Delaktig: l’ultima novità di IKEA per mobili “hackerabili”

Novità fresca fresca in casa IKEA: nasce Delaktig, la piattaforma destinata a progettisti e produttori di terze parti per la creazione di mobili modulari ai quali, in base alle proprie necessità, si potranno aggiungere accessori di diverso tipo.

A comunicarlo è James Futcher, Capo del reparto creativo dell’azienda, convinto che questa novità sarà da base ad un cambio innovativo nel settore.

Ma di cosa si tratta esattamente?

main_ikeamain

Il suo nome, Delaktig, viene dalla lingua svedese e significa “parte di qualcosa”, ed è la nuova piattaforma open source con relativa linea di complementi d’arrendo firmata IKEA. Si tratta di una serie di prodotti che, grazie ad una struttura modulare, sono personalizzabili in base alle necessità del cliente.

Questa idea nasce dal proliferale di quel fenomeno chiamato “hacking” che ha visto coinvolti i prodotti di IKEA. Molti sono stati i casi in cui gli utenti, anche in maniera un po’ rudimentale, si sono sbizzarriti nella composizione di prodotti dell’azienda sperimentando soluzioni e utilizzi alternativi. Ecco che IKEA ha approfittato di questa nuova tendenza puntando su quello che oggi sta diventando un plus per i suoi prodotti: la possibilità di essere utilizzati come ritenuto più utile dagli utenti.

LEGGI ANCHE: I prodotti Ikea rinominati in base alle ricerche su Google

Qualche anticipazione?

content_small_IKEA_today_DELAKTIG_workshop_RCA_3123px-e1478090853732-2500x1406

Ovviamente IKEA ha già pensato a quale potrebbe essere il prodotto di lancio Delaktig: già dal 2018 verrà presentato il primo divano modulare.

Il progetto vede la collaborazione del designer industriale Tom Dixon e del Royal College of Art di Londra e, grazie ad una struttura del telaio in alluminio, potrà adattarsi in base al numero di persone che condividono un ambiente e allo spazio a disposizione. Al divano infatti potranno essere aggiunti accessori come braccioli, lampade o, addirittura, una culla per bambini.

L’obiettivo di IKEA è quello di invitare tutti i progettisti e produttori a creare una nuova tipologia di prodotti e accessori proprio partendo da un design comune, che consentirà di immergersi in un significativo cambiamento del settore dell’arredamento.

Content Marketing Manifesto

Content Marketing Manifesto, recupera la Free Masterclass On Demand

Mercoledì 8 febbraio, i docenti del Corso Online in Content MarketingFrancesco Gavatorta, Valentina Falcinelli ed Alberto Maestri hanno risposto a domande come “perché i contenuti diventano sempre più importanti nel mondo del digital marketing?”, o “quali sono gli strumenti indispensabili e le competenze da sviluppare?”, durante un’ora di lezione teaser.

Se hai perso la diretta, non preoccuparti, sei ancora in tempo! Puoi seguire gratuitamente qui Free Masterclass “Content Marketing Manifesto” On Demand.

Di cosa abbiamo parlato con i docenti del Corso Online in Content Marketing della Ninja Academy

Con Francesco Gavatorta abbiamo affrontato la tematica dello Storytelling e di come riconoscerne usi, abusi e virtù, partendo dal significato puro dell’accezione inglese che significa “raccontare storie“. Un vero e proprio tour all’interno di una “disciplina” che ormai è all’apice di qualsiasi piano di Content Marketing che si rispetti.

Per Valentina Falcinelli, il blog non basta! Con lei abbiamo potuto fare una breve ma intensa panoramica del mondo che gira attorno all’ecosistema dei blog, analizzare gli strumenti e capire qualcosa in più sull’utilizzo delle best practice in chiave Content delle Newsletters, delle Guide, delle FAQ e dei Social, strumenti utili e sempre più necessari per la nostra attività.

Alberto Maestri, infine, ha tracciato la linea con le sue Tre tesi sul Content Marketing.  

Sei curioso di scoprire quali sono? Cosa aspetti, recupera adesso la Masterclass!

Come recuperare la Masterclass On Demand

Per seguire la Free Masterclass On Demand vai sul sito Ninja Academy e iscriviti alla Free Masterclass “Content Marketing Manifesto”Dopodiché comparirà nella tua area utente e potrai accedere a tutti i contenuti della lezione e procedere a scoprire di più sul mondo del Content Marketing.

Ricorda inoltre hai tempo fino al 16 febbraio per iscriverti al Corso Online in Content Marketing al prezzo in Early Booking di 249 euro, invece di 349 euro.

Festival di Sanremo 2017: tutti i numeri dei social network

Siamo arrivati anche quest’anno alla fine della più famosa rassegna italiana dedicata al mondo della musica. Tante belle canzoni, tanti grandi artisti, tanti grandi ospiti: alla fine anche il Sessantottesimo festival di Sanremo ha avuto il suo vincitore, il talentuoso Francesco Gabbani, che con la sua Occidentali’s Karma ha bissato il successo dello scorso anno che l’aveva visto vincitore tra le nuove proposte.

immagini.quotidiano
Insomma, un’edizione del Festival molto sentita e seguita, all’insegna delle polemiche e degli apprezzamenti, sicuramente rivisitato e rinfrescato nello spirito, anche grazie alla conduzione di Maria De Filippi, che ha sdoganato finalmente anche sulle reti RAI la sua peculiare abilità: la capacità di far immedesimare il pubblico in sala e lo spettatore alla tv nelle storie.

La narrazione Defilippiana insomma, ha colpito ancora. E tra l’altro anche molto bene, viste le percentuali di share raggiunte dal festival.

Ma se da un lato il Festival è stato un successo, almeno dal punto di vista degli ascolti tradizionali, com’è andata la kermesse nel meraviglioso mondo dei social network? Scopriamolo insieme, con l’aiuto dell’analisi dei dati di Twitter certosinamente raccolti dal nostro clan attraverso la piattaforma Datalytics.

Twitter – periodo di analisi: 11 gennaio – 13 febbraio

Partiamo subito dal dato che salta subito all’occhio: quello della mole di dati che ci siamo trovati ad analizzare in poco più di un mese di traffico, dalla prima conferenza stampa del festival ad oggi.

2.288.121 (sì, avete letto bene: duemilioniduecentoottantottomilacentoventuno) interazioni su Twitter (ovviamente secondo le nostre keyword di ricerca) di buzz generato tra tweet unici e retweet, che con il 58%  hanno formato però la parte più succosa e consistente del dato.

Schermata 2017-02-13 alle 10.57.29

Il flusso di dati ha raggiunto circa 3.203.000 utenti,  coinvolto 186.800 utenti unici e tutti i contenuti generati sono stati visti in totale per più di 10 miliardi di volte.

Per quanto riguarda l’hashtag ufficiale #Sanremo2017, i nostri attenti strumenti di analisi hanno rilevato il suo utilizzo 2.288.121 volte: quando è stato più usato? Ecco in allegato il grafico che ne sintetizza il flusso d’utilizzo (che per la cronaca ha raggiunto il suo apice il giorno 7 con 411.280 utilizzi (tra tweet e retweet).

Ma da che parte del mondo sono arrivati più tweet e interazioni? Datalytics ci risponde così:

Anche se effettivamente l’heatmap resta un dato ristretto solo a quelli che sono i tweet geolocalizzati, ci mostra che comunque il Festival è stato seguito da tanti altri utenti nel mondo, consacrandolo sempre di più come non solo una kermesse italiana ma globale.

Ecco poi la wordcloud che riunisce tutti gli hashtag, keywords e mentions più usati durante questo mese.

Schermata Sanremo 2017

Troviamo, tra gli altri, gli account di Michele Bravi (vincitore della 7° edizione di XFactor) Lodovica Comello (Ricordate Violetta?), Fabrizio Moro, Francesco Gabbani, e il mitico Trash Italiano, super GIFmaker tanto caro al mondo Twitter e non solo.

I 3 top tweet di Sanremo 2017

Infine, vi lasciamo con la consueta classifica dei tre top tweet dedicati a Sanremo2017:

1° posto – Michele Bravi

2° posto – Mariano Diotto

3°posto – Trash Italiano

Anche questa volta abbiamo cercato di dare (quasi) tutti i numeri. L’appuntamento è alla prossima analisi!

linkedin

LinkedIn buzzword: le 10 parole che rendono il tuo profilo banale

Su LinkedIn, la rete professionale più grande al mondo, il profilo degli utenti è prima di tutto un curriculum vitae digitale interattivo, con buona pace del modello europeo.

Il parallelo con i CV cartacei è forse riduttivo, ma calzante soprattutto quando si parla di buzzword, le espressioni più di moda e dunque più utilizzate nel network di Microsoft.

Dieci parole abusate su LinkedIn

linkedin-buzzword-cleopatra

Parole forse meno appariscenti degli hashtag che balzano alla ribalta su Twitter e Instagram, ma proprio per questo più difficili da riconoscere ed evitare.

La valenza negativa delle buzzword su LinkedIn è infatti tale che ogni anno viene condotto uno studio per identificarle.

Ecco la classifica 2017 delle buzzword su LinkedIn:

  1. Specializzato
  2. Leadership
  3. Appassionato
  4. Strategico
  5. Competente
  6. Focalizzato
  7. Esperto
  8. Certificato
  9. Creativo
  10. Eccellente

linkedin-buzzword-sakespare

Quando si tratta di presentare le proprie abilità ed esperienze, il ricorso a termini familiari è un porto sicuro. Suonano bene, veicolano valori positivi e sono ampiamente utilizzate in ambito professionale.

Tutti questi pregi non bastano per compensare l’evidente difetto: se lo scopo di un profilo professionale è quello di distinguersi dagli altri, promuoversi attraverso frasi trite e ritrite aggiunge poco alla comunicazione e impedisce di distinguersi dalla massa.

Christopher Sandford: perché le buzzword?

linkedin-buzzword-vittoria

Per approfondire il perché di tanto accanimento verso i termini abusati, LinkedIn si è rivolta a biografo di successo Christopher Sandford, che in quattro punti ha spiegato perché le persone tendono ad utilizzare un linguaggio che non le valorizza.

  1. Facilità. Usare parole nuove? Essere creativi? Troppa fatica: le parole comuni richiedono meno sforzo e meno tempo.
  2. Lo fanno tutti. Gli amici usano le buzzword. I colleghi usano le buzzword. Un motivo ci sarà. Il significato preciso di ognuna è una questione secondaria.
  3. Associazione. Certe termini suonano proprio bene, soprattutto se inglesi. Danno tono, aiutano a sentirsi parte di un gruppo o di un settore industriale.
  4. Immagine. L’apparenza è tutto, soprattutto quando si è incerti sulla sostanza. Usare termini comuni e d’effetto è un modo per acquisire sicurezza e sembrare informati.

Cinque consigli per completare un profilo professionale

Da Vinci linkedin buzzword

LinkedIn ricorda a tutti i suoi utenti che i traguardi professionali sono più di generiche buzzword, e li esorta a dedicare qualche minuto per curare il proprio profilo seguendo cinque consigli utili.

  1. Cura il sommario: è la parte più letta, mai avere paura di iniziarlo con una frase diretta, semplice, d’effetto.
  2. Usa la prima persona, non la terza: essere diretti aggiunge un tocco di personalità al linguaggio.
  3. Descrivi le tue esperienze lavorative rilevanti in un linguaggio semplice: un profilo completo riflette la qualità una persona.
  4. Dimostra le tue abilità caricando progetti e lavori che portano la tua firma.
  5. Limita l’uso delle buzzword.

LEGGI ANCHE: Ecco il nuovo look di LinkedIn: al centro il contenuto e le conversazioni

Se sei un “professionista certificato con esperienza, specializzato in un ambito strategico, competente nella leadership” e tieni un “focus sulla creatività per puntare all’eccellenza”, ti manca giusto un pizzico di passione per totalizzare 10 su 10.

In questo caso, vai al tuo profilo LinkedIn e aggiornalo subito!

Arriva WeBot, il chatbot di Facebook Messenger che scova la protesta più vicina a te

Per tutti gli spiriti irrequieti nonché assidui frequentatori di social c’è una novità: arriva dagli Stati Uniti un chatbot di Facebook che avvisa dove si trova la protesta più vicina.

Ebbene sì, ironia a parte, la tempesta Trump sembra portare sempre più malcontento, motivo per cui si cerca di cavalcare il successo e la capillarità d’informazione che solo i social sanno dare.


Così, lo scorso mercoledì è stato lanciato un chatbot che permette agli utenti di localizzare in maniera semplice e veloce la protesta locale più vicina per prenderne parte.

Ovviamente, da usare è semplicissimo: tutto quello che dovrete fare è cliccare sul link per accedere direttamente con Facebook Messenger al bot.

Troverete anche la pagina appositamente dedica che riporterà, fra le varie informazioni, il link di riferimento.

Now more than ever, we Americans need to stand up and speak out. Message me to discover and receive reminders for protests near you!

Gepostet von WeBot am Donnerstag, 2. Februar 2017

WeBot, istruzioni per l’uso

Cliccandoci sul link, verrà chiesto di condividere la posizione al fine di individuare la localizzazione e trovare la protesta più vicina.

A noi ninja, animi pacifici, è andata “male”: nessuna protesta nei paraggi, quindi ci è impossibile verificare la fattibilità del bot.

webot_bot_facebook

Non contenti, ci riproviamo decidendo di non condividere la nostra posizione bensì di inserirne una diversa (americana) manualmente, ma neanche così riusciamo a trovare una protesta che ci accontenti.

Felici di concludere in maniera pacifica la nostra giornata, ci chiediamo: “Era davvero necessario un chatbot di questo tipo?”.

Un ChatBot per creare aggregazione intorno alle proteste

Logan Bernard, co-fondatore di WeBot insieme al fratello Nathan, ha pensato bene di aiutare le persone ad aggregarsi sfruttando a pieno la popolarità che ruota attorno ai numerosi eventi Facebook di protesta.

Insieme possiamo lavorare per aumentare la popolarità  degli eventi e ingaggiare più persone possibili“, ha dichiarato Bernard.

Se ve lo state chiedendo, sì, è tutto vero.

WeBot, però, non è l’unica idea combattiva e un po’ anti-Trump. Sul web si possono scovare tantissime app, tool ed iniziative di questo tipo. Dalla più estremista BoycottTrump per scovare le aziende che hanno interessi commerciali ed economici con il presidente, ad una guida su come resistere all’attuale situazione politica.

Se non ci credete, date uno sguardo qui.

design indaba

Ikea insieme a Design Indaba per una collezione dallo stile africano

Ikea annuncia una partnership con Design Indaba per lanciare una nuova collezione d’arredamento dallo stile tutto africano. L’ultima impresa del gigante nord europeo è una collaborazione con la principale piattaforma di design sudafricana.

I progettisti in-house di Ikea lavoreranno a stretto contatto con architetti, designer, artisti e creativi provenienti da Sud Africa, Kenya, Senegal, Egitto, Angola, Costa d’Avorio e Ruanda.

design indaba

Una collezione pan-continentale per Ikea e Design Indaba

Il fornitore d’arredamento, amato da tutti per la sua convenienza e per quel tocco scandinavo inconfondibile, mira a un terreno abbastanza fertile e finora ancora inesplorato.

Nel mese di marzo ogni progettista lavorerà al fianco del team interno di Ikea durante la conferenza organizzata da Design Indaba a Città del Capo, con l’obiettivo di lanciare una collezione nel 2019. Si tratta di una collaborazione pan-continentale che prevede la produzione di una serie di oggetti domestici.

LEGGI ANCHE: Street Art al passo coi tempi con Grayton e CEET

La collezione di mobili e accessori per la casa si concentrerà sui “rituali moderni e sull’importanza che essi giocano nelle abitazioni”, ha dichiarato Ravi Naidoo, fondatore di Design Indaba“Sembrano guardare alla democratizzazione della progettazione e sono felice che si lascino contagiare da idee esterne”, ha continuato.

Questa con Design Indaba è solo una delle ultime collaborazioni annunciate dal gigante dell’arredamento svedese che negli ultimi due anni ha dato vita a diverse partnership creando collezioni ispirate al Brasile e all’India.

design indaba

La collezione ispirata al Brasile Tillfälle, lanciata da Ikea a marzo 2016

Un’esplosione creativa proveniente dall’Africa

Nel giro di poco tempo Ikea, grazie ai lavori dell’intrepido gruppo pan-continentale, sarà contaminata dallo stile urban dell’Africa. Bethan Rayner e Naeem Biviji specializzati in mobili made-to-order e manifattura artigianale, sono tra i primi designer che contribuiranno, insieme a loro ci saranno i progettisti Bibi Seck e Hanna Dalrot, gli architetti Christian Benimana e Issa Diabaté e il duo Hend Riad e Mariam Hazem.

L’esplosione creativa che si sta sviluppando in questo momento in diverse città dell’Africa è qualcosa che ha incuriosito Ikea. Vogliamo trarre spunto da questo movimento e diffonderlo al resto del mondo. Lavorando insieme a questi designer e creativi vogliamo darci l’opportunità di farlo” spiega Marcus Engman, Design Manager di Ikea.

Street Art al passo coi tempi con Grayton e CEET

Dopo aver parlato di Made in Italy, questa settimana Streetness si sposta in Francia per presentare una nuova partnership tra il marchio di orologeria Grayton ed il noto artista di arte urbana CEET Fouad, protagonisti di una nuova edizione limitata di art watch dal titolo “Los Chicanos”.

CEET ha iniziato ad avvicinarsi al mondo del graffiti writing a metà degli anni Ottanta, prima con un attento studio del lettering e dopo con differenti sperimentazioni figurative. Attualmente, è considerato portavoce di una Street Art estremamente pop, non solo per l’utilizzo sgargiante delle cromie e per i numerosi ritratti realizzati a personaggi famosi, ma soprattutto per la critica alla società contemporanea che l’artista rappresenta come una moltitudine di coloratissimi ovipari dal volto tondeggiante, il becco stilizzato e gli enormi occhi incantati aperti sul mondo.

Street_Art_al_passo_coi_tempi_con_Grayton_CEET

CEET ha realizzato i suoi lavori in diversi Paesi, in particolar modo in Francia ed in Cina, ma la sua produzione conta anche numerose tele, sculture e prodotti di design; sono già note, infatti, le sue collaborazioni con marchi di fama mondiale, tra i quali Adidas, Ecko, Loewe, Moiselle e Prada.

È stato Remi Chabrat, fondatore di Grayton Watch, ad interessarsi per primo all’arte di CEET, pensando di realizzare un’edizione limitata giovane e dinamica in grado di valorizzare la già nota produzione del marchio. L’orologio da polso pensato per questa collezione soddisfa, infatti, tutte le qualità del luxury brand, con il tipico alloggiamento in acciaio, il cinturino in pelle nera dal tocco vintage e il grande quadrante in cui compaiono, per l’occasione, i disegni dai colori caldi realizzati dall’artista. In definitiva sono quattro le keywords individuate per descrivere al meglio l’unicità del prodotto: urban, refined, creative e fun.

Street_Art_al_passo_coi_tempi_con_Grayton_CEET

A differenza dei modelli precedenti, “Los Chicanos” è inoltre caratterizzato da una lancetta dei secondi più fluida e da un movimento rotatorio che abbraccia tutta l’interfaccia dell‘art watch; una minuzia che conferma l’importanza dello stile dell’alta orologeria dai meccanismi giapponesi.

“Los Chicanos” è stato presentato a New York durante una personale dell’artista, divenendo così il simbolo più pop e chic dell’evento e confermando Grayton Watch come promotore dell’arte contemporanea. Per Grayton, infatti, la collaborazione con CEET corrisponde ad un modo tutto nuovo di mettersi al passo coi tempi: il brand rinnova così la propria immagine conquistando anche una fetta di pubblico più giovane nonché appassionato di Pop Art e Street Art.

Street_Art_al_passo_coi_tempi_con_Grayton_CEET

Come sempre, Streetness crede nella realizzazione di prodotti pensati ad hoc da artisti ed aziende e nelle partnership che intrecciano non solo le produzioni, ma anche la storia e l’origine dei protagonisti, valorizzando così arte ed artigianalità connazionali.

app-mobile-marketing

Come le app smart cambieranno il futuro del Mobile nel 2017

Studiare il comportamento degli utenti e capire come  interagiscono con le applicazioni mobile è fondamentale per sviluppare un’app e personalizzarla il più possibile in base ai gusti degli utilizzatori.

Nel 2016 l’azienda Leanplum, che fornisce soluzioni dedicate al mobile marketing, ha analizzato milioni di interazioni mobile e dai dati raccolti è emerso che l’invio di notifiche push con contenuti personalizzati, aumenta di ben quattro volte l’engagement con i clienti.

La applicazioni mobile odierne, sono più smart rispetto al passato, la personalizzazione oggi non è solo possibile verso un segmento ristretto di persone, ma può essere mirata al singolo individuo. Se il comportamento degli utenti riguarda il futuro, l’analisi dello stesso può essere utilizzata ai fini predittivi.

Partendo da queste osservazioni vediamo cosa ha in serbo il 2017 per le applicazioni mobile smart.

Prevedere il futuro per migliorare l’esperienza degli utenti

app-smart-marketing

Adobe Stock #112556610

Le applicazioni mobile intelligenti consentono di analizzare i comportamenti degli utenti e di conseguenza prevedere ed esaudire i desideri del pubblico ancor prima che questi vengano realizzati.

Tradotto in altre parole, le applicazioni mobile che si avvalgono dei big data e dell’analisi predittiva sono in grado di anticipare e fornire contenuti e funzionalità valide sui dispositivi giusti al momento giusto, migliorando costantemente grazie allo studio del comportamento dei clienti stessi.

Il processo di analisi predittiva per intercettare e interagire con gli utenti è pronto a diventare un must have per il 2017, ed è già una metodologia presente in molte delle applicazioni che vengono utilizzate quotidianamente. Rivenditori come Amazon, ad esempio, inviano suggerimenti in base agli acquisti precedenti del cliente, oppure ancora Foursquare combina la storia dei posti visitati dagli utenti, con i gusti degli stessi per suggerire nuove destinazioni.

In ambo i casi l’obiettivo è uno solo: prevedere  il gusto personale delle persone e offrire contenuti ad hoc.

Come abbiamo detto, adattare i contenuti in base alle singole esigenze rappresenta la chiave del successo per coinvolgere il pubblico e nel 2017 saranno sempre più numerose le applicazioni che intraprenderanno questa strada,  facendo della personalizzazione uno dei fattori strategici principali.

Mobile_marketing_trend_2017

Adobe Stock #121910907

Diversi saranno i possibili risvolti: ad esempio le applicazioni dedicate allo shopping online, si concentreranno sempre più sui gusti unici dei propri consumatori, suggerendo i prodotti sulla base degli acquisti precedenti o di eventi personali come il compleanno di un coniuge.

Così come le applicazioni dedicate al traffico o al ride sharing forniranno indicazioni facendo riferimento agli spostamenti precedenti o agli eventi presenti sul calendario degli utenti.

Le app di dating suggeriranno l’incontro perfetto, prestando attenzione ai comportamenti degli utenti su applicazioni esterne,  ad esempio facendo incrociare due persone che stanno ascoltando contemporaneamente lo stesso artista su una piattaforma dedicata alla musica.

In altre parole, le applicazioni smart non forniranno solo raccomandazioni in base alla pertinenza, ma facendo riferimento alla storia digitale e alle precedenti abitudini delle persone.

Le app smart favoriranno la diffusione dei chatbot

chatbot-customer-care

Adobe Stock #124326914

Nel 2017, saranno numerose le aziende capaci di interfacciarsi con gli utenti che prediligono le conversazioni attraverso le app di messaggistica istantanea, avvalendosi dell’aiuto dell’intelligenza artificiale dei chatbot.

Lo scorso anno le app di instant messaging hanno superato in termini di utenti attivi al mese, le app dei social network, di conseguenza i brand devono restare al passo con i tempi ed essere lì dove i consumatori sono presenti.

Diversi sono i modi per sfruttare al meglio i chatbot, ovviamente l’uso varia in base al settore di riferimento, per fare un esempio l’applicazione mobile di un negozio alimentare potrebbe personalizzare l’esperienza d’acquisto dei clienti offrendo attraverso un chatbot la stessa assistenza personale che il cliente riceverebbe in negozio.

Week in social: tra intelligenze artificiali e video live

La settimana che sta per concludersi non è tra le più eccitanti per i social, ma le novità sono sempre tante e ci mostrano in che direzione si muovono le strategie delle diverse società.

Una Week in Social che vede YouTube con una importante feauture aggiunta, Facebook che rafforza la community in casi di emergenza, Twitter che cerca di diventare un social più sicuro, Pinterest che si butta sull’intelligenza artificiale e WhatsApp diventato sempre più invadente.

LEGGI ANCHE: Instagram Stories vs Snapchat Stories: chi vince per ora?

YouTube

YouTube ha finalmente reagito allo strapotere dei video live di Facebook. La piattaforma di Google è stata la prima a offrire la possibilità di trasmettere contenuti multimediali in diretta, ma il social di Zuckerberg, senza perdere tempo, è diventato il medium preferito per mostrare live il mondo che ci circonda.

Non solo Facebook però: YouTube è praticamente accerchiato da Periscope, Instagram e Snapchat.

Così, la community video più grande al mondo è pronta ad accogliere una novità: da ora è possibile trasmettere in streaming con l’applicazione mobile di YouTube. La feauture è disponibile in più di 20 Paesi, Italia compresa, ma è utilizzabile soltanto dagli account che hanno più di diecimila iscritti al proprio canale.

Week in social: tra intelligenze artificiali e video live

Twitter

Si vocifera che Twitter stia per lanciare una massiva azione anti-fake: account, notizie, tweet. Oltre le voci di corridoio, però, un nuovo aggiornamento dell’app permette di nascondere in automatico i tweet con contenuti sensibili, con hate speech, o in risposta ad account che propongono materiale non adatto a un pubblico generico.

Week in social: tra intelligenze artificiali e video live

La piattaforma social ha inoltre annunciato che non permetterà più la creazione di nuovi account a chi era già stato bannato una volta, grazie alle informazioni di contatto (mail e numero di telefono) e indirizzo IP nei casi più gravi, come il cyber bullismo.

LEGGI ANCHE: Twitter rende la rete più sicura: no ai fake account e ai tweet abusivi

Pinterest

Il nuovo strumento Lens di Pinterest permette di identificare oggetti all’interno di una fotografia, offrendo poi risultati simili. Intelligenza artificiale a favore dell’eCommerce, grazie alla quale potremo finalmente trovare quel paio di scarpe che ci piace tanto ma di cui non conosciamo il modello.

Week in social: tra intelligenze artificiali e video live

Facebook

Facebook ha potenziato lo strumento Safety Check, implementando una zona di community, nella quale poter chiedere aiuto agli amici nelle vicinanze.

Week in social: tra intelligenze artificiali e video live

Gli utenti possono offrire qualsiasi cosa: dal cibo a un posto letto, un passaggio o altro ancora. Tutto sarà suddiviso per categoria e prossimità geografica, così da rendere semplice offrire aiuto e richiederlo, in momenti di crisi.

Instagram

Instagram sta testando la possibilità di caricare più immagini contemporaneamente nella propria gallery.

Questa nuova feauture permetterebbe di creare degli slideshow, dei caroselli di immagini, permettendoci di offrire storie composte da più fotografie.

WhatsApp

WhatsApp sta per aggiungere il Live Location Tracking, ossia la possibilità per tutti i tuoi contatti di sapere quando sei nelle loro vicinanze.

Nella logica strategica della casa madre Facebook, il Live Location Tracking dovrebbe permetterci di coltivare i nostri rapporti offline, approfittando della tecnologia per sapere quando siamo vicini ai nostri amici, così da poterli salutare o prenderci un caffè americano annacquato.