Microsoft manda in pensione Paint dopo 32 anni

Come riportato dal The Guardian, il prossimo update di Windows 10 atteso per l’autunno, porterà una serie di novità ma nessuna di questa riguarderà Paint. Pare infatti che il programma stia per essere dismesso e cioè non sarà più sviluppato e verrà rimosso nelle future release del software.

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Paint è da lungo tempo con Windows: la prima release è stata proprio con Windows 1.0 nel lontano novembre 1985. Negli anni è stato aggiornato e oramai tutti gli utenti si erano abituati alle limitate ma utili funzioni che l’editor di immagini offriva gratuitamente. Per molti ha infatti rappresentato la prima esperienza di utilizzo di un PC.

via GIPHY

Assieme a Outlook Express, Reader app e Reading list, Paint è stato classificato tra i “deprecated” del prossimo aggiornamento (come potete vedere qui).

Ovviamente noi tutti ci aspettiamo un nuovo e più performante editor per le immagini nel nuovo aggiornamento Windows ma allo stesso tempo rimaniamo nostalgici.

UPDATE 25/07/17 : Megan Saunders, general manager of 3D di Microsoft, viste le reazioni sul web ha specificato: “Microsoft Paint rimarrà qui, ma avrà una nuova casa: sarà infatti disponibile per il download free su Windows Store” 

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Michelin, Smart e VK Plus Size: i migliori annunci stampa della settimana

I migliori annunci stampa questa settimana parlano linguaggi diversi, dal visual al messaggio affidato tutto al copy, per lasciare il segno negli occhi del pubblico e farsi ricordare.

Da Michelin a Smart, fino alla campagna di VK Plus Size per non restare schiavi delle mode, partiamo come sempre per questo giro del mondo a base di creatività e scopriamo i migliori annunci stampa della settimana.

Michelin – Safety

L’omino più famoso della storia della pubblicità inserito con attenzione nelle scene fotografate per assicurare la massima sicurezza delle nostre quattro ruote. Bibendum resta il simbolo più noto al mondo dell’azienda e qui richiama un’opera pop contemporanea per comunicare al meglio il messaggio della casa produttrice di pneumatici.

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Advertising Agency: TBWA\Chiat\Day, New York, USA
Chief Creative Officer: Chris Garbutt
Executive Creative Director: Erik Vervroegen
Senior Art Director: Deniz Marlali
Creative Directors: Paris Philippe Taroux, Paris Benoit Leroux
Head of Integrated Production: Jason Souter
Group Account Director: Ben Muldrew
Account Director: Kate Prescott
Account Manager: Will Brzozowski
Project Manager: Eric Serviss
Chief Executive Officer: Rob Schwartz
Photographer: Alex Bernstein
Producer: Loren Shteyman
Retouching: Gloss

Lipton – Flavour with personality

Il marchio di bevande analcoliche punta sulla simpatia e sulla creazione di una serie di personaggi a base di frutta come le sue bibite, per comunicare il messaggio di un “sapore con personalità”.

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Advertising Agency: Isobar, Portugal
Design: Filipe SJ, David Carvalho
Copy: Paulo Costa
Project Management: Ana Inocêncio, Ana Boullosa
Backup Team: Cristiana Costa
Creative Director: David Carvalho

Smart – Life doesn’t wait

Con il suo modello di punta, Smart for two trova sempre un posto per parcheggiare, grazie ai suoi appena 2,69 metri di lunghezza. Così non dovrai mai preoccuparti di essere in ritardo a causa della ricerca disperata di un parcheggio.

La campagna, tutta basata sul copy e nella quale la Smart appare solo come un puntino (perfettamente parcheggiato nella crenatura tra le lettere dell’annuncio), come in altri adv della serie, la macchina intelligente trasforma una serie di situazioni “disperate” in un momento come un altro.

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Advertising Agency: BBDO, Berlin, Germany
Chief Creative Officer: Wolfgang Schneider
Creative Managing Directors: Mirko Stolz, Tobias Grimm
Executive Creative Director: Michael Schachtner
Creative Director: David Missing
Art Director: Shelley Lui
Copywriter: Nico Baumann

VK Moda Plus Size – Don’t be a fashion slave

La moda può costringere le donne a sacrifici inauditi, lasciando sul loro corpo i segni evidenti di questo sacrificio. Accettare le proprie forme e scegliere capi per le cosiddette “plus size”, non le scostringerà ad essere “schiave della moda”.

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Advertising Agency: Propeg, Salvador, Brazil
Chief Creative Officer / Copywriter: Emerson Braga
Executive Creative Director / Copywriter: Fabiano Ribeiro
Creative Directors: Bertone Balduino, André Amoedo
Copywriter: Márcio Nazianzeno
Head of Art: Luiz Celestino
Art Directors: James Williams, Bertone Balduino
Account: Michele Estevez, Poliana Andrade, Roberta Fontes
Media: Patrícia Seabra
Production: Ariana Guerra, Thaís Leite, André Coni
Production RTV: Juliana Leonelli
Planning: Melina Romariz, Breno Carvalho

E tu cosa ne pensi degli annunci stampa di questa settimana?

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Content Strategy: le 5 regole da seguire per un piano di successo

Contenuti e content strategy sono diventati un asset determinante per il successo online di un brand.

Erroneamente, diversi manager credono che tutti possano essere in grado di produrre e scegliere i content adatti per ogni canale, e che lo stesso materiale utilizzato per i social o per una campagna advertising offline possa essere declinato anche online.

Il primo passo per creare LA migliore esperienza per un consumatore è quello di comprendere che la content strategy non è una parte secondaria del business, ma il reale vantaggio competitivo che si può ottenere sul mercato rispetto ad un competitor.

Prendiamo ad esempio il settore del fashion e dello sportswear e i loro siti eCommerce: alzi la mano chi non ha mai acquistato dopo aver visto un’immagine di prodotto o un editoriale in homepage curato e accattivante.

Uno degli esempi di maggior successo è Inditex, che nel panorama dei brand fast fashion (e non) sta diventando uno dei benchmark più importanti per qualità dei contenuti nei differenti touch point del sito.

LEGGI ANCHE: Una lezione gratis su Buyer Personas & Digital Marketing

Content strategy è anche pianificazione e processi: sicuramente i contenuti realizzati variano a seconda della industries, ma le regole da seguire per un piano di successo sono cross brand e cross settore.

Content Strategy: le 5 regole da seguire per un piano di successo

1. Brief

La produzione di contenuti parte prima di tutto dalla necessità che si crea per il business di presentare ad un consumatore la value proposition di un prodotto o un nuovo concetto.

Per ottenere l‘output che ci si aspetta, è importante prima di tutto comunicare al content team la propria idea in modo chiaro, fornendo diverse reference, e indicare i touch point di riferimento per ogni asset richiesto.

Questo ultimo passaggio è fondamentale, dal momento, ad esempio, un contenuto per una homepage dovrà essere più accattivante, mentre un contenuto per una pagina prodotto dovrà mostrare più dettagli.

2. Brand Guidelines

Il secondo passo è definire delle linee guida: tutti i brand infatti hanno spesso diverse agenzie che si occupano della produzione di contenuti, ognuna con il proprio stile.

Differenziare è utile perchè si possono avere creatività nuove e sempre fresche, ma è importante mantenere sempre la coerenza tra contenuti, per non rischiare di creare confusione nel consumatore, allontanandosi anche dalla value proposition del brand.

Content Strategy: le 5 regole da seguire per un piano di successo

3. Formati e touch point

Quando si inizia la produzione di contenuti, è sempre utile coinvolgere anche il team User Experience: nel momento in cui, infatti, si vanno a creare dei contenuti alla luce dei touch point presenti nel brief, è necessario capire anche dove questi andranno posizionati, dove verranno inserite call to action, la lunghezza del copy, in modo da avere asset facilmente utilizzabili.

Il rischio è di avere delle immagini molto sature di colori, di qualità, ma che necessitino di un’ulteriore post produzione da parte dei designer, i quali avranno il compito di rendere il testo visibile ben chiaro ed omogeneo.

4. Strategia Consumer Driven

Mai dimenticarsi del nostro principale obiettivo: il consumatore. Nel momento in cui ci sono gli asset e la qualità è stata verificata, è importante creare una customer journey map.

Primo passo è identificare il nostro consumatore, le sue abitudini e quali contenuti sono importanti per lui. In secondo luogo bisogna capire in che modo interagisce con i nostri contenuti, con che device e anche in quale momento della giornata.

Come penultima attività, content team e user experience, dovranno creare una mappa della journey all’interno del sito web; l’errore qui è spesso dietro l’angolo.

Non bisogna dimenticare che non è detto che la Journey ideale per noi sia anche la stessa per il nostro consumatore; è sempre importante testare differenti formati, differenti contenuti e call to action per capire il tipo di interazione.

Ultimo passo è la selezione dei content: essi infatti possono variare per gender, ma anche per fascia d’età e addirittura per provenienza geografica. Non tutti i nostri utenti hanno infatti la stessa percezione del brand ed è sempre importante cercare di assecondarla, proponendo prodotti nuovi, piuttosto che creare confusione.

5. Content Analysis

Tracciare i comportamenti dei consumatori è importante per migliorare sempre di più la qualità dei contenuti. Guardare sempre con gli occhi del consumatore aiuta a migliorare anche la qualità e il messaggio che si vuole dare attraverso le immagini.

Non sempre quello che sembra essere perfetto per noi lo è poi anche per gli utenti. Un’analisi approfondita può aiutare a capire punti di forza e di debolezza, cosa tenere e cosa migliorare.

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Social media marketing in Russia? Tra gli utenti vince la simpatia

Oltre ad essere degli ottimi strumenti di marketing e di dialogo, i social media si sono rivelati dei validi alleati per l’ingresso delle aziende nei mercati internazionali.

Tuttavia, le strategie di internazionalizzazione tramite i social media, risultano essere efficaci solo a fronte di una comunicazione che sia in grado di coinvolgere gli utenti dei paesi obiettivo.

In quest’ottica, prima dell’ingresso in nuovi mercati è opportuno studiare il pubblico di riferimento e comprendere sia quali strumenti adottare, sia su quali tipologie di contenuti far leva per ottenere dei risultati.

Il sito eMarketer riporta un interessante focus sul mercato russo che rivela quali siano i temi che interessano di più al popolo dei social.

Divertimento, salute e social media

Secondo lo studio condotto dal Russian Public Opinion Research Center (VCIOM) nell’aprile 2017 su un campione di social networker adulti, i topic che suscitano più interesse tra gli utenti sono divertimento (43% delle preferenze) e salute (41%).

Il report evidenzia come questo quadro complessivo cambia se si suddivide il campione per fasce di età e genere. Ad esempio, i giovani dai 18 ai 24 anni sono più affini a tematiche come humor, sport, tecnologie e scienza. La fascia intorno ai 60 anni invece preferisce contenuti di news o connessi a salute e alimentazione.

Facendo un confronto di genere, mentre gli uomini russi sono attenti allo sport, auto e alla tecnologia, le donne sembrano apprezzare topic come lo stile di vita sano, ricette di cucina, ma anche temi legati alla famiglia e ai figli.

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Dove avvengono le conversazioni?

Attenzione, messaggio importante per i brand che vogliono conquistare il Paese degli Urali: Facebook non è il social media più diffuso. Se si ha quindi l’obiettivo di raggiungere questo pubblico bisogna prendere atto che gran parte delle conversazioni non avvengono sui canali a noi noti, bensì altrove.

Gli strumenti più popolari risultano essere il social network di casa VK, conosciuto anche come Vkontakte, e Odnoklassniki.ru utilizzati rispettivamente dal 61% e il 54% del campione intervistato.

La gran parte degli intervistati utilizza questi canali più volte a settimana e tra gli utenti di VK il 78% di quelli tra i 18 e 24 anni vi accede quotidianamente.

Per quanto riguarda i social media di “importazione”, il più utilizzato risulta essere Instagram (25%), seguito da Facebook (20%) e Twitter (11%).

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Spazio per i brand

Il panorama social russo è stato preso in esame in diversi studi. Altre ricerche arricchiscono il quadro, scoprendo che la maggior parte di questi utenti sono aperti a seguire i brand sui social media. In una ricerca di Mail.Ru pubblicata in aprile 2017, emerge che il 66% degli utenti di età superiore a 14 anni ha affermato di seguire pagine aziendali.

Più un mercato appare “distante”, più diventa arduo vincere la sfida dell’engagement; ecco perché è fondamentale conoscere prima il “territorio”, le caratteristiche dei suoi abitanti, i loro comportamenti e, come in questo caso, ciò che li fa sorridere.

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WhatsApp Marketing: una guida per iniziare

Il  leader indiscusso tra le applicazioni di instant messaging è senza ombra di dubbio WhatsApp, con i suoi 1,2 miliardi di utenti attivi mensilmente in tutto il mondo.

I numeri in costante crescita di una delle applicazioni più popolari del momento,  non possono di certo essere ignorati quando si progetta un piano di comunicazione aziendale.

Vediamo come utilizzare al meglio WhatsApp per dar vita ad una strategia di marketing vincente.

Perché le aziende dovrebbero utilizzare WhatsApp?

La ragione principale per cui ai brand conviene utilizzare WhatsApp sta nel fatto che una buona parte dei clienti  lo utilizza. Ogni giorno vengono inviati più di 50 miliardi di messaggi.

Secondo una ricerca effettuata da Nielsen per comprendere l’utilizzo di Facebook Messenger, nei prossimi due anni il 67% degli utenti sarà sempre più propenso a comunicare con i brand attraverso le applicazioni di messaggistica, e il 57% degli intervistati dichiara di essere orientato all’acquisto presso aziende con le quali può interagire in modo diretto e istantaneo.

Inoltre le app di instant messaging hanno un alto tasso di engagement: il 98% dei messaggi vengono aperti e letti da mobile, e il 90% di questi vengono visualizzati entro 3 secondi dalla ricezione.

WhatsApp Marketing: strategie e suggerimenti

WhatsApp e Facebook, cambia la privacy e arriva il servizio for Business

Quando si pianifica una strategia di WhatsApp Marketing, bisogna tenere presente che l’app non offre nessuno strumento promozionale a pagamento e nessuna feature dedicata alle aziende.

Ciò comporta alcune limitazioni, ad esempio non è possibile creare un account business, non si può inviare contemporaneamente lo stesso messaggio ad un numero illimitato di utenti,  le liste broadcast consentono l’inserimento di un massimo di 256 utenti, quindi WhatsApp non è l’ideale per azioni di marketing su ampia scala.

Le possibilità di successo aumentano quando si è capaci di fare delle limitazioni  dell’app un punto di forza della  propria strategia.

Ricordate che come altri servizi di messaggistica mobile, parte del potere di WhatsApp è legato ai nostri smartphone, sentiti da tutti come qualcosa di più personale rispetto ai computer, quindi tutte le azioni che si intendono intraprendere via WhatsApp devono considerare e rispettare questo aspetto.

Dare vita ad un personaggio che rappresenti il brand e interagisca con gli utenti

Quando Absolute Wodka ha lanciato in Argentina la sua collezione di bottiglie Unique, ha utilizzato WhatsApp come canale principale per generare buzz. Il brand ha ideato e realizzato un contest molto originale che vedeva protagonista un party esclusivo e un buttafuori virtuale dal nome Sven. In palio due inviti per accedere alla festa esclusiva.

Come aggiudicarsi l’ingresso? Convincendo via WhatsApp Sven a regalare i biglietti.

La campagna ha generato oltre 1.000 immagini, video e messaggi audio che hanno dato vita ad un buzz all’interno della comunità.

Offrire un servizio di consulenza personalizzata ai propri clienti

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Il brand di lingerie Agent Provocateur ha utilizzato WhatsApp per offrire ai propri utenti aggiornamenti sui nuovi arrivi e sugli eventi in store.  L’iniziativa ha riscosso così tanto successo che l’azienda ha deciso di utilizzare nuovamente il canale WhatsApp per realizzare una campagna natalizia chiamata Ménage à Trois.

Gli utenti potevano invitare all’interno di un gruppo con il proprio partner un personal shopper in grado di guidare la coppia nell’identificare al meglio la wishlist natalizia, per poi suggerire il regalo più incline alla personalità della propria compagna/compagno.

È stata una piccola campagna che ha generato 112 conversazioni, il 31% delle chat ha portato delle visite in negozio, e il 61% si è convertito in traffico web.

WhatsApp Marketing tool

Per iniziare una conversazione utilizzando l’app è necessario salvare in rubrica il numero del destinatario del messaggio, per semplificare questo passaggio e facilitare la comunicazione con i brand, WhatsApp mette a disposizione una funzionalità  Click to Chat da inserire sui siti web e sui canali social, che permette di avviare la chat senza l’obbligo di registrare il contatto.

Esistono strumenti messi a disposizione da terze parti che consentono di impostare multi-account e gruppi, ma l’utilizzo di questi può essere rischiosi e si potrebbe correre il rischio di essere bannati o sospesi temporaneamente dall’utilizzo del servizio.

Il futuro del WhatsApp Marketing

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Buone notizie in arrivo: a quanto pare in casa WhatsApp stanno lavorando per mettere a punto servizi e nuove funzionalità riservate ai brand.

La società ha annunciato:

In futuro analizzeremo i modi in cui brand e utenti comunicano attraverso WhatsApp, ad esempio studiando gli ordini, i messaggi relativi alle informazioni di spedizione, le transazioni, e sulla base di questi dati si potranno inviare messaggi promozionali che realmente interessano al cliente.

Non ci resta che attendere, per ora dovremo inventarci qualcosa di creativo che sia in grado di generare engagement con i nostri utenti sfruttando le attuali potenzialità dell’app di messaggistica più amata al mondo.

Giffoni Creative Awards, un premio per la creatività nella comunicazione dedicata ai più giovani

Giffoni Experience ha lanciato una nuova sfida dopo l’inaugurazione della Multimedia Valley, la struttura futuristica a pochi passi dalla Cittadella del Cinema di Giffoni Valle Piana: il Giffoni Creative Awards.

Il progetto, ideato da Giovanni Sapere con l’agenzia Creativa Studio di Salerno, è un evento che punta a valorizzare i brand e i creativi che si sono distinti producendo progetti di comunicazione che hanno come target bambini e ragazzi.

L’obiettivo è quello di avvicinare i ragazzi al mondo della comunicazione rendendoli protagonisti del processo di creazione di un prodotto pubblicitario, e al tempo stesso fornendo ad aziende, brand nazionali e internazionali e agenzie di comunicazione interessanti spunti creativi per la definizione di innovativi progetti di comunicazione.

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Giffoni Creative Awards, un nuovo spazio per giovani e comunicazione

Il Giffoni Creative Awards sarà presentato in occasione della conferenza stampa di chiusura della 47esima edizione del Giffoni Film Festival e fa parte di un progetto più ampio, definito Giffoni Promotion, comprendente lo svolgimento di laboratori creativi per far sviluppare ai ragazzi i “Creative Labs”, affiancati da tutor professionisti della comunicazione, progetti di comunicazione e pubblicità per conto di vari brand.

Nel suo complesso il progetto prevede l’istituzione di corsi di formazione relativi al marketing e alla comunicazione destinata al target, workshop tematici a cura delle aziende e brand partner e la creazione del Giffoni Adv Museum, una raccolta di materiali storici dedicati al mondo della pubblicità per ragazzi.

Anche il Giffoni Creative Awards conferma, insomma, l’impegno per stimolare e supportare l’energia creativa delle generazioni più giovani, una nuova sfida, ma soprattutto una nuova avventura, all’interno di un festival che è a tutti gli effetti un punto di riferimento.

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Per saperne di più sul Giffoni Creative Awards, puoi consultare il sito ufficiale del premio. E tu cosa ne pensi di questa nuova opportunità creativa?

Quora: il social network delle domande è anche in italiano

Immaginate un mondo in cui ogni domanda ha una risposta. Immaginate un luogo, anzi un non luogo, in cui sia possibile raccogliere tutta questa conoscenza e averla a disposizione in modo gratuito, così che le risposte a ogni quesito siano a portata di mano di tutti. Ehi, ma questo luogo esiste: è Google. Ma allora perché Adam D’Angelo ha fondato Quora? Qual è la differenza?

Innanzi tutto Quora funziona rispondendo a domande specifiche, anziché dare informazioni, cosa che la avvicina più al vecchio Yahoo Answer che a Google. Ma, di nuovo, perché ripetere uno schema che non si è rivelato vincente?

Il segreto, in questo caso, sta nella qualità. Sono stati predisposti una serie di parametri che dovrebbero garantire all’utente di trovare esattamente quello che cerca.

Come funziona Quora?

Innanzi tutto, non appena ci si iscrive, si è profilati in modo molto dettagliato, così che la tipologia di risposte trovate siano sempre in linea con i propri interessi, cosa che potrebbe aiutare a trovare proprio quell’informazione che mancava.

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Inoltre, ogni risposta ha un punteggio che resta pubblico e che può essere votato dagli utenti sia in positivo che in negativo. Questo dovrebbe garantire la credibilità, o meno, di chi fornisce le risposte rendendo gli utenti sempre più quotati in un determinato campo, fino ad affermarsi come influencer o esperto.

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I contenuti che risultano di qualità migliore, non restano confinati in attesa di qualcuno che li riesumi formulando la domanda fatidica. Le risposte più votate e più interessanti vengono comunque mostrate nei feed, sempre mettendole in relazione con il pubblico profilato, fornendo così anche le risposte più interessanti alle domande che non sapevi che avresti voluto fare.

È anche possibile ricercare temi e visualizzare tutte le migliori risposte a questo legate, senza necessariamente formulare una domanda.

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Uno degli aspetti più interessanti di Quora, sta proprio nella commistione della profilazione del pubblico per interessi e nella possibilità di crescere come influencer. Questo dà, infatti, delle nuove possibilità di intervenire su temi specifici raggiungendo un pubblico interessato che va al di fuori delle nostre cerchie di contatti, cosa che accadrebbe ad esempio su Facebook. Eppure il pubblico è già lì, e non è necessario ricostruirlo da capo, cosa che accadrebbe ad esempio aprendo un blog.

Ora che Quora è disponibile anche in italiano, prova a sperimentare: potresti scoprirti un influencer nel tuo argomento preferito.

Abitudini dei leader più produttivi

Le 10 abitudini quotidiane dei leader più produttivi

Esistono cambiamenti che si possono apportare alla vita quotidiana per migliorare la produttività? Secondo questo articolo recentemente comparso su Forbes, sì.

Per apprendere tutti i segreti della produttività e cercare di applicarli alla nostra vita, abbiamo raccolto questi consigli.

Sia chiaro che ogni singolo cambiamento ha bisogno dei suoi tempi biologici per essere metabolizzato, ma una volta raggiunta l’automatizzazione tutto sembrerà più semplice e ci renderà molto più produttivi.

Prendi carta e penna e inizia a segnarti ciò che puoi implementare immediatamente nella tua vita quotidiana e, come recita un famoso claim, Just do it!

Abitudini dei leader più produttivi

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1. Per essere come i leader più produttivi, evita di perdere ore di sonno

Ok, sfatiamo questo mito. Dormire, e dormire bene, è fondamentale per la nostra produttività. Non credere a quei leader che sostengono il contrario.

Dormire non è solo importante per la salute ma ti permette di avere molta più lucidità e forza durante le giornate lavorative. Ergo, dormi!

2. Svegliati presto

Le 10 abitudini quotidiane dei leader più produttivi

Questo secondo punto è speculare al primo. Ok, è importante dormire bene ed evitare la perdita di sonno ma questo non significa che devi impostare la sveglia a mezzogiorno per essere fresco e riposato.

I leader più produttivi si alzano presto la mattina!

3. Pratica la meditazione

Secondo l’articolo apparso su Forbes, circa l’8% degli americani pratica la meditazione per migliorare corpo, mente e anima.

Si tratta di un trend in crescita tra i leader, quindi non esitare e segnalo nel tuo foglio appunti.

4. Allenati (non importa che sport pratichi)

L’allenamento è uno dei fattori più importanti per la produttività. Allenare il corpo ti consente di scaricare lo stress e di conseguenza di essere più produttivo.

Alcune persone preferiscono allenarsi la mattina, altri trovano tempo a pranzo, altri ancora preferiscono farlo la sera.

In questo caso Just do it vale doppio.

5. Fai una buona colazione

Le 10 abitudini quotidiane dei leader più produttivi

Questo quinto punto avrebbe potuto consigliartelo anche tua madre; e le mamme sbagliano raramente. Infatti la prima colazione è il pasto più importante della giornata.

Saltare la colazione può causare strani rallentamenti nella produttività.

6. Prenditi una pausa di media-lunga durata

Questo sesto punto può sembrare controproducente; in realtà ha l’effetto opposto. Prendersi 30 minuti al giorno – al di fuori della pausa pranzo –  può migliorare le performance, la vigilanza e l’umore.

7. Non perdere tempo per gli spostamenti

Su questo punto molti di noi non saranno d’accordo. Le grandi città metropolitane sono fatte per far perdere tempo.

In molti casi non esistono soluzioni a questo spreco di tempo, ma se hai in mente un modo per perderne il meno possibile, mettilo in atto.

Il tempo che recuperi può essere utilizzato per affrontare compiti importanti.

Abitudini dei leader più produttivi

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8. Fai piccole interruzioni durante il giorno

Questo punto non è molto diverso al sesto. Non c’è niente di sbagliato nel fare delle pause, anche se questo sembra rallentare i tuoi progressi.

La scienza dice che prendere piccole pause può aumentare la produttività. Questo dovrebbe essere sufficiente per farti provare.

9. Evita riunioni troppo lunghe

A quante riunioni inutili hai partecipato nell’ultimo mese? Non poche, non è così?

Non stiamo dicendo che le riunioni non hanno importanza, ma solo che sarebbe il caso di evitare quelle inutili utilizzando il tempo per attività più importanti.

LEGGI ANCHE: 10 modi per iniziare una conversazione

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10. Utilizza una to-do-list

La lista delle cose da fare è il modo migliore per incrementare la produttività e rimanere sul pezzo.

Utilizza carta e penna o un’app, non importa lo strumento; in entrambi i casi sperimenta e analizza se la tua produttività è in crescita rispetto a prima. Just list it.