Da quando Instagram ha lanciato le live stories vi sarà capitato di vedere racconti in diretta di amici con i loro cani, grandi brand che offrono preview dei loro prodotti o i grandi produttori di news. E vi sarete sicuramente chiesti se e per quale motivo questo strumento potrebbe essere utile anche a una piccola impresa. Bene, ecco qui perché. Ma iniziamo dalle basi.
Come fare una diretta Instagram
Piuttosto semplice: cliccando in alto a sinistra sull’icona della foto accedete alla possibilità di inserire le vostre storie. Qui, in basso, alla sinistra del tasto centrale, trovate l’opzione “in diretta”. A quel punto comparirà un pulsante che vi dice “inizia un video in diretta”. Dal momento in cui lo pigiate sarete live e potrete vedere chi si connetterà al vostro stream, le loro reazioni, like e commenti. Questa, però, è la tecnica. Quel che vi occorre ora è un po’ di strategia e creatività.
Fai sapere che sarai live
Il video scomparirà una volta terminata la sessione, anche se avrete la possibilità di inviarlo ai vostri clienti attraverso messaggio privato. Tuttavia è importante riuscire a coinvolgere la maggior parte di clienti e di prospect prima che la sessione inizi.
Per farlo potete scegliere di inviare notifiche ai follower, ma con un approccio più ampio potreste segnalare quando il live andrà in onda utilizzando delle storie ad hoc nei giorni precedenti e indicando l’ora e il motivo del live. Lo stesso contenuto lo potrete poi esportare e utilizzare sugli altri social della vostra azienda, come Facebook, oppure creare un contenuto ad hoc per le altre piattaforme.
Content is the king
Come sempre, va bene testare il live con contenuto spot, ma quando si utilizza questo strumento per la una azienda è invece bene che il contenuto sia rilevante. Anche perché, se da una parte non avete i limiti temporali pressanti che avete con le storie, la possibilità di andare live fino a un’ora può fare sì che il contenuto venga diluito. Ecco perché è fondamentale programmare il tema, i punti chiave del video, tutto quello che volete dire.
Qui sta a voi capire quale possa essere il motivo di interesse dei vostri clienti per il tema del video, ad esempio un tutorial, il lancio di un nuovo prodotto, un dietro le quinte.
Ricordate che avete la possibilità di interagire in diretta con clienti e con possibili tali, per cui siate pronti a rispondere a domande e, eventualmente, cambiare leggermente il contenuto che avevate programmato. Questo cercando di restare fedeli allo scheletro del vostro programma.
Questo messaggio si auto-distruggerà
Data la durata effimera di questo tipo di contenuto, che sparirà una volta finita la sessione, pensate in anticipo a chi vorrete inoltrarlo attraverso messaggio privato. Per farlo è necessario cliccare sull’icona della freccia in basso a destra e selezionare gruppi di persone o singoli clienti.
Ora che sapete tutta la tecnica, non vi resta che sperimentare e sorprenderci nei nostri feed con live imperdibili. Buon lavoro!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/02/instagramliveTOP.jpg8041358Giulia Grimaldihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngGiulia Grimaldi2017-02-22 10:30:122017-02-22 13:24:03Come usare Instagram Live se sei una PMI
Diciamoci la verità: la mattina al risveglio l’idea di aprire l’armadio e decidere cosa indossare ci sembra sempre un’ingiusta punizione. A breve potremo smettere di lamentarci anche di questo, grazie all’arrivo di Data_Dress, il progetto sviluppato da Google e H&M.
Com’è il tempo fuori? E se poi ho caldo? Vado in auto, posso mettere i tacchi? È mercoledì, devo passare in tre uffici diversi in due ore, vado di scarpe da ginnastica?
La digital fashion house del gruppo H&M, Ivyrevel, ha pensato proprio ai dubbi che ogni giorno ci assalgono, e ha realizzato il progetto Coded Couture, grazie al quale è nata un’app, per il sistema operativo Android, che aiuta ogni utente a trovare un outfit studiato ad hoc.
Che cos’è il Data_Dress?
Cambieremo l’industria della moda portando la personalità dei clienti all’interno del processo di design, grazie alla tecnologia e all’utilizzo dei big data.
Ha detto Aleksandar Subosic, co-founder di Ivyrevel, in conferenza stampa.
Data_Dress dà il potere alle donne di tutto il mondo di ordinare un abito costruito interamente sulle loro abitudini e il modo in cui vivono le loro giornate.
Insomma, Data_Dress sarebbe in grado di elaborare le informazioni su ogni singolo utente per costruire l’outfit perfetto per ognuno di noi. Ma come fa?
Il funzionamento è molto semplice, se sai cosa sono le Snapshot API di Google. Ognuno di noi compie diverse azioni quotidianamente, ma quasi sempre lo facciamo portando con noi lo smartphone, che funge da antenna per la registrazione di queste azioni.
Andiamo in ufficio, in palestra, a cena fuori, utilizziamo la metropolitana, oppure l’auto. Ci spostiamo a piedi, e se piove preferiamo non prendere la bicicletta, se invece c’è il sole ci piace passare la domenica mattina al parco. Ascoltiamo musica per un certo numero di minuti al giorno, con gli auricolari, e nel weekend ci piace provare posti nuovi dove mangiare, assistere a un concerto, guardare un film o goderci una mostra, oppure siamo molto abitudinari e frequentiamo bene o male sempre gli stessi posti.
Insomma, grazie a queste preziosissime API, Google sa tantissime cose di noi. Sa anche se abbiamo bisogno di coprirci da pioggia e vento, se il tacco 12 sia una scelta opportuna per la nostra giornata perché ci spostiamo in auto, oppure se sia preferibile indossare un jeans comodo per pedalare.
Basterà insomma portare con noi lo smartphone per una settimana, per registrare la nostra intera routine, e l’app imparerà a conoscere le nostre abitudini e sarà in grado di disegnare un unico abito, a firma Ivyrevel, grazie alle API.
Una volta confezionato il progetto dell’abito, il Data_Dress sarà disponibile per l’acquisto.
Al momento l’app è in stage alfa, ma è stata provata da diversi influencer in tutto il mondo, incluso il blogger Kenza Zouiten, come abbiamo visto nel video.
E tu? Scommetto che non vedi l’ora di farti confezionare l’abito perfetto per la tua giornata 🙂
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/02/https-blueprint-api-production.s3.amazonaws.com-uploads-card-image-373835-e0f58dc1-77bd-4869-8289-f38e7fb4eddd.jpg534950Noemi Borghesehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngNoemi Borghese2017-02-22 10:00:432017-02-22 17:36:55Grazie al Data Dress progettato da Google e H&M, mai più "Non ho niente da mettermi"
Ti sei mai chiesto quali siano i luoghi dove si crea la parità dei sessi?
Tutti conosciamo la statua più famosa degli Stati Uniti: una donna tiene alta la fiaccola dell’eterna liberà e accoglie chi arriva della baia di Manhattan. Ma chi è quella donna? Come si chiama, per cosa ha meritato di essere messa a simbolo di una nazione?
La risposta è semplice: la Statua della Libertà non rappresenta una donna realmente esistita.
La geografia delle quote rosa
Al contrario, spostandoci a Washington è molto semplice riconoscere i volti rappresentati nelle statue: Martin Luther King, Roosevelt, Jefferson, Lincoln, Albert Einstein per citarne alcuni.
Ci hai mai fatto caso? Sono pochissimi i monumenti dedicati alle donne rispetto a quelli che celebrano il sesso maschile.
Se la risposta è no, sei in buona compagnia: anche la madre di Kirsten Flanik, presidente di BBDO New York, non aveva mai notato quanto fosse impari il confronto tra uomini e donne a cui sono dedicati documenti, così come strade e piazze nella toponomastica.
Da qui nasce l’idea della campagna Put Her on the Map.
Una campagna per la consapevolezza
“Se non lo vedi, non puoi esserlo” è il pensiero alla base dell’operazione dell’agenzia BBDO, che mira ad aumentare la percentuale di strade e monumenti dedicati alla parte femminile che ha fatto la storia.
Si tratta di rendere visibile il grande apporto che le donne hanno dato alla società, attraverso la rappresentazione fisica di queste persone perché possano essere viste, notate ed essere così modello per chi si appresta a plasmare il futuro.
Ispirare le generazioni che verranno è lo scopo di Put Her on the Map. Il progetto nasce dalla consapevolezza che le quote rosa in materia di monumenti presenti sul suolo statunitense non hanno alcun riscontro con la realtà: le donne sono la metà della popolazione ma rappresentano solo l’8% quando si tratta di statue, nomi di strade o edifici dedicati a personaggi storici.
Una disparità che si traduce anche nella difficoltà delle ragazze a prendere come riferimento nuovi modelli femminili, a conoscersi a fondo e quindi ispirarsi a loro.
Ispirare le giovani donne onorando le grandi donne
Aumentare le quote rosa tra statue, monumenti e strade è un obiettivo ambizioso ma su cui la società americana è fortemente orientata.
Per questo Andrew Robertson, presidente e CEO di BBDO, e Amy Elaine Wakeland, First Lady di Los Angeles, hanno presentato un video informativo al Makers Conference, un evento volto a celebrare le donne apripista, di ieri e di oggi.
Dalla consapevolezza del bisogno di colmare questa lacuna si passa subito alla pratica.
Grazie alla collaborazione con Makers e Niantic (la compagnia dietro a Pokémon Go) sarà possibile fare richiesta al proprio comune perché strade e monumenti siano dedicati a donne.
Una campagna concreta, che gettale basi per quote rosa reali, scolpite nella pietra.
A quale donna che ha fatto la storia intitoleresti la tua via di casa?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/02/Quote-rose-di-pietra-monumenti-e-statue-per-la-parità-dei-sessi.jpg15002100Chiara Sgarbihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngChiara Sgarbi2017-02-21 16:00:052017-02-22 17:37:16Put Her on the Map: quote rosa per strada e tra i monumenti
Il Growth Hacker ha come sua stella polare la crescita di un business. Questo termine è stato coniato da Sean Ellis nel 2010: nell’era della trasformazione digitale, diventa prioritario lavorare ad una strategia online che possa sostenere e far crescere un business nel tempo.
Corso Online in Growth Hacking & Performance Marketing + Growth Hacking Lab
Ninja Academy propone il Corso in in Growth Hacking & Performance Marketing, formula Online + Aula Pratica (opzionale), un percorso studiato per aggiornare le competenze aziendali necessarie per mettere a punto strategie e tecniche di crescita del business basate sulla massimizzazione delle conversioni nel proprio mercato e sull’ottimizzazione di attività e campagne di marketing.
Dopo aver partecipato a questo Corso saprai:
Progettare un funnel che attrae, converte, e fidelizza i tuoi clienti, impostando metriche per ogni step
Creare degli automatismi che convertano nel tempo chi non ha acquistato al primo colpo
Ottimizzare una campagna in base ai diversi obiettivi
Individuare le metriche che contano nel proprio business ed utilizzare sistemi di tracciamento
Impostare un processo di Growth Hacking basato sulla sperimentazione continua
Come funziona il Corso Online?
Il Corso Online con Raffaele Gaito e Luca Barboni consente di ottenere competenze specifiche sugli elementi strategici del Growth Hacking e Performance Marketing: abbassare i corsi di acquisizione di un cliente, ottimizzare l’efficienza di una campagna pubblicitaria e aumentarne il tasso di conversione. Per massimizzare l’esperienza di apprendimento e consolidare al massimo le competenze trasmesse dal percorso in Growth Hacking & Performance Marketing, Ninja Academy aggiunge una Bonus Track gratuita di 5 ore formative On Demand extra con Matteo Polli e Marco Massara.
Puoi seguire le lezioni del Corso Online in diretta per gli appuntamenti Web Live, accedendo dal web ad un’aula virtuale.
La didattica è completamente online, erogata attraverso webinar in diretta
I Question Time sono progettati come momenti di confronto con i docenti in cui potrai esporre dubbi, richiedere approfondimenti e formulare domande in tempo reale
Se non puoi partecipare agli appuntamenti live nel giorno e all’orario prestabilito, Ninja Academy ti offre la possibilità di consultare, senza limiti di tempo, il materiale di ciascuna lezione (video e slide) in modalità On Demand accedendo alla piattaforma e-learning
Al termine del corso, previo superamento di un test di valutazione, potrai scaricare il Certificato di Partecipazione
Come funziona il Growth Hacking Lab?
A complemento del Corso Online, il Growth Hacking Lab [Milano, 14 e 15 Luglio 2017] guida i partecipanti nell’applicazione pratica delle nozioni apprese al Corso Online. Zero teoria e 100% pratica: i due giorni di laboratorio hanno un taglio altamente pratico ed esperienziale, e sono dedicati ad esercitazioni e project work progettati parallelamente al Corso Online. POSTI LIMITATI
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https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2014/09/growth_hacking_scala.jpg480640Silviahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngSilvia2017-02-21 15:31:482017-06-29 10:14:07Corso in Growth Hacking e Performance Marketing: tecniche e strumenti per far crescere il business
Normalmente la SEO, ovvero l’attività di ottimizzazione per i motori di ricerca, viene associata ai contenuti pubblicati sui siti web di aziende, professionisti o privati. Quando invece si parla di Social Media Marketing difficilmente si sente parlare di SEO, o almeno non nel modo a cui siamo abituati. Scopriamo perché questa breve riflessione non è totalmente vera.
La SEO per i video di YouTube
YouTube è il secondo motore di ricerca a livello mondiale e, in quanto tale, segue regole ben precise che riguardano indicizzazione e posizionamento dei video che ogni giorno vengono pubblicati su questa piattaforma. Vediamo di seguito cosa possiamo fare concretamente per dare visibilità ai nostri video:
Analizza le keyword di interesse: individua le keyword che meglio descrivono il contenuto del tuo video e verificane il volume di ricerca su strumenti quali Keyword Planner di Google o SEMRush.
Ottimizza il titolo del video: il titolo deve essere descrittivo del video ma deve contenere (possibilmente all’inizio) la keyword principale per cui lo si vuole posizionare sia su YouTube che su Google.
Ottimizza la descrizione del video: nella descrizione puoi inserire un testo più lungo e descrittivo del video. Ad esempio, puoi indicare dove è stato girato il video (se ha senso e se può essere utile), eventualmente anche informazioni sulla musica di accompagnamento. Nella descrizione puoi invitare il tuo pubblico a mettere un Like o aggiungere un link al tuo sito web. In ogni caso, bisognerebbe inserire ancora una volta la parola chiave.
Usa un nome file parlante: quando carichi il video su YouTube, è buona norma usare un nome file che contenga le parole (o parte di esse) che si trovano anche nel titolo del video.
Compila i tag: nel campo Tag è importante inserire quante più keyword possibile in grado di descrivere sinteticamente il video. Questo aiuterà YouTube a trovare il tuoi video in base a ricerche specifiche.
La SEO per LinkedIn Pulse
Come probabilmente saprai, nel 2014 LinkedIn ha lanciato la sua piattaforma di social blogging denominata Pulse. Attraverso gli iscritti al social network del business possono pubblicare articoli approfonditi e ben formattati sul proprio profilo, come se stessero usando un CMS tipo WordPress. Non sto qua a dirti come si usa o come non si usa. Quello che mi preme invece e darti una panoramica sugli aspetti legati alla SEO di Pulse.
Gli articoli pubblicati su Pulse si indicizzano anche su Google e, per questo motivo, anche su di essi possiamo fare un discreto lavoro di ottimizzazione SEO on-page. Tuttavia devi sapere che questo strumento non è pensato per acquisire maggiore visibilità su Google, ma per costruire una piccola community attorno al tuo profilo LinkedIn. Infatti, ogni volta che pubblichi un nuovo articolo, questo verrà segnalato con una piccola notifica a tutte le persone a te collegate (ai tuoi amici).
Ecco perché ogni volta che scrivi un nuovo contenuto è bene che tu faccia attenzione a:
Titolo del post: infatti questo corrisponde non solo con il titolo H1 (headline) ma anche col tag title della pagina. Quindi dovrai fare attenzione ad usare la keyword principale attorno alla quale stai scrivendo l’articolo e posizionarla all’inizio del titolo.
Scrivi il sommario: il sommario non solo serve al lettore per avere una preview del contenuto della pagina, ma è utile anche perché rappresenta la meta description che sarà visibile nella SERP di Google.
Utilizza i titoli H2 per i paragrafi: sono i titoli che aiutano il lettore ad identificare le parti della pagina che più gli interessano saltando le altre. Ma sono anche utili a Google per individuare la struttura della pagina suddividendola in sotto argomenti, preziosi per il processo di indicizzazione.
Ottimizza gli anchor text: detto anche testo ancora, ovvero il testo che usi per inserire un link ad un altra pagina, è molto importante per Google perché lo aiuta a mettere in relazione il tuo Pulse con altri articoli tematicamente affini. Ecco in link interni al post hanno un grande valore anche per il lettore.
Conclusione
Con questo breve articolo spero di averti aiutato ad utilizzare due strumenti che normalmente non vengono associati alla parola SEO, ma che invece hanno grandi potenzialità anche nella ricerca organica. Parlerò in maniera più approfondita di questi argomenti nel Master Online in Social Media Marketing che avrà inizio il prossimo 11 marzo. Cosa aspetti, iscriviti ora! 😉
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2015/02/seo_vs_social_media_quale_strada_per_una_campagna_digitale_vincente_12.jpg368660Ninja Profhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngNinja Prof2017-02-21 14:54:002017-02-27 09:52:31La SEO che non ti aspetti per YouTube e LinkedIn
Siamo entusiasti di annunciare che i risultati del nostro trimestre natalizio hanno generato il più alto fatturato trimestrale di sempre per Apple, infrangendo diversi altri record. Abbiamo venduto il maggior numero di iPhone rispetto al passato e abbiamo battuto tutti i record di fatturato precedenti per iPhone, Servizi, Mac e Apple Watch.
Così Tim Cook ha presentato a Cupertino un fatturato trimestrale record: 78,4 miliardi di dollari – circa 72,5 miliardi di euro – (vs i 75,4 miliardi registrati nel Q1 del 2016).
Un goal segnato grazie al lancio di iPhone 7, che nella versione Plus ha segnato un incremento del 55% sulle unità vendute.
Con un fatturato così quanto guadagna la classe dirigente di Apple?
Il compenso annuale complessivo della classe dirigente si compone di una parte fissa (stipendio annuo) e di una variabile, che comprende incentivi in denaro ed azioni a seconda delle performance e del raggiungimento degli obiettivi.
Nel dettaglio, nel 2016 questi sono stati gli stipendi complessivi dell’Executive Team:
• Apple CEO Tim Cook: $8,747,719
• Apple CFO Luca Maestri: $22,803,569
• Apple retail chief Angela Ahrendts: $22,902,892
• Apple services chief Eddy Cue: $22,807,544
• Apple hardware engineering chief Dan Riccio: $22,807,544
• Apple general counsel Bruce Sewell: $22,807,544
Un altro criterio chiave nel determinare la retribuzione totale è lacomparazione diretta con i compensi delle altre società del settore che competeno con Apple per i migliori talenti.
Quali sono le aziende che Apple considera “proprie pari”?
Il comitato per la remunerazione stila ogni anno l’elenco delle società che potrebbero contendersi con Apple il capitale umano, ossia i migliori talenti in circolazione.
La lista si compone sia di “società pari”che operano nelle industrie tecnologiche, media, internet e di servizi (tutte rigorosamente autonome, basate negli USA e quotate in borsa), che di un secondo gruppo di società iconiche e/o leader di categoria che necessitano di capitale umano altamente qualificato per continuare nella loro crescita.
Andiamo a scoprire nel dettaglio le società che Apple considera proprie pari in questa battaglia per l’acquisizione dei migliori talenti.
Le industrie tecnologiche con cui concorre Apple per il capitale umano
Nella lista figurano IBM, Microsoft, Hewlett-Packard, Intel, EMC, Cisco System, Oracle, Qualcomm.
Grande assente Samsung (sede principale a Seul, Corea del Sud), che negli USA detiene 29% delle quote di mercato degli smartphone, subito dietro ad Apple con il 31%.
Le industrie che ricercano i migliori talenti dei media
“Chiunque controlla i media, controlla le menti”, diceva già Jim Morrison. Ed anche per Cupertino è fondamentale aggiudicarsi i migliori talenti delle industria media e intrattenimento. Chi sono le aziende con cui competere? Google, Facebook, The Walt Disney Company, 20th Century Fox, Time Warner Cable, CBS, Viacom, Comcast e DIRECTV.
Anche quai due grandi assenti, i primi rivali di Apple per quel che concerne lo streaming: Netflix (USA) e Spotify (Stoccolma, Svezia). C’è da chiedersi: il capitale umano delle une non ha veramente nessun appeal per le altre?
I grandi retailer digitali e le compagnie telefoniche
Nella lista di “società pari” non potevano mancare i due grandi colossi del retail digitale: Amazon ed eBay.
Curiosa la presenza delle compagnie telefoniche AT&T e Verizon, che per chi non ricordasse 10 anni fa al lancio di iPhone furono le uniche due società con sim abilitata per l’utilizzo del melafonino nel mercato USA, solo successivamente il telefono venne messo in vendita con la sim sbloccata dai contratti telefonici.
E poi ci sono gli altri big, diversi ma comunque in competizione per le migliori risorse umane
Poi ci sono loro, il gruppo secondario di pari, fatto di leader di mercato che hanno tutte le intenzioni di aggiudicarsi i migliori talenti per proseguire la loro vorticosa crescita: 3M, American Express, Boing, Coca-Cola, General Electric, Johnson & Johnson, PepsiCo, Procter & Gamble.
Cosa ci riserveranno nel 2017 i grandi talenti Apple?
I rumors sono molti, dall’iPhone 8, celebrativo del decennale del melafonino, all’eyewear intelligente (mercato non facile, il progetto Google Glass pare sia stato ufficialmente archiviato nel 2016).
Non ci resta che scoprirlo nei prossimi mesi!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/02/iCloud.jpg5671358Anna Macchionihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAnna Macchioni2017-02-21 14:30:442017-02-20 19:39:31Apple: fatturato, stipendi e contese per il capitale umano
Quando pensiamo agli architetti e ai designer, ci vengono sempre in mente persone estrose, intente a lavorare sui propri piani di lavoro, con matite, penne e fogli volanti ovunque. L’esperimento di Marc Goodwin è proprio quello di documentare queste persone creative e talentuose, immerse nei propri uffici colorati o del tutto ordinari, ma mai banali.
Tanya Klyne (Parigi)
Il fotografo londinese sta facendo il giro del mondo, il suo esperimento va avanti da un anno, partendo da Pechino fino a Copenhagen, la tappa più recente è stata Parigi, al Renzo Piano Building Workshop. Il suo scopo è quello di evidenziare le differenze sussistenti tra i vari studi, come sono stati progettati, come sono organizzati internamente, quali sono le differenze e le uguaglianze, certamente ciò che li accomuna tutti, è la particolarità dell’arredo, in tutte le foto si avverte la voglia di rendere più familiare gli interni, mantenendo sempre l’aspetto professionale.
Renzo Piano Building Workshop (Parigi)
Fotografando ogni angolo degli studi, a qualunque ora del giorno e della sera, soddisfacendo ogni nostra piccola curiosità, Goodwin sostiene che gli studi più “aziendali” sono quelli londinesi, Foster + Partners e Zaha Hadid Associates, mentre gli uffici del nord Europa sono quelli che si presentano più organizzati, funzionali e minimalisti.
Zaha Hadid Associates (Londra)
Quelli che hanno colpito il suo interesse e lo hanno davvero colto di sorpresa, sono stati gli studi di Pechino, li ha definiti molto particolari, inaspettati, davvero belli.
Nel suo ultimo viaggio, Parigi appunto, ha constato l’eclettismo e la personalizzazione degli uffici, tutto ciò li rende unici rispetto agli altri. Quello che accomuna gli studi fotografati, sono la luminosità degli interni, la presenza di spazi bianchi, puri, l’efficienza e l’organizzazione, la precisione. Gli interni sono più standardizzati, mentre gli esterni sono diversificati, l’idea della diversità è più pronunciata; si passa da grattaceli infiniti ad enormi capannoni, si arriva ad edifici industriali messi a nuovo, e infine anche degli uffici-birreria. Volete saperne di più? Il viaggio di Goodwin non è ancora terminato, intanto date un’occhiata a questi scatti.
Lispace Design (Pechino)
Snohetta office (Oslo)
Jägnefält Milton (Stoccolma)
Superunion (Nordic offices)
JKMM offices
Hawkins Brown (Londra)
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/02/studiok.jpg450800Mariagrazia Repolahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMariagrazia Repola2017-02-21 14:30:002017-02-21 23:51:02Il giro del mondo in 80...studi di architettura!
Promuovere un ristorante e migliorare le performance del tuo business ti sembra semplice, vero? Qualche fotografia pubblicata su Instagram, l’invito di un foodie particolarmente influente, un po’ di recensioni su Facebook da parte dei clienti, un pizzico di customer care tramite Tripadvisor.
C’è un piccolo particolare, però, che ti sfugge in questa visione idilliaca della tua strategia di marketing: la concorrenza tra ristoranti, oggi, è davvero spietata.
Non basterà una buona content strategy a salvarti dall’invisibilità tra i risultati dei tuoi potenziali clienti, ma dovrai puntare su una strategia integrata, che parta dal web per arrivare fino allo strumento di marketing più importante: la tua capacità di accogliere e soddisfare i palati delle persone.
Per aiutarti in quella che ora inizia a sembrarti un’impresa titanica abbiamo preparato per te tre consigli, su alcuni ottimi strumenti che puoi integrare nel tuo piano di marketing per arrivare efficacemente alla tua audience e magari fidelizzarla, trasformando un buon piatto di pasta in un efficace contenuto digitale.
1. Instagram Stories, l’alleato dello storytelling per migliorare le performance di un ristorante
Lo scorso anno Instagram ha lanciato le sue Stories. Sulla scia del modello di Snapchat, le Storie di Instagram permettono di pubblicare contenuti come foto e video, che spariscono dopo 24 ore. Per facilità di utilizzo e potenzialità creative, le Instagram Stories stanno già registrando grandi numeri in relazione agli utenti che le utilizzano, puntando a superare presto i numeri della stessa Snapchat.
Perché le Instagram Stories sono un ottimo alleato per un ristorante?
Perché sono perfette per mettere in mostra cibo appetitoso, stile del locale e dettagli, permettendo di porre l’accento su un menu o su una promozione ogni giorno differente dedicata ai follower sul social network.
Grazie alle Storie di Instagram è possibile pubblicare foto personalizzate con filtri, sticker o disegni, oltre a poter inserire link cliccabili e taggare altri profili.
La possibilità più importante è quella di comunicare con i clienti in modo autentico, attraverso lo storytelling. Raccontare il dietro le quinte della cucina ad esempio, o la scelta dei prodotti prima della preparazione, può essere un’ottima via per entrare in relazione con gli utenti, farsi conoscere da un punto di vista meno formale e magari svelare un po’ della magia nascosta dietro la perfetta immagine dell’impiattamento, coinvolgendo l’intero staff o addirittura gli stessi clienti.
Non dimenticare che su Instagram Stories puoi usare anche brevi video, che ti consentiranno davvero di raccontare la storia della tua cucina, evocarne i sapori e profumi.
2. Mobile App, punta tutto sul proximity marketing
Il 2017 sarà definitivamente l’anno del proximity marketing, grazie alla crescita esponenziale del traffico da mobile, che deve condizionare qualsiasi futura strategia di business.
Gli smartphone ci hanno già condotti verso nuovi comportamenti di acquisto e le piccole e medie imprese e i local business devono tentare di stare al passo coi tempi. Potrebbe sembrarti davvero difficile, ma questo non significa necessariamente dover assumere un programmatore o dover ipotizzare sconsiderati investimenti in tecnologia.
GoodBarber, ad esempio, consente alle piccole imprese di sfruttare al meglio i vantaggi della digitalizzazione e il potenziale delle app per il tuo ristorante senza compromettere la tua identità, grazie a Loyalty Card, coupon e bonus, offerte geolocalizzate.
Perché le Mobile App sono un ottimo alleato per un ristorante?
Se la carta fedeltà resta un eccellente strumento per trasformare il cliente occasionale in un affezionato, oggi non è più necessario utilizzare una tessera in carta o magnetica. Sarà sufficiente uno smartphone.
Grazie all’add-on Loyalty Card personalizzabile al 100%, ad esempio, troverai una soluzione adatta ad ogni tipo di attività commerciale e con la possibilità di monitorare costantemente i risultati, in modo da gestire al meglio il tuo menu e le tue offerte.
Con Geofencing e Beacons, tecnologie che permettono di inviare notifiche ai dispositivi degli utenti in base al loro comportamento all’interno di una determinata area, potrai inoltre puntare a incrementare la ricorrenza d’acquisto, inviando delle notifiche al momento più opportuno e mantenendo sempre attivo l’interesse dell’utente.
Se, ad esempio, in un particolare momento della giornata o della settimana registri minori ingressi di clienti, puoi utilizzare questi strumenti per incentivare il loro passaggio nella tua attività.
3. Localized Facebook Ads, tutto il potere del classico flyer ma in formato digitale
Ora che hai deciso di puntare la tua promozione su una strategia di digital marketing dovrai cominciare a valutare anche forme di annunci differenti rispetto al tradizionale volantino da imbucare nella cassetta delle lettere dei tuoi concittadini.
La soluzione più adatta al tuo ristorante è proprio a portata di clic. Si tratta dei Localized Ads di Facebook, un formato di annuncio che Facebook consente di indirizzare a cerchie geograficamente ristrette di utenti. Puoi targetizzare l’inserzione circoscrivendola esclusivamente alla tua città o addirittura ad un singolo quartiere, raggiungendo in modo più semplice e sicuro proprio quelle persone che potrebbero essere interessate alla tua attività.
Perché i Localized Facebook Ads sono un ottimo alleato per un ristorante?
Grazie alle inserzioni localizzate potrai promuovere offerte puntando sulla vicinanza del tuo locale agli utenti e aggiungere altre utili indicazioni per raggiungerti.
Non spenderai più cifre indefinite in campagne pay per clic sparando nel mucchio, ma indirizzerai la tua pubblicità proprio a quelle persone che potrebbero passare davanti al tuo ristorante e sbirciarne il menu.
I Facebook Localized Ads ti consentono di aumentare la notorietà nei dintorni e di aggiungere mappe e pulsanti per farti contattare direttamente o per ricevere indicazioni stradali per raggiungerti: attirerai nuovi clienti e aumenterai il numero di coperti serviti ogni giorno.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/02/3-strumenti-per-migliorare-le-performance-del-tuo-ristorante-5.jpg640960Daria D'Acquistohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngDaria D'Acquisto2017-02-21 13:00:132018-11-02 13:19:063 strumenti digital per i business della ristorazione
Who else? In Germania già da qualche anno il testimonial italiano più ambito è una donna: Elisabetta Canalis.
Mentre in Italia il testimonial per eccellenza del caffè in capsule, George Clooney – che per anni ci ha suggerito“Nespresso. What else?” –ha lasciato il posto ad altri personaggi italiani, dall’autunno scorso in Germania la sua ex ha esordito con lo spot per il caffè in capsule del discount Aldi ribadendo: “Expressi – of course”.
Botta e risposta a distanza di anni, ma il discount tedesco non si è lasciato scappare l’occasione di trasferire un po’ di temperamento italiano nello spot pubblicitario.
Il country-of-origin effect evoca la condizione per cui il consumatore attribuisce un differenziale di valore – positivo o negativo – ad un prodotto o servizio per il solo fatto di essere stato realizzato in un determinato paese o di essere comunque associato alle sue tradizioni. Gli effetti esercitati dall’origine sulle percezioni e valutazioni del prodotto da parte della clientela estera rappresentano uno degli aspetti più indagati all’interno degli studi di international business e di marketing internazionale.
Secondo questa definizione, avviene un transfer d’immagine dal paese al brand. Lo stesso effetto cercato da Giotto a partire dal 2011, sia attraverso l’ingaggio della testimonial italiana, sia usando immagini e valori che evocano il ricordo del nostro paese nella mente di chi osserva.
Nel nuovo spot (2016), sempre ambientato in Italia, la showgirl italiana non è più presente.
La cultura italiana nelle pubblicità tedesche: tutto reale?
“Pizza, pasta, mandolino“ è la trilogia di stereotipi che all’estero spesso associano con la nostra “Bella Italia”.
Non abbiamo dubbi che il cibo italiano possa rappresentare un tipico cliché. Ma quanti di noi suonano il mandolino?
Gli stereotipi sono costruzioni sociali che riducono e semplificano, per dare orientamento. Risultano talmente radicati nell’immaginario collettivo di una popolazione che occorrono anni affinché essi vengano rimossi del tutto.
Questo meccanismo ovviamente non vale solo per l’Italia. Quando partiamo per un viaggio all’estero, portiamo con noi un bagaglio di immagini che associamo alle diverse culture e ai luoghi, che selezionano solo una piccola parte della loro realtà.
Elisabetta Canalis, nello spot trasmesso in Germania sei anni fa, afferma: “Caffè? Solo con Giotto!”, slogan che ancora oggi troviamo sul sito del brand.
Ma il caffè bevuto rigorosamente con Giotto rappresenta una reale abitudine italiana? Diteci la vostra!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/02/testimonial-italiano-più-ambito-in-germania-e1487785111692.jpg430900Marina Nardonhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMarina Nardon2017-02-21 11:30:512017-02-22 18:41:54Chi è il testimonial italiano più ambito in Germania?
I clienti sono diventati più esigenti e diversificati, e, allo stesso tempo, il mercato è sempre più ricco e i consumatori hanno davvero tante possibilità a cui affidarsi. Fatte queste premesse, è evidente che le aziende che mantengono una strategia di marketing impersonale non possano essere vincenti. Il trend è, appunto, quello di spostare l’attenzione su un approccio più personale: il cliente deve sentire che le sue esigenze e necessità sono al centro dell’interesse dell’azienda a cui si sta rivolgendo.
Una strategia marketing user-centrica può dare importanti benefici al tuo modo di comunicare. Ecco alcune opportunità da tenere in considerazione.
Identifica nuove aree di crescita
Per implementare un approccio marketing user-centricodevi scavare a fondo nella psiche dei tuoi clienti. In questo modo puoi identificare con precisione le loro necessità, scoprire se stai rispettando o meno le loro aspettative, comprendere le loro idee per migliorare la tua attività.
Se fatto bene, questo percorso può essere una miniera d’oro di intuizioni che possono essere utilizzate per identificare le aree su cui focalizzarsi e sviluppare i tuoi prodotti e servizi.
Per esempio, Mike Diamond Services, una società di impianti idraulici con sede in California, ha capito attraverso alcune ricerche di marketing che ai clienti non piaceva per niente una cosa: quando gli idraulici arrivano a casa per un appuntamento, la maggioranza di loro è sempre sporca e non ha un buon odore. Quindi che cos’ha fatto Mike Diamond? Ha riconosciuto che anche gli idraulici che lavorano per lui non erano così puliti ne così profumati come avrebbero voluto i suoi clienti, e ha utilizzato i feedback ricevuti per trasformare la sua società nella “Società degli idraulici profumati”.
Mike Diamond garantisce che i suoi idraulici arrivino all’appuntamento profumati di violetta e vestiti con uniformi che sanno di pulito. In effetti, la sua azienda ha fatto anche di più di così, garantendo ai clienti non solo uniformi pulite, guanti igienici, ma anche quello che lui chiama “trattamento da red carpet”, ovvero coperture per le scarpe per evitare di sporcare in giro.
Mike Diamond è una delle società idrauliche di maggior successo in California, proprio perché il proprietario della società ha ascoltato le esigenze dei suoi clienti. Aveva capito che, se avesse esaudito il loro desiderio, poteva avere l’opportunità di accrescere il suo business.
Incrementa la soddisfazione dei clienti
Non c’è modo di sviluppare un’efficiente piano marketing human-focused senza reperire informazioni dai tuoi attuali clienti. Ma ecco la cosa davvero interessante di sondaggi e questionari: se li presenti nel modo adeguato, il tuo cliente si sentirà ascoltato e capito e, sentendo che il suo valore è tenuto in considerazione, continuerà ad acquistare i tuoi prodotti e servizi, e li consiglierà ad altri. E sarà felice di farlo, proprio perché avrai reso la sua esperienza di cliente personale, intima, importante.
Non puoi costruire il tuo business unicamente sull’offrire i migliori prodotti e servizi. Certo, è importante, ma per il successo della tua società è ancora più importante comprendere l’importanza e la centralità delle persone che comprano quei prodotti e quei servizi. Se gli fai percepire un certo grado di connessione con la tua società sollecitando la loro opinione, implementando le loro idee e creando nuovi prodotti e servizi che incontrano i loro desideri, sarai più avanti di tutti.
Promuovi il tuo brand
Il branding è l’elemento chiave per distinguere la tua società dalle altre, ma non si tratta solo di come vuoi che la tua società sia identificata all’esterno, ma anche di come il tuo target di clienti percepisce i prodotti, servizi e i valori della tua società. Promuovere un approccio marketing user-centrico significa focalizzarsi sull’esperienza del tuo cliente, a tutti i livelli del processo di acquisto.
Che cos’hanno in comune società come Zappos, Google, Apple, Amazon e Costco? Sono tutti brand che hanno raggiunto un grado di soddisfazione del cliente molto elevato e ispirano fiducia proprio perché fanno tutto quello che possono per servire i clienti, anche se questo significa perdere soldi nell’operazione commerciale. Queste società sono focalizzate sul promuovere un’esperienza che faccia sentire importanti e capiti tutti i clienti.
Per esempio, il Genius Bar che si trova nell’Apple Store è stato pensato per migliorare ulteriormente l’esperienza di chi entra in negozio. Anche il come è stato progettato è significativo: ti fa sentire come se fossi nel tuo bar preferito, dove sei di casa. E gli impiegati del Genius Bar ti trattano come un amico che fa le domane più interessanti sui prodotti e servizi della società. In effetti, tutti i lavoratori dell’Apple Store sembrano usciti da un universo parallelo dove essere cool è la norma. E la cosa più interessante è che non ti fanno sentire un perfetto idiota quando gli rivolgi domande molto semplici, perché amano quello che fanno e ti fanno sentire una superstar quando ti spiegano qualcosa. Il risultato è che tutti amiamo andare da Apple, amiamo i loro prodotti e ci sentiamo come una specie di eroi dato che facciamo parte del loro universo.
Come puoi implementare il tuo approccio marketing e renderlo più user-centrico?
Ecco alcune idee. Puoi analizzare le abitudini di acquisto dei tuoi clienti attraverso attenti studi comportamentali che utilizzano un approccio psicologico per capire come mai i clienti scelgono un prodotto rispetto a un altro. Puoi dare potere ai tuoi impiegati, come ha fatto Zappos che permette ai suoi dipendenti di fare sconti, omaggi, rimborsi istantanei e di spedire la merce anche prima di ricevere il reso. Puoi sollecitare l’opinione dei clienti su tuoi prodotti e servizi, chiedendogli quali miglioramenti gli piacerebbe vedere. Considera l’opinione del cliente anche dopo il suo acquisto: tornerà indietro per farne altri.
E, infine, puoi sfruttare i social media, provando a realizzare attività di listening che ti aiutano a individuare, ad esempio, quali siano le conversazioni più seguite dai profili che reputi più interessanti.
Un approccio marketing che pone al centro la persona è importante e, se non trovi il modo di far sentire speciale il tuo cliente, lo perderai per una società che invece è in grado di farlo. Focalizzati sui tuoi clienti: cerca di capire che cosa gli piace, che cosa non gli piace e, molto importante, quali vantaggi possono ottenere dalla tua società. E poi realizza i loro bisogni e necessità, costruisci nuovi prodotti e servizi per riempire una nicchia di mercato non sfruttata e il tuo successo sarà di lunga durata.
Qual è la strategia marketing che stai utilizzando per valorizzare i tuoi clienti? Raccontacelo sulla nostra pagina Facebook e sul nostro gruppo LinkedIn.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2017/02/Un_approccio_marketing_piu_personale_per_catturare_l_interesse.jpg366620Elisa Speronihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngElisa Speroni2017-02-21 10:45:302017-02-21 15:52:243 benefici che porta un approccio user-centrico al business
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