Email marketing e deliverability: l’importanza della sicurezza dell’infrastruttura nel Banking

Quanto è cambiato il mondo del banking con l’avvento del digitale?

Dalla sicurezza nei pagamenti alla proposta di servizi tramite app, banking e finance hanno dovuto rispondere velocemente al cambiamento per mantenere e sviluppare le relazioni con i clienti.

Se in passato tutto ruotava intorno al prodotto e i processi di comunicazione di una banca erano progettati e costruiti attorno all’offerta di un servizio, che fosse in grado prima di tutto di garantire i ricavi, oggi la prospettiva dei brand si è spostata dal prodotto alle esigenze del cliente: non è più quest’ultimo a recarsi in banca in cerca della soluzione, ma l’istituto a raggiungere il consumatore con la propria offerta.

Il mutamento, insomma, ha imposto innanzitutto il ripensamento di tutte le strategie di comunicazione.

Mobile Banking And Mobile Payment. Money transaction. Money transfer. Vector Illustration.

Banking & Finance, dal mass marketing al one-to-one

Dal marketing di massa, sviluppato attraverso canali tradizionali come tv, outdoor e carta stampata, si è passati agli strumenti digitali, che consentono di sviluppare offerte ritagliate sulle esigenze di ciascun cliente, in un rapporto di comunicazione one-to-one.

Come spiegato nell’ultimo white paper di MailUp “Strategie digitali per il Banking & Finance”, da una parte l’infrastruttura di invio, cioè la tecnologia che garantisce sicurezza e prevenzione contro le insidie del phishing, dello spam e di ogni altro tipo di abuso da parte di terzi, dall’altra l’automation, l’insieme di strumenti che consente di coniugare cross-canalità e personalizzazione delle campagne, sono i principali temi attorno ai quali si muove la competizione nel Banking & Finance.

I canali fondamentali per coltivare la relazione con clienti potenziali e acquisiti, migliorando la customer experience e modulando ciascuna campagna sulle esigenze e il profilo di ciascun destinatario, diventano quelli dell’email marketing e dell’SMS marketing.

Secondo l’Econsultancy’s Email Marketing Industry Census 2016, che ha intervistato 1.100 responsabili marketing del Regno Unito: quasi il 73% delle aziende valuta l’email marketing come ‘excellent’ o ‘good’ in quanto a ROI.

Nel 2015 la percentuale si attestava al 66%. I marketing executives UK ritengono che il canale email, da solo, guidi il totale di ricavi ottenuti dall’intero bacino di social media, sito web, display.

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Sicurezza e comunicazione: le chiavi digitali per il banking

Quali sono quindi gli aspetti tecnici da tenere in considerazione per garantire la sicurezza dei servizi finanziari e coltivare le relazioni con i clienti?

  1. Infrastruttura tecnologica: un’infrastruttura che rispetta i migliori standard di sicurezza apporta al brand alcuni importanti benefici. Innanzitutto consente di ottenere elevati tassi di recapito per le campagne, ma soprattutto garantisce agli invii la necessaria protezione da eventuali interferenze spam e phishing, e più in generale a qualsiasi impiego fraudolento delle email.
  2. L’autenticazione delle email è uno tra i fattori di influenza della deliverability e che comprende le tecnologie atte a determinare se un particolare identificatore viene usato dalla specifica organizzazione (identità) alla quale appartiene in maniera corretta.banking e finance mailup
  3. La brand equity e la customer experience sono stati indicati anche nel report Banking Industry Outlook 2016 di Deloitte US tra gli elementi di maggiore importanza per superare la distanza tra clienti e istituti. Non solo pubblicità in tv o grandi affissioni per le città, quindi, ma soprattutto cura dei più piccoli touch point con il cliente, a ogni livello, dallo sportello della filiale alle email e gli SMS inviati.

Ognuno di questi fattori, associato all’automation, ha delle specifiche tecniche molto dettagliate soprattutto nel settore banking & finance. Conoscere i dettagli delle procedure di sicurezza e di contatto con il cliente può aiutare ogni Manager a considerare le soluzioni più giuste per la propria specifica esperienza.

Vuoi saperne di più sulle soluzioni digitali per il Fintech? Scarica il white paper “Strategie digitali per il Banking & Finance” di MailUp.

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PornHub lancia l’app Trickpics per applicare filtri e sticker ai tuoi selfie hot

Non fate i bacchettoni, avete capito bene.

PornHub ha individuato una fascia di pubblico a cui proprio non bastavano Snapchat e Instagram. La nuova app Trickpics, disponibile per Android e iOS, consente agli utenti di personalizzare i propri selfie ignudi con oltre 15 filtri animati e sticker. L’app promette di preservare così la dignità degli utenti e qualsiasi tipo di revenge porn con animazioni colorate.

LEGGI ANCHE Social Network e revenge porn: qual è il punto della situazione?

Corey Price, vice presidente di PornHub, ha dichiarato:

“I selfie sono diventati una forma espressiva molto popolare nella società odierna. Sono essenzialmente il ritratto dell’era digitale, catturano gli individui in tutto il loro splendore. Hai la duck face, la posa nel bagno, quella in palestra e, anche se non molti di noi vorranno ammetterlo, il selfie nudo. Siamo orgogliosi di presentare la nostra nuova app che consentirà attraverso animazioni grafiche di rendere un’immagine NSFW (Not Suitable/Safe For Work) in una SFW e condivisibile. I nostri fan potranno condividere le proprie foto sexy con un tocco creativo.”

Non preoccupatevi della vostra privacy!Le immagini verranno infatti salvate direttamente sullo smartphone.

Ancora una volta PornHub intraprende un’operazione perfetta rispetto ai valori del proprio brand. Altre attività intraprese durante l’ultimo anno sono qui:
A lezione di educazione sessuale con Pornhub
Arriva la sezione di PornHub dedicata alla Virtual Reality
Pornhub salva Vine: epic win e fail della settimana

Il meglio in Stock: 10 immagini selezionate per il tuo business

Il meglio in Stock: 10 immagini selezionate per il tuo business

Scegliere l’immagine giusta per ogni articolo e per ogni post non è sempre semplice. Trovare la giusta combinazione di emozione e coerenza con il brand può essere un’operazione davvero complessa. Per questo motivo avere a disposizione una grande varietà di soggetti e di stili può aiutare a trovare l’ispirazione per comunicare il messaggio del tuo business.

Scegli sempre dei temi intorno ai quali costruire i tuoi contenuti e cerca di rispondere a interessi, curiosità e bisogni dei tuoi clienti.

Abbiamo cercato una serie di esempi per poterti aiutare a costruire la tua comunicazione visuale e per farlo siamo partiti dagli hashtag più utilizzati su Instagram: #work, #motivation, #travel e #food. Per ognuno di questi temi abbiamo poi selezionato una serie di immagini ad alto tasso di condivisione, nella ricca raccolta di Adobe Stock, un alleato prezioso per ogni progetto di comunicazione.

#Work, immagini selezionate per il tuo lavoro

Un sorriso per ricordare quanto sia bello ciò che fai, ogni giorno.

Il meglio in Stock: 10 immagini selezionate per il tuo business

Credits: Adobe Stock #143837763

La vera forza per ogni lavoro è la squadra. Come rappresentare meglio di così questa parola?

10 immagini stock per il tuo business

Credits: Adobe Stock #112381660

Quanto è frenetica la vita in ufficio? Tutto può essere racchiuso in una sola immagine.

Immagini per il tuo business

Credits: Adobe Stock #111918086

#Motivation: l’immagine giusta al momento giusto

Ci sono momenti nei quali vuoi comunicare la tua capacità di raggiungere ogni obiettivo. Come comunicarlo in un’immagine? Determinazione, concretezza, consapevolezza delle tue capacità.

Motivation: Immagini per il business

Credits: Adobe Stock #138946352

La differenza tra un successo e un fallimento spesso è solo nella determinazione con cui ci approcciamo alle sfide. Ecco come dirlo.

10 immagini stock per il tuo business

Credits: Adobe Stock #89946154

#Travel, per sognare attraverso le immagini

Le fotografie di viaggio e di conseguenza l’hashtag #travel, sono tra i contenuti più condivisi in assoluto su Instagram. Come inserirsi nel dialogo con i tuoi potenziali clienti, quindi?

Evocando l’emozione della partenza, ad esempio.

Travel immagini per il tuo business

Credits: Adobe Stock #132350633

O l’euforia dei preparativi. Per tutti, anche dopo mille viaggi è esattamente così!

10 immagini stock per il business

Credits: Adobe Stock #116233580

Oppure, ancora, raccontando le mille storie nascoste in ogni angolo del mondo.

Immagini Adobe Stock

Credits: Adobe Stock #92137876

#Food, un vero must per le immagini

Tra le immagini che abbiamo selezionato da Adobe Stock, ovviamente non poteva mancare il food, uno degli argomenti preferiti su Instagram, in tutte le sue varie declinazioni, dal #foodie al #foodtrend.

Il cibo può essere un modo per comunicare sperimentazione e crescita. Il primo vero laboratorio nel quale tutti ci troviamo ad agire è proprio la cucina.

Food 10 immagini per il tuo business

Credits: Adobe Stock #133784056

Ma è la colazione la vera regina delle immagini, perché dentro l’immagine di un caffè o di una spremuta ci sono intere storie, di risvegli pieni di carica e di energia, di momenti trascorsi in compagnia, ma anche di famiglia e di made in Italy.

Food immagini per il business

Credits: Adobe Stock #126408101

Facebook Messenger: arriva M, l’assistente digitale

Per scrivere i messaggi su Facebook Messenger dal 6 aprile gli utenti USA saranno assistiti da M, un sistema di intelligenza artificiale che cercherà di intuire le intenzioni di chi scrive e dare suggerimenti per completare il messaggio. Per ora, l’innovazione sarà disponibile sia per IOS che per Android solo per gli utenti USA, mentre per il resto del mondo bisognerà attendere un po’.

Dopo un anno di esperimenti dove ha operato con l’assistenza di essere umani, finalmente oggi l’assistente digitale di Facebook Messenger sarà in grado di operare in autonomia, dando dei suggerimenti quando in una conversazione tra due utenti se ne palesasse l’opportunità.

M, l'assistente per Facebook Messenger

M: per una migliore esperienza d’uso di Facebook Messenger

Quali azioni potrà compiere M? Bassandosi sul contesto della conversazione che gli utenti stanno tenendo, potrà suggerire azioni, comportamenti e soluzioni quali:

  • inviare sticker: M suggerirà lo sticker più appropriato in base a certe parole chiave, come “grazie” o “ciao”;
  • fare pagamenti o richiedere denaro: M darà indicazione su come pagare o richiedere denaro via Messenger, se rileva che nella conversazione si stia parlando di denaro;
  • condividere la posizione: M vi suggerirà come condividere la vostra ubicazione;
  • assistere nella pianificazione: state parlando di incontrarvi? M vi aiuterà a organizzare la riunione;
  • iniziare un sondaggio (per i gruppi): diventa difficile prendere una decisione? M vi aiuterà a creare un sondaggio per dare l’opportunità a tutti di indicare l’opzione preferita;
  • trovare un passaggio: state parlando di andare da qualche parte? M vi suggerirà la funzione “trova un passaggio” e vi darà l’opzione di selezionare Lyft oppure Uber.

 

M assistente per Facebook Messenger

Per migliorare in maniera progressiva le sue performance, M usa tecniche di Machine Learning: più gli utenti lo utilizzano, più imparerà a dare suggerimenti efficaci e consoni (che potranno comunque essere ignorati).

Un fedele servitore?

I sistemi di intelligenza artificiale usati per creare i vari assistenti digitali oggi disponibili (M è l’ultimo di una lunga serie: conosciamo già Siri, Cortana, Alexa, Echo) sono sempre in ascolto in attesa di esaudire ogni nostro desiderio. Ciò che distingue M rispetto loro è che anche senza averlo richiesto esplicitamente, continuerà ad essere attivo: non sarà necessario usare frasi come “Hey Siri!” oppure “OK, Google” per attivare il “fedele assistente”.

In ogni caso, Facebook darà la possibilità a chi non desideri l’assistenza di M o la considerasse troppo invadente, di disattivarlo nelle impostazioni della app. Voi che farete? Lo lascerete attivo a farvi da assistente o preferirete far da soli, senza testimoni evidenti e invadenti?

Diteci cosa ne pensate nella nostra pagina Facebook e nel nostro gruppo LinkedIn!

come valutare influencer

Come valutare il giusto influencer per il vostro brand

L’influencer marketing, ovvero la pratica che prevede il coinvolgimento – in particolare nell’ambito della comunicazione – di figure autorevoli in grado appunto di esercitare un’influenza sui loro contatti, è un’opzione che i brand stanno prendendo sempre più in considerazione. Numerose ricerche dimostrano infatti che mentre da un lato gli utenti si allontanano progressivamente dall’advertising, perdendo interesse e fiducia nella comunicazione che proviene dai canali aziendali, essi sono più propensi ad ascoltare e dar credito a figure che considerano loro pari o modelli da seguire e che soprattutto sono esterni all’azienda, in pratica,  consumatori o clienti come noi da cui trarre spunto.

In questa scenario, mettendosi nei panni dei brand, le prime domande che verrebbe da porsi sono: chi sono questi influencer e quali criteri posso adottare per selezionarli e valutarne l’efficacia?

A tal proposito Small Business Trends suggerisce una checklist su alcuni aspetti da prendere in considerazione per scegliere il giusto influenzatore per il vostro mercato.

Profilo dei follower sui social media

Un buon punto di partenza per una strategia di marketing è avere una chiara consapevolezza delle caratteristiche della propria audience. Allo stesso modo il vostro influencer dovrebbe essere in grado di fornire un quadro del suo pubblico inteso come l’insieme dei contatti, fan e follower che costituiscono il suo network. Chiedete informazioni sul profilo demografico e di genere del suo pubblico, ma anche sulla provenienza geografica e verificate in che misura questi risultati coincidono con il vostro target obiettivo.

come valutare influencer

Qualità dei contenuti

Articoli di blog? Podcast? Video tutorial? Immagini accattivanti?

Interrogatevi sulla tipologia di contenuti che l’influencer è solito creare e valutatene la qualità sia grafica sia di copywriting, soprattutto relativamente a quei contenuti, dove presenti, in cui vengono menzionati i brand.

Continuità nella comunicazione

La frequenza con cui un influencer comunica con il proprio pubblico è un altro indicatore interessante. Oltre che produrre contenuti sui social media con una certa cadenza (si stima che sui social media un influencer dovrebbe postare non meno di 5 volte a settimana), un buon influenzatore dovrebbe inoltre dedicare del tempo alla cura e alla gestione delle conversazioni che si innescano a seguito delle sue azioni. Valutate quindi l’impegno nel mantenere il rapporto con i contatti.

Il tono di voce dell’influencer

Il supporto ad un brand può essere fornito in modi differenti. È opportuno comprendere il “tono di voce” con cui l’influenzatore esercita la sua capacità di impattare sulle percezioni degli utenti. Tale tono può essere diretto, ovvero finalizzato ad invitare esplicitamente il pubblico a compiere delle azioni, oppure può essere più “vero” e spontaneo in cui il brand compare all’interno della comunicazione quasi naturalmente.

come valutare influencer

Coinvolgimento e autenticità dei follower

Quando si parla di follower il motto è sempre questo: qualità e non quantità. In un contesto in cui i micro-influencer (utenti che nei social media hanno un massimo di 5 mila follower) sono più efficaci dei grandi testimonial, ciò che dovrebbe essere valutato non è la dimensione del pubblico bensì la capacità di saperlo coinvolgere. Perciò diffidate da quei profili con centinaia di migliaia di seguaci ma con così pochi like e commenti ai post, le soluzioni potrebbero essere due: o i contenuti sono poveri e poco interessanti e i follower hanno perso l’interesse nel seguirli, o c’è una buona probabilità che parte di questi follower siano inattivi o addirittura falsi e quindi acquistati. Ebbene, come verificare se l’influencer di turno ha fatto shopping di fan? Potete utilizzare delle piattaforme come ad esempio FollowerCheck che fornisce un report sulla veridicità dei follower su Instagram oppure il servizio BotOnNot in grado di individuare i seguaci falsi su Twitter.

Reciprocità del rapporto

Questo è un aspetto cruciale ai fini della valutazione , è fondamentale che tra il brand e l’influencer si instauri una relazione win-win nella quale entrambe le parti possano trarre dei vantaggi. L’influenza potrà essere esercitata solo nel momento in cui sia il brand, sia l’influencer si riconoscano nel messaggio, nel tono di voce e soprattutto nel prodotto o servizio oggetto della campagna di comunicazione. Pertanto, affinchè tali operazioni risultino credibili agli occhi degli utenti, il profilo dell’influencer e tutto ciò che esso rappresenta, dovrà essere allineato il più possibile all’immagine e all’identità del brand che lo ha coinvolto.

La corsa all’influencer è fatta di ricerche complesse e continue negoziazioni. In quest’ottica, più gli obiettivi di marketing sono chiari e più risulterà efficace il coinvolgimento di queste figure chiave. Ogni caso di successo ha una sua storia ed è per questo che ci interesserebbe molto conoscere le vostre esperienze a riguardo e che potete condividere sulla nostra pagina di Facebook o sul gruppo di Linkedin.

Occhi verso il cielo, la luna diventa un’opera d’arte

Chi di noi non ha mai rivolto gli occhi verso il cielo, sognando un qualcosa di bello ed impossibile, perdendosi nella luminosità della luna? Da sempre oggetto di contemplazione, ispirazione per artisti, musicisti, poeti e scrittori; meta di viaggi fantascientifici e fonte di studi continui da parte degli scienziati di tutti i tempi.

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L’artista inglese Luke Jerram ha deciso non solo di ispirarsi alla luna per la sua opera d’arte, ma di renderla un’installazione itinerante, sfruttandone il potere misterioso ed enigmatico, perchè la luna, fin dall’antichità, è stata vista dagli uomini come una divinità da temere e venerare, un qualcosa di magico, indecifrabile, per poi essere studiata ed analizzata, nei minimi dettagli. “The museum of the Moon” questo è il suo nome, è una struttura sferica illuminata internamente, ha un diametro di sette metri ed è il risultato della fusione delle immagini lunari, pervenute direttamente dalla NASA, dalla Lunar Reconnaissance Orbiter Camera, un veicolo lanciato nello spazio che orbita intorno la luna dal 2009.

La bellezza della Luna itinerante, sta nel fatto che tutti possono lasciare le proprie “impronte” sulla sua superficie, perché ognuno di noi ha un’interpretazione diversa di essa, in base alle propria cultura, alle credenze ed ai miti che nascono dietro la sua figura. E’ la persona che entra a far parte dell’opera con le sue idee e convinzioni, la personalizza, la rende unica e questa  si arricchisce in ogni luogo in cui è ospitata, che sia collocata in un’università, in un parco o semplicemente che faccia capolino tra gli altissimi palazzi di una metropoli.

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L’opera è già stata presentata in sei città del Regno Unito, Francia, Belgio e Paesi Bassi e sono stati aggiunti altri sei posti al tour. E noi speriamo di vederti presto anche in Italia, Luna magica!

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Adidas Futurecraft 4D: benvenuto nella nuova era delle scarpe da corsa 3D

Adidas Futurecraft 4D è la prima scarpa ad alte prestazioni destinata ad accontentare una grande fetta di sportivi, con un’idea alla base altamente innovativa: l’intersuola realizzata con il processo denominato Digital Light Synthesis.

Questa tecnologia all’avanguardia è stata infatti sfruttata per la prima volta per una produzione di massa, ed è di proprietà di Carbon, azienda della Silicon Valley che ha sviluppato il concetto di stampa 3D con un processo che unisce le resine in forma liquida con “luce e ossigeno“, trasformando quindi il tutto in un materiale solido e con proprietà perfette per la corsa.

I vantaggi di questo processo infatti rendono l’intersuola (la parte di scarpa fra la tomaia ed il battistrada) eccezionalmente resistente e ad elevata reattività elastometrica, con un risultato finale più all’avanguardia di qualsiasi soluzione di produzione tradizionale.

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Sviluppando infatti i limiti dell’attuale stampa 3D, ancora piuttosto lenta e con un range di materiali produttivi limitati, il processo produttivo di Carbon e Adidas è in grado di utilizzare materiali all’avanguardia con una velocità di produzione di circa un’ora. In questo modo, il Digital Light Syntesis dona alla resina specifiche proprietà di elasticità, robustezza, ammortizzazione del piede e persino colore.

Il tutto garantisce l’assenza di post produzione (tramite lo stampaggio delle resine non sono previsti materiali di supporto), portando alla commercializzazione di massa prevista per l’autunno.

L’obiettivo di vendità è infatti pari 5.000 unità nel 2017, con un passaggio a 100.000 unità nel 2018, tramite un processo produttivo ottimizzato e con un prezzo al pubblico meno premium e più competitivo.

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Queste scarpe insomma sono ad alte prestazioni e, soprattutto, realmente basate sulle esigenze degli atleti: il processo è infatti ottenuto confrontando 17 anni di dati provenienti dalle corse dei più grandi atleti di tutto il mondo.

In futuro inoltre potremmo assistere ad un’ulteriore evoluzione: una scarpa da corsa realizzata su misura, specifica per la conformazione del piede dell’atleta e del terreno della specialità. Ma le personalizzazioni, quando parliamo di stampa 4D… sono infinite!

Noi non vediamo l’ora di provarle, tu? Discutiamone insieme sulla pagina Facebook di Ninja Marketing 😉

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Primavera in ufficio: 3 pratici consigli per aumentare la tua produttività

Le pulizie di primavera sono un classico: finito l’inverno, è normale voler dare una rinfrescata alla propria casa. Non solo quest’ultima, tuttavia, ha bisogno di una “ripulita”. Non è da sottovalutare, infatti, l’impatto di quella che in inglese si chiama comunemente head trash, ovvero l’insieme di pensieri negativi, demotivanti discorsi interiori, abitudini vecchie e dannose, credenze che limitano il proprio successo, ricordi dolorosi, paure, e tutto ciò che ci rende tutt’altro che persone produttive e motivate.

Per rimuovere questa “robaccia” i consigli sono familiari. Evitare la negatività, circondarsi di persone con cui ci troviamo in sintonia, focalizzarsi sui progetti per il futuro, eliminare le vecchie abitudini, affrontare i propri timori, sono tutte pratiche di cui si sente spesso parlare, ma con cui non è sempre semplice approcciarsi. Come iniziare? Magari pensando al proprio ambiente di lavoro. È stato dimostrato, infatti, che un po’ di “pulizie di primavera” nel proprio ufficio aiuta a essere più produttivi, creativi e motivati. Di seguito qualche consiglio da cui partire.

#1 Liberare la scrivania da oggetti non essenziali

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Molte persone si trovano a proprio agio nel disordine, ma è provato che in alcuni casi questo può portare debolezza, ansia e pesantezza durante le nostre ore di lavoro. Questo accade perché il disordine porta la nostra attenzione verso stimoli differenti, distraendoci dagli elementi su cui dovremmo stare concentrati, rende difficile rilassarsi, sia fisicamente che mentalmente, dà un segnale al nostro cervello facendoci avere l’impressione che ci sia sempre qualcosa da fare, può portare a imbarazzo e a sensi di colpa, inibendo la creatività, la produttività e la capacità di risolvere i nostri problemi, oltre che a limitare la praticità nell’interazione con oggetti e tecnologie.

Ecco perché è molto importante dedicare un po’ di tempo a pulire il proprio spazio di lavoro da tutti gli oggetti che non sono rilevanti a portare avanti il progetto su cui si è concentrati, come vecchie agende, post-it svolazzanti o anche inutili mail che in maniera pigra lasciamo nelle inbox. Non è sempre bene disfarsene, ma liberare la propria scrivania può anche voler dire liberare la mente.

#2 Aggiornare il proprio “cassetto degli snack” e la propria lunch box

Food

Il cibo che si consuma (o che non si consuma) sul posto di lavoro o in pausa pranzo è importante per la propria salute quanto per la propria creatività e produttività. Sarebbe bene lasciar stare caramelle e cibo spazzatura, lasciando spazio ad alimenti che stimolano le nostre menti.

Alcuni esempi? I pesci provenienti da località fredde sono ricchi di Omega 3, sicuramente una delle sostanze che stimola maggiormente il nostro cervello; verdure come broccoli, spinaci, o a foglia verde stimolano la concentrazione grazie alla ricchezza di antiossidanti; alimenti integrali aiutano il cervello a non rilasciare troppo velocemente energia glucosica; verdura e frutta fresca hanno un notevole impatto sul livello di zucchero nel sangue, diventando vera e propria “benzina” per la nostra attività cerebrale; i legumi, come anche la frutta secca, sono una fonte importante di proteine; il caffè, se non consumato di prima mattina e in dosi non esagerate, aiuta ad accelerare il metabolismo e ci conferisce maggior concentrazione; il tè verde aiuta il cervello a non “invecchiare”, oltre che a mantenerci piuttosto svegli. Tuttavia, non dimentichiamo anche gli snack che ci fanno stare bene e ci fanno sentire positivi: qualche cookie e un po’ di cioccolata non fanno mai male nel cassetto.

#3 Scegliere il colore blu per le decorazioni

Blue Underwater

Può sembrare curioso: è stato dimostrato che il colore blu stimola la creatività. A differenza di altri colori, infatti, come ad esempio il rosso, che è spesso associato all’impegno, all’accuratezza, all’energia, il blu è perfetto se si pensa a contesti caratterizzati da esperienze di progettazione creativa. Questo avviene probabilmente perché associamo questo colore alla vastità, e a elementi come il cielo o l’oceano.

In questo modo, queste associazioni ci rendono più open-minded e aperti al rischio, con il risultato che la nostra creatività viene stimolata positivamente. Riempire i nostri muri bianchi con qualcosa di blu, quindi, può essere un vantaggio per la nostra efficienza lavorativa.

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A lezione di creatività da Coca-Cola, Guinness e Apple

I creativi di Coca-Cola, Guinness e Apple hanno creato mondi fantastici, in grado di arrivare a toccare il cuore del grande pubblico. Perché te ne parlo? Perché oggi, nel mare di annunci pubblicitari, attraverso canali diversi e a volte combinati tra loro, è sempre più difficile catturare l’attenzione e suscitare interesse nel pubblico di potenziali clienti.

Le aziende si sfidano a colpi di creatività: sanno di dover essere sempre più competitive, cercando di superare ogni volta i limiti della fantasia e del possibile. Servono idee accattivanti e uno storytelling potente, capaci di tradurre e trasmettere i valori aziendali, di suscitare emozioni in chi sta dall’altra parte dello schermo.

Scott Carlson, CEO di Van’s General Store, per la rubrica “Best Ads Ever” di Adweek, ha raccontato i suoi spot pubblicitari preferiti da sempre. I tre video scelti appartengono ad aziende che operano in business completamente diversi fra loro e ciò che le accomuna in quest’occasione è la capacità di raccontarsi attraverso la costruzione di un mondo fantastico, per trasmettere i propri valori.

Se sei in cerca di un po’ di sana ispirazione per le tue campagne di advertising, ecco qui tre spot che ti faranno sognare ad occhi aperti. Buona visione 🙂

Coca-Cola: Happiness Factory, 2006

Coca Cola, con una serie di video pubblicitari, con una monetina ci trasporta nella sua Happiness Factory: all’interno di un distributore automatico di bevande, un mondo animato si svela davanti ai nostri occhi.

Creato nel 2006 dall’agenzia pubblicitaria Wieder + Kennedy, questo corto mostra un mondo fantastico popolato da animali animanti che con amore, dedizione, leggerezza e divertimento, preparano una bottiglia di Coca-Cola.

Guinness: Dreamer, 2001

Con una storia pubblicitaria di notevole stampo creativo, il filmato “Dreamer” di Guinness ci catapulta all’interno di un sogno. La pellicola in bianco e nero, lo storytelling astratto, i suoni ovattati, rendono l’ambientazione unica.

Surreale è la visione di uno scoiattolo che beve; una tenda che rivela il senso della vita; un immaginario club di sognatori che, tra corse, cani danzanti e cavalli rovesciati, sogna il senso della vita.

Il video è perfettamente in sintonia con lo slogan di Guiness: Le cose belle arrivano a chi sa aspettare.

LEGGI ANCHE: Cool! I brand favoriti dai Millennial e dalla Generazione Z

Apple:  Frankie’s Holiday, 2016

https://www.youtube.com/watch?v=aFPcsYGriEs

Il terzo video individuato da Carlson ci aveva fatto commuovere lo scorso anno: è lo spot natalizio della famosa mela morsicata, con protagonista il personaggio del libro di Mary Shelley, Frankenstein.

Il video si apre mentre la creatura è intenta a registrare la melodia di un carillon nel suo iPhone. Mentre si dirige in città per cantare There’s No Place Like Home sotto l’albero di Natale al centro della piazza, qualcosa va storto e una delle lucine non funziona più. Un’espressione triste così triste da spezzarci il cuore, appare sul suo volto, rendolo più umano e vicino a noi. In suo aiuto per fortuna arriva una bambina, regalando a quel volto un sorriso. Il video si conclude con il toccante invito: “Aprite a tutti il vostro cuore”.  

E tu invece, quali creatività ricordi con più emozione?

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Elen, il chatbot di Enel che ti risponde su Messenger

C’è voluto molto tempo prima che le aziende riuscissero a padroneggiare adeguatamente la customer care attraverso i social network, ma la sfida non è chiusa: l’intelligenza artificiale oggi mette in discussione quanto appreso fino ad oggi e offre ai marketer una nuova opportunità, i chatbot.

In Italia Enel è la prima utility, e una della prime aziende nel mondo, che sceglie di implementare nella sua comunicazione corporate un chatbot su piattaforma Facebook Messenger: il nuovo assistente digitale si chiama Elen, anagramma del nome dell’azienda, ed è già in grado di parlare tre lingue: italiano, inglese e spagnolo.

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La funzione di Elen è quella di semplificare la relazione quotidiana con i principali stakeholder (clienti, azionisti, dipendenti, media, ecc) interagendo con questi nell’universo digitale di Facebook.  Il chatbot, rispondendo a poche keyword, offre agli utenti  i contenuti più rilevanti che raccontano l’impegno di Enel nel mondo.

Grazie alla possibilità di attivare notifiche push è possibile restare informati su comunicati stampa, notizie e storie appena queste vengono pubblicate. Il chatbot di Enel può rispondere anche alle domande legate all’organizzazione, come ad esempio «Chi è il CEO di Enel?» e alle sue attività, «Cosa fa Enel a Larderello?», avvicinando l’azienda ai suoi stakeholder.

Ryan O’Keeffe, Direttore della Comunicazione di Enel, spiega così la scelta di Enel:

Digitalizzazione e Customer-Centricity sono due pilastri molto importanti della Strategia Industriale del Gruppo Enel. Il lancio di un canale di relazione su Facebook Messenger porta il nostro brand più vicino ai nostri stakeholder, e ci porta avanti nella trasfomazione digitale di Enel.

Enel e l’identità open power

All’interno di una strategia necessariamente orientata alla responsabilità sociale, Enel si sta impegnando in attività di comunicazione, formazione e meeting aperte al confronto con i suoi principali stakeholder: la mentalità che muove queste azioni è quella di creare una brand identity orientata all’open power, un concetto di apertura che vuole valorizzare la sostenibilità e l’innovazione dell’azienda.

Elen è stata sviluppata dall’agenzia imille e segue dunque le iniziative di #EnelFocusOn, una serie di incontri organizzati da Enel in giro per il mondo, che hanno l’obiettivo di aprire il dialogo sulle opportunità digitali e dare il via a input e ispirazioni per nuovi progetti. Isabella Panizza, Head of Global Digital Communications di Enel, aggiunge:

Dopo #EnelFocusOn e @EnelData su Twitter, continuiamo a spingere la nostra azione di comunicazione seguendo il tema dell’innovazione non solo nei contenuti ma anche nei modi in cui parliamo ai nostri pubblici.

Elen risponde alla necessità di trovare una traduzione dei contenuti di Enel valida per tutte le nazioni, rivolgendosi agli utenti in un ambiente che conoscono e in cui si trovano a loro agio: l’azienda ha scelto dunque di aprire un canale al di fuori degli spazi più istituzionali, confermando l’approccio open che già sta perseguendo con le attività di #EnelFocusOn.

Secondo Paolo Pascolo, CEO de imille, «l’innovazione portata dai chatbot è qui per restare, non è effimera. Sempre di più la convergenza fra VR, AI e Chatbot spingerà la creatività nella comunicazione verso nuovi orizzonti tecnologici ricchi di promesse»

Elen può essere raggiunto da subito cliccando sull’icona messaggio dalla Pagina Facebook di Enel Group oppure andando all’indirizzo: https://www.messenger.com/t/EnelGroup