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Funziona così

Su Facebook arriva il tasto “i” per segnalare le bufale. Cosa devi sapere

Se vedi il pulsante "i", fai parte di un esperimento che Facebook sta conducendo per combattere le fake news

Valerio Faedda 

Web Editor & Social Media Manager @Club Esse

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"Siamo sotto attacco!" Quante volte oggi sei incappato in una fake news (o quasi) scorrendo la home di Facebook?!

Facciamo una brevissima premessa: il termine "attacco" può sembrare eccessivo, eppure sai qual è la frequenza con cui ci si imbatte in rete in una "bufala"? Nel 2016 oltre il 30% degli internauti negli Stati Uniti leggeva una notizia falsa più di una volta al giorno, semplicemente navigando tra le bacheche di Facebook e Twitter.

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Fonte: Statista

Termini quali "fake news", "bufale" e "post-verità" sono balzati agli onori della cronaca con le elezioni presidenziali statunitensi del 2016, dove venne creato un livello di confusione tale, che spinse l'allora presidente Obama a definire quella situazione come una "nube polverosa di nonsense".

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Fonte: Statista

E secondo un sondaggio della fine del 2016, il 17% degli intervistati ha affermato che i social network dovrebbero essere più responsabili e vigili, per assicurare che gli utenti non siano continuamente esposti a fake news di ogni genere.

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Fonte: Statista

Il fenomeno delle fake news è uno degli argomenti che sono stati più discussi e combattuti nel 2017. Il preoccupante aumento di siti web e piattaforme che pubblicano deliberatamente truffe e informazioni fuorvianti in rete, ha conseguentemente reso gli utenti del web più prudenti nella fruizione delle informazioni online.

LEGGI ANCHE: Facebook e la guerra alle fake news: facciamo il punto della situazione

Oggi, oltre un quarto dei social users americani afferma di fidarsi raramente delle notizie che leggono sui social media; così il gigante di Menlo Park ha deciso di rinforzare la sua strategia per combattere le fake news. Infatti, se vedi un piccolo pulsante "i" su Facebook, fai parte anche tu di un test che il padre di tutti i social network sta conducendo come parte della sua battaglia contro le cosiddette "bufale".

Cos'è il pulsante "i" introdotto da Facebook?

Facebook cerca da tempo di far sì che gli articoli condivisi sulla sua piattaforma forniscano informazioni accurate. Per questo motivo ha introdotto (al momento sotto forma di esperimento per testarne l'efficacia) un nuovo pulsante sugli articoli che gli utenti vedono nel NewsFeed.

LEGGI ANCHE: News Feed Facebook: come vedere i contenuti che ci interessano davvero

Questo contribuirebbe a rendere gli individui più consapevoli e a prendere decisioni più informate e coscienti sulle notizie che leggono e condividono, e probabilmente in ultima analisi, si spera che questa nuova funzione possa fornire ai lettori ulteriori informazioni sulla fonte.

Se sei stato selezionato da Facebook per partecipare al test, potrai vedere questo piccolo pulsante nell'angolo in alto a destra sopra il titolo di un articolo. Toccando l'icona "i", potrai trovare informazioni aggiuntive relative all'editore, consentendoti di seguire la sua pagina, articoli di tendenza o news relative all'argomento che stai leggendo, con inoltre tutta una serie di informazioni su come la notizia viene condivisa su Facebook.

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Fonte: TechCrunch

Così Facebook diventa sempre più media company

Il Product Manager di Facebook Sara Su ha confidato a TechCrunch che «le persone hanno detto che vogliono maggiori informazioni su ciò che stanno leggendo. Vogliono strumenti migliori per aiutarli a capire se un articolo è di un editore di cui si fidano e che valuti la credibilità della storia».

E la risposta del Social Network non si è fatta attendere; il pulsante "i" (test ancora nelle fasi iniziali) è l'ultimo strumento del Facebook Journalism Project, il nuovo programma che intensifica i legami tra Facebook e il mondo dell'editoria e che ha combattuto la diffusione delle fake news per molti mesi, soprattutto durante il periodo delle elezioni.

La miglior arma contro le fake news? Consapevolezza

Come recitava un famoso slogan di un altrettanto celebre prodotto per l'igiene dentale, "prevenire è meglio che curare". Per questo motivo, la prima arma che potremmo probabilmente impiegare nella guerra contro le bufale è una presa di coscienza collettiva, che ci porti ad un ulteriore approfondimento delle fonti che leggiamo sui social media.

Riusciremo mai a sviluppare degli strumenti atti ad eliminare definitivamente la piaga delle fake news in rete? Potremo in un futuro non troppo lontano sviluppare un "anticorpo", una sorta di antivirus che sia in grado di difendere l'internauta dalle notizie false?

LEGGI ANCHE: Possiamo veramente difenderci dalle fake news?

Ai posteri l'ardua sentenza! Per il momento, alla prossima panzana che incontrerai in Rete, dai prima uno sguardo nell'angolo in alto a destra della notizia, se non trovi l'iconcina della "i", scendi in trincea e unisciti alla lotta contro chi, con la disinformazione, vuole renderti complice; informati come solo un vero ninja sa fare!

VUOI APPROFONDIRE L'ARGOMENTO?

"Le persone hanno detto che vogliono maggiori informazioni su ciò che stanno leggendo. Vogliono strumenti migliori per aiutarli a capire se un articolo è di un editore di cui si fidano e che valuti che la storia sia credibile"