzire i social
La band australiana il 29 marzo sarà in concerto a Milano, intanto la clip del primo singolo è già un successo

Anche Playboy #DeleteFacebook. “We are stepping away…”
Dopo il cofounder di WhatsApp Brian Acton, le pagine Tesla e SpaceX di Elon Musk, quelle di Will Ferrell e Cher, un altro addio pesante per Face

? Video per contenuti sponsorizzati e pagine aziendali anche su LinkedIn
LinkedIn, la rete professionale di Microsoft, permetterà ai marketer di sfruttare anche i video per raggiungere e coinvolgere il pubblico

? Italian Wine Brands si compra Svinando, exit per Club degli Investitori
Svinando, startup piemontese per appassionati di vini, è stata acquisita da uno dei più grandi gruppi italiani del settore

Il CEO di Apple dice la sua su Cambridge Analytica e lo scandalo che ha travolto Facebook

Under Armour: violati 150 milioni di profili dell’app MyFitnessPal
La società di abbigliamento sportivo Under Armour ha rivelato una massiccia operazione di data breach, una delle più rilevanti per account compromessi

Internet dallo spazio, via libera a Starlink: il nuovo sogno ‘stellare’ di Elon Musk
Le autorità governative Usa hanno dato l’ok per la realizzazione del network di 4 mila satelliti per portare la connessione ovunque

Pesce d’Aprile 2018: ecco come i brand ci hanno presi in giro

La cosa più bella del primo aprile nell’era digitale è non doversi preoccupare che qualche burlone ci attacchi una scritta dietro la schiena o metta delle puntine sulla nostra sedia. La seconda cosa più bella sono gli scherzi dei grandi brand online! E dato che quest’anno l’April Fools’ Day cade di domenica (e il giorno di Pasqua), i Pesce d’Aprile sono cominciati già qualche giorno prima.

Abbiamo raccolto (e aggiornato in tempo reale) i più divertenti visti finora.

Il re delle burle, Burger King

Quanto sei appassionato di Burger King? Abbastanza da volere un totem per gli ordini installato in salotto? Ecco cosa propone il brand con Whopper Easy Order!

Ma Burger King non si ferma qui e passa dal dentifricio al Whopper dello scorso anno alla proposta di una nuova delizia dolce, quest’anno. Ecco il Chocolate Whopper.

Il punto di vista degli animali, con Petco

Si dice spesso che gli animali assomigliano ai loro padroni, ma i Beautiful Bond Salon di Petco vogliono invertire il punto di vista e far assomigliare i padroni un po’ di più ai propri animali domestici.

Introducing Beautiful Bond Salons

We're proud to announce the launch of Beautiful Bond salons, developed in partnership with Topher Brophy. Schedule your first appointment: http://www.beautifulbondsalon.com

Gepostet von Petco am Dienstag, 27. März 2018

Un bagno di bellezza con SodaStream

La parodia di SodaStream presenta il suo prodotto innovativo SodaSoak in stile televendita. L’apparecchio che si aggancia al bordo della vasca e consente di gasare l’acqua per un bagno rivitalizzante! Thor Bjornsson de Il Trono di SpadeReza Farahan star del reality USA Shahs of Sunset interpretano questo divertente Pesce d’Aprile.

LEGGI ANCHE: Pesce d’Aprile: in tempo reale i brand che si stanno prendendo gioco di noi

Honda raddoppia il divertimento del primo aprile

Lo spot video di Honda per il Pesce d’Aprile è molto intelligente, perché parla in effetti di una caratteristica importante delle sue auto: i sensori per evitare collisioni.

Ma perché non applicare la stessa tecnologia anche alle persone distratte che vanno in giro con gli occhi sempre puntati sul loro smartphone? La soluzione è l’app Sixth Sense di Honda.

Honda UK, invece, rimuove con una motosega il tetto da un CR-V per creare una Concept CR-V Roadster. “Forse non troppo adatta al clima piovoso del Regno Unito”!

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Lo scherzo futuristico di Lexus

Scegliere un’auto è un’impresa ardua, perché ognuno di noi è unico e nella propria vettura cerca caratteristiche molto specifiche. Ecco perché Lexus ha collaborato con 23andMe per produrre “Genetic Select”, un sistema in grado di produrre un veicolo perfetto per i tuoi cromosomi. L’accensione, naturalmente hands free!

Jägermeister la butta su ciò che conosce meglio

Preoccupato dei troppi professionisti di settore che soffrono del “gomito del barista”, Jägermeister lancia il suo balsamo per la cura degli acciacchi dei preziosissimi barman.

Le birre di Duolingo, ma per ridere

L’app per l’apprendimento delle lingue Duolingo per l’April Fools’ Day 2018 ha introdotto Brewolingo, una linea di birre che ti aiuteranno a imparare una lingua semplicemente bevendole. Lo scherzo, però, gioca anche su una ricerca reale che mostra che il consumo di alcol può aiutare a migliorare le competenze linguistiche (e certamente rende più disinibiti).

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Groupon offre un massaggio in special edition

Groupon è da sempre in prima linea nel promuovere i nuovi trend del benessere. Dopo diversi studi e ricerche, l’azienda è lieta di offrire ai propri utenti un massaggio unico e mai provato in Italia sino ad oggi. Una pratica di wellness che affonda le sue origini in Giappone, dove l’arte del prendersi cura del proprio corpo è una tradizione consolidata. Solo per il primo aprile, solo su Groupon, sarà online un deal speciale, per prenotare un “delicato” massaggio praticato direttamente da un lottatore di sumo.

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Più Pesce d’Aprile di così si muore

Chi proprio non poteva perdersi l’occasione di un Pesce d’Aprile è il marchio di tonno in scatola e conserve Callipo. E lo ha fatto con una vera novità: il tonno da bere!

pesce d'aprile

Un sistema basato su blockchain per dire addio ad avvocati e tribunali

I romani inventarono il diritto 2000 anni fa e, lasciatemi essere presuntuoso, tre italiani lo rivoluzionano oggi.

Inizio a bomba questo articolo che è il primo di una serie che racconta un cammino di passione, sofferenza e, ci si augura, successo e rivoluzione.

Qualche tempo fa scrissi un articolo a proposito del fascismo della Silicon Valley, un articolo quasi profetico date le rivelazioni di questi giorni su come vengono trattati e a quali scopi i dati che rilasciamo ai colossi della Silicon Valley.

È tutta una questione tecnica, un semplice contenitore chiamato database e degli algoritmi che ne combinano il contenuto per i più disparati scopi. Quando il possessore di questi dati è una sola entità che ha come solo scopo il profitto, non c’è etica che tenga.

L’arrivo della Blockchain

Poi un bel giorno arriva la Blockchain, che altro non è che un database posseduto da tutti! Se è di tutti non è di nessuno. Il paradigma è cambiato.

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Date queste premesse vi racconterò a partire da oggi la mia avventura di imprenditore kamikaze con l’anima ribelle, e con al fianco un avvocato che non vuole fare l’avvocato alle condizioni attuali, Alessandro Palombo, e Giotto De Filippi, un nerd mezzo genio e mezzo pazzo.

Cosa ci fanno insieme tre personaggi così diversi ed in apparente contrapposizione? Tentano di cambiare il mondo grazie alla tecnologia.

Venendo al sodo, vi faccio alcune domande: quanti di noi hanno firmato un contratto per effettuare o ricevere una prestazione e non sono stati pagati per il proprio lavoro o non hanno ricevuto la  prestazione promessa perdendo i soldi? Quanti hanno deciso di non provare a recuperare il proprio denaro perché i tempi della giustizia sono troppo lunghi e costosi oppure hanno dovuto aspettare anni per ottenere giustizia?

Penso in molti. Senza correttezza è difficile fare business, le fregature rendono scettici verso il prossimo e ciò si riflette sulla società intera con tensioni, rabbia e paura. Non c’è nessun mondo  migliore possibile senza correttezza.

Come si può fidarsi degli altri, quando chi dovrebbe garantire questa correttezza è un organismo centrale lento che lascia più scappatoie ai furbi che strumenti agli onesti?

Partendo da questo disagio, abbiamo unito i cervelli e abbiamo elaborato un piano tanto ambizioso, quanto realizzabile, per cambiare tutto ciò radicalmente: se l’organismo centralizzato ha fallito, perché non provare a decentralizzare e delegare il potere di garantire il concetto di correttezza a chi ha più bisogno che venga tutelato? Delegarlo a chi? Alle persone, a noi.

Cos’è Jur

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Nasce Jur, un sistema legale decentralizzato su Blockchain che rende possibile creare contratti (perché patti chiari, amicizia lunga) e depositare le somme dovute a garanzia. Il sistema è basato su Blockchain perché se abbiamo tutti qualcosa da perdere, di solito, siamo molto più ragionevoli.

Che succede in caso di disputa o disaccordo? Anche in questo caso la soluzione è l’espressione della distribuzione del potere tra chi utilizza la piattaforma: Jur mette disposizione una giuria “popolare”, in potenza, di migliaia (o milioni?) di persone, pronte a valutare se chi stia dalla parte della ragione. Questo in sole 24 ore e del tutto gratuitamente.

Quindi, semplificando, Jur può gestire pagamenti, contratti e dispute gratuitamente.

Sembra un sogno, un’idea folle? Niente affatto: i meccanismi della blockchain lo consentono e tutti possono venire retribuiti per il loro impegno e contribuire ad abbozzare un mondo migliore basato sulla fiducia, che è davvero tutto.

Come si sviluppa da zero un progetto di questa portata? Prima si progetta su carta, tutto studiato nei minimi dettagli. Poi si identifica la struttura legale e societaria più adatta, si cercano fondi, si crea un team, si fanno errori, si sputa sangue, si risolvono problemi.

La nostra avventura inizia in Puerto Rico, la crypto island dei Caraibi dove abbiamo presentato il progetto ad uno degli eventi più caldi del globo. Qui sotto il report di cosa accade in questi eventi. Prossima tappa Vilnius, Lituania.

Ci vediamo alla prossima puntata. Seguiteci ed aiutateci a cambiare il mondo. Insieme si può.
Avevamo un sogno, ora abbiamo un piano.

Per maggiori informazioni:
www.jur.network
https://t.me/jurnews

https://www.facebook.com/JurNetwork/

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Internet dallo spazio, via libera a Starlink: il nuovo sogno ‘stellare’ di Elon Musk

Non bastava essere miliardari, visionari e protagonisti del sogno dell’auto elettrica per tutti, né aver mandato la sua Tesla in orbita, né annunciare sbarchi su Marte, né piazzare batterie sostenibili dove possibile, né promettere di vendere lanciafiamme e averlo fatto veramente. Elon Musk vuole lo spazio e da lì portare la rete dove non c’è. Il progetto si chiama Starlink e la Federal Communications Commission oggi ha dato il via libera: Elon Musk potrà realizzare il primo sistema di 4.425 satelliti che potrebbe fornire a tutto il mondo connessione Internet a banda larga.

Musk

La metà dei satelliti entro 6 anni

L’accordo prevede che SpaceX lanci metà dei suoi satelliti in programma entro sei anni ma Musk prevede di portare in orbita 12 mila satelliti, entro la metà del 2020: 4425 a 1100 chilometri dalla Terra e 7518 a 340 chilometri. “Con questa azione, la Commissione compie un altro passo per aumentare la disponibilità e la concorrenza a banda larga ad alta velocità negli Stati Uniti” ha detto la FCC a CNBC. Il COO di SpaceX Gwynne Shotwell ha sottolineato al tech magazine TechCrunch che si tratta di  “una rete satellitare di prossima generazione in grado di collegare il globo con un servizio a banda larga affidabile ed economico, soprattutto raggiungendo coloro che non sono ancora connessi”. La FCC è un’agenzia indipendente governativa degli Stati Uniti supervisionata dal Congresso, che si occupa di disciplinare le comunicazioni nazionali e internazionali via radio, televisione, cavo, satellite.

…Ma i razzi si sono già accesi

In realtà Starlink ha già mosso i primi passi il 22 febbraio, quando sono partiti dalla base di Vandenberg, in California, i primi due prototipi, denominati Tintin A e B. Lanciati con un Falcon 9 di SpaceX, i due payload hanno di fatto dato il via al progetto.

LEGGI ANCHE: Perché chi dice che Tesla o Facebook falliranno o non capisce o rosica

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Lotta all’uso improprio dei dati, è giunta la fine di Facebook?

Da sempre ci chiediamo, anche piuttosto ingenuamente, quante cose Facebook sappia davvero sul nostro conto. La preoccupazione legata al fatto che Facebook possa usare in modo illecito i nostri dati personali è viva da sempre e, dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, è passata dall’essere un pensiero latente nel retrocranio al diventare improvvisamente un dato di fatto.

LEGGI ANCHE: Perché Facebook non ruba i nostri dati ma siamo noi che siamo scemi digitali

Facebook – per il quale la monetizzazione delle informazioni è da sempre il motore del business – custodisce, ad oggi, il più grande database di dati mai esistito.

Noi tutti siamo coscienti (chi più e chi meno) del fatto che le grandi compagnie di carte di credito, ad esempio, conoscono quali luoghi frequentiamo abitualmente, come spendiamo i nostri soldi e quali acquisti facciamo. Inutile dire che è proprio questa inesauribile fonte di informazioni su ognuno di noi – e, quindi, vale a dire su un’orda di potenziali consumatori – che rende Facebook così prezioso, in particolare per gli inserzionisti. Da questo, allo stesso tempo, deriva una significativa responsabilità.

Purtroppo, alla luce dei recenti avvenimenti, Facebook ha dimostrato un certo lassismo in materia di protezione della privacy dei suoi utenti.

È giunta la fine di Facebook?

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All’indomani dello scandalo della settimana scorsa, Facebook ha subito un tracollo delle proprie azioni in borsa dell’entità di 75 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Una bella batosta e, senza dubbio, la peggiore crisi vissuta finora dal padre di tutti i social network. Ma sarà questo, davvero, a segnare la fine de Il Social Network? 

Nel corso degli scorsi giorni ci sono stati degli “exit” importanti, a partire da Brian Acton – cofondatore di WhatsApp, proprietà di Facebook – il quale ha lanciato su Twitter l’hashtag #deletefacebook fino ad arrivare a Elon Musk, fondatore di Tesla e di SpaceX, che ha risposto all’indignazione generale eliminando le proprie pagine da Facebook. 

Inoltre, i dati riportano che lo scandalo abbia ancor di più rafforzato il fenomeno migratorio degli utenti da Facebook a Instagram – che ha dell’ironico se pensiamo che, in realtà, Instagram è il “figlio illegittimo” di Facebook e proprietà del suo stesso padre fondatore. Pertanto, le attività su Instagram sono allo stesso modo finalizzate all’affinamento del targeting degli annunci degli inserzionisti – che solo nel 2017 hanno inciso dell’oltre 98% sul fatturato totale dell’azienda e ne rappresentano, quindi, la sua raison d’être

La bolla prima o poi doveva esplodere, tuttavia a distanza di una settimana – ebbene sì – Facebook esiste ancora. Non è per niente semplice, del resto, cancellare Facebook (e Instagram) dalla nostra vita, radicato a tal punto nella nostra quotidianità da renderci incapaci di farne a meno. Basti pensare che Facebook conta in tutto circa 2 miliardi di utenti attivi su una popolazione mondiale di 7,4 miliardi di persone. Calcolando che l’App non è disponibile in alcune tra le più popolose nazioni mondiali senza connettività, non viene difficile capire l’entità dell’egemonia del social network di Menlo Park.

Piattaforme come Facebook e Instagram sono diventate una parte assai rilevante dell’interazione quotidiana che abbiamo con le nostre reti di amici, il cui grado di importanza per la nostra vita sociale viene ignorato finché non ce ne si priva. Del resto, i social network creano dipendenza e questo dato di fatto è stato ormai ampiamente dimostrato.

È troppo tardi per eliminare Facebook

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Infine, c’è da dire che il vantaggio reale dato dal cancellare il proprio account Facebook oggi è fortemente discutibile, semplicemente perché è troppo tardi. I dati a cui Cambridge Analytica e molti altri attori in gioco hanno avuto accesso risalgono al 2014. Questa settimana, nelle varie interviste, Zuckerberg ha promesso che verranno intrapresi dei “controlli forensi” al fine di stanare eventuali usi impropri dei dati degli utenti iscritti alla piattaforma, ma forse questo controllo andava fatto a priori, prima che milioni di App e strumenti collegati a Facebook registrassero i dati dei vari profili per sfruttarli in un secondo momento per fini di varia natura – commerciale o politica che sia.

LEGGI ANCHE: Cambridge Analytica, Zuckerberg rompe il silenzio: sono responsabile di quanto è successo

Questo significa che tutte le attività svolte su Facebook nel corso dei diversi anni sono state abbinate a precise inclinazioni psicologiche, sulla base delle quali è stato stimato quali tipi di persone possono essere più influenzabili rispetto ad altre da alcuni messaggi sulla base dei propri interessi, dei gruppi di appartenenza e dei contenuti che hanno dimostrare nel tempo di apprezzare.

Ognuno di noi è “schedato” all’interno di quello che è a tutti gli effetti il database comportamentale più accurato della popolazione su scala mondiale.

Chiudere il profilo oggi potrebbe essere un valido segno di protesta ma nulla più. Qualsiasi sia lo sforzo che Facebook farà in materia di protezione dei dati, nulla potrà impedire che aziende e privati utilizzino tutte le informazioni che hanno incamerato (e continueranno a incamerare) per reindirizzare i propri messaggi pubblicitari, attrarre un pubblico sempre più specifico e anche manipolare l’opinione pubblica.

Big Data: urge una regolamentazione

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Per concludere, il nocciolo della questione non è Cambridge Analytica e neppure Facebook in realtà, ma è il modo in cui i big data vengono utilizzati nella vita di tutti i giorni – archiviati, sfruttati e condivisi senza seguire qualsivoglia etica o regolamentazione che punti davvero al preservare l’integrità delle informazioni che scegliamo ogni giorno di condividere pubblicamente, senza pensarci troppo sopra.

Per ora ci lasciamo con un barlume di speranza sul tema dato dalla dichiarazione di Tim Cook, CEO Apple, in occasione del China Development Forum che, a una domanda sull’opportunità di limitare in qualche modo l’uso illecito dei dati, risponde con un serafico: “Penso che la situazione sia diventata talmente grave e delicata da rendere necessaria una regolamentazione ben congegnata”.

Cosa significa davvero omnichannel e come può aiutare la crescita di un eCommerce

È arrivato quel momento in cui non è più possibile ignorare l’evidenza: per chi ha un eCommerce non basta essere presenti su più canali, quello che fa la differenza è che questi canali siano integrati tra loro in maniera efficiente. La mossa decisiva, insomma, è abbracciare il modello omnichannel.

Non è certo un caso che l’integrazione tra canali online e offline (e anche tra differenti canali online) rappresenti oggi la strategia competitiva intrapresa dai maggiori brand italiani che intendono sviluppare il proprio eCommerce sfruttando la forza della propria rete retail.

L’utilizzo del marketing omnichannel è in grado di migliorare l’esperienza dei clienti: un marchio che utilizza la stessa voce e la stessa personalità in ogni suo canale di comunicazione, che è coerente con i prezzi e con le promozioni, elimina la parola confusione dalla User Experience, rendendo l’esperienza di vendita familiare per il cliente indipendentemente dal canale che sta utilizzando.

LEGGI ANCHE: Come ottimizzare i contenuti per una User Experience Omnichannel

L’omnichannel retail strategy come una foce a delta

Prima di suggerirti che cosa dovresti fare per attuare la tua strategia omnichannel, vogliamo essere sicuri che tu abbia capito bene di che cosa si sta parlando.

Immagina una foce a delta in cui l’acqua sceglie in maniera quasi casuale in quali rami scorrere per raggiungere il mare. L’hai immaginata? Bene. Gli intricati rami sono i canali di vendita, le acque sono i prodotti (o i servizi) che vendi, il mare è il mercato dei consumatori.

Omnichannel

Qualche numero, per cominciare

Square e Mercury Analytics ha condotto un sondaggio su un campione di 1.164 PMI proprietarie di eCommerce nel 2017. Ecco la fotografia della situazione:

  • Il 56% possiede anche un punto vendita fisico
  • Il 21% ha un pop-up store
  • Il 34% vende attraverso il proprio sito web
  • Il 25% vende tramite Facebook
  • Il 16% vende su Amazon
  • Il 22% vende attraverso altri canali (come ad esempio eBay)

Le ricerche di Target Marketing hanno evidenziato che oltre il 74% degli intervistati ha dichiarato che è importante (abbastanza importante o molto importante) vivere un’esperienza omnichannel coerente durante la fase d’acquisto di un prodotto o di un servizio.

Secondo Google, inoltre, “circa l’85% degli utenti online inizia ad acquistare su un dispositivo e termina l’azione su un altro”.

Per i rivenditori diventa quindi necessario cavalcare questa tendenza rendendo la propria esperienza online il più possibile integrata e user-friendly.

Omnichannel

Le sfide per un approccio omnichannel

Quali sono le sfide che le aziende devono affrontare per un approccio omnichannel?

1. Pensare digitale: le aziende dovrebbero innescare un processo di evoluzione culturale che coinvolga tutta l’organizzazione interna.

2. Investire in formazione e sviluppo del team: il team dovrebbe essere in grado di attuare adeguatamente la strategia omnichannel; la tecnologia e gli strumenti non possono funzionare da soli, bisogna investire nella formazione del personale.

3. Disegnare un’unica customer experience: è importante integrare l’eCommerce e i servizi offerti online nei punti vendita fisici, e viceversa.

4. Sviluppare una presenza online adeguata: gli utenti si aspettano navigazioni online semplici ed efficaci, perché sono abituati ai top players come Amazon e le grandi catene. Rispondere adeguatamente a queste aspettative gioca un ruolo cruciale. Anche la presenza nelle community e nei social media è importante: il che significa ascoltare gli utenti, interagire e condividere contenuti di qualità.

5. Monitorare: profilare e monitorare il comportamento degli utenti sia nel digitale che nell’offline durante e dopo l’acquisto aiuta a rispondere con maggiore precisione alle loro aspettative. Via libera quindi con gli investimenti in CRM, Analytics e social media monitoring. 

Week in Social: ancora bufera in casa Facebook, novità per Twitter e Google

Cosa è successo questa settimana nell’imprevedibile mondo dei social media? Quali novità hanno sconvolto Facebook, Twitter e Google? Sei curioso? Bene, allora non perdiamo altro tempo ed immergiamoci subito all’interno della rubrica più social della settimana.

Facebook, il crollo in Borsa e la questione della privacy

C’è aria di tempesta in casa Facebook. Dopo il caso Cambridge Analytica il crollo era inevitabile: in soli otto giorni i titoli in borsa del social network sono arrivati a perdere quasi un quarto del loro valore (-22%). Parliamo, per intenderci, di quasi 100 miliardi di dollari in fumo.

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Una conseguenza del genere è stata tutt’altro che inaspettata, anche se le proporzioni del declino spaventano e non poco. Rimane da capire, a questo punto, se acquistare le azioni del social a prezzi bassissimi oppure rimanerne ben lontani. Nove analisti finanziari su dieci consigliano di comprare Facebook in questo momento. Sì, perché uno scenario peggiore di quello attuale è davvero difficile ipotizzarlo. Pare infatti, secondo le previsioni degli esperti, che non accadrà nulla di più terribile al social network più amato al mondo.

Cosa ne pensa Luca La Mesa, Top Teacher di Ninja Academy?

«Il mercato ha bisogno di certezze e perdere in pochi giorni 100 miliardi di dollari è un evento che denota una reazione superiore a quello che realmente è accaduto. Gli utenti hanno bisogno di certezze di due tipi: certezze delle regole e certezze nella capacità di controllo. Facebook ha sicuramente dato un segnale un po’ debole sulla capacità di controllo ma sta implementando importanti novità per rendere la piattaforma migliore rispetto a quanto fosse prima. Mi aspetto dunque che il valore ricominci presto a salire recuperando parte di quanto perso».

E intanto, Zuckerberg e i vertici di Facebook si concentrano sul tema della privacy, varando nuovi strumenti di controllo. L’intento è quello di renderli più visibili, chiari e concentrarli in un unico “luogo”. Inoltre, il social network darà la possibilità agli utenti di cancellare i post passati dalla piattaforma e renderà più selettivo il processo di “download” della propria storia su Facebook, permettendo di richiedere solo quello di post, foto e like.

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Di cosa si tratta in pratica?

Di un menu unico dal nome “Privacy Shortcut” che includerà tutte le impostazioni sulla privacy che attualmente sono distribuite su 20 schermate differenti. L’altra grande novità è un nuovo strumento che prende il nome di “Access your information”, che permetterà di gestire in modo semplice e sicuro le proprie informazioni: post, commenti, mi piace e ricerche.

Twitter dice stop alle criptovalute

Dopo Facebook e Google, anche Twitter ha deciso: saranno vietati sulla piattaforma gli annunci pubblicitari relativi alle criptovalute. Il divieto che sarà implementato durante il prossimo mese, riguarderà sia gli annunci ICO (le campagne di crowdfunding utilizzate per raccogliere denaro creando nuove monete), sia le vendite di token.

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LEGGI ANCHE: Twitter dice no alla pubblicità sulle criptovalute, come Facebook e Google 

Anche su questo ci ha detto la sua Luca La Mesa:

«Le più importanti piattaforme stanno andando tutte nella stessa direzione e credo che una fase temporanea di stop possa aiutare a capire meglio quale sarà la strategia migliore dei prossimi anni, tutelando coloro che rischiano di investire in criptovalute senza sapere realmente cosa stanno comprando».

Google vuole offrirci più GIF?

Sai cos’è Tenor? Si tratta di uno dei servizi più popolari per cercare e condividere GIF.

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La grande novità è che Google ha acquisito Tenor e questo consentirà una ricerca delle GIF di gran lunga migliore.  Google e Tenor collaboravano già da tempo e, inoltre, il servizio per la ricerca delle GIF era usato anche da Facebook su Messenger. Cosa accadrà dopo l’acquisizione da parte di Google?

Ma le novità non finiscono qui.

Google sta implementando l’indicizzazione mobile-first della ricerca. La decisione parte dal fatto che fare affidamento per l’indicizzazione solo sulla versione desktop causava alcuni problemi. Innanzitutto, i contenuti desktop e mobile spesso sono differenti l’uno dall’altro. Inoltre, ora la maggior parte degli utenti è mobile-first.

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Google ci tiene a precisare però che la nuova indicizzazione riguarderà il modo in cui i contenuti vengono raccolti e non quello in cui li si classifica.

La sfida si gioca a scuola. Ecco i tablet Education di Apple e Google a confronto

Apple e Google hanno trovato un nuovo terreno su cui sfidarsi: l’Education. Apple ha da poco presentato il suo nuovo iPad da 9’7’’, low-cost e pensato per integrarsi alla perfezione nel mondo scolastico.

Da parte sua Google ha immesso sul mercato il suo primo tablet Chromebook, prodotto insieme ad Acer, con il chiaro obiettivo di sfidare Tim Cook e soci nell’ecosistema fertile dell’Education americano. 

Dimensioni identiche, specifiche tecniche pressoché simili, prezzo simile, cosa differenzia i due nuovi devices?

iPad 9’77”

“Il nuovo iPad 9,7″ parte dalle caratteristiche più amate e apprezzate del nostro iPad più popolare e le perfeziona per favorire la creatività e l’apprendimento” così ha presentato il nuovo device Greg Joswiak, Vice President Product Marketing di Apple.

La principale innovazione portata su questa versione low cost è l’integrazione con Apple Pencil, il pennino che finora era riservato solo alla versione Pro per disegnare e scrivere come si farebbe su un foglio.
Il nuovo iPad, per rendere più rapido e facile l’utilizzo in mobilità, presenta una connessione wireless ultraveloce.

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Due novità anche per le app dedicate all’education:

  • Schoolwork, pensata per aiutare gli insegnanti a creare compiti, analizzare i progressi degli studenti e sfruttare le app durante le lezioni.
  • Classroom, studiata per integrare in maniera facile e divertente argomenti come disegno, musica, regia e fotografia nei piani scolastici di qualsiasi materia.

Il nuovo iPad può essere già ordinato, anche in Italia a partire da 359 euro per il modello da 32GB Wi-Fi e da 489 euro per il modello da 32GB Wi-Fi + Cellular. Attenzione, l’Apple Pencil non è compresa e costa 99 euro!

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Acer Chromebook 10 Tab

Google ha prontamente risposto a Apple con Acer Chromebook Tab 10, il primo tablet provvisto del sistema operativo Chrome OS. Tecnicamente non ha nulla da invidiare al rivale Apple, garantisce un’importante autonomia (si parla di circa 9 ore) ed è molto pratico per l’utilizzo scolastico.

Il punto di forza del Chromebook Tab è l’integrazione completa con il Google Play Store, dove sono presenti migliaia di App utilizzabili a scopo didattico da alunni e insegnanti.

Inoltre, Chromebook ha già conquistato il 60% del mercato statunitense dell’education e con questo nuovo tablet e la vastità del Play Store è sicuramente il player più forte al momento!

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Il prezzo di Acer Chromebook Tab 10 è più competitivo: 329 dollari (circa 300 euro), compreso di penna, che pare essere molto ben supportata dallo schermo touch.

Le differenze?

Apple è da sempre più forte sul lato estetico (fotocamera, design, schermo antigraffio, ecc.) e di sicurezza, iOS è un sistema più impenetrabile rispetto ad Android e iPad è dotato anche di un sistema di face recognition.
Google, dalla sua, ha la potenza di fuoco del Play Store e un mercato del sistema scolastico dove, al momento, è già conosciuto, mentre Apple ha iniziato ad investirci seriamente solo con questo iPad 9’7’’ e tutte le sue applicazioni dedicate.

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Entrambi hanno deciso di puntare forte sul settore education, uno dei campi principali in cui sono possibili ancora enormi stravolgimenti e in cui l’innovazione potrà cambiare l’attuale paradigma.

Per questo motivo, sia Apple che Google non si sono limitate a sviluppare app che possano migliorare il sistema scolastico, ma i loro tablet saranno in grado di supportare la Realtà Aumentata e quindi garantire un’esperienza unica, nuova e più coerente con la realtà che li circonda a tutti gli studenti del futuro.

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Chi sarà il migliore, come sempre, lo dirà il mercato, lo giudicheranno gli utenti e sarà importante come verrà comunicato il nuovo prodotto. A proposito, una grande differenza tra Apple e Google Chromebook? Guardate il video ads di lancio di iPad 9’7’’!

Under Armour

Under Armour: violati 150 milioni di profili dell’app MyFitnessPal

La società di abbigliamento sportivo Under Armour ha rivelato che a febbraio sono stati violati 150 milioni di profili della sua app MyFitnessPal, applicazione che permette di tracciare allenamenti e piani nutrizionali. La più grande violazione di dati quest’anno e una delle prime cinque in assoluto, in base al numero di record compromessi, secondo la società di consulenza per la gestione dei rischi informatici SecurityScorecard. L’azienda dichiara di aver iniziato ad avvisare gli utenti giovedì, quattro giorni dopo aver appreso l’incidente, invitandoli a cambiare subito le loro password. Secondo la compagnia sono stati esposti dati come e-mail, nomi utente e password, ma gli identificatori governativi come i numeri di previdenza sociale e della patente, così come le informazioni sulle carte di credito, ha dichiarato che non sono stati compromessi. Ad indagare sul fatto le società di sicurezza dei dati e le forze dell’ordine. “Continuiamo a monitorare le attività sospette e a coordinarci con le autorità preposte all’applicazione della legge” fa sapere la società.

Under Armour

credits www.uabiz.com

Yahoo, FriendFinder, Equifax

Under Armour è solo l’ultima società ha subire e rivelare una violazione dei dati. La scorsa estate l’agenzia di segnalazione dei crediti al consumo Equifax è stata colpita da una violazione che ha colpito oltre 145 milioni di consumatori (una delle più rilevanti per numero di utenti coinvolti, ma soprattutto per il tipo dei dati esposti). Secondo il sito web di notifica delle violazioni LeakedSource.com, i più grandi hack includono i 3 miliardi di account Yahoo compromessi nel 2013 e le credenziali di oltre 412 milioni di utenti di siti web per adulti gestiti da FriendFinder Networks Inc in California nel 2016.

Acquisita per 475 milioni di dollari

Under Armour ha acquisito MyFitnessPal nel 2015 per 475 milioni di dollari. Secondo il Wall Street Journal, la piattaforma non ha però avuto un impatto significativo sulle vendite, contribuendo solo all’1,8% dei 5 miliardi di ricavi netti nel 2017. I fondatori di MyFitnessPal Mike Lee e Albert Lee hanno lasciato Under Armour a gennaio.

5 qualità per diventare un vero leader secondo un famoso coach aziendale

Stephen Covey è stato un grande formatore e uomo d’affari. Uno dei concetti chiave da lui elaborati era “la velocità della fiducia”. La credibilità di una persona crea fiducia e quando ti fidi completamente di qualcuno, questo ti consente di lavorare con loro in modo molto più efficiente e produttivo senza preoccuparti costantemente di loro e delle loro le capacità. In breve, la fiducia è un fattore decisivo per consolidare la propria capacità di leadership.

La credibilità è tanto una componente chiave della fiducia, quanto un elemento vitale per una leadership efficace. Ciascuno di noi può facilmente immaginare leader aziendali (o politici!) che hanno importanti problemi di credibilità. Viceversa, qualcuno di cui non metti in discussione la credibilità e la coerenza è una persona che desideri avere in squadra o per la quale vuoi lavorare.

Quindi, come si diventa “credibili”? Tra i tanti fattori che possono formare questa skill, Victor Lipman, coach aziendale, mette al primo posto questi cinque.

Leader come il re degli scacchi

Ottenere risultati

Fattore ovvio, ma che vale la pena rimarcare per fugare ogni dubbio: la gestione è prima di tutto uno sforzo orientato ai risultati. Qualunque sia il tuo livello, da supervisore a CEO, assolvere i tuoi compiti ottenendo risultati è un elemento fondante della credibilità. Nessun risultato, nessuna credibilità. Chiaro? Chiaro.

Essere trasparenti

“Non puoi dirlo ai dipendenti. Questa è roba grossa.” È una frase che ancora si sente e rispecchia una l’idea che i subalterni siano esseri inferiori, incapaci di comprendere qualcosa che vada oltre la loro routine lavorativa.

Questo approccio alle risorse umane mina la credibilità e ignora due aspetti fondamentali: molti dipendenti sono intelligenti quanto i loro manager e hanno ampie possibilità di osservare da vicino come viene gestita l’azienda.

Chi organizza il quadro generale non deve dimenticare di rendere partecipe tutta la forza lavoro degli obiettivi aziendali, di modo da motivare i dipendenti e renderli propositivi e recettivi.

Una leadership illuminata

Non rimandare le decisioni difficili

È facile comandare quando le cose stanno andando alla grande. Non è così semplice quando affronti decisioni difficili.

Essere un leader significa essere un riferimento, una garanzia. Buona parte del compenso monetario deriva dalla capacità di assumersi responsabilità, di trovare un personalissimo equilibrio tra la valutazione dei rischi e la necessità, talvolta, di decidere senza avere tutti i dati voluti.

Scegliere di rimandare o delegare, magari all’esterno, delle scelte difficili significa perdere il timone della barca, nonché la credibilità personale e dell’azienda. 

Mostrare una leadership coerente

I dipendenti operano con tranquillità se la gestione aziendale trasmette coerenza. L’imprevedibilità è disturbante.

In un mondo incerto, le persone comprensibilmente amano le cose dalle quali possono dipendere. Se possono contare su di te, significa che le persone credono in ciò che dici e tu sei credibile.

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Dare l’esempio

Altro punto fondamentale ma spesso trascurato. Dare l’esempio è una pratica quotidiana che deve suscitare rispetto più che riverenza e imitazione più che alienzazione.

L’esempio non si dà dall’alto con gesti eclatanti, ma con semplicità e continuità.

I dipendenti osservano da vicino la loro gestione, e non possono evitare di giudicare. Se concludono che la direzione gioca secondo altre regole, in un altro spazio, la credibilità ne esce fortemente minata, insieme al senso di appartenenza.

Leader come Napoleone

Tra gli esempi più eclatanti citati da Stephen Covey nel suo libro sulla “velocità della fiducia” c’è quello di un’importante acquisizione che la Berkshire Hathaway fece da Walmart. Era un affare da 23 miliardi di dollari e in circostanze normali questo avrebbe richiesto molti mesi di seria e sospettosa contrattazione.

In questo caso, entrambe le organizzazioni stavano operando da una posizione di alta credibilità e l’accordo “è stato preso con una riunione di due ore e una stretta di mano. […] In meno di un mese, è stato perfezionato”.

Alta fiducia, alta velocità, basso costo.